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Disponibile il nuovo portale dei Finanziamenti Agevolati del Polo SACE SIMEST

Il Polo SACE SIMEST lancia il nuovo Portale dei Finanziamenti Agevolati che SIMEST eroga alle imprese su Fondi MISE.

Il nuovo Portale – sacesimest.it – rende più semplice e veloce l’accesso alle risorse ed è quindi ancor più di supporto alle imprese – in particolare alle PMI – che vogliono intraprendere il percorso di crescita internazionale o consolidare la propria competitività sui mercati extra-UE, attraverso la partecipazione alle fiere e missioni guidate da ICE Agenzia, gli studi di fattibilità per valutare investimenti, il rafforzamento della propria capacità di export o l’apertura di strutture commerciali all’estero.

Tutto il processo avviene online: attraverso un’area riservata l’impresa può seguire un percorso guidato ed essere costantemente aggiornata sullo stato di avanzamento della sua richiesta di finanziamento

Accedi all’Education to Export. Come attrezzarsi per crescere all’estero

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Promozione NATEXPORT Parigi 2019

Nell’ambito del Piano Export Sud 2 a favore delle PMI del Mezzogiorno l’ICE-Agenzia organizza una partecipazione collettiva in occasione della Fiera Natexpo Parigi 2019 dal 20 al 22 ottobre 2019. La partecipazione è riservata alla aziende provenienti da: Calabria, Puglia, Sicilia, Campania e Basilicata.

Natexpo oltre ad essere diventata la piattaforma dove nascono le future tendenze Bio in tutti i settori è anche il luogo ideale dove buyers professionisti e responsabili d’azienda, si incontrano sviluppando il proprio business nel settore.

Adesioni entro il 30 aprile

Accedi alla Circolare di adesione

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Partecipazione collettiva a fiera FRUIT ATTRACTION MADRID 2019

L’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane organizza la partecipazione collettiva italiana in occasione della Fiera FRUIT ATTRACTION 2019 che si svolgerà presso il quartiere fieristico di Madrid dal 22 al 24 ottobre 2019.

Adesioni entro il 7 maggio

Perchè partecipare

La Fiera Fruit Attraction costituisce uno degli eventi internazionali di maggior rilievo per il settore ortofrutticolo; l’iniziativa è organizzata dalla Fiera di Madrid (IFEMA) e dall’Associazione spagnola dei produttori ed esportatori di frutta, ortaggi, fiori e piante vive.

Nel 2018 l’export di ortofrutta italiana ha raggiunto il valore record di 5,1 miliardi di euro in crescita del 2,5%. I prodotti ortofrutticoli rappresentano il secondo comparto più esportato dell’agroalimentare nazionale con una produzione di oltre 10 milioni di tonnellate di frutta all’anno e circa 6 milioni di tonnellate di ortaggi.

Vai alle modalità di adesione

Contatti

ICE Agenzia 
ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane 

UFFICIO AGROALIMENTARE E VINI 
Dirigente: PASCARELLI ANNA FLAVIA 
Riferimento evento: GABRIELLA BITETTO 
Telefono: 06 59929595 
Fax: 06 59929595 
Email: AGROINDUSTRIA@ICE.IT 

MADRID 
ICE – Agencia italiana para el Comercio Exterior- Oficina de la Embajada de Italia para la promoción del intercambio comercial 
Agustín de Betancourt, 3 
Telefono: 0034 915974737 
Fax: 0034 915568146 
Email: madrid@ice.it 

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Il biologico protagonista a Macfrut con Ccpb

Macfrut 2019 (Rimini, 8 – 10 maggio), vedrà protagonista l’ortofrutta biologica con Macfrut Bio, uno spazio espositivo (pad. B7-D7/008) e una serie di workshop tematici organizzati in collaborazione con Ccpb.
La frutticoltura bio è uno dei punti di forza del biologico italiano: da anni ormai riscuote crescente successo nel mercato e nei consumatori. Macfrut e Ccpb organizzano quattro workshop tematici per approfondire e favorire lo sviluppo dell’innovazione per rafforzare la sostenibilità e l’efficienza.

Il programma

Mercoledì 8 Maggio ore 15-16 – Sala Camelia Razionalizzazione dell’uso dell’acqua in frutticoltura biologica Moreno Toselli, Docente di Arboricoltura generale, Università di Bologna Francesca Ventura, Docente di Agroclimatologia e Microclimatologia, Università di Bologna Modera: Davide Pierleoni – Ccpb srl

Giovedì 9 Maggio ore 10-11 – Sala Diotallevi 2La sostenibilità e la sua certificazione in frutticoltura biologica Matteo Peyron, Life Cycle Engineering srl Giuseppe Maio – Ccpb srl Modera: Fabrizio Piva – Ccpb srl

Giovedì 9 Maggio ore 11-12 – Sala Diotallevi 2 Smart agriculture in frutticoltura biologica Costanza Fregoni, Horta srl Sara Legler, Horta srl Modera: Filippo Piredda – Ccpb srl

Venerdì 10 Maggio ore 11-12 – Sala Mimosa 2Frutticoltura biologica: la biodiversità e il ruolo del suoloMarco Acutis, Docente di Agronomia Università di MilanoMauro Piazzi, pedologo Timesis srlModera: Giuseppe Maio – Ccpb srl

Fonte: Ufficio stampa Ccpb 

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Cimice asiatica, reti protettive e predatori naturali

Nuovi e interessanti risultati sul fronte della lotta allacimice asiatica (Halyomorpha halys). Il pericoloso insetto esotico che dal 2012 causa gravi danni agli agricoltori in Emilia-Romagna, in particolare suifrutteti, ha determinato costi aggiuntivi per la difesa attiva e passiva, nonché perdite di prodotto di entità variabile, a seconda delle zone, con importanti ricadute economiche sulle singole aziende e sull’intero territorio.
Per affrontare questa grave minaccia, tecnici, ricercatori e imprese agricole si sono associate in unGruppo operativo per l’innovazione (Goi) e hanno avviato nel 2016 un progetto triennale, denominatoHalys, per identificare nuovi approcci di difesa contro un organismo altamente nocivo, che provoca notevoli disagi anche ai cittadini.
E sono numerose le novità arrivate dal Gruppo operativo promosso dal Centro ricerche produzioni vegetali (Crpv) e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020, che vede la partecipazione attiva del sistema cooperativo.Con il Progetto è stato costituito un team di esperti di alto livello tecnico-scientifico con il coinvolgimento tra l’altro dell’università di Modena e Reggio (prof.ssa Lara Maestrello) e di Astra, che hanno operato in stretto collegamento con le attività del Consorzio fitosanitario di Modena e del Servizio fitosanitario regionale, rappresentato da Stefano Boncompagni della direzione. Si tratta di un pool creato per fornire strumenti efficaci ed affidabili a tecnici ed agricoltori così da affrontare il monitoraggio in campo della cimice asiatica ed applicare strategie di difesa sostenibili, che tengano conto dell’etologia ed ecologia di questo insetto esotico limitando l’impiego di prodotti chimici.

