,

Campagnola lancia lo scuotitore per raccolta mirtilli

Starberry MD1, il nuovo prodotto di Campagnola, presentato in anteprima quest’anno e unico al mondo nel settore della raccolta dei mirtilli. Si tratta di un innovativo scuotitore elettrico che rivoluziona letteralmente il mondo della raccolta dei mirtilli preservandone la qualità. Infatti, grazie a Starberry MD1 l’operatore non dovrà più svolgere il lavoro manualmente, ma basterà che avvicini lo scuotitore alla pianta per poter far distaccare i mirtilli in modo semplice e molto più veloce.

Grazie a Starberry MD1 giunge una soluzione concreta a tre problemi che caratterizzano la raccolta manuale di questa preziosa bacca:

-si azzerano le quantità di frutto che cadono a terra

-si velocizza la raccolta

– il frutto non viene toccato, quindi mantiene tutta la sua integrità come quando si trova sulla pianta.

LE CARATTERISTICHE DI STARBERRY MD1

Passando agli aspetti più tecnici, il nuovo scuotitore elettrico presenta un selezionatore di velocità modulabile – da 900 a 2200 battute al minuto – con tecnologia “touch” e con memoria post-accensione e spegnimento. Questo elemento permette di variare la velocità di vibrazione per realizzare una raccolta ottimale e selettiva dei frutti a seconda delle varie fasi di maturazione delle bacche. Inoltre, lo scuotitore ha un’impugnatura ergonomica con grilletto e con corsa ridotta.

Il kit del prodotto comprende:

  • Batteria al litio
  • Zainetto ergonomico di materiale traspirante
  • Caricabatterie
  • Valigetta di trasporto
  • Gancio regolabile
  • Asta in carbonio

 

I VANTAGGI DI STARBERRY MD1

Partiamo subito dall’efficacia. Starberry MD1 permette di ottenere una quantità di frutti raccolti tre volte superiore a quella manuale.

Risparmio: il nuovo scuotitore elettrico garantisce di ottimizzare i tempi di raccolta e di ridurre di un terzo l’apporto di manodopera rispetto alla raccolta manuale.

Maneggevolezza: Starberry MD1 è facile e pratico da usare grazie alla sua forma ergonomica, studiata appositamente per agevolare la raccolta meccanizzata delle bacche senza affaticare l’operatore.

Leggerezza: grazie alla presenza di polimeri a base di carbonio, lo scuotitore elettrico ha un peso molto contenuto.

Garanzia di qualità: Starberry MD1 garantisce alle aziende la qualità del prodotto finale, confermandosi un valido ed efficace strumento di lavoro, che agevola le operazioni, riduce i tempi ed assicura l’integrità della bacca di mirtillo dopo la raccolta. In questo modo si semplifica il lavoro degli operatori, evitando ogni spreco che si traduce in danno economico per l’azienda agricola.

Clicca qui per maggiori informazioni 

, ,

Ortofrutta “free from”, una nicchia sempre più di successo

Il cosiddetto universo dei prodotti “free from” rappresenta ormai una tendenza di consumo sempre più radicata nelle abitudini alimentari un po’ in tutto il mondo, tanto che anche in Italia sono comparse nella grande distribuzione vere e proprie corsie dedicata a questi prodotti, a partire da quelli “senza lattosio” e “senza glutine”, sicuramente le due tipologie più richieste. Vanno incontro alle esigenze di chi è realmente intollerante o allergico, ma anche ad una percentuale di consumatori che desidera introdurre nella propria dieta alimentare dei prodotti “senza”.

Il mondo dell’ortofrutta è, però, probabilmente quello che meno di altri ha cavalcato questa tendenza, non enfatizzando l’eventuale “non presenza” di determinati elementi. Recentemente non è passata inosservata il lancio di una linea “Senza diserbanti” di mele presentata dal Consorzio melicolo della Val Venosta, dove la parola “Senza” spicca in modo davvero predominante, ma in generale sono pochi gli esempi di brand della filiera ortofrutticola che enfatizzano questi aspetti.

Anche per il pomodoro, invece, qualcosa si sta muovendo e, dall’esame di due case history sembra proprio che la presenza di pomodori “nichel free” vada a colmare una domanda ben presente e che sino ad ora non era coperta da una offerta ad hoc.


Si chiama Sfera ed in pochissimo tempo è arrivata ad impiegare 250 dipendenti. Nella loro strategia di impresa entra il  free from – oltre il pomodoro nichel free producono anche insalata, basilico e cavolo – in grado di intercettare un bisogno.

La visione aziendale. «Il consumatore consuma di meno, ma vuole qualità più alta. È sempre più attento a tutti i meccanismi, per esempio se vengono pagati stipendi e contributi. La sostenibilità è a più ampio raggio, anche sociale e culturale. Significa condividere i nostri valori con i dipendenti, i primi consumatori. E la nostra cultura si riverbera sul territorio in cui viviamo e lavoriamo e di cui ci prendiamo cura».

E la produzione nichel free è diventata anche una community. Su Facebook si è creato un gruppo dedicato: “Sfera Agricola Customer care con oltre 10 mila gli iscritti, compresi moltissimi chef.

Clicca qui per saperne di più sull’Azienda Sfera 


L’Azienda Gandini, certificata nichel free, è un altro esempio di successo.

In questo caso, la sperimentazione e l’introduzione di innovazioni tecnologiche ha portato alla scelta idroponica e, quasi inconsapevolmente, al pomodoro nichel free.

La visione aziendale. «I nostri pomodori non assorbono nichel dal terreno, perché sono coltivati fuori suolo. I livelli sono così bassi che non hanno conseguenze sul consumatore. Siamo stati primi a presentare la richiesta di certificazione. Prima erano presenti sul mercato creme e bracciali nichel free, ma per quanto riguarda il cibo non c’era niente». Per chi deve rinunciare al pomodoro a causa dell’intolleranza al metallo è un’ancora di salvezza.

Clicca qui per saperne di più sull’Azienda Gandini 

,

Schedati i 20 nemici per l’agricoltura europea

Xylella, Popillia japonica, Citrus Black Spot, Citrus greening e Anoplophora glabripennis. Sono gli organismi alieni dichiarati nemici pubblici per l’agricoltura europea da Efsa e Commissione

Efsa e Commissione europea schedano i nemici più pericolosi per l’agricoltura. È infatti uscita la lista formulata dal Centro comune di ricerca (Ccr) della Commissione europea e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa).

La lista è costituita da 20 organismi classificati tra i più nocivi per l‘agricoltura dell’Ue e il materiale vegetale in cui possono trovarsi deve essere messo in quarantena.

La lista dei parassiti più nocivi si apre con:

  • il batterio Xylella fastidiosa che colpisce ulivi, mandorle, vite tra le altre coltureimportanti.
  • Al secondo posto il coleottero giapponese Popillia japonica,
  • il Citrus Black Spot ovvero la patologia fungina della macchia nera degli agrumi
  • il Citrus greening malattia degli agrumi causata da batteri mobili, Candidatus Liberibacter spp.,
  • Anoplophora glabripennis, o coleottero asiatico dalle corna lunghe che sono tra i parassiti di alto livello che incidono sulla salute delle piante in Europa

La lista è stata formulata in base ai danni che i parassiti elencati hanno provocato nel territorio dell’Unione. Manca per ora la cimice asiatica perché i danni sono ancora localizzati solo in pochi paesi.

Ad esempio, il batterio Xylella fastidiosa ha decimato, come sappiamo, gli ulivi centenari nel sud dell’Italia e le popolazioni in aumento di Popillia japonica hanno causato un danno importante nei frutteti degli alberi da frutto.

La loro inclusione nell’elenco degli organismi nocivi prioritari dell’UE comporta obblighi per gli Stati membri in merito a campagne di informazione, indagini rafforzate, piani di emergenza, piani di simulazione e piani d’azione per l’eradicazione.

Gli esperti hanno valutato anche i danni che potrebbero conseguire dalla diffusione di tali organismi nocivi. Il batterio Xylella fastidiosa, l’organismo nocivo con i maggiori impatti sulle colture agricole, compresa la frutta, ha il potenziale di causare perdite di produzione annue di 5,5 miliardi di euro, incidendo sul 70% del valore della produzione dell’UE di ulivi secolari (oltre 30 anni) e il 35% in valore di quelli più giovani; 11% di agrumi; 13% di mandorle e tra l’1-2% della produzione di uva e mettere a rischio quasi 300.000 posti di lavoro in tutta Europa attualmente coinvolti in tale produzione.

Oltre agli impatti diretti sulla produzione, i parassiti hanno effetti indiretti significativi sui settori economici a monte o a valle.

Ad esempio, la diffusione completa dello scarabeo dalle lunghe corna asiatico (Anoplophora glabripennis) potrebbe comportare la perdita diretta di oltre il 5% dello stock complessivo di diverse specie di alberi forestali dell’UE, come ontano, frassino, faggio, betulla, olmo, carpino, acero, platano, pioppo, prunus, sorbo o salice, del valore di 24 miliardi di euro, una perdita che potrebbe comportare un impatto economico nel settore forestale a monte di 50 miliardi di euro. Anche gli impatti sul patrimonio culturale e alimentare possono essere elevati. Popillia japonica potrebbe causare perdite su oltre 80 prodotti protetti da marchi di qualità UE.

Come esempio di indicatore di impatto ambientale, lo scarabeo dalle lunghe corna di agrumi (Anoplophora chinensis) si è classificato al primo posto in termini di numero potenziale di specie di piante attualmente coltivate nelle strade e nei parchi dell’UE che potrebbero essere colpite.

Tibor Navracsics, commissario per l’Istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, responsabile del Centro comune di ricerca , ha dichiarato: «Per proteggere efficacemente le nostre piante e la qualità della vita dei nostri cittadini, dobbiamo prima catturare l’impatto dannoso di parassiti come lo scarabeo giapponese o la macchia nera di agrumi sulla nostra economia, ambiente e società. Grazie a un nuovo indicatore progettato dal Centro comune di ricerca, ora possiamo stimare il danno causato da questi parassiti in diverse dimensioni, comprese quelle meno tangibili, come il paesaggio e il patrimonio culturale o biodiversità ed ecosistemi. Questo ci ha permesso di identificare i 20 peggiori trasgressori su cui dovremmo concentrare i nostri sforzi».

 

 

 

Accedi da qui per saperne di più 

, ,

Il digitale per l’agrifood, nuove tecnologie di frontiera

Digitalizzazione, la nuova alleata per l’agrifood

Venerdì 27 settembre a Perugia si è conclusa la terza tappa del tour italiano del Team digitale per l’agrifood. L’obiettivo del team è partire dal territorio nazionale, con le sue sfide e le sue complessità, per aggregare sensibilità e competenze attorno a un settore vitale per l’economia italiana come l’agrifood. 

 
Lo sviluppo dell’agricoltura è stato un momento fondamentale per l’umanità. La capacità degli esseri umani di progettare l’ambiente per generare cibo in quantità sufficiente per sostenere una massiccia crescita della popolazione è stato il primo, profondo cambiamento che ha innescato il progresso e la cultura come noi la conosciamo. 
Ma oggi siamo ad una svolta. Con una proiezione demografica globale di 9,7 miliardi di persone entro il 2050 (la stima è delle Nazioni Unite), la produzione agricola dovrà aumentare di almeno il 70% rispetto ai livelli attuali per soddisfare i bisogni nutrizionali. 
 
Diventa perciò essenziale rivolgersi alle tecnologie di frontiera: dalla robotica ai droni, dall’intelligenza artificiale alle blockchain, passando per agricoltura di precisionebiotecnologiesecurity intelligence ambientale. Oggi le aziende hanno accesso a molteplici strumenti in grado di aiutarle soddisfare le esigenze sia su scale globale che locale: occorre apprendere ad utilizzarli nel modo migliore. 
 
L’automatizzazione, spesso associata al concetto di smart (intelligente), rende le aziende più efficienti e rende più sicuro il ciclo completo del prodotto in tutti i suoi comparti: dalla produzione alla trasformazione alla filiera al marketing. 
 
Le blockchain, ad esempio, permettono di presidiare tutti gli snodi della filiera produttiva e quindi di intervenire a mitigare problemi come le frodi alimentari. La struttura delle blockchain garantisce che ogni attore lungo la “catena del valore” alimentare generi e condivida in modo sicuro informazioni atte a creare un sistema responsabile e tracciabile. 
 
Per quanto riguarda l’agricoltura di precisione, un recente rapporto di Grand View Research, Inc. prevede che entro il 2025 il mercato raggiungerà i 43,4 miliardi di dollari. I sensori remoti, i satelliti e gli Uav possono raccogliere informazioni 24 ore al giorno su un intero campo. Questi possono monitorare la salute delle piante, le condizioni del suolo, la temperatura, l’umidità, la presenza di parassiti, microclimi e molto altro. 
 
L’idea è di consentire agli agricoltori di comprendere meglio la situazione sul terreno attraverso una tecnologia avanzata (come il telerilevamento) che può dire di più sulla loro situazione di quanto possano vedere ad occhio nudo. E non solo in modo più preciso, ma anche più veloce. I sensori remoti poi consentono agli algoritmi di interpretare l’ambiente di un campo come dati statistici che possono essere compresi e utili agli agricoltori per il processo decisionale. 
 
All’interno dei lavori il focus non è stato rivolto soltanto verso le aziende, ma anche ai consumatori/ individui. Con le nuove tecnologie e l’automatizzazione dei processi si possono produrre, trasformare e consegnare i prodotti in modo tale da avere sempre freschezza e sostenibilità (il che significa meno spreco). Le pratiche di automatizzazione sono in grado di rendere il settore dell’agrifood ancora più competitivo, riducendo l’uso di pesticidi, fertilizzanti e allo stesso tempo ridurrebbe anche le emissioni di gas serra. Con l’aumento della produttività aumentano anche la resa e il tasso di produzione, riducendo i costi per i consumatori. 
La digitalizzazione del settore agrifood avrà ovviamente anche importanti ricadute sociali: tenendo presente che oggi le persone che soffrono ancora la fame sono 820 milioni, l’11% della popolazione mondiale. 
Ma è importante ribadire che l’uomo non verrà mai messo da parte. La centralità dell’elemento umano, nella produzione come nel consumo del cibo, resta la chiave di volta di un’esperienza insostituibile di cultura e di vita. 
 
Durante la conferenza sono intervenuti Roberto Reale di Aidr, William Nonnis Full Stack & Blockchain Developer del Ministero della Difesa, il Pietro Azzara Presidente di Italia4Blockchain, nonché il mondo accademico con il Luca Grilli Docente di Sicurezza Informatica, Dipartimento di Ingegneria, Angelo Frascarelli Docente di Economia e Politica Agraria dell’Università di Perugia e Marco Santarelli Direttore Scientifico ReS On Network Londra, Fondazione Margherita Hack e Capo Dipartimento Scienze dell’Uomo e Sociali e Responsabile Laboratorio IC2 Lab – Poliarte di Ancona, Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito Avvocato e Docente di Diritto dell’Amministrazione Digitale, oltre a David Jose Ramirez Marketing & Wine Specialist, a Simona Riccio Agrifood & organic specialist, a Simone Stricelli Creative Director della Kaos Communication, ad Alessandra Lombardi Avvocato studio legale Spacchetti, a Francesco Paolo Russo di Ciù Ciù Tenimenti Bartolomei – Marketing Innovation. Ha moderato i lavori l’Avvocato Paolo Spacchetti.
 
 
Fonte: Team digitale per l’Agrifood
,

Studio CREA per contrastare HLB, la malattia degli agrumi

Il CREA, attraverso il progetto Horizon 2020 Pre-HLB  fa parte del team internazionale di enti di ricerca che hanno messo a punto un metodo di contrasto al diffondersi di un batterio che sta devastando le coltivazioni agrumicole europee.

Pre-HLB: Un progetto europeo H2020 per la prevenzione della diffusione della malattia Huanglongbing (HLB) nelle coltivazioni agrumicole europee

“Preventing HLB epidemics for ensuring citrus survival in Europe (PRE-HLB)” è un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma quadro Horizon2020 con uno stanziamento di 8.001.690 di euro. Il progetto, di durata quadriennale, ha come obiettivo la messa a punto di soluzioni efficaci per contrastare l’ingresso in Europa della malattia Huanglongbing (HLB), causata da batteri appartenenti al genere Liberibacter e, qualora ciò non fosse possibile, per mettere in atto le contromisure necessarie per contenerne la diffusione nel breve, medio e lungo periodo. Le attività del progetto hanno avuto inizio ufficialmente a Luglio nel corso di un meeting in Portogallo.
Pre-HLB coinvolge 24 centri di ricerca di 10 stati, europei ed extraeuropei (Brasile, Cina, Israele e Stati Uniti d’America). Il coordinamento del progetto è affidato al Dr. Leandro Peña dell’Instituto de biologia molecular y celular de plantas (IBMCP) di Valencia. L’Italia risulta coinvolta nel progetto attraverso il contributo di tre istituzioni: il dipartimento di Agricoltura, Alimentazione ed Ambiente (Di3a) dell’Università degli Studi di Catania; Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA, Centro di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, sede di Acireale) ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). A tali istituzioni di ricerca si aggiunge la presenza del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali attraverso il Servizio Fitosanitario Nazionale individuato come membro dell’advisory board del progetto al fine di contribuire ad una capillare diffusione delle informazioni, di presiedere alle attività di monitoraggio e di controllo e di collaborare per il raccordo fra le linee guida messe a punto nel progetto e il sistema produttivo agrumicolo Italiano.
IL PROGETTO:
Il progetto nasce dalla necessità di mettere a punto mezzi di contrasto efficaci per impedire o limitare la diffusione di HLB in Europa. Questa malattia ha avuto origine nel sud-est asiatico per poi, in poco più di un decennio, diffondersi in quasi tutte le aree del mondo a vocazione agrumicola (Cina, Stati Uniti d’America e Brasile) nelle quali ha determinato importanti perdite economiche. L’HLB è causata da tre specie batteriche afferenti al genere Candidatus Liberibacter, la cui sopravvivenza e movimentazione su larga scala è assicurata dalla presenza di due insetti vettori: Trioza erytreae e Diaphorina citri. Entrambi gli insetti sono stati già segnalati nelle isole Azzorre e nelle isole Canarie, mentre, al momento, solo Trioza erytreae è stato rinvenuto nella penisola Iberica. Anche se ad oggi la presenza di batteri responsabili dell’HLB nel territorio dell’Unione Europea non è stata riscontrata, il rischio che ciò accada in un futuro prossimo è concreto a causa della intensa circolazione di merci e persone ivi inclusa l’importazione non controllata di materiale di propagazione di agrumi dai paesi in cui la malattia è presente. I dati sulla diffusione della malattia nei paesi extra Europei hanno evidenziato, infatti, come l’introduzione del batterio, in paesi in cui è già presente l’insetto vettore, determini una diffusione inarrestabile della malattia. Da ciò consegue l’urgenza di mettere a punto strumenti utili per impedire l’introduzione di HLB in Europa e, in subordine, di mettere in atto strategie di controllo a partire dal rapido riconoscimento dei sintomi e dalle applicazione delle più idonee misure di contenimento. In tal senso il contributo dei Paesi già interessati dalla presenza della devastante malattia è di grande ausilio.
I ricercatori italiani spiegano: ‘Al giorno d’oggi, l’HLB è considerata la principale minaccia a livello mondiale per l’agrumicoltura. La particolare pericolosità della malattia è determinata da una serie di concause quali: la gravità dei sintomi (tali da compromettere le capacità produttive della pianta), l’assenza di una sintomatologia precoce e dunque la difficoltà di mettere in atto efficaci strumenti di prevenzione e l’assenza, ad oggi, di adeguati strumenti di controllo di lungo periodo. La veloce diffusione è determinata anche dal fatto che HLB può attaccare indifferentemente tutte le varietà ed i portainnesti di agrumi, ed al momento, non esistono varietà e portinnesti di agrumi resistenti’.
Per questa ragione, le prime linee di azione di Pre-HLB si rivolgono ad una capillare diffusione delle informazioni necessarie per evitare l’introduzione della malattia nelle aree indenni, riconoscerne i sintomi e mettere in atto tutte le strategia di prevenzione. A tal fine il progetto prevede anche il monitoraggio dei punti di ingresso in Europa del materiale vegetale così da verificare la presenza e la diffusione dei due insetti vettori. In un secondo momento verranno messi a punto modelli che simulino la diffusione dei vettori nelle diverse zone dell’Unione Europea così da prevederne gli spostamenti e garantire una rapida risposta per il loro contenimento. Al tempo stesso verranno sviluppati nuovi strumenti per il controllo degli insetti.
Nel medio e lungo termine il progetto si prefigge altresì l’obiettivo di studiare le eventuali fonti di resistenza e di utilizzarle in programmi di miglioramento genetico avvalendosi di tutte le metodologie sinora disponibili, ivi incluse, le New Breeding Techniques.
Manifestazione dei sintomi dovuti ad infezione di HLB in agrumi. (A) Nelle fasi iniziali della malattia gli alberi colpiti sono caratterizzati dalla presenza di uno o più rami clorotici. (B) Con il proseguire della malattia l’albero perde buona parte delle foglie. (C) Uno dei sintomi caratteristici dell’HLB è la manifestazione di clorosi fogliari asimmetriche. (D-E) Un altro sintomo caratteristico è il colore aranciato dei tessuti vascolari in prossimità del peduncolo, laddove le piante sane mantengono una colorazione verde dei vasi. (F) I frutti di piante colpite, durante la maturazione, presentano un’inversione dei colori. (G) Deformazione e necrosi dei tessuti vascolari. (H) I frutti di agrumi colpiti da HLB presentano inoltre aborto dei semi. Foto per gentile concessione di Fundecitrus (Fundo de Defensa da Citricultura).

,

Rete Rurale Nazionale. La pianificazione alimentare: concetti e modelli

Quadro di riferimento degli approcci e dei modelli alla base dello sviluppo delle politiche alimentari. Partendo dal concetto di sistema alimentare, si evidenziano le evoluzioni intervenute al suo interno negli ultimi decenni, facendo riferimento anche ai differenti ruoli e pesi che lo stesso ha assunto nelle politiche nazionali e internazionali.

Da alcuni anni, a seguito dei fenomeni che hanno portato all’industrializzazione dei sistemi alimentari e a una disconnessione fra i momenti della produzione e del consumo, le città hanno cominciato a guardare ai sistemi locali del cibo come leve per un ripensamento di molti processi che riguardano la sostenibilità urbana e la qualità della vita dei cittadini. Contemporaneamente, a seguito dei processi di urbanizzazione, i principali programmi internazionali e agende urbane hanno sottolineato la necessità di integrare lo sviluppo sostenibile all’interno delle politiche urbane, andando a indirizzare i modelli alimentari e agricoli verso un nuovo paradigma.

Sotto questi impulsi si sono sviluppati approcci territoriali volti a considerare il tema del cibo come tematica trasversale a molte politiche pubbliche urbane, capace di connettere in modo virtuoso aspetti quali, solo per citarne alcuni, la salute e la nutrizione, le relazioni tra città e campagna, i rapporti all’interno delle filiere, i diritti dei lavoratori, la pianificazione delle aree verdi. In questo contesto, vari modelli di agricoltura, da quella più strettamente urbana a quella svolta in territori rurali, si relazionano in un mix che cerca di combinare la disponibilità e la competizione della risorsa terra con le potenzialità offerte in termini di produzione di cibo e di servizi ad esso correlato, nel tentativo di riconnettere spazialmente, socialmente e cognitivamente produzione e consumo, città e territori rurali, in una rinnovata concezione che supera una ormai obsoleta dicotomia città-campagna verso connessioni urbano-rurali più vibranti, sostenibili ed economicamente interessanti.

Per accedere alla pubblicazione clicca qui Working_Paper

,

Circolare Mipaaf 14 ottobre, valori massimi e importi forfetari nei Programmi Operativi delle OP

Circolare n. 5440 del 14 ottobre 2019 “Valori massimi ed importi forfettari per talune tipologie di spese ammissibili nei programmi operativi delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli”

, ,

Sarma Group lancia nuova linea confezioni eco-friendly per l’ortofrutta

Compostabilità e sostenibilità sono le parole chiave della nuova gamma di pack che Sorma Group presenterà per la prima volta in fiera a Fruit Attraction 2019, la manifestazione internazionale dedicata a frutta e verdura, che si terrà dal 22 al 24 ottobre in Spagna. Le novità saranno esposte allo stand di Sorma Iberica, sede operativa spagnola del Gruppo Sorma, la multinazionale di riferimento per i sistemi di selezione, pesatura e confezionamento dei prodotti ortofrutticoli.

In seguito a un lungo periodo di ricerca e con l’obiettivo di fornire un’ulteriore risposta concreta alle esigenze del consumatore moderno, l’azienda è riuscita infatti a creare una linea intera di confezioni plastic free, convertendo ogni singola proposta di packaging di Sorma Group in una nuova versione 100% compostabile.

Vertbag, ad esempio, è un packaging per arance, patate e fagiolini costituito da una banda realizzata con una speciale carta compostabile che già a prima vista si differenzia dalle normali confezioni. La rete, invece, è realizzata con una mescola plastic free, anch’essa compostabile. Questo innovativo packaging è stato presentato in anteprima alla quarta edizione di Fresh Retailer: Show&Conference: il 26 settembre scorso a Milano Vertbag era infatti tra le soluzioni eco-friendly selezionate per essere esposte nella vetrina Inspiring Packaging Showcase.

Per saperne di più e scoprire tutte le altre soluzioni l’appuntamento è a Fruit Attraction, Pad. 3, Stand D11 – Sorma Iberica.

Sorma Group opera dal 1973. Attualmente è l’unico complesso di aziende al mondo in grado di offrire ‘chiavi in mano’ l’intera linea di macchinari necessari a selezionare, pesare e confezionare automaticamente i prodotti ortofrutticoli, congiuntamente alla fornitura del materiale tecnico per creare tutte le forme di packaging. Sono oltre 160 i modelli di macchine automatiche proposti, protetti da 60 brevetti interamente sviluppati da un team interno di 35 ingegneri. Più di 30 referenze ortofrutticole possono essere selezionate e “vestite” con la massima precisione e affidabilità, per rispondere efficacemente ai requisiti, sempre più severi, della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Il Gruppo è presente con le proprie sedi operative in: Spagna, Germania, Francia, Turchia, Olanda, USA e Brasile. A queste filiali si aggiungono oltre 40 distributori specializzati, che operano a livello globale.

Clicca qui per saperne di più 

,

La rivoluzione digitale dell’agroalimentare a CIBUS TEC

Sarà CIBUS TEC, l’innovativa manifestazione sulla tecnologia alimentare, ad ospitare, dal 22 al 25 ottobre, presso Fiere di Parma, il secondo appuntamento annuale per la diffusione della cultura della blockchain, grazie a Blockchain Plaza, il nuovo format ideato da CSQA – Ente di Certificazione leader in Europa per il settore agroalimentare – ed Euranet – Società di consulenza e tecnologie per la compliance – per condividere esperienze, idee e proposte su una grande tematica di sviluppo del settore agroalimentare. Un’iniziativa inedita sull’elemento che oggi rappresenta la vera innovazione per implementare tracciabilità e rintracciabilitàanti-contraffazione e controllo delle frodi.

L’obiettivo di Blockchain Plaza, è infatti quello di diventare il punto di incontro e confronto tra imprese e aziende delle filiere agroalimentari per lo sviluppo della “Data Economy” italiana. Un progetto di ampio respiro nato dalla collaborazione di aziende leader, provenienti da vari settori e con know-how differenti. Hanno infatti aderito all’iniziativa come partner: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano, InfoCertGS1 ItalyBecker LLCAntares Vision e A2A Smart City.

Temi centrali dei numerosi seminari che, durante il CIBUS TEC di Parma, comporranno il programma di Blockchain Plaza grazie alle relazioni dei partners: “La legalità della Blockchain”, “L’integrazione tra Enterprise Blockchain e sistemi informativi esistenti”, “Food Certification Systems”, “Agricoltura di precisione”, “Tracciabilità automatica per l’olio EVO”, “Tracciabilità univoca nel Food & Beverage”, “Smartcontract, proprietà intellettuale e GDPR”, “I prodotti si raccontano: dal package al gemello digitale con gli standard GS1”, oltre alla case history della blockchain applicata all’eccellenza dell’Aceto Balsamico di Modena IGP.

Blockchain Plaza è nel Padiglione 03 – Stand n. F 062/068

Info e programma dettagliato su www.blockchainplaza.it

Fonte: CSQA Certificazioni

La ministra Bellanova presenta le linee programmatiche alle Commissioni Agricoltura

Le priorità del Ministero per l’azione di Governo:
1)  Rafforzare la competitività delle imprese garantendo l’invarianza fiscale, rilanciando gli investimenti, favorendo la digitalizzazione e la propensione all’export ed eliminando le barriere di accesso ai fattori terra, credito e capitali in particolare in favore dei giovani e delle donne.
2) Promuovere e valorizzare il Made in Italy nel mondo e impedire i fenomeni che minacciano il valore e la reputazione dei prodotti italiani.
3) Garantire trasparenza ai cittadini sulla qualità e provenienza di alimenti e materie prime utilizzate.
4) Contrastare le posizioni dominanti nella filiera e assicurare una più equa distribuzione dei margini.
5) Assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori con la piena applicazione della normativa sul caporalato.
6) Arginare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle produzioni e rafforzare gli strumenti a tutela dei redditi degli agricoltori, valorizzando il ruolo attivo dell’agricoltura nella salvaguardia dell’ambiente e nella prevenzione del dissesto idrogeologico.
7) Favorire processi di innovazione sostenibile, di riduzione degli sprechi alimentari e una più oculata gestione delle risorse naturali anche attraverso lo sviluppo dell’agricoltura di precisione.
8)   Accelerare azioni organiche per la difesa del suolo agricolo, per la permanenza dell’agricoltura nelle zone montane e per la conservazione e valorizzazione del patrimonio paesaggistico agricolo e forestale.
9) Favorire l’inclusione attraverso la valorizzazione dell’agricoltura sociale.
10) Tutelare il reddito dei pescatori e garantire lo sviluppo di un’economia sostenibile del mare attraverso la salvaguardia delle specie marine.


Le azioni e gli obiettivi programmatici enunciati dal Ministro

Metodo di lavoro
Per riuscire a rendere concreti gli impegni elencati, credo sia necessario partire da un metodo di lavoro condiviso. Credo in una stretta collaborazione con il Parlamento per dare prospettiva all’attività quotidiana di agricoltori, pescatori, allevatori, produttori di cibo e vini di qualità italiani. Sono convinta che davanti alle necessità di questo settore non ci siano colori politici, ci sono soluzioni da mettere in campo. Costruirle insieme è la sfida che ci aspetta nei prossimi mesi. Ci sono molte proposte di legge di fondamentale importanza da portare a compimento come quella sulle semplificazioni, la proposta sul biologico, il divieto delle aste al doppio ribasso, il contenimento del consumo di suolo, solo per citarne alcune.  Dichiaro fin da ora la mia massima disponibilità e quella di tutta la struttura ministeriale. Allo stesso modo ho già incontrato gli assessori regionali per costruire un rapporto nuovo con le Regioni.

Il Piano strategico nazionale, che rappresenta uno dei tratti caratterizzanti della proposta di riforma della PAC post 2020, dovrà essere un’opportunità anche per le regioni. Per il nostro Paese rappresenta la possibilità di dare risposte alle diverse realtà produttive, valorizzando le differenze e allo stesso tempo tenendo alta l’ambizione di costruire politiche di lungo respiro per il settore primario.

È mia intenzione dare vita al Ministero a una Consulta permanente per la crisi climatica e le priorità agricole, per costruire insieme il piano strategico nazionale, coinvolgendo anche Enti, Università, imprenditori, organizzazioni agricole e industriali, sindacati, parlamento, regioni, cittadini, in un processo partecipativo di scrittura del futuro agricolo, alimentare e ambientale del Paese. Il nostro faro sono gli Obiettivi sostenibili dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite, all’interno dei quali l’Italia e la sua agricoltura devono ritrovare un ruolo guida.

La nuova Pac post 2020
Allo stesso modo ritengo fondamentale il lavoro in ambito europeo, per riaffermare il ruolo e il modello di agricoltura italiano, soprattutto in vista della riforma delle Politica Agricola Comune e nella definizione degli accordi commerciali.

Partiamo da un elemento chiave: i fondi europei per la PAC 2020 non devono prevedere tagli. Si tratta di una delle sfide fondamentali per lo sviluppo e il futuro del settore. È necessario:
– Assicurare al settore agricolo e agroalimentare le risorse comunitarie necessarie per attuare politiche volte al rafforzamento della competitività del Made in Italy, al miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi e proprio al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibili dell’Agenda 2030.
– Migliorare l’attuale proposta di riforma della PAC post 2020 in modo da salvaguardare il ruolo delle Regioni nella programmazione e gestione delle politiche, in particolare dello sviluppo rurale.
– Negoziare a livello UE politiche volte al rafgorzamento del sostegno al reddito delle imprese agricole, in particolare a carico dei settori produttivi più rilevanti per il Made in Italy, rivedendo ed estendendo il modello delle Organizzazioni Comuni di Mercato.
– Riorientare il sostegno della PAC in modo da privilegiare i settori più strategici ed evitare lo spopolamento delle aree rurali.
– Tutelare tutto il Made in Italy e garantire trasparenze e reciprocità negli accordi commerciali.

Su tutti questi punti il dialogo con voi sarà costante per aggiornarvi sull’avanzamento delle trattative e per verificare i progressi del negoziato, così come condividere i miglioramenti da apportare ad alcuni accordi per una più forte salvaguardia del Made in Italy.
Ora vorrei passare rapidamente in rassegna i punti chiave che ho elencato poco fa per approfondire gli obiettivi con alcune prime indicazioni di lavoro.

1) Rafforzare la competitività delle imprese
La nostra priorità assoluta è tutelare il reddito degli agricoltori. La via primaria è garantire competitività alle imprese, a partire dall’utilizzo della leva fiscale. Anche in questa sede voglio ribadire che, come concordato con il Ministro dell’Economia Gualtieri, è escluso un taglio delle agevolazioni per il gasolio agricolo. La missione complessiva del governo è quella di garantire una diminuzione della pressione fiscale e in questo contesto credo vada assicurata attenzione alle esigenze del comparto agricolo.

Allo stesso tempo lavoriamo per il rilancio degli investimenti attraverso il potenziamento dei contratti di filiera e di distretto, individuando nuove forme incentivanti per la digitalizzazione, l’export e l’e-commerce. Abbiamo bisogno di rendere più forti, equi e stabili i rapporti tra agricoltori e trasformatori, consentendo così al Made in Italy di crescere dal campo fino alla tavola del consumatore. In questa chiave utilizzeremo anche uno strumento di progettazione territoriale come i distretti del cibo, sul quale siamo pronti a dare seguito alla fase attuativa. È mia intenzione convocare con costanza a livello politico e tecnico tavoli per singola filiera, che possano diventare luogo dove affrontare le urgenze dei vari settori produttivi ed elaborare proposte operative. Abbiamo già avviato le prime riunioni e proseguiremo nelle prossime settimane con incontri dedicati alla filiera zootecnica, all’olio, al vino, al grano, al riso, agli agrumi e all’ortofrutta e via via su tutti i comparti, compreso quello ippico. Vogliamo lavorare per anticipare l’insorgere di problemi e pianificare gli interventi necessari.

Ovviamente seguiremo da vicino tutte le emergenze. In questa prima fase di Governo abbiamo portato avanti i lavori per il Piano di rigenerazione olivicola dell’area colpita da Xylella e per le azioni di contenimento dell’avanzata del batterio, stiamo confrontandoci con le regioni del Nord sul grave problema dei danni provocati dalla cimice asiatica. Sarò in Sardegna la prossima settimana per un tavolo sulla questione del latte ovino. Sono convinta però che sia davvero urgente uscire dalla logica delle emergenze e lavorare sulla costruzione di un progetto agricolo sostenibile sotto tutti i profili.
Intendo caratterizzare la mia azione da Ministro, poi, su due fronti: giovani e donne. Da un lato lavoreremo su tutti gli strumenti a disposizione per favorire il ricambio generazionale e sostenere gli investimenti da parte dei giovani, a partire dalle misure del subentro in agricoltura. Puntiamo a un incremento del credito e dei capitali per investimenti attraverso gli strumenti ISMEA, così come vogliamo rendere più accessibile la terra.

Con gli stessi obiettivi intendiamo sostenere l’imprenditoria femminile, che oggi rappresenta il 30% circa dell’agricoltura nazionale. Possiamo e dobbiamo incrementare il numero di donne alla guida di aziende agricole e sostenere meglio chi già ha intrapreso questo percorso.

Vorrei infine fare un passaggio sulla possibilità di realizzare un piano di interventi per le infrastrutture logistiche per i prodotti alimentari, in accordo con Ministero dei trasporti e Ministero del Sud. Si tratta di una sfida non più rinviabile. Senza logistica non possiamo pensare di competere. Nessuno ha la bacchetta magica e per questo credo serva l’impegno di tutte le forze, nazionali e locali, in una prospettiva di lungo periodo che ponga basi solide per consentire alle nostre merci di viaggiare lontano e in modo sostenibile.

2) Promuovere e Valorizzare il Made in Italy
100 miliardi di euro. È questo il valore stimato del giro d’affari del falso Made in Italy agroalimentare a fronte dei circa 42 miliardi di euro di valore dell’export di quello autentico. Quello che subiamo ogni giorno su tanti mercati è un vero e proprio furto di identità.
Serve lo sviluppo di un’azione su più assi fondamentali.

Ho chiesto al Presidente Conte e al Ministro Di Maio un potenziamento del piano strategico per la promozione del Made in Italy agroalimentare: dobbiamo rafforzare il coordinamento, garantire risorse adeguate e puntare sulla commercializzazione e comunicazione del prodotto di origine italiana sui mercati più importanti. Le esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani sono cresciute molto, ma i mercati esteri di sbocco sono molto concentrati: la metà del valore delle esportazioni italiane viene realizzata in 5 Paesi: Germania, Francia, USA, Regno Unito e Spagna. Mancano nazioni come la Cina, il Giappone, l’India. Sulla Russia abbiamo perso posizioni che oggi sono spesso occupate da imitazioni dei nostri prodotti.

Dobbiamo cogliere al meglio anche l’occasione di Expo Dubai 2020, costruendo un ponte ideale con l’Expo di Milano del 2015 che ha rappresentato un momento di rilancio per tutto l’agroalimentare italiano.

Parliamo di un potenziale inespresso ancora importante. C’è una domanda mondiale a cui rispondere (soprattutto nei Paesi asiatici) e le nostre imprese devono poter cogliere questa opportunità. È nostro compito affiancarle con le soluzioni più adeguate e nei mercati che loro stesse ci indicheranno come aree d’interesse.

In questo quadro è opportuno puntare alla tutela del Made in Italy. A tale scopo servono strumenti per la salvaguardia anche legale delle indicazioni geografiche e il potenziamento dei consorzi di tutela. Un lavoro da affiancare ad una maggiore protezione delle Indicazioni geografiche nei trattati di libero scambio già in vigore e in quelli che l’Unione europea sta portando avanti, guardando alla salvaguardia degli interessi delle produzioni di qualità italiane. Voglio qui ricordare anche il grande lavoro fatto dall’Ispettorato repressione frodi in Europa e sul web per eliminare dal commercio il falso cibo italiano. Aver stretto accordi con le grandi piattaforme del commercio su internet consente all’Italia di garantire alle nostre denominazioni d’origine la stessa protezione contro la contraffazione prevista per i marchi privati. È un valore straordinario, che si basa proprio sulla tutela della reputazione dei siti, così come dei nostri produttori. Si parte da un principio semplice: il falso cibo è un inganno per il consumatore. Lo stesso principio vorremmo fosse applicato su tutti i mercati. È proprio di questi giorni la dichiarazione dei produttori di formaggi statunitensi che cercano di ribaltare la realtà, con l’ambizione di vendere in Europa le imitazioni di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago o mozzarella. Non succederà mai! E credo che su questo punto non troverò anche in questa sala nessuno in disaccordo.

Per affrontare i mercati consolidati e soprattutto per aprire nuove rotte è necessario anche favorire lo sviluppo di piattaforme logistico distributive all’estero per il Made in Italy. Senza snodi per le nostre eccellenze autentiche, ogni sforzo di promozione sarebbe vano in quanto non supportato dal mercato.
Valorizzare il Made in Italy, poi, significa anche sfruttare meglio l’opportunità che abbiamo quando un turista visita il nostro paese. Per questo puntiamo sullo sviluppo dell’agriturismo, dell’enoturismo e del turismo gastronomico, in coordinamento con Regioni e istituzioni competenti, per garantire maggiori fonti di reddito alle imprese e migliorare i servizi per i turisti italiani e stranieri.

3) Garantire trasparenza in etichetta
La trasparenza è un valore irrinunciabile. Oltre il 90% dei cittadini italiani ha dichiarato di voler conoscere l’origine della materia prima degli alimenti in etichetta. Per questo sul piano europeo, puntiamo all’allargamento della lista dei prodotti per i quali è previsto l’obbligo di indicazione dell’origine delle materie prime, penso ad esempio alle sperimentazioni fatte in questi anni su latte, formaggi, pasta, riso, derivati del pomodoro. Sul piano nazionale, intendiamo procedere con l’attuazione della norma sull’etichettatura obbligatoria degli alimenti individuando le categorie di prodotto coinvolte e avviando il negoziato con l’Europa, puntando sulla richiesta dei cittadini e sul legame tra qualità e origine come previsto dalle norme UE. Il Regolamento 775 del 2018 non ci soddisfa, per questo chiederemo con urgenza un incontro con la nuova Commissaria alla salute dell’Ue.
Per tutelare i cittadini ed assicurare la tracciabilità dei prodotti alimentari, poi, vogliamo favorire l’utilizzo di tecnologie avanzate, inclusa la blockchain.

4) Garantire legalità e correttezza sui mercati
Commercializzare il cibo palesemente sotto i costi medi di produzione, come sapete, è vietato. Questo fenomeno genera un disequilibrio nei rapporti di filiera che si scarica principalmente sul mancato reddito delle aziende primarie e sul possibile sfruttamento dei lavoratori agricoli.
Le priorità sono:
– Accelerare il recepimento della Direttiva europea UE 2019/633 sulle pratiche sleali, per tutelare di più e meglio il contraente debole, assicurando effettività ai controlli lungo la filiera e prevedendo il ruolo di Autorità di contrasto in capo all’Amministrazione.
– Confermare l’obbligatorietà dei contratti scritti, e l’ambito di applicazione rivolto a tutti i soggetti della filiera produttiva a prescindere dalla dimensione economica.
– Riformare il quadro penale dei reati agroalimentari, oggi fermo alle norme del codice del 1930 ed alla legge sull’igiene degli alimenti del 1962;
– Rafforzare il sistema dei controlli e delle sanzioni amministrative, in modo da renderli più rapidi, incisivi ed allo stesso tempo meno invasivi verso l’attività imprenditoriale.
Fatemi qui ringraziare le donne e gli uomini dei nostri organismi di controllo dall’ICQRF, Ispettorato centrale repressione frodi, al Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, alla Guardia Costiera – Capitanerie di porto. Siamo tra i primi al mondo per qualità e numero dei controlli proprio grazie al loro lavoro. Assicurare la legalità, contrastare le frodi, prevenire i crimini agroalimentari e ambientali sono premesse fondamentali per la credibilità del settore e la sicurezza dei cittadini.

5) Lottare contro il caporalato
Il caporalato è mafia. Come tale va combattuto per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e per salvaguardare migliaia di imprese oneste che subiscono la concorrenza sleale di chi sfrutta. Vogliamo lavorare per la piena applicazione della legge 199 del 2016, approvata senza voti contrari anche da molti di voi qui presenti oggi. Dobbiamo attuarla tanto nella parte della repressione quanto nella prevenzione del fenomeno.

Insieme alle Ministre Catalfo e Lamorgese abbiamo stabilito di attivare il Tavolo interistituzionale, che si riunirà il 16 ottobre, e adottare quanto prima il Piano nazionale triennale di contrasto e prevenzione del caporalato.

È necessario aumentare i controlli e il personale dedicato attraverso una collaborazione attiva tra Ispettorato nazionale del lavoro, Carabinieri, polizia locale per intervenire non solo nelle aziende, ma anche nell’impedire il trasporto illegale dei lavoratori.
Dobbiamo prevenire il fenomeno anche semplificando la vita delle imprese agricole, ad esempio favorendo l’utilizzo di nuove forme di intermediazione del lavoro attraverso piattaforme informatiche. Serve garantire il reperimento di manodopera legale in particolare durante i picchi stagionali, perché tante imprese oggi denunciano forti difficoltà su questo fronte.

6) Arginare gli effetti della crisi climatica
La crisi climatica è in atto. L’agricoltura è allo stesso tempo uno dei settori più esposti ai danni provocati dal riscaldamento globale e dall’altro lato uno dei possibili settori di più attivo contrasto alle emissioni di gas serra.

Come detto, l’Italia deve svolgere un ruolo guida in linea con quanto previsto dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Si intende lavorare su:
– Tutela del reddito degli agricoltori colpiti da calamità, attraverso il potenziamento del Fondo di solidarietà nazionale e con un rinnovo degli strumenti pubblici di intervento.
– Diffondere lo strumento assicurativo per proteggere le imprese.
– Valorizzare il ruolo degli agricoltori nella salvaguardia dell’ambiente, anche iniziando a misurare gli effetti positivi di sequestro del carbonio dei suoli e di altri parametri utili.
– Prevenire il dissesto idrogeologico investendo in un Piano decennale sulle infrastrutture irrigue e migliorando così la gestione di una risorsa fondamentale come l’acqua.

7) Innovazione sostenibile
Per rispondere alla crisi climatica serve anche un cambiamento radicale con investimenti sull’innovazione sostenibile. La sostenibilità deve essere basata su tre pilastri: economica, sociale e ambientale. Bisogna passare da un’economia lineare, il cui destino finale è il rifiuto o lo spreco, a una vera economia circolare. Ci sono alcune parole chiave:
– Agricoltura di precisione. È necessario sostenere i progetti di diffusione di queste tecnologie per una migliore gestione dei suoli, degli allevamenti, dell’acqua per irrigare. La tecnologia al servizio dell’ambiente.
– Ricerca. Investire nella ricerca pubblica per tutelare le colture tradizionali italiane, anche alla luce del necessario adattamento climatico.
– Biologico. Si intende valorizzare le produzioni biologiche che vedono una crescita costante degli ettari dedicati alla coltivazione ora arrivati a 2 milioni, degli operatori che raggiungono quasi le 80mila unità e dei consumi nazionali. Oltre alla legge sul biologico che ho già citato, daremo nuovo impulso alla diffusione delle mense biologiche certificate nelle scuole e priorità al rafforzamento dei controlli contro il falso bio e alle frodi, anche internazionali, che rischiano di compromettere il legame fiduciario col consumatore.
– Lotta agli sprechi alimentari. Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato, con un fenomeno che solo in Italia vale 12 miliardi di euro. Bisogna rilanciare il lavoro avviato con la Legge 166 del 2016,  nella riduzione del fenomeno nelle filiere produttive e di educazione delle famiglie, tenuto conto che il 50% dello spreco avviene dentro le mura di casa. Vogliamo rilanciare anche il ruolo del Ministero in materia e nelle prossime settimane è mia intenzione convocare il Tavolo di contrasto agli sprechi alimentari e di assistenza alimentare agli indigenti per un confronto con i componenti e per stabilire un cronoprogramma dei lavori.
– Energia. L’economia è davvero circolare se trasforma lo scarto in risorsa. In agricoltura significa investire nelle bioenergie, valorizzando i sottoprodotti e puntando sulle rinnovabili.

8) Difesa del suolo agricolo
Contrastare l’abbandono e la cementificazione del suolo fertile. È tempo di passare dagli impegni ai fatti. L’Italia ha bisogno di terreni da destinare alla produzione di cibo, visto che non raggiunge l’autoapprovvigionamento in molti settori. Difendere il suolo, significa coltivare futuro. Credo che approvare la legge contro il consumo di suolo sia una scelta politica non rinviabile. Se ne discute da anni è ora di metterla in pratica.

Abbiamo da valorizzare uno strumento come la Banca delle terre. Bisogna avviare con urgenza in tutto il territorio italiano un censimento delle terre abbandonate o incolte, registrarle nella Banca delle terre e farle tornare produttive dando priorità a giovani e donne che vogliano diventare imprenditori agricoli.

Le aree interne e montane devono essere al centro delle politiche del ministero, tenuto conto delle particolarità di questi territori e della necessità di contenere il fenomeno di spopolamento in atto.
Sul fronte delle foreste, in un mondo dove si bruciano milioni di ettari di boschi come accaduto in Siberia o in Amazzonia, l’Italia deve puntare a curare e valorizzare i propri boschi attraverso il Piano forestale nazionale coordinato con gli obiettivi europei del settore. La filiera bosco-legno è strategica per investire nell’economia circolare.

9) Agricoltura sociale
Ritengo la legge 141 del 2015 una conquista importante, perché per la prima volta è stata definita e valorizzata l’agricoltura sociale. C’è molto ancora da fare. È assolutamente necessario proseguire sulla strada della multifunzionalità delle imprese, enfatizzando attività come l’agriturismo o gli agriasili e agrinidi. Ma soprattutto vogliamo supportare i progetti di inclusione sociale, perché l’agricoltura possa rappresentare un’occasione per includere i soggetti più deboli, come dimostrano tantissime esperienze in giro per l’Italia che vanno rafforzate. Sarà al più presto convocato il tavolo previsto dalla norma e si valuteranno insieme i passi da compiere in questa direzione.

10) Pesca
Vogliamo tutelare gli interessi e il reddito dei pescatori italiani. Per farlo è necessario lavorare su tutti i tavoli che compongono il complesso sistema di governance di questo settore a partire dal livello europeo e in ambito FAO. È fondamentale sostenere e rafforzare gli strumenti a disposizione dell’Italia per promuovere il proprio interesse nazionale. La posizione centrale dell’Italia nel bacino del Mediterraneo va infatti ribadita, promuovendo il suo ruolo di guida e interlocutore privilegiato degli altri Paesi rivieraschi, siano essi membri UE o meno.

Nell’ambito di attuazione della Politica Comune della Pesca, l’indirizzo italiano è quello di sostenere le iniziative di salvaguardia delle risorse ittiche in maniera critica e propositiva, sempre con l’attenzione rivolta all’interesse del comparto nazionale. Ciò non solo in termini di sostenibilità ecologica, ma anche di sostenibilità economica e sociale per imprese e lavoratori, nonché di sicurezza e informazione dei consumatori.

Crediamo che puntando soprattutto sulla sicurezza delle nostre produzioni e sull’informazione ai consumatori, in un’ottica complessiva di filiera, potranno essere riconquistati spazi di mercato oggi occupati dalle importazioni dai Paesi terzi.
Devono essere utilizzate al meglio le risorse finanziarie del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), che vede impegnati assieme le Regioni e l’Amministrazione centrale che è l’autorità di gestione. Sul punto credo sia importante sottolineare il conseguimento dell’obiettivo N+3, che ha permesso all’Italia di non perdere fondi.

