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ENEA, biopellicole intelligenti dagli alimenti

Realizzate dall’Enea, le “plastiche verdi”, ricavate dalla trasformazione degli zuccheri contenuti nel mais e nelle barbabietole, possono essere utilizzate per packaging alimentare

Biopellicole intelligenti che cambiano colore in caso di deterioramento del cibo o che ne prolungano la scadenza; materiali compositi 100% biodegradabili e compostabili. Sono le nuove “plastiche verdi” sviluppate dai ricercatori del Centro Ricerche Enea di Brindisi per possibili applicazioni nel packaging alimentare, nell’arredamento e nei rivestimenti interni dei mezzi di trasporto. Le bioplastiche sono ricavate dalla trasformazione degli zuccheri contenuti nel mais e nelle barbabietole. Mentre i biocompositi sono stati ottenuti aggiungendo alla bioplastica additivi provenienti dagli scarti di lavorazione dei settori agroalimentari tipici del territorio.

Le biopellicole sono antimicrobiche

Grazie all’aggiunta di olio di cardanolo (derivato dall’anacardo) e di una molecola come la porfirina, queste bioplastiche presentano spiccate proprietà antiossidanti e antifungine, molto utili nel packaging alimentare, oltre ad essere in grado di “segnalare” il deterioramento del prodotto alimentare che avvolgono. Come? Reagendo attivamente con l’atmosfera interna della confezione cambiano colore a seconda dell’ambiente acido-base con cui vengono a contatto, diventando così indicatori dello stato di conservazione del prodotto. Inoltre, utilizzando ossido di zinco e alluminio, sono state sviluppate biopellicole dalle proprietà antimicrobiche particolarmente adatte per prolungare la scadenza dei prodotti, in linea con gli obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari dell’Agenda Onu 2030.

I nuovi materiali verdi da scarti della filiera agroalimentare

I nuovi materiali verdi in biocomposito sono stati sviluppati aggiungendo alla bioplastica fibre o additivi di origine naturale derivati da scarti della filiera agroalimentare (lino, canapa, scarti di vegetazione olearia e di lavorazione del caffè). Sono dotati di proprietà meccaniche e di resistenza al fuoco, utili per applicazioni nel packaging agroalimentare. In particolare i manufatti realizzati in bioplastica e nocciolino (scarti di lavorazione del settore oleario) hanno dimostrato una maggiore resistenza al fuoco rispetto alla matrice in bioplastica pura.

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Packaging Speaks Green, presentato il forum internazionale di Bologna

La plastica e il packaging hanno iniziato la corsa alla sostenibilità anche se ad oggi più della metà, il 52%, delle aziende italiane (complessivamente considerate) non è sostenibile, mentre il 30% è poco sostenibile o mediamente sostenibile e il 18% è altamente sostenibile. Solo il 7% delle aziende di beni di consumo investe in economia circolare e per favorire la svolta green UCIMA invoca un piano Green per l’Italia.

È quanto emerge dall’Osservatorio Packaging del Largo Consumo attivato da Nomisma in collaborazione con Spinlife, nel Rapporto 2020 reso noto a Milano, mercoledì scorso, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Forum Internazionale “Packaging speaks green” organizzato da UCIMA e Fondazione FICO, che si terrà il 20 e 21 febbraio a Bologna nell’Auditorium di FICO Eataly.

La spinta green – secondo quanto emerge dall’Osservatorio Nomisma – è fondamentale nel settore dell’ortofrutta fresca. Un consumatore su 5 chiede packaging sostenibili per frutta e verdura fresca, un driver della domanda di sostenibilità che è secondo solo alle bottiglie di acqua green.

In questo senso, diventano necessarie le informazioni sulla confezione che permettano di acquisire elementi di consapevolezza e contribuiscano a realizzare scelte di acquisto consapevoli anche in relazione al packaging.

L’Italia è ancora indietro sugli eco-investimenti dell’industria in generale e si colloca al sesto posto tra i Paesi europei, ma sul fronte del packaging la ricerca Nomisma rivela che hanno effettuato investimenti ‘green’ (tra il 2015 e il 2018) ben il 65,4% delle aziende manifatturiere della plastica.