“Il progetto triennale (2016/2018) sviluppato dal Goi, denominato ‘Halys’, – spiega la coordinatrice, Maria Grazia Tommasini, del Crpv – ha permesso innanzitutto di conoscere con esattezza la biologia e l’ecologia dell’insetto e il suo adattamento al nostro territorio, evidenziando che il picco delle presenze in uscita dallo svernamento degli adulti si verifica tra aprile e metà maggio e si registrano due generazioni complete, sovrapposte. A metà maggio inizia l’ovideposizione per la generazione svernante con un potenziale riproduttivo fino a 285 uova/femmina, mentre per la generazione estiva l’ovideposizione comincia a metà luglio con un potenziale riproduttivo fino a 215 uova”.
“Sotto il profilo della difesa – prosegue Tommasini – è stata dimostrata l’utilità di tecniche di prevenzione fisica come l’impiego delle reti multifunzionali, che attualmente rappresentano uno degli strumenti più performanti per proteggere le produzioni frutticole dalla cimice asiatica laddove applicate correttamente, vale a dire con copertura tempestiva dopo la fioritura”. “Il progetto – rileva la ricercatrice del Crpv – ha inoltre mostrato il contributo offerto da alcuni predatori naturali presenti nei nostri ambienti (appartenenti alle famiglie ReduvidaeNabidaeTettigonidae), in grado di combattere efficacemente soprattutto gli stadi giovanili della cimice asiatica. A questo proposito, appare quindi determinante preservare l’integrità e la funzionalità degli agroecosistemi per far fronte alla diffusione di specie invasive”.
“Nel triennio – aggiunge Tommasini – sono state valutate anche alcune trappole a feromoni, che hanno evidenziato una buona capacità di attrazione nei confronti di tutti gli stadi di sviluppo mobili della cimice asiatica. Questi dispositivi hanno mostrato una forte variabilità nella cattura, imputabile a diversi fattori esterni, quali l’attrattività e la vigoria delle piante circostanti e il portamento della pianta su cui sono installati. L’impiego delle trappole è comunque utile per rilevare i picchi di presenza dell’insetto nei pressi del campo e il momento in cui fanno la loro comparsa le forme giovanili”.
La ricerca ha anche provveduto a saggiare diversi formulati insetticidi per valutarne l’attività contro uova, forme giovanili e adulte di Halyomorpha halys.“I prodotti più attivi – continua Tommasini – sono risultati quelli appartenenti alle classi degli organofosfati, piretroidi e neonicotinoidi; l’efficacia è basata principalmente sull’attività di contatto (effetto abbattente). Tra i prodotti testati ad oggi non è stata osservata una marcata azione ovicida, mentre più soddisfacenti sono le performance nei confronti degli stadi giovanili, anche per i prodotti biologici. Gli adulti risultano meno sensibili agli interventi insetticidi e mostrano una parziale capacità di recupero inseguito all’applicazione. “Tra l’altro – conclude la coordinatrice – lo studio ha poi comprovato che la presenza di cimici nelle uve non determina danni significativi sulla produzione e non influenza le qualità chimico-fisiche ed organolettiche dei vini Lambruschi e Sangiovese, ma anche Merlot e Lugana”.
“Gli importanti risultati ottenuti attraverso questo progetto – sottolinea Raffaele Drei, presidente del Crpv – sono il frutto del lavoro di squadra condotto dal nostro centro insieme agli altri centri di ricerca specializzati e alle imprese socie, a partire dal sistema cooperativo, e alla Regione con l’importante ruolo svolto dal Servizio fitosanitario regionale, per contrastare e contenere la diffusione del temibile insetto legata aimutamenti climatici. Si tratta di un metodo vincente, che rappresenta un valore aggiunto e in Emilia-Romagna ha già dato buoni esiti in passato, consentendo di limitare la diffusione di altre importanti avversità quali Colpo di fuoco batterico, Psa, ecc…”.
“Occorre pertanto proseguire in questa direzione – ricorda Drei – potenziando gli strumenti di supporto alla produzione, come l’azione di coordinamento dei tecnici di assistenza alle coltivazioni, con ulteriori mezzi per rispondere alle domande ancora aperte sulla cimice asiatica e su altri fronti”. Bisogna infatti tener presente che la “guerra” contro questo temibile insetto è tutt’altro che vinta ed a tale proposito in Cina è stato raggiunto un equilibrio attraverso la diffusione massiva di un antagonista naturale, la “vespa samurai”. Attualmente, la sua importazione in Europa è vietata per motivi di carattere burocratico/precauzionale, ma quest’anno la sua presenza è stata segnalata accidentalmente per cui è opportuno chiedersi se non si possano prendere in considerazione per il futuro, adeguamenti alla normativa vigente.
“Le strategie ed i protocolli messi a punto in questo progetto triennale vanno nella giusta direzione, così come confermato da uno dei massimi esperti della materia, Tim Haye presente all’incontro Crpv, da qui l’impegno della struttura che presiedo – conclude Drei – di proseguire nello sviluppo di un nuovo progetto, perché la ricerca non si deve fermare”.
Un’esigenza particolarmente sentita in tempi in cui la globalizzazione ed i cambiamenti climatici hanno favorito la diffusione e la moltiplicazione di nuovi patogeni alieni. Questo fenomeno, anche alla luce di un quadro normativo giustamente garantista per il consumatore e l’ambiente, lascia l’agricoltore sempre più sprovvisto di strumenti per affrontare in maniera adeguata la difesa del proprio raccolto con pesanti conseguenze sulla redditività.
Fonte: ufficio stampa Crpv

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Le 5 innovazioni che cambieranno il futuro dell’agricoltura

IBM ha recentemente presentato a San Francisco il proprio focus annuale “5 innovazioni in 5 anni”, per raccontare come intelligenza artificiale, blockchain e internet of things e cloud cambieranno il settore

Il tempo a nostra disposizione è ormai poco, come hanno urlato a gran voce i milioni di giovani scesi nelle piazze nelle scorse settimane. Nei prossimi cinque anni la Terra supererà per la prima volta il tetto di 8 miliardi di persone, ed è impensabile continuare a coltivare utilizzando le stesse tecniche che ci hanno portato alla situazione attuale: “La nostra complessa catena alimentare, già logorata dai cambiamenti climatici e dalla limitata disponibilità di risorse idriche, sarà ulteriormente messa alla prova – spiega Arvind Krishna, vice president di Ibm Cloud & Cognitive Software – Per rispondere alle esigenze di questo affollamento futuro, abbiamo bisogno di nuovi algoritmi di intelligenza artificiale e di dispositivi collegati al cloud, di progressi nei settori della chimica e della microbiologia e di modi completamente nuovi di considerare la sicurezza alimentare”.

5 innovazioni in 5 anni

Non è un caso che ad interessarsi della questione sia stata proprio un’azienda come IBM, una delle più grandi al mondo nel settore informatico. L’agricoltura è a una svolta, e a guidare il cambiamento saranno le tecnologie. Per questo IBM ha recentemente presentato a San Francisco il proprio focus annuale “5 innovazioni in 5 anni”, per raccontare come intelligenza artificiale, blockchain, internet of things e cloud cambieranno il settore e cercheranno di rispondere alla sempre più esigente richiesta di cibo da tutto il mondo. Ecco 5 innovazioni che sono state presentate in occasione dell’evento e come potrebbero cambiare in maniera sostanziale il modo di coltivare delle prossime generazioni.

  1. Gemelli digitali

Il seme è, ovviamente, l’elemento base di ogni coltivazione. La soluzione proposta da IBM è quella di applicare la tecnologia del “digital twin”,ovvero dei “gemelli digitali” che sono la copia perfetta di un prodotto (in questo caso agricolo) o di un processo: copie che però hanno vita ed interagiscono tra loro solo nel mondo digitale. È una svolta per le aziende, che hanno la possibilità di risparmiare sulla creazione di un costoso prototipo fisico e iniziare invece a testare le prestazioni di un oggetto solo a livello digitale.“Un digital twin di terreni coltivabili, attività agricole e risorse agricole sarà disponibile per tutti gli agricoltori, fornitori di attrezzature agricole, distributori di generi alimentari, dipartimenti di agricoltura e salute, banche e istituti finanziari, organizzazioni umanitarie di tutto il mondo – spiega Krishna – generando un’economia in grado di condividere risorse e permettendo l’aumento della produttività agricola e della sicurezza alimentare, con un minore impatto ambientale”.

  1. Filiera interconnessa

Si chiama distributed ledger technology, ed è l’applicazione della tecnologia alla filiera alimentare: grazie ad essa, ogni attore saprà esattamente quanto produrre, ordinare e spedire per il successivo anello della catena, evitando così tutti quegli sprechi che caratterizzano il modello attuale. Ma non solo: questa tecnologia garantirà anche più freschezza e qualità dei cibi che arriveranno ai consumatori, grazie all’utilizzo integrato di blockchain, IoT e degli algoritmi di intelligenza artificiale.

  1. Microbi come alleati

Sapere cosa si mangia è alla base di qualunque sviluppo futuro delle tecniche di coltivazione. Oltre alla blockchain, c’è un modo innovativo e, allo stesso tempo, molto classico di scoprire le precise caratteristiche degli alimenti: basta chiedere ai microbi. L’analisi e la mappatura dei microbiomi, organismi che interagiscono e convivono con tutti gli animali, uomo compreso, permette di analizzare il corredo genetico e garantire così la provenienza e la qualità. Alla IBM il progetto è chiamato “Culture Club” e promette di essere un importante passo in avanti nel campo della sicurezza alimentare.

  1. Agenti patogeni

Tanti anni di inchieste e scandali alimentari ci hanno insegnato che è sempre bene interrogarsi sulle sostanze chimiche che vengono usate per coltivare i prodotti alimentari. In futuro sarà possibile analizzare il cibo semplicemente con un dispositivo portatile che ci dirà in tempo reale se all’interno dell’alimento possano esserci elementi dannosi per la nostra salute. “Nel giro di cinque anni, gli agricoltori, le imprese del settore alimentare e i negozi di generi alimentari, insieme ad un miliardo di cuochi – spiega ancora il vice president di Ibm Cloud & Cognitive Software Krishna – saranno in grado di rilevare senza problemi la presenza di pericolosi contaminanti negli alimenti. Sarà sufficiente un telefono cellulare o un piano d’appoggio con sensori basati sull’intelligenza artificiale. I sensori mobili di batteri potrebbero enormemente aumentare la velocità dei test sugli agenti patogeni, passando da giorni a secondi”.

  1. Ciclo chiuso

Altra questione sostanziale quando si parla di alimentazione è quella dei rifiuti: è evidente ormai che l’obiettivo a cui tendere nel futuro dell’agricoltura è la realizzazione di un ciclo produttivo chiuso, che sfrutti i rifiuti e gli scarti per generare nuovi prodotti. Dalla IBM fanno sapere che entro 5 anni tutti gli imballaggi e il packaging saranno realizzati con materiale riciclabile. L’innovazione si chiama VolCat: è un processo chimico catalitico che trasforma alcuni materiali plastici in una sostanza che può essere direttamente riutilizzata nelle macchine per la produzione della plastica per realizzare nuovi prodotti.