Conclusioni
In conclusione spero di aver potuto rendere qui un quadro il più completo possibile delle azioni che intendo portare avanti con il massimo impegno. Consentitemi due ultimi passaggi. Uno riguarda il Ministero. È mia intenzione provvedere quanto prima a completare la riforma del Dicastero per potenziare il lavoro amministrativo, avvicinare gli uffici alle imprese, valorizzare le professionalità di tantissime donne e uomini nei diversi ruoli e responsabilità. Avremo bisogno sempre di più anche di energie giovani, di un ricambio generazionale che deve riguardare anche l’Amministrazione perché possa stare al passo dell’innovazione del settore.

Un ultimo punto riguarda la semplificazione. Nessuno degli obiettivi citati si affronta senza questo. Semplificare è la prima parola che ognuno di noi ascolta da qualsiasi interlocutore del settore. Semplificare è anche una delle missioni più complicate a livello politico. Perché se l’etichetta della burocrazia è semplice da evocare, è molto complicato eliminarla. Su questo non vorrei prendere impegni generici. Credo sia il momento di aprire la possibilità alle aziende di segnalare direttamente e puntualmente quali circolari, quali adempimenti vanno a far sì che più che coltivare cibo, gli agricoltori facciano crescere montagne di carta.

Ad esempio chiedendo loro più volte dati che sono già in possesso di una Amministrazione pubblica. Su questo aspetto dobbiamo intervenire il più rapidamente possibile, anche grazie alla tecnologia, con la condivisione dei dati tra articolazioni dello Stato.

Togliamo il freno al sistema agroalimentare italiano, io ci credo. Sono certa che potremo contare su una leale collaborazione con tutti voi, nell’interesse di migliaia di aziende che aspettano soluzioni e risposte.
Grazie a tutti per la vostra attenzione.

Menu

,

Agrinsieme chiede al Mipaaf la riconvocazione del tavolo per il settore agrumicolo

“Quello agrumicolo è un comparto di notevole rilevanza per l’economia del Paese, rappresentando circa il 25% degli acquisti di frutta per il consumo domestico, anche se nell’ultimo decennio, a causa di numerose avversità di carattere atmosferico e sanitario, quale ad esempio il cosiddetto virus della tristezza, si è registrata una sensibile riduzione delle superfici e della produzione; tale calo ha danneggiato l’Italia nei confronti dei propri competitor europei, primi fra tutti la Spagna, che nel medesimo periodo ha aumentato la produzione di arance del 24%, diventandone il primo esportatore mondiale, e ha raggiunto un primato analogo in relazione alla produzione di mandarini e clementine”. Lo ha sottolineato il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, intervenendo in audizione in Commissione Agricoltura della Camera dei deputati nell’ambito della discussione congiunta di risoluzioni per iniziative a sostegno del settore agrumicolo.
 
“In ragione di ciò, è sempre più urgente la redazione di un Piano nazionale agrumicolo, adeguatamente accompagnato da risorse finanziarie, utile per programmare gli interventi necessari nel breve e nel lungo periodo e per orientare concretamente il rilancio dell’agrumicoltura nazionale, anche attraverso il coordinamento con gli strumenti di programmazione regionale”, ha suggerito Agrinsieme.
 
“In tale ottica, è prioritario riconvocare il prima possibile il Tavolo di settore al Ministero delle Politiche agricole e riavviare l’iter di approvazione e il confronto sullo schema di decreto del Mipaaf per l’avvio del Fondo nazionale agrumicolo, approvato dalla Conferenza unificata lo scorso febbraio”, ha proseguito il Coordinamento, ricordando che “in Italia manca una base di dati univoca che consenta di avere contezza del patrimonio agrumicolo nazionale ed è pertanto indispensabile l’istituzione di un catasto”.
 
Quanto al commercio internazionale, ad avviso di Agrinsieme “bisogna prevedere una valutazione preventiva e accurata delle concessioni oggetto di accordi bilaterali e di provvedimenti unilaterali, in maniera che queste non perturbino le condizioni del mercato interno; in ogni caso vanno previste clausole di salvaguardia di immediata attivazione nel caso di pregiudizio ai produttori europei, anche con specifico riferimento a determinati areali produttivi”, ha concluso il Coordinamento.
 
Fonte: Ufficio stampa Agrinsieme 
,

CREAgritrend: on line il 3° numero del trimestrale congiuntura settore agricolo

On line il bollettino, a carattere trimestrale, del CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria che analizza l’evoluzione del settore agroalimentare, fornendo un quadro generale dell’economia agroalimentare attraverso l’analisi delle principali variabili macroeconomiche, del commercio estero e della spesa pubblica.

Questo numero presenta un focus specifico sull’andamento della spesa pubblica in agricoltura

Scarica da qui il Bollettino CREAgritrend creAgritrend10_19

,

Top Fresh Retailer 2020: i migliori gruppi distributivi per i fornitori di ortofrutta

Qual è il miglior gruppo distributivo operante in Italia secondo il giudizio dei fornitori di ortofrutta? Per il quarto anno consecutivo in cima alle preferenze c’è Esselunga, il gruppo che nel 2018 ha raggiunto un fatturato di 7,9 miliardi di euro, con una presenza importante nel Nord Ovest. Il premio, giunto alla sesta edizione, è frutto di un’indagine accurata che la testata giornalistica specializzata Fm – Fruitbook Magazine svolge presso i più qualificati produttori/fornitori italiani di ortofrutta: sono loro infatti, con il loro giudizio, a decidere chi premiare.

Passano gli anni, ma non cambia in modo sostanziale il giudizio dei fornitori di ortofrutta per l’uno o l’altro gruppo distributivo operante in Italia, almeno nelle posizioni di vertice. Esselunga si aggiudica anche per l’edizione 2020 il Top Fresh Retailer – è il quarto anno consecutivo – avendo preso le maggiori preferenze alla domanda: “Quali sono, tutto considerato, quelli che giudicate i migliori gruppi distributivi operanti in Italia con cui avere rapporti?”. Chiaramente incidono in modo significativo le condizioni economiche, ma sono elementi determinanti anche la professionalità dei buyer, la capacità di programmazione e di fare partnership, l’apertura alle novità e la flessibilità nella gestione delle criticità, la logistica di approvvigionamento, l’attenzione agli aspetti organolettici, etici e della sicurezza alimentare.

Sul podio dei “migliori” d’Italia vanno anche Coop Consorzio Nord Ovest (vincitore delle prime due edizioni del premio) e l’universo Conad. Precisiamo che non si chiede di premiare un’insegna, ma la centrale di acquisto, legata all’insegna, con cui si hanno i rapporti commerciali. Quindi l’universo Conad non è considerato come un’unica entità ma come 7 cooperative (ora in via di fusione) separate cui si aggiungono gli uffici centrali di Bologna. E a svettare in questo caso è ancora una volta Conad PAC 2000A, che si aggiudica il premio Top Fresh Retailer 2020 nella categoria “Il miglior gruppo distributivo del Centro Sud Italia”, davanti alla pugliese Megamark e alla toscana Unicoop Firenze.

Restando in ambito geografico, quello che viene considerato dai fornitori di ortofrutta come il miglior gruppo del Nordest – questa categoria è una novità del 2019 – risulta essere dall’indagine Aspiag Service, la concessionaria del marchio Despar nel Nordest. In vetta alle preferenze dei fornitori per quest’area c’è anche Alì Supermercati e, in crescita rispetto agli anni scorsi, anche Pam Panorama. La padovana Alì Supermercati peraltro vince per il terzo anno di fila il premio come “Il miglior reparto ortofrutta d’Italia”.

Un’altra categoria introdotta nel 2019 è l’attenzione a tutto ciò che attiene alla sfera della sicurezza alimentare, un tema su cui è sempre più attento il consumatore finale. Premesso che la distribuzione moderna è in generale molto attenta alla food safety, in questo caso il gruppo distributivo più attento, secondo il giudizio dei fornitori, è Lidl Italia, seguito da vicino da Esselunga e Coop Italia. Per quanto riguarda invece il tema dell’innovazione a 360 gradi, è Aldi Italia che, fresco di debutto in Italia, riscuote i maggiori consensi rispetto agli altri gruppi distributivi. Determinanti in questo caso sono la politica di prezzo (e scontistica) chiara, la capacità di fare programmi e rispettarli, l’attenzione elevata agli aspetti organolettici, l’estrema efficienza di tutti i processi: tutte qualità oggi poco riscontrabili nel panorama distributivo italiano, che nella maggior parte dei casi risulta ancora frammentato, inefficiente e, nel rapporto con i fornitori, sempre più mono-focalizzato sul prezzo.


Le dichiarazioni dei vincitori

TOP FRESH RETAILER 2020 – IL MIGLIOR GRUPPO DISTRIBUTIVO D’ITALIA
ESSELUNGA – Francesco Piacenti – Responsabile Acquisti Frutta e Verdura
“Il premio Top Fresh Retailer 2020, che Esselunga è lieta di aver ricevuto, riconosce l’impegno quotidiano nel cercare di offrire, con la proficua collaborazione dei nostri fornitori, oltre 500 prodotti di elevata qualità e freschezza provenienti dalle zone più vocate per le produzioni ortofrutticole”.TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR REPARTO ORTOFRUTTA D’ITALIA”
ALÌ SUPERMERCATI – Giuliano Canella – Responsabile Freschissimi
“Il nostro gruppo da sempre, ma oggi ancor di più, ritiene che la qualità del prodotto sia alla base di tutto, una priorità assoluta. Laddove la qualità sia estetica che gustativa deve essere reale, tangibile e soprattutto percepita in quanto tale dal consumatore finale, si devono aggiungere poi continue e numerose attività rivolte a valorizzare al meglio l’ortofrutta. Quindi si ripercorrono per esempio progetti con legami forti con il territorio in cui si è presenti e collaborazioni con enti sociali per promuovere tematiche sensibili al fattore umano. In quarta e quinta gamma abbiamo implementato planogrammi con gestione puntuale dello scaffale, mentre una profondità assortimentale di prodotti ad alto contenuto di servizio completa una politica dell’insegna rivolta alla freschezza e al servizio. Infine un personale attento, preparato e disponile racchiude la differenziazione e la distintività che il reparto ortofrutta di Alì vuole esprimere”.TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL GRUPPO PIÙ INNOVATIVO”
ALDI ITALIA – Carlo Fallico – Corporate Buying Director
“Grazie per questo importante riconoscimento che premia l’impegno di ALDI per il secondo anno di seguito. Siamo veramente felici che molti dei nostri fornitori parlino positivamente di noi, come un’azienda seria con la quale poter avviare collaborazioni di lungo periodo. Ed è proprio questo il nostro impegno: crescere insieme instaurando veri e propri rapporti di partnership. Cogliamo l’occasione anche per ringraziare i nostri fornitori per il sostegno che ci hanno dato fin dal nostro arrivo in Italia. ALDI crede nei fornitori italiani e il 75% di tutti i prodotti alimentari in assortimento nasce proprio dalla collaborazione con loro. Selezione efficace dei prodotti e ricerca della qualità, unite a sicurezza e innovazione, guidano le nostre scelte con l’obiettivo di soddisfare i nostri clienti con prodotti di ottima qualità al giusto prezzo”.
TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL GRUPPO PIÙ ATTENTI ALLA FOOD SAFETY”
LIDL ITALIA – Angela Cossu – Responsabile Assicurazione Qualità
“Siamo davvero molto orgogliosi di ricevere per il secondo anno consecutivo il premio Top Fresh Retailer nella categoria “Food Safety”, un ambito, quello della sicurezza alimentare, a cui noi di Lidl teniamo molto. Siamo inoltre molto soddisfatti del fatto che questo premio ci venga attribuito dai nostri fornitori. Riteniamo infatti che la sicurezza alimentare non debba essere interpretata come un processo di controlli a scopo puramente punitivo o sanzionatorio, ma debba essere considerata un percorso di miglioramento costante per entrambe le parti. È solo infatti attraverso una stretta collaborazione con i nostri fornitori che si riescono a ottenere i risultati migliori. Ringrazio quindi tutti i nostri fornitori che con noi lavorano duramente per garantire ai nostri clienti prodotti sempre più sani, sicuri e sostenibili”.

TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR GRUPPO DEL NORDEST”
ASPIAG SERVICE – Nicola Faccio – Area Manager Acquisti Frutta e Verdura
“Siamo onorati, come azienda, di aver ricevuto questo riconoscimento e di averlo ricevuto proprio da quei fornitori che ormai per noi sono diventati veri e propri Partner. Crediamo fortemente che il cambiamento e l’innovazione siano fondamentali nella nostra attività quotidiana; e la collaborazione di questi anni con i nostri fornitori, con i nostri partner, ci ha permesso di cambiare, di migliorarci e di crescere. La crescita e l’innovazione sono stati reciproci: hanno portato sempre a un’innovazione tecnica e di prodotto e a un miglioramento che vediamo riconosciuto non solo in quello che vendiamo, ma anche nella soddisfazione dei nostri clienti, mai come oggi evoluti e informati. Crediamo che questa sia la strada da percorrere in futuro, in una collaborazione positiva che mette al centro prodotto e cliente e che ci consente di stare al passo con questi tempi veloci”.

TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR GRUPPO DEL CENTRO-SUD”
CONAD PAC 2000A – Michele Capoccia – Direzione Generale Ortofrutta
“Siamo veramente felici di ricevere per il quinto anno consecutivo questo prestigioso premio che, in un certo qual modo, avvalora le scelte in temine di politiche commerciali e programmazione fatte negli anni con i nostri fornitori che ci piace definire partner. Grazie anche al Consorzio Nazionale per aver sempre più negli anni implementato la filiera dei prodotti a marchio nei vari brand – Conad Percorso Qualità, Conad Verso Natura Bio e Sapori&Dintorni – creando un forte elemento di distintività sul mercato e un processo di selezione e garanzia sui prodotti. Non possiamo dimenticare anche i nostri soci e tutte le maestranze che operano nei punti vendita che quotidianamente ci danno fiducia e finalizzano in modo perfetto le scelte fatte, con grande impegno e sacrificio. Ci aspettano sicuramente sfide sempre più importanti, nuovi scenari di mercato da interpretare, ma siamo convinti che, se continueremo a dare e ricevere fiducia dai nostri partner, raggiungeremo gli obiettivi attesi”.

Fonte: Corriere Ortofrutticolo

Citrus avverte i produttori: “finti ordini di bergamotto”

Citrus L’Orto Italiano informa che è stato scoperto che anonimi stanno contattando i produttori della regione Calabria a nome del marchio sotto la falsa identità di Marianna Palella, Ceo di Citrus, per effettuare finti ordini e non solo. 
Si avvisano tutti i soggetti che operano nel settore che Citrus L’Orto Italiano effettua i propri ordini di bergamotto attraverso il consorzio Unionberg e ribadisce e anzi sottolinea il proprio legame con il consorzio di tutela riconoscendo quindi l’importanza della valorizzazione della filiera produttiva e l’impegno nella tutela dei produttori e dei prezzi.
Citrus L’Orto Italiano invita quindi i produttori interessati a prendere contatto con l’azienda, di farlo attraverso il Consorzio Unionberg con cui ha un rapporto costante e leale.
L’avvocato Ezio Pizzi, presidente del consorzio Unionberg, conferma che da anni il consorzio è fornitore della Citrus e con piacere ne sottolinea la sana e corretta collaborazione che ha portato ad aumentare la richiesta e il consumo del frutto fresco con tutti i benefici salutistici che ne comporta verso il consumatore finale attento alla propria salute.
“La grande distribuzione italiana, che ha creduto nel bergamotto, ci ha permesso di creare sul territorio notevoli vantaggi economici e sociali nel rispetto di una filiera etica su cui crediamo insieme”.
,

Fiera A&T: l’innovazione a portata di tutti

Si prepara a Torino, Oval Lingotto Fiere,  la 14a edizione (12-14 febbraio) dell’esposizione dedicata alla produzione industriale: industria 4.0, innovazione, ricerca, testing e automazione… ready to use!

Oltre 400 aziende specializzate parteciperanno al primo evento annuale di aggiornamento e miglioramento industriale: un approccio orientato alla sperimentazione, dove si potranno vedere all’opera i macchinari e i vantaggi che la loro implementazione garantisce, direttamente in linea.

In più…

A&T organizza un percorso di avvicinamento in tre eventi, tra loro complementari: è possibile per le PMI introdurre tecnologie innovative e, nel contempo, trasformare digitalmente i modelli aziendali?

Se ne parlerà qui:

> Additive Manufacturing Metallo, 8 novembre, Milano

> Robotica e Intelligenza Artificiale, 22 novembre, Milano

> Lean manufacturing e Logistica Integrata, 29 novembre, Bologna

Parteciperanno gli esperti del Comitato Scientifico di A&T e rappresentanti di alto livello del mondo industriale.
Ingresso gratuito previa registrazione.

Inoltre, due nuovi percorsi espositivi: uno verticale, dedicato a Prove e Misure; l’altro trasversale, con le più recenti innovazioni sul fronte digitalizzazione dei processi industriali.

Clicca qui per saperne di più e per partecipare

,

Consultabile on line Osservatorio tendenze mercato ortofrutta settembre 2019

Consultabile on line l’Osservatorio tendenze mercato ortofrutta del mese di settembre 2019

Scarica e consulta l’Osservatorio Osservatorio tendenze mercati Settembre 2019 Osservatorio tendenze mercati Settembre 2019

, ,

Grandi progetti di Ricerca e Sviluppo, il Mise ha stabilito le modalità di accesso

A partire dall’8 e dal 10 ottobre le imprese potranno avviare la procedura per richiedere le agevolazioni in favore dei grandi progetti di R&S, per i quali sono stati stanziati complessivamente risorse 519 milioni di euro.

Sono stati pubblicati dal MiSE i due decreti che disciplinano le modalità e i termini per la presentazione delle domande relative ai due bandi emanati lo scorso 2 agosto.

Il primo bando stanzia 190 milioni di euro per progetti nelle aree tecnologiche “Fabbrica intelligente”, “Agrifood”, “Scienze della vita” e “Calcolo ad alte prestazioni” coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente. La misura si rivolge alle imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria in tutto il territorio nazionale, con una riserva di 50 milioni dedicata alle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

Il secondo bando rifinanzia con 329 milioni di euro progetti su tutto il tutto il territorio nazionale nei settori “Agenda digitale” e “Industria sostenibile”, con particolare attenzione alla riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare.

L’iter di presentazione delle domande di agevolazioni è articolato nelle seguenti fasi:

  • pre-compilazione delle relative domande di accesso alle agevolazioni, rispettivamente l’8 e il 10 ottobre 2019
  • apertura dello sportello per la presentazione delle relative domande, rispettivamente il 12 e 26 novembre 2019

Per maggiori informazioni

 

,

Il packaging dall’albume d’uovo

Nel mondo del packaging la ricerca finalizzata alla messa a punto di nuovi materiali ecosostenibili per l’imballaggio vive un momento di grande fermento. In particolare sono attualmente in esame diverse soluzioni realizzate a partire da materiali organici.

Un’équipe di ricercatori dell’Università statale del Michigan ha pubblicato quest’anno sulla rivista Food and Bioprocess Technology uno studio preliminare per la produzione di un film a base di proteine dell’albume d’uovo (EWP) mediante processi di estrusione e calandratura, la più comune tecnologia per la produzione di pellicole.

L’obiettivo è determinare il potenziale del film EWP nell’imballaggio alimentare, misurandone le proprietà meccaniche, termiche, ottiche, di barriera, la perdita di plastificante e la resistenza microbica quando viene esposto a specifiche combinazioni di umidità relativa (RH) e temperatura, oltre a confrontare alcuni dei risultati con quelli del film commerciale di acido polilattico (PLA), la bioplastica più comunemente usata per applicazioni di imballaggio alimentare.

Un film EWP trasparente, continuo, sottile e uniforme è stato prodotto con temperature della zona dell’estrusore di 40-50-60-70-75°C dall’alimentatore alla matrice e con temperature del cilindro a temperatura e velocità definite di 115-120°C e 0,111 giri/ min. La permeabilità, la leggerezza e la trasmittanza del film risultante sono state influenzate dalla temperatura mentre l’RH ha influenzato il suo spessore, le proprietà di trazione, la permeabilità, il colore, la trasmittanza e la perdita di glicerolo.

Rispetto al film in PLA, il film EWP è risultato meno fragile e flessibile, con una barriera all’acqua inferiore e maggiore rigidità, resistenza termica e barriera all’ossigeno. I due materiali presentano trasparenza, leggerezza, colore, barriera all’etanolo e sensibilità all’umidità relativa simili.

Lo studio dimostra quindi che il film EWP può essere prodotto attraverso processi di estrusione e calandratura e utilizzato in alternativa ad altri materiali per applicazioni di imballaggio alimentare in cui sono richieste resistenza termica, rigidità, resistenza, barriera all’ossigeno ed eliminazione della condensa.

Fonte: Food executive

, ,

Il progetto ES-PA ad Agrilevante, Bari

Sostenibilità energetica ed ambientale del settore agricolo. Agrilevante, la piu importante fiera del settore agricolo del Sud Italia ospita una sessione di approfondimento e divulgazione sui contributi che il  progetto ES_PA offre al  sistema delle imprese agricole ed agroalimentari italiane ed  alle istituzioni preposte alle politiche di settore.

Alcune delle linee del progetto ES_PA, curato da ENEA, hanno a riferimento i temi della sostenibilità energetica ed  ambientale del settore primario sia attraverso l’introduzione razionale delle soluzioni tecnologiche rinnovabili e l’efficientamento energetico sia attraverso una valorizzazione in una ottica di economia circolare delle biorisorse che il sistema agroalimentare produce.

I ricercatori dell’ENEA illustreranno le attività ed i prodotti che sono in corso di realizzazione nell’ambito di tre delle linee di attività presenti in ES_PA: Le rinnovabili e l’efficienza energetica per le aziende agricole, la normativa e le  tecnologie delle biomasse e la qualità e la caratterizzazione degli scarti agroalimentari per una loro valorizzazione completa.

Sarà l’occasione per un confronto con diversi stakeholder anche al fine di meglio indirizzare e definire le attività progettuali.

La sessione di interventi dedicati al progetto ESPA si terrà nel pomeriggio del giorno 11 ottobre p.v., all’interno di una sessione, dedicata alle biomasse residuali agricole, all’energia ed alla bioeconomia circolare, organizzata da Chimica Verde, Itabia e federcanapa, presso i locali della  fiera (Sala 5):

14:00 – 16:30 Sessione biomasse residuali agricole, energia e bioeconomia circolare

Energia e Sostenibilità per la Pubblica Amministrazione” Il Progetto ES-PA dell’ENEA

o Fonti rinnovabili ed efficienza energetica in agricoltura: indirizzi tecnici – Nicola Colonna, ENEA

o Conoscere la qualità dei sottoprodotti agroindustriali per un loro impiego razionale –    Antonella Del Fiore e Daniela Cuna, ENEA

o Normative, incentivi e tecnologie per la valorizzazione energetica delle biomasse – Vincenzo Gerardi, ENEA

, ,

Filiere agroalimentari e innovazioni digitali

Conoscere le principali innovazioni digitali nelle filiere agroalimentari come l’agricoltura 4.0, veicoli aerei e robot, mobility e geolocalizzazione, IoT, data & advanced analytics, blockchain, l’appuntamento è al Mip, School of Management Politecnico di Milano il e il 6 dicembre 2019 con il corso “Filiere agroalimentari e innovazioni digitali“.

Le nuove opportunità per le produzioni agricole, l’industria della trasformazione, la distribuzione e la nuova gestione del consumatore saranno al centro del corso che illustrerà inoltre come le innovazioni digitali inneschino un nuovo rapporto con i mercati, nuovi standard di conoscenza del prodotto, di comprensione dei suoi percorsi di produzione e di provenienza (sistemi territoriali/terroir), nonché nuovi livelli di garanzia della qualità al consumo, di efficienza, di certificazione.

Nello specifico, durante il corso si parlerà dei processi delle filiere agroindustriali e le principali innovazioni digitali nelle diverse fasi: agricoltura (campo e allevamento), trasformazione, distribuzione e mercati. Con focus su alcuni principali settori agroalimentari.
Ma non solo. Saranno infatti illustrati i nuovi dati emergenti dall’agricoltura 4.0, i percorsi informativi dalle fasi agricole alle fasi di trasformazione, distribuzione, sino alle esigenze informative dei diversi mercati; inoltre focus sulle dimensioni della qualità alimentare (l’Eptagono della Qualità) e gli strumenti della tracciabilità digitale di filiera come certificazioni, Internet of Things, blockchain,  scenario dell’innovazione a supporto della food sustainability di filiera e di prodotto, i sistemi innovativi di supply chain management, con particolare attenzione alla logistica 4.0, i nuovi strumenti di supply chain finance volti a creare efficienza nella gestione capitale circolante delle aziende agroalimentari, il ruolo innovativo che hanno le startup sviluppate in ambito smart agrifood e food sustainability.

Il corso breve di gestione strategica della digital innovation si terrà nella sede del Mip, in lingua italiana e avrà un costo di 1200 euro + Iva.

ContattiFrancesca Muzzi marketing & recruitment – Tel 02 2399 4874 – Email: corsibrevi@mip.polimi.it

Scopri i dettagli del corso Filiere agroalimentari e innovazioni digitali

,

A Novembre il B2B internazionale dell’ortofrutta

Manca un mese al più importante appuntamento dell’anno in Italia per incrementare le esportazioni di ortofrutta The Rome Table, il B2B internazionale che si terrà presso l’A.Roma Lifestyle Hotel giovedì 7 e venerdì 8 novembre 2019.

In due giorni, le aziende partecipanti avranno l’opportunità di conoscere buyer esteri attentamente selezionati in base al loro interesse per le produzioni italiane e per alcuni prodotti in particolare e di incontrarne fino a 20 in incontri d’affari individuali pre-ordinati secondo un preciso calendario prefissato: un’opportunità unica nel nostro Paese in una location comoda, sia per chi venga da Sud che per chi venga da Nord, come Roma.

È prevista la presenza di 30 aziende-buyer25 straniere oltre a 5 catene della GDO italiana. I Paesi europei di provenienza dei buyer sono:  Belgio,  Croazia, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Polonia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria. I Paesi extra-UE che saranno rappresentati a Roma sono: Arabia Saudita, Argentina, Brasile, Emirati Arabi, Giordania, Khazakistan, Kenya,  India, Libano, Uganda. Sono presenti tutte e tre le principali tipologie di buyer: category manager di catene della distribuzione organizzata, importatori con magazzino, agenzie di import-export.

Scarica il programma Brochure_The_Rome_Table_2019

Iscriviti all’Evento

,

Scouting, la app che rileva erbe infestanti e fattori di stress su smartphone

Quando la tecnologia mobile aiuta il lavoro degli agricoltori. La App xarvio™ SCOUTING – realizzata da BASF -, installata su smartphone Apple o Android, consente ad esempio di individuare le erbe infestanti.

Attualmente la App in Italia (con 45mila downloads già raggiunti) è disponibile principalmente su cereali, e BASF sta lavorando allo sviluppo di un database di foto che alimenti lo strumento, perfezionandone le performance su altre colture.

In sintesi, questa app – scaricabile gratuitamente da App Store e Google Play – rileva le avversità in campo, semplicemente con uno scatto. È facile, basta fare una foto con lo smartphone e l’App gratuita xarvio™ SCOUTING permetterà di identificare i fattori di stress in campo in pochi secondi. Salva nello storico le foto delle escursioni in campo, monitora la situazione nelle aree circostanti e ricevi notifiche di allerta rischio. Tutto direttamente sul proprio cellulare.

SCOUTING ha già ricevuto due importanti riconoscimenti a livello internazionale: è stata nominata come l’App più innovativa in Agricoltura per il 2019 dalla rivista CropLife e nello scorso mese di luglio ha vinto l’Innovations Program nella categoria Plant and Soil Science all’Ag in Motion Farm Expo di Saskatoon, Canada.

 

,

CNR, metodo innovativo per la valorizzazione degli scarti delle arance

Un processo efficiente, economico e veloce per estrarre in acqua, senza solventi, composti bioattivi e funzionali partendo dal pastazzo di arancia. Lo studio, condotto da un team di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibe, Ismn), insieme al Dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari ambientali e forestali dell’Università di Firenze e al Centro de Química-Física Molecular and IN-Institute of Nanoscience and Nanotechnology di Lisbona, è pubblicato su Processes

Una soluzione a base di acqua e di pastazzo, lo scarto delle industrie di produzione di succo di arancia, costituito da bucce e residui di polpa, ottenuta attraverso un processo innovativo di cavitazione idrodinamica controllata, ha dimostrato la possibilità di valorizzare questo scarto agro-industriale, prodotto in milioni di tonnellate all’anno, ottenendo oli essenziali, polifenoli antiossidanti e pectina, mentre gli scarti di processo, polverizzati e ricchi di cellulosa ed emicellulosa, diventano fonti di biometano. È quanto emerge da uno studio coordinato da ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche – HCT-Agrifood Laboratory dell’Istituto per la bioeconomia (Ibe-Cnr) e Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn-Cnr) – dal titolo “Real-scale integral valorization of waste orange peel via hydrodynamic vavitation”, pubblicato dalla rivista Processes.

“L’esperienza col pastazzo d’arancia conferma che i metodi di estrazione di composti bioattivi basati su processi di cavitazione idrodinamica si stanno dimostrando i più efficienti, rapidi ed economici”, osserva Francesco Meneguzzo di Ibe-Cnr, editor dello special issue: “In estrema sintesi, la cavitazione è un fenomeno di formazione, accrescimento e implosione di bolle di vapore in un liquido a temperature inferiori rispetto al punto di ebollizione, che genera microambienti caratterizzati da temperature localmente elevatissime e intense onde di pressione e getti idraulici, capaci di intensificare una serie di processi fisici, chimici e biochimici, in modo efficiente e ‘verde’. Per la prima volta, è stato applicato al processamento degli scarti dell’industria dei succhi di arancia prodotti in Sicilia”.

La possibilità di produrre soluzioni funzionali e di estrarre materiali biologici preziosi come la pectina, senza l’uso di alcun solvente sintetico e in modo rapido (pochi minuti) ed economico rappresenta una grande opportunità per molti settori. “Un ulteriore valore aggiunto del processo utilizzato è che consente di preservare interamente la struttura e la funzionalità dei composti bioattivi, come i polifenoli e la pectina. Quest’ultima mostra un grado di esterificazione particolarmente basso che ne esalta le proprietà ai fini dei processi di trasformazione alimentare”, conclude Meneguzzo.

“Come abbiamo illustrato alla Conferenza internazionale sullo sviluppo sostenibile, le tecnologie basate sulla cavitazione idrodinamica appaiono sempre più funzionali alla bioeconomia”, sostiene Federica Zabini di Ibe-Cnr, che prosegue. “In questa applicazione siamo partiti da uno scarto il cui smaltimento è costoso e il cui recupero finora è insufficiente, per restituire prodotti di grande valore alimentare, nutraceutico, farmaceutico ed energetico”.

“Il metodo utilizzato è scalabile al livello industriale, aprendo una nuova strada per la valorizzazione degli scarti agro-industriali, non solo delle arance, ma di tutti gli agrumi”, conclude Lorenzo Albanese, sempre dello stesso Istituto, che per mezzo della cavitazione idrodinamica ha già realizzato un nuovo metodo di birrificazione, per pastorizzare i liquidi alimentari e valorizzare gli aghi di abete.

Roma, 3 ottobre 2019

Scheda

Chi: Istituto per la bioeconomia del Cnr (Ibe-Cnr) e Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr (Ismn-Cnr)

Che cosa: ricerca pubblicata sulla rivista internazionale Processes (open access), Special Issue Controlled Hydrodynamic Cavitation: An Emerging Class of Greener Processing Technologies (Guest Editor: Francesco Meneguzzo, Ibe-Cnr), che illustra il metodo innovativo di estrazione in acqua degli scarti di arancia e la relativa funzionalizzazione; DOI https://doi.org/10.3390/pr7090581

Per approfondimenti:

HCT – AgriFood Lab http://hct.fi.ibimet.cnr.it/

Processes – Special Issue “Controlled Hydrodynamic Cavitation: An Emerging Class of Greener Processing Technologies” https://www.mdpi.com/journal/processes/special_issues/Hydrodynamic_Cavitation

Per informazioni:
Federica Zabini, Istituto per la bioeconomia del Cnr di Firenze, e-mail: federica.zabini@ibe.cnr.it, tel 055/4483056;
Francesco Meneguzzo, Istituto per la bioeconomia del Cnr di Firenze, e-mail: francesco.meneguzzo@ibe.cnr.it

Capo ufficio stampa:
Marco Ferrazzoli
marco.ferrazzoli@cnr.it
ufficiostampa@cnr.it
06 4993 3383
skype marco.ferrazzoli1

,

Con Ecovio M 2351 Basf, i teli di pacciamatura diventano biodegradabili

Da Basf un’innovazione che non guarda solo alla sostenibilità ma anche a una maggiore produttività. Certificato biodegradabile in suolo, Ecovio® M2351 per teli da pacciamatura offre benefici alla produzione alimentare e all’ambiente.

Con Ecovio® M 2351BASF offre una materia plastica certificata biodegradabile in suolo per i teli da pacciamatura, composta dal copoliestere biodegradabile polibutilene adipato tereftalato (PBAT) ecoflex® e da altri polimeri biodegradabili ottenuti da materie prime rinnovabili. I teli da pacciamatura di Ecovio® M 2351 possono essere arati nel terreno dopo la raccolta meccanica, poiché i microorganismi presenti in natura nel terreno riconoscono la struttura del telo come cibo metabolizzabile.
Inoltre, i teli da pacciamatura di Ecovio® possono favorire l’incremento della produzione di pomodori tra il 15 e il 50%, ridurre il consumo d’acqua e migliorare il controllo delle piante infestanti con meno erbicidi rispetto alla coltivazione a suolo nudo. Gli agricoltori hanno inoltre notato una maggiore resistenza della coltura alle micosi, un tempo del raccolto ravvicinato e una qualità migliore e più omogenea della coltura, con un grado Brix superiore (riferito al rapporto zucchero-acqua nei pomodori). È così possibile unire l’agricoltura sostenibile alla produzione efficiente di alimenti con una resa superiore e un prodotto di alta qualità.


Invece che essere rimossi e riciclati con un alto impiego di manodopera, i teli di Ecovio® M 2351 possono essere lasciati nel terreno dopo il raccolto, risparmiando lavoro e costi. Uno studio di ETH Zürich (Svizzera) ha dimostrato che i microbi del suolo, ad esempio batteri e funghi, possono usare i teli ottenuti con la materia plastica PBAT come cibo. I microorganismi estraggono il carbonio dal polimero sia per generare energia che per formare biomassa. I prodotti finali restanti dopo la biodegradazione sono CO2, acqua e biomassa.
Ciò significa il Pbat si degrada biologicamente nel terreno e non permane sotto forma di microplastica come il PE. Pertanto, i teli da pacciamatura biodegradabili in suolo contribuiscono a migliorare lo sviluppo delle radici, la crescita delle piante e la qualità del terreno. Ecovio® M 2351 è stato il primo materiale a essere certificato biodegradabile in suolo a norma dello standard europeo DIN EN 17033. L’uso dei teli da pacciamatura di Ecovio® è inoltre accettato per le colture organiche in numerosi paesi.

Gli agricoltori usano teli da pacciamatura certificati biodegradabili in suolo ottenuti da Ecovio® da oltre sei anni, sin dalla sua introduzione sul mercato nel 2012. “Aiutiamo gli agricoltori di numerosi paesi a utilizzare teli da pacciamatura di Ecovio®“, afferma Dirk Staerke, marketing biopolymers for agriculture di BASF.
Secondo l’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura, la produzione agricola globale deve aumentare del 70% per riuscire a sostenere una popolazione mondiale che, secondo le previsioni, nel 2050 arriverà a nove miliardi di persone. I teli da pacciamatura biodegradabili possono contribuire a vincere tale sfida senza inquinare il terreno con residui non degradabili“.

Ulteriori informazioni: www.Ecovio.basf.com e www.biopolymers.basf.com
,

Consorzio Bestack innova la comunicazione dell’ortofrutta con flash mob

Mercoledì 25 settembre scorso una performance con 15 attori, ispirata al classico Disney La Bella e La Bestia, ha animato lo storico mercato coperto bolognese, coinvolgendo pubblico e passanti

L’evento, promosso dal Consorzio Bestack con il coinvolgimento di 13 brand leader del settore ortofrutticolo, ha come scopo quello di far conoscere il mondo della frutta e verdura da una prospettiva completamente inedita

Tra i banchi del Mercato delle Erbe di Bologna, mercoledì 25 settembre, è successo qualcosa di insolito. Belle, la protagonista del grande classico Disney “La Bella e la Bestia”, si è aggirata tra piramidi di mele e susine, pere e uva, kiwi e pomodori, incerta nella scelta, tra tante bontà. Sono stati i negozianti a consigliarla, svelando, in un irresistibile dialogo in musica, i segreti della loro merce migliore. È stato infatti un vero e proprio FLASH MOB teatrale e musicale unico nel suo genere, quello che si è svolto nel cuore città felsinea. Un musical mai realizzato prima d’ora, ambientato in uno dei luoghi quotidiani più animati, frequentati, colorati e caratteristici di Bologna, che unisce due mondi apparentemente lontani, ma uniti dalla passione: l’ortofrutta e il teatro.

L’evento bolognese del 25 settembre, organizzato sotto la direzione artistica di Alberto Ricci, è la seconda tappa di un progetto innovativo di comunicazione e informazione sul mondo ortofrutticolo ideato da Bestack, il Consorzio nazionale dei produttori di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta.  Tutto è iniziato con il contest teatrale “Spettacoli alla Frutta”, realizzato lo scorso maggio alla fiera Macfrut di Rimini, in partnership con 13 aziende leader del settore ortofrutticolo. “Spettacoli alla Frutta” ha aperto una strada in questa direzione, creando grande sintonia tra le aziende coinvolte e spingendole a esplorare una nuova modalità di comunicazione per il settore, capace di raccontare l’eccellenza del prodotto attraverso un linguaggio appassionato e coinvolgente, quello del teatro, dando allo stesso tempo l’opportunità a compagnie amatoriali di sperimentare la propria abilità e di esibirsi in contesti decisamente fuori dal comune, affrontando testi curiosi e insoliti.

Protagonisti del flash mob bolognese del 25 settembre sono stati 15 attori, alcuni in abiti di scena e altri mimetizzati tra negozianti e clienti, provenienti da tre compagnie amatoriali romagnole: Qaos, OGM-Organismi Geneticamente Musicalizzati e Compagnia delle Rose. Nei panni di Belle c’era Bianca Sabiu, giovane talento forlivese, figlia di Marco Sabiu, spumeggiante direttore d’orchestra del Festival di Sanremo e collaboratore di Ligabue, Pavarotti e Morricone, che ha collaborato alla realizzazione della parte musicale dell’evento.

La performance, nata come originale sorpresa per le aziende coinvolte in omaggio ai loro prodotti – l’arancia rossa di Sicilia di Oranfrizer, la fragola Solarelli della Basilicata, la mela Melinda della Val di Non, le pesche e nettarine dell’Emilia Romagna Valfrutta Fresco, il pomodoro autentico di Sicilia e Sardegna iLcamone, l’uva di Puglia Viviana, il kiwi Jingold dal cuore colorato, la susina-albicocca Metis, il carciofo di qualità Violì, il melone dolce e precoce di Sicilia del Consorzio Mundial, l’anguria midi dal look fashion Perla Nera, la regina delle pere Angelys e i piccoli frutti Delizie di bosco del Piemonte – si è trasformata presto in una sorpresa per l’intera città e in un’occasione per raccontare in maniera inedita il mondo della frutta a un pubblico ampio e variegato.

“Quella del flash mob – spiega il direttore artistico Alberto Ricci – è un’idea che piace, perché coinvolge e allo stesso tempo ‘fa festa’. Ecco perché nuovamente abbiamo unito il teatro, l’ortofrutta e le confezioni in cartone ondulato di Bestack, attive contro gli sprechi: perché ci piace l’idea di festeggiare e sorprendere, cosi come è sorprendente il legame che unisce la passione di chi fa teatro e quella di chi lavora tutti i giorni nell’ortofrutta e studia nuove idee per proteggerla, anche attraverso il packaging. Spettacoli alla Frutta 2.0 parte proprio da qui!”.

“Crediamo che sia compito di tutti gli attori della filiera contribuire alla promozione del settore ortofrutticolo – dichiara il direttore di Bestack, Claudio Dall’Agata -. Noi lo facciamo facendo innovazione, con un brevetto, quello dell’imballaggio Attivo in cartone ondulato, che mantiene la qualità della frutta nel tempo e riduce gli sprechi alimentari, ma anche proponendo modalità innovative di comunicazione e di informazione. Nasce così l’idea di organizzare un flash mob teatrale ‘al sapore di frutta’ in luogo iconico di Bologna, dove si acquista di frutta e verdura. Con questo evento al Mercato delle Erbe abbiamo parlato di frutta e verdura ai presenti, facendo vivere a ognuno una shopping experience da ricordare. Crediamo infatti che l’incremento dei consumi di ortofrutta possa passare anche da iniziative di questo tipo, mettendo al centro la bontà dei prodotti dell’eccellenza italiana, comunicando le loro peculiarità e occupandosi anche di come e dove vengono venduti, al fine di suscitare un’emozione nel consumatore”.

Per saperne di più su Consorzio Bestack

,

Con il Decreto Crescita, legge Sabatini semplificata

Il Decreto Crescita (Dl 34/2019) ha apportato alcune modifiche alla procedura per accedere al beneficio della “Nuova Sabatini”. La “Sabatini” consiste nella concessione, da parte di banche e intermediari finanziari, di finanziamenti per sostenere gli investimenti in beni strumentali nonché nella concessione di un contributo, da parte del Ministero dello sviluppo economico, rapportato agli interessi maturati sui predetti finanziamenti.

La legge di Bilancio 2019 (Legge 145/2018) ha previsto il rifinanziamento del fondo di dotazione e, di conseguenza, è stato riaperto lo sportello per la presentazione delle domande. Il Decreto Crescita, oltre a precisare che l’erogazione delle quote di contributo è effettuata sulla base delle dichiarazioni prodotte dall’impresa in merito alla realizzazione dell’investimento, introduce tre novità.

La prima riguarda l’ampliamento dei soggetti autorizzati a concedere i finanziamenti; per effetto delle modifiche, oltre alle banche e agli intermediari finanziari autorizzati all’esercizio dell’attività di leasing finanziario, possono ora concedere finanziamenti anche gli altri intermediari finanziari iscritti all’albo previsto dall’articolo 106, comma 1, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385), che statutariamente operano nei confronti delle piccole e medie imprese.

La seconda novità riguarda invece l’ammontare del finanziamento concedibile che è innalzato da 2 a 4 milioni di euro. A tal fine, sul sito internet del Ministero (https://www.mise.gov.it), nella sezione dedicata agli incentivi per le imprese, è disponibile il nuovo modello da utilizzare per trasmettere la domanda. In merito, il Ministero, mediante la circolare 295900/2019, emanata al fine di analizzare le novità del Decreto Crescita chiarisce che le domande di agevolazione presentate dalle imprese a decorrere dal 1° maggio 2019, ovvero dalla data di entrata in vigore del decreto crescita, qualora comportino, in via cumulata, il superamento del precedente limite di finanziamento di 2 milioni di euro, saranno comunque accettate dal Ministero dello sviluppo economico anche se presentate utilizzando il precedente modulo di domanda.

L’ultima novità è la previsione dell’erogazione del contributo in un’unica soluzione (anziché in rate) se l’ammontare complessivo non supera i 100.000 euro. Si precisa che tale ultima semplificazione trova applicazione con riferimento alle domande di agevolazione presentate dalle imprese a decorrere dalla predetta data del 1° maggio 2019. L’erogazione avverrà con le modalità e nei termini previsti per l’erogazione della prima quota, vale a dire entro 60 giorni dal ricevimento del modello di richiesta unica del contributo (modello RU), nei limiti dell’effettiva disponibilità di cassa.

, ,

Pubblicato in GU il Decreto per creazione e consolidamento dei distretti del cibo

Con il DECRETO 22 luglio 2019 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, forestali e del Turismo, pubblicato in GU il 23.09.2019, sono stati definiti i criteri, le modalità e le procedure per l’attuazione degli interventi per la creazione e il consolidamento dei distretti dei cibo.

La creazione e consolidamento dei “distretti del cibo” viene attuata attraverso i  Contratti di distretto e Contratto di distretto Xylella.

Il Contratto di distretto ha lo scopo di promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole a agroalimentari. Il Contratto di distretto deve quindi anche favorire processi di riorganizzazione delle relazioni tra i differenti soggetti delle filiere operanti nel territorio del distretto del cibo, al fine di promuovere la collaborazione e l’integrazione fra i soggetti delle filiere, stimolare la creazione di migliori relazioni di mercato e garantire prioritariamente ricadute positive sulla produzione agricola.

Il Contratto di distretto Xylella, oltre quanto previsto per i Contratti del Cibo, ha lo scopo di realizzare un programma di rigenerazione dell’agricoltura nei territori colpiti dal batterio Xylella fastidiosa, anche attraverso il recupero di colture storiche di qualità.

Il Contratto di distretto si fonda su un Accordo di distretto sottoscritto tra i diversi soggetti operanti nel territorio, che individua il soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, incluso il programma, i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci.

Al Contratto di distretto possono partecipare sia soggetti beneficiari, impegnati direttamente nella realizzazione di specifici progetti, sia soggetti coinvolti indirettamente che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi di integrazione di filiera. In ogni caso, il Contratto di distretto è sottoscritto dai soli soggetti facenti parte dell’Accordo di distretto che sono beneficiari delle agevolazioni in quanto direttamente coinvolti nella realizzazione del Programma.

Sono soggetti beneficiari delle agevolazioni del Contratto di distretto le seguenti categorie di imprese:

a) le imprese come definite dalla normativa vigente, anche in forma consortile, le società cooperative e loro consorzi, nonché le imprese organizzate in reti di imprese, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

b) le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente;

c) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51 per cento del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente. Il capitale delle predette società può essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, agricole o commerciali;

d) i distretti di cui al comma 1 del Decreto 22 luglio 2019,  laddove costituiti in forma societaria.

Il Programma deve essere articolato in diverse tipologie di interventi ammissibili in relazione all’attività svolta dai soggetti beneficiari e dimostrare l’integrazione fra i differenti soggetti in termini di miglioramento del grado di relazione organizzativa, commerciale e in termini di distribuzione del reddito e di vantaggio distrettuale.

Gli interventi ammissibili alle agevolazioni comprendono le seguenti tipologie:

a. investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;

b. investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari;

c. investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli, nei limiti individuati nei provvedimenti;

d. costi per la partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualita’ e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;

e. investimenti per la promozione dell’immagine e delle attivita’ del distretto;

f. progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo e agroalimentare.

criteri definiti dal decreto pongono le basi per la futura pubblicazione dei bandi a sostegno dei Distretti del cibo. Gli interventi agevolativi saranno infatti attuati con successivi provvedimenti che individueranno, oltre a quanto previsto nel decreto, le condizioni di ammissibilità dei progetti, i requisiti di accesso dei beneficiari, le spese ammissibili, la forma e l’intensità delle agevolazioni, nonché i termini e le modalità per la presentazione delle domande.

 


,

Commissione europea, misuriamo sprechi alimentari per prevenirli e promuovere economia circolare

La Commissione europea ha definito la prevenzione degli sprechi alimentari una priorità per costruire un’economia circolare e una società sostenibile. Per ottenere un cambiamento, dobbiamo essere in grado innanzitutto di misurare correttamente gli sprechi alimentari.

Grazie a una metodologia comune di misurazione e a una definizione comune di sprechi, gli Stati membri potranno quantificarli e monitorarli coerentemente in ogni fase della filiera alimentare in tutta l’UE.

Il Commissario Vytenis Andriukaitis ha accolto l’entrata in vigore dell’atto delegato come un nuovo passo avanti nella lotta contro gli sprechi alimentari: “battersi contro gli sprechi alimentari è un imperativo morale per la sostenibilità del nostro pianeta e dei nostri sistemi alimentari. L’UE si è impegnata a raggiungere l’obiettivo globale di dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030. Grazie alla nuova metodologia dell’UE, ora possiamo esaminare la situazione attuale, valutare l’efficacia delle nostre azioni e seguirne i progressi. Per farla breve: se una cosa la misuri, riesci a gestirla!

La Commissione seguirà da vicino l’attuazione dell’atto delegato e organizzerà regolarmente scambi di informazioni con gli Stati membri per agevolare l’attuazione pratica. Basandosi sulla metodologia comune, gli Stati membri dovranno realizzare un quadro di monitoraggio con il 2020 come primo anno di riferimento. Obiettivo: fornire alla Commissione i primi dati sugli sprechi alimentari entro la metà del 2022. Il quadro di monitoraggio dell’UE contribuirà a standardizzare la segnalazione degli sprechi alimentari delle imprese e a verificare i progressi compiuti in merito all’obiettivo di sviluppo sostenibile 12.3 in tutto il mondo.

Per maggiori informazioni:
https://ec.europa.eu/food/safety/food_waste/eu_actions/food-waste-measurement_en

, ,

Ad Amendolara (CS), la prima edizione della festa della mandorla

Domenica 29 settembre ad Amendolara,  l’Amministrazione Comunale ha organizzato la prima edizione della festa della mandorla di Amendolara.

Già in mattinata il Sindaco, Avv. Ciminelli, in una partecipata manifestazione pubblica ha fatto il punto della situazione sul processo di valorizzazione della mandorla. In particolare si è sottolineato che già nel corso dell’anno, grazie al prezioso contributo scientifico del CRSFA di Locorotondo Basile Caramia e dell’ARSAC,  è stata ottenuta   la prestigiosa iscrizione della mandorla di Amendolara  al Registro Nazionale delle varietà di piante da frutto di varietà storiche e autoctone calabresi .

Nel pomeriggio ed in serata nella piazza principale del Paese sono stati predisposti stand di degustazione di prodotti trasformati a base di  mandorla di Amendolara che sono stati molto apprezzati dai visitatori.

,

Al via SPIN, il programma che fa crescere le startup innovative del Sud

Piccole imprese del Sud crescono: per gli spinoff universitari, le Pmi innovative e le startup innovative si aprono le porte dell’open innovation, della crescita e dell’accesso alla finanza.

Dal 1° ottobre parte SPIN (Scaleup Program Invitalia Network), il programma promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito del Pon Imprese e competitività 2014-2020, e gestito da Invitalia in partnership con ELITE, London Stock Exchange Group. Tre gli obiettivi: favorire l’incontro fra le scaleup innovative del Mezzogiorno con le piccole medie e grandi imprese nazionali e internazionali; facilitare i processi di open innovation e accedere a nuove forme di finanza alternativa per la crescita.