Il settore alimentare è il secondo, dopo quello manifatturiero, maggiormente interessato dagli eco-investimenti con un terzo delle aziende impegnate in questa direzione.

“La sostenibilità è un obiettivo che viaggia su filiera lunga, dalla produzione agroalimentare alle nostre case – spiega il presidente di Fondazione FICO, l’agro-economista Andrea Segrè -. Alla luce dei dati Nomisma il 98% dei cittadini sa che i piccoli gesti quotidiani di ciascuno possono incidere sulla salute del pianeta e un italiano su 2 si dichiara sensibile all’impatto ambientale del pack. Per la realizzazione di un’economia circolare reale, tuttavia, ogni passaggio va coerentemente monitorato: dalle politiche e dalle azioni per la produzione agroalimentare sostenibile alla sensibilizzazione dei cittadini, in modo che le loro scelte alimentari aiutino a ridurre l’impatto ambientale di filiera e a prevenire gli sprechi.  D’altra parte il Rapporto Waste Watcher 2020 ci conferma che cibo e salute sono il binomio strettamente attenzionato dagli italiani: il 66% degli italiani oggi individua una connessione precisa fra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo, e al momento di acquistare il cibo l’attenzione all’impatto sulla salute incide in maniera determinante per un italiano su 3, il 36%”.

Per il consumatore di food and beverage, dopo la qualità del prodotto, la sostenibilità è il secondo driver di acquisto. E sono considerati sostenibili i prodotti biologici (42%); quelli che hanno una confezione ‘green’ (37%); quelli che derivano da un processo produttivo che impiega fonti di energia rinnovabili (31%); quelli che garantiscono un reddito al produttore (24%) e infine quelli che hanno un basso consumo di acqua e/o energia (18%).

Il packaging riveste un ruolo determinante e il 48% del campione ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti che presentavano eccesso di imballaggi; il 22% di aver ridotto l’acquisto di prodotti con imballaggio in plastica; il 23% di aver aumentato l’acquisto di prodotti sfusi.

Per i consumatori, è considerato ‘sostenibile’ il packaging fatto con materiali degradabili (56%) o riciclabili (39%) ma più della metà non è disposto a pagarlo di più perché il minore impatto ambientale è considerato un dovere dell’industria e dei retailer.

“All’Italia serve un piano ‘industria green’ – afferma Enrico Aureli, presidente di UCIMA – sulla falsariga di quanto realizzato per ‘Industry 4.0’. La filiera del packaging made in Italy, in quanto leader mondiale e antesignana nello sviluppo di soluzioni sostenibili, ha tutte le caratteristiche per ambire a essere il motore e la guida di una trasformazione verde di materiali e tecnologie di confezionamento su scala internazionale”.

Tra materiali per l’agroindustria considerati più rispettosi dell’ambiente, al primo posto c’è la carta (indicata dal 47% dei responsabili acquisto). Per la categoria bevande, nell’immaginario del consumatore sono vetro e cartone/brick (rispettivamente per il 64% e 26% degli intervistati) mentre la plastica è in coda (4%).

Temi caldi, che saranno affrontati nel corso del Forum internazionale Packaging Speaks Green, organizzato proprio per favorire l’incontro e il confronto fra istituzioni, industrie e mondo accademico in tema di sviluppo sostenibile. Al centro di Packaging Speaks Green ci saranno gli esempi virtuosi delle aziende leader a livello globale come Coca-Cola, Fater (JV: P&G, Angelini), Massimo Zanetti Beverages, Amazon e Coop e l’evento sarà occasione per riflettere, grazie alla presentazione di dati inediti sulle sfide all’orizzonte e su come affrontarle.

“Come Fondazione FICO siamo felici di contribuire alla realizzazione di questo importante evento in collaborazione con UCIMA – dichiara il segretario generale Alessandro Bonfiglioli -. Tutta la nostra attività è indirizzata alla diffusione e divulgazione di buone pratiche sul tema della sostenibilità, oltre che all’alimentazione, e riteniamo che il packaging sia oggi una delle frontiere di maggiore impatto ambientale e che meriti quindi la massima attenzione”.

