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Al CREA di Foggia si parla delle relazioni tra agricoltura ed emissioni di gas serra

Il 17 aprile, in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale della Terra, il CREA Agricoltura e Ambiente di Foggia organizza, in collaborazione con la Fondazione ITS Agroalimentare Puglia, il Field day “Il Respiro della Terra – il turnover del carbonio e il ruolo dei sistemi colturali”.

Per l’occasione il CREA Agricoltura e Ambiente apre i suoi laboratori (presso l’Azienda Sperimentale Podere 124 a Foggia) ai cittadini e agli studenti, in particolare della scuola superiore, che durante la giornata toccheranno con mano tutto ciò che è necessario per comprendere le relazioni tra agricoltura ed emissioni di gas serra (GreenHouse Gases, GHG) con un’attenzione speciale all’acqua e all’anidride carbonica, che rappresentano “il respiro della terra”.

Per quanto riguarda l’acqua s’impone sempre più l’esigenza di ricorrere a una gestione sostenibile, basandosi su tecniche innovative, come l’applicazione di sistemi irrigui ad alta efficienza, come gli impianti di microirrigazione auto-compensanti a goccia, la determinazione accurata dello stato idrico del suolo e dei reali fabbisogni fisiologici della coltura. In tal senso il ricorso ai sensori consente il monitoraggio dello stato idrico del suolo e della pianta sempre più veloce, accurato, a basso costo e basato sul consiglio irriguo (quando e quanto irrigare), per migliorare l’efficienza dell’uso dell’acqua.

Le emissioni di gas serra provengono dall’intero processo agro-industriale e non solo da quello di trasformazione, ma anche dalla produzione del singolo prodotto, dal consumo del prodotto stesso, fino allo smaltimento degli scarti di produzione e post-consumo. Attraverso la metodologia Life Cycle Assessment, LCA, è possibile analizzare tutto il ciclo di vita del prodotto, individuando quali fasi del processo sono maggiormente impattanti, ed indicare strategie alternative per ridurre le emissioni di GHG.

Scarica il programma della giornata Brochure Giorn Mond della Terra_CREA-AA 17 apr 2019 (1)

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PSR Calabria, attivata la piattaforma e-learning Misura 10

Il Dipartimento Agricoltura e Risorse agroalimentari comunica di aver attivato una piattaforma regionale destinata alle attività informative/formative per i circa 5 mila beneficiari della Misura 10 del PSR Calabria “Pagamenti agro-climatico-ambientali” (tipologie di Intervento: 10.01.01, 10.01.02, 10.01.03, 10.01.04, 10.01.05, 10.01.07), specificando che la partecipazione a tale attività risulta obbligatoria e preordinata all’effettuazione dei pagamenti da parte dell’organismo pagatore.


Il Dipartimento informa i beneficiari della Misura 10 che, per le attività informative/formative necessarie al rispetto degli impegni previsti in fase di domanda, riceveranno, a partire da lunedì 8 aprile, sulla mail/pec indicata nel fascicolo aziendale, una comunicazione dall’indirizzo di posta supporto-lms@telecomitalia.it, contenente il link attraverso il quale potranno registrarsi per accedere alla piattaforma informativa web di Social Learning.

I contenuti informativi/formativi, sulla piattaforma web di Social Learning, sono articolati in temi trasversali, destinati a tutti i beneficiari della Misura 10, e temi specifici, destinati ai beneficiari delle singole tipologie di intervento.I Beneficiari che non siano in possesso di un indirizzo di posta elettronica, o coloro i quali abbiamo indicato nel fascicolo aziendale una mail/pec che non dovesse risultare più attiva, dovranno attivare in forma autonoma una nuova mail, il cui indirizzo dovrà essere tempestivamente comunicato, insieme al CUAA, il Codice Unico di Identificazione delle Aziende Agricole, all’indirizzo mail info.misura10psr@regione.calabria.it.