Con SPIN, per la prima volta, spinoff universitari, PMI e startup innovative di BasilicataCalabriaCampaniaPuglia e Sicilia, potranno accedere ai servizi offerti da ELITE attraverso una piattaforma online personalizzata.

Il percorso prevede due fasi: nella prima, 250 realtà parteciperanno a un innovativo programma di sviluppo imprenditoriale digitale con l’assegnazione di un tutor, l’accesso ad una piattaforma di servizi, l’utilizzo di un tool di self-assessment, un report sul posizionamento competitivo, l’accesso a iniziative di networking e di Open Innovation. Nella seconda fase le migliori 50 imprese selezionate da Invitalia accederanno a un’edizione dedicata del percorso ELITE, con una serie di servizi per strutturarsi sui temi di strategia e business planning, organizzazione e governance, funding.

“SPIN rappresenta un tassello importante della strategia del Ministero dello Sviluppo Economico volta a favorire, nel Sud del nostro Paese, la nascita e il rafforzamento di ecosistemi di impresa innovativi, sostenibili e competitivi anche a livello internazionale – dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano PatuanelliSosteniamo pertanto con grande interesse la collaborazione tra Invitalia ed Elite ELITE focalizzata sulle Startup, gli Spin-off universitari e le PMI del Mezzogiorno in un percorso di consolidamento delle competenze imprenditoriali, che ha l’obiettivo di aprire nuove opportunità di mercato alle tante promettenti realtà che vorranno partecipare alla selezione”.

“Con questo progetto – dichiara l’Amministratore Delegato di Invitalia, Domenico Arcuri – l’Agenzia non solo contribuisce alla nascita delle startup innovative del Sud con i finanziamenti gestiti per conto del Governo, ma amplia il suo raggio d’azione preoccupandosi anche di consolidare e far crescere il tessuto imprenditoriale del Mezzogiorno”.

“L’innovazione è da sempre un fattore distintivo di ELITE – dichiara l’Amministratore Delegato di ELITE, Luca Peyrano – ELITE supporta la crescita sostenibile delle piccole e medie imprese, in questo includendo anche la ricerca, la capacità innovativa e lo sviluppo tecnologico come vettore di crescita. Con questo progetto supporteremo in modo mirato un gruppo selezionato di scaleup e PMI innovative che rappresentano nuove forme di impresa e sono un volano per accelerare processi di innovazione anche in sinergia con aziende più consolidate già parte di ELITE.”

Per accedere al programma, la domanda si presenta esclusivamente online sul sito di Invitalia.

Il programma SPIN sarà oggetto di un roadshow che si svilupperà in 7 tappe e toccherà tutte le regioni coinvolte.

  • Catania – 1 ottobre
  • Palermo – 2 ottobre
  • Napoli – 3 ottobre
  • Brindisi – 8 ottobre
  • Bari – 9 ottobre
  • Potenza – 11 ottobre
  • Cosenza/Rende – 14 ottobre.

In ogni tappa, accanto alla presentazione del progetto in tutti i suoi dettagli, sarà possibile organizzare incontri one to one fra le aziende e gli esperti di Invitalia e di ELITE per approfondire le opportunità offerte dal progetto e, soprattutto, favorire l’accesso a programma SPIN.

Accedi da qui per iscriverti agli eventi del roadshow

 

,

2° Workshop sulle innovazioni applicate ai biosistemi agroalimentari e forestali

10 Ottobre 2019, Bari, Fiera del Levante Sala 8 (Centro Congressi) Lungomare Starita Bari (BA) , ore 11:00
E’ previsto lo svolgimento del 2° Workshop sull’innovazione nella meccanica e nell’impiantistica applicate ai biosistemi agro-alimentari e forestali.
Promosso da Dipartimento SAFE dell’Università di Foggia, DISTAL dell’Università di Bologna e DISAAT dell’Università di Bari e da FederUnacoma in ricordo di Adriano Guarnieri e Gian Luca Montel.
, ,

In 20 anni il frutteto in Italia ha perso un quarto delle superfici

Il cambiamento climatico e l’omologazione dei consumi stanno colpendo anche i frutteti. E questo è un problema per diverse ragioni. Per la nostra dieta, per quella degli altri animali, ma anche per la lotta al climate change. Meno piante significa meno lavoro e meno contrasto all’inquinamento. A sostenerlo è l’ultimo report della Coldiretti, diffuso al Villaggio contadino di Bologna con l’Arca di Noè della fattoria italiana. A presenziare all’evento, nel giorno del terzo Friday for Future, flora, fauna, cibi a rischio di estinzione e agricoltori, giovani e studenti.

Il Secolo scorso e il confronto con oggi

Nel corso degli ultimi 100 anni sono scomparse dalla nostra tavola tre varietà di frutta su quattro. La perdita di biodiversità riguarda l’intero sistema agricolo e di allevamento: il rischio di estinzione si estende dalle piante coltivate agli animali allevati.

Se nel XX secolo potevamo contare sulla presenza di 8.000 varietà di fruttaoggi il numero è sceso a poco meno di 2.000. Di queste, 1.500 sono considerate a rischio “estinzione” anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale, che privilegiano le grandi quantità e la spersonalizzazione dell’offerta.

L’omologazione e la standardizzazione delle produzioni a livello internazionale concorrono a mettere in pericolo gli antichi semi della tradizione italiana, sapientemente custoditi da generazioni di agricoltori. E questo è un pericolo sia per i produttori che per i consumatori. A rischio c’è il patrimonio alimentare, culturale e ambientale del Made in Italy. Sovranità alimentare e biodiversità sono ora sotto attacco.

Tuttavia, negli ultimi anni l’agricoltura italiana ha invertito la rotta, diventando la più green d’Europa. L’Italia, evidenziano i dati di Coldiretti, è l’unico Paese al mondo che può vantare 5.155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg. È anche leader europeo con quasi 60 mila aziende agricole biologiche, forte della scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni, a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare.

L’Italia conta 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei vicini francesi e 533 varietà di olive autoctone contro le 70 spagnole.

Quanto offre oggi il “frutteto” italiano

Nell’arco di un ventennio, il “frutteto italiano” ha visto un crollo netto del 23%. A risentirne di più sono state le pesche, con la superficie coltivata a loro disposizione ridotta del 38%. Seguono uva da tavola (-35%), pere (-34 %), limoni (-27%), arance (-23%), mele (-17%), clementine e mandarini (-3%). Un grave danno non solo economico ed occupazionale ma anche ambientale.

“Con l’estinzione dei frutteti viene a mancare il prezioso ruolo di contrasto dell’inquinamento e del cambiamento climatico svolto proprio dalle piante, capaci di ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri pm10”, sottolinea il report Coldiretti.

Frutta salva-ambiente

La superficie italiana destinata a colture legnose (come frutteti e vigneti) è di circa 2.5 milioni di ettari: il 25% della superficie boschiva totale. Il ruolo della frutticoltura nella tutela dell’ambiente deriva dalla sua capacità di catturare CO2: un’azione che potrebbe ulteriormente essere potenziata.

Un ettaro di frutteto in produzione è in grado di catturare 20mila kg di anidride carbonica all’anno, contrastando le polveri sottili PM10 e abbassando la temperatura dell’ambiente circostante durante le estati più calde e afose. Non a caso, rilevano i dati Ispra, la differenza di temperatura estiva delle aree urbane rispetto a quelle rurali raggiunge spesso valori superiori a 2°C nelle città più grandi.

Se le emissioni inquinanti non verranno ridotte entro la fine del secolo, la produzione di grano potrebbe calare del 20%, del 40% quella della soia e del 50% quella del mais. “Ma i cambiamenti climatici” continua Coldiretti “hanno un impatto negativo anche sullo stesso valore dei terreni che potrebbero subire una perdita tra il 34 e il 60% nei prossimi decenni rispetto alle quotazioni attuali. E questo proprio a causa dell’innalzamento delle temperature che minaccia anche i redditi agricoli, rischiando di far aumentare la domanda di acqua per l’irrigazione dal 4 al 18%”.

“Un conto salato per un’agricoltura che ha già perso negli ultimi dieci anni ben 14 miliardi di euro tra danni alla produzione agricola nazionale e alle strutture e alle infrastrutture a causa delle anomalie del clima”. L’attuale tendenza alla tropicalizzazione è un nemico, per le coltivazioni, sempre più difficile da affrontare. Sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense, il rapido passaggio dal sole al maltempo, ma anche sbalzi termici significativi compromettono i raccolti.

Allora come aiutare il mondo ortofrutticolo? Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini non ha dubbi. “Mettere più frutta italiana nelle bibite per far tornare conveniente piantare alberi nel nostro Paese sarebbe la vera svolta green che aiuta l’ambiente, la salute e l’economia e l’occupazione Made in Italy”.

“Oggi si continua a tollerare la presenza nelle bevande analcoliche di appena il 12% di frutta senza neanche l’obbligo di indicarne la provenienza, con un inganno per i consumatori ed un danno per i produttori. Occorre dire basta alle aranciate senza arance ed impegnarsi concretamente – conclude Prandini – nell’educazione alimentare a partire dalle scuole”.

L’azione di recupero della biodiversità è da attribuire ai nuovi sbocchi commerciali aperti dai mercati degli agricoltori e dalle fattorie di Campagna Amica, attivi in tutte le Regioni. Si tratta di opportunità che offrono, ad allevatori e coltivatori, varietà e razze a rischio di estinzione. Una parte di biodiversità che altrimenti non sarebbe mai sopravvissuta alle  attuali dinamiche di produzione e distribuzione.

“La difesa dell’ambiente – sottolinea la Coldiretti – è il vero valore aggiunto delle produzioni agricole Made in Italy. Investire sulla distintività è una condizione necessaria per le imprese agricole. Questo perché permette di distinguersi in termini di qualità delle produzioni e affrontare così il mercato globalizzato salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo”.

 

, ,

Giornata dell’innovazione, biostimolanti, agricoltura di precisione e blockchain

Si svolgerà il prossimo 3 ottobre a Bentivoglio (Bo), la Giornata dell’Innovazione – Biostimolanti, agricoltura di precisione e blockchain, organizzata da Alleanza Cooperative Agroalimentari, alla quale parteciperà l’Assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Simona Caselli ed è stato invitato il Sottosegretario Alle Politiche Agricole Giuseppe LAbbate.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di fare il punto sulle tematiche più attuali in tema di innovazioni per il settore agricolo e agroalimentare.

Nella prima parte della giornata si discuterà se queste innovazioni – biostimolanti, strumenti di precisione, Internet of Things – riusciranno a garantire un maggiore valore aggiunto per la parte agricola, anche attraverso un miglioramento delle produzioni sotto il profilo qualitativo e della tracciabilità.

La giornata si concluderà con una prova in campo degli strumenti di precisione: CNH Industrial – New Holland (SoilXplorer, CropXplorer, FarmXtend, NirXact), la nuova seminatrice Seminbio brevettata dal CREA CI di Foggia e l’utilizzo di sonde per la fertirrigazione COPROB.

Accedi da qui al programma completo 

,

Calabria: dal gelso al baco, fino alla seta, un’antica arte reinventata

È la storia di tre ragazzi che, con la loro cooperativa Nido di Seta, hanno deciso di tornare in Calabria per lanciare nuovi modelli di sviluppo locale puntando sulla filiera della gelsibachicoltura

Dalla terra al gelso, dal baco da seta fino alla realizzazione del prezioso filato natu­rale colorato con tinture estratte dai prodotti del territorio. Questo è il progetto ideato da tre amici: Miriam Pugliese (29 anni), Giovan­na Bagnato (29 anni) e Domenico Vivino (31 anni), che insieme hanno deciso di costituire cinque anni fa la cooperativa “Nido di Seta” le cui attività sono incentrate sulla filiera del­la gelsibachicoltura e la valorizzazione delle ricchezze del territorio.

«I nostri asset sono tutela dell’am­biente e del paesaggio, crescita del territorio, multifunzionalità e sviluppo sostenibile – af­ferma Miriam Pugliese –. La nostra avventu­ra nasce dalla grande passione e dall’amore per la terra in cui siamo nati, la Calabria. Dopo gli studi siamo tornati per restare nel nostro territorio, San Floro, un piccolo borgo alle porte del ca­poluogo calabrese. Volevamo avviare un’atti­vità imprenditoriale che ci permettesse di re­cuperare antiche tradizioni locali e sviluppare nuove competenze, così abbiamo deciso di investire nel settore agricolo e in particolare nella gelsibachicoltura. È stata una scom­messa e un investimento per il nostro futuro».

Tutto parte dal gelso

Sono circa duecento le razze di bachi che producono una fibra utilizzabile ma solo la Bombyx mori è allevabile dall’uomo.

Miriam racconta che a San Floro si trovava un gelseto abbandonato di 3.500 piante di varietà Kokusò, «abbiamo fatto richiesta al comune per prendere in gestione la terra, una volta ottenuta abbiamo recuperato il gelseto, unendo le nostre risorse e forze. Oggi gestia­mo un terreno di 5 ha, 2 dei quali sono de­stinati alla coltivazione intensiva a gelseto».

La coltivazione di questo arbusto, di origine asiatica, rappresenta per la cooperativa agri­cola l’anima del lavoro in quanto le sue foglie, molto ampie, sono l’unica fonte di nutrimento per il baco da seta. «Il ciclo di potatura del gelso – spiega Miriam – avviene tra gennaio e febbraio per avere poi la foglia della giusta qualità pronta nei mesi tra maggio e giugno. Il processo di allevamento del baco inizia dal­la raccolta delle foglie, successivamente, le foglie vengono portate presso dei caseggiati in cui avviene l’allevamento del baco da seta per 28 giorni.

In questi giorni i bachi crescono 6mila volte il loro peso e dimensione iniziale: da 2 mm a 9 cm. Al 28esimo giorno il baco tesse attorno a sé il bozzolo, quello che serve per fare la seta. La seta, dunque, è il prodotto agricolo più nobile che abbiamo».

La lavorazione del filato

«Il nostro processo di lavorazione – specifica Miriam – rispecchia i canoni tradizionali. Pro­duciamo i tessuti su antichi telai a 4 licci sui ritmi cadenzati dallo scorrere della “navetta”. Tutti i prodotti, realizzati in seta greggia, ri­spettano il concetto di sostenibilità ambien­tale».

Il filato viene successivamente tinto con pro­dotti naturali e autoctoni, quali: piante spon­tanee, il papavero, la robbia, il mallo di noce, il morus nigra, la ginestra, l’uva Cirò, le mar­gherite di campo e la cipolla di Tropea. Il pro­cesso di estrazione della tintura è realizzato in laboratorio direttamente dai ragazzi.

Ogni elemento tintorio ha il suo processo di estrazione e in base al pigmento vengo­no fatti dei trattamenti per ottenere il colore desiderato, fino a 25 sfumature diverse.

L’investimento e la produzione

L’investimento iniziale è stato di 10mila euro. «Siamo partiti dai nostri risparmi, non abbia­mo mai ottenuto dei finanziamenti pubblici. Oggi, con i ricavi economici, oltre ai nostri sti­pendi, paghiamo sei dipendenti: gli artigiani che collaborano con noi nel processo serico. Ma l’investimento non è mai terminato, ogni anno reinvestiamo per aumentare la produt­tività dell’anno successivo».

I prodotti realizzati vengono venduti diretta­mente in azienda: «la vendita diretta – spiega Miriam – ci permette di avere un guadagno immediato e di essere più competitivi sui prezzi. I nostri capi vanno oltreoceano, i tu­risti che vengo in azienda li comprano e poi riceviamo altri ordini grazie al passaparola. Esportiamo principalmente in America, nel Nord Europa e nel Nord Italia».

«Il clima mediterraneo e la generosa dispo­nibilità di foglie – afferma Miriam – ci consen­tono di realizzare mediamente 3 allevamenti annui di bachi da seta, tra il mese di aprile e settembre. In un anno riusciamo a produrre mediamente 20 kg di seta. Un piccolo telaio di bachi contiene circa 20mila bachi e per re­alizzarlo servono 120 piante di gelso. Realiz­ziamo 3 piccoli telai per ciclo di allevamento (9 totali) e l’impiego di foglie per telaio è di circa 500 kg».

All’interno di questa filiera trova naturalmen­te posto la mora di gelso, con la quale i ragazzi producono confetture e liquori venduti pres­so la cooperativa agricola.

Il Museo e l’Accademia della seta

Il “Museo della Seta di San Floro”, anch’esso recuperato dall’incuria, e allestito dai tre gio­vani all’interno delle mura del Castello Carac­ciolo, mira a valorizzare a livello turistico, le attività svolte dalla cooperativa Nido di Seta.

Una sezione del museo è dedicata al gelso, al baco da seta e alle fibre naturali, con un ricco assortimento di campioni di seta co­lorati. Inoltre, è possibile vedere da vicino i telai, antichi e non, su cui i ragazzi tessono i preziosi manufatti.

«Organizziamo visite anche per le scuole, abbiamo una fattoria didattica, e facciamo vedere ai più piccoli il valore delle tradizioni, come l’estrazione della seta dal bozzolo. Il ri­sultato – afferma Miriam – è un meraviglioso intreccio tra passato, presente e futuro».

Il museo è la testimonianza del legame tra a­gricoltura e cultura quale elemento vincente del marketing territoriale e volano di valo­rizzazione delle risorse rurali. Proprio per la realizzazione di questo progetto i tre giova­ni ragazzi calabresi hanno ricevuto il premio “Bandiera Verde” della Cia.

«Credo che per le piccole aziende agricole sia necessario essere sempre più multifun­zionali e innovativi per riuscire a sopravvivere dignitosamente».

Proprio dalla spinta innovativa e multifun­zionale nasce l’ultimo progetto della coo­perativa: l’Accademia della seta. «A giugno partiranno i nostri corsi sulla trasformazione serica e tinture naturali con l’intento di tra­mandare alle nuove generazioni questa tra­dizione agricola. Vogliamo riattivare i mestieri antichi ricreando una filiera della seta calabra e dunque un nuovo indotto di lavoro, sia nella nostra cooperativa che nelle diverse provin­ce calabresi. Abbiamo già avuto molte ade­sioni ai corsi, perfino dall’Argentina, Slovenia e Nord Europa, non ce lo aspettavamo».

Accedi da qui per conoscere l’azienda

,

A Nova Irrigazione, tecnologia per gestire l’acqua in modo facile, sostenibile e redditizio

A Nova Irrigazione la dimostrazione di come lavorano le più evolute macchine per l’irrigazione a pioggia e lo stato dell’arte della ricerca per fornire soluzioni sempre più efficienti per l’uso dell’acqua

Possibilità di gestire da remoto tutte le fasi dell’irrigazione, dal volume dell’acqua all’angolo di gittata, fino alla polverizzazione del getto. Sensori e sistemi di supporto delle decisioni che informano gli agricoltori quando è opportuno somministrare acqua, in quali zone e in che quantità. Il comparto dei rotoloni ha fatto passi da gigante rispetto ai primi modelli e oggi si può dire senza remore che siano strumenti di agricoltura di precisione perché contribuiscono a rendere più sostenibili le attività agricole ottimizzando l’impiego delle risorse idriche, riducendo le immissioni in atmosfera di gas serra, mitigano gli effetti del cambiamento climatico e migliorano la redditività delle imprese. Ma anche per il risparmio economico sull’utilizzo dell’acqua e per l’apporto che danno allo svolgimento del ciclo colturale: evitando alle piante stress da carenza o da sovrabbondanza di acqua si ottengono rese maggiori e caratteristiche organolettiche migliori. Con un conseguente aumento della plv.

Di tutto questo si è ragionato, con tanto di cantieri dove si sono viste in azione le soluzioni più innovative in fatto di irrigatori semoventi per aspersione, alla seconda edizione di Nova Agricoltura irrigazione la giornata in campo organizzata da Edagricole in collaborazione con Cer (Canale Emiliano-Romagnolo) e Amis (Associazione macchine irrigue semoventi) a Mezzolara di Budrio (Bo), proprio nel centro prove e sperimentazioni del Cer Acqua Campus, e sui terreni dell’azienda Tugnoli, che ha messo a disposizione i campi situati lungo il Canale Emiliano-Romagnolo per le prove dimostrative. L’evento si è svolto proprio nel giorno in cui il Cer ha festeggiato 60 anni.

Tecnologia nel segno di Greta

Centraline meteo e sensori di umidità del suolo che dialogano con web server e calcolano le giuste quantità di acqua da erogare e soprattutto quando e dove, inviando allerte facilmente leggibili via pc e smartphone. Attrezzature che si interfacciano tra loro per lavorare in maniera efficace ed efficiente grazie all’alta tecnologia, migliorando l’aspersione dell’acqua, che diventa praticamente una pioggia simulata. Non è fantascienza, sono tutti dispositivi in commercio, offerti dalle principali aziende del settore, molte delle quali presenti a Nova Agricoltura irrigazione per illustrare ai partecipanti il loro funzionamento. Tra l’altro, le macchine per irrigare sono tutte personalizzabili a seconda delle varie esigenze di coltura e conformazione dei campi. Tutto nel segno della massima efficienza e sostenibilità ambientale, temi di stretta attualità e non solo in ambito agricolo, per l’iniziativa della giovane attivista svedese Greta Thumberg.

L’importanza della ricerca e i 60 anni del Cer

Tutti questi risultati sono il frutto di anni di ricerche e sperimentazioni. Un notevole contributo al miglioramento delle performance delle macchine per irrigare l’ha dato il Cer, che proprio in questi giorni compie 60 anni. Un lavoro scrupoloso che ha portato negli anni alla creazione della piattaforma Irriframe, accessibile sia da internet che tramite messaggi sms inviati automaticamente al cellulare dell’agricoltore aderente. In tal modo il consiglio irriguo personalizzato risulta facilmente fruibile. Nel 2018 erano 69 i consorzi aderenti al servizio per 50.000 utenti equivalenti al 65% della superficie irrigua italiana. Numeri che ne fanno il primo servizio di irrigazione europeo. Dal 20 al 25% l’acqua risparmiata grazie ai consigli di Irriframe.

«Negli ultimi 30 anni il cambiamento climatico ha aumentato le esigenze dell’irrigazione agricola del 20% – ha fatto notare il direttore generale del Cer Paolo Mannini durante il convegno del pomeriggio – ricerca e consigli irrigui di Irrinet e Irriframe sono riusciti a contenere queste esigenze, ora speriamo arrivino finanziamenti adeguati dalla nuova Pac per la gestione dell’acqua».

Vincenzi (Anbi): «Serve una politica europea dell’acqua»

«Serve una politica dell’acqua a livello europeo e non solo italiano –  ha detto il presidente dell’Anbi Francesco Vincenzi – la sostenibilità sarà una parola chiave della prossima Pac, dopo che il greening ha fatto un buco nell’acqua anche per i troppi adempimenti burocratici. Ma oggi è diverso – ha sottolineato Vincenzi – ci sono cambiamenti climatici non più ignobili e quindi servono azioni concrete per migliorare la sostenibilità dell’agricoltura. L’85% delle risorse alimentari italiane arriva da agricoltura irrigua, quindi non possiamo scegliere se usare o meno l’acqua, si tratta di un tema di assoluta priorità e dobbiamo farlo capire anche ai Paesi del Nord Europa».

«In Italia c’è una crisi infrastrutturale per la gestione delle risorse idriche – ha sottolineato il presidente dell’Anbi – ma grazie ai consorzi di bonifica si sono fatti passi importanti: oggi abbiamo a disposizione un miliardo di euro di opere di bonifica progettate e cantierabili. Ma il lavoro è lungo, ora puntiamo al piano nazionale degli invasi, il tutto in parallelo alla ricerca e all’innovazione».

Fonte: Nova Agricoltura

,

In arrivo il nuovo standard ISO per i prodotti vegetariano e vegano

L’organizzazione internazionale per gli standard (ISO), con sede in Svizzera, sta lavorando ad una nuova certificazione per gli alimenti vegetariani e vegani che armonizzerà tutti gli standard normativi internazionali. Si chiamerà ISO 23662.

Si tratta di una risposta di disciplina, su base volontaria, che risponde ad una esigenza sentita da 30 milioni di cittadini europei i quali, secondo il rapporto Eurispes 2019, lamentano la difficoltà di individuare e acquistare alimenti adeguati alla loro dieta, esigendo di poter leggere con maggior chiarezza nelle etichette la tipologia di prodotto che acquistano.

Anche per questo, a novembre 2018 è partita la prima raccolta firme all’interno dell’Unione, che scadrà dopo un anno, ossia tra due mesi, con l’obiettivo di avviare all’interno della Commissione europea, la discussione dell’etichettatura per alimenti espressamente indicati come ‘non vegetariani’, ‘vegetariani’ e ‘vegani’.

Le tendenze alimentari Veg sono in continua crescita ma da un punto di normativo non hanno ancora una definizione e un significato univocamente riconosciuti. È stato questo gap a spingere l’iniziativa di ISO che sta lavorando già da nove mesi per individuare degli standard internazionali comuni. Il progetto di regolamentazione è partito, infatti, a gennaio di quest’anno e riguarderà esclusivamente la materia prima (il prodotto venduto) e non anche gli imballaggi.

Una certificazione del genere rappresenta un’opportunità per le aziende che vogliono inserirsi in questo trend di consumo in grande crescita che si basa su una maggiore attenzione agli aspetti etici dell’agricoltura, a quelli salutistici e al rispetto dell’ambiente e che interessa (tra vegani e vegetariani), il 7,3% della popolazione italiana, con una maggiore incidenza in Sicilia e Sardegna dove si registrano picchi superiori al 10%.

In Italia manca una normativa specifica che definisca i requisiti di questo specifico settore alimentare anche se nel 2018 erano state presentate due proposte di legge. Nell’attuale incertezza normativa sono nati molti marchi per prodotti vegetariani o per certificazioni per prodotti vegetariani creando molta confusione fra i consumatori e che peraltro hanno due significati profondamente diversi.

Il marchio ‘prodotto vegetariano’ è un’autocertificazione che le aziende ottengono riconoscendo una royalty al titolare del marchio il quale concede i diritti di utilizzo e può effettuare dei controlli periodici sull’azienda. È un processo che risponde unicamente alla normativa UNI EN ISO 14021 cioè lo standard internazionale relativo alla certificazione ambientale di prodotto e indica che l’azienda produttrice è responsabile di quanto dichiarato sui propri prodotti.

La certificazione ‘prodotto vegetariano’ prevede invece il rispetto di un disciplinare molto più rigido e viene rilasciata a fronte di controlli approfonditi e ripetuti da parte di un ente certificatore esterno riconosciuto che ha la responsabilità di garantire il rispetto dei requisiti del disciplinare.

In Italia la certificazione più diffusa nell’ambito vegetariano è Qualità Vegetariana (V label, anche conosciuta come ‘Germoglio’) promossa dall’AVI, l’Associazione vegetariana italiana, che ha sviluppato un disciplinare di produzione sia per prodotti vegetariani che vegani. In questo caso la certificazione viene rilasciata dopo il superamento di un’ispezione (audit) da parte di un ente terzo riconosciuto. Queste certificazioni sono diffuse in tutt’Europa grazie alle ollaborazioni fra l’Avi e le altre associazioni Ue di vegetariani riunite nell’Evu ossia la European Vegetarian Union.

,

Da fondazione Barilla, buone pratiche per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile

Fixing food 2018: best practice per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” analizza le migliori pratiche adottate a livello globale nel campo della sostenibilità alimentare.

Come quadro di riferimento, lo studio utilizza i tre pilastri del Food Sustainability Index (FSI) – agricoltura sostenibile, sfide nutrizionali, e lotta contro sprechi e perdite di cibo – messo a punto da The Economist Intelligence Unit, il centro di ricerche del gruppo The Economist, in collaborazione con la Fondazione BCFN (Barilla Center for Food & Nutrition).

Accedi e scarica il Rapporto Fixing Food 2018 fixingfood2018-italian-mar2019

,

Apeel Sciences, il film vegetale che allunga la shelf life

Un sottile rivestimento vegetale, una sorta di buccia invisibile, che allunga la shelf-life dei prodotti ortofrutticoli e riduce l’utilizzo di packaging. L’innovativa soluzione di Apeel Sciences, società di tecnologia alimentare californiana,  è in questi giorni testata da Asda, catena di supermercati inglese, controllata da Walmart.

Apeel Sciences ha sviluppato un film a base acquosa di origine vegetale che rallenta il tasso di deterioramento dei prodotti ortofrutticoli. Questa pellicola protettiva viene sviluppata ricavando alcune sostanze presenti nelle bucce, semi e polpa degli stessi frutti. Può raddoppiare e triplicare la durata di conservazione di molti prodotti freschi, secondo Apeel.

La buccia extra non solo protegge il frutto dal deterioramento ma consente anche una minore necessità di pesticidi e altri trattamenti post-raccolta. Secondo Walmart questa tecnologia potrebbe “drasticamente” ridurre gli sprechi alimentari e ridurre l’uso di imballaggi in plastica.


Il test sulle clementine in punti vendita Asda del Kent e Yorkshire

Dopo che a giugno la tecnologia ha ottenuto l’approvazione per l’uso da parte della Commissione europea, è la prima volta che viene testata nel Regno Unito. In particolare, in due punti vendita: Chatham, nel Kent, e Glasshoughton nello Yorkshire, su una spedizione di clementine. Il rivestimento è già stato invece utilizzato in alcuni catene degli Stati Uniti, tra cui Costco, su melelimelimoni e altri alimenti.

“I mandarini Apeel rimangono freschi molto più a lungo” ha dichiarato Gordon Robertson, direttore commerciale di Apeel Sciences. L’obiettivo della società californiana è estendere la soluzione in più punti vendita Asda e altri retailer in Europa. Apeel non è attualmente disponibile per l’uso su tutte le bucce. Asda ha prelevato campioni per verificare come si comporta in una varietà di scenari e condizioni diversi e ha condotto alcuni test a porte chiuse sui cetrioli. I risultati sembrano siano stati molto promettenti.

Clicca qui per saperne di più

,

Ad Agrilevante si parla di agricoltura conservativa

Edagricole  da appuntamento l’11 ottobre ad Agrilevante con il convegno sull’agricoltura conservativa. L’evento è di avvicinamento all’ottavo congresso mondiale dell’agricoltura conservativa che si terrà a Berna (Svizzera) dal 29 giugno al 2 luglio 2020.

PROGRAMMA

Il futuro dell’agricoltura redditizia e sostenibile in armonia con la natura e la società

Ore 11:00 – REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI

Ore 11:15 – INDIRIZZI DI SALUTO
Giuseppe Elias Presidente Associazione Italiana per la Gestione Agronomica e Conservativa del Suolo (AIGACoS)

Ore 11:30 – Venti anni di Agricoltura Conservativa – I dati della diffusione nel mondo, in Europa e in Italia. Le politiche a sostegno di questa tecnica. La gestione delle malerbe
Dal manuale “Agricoltura Blu, la via italiana dell’Agricoltura Conservativa”, Edagricole
Michele Pisante Università degli Studi di Teramo, AIGACoS, ECAF
Fabio Stagnari Università degli Studi di Teramo
Giuseppe Zanin Università degli Studi di Padova

Ore 12:00 – Tecniche conservative – Stato dell’arte e le evoluzioni
(ultra shallow tillage, vertical tillage e dintorni)
Lorenzo Benvenuti Agronomo, comitato scientifico di Terra e Vita

Ore 12:30 – L’Agricoltura Conservativa in Puglia
 La misura del PSR regionale…
Giuseppe Clemente Responsabile della misura 10.1.3 Agricoltura
Conservativa della Regione Puglia
• l’esperienza dell’agricoltore…
Giannicola Caione Azienda Agricola F.lli Caione, Foggia
• …e quella del contoterzista
Matteo Tamburrelli Cai-Confederazione agromeccanici italiani

Ore 13:00 – L’ottavo congresso mondiale dell’Agricoltura Conservativa:
opportunità per le istituzioni, le imprese per l’evoluzione
della meccanizzazione agricola
Jana Epperlein Vice Presidente ECAF, Federazione Europea Agricoltura Conservativa
Michele Pisante Università degli Studi di Teramo, AIGACoS, ECAF

Ore 13:30 – CONCLUSIONI

Introduce e modera Francesco Bartolozzi Giornalista Edagrico

Per iscriverti al convegno clicca qui

, ,

Ministra Bellanova: “Agricoltura strategica per gli obiettivi Agenda 2030

I nostri suoli vanno protetti e curati: fondamentali per invertire la rotta. Coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica”.

L’agricoltura può svolgere un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030. La sostenibilità ambientale deve però essere coniugata sempre alla sostenibilità economica dei processi produttivi, senza la quale le imprese agricole non sarebbero messe nelle condizioni di operare al meglio. Questi i temi al centro del dibattito del consiglio informale dei Ministri dell’Agricoltura riuniti oggi, 24 settembre 2019, a Helsinki sotto la Presidenza finlandese.

In questo contesto, è stata analizzata anche la proposta di riforma della Politica agricola comune post 2020 ed evidenziata l’esigenza di prevedere la necessaria sussidiarietà e flessibilità, perché l’agricoltura europea è molto diversa da regione a regione. Occorre inoltre tenere sempre presente l’obiettivo della semplificazione, evitando le complesse sovrapposizioni di azioni e misure con i tre livelli di impegno previsti dalla proposta di riforma: condizionalità rafforzata, eco-schema, misure agro-ambientali del secondo pilastro.

Sono alcune delle questioni sollevate stamane dalla Ministra Teresa Bellanova nel corso della riunione di Helsinki.
“Affrontare insieme la crisi climatica in atto è fondamentale – ha affermato la Ministra – e l’Italia vuole essere in prima fila con un modello di agricoltura sostenibile a livello economico, sociale e ambientale. I nostri suoli vanno protetti e curati, perché possono essere una delle chiavi fondamentali per invertire la rotta. Sul piano operativo, non esiste una ricetta buona per tutte le agricolture europee perché le misure per aumentare il contenuto di sostanza organica nei terreni sono profondamente diverse da regione a regione. Per questo crediamo che ogni Stato membro deve avere la possibilità, nell’ambito del proprio Piano strategico, di definirne una lista in grado di rappresentare la migliore soluzione possibile per aumentare la percentuale di carbonio nei suoli. Proponiamo impegni flessibili e adattabili alle diverse realtà territoriali. Pensiamo per esempio al ruolo importante dei pascoli permanenti, agli allevamenti estensivi che utilizzano pascoli legati a pratiche tradizionali, alle buone pratiche nei frutteti, alla gestione forestale sostenibile e all’utilizzo dei prodotti legnosi derivati”.

“Se i futuri Piani strategici della PAC consentiranno questi adattamenti – ha concluso Bellanova – avremo posto basi più solide per rendere più moderna l’agricoltura. Con risposte utili per le imprese agricole che dovranno essere consapevoli dell’importanza delle sfide che hanno di fronte e anche del loro ruolo primario. Non bisogna dimenticare, infine, che il contenimento delle emissioni di gas serra in agricoltura è un tema globale, non solo europeo. Per questo le politiche commerciali dell’Unione dovranno necessariamente considerare questi aspetti negli accordi commerciali con i Paesi terzi e l’Unione europea dovrà pretendere, nel rispetto del principio di reciprocità, garanzie equivalenti per i prodotti importati, in termini di sostenibilità ambientale, qualitativa e di sicurezza alimentare”.

A latere della riunione, la Ministra Bellanova ha incontrato il collega francese Didier Guillaume al quale ha ribadito la forte contrarietà italiana a eventuali tagli di bilancio sulla Pac, la necessità di semplificare le norme a favore degli agricoltori e riequilibrare la dotazione per l’Italia alla luce delle penalizzazioni subite con l’attuale programmazione, la necessità di rafforzare nel primo pilastro gli interventi settoriali e quella di salvaguardare ruolo e competenze delle Regioni, oggi penalizzate dalla proposta della Commissione.
Si è discusso anche di etichettatura dei prodotti alimentari, tema su cui la Ministra Bellanova ha ribadito l’importanza della trasparenza sull’indicazione dell’origine di tutti i prodotti agricoli.

Ufficio Stampa Mipaaf

, ,

Donne in Campo-Cia lancia Agritessuti

Nuova filiera vale già 30 mln di euro, unendo agricoltura e moda ecofriendly. A Roma sfilata etica e case history per chiedere investimenti

Dimostrare che un’altra moda è possibile, il fashion agricolo può esistere, creando una filiera del tessile Made in Italy 100% ecosostenibile, con tessuti naturali e tinture green realizzate con prodotti e scarti agricoli. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Paesaggi da indossare – Le Donne in Campo coltivano la moda”, organizzata oggi a Roma dall’associazione femminile di Cia-Agricoltori Italiani, che ha appena lanciato anche il marchio registrato Agritessuti.

Le case history aziendali, così come la sfilata etica di abiti da sera e prêt-à-porter realizzati in stoffe bio e colorati con ortaggi, frutta, radici, foglie e fiori, hanno fatto da testimonial al progetto portato avanti da Donne in Campo-Cia per mettere insieme agricoltura, ambiente e abbigliamento. Una sfida che risponde prima di tutto alle richieste dei consumatori: la domanda di capi sostenibili in Italia, infatti, è cresciuta del 78% negli ultimi due anni e oggi il 55% degli utenti è disposto a pagare di più per capi ecofriendly.

Ma quali sono i numeri di questa filiera inedita degli agritessuti? Secondo stime Ciala produzione di lino, canapa, gelso da seta, oggi coinvolge circa 2.000 aziende agricole in Italia, per un fatturato di quasi 30 milioni di euro con le attività connesse. Se la filiera degli Agritessuti venisse incoraggiata -osservano le Donne in Campo- questa cifra potrebbe triplicare già nel prossimo triennio. Per esempio, coinvolgendo nell’immediato le 3.000 imprese produttrici di piante officinali, alcune anche tintorie, come lavanda e camomilla, allargandone il campo. E associando, ovviamente, la tintura dagli scarti dell’agricoltura: come le foglie dei carciofi, le scorze del melograno, le bucce della cipolla, i residui di potatura di olivi e ciliegi, i ricci del castagno.

“E’ una filiera tutta da costruire, ma di cui abbiamo il know-how, considerata la vicinanza tra le donne e la tradizione tessile, nella storia e ancora oggi -sottolinea la presidente nazionale di Donne in Campo-Cia Pina Terenzi-. Per questo, ribadiamo la necessità di dare vita a tavoli di filiera dedicati, al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestalia sostegno della produzione di fibre naturali, a cui andrà affiancata la creazione di impianti di trasformazione, diffusi sul territorio e in particolare nelle aree interne, per mettere a disposizione dell’industria e dell’artigianato un prodotto di qualità, certificato, tracciato e sostenibile”.

D’altra parte, è l’ONU per primo, con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, a sollecitare la costruzione di nuovi sistemi di produzione a minore impatto ambientale, e che anzi possano avere un ruolo positivo nei processi di riduzione dell’inquinamento, nel riciclo delle risorse e nella mitigazione dei cambiamenti climatici.

Oggi invece -sottolineano le Donne in Campo di Cia- l’industria tessile è la seconda più inquinante al mondo, responsabile del 20% dello spreco globale di acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica. Una maglietta richiede, in media, 2.700 litri d’acqua per essere prodotta, un jeans fino a 10.000 litri, utilizzando soprattutto fibre e coloranti di sintesi. Considerato che il consumo mondiale di indumenti è destinato a crescere di oltre il 60% entro il 2030, è evidente quanto siano enormi le potenzialità di una filiera del tessile ecologicamente orientata, fino a rappresentare il 15-20% del fatturato del settore in Italia (4,2 miliardi).

“La sostenibilità, come chiede l’ONU, deve permeare tutto il business del tessile -conclude Pina Terenzi- chiamato come gli altri settori a riformare se stesso: metodi di produzione salva-ambiente, con l’uso di tinture che sprecano meno acqua o l’utilizzo di rifiuti come materia prima. L’agricoltura dimostra di essere in prima linea in questo processo di cambiamento, con le donne promotrici di un nuovo modo di vivere la moda nel rispetto del pianeta”.

Sono intervenute all’evento Paola Ungaro, stilista e docente di tipologia dei materiali tessili; le imprenditrici agricole Luisa Bezzi con la “Canapa per il luxury Made in Italy” e Francesca Cosentino su “Dal Gelso alla Seta”; la ricercatrice del Crea Silvia Cappellozza. Per Cia-Agricoltori Italiani hanno partecipato Rosa Giovanna Castagna della Giunta nazionale e il direttore Rossana Zambelli.

Ha moderato l’iniziativa Fabiana Giacomotti, giornalista e storica della moda. La sfilata etica ha portato in passerella gli abiti dell’eco-stilista Eleonora Riccio.

Fonte: CIA – Agricoltori Italiani

,

In Italia nasce il Digital Food Marketing Lab

,

L’evoluzione della peschicoltura italiana:competitività e prospettive

Faenza, 12 settembre 2019 – Denis Pantini, responsabile di Agrifood Monitor, analizza l’evoluzione del comparto ortofrutticolo romagnolo e italiano negli ultimi anni nel corso dell’inaugurazione della “Cantina didattica e sperimentale Leonardo da Vinci” presso l’istituto professionale agrario di Persolino.

«La flessione nell’export di nettarine e di vino sfuso dalla Romagna discende da un trend negativo di mercato che ha interessato il settore a livello nazionale da diversi anni: si pensi che dal 2008 l’export di pesche e nettarine italiane è diminuito a volume di oltre il 50%, mentre quello di vino sfuso più del 20% – osserva Denis Pantini, direttore Agroalimentare Nomisma -.

Nel caso delle pesche e nettarine, la causa principale di tale calo discende da una saturazione del mercato europeo determinata da incrementi produttivi che non hanno trovato una valvola di sfogo in un aumento proporzionale dei consumi: basti pensare che cinquant’anni fa, quando la coltivazione era nel pieno del boom, l’Italia rappresentava il primo produttore europeo di pesche e nettarine con un peso dell’80% sui volumi prodotti dei 3 top paesi (Italia, Spagna e Grecia). Oggi tale incidenza è scesa al 35% pur mantenendo volumi di produzione poco distanti da allora, superiori a 1,3 milioni di tonnellate. Questo perché nel frattempo la Spagna – ma anche la Grecia – hanno aumentato sensibilmente le produzioni».

I motivi di tale “affollamento” di mercato sono diversi. Nel caso delle nettarine – come per il vino – la Spagna non solo può vantare una maggior efficienza grazie a minori costi di produzione (solo nella manodopera il gap di costo è di quasi il 40%) ma anche una miglior organizzazione e programmazione sia produttiva che commerciale. Senza contare che attualmente, sempre nel caso del mercato della frutta fresca, i consumatori possono contare su una maggior disponibilità di prodotti differenti lungo tutto l’anno (sia italiani che di importazione), mettendo in concorrenza pesche e nettarine con altri frutti che fino a pochi anni fa non erano in vendita nello stesso periodo.

Ed è anche per questo che è cambiata nel decennio la geografia dei frutteti romagnoli. La superficie investita a nettarine e pesche è crollata rispettivamente del 51% e del 54%, anche la Sau a pere è diminuita del 25%. Gli agricoltori romagnoli hanno convertito questi ettari ad altre produzioni: le superfici investite a kiwi sono passate da 3.062 a 4.419 ettari (+44%), quelle ad albicocco da 2.483 a 4.466 ettari (+80%). Il vigneto ha subito un ridimensionamento, ma da tre anni si è stabilizzato sui 23-24 mila ettari totali (nel 2008 copriva una estensione di oltre 28 mila ettari).

Scarica di seguito un estratto della presentazione di Denis Pantini

Agrifood Monitor – Pantini workshop confagricoltura Ravenna 12-9-19

Fonte: Agrifood Monitor

,

SACE SIMEST, un kit operativo per iniziare a programmare le attività di export

Con un percorso strutturato per step, SACE SIMEST mette a disposizione i primi strumenti utili per iniziare a programmare le tue attività di export e internazionalizzazione, con un occhio sempre vigile sui rischi.

Accedi ai contenuti del kit


Utilizzando la piattaforma SACE SIMEST in qualsiasi momento è possibile personalizzare la propria esperienza, scegliendo di passare ai contenuti che interessano di più. Oppure è possibile continuare il percorso in maniera lineare, così come strutturato, e acquisire gradualmente le informazioni più utili per la propria impresa.

I livelli dell’Education to Export

BASE. Come iniziare: Export e internazionalizzazione sono fattori decisivi per espandersi. Inizia subito a pianificare la tua strategia.

INTERMEDIO. Come strutturarsi. Le sfide dei mercati globali si affrontano con gli strumenti giusti. Scopri quelli più adatti alla tua impresa.

AVANZATO. Come essere competitivi. Ogni mercato richiede una strategia di ingresso e consolidamento differente. Aumenta il tuo potenziale nei Paesi più promettenti.

PRO. Come espandersi. Con l’esperienza che hai maturato nessun mercato è fuori dalla tua portata. Aggiudicati le migliori opportunità.

Accedi da qui ai contenuti dell’Education to Export 

,

Biotech week: il CREA per una giornata sulle tecnologie applicate all’agricoltura

Il CREA partecipa alla 7° edizione della Biotech Week, in programma dal 23 al 29 settembre, organizzando un corso per giornalisti intitolato “Le biotecnologie per un’agricoltura sostenibile: conoscerle davvero per comunicarle meglio”, che si svolgerà il 26 settembre presso il CREA Alimenti e Nutrizione di Roma.  Una giornata teorico-pratica sulle biotecnologie applicate all’agricoltura, dedicata soprattutto ai giornalisti (con crediti formativi riconosciuti dall’Ordine). L’obiettivo è quello di trasmettere agli operatori una reale conoscenza, oltre i luoghi comuni, perché siano in grado di informare correttamente un pubblico sempre più confuso, disorientato e diffidente in questo campo. Alle presentazioni classiche sulle biotecnologie in campo agrario e sulla loro percezione da parte dell’opinione pubblica, seguirà una breve esperienza in laboratorio per toccare con mano il DNA delle piante e per scoprire come sia possibile studiarlo e correggerlo in modo semplice e sicuro. L’evento è realizzato nell’ambito delle attività del progetto Biotecnologie sostenibili in agricoltura (BIOTECH) finanziato dal MIPAAFT.


La Biotech Week è una settimana di eventi e incontri in tutto il mondo per raccontare le biotecnologie a un pubblico vasto ed eterogeneo, sottolineando il ruolo chiave che il biotech ha e sempre più potrà avere nel migliorare la qualità della nostra vita.

Una manifestazione di divulgazione scientifica lanciata in Canada nel 2003 e arrivata in Europa nel 2013 per volontà di EuropaBio – Associazione della bio-industria europea, in occasione del 60° anniversario della scoperta della struttura DNA.

Fin dalla sua prima edizione italiana la Biotech Week è coordinata e promossa a livello nazionale da Assobiotec-Federchimica.

Dal 2016 la settimana è diventata Global: in diversi continenti si celebra, infatti, negli stessi giorni, questa ricorrenza dando vita a una vera e propria “Global Biotech Week”, a testimonianza di quanto le biotecnologie rappresentino una risorsa senza confini, capace di offrire soluzioni alle grandi sfide della società a livello mondiale.

La manifestazione ha ottenuto in Italia nel 2015 la “Medaglia del Presidente della Repubblica” quale premio di rappresentanza.

Tutte le edizioni hanno riscosso un ottimo successo con centinaia di eventi in tutta Europa dedicati a tecnologie, persone, imprese e organizzazioni attive nei diversi settori del biotech.

Con oltre 90 appuntamenti in calendario lungo tutto lo stivale, l’Italia si conferma anche per il 2019 il Paese europeo con il maggior numero di eventi rivolti a un pubblico vasto ed eterogeneo: ricercatori, studenti, istituzioni, appassionati, imprese, famiglie, solo per citarne alcuni. Sono oltre 50 i partner che hanno deciso di aderire alla manifestazione, tra imprese, università, musei, enti, istituzioni, proponendo un proprio evento per la settimana.

Per informazioni contattare:  stampa@crea.gov.it

 

,

PSR Nazionale 14-20: avviso pubblico

Con Decreto Ministeriale n. 32328 del 23/09/2019 è stato approvato l’Avviso Pubblico a presentare proposte sul Programma di sviluppo rurale nazionale 2014-2020, sottomisura 17.1. Produzioni vegetali, campagna assicurativa 2019

La sottomisura 17.1 “Assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante” del Programma di sviluppo rurale nazionale 2014-2020 (PSRN) è finalizzata a fornire sostegno alle imprese del settore della produzione primaria, allo scopo di incentivare una più efficace gestione dei rischi in agricoltura.

Soggetti ammissibili al sostegno 
Sono ammissibili esclusivamente gli agricoltori che soddisfano i seguenti criteri di ammissibilità soggettivi:
a) essere imprenditori agricoli ai sensi dell’articolo 2135 del Codice Civile, iscritti nel registro delle imprese o nell’anagrafe delle imprese agricole istituita dalla Provincia autonoma di Bolzano;
b) essere agricoltori attivi;
c) essere titolari di Fascicolo aziendale in cui in particolare deve essere dettagliato il Piano di coltivazione che va mantenuto costantemente aggiornato nel corso del tempo e che individui le superfici utilizzate per ottenere il prodotto oggetto dell’assicurazione nonché i relativi titoli di conduzione validi per l’intera durata dell’operazione per la quale si richiede il contributo.

Operazioni ammissibili
Le operazioni ammissibili a sostegno per la campagna assicurativa 2019 sono esclusivamente quelle relative alla stipula di una polizza agevolata del raccolto e delle piante basata sul PAI (Piano assicurativo individuale).
La sottoscrizione delle polizze agevolate è volontaria e può avvenire in forma collettiva o individuale. Le polizze collettive sono stipulate tra Compagnie di assicurazione ed Organismi collettivi di difesa nonché cooperative agricole e loro consorzi, o altri soggetti giuridici riconosciuti ai sensi del D.Lgs. n. 102/2004 e ss.mm.ii., che le sottoscrivono per conto degli agricoltori associati. Gli agricoltori che aderiscono ad una polizza collettiva possono sottoscrivere uno o più certificati assicurativi a copertura dei rischi sulle proprie produzioni, e devono essere i destinatari degli eventuali risarcimenti.

Accedi da qui al DM 32328 dmapprovazionevegetali2019

 

,

Ortofrutta, blockchain e piattaforme digitali per valorizzare i prodotti

La sfida, lanciata da  Basf Vegetable Seeds all’evento Business event for expert, è quella di sfruttare le nuove tecnologie, tra blockchain e altre piattaforme digitali, per comunicare con il consumatore e orientare l’offerta, valorizzando il prodotto

«Valore lungo la filiera agroalimentare, tecnologie digitali, consumatori, sostenibilità e valorizzazione delle persone sono le fondamenta su cui si basa la strategia di business che abbiamo adottato per rispondere a un mercato guidato dal consumatore e in profonda evoluzione».

Così Jose Antonio Salinas Reyes, Country Head Nunhems Italia, dà il benvenuto ai professionisti dell’intera filiera ortofrutticola presenti alla terza edizione del Befe, Business event for expert di Basf Vegetable Seeds, che ancora una volta offre spunti di riflessione sul futuro del settore.«Segmentare il mercato e tracciare un profilo del consumatore moderno di prodotti orticoli è fondamentale per tutte le aziende che vogliono rimanere sul mercato – ha continuato Salinas –. Pretendere di vendere tutto a tutti in maniera indistinta è impossibile. In questa operazione di avvicinamento al consumatore l’innovazione digitale ha un ruolo chiave».