Fonte: Fresh Cut News

Per saperne di più sull’osservatorio Packaging accedi da qui

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Rilegno Contest. Immaginare il nuovo contenitore di legno per il biologico

L’economia circolare passa anche dai materiali che utilizziamo.
Come possiamo usare il legno per realizzare nuove soluzioni progettuali per contenere e trasportare il biologico?

In occasione di Ecomondo, Rilegno lancia un concorso di idee per ripensare la cassetta di legno quale nuovo imballaggio per i prodotti biologici all’insegna del motto “la natura trasporta la natura”.

La sfida è quella di reinventare la cassetta di legno per ideare un nuovo contenitore per i prodotti biologici, ripensando il rapporto tra oggetto fisico, beni di consumo in esso contenuti, relazione con la filiera commerciale (dalla logistica al punto vendita) e rapporto con il consumatore.

La cassetta di legno, quella che vediamo al mercato piuttosto che nel negozio sotto casa, è un oggetto apparentemente comune, ma che racchiude un mondo di valori economici, culturali e sociali.

Un imballaggio che è metafora fisica di un processo: riciclo, economia circolare, utilizzo delle materie prime naturali.

Le cassette di legno rappresentano, infatti, un imballaggio sostenibile e green in grado di garantire una reale economia circolare. In Italia se ne producono ogni anno circa 450milioni, destinate in gran parte al settore ortofrutticolo, perché il legno per sua natura è un materiale adatto al contatto alimentare: alcuni studi, promossi da Assoimballaggi e Rilegno, evidenziano come le cassette in legno risultano avere il più basso impatto ambientale dal punto di vista emissivo (gas ad effetto serra, eutrofizzazione, acidificazione, rilascio di smog fotochimico) e dell’ecotossicità.

A monte della filiera delle cassette in legno vi è la pioppicoltura che, oltre ad essere una fonte di approvvigionamento di legno, svolge importanti funzioni paesaggistiche e ambientali, mentre a fine vita le cassette entrano nel sistema di raccolta e riciclo degli imballaggi in legno gestito da Rilegno, diventando nuova materia prima.

Il contest promosso da Rilegno è aperto a tutti, e in particolare rivolto a studenti e professionisti del design e dell’architettura, di età non inferiore ai 18 anni e con la possibilità di partecipare in gruppo.

Sarà possibile candidare i progetti fino al 2 marzo 2020 attraverso il sito www.contest.rilegno.org.

Una giuria di qualità selezionerà i lavori più interessanti in base all’originalità, ai valori simbolici del progetto, alla fattibilità tecnica ed economica e alla riproducibilità su scala industriale.

Al primo classificato andrà un riconoscimento in denaro pari a 10.000 Euro, premi anche al secondo e terzo classificato, così come ai progetti meglio comunicati su Instagram (#rilegnocontest). L’iniziativa si concluderà con la premiazione dei vincitori durante la Milano Design Week 2020.

“Questo contest legato al design e alla creatività è un progetto pensato per valorizzare il legno, gli imballaggi in legno e l’impegno per un futuro sostenibile”, dichiara Nicola Semeraro, Presidente di Rilegno. “Un progetto che richiede una visione sull’imballaggio del futuro per il biologico, perché siamo tutti chiamati a prendere consapevolezza su come affrontare il tema ambientale e il corretto utilizzo delle risorse. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che un contenitore realizzato con materiale 100% naturale è una scelta sostenibile, igienica e sicura, soprattutto per il consumatore. Il legno è per sua natura il vero imballaggio green, è la natura che trasporta la natura. E, grazie al lavoro di Rilegno, le cassette, così come gli altri imballaggi, vengono recuperate e il legno torna a nuova vita in un’ottica di vera economia circolare”.

“Con questo concorso”, conclude Semeraro, “ci rivolgiamo in particolare ai giovani perché siamo convinti che da loro e dallo loro rinnovata attenzione ai temi della sostenibilità e dell’ambiente possano venire le idee migliori”.

