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CHEP Italia: nuovo pallet sostenibile

CHEP Italia propone il nuovo pallet europeo B1208A

Sostenibilità ed ottimizzazione della supply chain: i due pilastri sui quali si basa la visione di CHEP Italia vengono ulteriormente confermati dal nuovo pallet europeo B1208A che, a poco più di un anno dall’inizio delle consegne sta registrando risultati molto positivi.

A fronte di più di 1,5 milioni di pallet immessi, le difettosità del ripiano superiore risultano ridotte di oltre il 50%, sono stati utilizzati 500 alberi in meno ogni anno ed è stata rilevata una sensibile riduzione delle rilavorazioni, dei rischi ergonomici e degli incidenti, con una conseguente ottimizzazione delle risorse.

Il nuovo pallet B1208A ha una piattaforma più robusta che offre maggiore qualità e sicurezza, oltre a una durabilità superiore, mantenendo le stesse dimensioni e tolleranze in modo da non compromettere le operazioni nella catena di approvvigionamento e nei magazzini automatici.

Questo nuovo design aumenta la superficie coperta di materiale al 90,6%, riducendo il potenziale rischio di danni all’imballaggio.

La distribuzione di questo nuovo pallet conferma l’impegno di CHEP nell’applicazione concreta della strategia di sostenibilità del Gruppo Brambles e nel raggiungimento dei suoi obiettivi di sostenibilità per il 2020.

A confermare il valore aggiunto offerto da CHEP con il nuovo pallet B1208A, anche il prestigioso premio “Logistico dell’anno”, che gli è stato conferito in occasione dell’edizione 2019 nella categoria “Sostenibilità”. Questo riconoscimento conferma il significativo contributo di CHEP nell’ottimizzazione della Supply Chain grazie al design innovativo di questa soluzione, in grado di assicurare elevati standard in termini di qualità, rendimento ed uniformità dimensionale.

https://www.chep.com/it/it/consumer-goods/about-us/global-chep/about-us

 

 

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Consorzio di Pachino IGP: gli obiettivi per il 2020

Risparmio energetico, totale tracciabilità e rintracciabilità anche tramite l’utilizzo di Blockchain, sostenibilità e salubrità, insieme a produzione integrata: sono queste le linee guida che il Consorzio pomodoro di Pachino IGP intende seguire e, dopo gli ottimi risultati raggiunti nel 2019, sempre più approfondire anche nel 2020. Si tratta di obiettivi messi in evidenza nell’ambito quarta edizione dell’IGP Day, appuntamento annuale organizzato nei giorni scorsi dal Consorzio con i suoi soci produttori a Portopalo.

A breve sarà formalizzato un protocollo d’intesa per realizzare il progetto di una serra vetrina in cui verrà svolta attività formativa sulle tecniche di produzione completamente sostenibile del pomodoro. Perché la formazione è uno dei punti su cui il Consorzio vuole insistere, dando una svolta sociale e di educazione, oltre che di consapevolezza, alle nuove generazioni di giovani imprenditori agricoli. La serra vetrina verrà realizzata nell’ambito di un progetto che vede coinvolti, tra gli altri, enti e istituzioni come il dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, l’Ispettorato dell’Agricoltura di Siracusa, l’Istituto superiore Agrario-Alberghiero Paolo Calleri di Pachino e il Servizio Fitosanitario della Regione Sicilia.

Sostenibilità ambientale, così come risparmio e basso input energetico, sono altri due obiettivi perseguiti dal Consorzio di Pachino a livello di comunicazione. I pomodori prodotti nell’areale, grazie a un micro clima unico al mondo in cui la luce raggiunge i livelli d’intensità e durata più alti d’Europa e la temperatura difficilmente scende sotto i 5°C, sono coltivati in serre fredde – ovvero le tipiche serre mediterranee dove il riscaldamento avviene solo attraverso l’effetto serra determinato dal materiale di copertura – senza emissione di CO2.

http://www.igppachino.it/

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La rivoluzione digitale dell’agroalimentare al Marca

Blockchain Plaza, innovazione e sostenibilità arrivano a Marca by BolognaFiere 2020
Nei giorni 15 e 16 gennaio 2020 numerosi appuntamenti dedicati alla Blockchain, per garantire tracciabilità e controllo delle frodi
La digital innovation dell’agroalimentare arriva a Marca, il grande Salone internazionale sui prodotti a marca del distributore che si è tenuto a Bologna il 15 e 16 gennaio 2020, grazie a Blockchain Plaza, il nuovo format ideato da CSQA – Ente di Certificazione leader in Europa per il settore agroalimentare – ed Euranet – Società di consulenza e tecnologie per la compliance – per condividere esperienze, idee e proposte su una grande tematica di sviluppo del settore Food.

Ad aprire il programma, il 15 gennaio,è stato Pietro Marchionni, coordinatore dell’infrastruttura blockchain Europea EBSI.
Ospite del Salone SANA UP – dedicato alle soluzioni innovative in tema di tracciabilità, Blockchain, BIO e Free from – Blockchain Plaza racconterà alle aziende i nuovi innovativi processi per assicurare, a produttori e consumatori, tracciabilità e rintracciabilità, anti-contraffazione e controllo delle frodi. L’obiettivo finale è quello di diventare il punto di incontro tra imprese e aziende delle filiere agroalimentari per lo sviluppo della “Data Economy” italiana.

Un progetto di ampio respiro nato dalla collaborazione di aziende leader, provenienti da vari settori e con know-how differenti. Hanno infatti aderito all’iniziativa come partner: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano, InfoCert, GS1 Italy, Becker LLC, Antares Vision e A2A Smart City.
Argomenti principali delle numerose relazioni che, durante Marca, hanno composto il programma di Blockchain Plaza grazie agli interventi dei partner e delle aziende coinvolte: “L’utilizzo delle Blockchain pubbliche e private per la tracciabilità dei prodotti food”, “La Blockchain per il virtual audit dell’Ente di Certificazione”, “Il valore della blockchain per imprese e consumatori”, “I prodotti si raccontano: dal package al gemello digitale con gli standard GS1”, “Qualità e tracciabilità in un ecosistema intelligente”, “Il Passaporto Digitale dei prodotti agroalimentari di qualità”, “Gli smart contract della Blockchain”, “Blockchain e IOT: la catena di filiera sicura”, “La filiera agroalimentare con informazioni qualificate e valore legale”.
Blockchain Plaza è all’interno del Salone SANA UP pad. 28 stand A3
Info e programma dettagliato su https://www.blockchainplaza.it

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Conserve Italia punta sull’agricoltura di precisione

Bologna, 10 gennaio 2020 – Sostenibilità economica e sostenibilità ambientale rappresentano un connubio indissolubile per Conserve Italia e possono essere ottenute puntando sull’agricoltura di
precisione. Lo dimostra il progetto triennale di innovazione agronomica dal titolo “Agricoltura di precisione sulle colture orticole industriali per migliorare la gestione delle risorse idriche, dei
fertilizzanti e dei pesticidi” * che il Consorzio cooperativo dei marchi Valfrutta, Yoga, Cirio, Derby Bue e Jolly Colombani ha concluso nel corso del 2019 dopo aver sperimentato nuovi strumenti da mettere a disposizione degli agricoltori, come sistemi di allerta personalizzati per i trattamenti fungicidi e l’applicazione per smartphone che informa in maniera dettagliata sullo stato nutrizionale delle piante.
I risultati di queste attività, svolte nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, l’Università di Genova e il C.I.C.A. di Bologna, sono stati presentati questa mattina nel corso di un convegno tenutosi nella sede aziendale di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna.
“Ridurre l’impatto dell’agricoltura sull’ambiente è un impegno che portiamo avanti da anni, promuovendo coltivazioni sempre più sostenibili a partire da un minore consumo idrico e da una razionalizzazione del ricorso ai fitofarmaci – ha dichiarato il presidente di Conserve Italia, Maurizio Gardini -. Siamo una grande cooperativa che riunisce migliaia di agricoltori, la nostra filiera integrata parte dal seme, passa dal campo e dopo la trasformazione industriale arriva fino alla commercializzazione; siamo quindi in grado di controllare l’intero processo produttivo”.
“Con questo progetto sull’agricoltura di precisione – continua Gardini – abbiamo testato l’utilità di alcuni strumenti da mettere a disposizione dei nostri agricoltori per ottenere dalle piante il massimo delle loro potenzialità, contribuendo da un lato ad aumentare la redditività delle aziende agricole, dall’altro a razionalizzare l’utilizzo di acqua, fertilizzanti e pesticidi così da ridurre l’impatto sull’ambiente. I risultati ci dicono che applicando le tecniche sperimentate sarà  possibile, ad esempio, diminuire fino al 7% il consumo idrico per colture orticole come
pomodoro da industria, pisello, mais dolce e borlotto”.
Il progetto triennale, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, ha coinvolto tre aziende agricole associate a Conserve Italia presenti nelle province di Ferrara e Piacenza. “Grazie alle sperimentazioni svolte – aggiunge il direttore generale di Conserve Italia, Pier Paolo Rosetti – abbiamo verificato l’importanza di nuovi strumenti per rendere più efficienti i trattamenti fungicidi, razionalizzare le concimazioni, ridurre l’impiego di acqua e conoscere nel dettaglio le strategie di adattamento delle piante ai cambiamenti climatici così da sviluppare varietà più adatte per le condizioni che si verificheranno nei prossimi decenni. I sistemi di allerta per i trattamenti fungicidi e la app per smartphone che informa nel dettaglio sullo stato nutrizionale delle piante, permettendo così di definire le dosi ottimali di concime, sono i primi dispositivi sperimentati e che vogliamo mettere a disposizione dei nostri agricoltori per gestire i 12.000 ettari di orticole di Conserve Italia”.
“La qualità e la sostenibilità dei nostri prodotti – conclude Rosetti -, dai succhi di frutta alle conserve rosse fino ai vegetali, deriva innanzitutto dal lavoro nei campi svolto dai soci produttori
coadiuvati dai tecnici di Conserve Italia e delle cooperative di primo grado. Vogliamo offrire tutto il nostro sostegno per accompagnare le aziende associate verso l’agricoltura del futuro”.
Per rendere più efficaci ed efficienti i trattamenti fungicidi, sono stati sperimentati sistemi di allerta in particolare per la peronospora del pisello e del pomodoro, l’antracnosi del fagiolo e l’alternariosi del pomodoro. Grazie a bollettini resi disponibili ogni giorno per ogni patogeno, questi sistemi di allerta hanno consentito agli agricoltori di eseguire trattamenti solo nel caso
fosse previsto un rischio di infezione medio o alto, evitando così i trattamenti a calendario. La possibilità di distribuire prodotti fungicidi solo quando realmente necessario ha garantito così agli
agricoltori di risparmiare tempo e risorse e di diminuire l’impatto ambientale dei sistemi colturali, grazie all’impiego di quantitativi minori di prodotti fitosanitari.
È stata invece sviluppata una applicazione per quantificare lo stato nutrizionale delle colture, permettendo al coltivatore di utilizzare il proprio smartphone per capire se la coltura di interesse si trovi in condizioni di marcato stress, leggero stress, leggero consumo di lusso o marcato consumo di lusso. Queste informazioni hanno consentito all’agricoltore di dosare correttamente il
quantitativo di azoto da distribuire, evitando sia perdite produttive dovute a insufficiente disponibilità di nutrienti che problemi dovuti ad eventuale sovradosaggio (per via dell’aumentata
suscettibilità ad allettamento o ad infezioni da parte di patogeni fungini). Si è al contempo limitato al minimo il rischio di sovradosaggi – frequenti nel caso di concimazioni azotate di copertura – che porta a perdite di azoto nell’ambiente. La app è da qualche mese disponibile per mais e recentemente è stata estesa anche al pomodoro da industria. *Iniziativa realizzata nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna – Tipo di operazione 16.1.01 – Gruppi operativi del parternariato europeo per l’innovazione: “produttività e sostenibilità dell’agricoltura” – Focus Area 4B – Progetto AGRICOLTURA DI PRECISIONE SULLE COLTURE ORTICOLE  INDUSTRIALI PER MIGLIORARE LA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE, DEI FERTILIZZANTI E DEI PESTICIDI.

UFFICIO STAMPA CONSERVE ITALIA
Giovanni Bucchi
giovanni.bucchi@conserveitalia.it
051.6228554 – 348.8995192

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UniCaLab: al via il bando per studenti e laureati

C’è tempo fino al 10 febbraio per candidarsi all’innovativo e avvincente percorso di contaminazione e formazione che fa diventare startupper

Dopo le precedenti edizioni che hanno riscosso tanto successo in termini di partecipazione e di ricadute, l’Università della Calabria ha lanciato il bando per la selezione dei partecipanti al III ciclo di UniCaLab, il percorso di formazione e contaminazione che mira a promuovere l’attitudine imprenditoriale attraverso la contaminazione dei talenti.

L’opportunità è rivolta a studenti delle lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, di master universitari di I e II livello, di corsi di perfezionamento, di corsi di dottorato di ricerca e a laureati da non più di 18 mesi.
UniCaLab, oltre a dare la possibilità ai partecipanti di imparare a sviluppare un’idea trasformandola in progetto di impresa, favorisce l’arricchimento del curriculum con attività formative aggiuntive rispetto all’offerta didattica del proprio corso di studio.
Il bando selezionerà 100 partecipanti che accederanno, innanzitutto, al programma formativo, denominato Academy: 3 mesi di formazione durante i quali si svolgeranno lezioni, laboratori e challenge con il coinvolgimento di importanti aziende del territorio.
A supporto dell’azione formativa saranno organizzati: incontri con esperti; iniziative ed esperienze di contaminazione (come talk con ospiti di eccezione, party meeting, partecipazione a eventi attinenti al percorso UniCaLab); testimonianze di startup e aziende di successo; community project; giornate di team building fuori dalle aule per consolidare le relazioni fra i gruppi di UniCaLab, incrementare il livello di fiducia nei compagni di avventura e stimolare la creatività.
Dopo l’Academy, le 15 idee progettuali con maggiori potenzialità di sviluppo imprenditoriale accederanno alla fase di Pre-Acceleration, della durata di 3 mesi, che si configura come un percorso basato sul lavoro di gruppo, fortemente orientato a rafforzare il processo di sviluppo dei progetti definiti. E, infine, avrà luogo una competizione basata su una pitch session durante la quale verranno presentate le idee progettuali a una platea di esperti interni ed esterni (potenziali investitori quali business angel, acceleratori) al fine di premiare 3 gruppi che seguiranno il percorso di accelerazione.
Le 3 idee vincitrici si aggiudicheranno servizi di incubazione gratuita nello spazio di co-working di TechNest dell’Unical, di mentorship e un budget di 3mila euro da spendere in viaggi e trasferte, pubblicità e divulgazione verso i targetfocus group con potenziali clienti, ecc.
La domanda di partecipazione deve essere presentata online all’indirizzo https://forms.gle/BxZW6zupD6h3creS7, a cui è possibile accedere esclusivamente autenticandosi con un account Google entro e non oltre il 10 febbraio 2020.
Per informazioni è possibile fare riferimento al Liaison Office d’Ateneo all’indirizzo unicalab@unical.it
Il bando è disponibile in allegato e a questoLINK
Seguici sulla pagina Facebook Contamination Lab Cosenza – Unicalab
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Blockchain Plaza, innovazione e sostenibilità arrivano a MARCA 2020

La rivoluzione digitale dell’agroalimentare protagonista a Bologna

Nei giorni 15 e 16 gennaio 2020 numerosi appuntamenti dedicati alla Blockchain, per garantire tracciabilità e controllo delle frodi

La digital innovation dell’agroalimentare arriva a Marca, il grande Salone internazionale sui prodotti a marca del distributore che si terrà a Bologna il 15 e 16 gennaio 2020, grazie a Blockchain Plaza, il nuovo format ideato da CSQA – Ente di Certificazione leader in Europa per il settore agroalimentare – ed Euranet – Società di consulenza e tecnologie per la compliance – per condividere esperienze, idee e proposte su una grande tematica di sviluppo del settore Food. Ad aprire il programma, il 15 gennaio, sarà Pietro Marchionni, coordinatore dell’infrastruttura blockchain Europea EBSI.

Ospite del Salone SANA UP – dedicato alle soluzioni innovative in tema di tracciabilità, Blockchain, BIO e Free from – Blockchain Plaza racconterà alle aziende i nuovi innovativi processi per assicurare, a produttori e consumatori, tracciabilità e rintracciabilitàanti-contraffazione e controllo delle frodi. L’obiettivo finale è quello di diventare il punto di incontro tra imprese e aziende delle filiere agroalimentari per lo sviluppo della “Data Economy” italiana. Un progetto di ampio respiro nato dalla collaborazione di aziende leader, provenienti da vari settori e con know-how differenti. Hanno infatti aderito all’iniziativa come partner: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano, InfoCertGS1 ItalyBecker LLCAntares Vision e A2A Smart City.

Argomenti principali delle numerose relazioni che, durante Marca, comporranno il programma di Blockchain Plaza grazie agli interventi dei partner e delle aziende coinvolte: “L’utilizzo delle Blockchain pubbliche e private per la tracciabilità dei prodotti food”, “La Blockchain per il virtual audit dell’Ente di Certificazione”, “Il valore della blockchain per imprese e consumatori”, “I prodotti si raccontano: dal package al gemello digitale con gli standard GS1”, “Qualità e tracciabilità in un ecosistema intelligente”, “Il Passaporto Digitale dei prodotti agroalimentari di qualità”, “Gli smart contract della Blockchain”, “Blockchain e IOT: la catena di filiera sicura”, “La filiera agroalimentare con informazioni qualificate e valore legale”.

SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO DELL’INIZIATIVA

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ICE Agenzia e Confartigianato Imprese Calabria per l’internazionalizzazione

ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane organizza, nell’ambito del Piano Export Sud 2 ed in collaborazione con Confartigianato Imprese Calabria , il percorso formativo “STORYTELLING: Evocare le emozioni per conquistare i mercati internazionali”

Il percorso, gratuito, è costituito da tre giornate di formazione e una di incontri individuali, offre un approfondimento su una tematica fondamentale per promuovere e comunicare l’impresa e i prodotti sui mercati internazionali.

Le aziende avranno l’opportunità di:

  • acquisire conoscenze, competenze ed obiettivi dello Storytelling per una comunicazione efficace d’impresa;
  • approfondire le tecniche: dal brief alla realizzazione finale;
  • esercitarsi e analizzare alcuni casi di storytelling in diversi settori

Per conoscere i requisiti di ammissione, il programma e il calendario didattico:

 

 SCARICA LA CIRCOLARE 

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Export Tips: l’Export in pillole

Il corso gratuito dell’ICE, facile e online per esportare.

Segui Export Tips, il corso

  • Facile e Veloce
  • Completo
  • Gratuito

15 video di pochi minuti su tutte le tematiche di Export Management, che puoi approfondire scaricando gratuitamente il materiale in pdf

Accedi da qui ai contenuti formativi

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Dazi USA: nuovo Piano di supporto dell’ICE

L’Agenzia ICE vuole aiutare le aziende produttrici delle merceologie colpite dai dazi Usa e ha elaborato un articolato programma di supporto.

Ecco le azioni previste:

  • Azioni a favore delle imprese produttrici di beni direttamente colpiti dai dazi su altri mercati esteri.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Agroalimentare e Vini: agro.alimentari@ice.it

SERVIZI DI ASSISTENZA GRATUITI

Dal 1° Gennaio, fino al 30 Giugno 2020, per le aziende produttrici delle merceologie colpite dai dazi, i seguenti servizi ICE, normalmente a corrispettivo, saranno forniti gratuitamente dalla Rete degli Uffici ICE negli USA:

  • Ricerca partner e clienti esteri
  • Organizzazione incontri d’affari
  • Distribuzione materiale informativo
  • Ricerca professionisti locali
  • Ricerche di mercato personalizzate

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Relazioni con il Pubblico:
– urp@ice.it  tel 800 98 98 00 dal lunedì al venerdì 10:00/12:30
oppure all’Ufficio ICE di New York, competente per il settore agroalimentare negli Stati Uniti:
– newyork@ice.it

HELP DESK

L’ICE, inoltre, ha attivato un canale diretto per il supporto alle aziende presso l’ufficio ICE di New York, dedicato agli adempimenti amministrativi e doganali connessi al nuovo regime doganale USA.
Per ogni informazione, scrivere a: newyork@ce.it

Bando Isi e sicurezza sul lavoro: 250 milioni di euro

Date di apertura e chiusura della procedura online entro gennaio 2020

L’Inail ha pubblicato nei giorni scorsi gli estremi del Bando Isi, lo strumento che dal 2010 mette a disposizione delle imprese che investono in sicurezza nei luoghi di lavoro, numerosi incentivi a fondo perduto ripartiti su base regionale. Le risorse a disposizione per questa edizione saranno assegnate sino ad esaurimento. Varrà l’ordine cronologico di ricezione delle domande, e l’impegno è pari ad oltre 250 milioni di euro. Ecco, nel dettaglio, le peculiarità della misura e le specifiche per partecipare al bando.


Obiettivi e destinatari del Bando Isi

L’obiettivo del Bando Isi 2019 è incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra le finalità, sostenere le micro e piccole imprese della produzione agricola nell’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro “sostenibili” e innovativi. Il tutto per:

  • cercare di ridurre in maniera significativa le emissioni inquinanti,
  • migliorare il rendimento,
  • conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico.

I destinatari del finanziamento sono le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale. Devono essere iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato ed agricoltura. Spazio agli enti del terzo settore ma solo per l’asse 2.

Gli assi di finanziamento del Bando Isi

Asse 1: Progetti di investimento e di adozione di modelli organizzativi

I fondi destinati al primo asse di finanziamento sono pari a 96.226.450 euro. La suddivisione è la seguente:

  • 94.226.450 euro per i progetti di investimento,
  • 2 milioni per i progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

Tra i progetti di investimento finanziabili rientrano quelli che affrontano i rischi di tipo chimico, biologico e sismico,  i sospetti di inquinamento. Inoltre, lo sviluppo di misure idonee a prevenire i rischi derivanti da vibrazioni meccaniche, rumore e cadute dall’alto. La percentuale del contributo in conto capitale è pari al 65% dei costi ammissibili. L’importo erogabile è compreso tra un minimo di cinquemila e un massimo di 130 mila euro.

Asse 2: Riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi

Il secondo asse prevede 45 milioni destinati a finanziare progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi. È confermata la possibilità di accedere ai fondi di questo asse di finanziamento per gli enti del terzo settore, come organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali e strutture assistenziali. La percentuale del contributo in conto capitale è pari al 65% dei costi ammissibili, con un importo erogabile compreso tra un minimo di cinquemila e un massimo di 130 mila euro.

Asse 3: Bonifica da materiali contenenti amianto

Per gli interventi di bonifica da materiali contenenti amianto il nuovo bando Isi mette a disposizione 60 milioni di euro. Per essere ammessi al contributo, i progetti devono comprendere la rimozione, il trasporto e lo smaltimento dei materiali nocivi in una discarica autorizzata ad opera di ditte qualificate iscritte all’Albo nazionale dei gestori ambientali. La percentuale del contributo in conto capitale è pari al 65% dei costi ammissibili, con un importo erogabile compreso tra un minimo di cinquemila e un massimo di 130 mila euro.

Asse 4: Micro e piccole imprese della fabbricazione mobili e della pesca

Confermato lo stanziamento di 10 milioni di euro per le micro e piccole imprese che operano nel settore della fabbricazione mobili insieme a quello della pesca. Per quanto riguarda la fabbricazione mobili, in particolare, saranno finanziati interventi per la riduzione del rumore e del rischio chimico, infortunistico e da movimentazione manuale dei carichi.  Gli interventi finanziabili nel settore della pesca potranno invece riguardare due o più tipologie di intervento tra quelle previste, come l’acquisto o sostituzione di macchine e attrezzature di lavoro, l’acquisto di trasmettitori di localizzazione di emergenza, defibrillatori e giubbotti di salvataggio. E ancora: la realizzazione di cappottature e pannelli fonoassorbenti, l’acquisto e installazione di rilevatori di gas, sistemi d’allarme e impianti di spegnimento automatici. La percentuale del contributo in conto capitale è pari al 65% dei costi ammissibili, con un importo erogabile compreso tra un minimo di duemila e un massimo di 50 mila euro.

Asse 5: Progetti per le micro e piccole imprese agricole

Sono 40 i milioni stanziati per sostenere le micro e piccole imprese del settore della produzione agricola nell’acquisto o noleggio di macchine e trattori nuovi, più sicuri e meno inquinanti. Di questi, 7 milioni sono riservati ai giovani agricoltori under 40. Ogni progetto può prevedere al massimo l’acquisto di due beni, in una delle seguenti combinazioni:

  • un trattore agricolo o forestale e una macchina agricola o forestale dotata o meno di motore proprio,
  • due macchine agricole o forestali, di cui una sola dotata di motore,
  • due macchine agricole o forestali senza motore.

Sono ammessi motori a benzina, a gasolio ed elettrici. Il contributo in conto capitale è pari al 40% dell’investimento per la generalità delle aziende e al 50% per i giovani agricoltori, da un minimo di mille fino a un massimo di 60 mila euro.

Come partecipare al bando Isi

La domanda di partecipazione dovrà essere presentata in modalità telematica. Sul sito www.inail.it le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di finanziamento con le modalità indicate negli Avvisi regionali. Le date di apertura e chiusura della procedura informatica saranno pubblicate sul portale dell’Istituto, nella sezione dedicata all’Avviso Isi 2019, entro il 31 gennaio 2020. 

Per informazioni e assistenza sull’Avviso è possibile fare riferimento al numero telefonico 06.6001 del Contact center Inail.

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Rur@Lab: laboratorio didattico Innova Rurale

Rur@Lab è un laboratorio didattico virtuale sviluppato dal CREA-PB nell’ambito del progetto della Rete Rurale Nazionale (scheda 25.1) a supporto delle azioni formative dedicate allo sviluppo delle aree rurali. Si tratta di uno spazio, ancora in fase prototipale, finalizzato alla sperimentazione di alcuni contenuti e strumenti formativi che potranno poi essere affinati, personalizzati e utilizzati nei corsi organizzati dagli Enti formativi accreditati.

Il laboratorio didattico mette a disposizione:

  • un repertorio di unità didattiche multimediali su tematiche relative al settore agroalimentare;
  • un programma per Windows che agevola la creazione di unità didattiche multimediali riproducibili con i comuni programmi di navigazione per il web (browser);
  • un manuale utente per guidare il formatore nella progettazione e implementazione di unità didattiche multimediali.

Vai al Laboratorio

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Attivo lo spazio virtuale del CREA a supporto delle imprese

Il 19 dicembre alle ore 10:00 presso la sede del CREA a Roma si è tenuto un primo evento informativo sulla creazione di uno spazio virtuale sul portale dell’Ente interamente dedicato alle imprese, già attivo al link https://www.crea.gov.it/spazio-impresa.

Attraverso questa iniziativa, che si colloca nell’ambito delle attività di trasferimento delle conoscenze e dei risultati prodotti dai propri Centri di ricerca, il CREA si propone di individuare nuove forme di comunicazione e partenariato con le imprese nonché di rafforzare sempre più il rapporto di collaborazione e condivisione nei diversi comparti, organizzando in modo più fruibile gli strumenti messi a disposizione finora.


Nell’intento di rafforzare il rapporto di collaborazione e partenariato con le imprese operanti nei diversi comparti del settore agroalimentare, il CREA offre servizi ed opportunità, adottando strumenti di comunicazione e collaborazione tradizionali o innovativi, nel reciproco interesse.

Le imprese interessate potranno iscriversi allo SPAZIO IMPRESA per accedere tempestivamente alle informazioni che il CREA intende rendere disponibili, previa condivisione degli scopi e dei principi che ne regolano l’utilizzo.

Con l’adesione allo SPAZIO IMPRESA si potranno ricevere direttamente informazioni su:

  • avvisi per manifestazione d’interesse sulle innovazioni dell’Ente per collaborazioni/licenze, anche organizzati per comparto produttivo/settore di riferimento
  • elenco delle altre innovazioni disponibili e dei risultati immediatamente trasferibili o in fase di sviluppo
  • eventi per le imprese organizzati presso i Centri di ricerca
  • aggiornamento continuo del catalogo dei risultati della ricerca, delle invenzioni industriali, delle privative per novità vegetali, delle varietà iscritte ai registri nazionali varietali

Inoltre:

  • iscrizione automatica alle Comunità di pratiche del CREA
  • attivazione di eventuali tematiche di approfondimento (e-learning) anche su richiesta

Per iscriversi:

 

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L’innovazione nel frigorifero: frutta e verdura alla luce del sole

Active Fresh Blue Light™ è la nuova tecnologia che simula la luce del sole per conservare frutta a verdura in maniera ottimale come se fosse appena raccolta nell’orto. E’ stata presentata da Beko, marchio internazionale di elettrodomestici del gruppo turco Arçelik, che ha lanciato i frigoriferi che riproducono la luce del sole, fonte di energia essenziale per la vita delle piante e quindi anche per la crescita di frutta e verdura.
I prodotti vengono riposti in un innovativo cassetto trasparente che cambia colore nel corso della giornata. Questa nuova tecnologia riproduce e mantiene le proprietà della luce solare dopo la raccolta, all’interno dei frigoriferi con un contenitore trasparente che simula il ciclo di questa luce naturale, dall’alba al tramonto sfruttando tre diverse colorazioni (verde, blu e rossa) attraverso un innovativo sistema di illuminazione a led. In questo modo è possibile ricreare e mantenere, anche per molto tempo dopo l’acquisto, la condizione naturale in cui frutta e verdura crescono e maturano.
L’obiettivo è quello di conservare ortaggi e frutta fresca, garantire più sapore e preservare i livelli di vitamine (soprattutto A e C).
Secondo uno studio della multinazionale, che ha eseguito test di laboratorio misurando i livelli delle vitamine nel pomodoro e nel peperone verde esposti alla luce diretta per 7 giorni, grazie a questa tecnologia i livelli di questi micronutrienti vengono preservati molto più a lungo.
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Arrivano sulle tavole le prime clementine sostenibili

Arrivano sulle tavole le prime clementine sostenibili, che rispettano l’ambiente e la biodiversità, combattono lo sfruttamento e garantiscono un equo compenso agli agricoltori. L’iniziativa nasce da un protocollo d’intesa sottoscritto da Federdistrbuzione, Coldiretti e Fai – Filiera agricola italiana – che porterà sugli scaffali dei supermercati e ipermercati nazionali una selezione di prodotto di alta qualità proveniente soprattutto dalla Calabria e dalla Basilicata, sostenuta da una campagna di informazione sulle proprietà e le caratteristiche degli agrumi Made in Italy.
L’iniziativa di Coldiretti, Fai e Federdistribuzione punta quindi a valorizzare le clementine tricolori per l’intero periodo di raccolta che va da dicembre a fine marzo, per dare la possibilità al consumatore di trovare nella proposta dei punti vendita dalla GDO un prodotto nazionale con determinate caratteristiche e poter quindi meglio scegliere.
Il prodotto nazionale verrà presentato con un packaging dedicato che ne illustrerà anche le principali caratteristiche.
“L’obiettivo dell’intesa è aprire sbocchi di mercato e promuovere la competitività del prodotto italiano con concrete ricadute economiche sui territori – sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini -, ma anche garantire che dietro gli alimenti in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”.
“La firma del protocollo con Coldiretti e Filiera Agricola Italiana ha un duplice valore – osserva il Presidente Federdistribuzione Claudio Gradara -: da una parte si ripropone l’importante obiettivo di diffondere i prodotti italiani di qualità e in particolare il vero prodotto agricolo Made in Italy attraverso la fitta rete distributiva delle imprese associate a Federdistribuzione; dall’altra segna un importante accordo che vede la maggiore associazione di rappresentanza del comparto agricolo e la principale associazione della distribuzione moderna organizzata, unire gli sforzi per un lavoro sinergico che intende sempre più migliorare la consapevolezza del consumatore nelle scelte d’acquisto accompagnando l’azione economica con profili etici e di sostenibilità delle produzioni nazionali, delle eccellenze locali e dei prodotti della tradizione italiana”.
Fonte: Ufficio stampa Coldiretti
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Manovra 2020, i principali provvedimenti per l’agricoltura

Approvata in via definitiva dalla Camera lo scorso 23 dicembre, la legge di Bilancio per l’anno 2020 (legge n. 160 del 27 dicembre 2019) è stata pubblicata sul Supplemento ordinario n. 45 della Gazzetta ufficiale n. 304 del 30 dicembre.

Di seguito ecco una illustrazione di sintesi dei principali aspetti fiscali e finanziari della manovra che risultano di interesse agricolo.

Terreni esenti da Irpef

L’art. 1, comma 183, conferma per l’anno 2020 l’esenzione totale dall’Irpef dei redditi dominicali e agrari dei terreni dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

Redditi da florovivaismo

Per le attività dirette alla commercializzazione di piante vive e prodotti della floricoltura acquistate da imprenditori agricoli florovivaistici di cui all’articolo 2135 del codice civile, nei limiti del 10% del volume di affari, da altri imprenditori agricoli florovivaistici, il reddito è determinato applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell’Iva il coefficiente di redditività del 5%.

Investimenti innovativi

L’art. 1, al comma 123, istituisce un fondo per gli investimenti innovativi nel settore agricolo, con una dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2020 (che costituisce il limite massimo di spesa).

Le imprese agricole destinatarie sono quelle che determinano il reddito agrario ai sensi dell’art. 32 del testo unico delle imposte dirette di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o i soggetti che effettuano investimenti in beni immateriali strumentali compresi nell’elenco di cui all’allegato B annesso alla legge n. 232 del 2016, n. 232, come integrato dall’art. 1, comma 32, della legge n. 205 del 2017, n. 205.

Imprese colpite da cimice asiatica

I commi 501 e 502 dell’art. 1 prevedono che le imprese agricole ubicate nei territori che hanno subito danni derivanti dalla cimice asiatica, e che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi, possano beneficiare degli interventi compensativi finanziati dal Fondo di solidarietà nazionale-interventi indennizzatori, che viene appositamente incrementato di 40 milioni di euro per l’anno 2020 e di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

Nuovi impianti di arboree pluriennali

Il comma 509 dispone, nell’ambito della determinazione del reddito imponibile delle società e degli enti commerciali, per gli esercizi 2020-2022, l’incremento del 20% della quota di ammortamento deducibile dalle imposte sui redditi (art. 108, comma del Tuir), a fronte di spese sostenute per investimenti in nuovi impianti di colture arboree pluriennali.

Imprenditoria agricola femminile

I commi da 504 a 506 dell’art. 1, prevedono la concessione di mutui a tasso zero, nel limite di 300mila € e per la durata massima di 15 anni comprensiva del periodo di preammortamento, in favore di iniziative finalizzate allo sviluppo o al consolidamento di aziende agricole condotte da imprenditrici attraverso investimenti nel settore agricolo e in quello della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Le risorse stanziate sono pari a 15 milioni di euro per l’anno 2020.

Altri provvedimenti significativi

  • la proroga del credito d’imposta in favore delle piccole e medie imprese per la partecipazione a manifestazioni internazionali di settore, con una dotazione elevata da 5 a 10 milioni di euro per l’anno 2019, e di 5 milioni per il 2020;
  • il fondo per l’agricoltura biologica (4 milioni di euro per il 2020 e a 5 annui a decorrere dal 2021);
  • una nuova disciplina incentivante a favore degli esercenti impianti di produzione di energia elettrica esistenti alimentati a biogas;
  • l’estensione alle attività di “oleoturismo” delle disposizioni relative all’attività di enoturismo; le disposizioni per il cosiddetto “Green new deal” che coinvolgono anche le imprese agricole;
  • la revisione della disciplina del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali;
  • il fondo di 15 milioni di euro per l’anno 2020 e di 14,5 milioni di euro per l’anno 2021, dedicato al sostegno alla competitività del settore agricolo e agroalimentare;
  • la proroga del “bonus verde”.
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In crescita l’agriturismo italiano, molto bene la domanda estera

L’agriturismo italiano continua a crescere. Secondo l’ultimo report ISMEA, arrivi e presenze, segnano un incremento positivo di quasi il 6% rispetto all’anno precedente.

Sono principalmente i turisti stranieri a sostenere la domanda: la presenza negli agriturismi italiani di turisti provenienti da Paesi esteri ha superato il milione e seicentomila. Provengono soprattutto da Germania, Paesi Bassi, Francia e Stati Uniti e acquistano il 59% degli oltre 13 milioni di pernottamenti. Nell’ultimo anno anche Portogallo, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, Canada, Brasile e Australia hanno fatto registrare incrementi a doppia cifra sia per numero di turisti che di notti prenotate negli agriturismi italiani.

Il settore nazionale continua a crescere anche sul fronte dell’offerta, con 23.615 aziende agrituristiche autorizzate (+ 0,9%), per un totale di oltre 262.000 posti letto e 460.000 posti a tavola, il fatturato complessivo sfiora la quota di 1,4 miliardi di euro nel 2018, con una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente.

Accedi da qui al Rapporto completo Rapporto_2019_WEBpdf

Variazioni colturali 2019: in GU l’elenco dei comuni interessati

I contribuenti che dovessero riscontrare incoerenze negli aggiornamenti possono presentare una richiesta di rettifica in autotutela, utilizzando l’apposito modello dal sito dell’Agenzia

È consultabile, nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2019, il comunicato dell’Agenzia delle Entrate con la lista dei Comuni per i quali è stata completata l’operazione di aggiornamento della banca dati catastale, relativa alle particelle di terreno che, nel 2019, hanno subito variazioni colturali, le quali hanno determinato un cambiamento del reddito dominicale.

I contribuenti che effettuano variazioni della coltura praticata su una particella di terreno, rispetto a quella censita nella banca dati del Catasto terreni, hanno infatti l’obbligo di dichiarare queste variazioni, a meno che l’uso del suolo sulle singole particelle catastali non venga dichiarato correttamente a un Organismo pagatore, contestualmente alla richiesta presentata ai fini dell’erogazione dei contributi agricoli.

L’aggiornamento delle informazioni censuarie viene effettuato, infatti, sulla base degli elenchi che l’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) ha predisposto a partire dalle dichiarazioni dei contribuenti titolari delle singole particelle catastali. Quindi, le dichiarazioni presentate agli Organismi pagatori, riconosciuti dalla normativa comunitaria, esonerano i soggetti obbligati all’adempimento previsto dall’articolo 30 del Tuir.
 
Dove reperire le informazioni
Sul sito dell’Agenzia delle entrate è possibile consultare la lista delle particelle catastali variate. Il percorso da seguire dalla homepage è Cittadini>Fabbricati e terreni>Aggiornamento  dati  catastali e ipotecari>Variazioni colturali.
Inoltre, nei 60 giorni successivi alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, gli elenchi possono essere consultati anche presso gli uffici provinciali – Territorio dell’Agenzia delle entrate e presso i Comuni interessati.
 
Cosa fare in caso di incoerenza
Coloro che riscontrano delle incoerenze nell’attribuzione delle qualità di coltura, possono presentare una richiesta di rettifica in autotutela, utilizzando l’apposito modello che, una volta compilato, deve essere presentato all’ufficio provinciale – Territorio dell’Agenzia delle Entrate di competenza.
In ogni caso, entro 120 giorni dalla pubblicazione del comunicato in GU, è possibile fare ricorso avverso la variazione dei redditi alla Commissione tributaria provinciale competente per territorio.

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Più alveari e apicoltori grazie al sostegno dell’UE: migliora la biodiversità

Il numero di alveari e di apicoltori nell’UE è aumentato nel corso degli anni, consentendo un incremento del 16 % della produzione di miele nell’UE tra il 2014 e il 2018. È questa una delle conclusioni principali della relazione sull’attuazione dei programmi apicoli nell’UE, pubblicata oggi dalla Commissione europea.

Janusz Wojciechowski, Commissario per l’Agricoltura, ha dichiarato: “Il settore dell’apicoltura è fondamentale per l’agricoltura e per la biodiversità in generale. Dobbiamo incoraggiare gli apicoltori in tutta l’UE. È per questo che sostengo pienamente l’aumento da 120 a 180 milioni di euro dei finanziamenti dell’UE per i prossimi programmi apicoli triennali nel quadro della proposta della Commissione per il prossimo bilancio agricolo.”

La relazione presentata oggi traccia una panoramica del settore e analizza l’attuazione delle misure di sostegno messe in atto nell’UE con i programmi apicoli.

Con 17,5 milioni di alveari, gestiti da 650 000 apicoltori, nel 2018 l’UE ha prodotto 280 000 tonnellate di miele. L’apicoltura è praticata in tutti gli Stati membri dell’UE e l’Unione europea è il secondo produttore mondiale di miele.

L’UE cofinanzia i programmi apicoli, che sono formulati a livello nazionale in cooperazione con il settore per migliorare le condizioni del settore dell’apicoltura e la commercializzazione dei relativi prodotti. I programmi hanno una durata di tre anni, e nel triennio 2017-2019 l’UE ha messo a disposizione un contribuito annuo di 36 milioni di euro, importo raddoppiato grazie ai contributi nazionali. Per il triennio 2020-2022 il contributo annuale dell’UE è passato da 36 milioni di euro a 40 milioni di euro. I fondi sono assegnati a ciascuno Stato membro sulla base del numero di alveari comunicato all’UE.

Nel 2018, tra le otto misure ammissibili per i programmi apicoli, le azioni di assistenza tecnica (ad esempio, formazione, sostegno per l’acquisto di attrezzature tecniche, sostegno ai giovani apicoltori) e le azioni di lotta contro gli aggressori degli alveari hanno ricevuto la maggior parte dei finanziamenti disponibili, con una percentuale complessiva del 60 %. Il ripopolamento del patrimonio apicolo e l’assistenza nella gestione dei movimenti degli alveari durante la stagione della fioritura hanno ricevuto complessivamente oltre il 30 % dei fondi. Le altre misure ammissibili riguardano la ricerca applicata, l’analisi dei prodotti dell’apicoltura, il miglioramento dei prodotti e il monitoraggio del mercato.

Per quanto riguarda la PAC post-2020, la Commissione ha proposto di includere i programmi apicoli nei piani strategici della PAC. Questi piani, elaborati a livello nazionale, definiscono le modalità secondo le quali ciascuno Stato membro intende conseguire gli obiettivi della PAC. Sarà in tal modo accresciuta la visibilità del settore dell’apicoltura, garantendone allo stesso tempo il contributo agli obiettivi generali della PAC, anche per quanto riguarda l’azione per il clima.

I programmi saranno inoltre resi obbligatori per gli Stati membri, così da garantire l’adozione e il sostegno continui.

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Al via il nuovo Smart&Start Italia

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato la circolare che definisce i nuovi criteri e le modalità di presentazione delle domande per richiedere l’agevolazione prevista dalla misura Smart&Start Italia, che ha l’obiettivo di sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di startup innovative.

Smart&Start Italia ha a disposizione circa 90 milioni di euro di risorse per finanziare piani d’impresa, di importo compreso tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro, finalizzati alla produzione di beni e l’erogazione di servizi ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Questi piani d’impresa potranno essere realizzati anche in collaborazione con organismi di ricerca, incubatori e acceleratori d’impresa, Digital Innovation Hub.

Le principali novità introdotte, sulla base del decreto ministeriale del 30 agosto 2019, riguardano la semplificazione dei criteri di valutazione e di rendicontazione, l’introduzione di nuove premialità, l’incremento del finanziamento agevolato fino al 90%, un fondo perduto fino al 30% per le imprese del Sud e un periodo di ammortamento fino a 10 anni.

A partire dal 20 gennaio 2020 le domande con i nuovi criteri per la richiesta dell’agevolazione potranno essere inviate a Invitalia, soggetto gestore della misura.

Per maggiori informazioni

Smart & Start Italia – Sostegno alle startup innovative

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Transizione 4.0, una nuova politica industriale per il Paese

Lettera del Ministro a “Il Sole 24 Ore”

Mercoledì, 18 Dicembre 2019

Gentile Direttore,

la ringrazio per lo spazio concessomi. In queste settimane la polemica politica ha infuriato a scapito del buon senso e di una corretta narrazione della Legge di Bilancio. In questa Manovra sono infatti presenti importantissime misure per le imprese: l’Italia si dota di una nuova politica industriale 4.0, più inclusiva e attenta alla sostenibilità, che ho avuto modo di anticipare proprio su queste pagine appena insediato. Diciamo, senza alcuno slogan, una promessa mantenuta. Il Piano Transizione 4.0 oggi è realtà grazie anche al contributo delle associazioni che abbiamo coinvolto da subito.

Entriamo nel merito e nel metodo. I numeri ci hanno confermato l’effetto le-va sugli investimenti del piano Impresa 4.0, evidenziando al contempo criticità. Se prendiamo come riferimento il valore complessivo degli investi-menti in beni materiali e immateriali connessi a tecnologie 4.0, pari a circa 13 miliardi di euro, il dato è positivo. Se lo confrontiamo con il numero di imprese beneficiare, circa 53 mila, e soprattutto con il numero di quelle che hanno goduto del superammortamento (oltre un milione di contribuenti) ci rendiamo conto che la platea di potenziali beneficiari delle misure è ancora ampia.

Se si scende nel dettaglio ci si accorge che i 2/3 degli incentivi sono andati a medio grandi imprese; gli investimenti hanno riguardato principalmente la componente macchinari (10 miliardi d’investimenti in beni materiali contro i 3 miliardi in beni immateriali). Inoltre, solo 95 imprese in Italia hanno effettuato investimenti in beni di valore superiore ai 10 milioni di euro; 233 sono state invece interessate da progetti di ricerca e sviluppo di valore superiore ai 3 milioni di euro.

Tutto questo ci ha spinti a rivedere alcuni meccanismi e caratteristiche del mondo 4.0. Anzitutto, abbiamo dato alle misure una maggiore stabilità programmando la revisione in ottica pluriennale, così da garantire alle imprese un respiro di medio lungo periodo. Poi siamo passati agli strumenti di accesso, individuando il credito d’imposta come principale canale. Con la trasformazione del super e iper ammortamento nel nuovo credito d’imposta per beni strumentali, genereremo un significativo ampliamento della platea dei potenziali beneficiari: le stime sono +40%. Le misure diverrebbero infatti fruibili anche dai soggetti senza “utili” e in regime forfettario (penso alle imprese agricole).

Inoltre, il ricorso al credito d’imposta compensabile in 5 anni comporta una riduzione del tempo di rientro dell’incentivo (soprattutto per i beni materiali, se si considera un periodo medio di ammortamento di 8 anni) e un’anticipazione del momento di fruizione già da gennaio dell’anno successivo. Mentre oggi bisogna aspettare la dichiarazione fiscale dell’anno seguente a quello dell’investimento: un recupero di tempo pari a circa 7 mesi.

In ogni caso abbiamo preservato l’automatismo degli incentivi ed escluso ogni limite alla compensazione. Oltre a garantire un maggiore accesso, abbiamo potenziato l’incentivo per acquisto di software, incrementandone l’intensità per l’acquisto di beni immateriali ed eliminando il vincolo d’investimento con i beni materiali.

Soprattutto, abbiamo caratterizzato il Piano Transizione 4.0 con una maggiore attenzione all’innovazione, agli investimenti green e per le attività di design e ideazione estetica svolte dalle imprese operanti nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo e della ceramica. Il tutto per valorizzare ulteriormente le produzioni del nostro Made in Italy.

Siamo convinti delle potenzialità delle nuove misure anche perché garanti-ranno una maggiore competitività, tendendo a premiare maggiormente chi più investe in innovazione sostenibile, ricerca, sviluppo e formazione.

L’intero piano comporta un’iniezione di risorse per le imprese pari a circa 7 miliardi di euro. Nessuno può considerarsi escluso, nemmeno le grandi: i nuovi tetti alle misure comportano comunque la possibilità di beneficiare dell’incentivo nei limiti della nuova soglia. Inoltre, avranno la possibilità di accedere alle ulteriori risorse disponibili presso il MiSE per circa un miliardo di euro, dedicate specificamente a grandi progetti di ricerca, sviluppo e in-novazione.

Il Piano Transizione 4.0 non è l’unica misura prevista in manovra a favore delle imprese: penso allo stanziamento dei 100 milioni per l’IPCEI sulle batterie; al rifinanziamento di tutte le misure strategiche del MiSE come la “Nuova Sabatini”; i Contratti di sviluppo per il sostegno all’innovazione dell’organizzazione, dei processi e della tutela ambientale; le aree di crisi industriale; il Fondo di garanzia PMI rifinanziato con ben 670 milioni; fino al potenziamento degli ITS.

Non possiamo tuttavia limitarci a stanziare risorse. La crescita tecnologica è un processo che va supportato anche con il sostegno in termini di formazione e informazione. Per questo motivo abbiamo lanciato la misura dei manager dell’innovazione e vogliamo creare una solida e stabile connessione tra il mondo produttivo e quello della ricerca. Il fine è garantire un adeguato livello di trasferimento tecnologico: a breve presenteremo il pro-getto Atlante 4.0, il primo portale nato con la collaborazione di Unioncamere per far conoscere le strutture che operano a supporto dei processi di trasferimento tecnologico e trasformazione digitale delle imprese; con Enea stiamo elaborando un piano che, grazie anche al sostegno del Fondo Nazionale Innovazione, contribuirà alla crescita degli investimenti in in-novazione nel nostro Paese.

La Transizione è una grande sfida, ma il nostro tessuto imprenditoriale saprà coglierla avendo il MiSE come primo alleato.

Sterfano Patuanelli

Ministro dello Sviluppo Economico

Fonte: Ufficio Stampa MISE

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ICE e Confartigianato Imprese Calabria: percorso formativo Storytelling

ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane organizza, nell’ambito del Piano Export Sud 2 ed in collaborazione con Confartigianato Imprese Calabria , il percorso formativo “STORYTELLING: Evocare le emozioni per conquistare i mercati internazionali”

 

Il percorso, gratuito, è costituito da tre giornate di formazione e una di incontri individuali, offre un approfondimento su una tematica fondamentale per promuovere e comunicare l’impresa e i prodotti sui mercati internazionali.