Il consumatore 4.0

Per capire cosa produrre e come, partiamo dai numeri. I principali driver evolutivi del mercato, come ha brevemente ricordato Claudia Iannarella, Consumer and Customer Manager di Nunhems Italia, sono: gusto, salute, praticità e sostenibilità.

Aspetti che si ritrovano nel mix di fattori che guidano il consumatore di oggi, che possiamo definire 4.0, nell’acquisto di ortofrutta (figura 1), evidenziati dall’indagine Nomisma esposta da Ersilia Di Tullio, Senior Project Manager. «Stagionalità/freschezza, tracciabilità, prezzo, origine, sostenibilità, marca, praticità, salute e digitale, sono le caratteristiche ricercate dal consumatore nei prodotti alimentari. Tra questi fattori, è interessante notare che il prezzo non è al primo posto e che comincia a farsi strada anche la componente digitale».

Figura 1 – Mix di fattori che guidano il consumatore nell’acquisto di prodotti alimentari

Quando si parla poi di ortofrutta, un mercato che più di altri è caratterizzato dalla preferenza per il prodotto fresco (86% dei consumatori) rispetto a quello trasformato, l’incidenza di questi criteri d’acquisto diventa ancora più evidente (figura 2).

Il cliente moderno non esige solo un ottimo rapporto qualità prezzo, è attento soprattutto alle caratteristiche del prodotto, alla tracciabilità e – nei prodotti lavorati in particolare – alla praticità nell’utilizzo. Dall’indagine è emersa anche una generale soddisfazione del consumatore (il 66% lo è) per l’attuale offerta, che però lascia spazio a un buon margine di opportunità di crescita e sviluppo nel settore.

Figura 2 – Fattori che incidono sull’acquisto di prodotti ortofrutticoli 

blockchain
Nota: la figura prende in considerazione i prodotti orticoli, tuttavia considerazioni analoghe possono essere fatte per la frutta

In particolare, Di Tullio propone alcuni fattori incentivanti il consumo di ortofrutta, tra cui spiccano il gusto, la trasparenza della filiera e la riduzione dei packaging (figura 3).

Figura 3 – Fattori che potrebbero incrementare l’acquisto di ortofrutta

blockchain
Nota: la figura prende in considerazione i prodotti orticoli, tuttavia considerazioni analoghe possono essere fatte per la frutta

«Questi indicatori possono essere sfruttati dalle aziende per meglio orientare la propria offerta. Focalizzandosi su alcuni prodotti, come pomodoro, anguria e carciofo, si vede chiaramente come le strategie di valorizzazione debbano essere differenziate in base al singolo prodotto (figura 4)».

Figura 4 – Possibili strategie per incrementare le vendite di pomodoro

blockchain

Le strategie, inoltre, devono adattarsi anche al tipo di consumatore a cui si rivolgono. Evita Gandini, Project Manager di Nomisma, ha poi proseguito identificando una segmentazione di tipologie di consumatori – cinque in particolare: curiosi, concreti, edonisti, maturi e acerbi – determinata da una differente combinazione di quattro fattori, ovvero percezione, consapevolezza, accessibilità e digitale. La Gandini ha poi dato diverse indicazioni e stimoli su come intercettare e raggiungere al meglio il consumatore finale, targettizzando a esempio la comunicazione con claim e slogan precisi, creando corner, show cooking o, ancora, definendo etichette ad hoc, e fornendo ai presenti un pacchetto di soluzioni immediatamente spendibili.

Tra blockchain …

Per lavorare sul prodotto offerto, migliorandone il gusto, la produzione, la praticità di consumo, al fine di valorizzare la propria attività e incrementare le vendite, «si dimostra indispensabile anche la conoscenza e l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali – spiega Stefania Meloni, Global Regulatory Policy Manager Basf. Tra le tante innovazioni di agricoltura 4.0 la blockchain può a esempio fornire una grande risorsa nell’ambito della tracciabilità». Il progetto “Riso Chiaro” di Basf è proprio un esempio di blockchain applicata alla filiera del riso.

Un altro vantaggio di questa tecnologia è che sembra essere molto accessibile, «un progetto di blockchain – continua Meloni – richiede un investimento di circa 5-6 mila euro. Si tratta di un’opportunità da cogliere, soprattutto in un momento storico, quello in cui ci troviamo, in cui l’attenzione per l’adozione delle tecnologie digitali è molto alta, anche da parte dell’Ue».

..e altre piattaforme digitali

In un mondo di consumatori iper-connessi, che richiedono servizi personalizzati e una qualità superiore, il supporto degli strumenti digitali sembra essere indispensabile per creare e comunicare valore. È il messaggio di Andrea Pia, Vp Client Service Italy Akqa, che è intervenuto sul tema incentivando imprenditori e produttori agricoli nel proporre contenuti digitali interessanti, facendosi affiancare da agenzie specializzati nella nuove piattaforme digitali.

La stessa Nunhems si pone in prima linea e sottolinea la volontà di proporre ai propri clienti, accanto a nuove varietà di ortofrutta più competitive, anche altri servizi e di voler diventare facilitatrice di nuove partnership.

Fonte: TerraE’vita

PSR Calabria, al via il 26 settembre un ciclo di workshop dedicati all’agrifood

Organizzati dall’Ente di formazione Projectlife con il sostegno del PSR Calabria 2014-2020 – Intervento 1.1.1, si parte con il workshop “L’evoluzione della Politica Agricola Comune e nuovi principi fondanti della PAC dopo il 2020: strumenti di policy, modelli operativi di attuazione. Cosa cambia per l’agricoltore.” Che si terrà a partire dalle ore 9:30 al castello ducale di Corigliano nel comune di Corigliano-Rossano.

Accedi da qui per saperne di più e partecipare all’evento evento

 

Accedi da qui per conoscere i contenuti dell’intero ciclo di workshop 

 

,

Puglia, sabato 21 a Bari convegno sulla catena del valore in agricoltura

Bari, 19 settembre 2019 – “Agricoltura in Puglia: riequilibrare la catena del valore” è il tema al centro di un convegno promosso dal coordinamento di Agrinsieme Puglia, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italianiConfagricolturaCopagri Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che si terrà sabato 21 settembre, dalle ore 10:00 alla Fiera del Levante di Bari, nel padiglione 18-Sala Agorà.

Al momento di confronto, nell’ambito del quale verranno discusse numerose tematiche di stringente attualità inerenti al comparto primario, quali il costo del lavoro, la distribuzione del valore lungo la filiera e le possibili misure per riequilibrare la catena del valore in agricoltura, interverranno il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali Giuseppe L’Abbate e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Ai lavori sono inoltre previsti gli interventi del coordinatore nazionale di Agrinsieme Franco Verrascina e dei copresidenti del coordinamento Massimiliano GiansantiDino Scanavino e Giorgio Mercuri. Il convegno verrà introdotto dal coordinatore regionale di Agrinsieme Tommaso Battista e moderato dal presidente dell’Associazione Giornalisti Agricoli di Puglia-AGAP Michele Peragine.

“Durante l’incontro – spiega Agrinsieme Puglia – porteremo all’attenzione degli importanti ospiti istituzionali presenti la necessità di continuare a lavorare con sempre maggiore determinazione verso una reale semplificazione e sburocratizzazione a vantaggio del primario, anche in riferimento, ad esempio, alla pluralità di controlli ai quali sono sottoposte le aziende agricole. Oggetto del confronto, inoltre, sarà la situazione dell’ARIF, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, ma anche quella dei consorzi di bonifica e del PSR 2014-20; non mancherà poi, inevitabilmente, una riflessione sulla Xylella fastidiosa, anche alla luce degli esiti dell’odierno tavolo di confronto tenutosi al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali”.

Fonte: Agrinsieme

,

FederBio e FederArredo, imballaggi in legno per i prodotti biologici

FederBio e FederlegnoArredo siglano un  accordo per la promozione dell’impiego degli imballaggi in legno di pioppo per i prodotti biologici.

La partnership prevede lo sviluppo della coltivazione biologica certificata del pioppo in Italia e l’implementazione dell’utilizzo di questa materia prima rinnovabile e riciclabile con caratteristiche di sostenibilità e riciclo certificate, in grado di coniugare i valori del vero biologico.

Bologna, 19 settembre 2019 – Un’intesa all’insegna dell’innovazione dei materiali e della promozione del biologico, quella siglata oggi tra FederBio, la Federazione nazionale che dal 1992 tutela e rappresenta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, e FederlegnoArredo, Federazione italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile, dell’illuminazione e dell’arredamento.

L’accordo di collaborazione tra le due organizzazioni è finalizzato alla promozione in Italia della pioppicoltura biologica certificata per la produzione di imballaggi riciclabili per prodotti alimentari, favorendo un approccio di economia agricola e territoriale sostenibile e circolare a dimensione nazionale.

L’utilizzo degli imballaggi in pioppo è teso a ridurre l’impiego della plastica non biodegradabile e compostabile nei prodotti biologici e in particolare nell’ambito della logistica e del confezionamento, anche all’interno dei punti vendita.

Inoltre, la coltivazione dei pioppi è in grado di salvaguardare l’ecosistema nazionale tutelando la conservazione della biodiversità delle specie e contrastando il rischio di “erosione genetica”. La lavorazione di questo legno riduce le emissioni inquinanti: per la trasformazione del pioppo in materiale semilavorato occorre infatti una minor quantità di energia rispetto alla quasi totalità delle altre materie prime conosciute. Infine, il pioppo ha una notevole capacità di depurare l’aria, tipica delle specie a rapido accrescimento: una singola pianta di pioppo preleva dall’atmosfera 70-140 litri di anidride carbonica all’ora e ne cede altrettanti di ossigeno.

“Con questo accordo prosegue l’impegno di FederBio per aggiungere sostenibilità e coerenza alla filiera del biologico, dal campo alla tavola. Eliminare la plastica in ogni fase del ciclo di vita dei prodotti e favorire l’impiego di materiale agricolo e riciclabile anche nella logistica dei prodotti biologici significa fare economia circolare e sostenibile, attuando i principi stabiliti anche dalla normativa europea di riferimento. Avviare inoltre un percorso per la certificazione biologica delle coltivazioni di pioppo italiane apre una nuova prospettiva per avere un’Italia agricola sempre più bio, portando benefici anche ai territori vocati e all’ambiente”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

“Il protocollo siglato al termine di un lungo lavoro portato avanti dalla nostra associazione Assoimballaggi intende valorizzare il contributo all’ambiente da parte della filiera legnoarredo. Non dobbiamo dimenticare che il pioppo è una materia prima rinnovabile e riciclabile e che la sua coltivazione consente di salvaguardare efficacemente l’ecosistema nazionale tutelando la conservazione della biodiversità delle specie e contrastando il rischio di “erosione genetica”, sottolinea il presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini. “Investire su questo settore è un tassello fondamentale per dare forma a nuove politiche industriali sempre più green”, conclude Orsini.

Ufficio stampa FederBio

 

, ,

Nocicoltura da frutto: innovazione e sostenibilità

I lavori di venerdì 20 si svolgeranno nell’Aula magna del Dipartimento di scienze e tecnologie agroalimentari in viale Fanin, 44-46, con inizio alle ore 8:30. Le diverse sessioni saranno dedicate a: evoluzione e prospettive della nocicoltura; propagazione, fisiologia, nutrizione e meccanizzazione; germoplasma, genetica e varietà; avversità e difesa; territorio, filiere e aspetti salutistici. Sabato 21 sono in programma visite tecniche a noceti della zona.

È prevista una quota di iscrizione.

Per ulteriori informazionisegreteria@soihs.orgwww.soihs.it

Per saperne di più Accedi da qui  Atti_9_9   agli Atti delle Giornate Tecniche “Nocicoltura da Frutto”

,

EXPORT PASSport, corso di formazione ICE-Agenzia e Regione Calabria

Sono attualmente aperte le iscrizioni per il corso di formazione EXPORT PASSport – Tecniche per il commercio Estero realizzato da ICE-Agenzia su commissione della Regione Calabria.

Il corso, in partenza il 16 ottobre, è organizzato in sei giornate formative che si svolgeranno a cadenza settimanale dalle ore 09.00 alle ore 17.00.

Per consultare la Circolare informativa cliccare QUI.

Per iscriversi compilare entro l’08 ottobre il Modulo di adesione cliccando QUI.

Le lezioni si svolgeranno presso la sede della Regione Calabria – Viale Europa 88100 Catanzaro (Località Germaneto).

Durante il percorso le aziende partecipanti avranno modo di approfondire le seguenti tematiche:

Al termine del Modulo formativo le aziende potranno usufruire di un affiancamento personalizzato “Coaching” della durata complessiva di 15 ore erogato da un esperto della Faculty ICE.

Per la partecipazione alla fase di Coaching sarà attribuito a ciascuna azienda un aiuto di stato figurativo in regime “De Minimis” di importo pari a 1.650,00€

I settori ammissibili sono quelli che rientrano nel campo di applicazione del REGOLAMENTO (UE) n. 1407/2013 “De Minimis ART. 1 – aziende della pesca, dell’acquacoltura e della produzione primaria.

Non sono ammesse a partecipare le società di consulenza e/o i consulenti liberi professionisti.

Le aziende verranno ammesse in ordine cronologico fino all’esaurimento dei posti in sala.

 

,

Agrumi, robot con intelligenza artificiale gestisce fino a 1200 cassette all’ora

Demur, system integrator di robot specializzato in progettazione elettronica, meccanica e informatica, e FANUC, leader mondiale di automazione di fabbrica, hanno realizzato un importante progetto di trasformazione delle attività produttive del settore ortofrutticolo in grado di ottimizzare il processo produttivo, garantendo l’integrità del prodotto e migliorando allo stesso tempo le condizioni di lavoro del personale.

Questa soluzione – potenzialmente disruptive per la competitività delle aziende del settore – incrementa le prestazioni dell’intera filiera in termini di produttivitàefficienza e sicurezza, e solleva gli operatori da un’attività fisicamente logorante e faticosa.

Infatti, se in precedenza gli addetti dovevano muovere manualmente fino a 5.000 cassette da 20 kg di arance al giorno, la soluzione di automazione industriale Spartacus – dotata di intelligenza artificiale e realizzata grazie alla tecnologia e alle competenze di Industry 4.0 di FANUC – può gestire fino a 1.200 cassette all’oraI lavoratori, prima sottoposti a questi carichi fisici estenuanti, sono oggi impiegati in funzioni di controllo qualità e confezionamento.

Riducendo il danneggiamento del prodotto da caduta grazie ad una pinza intelligente brevettata, infatti, la soluzione di Demur e FANUC consente una diminuzione della merce di scarto e quindi un abbattimento dei costi lavorazione. Nel campo della lavorazione degli agrumi, la conservazione del prodotto è particolarmente importante, perché la buccia è ricca di oli essenziali utili all’industria dei profumi e dei distillati. La cella di lavoro robotizzata, inoltre, è caratterizzata da un ingombro ridotto, perché impegna una superficie nettamente inferiore (10 mq) rispetto ad un impianto tradizionale (50mq), garantendo un considerevole risparmio energetico e una riduzione dell’impatto ambientale dell’intero processo produttivo.

La soluzione di Demur, un esempio di tecnologia a sostegno della produzione e del benessere dei lavoratori, è stata recentemente premiata al Solution Award di Mecspe 2019 di Parma, uno dei principali eventi in Italia dedicati all’innovazione per l’industria manifatturiera.

Anche nel settore ortofrutticolo, la strada dell’innovazione è fondamentale per garantire la competitività aziendale e abilitare una crescita sostenibile a lungo termine”, ha commentato Marco Ghirardello, Managing Director di FANUC Italia. “Come dimostra la nostra partnership con Demur, ottimizzazione del processo produttivo e aumento della produttività possono tradursi nella creazione di un valore condiviso con i propri dipendenti”.

Portare per primi questa tecnologia nel mondo dell’ortofrutta è stata una grande sfida, ma grazie all’impegno ed anni di esperienza siamo riusciti egregiamente nell’intento”, commenta Carlo Depu, Amministratore Delegato di Demur, “siamo appagati e gratificati dall’approccio immediato che il cliente acquisisce con il nostro sistema”.

FANUC

FANUC Corporation è un produttore leader mondiale di automazione di fabbrica con sistemi CNC, robot, macchine utensili e presse (ROBODRILL, ROBOCUT e ROBOSHOT). Fin dalla sua fondazione nel 1956, FANUC è all’avanguardia nello sviluppo di unità di controllo numerico per l’automazione delle macchine. Presente a livello globale con oltre 263 filiali e 7.000 dipendenti, FANUC offre ai propri Clienti un sistema efficiente e diffuso di vendite, supporto tecnico, Ricerca e Sviluppo, logistica e customer service.

www.fanuc.eu/it

DEMUR

Demur srl è un’azienda specializzata in robotica industriale, formata da un Team di persone con know how decennale nella progettazione di elettronica, meccanica e informatica, un insieme di discipline sul quale viene fondato il principio di meccatronica che oggi la stessa azienda cerca di esprimere tramite le opere concepite.

http://www.demur.it/

,

Come agiscono le promozioni sui consumi alimentari

Un prodotto alimentare su quattro viene acquistato dagli italiani in promozione con l’obiettivo di cercare il risparmio è ridurre i costi del carrello della spesa, con effetti evidenti sul contenimento dell’inflazione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti nel commentare i dati Istat sull’inflazione che ad agosto rimane contenuta.

Gli italiani – sottolinea la Coldiretti – sempre più spesso vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount, ma anche sperimentando canali alternativi come gli acquisti di gruppo, quelli on line o dal contadino. Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio – continua la Coldiretti – si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti: dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. Tra i prodotti alimentari venduti in offerta piu’ frequentemente ci sono – precisa la Coldiretti – quelli simbolo della dieta mediterranea che non possono mancare dalle tavole degli italiani e hanno quindi un effetto calamita sui clienti: dall’olio di oliva alla pasta, dalle conserve di pomodoro ai vini fino alla frutta.

Un onere che spesso ricade sui fornitori per effetto delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera a causa degli evidenti squilibri di potere contrattuale. Nei campi infatti è deflazione profonda con gli agricoltori che – denuncia Coldiretti – si vedono oggi pagare la frutta, dalle albicocche alle pesche, pochi centesimi, circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione. Gli agricoltori – sottolinea la Coldiretti – per potersi permettere un caffè devono vendere tre chili di frutta sulla quale pesano quest’anno i drammatici attacchi della cimice asiatica che nelle regioni del Nord ha distrutto i raccolti in numerose aziende.

Serve intensificare l’attività di controllo e vigilanza anche per evitare che vengano spacciati come nazionali prodotti importati ma è anche necessario al più presto il recepimento della direttiva (Ue) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali del 17 aprile 2019 per ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena di distribuzione degli alimenti, con l’introduzione di elementi contrattuali e sanzionatori certi rispetto a prassi che finora hanno pesantemente penalizzato i produttori.

Fonte: Coldiretti

,

Sibari, Arsac organizza nuovo corso gratuito patentino fitosanitario

ARSAC – Centro Divulgazione Agricola n. 3 di Sibari sta organizzando un corso per l’acquisizione ed il rinnovo del certificato di abilitazione da utilizzatore professionale dei prodotti fitosanitari, che  si terrà Sibari dal 22 ottobre al 13 novembre 2019.

Il corso si articolerà in 8 giornate (per il rilascio del certificato) e 6 giornate (per il rinnovo) con lezioni di 2,5 ore che si svolgeranno dalle ore 14.30 alle 17.00

Coloro che sono interessati e sono in possesso dei requisiti necessari (leggi) , possono presentare domanda di partecipazione, completa di tutta la documentazione, entro e non oltre il 21.09.2019, presso gli uffici del Ce.D.A. n. 3 e CSD di Sibari.

Per maggiori informazioni contattare il responsabile del corso:

Dott. Domenico Lanza

e.mail: domenico.lanza@arsac.calabria.it

Centro Divulgazione Agricola N. 3  “Alto jonio Cosentino”

Via Nazionale  S.S. 106 Jonica Sibari

Telefono 0981.74081

, ,

Presentazione rapporto nazionale 2019 su consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici

ISPRA presenta i nuovi dati sul consumo di suolo in Italia e l’edizione 2019 del Rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Con un aumento del 180% di consumo di suolo dagli anni ’50 ad oggi, la superficie naturale in Italia si riduce ogni anno, aumentando gli effetti negativi sul territorio, sull’ambiente e sul paesaggio. Il contributo della ricerca, oltre al monitoraggio sull’andamento del fenomeno e sui relativi danni ambientali, è rilevante per l’indicazione di nuove prospettive di pianificazione e per fornire strumenti e criteri utili per una progettazione sostenibile delle aree urbane.

Una nuova progettazione che dovrà essere il necessario punto di arrivo della nuova città e che sarà disegnata dalle politiche per l’azzeramento del consumo di suolo e per la rigenerazione urbana. In collaborazione con Scienza Insieme e nell’ambito dell’evento del MAXXI “Abitare la scienza. Per un futuro più sostenibile”, l’evento sarà arricchito da due esposizioni fotografiche: “l’Italia perde terreno” reportage di Angelo Antolino con immagini del consumo di suolo a cura di ISPRA e “Il verde in città per un futuro più sostenibile e resiliente”.

 

,

Il CREA presenta il manifesto “Prima i geni”

Il 28 settembre, presso la sede del CREA Alimenti e Nutrizione di Roma, il CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura presenterà con SIGA il manifesto “Prima i geni”, dodici tesi per dimostrare che le nuove tecnologie di miglioramento genetico devono rimanere accessibili a tutti. L’agricoltura Italiana ha un’opportunità straordinaria per riscattarsi dalla crisi degli ultimi anni. Il manifesto “Prima i geni” vuole unire istituzioni, ricerca e mondo agricolo intorno a un obiettivo comune: far sì che le tecniche di genome editing individuino una via italiana all’innovazione in agricoltura.

Accedi ala locandina del programma PRIMA I GENI ROMA_28 sett 2019

,

Nova Agricoltura Irrigazione 2019, Acqua Campus prossimo evento a Budrio

Il prossimo degli eventi Nova Agricoltura 2019  dà appuntamento il 26 settembre a Budrio con focus sugli interventi irrigui a pioggia.

Grazie alla collaborazione con Amis, Associazione macchine irrigue semoventi, i partecipanti saranno coinvolti in dimostrazioni sull’utilizzo dei più avanzati sistemi di distribuzione e gestione dell’acqua. Obiettivo: risparmio di risorse, mano d’opera ed energia e miglioramento delle produzione

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Dalle ore 9.00 Registrazione visitatori 

Dalle ore 9.30 alle 13.00
Visita guidata ai cantieri di irrigazione e dimostrazioni in campo
A cura di: Alessandro Maresca, giornalista Edagricole

Ore 13.00 Colazione in campo (offerta dagli organizzatori)

Dalle ore 14.00 alle 16.00
TAVOLA ROTONDA: Le nuove frontiere dell’irrigazione per aspersione

Distribuzione dell’acqua in Italia,  i problemi da risolvere 
Francesco Vincenzi, ANBI – Associazione Nazionale Consorzi di gestione  e tutela del territorio e acque irrigue

Sessantanni di Cer per il progresso dell’irrigazione 
Massimiliano Pederzoli e Paolo Mannini, Canale Emiliano Romagnolo

Psr e irrigazione
Roberto Genovesi, Canale Emiliano Romagnolo

Presentazione del progetto “Positive” 
Stefano Caselli, CIDEA Università di Parma

Irrigazione evoluta e a basso impatto con i moderni sistemi a pioggia meccanizzati 
Graziano Ghinassi, Università di Firenze

La proposta politica di Amis per l’irrigazione a pioggia 
Roberto Bandieri, Associazione Macchine Irrigatrici Semoventi

Il sostegno della Regione Emilia Romagna all’irrigazione 
Simona Caselli, Assessore all’agricoltura, caccia e pesca Regione Emilia Romagna

Modera: Alessandro Maresca, giornalista Edagricole

La partecipazione è a ingresso libero e gratuito previa registrazione online

Accedi da qui per iscriverti 

,

Consultabile on line Osservatorio tendenze mercato ortofrutta, Agosto 2019

Consultabile on line l’Osservatorio tendenze mercato ortofrutta del mese di agosto 2019

Scarica e consulta l’Osservatorio Osservatorio tendenze mercati Agosto 2019

,

Dal Mise agevolazioni per 500 milioni di euro per grandi progetti di R&S. Tecnologie Agrifood

Sono in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale i due decreti con cui vengono rilanciati gli interventi agevolativi in favore dei grandi progetti di R&S, con una dotazione finanziaria complessiva di oltre 500 milioni di euro.

Il primo decreto rifinanzia su tutto il territorio nazionale interventi agevolativi a favore delle imprese che investono in grandi progetti di ricerca e sviluppo nei settori “Agenda digitale” e “Industria sostenibile”. La misura è finanziata dalle risorse del FRI, il Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti di Cassa depositi e prestiti, e del FCS, il Fondo per la crescita sostenibile del MiSE. Sono, inoltre, riservate agevolazioni per interventi riguardanti la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare.

Con il secondo decreto viene definita una nuova agevolazione a favore dei progetti di ricerca e sviluppo promossi nell’ambito delle aree tecnologiche Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della vita. La misura si rivolge alle imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria in tutto il territorio nazionale, con una riserva di 50 milioni dedicata alle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia. Sono inoltre previste agevolazioni nel settore del “Calcolo ad alte prestazioni” coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente.

Le modalità e i termini per la presentazione delle domande per ottenere le agevolazioni saranno definite con provvedimenti ministeriali in corso di approvazione.

Per maggiori informazioni:

,

Team a guida italiana svela i segreti della melanzana e della sua biodiversità

Un team di ricerca a guida italiana composto da ENEACREA e Università di Verona e Torino ha decodificato il genoma della melanzana, aprendo nuove strade alla coltivazione di varietà sempre più resistenti alle conseguenze dei cambiamenti climatici, come ad esempio la siccità. Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature (https://www.nature.com/articles/s41598-019-47985-w), è stato condotto in collaborazione con l’Università di Napoli, il Weizmann Istitute e la University of California.

“La melanzana, come la patata e il pomodoro di cui abbiamo decodificato i genomi nel 2011 e 2012, appartiene alla famiglia delle Solanacee che comprende circa 2.500 specie diverse. La sequenza genomica ha confermato che la grande diversità morfologica delle Solanacee si è generata partendo da un numero di geni molto simile (circa 35.000 in ognuna delle tre specie). Oltre alla melanzana più diffusa in Italia – la specie Solanum melongena – esistono in natura circa cinquanta specie affini, di cui alcune a rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici”, spiega Giovanni Giulianodirigente di ricerca della Divisione ENEA di Biotecnologie e agroindustria.

“La melanzana sequenziata (chiamata 67/3) è stata sviluppata dal CREA incrociando la varietà “Tunisina” della tipologia tipicamente italiana Violetta con una linea di origine asiatica, per correggerne il difetto della polpa soffice che assorbe parecchio olio in cottura. La progenie è stata poi continuamente selezionata per i 6 anni successivi, fino ad arrivare appunto alla 67/3, da cui abbiamo costituito numerose famiglie imparentate, che hanno permesso di poter ordinare correttamente le sequenze del genoma. Questo ci ha consentito di comprendere la base genetica di una serie di caratteri agronomici importanti, accelerando i programmi di miglioramento genetico, tramite marcatori molecolari associati ai geni di interesse. In particolare, ci siamo concentrati sui geni coinvolti nella colorazione e nella maturazione del frutto e nella resistenza a patogeni fungini”, spiega Giuseppe Leonardo Rotino, dirigente di ricerca presso il CREA Genomica e Bionformatica.

“Il genoma è stato ottenuto tramite una combinazione di tecnologie di sequenziamento di ultima generazione e mappatura ottica. La qualità dei dati è elevatissima e testimonia quanto siano cresciute le competenze italiane nel campo della genomica”, commenta Massimo Delle donne, ordinario di Genetica presso il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona.

“La melanzana è uno degli ortaggi più consumati al mondo e l’Italia ne è il principale produttore europeo. È stata domesticata oltre 2.000 anni fa in Asia e ha subito un ‘collo di bottiglia’ genetico che ne ha ridotto la biodiversità e la resistenza a malattie e a stress ambientali. La decodifica del genoma ci ha già consentito di iniziare a esplorare il “pool” genetico della melanzana e contribuirà al superamento di queste problematiche” chiarisce Sergio Lanteri, ordinario di Genetica agraria presso il Dipartimento di Scienze agrarie, forestali ed agroalimentari dell’Università di Torino.

Fonte: CREA

, ,

Rapporto Coop 2019, consumatori sostenibili e salutisti

Veloce, proteico, sostenibile ma soprattutto economico. Sono questi gli ultimi trend del cibo che sono emersi nel Rapporto Coop 2019 presentato a Milano lo scorso 11 settembre che disegnano un quadro delle tendenze di consumo e distribuzione del ready-to-eat che in cui emerge con molta nitidezza il crescente peso che stanno acquistando i discount in questo settore. Ma a patto che si convertano alle politiche  ‘green’.

“In un quadro di raffreddamento dei consumi e di accelerazione dei trend di fondo nei comportamenti delle persone – spiega Marco Pedroni, presidente Coop Italia -, abbiamo avviato nel 2019 una revisione profonda delle nostre politiche. A fine settembre lanceremo una nuova campagna di informazione e comunicazione che evidenzierà lo stretto rapporto tra i valori di Coop e la sua offerta di prodotti e servizi. Il prodotto a marchio Coop, che continua a crescere nelle quote, sarà il perno delle nostre azioni future e lavoriamo su questo in stretta correlazione con la propensione green degli italiani e le loro scelte d’acquisto. In questa fase gli investimenti di Coop, per oltre 500 milioni, sono rivolti in gran parte al miglioramento dell’offerta nell’attuale rete di punti vendita piuttosto che a nuove aperture”.

Secondo il Rapporto, i consumatori italiani con un potere di acquisto sempre più eroso, sono a caccia di ‘medietà’, cioè di rifugiarsi in un alone di normalità da ceto medio. Il rapporto li classifica in Perennials e Generazione Greta. I primi sono i nuovi italiani ‘senza età’ che superati i 40 anni, non si rassegnano al passare del tempo e si reinventano ogni giorno nel corpo e nello spirito. Sono caratterizzati da un’attitudine mentale aperta, di indole curiosa, in buona condizione fisica, il 44% di loro è ottimista, nei loro comportamenti sono persino più ‘green’ dei millenials. I secondi, sono invece quei giovani (agli antipodi rispetto ai Neet) più consapevoli dei rischi climatici e votati alla salvaguardia dell’ambiente (l’82% è disposto a ridurre al minimo gli sprechi), impegnati anche in politica e nella difesa dei diritti (il 70% fa volontariato) e comunque sensibili e consapevoli delle difficoltà del mercato del lavoro ma non rassegnati: sono sostanzialmente, ecologisti convinti.

La sostenibilità è un valore importante per entrambi considerato che l’88% degli italiani esegue meticolosamente la raccolta differenziata e che il 68% è favorevole a far pagare un supplemento per i prodotti in plastica monouso così da disincentivarne l’acquisto. Un atteggiamento dovuto, se si pensa che ogni settimana ingeriamo involontariamente con gli alimenti 5 grammi di microplastiche pari al peso di una carta di credito mentre in una sola bottiglia d’acqua ci possono essere fino a 240 microplastiche a litro.

I nuovi consumatori sono ambientalisti e salutisti anche nella scelta del cibo benché il tempo per cucinare sia sempre minore. Impegnati a rincorrere il lavoro e a gestire la vita personale, gli italiani abbandonano i fornelli di casa a dispetto della passione per la cucina, (in 20 anni il tempo passato ai fornelli si è dimezzato. Oggi è di 37 minuti al giorno).

Lievita la spesa delle famiglie per la ristorazione fuori casa e nel 2018 è arrivata a 83 miliardi di euro. I cibi pronti o rapidi da preparare sono i preferiti anche per il consumo casalingo. È boom per il food delivery, utilizzato ormai da più di un italiano su quattro. E anche negli acquisti al supermercato vince l’instant food, +9,3% tra il 2018 e il 2017.

Su questa scia ‘very fast’ esplode il fenomeno delle instant pot, le pentole elettriche (+72,8% le vendite nei primi 7 mesi dell’anno), che promettono successi culinari istantanei e che aprono le porte al convenience food a 360°.

In questa rivoluzione gastronomica si perde di vista anche il concetto di “portata” e al primo e secondo piatto della tradizione sono preferiti gli snack di frutta e verdura (dolci o salati, poco importa, crescono entrambi a doppia cifra) meglio se già confezionati, come ad esempio le barrette sostitutive dei pasti o comunque rappresentativi di un piatto pronto.

Non è un caso la crescente attenzione degli italiani per fibre e proteine: nel 2018 su Google alla parola proteina sono associate 64 milioni di ricerche a scapito di grassi e carboidrati. Se da un lato la sostenibilità è una componente fondamentale della reputazione d’impresa per il consumatore italiano, si registra anche una sua maggiore apertura, rispetto ai cugini europei, alle sperimentazioni e alle novità. Soprattutto quelle a basso prezzo, visto che un quarto della popolazione non arriva a fine mese.

Unico neo: il consumatore italiano non è fedele ai brand. Per questo la competizione sulla IV Gamma tende a orientarsi fortemente sulla leva prezzo e sposta la bilancia della private label verso il nuovo settore dei discount che stanno erodendo pesanti quote di mercato ai tradizionali super e ipermercati e si stanno aprendo al fresh cut ‘avanzato’, sempre che riescano a cavalcare l’onda green che oggi è un presupposto irrinunciabile.

Sicurezza, infine, è la parola vincente anche a tavola. Il 78% dei consumatori è rassicurato dall’origine 100% italiana e questi prodotti crescono del 4,8% in un anno (2018 su 2017).

Accedi da qui alla sintesi del Rapporto Coop 2019 presentazione-rapporto-coop-2019-anteprima-digitale

,

La GDO italiana incontra i migliori fornitori di ortofrutta

Tra due settimane ci sarà la quarta edizione di Fresh Retailer: Show & Conference, l’evento premium biennale pensato per i professionisti dell’ortofrutta. L’evento si svolgerà a Milano presso gli East End Studios nella giornata di giovedì 26 settembre 2019.

La conferenza

Il tema della conferenza e la missione dell’evento Fresh Retailer è il miglioramento dei rapporti di filiera e delle performance del reparto ortofrutta, per dare agli italiani una più appagante esperienza di acquisto e consumo. Con la prospettiva di far crescere l’evento e di dare ancora più suggestioni e stimoli a quanti vi parteciperanno, sia dal lato fornitori che da quello distributori, la conferenza di Fresh Retailer 2019 si svilupperà in tre sessioni e vedrà per la prima volta il coinvolgimento di Retail Institute Italy, associazione che opera nel marketing per il retail e che conta tra i suoi soci anche gruppi della distribuzione moderna. Si conferma peraltro la collaborazione con SG Marketing, società specializzata in food strategy con oltre 20 anni di esperienza nella valorizzazione dei freschissimi.

La prima sessione, organizzata da Retail Institute Italy, si svolgerà alla mattina (11.30 – 12.45) e darà una prospettiva internazionale, analizzando alcune case history di Nord America, Asia ed Europa, di particolare interesse per il mercato italiano. La seconda sessione, organizzata dalla testata di settore Fm, si svolgerà nel primo pomeriggio (14.00 – 15.15) e approfondirà alcuni trend che stanno coinvolgendo la filiera ortofrutticola. La terza sessione, organizzata da SG Marketing, si svolgerà nel pomeriggio (16.00 17.15) e presenterà un’indagine esclusiva sul rapporto fornitori – distribuzione moderna che sarà poi commentata da alcuni rappresentanti della GDO

Riflettori su: Inspiring Packaging Showcase

Mai come oggi è elevata l’attenzione di consumatori e distribuzione sul tema della sostenibilità degli imballaggi. La tendenza è quella di usare meno imballaggio e possibilmente a basso impatto ambientale. In particolare si cercano e sperimentano soluzioni alternative alla plastica “tradizionale”, che per l’opinione pubblica avrebbe conseguenze devastanti per il pianeta, nonostante il problema non sia la plastica in sé ma il suo corretto recupero. Per questo cresce l’utilizzo di soluzioni in fibre naturali, come cartoncino e carta erba, oppure di bioplastiche come l’acido polilattico (PLA).

Una ricerca e una sfida non facile per gli operatori del settore ortofrutta considerando che in termini di visibilità del prodotto, prestazioni meccaniche ed economicità la plastica tradizionale, sempre più proposta anche in forma riciclata e riciclabile (R-PET), rimane tutt’ora insuperata. Ma quali sono le ultime soluzioni proposte dall’industria e quali quelle adottate dalla distribuzione in alcune delle zone più evolute del mondo? Sia in termini di sostenibilità che di appeal nei confronti del consumatore? A Fresh Retailer 2019 sarà presente per la prima volta in Italia una vetrina dedicata, la Inspiring Packaging Showcase.

Accedi da qui per saperne di più

,

Buone prospettive di mercato per il kiwi. IKO no alle raccolte anticipate

Si è conclusa con ottimismo la 38esima Convention dell’International Kiwi Organization – IKO (Torino, 8-10 settembre 2019), sentimento incoraggiato da uno scenario di mercato favorevole e caratterizzato da stock inferiori.

“E’ un onore per me presiedere questa assemblea, che da molti anni rappresenta un momento importante per fare il punto sullo stato dell’arte del comparto dell’actinidia a livello mondiale”, ha dichiarato Patrizio Neri, coordinatore del summit torinese. “Le delegazioni qui riunite rappresentano da sempre gli interessi del settore nei principali Paesi produttori in un’ottica di ulteriore sviluppo e crescita. E’ per questo motivo – continua Neri – che questo Tavolo non deve essere impreparato di fronte alle nuove dinamiche del mercato e deve sapersi adattare ad un ‘campo da gioco’ che sta cambiando. La mia proposta, approvata dai presenti all’unanimità, è creare un Comitato ad hoc in grado di raccogliere ed elaborare concretamente dati e numeri circa quei Paesi che si stanno affermando con prepotenza sulla scena internazionale ma rispetto ai quali non si hanno informazioni precise. Ritengo sia il solo modo per continuare ad essere protagonisti dell’evoluzione del comparto e non confinarci nel ruolo di meri osservatori dei fatti”.

La stagione del kiwi nell’Emisfero Sud volge al termine, seguendo un andamento commerciale regolare, con il Cile che chiude in questi giorni gli imbarchi verso mete oltreoceano e la Nuova Zelanda che si presta a concludere le spedizioni tra qualche settimana.

Per quanto riguarda l’Emisfero Nord, IKO prevede per il 2019 una produzione equilibrata, non eccedentaria e di buona qualità. Alla sostanziale stabilità dei quantitativi in Grecia e Francia si affiancherà una contrazione nell’ordine del 10% del raccolto italiano.

Con un quadro generale come questo, i 38 delegati IKO riuniti attorno al Tavolo torinese sono decisi nello schierarsi a difesa della qualità e della corretta valorizzazione del prodotto. A tale scopo va assolutamente scongiurato il rischio di raccolte anticipate, una tentazione per alcuni produttori ancor più forte in una situazione come quella attuale. Le conseguenze sarebbero pesanti e potrebbero incidere negativamente sulla stagione sin dalle sue battute iniziali non solo per gli operatori della filiera ma anche per i distributori che potrebbero vedere pregiudicata la loro redditività nel medio lungo termine a causa di un giudizio falsato del consumatore sulla qualità generale proposta. La raccomandazione è di preservare tale congiuntura positiva del mercato aspettando il giusto grado di maturazione del frutto in pianta, nel rispetto dei diversi parametri definiti nei vari Paesi di produzione, per offrire un prodotto qualitativamente buono, dal gusto ineccepibile, sostenendone così il consumo.

Un secondo aspetto particolarmente caro all’assemblea riguarda lo spinoso tema della contraffazione dell’origine. Dopo gli spiacevoli casi verificatisi lo scorso anno in Francia e in Italia, per cui Oltralpe è in corso una procedura giudiziaria che si concluderà tra pochi mesi nelle aule dei tribunali, IKO raccomanda molta attenzione affinché tali illegalità non si ripetano e si schiera a difesa della valorizzazione dell’origine del prodotto. Ogni areale produttivo è in grado di offrire kiwi di ottima qualità, caratterizzato da specifiche peculiarità organolettiche dovute al territorio di provenienza; è dunque dovere degli operatori comunicare ed esaltare questo aspetto in ottica di maggior trasparenza e di fiducia anche nei confronti del consumatore finale.

Durante la seconda giornata di lavori sono state affrontate tematiche prettamente tecniche, legate agli aspetti fitosanitari che maggiormente interessano la coltura nei principali Paesi di produzione, quali la batteriosi e la moria dei kiwi, soffermandosi inoltre a lungo sulla questione relativa alla cimice asiatica (Halyomorpha halys). In merito a questo, i delegati hanno riconosciuto la necessità di sensibilizzare le singole Istituzioni dei diversi Paesi, adottando al contempo un’azione congiunta in Europa, per una reale presa di coscienza del problema, nella speranza di riuscire a far fronte in modo efficace a tale emergenza.

“Negli ultimi anni a livello mondiale l’industria del kiwi è cresciuta moltissimo; è dunque necessario, oggi più che mai, continuare a lavorare insieme per sostenere tale tendenza e valorizzare al massimo l’intera filiera”, ha affermato nelle sue conclusioni il presidente della 38esima edizione dell’IKO.

Fonte: CSO Italy

 

, ,

Sicilia, i droni monitorano lo stress idrico degli agrumeti

Ha preso il via, con i primi voli dei droni su alcune aziende agrumicole della Piana di Catania, il monitoraggio dello stress idrico degli agrumeti previsto dal progetto “Acqua – Agrumicoltura Consapevole della Qualità e Uso dell’Acqua”. Il progetto è promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia e dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) dell’Università di Catania, con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation.
Dopo l’avvio della mappatura dei fabbisogni e delle condizioni irrigue in un centinaio di aziende agrumicole “campione” su tutto il territorio siciliano, in corso grazie a un pool di agronomi rilevatori coordinati da Carmelo Asero, adesso è stata avviata anche la seconda fase del progetto che permetterà di avere un quadro generale, su tutto il territorio isolano, dell’uso e delle pratiche di utilizzo delle risorse idriche. 
 
Le Aziende coinvolte nella rilevazione con i droni sono La Normanna Soc. Coop. Agr., Coop. Il Girasole, A. & Co. S.a.s., Azienda Agricola F.lli Arena s.s., Calabretta Società Cooperativa Agricola, Azienda Agricola Diana Gerardo, Gea Soc. Coop. Agr., Az. Agricola Di Silvestro Francesco, tutte nell’area etnea di produzione dell’Arancia Rossa Igp; Azienda Agricola Reitana di Interdonato Attilio, nel territorio messinese in cui produce il Limone Interdonato Igp; Azienda Agricola Magliocco Sabrina e Azienda Agricola F.lli Malfitano, entrambe nell’areale del Limone di Siracusa Igp; Riberfrutta S.S. Agricola di Parlapiano Vincenzo, Paolo e Biagio e Azienda Agricola Orlando Giusy, ricadenti nell’area di produzione dell’Arancia di Ribera DOP); altre due aziende facenti parte del Consorzio “Il tardivo di Ciaculli”, a Palermo.
 
“Abbiamo iniziato – spiega Antonio Cancelliere, Ordinario di Costruzioni Idrauliche, Marittime e Idrologia al Dicar e responsabile scientifico del progetto – il monitoraggio ad alta risoluzione degli indicatori di stress idrico degli agrumeti, con l’impiego di tecnologie innovative, attraverso droni dotati di speciali sensori (telecamere multispettrali). L’individuazione di eventuali situazioni di stress idrico delle piante consente di migliorare le pratiche irrigue e in definitiva di ottimizzare l’uso dell’acqua in agrumicoltura. Dal punto di vista tecnico-scientifico – aggiunge il professore – il progetto ha una duplice finalità: da un lato si intende contribuire alla definizione di un quadro conoscitivo sull’uso dell’acqua nella filiera produttiva agrumicola in Sicilia, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, attraverso un’attività di raccolta dati e la successiva elaborazione attraverso tecniche WebGIS. Parallelamente, saranno sviluppate azioni di tipo dimostrativo, volte a diffondere metodologie innovative per l’uso sostenibile delle risorse idriche, tramite l’utilizzo di droni e la realizzazione di un impianto di irrigazione pilota”.
 
“Le attività progettuali – aggiunge Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia – procedono come da cronoprogramma. Abbiamo coinvolto i consorzi di tutela delle produzioni di qualità e le singole aziende associate e non al Distretto, in tutti i territori agrumetati della Sicilia, in modo da avere un approccio sistemico, il primo del genere, al tema dell’irrigazione e delle risorse idriche in agrumicoltura. Al termine delle attività avremo un quadro definito delle esigenze, delle eccellenze che ci sono, ma anche delle criticità che certo non mancano su tutto il territorio siciliano. La mappatura a cui stanno lavorando i nostri rilevatori e la rilevazione fatta con i droni offriranno dati empirici e scientifici preziosi, che il Dicar dell’Università di Catania elaborerà in modo unitario, per avere un quadro specifico della situazione. È nostro compito supportare le imprese della filiera agrumicola, su tutto il territorio regionale, nell’affrontare processi di conoscenza e ottimizzazione delle risorse dal punto di vista della qualità, dell’efficienza, della riduzione dei costi e, naturalmente, nel rispetto dell’ambiente. L’acqua è una risorsa fondamentale e dobbiamo imparare a utilizzarla in modo intelligente”.
 
Fonte: Ufficio stampa Distretto Agrumi
,

Coldiretti porta cibo 100% Made in Italy sugli scaffali Carrefour

Carrefour Italia e Coldiretti annunciano l’arrivo nei punti vendita Carrefour Italia di un primo paniere di prodotti a marchio Terre d’Italia realizzato con i prodotti della Filiera Agricola Italiana che, con il label FDAI (Firmato dagli agricoltori italiani), garantiscono l’utilizzo della materia prima nazionale.
L’iniziativa è stata annunciata al Salone Carrefour 2019, alla presenza del Presidente di Carrefour Italia Gérard Lavinay e di Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti e trova il suo fondamento nella condivisione dell’obiettivo di tracciare i prodotti alimentari lungo tutta la filiera, tutelare i diritti di chi lavora lungo la filiera e di chi ne consuma i prodotti e sostenere l’identità territoriale e lo sviluppo della biodiversità.

L’accordo prevede l’arrivo sul mercato di un primo paniere di prodotti come pasta, olio, ortaggi, verdure, salumi e succhi di frutta a partire dal 2020, per rispondere alla domanda crescente dei consumatori italiani che chiedono garanzie sull’origine dei prodotti.
Carrefour Italia e Coldiretti, attraverso FDAI, con questa partnership d’eccellenza, rafforzano l’impegno a valorizzare la filiera agroalimentare italiana, tutelando l’ambiente, l’economia e l’occupazione sul territorio nazionale. Grazie all’accordo, le specialità del vero Made in Italy troveranno spazio sugli scaffali del Gruppo Carrefour, che opera in Italia con otre 1.000 punti vendita e in 18 regioni.

“In un Paese come l’Italia, che ha il primato europeo nella qualità e nella sicurezza alimentare, è necessario garantire una presenza sempre più capillare del prodotto 100% italiano sugli scaffali, che va sostenuta con la trasparenza dell’informazione ai consumatori sulla reale origine degli alimenti che acquistano, e attraverso la collaborazione dei protagonisti più attenti della distribuzione commerciale” ha affermato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare anche “l’importanza dell’obiettivo fissato da Carrefour Italia di portare in futuro prodotti italiani all’estero, dove troppo spesso alimenti stranieri vengono spacciati come nazionali facendo perdere valore al vero Made in Italy”.

Gérard Lavinay, Presidente di Carrefour Italia, dichiara: “Siamo orgogliosi di confermare ancora una volta il nostro impegno verso tutti gli attori della filiera agricola italiana e verso i nostri clienti attraverso questa partnership con Coldiretti, uno stakeholder d’eccellenza, impegnato come noi, nella valorizzazione della tracciabilità dei prodotti italiani. Sono certo che questo accordo potrà suscitare un forte apprezzamento nei consumatori, sempre più attenti alla provenienza dei prodotti e della filiera di produzione. Siamo, inoltre, convinti – conclude Lavinay – che il label FDAI rappresenterà un segno distintivo ed un valore aggiunto anche per i nostri produttori di Terre d’Italia, marchio nel quale crediamo fortemente e che già oggi valorizza la nostra identità italiana anche all’estero, rappresentando un importante veicolo per l’export di prodotti Made in Italy di qualità.”