Consulta da qui il bando di partecipazione 

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Mise, alle PMI del Sud 265 milioni di euro di agevolazioni

Il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha firmato il decreto che disciplina i termini e le modalità di concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore delle PMI e reti d’impresa per investimenti innovativi, al fine di rafforzare la competitività dei sistemi produttivi e lo sviluppo tecnologico nei territori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

L’obiettivo è quello di sostenere la trasformazione digitale delle imprese attraverso l’utilizzo delle tecnologie previste nell’ambito del piano Impresa 4.0 o di favorire la loro transizione verso l’economia circolare.

Le risorse finanziarie messe a disposizione dal provvedimento sono complessivamente pari a 265 milioni di euro, di cui il 25% riservato alle micro e piccole aziende.

Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI e le reti d’impresa che, alla data di presentazione della domanda, siano regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese e non abbiano effettuato, nei 2 anni precedenti, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento, impegnandosi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell’investimento. Alle agevolazioni potranno accedere anche i liberi professionisti.

I programmi di investimento dovranno avere una durata non superiore ad 1 anno, prevedere spese ammissibili di importo non superiore a 3 milioni di euro ed essere realizzati, mediante l’acquisto di impianti, attrezzature e macchinari nuovi di fabbrica, in unità produttive localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Con successivi provvedimenti del Ministero verranno rese note le modalità operative per la presentazione delle domande, valutate e gestite da Invitalia con il procedimento a sportello.

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Commissione europea, misuriamo sprechi alimentari per prevenirli e promuovere economia circolare

La Commissione europea ha definito la prevenzione degli sprechi alimentari una priorità per costruire un’economia circolare e una società sostenibile. Per ottenere un cambiamento, dobbiamo essere in grado innanzitutto di misurare correttamente gli sprechi alimentari.

Grazie a una metodologia comune di misurazione e a una definizione comune di sprechi, gli Stati membri potranno quantificarli e monitorarli coerentemente in ogni fase della filiera alimentare in tutta l’UE.

Il Commissario Vytenis Andriukaitis ha accolto l’entrata in vigore dell’atto delegato come un nuovo passo avanti nella lotta contro gli sprechi alimentari: “battersi contro gli sprechi alimentari è un imperativo morale per la sostenibilità del nostro pianeta e dei nostri sistemi alimentari. L’UE si è impegnata a raggiungere l’obiettivo globale di dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030. Grazie alla nuova metodologia dell’UE, ora possiamo esaminare la situazione attuale, valutare l’efficacia delle nostre azioni e seguirne i progressi. Per farla breve: se una cosa la misuri, riesci a gestirla!

La Commissione seguirà da vicino l’attuazione dell’atto delegato e organizzerà regolarmente scambi di informazioni con gli Stati membri per agevolare l’attuazione pratica. Basandosi sulla metodologia comune, gli Stati membri dovranno realizzare un quadro di monitoraggio con il 2020 come primo anno di riferimento. Obiettivo: fornire alla Commissione i primi dati sugli sprechi alimentari entro la metà del 2022. Il quadro di monitoraggio dell’UE contribuirà a standardizzare la segnalazione degli sprechi alimentari delle imprese e a verificare i progressi compiuti in merito all’obiettivo di sviluppo sostenibile 12.3 in tutto il mondo.

Per maggiori informazioni:
https://ec.europa.eu/food/safety/food_waste/eu_actions/food-waste-measurement_en

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Economia circolare: in arrivo nuovi finanziamenti agevolati per la sostenibilità

L’articolo 26 del D.L. n. 34/2019 (Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi – “Decreto Crescita”) – in corso di conversione – prevede che vengano concessi finanziamenti agevolati e contributi alle imprese e ai centri di ricerca a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo finalizzati ad un uso più efficiente e sostenibile delle risorse nell’ambito dell’economia circolare.
Per la definizione dei criteri, delle condizioni e delle procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni finanziarie, nei limiti delle intensità massime di aiuto stabilite dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato, il testo del D.L. 34/2019 (comma 1) rinvia ad un decreto del Ministero dello sviluppo economico (previa intesa in Conferenza Unificata) per la cui emanazione non è previsto un termine.