Le aziende avranno l’opportunità di:

  • acquisire conoscenze, competenze ed obiettivi dello Storytelling per una comunicazione efficace d’impresa;
  • approfondire le tecniche: dal brief alla realizzazione finale;
  • esercitarsi e analizzare alcuni casi di storytelling in diversi settori.

Per conoscere i requisiti di ammissione, il programma e il calendario didattico:

 SCARICA LA CIRCOLARE 

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“Coltiviamo Agricoltura Sociale 2019” di Confagricoltura: tra i tre premiati un’azienda calabrese

Un settore in espansione in tutta Italia a testimonianza della risposta al cambiamento sociale in atto

Sono stati premiati oggi a Palazzo Della Valle, sede di Confagricoltura, i tre progetti vincitori del Bando Agricoltura Sociale, giunto alla sua IV edizione.

Il bando, nato da un’idea di Confagricoltura, Onlus Senior-L’Età della Saggezza a Roma e Rete fattorie sociali, ha visto una progressiva espansione garantendosi quest’anno la collaborazione attiva di Reale Foundation e ottenendo il patrocinio del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, oltre alla sempre proficua collaborazione dell’Università di Roma Tor Vergata.

A ciascuno dei vincitori sono stati assegnati 40mila euro e una borsa di studio per la partecipazione al Master di agricoltura sociale organizzato dall’Università di Tor Vergata.

L’agricoltura sociale è in forte espansione, segue il cambiamento del concetto di welfare in atto nel Paese e suscita sempre più attenzione da parte dei giovani. Il numero e il livello qualitativo crescente dei progetti presentati, l’ampliamento della platea dei beneficiari, che spazia dai bambini agli anziani, dai portatori di handicap ai detenuti, ne sono la prova concreta. La piattaforma web “Coltiviamo agricoltura sociale” ha registrato quasi 2 milioni di visualizzazioni e 250mila accessi, di cui 70mila soltanto nell’ultimo anno.

“Confagricoltura prima di altri ha creduto nelle opportunità dell’agricoltura sociale – ha ricordato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti durante la premiazione – attivandosi da subito con gli interlocutori politici ed istituzionali, partecipando ai lavori dell’Osservatorio per la stesura dei decreti attuativi della Legge 141/2015 che, ad oggi, sono ancora in corso di definizione. Fare agricoltura sociale significa fare innovazione nel welfare, dare slancio a questa rete virtuosa di professionalità”.

«Il mondo agricolo continua a svolgere un ruolo di rilievo nell’economia italiana e Reale Foundation, la fondazione corporate di Reale Group, ha voluto sostenere questa iniziativa, il cui obiettivo coniuga bene innovazione sociale e inclusione socio-economica – ha dichiarato Luca Filippone, direttore generale di Reale Mutua – Reale Foundation è orgogliosa di poter lavorare con partner di eccellenza come Confagricoltura al fine di partecipare alla generazione di impatti positivi, misurabili e intenzionali, in linea con i valori della mutualità che da sempre guidano il nostro modo di fare impresa».

“In quattro anni il nostro bando è cresciuto, ha incentivato forme di produzioni e servizi ad alto valore aggiunto sociale – ha detto il segretario generale della Onlus Senior-L’Età della Saggezza, Angelo Santori – favorendo l’integrazione tra i diversi attori dell’agricoltura sociale e la realizzazione di modelli di buone pratiche”.

I tre vincitori del Bando Coltiviamo agricoltura sociale 2019 – IV edizione sono:

Azienda agricola La Pesa, di Castellamonte (Torino), con il progetto “Io ho un sogno oggi”, che ha come obiettivo di favorire l’inclusione sociale e lavorativa di soggetti fragili, favorendo pratiche innovative e sostenibili nelle comunità agricole pre-montane della Valle Sacra, caratterizzate da una forte emigrazione, soprattutto giovanile, diffusa disoccupazione e significativo calo demografico.
Azienda agricola Casa del Pietro, di Capolona (Arezzo), con il progetto “Eureka: Solleviamo l’orto”, destinato a disabili, minori e giovani con disagio sociale. L’obiettivo è creare una rete di supporto per le famiglie inserendo questi soggetti nella cura di un orto, nella realizzazione di un pollaio, nella successiva trasformazione degli ortaggi e delle erbe aromatiche, fino alla vendita dei prodotti.
Don Milani Società Cooperativa Sociale, di Acri (Cosenza), con il progetto “Gli Agri-Saggi del Villaggio” rivolto agli anziani del territorio, che verranno integrati nelle attività aziendali con l’obiettivo di offrire loro la possibilità di stare all’aria aperta, di fare una moderata attività fisica e di uscire dall’isolamento intessendo nuove relazioni. E’ prevista la creazione di una serra, la realizzazione di un orto, la sistemazione del giardino e dei sentieri botanici esistenti.
Ai tre vincitori Confagricoltura assicura il supporto necessario per lo svolgimento dei progetti secondo l’accordo siglato oggi, che stabilisce anche modalità e tempi di erogazione dei premi.

Fonte: Ufficio Stampa Confagricoltura

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Programma promozionale in Texas e West Coast USA: manifestazione di interesse per l’agroalimentare

La Camera di Commercio Italiana in Texas e la Camera di Commercio Italiana per la West Coast USA, nel quadro del progetto di promozione delle aziende calabresi in Texas, Louisiana e California, attuati in cooperazione con la Regione Calabria, indicono una manifestazione di interesse per le aziende del territorio operanti nel settore agroalimentare.Scadenza adesioni : 31 dicembre 2019; N.B. Per la sola Azione C la scadenza adesioni è fissata per il 18 dicembre 2019.

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Notizie dai Gruppi Operativi PEI: nuove tecniche per la peschicoltura

Pubblicata nella banca dati la scheda del Gruppo Operativo VPM – Introduzione di nuove tecniche a basso impatto ambientale per la valorizzazione della peschicoltura nelle Marche. Il principale obiettivo è quello di orientare la produzione del pesco verso un completo riconoscimento della qualità e tipicità del prodotto, identificando i principali elementi che la contraddistinguono e sviluppando tecniche a basso impatto così da aumentarne la competitività rispetto ad altre realtà produttive caratterizzate da costi di produzione bassi ma non attente alla sostenibilità ambientale. A questo fine si intende perseguire una strategia basata sull’introduzione di tecniche e tecnologie innovative nei punti più critici della filiera di produzione ed informare il consumatore del valore aggiunto del prodotto.

Vai alla scheda del Gruppo Operativo

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RRN Magazine: “I love turismo rurale”

Il profondo cambiamento che ha caratterizzato, a partire dagli anni ’80, le aree rurali italiane ed europee trova la sua principale motivazione nella visione multifunzionale dell’agricoltura che ha rafforzato l’azienda agricola ampliandone il campo di azione: essa, infatti, non è più solo luogo di produzione di beni alimentari, trasformati e non, ma anche di offerta di servizi alla popolazione e di azioni di tutela dell’ambiente e del paesaggio che contribuiscono alla creazione di nuovi posti di lavoro, incoraggiano l’economia locale e promuovono la resilienza nelle aree rurali.

Lo sviluppo di questa nuova visione che ha investito e cambiato il carattere delle aree rurali europee trova il supporto, oltre che dal ruolo assegnato dalle politiche di sviluppo al settore agricolo, dalla crescente domanda di consumo manifestata dalla società civile sempre più sensibile nei confronti dell’ambiente e alla ricerca di ritmi di vita più lenti e prodotti salubri e di qualità.

Tra le diverse attività che hanno caratterizzato la nuova impresa agricola multifunzionale senz’altro l’agriturismo è quella che ha rappresentato, e rappresenta tutt’ora, il cavallo di battaglia ma soprattutto è l’iniziativa che ha contribuito ad aprire i territori rurali, tendenzialmente caratterizzati da una minore apertura economica e sociale, verso l’esterno grazie all’accoglienza dei flussi turistici, nazionali e non, e alla nascita di nuovi canali commerciali. Questo processo di cambiamento, accompagnato all’avvio di nuove relazioni tra l’identità locale, l’ambiente e la produzione agricola, ha reso le aree rurali nel loro complesso una destinazione attrattiva dal punto di vista turistico.

Per l’instaurarsi di queste relazioni, per la possibilità di svolgere diverse attività e, infine, per gli effetti prodotti sul territorio, non è possibile ricondurre il turismo rurale a un’unica definizione ma a molteplici essendo questo collegato ai diversi tipi di “capitale territoriale” (ambientale, culturale, gastronomico, ecc.) che caratterizzano una specifica area. Ecoturismo, turismo enogastronomico, turismo religioso, cicloturismo, birdwhatching, turismo didattico, ittiturismo sono solo alcune delle tante declinazioni attribuite all’offerta turistica rurale che trovano il loro comune denominatore nell’approccio esperienziale e cioè nell’opportunità offerta al turista di vivere la propria vacanza a contatto con le persone, il territorio e le tradizioni del luogo in un’ottica sostenibile e in maniera tutt’altro che standardizzata.

Partendo dal crescente interesse manifestato nei confronti del turismo rurale, il presente numero del Magazine cerca di evidenziare, attraverso il racconto di esperienze il ruolo del territorio e delle sue peculiarità nel favorire lo sviluppo delle interconnessioni tra il settore agricolo e quello turistico, ambiti strumentali per la definizione di un’offerta turistica sostenibile capace di stimolare sui territori l’avvio di percorsi di recupero e qualificazione che vanno dalle infrastrutture alle tradizioni, dal patrimonio culturale a quello colturale. Per porsi come settore potenzialmente strategico per lo sviluppo delle aree rurali, il turismo rurale necessita tuttavia della creazione di un sistema di governance territoriale capace di mettere a sistema gli attori locali e i capitali territoriali, e garantire allo stesso tempo un equilibrio tra il consumo e la riproduzione di quest’ultimi.

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Pubblicato il Regolamento di attuazione della nuova normativa fitosanitaria

Il Servizio fitosanitario nazionale è l’autorità competente per la protezione delle piante ai sensi dei regolamenti (UE) 2016/2031 e 2017/625.
Il REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2019/2072 DELLA COMMISSIONE del 28 novembre 2019 stabilisce condizioni uniformi per l’attuazione del regolamento (UE) 2016/2031 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante e che abroga il regolamento (CEn. 690/2008 della Commissione e modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019 della Commissione


Il Servizio fitosanitario nazionale è l’autorità competente per la protezione delle piante ai sensi dei regolamenti (UE) 2016/2031 e 2017/625.
Esso si articola nel Servizio fitosanitario centrale, nei Servizi fitosanitari regionali per le Regioni a statuto ordinario o speciale, nei Servizi fitosanitari delle province autonome per le province di Trento e Bolzano ed è supportato a livello scientifico dall’Istituto nazionale di riferimento per la protezione delle piante individuato nel Centro di ricerca Difesa e Certificazione del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA – DC).
Il Servizio fitosanitario centrale opera presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e rappresenta l’autorità unica di coordinamento e di vigilanza in materia di difesa della salute delle piante ai sensi dell’articolo 2 del regolamento (UE) 2016/2031.
Il Comitato Fitosanitario Nazionale è l’organo deliberativo tecnico del Servizio Fitosanitario Nazionale. Partecipano al Comitato tutti i rappresentanti delle parti sopra.
Quali sono le modifiche principali apportate dal nuovo contesto normativo fitosanitario?
·Estensione dell’obbligo del passaporto fitosanitario a tutti i vegetali destinati alla piantagione . Il passaporto, che rappresenta la condizione imprescindibile per la libera circolazione delle merci nella UE, si presenterà sotto forma di etichetta apposta sull’unita di vendita (lotto), con un formato semplificato e armonizzato in tutto il territorio unionale.
·Maggiori responsabilità dell’operatore professionale . Gli operatori professionali autorizzati all’emissione di un passaporto delle piante devono assumersi maggiori responsabilità per il proprio operato. Questi sono tenuti a controllare regolarmente lo stato di salute delle loro merci e a disporre delle conoscenze necessarie per identificare i segni della presenza degli organismi nocivi regolamentati dalla nuova legislazione. In futuro la frequenza dei controlli ufficiali di un operatore professionale autorizzato dipenderà anche dalle modalità con cui attua le misure di prevenzione. Anche nel settore del materiale da imballaggio in legno viene promossa una maggiore responsabilità individuale da parte delle aziende sulla base della norma internazionale per le misure fitosanitarie ISPM n.15.
·Sospetta presenza di un Organismo nocivo : quando vi sia anche il solo sospetto della presenza di un Organismo nocivo da quarantena rilevante per il territorio dell’Unione europea o di un organismo che può soddisfare le condizioni per essere considerato tale, un operatore professionale ha l’obbligo di informare subito il Servizio fitosanitario competente e adottare tutte le misure precauzionali per impedirne la diffusione.
·Sistemi di tracciabilità . Ogni operatore professione che acquista o vende piante e prodotti delle piante deve registrare tutti i dati che gli consentono di identificare il fornitore o l’acquirente di ogni unità movimentata. La tracciabilità deve essere mantenuta anche per lo spostamento di piante all’interno e tra i propri siti di produzione;
·Inasprimento delle condizioni per l’importazione da Paesi terzi e controlli frontalieri rafforzati . L’importazione di materiale vegetale vivo (piante, frutta, ortaggi, fiori recisi, sementi, ecc.) da Paesi terzi è consentita unicamente se tale materiale è scortato da un certificato fitosanitario. Ciò vale anche per i materiali vegetali introdotti nel bagaglio dei viaggiatori.
·Nuova catalogazione degli organismi nocivi. Gli organismi nocivi delle piante sono suddivisi in quattro categorie principali al fine di una migliore definizione delle priorità delle azioni e delle misure da adottare nonché una migliore assegnazione delle risorse:
1. Organismi da quarantena: sono organismi nocivi la cui identità è stata accertata, che non sono presenti nel territorio, oppure, se presenti, non sono ampiamente diffusi e sono in grado di introdursi, di insediarsi e di diffondersi all’interno del territorio. Il loro ingresso determina un impatto economico, ambientale, sociale inaccettabile sul territorio in questione Negli organismi da quarantena rientra, ad esempio, il batterio Xylella fastidiosa.
2. Organismi da quarantena rilevanti per la UE: sono organismi nocivi da quarantena il cui territorio di riferimento è l’Unione europea. Possiedono lo status di organismi da quarantena soltanto all’interno della UE. Il Servizio Fitosanitario nazionale è tenuto a informare gli Operatori Professionali circa il rinvenimento di tali organismi
3. Organismi da quarantena rilevanti per la UE prioritari: organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione il cui potenziale impatto economico ambientale o sociale sul territorio dell’Unione è più grave rispetto ad altri organismi nocivi da quarantena. Qualora dovessero insediarsi in Europa potrebbero comportare danni economici, sociali ed ecologici considerevoli. Per tali organismi è previsto un rafforzamento delle misure di prevenzione come, per esempio, l’intensificazione di indagini di sorveglianza, l’elaborazione di piani di emergenza e di piani di azione, lo svolgimento di corsi con esercitazioni (simulazioni), che prevedono anche la formazione degli uffici competenti per la gestione di eventuali emergenze (SFN e laboratori).
4. Organismi nocivi regolamentati non da quarantena: Si tratta di OPP ampiamente diffusi in UE e trasmessi prevalentemente da determinate piante da impianto. Vista la loro diffusione non rispondono (più) ai criteri di un organismo da quarantena ma, date le ripercussioni economiche inaccettabili che la loro comparsa potrebbe comportare, occorre adottare misure fitosanitarie a livello di materiale di moltiplicazione. Appartengono a questa categoria, in particolare, gli «organismi di qualità» noti nel settore della certificazione dei materiali di moltiplicazione, incluse le sementi. Gli elenchi di tali organismi nocivi regolamentati sono in corso di definizione da parte della Commissione europea.

Accedi da qui alla normativa fitosanitaria in vigore dal 14 dicembre 2019 

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Treccani accoglie le DOP e le IGP nel patrimonio culturale italiano

Pubblicata dall’Istituto della Enciclopedia Italiana l’edizione 2020 dell’Atlante Qualivita

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Federbio soddisfatta: il biologico al centro del Green Deal Europeo

Il documento presentato dalla presidente della commissione EU Ursula Von Der Leyen punta su una strategia di crescita verde che dovrà portare l’Europa a essere il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050.

Bologna, 12 dicembre 2019 – L’incremento dei terreni coltivati ad agricoltura biologica è tra le 50 proposte della roadmap del Green Deal europeo presentato dalla Presidente della Commissione europea. Il piano prevede iniziative volte a favorire l’economia circolare, gli investimenti verdi in Europa e la strategia “Dal produttore al consumatore” per progettare  un sistema alimentare giusto, sano e rispettoso dell’ambiente attraverso la diffusione di pratiche sostenibili come l’agricoltura e l’allevamento biologici.

FederBio valuta estremamente positivi anche i piani strategici finalizzati a ridurre significativamente l’uso di pesticidi chimici, fertilizzanti e antibiotici la cui attuazione non può prescindere dalla conversione al biologico.

“Esprimiamo grande soddisfazione per la nuova strategia di crescita verde per l’Europa presentata al Parlamento EU da Ursula von der Leyen. Il Green Deal europeo è un vero e proprio cambio di paradigma e tra le proposte l’approccio agroecologico e la transizione verso l’agricoltura biologica per favorire la biodiversità e il contrasto al cambiamento climatico rappresentano alcuni dei punti fondamentali.  Inoltre, c’è una chiara indicazione affinché i piani strategici nazionali della Politica Agricola Comunitaria (PAC) riflettano pienamente l’ambizione del Green Deal e siano indirizzati a ridurre significativamente l’utilizzo dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici nonché l’uso di antibiotici e a premiare gli agricoltori per il miglioramento delle prestazioni ambientali e climatiche. Auspichiamo che le direttive europee siano propulsive per una veloce approvazione al Senato della proposta di legge sull’agricoltura biologica, già approvata a grande maggioranza alla Camera”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

Ufficio Stampa FederBio

La transumanza iscritta nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale Unesco

La “Transumanza”, pratica rurale tradizionale appartenente a Italia, Austria e Grecia, è stata iscritta nella Lista rappresentativa degli elementi dichiarati Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. La decisione è stata approvata oggi all’unanimità dai 24 Stati membri del Comitato intergovernativo, riuniti a Bogotà, in Colombia.
È la terza volta, dopo la pratica tradizionale della coltivazione della vite ad alberello della comunità di Pantelleria e l’arte dei muretti a secco, che viene attribuito questo prestigioso riconoscimento a una pratica rurale tradizionale.
La candidatura della “Transumanza. Il movimento stagionale del bestiame lungo gli antichi tratturi nel Mediterraneo e nelle Alpi”, avanzata nel marzo 2018 dall’Italia come capofila insieme alla Grecia e all’Austria, è stata coordinata a livello internazionale dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e ha visto il coinvolgimento diretto delle comunità italiane afferenti alle Regioni di Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Lazio, Abruzzo, Lombardia e alle province di Trento e Bolzano, che in questi anni, insieme alle comunità di Austria e Grecia, come anche riconosciuto dall’Unesco, hanno saputo creare un network attivo per la valorizzazione e la salvaguardia di questa pratica, grazie al fondamentale apporto di famiglie e pastori che ne hanno mantenuto negli anni la vitalità, nonostante le difficoltà socio-economiche e lo spopolamento delle aree rurali.
“Siamo fieri di questo riconoscimento per la tradizione rurale italiana – ha dichiarato la Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova – con la transumanza che diventa patrimonio immateriale dell’Unesco. Ringrazio le comunità e le istituzioni locali, gli esperti del MIPAAF, del MAECI e della Commissione nazionale italiana per l’Unesco e tutti quelli che con il loro impegno hanno reso possibile un risultato che ribadisce il ruolo di primo piano svolto dal nostro Paese nel valorizzare il proprio patrimonio agroalimentare, i paesaggi rurali, le tradizioni e il nostro saper fare”.
La “Transumanza” rappresenta la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, insieme ai loro cani e ai loro cavalli, si spostano in differenti zone climatiche, percorrendo le vie semi-naturali dei tratturi. Il viaggio dura giorni e si effettuano soste in luoghi prestabiliti, noti come “stazioni di posta”. La transumanza quale elemento culturale, dal forte contenuto identitario, ha saputo nei secoli creare forti legami sociali e culturali tra i praticanti e i centri abitati attraversati, nonché rappresentare un’attività economica sostenibile caratterizzata da un rapporto peculiare tra uomo e natura, influenzando con la sua carica simbolica tutti i campi dell’arte. La transumanza è ancora oggi praticata sia nel Centro e nel Sud Italia, dove sono localizzati i Regi tratturi, partendo da Amatrice e Ceccano nel Lazio ad Anversa degli Abruzzi e Pescocostanzo in Abruzzo, da Frosolone in Molise, Rivello in Basilicata, Lacedonia e Zungoli in Campania a San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo in Puglia. Pastori transumanti sono ancora in attività anche nell’area alpina, in particolare in Lombardia e nel Val Senales in Alto Adige.
Quanto ai riconoscimenti Unesco, nel 2010 è arrivata la proclamazione della Dieta Mediterranea, primo elemento culturale al mondo a carattere alimentare iscritto nella prestigiosa lista dell’Unesco; nel 2014 il riconoscimento della Coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, primo elemento culturale al mondo di carattere agricolo riconosciuto dall’Unesco. Nel 2017 è stata la volta dell’Arte del “pizzaiuolo” napoletano e nel 2018 dell’Arte dei muretti a secco. Dei 10 elementi italiani riconosciuti dall’Unesco Patrimonio Culturale Immateriale, ben 5 sono riconducibili al patrimonio rurale e agroalimentare, a conferma che in Italia l’agricoltura è un elemento caratterizzante la cultura del Paese.

Fonte: Mipaaf

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Arancia Rossa di Sicilia IGP, arriva la blockchain contro le contraffazioni

L’Arancia Rossa di Sicilia IGP da oggi è protetta dalle contraffazioni anche con tecnologia Blockchain, che garantisce l’autenticità e integrità del frutto in Italia e all’estero. Un bollino tecnologico che racconta l’origine e le caratteristiche del prodotto, facilita le procedure doganali e monitora le condizioni e la temperatura delle arance durante il trasporto per garantire ovunque un frutto di eccellenza.

R.O.U.G.E. “Red Orange Upgrading Green Economy” progetto del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP dal raccolto 2019/2020 offre soluzioni di tracciabilità Smart grazie a una piattaforma digitale ad hoc, progettata e realizzata da Almaviva, e basata su tecnologia Blockchain, su modelli di Agricoltura 4.0 e sui principi della Green Economy per la tutela di produttori e consumatori.

Il progetto è stato presentato al Convegno “Rouge, l’Arancia Rossa di Sicilia IGP diventa “Smart”, organizzato dal Consorzio di tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP con il patrocinio del Mipaaf, presso la Sala Cavour del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

“Le arance sono un’eccellenza del Made in Italy: oltre il 50% della produzione totale nazionale viene dalla Sicilia, nel 2018 un milione di tonnellate circa su una produzione italiana di un milione e 622 mila tonnellate. Contraffazioni e frodi rappresentano un danno per il consumatore e una perdita per i produttori. La piattaforma nasce per tutelare l’Arancia Rossa di Sicilia IGP e l’esportazione di questo prodotto unico al mondo che, quest’anno, ha raggiunto anche il mercato cinese” afferma Giovanni Selvaggi, Presidente del Consorzio di tutela Arance Rosse di Sicilia IGP.

I principali vantaggi derivanti da Rouge sono il miglioramento delle operazioni di controllo e quindi della tutela della denominazione insieme alla lotta alla contraffazione, la semplificazione degli adempimenti burocratici e la diminuzione della documentazione cartacea, la riduzione degli errori di imputazione dei dati, il monitoraggio del settore da parte dell’Amministrazione e la possibilità di attuare strategie di promozione dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP sui mercati nazionali ed internazionali.

“Attraverso un bollino TAG/NFC apposto sulla cassetta di frutta e sofisticati sensori che verificano le condizioni di viaggio, come l’umidità e la temperatura, l’App permette di monitorare il campo di produzione grazie a un sistema di geolocalizzazione della mappa fornita da fonte pubblica, la data del raccolto, le modalità di conservazione e di distribuzione”, dichiara Fulvio Conti, responsabile Practice Agricoltura e Ambiente di Almaviva “Il consumatore può conoscere tutta la storia di ogni singola confezione di Arancia Rossa di Sicilia IGP attraverso il proprio smartphone”.

Il bollino hi-tech collegato al sistema Blockchain garantisce la riconoscibilità certa dei dati, basati su informazioni provenienti dalla pubblica amministrazione e dalle aziende legate al Consorzio di tutela. Il

Progetto infatti unisce le competenze del CREA, che raccoglie ed elabora dati di produzione, dell’Università di Catania che sviluppa modelli economici rispetto ai dati raccolti sul campo a supporto delle decisioni di produzione, del Consorzio e dei soci che tracciano il precorso delle produzioni e di Almaviva quale partner tecnologico.

Con la collaborazione e adesione delle GDO alla filiera, Rouge è di supporto anche nella fase di export. grazie alla certificazione delle GDO, che diventa così garante del prodotto, sarà possibile semplificare e snellire gli adempimenti amministrativi, standardizzando le modalità di controllo e riducendo così tempi e costi dell’intero processo di sdoganamento.

 

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IBF Servizi, dalla semina al raccolto. Tutto di precisione

IBF Servizi nasce da ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), ente pubblico economico, e da Bonifiche Ferraresi, la più grande azienda agricola italiana.
È un progetto con obiettivi strategici: il miglioramento della competitività dell’agricoltura italiana, l’incremento della qualità, la riduzione dei costi, la sostenibilità degli impatti ambientali.
Ed è soprattutto la prima società che eroga servizi di agricoltura di precisione, rendendoli accessibili alle aziende agricole di tutte le dimensioni, con contratti trasparenti di consulenza e affiancamento in tutte le fasi del ciclo di coltivazione.
IBF Servizi offre servizi completi alle aziende nazionali che vogliono applicare metodi dell’agricoltura di precisione.
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Radicchio di Chioggia IGP, una buona prassi per sostenere il turismo locale

Nei giorni scorsi, all’ortomercato di Chioggia è stato sottoscritto il protocollo d’intesa che unisce il mondo dell’agricoltura e del turismo in un accordo volto allo sviluppo di un progetto per la realizzazione di sette percorsi destinati al turismo lento all’interno dell’area di produzione del Radicchio di Chioggia Igp, tra le provincie di Padova, Venezia e Rovigo. Ossia una macro area che dà precisi confini, oltre al paesaggio creato dallo sviluppo dell’orticoltura di cui il Principe Rosso è indubbiamente il prodotto più rappresentativo, agli ambienti naturali più suggestivi di questa parte del Veneto, ossia la Laguna di Venezia, che con i suoi 550 chilometri quadrati la rendono la più grande d’Italia, e il Delta del Po, con una superficie di oltre 700 chilometri quadrati che lo colloca tra i più grandi apparati deltizi in Europa, insieme alla Camargue, al Delta del Danubio e al Parco Nazionale delle Doñana in Spagna.

La firma costituisce un precedente unico nella collaborazione tra il mondo del primario e quello turistico, in quanto mai in precedenza gli interessi di sviluppo turistico hanno trovato una convergenza così larga. Il progetto “Gli itinerari del Radicchio di Chioggia Igp”, dopo il convegno di presentazione dello scorso 8 novembre, è diventato un volano aggregativo che oggi ha riunito attorno ad un tavolo per la firma i presidenti e i rappresentanti di ben sette realtà operative, ossia: il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp; il Consorzio di promozione turistica Lidi di Chioggia; l’A.S.A. Associazione Albergatori di Chioggia, Sottomarina Lido, Isola Verde; l’Ascot Associazione Operatori Balneari; La società Ortomercato del Veneto e la società di comunicazione Speak Out Srl, che si sono presi l’impegno di portare avanti congiuntamente un programma di azioni progettuali rivolte alla valorizzazione e il sostegno del settore turistico. Un risultato storico dunque in quanto sotto alle sigle elencate, tra alberghi, Bed&Breakfast, stabilimenti balneari, campeggi, aziende produttive e di trasformazione agricola, si ritrovano più di 200 realtà del territorio che saranno coinvolte nelle opportunità di sviluppo che il cicloturismo, il turismo gastronomico e quello di visitazione possono portare nel territorio.

“Al Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp – spiega il presidente, Giuseppe Boscolo Palo – è appena stato rinnovato per un altro triennio, dal Ministero delle Politiche Agricole, l’incarico per la tutela e la vigilanza del prodotto e mi pare che questo sia già un risultato che ci pone in continuità con il nostro mandato. Promuovendo il Chioggia Igp, facciamo conoscere anche la sua terra sia in termini di realtà unica nel suo genere, e per questo capace di trasferire valori inimitabili al Radicchio, sia come area piena di fascino e suggestioni che possono essere importanti anche ai fini turistici”.

L’unione porterà più forza nel realizzare progetti strutturali e nel reperire contributi europei, nazionali, regionali e comunali necessari alla promozione dell’offerta “slow”.

“Il turismo rurale, quello naturalistico e il cicloturismo – spiega Giuliano Boscolo Cegion, presidente Associazione Albergatori Chioggia – sono tutte forme dell’offerta che possono contribuire nell’integrare le presenze e gli arrivi degli attuali centri turistici. Chioggia, infatti, potrebbe aumentare l’attuale milione e 400 mila turisti che arrivano ogni anno, ma sarà anche possibile aumentare la loro spesa media. Infatti, il turista standard della vacanza al mare spende circa 67 euro al giorno, mentre chi si sposta verso itinerari culturali, naturalistici o con scopi enogastronomici è disposto a tirare fuori dal portafogli anche 134 euro al giorno. Inoltre l’offerta per il turismo lento può estendere la stagione turistica, aggiungendo al periodo estivo anche la primavera e l’autunno, i migliori momenti dell’anno per viaggiare su due ruote”.

Ed è questa la fetta che potrebbe essere ampliata, proponendo al turista non solo le località più rinomate, ma attirandolo verso le altre preziose e molteplici destinazioni di cui l’area di produzione del Radicchio di Chioggia Igp è punteggiata.

“Creare degli itinerari di visitazione che conducono alla conoscenza di un territorio attraverso i prodotti tipici – spiega Renzo Bonivento, presidente del Consorzio di promozione turistica riconosciuto dalla Regione Veneto Lidi di Chioggia – è un modo di accrescere la conoscenza sia del prodotto che del territorio. Perché, a tutti gli effetti, i prodotti tipici sono forme commestibili della terra che li produce, elementi che rientrano come ingredienti nella cucina locale, ossia in quella cucina che il mondo ci invidia e che sta diventando uno dei driver per orientare il turismo internazionale. I prodotti tipici, infatti, stanno diventando sempre più dei punti di riferimento per l’individuazione delle destinazioni turistiche. Erano il 21% tre anni fa quelli che per la scelta delle loro vacanze cercavano la visita di musei del gusto, l’escursione lungo le strade del Vino o il soggiorno in agriturismo e oggi sono diventati il 48%”.

I sette percorsi dedicati all’area di produzione del celebre Radicchio sono stati pensati per collegare le principali ciclovie che attraversano l’area tra la Laguna di Venezia e il Delta del Po. Da Ovest raggiungono l’Adriatico la Destra Adige, che collega il centro Europa con Rosolina, la B12 Ciclovia del Po, che dalle foci del grande fiume giunge nella zona meridionale del Delta veneto, la Ciclovia VenTo, che da Torino raggiunge Venezia e attraversa il centro di Chioggia, l’Itinerario Tartaro-Fissero-Canalbianco che dal Medio Polesine raggiunge Porto Levante. Da Nord invece scende il Corridoio Adriatico che da Trieste raggiunge Santa Maria di Leuca in Puglia.

“Questa interessante contaminazione tra importanti realtà produttive del territorio, che insieme formano un unicum senza repliche in altre località- ha concluso Giorgio Bellemo, presidente di Ascot, Associazione Operatori Balneari – sono la spinta propulsiva per valorizzare il patrimonio di bellezze, culturale, storico ed altro che non siamo mai riusciti a far ben comprendere”.

Per i primi mesi del nuovo anno, intanto sarà pronta, la cartina dei sette percorsi, con testi in due lingue, interattiva con il web attraverso dei Qr-Code, nella quale sarà possibile trovare tutti gli itinerari comprensivi di roadmap e schede di presentazione dei siti di interesse storico, architettonico e paesaggistico, nonché le aziende disponibili per una visita e per far conoscere le produzioni connesse al Radicchio di Chioggia Igp e alla sua trasformazione.

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Pomodoro “premium” per 365 giorni l’anno in serre Hi-Tech

“Grazie alle nostre serre hi-tech – spiega Mattia Gandini dell’azienda mantovana Gandini – riusciamo a produrre pomodoro premium per 365 l’anno che vendiamo sia con il marchio dell’Op Guidizzolo che con la marca privata dei principali catene italiane. La nostra strategia punta a distinguere il nostro prodotto sugli scaffali non solo per l’alta qualità ma anche per la sua disponibilità costante durante tutti i mesi dell’anno con due prezzi praticati, uno per l’estate e uno per l’inverno. Per questo, non ci poniamo in competizione con le varietà, cosiddette, di prezzo ma ci collochiamo su un segmento di mercato dove al momento, in Italia, siamo tra i pionieri spuntando prezzi a scaffale superiori di tre o quattro volte quelli delle varietà coltivate tradizionalmente”.

Progetti di espansione in vista per l’azienda mantovana che sta per portare in dote all’Op Guidizzolo un piano di ampliamento delle superfici in serra hi-tech per il pomodoro, che solo nel prossimo anno, prevedono la costruzione di due nuove strutture altamente tecnologizzate per complessivi 5 nuovi ettari che porteranno a 16 gli ettari di proprietà dell’azienda. L’obiettivo su scala nazionale, è arrivare al raddoppio delle superfici portando, nel medio periodo, da 50 a 120 gli areali complessive (tutti in serre idroponiche hi-tech dedicati al pomodoro) che ruotano nell’orbita dell’Op Guidizzolo.

“A noi interessa principalmente il mercato italiano – precisa Gandini – perché sa riconoscere e valorizzare la qualità del pomodoro. La leva su cui lavoriamo è proprio questa: il fatto che per anni sul mercato italiano si è venduto prodotto non sempre di prima qualità che invece è il nostro core business. Grazie alla tecnologia. Riusciamo ad abbattere quasi completamente i trattamenti fitosanitari. Al momento stiamo lavorando su sette varietà fra cui le principali sono il ciliegino, costoluto, mini-plumcocktail con sviluppi anche su cuore di bue e datterini colorati. Ma testiamo sempre nuovi prodotti anche per rispondere ad una richiesta del mercato che dà molta attenzione ai prodotti di alta qualità. A dimostrazione di ciò, basti pensare che in soli tre anni siamo passati da 2 milioni a 8 milioni di vaschette di pomodoro commercializzate”.

L’ultima novità, lanciata a luglio scorso, è la linea di confezionamento plastic free che permette all’azienda di proporre anche confezioni con un vassoio in cartoncino con flow pack in PLA e etichetta compostabile. “Siamo fra i primi in Italia ad essere partiti. Non sappiamo ancora se questa sia la strada migliore in assoluto ma abbiamo creato un’alternativa per i clienti che lo richiedono. Siamo in una fase di test anche se forse l’ideale per eliminare il problema della plastica esistente sul mercato, sarebbe di riuscire a riciclarla tutta impedendo quindi l’inquinamento dell’ambiente. Stiamo guardando anche ad eventuali sviluppi di economia circolare ma è un percorso che richiede anni e per il momento non c’è nulla sul tavolo se non qualche idea”.

Fonte: Corriere Ortofrutticolo

RRN, Pubblicati gli orientamenti per utilizzo costi semplificati PSR

La Rete Rurale Nazionale, nell’ambito delle attività a sostegno del miglioramento della capacità amministrativa delle Autorità di Gestione dello sviluppo rurale, ha elaborato una metodologia per l’individuazione delle unità di costo standard (UCS) per gli impianti arborei da frutto finanziati dalla misura 4 del PSR. Al fine di facilitare l’adozione di tali opzioni semplificate in materia di costi, è stato elaborato il presente documento. In esso, sono definiti gli orientamenti per la definizione delle domande da parte dei beneficiari e per l’istruttoria delle stesse da parte dell’Amministrazione.

Scarica il documento:

impianti_arborei_dic2019

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Unioncamere Calabria, corso di formazione su EIC Accelerator Horizon 2020

Unioncamere Calabria, in qualità di partner della rete Enterprise Europe Network, organizza, attraverso il supporto tecnico di APRE- Agenzia per la Promozion della Ricerca Europea, Il CORSO DI FORMAZIONE EIC Accelerator e business model innovativi in Horizon 2020, che si terra’ nei giorni 10 E 11 DICEMBRE 2019 presso la Sala Conferenze di Unioncamere Calabria (Lamezia Terme )

Obiettivi principali del corso:

  • chiarire quali sono gli elementi di base per rendere una proposta di Horizon 2020 convincente nei suoi aspetti legati alla sostenibilità sul mercato;
  • presentare le principali novità che caratterizzeranno l’EIC Accelerator (ex SME Instrument) nel 2019-2020,
  • fornire una serie di strumenti operativi che supportino i proponenti, in particolare PMI, spin off e start up innovative, a considerare adeguatamente le dimensioni del mercato e del business nelle loro domande di finanziamento.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione, da effettuare on line, tramite il seguente link https://forms.gle/ZSZtpKctJNURtTtb8 . Nella richiesta di iscrizione potrà essere indicato l’interesse ad un incontro personalizzato (sessione mattutina dell’11/12/2019) con l’esperto APRE, indicando il quesito da sottoporre. Le richieste saranno prese in considerazione in ordine cronologico di arrivo e fino ad esaurimento dei posti disponibili. In ogni caso, le richieste che non potranno essere accolte, riceveranno risposta tramite e-mail.

 

Scarica il programma del corso.

 

Per maggiori informazioni:

Dottssa Irene V. Lupis (i.lupis@unioncamere-calabria.it)

Dott.ssa Porzia Benedetto (p.benedetto@unioncamere-calabria.it)

Unioncamere Calabria

Desk Enterprise Europe Network

Tel. 0968/51481

E-mail: bridge@unioncamere-calabria.it

http://een.unioncamere-calabria.it/

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Il MISE mette a disposizione 50 milioni di euro per brevetti, marchi e trasferimento tecnologico

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato cinque Bandi per la valorizzazione di brevetti, marchi, disegni e per il trasferimento tecnologico delle attività di ricerca e sviluppo. Le risorse finanziarie disponibili sono circa 50 milioni di euro.

“Lo sviluppo del nostro sistema produttivo passa anche attraverso la tutela della proprietà intellettuale dei marchi e dei brevetti industriali – ha dichiarato il Ministro Stefano PatuanelliIl pacchetto di misure previsto dal Decreto Crescita va, infatti, nella direzione di facilitare e promuovere la brevettabilità delle innovazioni. L’obiettivo è quello di fornire un quadro di strumenti finanziari e normativi in grado di dare, nei prossimi mesi, stabilità e certezza sia alle imprese che investono sul loro know how che alle università e agli enti di ricerca impegnati in progetti di ricerca e sviluppo da trasferire in campo industriale”.

Le micro, piccole e medie imprese potranno presentare la richiesta di accesso agli incentivi per l’acquisto di servizi, fino all’esaurimento delle risorse, a partire:

  • dal 30 gennaio 2020 per le domande relative al bando Brevetti+, a cui sono destinati 21,8 milioni di euro, gestiti da Invitalia;
  • dal 27 febbraio 2020 per le domande relative al bando Disegni+, a cui sono destinati 13 milioni di euro, gestiti da Unioncamere;
  • dal 30 marzo 2020 per le domande relative al bando Marchi+, a cui sono destinati 3,5 milioni di euro, gestiti da Unioncamere.

Le Università e gli enti pubblici di ricerca potranno, invece, presentare richiesta di accesso agli incentivi per finanziare progetti a partire:

Per maggiori informazioni

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La delegazione FAI del Pollino, si discute di biodiversità dei prodotti locali

Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) delegazione del Pollino organizza l’iniziativa dal titolo “La biodiversità alimentare nel Parco Nazionale del Pollino” che si svolgerà martedì 10 dicembre alle ore 17,00 a Castrovillari (CS) presso i locali dell’Ente Parco Nazionale del Pollino “Palazzo Gallo”, in Corso Garibaldi. Nell’ambito di questa iniziativa è previsto il contributo di Luigi Gallo dell’ARSAC sul tema: Lbiodiversità dei prodotti locali”.

PROGRAMMA

Saluti

Domenico Lo Polito – Sindaco di Castrovillari

Donatella Laudadio – Capodelegazione FAI Pollino

Carlo Sangineti – Presidente Centro Aggregazione Anziani “A. Varcasia” – Castrovillari

Interventi

Luigi Blotta – Docente IPSEOA Castrovillari “Il cibo tra alimentazione e cultura”

Luigi Gallo – ARSAC – Ce.D.A. n.2 Castrovillari  “ La biodiversità dei prodotti locali”

Conclusioni

Domenico Pappaterra – Presidente Parco Nazionale del Pollino

Modera: Mario Alvaro – giornalista

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Accordo provvisorio sulle prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua in agricoltura

La Commissione accoglie con favore l’accordo provvisorio raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio sulle prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua. Le nuove norme, proposte dalla Commissione nel maggio 2018, stabiliranno prescrizioni minime armonizzate riguardo alla qualità delle acque per un riutilizzo sicuro delle acque reflue urbane trattate nell’irrigazione agricola.

03-12-2019

Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Questo accordo provvisorio fornisce all’UE un potente strumento per affrontare alcune delle sfide poste dai cambiamenti climatici. Insieme alle misure su risparmio ed efficienza idrica, l’utilizzo di acque depurate nel settore agricolo può svolgere un ruolo importante per combattere lo stress idrico e la siccità, garantendo contemporaneamente la piena sicurezza dei nostri cittadini“.

Attualmente la pratica del riutilizzo dell’acqua è attiva solo in pochi Stati membri ed è sfruttata molto al di sotto del suo potenziale. Le nuove norme concordate faciliteranno e incoraggeranno l’adozione di questa pratica positiva che può garantire un approvvigionamento più prevedibile di acqua pulita agli agricoltori dell’UE, aiutandoli ad adattarsi ai cambiamenti climatici e a mitigarne gli effetti. Grazie alle prescrizioni minime, le nuove norme assicureranno la sicurezza della pratica e rafforzeranno la fiducia dei cittadini nei prodotti agricoli sul mercato interno dell’UE.

L’accordo provvisorio deve ora essere formalmente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE. Il testo integrale del comunicato stampa è disponibile online.

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Consultazione europea: valutazione delle indicazioni geografiche e specialità tradizionali UE

Unioncamere Calabria, in qualità di partner della rete Enterprise Europe Network, promuove la Consultazione “Valutazione delle indicazioni geografiche e delle specialità tradizionali garantite protette nell’UE”.

La Commissione ha avviato una consultazione pubblica e chiede un feedback sulle indicazioni geografiche (IG) e le specialità tradizionali garantite (STG), entrambe parte delle politiche in materia di qualità dell’UE.

Questa consultazione pubblica si rivolge al grande pubblico e alle parti interessate quali produttori, trasformatori, autorità nazionali e ricercatori. L’obiettivo è raccogliere feedback sulla comprensione e percezione dei regimi di qualità dell’UE. La consultazione pubblica è disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’UE ed è aperta per un periodo di 12 settimane.

Le IG sono denominazioni protette di prodotti che hanno un legame speciale con la loro origine geografica. Esistono tre tipi di IG (denominazione di origine protetta (DOP), indicazione geografica protetta (IGP) e indicazione geografica (IG)), a seconda del tipo di prodotto e della forza del legame con la loro regione di origine. La designazione STG evidenzia invece l’aspetto tradizionale del prodotto, come il modo in cui è realizzato o la sua composizione, senza che sia collegato ad una specifica area geografica.

I partecipanti alla consultazione pubblica avranno la possibilità di esprimere il proprio parere sulla performance dei sistemi e su come migliorare l’efficienza e semplificare le procedure dei regimi di qualità dell’UE. Ciò include la registrazione di un nome, le modifiche alle specifiche del prodotto e la cancellazione di un nome registrato.

La consultazione pubblica fa parte di una valutazione generale dei regimi di qualità dell’UE. La valutazione stabilirà quanto siano efficaci, efficienti, pertinenti e coerenti questi sistemi.

Contesto

Le tre diverse tipologie di IG includono:

  • La denominazione di origine protetta (DOP) può essere denominazione di vini e prodotti agroalimentari. Per essere riconosciuto come DOP, ogni parte del processo di produzione, trasformazione e preparazione del prodotto deve avvenire in una regione specifica.
  • L’indicazione geografica protetta (IGP) può anch’essa essere denominazione di vini e prodotti agricoli e alimentari. Tuttavia, le IGP possono essere riconosciute se almeno una delle fasi della produzione, trasformazione o preparazione ha luogo nella regione.
  • Le IG per le bevande spiritose e i vini aromatizzati possono essere riconosciute solo se almeno una delle fasi di distillazione o preparazione è eseguita nella regione. Tuttavia, gli ingredienti grezzi non devono provenire obbligatoriamente da quella regione.

Le STG – che indicano prodotti tradizionali – possono applicarsi solo ai nomi di prodotti agricoli e alimentari.

Tutti e quattro gli regimi proteggono la denominazione dalla falsificazione e dall’uso improprio. Le IG appartengono al sistema di diritti di proprietà intellettuale dell’UE, essendo legalmente protette dall’imitazione e dall’abuso all’interno dell’UE e nei paesi extra-UE in cui una protezione specifica si applica attraverso un accordo o un’applicazione diretta da parte del titolare del diritto.

Si invitano, le parti interessate a rispondere a questa breve indagine e a trasmettere, entro il prossimo 15.12.2019, al seguente indirizzo e-mail bridge@unioncamere-calabria.it, il questionario allegato, debitamente compilato, prestando particolare attenzione ai campi obbligatori (contrassegnati con un *).

 

Allegato:

Per ulteriori informazioni è possibile contattare:

Unioncamere Calabria, dott.sse Porzia Benedetto e Irene Lupis

Tel. 096851481

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Agrifood Next: l’agricoltura del futuro a Expo 2020

Grande successo di pubblico, con moltissimi giovani che hanno attivamente preso parte ad Agrifood Next, alla due giorni sull’innovazione tecnologica e la sostenibilità nelle Pmi dell’agroalimentare svoltosi a Siena e promosso dalle Fondazioni Prima e Qualivita.

L’Expo 2020 di Dubai, la prima nel mondo arabo sul tema sostenibilità e necessità idriche, sarà vetrina di eccellenza per l’agrifood italiano. Porteremo un osservatorio sull’innovazione per offrire un modello dell’analisi e del monitoraggio delle dinamiche aziendali e delle filiere dell’agri-food italiano e mediterraneo”. L’annuncio è di Paolo Glisenti, commissario generale per l’Italia Expo 2020, che da Siena ha spiegato come ci sia “grande aspettativa da parte degli altri Paesi che vedono l’Italia leader del settore”. 

Il Belpaese, ha spiegato Glisenti, “intende portare all’attenzione internazionale le migliori pratiche per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche, i sistemi alimentari, l’agricoltura di precisione insieme alle competenze italiane nel settore e in generale nella gestione del suolo”.

Proprio a Siena sono state raccontate storie di innovazione e organizzazione del settore

Dalle soluzioni per il miglioramento dei processi di irrigazione alla coltivazione di uva da tavola fuori suolo, dalle farming coach, le fattorie di comunità per il coworking, agli impianti idroponici e ai big data. Una vera e propria community che segna le linee guida per la nascita di una piattaforma sull’innovazione sostenibile del futuro dell’agrifood, aperta per la ricerca, le aziende, i consorzi di tutela, scuole e università.

Sostenibilità condivisa, blockchain a portata di agricoltore, sicurezza alimentare e agricoltura di precisione per la qualità dei prodotti e del lavoro, queste le sfide lanciate per il sistema agroalimentare. “Dobbiamo conciliare le piccole dimensioni dell’azienda con qualità, sostenibilità e redditività – ha detto Angelo Riccaboni, presidente di Prima -. Per creare questo equilibrio occorre fare innovazione. Solo con l’innovazione le imprese possono coniugare la qualità dei loro prodotti e il necessario rispetto dei principi della sostenibilità ambientale e sociale”.

Le storie presentate a Siena verranno raccolte nella piattaforma digitale, prima observatory on innovation, che raccoglie le buone pratiche e casi innovativi del settore agroalimentare.

 AGRICOLTURA DI PRECISIONE

VALLERIA VILLANI – Agricola Carlini

Presidente regionale Agia, Valeria Villani è una giovane agricoltrice, che per la propria azienda agricola a conduzione familiare ha puntato su innovazione tecnologica, know-how e spinta imprenditoriale. L’Azienda, situata a Gualtieri RE, sulle sponde del Po, è attiva nel settore cerealicolo. Dopo l’abbassamento dei prezzi cerealicoli, l’azienda ha investito in strumenti innovativi per ottimizzare le risorse, aderendo al circuito FieldView, che monitora la produzione tramite sensori installati sui macchinari, collegati a dei satelliti, raccogliendo dati essenziali per la pianificazione. Nella coltivazione di mais, i sistemi satellitari ottimizzano i costi e massimizzano le rese.  La spinta innovativa dei giovani di casa, Valeria e il fratello Mirco, ha portato l’azienda a puntare su sistemi altamente tecnologici per migliorare la sostenibilità produttiva ed economica della propria azienda.