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Fruitimprese: “Il futuro è delle imprese strutturate”

L’attuale scenario mondiale è caratterizzato da velocità, incertezza, rischio. È in atto una rivoluzione straordinaria dei comportamenti e delle abitudini delle persone sia nella loro sfera individuale e sociale sia in quella lavorativa. Il mondo dell’ortofrutta non sfugge al contesto”, così ha esordito Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna e della Op Minguzzi Spa di Alfonsine (Ravenna), nella relazione all’assemblea annuale dei soci dell’associazione, svoltasi tre giorni fa a Cesena.
 
“La cosa non sorprende – dice Minguzzi – ed è stata anche rilevata in un interessante rapporto diffuso in occasione di Fruit Logistica 2019 a Berlino. Lo studio, denominato “Surprises in Store”, realizzato da un’importante società di consulenza, ha evidenziato non solo le tendenze del settore, ma anche quanto questo stia rapidamente cambiando. Dai dati raccolti emerge che il 47% degli intervistati è disponibile a pagare di più per alimenti freschi di migliore qualità e che, all’atto dell’acquisto del prodotto, stanno acquisendo valore sempre maggiore gusto (23%), forma (32%) e dimensioni (12%)”.
 
Dati negativi, invece, sono stati diffusi nel corso della 70° assemblea di Fruitimprese nazionale. L’exportortofrutticolo italiano nel 2018 ha subito un calo di oltre 300 milioni di euro nel fatturato e di circa 450mila tonnellate in quantità. Il comparto della frutta fresca, da solo, ha perso il 16,2% in quantità(circa 425mila tonnellate) e l’11% in valore. Maggiormente colpiti sono stati i nostri prodotti di punta, quali mele, kiwi e uva da tavola. Nel contempo si registra in Europa un forte trend di crescita del settore biologico con oltre 92 miliardi di euro di fatturato complessivo, quasi 3 milioni di produttori e circa 70 milioni di ettari coltivati. L’Italia rappresenta una quota di circa il 2% con 3,14 miliardi di euro, ai quali si aggiungono circa 2 miliardi di export. I prodotti bio rappresentano il 5% del totale di esportazioni alimentari italiane. È un valore che si è quintuplicato dal 2008.
 
“In questo contesto – aggiunge Minguzzi – gli operatori devono adottare adeguate azioni di marketing e di comunicazione e indirizzare i propri sforzi a soddisfare il desiderio sempre più accentuato dei consumatori di avere prodotti sani e una produzione agroalimentare più sostenibile. Le avvisaglie del cambio di rotta dei mercati non mancano. Il classico paradigma del rapporto domanda-offerta non è più l’unico riferimento”.
 
Crisi di prodotto
 
“È esperienza condivisa che la crisi di pesche e nettarine si manifesta anche quando l’offerta è scarsa. Anche le pere, quest’inverno, hanno avuto problemi di mercato nonostante un’offerta contenuta. Analoga situazione si è verificata due anni fa con le mele. Non è un problema di pesche o pere, è un problema di qualità. E’ il consumatore, elemento finale della filiera ortofrutticola, che determina l’andamento del mercato. Le scelte, in pratica, si basano su pochi ma essenziali elementi che devono essere sempre presenti agli operatori: qualità, presenza o meno di certificazioniprezzogusto e conservabilità del prodotto. Ma è a casa del consumatore che avviene l’esame, forse più importante, quello che determinerà le scelte di acquisto future: quello su gusto e conservabilità”.
 
L’ortofrutta in Gdo
 
La critica più diffusa rivolta ai gestori dei reparti ortofrutta della Gdo è quella di vendere prodotti insipidi, senza sapore e che la loro tenuta in termini di shelf life (conservabilità) è irrisoria, in particolare nel periodo estivo, in quanto si presentano già deteriorati nel momento del consumo. Gli effetti di questa scarsa considerazione dei prodotti si riflette inevitabilmente sulle vendite. “Non ci si deve stupire pertanto se a questa bassa considerazione corrisponde un calo considerevole dei consumi con effetti negativi, a cascata, su tutti i soggetti della filiera. Tutto sta cambiando. Tutto è perduto? Assolutamente no. Lo è solo se non ci si adegua al cambiamento – argomenta Minguzzi – Le imprese che sapranno cogliere le opportunità prospereranno, quelle che non lo faranno saranno destinate a scomparire, così come hanno già fatto tante negli ultimi vent’anni”.
 
Esempi virtuosi
 
“È vero che il contesto non aiuta e che è necessario un ripensamento complessivo della fillera dell’ortofrutta nel segno di una qualità adeguata e continuativa, tuttavia ciascuno di noi è chiamato a fare del proprio meglio. Mi piace ricordare gli esempi virtuosi di aggregazioni commerciali di imprese nostre associate che hanno saputo coinvolgere i propri produttori, affermarsi sui mercati internazionali con nuove varietà o con la costituzione di consorzi di filiera. A tal proposito non si può non ricordare che, per la prima volta, un’azienda italiana – la Jingold SpA – espressione di imprese della nostra associazione, ha vinto a Berlino, lo scorso febbraio, il prestigioso Innovation Award di Fruit Logistica di fronte a concorrenti di tutto il mondo. Nulla può essere lasciato all’improvvisazione”.
 
Il mercato chiede imprese strutturate
 
La Gdo chiede ai suoi fornitori organizzazione e affidabilità in modo da poter meglio dialogare in termini di completezza, qualità e continuità delle forniture al fine di ridurre i rischi commerciali, amministrativi e penali connessi alla commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. Per essere parte della catena di fornitura è necessario essere aziende rispettose delle norme che disciplinano i requisiti sociali e ambientali, la sicurezza alimentare, la salute e sicurezza dei lavoratori, la trasparenza e l’anticorruzione, la gestione dell’energia, la sicurezza dei dati. “È in questa logica che il nuovo codice della crisi dell’impresa, entrato parzialmente in vigore il mese scorso, è intervenuto sull’organizzazione imprenditoriale imponendo alle società di dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle loro dimensioni, in grado di effettuare una rilevazione tempestiva della crisi e della possibile perdita della continuità operativa. Sotto questi delicati aspetti di gestione aziendale, con sincero orgoglio, rivendico il ruolo strategico della nostra associazione che, con elevata professionalità, è di supporto agli uffici delle nostre aziende”, conclude Minguzzi.
 
Sicurezza informatica
 
In particolare per quanto riguarda la sicurezza informatica delle aziende, sempre più oggetto di attacchi di hacker e di furti di dati (che costano alle aziende italiane quasi 900 milioni di dollari/anno) Minguzzi ha lanciato un allarme: “Anche il settore ortofrutticolo è sotto attacco. La nostra associazione non trascura certamente la questione. Al contrario, effettua costante opera di aggiornamento e informazione sui rischi della rete e sugli obblighi severi connessi al trattamento dei dati”.
 
L’assemblea ha approvato all’unanimità la relazione di Minguzzi e il bilancio dell’associazione. All’assemblea hanno partecipato Silvia Carpio, general manager assistant and new business del Gruppo Mazzoni e Arturo Barbato e Flavio Rossini di Euler Hermes Italia – Assicurazione dei crediti.
 
Fonte: ufficio stampa Fruitimprese Emilia-Romagna
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Integrazione orizzontale, il Sud ci prova. Anche con la IV Gamma

Con un finanziamento del ministero dell’Agricoltura di 45 milioni di euro, appena stanziato, passa alla fase operativa il contratto di filiera ortofrutticola coordinato da Agrocepi con capofila l’OP calabrese Pomez e il coinvolgimento di 26 aziende agricole, di otto regioni produttive italiane, fra cui tre trasformatori.

Tra le novità del progetto, la nascita del concetto inedito per il mercato, di paniere di beni da proporre alla distribuzione in forma aggregata. Si realizza così un’aggregazione produttiva di tipo orizzontale tra filiere, che darà il via all’ingresso in pompa magna di Soleo, trasformatore campano di frutta in guscio, nel settore dell’ortofrutta fresca e (in termini di investimenti infrastrutturali) all’ampliamento degli stabilimenti di Ortoromi e Finagricola che sono gli altri due trasformatori della rete.

Il finanziamento ministeriale è arrivato dopo l’estensione dei fondi disponibili per i contratti di filiera a complessivi 500 milioni di euro (+220 milioni disposti dal ministro Centinaio) e il contratto di filiera ortofrutticola guidato dall’OP Pomez, è il primo in graduatoria tra i nuovi ammessi.

“Nella prima riunione che si è tenuta nei giorni scorsi a Battipaglia – spiega Corrado Martinangelo, presidente di Agrocepi – abbiamo iniziato a lavorare per creare una sorta di aggregazione produttiva di filiera in senso orizzontale, e non verticale, come comunemente intesa, introducendo il concetto inedito di paniere di prodotti diversificati da presentare congiuntamente sul mercato. Un’offerta unica di più prodotti diversi, dalla IV alla V Gamma, al pomodoro da mensa, kiwi o clementine fresche che costituiranno un’offerta unica con un marchio e un disciplinare comuni. Attraverso il contratto di filiera le aziende coinvolte potranno trovare nuovi sbocchi di mercato sia fuori dalla filiera che dentro la filiera stessa, diventando, ad esempio, fornitori delle aziende di trasformazione coinvolte”.

Questi ultimi due punti saranno oggetto di altrettanti procedimenti burocratici appena avviati che porteranno alla nascita di un marchio (ombrello o collettivo è da decidere) e di un disciplinare unico di produzione.