I beneficiari delle agevolazioni 

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese e i centri di ricerca che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, hanno i seguenti requisiti:

  • sono iscritti nel Registro delle imprese;
  • sono in regola con gli obblighi di denuncia alla camera di commercio delle notizie economiche ed amministrative obbligatorie per legge, ai sensi del DPR 581/1995;
  • operano in via prevalente nel settore manifatturiero (ivi compresi i servizi diretti alle imprese manifatturiere);
  • hanno approvato e depositato almeno due bilanci;
  • non sono sottoposti a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o, in generale, in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.
    I progetti possono essere presentati anche congiuntamente da più soggetti beneficiari, o da questi ultimi ed organismi di ricerca insieme, con il limite massimo di tre soggetti co-proponenti: in questi casi, tuttavia, i progetti congiunti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione (come il consorzio o l’accordo di partenariato).

Le modalità di presentazione e i criteri di ammissibilità

Le nuove agevolazioni saranno concesse tramite:

  1. finanziamento agevolato (per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili pari al 50%);
  2. contributo diretto alla spesa fino al 20% delle spese e dei costi ammissibili.

Il decreto “Crescita” prevede che, per essere ammessi alle agevolazioni, i progetti di ricerca e sviluppo debbano avere determinati requisiti:

  1. territoriali (i progetti dovranno esser realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale);
  2. quantitativi (i progetti dovranno prevedere, anche in deroga agli importi minimi previsti per l’utilizzo delle risorse, spese e costi ammissibili:
    – non inferiori a 500.000 € e
    – non superiori a 2.000.000 di €;
  3. temporali (la durata non potrà essere inferiore a dodici mesi e superiore a trentasei mesi);
  4. operativi (le attività di ricerca e sviluppo, strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto, dovranno essere finalizzate alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi, o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, attraverso lo sviluppo delle KETs, le tecnologie abilitanti fondamentali Key Enabling Technologies, relative ai settori:
    1. innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali in un’ottica di economia circolare o a «rifiuto zero» e di compatibilità ambientale (innovazioni eco-compatibili);
    2. progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime;
    3. sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua;
    4. strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo;
    5. sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati.

Le risorse disponibili

Le risorse finanziarie disponibili per la concessione delle agevolazioni ammontano complessivamente a 140 milioni di €, di cui:

  • 40 milioni per la concessione delle agevolazioni nella forma del contributo diretto alla spesa, a valere sulle disponibilità per il 2020 del Fondo per lo sviluppo e la coesione;
  • 100 milioni di € euro per la concessione delle agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI).
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IFCO SYSTEM premiata come “Best Performer dell’Economia Circolare” da Confindustria

Roma, 16 Maggio 2019: IFCO SYSTEMS, leader mondiale nella fornitura di soluzioni di imballaggi in plastica riutilizzabili, conferma il proprio impegno a tutela dell’ambiente ottenendo da CONFINDUSTRIA il primo premio in quanto “Best Performer dell’Economia Circolare”.

Questo riconoscimento punta a valorizzare le imprese che maggiormente hanno saputo cogliere lo spirito e le opportunità di business offerte dal modello economico circolare per le diverse fasi del ciclo produttivo, dall’approvvigionamento al design, passando per la produzione, la distribuzione e il consumo fino al recupero e al riciclo.


CONFINDUSTRIA ha riconosciuto il valore del modello di gestione logistica di IFCO SYSTEMS sistema basato sul principio Share and Reuse in grado di garantire la massima funzionalità ed igiene in tutta la filiera dei prodotti freschi. Il modello IFCO SmartCycle™ utilizza cassette in plastica riutilizzabili (RPC) che vengono consegnate direttamente al fornitore, al centro di distribuzione, per poi rientrare presso i centri di raccolta e lavaggio IFCO, dove le cassette in plastica riutilizzabili (RPC) vuoti vengono ispezionati, puliti, disinfettati e preparati per un nuovo ciclo. Inoltre, gli imballaggi RPC arrivano ripiegati, riducendo l’ingombro e ottimizzando così il trasporto e l’immagazzinamento con un ulteriore impatto positivo sull’ambiente.