CRISTIANO SALVAGNIN – Porto Felloni

L’azienda Porto Felloni, a Lagosanto (FE), della famiglia Salvagnin, è stata tra le prime in Italia (1990) ad aprirsi verso le nuove tecnologie di Agricoltura di Precisione.  500 ettari di terreno di proprietà coltivati con tecniche sempre più avanzate di precision farming e sistemi integrati che oggi arrivano a trasferire dai macchinari al campo le informazioni nei gestionali dell’azienda. Oggi tutta l’azienda è mappata, questo permette di conoscere la struttura del terreno, la presenza di elementi nutritivi, le produzioni, la salinità e le pendenze. Incrociando i dati, è possibile avere una gestione aziendale integrata. Grazie agli input inviati dai macchinari in campo ai software in azienda è possibile avere il controllo delle persone, dei macchinari e dei prodotti, questo permette un’analisi dei costi e una rintracciabilità continua, puntuale e accurata di tutte le operazioni colturali. Ultimamente  l’azienda ha  acquisito anche  immagini satellitari e da drone e sonde per la rilevazione dell’umidità in tempo reale, elaborando modelli previsionali per le varie fasi di coltivazione.

COSIMO CALCIANO –  Revortree è una startup innovativa, che ha creato una piattaforma hardware e software per l’agricoltura di precisione per monitorare lo stato dei terreni, gestire le operazioni agronomiche e le attività agricole, automatizzare l’impianto di irrigazione, ottimizzando i suoi processi. Un aiuto concreto per nuovi imprenditori agricoli e per un’agricoltura sostenibile. Un valido aiuto per chi ha vigneti, frutteti e nella gestione dell’irrigazione tramite monitoraggio in real time, dati e intelligenza artificiale: un esempio di precision farming, che sfrutta le nuove tecnologie per aumentare la produttività del terreno risparmiando tempo, energie e risorse. Una rete di sensori distribuita tra i filari, trasmette le informazioni raccolte sul terreno ad un software sullo smartphone del proprietario. L’agricoltore, può così controllare dal proprio smartphone umidità e temperatura del frutteto o dell’uliveto, programmando l’irrigazione. Il vantaggio di questo sistema, oltre alla gestione dell’irrigazione, è l’aumento del potenziale di tracciabilità del prodotto, potendo collegare i dati dei sensori alla produzione.

LUCA TONINATO – Ager Coop

Luca Toninato, agronomo, esperto di viticoltura, è presidente della cooperativa AGER – Agricoltura e Ricerca che si occupa di realizzare progetti sperimentali nel campo della viticoltura, delle piante ornamentali e della zootecnia, con particolare interesse nello sviluppo di progetti di viticoltura sostenibile e di viticoltura di precisione. Ager Coop è composta da un team variegato di competenze che opera in vari settori delle produzioni agricole, seguendo il principio comune della sostenibilità. Il loro metodo di lavoro si basa su un’agronomia semplice e naturale che interviene solo se necessaria, nel rispetto della pianta e dell’ambiente che la circonda. AGER ha elaborato il sistema ARS di agricoltura di precisione che, in base alle esigenze specifiche delle aziende, individua corrette strategie d’intervento. Grazie a sensori e sistemi di posizionamento (GPS) vengono evidenziate le disomogeneità presenti negli appezzamenti, permettendo di gestire al meglio le differenze vegeto-produttive rilevate.

EMANUELE VITA  –  Azienda agricola Geva, Agrigento

L’azienda agricola Geva coltivava uva da tavola e ortaggi in maniera convenzionale. Messa in difficoltà dai prodotti che arrivavano dall’Africa ha deciso di puntare sull’innovazione e sulla qualità. L’innovazione si è tradotta nella coltivazione di uva da tavola fuori suolo, (creando il primo vigneto in Europa in fuori suolo), che consiste nel sostituire il terreno agrario con vari substrati in diverse tipologie di contenitori, dove le esigenze idriche e nutrizionali delle piante sono soddisfatte dalla distribuzione di soluzioni nutritive acquose “irrigazione fertilizzante”. I fuori suolo vengono attuati all’interno di serre o sistemi protetti (coltivazione senza terra in substrato o in idroponica), tecnica che ha permesso a Geva di arrivare prima sul mercato, con un prodotto di grande qualità, destinato al mercato estero. Parallelamente è iniziata anche la coltivazione di albicocche sotto serra e la coltivazione fuori suolo di finger lime, frutto di origine australiana, detto caviale di limone per via delle vescicole presenti nel frutto che alla vista assomigliano al caviale. La coltivazione fuori suolo a ciclo chiuso recupera con delle canalette l’acqua che viene data alle piante, che, sterilizzata, viene rimessa in circolo, per  ottimizzare i costi e rispettare l’ambiente.

CARLO BISAGLIA – CREA

L’analisi dell’economia agraria permette di elaborare nuove tecniche in agricoltura, cercando di prevedere e studiare le variabili che la caratterizzano (produzioni,  appezzamenti, suolo,  coltura, fattori avversi e gestione). Fino ad oggi era difficile tenere conto di questa variabilità perché le attuali agrotecniche si sono basate su valori medi aziendali. L’agricoltura di precisione e l’agricoltura digitale permettono di gestire la variabilità con l’introduzione di tecnologie, ma servono investimenti e competenze extra-agricole . Ma ne conseguirà una riduzione fino al 15% dei concimi minerali distribuiti a parità di produzione ( con benefici agronomici, economici e ambientali) e una riduzione fino al 20% dei concimi organici distribuiti (liquame, digestato). L’agricoltura di precisione e digitale potrà ridurre fino al 70% le quantità di fitofarmaci distribuiti (benefici economici, ambientali, biologici e contrasto alla resistenza sviluppata dai patogeni nei confronti dei princìpi attivi) e sanitari. Porterà a rese superiori del 10% seminando a densità maggiore solo dove il terreno è più fertile e a un risparmio del 30% di acqua irrigua utilizzando Sistemi di Supporto alle Decisioni (SSD)

TERRITORIO E INDICAZIONI GEOGRAFICHE

RICCARDO DESERTI – Consorzio Parmigiano Reggiano

Riccardo Deserti, direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano Dop delinea le scelte strategiche per il futuro del Consorzio che è nato ufficialmente nel 1934 e cresciuto negli anni, portando avanti l’arte e la tradizione di un prodotto storico, eccellenza e simbolo del Made in Italy alimentare. Molto attivo nel salvaguardare e migliorare il già altissimo livello qualitativo di un prodotto unico e prezioso come il Parmigiano Reggiano DOP, il Consorzio oggi si trova ad affrontare l’innovazione nella gestione della produzione e della tutela del brand, intervenendo sull’offerta per far crescere la domanda nel mercato globale, per dare un valore maggiore alla produzione e far diventare la Dop Parmigiano Reggiano una sorta di Limited Edition. Prossimi obiettivi del Consorzio: piano di regolamentazione dell’offerta –partecipazione economica dei produttori agli investimenti – sviluppo dell’export e particolare attenzione per il benessere animale.

FORTUNATO AMARELLI – Amarelli Fabbrica di Liquirizia

L’azienda Liquirizia AmarellI, a Rossano,  Calabria, ha una  lunga storia fatta di passione, cultura, impresa e tradizione. Documenti storici attestano che già intorno al 1500 la famiglia Amarelli commercializzava i rami sotterranei di una pianta che tutt’ora cresce in abbondanza nei suoi latifondi: la liquirizia – nome scientifico di Glycyrrhiza Glabra – cioè radice dolce. Per raccontare questa storia, la famiglia ha aperto il Museo della liquirizia “Giorgio Amarelli” che ha ottenuto nel Novembre 2001, il “Premio Guggenheim Impresa & Cultura, situato nel palazzo sede dell’azienda”. Nell’aprile 2004, le “Poste Italiane” hanno riconosciuto l’unicità di questo Museo, con un francobollo della serie “Il Patrimonio artistico e culturale italiano”, emesso in 3.500.000 esemplari.

GUALBERTO RICCI CURBASTRO – Consorzio Franciacorta

Gualtiero Ricci Curbastro interviene in rappresentanza del Gruppo giovani del Consorzio Franciacorta, formalizzato fin dal 2016 all’interno del Consorzio costituito nel 1990 a Corte Franca per garantire e controllare il rispetto della disciplina di produzione del vino Franciacorta. Si tratta dell’unica realtà consortile italiana ad avere al suo interno un gruppo Gruppo Giovani formalizzato, nato per dare nuova vitalità al Consorzio, che lo ha ufficializzato favorendo l’ingresso di alcuni rappresentanti dei giovani nel Cda del Consorzio. Il gruppo di under  40, con la voglia di mettere in campo idee e contributi per la crescita della Denominazione, si riunisce per degustazioni tecniche e comparative, effettua incontri  sul territorio per conoscere le tante realtà storiche e per parlare del futuro dello spumante Metodo classico Franciacorta.

FRANCESCO LORETI-  Urbani Truffleland

Il grande vivaio Urbani Truffleland (Scheggino, in Umbria) produce piante micorrizate per la coltivazione dei tartufi con una metodologia rivoluzionaria, destinate al mercato italiano e internazionale. Coltiva nuove piante da tartufo che nascono al centro di infinite tartufaie naturali che sono invece lì da secoli e che hanno bisogno di nuova forza. Sono piante di quercia, nocciolo e carpino, curate singolarmente da mani esperte. Piantate poi all’esterno, per cinque anni se ne stanno silenziose ad assorbire tutto il nutrimento, aspettando con pazienza che la terra le maturi. Il risultato è il tartufo, cibo unico e profumato. Truffleland, un’azienda che  esporta in tutto il mondo, valorizza la biodiversità, e indica la via più virtuosa per il recupero delle zone abbandonate, per l’aumento della redditività dei terreni montani incolti, attraverso la creazione di ecosistemi ad elevatissima biodiversità con un impatto benefico sull’ambiente.

GIOVANNA TIEZZI-  Azienda Agricola Pacina

Pacina è un antichissimo convento del 900 a Castelnuovo Berardenga (Siena) con intorno vigneti, oliveti, campi e boschi e ancora più in là le Crete Senesi. Giovanna Tiezzi interviene per raccontare la sua esperienza di agricoltore che da 30 anni vive di agricoltura che rispetta l’equilibrio dell’ambiente. Un piccolo luogo in cui le differenze in qualche modo sono state rispettate e mantenute, differenze dell’habitat variato, sia nella presenza del bosco e di vari tipi di coltivazioni, sia nell’alternarsi del lavoro e del riposo della terra, così che gli ecosistemi vegetali e animali hanno potuto mantenere la loro ricchezza e le loro interrelazioni. Le monocolture sono la morte dell’agricoltura, la differenziazione è alla base dell’equilibrio. Giovanna Tiezzi che produce vino, olio cereali, legumi e legname, vuole dimostrare attraverso la sua storia personale, che di agricoltura si può vivere bene, in sintonia con i ritmi e gli equilibri della natura.

L’INNOVAZIONE NELLA FORMAZIONE DEGLI IMPRENDITORI DEL FUTURO

PAOLO NENCI – Azienda Agricola Nenci

Imprenditore agricolo e Farming Coach, questo è Paolo Nenci, dell’Azienda agricola Nenci a Chiusi (Siena) che da due anni ha creato un lavoro inesistente prima di lui, aiutando gli imprenditori agricoli a capire come creare un maggior reddito, con minore spese, utilizzando nuove idee e nuovi concept, facendo crescere il loro brand, in modo che possano sprecare meno tempo, energie e soldi ed essere più soddisfatti ed economicamente liberi. Utilizza in maniera innovativa il web e nello specifico i Social Network attuando strategie di marketing digitale che hanno fatto crescere il suo fatturato e la sua popolarità. Nenci, il Contadino Social, organizza corsi per i tutti gli appassionati del mondo dell’agricoltura. Uno dei suoi corsI di formazione, in particolare quello sulla potatura della vite, ha raggiunto il massimo di iscrizioni permesse, solo dopo 72 ore dal lancio sui social.

LUIGI GALIMBERTI – Sfera Agricola

Sfera Agricola, situata a Gavorrano (GR) è una serra attiva, è infatti in grado di adattare in tempo reale il suo clima per far sì che la crescita degli ortaggi avvenga sempre in condizioni ottimali, indipendentemente dalle condizioni metereologiche esterne. Il recupero delle acque piovane e il ciclo di coltivazione chiuso permettono a Sfera di accumulare acqua nei mesi piovosi, per poi impiegarla nei periodi di siccità con un risparmio idrico fino al 90% rispetto alle coltivazioni su suolo. All’interno di Sfera si utilizzano quasi esclusivamente mezzi di lotta biologica, come gli insetti utili e molecole di origine naturale. Per un prodotto buono e anche salutare. L’Azienda ha investito sulle nuove tecniche di idroponica e consegna in sole 24 ore dal raccolto.  I prodotti di Sfera Agricola sono un’eccellenza culinaria prodotta preferendo l’utilizzo di insetti buoni ai trattamenti chimici e con un’attenta e precisa valorizzazione di ogni risorsa naturale. Nasce su 3 valori fondamentali: sostenibilità, efficienza e sicurezza.

ANGELA LOBASCIO – Terradiva – Azienda Agricola Biologica

Angela Lobascio – Terradiva – Azienda Agricola Biologica Terradiva, pugliese, alle porte del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, è l’azienda agricola della famiglia Lobascio dedita all’agricoltura già dai primi anni del 1900. Gli ULIVI ricoprono circa 27 ettari dell’azienda e sono circa 10.000, hanno un’età media di 60-70 anni e affondano le loro radici in un terreno tufaceo. La varietà di olive prevalente è la Coratina. Da oltre 20 anni l’azienda è certificata dall’ente di controllo ICEA autorizzato dal Ministero dell’Agricoltura. L’agricoltura biologica mantiene e rispetta la biodiversità, ovvero la varietà degli esseri viventi presenti sul nostro pianeta, da esseri piccolissimi a piante, animali ed ecosistemi, tutti legati l’uno a l’altro e indispensabili. Infatti, l’uso di pesticidi chimici di sintesi, tipico delle colture non biologiche, determina la scomparsa di insetti utili e l’impoverimento del suolo.

FILIERE

FRANCESCA PETRINI – Fattoria Petrini

La Fattoria Petrini è un’azienda a conduzione familiare che produce pregiati oli di oliva extra-vergini biologici con le olive provenienti dagli uliveti di proprietà nel comune di Monte San Vito, vicino Ancona. L’azienda è situata sul colle “SAN VITO”, noto fin dai tempi degli antichi Romani per il suo clima e la sua posizione particolarmente favorevoli alla coltivazione dell’ulivo.  Ha recuperato l’antico ulivo romano e ha costruito una filiera integrata e sostenibile che ha portato alla produzione di uno degli oli extra-vergini biologici che fa parte dell’eccellenza italiana. Nel 2015 Francesca Petrini è stata nominata quale testimonial delle Marche nel mondo, in occasione di Expo 2015

LAURA GAZZA – CREA

Laura Gazza del Centro di Ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari (CREA) presenta il progetto di valorizzazione del grano monococco, un grano antico che possiede molte qualità per un’alimentazione moderna e sostenibile. Il progetto è un esempio di agricoltura sostenibile e di innovazione alimentare, di ottimizzazione di filiera, di agricoltura low input ad alto reddito. che lo rendono adatto ad

NICOLÒ BARBANO- Xfarm

xFarm è una azienda che ha progettato e realizzato un software che aiuta gli agricoltori a lavorare migliorando la gestione dei dati:  dalla raccolta dei dati personali, al parco macchine, fino al registro delle attività in campo, attraverso un quaderno di campagna digitale e creando tutti i documenti oggi fondamentali per tracciare le proprie attività e garantire i propri prodotti. L’applicazione aiuta e semplificare il duro lavoro degli agricoltori rendendo semplice l’utilizzo di moderne tecnologie. L’azienda ha un progetto sulla viticoltura con: Cantine Ricci Curbastro (Franciacorta), Ruffino (Toscana), Torrevento (Puglia).

ANDREA SOZZI SABATINI – Agrorobotica

Agrorobotica è una start up innovativa nata nel 2017 che si occupa di agricoltura di precisione e farming management: progetta, produce e commercializza veicoli e attrezzature semiautomatiche che, sfruttando algoritmi di apprendimento, sono in grado di trasportare sensori ad alto contenuto tecnologico e di utilizzare sistemi avanzati di comunicazione al fine di fornire soluzioni innovative basate sull’elaborazione e visualizzazione dei dati acquisiti. SpyFly è il prodotto di punta di Agrorobotica, una trappola robotica contro la mosca delle olive ed altri insetti nocivi: attira, cattura, fotografa e riconosce tramite algoritmi di intelligenza artificiale gli insetti nocivi e avvisa l’agricoltore. L’Intelligenza Artificiale di cui è dotata la SpyFly analizza i dati ambientali rilevati in campo combinandoli con i dati delle catture, ed elabora modelli previsionali in grado di allertare preventivamente l’agricoltore delle condizioni ideali per la presenza degli insetti dannosi.

ANDREA BENCINI – Marchesi Antinori

In tutta la sua lunga storia, attraverso 26 generazioni, la Famiglia Antinori ha sempre gestito direttamente l’attività con scelte innovative e talvolta coraggiose ma sempre mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio. In Toscana, l’azienda è capofila del progetto di introduzione e collaudo di tecniche di lotta biologica per un controllo efficace e sostenibile di insetti dannosi alla vite, con l’obiettivo di ridurre l’impiego di insetticidi chimici e rendere più sostenibile la gestione.

Il progetto ha creato un modello di riferimento innovativo che è stato adottato anche in altre aziende (non solo Antinori) ed in altri areali viticoli.

DIGITALE, BLOCKCHAIN E BIG DATA 

STEFANO IMPERATORI – Ist. Poligrafico Zecca dello Stato

Stefano Imperatori, IPZS, propone l’esempio di due Indicazioni Geografiche italiane (Cioccolato di Modica IGP e Aceto Balsamico di Modena IGP) che hanno avviato la sperimentazione del Passaporto Digitale, il sistema di tracciabilità agroalimentare realizzato in collaborazione fra Poligrafico dello Stato, Fondazione Qualivita e supervisionato da CSQA Certificazioni. La soluzione sviluppata dal Poligrafico per il settore agroalimentare prevede l’integrazione di un sistema di anticontraffazione e tracciabilità e i dati certificati da CSQA, attraverso la tecnologia blockchain, con il coinvolgimento di tutta la filiera. Il passaporto digitale è una soluzione tecnologica a difesa della qualità ed originalità del prodotto.

FULVIO CONTI – Almaviva

Almaviva è un gruppo leader italiano nell’Information & Communication Technology ed è una delle società di innovazione digitale più grande d’Europa. Si occupa con il MIPAAF del primo caso di Blockchain pubblica legata al vino. Fulvio Conti, racconta il caso delle arance rosse dell’Etna: Digital Transformation a supporto del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP. Un esempio di blockchain che mette in campo funzionalità sia per i consumatori, che per gli operatori a tutela dell’agrumicoltura siciliana.

STENO FONTANARI – MPA Solutions

Intelligenza artificiale al servizio dell’agricoltore. MPS Solutions realizza soluzioni per tutti i dispositivi che rendono efficace e semplice la raccolta e la gestione dati. E’ specializzata nello sviluppo di piattaforme per i “big data” che rendono pratica, efficace e tempestiva la raccolta, l’organizzazione e la condivisione di dati georiferiti; fornisce soluzioni di AI a supporto del dicision making. L’obiettivo è efficientare processi secolari introducendo soluzioni di Intelligenza Artificiale con uso di tecnologia sostenibile nei costi e per l’ambiente con un parallelo percorso di formazione per agronomi e agricoltori.

PHILIPPE LEJEUNE – Irritec

Da oltre 40 anni Irritec offre soluzioni irrigue all’avanguardia per l’agricoltura. Nel corso degli anni, l’offerta dell’azienda si è ampliata, dando agli agricoltori la possibilità di incrementare quantitativamente e qualitativamente i propri raccolti. Microirrigazione, subirrigazione, fertirrigazione: tutti sistemi di irrigazione atti a migliorare la produzione utilizzando il quantitativo minore possibile di acqua, energia elettrica e fertilizzanti. Irritec realizza soluzioni irrigue efficienti, appropriate ed efficaci per ogni coltura, ottimizzando i processi produttivi al fine di ridurre gli impatti ambientali.

AGRIBUSINESS

 THOMAS MARINO – The Circle

The Circle è un’azienda agricola ed energetica dall’alto contenuto tecnologico che sta lavorando ad un modello di sviluppo sostenibile e competitivo che produce cibo ed energia, senza alcun impatto sull’ambiente. Ha realizzato il primo impianto commerciale acquaponico d’Italia: 1500 mq di serra che ospitano un sistema di coltivazione tecnologico e competitivo. Nell’impianto acquaponico l’acqua circola dalle vasche dei pesci raggiungendo e fertilizzando le piante, per tornare poi nuovamente pulita ai pesci. Questo consente di recuperare tutta l’acqua che le piante non sono state in grado di assorbire; riducendo del 90% il consumo di acqua per kg di prodotto rispetto all’agricoltura tradizionale. La tecnologia aquaponica consente di coltivare interamente fuori suolo, anche nei suoli esausti o contaminati.

LORENZO GIORGI – Bloom Project

Partita come start up Bloom Project oggi ha fatto il suo business progettando soluzioni pensate per aiutare gli agricoltori a tenere sotto controllo in modo semplice i parametri ambientali che influenzano la resa e la qualità dei loro raccolti. La start up fa ricerca collaborando con università italiane e straniere, avvalendosi della competenza di ricercatori nel campo della botanica, dell’agraria, delle biotecnologie e dell’ingegneria.

Bloom Project realizza pratiche di agricoltura circolare portando nei paesi del sud del mondo un tipo di innovazione open source e low tech, a basso impatto ambientale e positive ricadute sociali ed economiche. Agritube è il primo progetto idroponico di Bloom che permette di coltivare anche in condizioni di estrema scarsità d’acqua o dove il terreno non è fertile, è inquinato o è troppo secco.

LAPO SECCIANI – LS Nutraceutici

Laboratori Scientifici Nutraceutici è una start up innovativa che studia, produce e distribuisce integratori nutraceutici Made in Italy, incubata all’interno del Distretto Biomedicale di Mirandola. Realizza prodotti nutraceutici che siano di supporto e aiuto nella ricerca del benessere e nel mantenimento di un corretto stato di salute. Integra tradizione Ayurvedica e medicina occidentale, fa ricerca scientifica e selezione dei principi attivi. Con la sua attività l’azienda dimostra che è possibile fare business sostenibile a livello ambientale, sociale, economico. Lapo Secciani, rappresenta un esempio di giovane imprenditore etico, impegnato per la comunità. “Nutraceutica” è un termine che deriva dall’unione dei termini “Nutrizione” e “Farmaceutica” ed è un settore che studia “i componenti alimentari o i principi attivi presenti negli alimenti che hanno effetti positivi per il benessere e la salute, inclusi la prevenzione ed il trattamento delle malattie”.

CLAUDIO SCIPIONI – Azienda Agricola Scipioni

L’Azienda Agricola Scipioni opera da generazioni nel contesto della Piana del Fucino in Abruzzo, con una visione innovativa di ricerca e sperimentazione in collaborazione con il Dipartimento di Biologia di base e applicata dell’Università dell’Aquila e il consorzio ITQ.SA. Specializzata nella produzione di patate, carote e cipolle. Negli ultimi anni ha messo a punto una coltivazione a basso impatto ambientale, che riduce o elimina le concimazioni solfatiche o azotate e non impoverisce il terreno. Per le caratteristiche di sostenibilità delle sue produzioni l’Agricola Scipioni è stata scelta come fornitore di patate per McDonald’s attraverso il progetto “Fattore Futuro”, promosso in occasione dell’Expo 2015 da McDonald’s,con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per sostenere l’agricoltura italiana e i giovani imprenditori. Questo progetto ha permesso di inserire giovani imprenditori attenti all’ambiente e alla sostenibilità , fra i fornitori per l’Italia di materie prime di alta qualità destinate ai ristoranti del colosso del food americano.

Fonte: InformaCibo.it

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Un fondo europeo a sostegno della bioeconomia circolare

Il futuro fondo, istituito nell’ambito della strategia dell’UE per la bioeconomia, mira a raccogliere 250 milioni di euro di fondi da investitori pubblici e privati entro l’inizio del 2020, che investirà in settori come l’agricoltura e l’allevamento, l’acquacoltura, la pesca, la silvicoltura, i prodotti biochimici, i biomateriali e l’alimentazione. La Banca europea per gli investimenti dovrebbe investire fino a 100 milioni di euro nel fondo, che è sostenuto da una garanzia di InnovFin – Finanziamento dell’UE per l’innovazione , un’iniziativa finanziata nel quadro di Orizzonte 2020.

Accedi da qui per saperne di più: https://www.ecbf.vc/

 

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Eni-Cnr per la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile della risorsa idrica

Lo scorso 26 novembre  è stato inaugurato a Metaponto alla presenza del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, il centro di ricerca congiunto Eni – Cnr dedicato alla promozione di soluzioni e tecnologie innovative per l’efficienza e l’ottimizzazione della gestione delle acque volte ad una corretta valorizzazione delle risorse idriche. Le attività si svilupperanno su tre direttrici progettuali: l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua in agricoltura, le tecnologie avanzate di riutilizzo di acque urbane e industriali e la gestione ottimale delle acque sotterranee costiere e dei rischi di salinizzazione, per un investimento economico di oltre 7 milioni di euro in 5 anni (2019 -2024).

L’avvio del centro si inquadra all’interno della collaborazione a livello nazionale fra Eni e Cnr (Joint Research Agreement) siglata lo scorso 24 marzo che prevede la costituzione di quattro poli di ricerca di eccellenza nel Mezzogiorno per uno sviluppo ambientale ed economico sostenibile. Il centro di ricerca congiunto nella fase iniziale prevede l’impegno di 13 ricercatori e tre assegnatari di borse di dottorato dell’Università della Basilicata e disporrà di laboratori dotati di strumentazioni tecnologiche d’eccellenza e di 2 serre sperimentali.

Il tema della disponibilità di acqua dolce rivestirà un ruolo sempre più rilevante nel prossimo futuro e per questo l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ha inserito tra i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile l’accesso sicuro alla risorsa idrica. In linea con questo obiettivo, i ricercatori Eni e Cnr lavoreranno insieme in quello che è destinato a diventare un centro di riferimento per quanto riguarda la ricerca nell’ambito dell’economia circolare per tutto il Mediterraneo. Un particolare impegno inoltre sarà dedicato alla promozione di soluzioni e tecnologie innovative in grado di aumentare la produttività e l’efficienza dell’uso dell’acqua nel comparto agricolo e alla  mitigazione degli impatti crescenti della siccità nel Mediterraneo.

Nel corso dell’evento sono stati anticipati i risultati dello studio ‘Opportunità per la Basilicata’, che nasce dalla collaborazione di Eni con le eccellenze scientifiche e tecnologiche del Mezzogiorno: Cnr-Alasia di Metaponto, Enea della Trisaia, Università della Basilicata, Fondazione Eni Enrico Mattei di Potenza ed Università Federico II di Napoli. Lo studio intende fornire un contributo per valorizzare le risorse energetiche e le potenzialità legate al territorio della Basilicata attraverso 11 traiettorie tecnologiche prioritarie per uno sviluppo ‘innovation-driven‘. I risultati saranno utilizzati per individuare congiuntamente agli stakeholder regionali e locali le linee di potenziali interventi nei settori dello Smart Farming, della bioeconomia ed economia circolare, dell’energia e mobilità sostenibili e dell’Industria culturale e creativa nell’ambito di una progettualità partecipata per la creazione di valore nel lungo periodo.

Per informazioni:
Francesco Loreto, Cristina Battaglia
francesco.loreto@cnr.it
cristina.battaglia@cnr.it
Contatti Eni: Ufficio Stampa, tel. +39/02/52031875, +39/06/598220300 email: ufficio.stampa@eni.com; Centralino Eni: +39/06/59821

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Vodafone al fianco delle cooperative per un’agricoltura 4.0

Alleanza cooperative agroalimentari e Vodafone hanno siglato oggi a Roma un accordo quadro per proporre alle cooperative associate un ampio ventaglio di servizi e di collaborazioni nel campo della smart agriculture. Vodafone è pronta a sviluppare per le principali cooperative servizi e progetti innovativi quali: app per smartphone e tablet, sensori per il controllo di parametri agroclimatici, sistemi informativi gestionali, tecnologie blockchain.
 
“Nel mondo cooperativo c’è una attenzione crescente alle innovazioni e alle nuove tecnologie, che stanno assumendo un ruolo sempre più strategico per la competitività del comparto – spiega il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri – Abbiamo scelto di farci affiancare da Vodafone in un percorso di ammodernamento del comparto, in cui le nostre aziende cooperative non partono certo da zero. 
“In particolare – prosegue Mercuri – per rispondere alle aspettative e alle crescenti richieste di trasparenza dei consumatori abbiamo bisogno che le aziende riescano a trasferire tutte le fasi di lavoro che ci sono dietro un prodotto. Questo possiamo farlo solo tracciando in modo innovativo le nostre produzioni attraverso il ricorso alla blockchain, una tecnologia in forte crescita proprio perché ha il vantaggio di arrivare direttamente ai consumatori”.
 
La blockchain consente ai consumatori, attraverso una generica app che rileva il Qr-code applicato sull’etichetta di un prodotto, di visualizzare sullo smartphone il campo in cui un prodotto è stato coltivato e seguire i singoli passaggi e metodi del processo produttivo. La tecnologia blockchain può essere utilizzata in innumerevoli altre applicazioni per rispondere alle esigenze delle aziende.
 
“L’obiettivo che ci poniamo come Vodafone Business – precisa Alessandro CanzianHead of Corporate sales & innovative services in Vodafone Italia – è quello di sviluppare un completo ecosistema di soluzioni, replicabili e scalabili a supporto della produttività e sostenibilità delle aziende agricole italiane combinando la migliore connettività fissa e mobile con la piattaforma di servizi IoT, Analytics e Cloud. L’utilizzo esteso di soluzioni IoT, da parte delle piccole imprese agricole riunite in cooperative e rappresentate nell’Alleanza cooperative agroalimentari, permetterà da un lato di porre maggiore attenzione al raccolto, alla lavorazione e alla conservazione, e dall’altro di favorire il passaggio ad un’agricoltura, dove i dati raccolti in tutta la filiera rendono evidente la qualità del prodotto. Andremo ad automatizzare alcuni elementi della Blockchain per semplificare l’adozione di questa tecnologia da parte di tutti i soggetti che fanno dell’Alleanza cooperative agroalimentari un soggetto importante per guidare la trasformazione digitale del settore agroalimentare”.
 
Nella foto la firma dell’accordo: a sinistra Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza cooperative Agroalimentari e Alessandro Canzian, Head of corporate sales & innovative services in Vodafone.
 
Fonte: Ufficio stampa Confcooperative
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Mipaaf: Bando per progetti innovativi contro sprechi alimentari

Bando per la selezione pubblica nazionale per l’erogazione di contributi per il finanziamento di progetti innovativi, relativi alla ricerca e allo sviluppo tecnologico nel campo della shelf-life dei prodotti alimentari e al confezionamento dei medesimi, finalizzati alla limitazione degli sprechi e all’impiego delle eccedenze alimentari.

TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLE FAQ: ORE 14.00 del 29 NOVEMBRE 2019

TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE: ORE 14.00 del 20 DICEMBRE 2019


Cosa viene finanziato

Erogazione di contributi per il finanziamento di progetti innovativi, relativi alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, nel campo della shelf life dei prodotti alimentari e al confezionamento dei medesimi, finalizzati alla limitazione degli sprechi e all’impiego delle eccedenze alimentari, nonché per il finanziamento di progetti di servizio civile nazionale, che assicurino una concreta applicazione dei risultati conseguiti.
Il finanziamento complessivo, per i progetti di cui al comma 1, è pari a euro 800.000 (ottocentomila/00).
Il finanziamento massimo ammissibile per ciascun progetto è pari a euro 50.000.


Chi può partecipare:

a. enti pubblici, università, organismi di diritto pubblico e soggetti a prevalente partecipazione pubblica;
b. associazioni, fondazioni, consorzi, società, anche in forma cooperativa e imprese individuali;
c. una aggregazione, nelle forme consentite dalla vigente normativa, anche temporanea o nella forma di start up, di due o più dei soggetti individuati al punto a) e b). La costituzione dell’aggregazione deve essere già avvenuta, al momento della presentazione della domanda;
d. una rete di imprese, come definita ai sensi dell’art. 3, comma 4-ter, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla L. 9 aprile 2009, n. 33 e successive modificazioni ed integrazioni;
e. soggetti iscritti all’Albo nazionale ed agli Albi delle Regioni e delle Province autonome  Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile

 

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Dal CREA: la ricerca per prevenire la malattia senza rimedio degli agrumi

Potrebbe essere per gli agrumi quello che la xylella è stata per gli ulivi. Si tratta del greening o HLB (Huangolongbing o “malattia del ramo giallo”), una terribile malattia causata dal batterio Candidatus liberibacter che sta mettendo in ginocchio l’agrumicoltura mondiale. Per questo la ricerca, in una vera e propria corsa contro il tempo, sta provando a fermarne l’avanzata verso il Mediterraneo ed il Vecchio Continente, adottando una strategia preventiva grazie a PreHLB – (PREVENTING HLB EPIIDEMICS FOR ENSURING CIITRUS SURVIVAL IIN EUROPE).


La malattia senza rimedio

Si tratta del greening o HLB (Huangolongbing o “malattia del ramo giallo”), una terribile malattia causata dal batterio Candidatus liberibacter che sta mettendo in ginocchio l’agrumicoltura mondiale. Colpisce sia il portainnesto che la varietà di agrumi (arancio, pompelmo, limone, lime, mandarino) e ad oggi non si conoscono purtroppo specie agrumicole “resistenti”. Quindi, si può solo giocare d’anticipo per impedire l’eventuale diffusione del batterio, di cui esistono tre specie, alle quali è stato attribuito il nome del continente nel quale sono state ritrovate per la prima volta: asiaticus (il più aggressivo e temuto), africanus e americanus.
Il batterio viene trasmesso da un insetto parassita, ma anche attraverso l’innesto o il movimento di materiale infetto. Le piante colpite mostrano ingiallimento delle nervature e maculature a chiazze delle foglie, che progrediscono fino a conferire a tutto il ramo un intenso colore giallo. I frutti sono piccoli, asimmetrici, e mostrano a maturità una persistente colorazione verde, da cui il nome di Citrus greening. Il succo conserva un basso rapporto tra grado zuccherino e acidità. Una volta infettata, la pianta va in declino e muore nell’arco di pochi anni.
Sebbene l’HLB sia comparsa in Cina da oltre un secolo, oggi rappresenta la principale minaccia a livello mondiale per l’agrumicoltura. Basti pensare che in Florida, dalla sua prima identificazione nel  2005, ad oggi, in 14 anni, la produzione di arance è crollata più del 75%, mentre quella di pompelmo addirittura dell’85%. Intanto, il batterio viaggia ed il suo vettore è stato già ritrovato nelle Isole Canarie e in Portogallo.

L’impegno della ricerca
Per questo la ricerca, in una vera e propria corsa contro il tempo, sta provando a fermarne l’avanzata verso il Mediterraneo ed il Vecchio Continente, adottando una strategia preventiva grazie a PreHLB – (PREVENTING HLB EPIIDEMICS FOR ENSURING CIITRUS SURVIVAL IIN EUROPE).
Si tratta di un progetto H2020 di durata quadriennale, (2019-2023) con uno stanziamento di poco più 8 milioni di euro, coordinato dalla Spagna (CSIC-IBMCP) e che coinvolge 24 Paesi, tra cui quelli a vocazione agrumicola dell’area mediterranea sicuramente più a rischio (come Portogallo, Spagna, Italia, e Israele), oltre a Francia, Regno Unito, Olanda e 2 paesi extra europei  (Brasile e Cina), in cui il Greening è già presente. L’Italia partecipa con il CREA Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura di Acireale, l’Università di Catania e il CNR di Bari.
Sono due gli obiettivi da raggiungere: in primo luogo lo sviluppo e l’attuazione di un piano strategico multidisciplinare che mira ad adottare tutte le principali misure per proteggere l’area agrumicola mediterranea dalla potenziale invasione dei vettori (Trioza erytreae e Diaphorina citri) e del patogeno C. liberibacter; poi, la messa a punto di nuove soluzioni per gestire la malattia, anche a lungo termine. Tra queste ultime, vi è anche l’identificazione di geni di resistenza, utilizzati per dar vita, in futuro, a nuovi genotipi immuni al batterio, mediante l’utilizzo delle New breeding techniques e la produzione di biopesticidi innovativi.

Il contributo del CREA
Ed è proprio in questo ambito che sono impegnati i ricercatori del CREA Olivicoltura, Frutticoltura, Agrumicoltura di Acireale, coordinati da Concetta Licciardello e responsabili dello studio del genoma di una pianta che resiste alla malattia, ma appartenente a un genere affine ai citrus, ovvero l’Eremocitrus glauca che, insieme al cosiddetto “Caviale di limone” è tra le pochissime specie resistenti ad HLB. Ed è proprio lì che si dovranno individuare le fonti di resistenza per “trasferirle” nelle piante minacciate e, magari, arrivare a degli ibridi che siano inattaccabili dal greening. Il CREA, inoltre, coordina tutte le attività del progetto inerenti la trascrittomica ovvero lo studio dei geni che si attivano a seguito dell’infezione. In particolare, guiderà ricercatori spagnoli, francesi e cinesi, che si interesseranno ciascuno di specie affini ai citrus, tolleranti e suscettibili al Greening. Attualmente, il CREA ha avviato la scelta delle piante e tutte le procedure che, con il nuovo anno, porteranno ai primi dati di sequenziamento di Eremocitrus.
Il trasferimento dei risultati a tutte le parti interessate (la ricerca, gli agricoltori, gli stakeholders e i servizi fitosanitari) sarà fondamentale per concorrere ad arrestare la diffusione di una malattia dagli esiti potenzialmente devastanti e che vede nei piccoli giardini (appezzamenti) -considerata la rapidità con cui la malattia si diffonde- le realtà agrumicole più a rischio.

Contatto stampa: Giulio Viggiani cell. 3384089972
Coordinatore Ufficio Stampa: Cristina Giannetti cell 345 045 1707

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Unioncamere Calabria, finanziamenti per l’innovazione

Unioncamere Calabria, desk Enterprise Europe Network (EEN),  organizza una giornata di incontro, sulle opportunità e le problematiche connesse ai finanziamenti/incentivi a favore delle imprese  in tema di innovazione.

L’evento si terrà il 5 dicembre 2019 a  partire dalle ore 9.00  e consisterà in un Focus group  dal titolo “Opportunità e finanziamenti per l’innovazione”, che tratterà i seguenti punti:

  • Principali incentivi/agevolazioni regionali e nazionali attivi a favore delle PMI sui seguenti temi: investimento, R&S, servizi, digitalizzazione
  • Insidie nella partecipazione e gestione di strumenti agevolativi da parte di PMI
  • Caratteristiche e vantaggi fiscali delle start-up e delle PMI innovative
  • Principali modalità di finanziamento di start-up e spin-off imprenditoriali
  • Percorsi di Open Innovation – metodologia e vantaggi, tipologie di imprese maggiormente interessate
  • Operazioni di crownfunding

Sarà inoltre possibile effettuare degli incontri one-to-one di assistenza specialistica con gli esperti nella sessione pomeridiana.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione, da effettuare on line, tramite il seguente link, https://forms.gle/nah4mupHmFdmRPam8  entro il 03/12/2019 e sino ad esaurimento dei posti disponibili.

Nella richiesta di iscrizione potrà essere indicato l’interesse ad un incontro personalizzato (sessione pomeridiana) con gli esperti, indicando il quesito da sottoporre.

Le richieste saranno prese in considerazione in ordine cronologico di arrivo e fino ad esaurimento dei posti disponibili. In ogni caso, le richieste che non potranno essere accolte, riceveranno risposta tramite e-mail.

 

Scarica la locandina.

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Made in Nature: il bio italiano punta su differenziazione ed identità

Il progetto Made in Nature, finanziato da Unione Europea e dai principali produttori di biologico in Italia come Brio, Canova, Conserve Italia, Lagnasco RK Growers, VeryBio coordinati da CSO Italy, ha organizzato a Bologna un incontro con i media per sintetizzare l’andamento di una annata che ha visto soprattutto penalizzate le quantità disponibili a causa di problemi climatici che hanno determinato una perdita di produzione superiore al 30% su base annua.
Il problema del clima per il biologico è importante e va certamente a ridimensionare il potenziale produttivo vegetale ma va anche detto che il biologico, secondo studi recenti, è un modello che limita le emissioni di gas serra e favorisce la fissazione del carbonio nel terreno quindi è da considerare un potenziale strumento per ridurre il riscaldamento globale.
Sul fronte dei produttori comunque si sono rilevati problemi produttivi anche per le produzioni autunnali biologiche come pere, mele e uva anche se fortunatamente la qualità dell’offerta italiana è straordinaria e la domanda vivace.

A livello distributivo il biologico si sta sempre più concentrando sulla GDO, un fenomeno in atto vistosamente in Italia negli ultimi anni ma anche in altri paesi Europei come Germania e Francia che sono i due paesi target del progetto Made in Nature insieme all’Italia.

La Francia, importante paese di sbocco del biologico italiano, sta investendo massicciamente sulla sostenibilità ambientale e quindi sul bio e i consumatori sono particolarmente sensibili ai temi ambientali come dimostra la ricerca pubblicata il 12 novembre su statista.com nella quale si evidenzia che il 32% dei francesi dichiara di acquistare regolarmente biologico e il 52 % saltuariamente. Percentuali importanti di attenzione sul prodotto. In tale contesto l’offerta italiana deve essere identificabile e di qualità percepita elevata per penetrare un mercato sempre più affollato.

Anche per la Germania il tema chiave è l’identità del prodotto italiano che deve differenziarsi e caratterizzarsi in un mercato estremamente recettivo per il biologico ma certamente molto esigente sia in termini di qualità che di prezzo.

Negli ultimi dieci anni il mercato del biologico in Germania è passato da 5,8 miliardi di euro del 2008 ai 10,9 miliardi di euro del 2018 e con la crescita costante dell’attenzione dei consumatori verso stili di vita salutistici e consapevolezza sulle modalità di produzione del cibo, certamente le previsioni future sono di crescita.

Tutti gli indicatori sono positivi per il biologico a livello globale e da questo successo si deve riuscire a creare diversità legata al Made in Italy.

L’Italia, va ricordato, è stata primo produttore di biologico al mondo fino a pochi anni fa. È stata anticipatrice di questo trend produttivo e detiene la cultura di prodotto più profonda d’Europa.

Una produzione che viene dal basso, dalle specifiche caratteristiche delle aziende bio nazionali. Piccole realtà produttive spesso a gestione famigliare condotte da giovani imprenditori molto attenti all’ambiente e alla sostenibilità.

La realtà produttiva agricola italiana è unica e rispecchia un modello qualificato di offerta spesso aggregata in organizzazioni evolute ma sempre vicina alla terra e ai suoi produttori.

Fonte: CSO Italy Centro Servizi Ortofrutticoli

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Parte il Fondo Nazionale Innovazione

Il Fondo Nazionale Innovazione (FNI) ha una dotazione finanziaria di partenza, prevista nella Legge di Bilancio 2019, di circa 1 miliardo di euro e verrà gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti, attraverso una cabina di regia che ha l’obiettivo di riunire e moltiplicare risorse pubbliche e private dedicate al tema strategico dell’innovazione.

Con la nomina da parte di Cassa Depositi e Prestiti di Enrico Resmini, quale amministratore delegato del Fondo Nazionale Innovazione entra nell’operatività il “fondo nazionale di innovazione” denominato Invitalia Ventures Sgr. Il fondo ha una dotazione che potrà arrivare fino a 1 miliardo e sarà a supporto dell’innovazione.


Lo strumento operativo di intervento del Fondo Nazionale è il Venture Capital, ovvero investimenti diretti e indiretti in minoranze qualificate nel capitale di imprese innovative con Fondi generalisti, verticali o Fondi di Fondi, a supporto di startup, scaleup e PMI innovative. Per difendere l’interesse nazionale contrastando la costante cessione e dispersione di talenti, proprietà intellettuale e altri asset strategici che nella migliore delle ipotesi vengono “svendute” all’estero con una perdita secca per il sistema Paese.

Il Fondo Nazionale Innovazione è un soggetto (SGR) multifondo che opera esclusivamente attraverso metodologie di cd Venture Capital. Si tratta dello strumento finanziario elettivo per investimenti diretti o indiretti allo scopo di acquisire minoranze qualificate del capitale di startup, scaleup e PMI innovative. Gli investimenti sono effettuati dai singoli Fondi del FNI in modo selettivo, in conformità con le migliori pratiche del settore, in funzione della capacità di generare impatto e valore sia per l’investimento sia per l’economia nazionale. La selettività, flessibilità e rapidità degli investimenti sono gli elementi che consentono al VC la natura di strumento chiave di mercato per lo sviluppo dell’innovazione. Oltre che il modo migliore per allineare gli interessi di investitori e imprenditori verso il comune obiettivo della crescita economica.

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La Banca Europea degli Investimenti da il via ai prestiti agli agricoltori

Bei ha firmato i protocolli con Intesa Sanpaolo  per 100 milioni, Unicredit per 100 milioni, e Credit Agricole Italia  per 50 milioni. In arrivo anche l’adesione formale di Bpm (100 milioni). I prestiti riguardano il finanziamento di nuovi progetti e avranno durata massima 12 anni. Corsia preferenziale per i giovani agricoltori

I prestiti della Banca Europea degli Investimenti destinati all’agricoltura decisi ad aprile 2019, divengono operativi e l’Italia è in prima fila nell’utilizzo dei 700 milioni di euro destinati al settore agricolo.

La Bei ha firmato nelle scorse settimane i protocolli d’intesa con le banche italiane che riceveranno ed istruiranno le richieste di finanziamento da parte degli agricoltori, per un ammontare complessivo di 350 milioni di euro e, quindi per il 50% del programma di prestiti da 700 milioni della Banca europea degli investimenti (Bei) e dedicato ai giovani agricoltori a cui riserva almeno il 10% dei fondi e alla bioeconomia.

In particolare la Bei ha sottoscritto i protocolli con le banche Intesa Sanpaolo  per 100 milioni di euro, Unicredit per 100 milioni, e Credit Agricole Italia  per 50 milioni, mentre l’adesione formale di Bpm (100 milioni), che si è già impegnata con la Bei, potrebbe arrivare entro la fine dell’anno 2019.

Gli accordi stabiliti tra la Bei e i singoli istituti bancari italiani prevedono che i fondi europei vengano integrati da quelli messi a disposizione dalle singole banche in modo da consentire prestiti per investimenti pari al almeno 700 milioni di euro.

I prestiti saranno destinati alle piccole e medie imprese con un organico di meno di 250 dipendenti e alle imprese con un minimo di 250 e meno di 3.000 dipendenti, operanti nei settori dell’agricoltura e della bioeconomia.

Ogni banca, cui spetta il compito di selezionare i progetti e gestire i finanziamenti alle aziende, può arrivare a coprire con fondi BEI fino a 12,5 milioni di euro in caso di progetti di investimento con valore inferiore a 25 milioni di euro, e fino al 50% per progetti di investimento il cui valore è compreso tra 25 e 50 milioni di euro. Almeno il 10% del prestito sarà destinato ai giovani agricoltori di età inferiore a 41 anni. I prestiti riguardano il finanziamento di nuovi progetti, e avranno durata massima 12 anni.

Nel caso dei giovani imprenditori agricoli, il programma, fatto di piccoli finanziamenti in partnership con le banche con tassi più bassi e durata più lunga, prevede prestiti fino a 15 anni.

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A Milano gli Stati Generali dell’ortofrutta: il Manifesto programmatico

Alla 20° edizione dello speciale Frutta & Verdura di Mark Up al centro i temi cardine della filiera ortofrutticola. Sul palco tanti ospiti della produzione, della politica e della grande distribuzione

Un carrello della spesa colmo di frutta e verdura, quasi fuso insieme ad un carretto, anch’esso ricco di ortofrutta e usato più a monte della filiera di questo settore. Campeggiava questo strano oggetto sul palco del Teatro Manzoni di Milano durante la presentazione della 20esima edizione dello Speciale Frutta & Verdura edito da Mark Up e curato da Roberto Della Casa in collaborazione con Italiafruit news.

Quasi una metafora fisica che sicuramente ben raffigura uno degli obiettivi, forse da sempre il più evocato e mai completamente realizzato, del settore: fare sistema e cambiare finalmente i rapporti di filiera. Cercare di stare uniti senza incomprensioni al fine di generare conoscenza nei confronti del consumatori. Una speranza evocata a più riprese durante le 3 ore e mezza di questo ormai classico appuntamento del settore ortofrutticolo che anche questa volta ha attirato moltissimi partecipanti. E, non a caso, è anche uno dei punti cardine del “Manifesto dell’ortofrutta”, presentato alla fine di quelli che sono stati definiti dei veri e propri Stati Generali.

Per sviscerare i tanti temi presenti nel voluminoso speciale di Mark Up, anche quest’anno si sono avvicendati sul palco molti protagonisti, i cui interventi sono stati intervallati da brevi video degli sponsor, chiamati anch’essi a proporre spunti, riflessioni e soluzioni.

Paolo De Castro, parlamentare europeo e primo vice-presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, ha aggiornato la platea sui tempi della nuova Pac, la cui riforma verrà prorogata a fine 2022. “C’è tempo per lavorare ai regolamenti di riferimento. Noi vogliamo che rimanga comune a tutti i Paesi europei, magari più flessibile, ma non smembrata in tante differenti politiche regionali. Non vogliamo tanti piani strategici regionali». Per quanto riguarda le nuove misure che proteggono gli agricoltori dalle pratiche commerciali sleali, approvate dal Parlamento europeo a marzo di quest’anno e che hanno visto proprio l’europarlamentare italiano protagonista come relatore del dossier, sembra non mancare molto alla loro reale applicazione che ha ammesso come in futuro bisognerà apportare delle modifiche poiché, in questo momento non c’è la reciprocità. «Non potevamo prendere in considerazione gli atti sleali dei fornitori contro la Gdo. Non c’è reciprocità al momento e la chiederemo. In questo momento la Gdo non può denunciare in forma anonima eventuali pratiche sleali fornitori».