Fonte: Ufficio Stampa Coldiretti

,

La “lotta biologica classica” ridiventa possibile in Italia

Negli ultimi anni l’incremento esponenziale degli spostamenti di persone e merci tra Paesi e Continenti hanno determinato un forte aumento nell’area mediterranea delle introduzioni accidentali di Insetti, Nematodi, Acari, Funghi, Virus e Batteri alieni dannosi alle piante agrarie, forestali e ornamentali. Valga per tutti l’esempio della Cimice asiatica Halyomorpha halys e la sua incontrollata diffusione epidemica per la quale le stime delle organizzazioni del settore frutticolo del centro nord Italia stimano, per il solo 2019, perdite superiori a 250 milioni di euro accompagnate ad un pericoloso aumento nell’uso di insetticidi ad ampio spettro con pesanti ricadute ambientali, senza che le azioni messe in atto abbiano consentito una efficace protezione delle colture.
Nel caso di organismi fitofagi come gli Insetti, provenienti da altri areali e in grado di dare luogo nei territori di nuova colonizzazione a vere e proprie “invasioni biologiche” favoriti nella diffusione dalla mancanza di fattori biotici di contenimento delle loro popolazioni, il ricorso alla “Lotta Biologica Classica” con l’individuazione nei luoghi di origine del fitofago di efficaci antagonisti naturali (parassitoidi, predatori, entomopatogeni) e la loro introduzione nei nuovi ambienti, rappresenta in vari casi, laddove le eradicazioni non siano più possibili, una strategia cardine per ricondurre questi organismi al di sotto della soglia di danno, ripristinando situazioni di equilibrio degli ecosistemi perturbati.
In tale contesto generale, nel recepire nel nostro Paese la Direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, il DPR 8 settembre 1997, n. 357 e il successivo D.P.R. 12 marzo 2003 n. 120 non hanno previsto nessun percorso autorizzativo in deroga, bloccando nei fatti ogni intervento di Lotta Biologica Classica nel nostro Paese con utilizzo di antagonisti naturali introdotti da altri areali.
Il dibattito avviato negli ultimi anni dalla comunità scientifica italiana che si occupa di difesa delle piante da insetti dannosi alieni introdotti accidentalmente da altre aree geografiche, CREA Centro di Ricerca Difesa e Certificazione in primis, unitamente al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha finalmente ridato al nostro Paese la possibilità di realizzare interventi di Lotta Biologica Classica, sottolineando altresì giustamente l’indispensabilità di un percorso autorizzativo basato sull’esame di corrette analisi di impatto ambientale, condotte nel rispetto degli standard definiti dalla FAO e dall’EPPO.
Con l’entrata in vigore il 20 settembre 2019 del DPR 5 luglio n.102 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5/9/2019 (Regolamento modifiche dell’art. 12 del DPR 8/9/1997 n.357), al di là delle fredde notizie di ordine legislativo, si reintroduce infatti in Italia la possibilità di realizzare interventi di “Lotta Biologica Classica” a difesa della nostra agricoltura e dell’ambiente mediante il ristabilimento di nuovi equilibri naturali con l’impiego di antagonisti naturali per il contenimento al di sotto di soglie di danno delle popolazioni dei nuovi “Pest” che stanno drammaticamente decimando la nostra agricoltura.
I passi successivi prevedono l’emanazione di un apposito Regolamento che dovrà in tempi brevi stabilire il percorso istituzionale per l’esame dei dossier che dovranno accompagnare le domande di interventi di Lotta Biologica Classica che potranno essere presentate dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, per arrivare all’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sentiti il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e il Ministero della Salute.
Il mondo scientifico, le istituzioni e gli imprenditori del settore agroindustriale che cercano ogni giorno con fatica di difendere la nostra agricoltura dalle aggressioni di nuovi organismi e microrganismi nocivi, non possono che salutare con un sospiro di sollievo la reintroduzione della possibilità di realizzare corretti e ponderati interventi di Lotta Biologica Classica a difesa delle colture.

di Pio Federico Roversi – Georgofili INFO
,

Presentati i risultati delle ricerche dei GO per l’innovazione dell’Emilia Romagna

Il Crpv presenta i risultati delle ricerche dei Gruppi Operativi per l’Innovazione finanziati dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del PSR 2014-2020.
Drei, presidente di Crpv: «Risultati importanti ma dobbiamo correre più veloci del cambiamento climatico: subito al via nuovi filoni di ricerca per salvaguardare la redditività delle imprese agricole». Caselli, assessore all’agricoltura Emilia Romagna: «Emilia Romagna prima in Europa per finanziamenti a progetti di ricerca su cambiamento climatico, sostenibilità e competitività. In arrivo risorse specifiche contro la cimice asiatica»

Ciò che fino a qualche anno fa era considerato solo una lontana minaccia, oggi sta causando ingenti danni al sistema agricolo dell’Emilia-Romagna

Il cambiamento climatico (innalzamento delle temperature medie, fenomeni estremi più frequenti e violenti, siccità e gelate) impatta sulla resa produttiva del settore primario, mentre nuovi parassiti – la cimice asiatica in primis – stanno mettendo a repentaglio la redditività dei produttori. La speranza di superare questa difficile contingenza è affidata alla ricerca, come quella che il Centro ricerche produzioni vegetali (Crpv) sta portando avanti da anni.

Accedi per scaricare il documento esteso con i risultati delle ricerche Documento-interventi-DEFINITIVO

Clicca da qui ed accedi ai Piani di Innovazione Gruppi operativi del PEI per la produttività e la sostenibilità dell’agricoltura

,

Netaflim, soluzioni da biodigestore per fertirrigare a impatto zero

Netafim, leader mondiale di soluzioni per l’irrigazione di precisione, è riuscita a sviluppare, in collaborazione con il C.R.P.A., l’unico sistema che permette la distribuzione della frazione liquida del digestato con coltura in atto, senza entrare in campo e quando preferisci.

Economicamente, l’innovativa soluzione di fertirrigazione, se confrontata con una gestione tradizionale, cioè irrigazione con rotolone combinata a una concimazione a base di urea, ha un costo leggermente superiore, ma ti permette di ottenere maggiori benefici.

La sua adozione aumenta la produzione del 15% (da 60 a 70 ton/ha) ed elimina i costi fissi di concimi chimici convertendo l’onere del digestato in una valida risorsa aziendale.

Tra le diverse tecnologie utilizzate per ottenere energia da biomasse agricole, esiste la gestione anaerobica attraverso Biodigestore. La fermentazione (digestione) anaerobica si ha quando, in assenza di ossigeno, una sostanza organica viene trasformata in biogas, costituito principalmente da metano e anidride carbonica.

La fertirrigazione del mais aumenta la qualità del trinciato grazie ad un incremento del contenuto di amido (+1,5 ton/ha) che si traduce in un migliore insilamento e superiori rese di metano.

Dal punto di vista ambientale, la possibilità di iniettare digestato microfiltrato in ala gocciolante consente di esaltarne le proprietà fertilizzanti e grazie a un tipo di distribuzione ad alta precisione capace di assecondare le esigenze della coltura in atto e che minimizza le perdite di azoto sia in atmosfera che in falda per percolazione.

L’analisi LCA (Life Cycle Assessment) condotta dai tecnici C.R.P.A. ha dimostrato che la fertirrigazione con digestato, rispetto al tradizionale spandimento, è in grado di ridurre le emissioni di gas serra del 47%.

La distribuzione di digestato attraverso fertirrigazione non solo aumenta il periodo da 3 mesi a 5 mesi, ma consente l’iniezione con coltura in campo.

L’alto profilo tecnico di questa soluzione evolve l’irrigazione a goccia in un sistema a duplice attitudine, combinando la pratica irrigua più efficiente del mercato con la distribuzione localizzata del digestato, ovvero la fertirrigazione sostenibile.

La soluzione Netafim, sviluppata con il C.R.P.A. è innovazione tecnica alla portata dell’azienda agricola ed effettivamente applicabile; un sistema in grado di convertire l’onere del digestato in una valida risorsa aziendale. Soluzione potenzialmente utilizzabile non solo nell’ambito della maiscoltura ma anche su colture orticole ed arboree.

I concetti dell’economia circolare diventano sempre più applicabili anche nel mondo agricolo.

Accedi e scopri da qui gli elementi essenziali per la soluzione 

,

Progetto La Calabria in Spagna, promozione filiera agroalimentare calabrese

La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS) organizza con la Regione Calabria – Dipartimento Presidenza, il workshop di presentazione “Paese Spagna”, che si terrà il giorno Giovedì 12 Settembre, Cittadella Regionale – Germaneto – Catanzaro.

L’evento, si inserisce nell’ambito del progetto “La Calabria in Spagna mercato spagnolo”, realizzato in cooperazione tra il Settore Internazionalizzazione della Regione Calabria e la Camera Commercio Italiana per la Spagna ed è finalizzato a presentare le opportunità PMI calabresi e le modalità di penetrazione commerciale proposte a modalità di adesione alle iniziative previste e di selezione

La partecipazione è gratuita

Accedi da qui al programma del workshop Locandina-Country-Presentation-Spagna

,

Workshop di presentazione “Paese Grecia”

La Camera di Commercio Italo-Ellenica di Atene, organizza con la Regione Calabria – Dipartimento Presidenza, ed il supporto operativo di Confapi Calabria, il workshop di presentazione “Paese Grecia”, che si terrà il 18 Settembre 2019 presso la Sala Conferenza di Cittadella Regionale – Germaneto – CATANZARO. iL’evento, realizzato nell’ambito del progetto “Agora’ Calabria”, realizzato in cooperazione tra il Settore Internazionalizzazione della Regione Calabria e la Camera di Commercio Italo-Ellenica di Atene ed è finalizzato a presentare le opportunità commerciali del mercato Greco per il settore agroalimentare Calabrese.

La partecipazione è gratuita

Scarica da qui la locandina di presentazione del workshop locandina-Grecia

,

Aggiornati gli osservatori tematici ISMEA

L’Ismea, nell’ambito delle attività del programma Rete Rurale Nazionale, ha aggiornato gli Osservatori dedicati all’imprenditoria giovanile e all’imprenditoria femminile.

I due Osservatori nascono con l’obiettivo raccogliere e catalogare in maniera sistematica dati e informazioni di differente natura che possano rappresentare strumenti utili per comprendere i diversi fenomeni che interessano il mondo agricolo giovanile e femminile.

Gli Osservatori contengono dati aggiornati di tipo quantitativo e qualitativo di fonte Eurostat (Farm structure survey – FSS 2016) Istat e Unioncamere (2018) e elaborazioni Ismea come l’indice del Clima di Fiducia (ICF) delle imprese agricole che sintetizza i giudizi degli operatori intervistati dall’ISMEA ogni tre mesi sull’andamento corrente degli affari della loro azienda e le loro attese sull’evoluzione economica della stessa nei prossimi 2-3 anni.

Gran parte dei dati sono scaricabili in formato excel.

,

Climate change, l’agricoltura italiana è quella che rischia di più

Due studi europei lanciano l’allarme: entro il 2020 la fragilità idrogeologica potrebbe provocare una perdita produttiva pari a 38 milioni di euro rispetto al 2010 per l’agricoltura italiana e un calo del valore dei terreni agricoli fino al 60% entro fine secolo

L’Italia è il Paese europeo più esposto all’erosione del suolo, causata dall’estremizzazione degli eventi atmosferici: già nel 2020 la fragilità idrogeologica potrebbe provocare una contrazione della produzione agricola superiore allo 0,5% con una perdita produttiva pari a 38 milioni di euro rispetto al 2010. Per recuperare un solo centimetro di suolo occorrono, in alcuni casi, ben 100 anni.

A lanciare l’allarme sono due studi europei: un documento del Joint Research Center dell’Unione Europea e il rapporto dell’Agenzia Ue per l’Ambiente (Eea) “Adattamento ai cambiamenti climatici nel settore agricolo in Europa – Climate change adaptation in the agricultural sector in Europe”.


Nel Rapporto dell’Eea si segnala che le violente precipitazioni hanno più probabilità di causare conseguenze idrogeologiche nelle regioni mediterranee e alpine piuttosto che nel Nord Europa e l’Italia emerge nella cartografia del rischio.

Si prevede che la produzione agricola e quella animale diminuiranno, e potrebbero persino dover essere abbandonate, in alcune parti delle regioni meridionali e mediterranee dell’Europa a causa dei maggiori impatti negativi dei cambiamenti climatici, secondo un rapporto della European Environment Agency (EEA) pubblicato il 3 settembre 2019. Lo studio afferma che l’adattamento ai cambiamenti climatici deve essere una priorità assoluta per il settore agricolo dell’Unione europea se si vuole migliorare la resilienza a eventi estremi come siccità, ondate di calore e inondazioni.

Nuovi record sono stati stabiliti in tutto il mondo a causa dei cambiamenti climatici e gli effetti negativi di questo cambiamento stanno già influenzando la produzione agricola in Europa, specialmente nel sud. Nonostante alcuni progressi, è necessario fare molto di più per fare in modo che il settore stesso si adatti, in particolare a livello di azienda agricola, e le future politiche dell’UE devono essere progettate in modo da facilitare e accelerare la transizione“, ha affermato Hans Bruyninckx, Direttore Esecutivo dell’EEA.

Gli impatti negativi dei cambiamenti climatici si stanno già avvertendo in tutta Europa. Le condizioni meteorologiche estreme, comprese le recenti ondate di calore in molte parti dell’UE, stanno già causando perdite economiche per gli agricoltori e per il settore agricolo dell’UE. I futuri cambiamenti climatici potrebbero anche avere alcuni effetti positivi a causa di stagioni di crescita più lunghe e condizioni colturali più adeguate, ma questi effetti saranno compensati dall’aumento di eventi estremi che incidono negativamente sul settore.

Secondo il report dell’EEA “Climate change adaptation in the agricultural sector in Europe” questi impatti negativi dovrebbero aumentare a causa dei previsti cambiamenti climatici. Il rapporto esamina i principali problemi dovuti ai cambiamenti climatici che l’agricoltura nell’UE deve affrontare e le prospettive per gli anni a venire. Fornisce inoltre una panoramica di come le politiche e i programmi dell’UE affrontano l’adattamento ai cambiamenti climatici e include esempi di azioni di adattamento fattibili e di successo. La valutazione dell’EEA è coerente con i messaggi chiave tratti dalla recente relazione del gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) sui cambiamenti climatici e il territorio.

L’impatto dei cambiamenti climatici ha portato a raccolti più poveri e costi di produzione più elevati, incidendo sul prezzo, sulla quantità e sulla qualità dei prodotti agricoli in alcune parti d’Europa. Mentre si prevede che i cambiamenti climatici miglioreranno le condizioni per la coltivazione delle colture in alcune parti del nord Europa, è vero che per la produttività delle colture nel sud dell’Europa accadrà il contrario. Secondo le proiezioni che utilizzano uno scenario di emissioni di fascia alta, si prevede che le rese di colture non irrigate come grano, mais e barbabietola da zucchero diminuiranno nell’Europa meridionale fino al 50% entro il 2050. Ciò potrebbe comportare un calo sostanziale del reddito agricolo entro il 2050, con grandi variazioni regionali.

In uno scenario simile, si prevede che i valori dei terreni agricoli diminuiranno di oltre l’80% in alcune parti dell’Europa meridionale entro il 2100, circostanza che potrebbe comportare l’abbandono della terra. Anche i modelli commerciali sono influenzati da questi aspetti, e questi a loro volta influenzano il reddito agricolo. Mentre la sicurezza alimentare non è minacciata nell’UE, secondo il report l’aumento della domanda alimentare in tutto il mondo potrebbe esercitare pressioni sui prezzi degli alimenti nei prossimi decenni.

L’adattamento a livello di azienda agricola è fondamentale

La maggior parte dei paesi membri dell’EEA ha adottato strategie nazionali di adattamento. Sebbene tutte queste strategie includano l’agricoltura come settore prioritario, solo un numero limitato di paesi ha incluso misure di adattamento specifiche per il settore agricolo.

La strategia di adattamento dell’UE è un fattore chiave delle azioni in questo campo in Europa. Uno dei suoi obiettivi è integrare l’adattamento in varie politiche dell’UE, compresa la Politica Agricola Comune (PAC). Tuttavia, l’adattamento a livello di azienda agricola spesso non avviene a causa della mancanza di finanziamenti, sostegno politico, capacità istituzionale e accesso al giusto know-how. La relazione EEA sottolinea che sono necessarie ulteriori conoscenze, innovazione e sensibilizzazione per migliorare l’uso delle misure di adattamento già disponibili, come l’introduzione di colture adattate, migliori tecniche di irrigazione, margini dei campi e agroforestria, diversificazione delle colture o agricoltura di precisione (vedere la figura) .

Queste pratiche dovrebbero anche portare a una riduzione delle emissioni di gas serra e di inquinanti atmosferici, e ad una migliore gestione del suolo, delle risorse idriche e della terra, che a sua volta contribuirà a preservare gli ecosistemi locali e la biodiversità. La relazione suggerisce inoltre che gli Stati membri dell’UE dovrebbero rendere prioritario l’adattamento nel settore agricolo in modo più efficace, ad esempio aumentando il finanziamento delle misure di adattamento attraverso l’attuazione della PAC.

Figura 5.3 Misure a livello di azienda agricola

Fifure 5.3 Measures at farm level

Fonte: EEA, 2019

 

In base ai dati Ispra, nel nostro Paese, le frane sono circa 620.000 ed interessano il 7,9% della Penisola; tale percentuale sale al 16,6% (il 100% dei territori di  Valle D’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria), se si aggiungono le aree a pericolosità idraulica media; più di cinque milioni di persone e circa 79.000 aziende operano in aree ad elevato rischio frana, mentre circa 9 milioni di persone e 576.000 imprese si trovano in aree a rischio alluvionale.

, ,

Bio in cifre 2019, antipazioni Sinab su dati strutturali

Al 31 dicembre 2018, la superficie coltivata in Italia ad agricoltura biologica è di quasi 2 milioni di ettari, con un numero di operatori che arriva a sfiorare le 80.000 unità. Le elaborazioni effettuate dal SINAB indicano che dal 2010 gli incrementi registrati sono di oltre 800 mila ettari e 27 mila aziende agricole.
Rispetto all’anno 2017, le Superfici biologiche sono aumentate del 3% con 49 mila ettari in più. Nel 2018, come per l’agricoltura italiana, anche per l’agricoltura biologica i 3 principali orientamenti produttivi restano i Prati pascolo (540.012 ha), le Colture foraggere (392.218 ha) ed i Cereali (326.083 ha). A queste categorie seguono, per estensione, le superfici biologiche investite ad Olivo (239.096 ha) e a Vite (106.447 ha). Dal confronto con l’anno 2017, la variazione di superficie degli orientamenti produttivi considerati risulta in crescita per i Cereali (7%), le Colture foraggere (4%), è tendenzialmente stabile per la Vite e l’Olivo (entrambe aumentano dell’1%), mentre è in diminuzione per i Prati pascolo nel complesso, a causa del calo degli ettari di Pascolo magro (-8%)-
Nel dettaglio, è da sottolineare l’incremento registrato dalle coltivazioni biologiche di Grano duro (4%), Grano tenero e farro (20%) e Orzo (11%); Girasole (14%) e Soia (25%); Erba medica (11%); Pomodori (12%) e Legumi (7%).
Per quanto concerne le colture permanenti, l’anno 2018 registra, rispetto all’anno precedente, un’evoluzione positiva dei principali gruppi con valori superiori al dato nazionale del 3%. La Frutta da zona temperata cresce del 10%, i Piccoli frutti dell’11% e la Frutta da zona subtropicale del 7%, mentre per gli Agrumi si verifica una diminuzione del 10%.
L’analisi della distribuzione regionale delle superfici biologiche, nel 2018, indica che le estensioni maggiori si trovano in Sicilia (385.356 ha), Puglia (263.653 ha), Calabria (200.904 ha) ed Emilia-Romagna (155.331); in queste 4 Regioni è presente il 51% dell’intera superficie biologica nazionale.
Dal confronto con l’anno 2017 si osserva che le 4 Regioni, con maggiore estensione di superficie biologica, presentano una dinamica differente. In Sicilia e Calabria si verifica una diminuzione in ettari, rispettivamente del 10% e dell’1%; in Puglia un aumento del 4%, mentre in Emilia-Romagna l’incremento raggiunge il 15%. Tale valore è superato ampiamente dalle prime 4 aree del Paese che, nel 2018, crescono maggiormente, si tratta di Campania (44%), Veneto (38%), Provincia Autonoma di Bolzano (26%) e Lombardia (19%).
L’elaborazione dei dati nazionali relativi agli Operatori biologici evidenzia, rispetto all’anno 2017, un incremento del 4%, con oltre 3 mila operatori in più, per un numero totale di 79.046 unità, inseriti nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica.
Nel dettaglio, si hanno 58.954 produttori esclusivi (aziende agricole) che rispetto all’anno precedente hanno un incremento del 3%; 9.257 preparatori esclusivi che aumentano del 7%;  10.363 produttori/preparatori che aumentano del 10%; e 472 importatori che crescono del 15% rispetto al 2017.
L’analisi della distribuzione a livello regionale degli operatori biologici conferma il primato di Calabria (11.030 unità), Sicilia (10.736 unità) e Puglia (9.275 unità). Nel 2018, si registrano incrementi a doppia cifra, rispetto all’anno precedente, in Campania (43%), Emilia-Romagna (20%), Lombardia (18%), Provincia Autonoma di Bolzano (15%), Friuli-Venezia Giulia (13%) e Abruzzo (11%).
L’incidenza dell’agricoltura biologica rispetto ai dati nazionali (ISTAT SPA 2016) indica che, sul totale della superficie coltivata in Italia, il biologico arriva ad interessare il 15,5% della SAU nazionale. L’elaborazione dei dati di superficie per aree geografiche mostra che, in Italia, ogni 100 ettari di SAU sono biologici: 5,6 ettari nel Nord-Ovest; 9,3 ettari nel Nord-Est; 20,1 ettari nel Centro e nel Sud e 19,2 ettari nelle Isole.
Le aziende agricole biologiche in Italia rappresentano il 6,1% delle aziende agricole totali; tale incidenza è abbastanza uniforme per le 5 aree principali del Paese, e si registra una variazione massima del più e meno 1,3%, rispettivamente nel Centro e nel Nord-Ovest.
I dati relativi alla dimensione media aziendale in Italia, nell’anno 2018, indicano che la dimensione media di un’azienda biologica in Italia raggiunge quota 28,2 ettari, a fronte del dato nazionale di 11,0 ettari. Anche per l’anno 2018 il valore resta elevato, a causa della differenza tra le incidenze nazionali delle superfici (15,5%) e delle aziende agricole (6,1%) biologiche. A livello delle aree geografiche, il divario maggiore interessa, come prevedibile, le aree del Centro, Sud e Isole, mentre esso risulta più contenuto nel Nord-Ovest e nel Nord-Est del Paese in cui la superficie media di un’azienda biologica è rispettivamente di 22,9 ettari e di 21,4 ettari.

Scarica da qui il Report completo BIO IN CIFRE 2019 – Anticipazioni_0

, ,

SANA 2019, si chiude con successo la 31° edizione

Sana, Salone internazionale del biologico e del naturale si conferma e rafforza il proprio ruolo di capitale del biologico e del naturale, a supporto dell’agricoltura e dell’agroalimentare del nostro
Paese, in progressivo sviluppo e con un ruolo sempre più importante per l’ambiente e l’economia.
Ne è testimonianza la presenza, in questa edizione, di 1.000 aziende espositrici, 950 novità di prodotto, 60.000 mq di area espositiva e una incisiva partecipazione di buyer internazionali che
hanno dato vita ad una agenda di oltre 2.500 incontri.
Forte la capacità dell’evento di coinvolgere e creare sinergie fra le maggiori Istituzioni e le associazioni di categoria del settore.


Biologico e buone pratiche agronomiche tra le priorità del nuovo Governo
In occasione di Sana – organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con AssoBio e FederBio, con i patrocini del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e con il supporto di ITA, Italian trade agency e il contributo di Cosmetica Italia –, la neo Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Teresa Bellanova, ha indirizzato agli operatori del settore, un significativo messaggio: “Il nostro obiettivo è evidente: rimettere l’agricoltura e l’alimentare al centro dell’Agenda del Paese, sostenere sempre più e sempre meglio qualità, eccellenza, tracciabilità, sicurezza, posizionamento delle nostre imprese e dei nostri prodotti in Italia e nel mondo.
E questo anche alla luce dei dati diffusi proprio in questa occasione che certificano il nostro Paese come leader in Europa per imprese e 2 milioni di ettari di superfici biologiche certificate.
La buona agricoltura e il buon mangiare sono irrinunciabili, il che significa da parte nostra assoluto sostegno alle imprese di qualità e contemporaneamente contrasto altrettanto assoluto e prioritario alle contraffazioni, alla pirateria alimentare, alle agromafie, al falso Made in Italy, al lavoro irregolare in tutte le sue forme. L’incremento dei terreni destinati alle coltivazioni biologiche è un buon segno ma non è ovviamente l’unico.
Vogliamo lavorare per rendere sempre più sostenibili le nostre produzioni e per garantire sicurezza al consumatore attraverso controlli rigorosi. Anche per questo va completato l’iter della legge sul biologico. Le nostre imprese meritano regole più chiare, efficaci, meno burocratiche. In questa direzione il ruolo che svolge una Fiera come il Sana, ormai punto di riferimento
internazionale per il bio, è di grande importanza. Auguro a tutti voi buon lavoro e buona conclusione della Fiera”.


I numeri del biologico italiano sono la testimonianza della dinamicità del settore: in Italia sono quasi 2 milioni gli ettari di superfici agricole a coltura bio (+3% rispetto al 2017, 15,5% della SAU
nazionale), il Paese è primo esportatore dell’Unione europea (2 miliardi di fatturato annuo) ed é ai  vertici mondiali per il numero di aziende che trasformano prodotti biologici. Un settore che ha in Sana il suo Appuntamento di riferimento annuale.

“Il successo di questa 31esima edizione di Sana, che è espressione anche della forte dinamicità del settore, e la ricerca di ulteriori canali distributivi per i prodotti biologici, sono alla base di una nuova iniziativa di BolognaFiere – spiega Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere – che faciliterà il contatto fra i produttori (bio food e non food) e le grandi insegne della distribuzione moderna che ogni anno, nel mese di gennaio, si ritrovano a MarcabyBolognaFiere, Private label conference and Exhibition. L’iniziativa, che abbiamo chiamato SANA UP, presenterà le novità esposte a Sana agli operatori di Marca 2020. Nel novembre 2019 daremo inoltre vita a un percorso formativo per illustrare, agli operatori del
bio, le migliori strategie per entrare e crescere nella grande distribuzione sempre più sensibile alle filiere bio. In 5 anni- conclude Calzolari – è raddoppiato il fatturato dei prodotti
bio in GDO: SANA UP nasce per rispondere a questa esigenza del mercato”.

Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, ha commentato: “Si è appena conclusa una settimana molto importante per il biologico, iniziata con gli Stati Generali dove sono stati presentati i punti al centro del Manifesto 2030, proseguita con il grande successo della 31a edizione di SANA e la Festa del Bio. Il Manifesto del bio 2030 rappresenta un contributo concreto e importante che
FederBio, insieme ad AssoBio e a BolognaFiere, propongono per impostare una strategia all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte. A consolidare il ruolo di protagonista del biologico e la valenza di questa edizione di SANA anche le dichiarazioni del neo Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, che punta sul bio come motore di sviluppo dell’agricoltura italiana. La crescita continua del settore richiede una serie di strumenti indispensabili per strutturare in maniera adeguata il sistema d’imprese e garantire il rispetto dei valori fondanti del vero biologico e per questo è fondamentale che l’approvazione in via definitiva della legge sul bio avvenga in tempi rapidi. Questa posizione del Ministro è sicuramente un buon inizio per il mondo del biologico e può essere l’avvio di un percorso per una programmazione strategica del settore, che possa cogliere le opportunità che il biologico offre all’agricoltura italiana. I dati presentati a SANA ne attestano l’incremento costante sia in termini di mercato, sia come numero di operatori e superfici dedicate”.


DALLA RIVOLUZIONE VERDE ALLA RIVOLUZIONE BIO: gli Stati Generali lanciano il MANIFESTO DEL BIO 2030
Gli “Stati Generali del bio” – l’iniziativa, promossa da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e AssoBio e con il sostegno di ITA, che si è conclusa con il Convegno di apertura di SANA – hanno portato alla presentazione “Manifesto del Bio 2030”, frutto del confronto delle istituzioni e associazioni coinvolte e articolato in 10 punti programmatici:
1 – un’agricoltura attiva per affrontare la sfida climatica;
2 – l’importanza dell’approccio agro-ecologico;
3 – rafforzare gli elementi di distintività del biologico;
4 – conversione della zootecnia al biologico;
5 – il ruolo cruciale di regolamentazione e controlli;
6 – il ruolo fondamentale di innovazione e rivoluzione digitale;
7 – modelli di sviluppo territoriale;
8 – informazione e importanza della tracciabilità;
9 – adozione di un logo nazionale;
10 – comunicazione e consapevolezza: potenziamento dell’educazione alimentare diffusa e il ruolo
del consumatore proattivo.

“Come AssoBio, siamo particolarmente contenti di aver contribuito insieme a Fiera Bologna, all’organizzazione dell’evento “Dalla Rivoluzione Verde alla Rivoluzione Bio. Il biologico tra presente e futuro. L’incontro è servito per fare il punto sul mercato del biologico e più che mai a creare il manifesto da attuarsi entro il 2030” – così Roberto Zanoni, presidente di AssoBio, che ha proseguito – “I numeri sono particolarmente soddisfacenti sia per quanto riguarda l’Italia (cresce in tutti i settori) e sia per l’estero (cresce del 10%), quest’ultimo consente al biologico italiano di essere
il primo esportatore in Europa e il secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti d’America. Ancora una volta le imprese associate hanno avuto la possibilità di confrontarsi con gli operatori internazionali del bio presenti a SANA attivando importanti opportunità di business”.

Al successo di questa prima edizione si aggiunge la soddisfazione di tutti gli operatori, dalla produzione alla distribuzione al sempre più presente segmento ho.re.ca.
Grande soddisfazione anche per l’area Care&Beauty. Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia, ha dichiarato: “La cosmesi vive pelle a pelle col consumatore e soddisfa le sue esigenze quotidiane. Lo abbiamo visto nel concreto anche in questi giorni a SANA dove le numerose aziende del settore presenti nei padiglioni dedicati al care&beauty hanno risposto a un’attenzione
crescente verso i prodotti a connotazione naturale. Il comparto cosmetico lo scorso anno ha fatturato 11,4 miliardi di euro, di cui il 42% destinato all’export: anche all’estero, infatti, il nostro
settore è riconosciuto come un’eccellenza che si distingue per sicurezza, qualità, affidabilità, ricerca. Questi capisaldi della reputazione dell’industria cosmetica nazionale promossi in manifestazione attraverso il progetto ABC cosmetici (www.abc-cosmetici.it).”

Fonte: ufficio stampa SANA

Accedi da qui ai resoconti di tutte le attività di SANA 2019 

,

Commissione europea: nuovi orientamenti piano di azione per natura, cittadini, economia

Il 3 settembre scorso la Commissione ha pubblicato due nuovi documenti di orientamento per un’efficace realizzazione del piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia. I nuovi strumenti mirano ad aiutare i pianificatori, i responsabili politici e le imprese nella risoluzione delle problematiche socio-economiche, puntando al contempo a tutelare e ripristinare l’ambiente naturale in Europa.

Il documento della Commissione “orientamenti dell’UE sull’integrazione degli ecosistemi e dei loro servizi nel processo decisionale” sottolinea i molteplici benefici offerti dall’ambiente naturale e i possibili metodi per tenerne maggiormente conto a livello di strategie politiche, pianificazione e decisioni di investimento. Il documento “orientamenti dell’UE sulle infrastrutture strategiche verdi e blu a livello europeo” individua invece i criteri e gli strumenti di sostegno tecnico e finanziario che possono aiutare i pianificatori a integrare le caratteristiche del paesaggio naturale nelle infrastrutture strategiche verdi e blu.

La natura può essere un potente alleato dei nostri sforzi per limitare i cambiamenti climatici e il loro  impatto sulla vita dei cittadini e sul pianeta. La tutela e il ripristino dell’ambiente naturale sono anche una garanzia per uno sviluppo economico sostenibile a lungo termine. La qualità della nostra vita e il nostro benessere dipendono dai “servizi ecosistemici”, vale a dire dai benefici che la natura offre all’uomo.

Questi nuovi documenti di orientamento dovrebbero costituire un importante punto di riferimento nell’elaborazione delle future iniziative politiche.

Maggiori informazioni sono disponibili online 

,

AgroInsecta: gli insetti utili per l’uomo e per l’ambiente

Il 26 settembre 2019 nasce a Tortona AgroInsecta, il primo evento specializzato sull’insetticoltura per destinazione agroindustriale.

Un programma di conferenze sui principali temi che interessano la filiera, dalle interazioni e sinergie con il biogas, dagli insetti per la lotta biologica, alla mangimistica in sostituzione di altre farine proteiche e ad altri derivati per bioplastiche specialistiche.

 

La partecipazione al convegno riconosce nr. 0,875 CFPF 04 p la categoria dei Dott. Agronomi e Dott. Forestali/Rif Regolamento CONAF 3/2013.

 

Oltre 10 diversi istituti di ricerca e università hanno aderito ad AgroInsecta e presenteranno lo stato delle conoscenze sull’insetticoltura e le prime esperienze di produzione industriale di insetti e loro derivati per l’alimentazione animale e, direttamente o indirettamente, per l’alimentazione umana.

 

Le presentazioni riguarderanno l’allevamento di insetti, gli sbocchi commerciali ed industriali del settore e le interrelazioni di questa filiera con altre filiere agricole.

 

AgroInsecta è un’opportunità per scoprire nuovi mercati ed applicazioni, nuove tipologie di allevamento zootecnico, per incontrare operatori del mondo agricolo, industriale e finanziario interessati a questo settore dalle grandi potenzialità.

 

PER ISCRIVERSI, CLICCARE QUI

,

Protecta Ultra di Arrigoni, il nuovo schermo antipioggia

Protegge ciliegie, kiwi e frutti di bosco dal rischio cracking e marciume del frutto.

Per proteggere ciliegiekiwi e frutti di bosco dal rischio cracking e marciume del frutto, a causa delle eccessive precipitazioni, arriva Protecta Ultra, il nuovo schermo green di  Arrigoni, azienda leader a livello mondiale nella progettazione e realizzazione di agrotessili.

Protecta Ultra controlla fino al 95% delle precipitazioni

Protecta Ultra è in grado di offrire un elevatissimo controllo delle precipitazioni (fino al 95%), poiché la tessitura dello schermo, in monofilo,  è estremamente fitta e blocca le gocce di pioggia senza compromettere la circolazione dell’aria. L’aggiunta di uno speciale additivo, inoltre, facilita il deflusso dell’acqua dalla superficie del tessuto, anche in presenza di precipitazioni intense (60 mm/h). “Questo schermo innovativo – spiega Milena Poledica, agronoma di Arrigoni – associa la protezione dalla grandine, dal vento e dal gelo a una funzione antipioggia”.

Un prodotto di lunga durata che protegge anche da insetti e garantisce la corretta ombreggiatura

Lo schermo è multifunzionale. Risponde in modo efficace sia al contenimento dei potenziali danni da meteo avverso, sia alla protezione da insetti nocivi. La durata del prodotto è poi di oltre tre volte (120 mesi) rispetto al tradizionale film plastico (36 mesi). Protecta Ultra  offre anche una moderata ombreggiatura che protegge le colture dalle bruciature e influisce positivamente sullo stadio di maturazione, omogeneità del colore e sul gusto del frutto. Per le coltivazioni in climi più caldi, Arrigoni propone invece lo schermo Protecta Grey, con trama in monofilo nero e fattore di ombreggiatura del 40% e oltre.

Clicca qui per accedere al sito web Arrigoni

Le priorità del nuovo Presidente della Commissione UE per il settore agricolo

A metà luglio il Parlamento europeo ha eletto Ursula Von der Leyen come nuovo presidente della Commissione europea. Nel suo discorso di 20 pagine intitolato “La mia agenda per l’Europa” ha espresso la sua visione della prossima Commissione europea 2019-2024. Nel primo capitolo, intitolato “Un patto verde europeo”, ha fatto specificamente riferimento all’interazione tra politica climatica, agricoltura e produzione alimentare sostenibile.
“La tutela dell’ambiente naturale europeo è in cima alle priorità e ritiene che cambiamenti climatici, biodiversità, sicurezza alimentare, deforestazione e consumo del suolo siano questioni che richiedono un approccio comune. Dobbiamo cambiare il nostro modo di produrre, consumare e fare affari. La salvaguardia e il ripristino dei nostri ecosistemi devono essere le linee guida alla base di tutte le nostre azioni politiche. Questo significa che nella politica economica dobbiamo fissare nuovi standard per la biodiversità, che includano tutti i settori del commercio, dell’industria e dell’agricoltura”.
Ha inoltre annunciato che entro i primi 100 giorni di mandato presenterà il “Green Deal per l’Europa” e la “Strategia per la biodiversità 2030“. Si deve tutelare l’importante lavoro che svolgono i nostri agricoltori per assicurare ai cittadini europei prodotti alimentari nutrienti, a buon prezzo e sicuri. Questo è possibile solo garantendo alle aziende rurali un reddito adeguato.
Il nuovo Presidente ha anche annunciato nel suo programma di lavoro di voler lanciare una nuova strategia alimentare: i nostri agricoltori verranno sostenuti attraverso il programma farm to fork per produrre alimenti sostenibili lungo l’intera catena del valore. Anche per quanto riguarda il sostegno delle aree rurali, che rappresentano il cuore pulsante della nostra economia, si punta a valorizzare il territorio rurale e a investire nel suo futuro. Un altro tema di interesse è la salute dei cittadini, sul quale Von der Leyen ha dichiarato di volersi impegnare per contenere l’uso di prodotti chimici nella produzione alimentare, così come il problema dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo. Si propone di adottare una strategia trasversale che consenta di proteggere la salute dei cittadini arginando i danni ambientali, migliorando la qualità dell’aria e dell’acqua e riducendo al minimo l’impiego di sostanze chimiche pericolose, interferenti endocrini e pesticidi nocivi per la salute”.

Vai al testo integrale del “La mia agenda per l’Europa” political-guidelines-next-commission_it

,

Agrumi italiani: dal CREA un innovativo estratto benefico

Il CREA, con il suo centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, ha valutato l’effetto preventivo dell’assunzione di un nuovo estratto proveniente dagli scarti di lavorazione dell’arancia rossa e della scorza di limone, ricco di antocianine e polifenoli, sullo sviluppo e avanzamento delle disfunzioni renali, in particolare la nefropatia diabetica.

La comunità scientifica è ormai concorde nel riconoscere le funzioni antiossidante e antinfiammatoria svolte dalle antocianine e dai polifenoli in generale, molecole bioattive naturali ampiamente presenti nel mondo vegetale, apprezzati per le loro proprietà salutistiche e per il contributo alla prevenzione di numerose patologie.

Il CREA, con il suo centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, ha valutato l’effetto preventivo dell’assunzione di un nuovo estratto proveniente dagli scarti di lavorazione dell’arancia rossa e della scorza di limone, ricco di antocianine e polifenoli, sullo sviluppo e avanzamento delle disfunzioni renali, in particolare la nefropatia diabetica.

La nefropatia diabetica è una malattia cronica che deteriora la funzionalità renale irreversibilmente, fino ad arrivare allo stadio terminale ed è particolarmente frequente in molti casi di diabete mellito (o diabete di tipo II), le cui cause vanno ricercate nell’iperglicemia, nello stress ossidativo e nell’infiammazione renale. Inibire, pertanto, lo stress ossidativo e l’infiammazione potrebbe essere fondamentale per contribuire a ostacolare il progressivo avanzamento della malattia.

Nel dettaglio, lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Cellular Physiology, è consistito nell’inserire nell’alimentazione di animali da esperimento (topi Zucher grassi diabetici) l’estratto di arancia rossa e di limone, per misurarne le ricadute sullo stress ossidativo, sulla funzione renale e su alcuni disturbi metabolici riscontrati nel diabete di tipo II. Le varietà impiegate sono state per l’arancia rossa ‘Tarocco’, ‘Moro’ e ‘Sanguinello’, per il limone il ‘Femminello’, in particolare della sua fioritura estiva, il ‘Verdello’.

Le analisi, effettuate dopo 6, 15 e 30 settimane, hanno evidenziato che tale estratto consente di ripristinare i normali livelli di glucosio nel sangue ed il peso corporeo. Sono stati, inoltre, neutralizzati i radicali liberi a beneficio di una maggiore efficacia del sistema antiossidante. In questo modo è stata attenuata, quindi, la gravità della nefropatia diabetica, bloccandone lo sviluppo, e sono stati limitati i danni renali indotti dal diabete mellito di tipo II. L’estratto è un brevetto CREA N° 102017000057761 “Metodo per la produzione di un estratto da sottoprodotti della lavorazione degli agrumi ed estratto così ottenuto”.

«Possiamo ipotizzare – afferma Paolo Rapisarda, Direttore del CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura – che l’assunzione di tale estratto, contenente i principi attivi delle arance rosse e del limone, potrebbe contribuire a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da diabete di tipo II, dimostrando così, ancora una volta, gli importanti effetti benefici dei nostri agrumi».

Da: CREA

,

Qualche punto fermo sul rapporto cambiamenti climatici e agricoltura

Tutti parlano di cambiamenti climatici e dei loro effetti in agricoltura, ma nel pubblico dibattito ognuno enfatizza un aspetto del problema ed è difficile coglierne l’insieme ed il loro impatto. Vediamo di mettere un po’ d’ordine nelle cose.
Il primo fattore, ed anche responsabile di tutti i cambiamenti climatici è l’innalzamento della CO2 atmosferica, una modifica principalmente dovuta all’attività umana, di portata enorme: basti pensare che siamo passati dalle 360 parti per milione di CO2 in atmosfera degli anni 60 ai 415 ppm di oggi, con una previsione ormai certa di raggiungere i 550 ppm alla metà del secolo.
L’aumento della CO2 avviene in modo identico in tutto il pianeta e ha di per sé un effetto fertilizzante sulle piante, molto significativo su specie come frumento o riso, quasi nullo su piante come il mais (una diversità di risposta dovuta alla diversa fisiologia delle specie).
Prove sperimentali realizzate in speciali sistemi che consentono di crescere le piante in condizioni di pieno campo innalzando la concentrazione di CO2 nell’aria che sta sopra le piante della prova, dimostrano che un frumento coltivato a 550 ppm di CO2 produce circa un 10% in più, ma con una diminuzione del contenuto di proteine e minerali (Ferro, Zinco). Tutto ciò, se non ci sono altri fattori limitanti come situazioni di carenza idrica.

Più CO2 porta, di conseguenza, a temperature mediamente più alte con numerose implicazioni sulla produzione agricola:
1. Le piante tendono ad accelerare il loro ciclo produttivo: se l’inverno è mite, il frumento anticipa la fioritura e se l’estate è molto calda, le uve maturano prima. Tradizionalmente, ottobre era il mese della vendemmia, ultimamente si inizia a raccogliere l’uva alla fine di agosto!
2. L’aumento della temperatura media si esprime anche attraverso ondate di calore che compromettono la crescita e la produzione delle piante. L’estate del 2003, una delle più calde di sempre, ha provocato enormi perdite produttive per i cereali ed altre colture.
3. L’innalzamento della temperatura media determina uno spostamento verso latitudini settentrionali delle specie coltivate, ad esempio oggi si coltiva con un certo successo la vite in Gran Bretagna.
4. Il cambiamento dei profili termici influenza l’evoluzione dei patogeni delle piante, e nuove razze di patogeni impongono nuove sfide alla gestione delle colture.

L’innalzamento della temperatura incrementa le necessità idriche delle piante ed in generale l’acqua che evapora dal suolo (e dagli specchi d’acqua). Una maggiore evaporazione è premessa di una maggiore piovosità, ma questo è vero solo su scala globale, così, mentre nell’Europa settentrionale ci si aspetta una maggiore piovosità, nella regione mediterranea, in particolare, i modelli climatici prevedono un aumento della temperatura associato ad una forte riduzione della piovosità. Per contrastare questa situazione è necessario da un lato migliorare i sistemi di gestione dell’acqua in agricoltura (nuovi bacini per accumulare l’acqua durante la stagione invernale, sistemi di irrigazione sempre più efficienti come l’irrigazione a goccia), dall’altro, invece, bisogna cambiare le piante per renderle idonee alle nuove condizioni climatiche.
L’insieme di questi cambiamenti ha già, ed avrà sempre più in futuro, un impatto sulla produzione agricola. Su scala globale, mantenendo inalterate le pratiche agronomiche e le piante coltivate (nessuna azione di miglioramento genetico), l’attesa è di una netta diminuzione della produzione agricola complessiva. Questo risultato tuttavia non sarà geograficamente omogeneo, per quanto detto sopra sono attesi aumenti produttivi delle aree settentrionali del pianeta e forti riduzioni nelle zone temperate o vicine ai tropici, ad esempio la regione del mediterraneo, con forti oscillazioni da anno a anno.
Una soluzione? Migliorare l’agricoltura ed adeguare le piante coltivate. Nel prossimo futuro continueremo a coltivare le stesse piante di oggi: frumento, pomodoro, fruttiferi, ecc. ma con varietà diverse. Già oggi si stanno selezionando varietà capaci di sfruttare meglio l’acqua disponibile, in grado di sincronizzare il loro ciclo vitale con i nuovi profili termici, sempre più resilienti, quindi capaci di produrre, nonostante la presenza di fattori avversi, e dotate di un numero sempre maggiore di resistenze genetiche, per poter essere coltivate con un utilizzo sempre più limitato di fitofarmaci. Una cosa è certa: per mangiare – e mangiare tutti – nel futuro che ci aspetta non potremo usare le varietà “antiche” selezionate un secolo fa per il clima ed i patogeni di quell’epoca.

Luigi Cattivelli, direttore CREA Genomica e Bioinformatica

Da Georgofili.INFO

, ,

Irrigazione intelligente, Soonapse sarà presente al summit del settore Agri Tech

Soonapse presenterà Ploovium ad una platea di leader mondiali nel settore dell’agricoltura, investitori e colleghi, al prossimo World Agri-Tech Innovation Summit che si terrà a Londra il 15 e 16 ottobre.


Soonapse

Soonapse è una startup che nasce dalla grande esperienza dei suoi  soci fondatori, con una vision innovativa che si basa sui molti progetti di ricerca effettuati, sia nazionali che europei, e sulla profonda frequentazione di quella fucina di sperimentazione collaborativa internazionale che è l’Open Source, dove sono nate tutte le tecnologie e le metodologie che oggi rendono Internet l’esperienza planetaria che conosciamo.

Ploovium

La premessa

In agricoltura l’irrigazione è l’attività più costosa, specialmente quando si utilizzano sistemi mobili di irrigazione,  ed è anche decisiva per la gestione della qualità e della salute delle colture.
Le attuali centraline per l’irrigazione solitamente applicano in modo meccanico piani preimpostati ad inizio stagione sulla base delle serie storiche del meteo. Solo quelle più avanzate, in relazione ai dati dei sensori e/o alle previsioni meteo, sono in grado di bloccare o anticipare uno dei turni di irrigazione stabiliti.

L’innovazione

Soonapse punta sulla “pianificazione preventiva”: i piani non devono essere inseriti manualmente, ma li generiamo ed aggiorniamo automaticamente, tenendo conto in ogni momento della storia della coltura, dei dati dei sensori e delle previsioni meteo.
Questo è possibile perché Ploovium (alle sue origini era denominato WATERPLAN e conteneva il nostro sistema informatico chiamato SWAP) è basato su di un insieme di tecnologie di Business Intelligence, Intelligenza artificiale, Big Data Management, sensori di rilevamento e attuatori meccanici, è arricchito da una “conoscenza ontologica” e consulta costantemente le previsioni meteo a breve (a 5 giorni).

Come funziona Ploovium

Una volta attivato, in pochi giorni Ploovium impara a conoscere l’impronta idrica di ciascun terreno, con la coltura presente in quel momento (o senza coltura, nei periodi precedenti la semina), analizza le fasi fenologiche, e rileva costantemente il bilancio idrico del suolo.
Tutto questo, aggiunto ad una geolocalizzazione molto precisa del terreno, che permette di ottenere previsioni meteo personalizzate, rappresenta il prezioso bagaglio di conoscenze che permette a Ploovium di comprendere la situazione attuale, prevedere le condizioni future e mettere in pratica le migliori soluzioni per massimizzare rese colturali e minimizzare rischi e costi.

Le funzioni adattive di PLOOVIUM sono molteplici:

  • il cambiamento climatico in atto non ci permette di programmare turni di irrigazione validi per tutta la vita della coltura.
    Ploovium senza interventi da parte dell’utente, adegua la distribuzione dell’irrigazione alle condizioni reali,
    anticipando quei fenomeni che non sono prevedibili a tre mesi ma lo diventano a 5 giorni;
  • la corretta gestione dell’irrigazione prevede la conoscenza di informazioni che spesso l’utente non ha,
    prima fra tutte la composizione del suolo. Ploovium permette di inserire anche “Non lo so”.
    In questo caso Ploovium parte da impostazioni di default per poi determinare, nel giro di pochi giorni,
    il “comportamento idrico” del terreno, mantenendo sempre in sicurezza la coltura;
  • i piani a 5 giorni vengono ricalcolati in automatico, se i dati dei sensori divergono da quelli previsti dal meteo.
    Se però questi ricalcoli sono troppo frequenti, il motore di machine learning
    di Ploovium identifica la causa intervenendo automaticamente (es. modificando il valore di una regola)
    o inviando un alert (es. la sorgente meteo scelta dall’utente risulta scarsamente attendibile).

Soonapse cerca Gruppo Operativo PEI-Agri, accedi da qui  per sviluppare soluzioni di servizi innovativi di irrigazione intelligente


Il World Agri-Tech Innovation Summit è il più importante evento di networking internazionale per aziende che operano nel settore agroalimentare (chi fornisce soluzioni , imprenditori e investitori). Il suo obiettivo è quello di accelerare la commercializzazione di tecnologie agricole avanzate generando partenariati e collaborazioni a carattere globale. Con oltre 60 relatori e un pool internazionale di start-up di grande rilievo, l’agenda di questo summit verterà in particolare su:

soluzioni per l’agricoltura intelligente,

il potere del microbioma,

la protezione delle colture,

il gene editing,

la robotica e l’Intelligenza Artificiale

e la tracciabilità della catena di approvvigionamento.

L’evento, che si tiene ogni anno a San Francisco e a Londra,  è il principale punto di riferimento per chi opera nel settore dell’agroalimentare ai massimi livelli. Soonapse ci sarà da protagonista, presentando Ploovium e le straordinarie prospettive di sviluppo del suo mercato, e per raccontare come a soli pochissimi mesi dal lancio ufficiale sia già diventato un punto di riferimento importante nella ricerca per lo sviluppo dell’agricoltura sostenibile.

Qui l’agenda dettagliata dei due giorni.

, ,

Aperte le iscrizioni al Master in bioeconomia dei rifiuti organici e delle biomasse

L’undicesima edizione del Master in “Bioeconomia dei rifiuti organici e delle biomasse” avrà inizio a metà dicembre 2019.

La ricerca, l’innovazione tecnologica e i nuovi paradigmi dell’economia circolare svolgono un ruolo chiave per la messa a punto di sistemi e  processi per il recupero di rifiuti e sottoprodotti, e per la ricerca di bioprodotti innovativi. In quest’ottica, il Master offre un percorso di studio specifico per acquisire strumenti operativi e di valutazione applicati alla materia di origine biologica.

Raccogliendo l’esperienza decennale delle precedenti edizioni, il corso si rinnova aprendosi sempre di più verso l’economia circolare e la sostenibilità ambientale, da questa edizione anche grazie alla collaborazione del Consorzio Italiano Compostatori (CIC), la principale organizzazione italiana che rappresenta sia gli impianti di riciclo dei rifiuti organici pubblici e privati, sia aziende, Enti e Istituti di ricerca interessati al tema della valorizzazione del biowaste.

In ambito agro-industriale e civile, particolare attenzione è rivolta alla progettazione di specifiche filiere per la produzione di bioprodotti a partire da rifiuti e sottoprodotti, all’efficienza energetica e alla produzione di energia rinnovabile da biomasse di scarto, tutti settori in forte sviluppo proprio grazie all’impulso fornito dai principi dell’economia circolare.

Il percorso didattico è orientato alle richieste del mercato del lavoro e della ricerca: numerosi sono infatti i casi di studio affrontati e i momenti di incontro con le aziende, le istituzioni e le associazioni del settore; una significativa opportunità di confronto con la realtà professionale è, inoltre, rappresentata dallo sviluppo di un progetto, che permette di applicare concretamente gli strumenti operativi appresi e apre opportunità di stage.

Gli sbocchi professionali sono molteplici: dalle imprese nazionali e internazionali interessate all’efficienza energetica, agli istituti di credito, ai soggetti istituzionali deputati alla regolazione del settore, alle società di consulenza ed ai centri di ricerca specialistici. Il Master favorisce i rapporti con il sistema produttivo anche presentando i curricula dei partecipanti alle imprese interessate.