I sistemi di lavaggio sono progettati da IFCO SYSTEMS per ridurre il consumo e per consentire il recupero di energia e il riutilizzo dell’acqua. In alcuni dei centri di lavaggio sono altresì stati implementati i processi di recupero e rigenerazione dell’acqua e del vapore, una tecnologia che verrà in futuro estesa ad altri impianti di lavaggio. Grazie a questo approccio innovativo, IFCO ha ridotto del 9% l’uso di acqua, pur lavando una maggiore quantità di RPC rispetto all’anno 2017.

In occasione della cerimonia di premiazione, tenutasi a Roma il 16 maggio alla presenza di Fulvio D’Alvia – Direttore dell’Associazione noprofit costituita da Confindustria e Federmanager 4.Manager – Andrea Bianchi – Direttore Politiche Industriali Confindustria – e del top management di IFCO SYSTEMS, Eleonora Gemini, Direttore Generale di IFCO SYSTEMS Italia ha commentato:

“Siamo molto orgogliosi di questo premio assegnato a IFCO SYSTEMS da CONFINDUSTRIA, in quanto va a riconoscere la sensibilità che da sempre contraddistingue la nostra realtà quando si parla di sostenibilità.

Nel 1992, siamo stati i primi a proporre un sistema di riciclo e riutilizzo delle RPC per il mercato F&V e da allora abbiamo continuato a percorrere la strada verso una costante ottimizzazione dei processi al fine di consentire ai nostri clienti di diventare più sostenibili lungo l’intera catena di fornitura. Con i nostri prodotti copriamo l’intera supply chain, dal produttore al negozio, in un ciclo virtuoso di condivisione e riutilizzo delle risorse, creando una catena di fornitura più efficiente, riducendo sia i costi operativi che la domanda di risorse naturali”.

Il modello di IFCO SYSTEMS si differenzia sul mercato poiché si basa su un ciclo di sostenibilità chiuso e totale: tutti i contenitori in plastica riutilizzabile di IFCO vengono infatti utilizzati tra 30 e 120 volte prima di essere rimossi dal servizio a causa di usura, danni o modifiche al design. Inoltre, i contenitori danneggiati che non possono essere riparati vengono riciclati al 100% e utilizzati per la produzione di nuovi contenitori RPC, riducendo sensibilmente la richiesta di materie prime.

“SMARTCYCLE™ di IFCO SYSTEMS è dunque un esempio calzante di economia circolare in quanto si traduce in risparmi reali e misurabili in termini di emissioni di CO2, rifiuti, energia e acqua consumata, oltre a una sensibile riduzione degli scarti e degli sprechi alimentari.

E´stato calcolato che l’uso delle cassette in plastica riutilizzabili porta ad una riduziondi emissioni di CO2 fino al 60% rispetto agli imballaggi monouso. Inoltre si parla di un risparmio energetico fino al 64% e di acqua fino al 80%. Da non dimenticare poi la riduzione di rifiuti solidi del 86% e di danno al prodotti di piu´del 96%. “ spiega ancora Eleonora Gemini.

IFCO monitora costantemente i benefici ambientali generati dai propri RPC e dal metodo SmartCycle™. In Europa e Nord America, nel 2018 sono stati raggiunti i seguenti obiettivi:

• 590.155 tonnellate di CO2 in meno emesse nell’aria, equivalenti a 320.471 auto in meno sulla strada in un anno

• un risparmio di 10.6 milioni di metri cubi di acqua, equivalenti a oltre 240 milioni di docce di cinque minuti

• 37.840 terajoule di elettricità in meno consumati, sufficienti per alimentare oltre 19.9 milioni di lampadine per un anno

• 303.980 tonnellate di rifiuti solidi evitati, equivalenti alla spazzatura prodotta da 223 milioni di individui al giorno

• 54.075 tonnellate di rifiuti di prodotti alimentari evitati, equivalenti a 90 milioni di pasti medi nel mondo

“Il premio “Best Performer dell’Economia Circolare” ci è di sprone per proseguire nel nostro percorso verso una gestione della supply chain sempre più rispettosa dell’ambiente, grazie al costante miglioramento e all’innovazione dei nostri prodotti, delle nostre attività e della nostra catena di fornitura, a conferma dell’approccio pionieristico che da sempre ci contraddistingue” conclude Wolfangang Orgeldinger, CEO di IFCO.