“Fra le iniziative che si svilupperanno nel quadro del contratto di filiera – continua Martinangelo – c’è la creazione di un nuovo Opificio di Soleo, storico trasformatore campano di frutta in guscio, che aprirà la sua attività anche all’imbustamento di ortofrutta e alla creazione di succhi. Il progetto del contratto di filiera, nel suo complesso, sarà presentato a Macfrut”.

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A Macfrut 2019 le novità di AcquaCampus

Fertirrigazione, sensoristica, climatizzazione delle colture e ottimizzazione dei big data: ecco le novità di AcquaCampus a Macfrut 2019 all’insegna del risparmio idrico in agricoltura saranno protagoniste a Macfrut, la Fiera internazionale dell’ortofrutta (8-10 maggio 2019) in Fiera a Rimini

L’innovazione nell’irrigazione in un campo dimostrativo sarà protagonista a Macfrut, la Fiera internazionale dell’ortofrutta (8-10 maggio 2019) in Fiera a Rimini. E’ la rinnovata proposta di AcquaCampus, il progetto in partnership tra i Consorzi di bonifica associati ad ANBI, i laboratori tecnico-scientifici di ricerca del Canale Emiliano Romagnolo e Cesena Fiera. Uno spazio ricco di novità in grado di rispondere alle esigenze più disparate riguardanti il risparmio di risorse idriche in agricoltura e l’ottimizzazione di tutte le tecnologie più avanzate in campo.

In questa edizione l’area dimostrativa ed espositiva del CER di Budrio viene riprodotta in scala all’interno del padiglione e presenta i modelli di sperimentazione concreta in uno spazio più grande di oltre 640 mq complessivi. Quest’anno infatti, oltre al risparmio di acqua per utilizzo agricolo (fino al 30%) si approfondirà un tema più ampio e innovativo come la fertirrigazioneclimatizzazione delle colture, sensoristica, utilizzo dei big data che racchiude in se tutte le possibili migliorie nella gestione del campo: + tecnologia, – costi, + resa produttiva.

“AcquaCampus è la frontiera più avanzata della ricerca su questi temi – commenta il presidente del CER Massimiliano Pederzoli – i mutamenti climatici in atto richiedono capacità di adattamento sempre più sofisticate e la nostra mission è proprio quella di individuarle, adeguarle alla nostra realtà e proporle alle imprese agricole e ai consorzi di bonifica che operano per difesa e sviluppo del territorio”.

“La nostra presenza ad AcquaCampus – aggiunge Francesco Vincenzi, presidente di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) – conferma l’attenzione dei Consorzi di bonifica e, più in generale, dell’agricoltura al tema dell’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica che, comunque va sempre ricordato, nei campi si usa e non si consuma, contribuendo all’equilibrio ambientale oltre che essere risorsa fondamentale per la nostra alimentazione”.

“L’acqua, insieme ai mutamenti climatici, è un tema sempre più strategico a livello mondiale, insieme al problema della riduzione degli sprechi – dichiara il presidente di Macfrut Renzo Piraccini – Siamo contenti di questa rinnovata partnership che farà toccare con mano le più evolute tecniche del sistema irriguo da parte dei principali leader mondiali”.

E proprio in quest’ottica AcquaCampus può contare su collaborazioni importanti con le multinazionali leader dei rispettivi settori come Toro, Irritec, Bosch e Haifa.

Ufficio Stampa Macfrut

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Accordo Unical – MITO per il fondo d’investimento “Progress Tech Transfer”

Firmato martedì 16 aprile scorso, nella Sala Stampa, l’accordo tra Università della Calabria e la società MITO Technology per l’adesione dell’Ateneo a “Progress Tech Transfer”, il nuovo fondo d’investimento per il trasferimento e la valorizzazione delle tecnologie generate dalla ricerca pubblica italiana nel campo della sostenibilità.


L’Accordo ha lo scopo di aumentare per ricercatori e studenti dell’UNICAL le opportunità di investimento e migliorare i tassi di successo delle operazioni di trasferimento tecnologico come le cessioni di tecnologia, le licenze, nonché la creazione di imprese spin-off concernenti tecnologia e diritti di proprietà intellettuale.
Caratteristiche, obiettivi e attese di “Progress Tech Transfer” sono stati presentati da Francesco De Michelis, Amministratore Delegato di MiTo, e da Michele Costabile dell’Università LUISS e partner di MiTo, durante la conferenza, moderata dal Responsabile del Liaison Office Andrea Attanasio, alla quale ha presenziato il Delegato al Trasferimento Tecnologico dell’Unical Giuseppe Passarino che ha firmato l’accordo per UNICAL.
Il fondo, gestito dalla società MITO Technology, come sottolineato da De Michelis, durante la presentazione, apre per gli atenei che aderiscono anche a tecnologie di ricercatori, di dottorandi ma anche di studenti che sono ancora nella fase proof of concept, una fase in cui è molto difficile trovare un investitore. Attraverso call periodiche si selezionano le tecnologie a basso livello di maturazione per le quali saranno effettuati investimenti fino a 200mila euro in cambio di un’opzione sul brevetto che sarà depositato.
Il fondo ha una dotazione complessiva di 40 milioni di euro, sottoscritti pariteticamente dal Fondo Europeo degli Investimenti (FEI), attraverso i fondi InnovFin, e da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) nell’ambito della piattaforma ITAtech.
Oltre che alle tecnologie proof of concept, il fondo si rivolge ai progetti di spin-off in cui ci sia un ricercatore o un dottorando dell’ateneo; in questo caso il fondo interviene sotto forma di equity.
Sia le tecnologie proof of concept, siai progetti di ricerca tecnologici delle spin-off devono ricadere nel settore della sostenibilità (energia, risorse naturali, agri-food) e provenire dal mondo della ricerca pubblica italiana.
“L’iniziativa presentata si inserisce nella strategia complessiva dell’Ateneo che punta sempre di più sul trasferimento tecnologico includendo nelle azioni di valorizzazione della ricerca anche i più giovani attraverso iniziative come la Start Cup Calabria dalla quale negli ultimi due anni sono venuti fuori i vincitori del Premio Nazionale per l’Innovazione” – ha affermato il prof. Giuseppe Passarino definendo l’accordo firmato un’importante opportunità per l’Unical.
Il fondo, che come evidenziato dal prof. Costabile ha l’obiettivo ambizioso di valorizzare la tecnologia dal momento in cui viene progettata fino alla sua brevettazione, si innesta in un’ottica che reputa fondamentale la costituzione di un team con competenze complementari volto ad alimentare il brevetto e lo sviluppo dello business aziendale.
Per accedere al “Progress Tech Transfer” occorre rispondere alle due call annuali del fondo. Per l’anno 2019 la prima si è aperta il 2 aprile con scadenza 31 maggio 2019; la seconda aprirà il 15 settembre prossimo. La piattaforma per la sottomissione delle tecnologie è raggiungibile alla seguente URL: https://progressttfund.it/en/program/1-spring-call-2019

Al via la terza edizione del Food&Science Festival

Il Food&Science Festival è un evento unico di divulgazione scientifica di rilievo nazionale e internazionale che affronta e approfondisce in maniera creativa e accessibile le tematiche legate alla scienza della produzione e del consumo del cibo.

Dal 17 al 19 maggio 2019, tre giorni di eventi dedicata ad adulti, studenti e bambini che trasformerà la città e il centro storico in luoghi di incontro, dibattito, divertimento e apprendimento. Un nuovo modo di raccontare il territorio che mette assieme scienza e piacere, agricoltura e cultura.

Il Food&Science Festival, oltre ad offrire agli agricoltori un’imperdibile occasione di aggiornamento e condivisione di informazioni ed esperienze, è una manifestazione nata per soddisfare un pubblico di curiosi di tutte le età che vuole conoscere da vicino e sperimentare l’innovazione, le storie e le sfide di cui il cibo e il settore agroalimentare sono portatori.

Un luogo di confronto, divertimento, formazione e interazione dove, attraverso il cibo, scoprire e percepire il futuro che ci aspetta.

Promosso da Confagricoltura Mantova, ideato da FRAME e organizzato da Mantova Agricola, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Lombardia, Comune di Mantova e Camera di Commercio di Mantova come partner istituzionali.

Accedi per saperne di più 

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Ispra, dissesto idrogeologico e consumo di suolo a portata di click

Accessibilità multifunzionale per la nuova versione del Portale del Servizio Geologico d’Italia: uno strumento di lavoro per i professionisti e non solo

Contiene 36 banche dati, consente di navigare con il visualizzatore e permette la sovrapposizione delle mappe anche con i dati provenienti da altri Enti. È on line la nuova versione del Portale del Servizio Geologico d’Italia – ISPRA, accessibile da smartphone, tablet e smart tv, che per la prima volta unisce tutti i dati sulle pericolosità geologiche che caratterizzano il territorio italiano compreso il rischio sismico e quello vulcanico, nonché tutti i numeri del Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS), di ITHACA (il catalogo delle faglie capaci) e di IFFI (Inventario dei fenomeni franosi d’Italia). È quindi possibile fruire in maniera semplice e veloce di tutte le informazioni relative a frane, sinkholes e faglie attive presenti sul territorio nazionale, nonché di tutti i numeri degli interventi per la difesa del suolo, i dati sul consumo di suolo, la cartografia geologica e geotematica.