Nel caso in cui il beneficiario vorrà ricevere assistenza, potrà rivolgersi, a partire da lunedì 8 aprile, all’help desk dedicato, telefonando al numero fisso 0961-853069 o al numero mobile 349/7845420, oppure scrivendo all’indirizzo mail info.misura10psr@regione.calabria.it.Le attività informative/formative, si ricorda, sono obbligatorie e propedeutiche ai fini del pagamento dell’annualità 2018 e delle successive annualità. In particolare, ciascun beneficiario è tenuto a seguire i temi trasversali e i temi specifici, questi ultimi secondo la tipologia di intervento per cui ha presentato domanda (i beneficiari che hanno presentato più domande per diverse tipologie di intervento sono tenuti a seguire i temi specifici di ciascuna tipologia di intervento per cui hanno presentato domanda). Al fine di consentire la verifica dell’impegno assunto ed il successivo pagamento, si sottolinea che le attività di informazione/formazione devono concludersi entro il 6 maggio 2019. A ciascun beneficiario partecipante sarà rilasciata un’attestazione di partecipazione.

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I cambiamenti climatici al centro del workshop organizzato dalla Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura

Dati, idee, buone pratiche per una PAC amica del clima

In occasione della marcia globale per il clima, lo scorso 15 marzo, durante FIRENZE BIO, nella Sala Arancio del Padiglione Spadolini a Fortezza da Basso, sono state approfondite idee e proposte per una seria e radicale riforma della PAC post 2020 in grado di ridurre il contributo dell’agricoltura e della zootecnia ai cambiamenti climatici.

Una PAC basata su un modello agroecologico, che protegge il clima e l’ambiente, di cui l’agricoltura biologica e biodinamica rappresentano gli esempi concreti più avanzati e diffusi a livello globale. Questo il tema al centro del workshop organizzato dalle Associazioni della Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura formata da Aiab, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Fondo Ambiente Italiano, FederBio, Isde Italia Medici per l’Ambiente, Lipu, Legambiente, ProNatura e WWF Italia.


Durante il workshop è stato presentato l’Atlante della PAC, strumento ideato per spiegare lo stretto legame tra l’agricoltura e la vita quotidiana di tutti i cittadini, ma anche per sottolineare quanto poco denaro pubblico della Politica Agricola Comune viene oggi realmente destinato a obiettivi di sostenibilità e mitigazione dei cambiamenti climatici. Il bilancio ambientale e sociale della PAC è oggi complessivamente negativo, il modello di agricoltura dominante ha determinato un aumento dei residui di pesticidi negli alimenti, nei suoli e nelle acque, l’alterazione del clima, la perdita di biodiversità negli agroecosistemi, un progressivo abbandono delle aree rurali marginali e una crescente intensificazione nelle aree di pianura, con una conseguente banalizzazione dei paesaggi rurali. A livello globale il rapporto dell’IPCC attribuisce al settore primario il 20% delle emissioni di gas clima alteranti, ecco perché la PAC che entrerà in vigore nel 2020 dovrà essere trasformata in un motore della transizione ecologica dell’agricoltura per promuovere un nuovo paradigma delle produzioni agroalimentari.

La seconda parte dell’incontro è stata invece dedicata alle testimonianze delle buone pratiche di un’agricoltura pulita, equa e solidale in diverse Regioni italiane presentate nella pubblicazione Storie dal territorio. Ventidue racconti, espressione di una straordinaria biodiversità agraria, che indicano il percorso per armonizzare l’agricoltura con la sostenibilità economica, ambientale e sociale. L’approccio produttivo con il quale le imprese generano valore e garantiscono il reddito delle persone dimostra che non è solo opportuno cambiare l’attuale PAC ma è anche possibile attraverso un nuovo modello produttivo basato sull’agroecologia in grado di raggiungere gli obiettivi di contrasto e adattamento al cambiamento climatico, sicurezza e salubrità alimentare, conservazione della biodiversità, per un’economia circolare a basso impatto di emissioni.


Accedi per scaricare le due pubblicazioni:

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