Informazioni aggiuntive

IFCO è il principale fornitore mondiale di soluzioni di imballaggio riutilizzabili per alimenti freschi, al servizio di clienti in oltre 50 paesi. IFCO gestisce un pool di oltre 290 milioni di contenitori di plastica riutilizzabili (RPC) a livello globale, che vengono utilizzati ogni anno per oltre 1,3 miliardi di spedizioni di frutta e verdura fresca, carne, pollame, pesce, uova, pane e altri prodotti dai fornitori ai rivenditori di generi alimentari. Le RPC IFCO garantiscono una migliore catena di distribuzione di alimenti freschi, proteggendo la freschezza e la qualità e riducendo i costi, gli sprechi alimentari e l’impatto ambientale rispetto agli imballaggi monouso. www.ifco.com

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ECO.Med 2019. Catania lancia la sua sfida alla green economy e guarda a Sud verso il Mediterraneo

Dall’11 al 13 aprile la città siciliana si prepara a ospitare ECOMED, la prima green expo dedicata ai maggiori temi dell’economia circolare riletti in prospettiva internazionale. Mediterranea, per la precisione. Per tre giorni il più grande centro fieristico ai piedi dell’Etna, “Le Ciminiere”, sarà la casa dei principali player del settore, che qui potranno incontrare i loro colleghi provenienti da paesi come Grecia, Malta, Tunisia, Spagna e Israele. E toccare con mano le ultime novità in campo ambientale presentate da oltre 200 espositori tra big del settore e start up innovative.

La manifestazione, la prima nel suo genere organizzata in Sicilia, si svolgerà contemporaneamente a “Progetto Comfort”, un altro importante appuntamento fieristico giunto alla sua XI edizione e dedicato al miglioramento dell’efficienza energetica, la sicurezza e la vivibilità degli edifici pubblici e privati. Tra le novità di quest’anno spicca in particolare il protocollo tra l’IG Passivhaus Sicilia e il Network Casaclima Sicilia per la realizzazione di case passive a energia zero. La metodologia, già in fase di applicazione con cantieri a Catania, Siracusa, Ragusa e Messina, verrà presentata durante un tour di seminari che si concluderà proprio con un’area dedicata all’interno del salone “Progetto Comfort”.


ECO·Med si propone di riunire, in un’unica piattaforma, tutti i settori dell’economia circolare: dal riuso, al riutilizzo, al recupero di materia ed energia, in una logica olistica di piena sostenibilità.
ECO·Med mira a rappresentare un ponte tra il Sud-Italia e la fascia dei paesi mediterranei, sollevando nuovi interessi e possibili collaborazioni sugli aspetti della Green e Circular Economy, con lo specifico obiettivo di amplificare l’interesse di settore nelle aree più meridionali del Paese, sfruttando i numerosi contatti già stabiliti dalle istituzioni e imprese locali con le comunità mediterranee e dell’Africa nord sahariana; ciò permetterà la creazione di un collegamento per promuovere l’incontro tra gli operatori dei settori coinvolti e le amministrazioni potenzialmente interessate ai loro servizi.
Proprio questi sono i punti di forza che fanno di ECO·Med al contempo una piazza di eventi e seminari tematici e specialistici ed una fiera innovativa capace di coniugare – nel linguaggio e nella cultura specifica dei paesi interessati- l’esposizione di idee, prodotti, progetti e soluzioni, con momenti dedicati all’approfondimento, allo scambio, all’incontro fra domanda e offerta. In questo senso un’importante spazio di visibilità verrà in particolare fornito alle start up e spin-off del SUD Italia focalizzate sui settori della green economy, fornendo opportunità ai giovani talenti che non hanno ancora le necessarie risorse per promuoversi.
A supporto dell’organizzazione e corretta gestione dell’evento nel suo complesso, saranno costituiti due Comitati specifici, di cui uno a carattere tecnico scientifico per l’organizzazione delle attività convegnistiche, e un altro per la promozione di cooperazioni a livello internazionale, che vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali dei paesi coinvolti.