Molto interessante la case history del colosso spagnolo San Lucar, raccontata direttamente dal ceo e fondatore Stephan Rötzer, nato in una famiglia di commercianti e ingrosso di ortofrutta e oggi, dopo tante esperienze a capo di una realtà che produce 90 referenze di ortofrutta in 35 paesi, vendute in 36 e che riesce a brandizzare circa 1000 punti vendita di insegne di primo piano della grande distribuzione nel mondo. «In questi posti noi non siamo solo il primo fornitore di ortofrutta, ma di tutto il supermercato. Come ci riusciamo? I supermercati vogliono sempre fare cose diverse, noi abbiamo la capacità di farlo». E a proposito della capacità di fare cose nuove, ha colpito il progetto denominato “Dreams” acronimo di “Developing Responsible Environments And Multicultural Societies”, con il quale San Lucar sviluppa progetti locali che portano benefici immediati ai suoi dipendenti e alle loro famiglie e comunità in paesi produttori che hanno concrete difficoltà.

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha puntato il dito su alcuni dei problemi che affliggono da tempo la filiera ortofrutticola: dalle barriere fitosanitarie che non ci consentono di esportare in paesi come la Cina, nonostante questi ultimi possano invece farlo liberamente esercitando, di fatto, una “concorrenza sleale”, all’importanza dell’educazione alimentare nei confronti dei piccoli, dopo il fallimentare progetto Frutta nelle Scuole, che “è stato quasi un disincentivo per i bambini a causa di una proposta sempre identica e spesso di bassa qualità». Prandini ha invocato maggiori controlli per le importazioni per evitare altri casi come quello della cimice asiatica e un desiderio: «Avere non un ministro dell’agricoltura, ma dell’agroalimentare, un ministero di filiera che si occupi di tutti i tanti problemi del settore e possa così rapportarsi alla politica per avere delle risposte».

Tra i tanti ospiti – Angelo Benedetti di Unitec ha mostrato i risultati ottenuti dai produttori cileni di ciliegie con gli investimenti in tecnologia e l’elevazione degli standard minimi; Andrea Segrè ha evidenziato quanto ancora ci sia da fare sul tema nello spreco di frutta e verdura, aspetto cardine della sostenibilità; Francesco Mutti, ceo dell’omonima azienda di conserve di pomodoro, ha narrato la storia dell’aziende e le sue politiche rivolte alla qualità più che alla quantità – anche due esponenti della distribuzione moderna, spesso evocata durante la mattinata.

Maniele Tasca, general manager di Selex, ha mostrato i plus di un modello organizzativo che sino ad ora si è dimostrato vincente riuscendo a tenere assieme molte anime e insegne differenti su tutto il territorio. Il ruolo dell’ortofrutta? «Centrale. I freschissimi sono fondamentali in tutte le imprese del nostro gruppo. Al di là di aver messo l’ortofrutta nel posto giusto, il passaggio chiave è averci messo la faccia con la marca del distributore sviluppando 150 prodotti. Ma un altro passaggio chiave è stato creare nei punti vendita layout standardizzati e ora siamo in fase di segmentazione e valorizzazione dell’offerta. Aumentiamo l’offerta con segmenti specifici e cerchiamo di aumentare la penetrazione del reparto ortofrutta per cercare di aumentare i consumi. Per fare tutto questo serve metodo».

Maura Latini, invece, amministratore delegato di Coop Italia, ha focalizzato il suo intervento per spiegare le ragioni dell’ormai famosissimo spot “La spesa Coop cambia il mondo” che ha suscitato più di qualche polemica quando è apparso per la prima volta. «Spot contro agricoltura? No, il nostro è un messaggio “per” e non “contro” qualcuno» ha chiarito. «Lo spot nasce da una consapevolezza ed è una proposta collettiva. Ci occupiamo di sostenibilità da decenni, ma lo stato della terra, dell’economia e del modo consumare è tale che la buona volontà delle singole imprese non basta più. Allora abbiamo alzato l’asticella con una proposta che fa intravedere un futuro: tanti atti di acquisto, se consapevoli, indirizzano l’economia. La “buona spesa” non è quella della Coop, ma di tutti quelli che vogliono fare cose positive».

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Ciclo di seminari: promuovere la diversità per innovare i sistemi agricoli

Programma di seminari tecnici ARSIAL e Rete Semi Rurali nel Lazio 2019-2020

Roma, 26 novembre – 21 gennaio 2019

ARSIAL e Rete Semi Rurali vi invitano ad un ciclo di seminari indirizzati ai tecnici Arsial e Regione Lazio, aperto anche ai portatori d’interesse in materia di biodiversità agricola.
Il programma è rivolto a tutti quegli attori che si dedicano alla tutela della biodiversità, anche nell’ambito dei sistemi biologici e biodinamici, e alla transizione verso sistemi di produzione “low inputs”.

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Il CREA celebra in Calabria la Giornata Internazionale dell’Olivo 2019

Il 26 novembre, in occasione della Giornata Internazionale dell’Olivo 2019, il CREA organizza l’evento “Olivo in festa: laboratori ludico-didattici per bambini”, presso l’Istituto comprensivo statale di San Fili (CS).

Nell’ambito della prima giornata internazionale dell’olivo, il CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura organizza un incontro dedicato ai bambini per avvicinarli al meraviglioso mondo dell’olivicoltura, alla scoperta dell’olivo e dei suoi prodotti, in particolare dell’olio extravergine di oliva, elemento cardine della Dieta Mediterranea, riconosciuta  nel 2010  dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Relatori  del CREA Olivicoltura, Frutticoltura, Agrumicoltura saranno Elvira Romano, Gabriella Lo Feudo, Massimiliano Pellegrino.

GUARDA LA LOCANDINA IN ALLEGATO LOC GIORN INTERNAZ OLIVICOLTURA_26 nov 2019 (1)

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Più di 200 milioni di € per promuovere i prodotti agroalimentari europei

Nel 2020 la Commissione europea stanzierà 200,9 milioni di € per finanziare attività di promozione dei prodotti agroalimentari europei all’interno e all’esterno dell’UE.

Il programma di lavoro 2020 relativo alla politica di promozione, adottato oggi dalla Commissione, definisce le principali priorità del sostegno. La politica dell’UE nella promozione dei prodotti agroalimentari si prefigge di aiutare il settore ad approfittare al meglio del mercato agroalimentare globale, sempre più grande e dinamico, di sensibilizzare i cittadini sui regimi di qualità, compresi i prodotti biologici, e di sostenere i produttori che si trovano a far fronte a turbative di mercato o alla perdita di fiducia dei consumatori.

Phil Hogan, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “La reputazione dei prodotti agroalimentari europei nel mondo non ha uguali. Non a caso l’UE è il principale esportatore agroalimentare mondiale: la nostra politica di promozione, il cui bilancio è in costante crescita, aiuta i produttori non solo a far conoscere i loro prodotti sia all’interno che all’esterno dell’UE ma anche a far fronte alle difficoltà del mercato, sensibilizzando ulteriormente i cittadini sulla loro produzione. Gli accordi commerciali in vigore creano inoltre condizioni favorevoli all’aumento delle esportazioni verso mercati a forte crescita.”

Nel 2020 più della metà del bilancio (118 milioni di €) sarà destinato a campagne per mercati al di fuori dell’UE con un elevato potenziale di crescita, come Canada, Cina, Giappone, Corea, Messico e Stati Uniti. Le campagne selezionate dovrebbero migliorare la competitività e il consumo dei prodotti agroalimentari dell’Unione, ottimizzarne l’immagine e aumentare la loro quota di mercato nei paesi interessati.

Le campagne informeranno inoltre i consumatori dell’UE e del resto del mondo dei vari regimi e delle diverse etichette di qualità dell’UE, quali le indicazioni geografiche o i prodotti biologici. Le campagne intendono inoltre mettere in evidenza gli elevati standard di sicurezza e qualità, la diversità e gli aspetti tradizionali dei prodotti agroalimentari dell’UE. Infine, all’interno dell’UE, l’accento sarà posto sulla promozione di un’alimentazione sana e sull’aumento del consumo di frutta e verdura fresca nel quadro di un’alimentazione equilibrata.

Gli inviti a presentare proposte per le prossime campagne saranno pubblicati nel gennaio 2020. Un’ampia gamma di organismi, come le organizzazioni professionali, le organizzazioni di produttori e i gruppi agroalimentari responsabili delle attività di promozione, possono presentare proposte e richiedere finanziamenti.

I cosiddetti programmi “semplici” possono essere presentati da una o più organizzazioni del medesimo Stato membro; i programmi “multipli” coinvolgono almeno due organizzazioni nazionali provenienti da almeno due Stati membri o da almeno una o più organizzazioni europee.

Per il 2020 i programmi semplici riceveranno 100 milioni di € e i programmi multipli 91,4 milioni di €.

Un importo supplementare di 9,5 milioni di € è riservato alle iniziative della Commissione. Tra queste figurano la partecipazione a fiere e campagne di comunicazione, nonché iniziative diplomatiche promosse dal commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale e accompagnate da una delegazione commerciale.

Per ulteriori informazioni

Programma di lavoro annuale 2020

Per ulteriori informazioni sulla politica di promozione dei prodotti agricoli dell’UE

Accordo sul bilancio dell’UE per il 2020

Le tre istituzioni dell’UE hanno raggiunto oggi un accordo sul bilancio dell’UE per il 2020, che consentirà all’Unione di concentrare le sue risorse sulle priorità che contano per i cittadini: cambiamenti climatici, occupazione, giovani, sicurezza e solidarietà nell’UE.

19-11-2019

Le tre istituzioni dell’UE hanno raggiunto oggi un accordo sul bilancio dell’UE per il 2020, che consentirà all’Unione di concentrare le sue risorse sulle priorità che contano per i cittadini: cambiamenti climatici, occupazione, giovani, sicurezza e solidarietà nell’UE. Il bilancio per l’anno a venire, che sarà il settimo ed ultimo esercizio nel quadro dell’attuale ciclo di bilancio a lungo termine per il periodo 2014-2020, preparerà inoltre la transizione verso il prossimo ciclo di bilancio.

Günther H. Oettinger, Commissario europeo per il Bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: “Il bilancio dell’UE per il 2020 è all’insegna della continuità: è l’ultimo nel quadro dell’attuale bilancio a lungo termine e l’ultimo proposto e negoziato dalla Commissione Juncker. Convoglierà le risorse là dove sono necessarie. Contribuirà a creare posti di lavoro, ad affrontare i cambiamenti climatici e a mobilitare investimenti in tutta Europa. Investirà nei giovani e in un’Europa più sicura. Tutte queste priorità si riflettono anche nella proposta della Commissione per il bilancio a lungo termine dell’UE oltre il 2020. Ora dobbiamo concentrarci sull’adozione tempestiva del prossimo bilancio a lungo termine, in modo da poter offrire certezza e stabilità ai nostri beneficiari e continuare a creare un valore aggiunto dell’UE per tutti.”

Il bilancio dell’UE per il 2020 prevede 168,69 miliardi di € in stanziamenti di impegno (ovvero i finanziamenti che possono essere stabiliti nei contratti in un determinato anno) e 153,57 miliardi di € in stanziamenti di pagamento (ovvero i finanziamenti che saranno erogati). Tra gli elementi principali del bilancio figurano i seguenti:

  • il 21% del bilancio complessivo sarà destinato a misure volte ad affrontare i cambiamenti climatici. Il programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, ad esempio, riceverà 589,6 milioni di € (+5,6% rispetto al 2019). Orizzonte 2020, che tradizionalmente apporta un contributo sostanziale al conseguimento degli obiettivi climatici, otterrà un importo pari a 13,46 miliardi di € (+8,8% rispetto al 2019). Alla componente Energia del meccanismo per collegare l’Europa, che investe nella diffusione su vasta scala delle fonti rinnovabili, nel potenziamento delle infrastrutture esistenti per la trasmissione dell’energia e nello sviluppo di nuove infrastrutture, saranno assegnati 1,28 miliardi di € (+35% rispetto al 2019). La componente Trasporti del meccanismo per collegare l’Europa riceverà un sostegno pari a 2,58 miliardi di €;
  • quasi la metà dei fondi – 83,93 miliardi di € in stanziamenti di impegno (+4,1% rispetto al 2019) – contribuirà a rendere la nostra economia maggiormente competitiva. Di tali fondi, 58,65 miliardi di € (+2,5% rispetto al 2019) saranno destinati a ridurre il divario economico negli Stati membri e tra di essi, a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro e a promuovere la convergenza attraverso i Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE);
  • il sistema globale di navigazione satellitare europeo Galileo beneficerà di un sostegno pari a 1,2 miliardi di € (+74,7% rispetto al 2019) per aumentare la sua diffusione sul mercato a livello mondiale fino a raggiungere 1,2 miliardi di utenti entro la fine del 2020;
  • un importo di 255 milioni di € offrirà incentivi alle imprese europee affinché collaborino per sviluppare prodotti e tecnologie della difesa nel quadro del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa;
  • i giovani beneficeranno di una serie di programmi: 2,89 miliardi di € saranno destinati all’istruzione tramite Erasmus+ (+3,6% rispetto al 2019), mentre il Corpo europeo di solidarietà offrirà opportunità di volontariato o lavoro nell’ambito di progetti nel proprio paese o all’estero grazie a uno stanziamento di 166,1 milioni di € (+15,9% rispetto al 2019);
  • gli agricoltori europei beneficeranno di 58,12 miliardi di €;
  • La sicurezza e la gestione della migrazione continueranno a ricevere un sostegno. Ad esempio, 2,36 miliardi di € confluiranno nel Fondo Asilo, migrazione e integrazione, nel Fondo sicurezza interna e nelle agenzie che operano in questo settore [Europol, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), EASO, eu-LISA].

Bilancio UE 2020 (in milioni di €):

STANZIAMENTI PER RUBRICA Bilancio 2020

(variazione nominale in % rispetto al 2019)

  Impegni Pagamenti
1. Crescita intelligente e inclusiva:  83,931 (+4,1%)  72,351 (+7,1%)
Competitività per la crescita e l’occupazione  25,285 (+7,9%)  22,308 (+8,7%)
Coesione economica, sociale e territoriale  58,646 (+2,5%)  50,046 (+6,4%)
2. Crescita sostenibile: risorse naturali  59,907 (+0,4%)  57,904 (+0,9%)
Spese connesse al mercato e aiuti diretti  43,410 (+0,5%)  43,380 (+0,6%)
3. Sicurezza e cittadinanza  3,729 (-1,5%)  3,685 (+4,5%)
4. Europa globale  10,262 (-9,3%)  8,929 (-4,6%)
5. Amministrazione  10,272 (+3,3%)  10,275 (+3,3%)
Altri strumenti speciali  588 (-32,5%)  419 (-40,6%)
Stanziamenti totali  168,689 (+1,5%)  153,566 (+3,4%)

 

L’accordo si basa sul presupposto che il Regno Unito, dopo il suo recesso dall’Unione europea entro il 31 gennaio 2020, continui a contribuire e a partecipare all’esecuzione del bilancio UE fino alla fine del 2020, come se fosse ancora uno Stato membro.

Contesto

La Commissione europea presenta, di norma nella tarda primavera di ogni anno, un progetto di bilancio dell’UE per l’anno successivo. Quest’anno la Commissione ha presentato la sua proposta iniziale il 5 giugno 2019.

Su questa base il Parlamento europeo e il Consiglio adottano le rispettive posizioni. Quest’anno il Consiglio ha adottato formalmente la sua posizione il 3 settembre 2019, mentre il Parlamento europeo ha votato la sua posizione nella seduta plenaria del 23 ottobre 2019.

Le divergenze tra le posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio sono affrontate nell’ambito di un processo negoziale denominato “procedura di conciliazione”. Il periodo di conciliazione – della durata di 21 giorni – è intercorso quest’anno dal 29 ottobre al 18 novembre 2019.

I negoziati sono condotti da un comitato di conciliazione appositamente convocato, cui partecipano 28 rappresentanti del Parlamento europeo e 28 rappresentanti del Consiglio. Per quanto riguarda il Parlamento europeo, i negoziati sono stati condotti da Johan Van Overtveldt, presidente della commissione per i bilanci, da Monika Hohlmeier e da Eider Gardiazabal Rubial, relatori per il bilancio 2020. Per quanto riguarda il Consiglio, il capo negoziatore è stato Kimmo Tiilikainen, sottosegretario di Stato presso il ministero delle Finanze della Finlandia, il paese che detiene attualmente la presidenza di turno del Consiglio. La Commissione europea, che svolge l’importante ruolo di mediatore leale, è stata rappresentata da Günther H. Oettinger, Commissario responsabile per il Bilancio, coadiuvato da esperti della direzione generale del Bilancio.

Quest’anno i negoziati per il bilancio 2020 si sono svolti parallelamente ai negoziati sul prossimo bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2021-2027, avviati il 2 maggio 2018 in seguito alla presentazione da parte della Commissione di una proposta di bilancio equo, equilibrato e moderno per realizzare le priorità dell’Europa, come indicate dal Presidente Juncker nei suoi discorsi sullo stato dell’Unione e convenute dai leader dell’UE a Bratislava nel 2016 e a Roma nel 2017. A tale proposta sul bilancio a lungo termine hanno fatto immediatamente seguito proposte legislative per i 37 programmi settoriali che fanno parte del futuro bilancio a lungo termine, compreso il programma sulla politica di coesione. Da allora la Commissione si è adoperata per far avanzare i negoziati, lavorando insieme alle diverse presidenze di turno del Consiglio e in stretta collaborazione con il Parlamento europeo, in vista di un accordo tempestivo. La Commissione è convinta che un accordo rapido sia essenziale per le centinaia di migliaia di studenti, agricoltori e ricercatori in tutta Europa e per qualunque altra persona che beneficia del bilancio dell’UE.

Prossime tappe

Per suggellare il compromesso raggiunto oggi, il Parlamento europeo e il Consiglio devono entrambi approvare formalmente il testo entro 14 giorni.

Per ulteriori informazioni

– Bilancio UE 2020: la Commissione concentra la sua proposta su occupazione, crescita e sicurezza (5 giugno 2019)

– Progetto di bilancio dell’UE 2020 – Domande e risposte (5 giugno 2019)

– Bilancio dell’UE 2021-2027: il momento di decidere (9 ottobre 2019)

– Proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE

– Il bilancio dell’UE in sintesi

Il Ministro Bellanova annuncia emendamenti governativi

“Stiamo lavorando per integrare la legge di bilancio con alcune misure importanti per l’agricoltura. Oltre agli emendamenti parlamentari, abbiamo presentato due emendamenti governativi: proroga del Bonus Verde e indennità fermo pesca obbligatorio”. Lo ha detto la Ministra Teresa Bellanova stamane al Tavolo con le Regioni.
“Nella Legge di Bilancio”, ha proseguito la Ministra Bellanova, “abbiamo riportato l’agricoltura al centro dell’agenda politica ed economica introducendo misure significative: azzeramento delI’Irpef agricola per un valore di 200milioni di euro; 80 milioni in tre anni sul Fondo di solidarietà per l’emergenza cimice asiatica; sgravi contributivi nei primi due anni per i giovani che diventano imprenditori agricoli; 15 milioni per favorire gli investimenti delle donne in agricoltura istituendo un Fondo per mutui a tasso zero; 30 milioni di euro per l’agroalimentare Made in Italy con interventi per il rafforzamento delle filiere.
Accanto a queste azioni, e a quanto verrà dal lavoro parlamentare, la Manovra prevede un Collegato Agricoltura che ci consentirà di dare nuove prospettive e futuro al settore e dovrà coordinarsi con il Piano strategico nazionale. Su questo ritengo essenziale il contributo attivo e fattivo delle regioni per rispondere in modo puntuale alle diverse esigenze territoriali e mi auguro che da tutti voi giungano in tempi celeri indicazioni e proposte”.

Ufficio Stampa Mipaaf

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Potenzialità del 5G per l’agricoltura

Già da diverso tempo però la lavorazione della terra è diventata un’attività molto complessa, dove la tecnologia trova un grande impiego, e una nuova rivoluzione è alle porte con l’avvento delle rete di telefonia mobile di quinta generazione. Un’ottima notizia per il Belpaese, che ha nell’agroalimentare uno dei suoi pilastri economici, nonché molte eccellenze del made in Italy. Grazie alle potenzialità del 5G molti strumenti digitali potranno esprimere appieno il loro potenziale, spalancando così le porte a una maggiore produttività, il tutto in un’ottica di agricoltura sostenibile.
Un sensore che rileva l’umidità del terreno e aziona, quando necessario, l’impianto di irrigazione, garantisce infatti un raccolto migliore e, allo stesso tempo, un minor utilizzo di acqua. Questo è però solo un semplice esempio, visto che esistono già oggi sistemi molto complessi di sensori, non solo per l’umidità ma anche per l’acidità e la temperatura del suolo, che producono una grande mole di dati, che vengono poi opportunamente rielaborati e correlati, integrati con le informazioni dei bollettini meteo o le fotografie inviate dai droni, e possono così offrire una visione chiara e aggiornata dello stato di salute effettivo delle coltivazioni.
Ci sono poi i macchinari agricoli connessi, che sono in grado di muoversi in autonomia sui campi per arare, seminare o dissodare, e i collari e i tag smart applicati al bestiame che permettono di acquisire in continuo i parametri biometrici dei capi nelle stalle o allevati all’aperto, di modo che l’allevatore possa più facilmente capire qual è il momento ideale per la mungitura e tracciare gli spostamenti delle mandrie al pascolo.
Non bisogna infine dimenticare i droni, che già oggi sono molto diffusi in agricoltura. Dotati di telecamere, sensori multispettrali e sistemi di geolocalizzazione, questi mezzi acquisiscono dati utili per ricavare ortofoto, indici di vigore e mappe di prescrizione che aiutano a capire lo stato di salute delle colture e la quantità di semi, concime e fitosanitari da distribuire.
Attualmente si sta cercando di migliorare la performance di comunicazione dei mezzi agricoli a guida autonoma che necessitano di ricevere in tempo reale i dati di posizionamento di precisione del mezzo agricolo. Il passaggio successivo prevede l’interazione del mezzo agricolo con un drone aereo, anch’esso connesso in 5G.
I velivoli equipaggiati di normali telecamere potranno per esempio volare qualche metro di fronte al mezzo e osservare il terreno al fine di riconoscere la presenza di eventuali ostacoli non osservabili da terra, ad esempio animali nascosti nella vegetazione, e fermare tempestivamente il mezzo per evitare danni e lunghi fermi macchina.

da: Repubblica.it, 11/11/2019

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Storia della bergamotticoltura dalla sua nascita ad oggi

La coltivazione del bergamotto (Citrus bergamia Risso & Poit) e la produzione della sua essenza, costituiscono da oltre due secoli, un raro momento di imprenditorialità agricola di respiro internazionale per la Calabria. Lo sviluppo di questa coltura, com’è noto, è legata all’invenzione in Germania dell’”aqua mirabilis” (in seguito denominata acqua di Colonia in ricordo della città dove venne prodotta per la prima volta) da parte di un emigrante italiano, G.P. Feminis, che la ideò e ne ottenne il brevetto negli anni a cavallo del 1700. Ben presto l’essenza del bergamotto diventa l’ingrediente più prezioso e ricercato per la preparazione dei più prestigiosi profumi destinati all’aristocrazia ed alla borghesia internazionale. Nascono così, intorno alla metà del 1700, i primi bergamotteti nei giardini di alcune delle famiglie più abbienti di Reggio Calabria.
La crescente domanda di olio essenziale di bergamotto sui mercati nazionali ed internazionali nei decenni successivi determina un’intensificazione della coltura sia nella zona costiera prospiciente lo Stretto di Messina che lungo la fascia litoranea jonica. L’aumento della capacità produttiva e le nuove opportunità commerciali legate alla diffusione dell’acqua di Colonia portano ben presto importanti benefici in tutto l’areale di coltivazione. Intorno alla metà del 1800 si registra poi la prima vera e propria industrializzazione del processo di estrazione dell’essenza di bergamotto con l’invenzione, da parte del reggino Nicola Barillà, di una macchina per l’estrazione denominata “macchina calabrese”. Tale invenzione non solo consente di abbreviare sensibilmente i tempi di estrazione, snellendo le operazioni, ma ha anche il grande merito di fare aumentare le rese e di permettere di ottenere una migliore qualità dell’essenza rispetto a quella ottenuta con il procedimento “a spugna” (De Domenico, 1854). In breve tempo l’utilizzo della macchina calabrese si diffonde presso tutti i coltivatori di bergamotto e la produzione dell’essenza aumenta in modo esponenziale, riuscendo ad assecondare la crescente domanda da parte dell’industria cosmetica e delle grandi case profumiere. Pur con delle fluttuazioni, la superficie coltivata a bergamotto in provincia di Reggio Calabria va gradualmente incrementandosi fino a raggiungere negli anni ’60 la sua massima espansione (circa 4000 ettari). A partire dagli anni ’70, a causa dello sviluppo urbanistico, delle forti fluttuazioni del prezzo dell’essenza e della diffusione delle essenze sintetiche, per la bergamotticoltura in provincia di Reggio Calabria inizia un periodo di profonda regressione che porta ad una drastica riduzione della superficie coltivata. Agli inizi degli anni ’90 la superficie coltivata non supera i 1000 ettari, con la maggior parte dei bergamotteti ormai circoscritta nella zona litoranea più meridionale della provincia di Reggio Calabria, tra Capo d’Armi e Capo Spartivento. Verso la fine del secolo scorso cominciano, tuttavia, ad intravedersi i primi segnali di ripresa della coltura. Uno di questi segnali è rappresentato dal riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) “Bergamotto di Reggio Calabria – olio essenziale”. Con l’inizio del XXI secolo, una serie di eventi favorevoli creano poi le premesse per il definitivo rilancio della coltivazione del bergamotto. Tra essi vanno annoverati la stabilizzazione del prezzo dell’essenza, l’aumento dell’associazionismo tra i produttori e la multifunzionalità del prodotto. In particolare, quest’ultimo aspetto diventa un grande volano per la rinascita della coltivazione. L’essenza di bergamotto, oltre al suo tradizionale utilizzo in campo cosmetico nella produzione di acque di colonia, profumi, deodoranti, lozioni antiforfora, prodotti solari (grazie alla presenza di sostanze fotodinamiche), dentifrici, grazie alle sue proprietà antisettiche, antibatteriche, antireumatiche, diuretiche, dermatologiche e di riattivante della circolazione, trova sempre più utilizzo in ambito farmaceutico.
Le notevoli caratteristiche salutistiche del succo del bergamotto, caratterizzato da importanti proprietà ipocolesterolemizzanti, ipotrigliceridemizzanti ed ipoglicemizzanti, antinfiammatorie e antiproliferative, consentono di avviare, parallelamente a quello tradizionale dell’essenza, un nuovo mercato che è quello dei frutti destinati al consumo fresco. Un contributo importante al successo della filiera viene anche dato dall’industria alimentare con la produzione di bevande analcoliche, di liquori e di dolciumi (gelati, caramelle, torroni, ecc.) al caratteristico aroma di bergamotto.
La crescente domanda di bergamotto porta ad un graduale aumento della superficie coltivata. Nonostante l’assenza di dati ufficiali, è plausibile pensare che l’attuale superficie coltivata a bergamotto si aggiri intorno a 1600-2000 ettari. Nuovi impianti vengono realizzati sia nella parte più meridionale (tra Capo d’Armi e Capo Spartivento) che lungo la zona litoranea più orientale della provincia. Inoltre, c’è da segnalare che altri bergamotteti sono realizzati anche al difuori del tradizionale areale di coltivazione di questa specie. Nuovi impianti vengono, infatti, realizzati nella Piana di Gioia Tauro, in quella di Sant’Eufemia Lamezia e nell’Alto Ionio cosentino. Ovviamente si tratta di impianti di piccole dimensioni (raramente con superfici superiori ad un ettaro), essenzialmente dei campi pilota, realizzati con la finalità di verificare se in questi territori ci siano le condizioni per produrre bergamotto destinato al mercato del fresco. Tuttavia, nonostante negli ultimi anni vi siano state efficaci azioni volte a favorire la crescita e l’ammodernamento della filiera, i bergamotteti hanno continuato a ricevere scarse attenzioni. Ciò ha determinato che buona parte degli attuali impianti di bergamotto sia “sottoproduttiva”, riuscendo raramente a fornire rese annue superiori ai 200 quintali per ettaro, quando, invece, le potenzialità produttive della specie consentirebbero di raggiungere rese molto più alte. Questa situazione riguarda sia i vecchi impianti, costituiti da piante vecchie che hanno superato la loro durata economica, disetanee, di più varietà e disposte con sesti inadeguati, che quelli di recente realizzazione, che spesso si portano dietro gravi errori effettuati di sede di progettazione. La fretta di realizzare nuove piantagioni, incentivata dai buoni redditi che attualmente la coltura è in grado di assicurare, ha portato gli agricoltori ha fare impianti in aree non vocate nonché a scegliere molto frettolosamente ed in modo non adeguato il portinnesto. Relativamente a quest’ultimo aspetto la possibile diffusione del virus della tristezza degli agrumi (Citrus Tristeza Virus) sta portando gli agricoltori a sostituire l’arancio amaro, storico portinnesto del bergamotto, con altri soggetti. In assenza di adeguati risultati sperimentali, circa gli effetti di altri portinnesti sul comportamento vegeto-produttivo delle piante di bergamotto, molti vivaisti propongono di sostituire l’arancio amaro con i citrange (generalmente con il “Troyer” ma anche con il “Carrizo”). Il ricorso massiccio a questo tipo di portinnesto sta, tuttavia, determinando una serie di problemi (fenomeni di clorosi ferrica, accrescimento stentato delle piante, ect.) in molti nuovi impianti. I citrange non hanno, infatti, la plasticità edafica che invece possiede l’arancio amaro. In considerazione della notevole variabilità che caratterizza i terreni dell’area del bergamotto, sostituire integralmente l’arancio amaro con i citrange appare dunque una grande forzatura. La scelta del portinnesto dovrebbe invece essere fatta con maggiore ponderazione tenendo conto delle caratteristiche pedologiche dei diversi ambienti. Anomalie si riscontrano anche riguardo alla scelta varietale, con una diffusione sempre maggiore della cultivar “Fantastico” a discapito della “Castagnaro” e della “Femminello”. Se appaiono abbastanza intuibili i motivi che inducono ad impiegare sempre meno la cultivar “Castagnaro”, meno comprensibili sono quelli che stanno portando al ridimensionamento della “Femminello”. Quest’ultima cultivar è, infatti, in possesso di una serie di caratteristiche bio-agronomiche di grande pregio che potrebbero consentire di innalzare in modo significativo sia le rese che la qualità della produzione. Su tale scelta più che le motivazioni agronomiche incidono fattori di natura commerciali legati all’offerta vivaistica. I vivaisti preferiscono propagare maggiormente la cultivar “Fantastico” perché ha uno sviluppo più rapido della “Femminello”.
Poca razionalità si riscontra anche nella gestione agronomica dei bergamotteti. Spesso gli impianti vengono condotti utilizzando tecniche agronomiche tramandate da generazione in generazione sulla base di esperienze empiriche e del tutto prive di basi scientifiche.  In considerazione della crescente richiesta di prodotto, appare evidente come risulti particolarmente urgente sottoporre il sistema produttivo ad un inciso rinnovamento che però richiede tempi relativamente lunghi, presenta difficoltà di esecuzione ed esige elevati investimenti. Tuttavia, per assecondare la crescita del settore diventa fondamentale creare strutture produttive moderne efficienti che siano nel contempo produttive ed economiche nella conduzione.

di Rocco Mafrica

GeorgofiliINFO

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On line il portale “Osservatorio Internazionalizzazione” della regione Calabria

E’ on line la piattaforma informativa del Settore Internazionalizzazione della Regione Calabria dalla quale è possibile accedere a servizi conoscitivi e di supporto alle decisioni dell’amministrazione regionale, delle imprese, degli investitori e dei ricercatori.Il sistema di consultazione on line con dati e indicatori aggiornati consente di analizzare e monitorare gli interscambi commerciali della regione, il grado di apertura commerciale e gli andamenti dei flussi turistici internazionali. L’Osservatorio realizza analisi settoriali e territoriali sulle recenti dinamiche del commercio estero regionale, nazionale e internazionale e promuove studi empirici sui processi di internazionalizzazione e sui modelli di export delle imprese calabresi. Pubblica trimestralmente un periodico con le principali statistiche sulle esportazioni della regione con il resto del mondo. Fornisce, inoltre, un quadro aggiornato delle politiche per la promozione internazionale del Sistema Calabria e delle iniziative promosse a livello nazionale per favorire i processi di apertura commerciale delle imprese.

Accedi al portale: https://osservatoriointernazionalizzazione.regione.calabria.it/website/sitiregione/osservatorio/

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Il progetto Sparkle ti insegna ad essere un agro-imprenditore

Il progetto europeo Sparkle ha lo scopo di sviluppare la prima piattaforma on line di formazione continua dedicata alla Precision farming

La trasformazione digitale e il passaggio all’agricoltura 4.0 non sono qualcosa di automatico o scontato. Si tratta di una trasformazione radicale e di un traguardo culturale che deve essere accompagnato anche con gli strumenti formativi e i modelli imprenditoriali più adatti. Così come successe con l’avvento e la diffusione della meccanizzazione nel secondo dopoguerra, quello che sta avvenendo anche nelle nostre campagne rappresenta un momento di discontinuità che definirà un prima e un dopo, una vera e propria rivoluzione, che i nostri agricoltori e professionisti dovranno imparare a gestire al meglio. Il progetto Sparkle, acronimo di Sustainable Precision Agriculture: Research and Knowledge for Learning how to be an Agri-Entrepreneur (Agricoltura di Precisione Sostenibile: ricerca e conoscenza per imparare ad essere un Agri-Imprenditore), finanziato nell’ambito dei bandi europei Erasmus+ con un grant di circa 750mila euro, ha lo scopo, dopo aver analizzato lo stato dell’arte dell’agricoltura di precisione nei paesi mediterranei partecipanti (Italia, Spagna, Portogallo e Grecia) e i relativi fabbisogni formativi, di sviluppare la prima piattaforma europea on line di formazione continua dedicata alla Precision Farming.

Il primo corso online nel settore

Per colmare le carenze di competenza e di trasferimento dell’innovazione, nei primi mesi del 2020 avrà inizio il primo corso on line europeo di agricoltura di precisione, rivolto a 120 studenti universitari di scienze agrarie, coloro che diverranno gli agro-imprenditori 4.0 del futuro.

I partecipanti seguiranno dal loro accesso alla piattaforma Moodle le dodici lezioni dei corsi, organizzati in quattro aree, di inquadramento generale dell’agricoltura di precisione, aspetti tecnologici e ingegneristici, quadri normativi e di governance e modelli e tecniche di management innovativo. Gli argomenti trattati spazieranno dalla storia e il ruolo dell’agricoltura di precisione all’interno dei modelli agricoli di agricoltura sostenibile, alla conoscenza delle tecnologie esistenti e della ricerca in atto su sensoristica, robotica, rilevamento, data analysis ecc, ai quadri normativi di riferimento sulla gestione delle macchine, dei dati e dei sistemi informatici, fino all’introduzione dei nuovi modelli di business e di management come il Business Model Canvas o Lean Management.

Le lezioni si terranno in inglese e saranno integrate con un tutoraggio on line, esercitazioni in presenza e attività pratiche. Al termine del percorso gli studenti parteciperanno a una competizione per la realizzazione di un Business Model di Agricoltura di Precisione Sostenibile su quesiti o sfide lanciate dalle aziende di tecnologie partecipanti al concorso e di fronte alle quali dovranno essere presentate le proprie idee di innovazione. Una sorta di hackaton dell’agricoltura di precisione, che avrà come premio finale la possibilità di partecipare a uno stage di una settimana presso Agrosap, spinoff spagnolo di eccellenza nello sviluppo di soluzioni high tech per l’agricoltura.

Per saperne di più http://sparkle-project.eu/

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Osservatorio UE per gli agrumi. Può essere davvero utile

Elena Albertini (Alleanza delle Cooperative – Cogeca): “Strumento che ci può servire per avere una visione globale del mercato e per prevenire situazioni di volatilità dei prezzi”

«L’impressione, anche in questo caso, così come per il gruppo di contatto degli agrumi di Parigi che si è tenuto lo scorso luglio, è certamente positiva». C’era anche Elena Albertini, vicepresidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia Igp, a Bruxelles mercoledì 13 al secondo incontro dell’Osservatorio sul mercato dei prodotti ortofrutticoli, recentemente istituito dalla Commissione Europea, in rappresentanza di Cogeca, la Confederazione generale delle cooperative agricole dell’Unione Europea, alla quale aderisce l’Alleanza delle Cooperative.

Articolato in 4 sottogruppi – pomacee, pomodoro, agrumi, drupacee –  vi partecipano le organizzazioni professionali (ne sono state selezionate 12) che a loro volta nominano esperti che, su specifica richiesta, devono essere professionisti competenti di uno dei settori ortofrutticoli in questione: 6 appartenenti alla produzione, 2 alla trasformazione, 2 al commercio e 2 per quanto riguarda i rivenditori all’ingrosso ed al dettaglio.

Dopo il primo incontro di ottobre dedicato al sottogruppo del pomodoro, mercoledì è stata la volta di quello degli agrumi. Per l’Italia, oltre a Elena Albertini, hanno partecipato anche Gerardo Diana per Copa (Comitato delle organizzazioni professionali agricole) e Maruzza Cupane (Confagricoltura-Anga).  

L’obiettivo dell’Osservatorio è quello di aiutare il settore agricolo europeo ad affrontare meglio la volatilità dei mercati e garantire una maggior trasparenza. «Sì, come ci è stato illustrato durante il nostro incontro, l’obiettivo, anche nel caso dell’Osservatorio per gli agrumi, è quello di monitorare i prezzi per capire l’andamento in tempo reale. È, se ben strutturato, sicuramente uno strumento molto utile per prevenire situazioni di volatilità dei prezzi, anche soprattutto quando ci sono avvenimenti particolari. Si pensi a quando iniziò l’embargo della Russia nei confronti di prodotti ortofrutticoli dei paesi UE». 

L’Osservatorio avrà una periodicità settimanale (vedi qui il sito di riferimento), prenderà in considerazione i prezzi dei prodotti confezionati di 7 varietà di arance e poi di limoniclementinemandarini e altri agrumi ancora, elaborando report sull’andamento del mercato. «Sarà il Mipaaf a fornire i dati e noi, come organizzazioni, saremo operativi e faremo rete per fornire il nostro supporto all’Osservatorio –conclude Elena Albertini –. Sono contenta di far parte di questo nuovo progetto. Possiamo dare il nostro contributo, ed è giusto farlo».

A dicembre sarà la volta del sottogruppo delle pomacee, nel 2020 l’incontro sulle drupacee.

Fonte: MyFruit

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Rete REALS Calabria, seminario formativo Agricoltura Sostenibile

In occasione della Settimana UNESCO di Educazione alla Sostenibilità 2019, dal 18 al 24 novembre, quest’anno sul tema cambiamenti climatici e salute, la Regione Calabria, Assessorato all’Ambiente, nell’ambito del progetto Follow Environment, finalizzato alla costituzione di una rete calabrese di educatori ambientali per la sostenibilità (REALS), partecipa all’iniziativa sia con un suo evento proprio, sia con un programma di iniziative che si svolgeranno su tutto il territorio regionale.

L’evento organizzato dal Parco nazionale della Sila, in collaborazione con il CREA – Centro di Ricerca Olivicoltura Frutticoltura, Agrumicoltura Sede di Rende, sarà un Seminario formativo, seguito da laboratorio didattico, incentrato sullo stretto rapporto tra cambiamenti climatici, impatti sulle produzioni agricole, alimentazione e salute, destinato agli studenti, alle Guide Ufficiali del Parco ed agli operatori aderenti alla CETS Carta Europea del Turismo Sostenibile.

Seminario formativo “Rete REALS Calabria – Agricoltura Sostenibile nel Parco e nella Riserva Area MaB Sila: l’esperienza didattico-formativa del progetto BIOVALSILA” Lorica, 20 novembre 2019 ore 10:00

 

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Export Flyind Desk dell’ICE per le aziende calabresi

L’Agenzia ICE, in collaborazione con la Regione Calabria e mette a disposizione delle aziende calabresi un desk regionale di assistenza dedicato a favorirne l’internazionalizzazione.

Un funzionario dedicato sarà presente per un giorno alla settimana presso la Sede Regionale, quale punto di riferimento locale, in collegamento con gli uffici ICE di promozione settoriale e la rete dei 79 uffici all’estero.

Se sei interessato a incontrare il funzionario ICE della tua Regione per approfondire l’offerta dei servizi dell’Agenzia mirati ad affrontare nuovi mercati, puoi richiedere un appuntamento su questa pagina. Verrai ricontattato per concordare i dettagli dell’incontro.

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Noberasco rivoluziona il modo di mangiare le caldarroste

Sono disponibili da qualche giorno sul mercato le Caldarroste Express di Noberasco: una vera novità per il reparto ortofrutta, che conferisce contenuto di servizio ad un tipico frutto autunnale rendendone facile e pratico il consumo.

Grazie all’innovativa tecnologia produttiva utilizzata dall’azienda ligure, la qualità organolettica e nutrizionale della castagna viene preservata e proposta a scaffale in formato ready to eat.

Racchiuse in una pratica confezione doypack microondabile, per la preparazione bastano 30 secondi in microonde o 4 minuti in forno.

Noberasco presenta la novità dell’autunno: Caldarroste Express, un’idea per rendere più facile il consumo delle castagne.
Per le Caldarroste EXPRESS Noberasco ha selezionato le migliori castagne italiane che offrono in pochi secondi tutto il piacere e la fragranza delle caldarroste già sbucciate e appena sfornate.
Racchiuse in una pratica confezione doypack microondabile, senza forare o aprire la confezione bastano 30 secondi in microonde o 4 minuti in forno per soddisfare la voglia di autunno a tavola.

Frutto privo di glutine, fonte di energia e dalle importanti proprietà nutrizionali come magnesio, vitamine del complesso B e Ferro, Noberasco grazie all’innovativa tecnologia produttiva utilizzata preserva le qualità della castagna, togliendo lo stress della preparazione e lasciando solo il momento piacevole della degustazione.
Infatti, la praticità della preparazione rende facile il consumo del frutto anche in altri contesti in modo che possa essere scelto, ad esempio, come merenda salutare o anche come ingrediente per sperimentare nuove ricette.
Nessuna variazione nel gusto che è quello delle migliori caldarroste preparate tradizionalmente ma senza nessun lungo procedimento!

Il lancio delle Caldarroste EXPRESS è accompagnato dalla simpatica campagna #ZeroSbattimenti su Instagram, Facebook e Linkedin. https://www.facebook.com/watch/Noberasco/

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Start Up Bio, un progetto per formare i giovani agricoltori green

FederBio Servizi e Centoform promuovono un progetto di e-learning nell’ambito dei partenariati europei per l’innovazione. L’obiettivo è contribuire ai progetti dei giovani agricoltori che vogliono iniziare da zero un’azienda biologica e sostenere quelle che vogliono convertirsi

L’obiettivo del Progetto Start Up Bio vuol creare i presupposti per favorire la transizione dall’agricoltura convenzionale a quella biologica e a supportare i processi di innovazione delle aziende agricole.

Il Progetto, della durata di 24 mesi, propone una formazione qualificata e innovativa ai “nuovi giovani agricoltori” interessati a valutare percorsi di start up di aziende agricole bio e agli imprenditori agricoli già attivi che intendano convertire i propri sistemi di produzione passando al biologico. Start Up Bio, che ha già avuto l’approvazione istituzionale del Mipaaf nell’ambito del Programma della Rete rurale nazionale 2014-2020, sarà svolto con il supporto di un partenariato internazionale composto da Ecovalia (Spagna), Agribio (Portogallo), Akep (Grecia), Fibl Europa (Belgio) e Ifoam.

Il progetto prevede lo sviluppo e la sperimentazione di strumenti formativi innovativi basati sull’Information Technology allo scopo di supportare processi di qualificazione degli operatori del settore primario. La creazione di nuova occupazione attraverso l’agricoltura biologica è dunque l’elemento fondante di questo percorso formativo che nei metodi di produzione biologica vede una prospettiva per il ritorno alla terra, contribuendo al ricambio generazionale nel settore primario.

La formazione si baserà sull’utilizzo di risorse interattive digitali e percorsi e-learning, allo scopo di garantire flessibilità dell’offerta e maggiore accessibilità e fruibilità. Saranno disponibili anche servizi “su misura” offerti dall’Incubatore Europeo per l’Agricoltura Biologica di nuova implementazione. La fase finale del progetto prevede inoltre la creazione una fase di tutoraggio diretto in campo.

Per saperne di più https://feder.bio/federbio-servizi-centoform-promuovono-progetto-start-bio/

 

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Innovarurale, peschicoltura a basso impatto ambientale

Introduzione di nuove tecniche a basso impatto ambientale per la valorizzazione della peschicoltura nelle Marche

Pubblicata nella banca dati la scheda del Gruppo Operativo VPM – Introduzione di nuove tecniche a basso impatto ambientale per la valorizzazione della peschicoltura nelle Marche. Il principale obiettivo è…

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Link al contenuto: https://www.innovarurale.it/it/node/7553

Disponibili i risultati della consultazione sulla PAC 2021-2027 per la Calabria

La Regione Calabria, in sintonia con l’iniziativa europea “Legiferare meglio“, ha invitato i cittadini e le parti interessate a intervenire nel dibattito per la costruzione della politica agricola regionale 2021-2027.

Oggi sono visionabili gli esiti della consulta online lanciata sul sito del PSR Calabria  lo scorso 26 febbraio. Con lo slogan “L’agricoltura calabrese… come la vorrei . Fai contare le tue opinioni”. 

Vai al documento di analisi dei risultati

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Al Mise il tavolo su Transizione 4.0

Presentato il piano per estendere del 40% la platea delle imprese e primi passi verso il Green New Deal

Si è svolto ieri 13 novembre al MiSE il tavolo su Transizione 4.0, presieduto dal Ministro Stefano Patuanelli, a cui hanno partecipato le associazioni che rappresentano il tessuto imprenditoriale del nostro Paese.

L’incontro ha avuto l’obiettivo di avviare un confronto sui risultati raggiunti in questi anni dalle misure previste dal Piano Impresa 4.0, al fine di migliorare gli strumenti già esistenti e individuare un nuovo assetto, che attraverso una programmazione pluriennale possa supportare PMI e Grandi imprese verso una transizione tecnologica che premi anche la sostenibilità ambientale.

In apertura del tavolo, il Ministro Patuanelli ha illustrato dapprima i dati disponibili relativi al 2017 delle principali misure agevolative (iper e super-ammortamento, credito d’imposta per le spese in ricerca e sviluppo), dai quali si evince come il Piano Impresa 4.0 abbia premiato maggiormente le medie e grandi imprese rispetto alle imprese di minore dimensione. Inoltre, è stato sottolineato come dopo un 2017 record negli ordinativi interni di macchine utensili, si è registrato a partire dal 2018 un progressivo calo degli ordini che si è andato ad accentuare nei primi nove mesi del 2019.

A tal riguardo, il Ministro Patuanelli ha sottolineato come sia necessario portare avanti un percorso condiviso con gli attori presenti al tavolo, migliorando lo schema della legge di bilancio per il 2020-2022, con la quale il Governo ha stanziato complessivamente risorse pari a circa 7 miliardi di euro per la proroga al 2020 delle misure fiscali del Piano e l’introduzione per gli anni 2020-2022 del credito d’imposta sull’economia circolare (green economy).

L’obiettivo del Ministro Patuanelli è adesso quello di procedere ad un riassetto delle misure fiscali del Piano su una base di programmazione pluriennale, potenzialmente in grado di ampliare fino al 40% la platea delle imprese beneficiarie, incrementando significativamente il numero delle PMI. In particolare, procedendo alla razionalizzazione e alla semplificazione dell’utilizzo degli strumenti da parte delle imprese, attraverso la trasformazione di iper e super ammortamento in credito d’imposta a intensità crescente, si punta ad incentivare di più rispetto agli anni precedenti gli investimenti in formazione 4.0 e in trasformazione tecnologica e digitale, soprattutto se finalizzati alla sostenibilità ambientale. Inoltre si punta a valorizzare gli investimenti nei settori dell’innovazione e del design che rappresentano dei capisaldi del Made in Italy.

Nel corso dell’incontro è stato infine ricordato che il MISE dedica alle tematiche relative alla Trasizione 4.0 alcuni interessanti agevolazioni a sportello per grandi progetti di R&S focalizzati su industria sostenibile, agrifood, economia circolare, fabbrica intelligente, riconversione produttiva, scienze della vita.

Accedi e scarica da qui la presentazione transizione40_web

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La Patata di Bologna DOP totalmente rintracciabile

Anche la Patata di Bologna DOP chiude il cerchio della rintracciabilità, il tutto a favore del consumatore. Il 6 novembre 2019 è stato presentato il progetto “Coltivatori di Valori“: tramite un QR Code, si risale allo specifico produttore e al campo in cui la patata è stata coltivata.