Attività

L’ ISPRA è un Ente Pubblico di Ricerca istituito con la Legge 133/2008, strutturato in tre Dipartimenti tecnici e sette Centri Nazionali. Il Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia è a sua volta strutturato in due Servizi e cinque Aree tecniche, aventi il mandato (Legge 152/2006) di: raccogliere, elaborare, archiviare e diffondere i dati geologici; effettuare studi geologici e ricerca incentrata sugli elementi dell’ambiente fisico e dei rischi; realizzare e aggiornare la Carta geologica e tematica del territorio italiano.

Progetti

L’ISPRA attraverso il Servizio Geologico d’Italia partecipa a numerosi progetti finanziati da Programmi dell’Unione Europea relativi ad attività di ricerca e sviluppo, scambio di informazioni, training e capacity building, ad iniziative internazionali, in molteplici discipline afferenti alle Scienze della Terra.

Pubblicazioni

Il Servizio Geologico d’Italia cura la realizzazione di alcune collane editoriali che raccolgono pubblicazioni scientifiche su diversi temi geologici. Inoltre, realizza prodotti di cartografia geologica e geotematica. I prodotti sono riportati nell’elenco qui sotto disponibili in visione, download e/o in vendita.

 

Accedi al Portale

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Innovagorà, piazza dei brevetti e dell’innovazione italiana: i brevetti bioeconomia e agroalimentare

Da lunedì 6 a mercoledì 8 maggio si tiene a Milano l’evento nazionale che intende far conoscere e valorizzare brevetti e tecnologie nate nel mondo della ricerca pubblica. L’iniziativa è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, organizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e realizzata in collaborazione con Il Corriere della Sera


Dal 6 all’8 maggio 2019 Milano diventa capitale dell’innovazione con InnovAgorà, la ‘piazza’ dei brevetti della ricerca italiana, l’evento nazionale che ha l’obiettivo di far conoscere e valorizzare brevetti e tecnologie nati nel mondo della ricerca pubblica e metterli a disposizione dello sviluppo economico-sociale del Paese.
L’iniziativa è stata presentata oggi in una conferenza stampa ospitata dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, sede dell’evento, a cui hanno partecipato il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Marco Bussetti, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Massimo Inguscio, il Responsabile Dipartimento Università del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Giuseppe Valditara, il Direttore Generale del Museo Fiorenzo Marco Galli e Alessandro Bompieri, Direttore Generale News Italy RCS.

Promosso dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, l’evento è organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e realizzato in collaborazione con Il Corriere della Sera: protagoniste saranno 171 ‘innovazioni’ messe a punto da ricercatori e team di ricerca provenienti da 48 Università italiane e 13 Enti di ricerca di tutta Italia, suddivise in 7 aree tematiche che rispecchiano temi oggi prioritari per l’economia:

– Bioeconomia e agroalimentare

– Manifattura intelligente: materiali innovativi, robotica e Ict

– Energia sostenibile, ambiente e tecnologie verdi

– Società intelligenti, sicure e inclusive; Mobilità sostenibile

– Dispositivi per la diagnosi e la cura

– Nuovi farmaci e biotecnologie per la salute

– Tecnologie innovative per l’edilizia, le infrastrutture  e il patrimonio culturale.


I brevetti “Bioeconomia e Agroalimentare”

17 Tracciabilità degli alimenti, QR CODE e DNA Catering
23 Food/fluid screening mediante risonanza magnetica per l’identificazione e quantificazione di zuccheri e altre sostanze
36 Nuovo pastorizzatore per il trattamento del latte umano donato delle banche del latte
39 Bio-ristor: monitoraggio in continua dei parametri biochimici nella linfa delle piante
46 Uso di acidi grassi come esaltatori del gusto nei prodotti alimentari
47 Procedimento di trattamento di materiali fibrosi per ottenere proprietà idrorepellenti
67 Dispositivo per il rilevamento della maturazione fenolica dell’uva basato su smartphone e analisi di immagini
81 Rimozione di inquinanti organici dalla cera
82 Sequenze nucleotidiche ed amminoacidiche di fitoplasmi responsabili della flavescenza dorata e fitoplasmi filogeneticamente simili, e loro uso
83 Processo per la produzione di una pasta alimentare di grano duro ad elevato potenziale nutrizionale e pasta alimentare di grano duro ad elevato potenziale nutrizionale
84 Dispositivo e procedimento di riduzione della dispersione nell’ambiente di polvere da abrasione di sementi conciate da parte di seminatrici pneumatiche di precisione
86 Apparato per la denocciolatura delle olive
94 Sistema mobile per la sicurezza alimentare
122 Batteri lattici e film edibile antibatterico: nuove soluzioni di packaging
123 Composizione edibile per la conservazione degli alimenti, procedimento per la sua preparazione e relativi usi
124 Metodo molecolare per l’autenticazione di pani tradizionali/tipici a lievitazione naturale
130 Associazione a base di inulina e suo impiego come sostituto dei grassi in composizioni e formulazioni alimentari
143 Riduzione dell’acrilammide in un alimento
148 Sistema di illuminazione per organismi fotosintetici acquatici
149 Procedimenti e composizioni per la produzione di astaxantina da organismi marini
167 Impianto per trattare reflui organici e per realizzare un fertilizzante
170 Un microchip per l’anti-contraffazione di oli

 


I 171 inventori – singoli o in team – avranno l’opportunità di presentare le proprie innovazioni e prototipi in una tre giorni densa di appuntamenti, con presentazioni di brevetti, incontri B2B, workshop tematici e sessioni speciali ai quali saranno presenti investitori, imprenditori e rappresentanti delle associazioni di categoria partner dell’evento. Inoltre, all’interno del Museo, per tutta la durata dell’evento sarà allestita un’area espositiva con una selezione di prototipi.

Il programma di ‘InnovAgorà’ è ricco di tavole rotonde e momenti di approfondimento su temi di stretta attualità scientifica. Ad aprire i lavori sarà l’evento inaugurale di lunedì 6 maggio (ore 11, spazio Polene), un ampio confronto sul tema dell’innovazione al quale saranno presenti rappresentanti istituzionali, imprenditori e associazioni di categoria: in particolare, interverranno il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Massimo Inguscio con una relazione sul tema ‘L’offerta: la ricerca pubblica in Italia, i settori di eccellenza e gli scenari di sviluppo’ e, in chiusura, il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Marco Bussetti con un intervento su ‘La valorizzazione della ricerca pubblica come opportunità di crescita per il Paese’.

Sempre lunedì 6 maggio alle ore 14 è in programma una sessione speciale dedicata al tema ‘Intelligenza Artificiale’. Curata dal Tavolo Tecnico Intelligenza Artificiale istituito dal MIUR, sarà un’occasione per definire l’agenda italiana del settore, tenuto conto del recente piano di coordinamento avviato dalla Commissione Europea sul tema, e presentare il programma di formazione nazionale previsto per i dottorati.

Altri momenti saranno specificatamente dedicati a vari aspetti del trasferimento tecnologico, a partire dal quadro normativo che regola il tema dei brevetti e della proprietà intellettuale in Italia e dagli strumenti di sostegno ai processi di valorizzazione della ricerca.

Tra questi, la sessione speciale ‘Valorizzazione della ricerca e trasferimento tecnologico: il punto di vista delle imprese’ (lunedì 6 maggio ore 16, a cura delle associazioni di categoria partner dell’iniziativa: Confagricoltura, Confartigianato Imprese, Confcommercio – Imprese per l’Italia, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola media impresa, Confindustria, Unioncamere, Camera di Commercio di Milano Monza-Brianza Lodi, Unione Artigiani Italiani e delle Pmi); il focus sulla ‘Cultura della brevettazione’ (martedì 7 maggio ore 11,30, in cui si parlerà anche della candidatura di Milano ad ospitare il Tribunale Unificato dei Brevetti), il workshop ‘Il sostegno finanziario alla valorizzazione economica della ricerca’ (martedì 7 maggio ore 16), in cui verranno formulate proposte e soluzioni per tradurre l’alta ‘densità scientifica’ che caratterizza il nostro Paese in un’adeguata risposta brevettuale, così da generare un circolo virtuoso innovazione-produttività-crescita-occupazione, così come riscontrabile in altri Paesi.

Oggi alla sua prima edizione, InnovAgorà rappresenta il punto di partenza di un nuovo programma del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che punta a favorire l’introduzione nella società di applicazioni e tecnologie dal forte impatto innovativo: l’obiettivo è renderlo un appuntamento annuale che si ponga quale strumento di conoscenza e valorizzazione della migliore ricerca italiana.

Info: www.innovagora.it

Ufficio stampa:
Francesca Gorini
Ufficio stampa Cnr
francesca.gorini@cnr.it

Capo ufficio stampa:
Marco Ferrazzoli
marco.ferrazzoli@cnr.it
ufficiostampa@cnr.it
06 4993 3383
skype marco.ferrazzoli1

Vedi anche:

Statuto e Documento Programmatico

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Premio UNASA 2019

E’ istituito il “Premio UNASA 2019” dedicato alla “OrtoFloroFrutticoltura” (Esclusi Olivo e Vite) e alla “Economia Agraria e al Diritto Agrario”.
E’ previsto un premio per ogni settore, con lo scopo di incentivare nei giovani la passione per la Ricerca.
Possono partecipare ricercatori italiani che abbiano pubblicato un lavoro su rivista internazionale con IF.