L’elevata qualità della didattica e il costante rapporto con la realtà produttiva hanno aperto alla quasi totalità dei partecipanti un percorso professionale coerente con gli obiettivi proposti: le precedenti edizioni del Master sono state caratterizzate da un inserimento nel mondo del lavoro delle Bioenergie pari all’80%.

Il 22% degli iscritti delle precedenti edizioni, operando già nel settore delle Bioenergie, ha visto nel Master una opportunità di aggiornamento.

Organizzato da:
Cnr – Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria
AMSAF (Associazione Milanese Laureati in Scienze agrarie e in Scienze Forestali), CIC (Consorzio Italiano Compostatori)

Referente organizzativo:
Silvana Castelli
CNR – Istituto di biologia e biotecnologia agraria
via Corti, 12, 20123 Milano
castelli@ibba.cnr.it
0223699420

Modalità di accesso: a pagamento
Requisiti di ammissione

Un comitato si impegna a valutare l’idoneità della professionalità del candidato. I candidati devono essere preferibilmente in possesso dei seguenti requisiti:

Lauree triennali e magistrali della Facoltà di Agraria, Scienze Forestali e Veterinaria;
Lauree triennali e magistrali di Biologia, Biotecnologie, Scienze Naturali, Ecologia, Scienze e Tecnologie per l’Ambiente, Chimica.
Lauree triennali e magistrali di Ingegneria Ambientale, Chimica e Meccanica.

Per accedere al Master è necessario:

Invio via e-mail del modulo di partecipazione e del proprio CV;
Partecipazione al colloquio di ammissione;
Partecipazione, ove richiesto, al colloquio per l’assegnazione della borsa di studio;
Iscrizione, previo superamento del colloquio di ammissione, tramite versamento della 1°rata.

Vedi anche: Master in Bioeconomia dei rifiuti organici e delle biomasse

,

Frutta, verdura e latte nelle scuole grazie al programma dell’UE

Il programma dell’UE per le scuole mira a promuovere un’alimentazione sana e una dieta bilanciata attraverso la distribuzione di frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari, promuovendo nel contempo programmi didattici sull’agricoltura e su un’alimentazione corretta.

Con l’inizio del nuovo anno scolastico il programma dell’UE “Frutta, verdura e latte nelle scuole” riprenderà nei paesi dell’UE partecipanti per il periodo 2019-2020.

Il programma dell’UE per le scuole mira a promuovere un’alimentazione sana e una dieta bilanciata attraverso la distribuzione di frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari, promuovendo nel contempo programmi didattici sull’agricoltura e su un’alimentazione corretta.

Più di 20 milioni di alunni, pari al 20 % dei minori di tutta l’Unione europea, hanno beneficiato di questo programma nell’anno scolastico 2017-2018.

Il commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan ha dichiarato: “È importante adottare abitudini alimentari sane già in tenera età. Grazie al programma dell’UE per le scuole i nostri piccoli cittadini non solo beneficeranno di prodotti europei di qualità, ma impareranno anche qualcosa sull’alimentazione, sull’agricoltura, sulla produzione alimentare e sul duro lavoro che tutto ciò comporta.”

Ogni anno scolastico sono stanziati in tutto 250 milioni di € per questo programma. Per il 2019-2020, 145 milioni di € sono stati destinati a frutta e verdura e 105 milioni di € al latte e ai prodotti lattiero-caseari. Sebbene la partecipazione al programma sia su base volontaria, tutti gli Stati membri dell’UE hanno deciso di aderire ad almeno una parte del programma. Le dotazioni nazionali per i paesi dell’UE che partecipano al programma in quest’anno scolastico sono state approvate e adottate dalla Commissione europea nel marzo 2019. I paesi possono inoltre integrare gli aiuti dell’UE con fondi nazionali.

Gli Stati membri possono decidere in che modo attuare il programma, scegliendo, ad esempio, il tipo di prodotti da destinare agli alunni o l’argomento delle attività didattiche da organizzare. La scelta dei prodotti distribuiti deve però basarsi su considerazioni relative alla salute e all’ambiente, rispettare la stagionalità e la disponibilità dei prodotti e garantirne la varietà.

Oltre a ciò, la Commissione europea propone anche un kit pedagogico per insegnanti sui temi dell’alimentazione, dell’ambiente e delle zone rurali. Il kit è una raccolta di materiale didattico pronto all’uso per sensibilizzare i giovani europei di età compresa tra gli 11 e i 15 anni sull’importanza dell’alimentazione e dell’agricoltura nell’UE.

 

Per maggiori informazioni

Programma UE “Frutta, verdura e latte nelle scuole”

Fatti e cifre principali del programma dell’UE per le scuole nel periodo 2017-2018

Kit pedagogico per insegnanti

,

Linee guida semplificate per lo standard Global Gap

Sono applicabili dal primo agosto, dopo essere state pubblicate a fine giugno, le linee guida nazionali Nig (National Interpretation Guideline) dello standard di certificazione Global Gap, che prevedono particolari semplificazioni delle procedure. L’Italia è tra i primi Paesi ad averle ottenute e questo grazie al costante impegno e lavoro di squadra dei componenti del Gruppo Nazionale di Lavoro (National Technical Working Group) coordinato, da 15 anni, da Cso Italy e partecipato attivamente da rappresentanti del mondo della produzione e degli organismi di certificazione che periodicamente si riuniscono su un unico tavolo con lo scopo di definire le modalità più semplici ed efficaci per la parte produttiva, che deve applicare lo standard di certificazione, nonché fare proposte e prospettare soluzioni che possano essere utili a tutta la filiera, nell’ottica della sostenibilità.
L’Italia ha una propria rappresentanza in due dei più importanti comitati tecnici di Global Gap, dove vengono esaminate e discusse le proposte di tutti i Paesi che ne fanno parte e, da due anni, può contare sulla presenza nel Board di Global Gap del direttore di Assomela, Alessandro Dalpiaz quale membro effettivo.
 
Tra i punti di semplificazione delle linee guida nazionali che meritano di essere citati – fanno sapere Simona Rubbi e Federico Passarelli coordinatori del Gruppo Nazionale di Lavoro – è il pieno riconoscimento della validità dei quaderni di campagna (in cui sono registrati tutti i trattamenti fitosanitari svolti in campo) come documento che attesta l’evidenza del controllo fisico per quanto riguarda l’inventario di magazzino, evitando ai frutticoltori di fare mensilmente il conteggio delle giacenze. Viene inoltre maggiormente riconosciuta l’attività fatta dai gruppi aggregati in Opzione 2, come Organizzazioni di Produttori, e cooperative, nei confronti dei produttori e delle aziende associati.
 
Ora, il Gruppo Nazionale di Lavoro è impegnato a realizzare la semplificazione di tutto il nuovo capitolo sulle acque e sulle analisi. Un altro tema caldo dei prossimi mesi sarà la parte etica e di sicurezza sul lavoro, trattate in un apposito capitolo dello standard chiamato Grasp e il sistema di monitoraggio dei residui. 
Cogliendo le esigenze globali – fa inoltre sapere il Gruppo Nazionale di Lavoro – Global Gap sta andando verso una maggior semplificazione e un approccio più sostenibile con particolare riguardo agli aspetti ambientali. E l’Italia è pronta a proporre nuove soluzioni e il miglioramento dello standard, basato su pratiche agricole sempre più sostenibili, con effetti concreti e tangibili per i produttori e l’intero settore, ribadendo così un ruolo tra i più attivi nelle proposte di semplificazione.
 
“La partecipazione ai lavori del Board – sottolinea Dalpiaz – ci consente di capire meglio le logiche di lavoro di Global Gap, portando direttamente un contributo basato sulle esperienze e sulle esigenze operative degli ortofrutticoltori, innanzitutto italiani ma non solo, attraverso un confronto franco ed aperto. La proattività dell’Italia attraverso i suoi rappresentanti nei Comitati tecnici ed il Gruppo Nazionale di Lavoro è cresciuta e questo contribuisce a rendere l’Italia un interlocutore più riconosciuto ed efficace”. 
 
“Se saremo bravi ad insistere con questo atteggiamento – precisa Dalpiaz – confido che Global Gap possa crescere anche come soggetto di incontro tra le esigenze dei produttori e quelle dei distributori, interpretando in maniera equilibrata le esigenze di sicurezza e sostenibilità reclamate da cittadini e consumatori”. 
Global Gap è uno degli standard di certificazione volontario delle buone pratiche agricole più diffuso e riconosciuto a livello internazionale ed uno tra i più applicati a livello di produzione agricola, anche in Italia, che si posiziona ai primissimi posti per numero di certificazioni. L’obiettivo dello standard Global Gap è assicurare una produzione agricola sicura e sostenibile (in termini ambientali, sociali, di sicurezza alimentare e dei lavoratori) a beneficio di agricoltori, rivenditori e consumatori in tutto il mondo.
 
Fonte: Ufficio stampa Cso e Assomela
,

The Rome Table 2019: due giorni dedicati al business ortofrutticolo

Si svolgerà all’A.Roma Lifestyle Hoteldal 7 all’8 novembre prossimi, la terza edizione di ‘The RomeTable – Fresh World B2B Meetings’, la due giorni dedicata al business ortofrutticolo e ai contatti con i buyer esteri, organizzata dall’agenzia specializzata Omnibus. L’evento prevede quest’anno anche la presenza di alcune catene della grande distribuzione italiana desiderose di valutare eventuali nuovi fornitori. I Paesi esteri su cui si sta concentrando il lavoro di Omnibus sono quelli del Nord e dell’Est Europa, il mondo arabo (in particolare Arabia Saudita ed Emirati), il Sudamerica (in particolare il Brasile) senza dimenticare Austria, Belgio, Francia, Spagna e Svizzera, oltre al Far East. Il lavoro di ingaggio dei buyer, avviato poco prima dell’estate, terminerà tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre.

La formula è quella delle prime due edizioni: buyer selezionati e qualificati da una parte e aziende italiane della produzione e del commercio ortofrutticolo dall’altra siedono attorno a un tavolo per una reciproca conoscenza e per stabilire accordi di comune interesse. Ogni incontro è riservato, programmato in anticipo dagli organizzatori secondo un preciso calendario che viene diffuso una settimana prima dell’evento, e dura 20 minuti. Ogni azienda italiana può avere da un minimo di 10 a un massimo di 20 incontri programmati, da essa stessa prescelti attraverso l’elenco buyer (25 esteri e 5 italiani) fornito dall’organizzazione. Gli incontri ai tavoli si susseguono per due giorni e nei momenti comuni (coffee break, light lunch, aperitivo) le aziende aderenti hanno l’opportunità di fare comunque matching con tutti i presenti. Si instaura così una vera e propria business community. Non ci sono in Italia altre iniziative del genere riservate al settore ortofrutticolo: una formula agile, senza discorsi, seminari e altro, solo un grande meeting d’affari durante il quale viene garantito il massimo di confort e un’organizzazione efficiente. Senza scomodarsi in difficili trasferte internazionali dagli esiti incerti, il mondo sarà a Roma a portata di mano e già si sa che la curiosità tra i buyer è forte per le specialità ortofrutticole italiane malgrado il difficile momento dell’export.
Lo staff di Omnibus ha affinato la sua esperienza dopo le prime due edizioni e ha preso tutte le contromisure perché tutto si svolga nel migliore dei modi. Le iscrizioni all’evento sono aperte. Il costo è di euro 1.000 + Iva ad azienda che scende a 900 se l’azienda aderisce ad una delle organizzazioni partner, che sono FruitImprese, Italia Ortofrutta Unione Nazionale, CSO Italy, Confagricoltura, Italmercati e Fedagromercati. Su richiesta le aziende hanno la possibilità di acquistare un corner espositivo collocato lungo le pareti della sala di servizio dove avvengono coffee break e light lunch. L’esposizione ha un costo di 600 euro + Iva.
Nel corso dell’estate sono giunte a Omnibus le prime adesioni da parte dei buyer esteri. Si tratta di aziende particolarmente significative dal mondo arabo e dalla Scandinavia. Prima adesione da parte della GDO italiana è stata quella di CONAD.
Tra i sostenitori dell’evento, per il secondo anno consecutivo, Euler Hermes, la compagnia di assicurazione del credito del gruppo Allianz, presente in cinque continenti e in oltre 50 Paesi in tutto il mondo.
,

Mosca della frutta, individuato gene per renderla innocua

Ricerca italiana è riuscita a modificare il Dna dell’insetto per rendere sterili i maschi. Così si potrà controllare la diffusione del fitofago che provoca seri danni ai frutteti

Identificato il gene che potrà aiutare a disarmare la mosca mediterranea, uno dei più aggressivi parassiti dei frutteti: decide il sesso maschile e promette in futuro il controllo delle popolazioni di questi insetti dannosi, evitando i pesticidi. Il risultato, che parla italiano, apre la prospettiva di poter ottenere maschi sterili da introdurre nelle coltivazioni, incapaci quindi di fecondare le femmine.

Pubblicata su Science, la ricerca si deve al gruppo internazionale coordinato dal genetista Giuseppe Saccone, dell’università Federico II di Napoli. «Abbiamo identificato il gene “maestro” chiamato MoY localizzato sul cromosoma Y della mosca mediterranea, Ceratitis capitata – ha detto Saccone – inoltre abbiamo visto che lo stesso gene determina il sesso maschile in altre specie dannose della stessa famiglia, come la mosca dell’olivo e la mosca orientale».

Per dimostrarne la funzione e la capacità di invertire il sesso degli insetti, sono stati quindi condotti due esperimenti, realizzati da Angela Meccariello durante il suo dottorato alla Federico II e che ora è all’Imperial College di Londra. Nel primo, grazie alla tecnica del taglia-incolla il Dna, la Crispr, è stato silenziato il gene MoY negli embrioni maschi di mosche e questo ne ha provocato la trasformazione in femmine. In un secondo esperimento, un pezzo di Dna contenente il gene è stato iniettato negli embrioni femmine, trasformandoli in maschi. «Abbiamo dimostrato – spiega Saccone – che si potranno ottenere anche in massa e a comando maschi utili per la tecnica dell’insetto sterile».

Tecnica estendibile anche alla mosca dell’olivo

Questa tecnica, promossa anche dall’International atomic energy agency e Fao, in alternativa ai pesticidi, prevede l’allevamento di mosche, la separazione e sterilizzazione dei maschi con radiazioni e il loro rilascio nelle coltivazioni per ottenere una riduzione locale del potenziale riproduttivo della specie. Tuttavia, la tecnica in uso per la mosca mediterranea, conclude l’esperto «necessita di innovazione per renderla esportabile in altre specie dannose, come la mosca dell’olivo e quella orientale, e la ricerca apre la strada a tecniche alternative per ottenere in massa maschi, evitando di eliminare le femmine ma trasformandole in mosche di sesso maschile, utili dopo sterilizzazione».

Da TerraèVita

, ,

Ortofrutta “residuo zero”, la linea La Bella Stagione

Frutta e ortaggi coltivati secondo metodi produttivi rispettosi dell’ambiente e della salute del consumatore, facendo ricorso a prodotti di difesa e a concimi naturali, in modo da garantire in post raccolta l’assenza di tracce di fitofarmaci. Quella del residuo zero pare essere la nuova frontiera nella produzione di ortofrutta. Sempre più aziende, oggi, scommettono su questo tipo di produzione sostenibile, che conquista i consumatori particolarmente sensibili a certe tematiche e riscuote sempre di più l’interesse della Gdo.

Una delle ultime novità dal settore viene dal riminese: si tratta della linea La Bella Stagione, lanciata dalla Bernardi srl, storica azienda romagnola specializzata da oltre 60 anni nella produzione, lavorazione e commercializzazione di frutta e ortaggi freschi. Con un network di aziende partner nelle zone più vocate d’Italia e con un sito produttivo di proprietà, l’Azienda Agricola Bernardi dal 1953 di Santa Giustina (Rimini), oggi la Bernardi srl distribuisce ortofrutta a numerosi grossisti internazionali e alla grande distribuzione.

La linea La Bella Stagione, lanciata con la campagna estiva 2019 è una gamma di prodotti ortofrutticoli 100% italiani che non presentano tracce di fitofarmaci, come attesta la certificazione DNV-GL Pesticide Free, la cui tracciabilità di filiera è  garantita dallo standard ISO 22005.

Clicca qui per saperne di più

Approfondisci la certificazione di prodotto DNV Free From

,

Siccità in Europa: gli Stati membri approvano le misure di sostegno della Commissione

Ieri, 28 agosto, gli Stati membri hanno approvato oggi una serie di misure di sostegno per alleviare le difficoltà finanziarie cui gli agricoltori devono far fronte a causa di condizioni meteorologiche avverse e per aumentare la disponibilità di alimenti per gli animali.

Phil Hogan, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “Da quando gli eventi climatici estremi hanno iniziato a manifestarsi abbiamo seguito attentamente la situazione e siamo pronti a sostenere i nostri agricoltori. La Commissione è in stretto contatto con tutti gli Stati membri e reagisce rapidamente laddove necessario. Le misure attuali intendono sostenere finanziariamente gli agricoltori europei e proteggerli in caso di penuria di foraggio per il bestiame”.

Le misure, concordate oggi dagli Stati membri in una riunione di comitato, prevedono la possibilità di pagamenti anticipati più elevati e, in via eccezionale, diverse deroghe alle norme in materia di inverdimento affinché gli agricoltori dispongano di alimenti sufficienti per gli animali. Gli agricoltori interessati potranno usufruire di una percentuale più elevata dei pagamenti della politica agricola comune (PAC) per migliorare il flusso di cassa e potranno tra l’altro ricevere:

fino al 70 % dei pagamenti diretti a partire da metà ottobre;
l’85 % dei pagamenti per lo sviluppo rurale non appena il pacchetto di misure sarà formalmente adottato ad inizio settembre.
Saranno inoltre consentite deroghe a determinate norme sull’inverdimento per aumentare la disponibilità di foraggio, tra cui la possibilità di:

considerare i terreni lasciati a riposo come colture distinte o aree di interesse ecologico, anche se sono stati utilizzati per il pascolo o la raccolta;
seminare “colture intercalari” in “coltura pura” (anziché in coltura mista, come attualmente prescritto), se destinate al pascolo o alla produzione foraggera;
accorciare il periodo minimo di 8 settimane previsto per le colture intercalari per consentire ai produttori di seminativi di seminare in tempo utile le colture invernali dopo quelle intercalari.
A seguito della decisione approvata, il pacchetto di misure dovrebbe essere formalmente adottato all’inizio di settembre.

,

A Messina “GDO chiavi in mano !”, ICE-Agenzia

Nell’ambito del Piano Export Sud II è realizzato a valere sulle risorse del PONIC 2014-2020 FESR Asse III, Azione 3.4.1 “Progetti di promozione dell’export destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale”.
ICE–Agenzia organizza “GDO chiavi in mano!” Le ultime tendenze della Grande Distribuzione Organizzata. La presentazione dei prodotti ai buyers. Ho.RE.CA/Food Service.


SEMINARIO E INCONTRI B2B

10 SETTEMBRE – MESSINA

Obiettivo del seminario è fornire un approfondimento sulle nuove dinamiche di mercato, prodotti e distribuzione del settore Agroalimentare e Vini, con un Focus specifico sulla presentazione ai buyer.

L’iniziativa è organizzata con il supporto tecnico di Wabel, società francese specializzata nella ricerca fornitori e gestione dei rapporti i più importanti operatori della GDO e il Food Service.

Programma della mattinata di formazione (9.00 – 13.30)

Il mercato europeo del Food & Beverage

Quali sono le principali dinamiche del mercato?

Trend attuali seguiti dai buyer

Caratteristiche e requisiti richiesti

Panoramica dei buying offices strategici in Europa

Come ottenere extra meetings con buyers interessati

Lancio di una nuova gamma di prodotti

Implementare un’innovazione di processo

Realizzare una presentazione aziendale accattivante

Il tuo company profile è la tua carta di identità!

 

Sessione pomeridiana (B2B e Workshop) – dalle 14.30

  • Incontri B2B con gli esperti della società Wabel, riservati a 20/30 aziende, in base all’ordine cronologico di arrivo delle richieste.
  • Workshop formativo sulle caratteristiche delle certificazioni richieste e i requisiti necessari per ottenerle.

 

Le imprese interessate, in regola con i requisiti di ammissibilità del PES2, possono iscriversi compilando la scheda di adesione entro il 4 settembre 2019.

Clicca qui per saperne di più e per iscriverti agli eventi

 

, ,

Antibatterico naturale per aumentare la vita degli alimenti

Depositato un importante brevetto frutto della ricerca di un gruppo multidisciplinare del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma.

Un estratto antibatterico, ottenuto partendo da sottoprodotti della filiera ortofrutticola, per aumentare la shelf-life degli alimenti. È il traguardo cui è giunto un gruppo di ricerca multidisciplinare del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma, che con il supporto dell’Ateneo ha recentemente depositato un nuovo brevetto di ricerca per invenzione industriale intitolato proprio “Produzione di antimicrobici da scarti vegetali”.

Gli inventori del brevetto (Camilla LazziValentina BerniniErasmo NevianiGianni GalavernaMartina Cirlini, Annalisa RicciAntonietta MaoloniLuca Calani e Silvia Zanetti del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco) hanno sviluppato un processo che si basa sulla fermentazione di sottoprodotti della lavorazione di pomodoro, melone e carota, ottenendo poi un estratto attivo che ha mostrato in vitro e in situ (in alimenti) una rilevante attività antibatterica nei confronti dei più comuni patogeni alimentari, quali Listeria monocytogenesStaphylococcus aureusEscherichia coliBacillus cereusSalmonella, e nei confronti di microflore alterative.

Il nuovo prodotto, che non contiene molecole di sintesi, potrà trovare impiego come ingrediente per aumentare la shelf-life (“vita di scaffale”) degli alimenti.

Il traguardo è stato raggiunto anche grazie al sostegno della Fondazione Cariparma: un finanziamento erogato nell’ambito della sessione speciale 2017, infatti, ha permesso di porre le basi del nuovo filone di ricerca, che nel corso di due anni ha portato al deposito del brevetto.

Questa importante realizzazione è frutto dell’integrazione delle competenze microbiologiche e chimiche del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco e della nuova linea di ricerca indirizzata alla valorizzazione dei sottoprodotti mediante fermentazione in stato solido per il recupero di molecole di interesse industriale. Questa tematica, che si inserisce nella più ampia strategia della Bioeconomia circolare, permette la valorizzazione di materiali di scarto per la produzione di composti innovativi ad alto valore aggiunto che possono trovare impiego in differenti ambiti industriali (alimentare, mangimistico, chimico e farmaceutico). In particolare, il gruppo di Microbiologia degli Alimenti dell’Ateneo è attualmente depositario di una collezione microbica costituita da 4000 ceppi batterici: un enorme patrimonio biologico che rappresenta una grande potenzialità, ancora poco esplorata, per il trattamento di residui di lavorazione agro-industriale che potrebbero generare nuovo reddito mediante processi green e sostenibili.

Fonte: Ufficio Stampa Università di Parma

Dagli scarti vegetali un estratto antibatterico per aumentare la vita degli alimenti

Ricercatori dell’Università di Parma hanno messo a punto un estratto antibatterico da scarti di pomodori e carote, capace di allungare la shelf life degli alimenti.

Il mercato degli antimicrobici per elevare la sicurezza alimentare è in costante crescita in tutto il mondo. Transparency Market Research stima che entro la fine del 2026, quasi 118mila tonnellate di ingredienti antimicrobici saranno venduti in tutto il mondo. Di solito però si tratta di materie prime di sintesi chimica, che non hanno a che fare con materie prime naturali. Da qui nasce l’importanza della ricerca svolta dall’Università di Parma che ha messo a punto dagli scarti vegetali un estratto antibatterico per allungare la vita degli alimenti, proteggendoli da batteri quali salmonella ed Escherichia coli.

DA SCARTI DI MELONI E CAROTE L’ANTIMICROBICO NATURALE – Il team di ricerca multidisciplinare del dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma ha messo a punto e brevettato un processo basato sulla fermentazione di sottoprodotti della lavorazione di pomodoro, melone e carota. Da tale processo ha ottenuto un estratto attivo che ha mostrato in vitro e sugli alimenti una sensibile attività antibatterica. Stiamo parlando di patogeni alimentari tristemente famosi quali Listeria monocytogenes, Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Bacillus cereus, Salmonella, responsabili di gravi infezioni da alimenti contaminati: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno una persona su dieci si ammala per aver mangiato cibo contaminato e 420 mila persone muoiono per tossinfezioni alimentari. Per questo il nuovo prodotto assume particolare importanza: non contiene molecole di sintesi, potrà trovare impiego come ingrediente per aumentare la shelf-life (“vita di scaffale”) degli alimenti.

Per centrare il traguardo del nuovo brevetto di ricerca per invenzione industriale, intitolato “Produzione di antimicrobici da scarti vegetali” è stato fondamentale il sostegno finanziario della Fondazione Cariparma che ha permesso di porre le basi del nuovo filone di ricerca, che ha portato al deposito del brevetto in due anni.

PROCESSI GREEN E SOSTENIBILI PER L SICUREZZA ALIMENTARE – Il lavoro di ricerca multidisciplinare ha visto la collaborazione e l’integrazione delle competenze microbiologiche e chimiche del dipartimento dell’ateneo parmense e della nuova linea di ricerca indirizzata alla valorizzazione dei sottoprodotti mediante fermentazione in stato solido per il recupero di molecole di interesse industriale. Questa tematica, che si inserisce nella più ampia strategia della Bioeconomia circolare, “permette la valorizzazione di materiali di scarto per la produzione di composti innovativi ad alto valore aggiunto che possono trovare impiego in differenti ambiti industriali”, segnala l’Università in una nota, spiegando che i campi in cui c’è possibilità di applicazione spaziano dall’alimentare al mangimistico, fino ai settori chimico e farmaceutico.

In particolare, il gruppo di Microbiologia degli Alimenti dell’Ateneo conta su una collezione microbica costituita da 4000 ceppi batterici, che costituisce un notevole patrimonio biologico. Esso rappresenta una grande potenzialità, ancora poco esplorata, per il trattamento di residui di lavorazione agro-industriale “che potrebbero generare nuovo reddito mediante processi green e sostenibili”.

 

,

Clorpirifos, l’Ue non rinnoverà la licenza d’uso. Agrumi senza difesa?

Utilizzato per la difesa di ortaggi e frutta dall’attacco degli insetti, il clorpirifos sta per essere messo al bando dall’Unione europea che, oltre a non rinnovare la licenza d’uso, con un regolamento vieterà produzione e commercializzazione e impiego di insetticidi a base di questa sostanza

Il monitoraggio annuale effettuato dall’Efsa sulla presenza di pesticidi sugli alimenti non trasformati ha già messo in evidenza che il clorpirifos è tra i 15 agrofarmaci più utilizzati negli alimenti non trasformati in vendita nell’Unione europea. I frutti più contaminati sono gli agrumi. In particolare, il clorpirifos è stato rilevato in un pompelmo su tre, nel 36% dei limoni, in un’arancia su quattro e sul 25% dei mandarini. Ne consegue che sono proprio gli agrumi i prodotti maggiormente a rischio.

La Commissione ha quindi annunciato che sta predisponendo un regolamento per non rinnovare le licenze d’uso che scadano a gennaio 2020 ma anche per vietare in maniera definitiva produzione, commercializzazione e impiego di insetticidi a base di clorpirifos.

Clorpirifos, conseguenze per la salute umana

La decisione della Commissione di mettere al bando l’insetticida largamente impiegato in quasi tutti gli stati membri si basa sui risultati di molte ricerche effettuate in passato che finora non sono state adeguatamente valutate, ma che hanno dimostrato gli effetti negativi sulle persone. In particolare, hanno destato molta preoccupazione gli studi che dimostrano che l’esposizione al clorpirifos, anche a piccole dosi, può danneggiare lo sviluppo del cervello dei bambini e i sistemi ormonali. Gli scienziati l’hanno collegato a una diminuzione del Qi nei bambini, alla perdita di memoria, a disturbi endocrini, all’autismo e alla malattia di Parkinson.

Rallenterebbe lo sviluppo cognitivo dei bambini

Pediatri e scienziati di fama mondiale hanno affermato che il clorpirifos, come tutti gli insetticidi organofosfati, causa seri problemi nello sviluppo cognitivo dei bambini dalla prima infanzia specie se le madri hanno avuto un’alta esposizione durante la gravidanza. Non solo. In molti studi è stato dimostrato che il clorpirifos è uno dei fattori che causano disturbi dell’attenzione e iperattività nei bambini, perdita di punti nel Qi od obesità.

La Commissione ha già incaricato alcuni Stati membri di eseguire approfondimenti e valutazioni sulla pericolosità del pesticida e in particolare in due Paesi dove i residui dell’agrofarmaco sono stati rilevati più frequentemente nei frutti. In articolare si tratta della Spagna, dove circa un quinto della frutta campionata, tra cui il 40% delle arance e il 35% dei mandarini, è contaminata da clorpirifos, e della Polonia, che è il paese con la più alta contaminazione di clorpirifos nelle mele.

A ciò si aggiunge che il Parlamento europeo negli anni passati si occupò del problema e affermò che non esistono basi scientifiche sufficienti per fissare un valore limite sotto il quale non si manifestano effetti avversi per cui gli interferenti endocrini, che sono la caratteristica fondamentale del clorpirifos, dovrebbero essere considerati sostanze senza “senza soglia”, e che qualsiasi esposizione a tali sostanze può comportare un rischio, a meno che il produttore non possa dimostrare scientificamente l’esistenza di una soglia, tenendo conto della maggiore sensibilità durante le finestre critiche dello sviluppo e degli effetti delle miscele.

Già vietato negli Usa e in otto Stati membri

L’agrofarmaco è già stato messo al bando in 8 Paesi europei: Germania, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Slovenia, Svezia, e, da poco, anche in Svizzera. Mentre in Francia attualmente è autorizzato solo nella coltura degli spinaci e in Spagna intendono metterlo al bando a partire dal 2020.
Le risultanze scientifiche sulla pericolosità dell’insetticida hanno indotto gli Stati Uniti a proibirne l’uso fin dal 2016.

Attuali impieghi del clorpirifos

È uno degli agrofarmaci più usati per la difesa di arancio, limone, mandarino, clementino, pesco, melo, pero, fragola e vite. Viene usato anche per gli ortaggi come il pomodoro, i peperoni, la melanzana, il pisello e il ravanello, e poi per difendere la patata e il mais, alcune piante ornamentali e il pioppo. C’è anche chi lo usa per disinfestare i cereali in granella immagazzinati.
Si tratta quindi di un insetticida ad ampio spettro d’azione”. Gli insetti che colpisce sono le neanidi di cocciniglie, le larve dei tortricidi, le nottue e le larve di vari generi di lepidotteri. Colpisce anche alcuni tripidi e acari.

 

Da TerraèVita del 26 agosto 2019

 

, ,

Nova Agricoltura irrigazione 2019, appuntamento ad Acqua Campus-CER di Budrio

Il prossimo degli eventi Nova Agricoltura 2019 vi dà appuntamento il 26 settembre a Budrio con focus sugli interventi irrigui a pioggia.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Dalle ore 9.00 Registrazione visitatori 

Dalle ore 9.30 alle 13.00
Visita guidata ai cantieri di irrigazione e dimostrazioni in campo 
A cura di: Alessandro Maresca, giornalista Edagricole

Ore 13.00 Colazione in campo (offerta dagli organizzatori)

Dalle ore 14.00 alle 16.00
TAVOLA ROTONDA: Le nuove frontiere dell’irrigazione per aspersione

Distribuzione dell’acqua in Italia, 
i problemi da risolvere 
Francesco Vincenzi, ANBI – Associazione Nazionale Consorzi di gestione  e tutela del territorio e acque irrigue

Sessantanni di Cer per il progresso dell’irrigazione 
Massimiliano Pederzoli e Paolo Mannini, Canale Emiliano Romagnolo

Psr e irrigazione
Roberto Genovesi, Canale Emiliano Romagnolo

Presentazione del progetto “Positive” 
Stefano Caselli, CIDEA Università di Parma

Irrigazione evoluta e a basso impatto con i moderni sistemi a pioggia meccanizzati 
Graziano Ghinassi, Università di Firenze

La proposta politica di Amis per l’irrigazione a pioggia 
Roberto Bandieri, Associazione Macchine Irrigatrici Semoventi

Il sostegno della Regione Emilia Romagna all’irrigazione 
Simona Caselli, Assessore all’agricoltura, caccia e pesca Regione Emilia Romagna

Modera: Alessandro Maresca, giornalista Edagricole

 

Clicca qui per iscriverti all’evento

, ,

Dalla rivoluzione verde alla Rivoluzione Bio: il biologico tra presente e futuro. 5 e 6 settembre a Bologna

Rivoluzione Bio è la nuova iniziativa rivolta agli operatori del settore del Biologico che coinvolge istituzioni, esperti, organizzazioni ed enti di categoria in due giornate di confronto e aggiornamento. Il primo giorno sarà dedicato interamente al tavolo di lavoro articolato in specifiche sessioni tematiche con relatori di rilievo internazionale. Il 6 settembre il confronto proseguirà sui risultati emersi e verrà presentato il Manifesto del Bio che delineerà le linee strategiche di intervento.

RIVOLUZIONE BIO è l’ideale prosecuzione del proficuo confronto iniziato a EXPO Milano 2015 – promosso da BolognaFiere, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e del Turismo, ICE e dalle organizzazioni del settore da cui ha preso avvio il percorso che ha portato all’adozione del Piano Strategico nazionale del biologico che si concluderà nel 2020 da parte della Conferenza Stato Regioni.

RIVOLUZIONE BIO intende rappresentare un’iniziativa per elaborare proposte e raccomandazioni per i decisori pubblici e per affermare ancora una volta distintività e rilevanza di un settore cruciale per l’economia italiana. RIVOLUZIONE BIO sarà il primo importante momento di riflessione sul ruolo del biologico per l’agricoltura italiana, soprattutto ora che è fondamentale pensare al settore come leva determinante per affrontare le sfide cruciali dello sviluppo sostenibile, del futuro delle prossime generazioni e della salvaguardia dell’ambiente. Biodiversità, protezione delle acque, benessere degli animali, climate change sono solo alcune delle aree di lavoro cruciali.


RIVOLUZIONE BIO si svolgerà a Bologna e si aprirà il 5 settembre con una giornata di lavori – articolata in 4 sessioni tematiche – presso il Palazzo dei Congressi (BolognaFiere). Il 6 settembre seguirà una Tavola Rotonda, evento di apertura di SANA 2019.

Programma del 5 settembre

Ore 10:15 – Sessione 1 VERSO IL 2030: SCENARI & MEGATREND
Ore 11:45 – Sessione 2 MERCATO BIOLOGICO GLOBALE: QUALE STRADA PRENDERE?

Ore 14:30 – Sessione 3 DOVE C’È BIO, C’È INNOVAZIONE

Ore 16:00 – Sessione 4 I VALORI DEL BIO: TRA COMUNICAZIONE E CONSAPEVOLEZZA

Programma del 6 settembre

Ore 11:00 SALUTI ISTITUZIONALI

Ore 11:15 MANIFESTO BIO 2030

Ore 11:45 – Sessione 3 TAVOLA ROTONDA

Angelo FRASCARELLI| Università di Perugia
Simona CASELLI | Assessore Agricoltura, Caccia e Pesca Regione Emilia-Romagna
Giorgio MERCURI | Presidente Alleanza Cooperative Agroalimentari
Dino SCANAVINO | Presidente Nazionale CIA – Agricoltori Italiani
Ettore PRANDINI | Presidente COLDIRETTI
Maria Grazia MAMMUCCINI | Presidente FEDERBIO
Paolo DE CASTRO | Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale Parlamento Europeo
Carlo FERRO | Presidente ICE
Gian Marco CENTINAIO | Ministro Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo (in attesa di conferma)
Luigi GIA | Caporedattore La Repubblica/Affari&Finanza

 

Clicca qui per saperne di più e per registrarti agli eventi

 

,

Aggiornata la banca dati del Gruppi Operativi PEI: Toscana e GAL Prealpi e Dolomiti

  • favorire la diffusione della conoscenza e dell’innovazione e la trasparenza informativa sulle modalità di utilizzo dei fondi;
  • facilitare l’attività di creazione di nuovi GO mediante la condivisione dei progetti in corso;
  • promuovere  il collegamento tra GO che operano in contesti regionali diversi;
  • consentire elaborazioni ed analisi finalizzate a migliorare le future strategie di innovazione.

Sono state pubblicate le schede di 23 Gruppi Operativi (GO) della Toscana e di 4 GO del GAL Prealpi e Dolomiti (Veneto).

Accedi da qui al GO della Toscana 

Accedi da qui al GO dei GAL Prealpi e Dolomiti (Veneto)

AlpFeed

FALARES

,

Taste of Calabria, manifestazione di interesse per missione incoming buyer tedeschi settore alimentare

La Camera di Commercio Italo -Tedesa di Monaco, in collaborazione con il Dipartimento Presidenza della Regione Calabria e con il supporto operativo di Unioncamere  Calabria, indice una Manifestazione di interesse a partecipare alla Missione incoming di buyers tedeschi del settore alimentare che si svolgerà in Calabria il 30 ottobre 2019.

L’iniziativa  è organizzata nel quadro del progetto “TASTE OF CALABRIA”, ammesso a finanziamento dalla Regione Calabria, ed è di rivolta alle imprese calabresi del settore del alimentare che possiedano i requisiti di cui al  punto 2) della manifestazione di interesse.

Nello specifico le attività consisteranno in incontri B2B con una delegazione di n. 5 buyers tedeschi.

Scarica la manifestazione di interesse

,

Taste of Calabria, manifestazione di interesse per imprese turismo ed enogastronomia

La Camera di Commercio Italo -Tedesa di Monaco, in collaborazione con il Dipartimento Presidenza della Regione Calabria e con il supporto operativo di Unioncamere  Calabria, indice una Manifestazione di interesse a partecipare alla Missione incoming di operatori tedeschi del settore turistico che si svolgerà in Calabria dal 8 al 11 ottobre 2019.

L’iniziativa  è organizzata nel quadro del progetto “TASTE OF CALABRIA”, ammesso a finanziamento dalla Regione Calabria, ed è di rivolta alle imprese calabresi del settore del turismo enogastronomico che possiedano i requisiti di cui al  punto 2) della manifestazione di interesse.

Nello specifico le attività consisteranno in visite aziendali e educational tour da parte di una delegazione di n. 5 operatori tedeschi costituita da tour operator e giornalisti.

Scarica la manifestazione di interesse

,

Al via la quarta edizione del bando nazionale “Coltiviamo agricoltura sociale”

Indetto da Confagricoltura con la Onlus Senior L’Età della Saggezza, insieme a Reale Foundation (la fondazione corporate di Reale Group), in collaborazione con la Rete delle Fattorie Sociali e l’Università di Roma Tor Vergata, il bando mette in palio tre premi da 40.000 Euro ciascuno, a copertura totale dei costi, per altrettanti progetti innovativi di agricoltura sociale: due premi sono erogati dalla ONLUS Senior – L’Età della Saggezza e uno, da quest’anno, da Reale Foundation.

A testimoniare l’importanza che i proponenti ripongono nella formazione in questo settore, ai capofila dei tre progetti selezionati sarà assegnata una borsa di studio per la frequenza al Master di Agricoltura Sociale all’Università di Roma Tor Vergata.

Nei primi tre anni il bando ha raccolto centinaia di proposte progettuali, a conferma della crescita del comparto e della capacità di dare risposte concrete a esigenze reali, dialogando attivamente con interlocutori pubblici e privati. I progetti vincitori, seguiti direttamente da Confagricoltura sin dalle prime edizioni, hanno assunto nel tempo contorni di stabilità e continuità operativa, avvalorando gli obiettivi del concorso.

Al bando possono partecipare imprenditori agricoli e cooperative o associazioni di più soggetti, a patto che il capofila sia uno delle prime due categorie, con progetti dedicati a minori e giovani in condizione di disagio sociale, anziani, disabili, immigrati che godano dello stato di rifugiato o richiedenti asilo.

Le proposte devono riguardare una delle seguenti aree: il potenziamento e lo sviluppo di servizi socio educativi e/o socio assistenziali già esistenti; la costruzione di reti e partenariati tra diversi attori territoriali idonei; la sperimentazione e la modellizzazione di nuovi servizi socio educativi e/o socio assistenziali.

Un’equilibrata presenza di genere nell’individuazione del target e nella realizzazione delle attività sarà valutata positivamente, così come la collaborazione con i servizi socio-sanitari e con gli enti pubblici competenti per territorio.

Tutte le informazioni e i dettagli relativi al bando sono disponibili sul sito www.coltiviamoagricolturasociale.it.

La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata al 15 ottobre 2019.

Nei giorni immediatamente successivi sarà possibile conoscere nel dettaglio tutti i progetti partecipanti. Per la selezione dei vincitori, in considerazione del valore sociale dell’iniziativa e con l’obiettivo di dare alle diverse proposte il massimo della diffusione, la procedura prevede due fasi distinte: una votazione online e una valutazione di merito.

Dopo la votazione online sul sito, i 30 progetti che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze accederanno alla fase di valutazione da parte della Commissione di Esperti nominata da Confagricoltura, Onlus Senior, Reale Foundation e Rete Fattorie Sociali.

I vincitori saranno decretati dalla giuria entro la fine di dicembre 2019. I tre progetti dovranno essere realizzati entro fine 2020.

,

China-Italy High-Tech Forum 2019, nuove opportunità di collaborazione hi-tech nell’agroalimentare

Luglio 2019, ENEA è stata presente all’inaugurazione del “Centro Innovazione Italia-Cina” di Shenzhen (Guangdong), la joint-venture italo-cinese che offre servizi avanzati di finanza, networking e mentorship per supportare l’avvio di iniziative industriali e commerciali di aziende italiane high-tech nel mercato asiatico.

A rappresentare l’ENEA, Claudia Zoani nella duplice veste di ricercatrice della Divisione Biotecnologie e Agroindustria e coordinatrice di Metrofood-Ri, l’infrastruttura di ricerca europea nel campo della qualità, sicurezza e autenticità degli alimenti e piattaforma per azioni di condivisione e sviluppo, che raccoglie 2200 ricercatori di 48 partners provenienti da 18 Paesi europei.

L’inaugurazione si è svolta nell’ambito del “China-Italy High-Tech Forum 2019” che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico e industriale internazionali, impegnati nella condivisione di potenzialità di collaborazione e scambio tra Cina e Italia e nella promozione di partnership intersettoriali, commercializzazione e azioni bilaterali di sviluppo. Tra i temi al centro dell’evento: innovation&technologies, agroalimentare, green-tech e biotecnologie ma anche smart city e sostenibilità.

Per maggiori info sul Forum e sull’acceleratore: https://www.omniaservices.net/china-italy-high-tech-forum/

,

Fichi di Cosenza Dop, si prevede una buona annata

Annata produttiva 2019: i primi frutti di fico della varietà “Dottato Bianco di Cosenza” sono già arrivati a maturazione con circa due settimane di anticipo rispetto al naturale periodo per effetto delle temperature più elevate. I’anticipo di maturazione, comunque, non modifica il sapore di questo magnifico frutto che rimane identico, unico, ineguagliabile.
Si consiglia ai buongustai ed agli appassionati della natura di assaggiarlo a prima colazione direttamente sotto l’albero, accompagnato con una fetta di buon pane casereccio, così come facevano i nostri contadini tanti anni fa.

La produzione di questa annata, stante le attuali condizioni climatiche, si prevede buona sia per quantità che per qualità.

Fonte: Consorzio Fichi di Cosenza Dop

,

In corso di registrazione il decreto Mipaaf che modifica le disposizioni per riconoscimento delle OP produttori ortofrutticoli

DM n. 8867 del 13 agosto 2019 Disposizioni nazionali in materia di riconoscimento e controllo delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli e loro associazioni, di fondi di esercizio e di programmi operativi

Nuove e più rigide disposizioni in materia di riconoscimento e controllo delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli e loro associazioni, di fondi di esercizio e di programmi operativi: il 13 agosto il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio ha firmato il decreto che cambia le carte in tavola su vari aspetti legati al sistema organizzato.
In sintesi, sarà più complicato effettuare aggiustamenti alle rendicontazioni che le Op devono fornire agli organismi pagatori per assicurarsi un più comodo accesso ai fondi comunitari: ogni variazione in corso d’anno andrà sottoposta al vaglio e all’approvazione della Regione competente.
Per le Op/Aop con un programma operativo, la verifica sul rispetto delle condizioni per il mantenimento del riconoscimento e` effettuata dagli organismi pagatori competenti per territorio. Le Regioni eseguono i controlli sulle realtà che non hanno presentato il programma operativo almeno una volta ogni cinque anni.
 
Il numero minimo di soci per un’Op è fissato in 15 produttori. Le domande per l’approvazione del programma operativo poliennale va presentata alla Regione entro il 30 settembre dell’anno precedente a quello di realizzazione del programma; entro il successivo 31 ottobre la domanda deve essere inserita nel sistema informativo. 

Accedi al DM

DM_8867_13.08.2019

Allegato_DM_8867_13.08.2019

Newsletter Ortofrutta 2030

Ultimo invio prima della pausa estiva
La newsletter tornerà martedì 27 agosto

,

DOP e IGP tra catena del valore, innovazione e sviluppo locale

Si terrà a FICO Eataly World il 30 agosto prossimo il convegno “DOP e IGP TRA CATENA DEL VALORE, INNOVAZIONE E SVILUPPO LOCALE: FUTURE POLITICHE E STRATEGIE COMMERCIALI” promosso da FICO, Regione Emilia-Romagna e Fondazione FICO, con la collaborazione di Origin Italia e Fondazione Qualivita, e vedrà la partecipazione di Consorzi di tutela, rappresentanze politiche nazionali ed europee, docenti universitari ed altri esperti.

L’appuntamento sarà l’evento di apertura della tre giorni “Identità d’origine: Dop e Igp dall’Italia e dall’Europa”, in programma a FICO Eataly World dal 30 agosto al 1 settembre.

Link manifestazione https://www.eatalyworld.it/it/identita-di-origine-dop-igp

Programma convegno 30 agosto 2019 ore 10-12

Incontro tecnico internazionale – con la partecipazione di consorzi di tutela, rappresentanze politiche nazionali ed europee, docenti universitari, media specializzati, addetti alla ristorazione e alla distribuzione dei prodotti stessi – in cui verranno approfonditi diversi temi di questo settore con particolare attenzione all’analisi della catena del valore rispetto alla internalizzazione dei prodotti agroalimentari e allo sviluppo sostenibile dei territori di realizzazione.

Saluti iniziali:
TIZIANA PRIMORI, Amministratore Delegato Eatalyworld
ANDREA SEGRÈ, Presidente Fondazione FICO (T.B.C.)

Relazione introduttiva:
SIMONA CASELLI, Assessore Agricoltura Regione Emilia-Romagna
Prof. FILIPPO ARFINI, Docente di Economia Agroalimentare Università di Parma
Prof. ALESSANDRO OLPER,Docente di Economia Agraria Università di Milano

Tavola rotonda:
JOAN GODIA TRESANCHEZ, Vicedirettore Generale Industrie e Qualità Agroalimentare della Catalogna e Tesoriere AREPO (Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine)
SANTOS RUIZ, Direttore della D.O. Arroz de Valencia

Un rappresentante FAO
MASSIMO VITTORI, Direttore di OriGIn
CORRADINO MARCONI, Origin Italia
CESARE MAZZETTI, Presidente Fondazione Qualivita
SEBASTIANO SARDO, Responsabile Marketing Strategico Eatalyworld
Ed altri

Modera DUCCIO CACCIONI – responsabile scientifico Fondazione FICO

Fonte: Qualivita

,

SANA 31° salone internazionale del biologico e del naturale, gli eventi in programma

Convegni, workshop, incontri e presentazioni – Bologna venerdì 6 – lunedì 9 settembre 2019 . BolognaFiere Viale della Fiera, 20-40127 Bologna (BO)

6  SET

09:45 – 17:45

L’ALIMENTAZIONE MEDITERRANEA E I SUOI TESORI

 SALA CONCERTO Centro Servizi, 1° piano, Blocco D

per registrarsi:  info@progettomeeting.it  051585792

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: PROGETTO MEETING
In collaborazione con: Fondazione Istituto di Scienze della Salute

6 SET10:30 – 13:00

LA VERITÀ, VI PREGO, SUL BIOLOGICO

 SALA BOLERO Centro Servizi, 1° piano, Blocco B

per registrarsi:  pressoffice@ccpb.it

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: CCPB

In collaborazione con: LCE Life Cycle Engineering

6 SET

11:00 – 13:00

GREEN FOOD INFLUENCER: COME SI COMUNICA LA SOSTENIBILITÀ DEL CIBO TRA INFLUENCER, ISTITUZIONI APP E CAMPAGNE

 SALA MELODIA Centro Servizi,1° piano, Blocco B

Organizzato da: GREENSTYLE

6  SET

14:00 – 18:00

SISTEMA DI CONTROLLO DEL BIOLOGICO: LA RESPONSABILITÀ CIVILE E I RISCHI PROFESSIONALI DEL TECNICO ISPETTORE INCARICATO DEI CONTROLLI.

 SALA RONDA Centro Servizi, 1° piano, Blocco C

per registrarsi:  info@atbio.it

 APPROFONDIMENTO  APPROFONDIMENTO

Organizzato da: ATBIO – ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI E ISPETTORI PER LE PRODUZIONI BIOLOGICHE
Con il sostegno di: ASSICOOP
Bioqualità SG srl

6 SET

14:30 – 17:30

AGRICOLTURA DI PRECISIONE, BIODIVERSITÀ E SOSTENIBILITÀ

 SALA ALLEGRETTO Centro Servizi 1° piano, Blocco C

per registrarsi:  pressoffice@ccpb.it

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: CCPB

6
SET 15:00 – 18:00

OSSERVATORIO SANA 2019 – IL POSIZIONAMENTO COMPETITIVO DEL BIO MADE IN ITALY SUI MERCATI ESTERI

 SALA NOTTURNO Centro Servizi 1° piano, Blocco D

L’Osservatorio SANA – promosso da BolognaFiere e curato da Nomisma con il patrocinio di Federbio e Assobio – è lo strumento che propone il monitoraggio dei numeri chiave della filiera biologica, dalla produzione fino alle dimensioni del mercato. Attraverso un approfondimento dedicato al dimensionamento dell’export italiano dei prodotti agroalimentari biologici, l’Osservatorio SANA 2019 porrà il focus sul posizionamento competitivo del Bio Made in Italy sui mercati esteri. Un particolare risalto sarà dato ai mercati russo e giapponese, grazie alla partecipazione di Giuseppe Russo – Direttore dell’Ufficio ICE di Mosca e di Antonella Marucci – Vicedirettore dell’ufficio di Tokyo.