“Su ogni sacchetto di Patata di Bologna DOP – ha spiegato il presidente Davide Martelli – è possibile trovare un QR Code e un Codice di Rintracciabilità. Inquadrando il QR Code con il proprio smartphone oppure accedendo al sito, verrà richiesto di inserire il Codice di Rintracciabilità”. Dopo l’inserimento, il consumatore accederà direttamente a una pagina dedicata al produttore e al campo dove sono state coltivate le patate acquistate. All’interno di questo spazio web è possibile trovare informazioni sugli ettari coltivati, curiosità e cenni storici relativi a quel produttore e a quel determinato terreno. Sempre dal sito è possibile operare una ricerca dei coltivatori per Comune, oppure sfogliare le pagine dei singoli coltivatori scorrendo la gallery fotografica”.

Nel 2019 il raccolto di Patata di Bologna DOP è stato di circa 11 mila tonnellate. I soci del Consorzio sono 18 e i produttori 64. Il territorio di produzione è circoscritto nell’ambito della provincia di Bologna. Alla presentazione presso Fico, la Fabbrica Italiana Contadina, hanno partecipato diversi produttori.

“Un’iniziativa che punta a far conoscere sempre meglio la produzione della Patata di Bologna DOP e tutto il mondo di produttori che unisce tradizione agricola e innovazione – ha concluso l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli – La rintracciabilità diventa il vero e proprio biglietto da visita di un prodotto che continua a crescere, valorizzando il territorio e la sua storia”.

Fonte: Fresh Plaza

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Origine, Tracciabilità e Sicurezza per la sostenibilità dei Sistemi Agroalimentari

Il prossimo 10 Dicembre si terrà presso l’Accademia dei Georgofili di Firenze il Convegno dal titolo:  Origine, Tracciabilità e Sicurezza per la Sostenibilità dei Sistemi Agroalimentari. Dalla produzioni tipiche italiane alle commodities: l’esigenza di garantire origine, tracciabilità e sicurezza delle produzioni agroalimentari.

Il convegno è organizzato dall’ENEA Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali  – Divisione Biotecnologie e Agroindustria e promosso dall’Infrastruttura di ricerca  METROFOOD-RI “Infrastructure for promoting metrology in food and nutrition”, l’infrastruttura di ricerca ESFRI a coordinamento ENEA, nel domino Health & Food, nata per supportare la ricerca e sviluppare sinergie e soluzioni concrete nel campo della qualità, della sicurezza e dell’autenticità degli alimenti.

Il Programma in allegato.

La partecipazione è riservata a coloro che si saranno registrati entro giovedì 5 dicembre 2019 a: adesioni@georgofili.it – Le iscrizioni saranno accolte compatibilmente con la capienza della sala (100 posti). Sito web Accademia dei Georgofili www.georgofili.it.

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Agrifood Next 2019

Tecnologie innovative per produrre packaging 100% biodegradabile dagli scarti caseari, “orti” hi-tech per coltivare verdure a bordo di veicoli spaziali e in altri “spazi” urbani ove sia necessario garantire cibo fresco, corretto apporto nutrizionale e alimentazione di alta qualità. Ma anche speaker “on stage” per parlare di agricoltura di precisione, salute, benessere, economia circolare e sicurezza alimentare.
E’ il “pacchetto” ENEA per Agrifood Next | AgriCircus l’evento in programma il 15 e 16 novembre a Siena per promuovere i progressi della scienza e le opportunità offerte dal trasferimento tecnologico e valorizzare i casi di innovazione nel settore agrifood italiano. Vi aspettiamo! Segretariato Italiano di PRIMA Università degli Studi di Siena Fondazione per la Qualità di Vita Comune di Siena.

Sito web  di riferimento: https://agrifoodnext.it/

 

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Alce Nero allarga la gamma con le clementine calabresi BIO

Alce Nero, marchio di agricoltori e trasformatori biologici, sempre attento all’offerta di prodotti freschi, biologici e stagionali, propone a scaffale, insieme al socio Brio, una referenza che andrà ad arricchire la gamma di ortofrutta fresca.

In concomitanza con l’arrivo dell’autunno, l’azienda bolognese lancia sul mercato le clementineitaliane e 100% biologiche, quindi non trattate con conservanti o prodotti chimici di sintesi.

Prodotte in Calabria, regione vocata e di eccellenza per la coltivazione di questo agrume, le clementine Alce Nero sono prive di semi, succose ed aromatiche, facili da sbucciare, ideali anche come snack. Gradevole da gustare,  questo “piccolo agrume” si presta per la preparazione di spremute ed estratti garantendo un buon livello di succo.

Dal punto di vista organolettico le clementine Alce Nero si presentano con un giusto grado di maturazione e un ottimale rapporto fra dolcezza e acidità rispetto al periodo di raccolta.

Le clementine Alce Nero provengono da soci produttori certificati Global Grasp o SA 8000, standard internazionali che garantiscono il rispetto dei diritti dei lavoratori, la tutela contro lo sfruttamento dei minori, la sicurezza e la salubrità sul posto di lavoro.

Le clementine Alce Nero sono disponibili in confezione girsac da 1kg.

 

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New Holland pronta per il trattore a metano: sul mercato dal 2020

Annuncio ad Agritechnica: il New Holland Methane Power sarà nei campi dal prossimo anno. Il Ceo Mühlhäuser: «Sostenibilità ambientale nostra priorità»

Quella che sembrava una scommessa, diventa una realtà per New Holland. Ad Agritechnica 2019 il principale marchio del gruppo Cnh Industrial annuncia che il prossimo sarà l’anno di debutto sul mercato del trattore a metano, il T6 Methane Power.

Lo ha sottolineato il presidente di New Holland, Carlo Lambro, che ripercorre il percorso del trattore a metano: da quel 2009 quando era solo un’idea, al concept del 2017, all’annuncio 2019, per arrivare alla messa in campo del 2020.

La comunicazione ad Agritechnica arriva dopo che Hubertus Mühlhäuser, al vertice dell’intero gruppo Cnh Industrial, aveva sottolineato i tre pilastri della strategia complessiva: «In primo luogo continueremo a investire in tutti i comparti diversi milioni di dollari. Poi lavoreremo alacremente sul’automazione delle nostre macchine, che sono già all’avanguardia e dovranno esserlo ancora di più. Terzo pilastro, forse quello in cui credo di più, continueremo a sviluppare la politica dei carburanti alternativi per arrivare a una significativa riduzione delle emissioni di CO2 Perché la tutela dell’ambiente deve essere una priorità e può diventare un’opportunità. Non a caso oltre al trattore a metano di New Holland, un altro nostro marchio, Steyr, ha presentato un concept di trattore completamente alimentato a propulsione elettrica».

Torniamo al T6 Methane Power, che ha performance equivalenti a quelle di un diesel – stessa durata e potenza di 180 Cv con coppia di 740 Nm – ma con il vantaggio di un risparmio del 30% costi.

Particolato azzerato

Ancora più evidenti sono i vantaggi ambientali: nelle condizioni di campo New Holland dichiara che il trattore T6 Methane Power produce il 99% in meno di particolato rispetto al diesel e riduces le emissioni di CO2 del 10% minimo e le emissioni totali dell’80%.

The T6 Methane Power è motorizzato con un NEF da 6,7 litri sviluppato ad hoc da FPT Industrial.

Ora si parte in campo tenendo nel mirino uno dei punti cardine della strategia New Holland, l’Energy indipendent farm, quell’azienda agricola energicamente indipendente che il gruppo vuole supportare e sostenere.

Nel 2020 si dovrebbe vedere sui campi italiani fra i due e i cinque trattori a metano completamente operativi.

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Myfoody, l’app Lidl per una spesa senza sprechi

Lidl Italia, catena leader della grande distribuzione italiana con 650 punti vendita dislocati su tutta la Penisola, compie un ulteriore passo avanti per la diminuzione degli sprechi alimentari. L’azienda, che previene il generarsi di eccedenze attraverso un’attenta calibrazione degli ordini e una curata esposizione dei prodotti ha scelto di dare maggiore visibilità agli articoli in offerta prossimi alla scadenza con l’app Myfoody. 
 
Myfoody, infatti, è l’applicazione che innova il rapporto tra punto vendita e consumatore finale permettendo di dare evidenza agli articoli scontati del 30% vicini alla scadenza in vendita nei supermercati Lidl e di incentivarne l’acquisto e il consumo. In un’ottica di maggiore sostenibilità, questa App (scaricabile gratuitamente sia per ios che per Android) punta a far conoscere, grazie a una vetrina virtuale, la disponibilità dei suddetti prodotti invitando i potenziali clienti a recarsi direttamente nel punto vendita più vicino per procedere all’acquisto. 
 
La partnership coinvolge attualmente 55 store Lidl nelle aree metropolitane di MilanoTorino Bologna
 
Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione di Lidl Italia commenta così la notizia: “Lidl e MyFoody hanno dato vita a una collaborazione virtuosa dimostrando il rispetto per una risorsa preziosa per il futuro del nostro pianeta: il cibo. L’innovazione tecnologica di questa App ci permette di promuovere una spesa anti spreco con l’obiettivo di salvare il cibo in scadenza nei nostri supermercati. Siamo sicuri che i consumatori coglieranno il valore di questo progetto che è espressione di un modello sostenibile, vantaggioso e facilmente accessibile.” 
 
Francesco Giberti, Ceo & Founder di Myfoody, prosegue: “Per noi di Myfoody iniziare questo percorso di collaborazione con Lidl è motivo di orgoglio. Crediamo fortemente che l’innovazione tecnologica e il coinvolgimento dei consumatori finali siano determinanti per risolvere un problema così complesso come quello dello spreco alimentare. Myfoody nasce con la volontà di promuovere uno stile di vita sostenibile e una spesa senza sprechi, in nome dell’amore per il cibo e per l’ambiente. Siamo felici che da oggi i nostri utenti potranno contribuire ogni giorno a salvare i prodotti prossimi alla scadenza presenti nei negozi Lidl, facendo così una buona azione per l’ambiente e risparmiando sulla propria spesa.”
 
Nella sezione dell’App “Risparmia” vi è anche la possibilità di salvare tra i preferiti i punti vendita Lidl aderenti per scoprire in maniera semplice e veloce, la disponibilità dei prodotti scontati nel proprio supermercato preferito per poi recarsi in negozio e contribuire, risparmiando, alla riduzione degli sprechi. Inoltre nella sezione “Impara” viene trasmesso ogni giorno alla community il valore del cibo attraverso ricette anti-spreco, segreti di autoproduzione e modelli di vita sostenibile. 
 
Fonte: Ufficio stampa Lidl Italia
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Da Federbio la piattaforma “Italian Input List”

Un registro pubblico online che elenca i mezzi tecnici che possono essere utilizzati dagli agricoltori biologici certificati in Italia poiché conformi agli standard messi a punto a seguito della collaborazione siglata a febbraio 2019 tra FederBio e Fibl, l’Istituto svizzero leader in materia di ricerca e di consulenza in agricoltura biologica a livello europeo.
 
Considerando che il mercato del biologico è unico a livello Ue, FederBio ha ritenuto necessario che la nuova piattaforma online Italian Input List faccia parte di una serie di Input Lists nazionali afferenti all’European Input List, che accoglie sia i requisiti europei che le norme nazionali ed eventuali criteri aggiuntivi per l’utilizzo dei mezzi tecnici in agricoltura biologica formulati in base alle peculiarità e alle esigenze dell’agricoltura biologica nelle diverse aree geografiche. 
 
Inoltre la piattaforma online Italian Input List rappresenta un supporto decisivo ai tecnici e agli agricoltori per ridurre le eventuali contaminazioni relative a prodotti che contengono sostanze non autorizzate e non dichiarate in etichetta, come fosfiti e matrina. I rinvenimenti di tracce di sostanze “indesiderate”, infatti, non rischiano solo di incrinare la fiducia del consumatore, ma determinano anche automaticamente il declassamento di questi prodotti a “non biologici” con grave danno per gli agricoltori onesti.
 
La lista sarà completamente operativa entro febbraio 2020.
 
“L’agricoltura biologica è la forma di agricoltura più controllata e certificata in Europa. Servono altrettanta chiarezza, rigore e corretti schemi di certificazione dei mezzi tecnici per la difesa e dei fertilizzanti, ad oggi di fatto l’unico comparto della filiera bio che non è certificato. Ecco perché questa piattaforma rivoluziona il settore attraverso elenchi affidabili di mezzi tecnici vigilati dal FiBL. Per definire e approvare in sintonia con Fibl criteri di valutazione che tengano conto delle peculiarità e delle esigenze dell’agricoltura biologica italiana necessari all’elaborazione della lista italiana è stato insediato l’Advisory Board dell’Italian Input List che è composto da rappresentanti di istituti di ricerca come Ibimet-Cnr, Crea, Fondazione Mach, Iamb, Università di Cagliari, Laimburg ed organizzazioni di operatori e organismi di certificazione soci della federazione. 
 
Tali criteri (esplicitati nel sito www.mezzi-tecnici-bio.it) si applicano per l’inserimento dei prodotti per la nutrizione, per la difesa delle piante e per i corroboranti, ha dichiarato Enrico Maria Casarotti, membro dell’Ufficio di Presidenza FederBio con delega ai mezzi tecnici.
 
Fonte: Ufficio stampa FederBio
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Origin Italia, un glossario divulgativo al servizio dei consorzi di tutela

Un documento contenente una terminologia del settore uniforme e corretta, uno strumento assolutamente originale predisposto al fine di condividere il più possibile un linguaggio unico fra tutti i Consorzi di Tutela, a prescindere dal loro livello di struttura. E’ soprattutto questo, il Glossario Divulgativo che OriGIn Italia ha provveduto a redigere – condividendo il contenuto altresì con  il Mipaaf Ufficio PQAI IV  e con l’ICQRF – e che è stato presentato lo scorso 8 novembre a Roma dal coordinatore del Gruppo Legale di OriGIn Italia Federico Desimoni, alla presenza altresì del Direttore Leo Bertozzi, del Funzionario del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Direzione Generale dello sviluppo agroalimentare e della Qualità Vincenzo Carrozzino e del Funzionario delDipartimento ICQRF dei prodotti agroalimentari Fabrizio Gualtieri.

“Questo strumento tecnico – spiega Federico Desimoni –  nasce soprattutto dalla condivisione e sistematizzazione dell’esperienza di alcuni Consorzi, è quindi da vedere, non tanto come un commentario o una guida giuridica, ma come supporto operativo condiviso. L’aspetto forse più interessante è il metodo con cui è nato, ovvero dal lavoro individuale di alcuni Consorzi poi condiviso attraverso sessioni di lavoro collettive che hanno dato la possibilità di mettere a confronto non solo le conoscenze, ma anche le diverse esperienze e sensibilità. Quindi anche la prospettiva da cui si sono valutate le singole voci è quella operativa, per questo motivo ritengo che questo supporto si ponga, almeno come stile e approccio, molto vicino ai suoi naturali destinatari. Lo spazio di confronto e di lavoro in cui nasce questa proposta è il gruppo legale di ORIGIN ITALIA, gruppo di tecnici consortili che ha come finalità quella di analizzare problematiche giuridiche trasversali a tutto il settore.”.

La finalità è quella di aiutare tutti i Consorzi a lavorare al meglio; esso si rivolge soprattutto a quelle realtà consortili meno strutturate, che potranno dunque avere in mano un documento guida da utilizzare autonomamente, senza necessariamente ricorrere a degli specialisti in materia.

Tale glossario – aggiunge Desimoni – non ha l’ambizione di essere esaustivo da un punto di vista tecnico e/o giuridico, ma nasce proprio con lo scopo di essere un punto di partenza”. 

Sull’importanza dell’utilizzo di uno stesso linguaggio condivisibile da tutti si sviluppa anche l’intervento del Funzionario del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Direzione Generale dello sviluppo agroalimentare e della Qualità Vincenzo Carrozzino, mentre sui termini giuridici e protezione dei nomi si basa la relazione del Funzionario del Dipartimento ICQRF dei prodotti agroalimentari Fabrizio Gualtieri. Le conclusioni dell’incontro sono affidate al Direttore di OriGIn Italia Leo Bertozzi: “Il riferimento a terminologie comuni per i compiti che svolgono i Consorzi di tutela -promozione, valorizzazione, salvaguardia, vigilanza- é importante per dare omogeneità al settore e ad interloquire in modo lineare con quanti si rapportano con i Consorzi, in primo luogo le imprese e la pubblica amministrazione. Il glossario é inteso come un elenco non esaustivo di termini specifici per le Indicazioni Geografiche, da implementare seguendo la dinamica di evoluzione di questo comparto che dà valore ai territori produttivi  ed al made in Italy agroalimentare nel mondo”.

Ufficio Stampa Origin Italia – AICIG
Marte Comunicazione snc info@martecomunicazione.com
Marzia Morganti cell. 335 6130800 email: marzia.morganti@gmail.com
Niccolò Tempestini cell. 3398655400 email: ntempestini@gmail.com

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Prodotti di Qualità: Salumi-italiani, il grande portale della salumeria italiana

E’ online la nuova versione del sito dell’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani www.salumi-italiani.it. Una nuova veste grafica, maggiore funzionalità, contenuti mirati e più razionalizzati, news ed approfondimenti, sono tra le principali novità del sito dell’Istituto, che diventa a tutti gli effetti un grande portale sulla salumeria. Attraverso questo strumento, l’IVSI mira a mantenere il ruolo di riferimento per gli amanti della salumeria e della cucina italiana

Il sito è stato negli ultimi anni sì lo strumento attraverso cui l’Istituto ha diffuso le notizie sui tanti eventi e programmi di promozione che realizza in Italia e all’estero, ma soprattutto è diventato per molti il luogo dove trovare migliaia di informazioni utili sui salumi, dai processi produttivi dei salumi, alle caratteristiche nutrizionali, alle curiosità. Per intercettare le nuove esigenze degli utenti – seguendo l’analisi dei dati di traffico sul sito – è stata creata la sezione SalumiAmo Magazine, che come un vero e proprio ‘magazine’ raccoglie notizie provenienti da tutto il settore della salumeria italiana, come i consorzi di tutela e altre realtà d’interesse per gli utenti del sito.

Le nuove collaborazioni con cheffotografi e nutrizionisti, contribuiranno a rendere il sito uno strumento unico per tenere aggiornati i lettori sulle molte attività dell’Istituto, intrattenerli con proposte creative, ma soprattutto informarli in modo completo su tutto quello che accade nel nostro mondo.

Grande rilievo sul sito anche al Manifesto IVSI, una carta che enuncia 7 valori (storia e tradizione, informazione e cultura, qualità e sostenibilità, legame con il territorio, stile di vita italiano, gioco di squadra e orientamento al futuro) che fungono da linea guida per le aziende che decidono di aderirvi e sottoscriverlo.

Presto sarà disponibile anche la versione inglese della maggior parte delle pagine, per consentire anche agli utenti esteri di fruire di quanto pubblicato dall’Istituto.

Negli ultimi mesi è stata inoltre rafforzata la presenza di IVSI sui social: con il nome di SalumiAmo siamo presenti su Facebook, Twitter, Youtube, e da pochissimo anche su Instagram.

Fonte: Istituto Valorizzazione Salumi Italiani

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ARSIAL e Rete Semi Rurali, ciclo di seminari su biodiversità agricola

ARSIAL e Rete Semi Rurali vi invitano ad un ciclo di seminari indirizzati ai tecnici Arsial e Regione Lazio, aperto anche ai portatori d’interesse in materia di biodiversità agricola.
Il programma è rivolto a tutti quegli attori che si dedicano alla tutela della biodiversità, anche nell’ambito dei sistemi biologici e biodinamici, e alla transizione verso sistemi di produzione “low inputs”.

 

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ISMEA, Nuovi Fattori di Successo, aperta la selezione dei giovani imprenditori agricoli

Al via la VII edizione di “Nuovi Fattori di Successo“, il concorso bandito per il terzo anno da Ismea nell’ambito delle attività finanziate dal programma della Rete Rurale Nazionale 2019/2020. Il concorso, che vede come protagonisti i giovani agricoltori, è finalizzato alla diffusione e valorizzazione delle buone pratiche finanziate dall’Unione Europea nello sviluppo rurale.
Il concorso prevede la selezione di 12 aziende proposte come esempi di eccellenza nell’ambito delle iniziative della Rete Rurale Nazionale che successivamente verranno premiate durante un evento di carattere nazionale.
Il premio per le prime tre aziende classificate prevede la partecipazione come protagonisti di tre documentari in HD e di materiali informativi e divulgativi per le prime dodici.

Al via la campagna di promozione delle Clementine italiane

E’ partita lo scorso fine settimana nei primi punti vendita e proseguirà fino a Natale, l’iniziativa di promozione e comunicazione collettiva a favore delle Clementine italiane, promossa dall’Organizzazione Interprofessionale del settore ortofrutticolo nazionale – ORTOFRUTTA ITALIA – con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole.

la Campagna di promozione collettiva a favore delle Clementine italiane vedrà l’adesione di alcune migliaia di punti vendita delle principali catene della grande distribuzione, nonché dei negozi specializzati e di “prossimità”, con il supporto degli operatori grossisti dei mercati agroalimentari.

La Campagna si svolgerà nei numerosi punti vendita che aderiscono all’iniziativa con l’utilizzo di un poster informativo che illustra le principali caratteristiche di questo “piccolo agrume”, il primo frutto snack nazionale, facile da sbucciare e sempre pronto ad essere gustato per la polpa succosa e aromatica.

Un leggero ritardo nella completa maturazione rispetto al consueto calendario, insieme ad una naturale riduzione del quantitativo consolidato di produzione, offrono i migliori auspici dal punto di vista qualitativo per la produzione e per l’affinamento delle proprietà organolettiche.

Scarica da qui: la locandina della campagna e il comunicato stampa

locandina_campagna_clementine_2019

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Unaproa e le Op incontrano il Mipaaf

UNAPROA promuove il dialogo tra Pubblico e privato per aggiornare le norme in materia di OP/AOP e Programmi Operativi nei settori di I gamma evoluta, IV e V gamma

Si è tenuto il 7 novembre a Carobbio degli Angeli (BG), presso OP MIOORTO, l’incontro organizzato da UNAPROA con i rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole (MIPAAF), della Regione Lombardia, di OPLO e delle OP/AOP associate di orticoli di I gamma evoluta, IV e V gamma per approfondire le tematiche produttive ed operative del sistema organizzato, in vista della prossima revisione dell’impianto normativo comunitario e nazionale che disciplina la materia.

Possiamo dire con orgoglio di aver ancora una volta creato le condizioni per un costruttivo dialogo tra Pubblico e Privato” – commenta Felice Poli, legale rappresentante di UNAPROA – “e questo grazie alla sensibilità di una Amministrazione attenta e disponibile a migliorare l’assetto normativo del sistema produttivo organizzato, nell’ambito delle diverse gamme di valorizzazione. Vorrei evidenziare l’importanza di ampliare a livello comunitario le azioni riguardanti la disciplina ambientale nei Programmi Operativi”.

Roberto Cherubini, Dirigente dell’Ufficio PIUE V della D.G. Politiche comunitarie e internazionali del MiPAAF, ha confermato che “con l’emanazione della recente normativa Nazionale in materia di OP e Programmi Operativi 2020 si è raggiunto un primo traguardo. Ma il percorso di ottimizzazione della normativa alle esigenze delle OP non si deve ritenere concluso. In quanto processo dinamico, il Ministero è un interlocutore in grado di recepire le esigenze del sistema organizzato per individuare le proposte da sottoporre in sede comunitaria e permettere alle OP/AOP di migliorare le proprie performance e il livello di competitività.

Andrea Guarnieri, in rappresentanza dell’Organismo pagatore della Regione Lombardia, ha espresso l’attenzione dell’amministrazione per l’intero settore ortofrutticolo, incluso quello della I gamma evoluta, IV e V gamma, rappresentati in regione, sostenendo l’opportunità di condividere i contenuti dell’incontro anche con gli altri Organismi pagatori.

La capacità collaborativa dimostrata dalle OP quest’oggi va riconosciuta personalmente a ciascun rappresentante – prosegue Felice Poli – per cui desidero ringraziare coloro che hanno voluto dare il proprio contributo ai lavori, ovvero AOP Uno Lombardia, OP CULTIVA, OP IL TRICOLORE, OP ISOLA VERDE, OP OASI, OP RAGGIO DI SOLE, OP SOLE E RUGIADA e OP MIOORTO che ha ospitato in maniera encomiabile quest’evento da tutti fortemente sentito e voluto. Questo è il primo di una serie di incontri – conclude Felice Poli – che UNAPROA organizzerà con le OP associate degli altri comparti produttivi, affinché si possano individuare proposte operative specifiche da sottoporre all’attenzione del Ministero e delle rispettive Regioni”.

Fonte: Unaproa

ARSAC CSD Lamezia organizza giornate dimostrative di potatura fruttiferi

Il Centro Sperimentale Dimostrativo Arsac di Lamezia organizza, nell’ambito del Progetto Biodiversità Agricola, una serie di giornate dimostrative di potatura dei fruttiferi.

Le attività pratiche saranno realizzate da tecnici dell’Arsac, ogni mercoledì dalle ore 8.00 alle ore 12.00, presso il campo di raccolta germoplasma locale dei fruttiferi, tutti di provenienza regionale.

Gli interessati potranno assistere alle dimostrazioni ed effettuare prelievo di materiale per gli innesti.

Calendario ed Orari:

  • Tutti i mercoledì dal 6/11/2019 al 26/02/2020
  • dalle ore 8,00 alle ore 12.00

Sede di svolgimento:

Centro Sperimentale Arsac di Lamezia

Località  Prato San Pietro Lametino

88046 Lamezia Terme

 

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Ad Altomonte la presentazione del progetto “I cercatori di pani”

Sabato 16 novembre 2019 alle ore 16.30 , presso il salone Razetti del Convento Domenicano di Altomonte (Cosenza), si svolgerà il Convegno dal titolo “I CERCATORI DI PANI la conoscenza delle produzioni per la promozione e la valorizzazione dei pani del territorio”

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un continuo depauperamento della qualità dei prodotti da forno, in particolare ad opera della GDO e delle grandi strutture di produzione industriale, che distolgono l’interesse dei consumatori dai prodotti da forno tradizionali.Fortunatamente, da più fronti, si sta cercando di limitare il fenomeno attraverso una serie di azioni concrete, con la finalità di suscitare “nuove” attenzioni nei confronti delle produzioni di grano dei nostri territori, ed in particolare dalle varietà autoctone che caratterizzano, assieme all’utilizzo dei “Lieviti Madre” ed alle capacità Artigianali, le produzioni panarie tradizionali e tipiche. L’ARSAC grazie alla disponibilità di INAP e alla collaborazione della Confcommercio della provincia di Cosenza, ha  avviato in Calabria una attività di promozione e valorizzazione del comparto panario con un piano operativo denominato “I Cercatori di Pane”. Il gruppo di lavoro “I Cercatori di Pani”, è costituito da funzionari ARSAC “Assaggiatori di Pane” (formati da INAP), il cui compito è quello di effettuare una rigorosa indagine sulle produzioni panarie presenti nella nostra Regione, che consentirà una mappatura della consistenza del comparto, evidenziando alcuni aspetti quali la tradizionalità, le materie prime, la tecnologia utilizzata e le caratteristiche sensoriali dei prodotti (profilo sensoriale). In occasione della XIII edizione della “Gran Festa del Pane” di Altomonte (CS), si è pensato di offrire a tutti gli operatori coinvolti nella filiera, agli interessati a vario titolo (ristoratori, agricoltori, proprietari di piccoli mulini… consumatori), un Convegno che ha la finalità di “fotografare” lo stato dell’arte, “individuare” le potenzialità e “proiettarne” le prospettive, e valorizzare al meglio le produzioni panarie regionali con opportuni strumenti e azioni.

L’incontro, promosso dal Comune di Altomonte, con il supporto tecnico di INAP ed il patrocinio di ARSAC, si svolgerà nell’ambito della manifestazione “Gran festa Del pane” che si terrà ad Altomonte nelle giornate del 16 e 17 febbraio 2019.

Accedi da qui per scaricare il programma 

 

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Un accordo storico proteggerà 100 indicazioni geografiche europee in Cina

L’UE e la Cina hanno concluso oggi i negoziati relativi ad un accordo bilaterale per proteggere da imitazioni e usurpazioni 100 indicazioni geografiche europee (IG) in Cina e 100 IG cinesi nell’UE.

Questo accordo storico dovrebbe determinare vantaggi commerciali reciproci e una domanda di prodotti di elevata qualità da entrambe le parti. Onorando gli impegni assunti in occasione dell’ultimo vertice UE-Cina dell’aprile 2019, l’accordo costituisce un esempio concreto di cooperazione tra l’Unione europea e la Repubblica popolare cinese e rispecchia lo spirito di apertura di entrambe le parti e la loro adesione alle norme internazionali in quanto base delle loro relazioni commerciali.

Phil Hogan, commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “I prodotti a indicazione geografica europea sono rinomati in tutto il mondo per la loro qualità e i consumatori sono disposti a pagare un prezzo più elevato perché si fidano dell’origine e dell’autenticità di questi prodotti, ricompensando in questo modo gli agricoltori. L’accordo dimostra il nostro impegno a collaborare strettamente con i partner commerciali di tutto il mondo, come la Cina. Si tratta di una vittoria per tutti in quanto rafforza le relazioni commerciali, apportando benefici al settore agroalimentare e ai consumatori di entrambe le parti.

Con un volume che ha raggiunto i 12,8 miliardi di € nel periodo di dodici mesi compreso tra settembre 2018 e agosto 2019), per l’UE la Cina è la seconda destinazione delle esportazioni agroalimentari nonché la seconda destinazione delle esportazioni di prodotti protetti come indicazioni geografiche (di cui costituiscono il 9 % del valore) che comprendono vini, prodotti agroalimentari e bevande spiritose.

Il mercato cinese, con una classe media in aumento che apprezza i prodotti europei autentici, iconici e di alta qualità, ha un potenziale di crescita elevato per le bevande e i prodotti alimentari europei e vanta inoltre un proprio sistema di indicazioni geografiche consolidato, con specialità che grazie a questo accordo i consumatori europei potranno ora esplorare ulteriormente.

L’elenco UE delle IG da proteggere in Cina comprende prodotti quali Cava, Champagne, Feta, Irish whisky, Münchener Bier, Ouzo, Polska Wódka, Porto, Prosciutto di Parma e Queso Manchego. Tra i prodotti cinesi nell’elenco vi sono ad esempio Pixian Dou Ban (Pasta di fagioli Pixian), Anji Bai Cha (Tè bianco Anji), Panjin Da Mi (Riso Panjin) e Anqiu Da Jiang (Zenzero Anqiu).

In seguito alla conclusione dei negoziati, l’accordo sarà ora sottoposto a un controllo giuridico. Per quanto riguarda l’UE spetterà poi al Parlamento europeo e al Consiglio dare l’approvazione. L’accordo dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2020.

Quattro anni dopo l’entrata in vigore, l’ambito di applicazione dell’accordo sarà esteso ad altre 175 indicazioni geografiche per parte. Per queste denominazioni si dovrà seguire la stessa procedura usata per le 100 già comprese nell’accordo (ad esempio valutazione e pubblicazione per osservazioni).

La cooperazione UE-Cina in materia di indicazioni geografiche è iniziata oltre un decennio fa (nel 2006) e nel 2012, con la registrazione e la protezione di dieci indicazioni geografiche di entrambe le parti, ha posto le basi della cooperazione odierna.

Contesto

regimi di qualità dell’UE intendono proteggere le denominazioni di prodotti specifici per promuoverne le caratteristiche uniche legate all’origine geografica e alle competenze tradizionali. Si tratta di uno dei maggiori successi dell’agricoltura europea con oltre 3 300 denominazioni UE registrate come indicazione geografica protetta (IGP) o denominazione di origine protetta (DOP). Vi sono poi circa 1 250 denominazioni di paesi terzi protette nell’UE, principalmente grazie ad accordi bilaterali come quello che ci si accinge a concludere con la Cina. In termini di valore, il mercato delle indicazioni geografiche dell’UE è di circa 74,8 miliardi di € e complessivamente rappresenta il 15,4 % di tutte le esportazioni UE di prodotti alimentari e bevande.

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Rilegno Contest. Immaginare il nuovo contenitore di legno per il biologico

L’economia circolare passa anche dai materiali che utilizziamo.
Come possiamo usare il legno per realizzare nuove soluzioni progettuali per contenere e trasportare il biologico?

In occasione di Ecomondo, Rilegno lancia un concorso di idee per ripensare la cassetta di legno quale nuovo imballaggio per i prodotti biologici all’insegna del motto “la natura trasporta la natura”.

La sfida è quella di reinventare la cassetta di legno per ideare un nuovo contenitore per i prodotti biologici, ripensando il rapporto tra oggetto fisico, beni di consumo in esso contenuti, relazione con la filiera commerciale (dalla logistica al punto vendita) e rapporto con il consumatore.

La cassetta di legno, quella che vediamo al mercato piuttosto che nel negozio sotto casa, è un oggetto apparentemente comune, ma che racchiude un mondo di valori economici, culturali e sociali.

Un imballaggio che è metafora fisica di un processo: riciclo, economia circolare, utilizzo delle materie prime naturali.

Le cassette di legno rappresentano, infatti, un imballaggio sostenibile e green in grado di garantire una reale economia circolare. In Italia se ne producono ogni anno circa 450milioni, destinate in gran parte al settore ortofrutticolo, perché il legno per sua natura è un materiale adatto al contatto alimentare: alcuni studi, promossi da Assoimballaggi e Rilegno, evidenziano come le cassette in legno risultano avere il più basso impatto ambientale dal punto di vista emissivo (gas ad effetto serra, eutrofizzazione, acidificazione, rilascio di smog fotochimico) e dell’ecotossicità.

A monte della filiera delle cassette in legno vi è la pioppicoltura che, oltre ad essere una fonte di approvvigionamento di legno, svolge importanti funzioni paesaggistiche e ambientali, mentre a fine vita le cassette entrano nel sistema di raccolta e riciclo degli imballaggi in legno gestito da Rilegno, diventando nuova materia prima.

Il contest promosso da Rilegno è aperto a tutti, e in particolare rivolto a studenti e professionisti del design e dell’architettura, di età non inferiore ai 18 anni e con la possibilità di partecipare in gruppo.

Sarà possibile candidare i progetti fino al 2 marzo 2020 attraverso il sito www.contest.rilegno.org.

Una giuria di qualità selezionerà i lavori più interessanti in base all’originalità, ai valori simbolici del progetto, alla fattibilità tecnica ed economica e alla riproducibilità su scala industriale.

Al primo classificato andrà un riconoscimento in denaro pari a 10.000 Euro, premi anche al secondo e terzo classificato, così come ai progetti meglio comunicati su Instagram (#rilegnocontest). L’iniziativa si concluderà con la premiazione dei vincitori durante la Milano Design Week 2020.

“Questo contest legato al design e alla creatività è un progetto pensato per valorizzare il legno, gli imballaggi in legno e l’impegno per un futuro sostenibile”, dichiara Nicola Semeraro, Presidente di Rilegno. “Un progetto che richiede una visione sull’imballaggio del futuro per il biologico, perché siamo tutti chiamati a prendere consapevolezza su come affrontare il tema ambientale e il corretto utilizzo delle risorse. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che un contenitore realizzato con materiale 100% naturale è una scelta sostenibile, igienica e sicura, soprattutto per il consumatore. Il legno è per sua natura il vero imballaggio green, è la natura che trasporta la natura. E, grazie al lavoro di Rilegno, le cassette, così come gli altri imballaggi, vengono recuperate e il legno torna a nuova vita in un’ottica di vera economia circolare”.

“Con questo concorso”, conclude Semeraro, “ci rivolgiamo in particolare ai giovani perché siamo convinti che da loro e dallo loro rinnovata attenzione ai temi della sostenibilità e dell’ambiente possano venire le idee migliori”.

Consulta da qui il bando di partecipazione 

600 milioni di euro per l’agricoltura dalla legge di bilancio 2020

Le principali novità della Legge di Bilancio 2020 per il settore agricolo e agroalimentare sono state illustratelo scorso 6 novembre dalla Ministra Teresa Bellanova.

“L’agricoltura”, ha affermato la Ministra Bellanova, “è tornata nell’agenda economica da protagonista e ha avuto l’attenzione che merita, pur in un contesto di risorse limitate. Nei tre anni investiremo 600 milioni di euro per il sostegno al settore, con risorse che si aggiungono a quelle già attive. Abbiamo mantenuto l’impegno di non aumentare le tasse agli agricoltori. Per questo sono soddisfatta dell’azzeramento dell’Irpef per chi vive di agricoltura, che significa quasi 200 milioni di euro che lasciamo alle imprese per investire.
Credo molto nelle energie che donne e giovani possono mettere al servizio dell’agricoltura italiana. E abbiamo dedicato a loro due misure: il bonus ‘donna in campo’ per erogare mutui a tasso zero per le imprenditrici e per gli under 40 sarà lo Stato a pagare i contributi per chi apre una nuova attività.
Abbiamo stanziato anche 30 milioni di euro per il sostegno alle filiere e all’autentico Made in Italy e c’è una dotazione per affrontare l’emergenza della cimice asiatica da 80 milioni di euro. Su questo fronte sappiamo che servirà fare ogni sforzo per aiutare le aziende colpite. Per la pesca abbiamo recuperato i ritardi e garantito l’indennità 2019 per i pescatori e lavoriamo per rendere strutturale la misura. Sono convinta che in Parlamento potremo ulteriormente rafforzare gli interventi per il settore con un confronto operativo e costruttivo con tutte le forze politiche”.

LE PRINCIPALI MISURE AGRICOLE

AZZERATA IRPEF AGRICOLA, 200 MILIONI DI EURO DI TASSE IN MENO PER AGRICOLTORI
Confermato l’azzeramento dell’Irpef per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. La misura vale 200 milioni di euro annui e si aggiunge alla cancellazione stabile dell’Imu sui terreni agricoli e dell’Irap, per un beneficio fiscale complessivo da 1 miliardo di euro.

CIMICE ASIATICA, 80 MILIONI DI EURO PER RISTORO DEI DANNI ALLE IMPRESE
80 milioni di euro nel triennio per ristoro dei danni provocati dalla cimice asiatica. È questa la dotazione destinata al Fondo di solidarietà per intervenire a supporto delle imprese danneggiate dalla diffusione dell’insetto, in particolare nelle regioni del nord.

GIOVANI, AZZERAMENTO CONTRIBUTI PREVEDENZIALI PER CHI VUOLE DIVENTARE IMPRENDITORE AGRICOLO
Per i giovani che aprono una impresa agricola sarà lo Stato a pagare i contributi previdenziali per i primi 24 mesi. 44 milioni di euro di spesa per far nascere nuove giovani imprese e per semplificare la vita alle start up agricole condotte da under 40.

BONUS “DONNE IN CAMPO”, MUTUI A TASSO ZERO PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE IN AGRICOLTURA
Un fondo rotativo da 15 milioni di euro per garantire mutui a tasso zero per le donne che sono imprenditrici agricole o che lo vogliono diventare. Una misura concreta per favorire gli investimenti al femminile nel settore primario, dove oggi una impresa su tre è condotta da una donna.

FONDO PER LA COMPETITIVITÀ, 30 MILIONI DI EURO PER IL SOSTEGNO DELLE FILIERE AGRICOLE
30 milioni di euro complessivi nel biennio 2020-2021 a sostegno dell’agroalimentare Made in Italy, con interventi per il rafforzamento della competitività delle filiere, a partire dalle produzioni d’eccellenza e dai mercati più importanti. Per la filiera grano pasta sono previsti 30 milioni di euro per i contratti di filiera, a cui si aggiungono 10 milioni del 2019.

GARANZIE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L’AGRICOLTURA DI PRECISIONE E LA BLOKCHAIN
30 milioni di euro finalizzati ad azzerare il costo delle garanzie per gli imprenditori agricoli e per facilitare l’accesso al credito per gli investimenti in innovazione tecnologica, agricoltura di precisione e tracciabilità dei prodotti.

PESCA, ASSICURATA LA COPERTURA INDENNITÀ 2019 PER FERMO OBBLIGATORIO
È confermata la copertura per garantire l’indennità del fermo pesca obbligatorio per i lavoratori dipendenti.Nella legge di bilancio viene assicurata la copertura ai lavoratori della pesca dell’indennità 2019, recuperando i ritardi precedenti dal momento che la misura non risultava coperta. Sarà dunque assicurato il riconoscimento dell’indennità giornaliera pari a 30 euro per il periodo di sospensione dell’attività lavorativa nel 2019.

COLLEGATO AGRICOLTURA
È previsto un disegno di legge collegato alla manovra dedicato al settore agricolo. Si tratta di uno strumento utile per il mondo agricolo e agroalimentare con il primo obiettivo che è semplificare. Insieme a questo il Collegato sarà utilizzato per dare prospettiva e futuro alle imprese agricole e si dovrà coordinare con il lavoro per il Piano strategico nazionale.

Fonte: Ufficio Stampa Mipaaf

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Una molletta tecnologica per ridurre gli sprechi

Lo spreco alimentare ha un costo sociale ed economico enorme. In Italia, nel 2018, sono finiti nel cestino 15 miliardi di euro in cibo: 247 euro per ogni cittadino, neonati compresi.
 
L’invenzione
Per provare a porre fine a questo spreco arriva in aiuto la tecnologia, grazie a una molletta capace di avvertirci quando il cibo che abbiamo comprato sta per scadere. Si chiama Memo Food Clip, una soluzione brevettata e composta da una clip promemoria che si può applicare agli alimenti e da un’app che attraverso lo smartphone avverte (tre giorni e 24 ore prima) dell’imminente scadenza dei cibi conservati in frigo o nella dispensa di casa. “I dati sullo spreco di alimenti sono impressionanti, nonostante negli ultimi anni ci siano state numerose campagne di sensibilizzazione sul tema”, ha sottolineato Enrico Ranzato, amministratore delegato e socio fondatore di H24Invent, l’azienda veneta che ha pensato e messo in commercio il prodotto.
 
Il sistema
Come funziona? In pratica si tratta di una clip da applicare agli alimenti, utile anche per chiudere sacchetti. Ad essa è collegato un programma scaricabile sullo smartphone, che permette di inserire la data di scadenza e volendo info sul prodotto quali il prezzo o la data in cui è stata aperta la confezione. Quando il giorno ultimo di consumo si avvicina il telefono invia un notifica ricordando di consumare il cibo che altrimenti andrebbe sprecato
 
Fonte: Agrifoodtoday.it
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The European House – Ambrosetti sulla creazione di valore nella filiera agroalimentare

Ogni 100 euro spesi dagli italiani per consumi agroalimentari solo 90 centesimi finiscono nelle tasche degli agricoltori. A dirlo è il rapporto “La creazione di valore lungo la filiera agroalimentare estesa in Italia” realizzato da The European House – Ambrosetti

Come si distribuisce il valore nella filiera estesa in Italia? Su 100 euro di spesa alimentare chi ci guadagna? La risposta è nel rapporto “La creazione di valore lungo la filiera agroalimentare estesa in Italia” realizzato da The European House – Ambrosetti. Lo studio, analizzando la ripartizione degli utili tra tutti gli attori della filiera, evidenzia come la quota della distribuzione sia poco più di un quarto di quella dell’industria di trasformazione e quella dell’agricoltura sia poco meno della metà.

Partendo dai consumi alimentari, il rapporto ricostruisce l’utile di filiera: ogni 100 Euro di consumi alimentari degli italiani, il 32,8% remunera i fornitori di logistica, packaging e utenze, il 31,6% il personale della filiera, il 19,9% le casse dello Stato, l’8,3% i fornitori di macchinari e immobili, l’1,2% le banche, l’1,1% le importazioni nette e solo il 5,1% gli operatori di tutta la filiera agroalimentare estesa.

I 5,1 euro di utile per ogni 100 euro di consumi alimentari si ripartiscono nelle seguenti proporzioni: l’Industria di trasformazione alimentare ottiene la quota maggiore, pari al 43,1%; il 19,6% va all’Intermediazione (grossisti e intermediari in ambito di agricoltura, industria e commercio); il 17,7% all’Agricoltura; l’11,8% alla Distribuzione e il 7,8% alla Ristorazione.

Il dato relativo alla Distribuzione smentisce le fake news sull’argomento, tanto più se si considera che il trend degli ultimi 6 anni vede la quota di utile di filiera della Distribuzione ridursi del 9,9%, al contrario della quota dell’Industria che cresce del +4,9%.

Il rapporto, infine, sottolinea anche che, all’interno dell’Industria di trasformazione alimentare, la ripartizione dell’utile è altamente concentrata: le aziende leader con una quota di mercato superiore al 40% nei propri mercati di riferimento (57 aziende su 56.757) catturano il 31,1% dell’utile di tutta l’Industria alimentare e il 13,4% dell’utile dell’intera filiera.

Le associazioni della Grande Distribuzione (Federdistribuzione, ANCC Coop, ANCD Conad, ADM – Associazione Distribuzione Moderna) hanno partecipato unitariamente alla conferenza stampa con i loro leader: Claudio Gradara, Presidente di Federdistribuzione; Marco Pedroni, Presidente di Coop Italia; Francesco Pugliese, Amministratore Delegato di Conad; Giorgio Santambrogio, Presidente di ADM. E hanno rilasciato una dichiarazione comune, seguendo una prassi inconsueta, a dimostrazione della determinazione di voler offrire un quadro veritiero sulla Distribuzione: “L’analisi di The European House – Ambrosetti pone in luce una situazione inequivocabile: la filiera agroalimentare in Italia produce poco utile per i suoi azionisti diretti e la ripartizione di questo utile è dominata dall’Industria di Trasformazione, con una quota in crescita significativa negli ultimi 6 anni e un estremo livello di concentrazione, considerando che solo 57 grandi imprese industriali, in gran parte multinazionali, assorbono un utile complessivo superiore a quello dell’intera Distribuzione.

Un quadro di squilibrio che dura da anni e che si è accentuato nel tempo, lasciando alle altre componenti della filiera la ripartizione di un utile sempre minore. La quota di utile ottenuta dalla Distribuzione è infatti poco più di un quarto di quella dell’Industria ed è in diminuzione, come lo è anche quella dell’agricoltura. Il fatto che solo l’1 per mille delle imprese industriali assorba un utile di filiera così elevato pone un serio problema di equilibrio: questi pochi gruppi si pongono di fronte alle altre componenti di filiera, a monte e a valle, in una posizione di grande forza, capace di superare ogni confronto e di imporre le proprie condizioni in tutte le forme di negoziazione e trattativa”.

Questo studio – prosegue la dichiarazione delle associazioni della Grande Distribuzione – offre dunque chiarezza e accende la luce su una realtà spesso dominata da informazioni distorte che però rischiano di guidare scelte importanti che possono influenzare gli assetti competitivi e strategici e i pesi tra i diversi operatori”.

La dichiarazione delle quattro associazioni della Grande Distribuzione si conclude con un appello alle istituzioni ed al mondo politico:

La filiera agroalimentare italiana è un patrimonio che dobbiamo coltivare e sviluppare, non solo per il valore che ha di per sé ma anche per la sua capacità di attivare indotto e crescita dei territori. È necessario che il mondo delle istituzioni favorisca questa dinamica positiva, creando le condizioni per ridare slancio ai consumi e agli investimenti delle imprese, ponendo in questo modo le basi per aumentare il valore complessivo creato nella filiera. Occorrono decisioni che partano da un’analisi corretta e oggettiva della situazione e che favoriscano la collaborazione tra tutti gli stakeholders coinvolti, pubblici e privati, contribuendo così ad aumentare la capacità complessiva della filiera agroalimentare di produrre sviluppo per sé e per l’intera collettività, rendendola in questo modo ancor più protagonista della ripresa del Paese”.

Scarica da qui la mappa concettuale  La creazione di valore lungo la filiera agroalimentare estesa in Italia Filo20logico_La20creazione20di20valore20lungo20la20filiera20agroalimentare20estesa20in20Italia


Il rapporto di The European House – Ambrosetti è disponibile alla stampa in forma di abstract. Per analizzare il valore generato dalla filiera agroalimentare estesa, The European House – Ambrosetti ha ricostruito una base dati estensiva: sono stati analizzati circa 90.000 bilanci di imprese su un orizzonte temporale di 7 anni per 40 Key Performance Indicator, per un totale di 25 milioni di osservazioni.

 

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Copagri, su agrumi e competitività nell’UE

Agrumi, i produttori italiani spendono di più e guadagnano di meno dei competitor Ue

La produzione vale quasi 1 miliardo, ma paga aggressiva concorrenza di altri paesi, clima avverso ed emergenze fitosanitarie sempre più frequenti

“I produttori di agrumi del nostro Paese si trovano ormai a doversi confrontare con una situazione paradossale, nella quale sono costretti a produrre con costi nettamente più alti dei loro principali competitor europei, a fronte di remunerazioni inferiori; basti pensare, a titolo esemplificativo, che ad oggi le clementine italiane vengono pagate dal consumatore meno di quelle spagnole”. Lo ha sottolineato la Copagri intervenendo in audizione informale davanti alla Commissione Agricoltura del Senato della Repubblica sulle problematiche del settore agrumicolo in Italia.

“I produttori scontano una forte e aggressiva concorrenza da parte di altri paesi europei, primi fra tutti la Spagna, ma anche extra-UE, quali ad esempio l’Egitto e la Turchia, che hanno fortemente investito nel comparto agrumicolo; i produttori di tutti questi paesi, inoltre, beneficiano di diverse concessioni fitosanitarie, che penalizzano ulteriormente il nostro primario”, ha aggiunto la Confederazione, ricordando che l’Italia è il secondo produttore agrumicolo europeo, dietro la Spagna, con oltre 2,8 milioni di tonnellate e circa 155.000 ettari dedicati, per un valore della produzione che sfiora 1 miliardo di euro (941 milioni di euro, -6% sul 2018/2017).

