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Ispra, dissesto idrogeologico e consumo di suolo a portata di click

Accessibilità multifunzionale per la nuova versione del Portale del Servizio Geologico d’Italia: uno strumento di lavoro per i professionisti e non solo

Contiene 36 banche dati, consente di navigare con il visualizzatore e permette la sovrapposizione delle mappe anche con i dati provenienti da altri Enti. È on line la nuova versione del Portale del Servizio Geologico d’Italia – ISPRA, accessibile da smartphone, tablet e smart tv, che per la prima volta unisce tutti i dati sulle pericolosità geologiche che caratterizzano il territorio italiano compreso il rischio sismico e quello vulcanico, nonché tutti i numeri del Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS), di ITHACA (il catalogo delle faglie capaci) e di IFFI (Inventario dei fenomeni franosi d’Italia). È quindi possibile fruire in maniera semplice e veloce di tutte le informazioni relative a frane, sinkholes e faglie attive presenti sul territorio nazionale, nonché di tutti i numeri degli interventi per la difesa del suolo, i dati sul consumo di suolo, la cartografia geologica e geotematica.

Attività

L’ ISPRA è un Ente Pubblico di Ricerca istituito con la Legge 133/2008, strutturato in tre Dipartimenti tecnici e sette Centri Nazionali. Il Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia è a sua volta strutturato in due Servizi e cinque Aree tecniche, aventi il mandato (Legge 152/2006) di: raccogliere, elaborare, archiviare e diffondere i dati geologici; effettuare studi geologici e ricerca incentrata sugli elementi dell’ambiente fisico e dei rischi; realizzare e aggiornare la Carta geologica e tematica del territorio italiano.

Progetti

L’ISPRA attraverso il Servizio Geologico d’Italia partecipa a numerosi progetti finanziati da Programmi dell’Unione Europea relativi ad attività di ricerca e sviluppo, scambio di informazioni, training e capacity building, ad iniziative internazionali, in molteplici discipline afferenti alle Scienze della Terra.

Pubblicazioni

Il Servizio Geologico d’Italia cura la realizzazione di alcune collane editoriali che raccolgono pubblicazioni scientifiche su diversi temi geologici. Inoltre, realizza prodotti di cartografia geologica e geotematica. I prodotti sono riportati nell’elenco qui sotto disponibili in visione, download e/o in vendita.

 

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AgroInnovation EDU. Progetto di promozione dell’agricoltura digitale e dell’innovazione per studenti e docenti di Istituti Agrari e Università

Dalla SCUOLA al CAMPO: coltiviamo INNOVAZIONE

AgroInnovation EDU è un progetto di promozione dell’agricoltura digitale e dell’innovazione per studenti e docenti di Istituti Agrari e Università.

Per conoscere come il digitale sta cambiando l’agricoltura, Image Line ha percorso più di 10000 km attraverso l’Italia con AgroInnovation Tour, ascoltato più di 40 relatori e incontrato tantissimi professionisti che ogni giorno nel loro lavoro utilizzano tecniche e strumenti innovativi.

Da questa esperienza è nata la volontà di trasmettere quanto appreso agli agricoltori e consulenti di domani, per educarli fin dai banchi di scuola ad uno sguardo moderno, innovativo e tecnologicamente avanzato sull’agricoltura.
Image Line ha deciso di mettere nelle mani degli studenti, gli stessi servizi e le stesse informazioni che ogni giorno, da quasi trent’anni, vengono fornite a più di 170.000 professionisti del settore che li aiutano a fare bene il proprio mestiere e a valorizzare i loro prodotti.

Con AgroInnovation EDU si regala ad ogni Istituto Agrario e Facoltà di Agraria l’accesso a QdC® – Quaderno di Campagna e Fitogest®+ e intraprendere insieme un percorso alla scoperta delle possibilità dell’agricoltura digitale, attraverso attività di formazione pensate sia per gli studenti che per i docenti.

Grazie al Protocollo di Intesa siglato il 18 dicembre 2017 con Re.N.Is.A – Rete Nazionale Istituti Agrari, il progetto si rivolge a tutto il territorio italiano.

Per saperne di più https://agroinnovationedu.imagelinenetwork.com/ 

A Macfrut, il Greenhouse Technology Village

La rivoluzione orticola protagonista in una grande area dedicata all’innovazione e in un convegno internazionale con i massimi esperti. Macfrut lancia la proposta: riconvertire le aree dismesse in luoghi d’eccellenza dell’orticolo. 