– Il lavoro deve essere stato pubblicato nel 2018 (o accettato fino al 28 marzo 2019)
– L’Autore del lavoro partecipante al premio deve essere primo nome o corresponding author ed avere un’età massima di 38 anni al 31.12.2018
– Il termine per la presentazione delle domande è fissato per mercoledì 8 maggio 2019.

Accedi all’avviso del premio Avviso UNASA

Approvati nuovi standard per frenare la diffusione di infestazioni e malattie delle piante

La Convenzione Internazionale per la Protezione delle Piante (IPPC) ha adottato nuove misure internazionali per prevenire la diffusione oltre confine dei parassiti (incluse quelle per bloccare il parassita altamente infestante Xylella fastidiosa e la mosca orientale della frutta).


Sono state approvate durante la seduta annuale della Commissione sulle Misure Fitosanitarie (CPM), riconosciuta dall’Accordo SPS dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e dai governi di tutto il mondo.
Con il crescere degli scambi commerciali, i rischi che parassiti delle piante si diffondano oltre confine sono oggi elevati. Ogni giorno, assistiamo a numerose minacce per le nostre coltivazioni e anche alla nostra salute, al nostro ambiente e alla nostra economia.
La FAO stima che ogni anno tra il 20 e il 40% della produzione globale di cereali viene persa a causa delle infestazioni. Ogni anno le malattie delle piante costano all’economia globale circa 220 miliardi di dollari, mentre le infestazioni di insetti invasivi circa 70 miliardi di dollari.
L’IPPC fornisce gli strumenti e la conoscenza necessari a mantenere le coltivazioni sane e a prevenire il diffondersi delle infestazioni. Il nuovo standard fornisce indicazioni sulle tecniche migliorate di fumigazione e ne stabilisce i requisiti di temperatura, durata, quantità di fumiganti per rendere efficace la fumigazione e propone soluzioni per ridurne l’impatto ambientale, ad esempio utilizzando la tecnologia di ricattura per ridurre le emissioni di gas.
Vi sono contenuti anche i protocolli di diagnostica che descrivono procedure e metodi per la diagnosi ufficiale di sei parassiti, incluso la Xylella fastidiosa e la mosca orientale della frutta (Bactrocera dorsalis), nonchè regole commerciali e tecnologie per rilevare i parassiti
La Xylella fastidiosa è un batterio mortale che attacca colture economicamente rilevanti, come olivi, agrumi, susini e viti. Dal 2015 si è diffusa rapidamente dalle Americhe in Europa e in Asia. E’ costata 104 milioni di dollari all’economia vitivinicola californiana, in un solo anno. In Italia il batterio ha portato al calo di produzione in 180.000 ettari di oliveti e continua a minacciare non solo l’economia nazionale ma anche quella dell’intero Mediterraneo.
La mosca orientale della frutta ha colpito coltivazioni di avocado, banane, guaiava e mango in almeno 65 paesi. In Africa, causa perdite annue di circa due miliardi di dollari. Nonostante il crescente impatto delle infestazioni, le risorse per affrontare questo problema sono scarse.
L’Anno internazionale della salute delle piante, proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il 2020, potrà contribuire ad una maggiore collaborazione globale per sostenere politiche in favore della salute delle piante ad ogni livello.
Il CPM tiene in considerazione anche le tecnologie “High-throughput sequencing (HTS)” che sono ancora nelle prime fasi di sviluppo, per l’identificazione sia di parassiti regolamentati che di quelli sconosciuti, come il virus che colpisce la cassava. Queste tecnologie offrono nuove possibilità per un’analisi più rapida ed affidabile, portano con sè anche una serie di sfide che vengono identificate e affrontate nelle raccomandazioni.
Il CPM, ad oggi, ha adottato più di 100 standard internazionali per le misure fitosanitarie (ISPM), che coprono tutte le aree di quarantena delle piante.

Fonte: Comunicato Stampa FAO, 3/4/2019

Primo Forum Internazionale sulla Frutta Secca

Lunedì, 6 maggio a Milano, in occasione di TUTTOFOOD, Padiglione 3, si terrà la prima giornata-evento dedicata al mondo della frutta secca e disidratata.

Guarda il programma

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Arriva il primo pane di grano arricchito con fibre di agrumi

Crea, benefico per la salute e nuova alternativa ecologica

Le fibre alimentari aiutano a mantenersi in salute e contribuiscono a prevenire le malattie cardiovascolari e l’insorgenza del diabete di tipo 2. Proprio per queste ragioni, i ricercatori del CREA (centri di Cerealicoltura e Colture Industriali e di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura) hanno sviluppato un pane “ad alto contenuto di fibre”, arricchito per la prima volta con le fibre contenute nella farina di agrumi. Quest’ultima, costituita per oltre il 70% da fibra di cui, per circa il 60% da fibre insolubili e per il 40% da fibre solubili, si ottiene dopo numerosi lavaggi ed essiccazione, dal pastazzo (buccia, polpa e semi), un sottoprodotto della lavorazione degli agrumi, che ancora oggi rappresenta un oneroso rifiuto, con elevati costi di smaltimento e problematiche ambientali, vista la produzione pari a circa 500.000 t all’anno.

A partire dalla semola e dalle parti della crusca più facilmente digeribili dal nostro organismo (differenti percentuali di cruschello e tritello), sono state prodotte in un panificio industriale pagnotte di pane, di circa 1 kg, con l’aggiunta di 2 tipologie di fibre di agrumi (arancia rossa e limone), da sole o miscelate, a 2 differenti livelli (1,5 e 2%). I ricercatori, quindi, hanno valutato gli effetti delle diverse tipologie e livelli di fibra di agrumi, dei differenti tempi di conservazione (fino a 120 giorni) e della loro interazione sui parametri chimico-fisici e sensoriali del pane dopo la cottura e durante la lunga conservazione, grazie al confezionamento delle pagnotte con speciali film plastici in atmosfera modificata (ATM).

Dal punto di vista chimico-fisico, le fibre di agrumi, di differenti tipologie e in diverse percentuali, non hanno avuto alcun impatto sulla conservabilità del pane, sul volume e sul peso, sulla struttura interna e sul pH. Dal punto di vista sensoriale, i pani arricchiti con fibre di arance rosse e di limone presentano un leggero sapore agrumato, ma qualitativamente risultano simili ai pani che ne sono privi. Inoltre, l’aggiunta di fibre di arance rosse e di limone nella farina di grano duro consente di produrre pane “ad alto contenuto di fibre”, perché presenta valori superiori ai 6 g per 100 g di prodotto, soglia minima secondo quanto previsto dal Reg. CE 1924/2006. Il pane integrale tradizionale, invece, si compone anche dello strato più esterno del seme (la cosiddetta crusca a foglia larga), quella parte che contiene fibra 100% insolubile, non digeribile e che può incidere negativamente sulle caratteristiche fisiche e sensoriali dei prodotti da forno (volume, altezza, alveolatura interna, aspetto esterno, rugosità della crosta, odore, colore, sapore). A differenza, quindi, di un pane prodotto con uno sfarinato integrale 100% di grano, quello arricchito con le farine di agrumi preserva le caratteristiche fisiche e sensoriali del pane tradizionale, ma con un maggiore valore nutrizionale.

L’uso di fibre di agrumi nella panificazione, infine, può essere considerato un’alternativa ecologica per il riutilizzo e la valorizzazione degli scarti e dei sottoprodotti della lavorazione degli agrumi.

Lo studio, realizzato insieme al Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Frontiers in Nutrition, ed è consultabile al link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6381019/

L’Accademia Nazionale di Agricoltura inaugura il 212° Anno Accademico

INAUGURAZIONE DEL 212° ANNO ACCADEMICO

La ricerca scientifica e lo sviluppo nel campo dell’innovazione genetica, come fondamentali strumenti per l’agricoltura e la produzione agroalimentare sicura per la salute dell’uomo e del pianeta, è stato il tema centrale sviluppato durante la cerimonia.

Lo stretto rapporto tra scienze agrarie, ricerca biotecnologica e genetica, come fondamentale strumento per ottenere un miglioramento alimentare attento al binomio salute-benessere, è stato il tema trattato durante l’inaugurazione del 212° Anno Accademico dell’Accademia Nazionale di Agricoltura tenutosi, all’interno della storica cornice della Sala dello Stabat Mater del Palazzo dell’Archiginnasio, nel pomeriggio del 15 aprile 2019. La cerimonia ha visto i saluti istituzionali di Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, Davide Conte, Assessore Finanza e Bilancio del Comune di Bologna e del Prof. Antonino Rotolo, Prorettore alla ricerca dell’Università di Bologna. A seguire il Prof. Giorgio Cantelli Forti ha tenuto la Relazione Accademica “La ricerca scientifica alla base della vita: il contributo delle scienze agrarie” e, successivamente, la Prof.ssa e Senatrice a vita Elena Cattaneo ha tenuto la Prolusione Accademica “La sfida genetica dalla cura all’agricoltura” . 