Organizzato da: SANA
Con il sostegno di: ICE
Con il patrocinio di FEDERBIO e ASSOBIO
A cura di NOMISMA

6  SET

16:00 – 18:00

MEDICINA DI SEGNALE: UN NUOVO PARADIGMA MEDICO-SCIENTIFICO PER USARE MENO FARMACI E VIVERE PIÙ A LUNGO

 SALA MELODIA Centro Servizi,1° piano, Blocco B

 APPROFONDIMENTO  APPROFONDIMENTO  APPROFONDIMENTO

 APPROFONDIMENTO  APPROFONDIMENTO

Organizzato da: L’ALTRA MEDICINA
In collaborazione con: Ampas – Dieta Gift – Medicina di Segnale

6  SET

17:00 – 18:30

BIO AWARDS

 SALA BOLERO Centro Servizi, 1° piano, Blocco B

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: EDIZIONI TURBO SRL


7 SET

09:30 – 13:00

CONGRESSO INAUGURALE DEL MASTER IN GIURISTA E CONSULENTE DELLA SICUREZZA ALIMENTARE (LAW AND FOOD SAFETY) DELL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

 SALA NOTTURNO Centro Servizi 1° piano, Blocco D

per registrarsi:  info@mastersicurezzaalimentare.it  3312044155 – DOTT. MICHELE STOCOLA

Organizzato da: FONDAZIONE ALMA MATER

7 SET

10:00 – 12:00

REAZIONI AVVERSE AGLI ALIMENTI: ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARI

 SANA Academy  SALA BOLERO Centro Servizi, 1° piano, Blocco B

L’allergia alimentare è una reazione avversa agli alimenti mediata dal sistema immunitario, mentre nelle intolleranze alimentari sono coinvolti altri meccanismi patogenetici (carenze enzimatiche, recettoriali, ecc.). L’allergia alimentare è un fenomeno piuttosto complesso che prevede: 1) una prima fase di sensibilizzazione durante la quale si ha la stimolazione della produzione di IgE specifiche, e 2) la fase di manifestazione clinica vera e propria che si presenterà quando il soggetto consuma nuovamente l’alimento verso cui si è sensibilizzato. La prevalenza di allergia alimentare nella popolazione generale si aggira intorno all’1-2%, ma nei bambini i valori possono raggiungere il 7-8%.

Le intolleranze alimentari non sono mediate dal sistema immunitario. Si conoscono diverse forme di intolleranze alimentari; le più comuni hanno origine farmacologica (ipersensibilità alle xantine, quali la caffeina, e alle ammine vasoattive, quali la tiramina) e metabolica (intolleranza al lattosio, fenilchetonuria, galattosemia, ecc).

Una patologia particolare, oggi classificata come malattia autoimmune, è la celiachia. Questa patologia è mediata dal sistema immunitario (IgA-mediata) ma ha genesi completamente diversa da quella delle allergie classiche. Dipende da una reazione nei confronti del glutine, o meglio di alcune proteine del frumento, orzo, segale, farro e alcuni altri cereali meno noti.

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: SANA

7  SET

10:00 – 12:00

ECO PRODOTTO IN ECO PACK: UN PASSAPORTO PER L’EXPORT?

 SALA SUITE Centro Servizi, 1° piano, Blocco D

Dopo tre brevi relazioni iniziali che mettono a fuoco problemi e prospettive connesse alla scelta di eco-soluzioni, i partecipanti al convegno sono invitati a raccontare la propria esperienza su come un buon packaging eco-sostenibile possa aiutare a vendere di più e meglio. I tre interventi iniziali sono a cura di Patrizia Perego, del Food Engineering Lab del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale (DICCA) dell’Università di Genova: Il gruppo di ricerca studia la valorizzazione di residui dell’industria agroalimentare dai quali estrarre con metodi non convenzionali molecole nobili per produrre farmaci, cosmetici e bio-packaging. Massimo Zonca, Packaging and Process Technologies Expert, tratta il problema dell’adozione di biomateriali per il packaging ed in generale di cosa comporta cambiare l’approccio alla confezione secondo obiettivi di sostenibilità ambientale. Antonella Simone, analista finanziaria e socia fondatrice di EXSSA, analizza la funzione ambientale del packaging nella direzione dell’eco design, per evitare che si trasformi in rifiuto facendone invece un asset. Moderatore del convegno è Luca Maria De Nardo, editore di COM.PACK.

per registrarsi:  INFO@ELLEDI.INFO

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: SANA

In collaborazione con: COM.PACK

7 SET

10:30 – 13:00

LA FILIERA PER UNA COSMESI PIÙ SOSTENIBILE, DAL CAMPO ALLO SCAFFALE

 SALA OUVERTURE Centro Servizi, 1° piano, Blocco D

per registrarsi:  pressoffice@ccpb.it

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: CCPB

In collaborazione con: SISTE

7 SET

11:00 – 13:00

CONFERENZA NATRUE SULLA SOSTENIBILITÀ

 SALA ALLEGRETTO Centro Servizi 1° piano, Blocco C

 APPROFONDIMENTO  APPROFONDIMENTO

Organizzato da: NATRUE AISBL, THE INTERNATIONAL NATURAL AND ORGANIC COSMETICS ASSOCIATION
In collaborazione con: Dr. Hana Mušinović, Regulatory and Scientific Manager, NATRUE
Con il sostegno di: Fabrizio Piva, Director, CCPB
Francesca Morgante, Market Development Manager Europe, RSPO
Domenico Scordari, Director, N&BNatural is Better
Silvia Fontana, Marketing Manager, GALA Cosmetici

7 SET

14:00 – 16:00

INTERAZIONI TRA ALIMENTI, INGREDIENTI BOTANICI E FARMACI

 SANA Academy  SALA BOLERO Centro Servizi, 1° piano, Blocco B

L’interesse nei confronti di alimenti e prodotti con potenziali effetti salutistici è in continua crescita. Tra essi sono inclusi gli integratori alimentari, che costituiscono una sempre più ampia porzione di mercato. In particolare, gli integratori alimentari contenenti botanicals (Plant Food Supplements – PFS) sono tra i prodotti maggiormente impiegati dai consumatori: si stima, infatti, che circa il 20% ne utilizzi almeno uno durante l’anno. L’ampia diffusione raggiunta dai PFS è probabilmente dovuta agli effetti benefici attesi, alla diffusa convinzione del consumatore che il naturale sia sempre sicuro e al costo relativamente contenuto. Inoltre, i PFS sono liberamente reperibili sul mercato (incluso quello digitale) e per l’acquisto non sempre vengono richieste informazioni al medico o a professionisti del settore, tra cui farmacisti ed erboristi. Di conseguenza, tali fattori possono aumentare concretamente il rischio di reazioni avverse, incluse quelle causate da interazioni con farmaci. In particolare, dati di letteratura indicano che l’incidenza di interazioni può variare dal 5% a più dell’8% in pazienti in terapia con più farmaci, in particolare negli anziani. I sistemi fisiologici maggiormente coinvolti in eventi avversi dovuti a interazioni sono il sistema gastrointestinale, il sistema nervoso centrale e quello cardiovascolare, e tra le piante più comunemente implicate si annoverano la Valeriana, il tè verde, il Ginkgo biloba e l’Iperico. Inoltre, le interazioni possono riguardare anche gli alimenti e i loro costituenti, che possono avere significativi effetti sulla velocità e sull’entità dell’assorbimento dei farmaci; viceversa, un trattamento farmacologico può alterare lo stato nutrizionale del soggetto, con conseguenze cliniche in alcuni casi rilevanti.

In questo incontro verrà affrontato il tema delle interazioni tra alimenti, ingredienti vegetali e farmaci, con particolare attenzione alle interazioni con più elevato grado di causalità e approfondimento dei dati ottenuti dal progetto europeo PlantLIBRA (Plant Food Supplements: Levels of Intake, Benefit and Risk Assessment).

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: SANA

7 SET

14:00 – 16:00

LA MAGIA DELL’INCONSCIO

 SALA VIVACE Centro Servizi, 1° piano, Blocco D

per registrarsi:  info@powerlife-coaching.com  +39 333 768 2927

 APPROFONDIMENTO  APPROFONDIMENTO  APPROFONDIMENTO

Organizzato da: POWER LIFE

7 SET

15:00 – 17:30

LA CARTA DEI VALORI DEL BIOLOGICO: PRINCIPI E OBIETTIVI

 SALA SUITE Centro Servizi, 1° piano, Blocco D

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: CIA-AGRICOLTORI ITALIANI / ANABIO

7 SET

16:00 – 17:00

FSMA: FOOD SAFETY MODERNIZATION ACT. ESPORTA IN USA CON SUCCESSO!

 SALA RONDA Centro Servizi, 1° piano, Blocco C

per registrarsi:  francesca.cozzo@bioagricert.org  051562158

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: BIOAGRICERT SRL
In collaborazione con: Euro Servizi Impresa srl – ITA Corporation


8 SET

10:00 – 12:00

IL COSMETICO A CONNOTAZIONE NATURALE. UN CONFRONTO TRA GLI ATTORI DEL CANALE ERBORISTERIA, DELL’ INDUSTRIA E DELLA DISTRIBUZIONE.

 SALA NOTTURNO Centro Servizi 1° piano, Blocco D

per registrarsi:  laura.corfini@cosmeticaitalia.it

 APPROFONDIMENTO  APPROFONDIMENTO

Organizzato da: GRUPPO COSMETICI ERBORISTERIA – COSMETICA ITALIA

8 SET

10:30 – 12:30

SVILUPPO DI NUOVI PRODOTTI PER LA SALUTE UMANA DA SOTTOPROPRODOTTI E SCARTI DELLA FILIERA AGRO-ALIMENTARE: CARATTERIZZAZIONE CHIMICO-BIOLOGICA E APPROCCIO TECNOLOGICO

 SANA Academy  SALA BOLERO Centro Servizi, 1° piano, Blocco B

L’industria agroalimentare genera ogni anno grandi volumi di rifiuti e sottoprodotti derivanti dalle fasi di raccolta, lavorazione e produzione di alimenti, come frutta e verdura. Per molti anni sono stati considerati come scarti, e perciò sottovalutati e trascurati. La rimozione di questi residui dalle linee di produzione ha un impatto negativo sull’economia industriale e lo smaltimento in discarica genera effetti dannosi sull’ambiente e sulla salute pubblica. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha mostrato grande interesse per il recupero delle componenti funzionali e nutrizionali di questi rifiuti, valorizzandole come risorse di molecole bioattive con effetti benefici sulla salute umana.

Il riutilizzo di rifiuti e sottoprodotti come ingredienti farmaceutici, cosmetici e nutraceutici, o per realizzare film edibili per il packaging di alimenti, richiede un complesso processo di recupero, caratterizzazione chimico-qualitativa, indagine biologica e trasformazione tecnologica dei derivati bioattivi. I principali inconvenienti per un efficiente riutilizzo dei derivati dei residui vegetali sono le caratteristiche organolettiche (materiali appiccicosi, con odore penetrante e sapore sgradevole), la bassa idrosolubilità e la stabilità critica nel tempo. La produzione di micro o nanoparticelle, mediante tecnica di spray drying, è una strategia per convertire gli estratti da rifiuti e sottoprodotti in un materiale particellare stabile, utile per forme di dosaggio orali o topiche. Un’altra opportunità emergente per riciclare rifiuti e sottoprodotti agro-alimentari è la produzione di estratti con comprovate proprietà antiossidanti e antimicrobiche, da incorporare in film polimerici commestibili destinati al packaging alimentare. L’incorporazione di estratti funzionali nella matrice filmogena consente il miglioramento delle caratteristiche del film, evitando successivamente l’ossidazione e il deterioramento microbico degli alimenti, prolungandone la shelf-life.

Il seminario sarà incentrato su alcune ricerche condotte presso l’Università di Salerno su rifiuti / sottoprodotti delle agro-industrie della Campania attraverso le fasi di:

• produzione di estratti, caratterizzazione chimica e biologica;

• progettazione, sviluppo e caratterizzazione di nuovi sistemi polimerici microparticellari;

• progettazione, sviluppo e caratterizzazione di film commestibili.

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: SANA


9 SET

09:45 – 17:00

LE NUOVE SFIDE DELLA SALUTE OBIETTIVI DELLA WORLD HEALTH ORGANIZATION IN UN MONDO CHE DEVE CAMBIARE

 SALA CONCERTO Centro Servizi, 1° piano, Blocco D

per registrarsi:  info@progettomeeting.it  051585792

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: FONDAZIONE ISTITUTO DI SCIENZE DELLA SALUTE

In collaborazione con: Progetto Meeting

9 SET

10:00 – 13:00

DALLA TRADIZIONE ALLE NUOVE APPLICAZIONI DEI BOTANICALS PER LA CURA DELL’UOMO E DEGLI ANIMALI

 SALA NOTTURNO Centro Servizi 1° piano, Blocco D

per registrarsi:  segreteria@sisteweb.it  0245487428

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: SISTE

In collaborazione con: SANA

9 SET

10:00 – 13:00

LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: BEST PRACTICES A COMPENDIO DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

 SALA BOLERO Centro Servizi, 1° piano, Blocco B

Da una recente indagine Nielsen è emerso che ben il 73% dei consumatori, a livello globale, afferma di essere disposto a cambiare le proprie abitudini di consumo, pur di ridurre il proprio impatto sull’ambiente e chiede alimenti più sani per sé, ma anche per il pianeta. Tra i temi in evidenza a SANA, da sempre abbiamo l’impatto ambientale e le azioni che, in ogni ambito (dall’agricoltura alla produzione, dalla distribuzione allo smaltimento dei rifiuti) possono incidere in termini di tutela dell’ambiente. Un primo contesto importante è quello agricolo, in cui l’applicazione di scelte biologiche assume un peso sempre più decisivo. L’agricoltura biologica, con l’impiego di concimi organici e il divieto di impiegare pesticidi e fertilizzanti sintetici, incrementa la biodiversità del suolo, aumentando così la concentrazione di microorganismi, il che genera – insieme ad altre scelte, come la rotazione delle colture e la difesa delle piante a varietà locale – dei benefici significativi ambientali rispetto ad ottenere lo stesso prodotto agricolo in modo convenzionale. Il convegno “La sostenibilità ambientale: best practices a compendio dell’agricoltura biologica” vuole mettere in evidenza anche gli ulteriori interventi (alcuni noti, altri meno) che, parallelamente alla scelta dell’adozione delle pratiche dell’agricoltura biologica, contribuiscono alla protezione dell’ambiente e alla significativa riduzione delle emissioni di CO2. Apertura lavori: – Giampiero Calzolari (Presidente BolognaFiere) – Simona Caselli (Assessore all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia Romagna) – Gianni Castelli (Componente ARERA – Autorità di Regolazione per l’Energia, Reti e Ambiente) Testimonianze ed interventi concreti per la riduzione dell’impatto ambientale: 1) nella grande distribuzione moderna: Chiara Faenza – Responsabile Sostenibilità e Innovazione valori – Direzione Qualità-Coop Italia – (Coop : Diamo all’ambiente una nuova impronta) Fabio Brescacin – Presidente – NaturaSi 2) in campo agricolo (accordo Assobioplatiche e FederBio): Paolo Carnemolla – Segretario Generale FederBio Marco Versari – Presidente Assobioplastiche 3) nella produzione degli imballi: Guido Amato – Direttore Owens Illinois – (L’impianto di Asti per produzione di bottiglie partendo dal rottame di vetro della raccolta differenziata lombarda) 4) nella ristorazione collettiva Simone Gozzi – Responsabile Sistemi Integrati e Nutrizione di CAMST – (Il progetto Plastic Free al SANA di BolognaFiere) Le performance ambientali e sociali: la certificazione B-Corporation Nicolas Schilder – Nativa Srl Società Benefit Moderatore: in via di definizione
Organizzato da: SANA

9 SET

11:00 – 13:00

BIO NON FOOD IN GDO: QUALI OPPORTUNITÀ, QUALI CRITICITÀ

 SALA MELODIA Centro Servizi,1° piano, Blocco B

Organizzato da: EDIZIONI DM SRL

9 SET

14:00 – 15:00

MONETIZZARE SU INSTAGRAM NEL MONDO BIO: SI PUÒ?

 SALA ALLEGRETTO Centro Servizi 1° piano, Blocco C

per registrarsi:  info@webig.net  +393408322326

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: BIG SRL DIGITAL MARKETING

In collaborazione con: CNA Bologna – Unione Comunicazione e Terziario Avanzato

9 SET

15:00 – 16:00

E’ NATO “ECO-LOGIKO”, IL PRIMO PACKAGING PLASTIC FREE CON SISTEMA APRI – CHIUDI, MACCHINABILE, INTERAMENTE IN CARTONCINO

 SALA ALLEGRETTO Centro Servizi 1° piano, Blocco C

per registrarsi:  fabia@artigrafichereggiani.it  051798829

 APPROFONDIMENTO

Organizzato da: ARTI GRAFICHE REGGIANI SRL INDUSTRIA GRAFICA CARTOTECNICA

In collaborazione con: CNA Bologna – Unione Comunicazione e Terziario Avanzato

9 SET

16:00 – 17:00

L’ECO CALCOLATORE DI DUE EMME PACK, UNA COMUNICAZIONE TRASPARENTE A FAVORE DELL’AMBIENTE

 SALA ALLEGRETTO Centro Servizi 1° piano, Blocco C

per registrarsi:  info@dueemmepack.it  051822231

 APPROFONDIMENTO

 

Accedi da qui, tieniti aggiornato e scopri di più su SANA 

,

Consultabile on line Osservatorio tendenze mercato ortofrutta, luglio 2019

Consultabile on line l’Osservatorio tendenze mercato ortofrutta del mese di giugno 2019

Scarica e consulta l’Osservatorio Osservatorio tendenze mercati Luglio 2019

 

,

Registro centralizzato delle indicazioni geografiche eAmbrosia, inserite anche le bevande spiritose

Concepito per diventare lo sportello unico per le indicazioni geografiche dell’UE, eAmbrosia aggiunge ora i termini protetti delle bevande spiritose a quelle dei vini, già presenti in questo nuovo registro unico e centralizzato.

Fino ad oggi esistevano tre distinte basi dati, contenenti rispettivamente le indicazioni geografiche (IGP) dei vini, delle bevande spiritose e dei prodotti alimentari (e-Bacchuse-Spirit et DOOR). Ai fini della semplificazione e della trasparenza, nell’aprile 2019 la Commissione ha lanciato la base dati pubblica eAmbrosia, nella quale sono state via via inserite tutte le 3200 denominazioni protette nell’UE. Entro la fine dell’anno vi dovrebbero essere inseriti anche i prodotti agricoli e alimentari della base DOOR.

Tutte queste denominazioni si contraddistinguono per particolari caratteristiche o godono di una reputazione speciale  grazie alle peculiarità della propria regione di produzione, vale a dire le particolarità dell’ambiente o il know-how dei produttori locali.

Le indicazioni geografiche promuovono tali competenze e lo status particolare di tali prodotti. Maggiori informazioni sono disponibili sulle pagine dedicate alla politica per la qualità della Commissione europea.

,

La Calabria in Spagna – promozione filiera agroalimentare, al via le candidature delle aziende calabresi

La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna di Madrid (CCIS), nel quadro del Progetto “LA CALABRIA IN SPAGNA – PROMOZIONE DELLA FILIERA AGROALIMENTARE”, cofinanziato dalla Regione Calabria, indice una manifestazione di interesse per la partecipazione di una collettiva di 25 aziende calabresi del settore agroalimentare alle varie azioni previste, che avranno luogo tra settembre 2019 e luglio 2020. Scadenza adesioni: 20 settembre 2019.

,

Mise, al via il Fondo Nazionale Innovazione

Nella giornata odierna Invitalia ha concluso l’operazione di cessione di una partecipazione pari al 70% del capitale sociale detenuto nella società di gestione del risparmio Invitalia Ventures SGR. Un percorso che avviato con l’approvazione della Legge di Bilancio vede oggi la costituzione del Fondo Nazionale Innovazione, veicolo Invitalia-CDP che rappresenterà il perno della politica industriale in ambito startup e innovazione.

Il closing odierno conclude un percorso condotto dal Ministero dello Sviluppo Economico negli ultimi mesi al fine di creare le condizioni normative e regolamentari per il successo dell’operazione.

Il Fondo Nazionale Innovazione con una dotazione iniziale di 1 miliardo di euro opererà come fondo dei fondi e attraverso investimenti diretti in startup e PMI innovative.

Oggi è una giornata storica per l’innovazione italiana. Con il Fondo Nazionale Innovazione e le altre misure messe in campo nel nostro primo anno di Governo per il digitale contiamo di fare dell’Italia un Paese amico dell’innovazione facendo rientrare le tante startup fondate da italiani che operano in altri Paesi europei e non. Continuiamo a lavorare incessantemente per il futuro, per il bene del nostro Paese e dei nostri giovani, che con le loro idee costituiscono e costituiranno la spina dorsale dell’economia italiana” ha dichiarato il Ministro Luigi Di Maio.

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico, 05.08.2019
,

FruttaWeb si conferma leader dell’e-comerce nel settore ortofrutta

Fruttaweb, leader nella vendita online di ortofrutta, si conferma fra i protagonisti dell’e-commerce italiano, ponendosi fra i principali interpreti di un mercato in continua espansione e sempre più diffuso nel nostro paese. Basti pensare che, solo nel 2018, il valore dell’e-commerce ha superato i 27,4 miliardi di euro,con un aumento del 16% nei confronti dell’anno precedente. L’istituto tedesco Netcomm, in collaborazione con Polimi, ha sviluppato la prima ricerca in Italia sul settore, analizzando oltre 1.500 realtà attive del territorio. 

 
La ricerca, nominata Top Shop 2019/2020 è stata pubblicata in esclusiva su Affari&Finanza. L’istituto di ricerca ha studiato oltre 40 segmenti commerciali, passando al setaccio una “long list” di 1.500 portali, prendendo in esame 36 parametri e integrando un doppio canale di valutazione: da un lato, i voti degli esperti, e dall’altro, i giudizi degli utenti. Dalla prima selezione sono stati, poi, estrapolati i 545 migliori portali, divisi in base al mercato di riferimento, e valutati su alcuni parametri specifici (design del sito, condizioni di consegna, attività sui social media e molti altri). Infine, combinandoli con i punteggi degli esperti e degli utenti (sfruttando più di 8500 opinioni raccolte), sono state segnalate 200 eccellenze.
 
Fra i Top Shop della categoria alimentari si è posizionata Fruttaweb, unica rappresentante del settore ortofrutta, al 14mo posto generale e addirittura al terzo posto per la sottocategoria gastronomia. Il punteggio elevatissimo raggiunto da Fruttaweb nella ricerca Netcomm conferma il ruolo guida del portale sul fronte della innovazione del settore ortofrutticolo italiano, segnalandosi come una realtà unica e di successo, soprattutto se si tiene in considerazione che, a differenza degli altri marketplace della gastronomia, l’azienda propone ai suoi clienti una scelta legata esclusivamente a frutta e verdura. Il successo di Fruttaweb  è un risultato coltivato nel tempo e dimostrato dai numeri dell’ultimo anno in cui sono stati venduti più di 3.6 milioni di prodotti, con oltre 3 milioni di visite all’anno al sito e più di 120 mila follower sui social networks.
 
“Si tratta di un riconoscimento importante che dimostra il successo del nostro progetto e ci fa guardare con ottimismo al futuro”, afferma Marco Biasin, Founder e COO di Fruttaweb, Ritrovarsi vicini a veri e propri colossi dimostra le capacità e gli sforzi fatti nella realizzazione di uno shop online che all’estrema qualità dei prodotti, associa la ricerca e la facilità di utilizzo degli utenti”.
La startup nata a Molinella di Bologna nel 2015, continua a raccogliere riconoscimenti e successi non solo di tipo commerciale, dimostrandosi fra le realtà più innovative e funzionali in grado di cambiare la visione di un settore tradizionale come quello dell’ortofrutta, ma “per continuare a raggiungere risultati” afferma Biasin “ è necessario e vitale aggiungere nuove referenze a catalogo per coprire/esaudire/accogliere la sempre maggiore richiesta di ortofrutta di nicchia e d’eccellenza, Fruttaweb infatti è alla continua ricerca di prodotti e produttori nelle zone a maggior vocazione d’Italia”. I produttori possono contattare FruttaWeb alla mail commerciale@fruttaweb.com.
Fonte: Fruttaweb
,

Coldiretti chiede semplificazione sull’uso dei voucher in agricoltura

Una semplificazione dell’attuale normativa sui voucher potrebbe consentire di recuperare con trasparenza circa 50mila posti di lavoro occasionali nelle attività stagionali in campagna. E’ questa una delle richieste del presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione del tavolo sul lavoro convocato dal premier Giuseppe Conte alla vigilia dell’avvio della vendemmia dove i buoni lavoro sono stati introdotti per la prima volta in Italia. In campagna non si sono verificati gli abusi di altri settori, anche perché – sottolinea la Coldiretti – i beneficiari possono essere soltanto disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti che non siano stati operai agricoli l’anno precedente. Meno del 2% del totale dei voucher – ricorda la Coldiretti – è stato in passato impiegato in passato in agricoltura dove sono nati e rappresentano un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso.

Ora – evidenzia la Coldiretti – è importante assicurare al settore uno strumento che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva e disponibilità all’impiego e dall’altra sia in grado di garantire forme di integrazione del reddito alle categorie più deboli in un momento in cui ne hanno particolarmente bisogno. E’ fondamentale poi – continua Prandini – ridurre i costi per le imprese per colmare il divario con il resto della Ue attraverso il taglio del cuneo fiscale. Abbassando il costo del lavoro si potrebbe destinare il risparmio ottenuto ai lavoratori che avrebbero così più risorse da spendere per i consumi innescando un moltiplicatore di ricchezza utile alla ripresa. Inoltre verrebbe recuperato quello svantaggio competitivo con Francia e Spagna dove il costo del lavoro è più basso e la burocrazia più snella rispetto all’Italia.

Ma è anche strategico – precisa Prandini – arrivare a una reale semplificazione burocratica del lavoro anche sull’istituto dello scambio di manodopera e servizi fra piccoli imprenditori agricoli che rappresenta un vero e proprio sistema di sussidiarietà interna fra le aziende. Ed è altresì necessario – sottolinea la Coldiretti – eliminare ogni dubbio legislativo sul sistema del “Pick your own”, una tipologia di vendita dei prodotti agricoli con la possibilità offerta ai consumatori di scegliere e raccogliere direttamente da soli frutta e verdura. Una modalità non sempre riconosciuta o correttamente interpretata dagli organismi di vigilanza in Italia, per questo – evidenzia la Coldiretti – è importante che venga inserita ufficialmente e codificata fra le opzioni di vendita del prodotto dall’impresa agricola al consumatore.

Con una vera semplificazione burocratica e riducendo i costi per imprese e lavoratori si potrebbe così valorizzare ancora di più un settore come quello agroalimentare italiano che vale 205 miliardi, pari al 12% del Pil – evidenzia Prandini – e rappresenta il vero simbolo del Made in Italy con 41,8 miliardi di euro di esportazioni. Una capacità di presenza sui mercati esteri che – conclude Prandini – va anche sostenuta con lo sviluppo del ruolo dell’ICE, un’Agenzia unica che accompagni le imprese verso l’internazionalizzazione, potenziando al tempo stesso il ruolo delle Ambasciate con l’introduzione di principi di valutazione legati al numero di contratti commerciali.

Fonte: Coldiretti

,

Mipaaft, preavviso contributi a favore della ricerca in agricoltura biologica

E’ on line sul sito web del Mipaaft  il preavviso per la concessione di contributi finalizzati allo sviluppo del settore dell’agricoltura biologica attraverso la realizzazione di progetti di ricerca rispondenti alle tematiche prioritarie di Ricerca e Innovazione individuate nel “Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico”

I progetti di ricerca dovranno essere orientati al miglioramento delle produzioni biologiche, all’innovazione dei processi produttivi delle imprese, al trasferimento tecnologico ed alla fruizione e alla diffusione dei risultati della ricerca e rappresentare una risposta coerente con le esigenze manifestate dalle aziende agricole biologiche e con il contesto di sviluppo nazionale relativo all’azione di ricerca affrontata.
A tal fine i progetti di ricerca dovranno avere un approccio di tipo “multi-attoriale”, con il coinvolgimento obbligatorio delle aziende biologiche nella fase di elaborazione del progetto di ricerca e durante la realizzazione dell’attività di ricerca stessa. I progetti di ricerca dovranno prevedere obbligatoriamente una fase sperimentale presso le aziende biologiche coinvolte nell’attività di ricerca nonché il coinvolgimento diretto di aziende biologiche. Sarà premiante il coinvolgimento delle scuole superiori ad indirizzo agrario nelle fasi sperimentali del progetto nonché il coinvolgimento di aziende biologiche ubicate nelle isole, in territori montani e nei biodistretti.
Il progetto dovrà avere una durata non superiore a 36 mesi e dovrà riferirsi ad una delle seguenti Azioni di ricerca, descritte nell’Allegato 1:
1. Miglioramento genetico in Agricoltura Biologica
2. Riduzione degli input esterni nella Produzione Biologica
3. Trasformazione dei prodotti biologici
4. Florovivaismo biologico
5. Piante officinali biologiche e piante aromatiche biologiche
6. L’agroecologia nell’azienda biologica
7. Meccanizzazione

Requisiti dei partecipanti
Possono partecipare, in qualità di “Soggetto proponente”, i Dipartimenti, gli Istituti Universitari, gli Enti pubblici di ricerca, i Consorzi interuniversitari e gli Enti privati che hanno tra gli scopi istituzionali e statutari la ricerca e la sperimentazione e che non perseguono scopo di lucro.

L’importo destinato all’avviso pubblico sarà pari a 4.000.000 euro. Ogni singolo progetto dovrà prevedere un costo non superiore ad 300.000,00 euro.
Possibile data emanazione avviso pubblico SETTEMBRE 2019

Accedi da qui al Pre-Avviso preavvisoricercabiologico

,

ANUGA 2019, la Regione Calabria seleziona le aziende agroalimentari

La Regione Calabria – Dipartimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, indice una manifestazione di interesse relativa alla selezione di aziende calabresi operanti nel comparto agroalimentare, ai fini della partecipazione all’evento fieristico: “ ANUGA – TASTE THE FUTURE” – Colonia (Germania) 5/9 ottobre 2019

Cimice asiatica, Cia al nord è allarme per l’agricoltura

Scanavino porta questione a tavolo con Conte. Emergenza in Emilia-Romagna e Veneto, con danni dal 25% al 100% su tutta la frutta

Non è solo un problema locale e circoscritto. La cimice asiatica si sta trasformando nel nuovo flagello dell’agricoltura del Nord Italia: i danni nelle campagne sono enormi e il rischio è di azzerare il settore ortofrutticolo in Emilia-Romagna e Venetomentre il parassita si diffonde a macchia d’olio anche nelle regioni vicine, come Lombardia, Trentino e Friuli-Venezia GiuliaCia-Agricoltori Italiani lancia l’allarme sul fenomeno, sottolineando l’aumento dilagante nel 2019 degli attacchi di questo insetto, con gli agricoltori esasperati di fronte alla distruzione di pereti, meleti, piantagioni di kiwi, pesche e nettarine, così come dalla mancanza di strumenti adeguati a combatterlo.

Il presidente nazionale Dino Scanavino ha portato la questione anche al tavolo con il premier Giuseppe Conte e le parti sociali: “I cambiamenti climatici -ha spiegato- stanno portando parassiti, patogeni e insetti alieni che trovano sul nostro territorio un ambiente idoneo per proliferare. Una presenza pericolosa per l’agricoltura, a cui bisogna rispondere dando più spazio e risorse alla ricerca e con interventi rapidi di sostegno ai produttori”.

D’altra parte, già ora la situazione è drammatica, si stimano danni da milioni di euro per colpa della cimice asiaticaIn Emilia-Romagna, in particolare, le perdite sul pero sono enormi arrivando anche al 100% dei frutti in alcune aziende, soprattutto del Ferrarese. Danni accertati del 25-30% anche su pesco, susino, albicocco, ciliegio, mandorlo. Peggio ancora le colture di pomacee (melo, pero e nespolo) biologiche non protette da reti: il danno valutato ad oggi è tra il 40% e l’80%. Anche la soia subisce la numerosa presenza della cimice asiatica, in aumento anche in Venetodove le situazioni più gravi si registrano nel Polesine e nel Padovano. Nella provincia di Rovigo soprattutto, i frutticoltori prevedono una perdita dal 40% al 100% del raccolto, mentre la cimice ha cominciato ad attaccare nelle aziende padovane anche zucchine, melanzane, insalata, pomodori e peperoni.

Per questo, occorre intervenire prontamente. Secondo Cia-Agricoltori Italiani, serve un provvedimento del Governo, di concerto con le Regioni coinvolte, per stanziare risorse adeguate a indennizzare le aziende danneggiate, ad esempio attraverso un intervento straordinario del Mipaaft, come è stato fatto per la Xylella in Puglia.

Contemporaneamente, è indispensabile continuare a finanziare la ricerca scientifica, per trovare soluzioni che non siano solamente emergenziali. In questo senso, va iniziata in tempi brevi la sperimentazione in campo con l’antagonista naturale della cimice asiatica, la cosiddetta “vespa samurai”, che finora è risultato lo strumento di contrasto più efficace.

Fonte: CIA – Agricoltori Italiani

, ,

Prodotti Dop e Igp è online il portale del Mipaaft

Viaggiare inseguendo il gusto e i prodotti Dop e Igp mettendo in tavola anche beni culturali ed eventi. E’ on line il primo portale web  che il ministero delle Politiche agricole e del Turismo ha messo a punto per unire la passione per il cibo di qualità made in Italy e il turismo. Ci sarà anche unahttps://dopigp.politicheagricole.it/web/guest App il cui lancio è previsto a ottobre prossimo.

Si tratta di 823 pagine, una per ogni denominazione che caratterizzano ciascuna delle regioni italiane: 299 prodotti agroalimentari, 524 vini, con specifiche sulle caratteristiche, metodi di produzione e aree geografiche di nascita. Un patrimonio informativo, tratto direttamente dai disciplinari di produzione, ora fruibile da turisti, curiosi e addetti ai lavori.

Aprendo una singola denominazione nella sezione appositamente dedicata sul portale web, compare la fotografia, la descrizione del prodotto ma anche la localizzazione sulla cartina dell’ Italia e i possibili siti di interesse culturale abbinati al luogo della Dop e della Igp ricercata. Una sezione è inoltre dedicata a eventi e notizie. La app riprodurrà il portale in forma più smart e più social.

Il portale è stato presentato il 25 luglio a roma alla presenza del ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio. “Non ricordo uno strumento di questo tipo – ha detto Centinaio – e voglio diventi lo strumento della comunicazione del ministero. Dobbiamo continuare a lavorare sulla promozione, l’innovazione e la tutela. Unire i prodotti agroalimentari al turismo. Celebrare il made in Italy nel mondo. Oggi – ha proseguito il ministro – il mondo chiede informazione attraverso la rete ed è in questa direzione che ci dobbiamo muovere, per cogliere appieno il potenziale che offre il digitale. Questo portale può contribuire a rafforzare l’immagine delle Dop e delle Igp e attrarre visitatori che vogliono mangiare, bere, vivere ciò che offrono i nostri territori”.

Fonte: Ansa


Un legame con il territorio da scoprire

In ogni regione italiana, ci sono in media oltre 40 Denominazioni DOP, IGP, STG riconosciute dal MiPAAFT, che insieme ai siti culturali ed ai beni paesaggistici, rendono il nostro territorio unico al mondo.

Nella sezione “Scopri il territorio”, si possono conoscere i prodotti con Denominazione che caratterizzano ciascuna delle nostre regioni. Troverai descritte le caratteristiche dei prodotti, i metodi di produzione, potrai vedere le aree geografiche dove nascono le Denominazioni riconosciute. Un patrimonio informativo, tratto direttamente dai disciplinari di produzione, facilmente fruibile.

E, inoltre una sezione Eventi & Notizie nella quale sono selezionati gli eventi principali e le iniziative  patrocinate dal MiPAAFT

Accedi da qui al Portale Mipaaft 

, ,

Il Mipaaft apre la consultazione per la revisione del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile prodotti fitosanitari

Il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN) di cui al Decreto interministeriale del 22 gennaio 2014, viene aggiornato periodicamente ai sensi di quanto previsto dalla Direttiva 2009/128/CE e dal decreto legislativo n. 150 del 14 agosto 2012.
Pertanto, tenuto conto dei risultati del primo ciclo di applicazione del Piano e di quanto segnalato dai portatori di interesse, con il supporto del Consiglio Tecnico Scientifico, istituito ai sensi dell’articolo 5 del d.lgs. n. 150/2012, è stata predisposta una nuova proposta di Piano di azione quinquennale che sostituisce integralmente quello attualmente in vigore.
Ai fini della prevista fase di consultazione del pubblico, si rende disponibile la bozza di Piano sui siti istituzionali dei Ministeri delle Politiche Agricole, dell’Ambiente e della Salute, per consentire a chiunque voglia partecipare alla consultazione (associazioni, portatori di interesse, istituzioni, enti di ricerca, imprese e singoli cittadini) di trasmettere eventuali osservazioni sulla bozza di PAN.
Durante la fase di consultazione, che concluderà in data 15 ottobre 2019, potranno essere inviate, quindi, proposte di integrazione/modifica del testo, utilizzando l’apposito schema, anch’esso pubblicato sui siti web istituzionali, che si allega alla presente unitamente alla bozza di Piano.
Tutti i contributi pervenuti saranno valutati ai fini della stesura definitiva del nuovo Piano d’Azione Nazionale che verrà successivamente inviato alla Commissione europea.
Al fine di agevolare la valutazione di tali contributi è stato predisposto l’apposito modello allegato che dovrà essere compilato in ogni sua parte ed inviato ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
Mipaaft – DISR.Segreteria@politicheagricole.it ; DISR5@politicheagricole.it
Mattm -prodottifitosanitari@minambiente.it
Salute – pan.dgisan@sanita.it

Fonte: Mipaaft

,

Vigneti eroici e storici, da commissione agricoltura via libera al decreto

La commissione agricoltura ha dato il via libera al parere sul decreto legge, in attuazione del testo Unico del Vino, che disciplina il riconoscimento e la salvaguardia dei vigneti eroici e storici. Ad annunciarlo, sulla sua pagina facebook, Filippo Gallinella, presidente della XIII Commissione agricoltura della Camera. I vigneti eroici sono quelli ubicati su terreni con una pendenza superiore al 30 per cento o un’altitudine di oltre 500 metri, mentre quelli storici devono avere una produzione antecedente al 1960: due sezioni dalla forte valenza storica, paesaggistica e ambientale del nostro Paese. Saranno le Regioni a ricevere le domande dei produttori per il riconoscimento di questi vigneti: una volta accettate le richieste, insieme al Mipaaft, i produttori potranno usufruire dei fondi previsti dal Programma Nazionale a sostegno del settore vitivinicolo, parte dei quali saranno indirizzati al ripristino, al recupero, alla manutenzione dei vigneti eroici e storici che utilizzano vitigni autoctoni. Qualora le Regioni siano in possesso della documentazione comprovante i requisiti richiesti, la stessa non dovrà essere allegata dal soggetto richiedente al momento della domanda, al fine di non gravare eccessivamente i produttori dei vigneti storici o eroici. Infine, la commissione Agricoltura ha chiesto di specificare se la disposizione sia volta a consentire l’uso di un marchio già esistente, o a prevederne la creazione di uno nuovo, caso in cui sarà necessario specificarne la natura facoltativa, precisandone le condizioni e le modalità di attribuzione. Questo atto ci fa entrare nel merito di definizioni e procedure, riordinando un peculiare settore della viticoltura, dalle notevoli potenzialità di sviluppo. Ora il decreto, dopo le necessarie revisioni, potrà essere pubblicato per entrare poi in vigore.

Fonte: agricultura.it, 30 luglio 2019

,

Cassa Depositi e Prestiti, accordo con il FEI per 3 miliardi di garanzie a supporto delle PMI italiane

Con l’operazione via a €5,8 miliardi di finanziamenti per 65mila piccole e medie imprese italiane tramite il Fondo di Garanzia per le PMI

  • L’accordo sottoscritto nell’ambito del programma europeo COSME, gestito dal Fondo Europeo per gli Investimenti, attiverà nuovi investimenti fino a €8 miliardi
  • L’iniziativa è sostenuta dall’Unione Europea attraverso le risorse del Piano di Investimenti per l’Europa

Cassa Depositi e Prestiti ha sottoscritto con il Fondo Europeo per gli Investimenti un accordo finalizzato a potenziare notevolmente la capacità operativa del Fondo di Garanzia per le PMI (Fondo) a supporto del tessuto produttivo italiano. Grazie all’intesa, CDP concederà in favore del Fondo 3 miliardi di euro di contro-garanzie su un portafoglio del valore complessivo di 3,75 miliardi di euro.

Le risorse finanziarie che CDP veicolerà – ottenute attraverso il Programma europeo COSME (Competitiveness of Small and Medium-Sized Enterprises) gestito dal FEI – permetteranno di erogare fino a 5,8 miliardi di finanziamenti in favore di 65 mila piccole e medie imprese operanti in quasi tutti i settori merceologici, e attiveranno nuovi investimenti per un totale stimato in circa 8 miliardi di euro.

Si tratta della seconda operazione realizzata da CDP in favore del Fondo PMI attraverso il Programma COSME e, insieme alla precedente, rappresenta l’intervento d’importo più rilevante realizzato in un singolo Paese europeo.

Infatti, grazie alla prima operazione attivata da CDP nel 2017, oltre 47 mila PMI italiane hanno ricevuto, in poco più di 18 mesi, nuovi finanziamenti per circa 4,1 miliardi di euro, che hanno attivato investimenti per un ammontare stimato di circa 5,7 miliardi di euro.

Per accedere ai finanziamenti – importo massimo 150 mila euro e durata non inferiore ai 12 mesi – le imprese interessate potranno rivolgersi direttamente alla propria banca o al proprio Confidi. L’esito della domanda sarà comunicato nell’arco di 7 giorni lavorativi. Tutte le informazioni sono disponibili alla seguente pagina web: www.fondidigaranzia.it .

Elżbieta Bieńkowska, Commissario UE per il mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le piccole e medie imprese ha dichiarato: “Questa è un’ottima notizia, nonché un passo avanti per far sì che le PMI abbiano l’accesso al credito necessario per crescere ed innovare. Grazie al Piano Juncker si prospetta che 291.300 PMI italiane potranno beneficiare di un miglior accesso al credito. Quest’ultimo accordo aumenterà in modo significativo le loro capacità di sviluppo.”

Fabrizio Palermo¸ Amministratore delegato di CDP ha dichiarato: “Il sostegno alle piccole e medie imprese è uno degli obiettivi principali del Piano industriale 2019 – 2021, e l’intesa sottoscritta oggi rappresenta un importante passo in questa direzione. Grazie alla stretta collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte, CDP – facendo leva su risorse europee – contribuisce a consolidare il Fondo di Garanzia per le PMI, uno strumento decisivo per supportare gli investimenti delle imprese, vero motore della crescita del Paese”.

“L’iniziativa” ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Mediocredito Centrale, Bernardo Mattarella. “si inserisce in un programma più ampio di azioni che Mediocredito Centrale, attraverso lo sviluppo di specifiche partnership, mette in atto per incrementare le risorse finanziarie a disposizione del Fondo di Garanzia, al fine di ampliare il numero di piccole e medie imprese che possono beneficiarne, con conseguente agevolazione nell’accesso al credito. Esistono ancora significativi margini di crescita nell’utilizzo della garanzia pubblica ed è quindi fondamentale trovare sempre nuove opportunità da mettere a disposizione del Fondo e quindi delle PMI.”

Il Chief Executive del FEI, Pier Luigi Gilibert, ha affermato: “Quest’operazione è di grande importanza sia come volume, sia in termini di impatto economico. Siamo fieri di lavorare a fianco dei nostri partner italiani per facilitare l’accesso al credito per quelle PMI italiane che ne hanno bisogno. Creatività ed espansione implicano sempre un certo grado di rischio e grazie al Piano Juncker e al programma COSME dell’Unione Europea, il FEI può coprire parte di quel rischio, a beneficio delle imprese italiane.”
L’accordo odierno si inserisce nel perimetro della “Piattaforma di risk-sharing per le PMI” strutturata da CDP in cooperazione con il FEI, nell’ambito delle iniziative sviluppate attraverso il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici del Piano di Investimenti per l’Europa.

Fonte: Cassa Depositi e Prestiti

,

Entrate in vigore le nuove norme europee pratiche commerciali sulle piattaforme online

Oggi 31 luglio entrano in vigore nuove norme dell’UE che mirano a creare un ambiente equo, affidabile e all’insegna dell’innovazione per le imprese e gli operatori che utilizzano piattaforme online, compresi i mercati online, i siti di prenotazione, gli app store e i motori di ricerca.

Le norme troveranno diretta applicazione in tutti gli Stati membri dell’UE a partire dal 12 luglio 2020.

Il cosiddetto regolamento sulle relazioni piattaforme-imprese garantirà che un milione di imprese che vendono beni e servizi in tutta Europa ricevano informazioni più complete in merito alle pratiche online e beneficino di norme chiare e di meccanismi efficaci di risoluzione delle controversie, il che renderà le interazioni tra le imprese e le piattaforme online più eque e trasparenti.

Questo insieme unico di norme a livello dell’UE stabilisce obblighi per le piattaforme online e i motori di ricerca all’interno del mercato unico, rendendo più chiari i diritti delle imprese, in particolare per quanto riguarda il posizionamento nei risultati di ricerca, l’accesso ai dati e la risoluzione delle controversie.

Le norme garantiranno un aumento della concorrenza, il che a sua volta significherà che i consumatori godranno di una maggiore scelta di beni e servizi, di migliore qualità e a prezzi inferiori.

Il regolamento rappresenta un primo passo e rientra nei lavori in corso della Commissione relativi all’economia in rapida espansione delle piattaforme online, lavori che comprendono l’istituzione di un nuovo osservatorio dell’UE sull’economia delle piattaforme online , tra i cui compiti figura il monitoraggio dell’attuazione delle nuove norme.

 

Il testo completo in tutte le lingue ufficiali può essere consultato qui.

Ulteriori informazioni sulle nuove norme sono disponibili in questa scheda informativa e sul sito web del mercato unico digitale

,

Oscar green Calabria, le aziende under 35 premiate da Coldiretti

Nella splendida cornice del lago Arvo, a Lorica si è svolta la finale regionale del premio Oscar Green 2019, giunto alla 13ma edizione, che ha assegnato i premi ai vincitori regionali, giovani innovatori nel mondo agricolo e contadini del presente e del futuro. Al premio, promosso da Coldiretti Giovani Impresa, ha partecipato leader nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Veronica Barbati che ha tenuto a battesimo le aziende vincitrici della selezione regionale. Presentatore della giornata il Delegato regionale dei giovani Enrico Parisi che ha presentato e bene illustrato le aziende finaliste.

Per la categoria Sostenibilità, il premio è stato assegnato a Federica Geraci di Corigliano Calabro (CS) della storica azienda Olearia Geraci con il progetto “Linea cosmetica Kernevo – benessere&bellezza dal nocciolo di oliva”. Per la categoria Campagna Amica, premiato Nardo Fuoco dell’azienda Agricola Patafù di Parenti (CS).  Patafù è la patata sottovuoto, coltivata in Sila, lavorata completamente in acqua, allo scopo di impedirne l’ossidazione, e imbustata attraverso un procedimento che consente la conservazione fino a 10 giorni.

Per Fare Rete il riconoscimento è andato a Flavia Amato di Malìa Lab, di Guardavalle (CZ), un atelier dove si coniugano artigianalità, design e qualità dei filati. Abiti da donna‚ Äu-green‚ realizzati con tessuti naturali, derivati da fibre biologiche e sostenibili quali lana, ginestra, canapa, ortica, scarti di abete recuperando la cultura tessile calabrese. L’azienda accede anche alla finale nazionale.

Per la categoria Creatività, premiato il giovanissimo Pietro Orlando di Bova Marina (RC) che ha realizzato il “Gioiello del Pastore”, che ha lo scopo di difendere il gregge dai lupi e che contribuisce anche alla difesa del lupo stesso, quale specie protetta. L’attacco dei lupi, infatti, mette in grave difficoltà i pastori causando molto spesso una perdita di capi di bestiame. E’ un collare lungo circa 60 cm, con un pezzo di cuoio (crucili), due piccoli fermi (chiaveddi), e un processore che emette ultrasuoni ad una frequenza che infastidisce il lupo. Orlando accede alla finale nazionale.

Per Impresa 4.Terra, premiata l’azienda Santa Marina di Luigi Adinolfi di Oriolo (CS) con il progetto “Dall’origano del Pollino una pasta Vulgare”, che mette insieme tre aziende agricole biologiche (Biosantamarina, Biomanfredi e Bioram) e ha generato una microfiliera nell’Alto Jonio Cosentino, dedita al recupero, coltivazione e trasformazione dell’origano Vulgare Viride del Pollino. Un pastificio di Cosenza, con gli avanzi della lavorazione dell’origano ha avviato in filiera una produzione esclusiva di pasta all’origano.

Per Noi per il Sociale, ha vinto l’azienda agrituristica “Home 4 Creativity” di Montalto Uffugo (CS). Promuove la multifunzionalità delle strutture ricettive convertendole in Coliving, un nuovo modello di ospitalità che permette la residenza temporanea degli ospiti da 1 notte fino a 18 mesi, offre attività di coworking. L’attività si fonda sulla promozione di elementi chiave: sostenibilità, risparmio energetico, cucina tradizionale e tipica.

Sono state attribuite menzioni speciali alle aziende Vecchio Magazzino Doganale (Amaro Jefferson), Azienda Marchisa (Vitivinicolo artistico), Azienda Fonsi (Latte di Capra e Yogurt), Azienda Ugo Amato (Farine e Grani Antichi), Natale Godino (Birra Agricola), Rete d’Imprese Lykion Goji italiano. La giornata è stata arricchita dalla partecipazione degli agrichef di Terranostra – Campagna Amica, che si sono cimentati nel primo concorso masteragrichef per la preparazione di piatti a base di prodotti tipici calabresi. Particolarmente apprezzata la pasta con fiori di zucca dell’altopiano silano, le polpetta di carne con ndujia su fonduta di caciocavallo e il croccante con mousse di ricotta al bergamotto. Durante l’evento il casaro dell’azienda “Paese” ha prodotto in diretta le caratteristiche mozzarelle silane.

Fonte: Coldiretti

Clicca qui, per saperne di più su Oscar Green e conoscere i vincitori delle altre regioni 

,

Progetto “Calabria in Tour”, manifestazione di interesse per la partecipazione

Unioncamere Calabria, nel quadro del progetto “CALABRIA IN TOUR”, cofinanziato dalla Regione Calabria – Dipartimento Presidenza, Settore internazionalizzazione, indice una manifestazione di interesse per la selezione di aziende calabresi da coinvolgere nelle azioni dedicate del progetto.
Il progetto si propone di aprire nuovi mercati per la commercializzazione dei prodotti delle aziende calabresi coinvolte, attuando azioni in linea con le dimensioni aziendali (PMI) e con il piano per
l’internazionalizzazione della Regione Calabria.
Gli Obiettivi principali sono quelli di:
 promuovere le eccellenze del comparto turistico, enogastronomico e dell’artigianato della Calabria presso i mercati europei dei paesi target Romania, Olanda, Repubblica Ceca;
 incrementare il business per le imprese attraverso la Rete dei “Ristoranti Italiani nel Mondo” certificati “Ospitalità Italiana” presenti nei 3 Paesi UE utilizzando la Rete delle Camere di
Commercio Italiane all’estero (CCIE);
 cogliere le opportunità legate alla crescita della domanda di prodotti di qualità;
 promuovere la vendita dei prodotti on-line facendo provare le eccellenze calabresi.