Cesena (14 marzo 2019) – Si calcola che le aree industriali dismesse in Italia siano il 3% del territorio, pari a un’estensione come la regione Umbria. Uno sproposito. Macfrut lancia una proposta concreta per la loro riconversione: farne dei luoghi d’eccellenza nell’innovazione orticola. Questo settore negli ultimi anni, infatti, si è reso protagonista di un imponente rivoluzione, che consente di coltivare prodotti di assoluta qualità su piccole aree, senza condizionamenti climatici e con notevole risparmio energetico. In orticoltura protetta, la tecnologiasia hardware che software, svolge un ruolo fondamentale nella conduzione dei processi produttivi e gestionali. Nelle serre dove è possibile controllare e gestire temperatura, umidità, luce, apporto di nutrienti attraverso la fertirrigazione, stanno acquisendo un’importanza sempre maggiore. Appaiono sempre più importanti i vantaggi derivati dal miglior utilizzo delle risorse naturali, in quanto nelle colture in serra si possono ottimizzare i consumi di acqua e di concimi chimici e l’impatto ambientale è minimo dal momento che coltivare in un ambiente protetto comporta un minor utilizzo di prodotti fitosanitari.

Una prova dell’evoluzione in questa direzione sarà possibile toccarla con mano a Macfrut (Fiera di Rimini 8-10 maggio) nel Greenhouse Technology Village. Un vero e proprio villaggio dell’innovazione orticola in serra che ospita i produttori di tecnologie, materiali e mezzi tecnici, sementieri e vivaisti specializzati. Un’area altamente specializzata, posizionata nell’ingresso Est, dove vengono presentate alcune delle innovazioni destinate a diventare strumenti di lavoro quotidiani per i produttori.
L’esposizione in fiera sarà accompagnata da una convegno internazionale dal titolo “Il futuro della serricultura e la serricultura del futuro” (9 maggio). Organizzato con la collaborazione scientifica di Cecilia Stanghellini, della Wageningen University&Research Greenhouse Horticulture Unit, l’incontro prende in esame i trend della produzione vegetale per il mercato del fresco in Europa e nel mondo, e le tendenze verso le nuove tecnologie produttive. A parlarne saranno relatori che portano esperienze da Olanda (Cindy van Rijswick, Fresh Produce Analist, Rabobank), Spagna (Roberto García Torrente, Director Innovación Agroalimentaria Cajamar, Almeria), Marocco ed Est Europa (Paolo Battistel, Ceres). Questi Paesi hanno creduto nelle nuove tecniche produttive del fuori suolo (substrato, sistemi in NFT, Floating System, condizionamento del clima interno alla serra e dell’illuminazione artificiale ecc), e oggi sono i protagonisti del mercato internazionale degli ortaggi.
L’Italia, considerata dai più come l’ambiente ideale per le produzioni vegetali soprattutto in serra, di fronte a queste nuove tecnologie mostra segnali contrastanti, con alcune aziende leader che oggi possono effettivamente competere a livello internazionale. Nel convegno sarà effettuata una analisi dei punti di forza e di debolezza del settore in Italia, che oggi può godere dei vantaggi determinati dalle energie rinnovabili, in grado di contribuire al loro sviluppo. A parlarne saranno Stefania de Pascale (Università di Napoli), Giorgio Prosdocimi Gianquinto (Università di Bologna), Massimo Lucchini (Idromeccanica Lucchini). A seguire anche una tavola rotonda sul tema “Cosa serve per rendere la serricultura italiana a prova di futuro?”.

Con questa doppia iniziativa – Greenhouse e convegno – Macfrut lancia un segnale di prospettiva. Nel 2050 la popolazione sarà di 10 miliardi di persone e ciò richiederà un fabbisogno di ortofrutta pari a 3,5 miliardi tonnellate, vale a dire 900 milioni di tonnellate in più rispetto ad oggi. La popolazione tenderà sempre più a concentrarsi nelle grandi megalopoli, mentre le coltivazioni dovranno avere a disposizione maggiori disponibilità idrica, anche se modesta, per effetto di una maggiore efficienza idrica (+11%) e sistemi di coltivazione in grado di fornire maggiori rese produttive grazie ad una forte intensificazione colturale. Questo avverrà soprattutto coltivando in “ambienti condizionati” meno soggetti ai rischi di un crescente numero di patogeni pericolosi e dei mutamenti climatici. Da qui il focus sulla rivoluzione orticola e la proposta di utilizzare le aree dismesse come centri d’eccellenza di questa rinascita.

da: news Macfrut 2019