La cerimonia si è conclusa con la consegna del Diploma di Accademico Onorario alla Prof.ssa e Senatrice Elena Cattaneo mentre, precedentemente, presso la Sala della Società Medica Chirurgica di Bologna, sono stati nominati 36 nuovi Accademici tra Ordinari, Corrispondenti ed Esteri.

 

Le scienze agrarie e il rapporto con la salute e il benessere dell’uomo
“Ricerca, innovazione, competitività e cultura sono il motore dello sviluppo del Paese dell’Unione Europea. La ricerca, infatti, costituisce l’imprescindibile avvio di ogni processo e caratterizza il patrimonio di tutte le aree del sapere che, tramite essa, garantiscono il loro avanzamento – ha detto il Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura – La ricerca scientifico-tecnologica ha maggiore impatto sulla collettività, mentre la ricerca bio-medica è la più sentita per le speranze che può aprire e per le sofferenze che può lenire. Appare chiaro che, dal secolo scorso, sia lo sviluppo scientifico che tecnologico, sono andati correlandosi al progressivo benessere e alla salute della collettività, come dimostra l’incredibile aumento della vita media e della qualità della stessa. Infatti, analizzando attentamente il binomio salute-benessere è possibile affermare che un fondamentale contributo è venuto dal miglioramento alimentare, inteso come riduzione di un fattore di rischio primario per ogni popolazione. Oggi è possibile scegliere materie prime in grado di garantire un’alimentazione corretta, di qualità e sicura. Meno sotto i riflettori mediatici e con meno enfasi l’avanzamento scientifico e culturale delle Scienze agrarie e veterinarie hanno determinato tutto questo. In prospettiva la ricerca multidisciplinare tra le Scienze Agrarie e le Scienze della Vita si presenta vincente per garantire ulteriori contributi alla qualità della vita tramite strategie sempre più mirate alla salute dell’uomo e alla tutela dell’ambiente”.

 

Tecnologia e innovazione scientifica sono alla base della salute umana e della produzione di cibo sicuro e accessibile
“Il nostro presente, complice la pervasività dei nuovi strumenti di comunicazione, si caratterizza dalla diffusione costante di una rappresentazione della realtà in cui si alimentano contraddizioni e profonde distorsioni. Tra queste vi è una “narrazione al consumatore” che vorrebbe ridefinire il nostro quotidiano, cominciando dal contestare ciò che mangiamo e da come lo produciamo, basandosi sull’affermazione-feticcio naturale=buono. Eppure, la storia dell’uomo è un susseguirsi di metodi e tecniche affinati nelle epoche e nei secoli per difendersi ed emanciparsi dalla natura. Eppure, la natura ci ha “regalato” virus, malattie, carestie, catastrofi – ha spiegato la Prof.ssa Elena Cattaneo – L’uomo, oggi, ha imparato a proteggersi da alcune di queste minacce grazie alle preziose conquiste che la scienza ha raggiunto con fatica e che ha messo a disposizione di tutti noi. Grazie ai vaccini evitiamo malattie che fino a poche decine di anni fa minacciavano la sopravvivenza di tutti noi ad ogni latitudine e sappiamo come mettere al sicuro anche chi non può vaccinarsi. Sempre in ambito medico, grazie alla conoscenza in campo genetico sappiamo sequenziare il Dna in poche ore, scovare alcuni “difetti genetici”, prevedere l’insorgenza di alcune malattie e adoperarci per prevenirle. Abbiamo anche imparato a intervenire per correggere in modo mirato e sicuro una sequenza di DNA con un “taglia e cuci” di precisione. La tecnica del Crispr è, a ragione, considerata rivoluzionaria e ad essa si guarda per sviluppare in futuro trattamenti per le malattie genetiche. Grazie alla tecnologia e all’innovazione abbiamo imparato anche a proteggere le nostre piante dai virus e dai batteri e anche come produrre più cibo e fare in modo che sia sicuro e accessibile. Queste conquiste della scienza hanno rivoluzionato alcune branche della medicina, permesso di evitare sofferenze e di salvare vite. Nessuno, o quasi, in tema di tecnologie genomiche per la cura e prevenzione di malattie dell’uomo ha mai coltivato dubbi, frapposto limitazioni artificiose alla ricerca e all’accesso alle conquiste nel settore.”

 

La diffidenza verso la scienza ha portato a una dannosa divisone tra agricoltori buoni e cattivi
“Quando si è trattato di liberare le tecnologie e gli avanzamenti conoscitivi utili a produrre il cibo di cui ci nutriamo e di cui, nei prossimi decenni, ci sarà sempre più bisogno (si stima che nel 2050 la popolazione mondiale sarà di circa 10 miliardi di abitanti) si è avuta la più grande levata di scudi, nutrita dalla diffidenza verso la scienza, di cui abbia memoria – ha concluso la Prof.ssa Cattaneo – Fino alla fine degli anni ’90 l’Italia era all’avanguardia della ricerca in biotecnologie e genetica applicate alle piante. Sapevamo come salvare il mais dalle fumonisine, le mele dalla ticchiolatura, il pomodoro dai virus, varie piante dall’aggressione di funghi, addirittura aumentando la produzione ed eliminando i semi e con questi il timore della diffusione di alcuni tipi di piante Ogm. Poi tutto è andato letteralmente in fumo. Da allora, nonostante i numeri raccontino di un Paese dipendente dall’estero per le principalicommodities e di una bilancia agroalimentare sempre più in affanno, la politica si è comportata come uno struzzo non volendo più né vedere né sentire le prove della scienza e, anzi, incoraggiando una narrazione romantico-bucolica del “ritorno alla madre terra e alla natura” che ha classificato gli agricoltori in buoni (chi pratica l’agricoltura biologica e biodinamica) e “cattivi” (chi utilizza metodi integrati), dipinti come avvelenatori che, incuranti della “Natura”, hanno “inquinato l’economia e il pianeta”.

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PSR Calabria e accesso al credito

E’ possibile accedere alle informazioni necessarie per poter usufruire del Fondo di Fondi Regionale, che offre condizioni agevolate rispetto all’accesso ai finanziamenti nel settore agricolo e della trasformazione, per quanti riguarda gli investimenti previsti dalle sotto-misure del PSR 4.1 “Sostegno a investimenti nelle aziende agricole” e 4.2 “Sostegno a investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli”.
Grazie all’Accordo di Finanziamento della Regione Calabria con il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI),  insieme alle altre Autorità di Gestione dei PSR delle Regioni Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Veneto, Umbria, Campania e Toscana, le condizioni agevolate riguarderanno tassi d’interesse più bassi di quelli ordinari e/o in termini di minori garanzie collaterali prestate.
In Calabria saranno operativi tre istituti di Credito: Credem, Iccrea BancaImpresa e Monte dei Paschi di Siena.

Con tale accordo l’AdG del PSR della Regione Calabria ha affidato al FEI i compiti di esecuzione – ai sensi dell’articolo 38(4)(b)(i) del Reg. (UE) n. 1303/2013 – per l’attuazione del Fondo di Fondi Regionale (FdF) (come definito all’articolo 2(27) del medesimo regolamento).

Che cos’è

Vai al link  Piattaforma Multiregionale di Garanzia FEI per l’Agricoltura

Obiettivo

Obiettivo del Fondo di Fondi Regionale è di facilitare l’accesso ai finanziamenti nel settore agricolo e della trasformazione, attraverso l’implementazione di una garanzia illimitata di portafoglio a sostegno delle misure d’investimento previste dalle sotto-misure 4.1 “sostegno a investimenti nelle aziende agricole” e 4.2 “sostegno a investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli”.

Il prodotto finanziario

Il prodotto finanziario che sarà utilizzato nell’ambito del “FdF Regionale”, è una garanzia senza limiti di portafoglio (c.d. un-capped guarantee) che copre il 50% del rischio di perdite sui prodotti di finanziamento del debito che saranno erogati ai percettori finali da parte degli intermediari finanziari selezionati dal FEI.

La modalità di attuazione

La strategia di investimento concordata all’interno dell’Accordo di Finanziamento (Funding Agreement) prevede la selezione, da parte del FEI, degli intermediari finanziari. Saranno gli intermediari stessi che erogheranno, di fatto, il finanziamento del debito ai percettori finali nel territorio della Regione e che – previa verifica dei criteri di eleggibilità previsti negli accordi operativi da sottoscriversi tra FEI e intermediari finanziari selezionati – includeranno tale finanziamento del debito nel portafoglio garantito dal Fondo di Fondi.

Nella Regione Calabria saranno operativi tre istituti di Credito: Credem, che ha già sottoscritto con il FEI l’accordo di finanziamento, Iccrea BancaImpresa, che ha già ottenuto l’approvazione della propria candidatura da parte del Consiglio di Amministrazione del FEI e Monte dei Paschi di Siena la cui candidatura è in fase di approvazione.

Nel corso dell’ultimo Comitato di Investimento tenutosi il 12 marzo 2019 è stato chiarito che il contributo regionale impegnato, pari ad euro 10.000.000, garantirà un volume minimo di prestiti che gli Istituti di Credito erogheranno, anche grazie all’impiego di risorse FEI, BEI e Cassa Depositi e Prestiti, sarà di 4 volte tale contributo, ossia euro trentaseimilioni. Raggiunto questo volume, il portafoglio garantito potrà crescere fino al volume target di euro 48.400.000,00

Vantaggio

Il vantaggio per ciascun percettore finale dalla garanzia consisterà nel vedersi applicate condizioni agevolate in termini di tassi d’interesse più bassi di quelli ordinari e/o in termini di minori garanzie collaterali prestate.