“Il comparto paga poi lo scotto dell’andamento climatico avverso e di numerose problematiche di carattere fitosanitario, che si verificano con sempre maggiore frequenza e si propagano con maggiore rapidità”, ha evidenziato la Copagri

“In ragione di ciò, bisogna sfruttare i fondi a disposizione del comparto per rafforzare i contratti di filiera, ristrutturare il settore e puntare su azioni di promozione e informazione dei consumatori, senza tralasciare la ricerca e la riconversione varietale; parimenti necessario è, inoltre, la realizzazione del catasto agrumicolo nazionale, così da favorire la programmazione e lo sviluppo, e attenzionare gli scambi commerciali con i paesi esteri, assicurando condizioni di reciprocità delle regole produttive e rafforzando i controlli fitosanitari sulle importazioni. Nel medio e nel lungo periodo bisogna lavorare per strutturare un piano agrumicolo di settore pluriennale, che possa costituire un punto di riferimento per l’organizzazione del comparto, sia in termini di produzione che di commercializzazione e internazionalizzazione”, ha concluso la Confederazione.

Fonte: Copagri

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La Commissione europea inaugura un osservatorio del mercato del vino

L’osservatorio si occuperà dei vini rossi, bianchi e rosé. L’UE è il primo produttore di vino al mondo, con il 65% della produzione mondiale e il 70% delle esportazioni.

Un consiglio d’amministrazione composto di esperti del settore si riunirà regolarmente, secondo il modello degli altri osservatori esistenti nei settori del latte, della carne, dei cereali, dei prodotti ortofrutticoli e dello zucchero. Maggiori informazioni sono disponibili on line.

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L’ICE apre nuovo Desk di assistenza per l’internazionalizzazione delle imprese in Calabria

La visione dell’Agenzia ICE di accompagnare il maggior numero di piccole e medie imprese verso l’internazionalizzazione è entrata in una fase nuova, che richiede una più stretta vicinanza al tessuto produttivo del nostro Paese e, conseguentemente, una nostra maggiore presenza sul territorio.

Per questo, in aggiunta alle sedi di Roma e di Milano, l’ICE ha aperto 16 nuovi desk regionali di assistenza, dedicati a favorire l’internazionalizzazione delle imprese, in collaborazione con partner territoriali di rilievo quali Regioni, Cassa Depositi e Prestiti, Gruppo CDP con Sace-Simest, Sistema camerale.

Un team dedicato di professionisti sarà sistematicamente presente, per un giorno alla settimana, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto,  quale punto di riferimento locale in collegamento con i nostri uffici di promozione settoriale e la rete dei nostri 79 uffici all’estero.

Se sei interessato ad incontrare un funzionario ICE per approfondire l’offerta dei servizi dell’Agenzia mirati ad affrontare nuovi mercati, puoi richiedere un appuntamento attraverso il seguente form online. Sarai subito contattato e potrai far volare anche tu la tua impresa sui mercati esteri.

RICHIEDI UN APPUNTAMENTO

Dal 5 al 7 novembre a Napoli il Salone OrientaSud

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sarà presente a OrientaSud, il Salone delle Opportunità che si prefigge di soddisfare la domanda di orientamento di studenti degli ultimi anni degli Istituti di Istruzione Superiore di II grado, neodiplomati e giovani in cerca di lavoro. La ventesima edizione si terrà dal 5 al 7 novembre alla Mostra D’Oltremare di Napoli.

Presso lo spazio istituzionale, condiviso con Anpal, Covip Inapp, sarà possibile avere informazioni sull’offerta formativa e sulle opportunità del mercato del lavoro in Italia e all’estero, e su tematiche previdenziali. Inoltre, all’interno dello spazio espositivo, si svolgeranno quattro workshop:
– Pronto a partire? Stage4eu è l’app che fa per te!, martedì 5 novembre alle ore 10.30.
– Le opportunità di mobilità transnazionale per i giovani: il contributo di Erasmus+ VET, martedì 5 novembre alle ore 11.30.
– Sistema Duale, martedì 5 novembre alle ore 12.30.
– Quanto ne sai di pensioni? Pianifica consapevolmente il tuo futuro previdenziale, mercoledì 6 novembre alle ore 10.30.
– Per il lavoro: opportunità e prospettive in Regione Campania, giovedì 7 novembre alle ore 11.30.

Vai al sito ufficiale dedicato all’evento: www.orientasud.it.

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Sostegno per valorizzare i titoli di proprietà industriale, a breve modalità e tempi per presentare domande

Pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale il decreto di programmazione 2019 dei bandi Brevetti+, Marchi+ e Disegni+.

Le risorse a disposizione delle PMI per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale sono:

  • 21,8 milioni di euro per la misura brevetti+
  • 13 milioni di euro per la misura disegni+
  • 3,5 milioni di euro per la misura marchi+.

Gli avvisi di riapertura degli incentivi saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale entro 30 giorni e indicheranno modalità e tempi per presentare le domande.

Accedi da qui al decreto di programmazione Decreto_programmazione_bandi_-18-10-2019

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Mise, alle PMI del Sud 265 milioni di euro di agevolazioni

Il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha firmato il decreto che disciplina i termini e le modalità di concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore delle PMI e reti d’impresa per investimenti innovativi, al fine di rafforzare la competitività dei sistemi produttivi e lo sviluppo tecnologico nei territori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

L’obiettivo è quello di sostenere la trasformazione digitale delle imprese attraverso l’utilizzo delle tecnologie previste nell’ambito del piano Impresa 4.0 o di favorire la loro transizione verso l’economia circolare.

Le risorse finanziarie messe a disposizione dal provvedimento sono complessivamente pari a 265 milioni di euro, di cui il 25% riservato alle micro e piccole aziende.

Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI e le reti d’impresa che, alla data di presentazione della domanda, siano regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese e non abbiano effettuato, nei 2 anni precedenti, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento, impegnandosi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell’investimento. Alle agevolazioni potranno accedere anche i liberi professionisti.

I programmi di investimento dovranno avere una durata non superiore ad 1 anno, prevedere spese ammissibili di importo non superiore a 3 milioni di euro ed essere realizzati, mediante l’acquisto di impianti, attrezzature e macchinari nuovi di fabbrica, in unità produttive localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Con successivi provvedimenti del Ministero verranno rese note le modalità operative per la presentazione delle domande, valutate e gestite da Invitalia con il procedimento a sportello.

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La Turing School of Development presenta il Master in innovazione sociale per lo sviluppo sostenibile

Il corso si struttura in due fasi distinte, una attraverso l’insegnamento a distanza, dal 1° novembre 2019 al 19 gennaio 2020;
la seconda con l’apprendimento frontale nel campus universitario dal 20 gennaio al 15 aprile 2020.

Maggiori informazioni sul sito della Turin School of Development

 

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Ismea, Rapporto sulla competitività dell’agroalimentare nel Mezzogiorno

Presentato all’Università degli Studi di Salerno, con Fiere di Parma e Federalimentare.

Lo studio di prefigge come obiettivo quello di identificare e analizzare i nuovi comportamenti delle imprese agroalimentari del Mezzogiorno sia rispetto al mercato interno ed estero (con particolare riferimento alle esportazioni) sia nei confronti degli altri attori delle filiere (accordi con la GDO, approvvigionamenti delle materie prime, ecc.).

Lo studio è articolato in tre parti:
– Evoluzione dello scenario macroeconomico e delle dinamiche competitive del settore agroalimentare italiano e del Mezzogiorno;
– Analisi della performance delle grandi  imprese agroalimentari (fatturato superiore a 10 milioni di euro) attraverso i dati di bilancio;
– Indagine diretta con interviste telefoniche con un sotto-campione di imprese del Mezzogiorno “eccellenti”


Nell’ambito del diffondersi di processi di disintermediazione in cui le filiere tendono ad accorciarsi, il settore agroalimentare del Mezzogiorno sembra avere le carte in regola per acquisire un nuovo ruolo a livello nazionale e internazionale, mantenendo l’obiettivo del posizionamento in termini di qualità.Peraltro, in alcune imprese del settore agroalimentare del Mezzogiorno, anche come conseguenza di un rinnovamento generazionale, sembrano scorgersi elementi di dinamicità e capacità di aggredire il mercato che, forse, il successo acquisito e le dimensioni già raggiunte, hanno leggermente sopito nelle imprese del Nord. Il “Rapporto sulla competitività dell’agroalimentare nel Mezzogiorno” è stato presentato in anteprima al Convegno inaugurale di Cibus Connect 2019 a Parma il 10 aprile 2019 e presentato nella sua interezza il 30 ottobre presso l’Università degli Studi di Salerno nell’ambito di una conferenza stampa congiunta con Fiere di Parma e Federalimentare.

A questo riguardo, si pensi alle opportunità offerte dalla disciplina sull’etichettatura obbligatoria – in risposta alla richiesta sempre maggiore di trasparenza sull’origine e gli ingredienti dei prodotti – attuata in via sperimentale nel 2018 in Italia per olio, lattiero-caseari, derivati dei cereali e conserve di pomodoro.

In parallelo, il rinnovamento generazionale che ha interessato alcune imprese del settore agroalimentare del Mezzogiorno sembra far emergere elementi di dinamicità e capacità di aggredire il
mercato che, forse, il successo acquisito e le dimensioni già raggiunte, hanno leggermente sopito nelle imprese del Nord.
Nel corso del decennio di crisi economica appena trascorso, il sistema agro-alimentare italiano è stato in grado di resistere meglio di altri settori industriali e, contemporaneamente, di adeguarsi alle nuove sfide emergenti, dimostrando resilienza e grande vitalità (Ismea, 2018a). Ciò è avvenuto grazie a due capacità mostrate dal comparto agroalimentare: quella di rinnovarsi e quella di orientarsi ai mercati esteri.
Nell’ambito di questo sistema rientrano, tuttavia, realtà molto differenti tra loro, sia in termini di caratteristiche strutturali che in termini di performance, per le quali è possibile immaginare diversi percorsi di sviluppo e prospettive future. In questo lavoro sono state analizzate queste differenze al fine di rispondere ad alcuni quesiti: in che misura lo sviluppo dell’agroalimentare negli ultimi anni è stato omogeneo al suo interno o piuttosto le performance positive hanno riguardato solo alcune filiere o alcune componenti del settore? In che misura le diverse aree territoriali hanno partecipato all’evoluzione che si è registrata negli ultimi anni?
In questo ambito, esiste un Mezzogiorno più dinamico del Centro-Nord? Quali componenti hanno trainato le performance del Mezzogiorno e quali sono gli elementi di debolezza?
Questi quesiti sono stati affrontati analizzando la struttura e le dinamiche recenti del settore agroalimentare meridionale in confronto al Centro-Nord e, in questo contesto, la performance economico-finanziaria dell’industria alimentare nel triennio 2015- 2017, attraverso l’analisi dei bilanci di medie e grandi imprese di trasformazione alimentare con un fatturato 2017 superiore a 10 milioni di euro. Dopo aver descritto le caratteristiche e l’andamento delle imprese oggetto di analisi a livello nazionale, le imprese del Sud sono state messe a confronto con quelle del Centro-Nord appartenenti agli stessi comparti.
La scelta di esaminare le differenze territoriali all’interno dell’industria alimentare italiana deriva dalla considerazione che il Mezzogiorno, storicamente più specializzato nell’agroalimentare, ma strutturalmente più debole rispetto al Centro-Nord, abbia proprio in questo settore grandi margini di sviluppo, e oggi sembri essere sempre più il fulcro del rilancio del settore. Nello specifico, la realtà dell’agroalimentare appare molto differenziata in relazione alle tipologie di impresa, ai singoli comparti e alla loro differente concentrazione, e, soprattutto, alle differenti dinamiche dei mercati. La performance territoriale può dipendere, dunque, dalla composizione settoriale e tipologica che caratterizza il territorio, ma anche da fattori di contesto che possono condizionare i risultati delle singole imprese.
Scopo ultimo del lavoro è stato identificare e analizzare i “nuovi comportamenti” delle imprese agroalimentari del Mezzogiorno, sia rispetto al mercato interno ed estero (con particolare riferimento alle esportazioni) sia nei confronti degli altri attori delle filiere (in riferimento a questioni specifiche quali gli accordi con la GDO, gli approvvigionamenti delle materie prime, ecc.). Per questo è stata infine condotta un’indagine diretta con interviste telefoniche a un sotto-campione delle imprese medio-grandi del Mezzogiorno.

Scarica da qui il Rapporto completo ISMEA: Rapporto_Agro_300519

 

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Nuova veste per Marinella, la clementina si fa social

La campagna agrumicola è ai nastri di partenza per la Ortocal di Corigliano Rossano (Cosenza). E dopo il debutto dello scorso anno con “Marinella La Clementina Dolce e Bella”, anche quest’anno l’azienda proporrà con questo brand le migliori clementine della sua produzione nella Piana di Sibari. Il marchio è nato dalla collaborazione tra la Ortocal e la Flavor Box, e nell’anno del debutto si è fatto conoscere tra i principali operatori del settore.

Le prospettive della prossima campagna agrumicola sembrano positive. C’è un ritardo generalizzato rispetto al 2018, ma sul fronte qualitativo, come spiega il direttore commerciale Giacomo Russo, gli agrumi dovrebbero dare soddisfazioni.

“L’esperienza degli anni trascorsi evidenzia che il fattore climatico influenza in maniera determinate il buon esito della commercializzazione, imprescindibile per la riuscita della prossima campagna agrumicola – evidenzia Russo – Grazie alla linea commerciale Marinella rafforzeremo l’obiettivo di offrire ai consumatori prodotti di elevata qualità. Tale obiettivo si raggiunge iniziando a seguire la produzione nei campi con scrupoloso riguardo verso tecniche colturali che prevedono l’impiego di prodotti rispettosi della salute e del benessere umano”.

Un approccio che strizza l’occhio alla sostenibilità, che mira ad offrire una clementina premium, associata a un areale di produzione vocato. “Ci auguriamo che la clementina Marinella sarà su tutte le tavole dei consumatori – conclude Russo – anche perché è l’unica vera clementina Dolce e Bella della Piana di Sibari”.
Marinella ha fatto il suo debutto anche nei canali social, come Facebook (clicca qui per accedere alla pagina) e Instagram.
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On line il video dedicato all’edizione 2019 di Fruit Attraction

È on line da oggi, mercoledì 30 ottobre, sul canale Youtube FreshProduceReview il video dedicato all’ultima edizione di Fruit Attraction, la rassegna dedicata all’ortofrutta organizzata da IFEMA e FEPEX che si è svolta a Madrid dal 22 al 24 ottobre scorsi. Nel servizio curato da Andrea Felice tra l’altro il direttore della fiera, Raul Calleja, ricorda i numeri in crescita della manifestazione spagnola che ha visto la partecipazione di 1.800 aziende dislocate su una superficie di oltre 50.000 mq con la presenza di 150 aziende italiane. 90.000 i professionisti del settore provenienti da 130 Paesi. Oltre 1.000 i buyer provenienti da 80 nazioni.

Il video è sottotitolato in italiano cliccando sull’apposito pulsante dei sottotitoli in basso a destra del lettore video.

Accedi al video su youtube

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A Reggio Calabria nasce Bergamia, la coop dei produttori di bergamotto

Si chiama “Bergamia” la nuova cooperativa agricola che si apre ai bergamotticoltori della provincia di Reggio Calabria. Voluta da giovani intraprendenti e da aziende innovative del comparto bergamotticolo come l’azienda agricola “Patea” di Brancaleone (RC), la cooperativa “Bergamia” punta all’innovazione, alla sostenibilità e alla nutraceutica del food e si pone come cerniera concreta tra il vasto tessuto agricolo locale e il mercato nazionale ed europeo del prodotto fresco e del prodotto trasformato.

“Il bergamotto di Reggio Calabria sta assumendo ormai connotati di prodotto non più di nicchia, ma diffuso e nutraceutico, sia come prodotto fresco che come prodotto trasformato; un agrume non più relegato solamente all’estrazione della preziosa essenza destinata all’industria profumiera, comparto che continua a rivestire la sua grande importanza, ma dalle infinite potenzialità salutistiche” sostiene il giovane presidente Tommaso Trunfio per il quale “con “Bergamia”, con sedi operative a Brancaleone e a Locri, agiremo anche in termini di valorizzazione della biodiversità e di turismo esperienziale e didattico connesso alle numerose produzioni di qualità a base di bergamotto di Reggio Calabria, con un occhio rivolto alle nuove sfide sui cambiamenti climatici e il sequestro di anidride carbonica in agricoltura” .

 

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RuralArt racconta l’agricoltura sostenibile

Prende il via la fase di selezione degli street artist e/o artisti urbani per l’evento“RurArt – forme di comunicazione contemporanea raccontano l’agricoltura sostenibile”– la nuova iniziativa promossa dalla RRN.
Realizzato nell’ambito delle attività dedicate alla valorizzazione degli interventi dello sviluppo rurale, l’iniziativa, che si svolgerà il 16 dicembre p.v a Roma presso la sede trecentesca di Palazzo Velli Expo, sarà dedicata all’arte di strada, una forma di comunicazione in grado di narrare, attraverso i social network, quali Instagram, una tematica cara allo sviluppo rurale: l’agricoltura sostenibile.
Diverse le provenienze degli artisti che da Nord a Sud dell’Italia si sfideranno a suon di pennellate durante la kermesse romana. Valutati sia in tempo reale da una giuria tecnica di critici d’arte e ministeriale sia attraverso i canali social, solo 5 artisti su 21 avranno la possibilità di prendere parte al contest di Palazzo Velli Expo.
Durante l’evento ai 5 artisti urbani e/o street artist verrà fornito un kit con tutto l’occorrente per realizzare in quarantacinque minuti l’opera. In contemporanea ai live painting verrà trasmesso un video sulle buone pratiche realizzato in collaborazione con le regioni italiane.
Il vincitore sarà premiato dal Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali, Teresa Bellanova. L’evento terminerà con una conferenza stampa finalizzata ad esaminare e ad aumentare la consapevolezza sui risultati e gli impatti della politica di sviluppo rurale realizzati grazie ai fondi FEASR.

Si potrà partecipare entro il 15 novembre, termine ultimo per la selezione degli artisti a livello regionale e il 28 novembre saranno annunciate le opere selezionate a livello nazionale. Per maggiori informazioni e per partecipare vai sul sito della tua Regione.

 

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La mela dell’estate: arriva anche in Europa SweeTango

SweeTango sarà la regina delle nostre prossime estati. Dopo gli USA, la Nuova Zelanda e il South Africa, entra nel mercato europeo la “mela dell’estate” e lo fa con tutte le carte in regola per diventare una leader nel comparto dell’ortofrutta premium. Ottimo rapporto zucchero-acido, colore rosso rubino, buccia sottile ed polpa dalla croccantezza unica e inedita, SweeTango, oltre ad essere il nome di una nuova mela, è il marchio registrato che identifica la varietà precoce Minneiska sviluppata dal breeder David Bedford dell’Università del Minnesota negli Stati Uniti.

Incrocio naturale di due diverse varietà di mele, Honeycrisp e Zestar, entrambe originarie del ricco suolo del fiume Mississipi, questa nuova varietà premium è stata introdotta per la prima volta nel mercato europeo in Svizzera, nell’estate 2015, attraverso un progetto di impianto che continuerà fino al 2022, per raggiungere i 600 ettari previsti e una produzione stimata intorno alle 20 mila tonnellate di mele.

Oggi il prodotto inizia ad essere distribuito in alcuni paesi. I produttori che attualmente stanno partecipando al progetto di ingresso nel mercato europeo sono sette, in cinque Paesi: DOSK in Germania – con WOG, Mabo, M.A.L e Elbe Obst, GEISER agro.com in Svizzera, F. Kröpfl in Austria, Nufri in Spagna, Melinda, VI.P. e VOG in Italia.

 

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Nuovi packaging innovativi nella linea plastic free di Sorma

Compostabilità e sostenibilità sono le parole chiave della nuova gamma di pack presentata da Sorma Group a Madrid, in occasione di Fruit Attraction 2019. Le novità sono state esposte allo stand di Sorma Iberica, sede operativa spagnola del Gruppo Sorma, la multinazionale di riferimento per i sistemi di selezione, pesatura e confezionamento dei prodotti ortofrutticoli.

In seguito a un lungo periodo di ricerca e con l’obiettivo di fornire un’ulteriore risposta concreta alle esigenze del consumatore moderno, l’azienda è riuscita infatti a creare una linea intera di confezioni plastic free, convertendo ogni singola proposta di packaging di Sorma Group in una nuova versione 100% compostabile.

“La sfida – commenta Andrea Mercadini, Ad del gruppo – è stata quella di creare un materiale che mantenesse delle caratteristiche tecniche accettabili durante tutta la vita del pack, dalla produzione al magazzino di confezionamento allo scaffale e fino allo smaltimento, così da essere capaci di garantire la conservabilità del prodotto all’interno, che deve rimanere una priorità. Queste soluzioni, tutte compostabili, completano così la nostra offerta, che in questo modo si compone di due macro linee, entrambe a basso impatto ambientale: una completamente riciclabile e una 100% compostabile“. “L’innovazione più significativa – continua Mercadini – consiste nel fatto che la linea è stata ottenuta intervenendo solo sul materiale che compone i pack e non sulle macchine: nessun cambiamento deve quindi essere apportato ai sistemi di confezionamento già in dotazione da parte di chi adotterà queste soluzioni”.

I pack, destinati a tutti i mercati di esportazione del gruppo, soddisfano completamente le richieste e le esigenze dei confezionatori e saranno a breve disponibili in tutte le versioni che compongono la vasta offerta di Sorma, rispettandone le caratteristiche peculiari. Vertbag, ad esempio  così come Girsac, è costituito da una banda realizzata con una speciale carta compostabile che già a prima vista si differenzia dalle normali confezioni. La rete, invece, è realizzata con una mescola plastic free, anch’essa compostabile. Sormabag, poi, è realizzato interamente della mescola compostabile, sia nel manico che nella rete.

“Oggi – conclude Andrea Mercadini – è sempre più necessario creare un prodotto che possa collocarsi all’interno di una catena circolare: dal materiale rinnovabile al compost a un nuovo materiale. Mi preme sottolineare però che questo non sostituisce un comportamento responsabile da parte del consumatore nella fase di smaltimento del materiale, fattore che rimane la chiave di un impegno ecosostenibile efficace”.

Sorma Group opera dal 1973. Attualmente è l’unico complesso di aziende al mondo in grado di offrire ‘chiavi in mano’ l’intera linea di macchinari necessari a selezionare, pesare e confezionare automaticamente i prodotti ortofrutticoli, congiuntamente alla fornitura del materiale tecnico per creare tutte le forme di packaging. Sono oltre 160 i modelli di macchine automatiche proposti, protetti da 60 brevetti interamente sviluppati da un team interno di 35 ingegneri. Più di 30 referenze ortofrutticole possono essere selezionate e “vestite” con la massima precisione e affidabilità, per rispondere efficacemente ai requisiti, sempre più severi, della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Il Gruppo è presente con le proprie sedi operative in: Spagna, Germania, Francia, Turchia, Olanda, USA e Brasile. A queste filiali si aggiungono oltre 40 distributori specializzati, che operano a livello globale.

Fonte: Fruit Magazine.it

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AGRIFOODMAKER 2019: premiata l’innovazione circolare di BIOCOSì

Il progetto BIOCOSi, cui partecipa ENEA nel ruolo di coordinatore di progetto si è aggiudicato il “Premio Nazionale per l’Innovazione nel settore dell’Agricoltura e dell’Alimentazione”, consegnato lo scorso 19 ottobre durante Maker Faire Roma da Carlo Hausmann, Direttore Generale di Agro Camera in una cerimonia che ha visto premiati anche il progetto Agribiom “Bio-spray pacciamante” ed  il “Trattore sensorizzato per analisi ergonomica e agricoltura di precisione”, del CREA – Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari.

Il premio promosso da Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Agro Camera – Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma per lo sviluppo del settore agroalimentare, Arsial – Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio ed Innova Camera – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma per l’innovazione, è un riconoscimento per l’innovatività, la concretezza, l’utilità ambientale, economica e sociale e per le  positive ricadute in ambito  pubblico e  privato.

Il progetto Biocosì rappresentato alla Maker Fair  con  uno stand allestito da ENEA, dove si poteva osservare l’esempio di bioeconomia circolare che dal latte arriva alla produzione di una bioplastica compostabile e biodegradabile, coinvolge numerosi partner come la Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti, EggPlant, Caseificio dei Colli Pugliesi, RL Engineering, CSQA Certificazioni, Compost Natura ed è finanziato nell’ambito del bado INNONETWORK dalla Regione Puglia.

La sfida lanciata dalla start-up pugliese EggPlant (in ATS con Compost Natura Srl, Caseificio dei Colli Pugliesi, CSQA Certificazioni srl , RL Engineering srl, ENEA e Università degli Studi di Bari/Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti) che ha sviluppato il progetto BIOCOSÌ (tecnologie e processi innovativi per la produzione di imballaggi 100% BIOdegradabili e COmpostabili per un’industria Sostenibile, economica/circolare ed Intelligente), punta ad utilizzare le acque reflue della filiera casearia per produrre bioplastica per imballaggi e packaging per la conservazione degli alimenti (come ad esempio vaschette per i formaggi o bottiglie per il latte 100% biodegradabili e compostabili).

Per saperne di più accedi da qui al progetto BIOCOSì

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In Gazzetta Ufficiale disposizioni per Fondo nazionale agrumicolo

DECRETO 25 luglio 2019. Criteri e modalità di ripartizione delle risorse del Fondo nazionale agrumicolo. (GU Serie Generale n.251 del 25-10-2019)

Ambito di applicazione del Fondo nazionale agrumicolo

Il fondo persegue le seguenti finalità:

a) incentivare e sostenere l’aggregazione e l’organizzazione economica dei produttori di agrumi e dell’intera filiera produttiva e favorire le ricadute positive sulle produzioni agricole;

b) valorizzare gli accordi e i contratti di filiera nel comparto agrumicolo;

c) favorire l’internazionalizzazione,

d) sostenere e promuovere la competitività e la produzione di qualità nel settore agrumicolo, anche attraverso azioni di comunicazione e informazione al consumatore.

Le risorse da assegnare ammontano a 10 milioni di euro.

Le risorse disponibili sono ripartite nelle seguenti attività finanziabili:

a) concessione di contributi per il sostegno al ricambio varietale delle aziende agrumicole;

b) finanziamento di campagne di comunicazione istituzionale e promozione rivolte ai consumatori funzionali alle attività di investimento del decreto e con l’obiettivo di sostenere la competitività, lo sviluppo del mercato e la qualità del settore agrumicolo;

c) concessione di contributi per la conoscenza, salvaguardia e sviluppo dei prodotti agrumicoli DOP/IGP ai sensi del decreto ministeriale del 1° marzo 2016, n. 15487.

Gli interventi sono attuati dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, anche per l’eventuale tramite dei propri enti collegati come Ismea e Crea, con provvedimenti che individuano, oltre a quanto già previsto dal  decreto, l’ammontare delle risorse disponibili, le spese ammissibili, tipologia ed entità delle agevolazioni, le modalità di presentazione delle domande e per la concessione e l’erogazione degli aiuti.

 

On line il nuovo portale della RICA Italiana

È online il nuovo portale della Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA) Italiana, progettato e realizzato dal Team di Sviluppo del CREA, Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, secondo i più aggiornati stili di comunicazione del web e aderendo alle linee guida di usabilità e design elaborate dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID).

La nuova piattaforma, anche su mobile con un approccio responsive, ha l’obiettivo di rendere più semplice ed immediata la fruizione dei contenuti e di veicolare con maggiore efficacia il patrimonio informativo della RICA ad un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. Sarà disponibile anche in lingua inglese.

Il sito, con la rinnovata modalità di presentazione della RICA Italiana e delle sue molteplici attività, rappresenta il punto di accesso unico ai servizi offerti dal CREA – Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, in particolare agli agricoltori, ai ricercatori, agli operatori della consulenza e ai valutatori delle politiche agricole.

Accedi da qui al portale RICA

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sUNwast, il forno solare che fonde i rifiuti di plastica

All’interno del FabLab Scientifico dell’ICTP di Trieste è stato progettato, ideato e realizzato il prototipo in grado di fondere e trasformare gli scarti la plastica in assenza di energia elettrica.

Fondere e trasformare la plastica in assenza di energia elettrica. Si chiama sUNwaste lo speciale forno solare per riciclare plastica; un progetto, ideato e realizzato a Trieste nel FabLab Scientifico dell’ICTP –  laboratorio che fa parte del Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” del capoluogo friulano che accoglie scienziati da tutto il mondo, ma è anche aperto alla comunità dei Maker di Trieste – e in particolare da Sara Sossi, tecnica di laboratorio e designer che si è resa conto di quanto fosse, semplice e necessario riutilizzare i tanti scarti di plastica rimanenti dalle lavorazioni con le stampanti 3D.

«Tutto è nato – spiega Sara Sossi – dalla considerazione che dai tanti scarti risultanti dalle stampanti 3d poteva venire fuori davvero nuova materia prima. All’inizio, abbiamo cominciato a pensare a cosa farne sciogliendola e abbiamo utilizzato un fornetto all’interno del FabLab. L’innovazione è arrivata l’estate scorsa quando abbiamo partecipato a un workshop in un’isola piccolissima della Croazia dove c’è stata proposta come tematica proprio la gestione dei rifiuti, visto che si trattava di un posto difficilmente raggiungibile. A quel punto, utilizzando i rifiuti di plastica ritrovati sulla spiaggia, abbiamo messo a punto il forno solare, perché lì la vera sfida era l’assenza di corrente elettrica».

Il prototipo, quindi, si basa ora sua lente di Fresnel, oggetto che permette di raccogliere o ingrandire la luce, che viene orientata automaticamente in modo che riesca a scaldare e successivamente a fondere un insieme di rifiuti plastici tritati.

«Ovviamente al momento – spiega Sossi – , il prototipo è in grado di gestire pochi grammi. La plastica viene tritata con tritacarne e la polvere ottenuta viene inserita in un pistoncino che viene scaldato con la lente. La plastica sciolta viene poi passata nello stampino. Al momento, abbiamo creato dei modellini: due di questi rappresentano proprio l’isolotto dove è stato messo a punto il progetto».

Questo “forno” specialissimo in grado di donare nuova vita ai rifiuti in nome di un riutilizzo della plastica che eviti di lasciare nell’ambiente pericolosi residui diventerà ora, subito dopo la presentazione al Maker Faire Rome – the European Edition 2019, un progetto open source che sarà presto disponibile su internet per poter essere utilizzato e implementato da altri.

«Puntiamo moltissimo – conclude la designer – su questo modello di riutilizzo che ha anche la forza dell’indipendenza dalla corrente elettrica».

Fonte: wisesociety.it

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Più di 100 Comuni francesi dichiarano guerra ai pesticidi

Crescono in Francia gli enti locali che decidono di legiferare autonomamente in materia di fitofarmaci. Convinti che le indicazioni del governo siano poco efficaci per la tutela della salute e del territorio.


Mentre in Francia si sta concludendo la consultazione pubblica governativa relativa all’impiego dei pesticidi, sono più di 100 i Comuni che nel frattempo hanno già deciso in materia adottando ordinanze che limitano o eliminano l’utilizzo di fitofarmaci nel loro territorio.

L’obiettivo dichiarato della consultazione governativa partita il 9 settembre è rafforzare la protezione della salute delle popolazioni confinanti con le aree di utilizzo dei prodotti fitosanitari, nonché quella degli agricoltori, e di migliorare il dialogo tra agricoltori, residenti e rappresentanti locali. Punto fondamentale è il rispetto delle distanze minime di sicurezza da rispettare tra le case e le aree di applicazione dei pesticidi. La consultazione propone l’introduzione di 3 diverse fasce di protezione a seconda del tipo di coltura: 3-5 metri per le cosiddette colture basse come gli ortaggi; 10 metri per le colture alte, come i cereali.

Distanze considerate del tutto inadeguate da ambientalisti e da molti cittadini che hanno spinto le amministrazioni ad anticipare i tempi e agire in maniera più efficace per tutelare la salute e il territorio. Infatti pur riconoscendo la natura storica di questa decisione – “è la prima volta che lo Stato ammette che esiste un grave pericolo per le persone” – molte associazioni ambientaliste ritengono privo di senso prevedere una zona cuscinetto tanto ridotta.

E dunque – anche sulla scia di quanto fatto da Daniel Cueff , sindaco di Langouet in Bretagna che ha imposto il divieto di utilizzare pesticidi a una  distanza inferiore a 150 metri da qualsiasi parcella catastale –  i sindaci di molte città (tra cui Lille, Clermont Ferrand, Grenoble, Nantes, la stessa Parigi) hanno emesso ordinanze ben più severe sull’uso di pesticidi. Decisioni che non solo sono state salutate favorevolmente dai gruppi ambientalisti e dai cittadini, ma che hanno anche suscitato l’interesse di molti agricoltori che si sono dichiarati aperti al confronto e pronti ad adottare una “carta di buon utilizzo” dei pesticidi. Al riguardo, in una dichiarazione al quotidiano francese “Le Figaro” Christiane Lambert,  Presidente della Fnsea (Federazione dei sindacati dei produttori agricoli)  ha affermato:  “Vediamo come a livello dipartimentale, assieme ai residenti e al mondo associativo, possiamo adattare le pratiche colturali”.

di Maria Pia Terrosi

Fonte: FederBio

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Promozione in Bulgaria prodotti e servizi Made in Calabria

La Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, nell’ambito del progetto “Calabria Food & Tourism” cofinanziato dalla Regione Calabria – Dipartimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, intende acquisire manifestazioni di interesse per la realizzazione di quattro eventi di promozione di prodotti e servizi “MADE IN CALABRIA” e afferenti ai settori agroalimentare e turistico della Regione Calabria a beneficio delle aziende calabresi.Scadenza adesioni : 4 novembre 2019.
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Food4Venture, a dicembre iniziativa patrocinata da ENEA

Si terrà  a Milano Giovedì 5 Dicembre l’iniziativa FOOD4VENTURE, incontro tra le Aziende innovative nel settore delle Tecnologie per l’AgriFood e gli investitori finanziari ed industriali. FOOD4VENTURE è il workshop di riferimento per le Aziende dell’AgriFoodTech che cercano nuove risorse e nuovi mercati.

Food4Venture, giunto alla sua terza edizione, promuove e accelera l’incontro tra Finanza, Industria, Enti di ricerca e PMI innovative che operano nei vari ambiti dell’agroindustria.

Scarica da qui il la presentazione dell’evento food4venture-_draft_ok_compressed

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In Calabria pronte le prime castagne

Con l’autunno sono arrivate le prime castagne, quelle che il poeta Giovanni Pascoli chiamava “l’italico albero del pane”, perche´ il suo frutto, detto “il pane di montagna”, e` stato a lungo alla base dell’alimentazione di gran parte della popolazione contadina  anche nella nostra regione. Un frutto che si trova dal nord al sud della penisola, dove ci sono diverse varietà anche con il riconoscimento europeo. Dopo la terribile situazione castanicola calabrese flagellata, a partire dal 2009, dal temibile cinipide galligeno che ne ha quasi azzerato l’intera produzione regionale oggi lentamente grazie anche all’azione e impegno di valenti agronomi dell’Arsac, la situazione va migliorando. Infatti, dopo sei anni consecutivi di interventi nei castagneti di tutta la regione, si sta registrando un interessante livello di parassitizzazione raggiunto, con la guerra biologica il che significa una buona presenza dell’antagonista (Torymus sinensis) che sempre più contribuirà a limitare la proliferazione della vespa cinese.
“Il raccolto in Calabria quest’anno è in aumento di circa il 20-25% rispetto all’anno scorso che registrava però una bassissima produzione con minimi storici – informa Coldiretti – Vanno di pari passo alla lotta biologica gli interventi colturali necessari per ridare respiro ad una castanicoltura in crisi, focalizzando l’attenzione sulla tecnica della potatura del castagno e sui principi fisiologici che la governano”.
Coldiretti a tal proposito, ha svolto nelle zone a maggiore vocazione castanicola, chiamando a raccolta produttori ed esperti ed effettuando prove pratiche di potatura sul campo avvalendosi di tecniche moderne come il tree climbing una competenza tecnica questa che si acquisisce frequentando un corso di formazione di 32 ore e che consente al potatore di salire e di potare ad altezze elevate (15-20 metri) in condizioni di sicurezza, scongiurando i rischi di incidenti. “Certamente – commenta Francesco Cosentini direttore di Coldiretti Calabria – il 2019 rappresenta l’anno di svolta per la ripartenza ed il rilancio della castanicoltura calabrese. C’è bisogno di far ripartire questo comparto strategico per l’economia delle aree interne e per il presidio del territorio e continueremo a farlo con corsi di formazione in potatura tree climbing, corsi di innesto, ed anche le istituzioni ad ogni livello.”
 
Fonte: Ufficio Stampa Coldiretti Calabria
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Agricoltura, via a osservatorio Ue prodotti ortofrutticoli

Maggiore trasparenza e analisi a breve termine del mercato europeo di frutta e verdura. E’ il nuovo osservatorio europeo per il mercato dell’ortofrutta, che sarà aggiornato regolarmente con una vasta gamma di dati di mercato come prezzi, produzione e commercio. L’osservatorio si concentrerà su mele e pere, agrumi, drupacee (pesche e nettarine) e pomodori. Gli ortofrutticoli rappresentano circa il 24% del valore della produzione agricola dell’Ue. L’osservatorio di mercato per il settore arriva dopo l’avvio di iniziative analoghe sui seminativi, zucchero, carne e latte.
Seguirà l’osservatorio europeo per il vino, che sarà lanciato il 4 novembre.

Accedi all’Osservatorio ( https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/farming/facts-and-figures/markets/overviews/market-observatories/fruit-and-vegetables_en)

Imprenditori 2.0: il bando FNCS che scommette sui giovani

Cinquantamila euro per lanciare la propria impresa? È possibile con il bando Imprenditori 2.0, indetto dalla Federazione Nazionale delle Cooperative e Società e rivolto a giovani che desiderino realizzare una cooperativa o un altro ente no profit. Il bando prevede un vero e proprio programma di formazione, tutoraggio, accompagnamento e accelerazione di nuova impresa.

In particolare, i destinatari sono sia gruppi di giovani imprenditori di età inferiore ai 40 anni, sia singole persone che vogliano apportare le loro competenze ad un particolare settore (poiché in possesso di specifiche conoscenze).

Le proposte progettuali potranno essere presentate entro il 31 dicembre 2019 e gli ambiti settoriali suggeriti sono i seguenti:

  • Salvaguardia e fruibilità del patrimonio storico, artistico, culturale, naturalistico e paesaggistico;
  • Salute, cambiamenti demografici e benessere;
  • Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia;
  • Energia sicura, pulita ed efficiente;
  • Trasporti intelligenti, ecologici e integrati;
  • Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime;
  • Società inclusive, innovative e sicure;
  • Promozione e valorizzazione turistica del territorio.

Al progetto vincitore verrà messa a disposizione la somma massima di euro 50.000,00 (cinquantamila) quale contributo a fondo perduto.

Come presentare la domanda di partecipazione

Le candidature dei gruppi e delle neocooperative, potranno essere inviate compilando l’apposito modulo di partecipazione (vedi sotto) all’indirizzo mail: federazionencs@gmail.com. Le singole persone potranno invece candidarsi inviando una semplice mail al medesimo indirizzo.

Criteri di valutazione

L’idea migliore sarà individuata sulla base dei seguenti criteri:

  • Valore dell’idea: in relazione alle ricadute attese in termini economici, sociali e di creazione di posti di lavoro (massimo 40 punti);
  • Contributo innovativo: originalità della proposta (massimo 30 punti);
  • Qualità del team: competenze specifiche coerenti con la proposta (massimo 30 punti);
  • Tempi di realizzazione: verifica coerenza cronogramma di azioni dirette all’attuazione progetto (massimo 20 punti);
  • Impegno economico di medio – lungo termine: sostenibilità economica e finanziaria dell’attività imprenditoriale, affidabilità dei soci, capacità di gestione finanziaria, concretezza della rete di potenziali clienti (massimo punti 10);
  • Impatto ambientale lavorativo e creazione di nuovo lavoro: capacità dell’iniziativa di produrre nuovi posti di lavoro, anche nella prospettiva di medio/lungo periodo (massimo punti 10).

Vai al sito della FNCS per scaricare il bando e la modulistica.

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On line il Report RRN, Agricoltura biologica per lo sviluppo territoriale

I distretti biologici rappresentano una nuova forma di auto-organizzazione dei territori, in cui una pluralità di soggetti differenti, sia pubblici che privati, è chiamata a contribuire allo sviluppo locale, partendo dai valori dell’agricoltura biologica.
A partire dal 2009, anno dell’Istituzione del primo Bio-distretto nella zona del Cilento, il loro numero è andato via via aumentando, trascinato non solo dalle ottime performance economiche dell’agricoltura biologica, sempre più considerata come  una scelta strategica per le filiere agroalimentari locali, ma anche ( e soprattutto) dalla consapevolezza che i valori di sostenibilità ambientale, equità sociale e trasparenza debbano essere centrali in ogni discorso sullo sviluppo locale.
I tempi sono quindi maturi per tentare una prima valutazione di queste esperienze e individuarne i tratti comuni, al fine di sistematizzarle e ottenere indicazioni di carattere generale per il loro successivo sviluppo, che possano essere applicate ad altri territori e forniscano indicazioni per le politiche.
Il rapporto “distretti biologici e sviluppo locale” quindi, presentando l’indagine condotta su alcuni Bio-distretti AIAB, si propone di fornire un primo contributo al dibattito che si sta sviluppando attorno ai distretti biologici e alla loro capacità di diventare soggetti di sviluppo locale.

Scarica da qui la pubblicazione: Agricoltura biologica per lo sviluppo territoriale. L’esperienza dei distretti biologici Biodistretti_

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Promozione dei prodotti agroalimentari UE: al via la campagna 2019

La Commissione europea e l’Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (CHAFEA) hanno approvato 81 campagne di promozione dei prodotti agroalimentari europei all’interno e all’esterno dell’UE nei prossimi tre anni. Le campagne selezionate beneficeranno di un finanziamento complessivo di 200 milioni di euro a carico del bilancio agricolo dell’UE.

Phil Hogan, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “I prodotti agroalimentari europei sono rinomati in tutto il mondo per la loro qualità e genuinità. Ho potuto constatarlo personalmente in occasione delle visite che ho effettuato in diversi paesi del mondo – Cina, Giappone, Indonesia, Messico, Colombia – insieme ai produttori del settore agroalimentare dell’UE. La Commissione europea sostiene il loro duro lavoro diffondendo e mantenendo questa buona reputazione a livello globale. 

I programmi di promozione mirano ad aiutare i produttori a comunicare la qualità dei loro prodotti, a promuoverli all’interno e all’esterno dell’UE e a trovare nuovi sbocchi di mercato. Tra le priorità dei programmi figurano l’attenzione alla qualità dei prodotti alimentari europei con indicazione geografica e i metodi di produzione biologici.

Delle 81 campagne approvate, 55 si rivolgono a paesi al di fuori dell’UE, come il Brasile, il Canada, la Cina, il Messico e l’India. Le campagne selezionate riguarderanno un’ampia gamma di prodotti, quali i prodotti lattiero-caseari, le olive e gli ortofrutticoli. Ad esempio, il settore ortofrutticolo disporrà di 16 programmi dedicati, mentre quello lattiero-caseario ne avrà otto. Quest’anno i programmi selezionati provengono da candidati di 19 Stati membri.

 

Contesto

Metà del bilancio stanziato per la politica di promozione è destinato ai “programmi di promozione semplici”, mentre gli altri 100 milioni di euro sono destinati ai programmi multipli (90,5 milioni di €) e alle iniziative della Commissione (9,5 milioni di €).

I programmi di promozione semplici sono presentati da una o più organizzazioni proponenti di uno stesso Stato membro, mentre i programmi multipli sono presentati da almeno due organizzazioni proponenti di almeno due Stati membri o da una o più organizzazioni europee. I programmi multipli sono gestiti direttamente dalla CHAFEA mentre quelli semplici sono gestiti dalle amministrazioni nazionali. Quest’anno sono state selezionate 56 campagne per i programmi di promozione semplici e 25 per i programmi multipli.

Per tutti i programmi di promozione, l’invito a presentare proposte pubblicato a gennaio 2019 dava la possibilità di presentare domanda di finanziamento a un’ampia gamma di organizzazioni, come ad esempio organizzazioni di categoria, organizzazioni di produttori e organismi dell’agroalimentare che si occupano di attività di promozione. La CHAFEA ha poi proceduto, con l’aiuto di esperti esterni, alla valutazione e alla classifica delle proposte.

Per ulteriori informazioni

Elenco dei programmi selezionati

Politica UE di promozione dei prodotti agricoli

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BIOPAK, nuovo packaging ecosostenibile senza plastica

McGarlet, azienda italiana leader nell’importazione e distribuzione di frutta esotica, presenta Biopack, il nuovo packaging ecosostenibile e completamente plasticfree.

L’azienda italiana ha varato la linea ecosostenibile al 100%, per il massimo rispetto dell’ambiente a favore della Terra: tutte le referenze di frutta esotica verranno confezionate in vassoi completamente biodegradabili e realizzati in cartone derivato dalla lavorazione di legname proveniente da foreste rinnovabili (certificazione FSC®). A questo si aggiungono le etichette e il film trasparente plasticfree, completamente compostabili e smaltibili nell’organico.

Biopack, il packaging ecosostenibile di McGarlet, è il risultato finale di un’intensa fase di progettazione, ricerca e sviluppo portata avanti a stretto contatto con i fornitori, con l’obiettivo di eliminare definitivamente la plastica dagli imballaggi. I consumatori potranno così trovare sui banchi dei reparti ortofrutta dei supermercati frutta esotica con packaging rispettoso dell’ambiente e realizzato con materiali biodegradabili e compostabili: in questo senso il nuovo packaging McGarlet è dotato nella parte inferiore di infografiche per comunicare al consumatore il corretto smaltimento di tutte le componenti.

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Qualivita: frodi alimentari e nuovi sistemi di prevenzione a difesa dei consumatori

Il 24 ottobre a Bologna il seminario CSQA per confrontarsi con le imprese e i professionisti del settore agroalimentare

Crescono i numeri dei prodotti contraffatti in commercio, con una presenza che a livello mondiale raggiunge i 338 mld di euro di valore attraverso la contaminazione di numerose categorie merceologiche: agroalimentare, medicinali, cosmetici, tessile, elettronica, etc. Un reato, quello della frode, che favorisce i soggetti che agiscono contro la comunità danneggiando i consumatori e che viene aggravato da quelle tipologie di illecito con ricadute sulla salute e la sicurezza dei cittadini. Un esempio su tutti il caso delle Indicazioni Geografiche europee, un’eccellenza comunitaria, dove le frodi arrivano a valere 4,3 mld rappresentando quasi il 10% della produzione legale.

Tra i settori più sensibili al fenomeno c’è proprio l’agroalimentare, non solo per le ripercussioni sul consumatore, ma anche per le conseguenze giudiziarie che potrebbero investire le aziende cui viene imputata una condotta fraudolenta, legata a reati previsti dal decreto legislativo che disciplina responsabilità amministrativa (D.lgs 231/01).

livello internazionale, il tema delle frodi nel settore agroalimentare è affrontato anche dagli standard volontari più diffusi in materia di food safety quali GGFSI, FSSC 22000 e IFS. Più recentemente ISO ha pubblicato la ISO 22380:2018, ‘Security and resilience– Authenticity, integrity and trust for products and documents – General principles for product fraud risk and counter measures’. Si tratta di una linea guida che propone una metodologia per la valutazione del rischio frode e la valutazione dell’efficacia delle azioni poste in atto per la diminuzione del rischio, sempre in ottica di prevenzione. Uno degli elementi innovativi introdotti dalla ISO 22380 è la richiesta di mappare/ valutare / gestire l’intera Supply Chain e non il singolo sito operativo o la semplice relazione cliente fornitore.

Il tema generale della compliance, la relazione fra standard volontari e obblighi di legge, l’integrazione dei sistemi di prevenzione e garanzia con gli strumenti di governance aziendale saranno al centro del seminario “Autenticità e frodi” organizzato da CSQA il 24 ottobre a Bologna con l’obiettivo di confrontarsi sul tema con le imprese agroalimentari e i professionisti del settore.

“Con questo seminario vogliamo supportare le imprese italiane nell’individuazione degli strumenti per la prevenzione e la gestione delle frodi, inquadrando il tema nel contesto più generale della compliance e dei modelli organizzativi aziendali. Vogliamo promuovere l’adozione di modelli organizzativi che integrino governance aziendale, sistemi di gestione della compliance, valutazione e gestione dei rischi – dichiara Maria Chiara Ferrarese Vice direttrice di Csqa.

Info e iscrizioni al seminario “Autenticità e frodi” su http://bit.ly/35lIEoj

 

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Innovazione e tecnologia: il CREA al MakerFaire

Dalla tracciabilità elettronica alle applicazioni digitali ed IoT (Internet of Things) per la produzione di birra e distillati, passando per essiccatori solari gestiti tramite l’IoT, fino ai sistemi digitali per l’’irrigazione di precisione. Queste e molte altre innovazioni vengono presentate dal CREA al Maker Faire, il più importante salone internazionale delle innovazioni tecnologiche, che si svolge a Roma dal 18 al 20 ottobre.

Dalla tracciabilità elettronica alle applicazioni digitali ed IoT (Internet of Things) per la produzione di birra e distillati, passando per essiccatori solari gestiti tramite l’IoT, fino ai sistemi digitali per l’’irrigazione di precisione. Queste e molte altre innovazioni vengono presentate dal CREA al Maker Faire, il più importante salone internazionale delle innovazioni tecnologiche, che si svolge a Roma dal 18 al 20 ottobre. Il CREA ha, infatti, raccolto la sfida tecnologica dell’agricoltura 4.0 per far fronte alle esigenze di un consumatore sempre più esigente ed attento alla qualità dei prodotti e alla tutela dell’ambiente. Proprio per questo i ricercatori saranno a disposizione per rispondere alle domande e alle curiosità dei visitatori, illustrando i prototipi open-source (a sorgente aperta, prodotti con licenze libere) presenti nello spazio espositivo e realizzati negli ultimi anni per i settori agro-alimentare e forestale.