Azioni da realizzare in Olanda, Repubblica Ceca e Romania

Le aziende calabresi che si intendono coinvolgere appartengono ai seguenti tre settori:
 Settore agroalimentare (ad esclusione del settore agricolo, salvo il possesso del codice Ateco legato alla commercializzazione dei prodotti)
 Settore turismo
 Settore artigianato

I titolari delle aziende che intendono partecipare alla manifestazione dovranno compilare il modello di istanza di adesione e la scheda informativa privacy allegati, e trasmetterli al seguente indirizzo e-mail: areapromozione@unioncamere-calabria.it  entro e non oltre il 09/09/2019.
Le aziende inoltre, dovranno compilare, previa esclusione, il Company profile accessibile dal seguente
link https://forms.gle/D37ZQhXcrv7wv9cm8

Per saperne di più e partecipare accedi da qui all’Avviso Pubblico

, ,

Il “fagiolo poverello bianco” conquista la De.Co.

I comuni di Mormanno, Laino Castello e Laino Borgo, in associazione, hanno deciso di istituire la Denominazione Comunale (De.Co.) per il Fagiolo Poverello bianco. È uno dei pochi casi in cui comuni limitrofi riconoscono allo stesso prodotto agricolo un’unica De.Co. Ha contribuito a questo importante riconoscimento l’ARSAC che ha offerto la collaborazione necessaria ai tre Comuni con riunioni tra amministratori e produttori, con la predisposizione del disciplinare di produzione, ecc.. Il Fagiolo Poverello bianco, come è noto, è un ecotipo locale di Phaseolus vulgaris L. che si coltiva nel territorio del Parco Nazionale del Pollino, nelle aree irrigue dei tre Comuni della Provincia di Cosenza. Qualitativamente si caratterizza per un grosso seme di forma ovale e di colore bianco privo di screziature, con bassa percentuale di tegumento e un ridotto tempo di cottura. Ha un elevato contenuto proteico mediamente pari a circa 26% e alti valori di proteine solforate. La coltivazione di questo fagiolo, come tutte le leguminose ha anche un grande valore ambientale per il tipo di radice a fittone che, penetrando in profondità, mantiene una buona struttura del terreno preservandolo anche dall’erosione. Le radici, inoltre, sviluppano dei tubercoli come conseguenza del rapporto di simbiosi con i batteri del genere Rhizobium, che sono in grado di fissare l’azoto gassoso atmosferico trasformandolo in forme nitriche e ammoniacali facilmente assimilabili dalle piante e fornendo una discreta dotazione di azoto nel terreno.

Per questi motivi, nelle rotazioni colturali, la coltivazione del fagiolo poverello bianco, come tutte le leguminose, è considerata miglioratrice delle condizioni fisico-chimiche del terreno. Partendo da una indagine conoscitiva e dalla caratterizzazione qualitativa della granella, il Centro di Divulgazione Agricola (Ce.D.A.) n. 2 dell’ARSAC di Castrovillari (CS), in collaborazione con prestigiose istituzioni di ricerca come l’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Bari e il CREA-Centro Ricerca per l’Orticoltura di Pontecagnano (SA), l’Unversità Mediteranea di Reggio Calabria, l’ENEA, ecc., dall’inizio degli anni 90 del secolo scorso ha realizzato diverse iniziative finalizzate al rilancio del Fagiolo Poverello bianco, determinando così un maggiore interesse da parte dei produttori e dei consumatori e un conseguente aumento della superficie coltivata. In tutti questi anni, oltre che assistere singolarmente i produttori, i Tecnici del Ce.D.A.n 2  hanno realizzato indagini riguardanti la tecnica agronomica, la difesa dai parassiti e la qualità della granella pubblicandone i dati su prestigiose riviste sia nazionali che internazionali ed in atti di convegni. Il Ce.D.A. n. 2, anche più recentemente ha svolto dei seminari frequentati da giovani imprenditori e riguardanti sia questo ecotipo che l’orticoltura tipica e di qualità del Pollino portando alla costituzione di una cooperativa denominata “Pollino Food Exeperience”. La semina di questo fagiolo si effettua entro la prima metà di giugno mentre la raccolta avviene entro ottobre. Come nella tradizione, la tecnica di coltivazione esclude l’uso di prodotti chimici di sintesi. Il prodotto viene commercializzato sia sfuso che in confezioni sottovuoto di 700 e 350 grammi.

Da un’analisi economica della coltivazione di questo ecotipo di fagiolo, è emerso che potenzialmente su un ettaro è possibile ottenere una produzione di circa 13 quintali (pari a 1.300 kg) di granella secca, che, ad un prezzo medio di vendita di circa 10,00 Euro al kg, fornirebbe una Produzione Lorda Vendibile (PLV) di circa 13.000,00 Euro. Considerato che i costi espliciti sostenuti per un ciclo produttivo sono mediamente pari al 40% del valore della PLV – e quindi di circa 5.200,00 €, si calcola un probabile reddito di circa 8.000,00 Euro per ettaro. Un valore aggiunto deriva dalla utilizzazione di questo fagiolo insieme ad altri nostri prodotti di eccellenza nella ristorazione locale. In conclusione, alla luce delle caratteristiche descritte e del riconoscimento della De.Co, anche questo eccellente prodotto del nostro territorio, oltre a contribuire all’ulteriore affermazione di un’agricoltura a basso impatto ambientale e alla salvaguardia della biodiversità, rappresenta un’altra opportunità di reddito per le giovani generazioni.

Fonte: ARSAC

,

Agricoltura di precisione, IBF Servizi il primo hub tecnologico per l’agricoltura italiana

Ottimizzazione dei processi produttivi, riduzione dei costi di produzione, miglioramento della qualità e sostenibilità ambientale. Sono questi gli obiettivi di IBF Servizi per migliorare la competitività dell’agricoltura italiana.  Nata da una partnership pubblico-privata tra l’ISMEA e Bonifiche Ferraresi, IBF Servizi promuove lo sviluppo dell’agricoltura di precisione, affiancando le aziende del settore nell’adozione e implementazione di soluzioni tecnologiche innovative.

Un progetto per l’agricoltura italiana che oggi si rafforza grazie all’ingresso nella compagine societaria di due big dell’hi tech come Leonardo, che partecipa all’iniziativa attraverso e-GEOS (società di Telespazio e dell’Agenzia Spaziale Italiana), tra i protagonisti internazionali nell’osservazione satellitare della Terra e nella geo-informazione, e A2A Smart City (società del Gruppo A2A), che sviluppa e gestisce infrastrutture tecnologiche abilitanti per servizi digitali integrati e connessi in rete e  che porterà la propria esperienza nel campo della sensoristica prossimale e nello sviluppo delle reti a banda stretta.

L’iniziativa è stata presentata oggi in occasione della conferenza stampa “Dallo spazio alla terra. Il salto tecnologico per l’agricoltura italiana” tenutasi a Roma presso il Montecitorio Meeting Center, alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, con Raffaele Borriello – Direttore Generale ISMEA, Valerio Camerano – Amministratore Delegato A2A, Gianni De Gennaro – Presidente di Leonardo, Federico Vecchioni – Amministratore Delegato di BF S.p.A.

I servizi che IBF offre, grazie al know how che proviene dall’intensa attività di ricerca e sviluppo di Bonifiche Ferraresi e dell’ISMEA, vanno dal monitoraggio delle colture al supporto nelle decisioni per le attività di irrigazione e di difesa dagli agenti patogeni, fino alla fornitura di mappe di prescrizione per semina e concimazione; una molteplicità di attività modulabili che risultano efficaci tanto su piccoli appezzamenti quanto su grandi estensioni, consentendo di incontrare le esigenze di un’ampia gamma di soggetti.

I sistemi di supporto alle decisioni aziendali, i sistemi informativi territoriali e quelli di localizzazione satellitare, oltre ai sensori prossimali e remoti, rappresentano strumenti di pianificazione e gestione sempre più importanti per gli imprenditori agricoli al fine di ottimizzare i fattori produttivi.

Promuovere e diffondere i princìpi dell’agricoltura di precisione con l’ausilio di queste tecnologie innovative consente di fare la cosa giusta nel posto giusto al momento giusto, riducendo gli sprechi, incrementando le rese e ottimizzando i processi, con evidenti benefici sia in termini economici che ambientali.

“Investire in ricerca e innovazione per fronteggiare le sfide del sistema agroalimentare ci permette di avere una visione lucida sul futuro, di farci trovare pronti per dare risposte alla crescente domanda alimentare e, allo stesso tempo, sostenere la creazione di una modalità di produzione più sostenibile dal punto di vista ambientale”. Ha dichiarato Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. “Il valore dell’agricoltura di precisione è un approccio razionale, preciso ed efficiente sotto il profilo delle risorse naturali impiegate e la gestione dei fattori della produzione, ma anche di altri fondamentali valori immateriali come i servizi ecosistemici. Iniziative come questa possono contribuire all’adozione e diffusione dei sistemi di gestione avanzata ed assistenza tecnica in agricoltura su vasta scala territoriale, proiettando il settore nel terzo millennio per un made in Italy sempre più di qualità e all’avanguardia”.

“Con questo progetto vogliamo favorire una crescita più sostenibile del sistema agroalimentare italiano” ha sottolineato Raffaele Borriello, Direttore Generale dell’ISMEA. “Facilitare l’accesso alle metodologie, alle pratiche e alle tecnologie dell’agricoltura di precisione vuol dire migliorare la competitività delle nostre imprese anche attraverso una riduzione dei costi di produzione, favorendo un’agricoltura sempre più rispettosa dell’ambiente e della salute dei cittadini. La partecipazione dell’Ismea assicurerà che tutte le aziende agricole italiane potranno beneficiare di questi vantaggi, anche quelle che per dimensioni, volume di affari e limiti di formazione non avrebbero l’opportunità di usufruirne.”

“BF S.p.A. considera la partnership azionaria in IBF Servizi con A2A e Leonardo, dopo quella con Ismea, una perfetta integrazione di conoscenze e di risorse umane dedicate a quello che oggi rappresenta in Italia uno straordinario esempio di innovazione tecnologica applicata alla filiera agroindustriale” ha dichiarato Federico Vecchioni, Amministratore Delegato di BF S.p.A., che ha proseguito “l’agricoltura di precisione è infatti in grado sia di rappresentare la migliore garanzia per il consumatore finale della qualità dei prodotti alimentari e dell’uso razionale e responsabile delle risorse naturali sia di fare dell’innovazione un fattore di competitività, comune denominatore di tutti i settori produttivi, e che vede oggi il comparto agricolo uno degli esempi di maggiore applicazione”.

“Abbiamo scelto con convinzione di entrare a far parte di IBF Servizi perché rappresenta un importante esempio di collaborazione fra partner autorevoli, in grado di sviluppare soluzioni avanzate dedicate all’agricoltura e assicurare un vantaggio competitivo a un settore industriale così importante per il nostro Paese” ha dichiarato Valerio Camerano, Amministratore Delegato del Gruppo A2A. “Le tecnologie che metteremo a disposizione con A2A Smart City nel campo della connettività e dei sensori, e la nostra capacità di gestire grandi quantità di informazioni, potranno fornire un valido contributo in termini di innovazione e sostenibilità ambientale”.

“Dall’unione tra tecnologia aerospaziale e settore agroalimentare, due eccellenze dell’Italia nel mondo, nasceranno servizi innovativi per lo sviluppo sostenibile delle attività italiane di tutte le dimensioni, con opportunità sul mercato globale” ha dichiarato Gianni De Gennaro, Presidente di Leonardo. “Con IBF Servizi, partnership pubblico-privato che riunisce detentori delle tecnologie, istituzioni e aziende agricole, il nostro Paese fa sistema per raggiungere un duplice obiettivo: aumentare la produttività agricola e contribuire a fronteggiare le sfide del cambiamento climatico. Leonardo è orgogliosa di mettere a disposizione, attraverso e-GEOS, la propria esperienza nelle tecnologie satellitari e nell’elaborazione dei big data.”

Tutti i materiali della conferenza stampa sono disponibili sul sito www.ismea.it

Comunicato stampa ISMEA, Roma, 17 luglio 2019

 

Accedi da qui al sito web IBF Servizi

,

La Commissione europea intensifica l’azione per proteggere e ripristinare le foreste del pianeta

Lo scorso 24 luglio la Commissione europea ha adottato una comunicazione di ampia portata in cui delinea un nuovo quadro di azioni volte a proteggere e ripristinare le foreste del pianeta, che custodiscono l’80 % della biodiversità terrestre, contribuiscono al sostentamento di circa un quarto della popolazione mondiale e costituiscono una risorsa fondamentale nella lotta contro i cambiamenti climatici.


L’approccio più risoluto annunciato oggi affronta la questione sia sul piano dell’offerta sia su quello della domanda, introducendo misure a sostegno della cooperazione internazionale con i portatori di interessi e gli Stati membri, della finanza sostenibile, di un migliore uso del suolo e delle risorse, della creazione di posti di lavoro sostenibili, della gestione sostenibile delle catene di approvvigionamento, della ricerca e della raccolta di dati mirati. Avvia inoltre una valutazione di possibili nuovi interventi di regolamentazione per ridurre al minimo la deforestazione e il degrado forestale causati dai consumi dell’Unione.

Frans Timmermans, Primo vicepresidente responsabile per lo Sviluppo sostenibile, ha dichiarato: “Le foreste sono il polmone verde del pianeta ed è nostra responsabilità prendercene cura. Se non le proteggiamo sarà impossibile raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati in materia di clima. Benché le più grandi foreste primarie al mondo non si trovino sul territorio dell’Unione, il comportamento di ciascuno di noi e le nostre scelte politiche possono fare la differenza. Oggi abbiamo dimostrato ai nostri cittadini e ai partner mondiali che per i prossimi cinque anni e oltre l’UE è pronta ad assumersi un ruolo di primo piano in questo settore.”

Il Vicepresidente Jyrki Katainen, responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha affermato: “La superficie forestale mondiale continua a diminuire a un ritmo allarmante. Con questa comunicazione intensifichiamo l’azione dell’UE per proteggere meglio le foreste esistenti e gestirle in modo sostenibile. Proteggere le foreste ed espandere la superficie forestale in modo sostenibile significa preservare i mezzi di sostentamento delle comunità locali ed aumentarne il reddito. Le foreste rappresentano anche un promettente settore dell’economia verde, che ha il potenziale di creare tra 10 e 16 milioni di posti di lavoro dignitosi in tutto il mondo. Questa comunicazione costituisce un importante passo avanti in tal senso.”

Karmenu Vella, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha aggiunto: “Serve un’azione europea più incisiva ed efficace per proteggere e ripristinare le foreste, perché la situazione – nonostante gli sforzi già compiuti – è ancora precaria. La deforestazione ha conseguenze disastrose per la biodiversità, il clima e l’economia.”

Neven Mimica, Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, ha dichiarato: “Siamo pronti a collaborare con i paesi partner per proteggere e gestire in modo sostenibile le foreste di tutto il mondo, nell’interesse della sicurezza alimentare, delle risorse idriche, della lotta contro i cambiamenti climatici, della resilienza e della pace. È un passo dovuto per un futuro più sostenibile e inclusivo.”

L’ambizioso approccio europeo definito oggi è una risposta all’annoso problema della distruzione delle foreste, che continua a interessare tutto il mondo: tra il 1990 e il 2016 sono andati persi 1,3 milioni di chilometri quadrati, equivalenti a circa 800 campi da calcio l’ora. Tra i principali responsabili della deforestazione c’è la domanda di alimenti, mangimi, biocarburanti, legname e altri prodotti.

Le emissioni di gas serra connesse a questa pratica sono la seconda causa di cambiamenti climatici, motivo per cui proteggere le foreste è essenziale per adempiere agli impegni dell’accordo di Parigi. Sul piano socio-economico le foreste contribuiscono al sostentamento del 25 % circa della popolazione mondiale, oltre ad essere depositarie di preziosi valori culturali, sociali e spirituali.

La comunicazione adottata oggi persegue un duplice obiettivo: da un lato, tutelare e migliorare la salute delle foreste esistenti, in particolare quelle primarie; dall’altro, espandere in modo significativo la superficie forestale mondiale, all’insegna della sostenibilità e della biodiversità. La Commissione ha individuato cinque priorità:

  • ridurre l’impronta dei consumi dell’UE sul suolo e incoraggiare il consumo di prodotti provenienti da catene di approvvigionamento che non contribuiscano alla deforestazione nell’UE;
  • collaborare con i paesi produttori per diminuire la pressione sulle foreste e spingere l’UE verso una cooperazione allo sviluppo che non sia causa di deforestazione;
  • rafforzare la cooperazione internazionale per arrestare la deforestazione e il degrado forestale e promuovere il ripristino delle foreste;
  • riorientare i finanziamenti verso pratiche più sostenibili di uso del suolo;
  • sostenere la disponibilità, la qualità e l’accesso alle informazioni sulle foreste e le catene di approvvigionamento dei prodotti e promuovere la ricerca e l’innovazione.

Per vagliare le misure volte a ridurre il consumo dell’UE e incoraggiare l’uso di prodotti provenienti da catene di approvvigionamento che non contribuiscono alla deforestazione verrà creata una piattaforma multi-partecipativa sulla deforestazione, il degrado e la rigenerazione forestali, che riunirà un ampio ventaglio di portatori di interessi. La Commissione favorirà anche il potenziamento dei sistemi di certificazione riservati ai prodotti che non sono causa di deforestazione e valuterà possibili misure legislative e altri incentivi sul versante della domanda.

La Commissione lavorerà a stretto contatto con i paesi partner per aiutarli a ridurre la pressione sulle foreste e si assicurerà che le politiche dell’UE non contribuiscano alla deforestazione o al degrado forestale. Affiancherà i suoi partner nell’elaborazione e nell’attuazione di quadri nazionali di ampio respiro in materia di foreste, favorendo il loro uso sostenibile e migliorando la sostenibilità delle catene del valore basate su queste ultime. La Commissione, inoltre, si adopererà nelle sedi internazionali (quali FAO, ONU, G7 e G20, OMC e OCSE) per rafforzare la cooperazione in questo ambito, tanto sul piano delle azioni quanto su quello delle politiche. Continuerà ad impegnarsi affinché gli accordi commerciali negoziati dall’UE favoriscano una gestione responsabile e improntata alla sostenibilità delle catene di approvvigionamento mondiali, oltre a sostenere il commercio di prodotti agricoli e forestali che non causano deforestazione o degrado forestale. La Commissione si propone anche di creare meccanismi che incentivino i piccoli agricoltori a mantenere e potenziare i servizi ecosistemici e ad adottare pratiche sostenibili di gestione agricola e forestale.

Nell’ottica di migliorare la disponibilità, la qualità e l’accesso alle informazioni sulle foreste e sulle catene di approvvigionamento la Commissione propone di istituire un osservatorio dell’UE sulla deforestazione e sul degrado forestale, dedicato al monitoraggio e alla misurazione delle variazioni della superficie forestale a livello mondiale e dei relativi fattori trainanti. Questo strumento consentirà agli enti pubblici, ai consumatori e alle imprese di accedere più facilmente alle informazioni sulle catene di approvvigionamento, stimolando una maggiore sostenibilità. La Commissione valuterà anche la possibilità di usare più sistematicamente il sistema di satelliti di Copernicus per monitorare le foreste.

La Commissione punta a riorientare i finanziamenti pubblici e privati per incentivare la gestione sostenibile e le catene del valore sostenibili basate sulle foreste, come pure la tutela delle foreste esistenti e la rigenerazione sostenibile di nuove superfici forestali. Inoltre, di concerto con gli Stati membri, esaminerà i meccanismi che potrebbero contribuire a promuovere la finanza verde, stimolando e attraendo ulteriori investimenti.

Contesto

L’UE è un leader mondiale indiscusso del settore. Dal 2003 attua un piano d’azione per l’applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale (FLEGT) volto a combattere il disboscamento illegale e il relativo commercio di legname. La comunicazione della Commissione sulla deforestazione, risalente al 2008, ha gettato le basi di un quadro strategico a livello dell’UE, fissando tra le altre cose l’obiettivo di arrestare entro il 2030 la perdita di superfici forestali su scala globale e di ridurre la deforestazione tropicale lorda di almeno il 50 % entro il 2020. Nonostante gli sforzi dell’Unione, difficilmente sarà possibile conseguire questi traguardi: occorre dunque un impegno più deciso.

La comunicazione odierna è frutto di ampie consultazioni dei portatori di interessi, che, principalmente nell’ambito di due conferenze (nel 2014 e nel 2017), una consultazione pubblica (nel 2019) e tre studi, si sono espressi sulla deforestazione, il degrado forestale e i possibili interventi dell’UE. La comunicazione dà anche seguito alle richieste del Parlamento europeo e del Consiglio, che hanno sollecitato ripetutamente un’azione più coordinata e, in particolare, l’eliminazione della deforestazione dalle filiere dei prodotti agricoli.

Le foreste sono imprescindibili per far fronte alle grandi sfide del nostro tempo in materia di sostenibilità, tra cui il declino della biodiversità, i cambiamenti climatici e l’aumento della popolazione. Gli accordi e gli impegni internazionali riconoscono la necessità di un’azione ambiziosa per invertire la tendenza alla deforestazione.

Le emissioni di gas serra derivanti dall’uso del suolo e dai cambiamenti d’uso del suolo, soprattutto per effetto della deforestazione, sono la seconda causa di cambiamenti climatici dopo i combustibili fossili e rappresentano quasi il 12 % del totale (più della quota imputabile al settore dei trasporti). Le foreste accumulano grandi quantità di anidride carbonica, assorbita dall’atmosfera e fissata nella biomassa e nel suolo; arrestare la deforestazione e il degrado forestale è quindi cruciale per lottare contro i cambiamenti climatici. La creazione di nuove foreste e il ripristino sostenibile di quelle degradate possono essere valide soluzioni per integrare gli sforzi in questo ambito: se pianificato e attuato nel rispetto dei principi della sostenibilità, il rimboschimento può apportare notevoli benefici.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Scheda informativa

Comunicazione sull’intensificazione dell’azione dell’UE per proteggere e ripristinare le foreste del pianeta

Documento di lavoro dei servizi della Commissione sulle attività di consultazione

,

Siccità in Europa: la Commissione annuncia un sostegno supplementare per gli agricoltori europei

La Commissione europea lo scorso 25 luglio ha annunciato il proprio sostegno agli agricoltori danneggiati dalle ondate di siccità che stanno colpendo l’intero continente.

Phil Hogan, commissario per l’Agricoltura, ha dichiarato: “L’attuale, prolungata siccità è fonte di preoccupazione per i nostri agricoltori. La Commissione si tiene in stretto contatto con gli Stati membri e sta valutando la situazione. Come sempre, siamo pronti ad assistere gli agricoltori colpiti dalla siccità: a tal fine abbiamo deciso di predisporre pagamenti anticipati più consistenti e deroghe ad alcune norme di inverdimento per agevolare la produzione di alimenti per gli animali“. Gli agricoltori europei potranno percepire una percentuale più elevata degli anticipi sui pagamenti diretti e sui pagamenti per lo sviluppo rurale. Inoltre, per nutrire il bestiame, disporranno di maggiore flessibilità nell’uso di terreni normalmente non utilizzati a fini di produzione.

 

,

KEPOS, il giardino diffuso della biodiversità in Calabria

KEPOS, il giardino delle meraviglie è un progetto multimediale per mettere in rete orti e giardini, diffusi sul territorio calabrese, dove sono presenti piante rare, alberi da frutto dimenticati e varietà vegetali a forte rischio di estinzione.

Kepos, il giardino delle meraviglie è anche il progetto di valorizzazione concreta dei siti ad alta valenza di biodiversità sul territorio calabrese, cofinanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del PSR – mis. 16.1.1.

Nasce così l’idea di perseguire il sogno del prof. Orlando Sculli e del compianto antropologo prof. Domenico Raso, che circa 20 anni fa immaginavano di raccogliere in un campo le specie rare in via d’estinzione sul territorio calabrese.

Il progetto si pone come primo obiettivo la realizzazione di un portale web informativo, una digital library finalizzata alla catalogazione delle diverse specie, per la conoscenza e la diffusione della diversità biologica.

L’idea di fondo è creare un network, un sistema virtuoso e interattivo per la salvaguardia del patrimonio vegetale, attraverso una rete partecipata di diversi soggetti partner solidali, che possa permettere a chiunque di conoscere e segnalare uno spazio verde, un campo, una pianta o mettere a disposizione dei semi, in un’ottica orientata al recupero della sostenibilità ambientale.

Grazie alle nuove tecnologie e ai sistemi di geolocalizzazione, è possibile oggi riunire i diversi campi sparsi sul territorio fino alla riuscita di unico e innovativo giardino diffuso della biodiversità in Calabria.

Tra le finalità vi è inoltre quella di sensibilizzare istituzioni e scuole verso una maggiore attenzione al ricco patrimonio botanico per un coinvolgimento attivo al fine di trasformare i propri spazi verdi, a volte dismessi o poco curati, in piccoli campi di conservazione o orti didattici che possano ospitare piante autoctone dimenticate e contribuire così alla valorizzazione di questo importante bene comune.

Accedi da qui per approfondire KEPOS 


“Kepos – il giardino delle meraviglie” è il progetto di valorizzazione della biodiversità calabrese. Verrà presentato a Guardavalle (CZ) in occasione de La Festa della Biodiversità” presso l’Agriturismo Fassi, nell’ambito del progetto PSR 2014/2020 della Regione Calabria (Mis.16 – Intervento 16.01.01) il 31 luglio 2019 a partire dalle ore 17:30.

Durante l’evento, che prevede in contemporanea anche un  Eco Laboratorio didattico per bambini dal titolo “Green Ri-Generation” tenuto da the Blonde Farmer, verranno esposte diverse varietà di semi e di legumi opportunamente classificate e saranno illustrate la finalità che il progetto Kepos persegue in riferimento ad obiettivi quali la tutela, la ricerca e la reintegrazione delle antiche varietà vegetali autoctone del territorio calabrese. Un progetto che vede coinvolte decine tra aziende partner ed enti di ricerca e che si pone come riferimento concreto per la conoscenza e la fruizione dei siti ad alta valenza di biodiversità.

Il portale web del progetto non solo consente di consultare le schede di decine di varietà “antiche” a rischio di estinzione di fruttiferi, ortaggi, cereali, legumi ma consente di individuare on line,  grazie alla georeferenziazione, quei siti dove gli “Agricoltori custodi” preservano e continuano a mantenere vivo il prezioso patrimonio vegetale. Inoltre il progetto, nella seconda fase di realizzazione (fase 2), prevederà tramite le aziende partner di ottenere prodotti trasformati a marchio “Kepos” derivanti da materia prima ad alta valenza di biodiversità. Una nuova frontiera dunque quella della “biodiversità alimentare” che unisce la eco sostenibilità delle produzioni e la valorizzazione di aree spesso marginali ma depositarie di veri e propri scrigni di varietà vegetali non più coltivate e da scoprire. Produzioni dal grande appeal nei confronti dei consumatori in quanto uniscono storia, cultura, identità e benessere.

I lavori, moderati dal giornalista Filippo Teramo verranno aperti da Mimmo Guido, imprenditore agricolo capofila del progetto Kepos ed introdotti dal prof. Giuseppe Zimbalatti, Direttore Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Seguiranno gli interventi della d.ssa Sabrina Assenzio, coordinatrice della commissione “Custodia del Creato” dell’arcidiocesi di Messina che tratterà il tema “Laudato si: l’enciclica e la biodiversità in ecologia integrale” e dell’agronomo Rosario Previtera che argomenterà “Dal passato i frutti del futuro: l’opportunità Kepos e la biodiversità alimentare”. Nino Cannatà ideatore di Kepos, illustrerà “Kepos il giardino delle meraviglie: dal campo al web” mentre il prof. Orlando Sculli da anni impegnato nella ricerca e conservazione di specie vegetali antiche parlerà di “Esempi di recupero del germoplasma e salvaguardia della biodiversità” insieme a Nino Sigilli imprenditore agricolo che illustrerà gli “Esempi di diffusione e coltivazione di specie a valenza biodiversa”. È prevista la partecipazione dei rappresentanti dei Gal della Calabria e dei partner del progetto. Le conclusioni saranno affidate al dott. Giacomo Giovinazzo, Direttore Generale Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari Regione Calabria e Autorità di Gestione PSR Calabria.

Secondo Mimmo Guido, capofila del progetto “l’evento rientra tra le modalità di divulgazione, promozione e tutela delle colture in via d’estinzione contestualmente ad un mercato che richiede prodotti sempre più “naturali” e dunque più “identitari”. Il connubio tra agricoltura sostenibile e prodotti identitari risulta vincente per un’agricoltura moderna in crisi, tanto più se tale identità si lega con l’aspetto paesaggistico-territoriale. Ci si riferisce pertanto alla riscoperta, valorizzazione ed utilizzo di antiche specie, varietà e cultivar, non solo per fini scientifici ed etici ma anche per motivi di marketing e quindi economici. Da qui la necessità di salvaguardare la biodiversità vegetale quale risorsa culturale ed ambientale e finalmente anche economica rispetto alla connessa “biodiversità alimentare”, così come auspicato dagli orientamenti comunitari”.

,

Agrumi italiani: dalla ricerca del CREA un innovativo estratto benefico

La comunità scientifica è ormai concorde nel riconoscere le funzioni antiossidante e antinfiammatoria svolte dalle antocianine e dai polifenoli in generale, molecole bioattive naturali ampiamente presenti nel mondo vegetale, apprezzati per le loro proprietà salutistiche e per il contributo alla prevenzione di numerose patologie.

Il CREA, con il suo centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, ha valutato l’effetto preventivo dell’assunzione di un nuovo estratto proveniente dagli scarti di lavorazione dell’arancia rossa e della scorza di limone, ricco di antocianine e polifenoli, sullo sviluppo e avanzamento delle disfunzioni renali, in particolare la nefropatia diabetica.

La nefropatia diabetica è una malattia cronica che deteriora la funzionalità renale irreversibilmente, fino ad arrivare allo stadio terminale ed è particolarmente frequente in molti casi di diabete mellito (o diabete di tipo II), le cui cause vanno ricercate nell’iperglicemia, nello stress ossidativo e nell’infiammazione renale. Inibire, pertanto, lo stress ossidativo e l’infiammazione potrebbe essere fondamentale per contribuire a ostacolare il progressivo avanzamento della malattia.

Nel dettaglio, lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Cellular Physiology, è consistito nell’inserire nell’alimentazione di animali da esperimento (topi Zucher grassi diabetici) l’estratto di arancia rossa e di limone, per misurarne le ricadute sullo stress ossidativo, sulla funzione renale e su alcuni disturbi metabolici riscontrati nel diabete di tipo II. Le varietà impiegate sono state per l’arancia rossa ‘Tarocco’, ‘Moro’ e ‘Sanguinello’, per il limone il ‘Femminello’, in particolare della sua fioritura estiva, il ‘Verdello’.

Le analisi, effettuate dopo 6, 15 e 30 settimane, hanno evidenziato che tale estratto consente di ripristinare i normali livelli di glucosio nel sangue ed il peso corporeo. Sono stati, inoltre, neutralizzati i radicali liberi a beneficio di una maggiore efficacia del sistema antiossidante. In questo modo è stata attenuata, quindi, la gravità della nefropatia diabetica, bloccandone lo sviluppo, e sono stati limitati i danni renali indotti dal diabete mellito di tipo II. L’estratto è un brevetto CREA N° 102017000057761 “Metodo per la produzione di un estratto da sottoprodotti della lavorazione degli agrumi ed estratto così ottenuto”.

«Possiamo ipotizzare – afferma Paolo Rapisarda, Direttore del CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura – che l’assunzione di tale estratto, contenente i principi attivi delle arance rosse e del limone, potrebbe contribuire a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da diabete di tipo II, dimostrando così, ancora una volta, gli importanti effetti benefici dei nostri agrumi».

Comunicato stampa CREA

Ad ottobre l’edizione numero 52 di Cibus Tec

Ritorna a Parma dal 22 al 25 ottobre 2019 CIBUS TEC, tra le più innovative manifestazioni di tecnologia alimentare che  offre una vetrina completa delle migliori soluzioni – dagli ingredienti alle tecnologie di trasformazione, dal confezionamento alla logistica – per tutti i settori dell’industria alimentare e delle bevande.

Esposizioni ma anche workshops per interagire con gli esperti del settore, conoscere le prossime tendenze e acquisire nuove competenze da applicare alle proprie realtà aziendali. Cibus Tec 2019 sta preparando un ricco programma di eventi di informazione e formazione per tutti i settori dell’industria alimentare e delle bevande con la presentazione delle best practice a livello globale.

 

Accedi da qui per conoscere le iniziative già programmate

On line la piattaforma digitale BioAmbassador

,

Italia, prima al mondo nella trasformazione dei prodotti biologici

L’Italia è tra i leader della produzione biologica a livello globale.
Siamo i maggiori produttori di agrumi al mondo (il 27% dell’intera superficie agrumicola italiana è biologica), il primo Paese europeo per l’ulivo (è biologica oltre il 20% della superficie nazionale a oliveti), per la frutta (quasi 25mila ettari, oltre l’11% della superficie totale) e per gli ortaggi (55.000 ettari, quasi l’11% della superficie nazionale a orticole).
Siamo al secondo posto al mondo per superficie a vite biologica (oltre 105mila ettari il 15,8% della superficie nazionale a vite), il secondo produttore al mondo di cereali (dopo la Cina): 10 ettari su 100 sono biologici, siamo al primo posto in Europa per numero di aziende biologiche.
“A questi primati nell’ambito della produzione agricola – aggiunge Roberto Zanoni, presidente di AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici – si affianca la leadership mondiale delle aziende che trasformano i prodotti biologici: si tratta di oltre 18.000 imprese di ogni dimensione, cioè oltre 3mila in più di quelle tedesche e francesi, 15mila in più della Spagna. Siamo il primo esportatore dell’Unione Europea (con oltre 2 miliardi di euro) e il secondo al mondo dopo gli Stati Uniti: prodotti biologici italiani si trovano negli scaffali dei negozi specializzati e dei supermercati di un’ottantina di Paesi, a testimonianza della fiducia e dell’apprezzamento per la qualità dei prodotti delle aziende italiane”.
“Questi numeri” – continua Zanoni – da un lato fanno naturalmente piacere, dall’altro ci caricano di responsabilità per il nostro ruolo di rappresentanti del settore più dinamico e performante dell’agro-alimentare italiano, che vede continuamente nuovi player via via affiancare i pionieri del settore”.
“L’impegno è mantenere la leadership continentale per l’export, ma contemporaneamente aumentare la quota di consumi nazionali. L’Italia è al quinto posto al mondo e al terzo posto in Europa per entità del mercato interno, ma la spesa pro capite è ancora contenuta: parliamo di 52 EUR/anno, più o meno come il Belgio, più dei 42 della Spagna o dei 35 della Gran Bretagna, ma pochi se confrontati con i 288 EUR della Svizzera, i 278 della Danimarca o i 237 della Svezia”.
Gli strumenti per accompagnare e favorire la crescita del mercato interno?
“Migliorare continuamente il presidio della qualità, lavorare in ricerca e sviluppo per rispondere a anticipare la domanda del consumatore, potenziare il sistema di controllo con nuovi strumenti tecnologici, come le piattaforme per la tracciabilità delle transazioni. Ma anche lavorare sempre più sul versante dell’informazione, come Sana fa da oltre trent’anni. L’impegno su informazione e promozione deve coinvolgere il sistema delle imprese e, auspicabilmente, il ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del  turismo. Il regolamento europeo riconosce che la produzione biologico esplica una duplice funzione sociale, non solo rispondendo alla domanda dei consumatori di prodotti naturali, genuini e affidabili, ma anche fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale. Il ministro Centinaio ha espresso la sua convinzione che la produzione biologica è uno degli strumenti più efficaci per salvaguardare l’immensa ricchezza della nostra biodiversità. Contiamo su un Piano d’azione nazionale che contribuisca a rafforzare la conoscenza della produzione biologica e dei suoi benefici ambientali e sociali, irrobustendo un settore che si fonda sulla sostenibilità e garantisce occupazione “pulita”

Fonte: Comunicato stampa AssoBio

, ,

Nuove agevolazioni alle imprese per E-commerce e Temporary Export Manager

Da oggi 25 luglio 2019, con la pubblicazione delle circolari attuative, si ampliano gli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane previsti dal Decreto del Ministro Di Maio dell’8 aprile 2019.

Le società di capitali in forma singola o rete d’impresa, potranno accedere a finanziamenti a tassi agevolati per l’inserimento temporaneo in azienda di un Temporary Export Manager (TEM) e per lo sviluppo di piattaforme E-commerce attraverso un market place o un proprio sito web, in entrambi i casi per progetti da realizzare in Paesi extra-UE.

Per l’inserimento temporaneo in azienda di un TEM, il finanziamento dovrà essere compreso fra 25.000 € e 150.000 € e i progetti dovranno essere finalizzati all’erogazione di servizi volti a facilitare i processi di internazionalizzazione d’impresa.

Per lo sviluppo di soluzioni di e-commerce, è previsto invece un finanziamento da 25.000 € a 300.000 € e i progetti dovranno riguardare beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano.

In entrambi i casi il finanziamento potrà coprire il 100% delle spese, a un tasso d’interesse pari al 10% del tasso di riferimento europeo (attualmente pari a 0,089%), con durata massima di 4 anni.

La domanda di finanziamento dovrà essere presentata sull’apposita piattaforma online gestita da SACE SIMEST.

Per saperne di più:

Ulteriori approfondimenti sul portale www.sacesimest.it

,

Mipaaft, nasce il portale Web e App per la valorizzazione delle denominazioni DOP e IGP

Nasce il primo portale web istituzionale dedicato alle Denominazioni Dop e Igp. 823 pagine, una per ogni denominazione. Un enorme patrimonio informativo disponibile on line per i consumatori e i turisti. È stato presentato oggi, dal Mipaaft, alla presenza del Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio, il sito dopigp.politicheagricole.it, on line in italiano e in inglese dal 1 agosto
Saranno finalmente resi disponibili sul web, e a breve anche sul mobile attraverso un App dedicata, tutti i prodotti di Denominazione che caratterizzano ciascuna delle nostre regioni: 299 prodotti agroalimentari, 524 vini, con specifiche sulle caratteristiche, metodi di produzione e aree geografiche di nascita. Un patrimonio informativo, tratto direttamente dai disciplinari di produzione, ora facilmente fruibile da turisti, curiosi e addetti ai lavori.
Un progetto innovativo, per Target (mette insieme Consumatori, Turisti, Operatori Economici), per le Tematiche (Valorizzazione, Educazione, Nuove Tecnologie), per l’Approccio (condotte survey dedicate per raccogliere le esigenze degli Operatori) e per le Informazioni (il patrimonio dei disciplinari reso fruibile ad un vasto pubblico).
“I prodotti Dop e Igp rappresentano uno strumento di tutela delle eccellenze italiane e delle produzioni legate al territorio ma anche un’attrattiva per il settore turistico con importanti ricadute sull’economia locale.  Lo sviluppo del territorio è sempre più connesso a quelle che sono le sue tipicità. Dobbiamo continuare a lavorare sulla promozione, l’innovazione e la tutela. Unire i prodotti agroalimentari al turismo. Celebrare il made in Italy nel mondo”, è quanto dichiara il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio. “Il mondo oggi chiede informazione attraverso la rete ed è in questa direzione che ci dobbiamo muovere, per cogliere appieno il potenziale che offre il digitale. Questo portale può contribuire a rafforzare l’immagine delle DOP e delle IGP e attrarre visitatori che vogliono mangiare, bere, vivere ciò che offrono i nostri territori”.
Il Mipaaft, con il portale Dop-Igp, continua sulla strada della promozione del turismo e dell’agricoltura attraverso le nuove tecnologie e il digitale, strumenti sempre più richiesti dagli utenti, – siano essi consumatori o turisti –  che utilizzano il web per ricercare informazioni sui nostri prodotti di qualità, piuttosto che su luoghi e beni di attrattività turistica del nostro Paese.
Il Portale può diventare una opportunità per i tanti Territori e Denominazioni che rappresentano un Patrimonio del nostro Paese, talvolta ancora poco esplorato. Tutti i prodotti e territori, con questo Portale, hanno occasione di essere allo stesso modo presenti in rete, di farsi conoscere, creare rete.
Il Ministero sta già lavorando, per quanto riguarda l’App a integrare i dati sugli Agriturismi riconosciuti dal Mipaaft e i dati relativi ai Beni Culturali.

Fonte: Ufficio Stampa Mipaaft

,

Il programma Caep, stage e scambi culturali in USA per i giovani in agricoltura

L’organizzazione statunitense Caep (Communication Agricoltural Education Programs) offre la possibilità ai giovani under 30 di specializzarsi nel settore dell’agricoltura a livello mondiale

Studiare o svolgere un’attività lavorativa all’estero è stata da sempre – e lo è tuttora – una preziosa opportunità per i giovani.
Imparare una nuova lingua, confrontare le tecniche del proprio paese con quelle di un altro, mettersi in gioco in una realtà differente dalla propria sono tutte sfide che i ragazzi dovrebbero cogliere per ampliare i propri orizzonti e valutare con coscienza quale meta inseguire. Anche all’interno del settore agricolo.
Le opzioni sono tante, c’è chi parte in autonomia, chi in compagnia di amici, chi sfida la sorte senza un obiettivo ben preciso e chi sfrutta programmi istituzionali di scambio, Caep ne è un esempio. Communication Agricoltural Education Programs è l’organizzazione statunitense, che da più di 30 anni si occupa di scambi culturali e di stage di specializzazione nel settore dell’agricoltura a livello mondiale (44 partners), offre stage retribuiti per periodi dai 3 ai 18 mesi a studenti, laureati e agricoltori con esperienza nel settore agricoltura.

Antonio Mastrodomenico, responsabile e referente dell’iniziativa nel nostro Paese, racconta nel dettaglio a TerraéVita in cosa consiste il programma Caep e quali sono le modalità per partecipare.

Chi può partecipare

Quali settori sono coinvolti dal progetto e a chi si rivolge?
«I programmi del Caep – risponde Mastrodomenico – abbracciano l’enologia, la zootecnia, l’orticoltura, l’equitazione, l’apicoltura, la floricoltura, la gestione dei tappeti erbosi e l’agribusiness e si rivolgono a due categorie di giovani con età massima di 30 anni:

–    Intern program (stagista): per studenti correntemente iscritti in una Università estera o che hanno conseguito la laurea non più di 12 mesi prima dell’inizio dello stage;

–  Trainee (tirocinanti): per tirocinanti in possesso di un diploma o certificato professionale e di almeno un anno di esperienza lavorativa nel proprio campo professionale.

Che tipologia di visto serve per partire?

«Il visto J1 (Student and Exchange Visitor Program) è rivolto a coloro che vogliono recarsi negli Stati Uniti per un programma di scambio culturale – spiega Mastrodomenico -. Offre innumerevoli opportunità per i candidati che cercano di viaggiare e acquisire esperienza negli Stati Uniti. Permette di lavorare, ma è soggetto anche a regole particolari, diverse a seconda del tipo di programma. Per ottenere un J1 è spesso necessario avere uno sponsor e un datore di lavoro (Host Company) e una solida padronanza dell’inglese. Il visto J1 mette a disposizione diversi programmi di formazione, progettati per consentire ai professionisti stranieri di venire negli Stati Uniti e ricevere una formazione nel settore professionale prescelto. Inoltre, questi programmi offrono opportunità illimitate, sia per i visitatori che per gli americani: intercambiare conoscenze e opinioni, abbattere pregiudizi e incomprensioni e rafforzare le relazioni».

Prima di richiedere un J1 in un Consolato o Ambasciata degli Stati Uniti, precisa Mastrodomenico -«È necessario previamente essere accettato in un programma di scambio da un’Organizzazione o Istituzione designata. Allo scadere del visto J1, si può rimanere negli Stati Uniti per altri 30 giorni, definito questo come “periodo di grazia”».
Fonte https://www.simonebertollini.com/avvocato/immigrazione-lavoro/visto-j1/
«Ogni categoria del J1 – conclude Mastrodomenico – dispone di organismi che funzionano da sponsor e vengono designati dal Dipartimento di Stato americano. Il loro ruolo è di autorizzare l’ingresso di un cittadino straniero ai fini di completare gli obiettivi di un programma specifico. Per richiedere un visto J-1 bisogna compilare gli appositi modelli DS-2109 e DS-7002 che, insieme ad altri documenti necessari, devono essere presentati presso l’Ambasciata degli Stati Uniti.

 

Previsioni di spese

Quanto costa partecipare al programma?
«Per quanto concerne le spese la somma da anticipare consiste in circa 3000$ e comprende le seguenti voci:

  • Richiesta per il Passaporto elettronico;
  • Richiesta visto j1 presso l’ambasciata americana;
  • Viaggio di andata e ritorno;
  • Spese amministrative per l’organizzazione e sponsorizzazione del progetto (1500$);
  • Assicurazione sanitaria obbligatoria (circa 100$ al mese per il n. di mesi di tirocinio);

La quota certamente è sostanziosa – afferma Mastrodomenico – ma il tirocinio è ben retribuito: il visto j1 garantisce una paga oraria pari a quella di un cittadino americano, inclusi straordinari, ferie e malattie e facendo un calcolo approssimativo le spese sostenute nella fase iniziale si recuperano in 2/3 mesi di lavoro».

Come candidarsi

Qual è il procedimento da seguire per candidarsi e partecipare al programma Caep?
«Per prima cosa controllare se il passaporto è ancora valido e fare l’eventuale richiesta. In seconda battuta compilare il modulo di iscrizione al Caep sul sito web stage.caep.org e al termine del processo di iscrizione (che non comporta costi iniziali) cliccare Submit. L’agenzia analizzerà la candidatura e inviterà il candidato a un colloquio su Skype. In base alle proprie preferenze (come fu Horticulture training programme nel mio caso) verranno elencati possibili datori di lavoro. L’agenzia manderà il curriculum a quello scelto e se idonei seguirà una seconda intervista via Skype. Passato il colloquio e accettata l’offerta di lavoro da parte del candidato – spiega Mastrodomenico -, è necessario effettuare i primi pagamenti (la tassa del visto e la prima rata del programma). Solo quando lo sponsor riceverà il pagamento potrà spedire via corriere tutti i documenti utili per prendere appuntamento all’ambasciata. Con questi sarà possibile recarsi all’ambasciata e dopo pochi giorni ricevere il passaporto con il visto. A questo punto sarà possibile acquistare il biglietto di andata. Una volta arrivati lo sponsor ha il dovere di seguire il giovane durante tutto il programma, richiedendo per esempio la compilazione di rapporti ogni tot mesi».

È fondamentale – aggiunge Mastrodomenico – «Viaggiare con in tasca circa $1000 per le prime settimane negli Usa, in attesa del primo stipendio consegnato in genere dopo le prime due settimane di attività».

Per informazioni:
www.stage.caep.org
www.facebook.com/stage.caep

 

Fonte: TerraèVita

,

Calamità agricoltura 2018, apertura termini presentazione domande interventi compensativi

La Regione Calabria comunica  che in Gazzetta Ufficiale n. 167 del 18/07/2019 è stato pubblicato il D.M. n. 7127/2019 con il quale il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo ha dichiarato l’esistenza del carattere di eccezionalità delle piogge alluvionali da ottobre a novembre 2018.

Le domande di richiesta dei benefici previsti dal D.Lgs. 102/2004 e s.m.i. possono essere presentate agli uffici preposti della Regione e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, entro il termine perentorio di 45 giorni dalla predetta data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Riferimenti utili ai fini della presentazione delle istanze

·    Per la Provincia di Cosenza: Settore n. 2 “Servizi Area Territoriale Settentrionale Funzioni territoriali CS”;  PEC: areacosenza.agricoltura@pec.regione.calabria.it;

·    Per la Province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia: Settore n. 3 “Servizi Area Territoriale Centrale Funzioni territoriali”; PEC: funzioniterritoriali.agricoltura@pec.regione.calabria.it;

·    Per la Provincia di Reggio Calabria: Città Metropolitana di Reggio Calabria  – Settore 8 Agricoltura – Caccia e Pesca; PEC: protocollo@pec.cittametropolitana.rec.it.

ALLEGATI

Fonte: Agricoltura Regione Calabria – Catanzaro, 25/07/2019

,

Proposta di legge bio, Federbio: bene il marchio nazionale

FederBio, la Federazione che dal 1992 tutela e valorizza lo sviluppo dell’intera filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, esprime soddisfazione al termine dell’audizione in Commissione Agricoltura del Senato sulla Proposta di legge (pdl) sull’agricoltura biologica, già approvata a grande maggioranza dalla Camera dei deputati. Hanno partecipato all’audizione Maria Grazia Mammuccini, neo presidente di FederBio e Paolo Carnemolla, Segretario Generale della Federazione.
 
“Riteniamo estremamente importante che l’agricoltura biologica sia riconosciuta come attività economica di interesse nazionale e che siano valorizzate le funzioni ambientali ed economico-sociali. Molto positiva anche l’introduzione del marchio biologico italiano che contribuisce a consolidare le coltivazioni, dando più forza ai produttori agricoli nazionali” ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio.
 
“Il proposta di legge contiene strumenti e proposte che favoriscono e sostengono la fase di conversione al biologico: in 7 anni, dal 2011 al 2017, la superficie agricola bio è aumentata del 71%, mentre le vendite di prodotti da agricoltura biologica in Italia (rilevati dall’osservatorio di Nomisma su dati Nielsen/Assobio) registrano un incremento dell’8% anche nel 2018, con un giro di affari globale di oltre 5 miliardi e mezzo. Quindi un settore economico importante, che va strutturato con strumenti utili a sostenere una crescita di questa natura e a garantire il rispetto dei valori fondanti del vero biologico”.
 
“Rilevante il punto relativo alla ricerca, all’innovazione e alla formazione – prosegue Mammuccini – che è strategico per il futuro e l’articolo relativo ai distretti bio che si stanno diffondendo in tutto il Paese e l’attivazione di strumenti d’integrazione tra produttori e operatori della filiera biologica, a partire dal riconoscimento dell’interprofessione. L’unico punto che manca è il coordinamento del Piano d’azione previsto dalla legge col piano strategico nazionale sulla Pac, che dovrà essere redatto, e con il piano d’azione nazionale per la riduzione dei prodotti fitosanitari, perché integrare le programmazioni è fondamentale anche per integrare le risorse. Una veloce approvazione della legge sull’agricoltura biologica consentirebbe di mettere subito in campo questo strumento per orientare anche il Pan e il piano nazionale strategico sulla Pac