I FOCUS di ECOMed 2019

Acqua. Grazie al consolidato rapporto tra il mondo della Ricerca, l’Industria, le Istituzioni e avvalendosi del rigore scientifico che ne caratterizza i contenuti, la manifestazione ospiterà anche un serio confronto verso nuovi paradigmi di gestione delle acque reflue, oggi trattate inefficacemente, specie nelle regioni del Sud, con rilevante consumo di energia e rilevanti emissioni di gas ad effetto serra, e che, grazie al patrimonio di esperienze rese disponibili dall’ECO·MED, potranno permettere un recupero energetico e di materie prime e seconde trasformandosi da costo per la società in un’opportunità a supporto di un’economia circolare.

Rifiuti. Altro tema dominante che verterà sugli ultimi sviluppi nella conoscenza, brevetti e soluzioni più innovative in tema di attrezzature, mezzi e macchinari per la raccolta, il trasporto, il trattamento, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti, con soluzioni sito-specifiche efficienti non solo in termini di costi ma sotto il profilo della più completa sostenibilità gestionale e ambientale. Si proporranno e discuteranno le principali opportunità, novità, criticità nell’ambito del riuso e valorizzazione degli scarti, dando risalto alle soluzioni tecnologiche più adatte per recuperare il gap-infrastrutturale/impiantistico nelle regioni interessate attraverso la proposizione di un’industria 4.0 dei rifiuti che miri, attraverso logiche di simbiosi tra i diversi soggetti interessati, a valorizzare flussi – come gli scarti agroindustriali – che rappresentano attualmente, per questi paesi, solo un problema da gestire. In quest’ambito, grande importanza verrà attribuita alla cosiddetta bioeconomia, ovvero a tutte le imprese che impiegano biotecnologie operando su risorse biologiche rinnovabili, convertendole in nuovi prodotti a base biologica (biopolimeri, bioplastiche ma anche mangimi, alimenti o prodotti per l’igiene personale) o in energia (biogas, biometano, idrogeno).

Energia. Il settore energetico riveste un ruolo trainante nella crescita dell’economia del Paese, sia come fattore abilitante sia come fattore di crescita in un’ottica di Green Economy. Assicurare un’energia più competitiva e sostenibile è dunque una delle sfide più rilevanti per il futuro del nostro Paese, anche in termini di accrescimento della produzione locale da fonti rinnovabili in funzione di una maggiore autosufficienza energetica. Efficienza, fonti rinnovabili e sviluppo delle reti, rappresenteranno strumenti chiave nella manifestazione, anche per attuare quel processo di decarbonizzazione del sistema economico, necessario per conseguire alcuni tra i principali obiettivi di politica energetica condivisi dai Paesi membri dell’Unione Europea. Il settore dell’energia pulita rappresenta infatti una possibilità di sviluppo non solo per le imprese che producono impianti ma anche per quelle che erogano servizi di qualità come la gestione di progetto, l’integrazione di sistemi, la gestione di affari esterni e pubblici e partenariati, logistica, gestione delle risorse.

Monitoraggio e salvaguardia dell’ambiente. Un ulteriore focus verterà sulla salvaguardia ambientale e sanitaria con approfondimenti sul monitoraggio, la bonifica e la riqualificazione delle aree contaminate, sia con riferimento a quelle interne che a quelle costiere, con specifico riferimento alle aree protette -marine e non- in virtù del ruolo strategico da queste rivestito nell’economia turistica di ciascuna regione interessata, orientata sempre più alla ricerca di standard di qualità ambientale sempre crescenti, finalizzati al raggiungimento di un “turismo di qualità”.
Mobilità sostenibile. Uno spazio specifico verrà infine dedicato alla mobilità sostenibile, posta al centro della Green Economy. L’esposizione e la messa su strada permetterà anche a chi non appartiene al settore della mobilità, di conoscere, con esperienza diretta, i risultati e le potenzialità della ricerca automobilistica in tema di sostenibilità e innovazione tecnologica.
A supporto dell’organizzazione e corretta gestione dell’evento nel suo complesso, saranno costituiti due Comitati specifici, di cui uno a carattere tecnico scientifico per l’organizzazione delle attività convegnistiche, e un altro per la promozione di cooperazioni a livello internazionale, che vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali dei paesi coinvolti.
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