L’essiccatore per la trasformazione alimentare è dotato di un’avanzata sensoristica in grado di standardizzare e controllare l’intero processo, inclusi i parametri fisici; le informazioni e i dati raccolti sugli alimenti essiccati e disidratati sono utilizzate per assicurare la tracciabilità di filiera e saranno resi disponibili in rete per tutti gli attori della filiera. L’essiccatore per la pasta con l’uso esclusivo dell’energia solare è gestito tramite l’IoT, che permette di controllare in remoto i componenti elettronici (microprocessori, ventole, sensori, pompa, ecc.) dell’intero impianto sperimentale.

Sono, inoltre, presenti anche due impianti pilota ad alta accuratezza, sensorizzati per la produzione di birra e distillati.  L’ausilio di sensori e sistemi IoT rende i processi da un lato estremamente precisi e ripetibili e dall’altro consente il monitoraggio real-time dei parametri di processo. In un’ottica di sostenibilità ambientale saranno esposti due sistemi sensorizzati per ridurre l’utilizzo dell’acqua in agricoltura, aumentando al contempo le rese. In particolare, la Centralina LoRa, alimentata con batteria e pannello solare e basata su tecnologia open-source per l’irrigazione di precisione in remoto, consente di monitorare i parametri misurati e di operare delle decisioni basate su un modello previsionale addestrato con algoritmi di intelligenza artificiale. Il sistema consente di ottimizzare l’irrigazione in campo agricolo riducendo gli apporti idrici.

Durante l’intensa tre giorni i ricercatori del CREA interverranno in mini conferenze i cui temi spaziano dall’educazione alimentare, ai fiori edibili, alla valorizzazione dei sottoprodotti e degli scarti di lavorazione attraverso il loro recupero e la produzione di bio-prodotti (integratori alimentari, bioplastiche, nanomateriali, film edibili) e alle innovazioni tecnologiche nell’ambito dell’agricoltura di precisione.

Ci sarà infine anche un momento dedicato ai bambini della scuola primaria, che potranno imparare, attraverso il gioco, una nuova prospettiva, che integri il consumo equilibrato dei cibi con il minimo impatto ambientale.

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Ocm: il sistema Unaproa si confronta con il Mipaaf

Il 17 ottobre si è tenuta a Roma presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi la riunione tecnica con le Op/Aop associate ad Unaproa sull’Ocm ortofrutta, alla presenza dei referenti ministeriali Roberto Cherubini e Antonio Fallacara. La riunione è stata introdotta dal consigliere Cesare Bellò che ha salutato i partecipanti sottolineando che “l’obiettivo principale dell’incontro tecnico è quello di trasferire agli operatori delle Op/Aop associate le informazioni che riguardano il sistema aggregato in una logica comunitaria e nazionale con riferimento all’attuazione dei programmi operativi”.
 
“Questo è il primo evento che Unaproa organizza dopo la presentazione della Strategia Nazionale per i Po 2018/22 all’Accademia dei Georgofili” al quale ho partecipato in prima persona anche con una testimonianza dell’Op Opo Veneto – prosegue Cesare Bellò – e dalla  successiva scomparsa di Antonio Schiavelli che teneva molto a questi incontri tecnici, perché sono l’occasione per confrontarsi con le persone che devono affrontare i problemi quotidiani riguardanti l’operatività delle società che operano come Op/Aop”.
 
“Dall’analisi dei dati presentati sul sistema aggregato in Op/Aop, sia a livello comunitario che nazionale – precisa Roberto Cherubini, dirigente Mipaaf – emerge in modo inequivocabile  come l’efficienza e l’efficacia del sistema organizzato passino attraverso una migliore organizzazione societaria e una congrua dimensione della rappresentatività economica”.
 
Nel corso della riunione tecnica sono state prese in esame alcune questioni operative introdotte recentemente dalla normativa nazionale che disciplina la materia delle Op/Aop e del Programma operativo. Altresì è stato effettuato un approfondimento sulle azioni di sistema che sono previste dalla Strategia nazionale vigente, nonché una disamina puntuale e precisa delle recenti disposizioni applicative della Disciplina ambientale.
 
“Considerata la complessità e delicatezza della Disciplina ambientale – dichiara Antonio Fallacara, funzionario Mipaaf  – è stato importante e costruttivo poter interagire con i soggetti che quotidianamente applicano le norme sui Programmi operativi e rispondere alle diverse sollecitazioni dei partecipanti”.
 
Unaproa esprime grande soddisfazione per la nutrita partecipazione all’incontro – nonostante l’imminente scadenza del termine per la presentazione dei Programmi operativi – perché crede che questi appuntamenti rappresentino la strada obbligata per una maggiore qualificazione del sistema aggregato e per una filiera sempre più performante.
 
Fonte: Ufficio stampa Unaproa 
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Campagnola lancia lo scuotitore per raccolta mirtilli

Starberry MD1, il nuovo prodotto di Campagnola, presentato in anteprima quest’anno e unico al mondo nel settore della raccolta dei mirtilli. Si tratta di un innovativo scuotitore elettrico che rivoluziona letteralmente il mondo della raccolta dei mirtilli preservandone la qualità. Infatti, grazie a Starberry MD1 l’operatore non dovrà più svolgere il lavoro manualmente, ma basterà che avvicini lo scuotitore alla pianta per poter far distaccare i mirtilli in modo semplice e molto più veloce.

Grazie a Starberry MD1 giunge una soluzione concreta a tre problemi che caratterizzano la raccolta manuale di questa preziosa bacca:

-si azzerano le quantità di frutto che cadono a terra

-si velocizza la raccolta

– il frutto non viene toccato, quindi mantiene tutta la sua integrità come quando si trova sulla pianta.

LE CARATTERISTICHE DI STARBERRY MD1

Passando agli aspetti più tecnici, il nuovo scuotitore elettrico presenta un selezionatore di velocità modulabile – da 900 a 2200 battute al minuto – con tecnologia “touch” e con memoria post-accensione e spegnimento. Questo elemento permette di variare la velocità di vibrazione per realizzare una raccolta ottimale e selettiva dei frutti a seconda delle varie fasi di maturazione delle bacche. Inoltre, lo scuotitore ha un’impugnatura ergonomica con grilletto e con corsa ridotta.

Il kit del prodotto comprende:

  • Batteria al litio
  • Zainetto ergonomico di materiale traspirante
  • Caricabatterie
  • Valigetta di trasporto
  • Gancio regolabile
  • Asta in carbonio

 

I VANTAGGI DI STARBERRY MD1

Partiamo subito dall’efficacia. Starberry MD1 permette di ottenere una quantità di frutti raccolti tre volte superiore a quella manuale.

Risparmio: il nuovo scuotitore elettrico garantisce di ottimizzare i tempi di raccolta e di ridurre di un terzo l’apporto di manodopera rispetto alla raccolta manuale.

Maneggevolezza: Starberry MD1 è facile e pratico da usare grazie alla sua forma ergonomica, studiata appositamente per agevolare la raccolta meccanizzata delle bacche senza affaticare l’operatore.

Leggerezza: grazie alla presenza di polimeri a base di carbonio, lo scuotitore elettrico ha un peso molto contenuto.

Garanzia di qualità: Starberry MD1 garantisce alle aziende la qualità del prodotto finale, confermandosi un valido ed efficace strumento di lavoro, che agevola le operazioni, riduce i tempi ed assicura l’integrità della bacca di mirtillo dopo la raccolta. In questo modo si semplifica il lavoro degli operatori, evitando ogni spreco che si traduce in danno economico per l’azienda agricola.

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Ortofrutta “free from”, una nicchia sempre più di successo

Il cosiddetto universo dei prodotti “free from” rappresenta ormai una tendenza di consumo sempre più radicata nelle abitudini alimentari un po’ in tutto il mondo, tanto che anche in Italia sono comparse nella grande distribuzione vere e proprie corsie dedicata a questi prodotti, a partire da quelli “senza lattosio” e “senza glutine”, sicuramente le due tipologie più richieste. Vanno incontro alle esigenze di chi è realmente intollerante o allergico, ma anche ad una percentuale di consumatori che desidera introdurre nella propria dieta alimentare dei prodotti “senza”.

Il mondo dell’ortofrutta è, però, probabilmente quello che meno di altri ha cavalcato questa tendenza, non enfatizzando l’eventuale “non presenza” di determinati elementi. Recentemente non è passata inosservata il lancio di una linea “Senza diserbanti” di mele presentata dal Consorzio melicolo della Val Venosta, dove la parola “Senza” spicca in modo davvero predominante, ma in generale sono pochi gli esempi di brand della filiera ortofrutticola che enfatizzano questi aspetti.

Anche per il pomodoro, invece, qualcosa si sta muovendo e, dall’esame di due case history sembra proprio che la presenza di pomodori “nichel free” vada a colmare una domanda ben presente e che sino ad ora non era coperta da una offerta ad hoc.


Si chiama Sfera ed in pochissimo tempo è arrivata ad impiegare 250 dipendenti. Nella loro strategia di impresa entra il  free from – oltre il pomodoro nichel free producono anche insalata, basilico e cavolo – in grado di intercettare un bisogno.

La visione aziendale. «Il consumatore consuma di meno, ma vuole qualità più alta. È sempre più attento a tutti i meccanismi, per esempio se vengono pagati stipendi e contributi. La sostenibilità è a più ampio raggio, anche sociale e culturale. Significa condividere i nostri valori con i dipendenti, i primi consumatori. E la nostra cultura si riverbera sul territorio in cui viviamo e lavoriamo e di cui ci prendiamo cura».

E la produzione nichel free è diventata anche una community. Su Facebook si è creato un gruppo dedicato: “Sfera Agricola Customer care con oltre 10 mila gli iscritti, compresi moltissimi chef.

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L’Azienda Gandini, certificata nichel free, è un altro esempio di successo.

In questo caso, la sperimentazione e l’introduzione di innovazioni tecnologiche ha portato alla scelta idroponica e, quasi inconsapevolmente, al pomodoro nichel free.

La visione aziendale. «I nostri pomodori non assorbono nichel dal terreno, perché sono coltivati fuori suolo. I livelli sono così bassi che non hanno conseguenze sul consumatore. Siamo stati primi a presentare la richiesta di certificazione. Prima erano presenti sul mercato creme e bracciali nichel free, ma per quanto riguarda il cibo non c’era niente». Per chi deve rinunciare al pomodoro a causa dell’intolleranza al metallo è un’ancora di salvezza.

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Schedati i 20 nemici per l’agricoltura europea

Xylella, Popillia japonica, Citrus Black Spot, Citrus greening e Anoplophora glabripennis. Sono gli organismi alieni dichiarati nemici pubblici per l’agricoltura europea da Efsa e Commissione

Efsa e Commissione europea schedano i nemici più pericolosi per l’agricoltura. È infatti uscita la lista formulata dal Centro comune di ricerca (Ccr) della Commissione europea e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa).

La lista è costituita da 20 organismi classificati tra i più nocivi per l‘agricoltura dell’Ue e il materiale vegetale in cui possono trovarsi deve essere messo in quarantena.

La lista dei parassiti più nocivi si apre con:

  • il batterio Xylella fastidiosa che colpisce ulivi, mandorle, vite tra le altre coltureimportanti.
  • Al secondo posto il coleottero giapponese Popillia japonica,
  • il Citrus Black Spot ovvero la patologia fungina della macchia nera degli agrumi
  • il Citrus greening malattia degli agrumi causata da batteri mobili, Candidatus Liberibacter spp.,
  • Anoplophora glabripennis, o coleottero asiatico dalle corna lunghe che sono tra i parassiti di alto livello che incidono sulla salute delle piante in Europa

La lista è stata formulata in base ai danni che i parassiti elencati hanno provocato nel territorio dell’Unione. Manca per ora la cimice asiatica perché i danni sono ancora localizzati solo in pochi paesi.

Ad esempio, il batterio Xylella fastidiosa ha decimato, come sappiamo, gli ulivi centenari nel sud dell’Italia e le popolazioni in aumento di Popillia japonica hanno causato un danno importante nei frutteti degli alberi da frutto.

La loro inclusione nell’elenco degli organismi nocivi prioritari dell’UE comporta obblighi per gli Stati membri in merito a campagne di informazione, indagini rafforzate, piani di emergenza, piani di simulazione e piani d’azione per l’eradicazione.

Gli esperti hanno valutato anche i danni che potrebbero conseguire dalla diffusione di tali organismi nocivi. Il batterio Xylella fastidiosa, l’organismo nocivo con i maggiori impatti sulle colture agricole, compresa la frutta, ha il potenziale di causare perdite di produzione annue di 5,5 miliardi di euro, incidendo sul 70% del valore della produzione dell’UE di ulivi secolari (oltre 30 anni) e il 35% in valore di quelli più giovani; 11% di agrumi; 13% di mandorle e tra l’1-2% della produzione di uva e mettere a rischio quasi 300.000 posti di lavoro in tutta Europa attualmente coinvolti in tale produzione.

Oltre agli impatti diretti sulla produzione, i parassiti hanno effetti indiretti significativi sui settori economici a monte o a valle.

Ad esempio, la diffusione completa dello scarabeo dalle lunghe corna asiatico (Anoplophora glabripennis) potrebbe comportare la perdita diretta di oltre il 5% dello stock complessivo di diverse specie di alberi forestali dell’UE, come ontano, frassino, faggio, betulla, olmo, carpino, acero, platano, pioppo, prunus, sorbo o salice, del valore di 24 miliardi di euro, una perdita che potrebbe comportare un impatto economico nel settore forestale a monte di 50 miliardi di euro. Anche gli impatti sul patrimonio culturale e alimentare possono essere elevati. Popillia japonica potrebbe causare perdite su oltre 80 prodotti protetti da marchi di qualità UE.

Come esempio di indicatore di impatto ambientale, lo scarabeo dalle lunghe corna di agrumi (Anoplophora chinensis) si è classificato al primo posto in termini di numero potenziale di specie di piante attualmente coltivate nelle strade e nei parchi dell’UE che potrebbero essere colpite.

Tibor Navracsics, commissario per l’Istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, responsabile del Centro comune di ricerca , ha dichiarato: «Per proteggere efficacemente le nostre piante e la qualità della vita dei nostri cittadini, dobbiamo prima catturare l’impatto dannoso di parassiti come lo scarabeo giapponese o la macchia nera di agrumi sulla nostra economia, ambiente e società. Grazie a un nuovo indicatore progettato dal Centro comune di ricerca, ora possiamo stimare il danno causato da questi parassiti in diverse dimensioni, comprese quelle meno tangibili, come il paesaggio e il patrimonio culturale o biodiversità ed ecosistemi. Questo ci ha permesso di identificare i 20 peggiori trasgressori su cui dovremmo concentrare i nostri sforzi».

 

 

 

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Il digitale per l’agrifood, nuove tecnologie di frontiera

Digitalizzazione, la nuova alleata per l’agrifood

Venerdì 27 settembre a Perugia si è conclusa la terza tappa del tour italiano del Team digitale per l’agrifood. L’obiettivo del team è partire dal territorio nazionale, con le sue sfide e le sue complessità, per aggregare sensibilità e competenze attorno a un settore vitale per l’economia italiana come l’agrifood. 

 
Lo sviluppo dell’agricoltura è stato un momento fondamentale per l’umanità. La capacità degli esseri umani di progettare l’ambiente per generare cibo in quantità sufficiente per sostenere una massiccia crescita della popolazione è stato il primo, profondo cambiamento che ha innescato il progresso e la cultura come noi la conosciamo. 
Ma oggi siamo ad una svolta. Con una proiezione demografica globale di 9,7 miliardi di persone entro il 2050 (la stima è delle Nazioni Unite), la produzione agricola dovrà aumentare di almeno il 70% rispetto ai livelli attuali per soddisfare i bisogni nutrizionali. 
 
Diventa perciò essenziale rivolgersi alle tecnologie di frontiera: dalla robotica ai droni, dall’intelligenza artificiale alle blockchain, passando per agricoltura di precisionebiotecnologiesecurity intelligence ambientale. Oggi le aziende hanno accesso a molteplici strumenti in grado di aiutarle soddisfare le esigenze sia su scale globale che locale: occorre apprendere ad utilizzarli nel modo migliore. 
 
L’automatizzazione, spesso associata al concetto di smart (intelligente), rende le aziende più efficienti e rende più sicuro il ciclo completo del prodotto in tutti i suoi comparti: dalla produzione alla trasformazione alla filiera al marketing. 
 
Le blockchain, ad esempio, permettono di presidiare tutti gli snodi della filiera produttiva e quindi di intervenire a mitigare problemi come le frodi alimentari. La struttura delle blockchain garantisce che ogni attore lungo la “catena del valore” alimentare generi e condivida in modo sicuro informazioni atte a creare un sistema responsabile e tracciabile. 
 
Per quanto riguarda l’agricoltura di precisione, un recente rapporto di Grand View Research, Inc. prevede che entro il 2025 il mercato raggiungerà i 43,4 miliardi di dollari. I sensori remoti, i satelliti e gli Uav possono raccogliere informazioni 24 ore al giorno su un intero campo. Questi possono monitorare la salute delle piante, le condizioni del suolo, la temperatura, l’umidità, la presenza di parassiti, microclimi e molto altro. 
 
L’idea è di consentire agli agricoltori di comprendere meglio la situazione sul terreno attraverso una tecnologia avanzata (come il telerilevamento) che può dire di più sulla loro situazione di quanto possano vedere ad occhio nudo. E non solo in modo più preciso, ma anche più veloce. I sensori remoti poi consentono agli algoritmi di interpretare l’ambiente di un campo come dati statistici che possono essere compresi e utili agli agricoltori per il processo decisionale. 
 
All’interno dei lavori il focus non è stato rivolto soltanto verso le aziende, ma anche ai consumatori/ individui. Con le nuove tecnologie e l’automatizzazione dei processi si possono produrre, trasformare e consegnare i prodotti in modo tale da avere sempre freschezza e sostenibilità (il che significa meno spreco). Le pratiche di automatizzazione sono in grado di rendere il settore dell’agrifood ancora più competitivo, riducendo l’uso di pesticidi, fertilizzanti e allo stesso tempo ridurrebbe anche le emissioni di gas serra. Con l’aumento della produttività aumentano anche la resa e il tasso di produzione, riducendo i costi per i consumatori. 
La digitalizzazione del settore agrifood avrà ovviamente anche importanti ricadute sociali: tenendo presente che oggi le persone che soffrono ancora la fame sono 820 milioni, l’11% della popolazione mondiale. 
Ma è importante ribadire che l’uomo non verrà mai messo da parte. La centralità dell’elemento umano, nella produzione come nel consumo del cibo, resta la chiave di volta di un’esperienza insostituibile di cultura e di vita. 
 
Durante la conferenza sono intervenuti Roberto Reale di Aidr, William Nonnis Full Stack & Blockchain Developer del Ministero della Difesa, il Pietro Azzara Presidente di Italia4Blockchain, nonché il mondo accademico con il Luca Grilli Docente di Sicurezza Informatica, Dipartimento di Ingegneria, Angelo Frascarelli Docente di Economia e Politica Agraria dell’Università di Perugia e Marco Santarelli Direttore Scientifico ReS On Network Londra, Fondazione Margherita Hack e Capo Dipartimento Scienze dell’Uomo e Sociali e Responsabile Laboratorio IC2 Lab – Poliarte di Ancona, Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito Avvocato e Docente di Diritto dell’Amministrazione Digitale, oltre a David Jose Ramirez Marketing & Wine Specialist, a Simona Riccio Agrifood & organic specialist, a Simone Stricelli Creative Director della Kaos Communication, ad Alessandra Lombardi Avvocato studio legale Spacchetti, a Francesco Paolo Russo di Ciù Ciù Tenimenti Bartolomei – Marketing Innovation. Ha moderato i lavori l’Avvocato Paolo Spacchetti.
 
 
Fonte: Team digitale per l’Agrifood
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Studio CREA per contrastare HLB, la malattia degli agrumi

Il CREA, attraverso il progetto Horizon 2020 Pre-HLB  fa parte del team internazionale di enti di ricerca che hanno messo a punto un metodo di contrasto al diffondersi di un batterio che sta devastando le coltivazioni agrumicole europee.

Pre-HLB: Un progetto europeo H2020 per la prevenzione della diffusione della malattia Huanglongbing (HLB) nelle coltivazioni agrumicole europee

“Preventing HLB epidemics for ensuring citrus survival in Europe (PRE-HLB)” è un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma quadro Horizon2020 con uno stanziamento di 8.001.690 di euro. Il progetto, di durata quadriennale, ha come obiettivo la messa a punto di soluzioni efficaci per contrastare l’ingresso in Europa della malattia Huanglongbing (HLB), causata da batteri appartenenti al genere Liberibacter e, qualora ciò non fosse possibile, per mettere in atto le contromisure necessarie per contenerne la diffusione nel breve, medio e lungo periodo. Le attività del progetto hanno avuto inizio ufficialmente a Luglio nel corso di un meeting in Portogallo.
Pre-HLB coinvolge 24 centri di ricerca di 10 stati, europei ed extraeuropei (Brasile, Cina, Israele e Stati Uniti d’America). Il coordinamento del progetto è affidato al Dr. Leandro Peña dell’Instituto de biologia molecular y celular de plantas (IBMCP) di Valencia. L’Italia risulta coinvolta nel progetto attraverso il contributo di tre istituzioni: il dipartimento di Agricoltura, Alimentazione ed Ambiente (Di3a) dell’Università degli Studi di Catania; Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA, Centro di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, sede di Acireale) ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). A tali istituzioni di ricerca si aggiunge la presenza del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali attraverso il Servizio Fitosanitario Nazionale individuato come membro dell’advisory board del progetto al fine di contribuire ad una capillare diffusione delle informazioni, di presiedere alle attività di monitoraggio e di controllo e di collaborare per il raccordo fra le linee guida messe a punto nel progetto e il sistema produttivo agrumicolo Italiano.
IL PROGETTO:
Il progetto nasce dalla necessità di mettere a punto mezzi di contrasto efficaci per impedire o limitare la diffusione di HLB in Europa. Questa malattia ha avuto origine nel sud-est asiatico per poi, in poco più di un decennio, diffondersi in quasi tutte le aree del mondo a vocazione agrumicola (Cina, Stati Uniti d’America e Brasile) nelle quali ha determinato importanti perdite economiche. L’HLB è causata da tre specie batteriche afferenti al genere Candidatus Liberibacter, la cui sopravvivenza e movimentazione su larga scala è assicurata dalla presenza di due insetti vettori: Trioza erytreae e Diaphorina citri. Entrambi gli insetti sono stati già segnalati nelle isole Azzorre e nelle isole Canarie, mentre, al momento, solo Trioza erytreae è stato rinvenuto nella penisola Iberica. Anche se ad oggi la presenza di batteri responsabili dell’HLB nel territorio dell’Unione Europea non è stata riscontrata, il rischio che ciò accada in un futuro prossimo è concreto a causa della intensa circolazione di merci e persone ivi inclusa l’importazione non controllata di materiale di propagazione di agrumi dai paesi in cui la malattia è presente. I dati sulla diffusione della malattia nei paesi extra Europei hanno evidenziato, infatti, come l’introduzione del batterio, in paesi in cui è già presente l’insetto vettore, determini una diffusione inarrestabile della malattia. Da ciò consegue l’urgenza di mettere a punto strumenti utili per impedire l’introduzione di HLB in Europa e, in subordine, di mettere in atto strategie di controllo a partire dal rapido riconoscimento dei sintomi e dalle applicazione delle più idonee misure di contenimento. In tal senso il contributo dei Paesi già interessati dalla presenza della devastante malattia è di grande ausilio.
I ricercatori italiani spiegano: ‘Al giorno d’oggi, l’HLB è considerata la principale minaccia a livello mondiale per l’agrumicoltura. La particolare pericolosità della malattia è determinata da una serie di concause quali: la gravità dei sintomi (tali da compromettere le capacità produttive della pianta), l’assenza di una sintomatologia precoce e dunque la difficoltà di mettere in atto efficaci strumenti di prevenzione e l’assenza, ad oggi, di adeguati strumenti di controllo di lungo periodo. La veloce diffusione è determinata anche dal fatto che HLB può attaccare indifferentemente tutte le varietà ed i portainnesti di agrumi, ed al momento, non esistono varietà e portinnesti di agrumi resistenti’.
Per questa ragione, le prime linee di azione di Pre-HLB si rivolgono ad una capillare diffusione delle informazioni necessarie per evitare l’introduzione della malattia nelle aree indenni, riconoscerne i sintomi e mettere in atto tutte le strategia di prevenzione. A tal fine il progetto prevede anche il monitoraggio dei punti di ingresso in Europa del materiale vegetale così da verificare la presenza e la diffusione dei due insetti vettori. In un secondo momento verranno messi a punto modelli che simulino la diffusione dei vettori nelle diverse zone dell’Unione Europea così da prevederne gli spostamenti e garantire una rapida risposta per il loro contenimento. Al tempo stesso verranno sviluppati nuovi strumenti per il controllo degli insetti.
Nel medio e lungo termine il progetto si prefigge altresì l’obiettivo di studiare le eventuali fonti di resistenza e di utilizzarle in programmi di miglioramento genetico avvalendosi di tutte le metodologie sinora disponibili, ivi incluse, le New Breeding Techniques.
Manifestazione dei sintomi dovuti ad infezione di HLB in agrumi. (A) Nelle fasi iniziali della malattia gli alberi colpiti sono caratterizzati dalla presenza di uno o più rami clorotici. (B) Con il proseguire della malattia l’albero perde buona parte delle foglie. (C) Uno dei sintomi caratteristici dell’HLB è la manifestazione di clorosi fogliari asimmetriche. (D-E) Un altro sintomo caratteristico è il colore aranciato dei tessuti vascolari in prossimità del peduncolo, laddove le piante sane mantengono una colorazione verde dei vasi. (F) I frutti di piante colpite, durante la maturazione, presentano un’inversione dei colori. (G) Deformazione e necrosi dei tessuti vascolari. (H) I frutti di agrumi colpiti da HLB presentano inoltre aborto dei semi. Foto per gentile concessione di Fundecitrus (Fundo de Defensa da Citricultura).

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Rete Rurale Nazionale. La pianificazione alimentare: concetti e modelli

Quadro di riferimento degli approcci e dei modelli alla base dello sviluppo delle politiche alimentari. Partendo dal concetto di sistema alimentare, si evidenziano le evoluzioni intervenute al suo interno negli ultimi decenni, facendo riferimento anche ai differenti ruoli e pesi che lo stesso ha assunto nelle politiche nazionali e internazionali.

Da alcuni anni, a seguito dei fenomeni che hanno portato all’industrializzazione dei sistemi alimentari e a una disconnessione fra i momenti della produzione e del consumo, le città hanno cominciato a guardare ai sistemi locali del cibo come leve per un ripensamento di molti processi che riguardano la sostenibilità urbana e la qualità della vita dei cittadini. Contemporaneamente, a seguito dei processi di urbanizzazione, i principali programmi internazionali e agende urbane hanno sottolineato la necessità di integrare lo sviluppo sostenibile all’interno delle politiche urbane, andando a indirizzare i modelli alimentari e agricoli verso un nuovo paradigma.

Sotto questi impulsi si sono sviluppati approcci territoriali volti a considerare il tema del cibo come tematica trasversale a molte politiche pubbliche urbane, capace di connettere in modo virtuoso aspetti quali, solo per citarne alcuni, la salute e la nutrizione, le relazioni tra città e campagna, i rapporti all’interno delle filiere, i diritti dei lavoratori, la pianificazione delle aree verdi. In questo contesto, vari modelli di agricoltura, da quella più strettamente urbana a quella svolta in territori rurali, si relazionano in un mix che cerca di combinare la disponibilità e la competizione della risorsa terra con le potenzialità offerte in termini di produzione di cibo e di servizi ad esso correlato, nel tentativo di riconnettere spazialmente, socialmente e cognitivamente produzione e consumo, città e territori rurali, in una rinnovata concezione che supera una ormai obsoleta dicotomia città-campagna verso connessioni urbano-rurali più vibranti, sostenibili ed economicamente interessanti.

Per accedere alla pubblicazione clicca qui Working_Paper

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Circolare Mipaaf 14 ottobre, valori massimi e importi forfetari nei Programmi Operativi delle OP

Circolare n. 5440 del 14 ottobre 2019 “Valori massimi ed importi forfettari per talune tipologie di spese ammissibili nei programmi operativi delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli”

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Sarma Group lancia nuova linea confezioni eco-friendly per l’ortofrutta

Compostabilità e sostenibilità sono le parole chiave della nuova gamma di pack che Sorma Group presenterà per la prima volta in fiera a Fruit Attraction 2019, la manifestazione internazionale dedicata a frutta e verdura, che si terrà dal 22 al 24 ottobre in Spagna. Le novità saranno esposte allo stand di Sorma Iberica, sede operativa spagnola del Gruppo Sorma, la multinazionale di riferimento per i sistemi di selezione, pesatura e confezionamento dei prodotti ortofrutticoli.

In seguito a un lungo periodo di ricerca e con l’obiettivo di fornire un’ulteriore risposta concreta alle esigenze del consumatore moderno, l’azienda è riuscita infatti a creare una linea intera di confezioni plastic free, convertendo ogni singola proposta di packaging di Sorma Group in una nuova versione 100% compostabile.

Vertbag, ad esempio, è un packaging per arance, patate e fagiolini costituito da una banda realizzata con una speciale carta compostabile che già a prima vista si differenzia dalle normali confezioni. La rete, invece, è realizzata con una mescola plastic free, anch’essa compostabile. Questo innovativo packaging è stato presentato in anteprima alla quarta edizione di Fresh Retailer: Show&Conference: il 26 settembre scorso a Milano Vertbag era infatti tra le soluzioni eco-friendly selezionate per essere esposte nella vetrina Inspiring Packaging Showcase.

Per saperne di più e scoprire tutte le altre soluzioni l’appuntamento è a Fruit Attraction, Pad. 3, Stand D11 – Sorma Iberica.

Sorma Group opera dal 1973. Attualmente è l’unico complesso di aziende al mondo in grado di offrire ‘chiavi in mano’ l’intera linea di macchinari necessari a selezionare, pesare e confezionare automaticamente i prodotti ortofrutticoli, congiuntamente alla fornitura del materiale tecnico per creare tutte le forme di packaging. Sono oltre 160 i modelli di macchine automatiche proposti, protetti da 60 brevetti interamente sviluppati da un team interno di 35 ingegneri. Più di 30 referenze ortofrutticole possono essere selezionate e “vestite” con la massima precisione e affidabilità, per rispondere efficacemente ai requisiti, sempre più severi, della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Il Gruppo è presente con le proprie sedi operative in: Spagna, Germania, Francia, Turchia, Olanda, USA e Brasile. A queste filiali si aggiungono oltre 40 distributori specializzati, che operano a livello globale.

Clicca qui per saperne di più 

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La rivoluzione digitale dell’agroalimentare a CIBUS TEC

Sarà CIBUS TEC, l’innovativa manifestazione sulla tecnologia alimentare, ad ospitare, dal 22 al 25 ottobre, presso Fiere di Parma, il secondo appuntamento annuale per la diffusione della cultura della blockchain, grazie a Blockchain Plaza, il nuovo format ideato da CSQA – Ente di Certificazione leader in Europa per il settore agroalimentare – ed Euranet – Società di consulenza e tecnologie per la compliance – per condividere esperienze, idee e proposte su una grande tematica di sviluppo del settore agroalimentare. Un’iniziativa inedita sull’elemento che oggi rappresenta la vera innovazione per implementare tracciabilità e rintracciabilitàanti-contraffazione e controllo delle frodi.

L’obiettivo di Blockchain Plaza, è infatti quello di diventare il punto di incontro e confronto tra imprese e aziende delle filiere agroalimentari per lo sviluppo della “Data Economy” italiana. Un progetto di ampio respiro nato dalla collaborazione di aziende leader, provenienti da vari settori e con know-how differenti. Hanno infatti aderito all’iniziativa come partner: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano, InfoCertGS1 ItalyBecker LLCAntares Vision e A2A Smart City.

Temi centrali dei numerosi seminari che, durante il CIBUS TEC di Parma, comporranno il programma di Blockchain Plaza grazie alle relazioni dei partners: “La legalità della Blockchain”, “L’integrazione tra Enterprise Blockchain e sistemi informativi esistenti”, “Food Certification Systems”, “Agricoltura di precisione”, “Tracciabilità automatica per l’olio EVO”, “Tracciabilità univoca nel Food & Beverage”, “Smartcontract, proprietà intellettuale e GDPR”, “I prodotti si raccontano: dal package al gemello digitale con gli standard GS1”, oltre alla case history della blockchain applicata all’eccellenza dell’Aceto Balsamico di Modena IGP.

Blockchain Plaza è nel Padiglione 03 – Stand n. F 062/068

Info e programma dettagliato su www.blockchainplaza.it

Fonte: CSQA Certificazioni

La ministra Bellanova presenta le linee programmatiche alle Commissioni Agricoltura

Le priorità del Ministero per l’azione di Governo:
1)  Rafforzare la competitività delle imprese garantendo l’invarianza fiscale, rilanciando gli investimenti, favorendo la digitalizzazione e la propensione all’export ed eliminando le barriere di accesso ai fattori terra, credito e capitali in particolare in favore dei giovani e delle donne.
2) Promuovere e valorizzare il Made in Italy nel mondo e impedire i fenomeni che minacciano il valore e la reputazione dei prodotti italiani.
3) Garantire trasparenza ai cittadini sulla qualità e provenienza di alimenti e materie prime utilizzate.
4) Contrastare le posizioni dominanti nella filiera e assicurare una più equa distribuzione dei margini.
5) Assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori con la piena applicazione della normativa sul caporalato.
6) Arginare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle produzioni e rafforzare gli strumenti a tutela dei redditi degli agricoltori, valorizzando il ruolo attivo dell’agricoltura nella salvaguardia dell’ambiente e nella prevenzione del dissesto idrogeologico.
7) Favorire processi di innovazione sostenibile, di riduzione degli sprechi alimentari e una più oculata gestione delle risorse naturali anche attraverso lo sviluppo dell’agricoltura di precisione.
8)   Accelerare azioni organiche per la difesa del suolo agricolo, per la permanenza dell’agricoltura nelle zone montane e per la conservazione e valorizzazione del patrimonio paesaggistico agricolo e forestale.
9) Favorire l’inclusione attraverso la valorizzazione dell’agricoltura sociale.
10) Tutelare il reddito dei pescatori e garantire lo sviluppo di un’economia sostenibile del mare attraverso la salvaguardia delle specie marine.


Le azioni e gli obiettivi programmatici enunciati dal Ministro

Metodo di lavoro
Per riuscire a rendere concreti gli impegni elencati, credo sia necessario partire da un metodo di lavoro condiviso. Credo in una stretta collaborazione con il Parlamento per dare prospettiva all’attività quotidiana di agricoltori, pescatori, allevatori, produttori di cibo e vini di qualità italiani. Sono convinta che davanti alle necessità di questo settore non ci siano colori politici, ci sono soluzioni da mettere in campo. Costruirle insieme è la sfida che ci aspetta nei prossimi mesi. Ci sono molte proposte di legge di fondamentale importanza da portare a compimento come quella sulle semplificazioni, la proposta sul biologico, il divieto delle aste al doppio ribasso, il contenimento del consumo di suolo, solo per citarne alcune.  Dichiaro fin da ora la mia massima disponibilità e quella di tutta la struttura ministeriale. Allo stesso modo ho già incontrato gli assessori regionali per costruire un rapporto nuovo con le Regioni.

Il Piano strategico nazionale, che rappresenta uno dei tratti caratterizzanti della proposta di riforma della PAC post 2020, dovrà essere un’opportunità anche per le regioni. Per il nostro Paese rappresenta la possibilità di dare risposte alle diverse realtà produttive, valorizzando le differenze e allo stesso tempo tenendo alta l’ambizione di costruire politiche di lungo respiro per il settore primario.

È mia intenzione dare vita al Ministero a una Consulta permanente per la crisi climatica e le priorità agricole, per costruire insieme il piano strategico nazionale, coinvolgendo anche Enti, Università, imprenditori, organizzazioni agricole e industriali, sindacati, parlamento, regioni, cittadini, in un processo partecipativo di scrittura del futuro agricolo, alimentare e ambientale del Paese. Il nostro faro sono gli Obiettivi sostenibili dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite, all’interno dei quali l’Italia e la sua agricoltura devono ritrovare un ruolo guida.

La nuova Pac post 2020
Allo stesso modo ritengo fondamentale il lavoro in ambito europeo, per riaffermare il ruolo e il modello di agricoltura italiano, soprattutto in vista della riforma delle Politica Agricola Comune e nella definizione degli accordi commerciali.

Partiamo da un elemento chiave: i fondi europei per la PAC 2020 non devono prevedere tagli. Si tratta di una delle sfide fondamentali per lo sviluppo e il futuro del settore. È necessario:
– Assicurare al settore agricolo e agroalimentare le risorse comunitarie necessarie per attuare politiche volte al rafforzamento della competitività del Made in Italy, al miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi e proprio al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibili dell’Agenda 2030.
– Migliorare l’attuale proposta di riforma della PAC post 2020 in modo da salvaguardare il ruolo delle Regioni nella programmazione e gestione delle politiche, in particolare dello sviluppo rurale.
– Negoziare a livello UE politiche volte al rafgorzamento del sostegno al reddito delle imprese agricole, in particolare a carico dei settori produttivi più rilevanti per il Made in Italy, rivedendo ed estendendo il modello delle Organizzazioni Comuni di Mercato.
– Riorientare il sostegno della PAC in modo da privilegiare i settori più strategici ed evitare lo spopolamento delle aree rurali.
– Tutelare tutto il Made in Italy e garantire trasparenze e reciprocità negli accordi commerciali.

Su tutti questi punti il dialogo con voi sarà costante per aggiornarvi sull’avanzamento delle trattative e per verificare i progressi del negoziato, così come condividere i miglioramenti da apportare ad alcuni accordi per una più forte salvaguardia del Made in Italy.
Ora vorrei passare rapidamente in rassegna i punti chiave che ho elencato poco fa per approfondire gli obiettivi con alcune prime indicazioni di lavoro.

1) Rafforzare la competitività delle imprese
La nostra priorità assoluta è tutelare il reddito degli agricoltori. La via primaria è garantire competitività alle imprese, a partire dall’utilizzo della leva fiscale. Anche in questa sede voglio ribadire che, come concordato con il Ministro dell’Economia Gualtieri, è escluso un taglio delle agevolazioni per il gasolio agricolo. La missione complessiva del governo è quella di garantire una diminuzione della pressione fiscale e in questo contesto credo vada assicurata attenzione alle esigenze del comparto agricolo.

Allo stesso tempo lavoriamo per il rilancio degli investimenti attraverso il potenziamento dei contratti di filiera e di distretto, individuando nuove forme incentivanti per la digitalizzazione, l’export e l’e-commerce. Abbiamo bisogno di rendere più forti, equi e stabili i rapporti tra agricoltori e trasformatori, consentendo così al Made in Italy di crescere dal campo fino alla tavola del consumatore. In questa chiave utilizzeremo anche uno strumento di progettazione territoriale come i distretti del cibo, sul quale siamo pronti a dare seguito alla fase attuativa. È mia intenzione convocare con costanza a livello politico e tecnico tavoli per singola filiera, che possano diventare luogo dove affrontare le urgenze dei vari settori produttivi ed elaborare proposte operative. Abbiamo già avviato le prime riunioni e proseguiremo nelle prossime settimane con incontri dedicati alla filiera zootecnica, all’olio, al vino, al grano, al riso, agli agrumi e all’ortofrutta e via via su tutti i comparti, compreso quello ippico. Vogliamo lavorare per anticipare l’insorgere di problemi e pianificare gli interventi necessari.

Ovviamente seguiremo da vicino tutte le emergenze. In questa prima fase di Governo abbiamo portato avanti i lavori per il Piano di rigenerazione olivicola dell’area colpita da Xylella e per le azioni di contenimento dell’avanzata del batterio, stiamo confrontandoci con le regioni del Nord sul grave problema dei danni provocati dalla cimice asiatica. Sarò in Sardegna la prossima settimana per un tavolo sulla questione del latte ovino. Sono convinta però che sia davvero urgente uscire dalla logica delle emergenze e lavorare sulla costruzione di un progetto agricolo sostenibile sotto tutti i profili.
Intendo caratterizzare la mia azione da Ministro, poi, su due fronti: giovani e donne. Da un lato lavoreremo su tutti gli strumenti a disposizione per favorire il ricambio generazionale e sostenere gli investimenti da parte dei giovani, a partire dalle misure del subentro in agricoltura. Puntiamo a un incremento del credito e dei capitali per investimenti attraverso gli strumenti ISMEA, così come vogliamo rendere più accessibile la terra.

Con gli stessi obiettivi intendiamo sostenere l’imprenditoria femminile, che oggi rappresenta il 30% circa dell’agricoltura nazionale. Possiamo e dobbiamo incrementare il numero di donne alla guida di aziende agricole e sostenere meglio chi già ha intrapreso questo percorso.

Vorrei infine fare un passaggio sulla possibilità di realizzare un piano di interventi per le infrastrutture logistiche per i prodotti alimentari, in accordo con Ministero dei trasporti e Ministero del Sud. Si tratta di una sfida non più rinviabile. Senza logistica non possiamo pensare di competere. Nessuno ha la bacchetta magica e per questo credo serva l’impegno di tutte le forze, nazionali e locali, in una prospettiva di lungo periodo che ponga basi solide per consentire alle nostre merci di viaggiare lontano e in modo sostenibile.

2) Promuovere e Valorizzare il Made in Italy
100 miliardi di euro. È questo il valore stimato del giro d’affari del falso Made in Italy agroalimentare a fronte dei circa 42 miliardi di euro di valore dell’export di quello autentico. Quello che subiamo ogni giorno su tanti mercati è un vero e proprio furto di identità.
Serve lo sviluppo di un’azione su più assi fondamentali.

Ho chiesto al Presidente Conte e al Ministro Di Maio un potenziamento del piano strategico per la promozione del Made in Italy agroalimentare: dobbiamo rafforzare il coordinamento, garantire risorse adeguate e puntare sulla commercializzazione e comunicazione del prodotto di origine italiana sui mercati più importanti. Le esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani sono cresciute molto, ma i mercati esteri di sbocco sono molto concentrati: la metà del valore delle esportazioni italiane viene realizzata in 5 Paesi: Germania, Francia, USA, Regno Unito e Spagna. Mancano nazioni come la Cina, il Giappone, l’India. Sulla Russia abbiamo perso posizioni che oggi sono spesso occupate da imitazioni dei nostri prodotti.

Dobbiamo cogliere al meglio anche l’occasione di Expo Dubai 2020, costruendo un ponte ideale con l’Expo di Milano del 2015 che ha rappresentato un momento di rilancio per tutto l’agroalimentare italiano.

Parliamo di un potenziale inespresso ancora importante. C’è una domanda mondiale a cui rispondere (soprattutto nei Paesi asiatici) e le nostre imprese devono poter cogliere questa opportunità. È nostro compito affiancarle con le soluzioni più adeguate e nei mercati che loro stesse ci indicheranno come aree d’interesse.

In questo quadro è opportuno puntare alla tutela del Made in Italy. A tale scopo servono strumenti per la salvaguardia anche legale delle indicazioni geografiche e il potenziamento dei consorzi di tutela. Un lavoro da affiancare ad una maggiore protezione delle Indicazioni geografiche nei trattati di libero scambio già in vigore e in quelli che l’Unione europea sta portando avanti, guardando alla salvaguardia degli interessi delle produzioni di qualità italiane. Voglio qui ricordare anche il grande lavoro fatto dall’Ispettorato repressione frodi in Europa e sul web per eliminare dal commercio il falso cibo italiano. Aver stretto accordi con le grandi piattaforme del commercio su internet consente all’Italia di garantire alle nostre denominazioni d’origine la stessa protezione contro la contraffazione prevista per i marchi privati. È un valore straordinario, che si basa proprio sulla tutela della reputazione dei siti, così come dei nostri produttori. Si parte da un principio semplice: il falso cibo è un inganno per il consumatore. Lo stesso principio vorremmo fosse applicato su tutti i mercati. È proprio di questi giorni la dichiarazione dei produttori di formaggi statunitensi che cercano di ribaltare la realtà, con l’ambizione di vendere in Europa le imitazioni di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago o mozzarella. Non succederà mai! E credo che su questo punto non troverò anche in questa sala nessuno in disaccordo.

Per affrontare i mercati consolidati e soprattutto per aprire nuove rotte è necessario anche favorire lo sviluppo di piattaforme logistico distributive all’estero per il Made in Italy. Senza snodi per le nostre eccellenze autentiche, ogni sforzo di promozione sarebbe vano in quanto non supportato dal mercato.
Valorizzare il Made in Italy, poi, significa anche sfruttare meglio l’opportunità che abbiamo quando un turista visita il nostro paese. Per questo puntiamo sullo sviluppo dell’agriturismo, dell’enoturismo e del turismo gastronomico, in coordinamento con Regioni e istituzioni competenti, per garantire maggiori fonti di reddito alle imprese e migliorare i servizi per i turisti italiani e stranieri.

3) Garantire trasparenza in etichetta
La trasparenza è un valore irrinunciabile. Oltre il 90% dei cittadini italiani ha dichiarato di voler conoscere l’origine della materia prima degli alimenti in etichetta. Per questo sul piano europeo, puntiamo all’allargamento della lista dei prodotti per i quali è previsto l’obbligo di indicazione dell’origine delle materie prime, penso ad esempio alle sperimentazioni fatte in questi anni su latte, formaggi, pasta, riso, derivati del pomodoro. Sul piano nazionale, intendiamo procedere con l’attuazione della norma sull’etichettatura obbligatoria degli alimenti individuando le categorie di prodotto coinvolte e avviando il negoziato con l’Europa, puntando sulla richiesta dei cittadini e sul legame tra qualità e origine come previsto dalle norme UE. Il Regolamento 775 del 2018 non ci soddisfa, per questo chiederemo con urgenza un incontro con la nuova Commissaria alla salute dell’Ue.
Per tutelare i cittadini ed assicurare la tracciabilità dei prodotti alimentari, poi, vogliamo favorire l’utilizzo di tecnologie avanzate, inclusa la blockchain.

4) Garantire legalità e correttezza sui mercati
Commercializzare il cibo palesemente sotto i costi medi di produzione, come sapete, è vietato. Questo fenomeno genera un disequilibrio nei rapporti di filiera che si scarica principalmente sul mancato reddito delle aziende primarie e sul possibile sfruttamento dei lavoratori agricoli.
Le priorità sono:
– Accelerare il recepimento della Direttiva europea UE 2019/633 sulle pratiche sleali, per tutelare di più e meglio il contraente debole, assicurando effettività ai controlli lungo la filiera e prevedendo il ruolo di Autorità di contrasto in capo all’Amministrazione.
– Confermare l’obbligatorietà dei contratti scritti, e l’ambito di applicazione rivolto a tutti i soggetti della filiera produttiva a prescindere dalla dimensione economica.
– Riformare il quadro penale dei reati agroalimentari, oggi fermo alle norme del codice del 1930 ed alla legge sull’igiene degli alimenti del 1962;
– Rafforzare il sistema dei controlli e delle sanzioni amministrative, in modo da renderli più rapidi, incisivi ed allo stesso tempo meno invasivi verso l’attività imprenditoriale.
Fatemi qui ringraziare le donne e gli uomini dei nostri organismi di controllo dall’ICQRF, Ispettorato centrale repressione frodi, al Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, alla Guardia Costiera – Capitanerie di porto. Siamo tra i primi al mondo per qualità e numero dei controlli proprio grazie al loro lavoro. Assicurare la legalità, contrastare le frodi, prevenire i crimini agroalimentari e ambientali sono premesse fondamentali per la credibilità del settore e la sicurezza dei cittadini.

5) Lottare contro il caporalato
Il caporalato è mafia. Come tale va combattuto per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e per salvaguardare migliaia di imprese oneste che subiscono la concorrenza sleale di chi sfrutta. Vogliamo lavorare per la piena applicazione della legge 199 del 2016, approvata senza voti contrari anche da molti di voi qui presenti oggi. Dobbiamo attuarla tanto nella parte della repressione quanto nella prevenzione del fenomeno.

Insieme alle Ministre Catalfo e Lamorgese abbiamo stabilito di attivare il Tavolo interistituzionale, che si riunirà il 16 ottobre, e adottare quanto prima il Piano nazionale triennale di contrasto e prevenzione del caporalato.

È necessario aumentare i controlli e il personale dedicato attraverso una collaborazione attiva tra Ispettorato nazionale del lavoro, Carabinieri, polizia locale per intervenire non solo nelle aziende, ma anche nell’impedire il trasporto illegale dei lavoratori.
Dobbiamo prevenire il fenomeno anche semplificando la vita delle imprese agricole, ad esempio favorendo l’utilizzo di nuove forme di intermediazione del lavoro attraverso piattaforme informatiche. Serve garantire il reperimento di manodopera legale in particolare durante i picchi stagionali, perché tante imprese oggi denunciano forti difficoltà su questo fronte.

6) Arginare gli effetti della crisi climatica
La crisi climatica è in atto. L’agricoltura è allo stesso tempo uno dei settori più esposti ai danni provocati dal riscaldamento globale e dall’altro lato uno dei possibili settori di più attivo contrasto alle emissioni di gas serra.

Come detto, l’Italia deve svolgere un ruolo guida in linea con quanto previsto dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Si intende lavorare su:
– Tutela del reddito degli agricoltori colpiti da calamità, attraverso il potenziamento del Fondo di solidarietà nazionale e con un rinnovo degli strumenti pubblici di intervento.
– Diffondere lo strumento assicurativo per proteggere le imprese.
– Valorizzare il ruolo degli agricoltori nella salvaguardia dell’ambiente, anche iniziando a misurare gli effetti positivi di sequestro del carbonio dei suoli e di altri parametri utili.
– Prevenire il dissesto idrogeologico investendo in un Piano decennale sulle infrastrutture irrigue e migliorando così la gestione di una risorsa fondamentale come l’acqua.

7) Innovazione sostenibile
Per rispondere alla crisi climatica serve anche un cambiamento radicale con investimenti sull’innovazione sostenibile. La sostenibilità deve essere basata su tre pilastri: economica, sociale e ambientale. Bisogna passare da un’economia lineare, il cui destino finale è il rifiuto o lo spreco, a una vera economia circolare. Ci sono alcune parole chiave:
– Agricoltura di precisione. È necessario sostenere i progetti di diffusione di queste tecnologie per una migliore gestione dei suoli, degli allevamenti, dell’acqua per irrigare. La tecnologia al servizio dell’ambiente.
– Ricerca. Investire nella ricerca pubblica per tutelare le colture tradizionali italiane, anche alla luce del necessario adattamento climatico.
– Biologico. Si intende valorizzare le produzioni biologiche che vedono una crescita costante degli ettari dedicati alla coltivazione ora arrivati a 2 milioni, degli operatori che raggiungono quasi le 80mila unità e dei consumi nazionali. Oltre alla legge sul biologico che ho già citato, daremo nuovo impulso alla diffusione delle mense biologiche certificate nelle scuole e priorità al rafforzamento dei controlli contro il falso bio e alle frodi, anche internazionali, che rischiano di compromettere il legame fiduciario col consumatore.
– Lotta agli sprechi alimentari. Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato, con un fenomeno che solo in Italia vale 12 miliardi di euro. Bisogna rilanciare il lavoro avviato con la Legge 166 del 2016,  nella riduzione del fenomeno nelle filiere produttive e di educazione delle famiglie, tenuto conto che il 50% dello spreco avviene dentro le mura di casa. Vogliamo rilanciare anche il ruolo del Ministero in materia e nelle prossime settimane è mia intenzione convocare il Tavolo di contrasto agli sprechi alimentari e di assistenza alimentare agli indigenti per un confronto con i componenti e per stabilire un cronoprogramma dei lavori.
– Energia. L’economia è davvero circolare se trasforma lo scarto in risorsa. In agricoltura significa investire nelle bioenergie, valorizzando i sottoprodotti e puntando sulle rinnovabili.

8) Difesa del suolo agricolo
Contrastare l’abbandono e la cementificazione del suolo fertile. È tempo di passare dagli impegni ai fatti. L’Italia ha bisogno di terreni da destinare alla produzione di cibo, visto che non raggiunge l’autoapprovvigionamento in molti settori. Difendere il suolo, significa coltivare futuro. Credo che approvare la legge contro il consumo di suolo sia una scelta politica non rinviabile. Se ne discute da anni è ora di metterla in pratica.

Abbiamo da valorizzare uno strumento come la Banca delle terre. Bisogna avviare con urgenza in tutto il territorio italiano un censimento delle terre abbandonate o incolte, registrarle nella Banca delle terre e farle tornare produttive dando priorità a giovani e donne che vogliano diventare imprenditori agricoli.

Le aree interne e montane devono essere al centro delle politiche del ministero, tenuto conto delle particolarità di questi territori e della necessità di contenere il fenomeno di spopolamento in atto.
Sul fronte delle foreste, in un mondo dove si bruciano milioni di ettari di boschi come accaduto in Siberia o in Amazzonia, l’Italia deve puntare a curare e valorizzare i propri boschi attraverso il Piano forestale nazionale coordinato con gli obiettivi europei del settore. La filiera bosco-legno è strategica per investire nell’economia circolare.

9) Agricoltura sociale
Ritengo la legge 141 del 2015 una conquista importante, perché per la prima volta è stata definita e valorizzata l’agricoltura sociale. C’è molto ancora da fare. È assolutamente necessario proseguire sulla strada della multifunzionalità delle imprese, enfatizzando attività come l’agriturismo o gli agriasili e agrinidi. Ma soprattutto vogliamo supportare i progetti di inclusione sociale, perché l’agricoltura possa rappresentare un’occasione per includere i soggetti più deboli, come dimostrano tantissime esperienze in giro per l’Italia che vanno rafforzate. Sarà al più presto convocato il tavolo previsto dalla norma e si valuteranno insieme i passi da compiere in questa direzione.

10) Pesca
Vogliamo tutelare gli interessi e il reddito dei pescatori italiani. Per farlo è necessario lavorare su tutti i tavoli che compongono il complesso sistema di governance di questo settore a partire dal livello europeo e in ambito FAO. È fondamentale sostenere e rafforzare gli strumenti a disposizione dell’Italia per promuovere il proprio interesse nazionale. La posizione centrale dell’Italia nel bacino del Mediterraneo va infatti ribadita, promuovendo il suo ruolo di guida e interlocutore privilegiato degli altri Paesi rivieraschi, siano essi membri UE o meno.

Nell’ambito di attuazione della Politica Comune della Pesca, l’indirizzo italiano è quello di sostenere le iniziative di salvaguardia delle risorse ittiche in maniera critica e propositiva, sempre con l’attenzione rivolta all’interesse del comparto nazionale. Ciò non solo in termini di sostenibilità ecologica, ma anche di sostenibilità economica e sociale per imprese e lavoratori, nonché di sicurezza e informazione dei consumatori.

Crediamo che puntando soprattutto sulla sicurezza delle nostre produzioni e sull’informazione ai consumatori, in un’ottica complessiva di filiera, potranno essere riconquistati spazi di mercato oggi occupati dalle importazioni dai Paesi terzi.
Devono essere utilizzate al meglio le risorse finanziarie del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), che vede impegnati assieme le Regioni e l’Amministrazione centrale che è l’autorità di gestione. Sul punto credo sia importante sottolineare il conseguimento dell’obiettivo N+3, che ha permesso all’Italia di non perdere fondi.

Conclusioni
In conclusione spero di aver potuto rendere qui un quadro il più completo possibile delle azioni che intendo portare avanti con il massimo impegno. Consentitemi due ultimi passaggi. Uno riguarda il Ministero. È mia intenzione provvedere quanto prima a completare la riforma del Dicastero per potenziare il lavoro amministrativo, avvicinare gli uffici alle imprese, valorizzare le professionalità di tantissime donne e uomini nei diversi ruoli e responsabilità. Avremo bisogno sempre di più anche di energie giovani, di un ricambio generazionale che deve riguardare anche l’Amministrazione perché possa stare al passo dell’innovazione del settore.

Un ultimo punto riguarda la semplificazione. Nessuno degli obiettivi citati si affronta senza questo. Semplificare è la prima parola che ognuno di noi ascolta da qualsiasi interlocutore del settore. Semplificare è anche una delle missioni più complicate a livello politico. Perché se l’etichetta della burocrazia è semplice da evocare, è molto complicato eliminarla. Su questo non vorrei prendere impegni generici. Credo sia il momento di aprire la possibilità alle aziende di segnalare direttamente e puntualmente quali circolari, quali adempimenti vanno a far sì che più che coltivare cibo, gli agricoltori facciano crescere montagne di carta.

Ad esempio chiedendo loro più volte dati che sono già in possesso di una Amministrazione pubblica. Su questo aspetto dobbiamo intervenire il più rapidamente possibile, anche grazie alla tecnologia, con la condivisione dei dati tra articolazioni dello Stato.

Togliamo il freno al sistema agroalimentare italiano, io ci credo. Sono certa che potremo contare su una leale collaborazione con tutti voi, nell’interesse di migliaia di aziende che aspettano soluzioni e risposte.
Grazie a tutti per la vostra attenzione.

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Agrinsieme chiede al Mipaaf la riconvocazione del tavolo per il settore agrumicolo

“Quello agrumicolo è un comparto di notevole rilevanza per l’economia del Paese, rappresentando circa il 25% degli acquisti di frutta per il consumo domestico, anche se nell’ultimo decennio, a causa di numerose avversità di carattere atmosferico e sanitario, quale ad esempio il cosiddetto virus della tristezza, si è registrata una sensibile riduzione delle superfici e della produzione; tale calo ha danneggiato l’Italia nei confronti dei propri competitor europei, primi fra tutti la Spagna, che nel medesimo periodo ha aumentato la produzione di arance del 24%, diventandone il primo esportatore mondiale, e ha raggiunto un primato analogo in relazione alla produzione di mandarini e clementine”. Lo ha sottolineato il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, intervenendo in audizione in Commissione Agricoltura della Camera dei deputati nell’ambito della discussione congiunta di risoluzioni per iniziative a sostegno del settore agrumicolo.
 
“In ragione di ciò, è sempre più urgente la redazione di un Piano nazionale agrumicolo, adeguatamente accompagnato da risorse finanziarie, utile per programmare gli interventi necessari nel breve e nel lungo periodo e per orientare concretamente il rilancio dell’agrumicoltura nazionale, anche attraverso il coordinamento con gli strumenti di programmazione regionale”, ha suggerito Agrinsieme.
 
“In tale ottica, è prioritario riconvocare il prima possibile il Tavolo di settore al Ministero delle Politiche agricole e riavviare l’iter di approvazione e il confronto sullo schema di decreto del Mipaaf per l’avvio del Fondo nazionale agrumicolo, approvato dalla Conferenza unificata lo scorso febbraio”, ha proseguito il Coordinamento, ricordando che “in Italia manca una base di dati univoca che consenta di avere contezza del patrimonio agrumicolo nazionale ed è pertanto indispensabile l’istituzione di un catasto”.
 
Quanto al commercio internazionale, ad avviso di Agrinsieme “bisogna prevedere una valutazione preventiva e accurata delle concessioni oggetto di accordi bilaterali e di provvedimenti unilaterali, in maniera che queste non perturbino le condizioni del mercato interno; in ogni caso vanno previste clausole di salvaguardia di immediata attivazione nel caso di pregiudizio ai produttori europei, anche con specifico riferimento a determinati areali produttivi”, ha concluso il Coordinamento.
 
Fonte: Ufficio stampa Agrinsieme 
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CREAgritrend: on line il 3° numero del trimestrale congiuntura settore agricolo

On line il bollettino, a carattere trimestrale, del CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria che analizza l’evoluzione del settore agroalimentare, fornendo un quadro generale dell’economia agroalimentare attraverso l’analisi delle principali variabili macroeconomiche, del commercio estero e della spesa pubblica.

Questo numero presenta un focus specifico sull’andamento della spesa pubblica in agricoltura

Scarica da qui il Bollettino CREAgritrend creAgritrend10_19

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Top Fresh Retailer 2020: i migliori gruppi distributivi per i fornitori di ortofrutta

Qual è il miglior gruppo distributivo operante in Italia secondo il giudizio dei fornitori di ortofrutta? Per il quarto anno consecutivo in cima alle preferenze c’è Esselunga, il gruppo che nel 2018 ha raggiunto un fatturato di 7,9 miliardi di euro, con una presenza importante nel Nord Ovest. Il premio, giunto alla sesta edizione, è frutto di un’indagine accurata che la testata giornalistica specializzata Fm – Fruitbook Magazine svolge presso i più qualificati produttori/fornitori italiani di ortofrutta: sono loro infatti, con il loro giudizio, a decidere chi premiare.

Passano gli anni, ma non cambia in modo sostanziale il giudizio dei fornitori di ortofrutta per l’uno o l’altro gruppo distributivo operante in Italia, almeno nelle posizioni di vertice. Esselunga si aggiudica anche per l’edizione 2020 il Top Fresh Retailer – è il quarto anno consecutivo – avendo preso le maggiori preferenze alla domanda: “Quali sono, tutto considerato, quelli che giudicate i migliori gruppi distributivi operanti in Italia con cui avere rapporti?”. Chiaramente incidono in modo significativo le condizioni economiche, ma sono elementi determinanti anche la professionalità dei buyer, la capacità di programmazione e di fare partnership, l’apertura alle novità e la flessibilità nella gestione delle criticità, la logistica di approvvigionamento, l’attenzione agli aspetti organolettici, etici e della sicurezza alimentare.

Sul podio dei “migliori” d’Italia vanno anche Coop Consorzio Nord Ovest (vincitore delle prime due edizioni del premio) e l’universo Conad. Precisiamo che non si chiede di premiare un’insegna, ma la centrale di acquisto, legata all’insegna, con cui si hanno i rapporti commerciali. Quindi l’universo Conad non è considerato come un’unica entità ma come 7 cooperative (ora in via di fusione) separate cui si aggiungono gli uffici centrali di Bologna. E a svettare in questo caso è ancora una volta Conad PAC 2000A, che si aggiudica il premio Top Fresh Retailer 2020 nella categoria “Il miglior gruppo distributivo del Centro Sud Italia”, davanti alla pugliese Megamark e alla toscana Unicoop Firenze.

Restando in ambito geografico, quello che viene considerato dai fornitori di ortofrutta come il miglior gruppo del Nordest – questa categoria è una novità del 2019 – risulta essere dall’indagine Aspiag Service, la concessionaria del marchio Despar nel Nordest. In vetta alle preferenze dei fornitori per quest’area c’è anche Alì Supermercati e, in crescita rispetto agli anni scorsi, anche Pam Panorama. La padovana Alì Supermercati peraltro vince per il terzo anno di fila il premio come “Il miglior reparto ortofrutta d’Italia”.

Un’altra categoria introdotta nel 2019 è l’attenzione a tutto ciò che attiene alla sfera della sicurezza alimentare, un tema su cui è sempre più attento il consumatore finale. Premesso che la distribuzione moderna è in generale molto attenta alla food safety, in questo caso il gruppo distributivo più attento, secondo il giudizio dei fornitori, è Lidl Italia, seguito da vicino da Esselunga e Coop Italia. Per quanto riguarda invece il tema dell’innovazione a 360 gradi, è Aldi Italia che, fresco di debutto in Italia, riscuote i maggiori consensi rispetto agli altri gruppi distributivi. Determinanti in questo caso sono la politica di prezzo (e scontistica) chiara, la capacità di fare programmi e rispettarli, l’attenzione elevata agli aspetti organolettici, l’estrema efficienza di tutti i processi: tutte qualità oggi poco riscontrabili nel panorama distributivo italiano, che nella maggior parte dei casi risulta ancora frammentato, inefficiente e, nel rapporto con i fornitori, sempre più mono-focalizzato sul prezzo.


Le dichiarazioni dei vincitori

TOP FRESH RETAILER 2020 – IL MIGLIOR GRUPPO DISTRIBUTIVO D’ITALIA
ESSELUNGA – Francesco Piacenti – Responsabile Acquisti Frutta e Verdura
“Il premio Top Fresh Retailer 2020, che Esselunga è lieta di aver ricevuto, riconosce l’impegno quotidiano nel cercare di offrire, con la proficua collaborazione dei nostri fornitori, oltre 500 prodotti di elevata qualità e freschezza provenienti dalle zone più vocate per le produzioni ortofrutticole”.TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR REPARTO ORTOFRUTTA D’ITALIA”
ALÌ SUPERMERCATI – Giuliano Canella – Responsabile Freschissimi
“Il nostro gruppo da sempre, ma oggi ancor di più, ritiene che la qualità del prodotto sia alla base di tutto, una priorità assoluta. Laddove la qualità sia estetica che gustativa deve essere reale, tangibile e soprattutto percepita in quanto tale dal consumatore finale, si devono aggiungere poi continue e numerose attività rivolte a valorizzare al meglio l’ortofrutta. Quindi si ripercorrono per esempio progetti con legami forti con il territorio in cui si è presenti e collaborazioni con enti sociali per promuovere tematiche sensibili al fattore umano. In quarta e quinta gamma abbiamo implementato planogrammi con gestione puntuale dello scaffale, mentre una profondità assortimentale di prodotti ad alto contenuto di servizio completa una politica dell’insegna rivolta alla freschezza e al servizio. Infine un personale attento, preparato e disponile racchiude la differenziazione e la distintività che il reparto ortofrutta di Alì vuole esprimere”.TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL GRUPPO PIÙ INNOVATIVO”
ALDI ITALIA – Carlo Fallico – Corporate Buying Director
“Grazie per questo importante riconoscimento che premia l’impegno di ALDI per il secondo anno di seguito. Siamo veramente felici che molti dei nostri fornitori parlino positivamente di noi, come un’azienda seria con la quale poter avviare collaborazioni di lungo periodo. Ed è proprio questo il nostro impegno: crescere insieme instaurando veri e propri rapporti di partnership. Cogliamo l’occasione anche per ringraziare i nostri fornitori per il sostegno che ci hanno dato fin dal nostro arrivo in Italia. ALDI crede nei fornitori italiani e il 75% di tutti i prodotti alimentari in assortimento nasce proprio dalla collaborazione con loro. Selezione efficace dei prodotti e ricerca della qualità, unite a sicurezza e innovazione, guidano le nostre scelte con l’obiettivo di soddisfare i nostri clienti con prodotti di ottima qualità al giusto prezzo”.
TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL GRUPPO PIÙ ATTENTI ALLA FOOD SAFETY”
LIDL ITALIA – Angela Cossu – Responsabile Assicurazione Qualità
“Siamo davvero molto orgogliosi di ricevere per il secondo anno consecutivo il premio Top Fresh Retailer nella categoria “Food Safety”, un ambito, quello della sicurezza alimentare, a cui noi di Lidl teniamo molto. Siamo inoltre molto soddisfatti del fatto che questo premio ci venga attribuito dai nostri fornitori. Riteniamo infatti che la sicurezza alimentare non debba essere interpretata come un processo di controlli a scopo puramente punitivo o sanzionatorio, ma debba essere considerata un percorso di miglioramento costante per entrambe le parti. È solo infatti attraverso una stretta collaborazione con i nostri fornitori che si riescono a ottenere i risultati migliori. Ringrazio quindi tutti i nostri fornitori che con noi lavorano duramente per garantire ai nostri clienti prodotti sempre più sani, sicuri e sostenibili”.

TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR GRUPPO DEL NORDEST”
ASPIAG SERVICE – Nicola Faccio – Area Manager Acquisti Frutta e Verdura
“Siamo onorati, come azienda, di aver ricevuto questo riconoscimento e di averlo ricevuto proprio da quei fornitori che ormai per noi sono diventati veri e propri Partner. Crediamo fortemente che il cambiamento e l’innovazione siano fondamentali nella nostra attività quotidiana; e la collaborazione di questi anni con i nostri fornitori, con i nostri partner, ci ha permesso di cambiare, di migliorarci e di crescere. La crescita e l’innovazione sono stati reciproci: hanno portato sempre a un’innovazione tecnica e di prodotto e a un miglioramento che vediamo riconosciuto non solo in quello che vendiamo, ma anche nella soddisfazione dei nostri clienti, mai come oggi evoluti e informati. Crediamo che questa sia la strada da percorrere in futuro, in una collaborazione positiva che mette al centro prodotto e cliente e che ci consente di stare al passo con questi tempi veloci”.

TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR GRUPPO DEL CENTRO-SUD”
CONAD PAC 2000A – Michele Capoccia – Direzione Generale Ortofrutta
“Siamo veramente felici di ricevere per il quinto anno consecutivo questo prestigioso premio che, in un certo qual modo, avvalora le scelte in temine di politiche commerciali e programmazione fatte negli anni con i nostri fornitori che ci piace definire partner. Grazie anche al Consorzio Nazionale per aver sempre più negli anni implementato la filiera dei prodotti a marchio nei vari brand – Conad Percorso Qualità, Conad Verso Natura Bio e Sapori&Dintorni – creando un forte elemento di distintività sul mercato e un processo di selezione e garanzia sui prodotti. Non possiamo dimenticare anche i nostri soci e tutte le maestranze che operano nei punti vendita che quotidianamente ci danno fiducia e finalizzano in modo perfetto le scelte fatte, con grande impegno e sacrificio. Ci aspettano sicuramente sfide sempre più importanti, nuovi scenari di mercato da interpretare, ma siamo convinti che, se continueremo a dare e ricevere fiducia dai nostri partner, raggiungeremo gli obiettivi attesi”.

Fonte: Corriere Ortofrutticolo

Citrus avverte i produttori: “finti ordini di bergamotto”

Citrus L’Orto Italiano informa che è stato scoperto che anonimi stanno contattando i produttori della regione Calabria a nome del marchio sotto la falsa identità di Marianna Palella, Ceo di Citrus, per effettuare finti ordini e non solo. 
Si avvisano tutti i soggetti che operano nel settore che Citrus L’Orto Italiano effettua i propri ordini di bergamotto attraverso il consorzio Unionberg e ribadisce e anzi sottolinea il proprio legame con il consorzio di tutela riconoscendo quindi l’importanza della valorizzazione della filiera produttiva e l’impegno nella tutela dei produttori e dei prezzi.
Citrus L’Orto Italiano invita quindi i produttori interessati a prendere contatto con l’azienda, di farlo attraverso il Consorzio Unionberg con cui ha un rapporto costante e leale.
L’avvocato Ezio Pizzi, presidente del consorzio Unionberg, conferma che da anni il consorzio è fornitore della Citrus e con piacere ne sottolinea la sana e corretta collaborazione che ha portato ad aumentare la richiesta e il consumo del frutto fresco con tutti i benefici salutistici che ne comporta verso il consumatore finale attento alla propria salute.
“La grande distribuzione italiana, che ha creduto nel bergamotto, ci ha permesso di creare sul territorio notevoli vantaggi economici e sociali nel rispetto di una filiera etica su cui crediamo insieme”.
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Fiera A&T: l’innovazione a portata di tutti

Si prepara a Torino, Oval Lingotto Fiere,  la 14a edizione (12-14 febbraio) dell’esposizione dedicata alla produzione industriale: industria 4.0, innovazione, ricerca, testing e automazione… ready to use!

Oltre 400 aziende specializzate parteciperanno al primo evento annuale di aggiornamento e miglioramento industriale: un approccio orientato alla sperimentazione, dove si potranno vedere all’opera i macchinari e i vantaggi che la loro implementazione garantisce, direttamente in linea.

In più…

A&T organizza un percorso di avvicinamento in tre eventi, tra loro complementari: è possibile per le PMI introdurre tecnologie innovative e, nel contempo, trasformare digitalmente i modelli aziendali?

Se ne parlerà qui:

> Additive Manufacturing Metallo, 8 novembre, Milano

> Robotica e Intelligenza Artificiale, 22 novembre, Milano

> Lean manufacturing e Logistica Integrata, 29 novembre, Bologna

Parteciperanno gli esperti del Comitato Scientifico di A&T e rappresentanti di alto livello del mondo industriale.
Ingresso gratuito previa registrazione.

Inoltre, due nuovi percorsi espositivi: uno verticale, dedicato a Prove e Misure; l’altro trasversale, con le più recenti innovazioni sul fronte digitalizzazione dei processi industriali.

Clicca qui per saperne di più e per partecipare

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Consultabile on line Osservatorio tendenze mercato ortofrutta settembre 2019

Consultabile on line l’Osservatorio tendenze mercato ortofrutta del mese di settembre 2019

Scarica e consulta l’Osservatorio Osservatorio tendenze mercati Settembre 2019 Osservatorio tendenze mercati Settembre 2019

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Grandi progetti di Ricerca e Sviluppo, il Mise ha stabilito le modalità di accesso

A partire dall’8 e dal 10 ottobre le imprese potranno avviare la procedura per richiedere le agevolazioni in favore dei grandi progetti di R&S, per i quali sono stati stanziati complessivamente risorse 519 milioni di euro.

Sono stati pubblicati dal MiSE i due decreti che disciplinano le modalità e i termini per la presentazione delle domande relative ai due bandi emanati lo scorso 2 agosto.

Il primo bando stanzia 190 milioni di euro per progetti nelle aree tecnologiche “Fabbrica intelligente”, “Agrifood”, “Scienze della vita” e “Calcolo ad alte prestazioni” coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente. La misura si rivolge alle imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria in tutto il territorio nazionale, con una riserva di 50 milioni dedicata alle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

Il secondo bando rifinanzia con 329 milioni di euro progetti su tutto il tutto il territorio nazionale nei settori “Agenda digitale” e “Industria sostenibile”, con particolare attenzione alla riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare.

L’iter di presentazione delle domande di agevolazioni è articolato nelle seguenti fasi:

  • pre-compilazione delle relative domande di accesso alle agevolazioni, rispettivamente l’8 e il 10 ottobre 2019
  • apertura dello sportello per la presentazione delle relative domande, rispettivamente il 12 e 26 novembre 2019

Per maggiori informazioni

 

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Il packaging dall’albume d’uovo

Nel mondo del packaging la ricerca finalizzata alla messa a punto di nuovi materiali ecosostenibili per l’imballaggio vive un momento di grande fermento. In particolare sono attualmente in esame diverse soluzioni realizzate a partire da materiali organici.

Un’équipe di ricercatori dell’Università statale del Michigan ha pubblicato quest’anno sulla rivista Food and Bioprocess Technology uno studio preliminare per la produzione di un film a base di proteine dell’albume d’uovo (EWP) mediante processi di estrusione e calandratura, la più comune tecnologia per la produzione di pellicole.

L’obiettivo è determinare il potenziale del film EWP nell’imballaggio alimentare, misurandone le proprietà meccaniche, termiche, ottiche, di barriera, la perdita di plastificante e la resistenza microbica quando viene esposto a specifiche combinazioni di umidità relativa (RH) e temperatura, oltre a confrontare alcuni dei risultati con quelli del film commerciale di acido polilattico (PLA), la bioplastica più comunemente usata per applicazioni di imballaggio alimentare.

Un film EWP trasparente, continuo, sottile e uniforme è stato prodotto con temperature della zona dell’estrusore di 40-50-60-70-75°C dall’alimentatore alla matrice e con temperature del cilindro a temperatura e velocità definite di 115-120°C e 0,111 giri/ min. La permeabilità, la leggerezza e la trasmittanza del film risultante sono state influenzate dalla temperatura mentre l’RH ha influenzato il suo spessore, le proprietà di trazione, la permeabilità, il colore, la trasmittanza e la perdita di glicerolo.

Rispetto al film in PLA, il film EWP è risultato meno fragile e flessibile, con una barriera all’acqua inferiore e maggiore rigidità, resistenza termica e barriera all’ossigeno. I due materiali presentano trasparenza, leggerezza, colore, barriera all’etanolo e sensibilità all’umidità relativa simili.

Lo studio dimostra quindi che il film EWP può essere prodotto attraverso processi di estrusione e calandratura e utilizzato in alternativa ad altri materiali per applicazioni di imballaggio alimentare in cui sono richieste resistenza termica, rigidità, resistenza, barriera all’ossigeno ed eliminazione della condensa.

Fonte: Food executive

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Il progetto ES-PA ad Agrilevante, Bari

Sostenibilità energetica ed ambientale del settore agricolo. Agrilevante, la piu importante fiera del settore agricolo del Sud Italia ospita una sessione di approfondimento e divulgazione sui contributi che il  progetto ES_PA offre al  sistema delle imprese agricole ed agroalimentari italiane ed  alle istituzioni preposte alle politiche di settore.

Alcune delle linee del progetto ES_PA, curato da ENEA, hanno a riferimento i temi della sostenibilità energetica ed  ambientale del settore primario sia attraverso l’introduzione razionale delle soluzioni tecnologiche rinnovabili e l’efficientamento energetico sia attraverso una valorizzazione in una ottica di economia circolare delle biorisorse che il sistema agroalimentare produce.

I ricercatori dell’ENEA illustreranno le attività ed i prodotti che sono in corso di realizzazione nell’ambito di tre delle linee di attività presenti in ES_PA: Le rinnovabili e l’efficienza energetica per le aziende agricole, la normativa e le  tecnologie delle biomasse e la qualità e la caratterizzazione degli scarti agroalimentari per una loro valorizzazione completa.

Sarà l’occasione per un confronto con diversi stakeholder anche al fine di meglio indirizzare e definire le attività progettuali.

La sessione di interventi dedicati al progetto ESPA si terrà nel pomeriggio del giorno 11 ottobre p.v., all’interno di una sessione, dedicata alle biomasse residuali agricole, all’energia ed alla bioeconomia circolare, organizzata da Chimica Verde, Itabia e federcanapa, presso i locali della  fiera (Sala 5):

14:00 – 16:30 Sessione biomasse residuali agricole, energia e bioeconomia circolare

Energia e Sostenibilità per la Pubblica Amministrazione” Il Progetto ES-PA dell’ENEA

o Fonti rinnovabili ed efficienza energetica in agricoltura: indirizzi tecnici – Nicola Colonna, ENEA

o Conoscere la qualità dei sottoprodotti agroindustriali per un loro impiego razionale –    Antonella Del Fiore e Daniela Cuna, ENEA

o Normative, incentivi e tecnologie per la valorizzazione energetica delle biomasse – Vincenzo Gerardi, ENEA

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Filiere agroalimentari e innovazioni digitali

Conoscere le principali innovazioni digitali nelle filiere agroalimentari come l’agricoltura 4.0, veicoli aerei e robot, mobility e geolocalizzazione, IoT, data & advanced analytics, blockchain, l’appuntamento è al Mip, School of Management Politecnico di Milano il e il 6 dicembre 2019 con il corso “Filiere agroalimentari e innovazioni digitali“.

Le nuove opportunità per le produzioni agricole, l’industria della trasformazione, la distribuzione e la nuova gestione del consumatore saranno al centro del corso che illustrerà inoltre come le innovazioni digitali inneschino un nuovo rapporto con i mercati, nuovi standard di conoscenza del prodotto, di comprensione dei suoi percorsi di produzione e di provenienza (sistemi territoriali/terroir), nonché nuovi livelli di garanzia della qualità al consumo, di efficienza, di certificazione.

Nello specifico, durante il corso si parlerà dei processi delle filiere agroindustriali e le principali innovazioni digitali nelle diverse fasi: agricoltura (campo e allevamento), trasformazione, distribuzione e mercati. Con focus su alcuni principali settori agroalimentari.
Ma non solo. Saranno infatti illustrati i nuovi dati emergenti dall’agricoltura 4.0, i percorsi informativi dalle fasi agricole alle fasi di trasformazione, distribuzione, sino alle esigenze informative dei diversi mercati; inoltre focus sulle dimensioni della qualità alimentare (l’Eptagono della Qualità) e gli strumenti della tracciabilità digitale di filiera come certificazioni, Internet of Things, blockchain,  scenario dell’innovazione a supporto della food sustainability di filiera e di prodotto, i sistemi innovativi di supply chain management, con particolare attenzione alla logistica 4.0, i nuovi strumenti di supply chain finance volti a creare efficienza nella gestione capitale circolante delle aziende agroalimentari, il ruolo innovativo che hanno le startup sviluppate in ambito smart agrifood e food sustainability.

Il corso breve di gestione strategica della digital innovation si terrà nella sede del Mip, in lingua italiana e avrà un costo di 1200 euro + Iva.

ContattiFrancesca Muzzi marketing & recruitment – Tel 02 2399 4874 – Email: corsibrevi@mip.polimi.it

Scopri i dettagli del corso Filiere agroalimentari e innovazioni digitali

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A Novembre il B2B internazionale dell’ortofrutta

Manca un mese al più importante appuntamento dell’anno in Italia per incrementare le esportazioni di ortofrutta The Rome Table, il B2B internazionale che si terrà presso l’A.Roma Lifestyle Hotel giovedì 7 e venerdì 8 novembre 2019.

In due giorni, le aziende partecipanti avranno l’opportunità di conoscere buyer esteri attentamente selezionati in base al loro interesse per le produzioni italiane e per alcuni prodotti in particolare e di incontrarne fino a 20 in incontri d’affari individuali pre-ordinati secondo un preciso calendario prefissato: un’opportunità unica nel nostro Paese in una location comoda, sia per chi venga da Sud che per chi venga da Nord, come Roma.

È prevista la presenza di 30 aziende-buyer25 straniere oltre a 5 catene della GDO italiana. I Paesi europei di provenienza dei buyer sono:  Belgio,  Croazia, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Polonia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria. I Paesi extra-UE che saranno rappresentati a Roma sono: Arabia Saudita, Argentina, Brasile, Emirati Arabi, Giordania, Khazakistan, Kenya,  India, Libano, Uganda. Sono presenti tutte e tre le principali tipologie di buyer: category manager di catene della distribuzione organizzata, importatori con magazzino, agenzie di import-export.

Scarica il programma Brochure_The_Rome_Table_2019

Iscriviti all’Evento

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Scouting, la app che rileva erbe infestanti e fattori di stress su smartphone

Quando la tecnologia mobile aiuta il lavoro degli agricoltori. La App xarvio™ SCOUTING – realizzata da BASF -, installata su smartphone Apple o Android, consente ad esempio di individuare le erbe infestanti.

Attualmente la App in Italia (con 45mila downloads già raggiunti) è disponibile principalmente su cereali, e BASF sta lavorando allo sviluppo di un database di foto che alimenti lo strumento, perfezionandone le performance su altre colture.

In sintesi, questa app – scaricabile gratuitamente da App Store e Google Play – rileva le avversità in campo, semplicemente con uno scatto. È facile, basta fare una foto con lo smartphone e l’App gratuita xarvio™ SCOUTING permetterà di identificare i fattori di stress in campo in pochi secondi. Salva nello storico le foto delle escursioni in campo, monitora la situazione nelle aree circostanti e ricevi notifiche di allerta rischio. Tutto direttamente sul proprio cellulare.

SCOUTING ha già ricevuto due importanti riconoscimenti a livello internazionale: è stata nominata come l’App più innovativa in Agricoltura per il 2019 dalla rivista CropLife e nello scorso mese di luglio ha vinto l’Innovations Program nella categoria Plant and Soil Science all’Ag in Motion Farm Expo di Saskatoon, Canada.

 

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CNR, metodo innovativo per la valorizzazione degli scarti delle arance

Un processo efficiente, economico e veloce per estrarre in acqua, senza solventi, composti bioattivi e funzionali partendo dal pastazzo di arancia. Lo studio, condotto da un team di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibe, Ismn), insieme al Dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari ambientali e forestali dell’Università di Firenze e al Centro de Química-Física Molecular and IN-Institute of Nanoscience and Nanotechnology di Lisbona, è pubblicato su Processes

Una soluzione a base di acqua e di pastazzo, lo scarto delle industrie di produzione di succo di arancia, costituito da bucce e residui di polpa, ottenuta attraverso un processo innovativo di cavitazione idrodinamica controllata, ha dimostrato la possibilità di valorizzare questo scarto agro-industriale, prodotto in milioni di tonnellate all’anno, ottenendo oli essenziali, polifenoli antiossidanti e pectina, mentre gli scarti di processo, polverizzati e ricchi di cellulosa ed emicellulosa, diventano fonti di biometano. È quanto emerge da uno studio coordinato da ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche – HCT-Agrifood Laboratory dell’Istituto per la bioeconomia (Ibe-Cnr) e Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn-Cnr) – dal titolo “Real-scale integral valorization of waste orange peel via hydrodynamic vavitation”, pubblicato dalla rivista Processes.

“L’esperienza col pastazzo d’arancia conferma che i metodi di estrazione di composti bioattivi basati su processi di cavitazione idrodinamica si stanno dimostrando i più efficienti, rapidi ed economici”, osserva Francesco Meneguzzo di Ibe-Cnr, editor dello special issue: “In estrema sintesi, la cavitazione è un fenomeno di formazione, accrescimento e implosione di bolle di vapore in un liquido a temperature inferiori rispetto al punto di ebollizione, che genera microambienti caratterizzati da temperature localmente elevatissime e intense onde di pressione e getti idraulici, capaci di intensificare una serie di processi fisici, chimici e biochimici, in modo efficiente e ‘verde’. Per la prima volta, è stato applicato al processamento degli scarti dell’industria dei succhi di arancia prodotti in Sicilia”.

La possibilità di produrre soluzioni funzionali e di estrarre materiali biologici preziosi come la pectina, senza l’uso di alcun solvente sintetico e in modo rapido (pochi minuti) ed economico rappresenta una grande opportunità per molti settori. “Un ulteriore valore aggiunto del processo utilizzato è che consente di preservare interamente la struttura e la funzionalità dei composti bioattivi, come i polifenoli e la pectina. Quest’ultima mostra un grado di esterificazione particolarmente basso che ne esalta le proprietà ai fini dei processi di trasformazione alimentare”, conclude Meneguzzo.

“Come abbiamo illustrato alla Conferenza internazionale sullo sviluppo sostenibile, le tecnologie basate sulla cavitazione idrodinamica appaiono sempre più funzionali alla bioeconomia”, sostiene Federica Zabini di Ibe-Cnr, che prosegue. “In questa applicazione siamo partiti da uno scarto il cui smaltimento è costoso e il cui recupero finora è insufficiente, per restituire prodotti di grande valore alimentare, nutraceutico, farmaceutico ed energetico”.

“Il metodo utilizzato è scalabile al livello industriale, aprendo una nuova strada per la valorizzazione degli scarti agro-industriali, non solo delle arance, ma di tutti gli agrumi”, conclude Lorenzo Albanese, sempre dello stesso Istituto, che per mezzo della cavitazione idrodinamica ha già realizzato un nuovo metodo di birrificazione, per pastorizzare i liquidi alimentari e valorizzare gli aghi di abete.

Roma, 3 ottobre 2019

Scheda

Chi: Istituto per la bioeconomia del Cnr (Ibe-Cnr) e Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr (Ismn-Cnr)

Che cosa: ricerca pubblicata sulla rivista internazionale Processes (open access), Special Issue Controlled Hydrodynamic Cavitation: An Emerging Class of Greener Processing Technologies (Guest Editor: Francesco Meneguzzo, Ibe-Cnr), che illustra il metodo innovativo di estrazione in acqua degli scarti di arancia e la relativa funzionalizzazione; DOI https://doi.org/10.3390/pr7090581

Per approfondimenti:

HCT – AgriFood Lab http://hct.fi.ibimet.cnr.it/

Processes – Special Issue “Controlled Hydrodynamic Cavitation: An Emerging Class of Greener Processing Technologies” https://www.mdpi.com/journal/processes/special_issues/Hydrodynamic_Cavitation

Per informazioni:
Federica Zabini, Istituto per la bioeconomia del Cnr di Firenze, e-mail: federica.zabini@ibe.cnr.it, tel 055/4483056;
Francesco Meneguzzo, Istituto per la bioeconomia del Cnr di Firenze, e-mail: francesco.meneguzzo@ibe.cnr.it

Capo ufficio stampa:
Marco Ferrazzoli
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Con Ecovio M 2351 Basf, i teli di pacciamatura diventano biodegradabili

Da Basf un’innovazione che non guarda solo alla sostenibilità ma anche a una maggiore produttività. Certificato biodegradabile in suolo, Ecovio® M2351 per teli da pacciamatura offre benefici alla produzione alimentare e all’ambiente.

Con Ecovio® M 2351BASF offre una materia plastica certificata biodegradabile in suolo per i teli da pacciamatura, composta dal copoliestere biodegradabile polibutilene adipato tereftalato (PBAT) ecoflex® e da altri polimeri biodegradabili ottenuti da materie prime rinnovabili. I teli da pacciamatura di Ecovio® M 2351 possono essere arati nel terreno dopo la raccolta meccanica, poiché i microorganismi presenti in natura nel terreno riconoscono la struttura del telo come cibo metabolizzabile.
Inoltre, i teli da pacciamatura di Ecovio® possono favorire l’incremento della produzione di pomodori tra il 15 e il 50%, ridurre il consumo d’acqua e migliorare il controllo delle piante infestanti con meno erbicidi rispetto alla coltivazione a suolo nudo. Gli agricoltori hanno inoltre notato una maggiore resistenza della coltura alle micosi, un tempo del raccolto ravvicinato e una qualità migliore e più omogenea della coltura, con un grado Brix superiore (riferito al rapporto zucchero-acqua nei pomodori). È così possibile unire l’agricoltura sostenibile alla produzione efficiente di alimenti con una resa superiore e un prodotto di alta qualità.


Invece che essere rimossi e riciclati con un alto impiego di manodopera, i teli di Ecovio® M 2351 possono essere lasciati nel terreno dopo il raccolto, risparmiando lavoro e costi. Uno studio di ETH Zürich (Svizzera) ha dimostrato che i microbi del suolo, ad esempio batteri e funghi, possono usare i teli ottenuti con la materia plastica PBAT come cibo. I microorganismi estraggono il carbonio dal polimero sia per generare energia che per formare biomassa. I prodotti finali restanti dopo la biodegradazione sono CO2, acqua e biomassa.
Ciò significa il Pbat si degrada biologicamente nel terreno e non permane sotto forma di microplastica come il PE. Pertanto, i teli da pacciamatura biodegradabili in suolo contribuiscono a migliorare lo sviluppo delle radici, la crescita delle piante e la qualità del terreno. Ecovio® M 2351 è stato il primo materiale a essere certificato biodegradabile in suolo a norma dello standard europeo DIN EN 17033. L’uso dei teli da pacciamatura di Ecovio® è inoltre accettato per le colture organiche in numerosi paesi.

Gli agricoltori usano teli da pacciamatura certificati biodegradabili in suolo ottenuti da Ecovio® da oltre sei anni, sin dalla sua introduzione sul mercato nel 2012. “Aiutiamo gli agricoltori di numerosi paesi a utilizzare teli da pacciamatura di Ecovio®“, afferma Dirk Staerke, marketing biopolymers for agriculture di BASF.
Secondo l’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura, la produzione agricola globale deve aumentare del 70% per riuscire a sostenere una popolazione mondiale che, secondo le previsioni, nel 2050 arriverà a nove miliardi di persone. I teli da pacciamatura biodegradabili possono contribuire a vincere tale sfida senza inquinare il terreno con residui non degradabili“.

Ulteriori informazioni: www.Ecovio.basf.com e www.biopolymers.basf.com
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Consorzio Bestack innova la comunicazione dell’ortofrutta con flash mob

Mercoledì 25 settembre scorso una performance con 15 attori, ispirata al classico Disney La Bella e La Bestia, ha animato lo storico mercato coperto bolognese, coinvolgendo pubblico e passanti

L’evento, promosso dal Consorzio Bestack con il coinvolgimento di 13 brand leader del settore ortofrutticolo, ha come scopo quello di far conoscere il mondo della frutta e verdura da una prospettiva completamente inedita

Tra i banchi del Mercato delle Erbe di Bologna, mercoledì 25 settembre, è successo qualcosa di insolito. Belle, la protagonista del grande classico Disney “La Bella e la Bestia”, si è aggirata tra piramidi di mele e susine, pere e uva, kiwi e pomodori, incerta nella scelta, tra tante bontà. Sono stati i negozianti a consigliarla, svelando, in un irresistibile dialogo in musica, i segreti della loro merce migliore. È stato infatti un vero e proprio FLASH MOB teatrale e musicale unico nel suo genere, quello che si è svolto nel cuore città felsinea. Un musical mai realizzato prima d’ora, ambientato in uno dei luoghi quotidiani più animati, frequentati, colorati e caratteristici di Bologna, che unisce due mondi apparentemente lontani, ma uniti dalla passione: l’ortofrutta e il teatro.

L’evento bolognese del 25 settembre, organizzato sotto la direzione artistica di Alberto Ricci, è la seconda tappa di un progetto innovativo di comunicazione e informazione sul mondo ortofrutticolo ideato da Bestack, il Consorzio nazionale dei produttori di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta.  Tutto è iniziato con il contest teatrale “Spettacoli alla Frutta”, realizzato lo scorso maggio alla fiera Macfrut di Rimini, in partnership con 13 aziende leader del settore ortofrutticolo. “Spettacoli alla Frutta” ha aperto una strada in questa direzione, creando grande sintonia tra le aziende coinvolte e spingendole a esplorare una nuova modalità di comunicazione per il settore, capace di raccontare l’eccellenza del prodotto attraverso un linguaggio appassionato e coinvolgente, quello del teatro, dando allo stesso tempo l’opportunità a compagnie amatoriali di sperimentare la propria abilità e di esibirsi in contesti decisamente fuori dal comune, affrontando testi curiosi e insoliti.

Protagonisti del flash mob bolognese del 25 settembre sono stati 15 attori, alcuni in abiti di scena e altri mimetizzati tra negozianti e clienti, provenienti da tre compagnie amatoriali romagnole: Qaos, OGM-Organismi Geneticamente Musicalizzati e Compagnia delle Rose. Nei panni di Belle c’era Bianca Sabiu, giovane talento forlivese, figlia di Marco Sabiu, spumeggiante direttore d’orchestra del Festival di Sanremo e collaboratore di Ligabue, Pavarotti e Morricone, che ha collaborato alla realizzazione della parte musicale dell’evento.

La performance, nata come originale sorpresa per le aziende coinvolte in omaggio ai loro prodotti – l’arancia rossa di Sicilia di Oranfrizer, la fragola Solarelli della Basilicata, la mela Melinda della Val di Non, le pesche e nettarine dell’Emilia Romagna Valfrutta Fresco, il pomodoro autentico di Sicilia e Sardegna iLcamone, l’uva di Puglia Viviana, il kiwi Jingold dal cuore colorato, la susina-albicocca Metis, il carciofo di qualità Violì, il melone dolce e precoce di Sicilia del Consorzio Mundial, l’anguria midi dal look fashion Perla Nera, la regina delle pere Angelys e i piccoli frutti Delizie di bosco del Piemonte – si è trasformata presto in una sorpresa per l’intera città e in un’occasione per raccontare in maniera inedita il mondo della frutta a un pubblico ampio e variegato.

“Quella del flash mob – spiega il direttore artistico Alberto Ricci – è un’idea che piace, perché coinvolge e allo stesso tempo ‘fa festa’. Ecco perché nuovamente abbiamo unito il teatro, l’ortofrutta e le confezioni in cartone ondulato di Bestack, attive contro gli sprechi: perché ci piace l’idea di festeggiare e sorprendere, cosi come è sorprendente il legame che unisce la passione di chi fa teatro e quella di chi lavora tutti i giorni nell’ortofrutta e studia nuove idee per proteggerla, anche attraverso il packaging. Spettacoli alla Frutta 2.0 parte proprio da qui!”.

“Crediamo che sia compito di tutti gli attori della filiera contribuire alla promozione del settore ortofrutticolo – dichiara il direttore di Bestack, Claudio Dall’Agata -. Noi lo facciamo facendo innovazione, con un brevetto, quello dell’imballaggio Attivo in cartone ondulato, che mantiene la qualità della frutta nel tempo e riduce gli sprechi alimentari, ma anche proponendo modalità innovative di comunicazione e di informazione. Nasce così l’idea di organizzare un flash mob teatrale ‘al sapore di frutta’ in luogo iconico di Bologna, dove si acquista di frutta e verdura. Con questo evento al Mercato delle Erbe abbiamo parlato di frutta e verdura ai presenti, facendo vivere a ognuno una shopping experience da ricordare. Crediamo infatti che l’incremento dei consumi di ortofrutta possa passare anche da iniziative di questo tipo, mettendo al centro la bontà dei prodotti dell’eccellenza italiana, comunicando le loro peculiarità e occupandosi anche di come e dove vengono venduti, al fine di suscitare un’emozione nel consumatore”.

Per saperne di più su Consorzio Bestack

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Con il Decreto Crescita, legge Sabatini semplificata

Il Decreto Crescita (Dl 34/2019) ha apportato alcune modifiche alla procedura per accedere al beneficio della “Nuova Sabatini”. La “Sabatini” consiste nella concessione, da parte di banche e intermediari finanziari, di finanziamenti per sostenere gli investimenti in beni strumentali nonché nella concessione di un contributo, da parte del Ministero dello sviluppo economico, rapportato agli interessi maturati sui predetti finanziamenti.

La legge di Bilancio 2019 (Legge 145/2018) ha previsto il rifinanziamento del fondo di dotazione e, di conseguenza, è stato riaperto lo sportello per la presentazione delle domande. Il Decreto Crescita, oltre a precisare che l’erogazione delle quote di contributo è effettuata sulla base delle dichiarazioni prodotte dall’impresa in merito alla realizzazione dell’investimento, introduce tre novità.

La prima riguarda l’ampliamento dei soggetti autorizzati a concedere i finanziamenti; per effetto delle modifiche, oltre alle banche e agli intermediari finanziari autorizzati all’esercizio dell’attività di leasing finanziario, possono ora concedere finanziamenti anche gli altri intermediari finanziari iscritti all’albo previsto dall’articolo 106, comma 1, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385), che statutariamente operano nei confronti delle piccole e medie imprese.

La seconda novità riguarda invece l’ammontare del finanziamento concedibile che è innalzato da 2 a 4 milioni di euro. A tal fine, sul sito internet del Ministero (https://www.mise.gov.it), nella sezione dedicata agli incentivi per le imprese, è disponibile il nuovo modello da utilizzare per trasmettere la domanda. In merito, il Ministero, mediante la circolare 295900/2019, emanata al fine di analizzare le novità del Decreto Crescita chiarisce che le domande di agevolazione presentate dalle imprese a decorrere dal 1° maggio 2019, ovvero dalla data di entrata in vigore del decreto crescita, qualora comportino, in via cumulata, il superamento del precedente limite di finanziamento di 2 milioni di euro, saranno comunque accettate dal Ministero dello sviluppo economico anche se presentate utilizzando il precedente modulo di domanda.

L’ultima novità è la previsione dell’erogazione del contributo in un’unica soluzione (anziché in rate) se l’ammontare complessivo non supera i 100.000 euro. Si precisa che tale ultima semplificazione trova applicazione con riferimento alle domande di agevolazione presentate dalle imprese a decorrere dalla predetta data del 1° maggio 2019. L’erogazione avverrà con le modalità e nei termini previsti per l’erogazione della prima quota, vale a dire entro 60 giorni dal ricevimento del modello di richiesta unica del contributo (modello RU), nei limiti dell’effettiva disponibilità di cassa.