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La ricerca in agricoltura: il piano straordinario del CREA

Approvato il 20 gennaio 2019 lo schema di decreto ministeriale recante approvazione del piano di ricerca straordinario per lo sviluppo di un sistema informatico integrato di trasferimento tecnologico, analisi e monitoraggio delle produzioni agricole attraverso strumenti di sensoristica, diagnostica, meccanica di precisione, biotecnologie e bioinformatica, predisposto dalla stesso Crea.
Lo scopo di tale intervento è quello di rilanciare la ricerca e la sperimentazione in agricoltura ai sensi del’art. 1, comma 381 della legge 23 dicembre 2014, n° 190. Il Piano di ricerca straordinario, di durata triennale, si articola in due grandi progetti (o aree tematiche) denominate rispettivamente Biotecnologie sostenibili per l’agricoltura italiana e “AgriDigit – Agricoltura digitale. Esso prevede anche una terza parte (investimenti) relativa alla realizzazione di strutture ed acquisto di attrezzature.
Il progetto “Biotecnologie sostenibili per l’agricoltura italiana” ha l’obiettivo di rilanciare il settore delle biotecnologie applicate al miglioramento genetico, per costituire nuovi genotipi vegetali con migliori proprietà nutrizionali, adatti alle nuove esigenze colturali e con maggiore resistenza alle avversità biotiche e abiotiche. L’urgenza di tale sperimentazione è legata ai cambiamenti che l’agricoltura italiana è chiamata ad affrontare nei prossimi anni in relazione all’esigenza di un incremento delle produzioni, dell’adattamento delle piante ai cambiamenti climatici e dell’adozione di pratiche agricole rispettose dell’ambiente. Nel piano viene sottolineato come l’Italia, pur possedendo una grande ricchezza di germoplasma di molte specie agrarie, dipende in maniera significativa dall’estero per i materiali di moltiplicazione.

Il progetto AgriDigit – Agricoltura digitale ha, poi, come obiettivo generale la realizzazione di un sistema “tecnologie-dati-servizi-conoscenza”, a supporto dei processi decisionali di vario livello nel settore agricolo italiano, dall’assistenza operativa di pieno campo, alle analisi di livello strategico di soggetti pubblici e collettivi.

La realizzazione del progetto AgriDigit si articola in 5 sub-progetti che affrontano quattro linee di attività principali oltre ad una azione trasversale per lo sviluppo di una infrastruttura informatica. Ogni singolo sotto- 2 progetto è, a sua volta, organizzato in Work- package e task. Nel dettaglio, i sub-progetti riguardano:

AgroFiliere: ha come obiettivo generale l’analisi, lo studio, l’applicazione e la dimostrazione di come le tecnologie digitali (ingegneristiche, meccatroniche, informatiche, logistiche, di comunicazione, ecc.) possano migliorare il rafforzamento sostenibile di alcuni sottosistemi delle agro-filiere (cerealicole, ortive, IV gamma, floricole, olivicole).

AgroModelli: prevede la realizzazione di un sistema dati-servizi, basato su modelli biofisici di processo, a supporto di processi decisionali a diversa scala spaziale per il comparto agricolo ed agroalimentare italiano, dall’assistenza operativa di pieno campo alle aziende agricole, alle analisi di livello strategico di associazioni di produttori ed Enti pubblici.

Selvicoltura: prevede lo sviluppo e verifica di metodi e tecnologie innovative per la valorizzazione del patrimonio forestale nazionale e lo sviluppo delle sue filiere produttive.

Zootecnia: rivolto all’esigenza di maggiore efficienza delle aziende zootecniche inserite nella filiera del latte bovino e bufalino.

Viticoltura: riguarda la gestione del potenziale viticolo che dovrà essere basata sulla riduzione dell’impatto ambientale, sull’affrontare in modo mirato il cambio climatico e i suoi effetti sulle risorse primarie (vedi acqua), sulla possibilità di prevenire le perturbazioni dei mercati dovute allevariazioni produttive;

Agri-lnfo – Piattaforma Informatica: intende realizzare una struttura informatica, funzionale alle azioni del progetto AgriDigit.

Accedi al testo dello schema di decreto CREA – PIANO DI RICERCA STRAORDINARIO

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Agroalimentare: Future Food Insitute e SMAU insieme per la food innovation

Realizzare azioni orientate alla valorizzazione e alla diffusione di innovazione e digitalizzazione nel settore agroalimentare. E’ questo lo scopo condiviso che ha portato Future Food Institute e SMAU(Salone, Macchine e Attrezzature per l’Ufficio) a firmare un accordo strategico triennale che vedrà la compresenza delle due realtà nelle tappe nazionali e internazionali del Roadshow SMAU, l’appuntamento di riferimento per l’ecosistema italiano dell’Innovazione dove big player del digital, imprese, startup ma anche pubbliche amministrazioni, entrano in connessione in modo nuovo, trovano ispirazione dal confronto con altre esperienze e gettano solide basi per future collaborazioni nel segno dell’innovazione.

Tutto ciò è avvenuto nella tappa SMAU Padova che si è svolta nelle giornate 28-29 marzo scorso, evento rivolto a tutte le imprese del Nordest che vogliono avvicinarsi al mondo della ricerca e dello sviluppo di progetti d’innovazione e di rinnovamento, facendo leva sul supporto delle Regioni che, tramite i fondi europei, possono incentivare la specializzazione dei territori e delle imprese.

“Dal 1964 collaboriamo con Smau raccontando l’innovazione dei settori di punta del Made in Italy, ma da quest’anno intendiamo consolidare la promozione del Sistema Italia e garantire il presidio dell’innovazione applicata al settore agroalimentare che oggi rappresenta non solo un’opportunità di business ma anche una necessità per generare un impatto esponenziale in termini sociali, ambientali e culturali” afferma Sara Roversi, founder di Future Food Institute.

Il settore agrifood infatti è riconosciuto come uno dei settori chiave per il Made in Italy e per la promozione internazionale delle eccellenze del sistema Italia che, attraverso la trasformazione digitale innovano e generano valore. Le prossime tappe che vedranno Smau e Future Food Institute assieme saranno Smau Londra (10-11-12 aprile), Smau Bologna (6-7 giugno), Smau Berlino (19-20-21 giugno), Smau Milano (22-23-24 ottobre) e Smau Napoli (12-13 dicembre).

Roadshow Smau per portare l’innovazione alle imprese

Dal 2008 Smau ha avviato un Roadshow sul territorio che coinvolge le Regioni italiane più dinamiche dal punto di vista della domanda di innovazione. All’interno di ciascuna tappa del Roadshow sono in programma momenti di networking, workshop formativi e Live Show in cui vengono raccontate le esperienze di aziende e PA del territorio che hanno realizzato con successo progetti di innovazione e che quindi sono state selezionate per ricevere il Premio Innovazione Smau. Un riconoscimento dedicato a realtà di diversi settori, dall’Agrifood, al Manifatturiero, dal Chimico al Fashion, fino alle amministrazioni e agli enti locali che, presentando la propria candidatura hanno voluto condividere la propria strategia d’innovazione affinché altre aziende in visita intraprendano la stessa strada.

Esperienze concrete di food innovation

Obiettivo comune di Smau e di Future Food Institute è quello di fare della food innovation un tema chiave attraverso la presentazione di esperienze concrete di innovazione in ambito Agrifood da parte di imprese italiane e internazionali. A Smau Padova sono state presentate alcune esperienze di aziende che hanno puntato sull’innovazione come leva per competere.

 

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Il CREA su “Repubblica”: l’agricoltura robotizzata amica dell’ambiente

Quando i robot andranno a mietere il grano. L’agricoltura automatizzata farà risparmiare acqua e concime. E fornirà dati precisi sullo stato di salute delle singole piante

Accedi da qui all’articolo pubblicato su Scienze Ambiente e Tecnologie de la Repubblica del 10 aprile 2019 Scienze 10 Aprile

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Al CREA di Foggia si parla delle relazioni tra agricoltura ed emissioni di gas serra

Il 17 aprile, in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale della Terra, il CREA Agricoltura e Ambiente di Foggia organizza, in collaborazione con la Fondazione ITS Agroalimentare Puglia, il Field day “Il Respiro della Terra – il turnover del carbonio e il ruolo dei sistemi colturali”.

Per l’occasione il CREA Agricoltura e Ambiente apre i suoi laboratori (presso l’Azienda Sperimentale Podere 124 a Foggia) ai cittadini e agli studenti, in particolare della scuola superiore, che durante la giornata toccheranno con mano tutto ciò che è necessario per comprendere le relazioni tra agricoltura ed emissioni di gas serra (GreenHouse Gases, GHG) con un’attenzione speciale all’acqua e all’anidride carbonica, che rappresentano “il respiro della terra”.

Per quanto riguarda l’acqua s’impone sempre più l’esigenza di ricorrere a una gestione sostenibile, basandosi su tecniche innovative, come l’applicazione di sistemi irrigui ad alta efficienza, come gli impianti di microirrigazione auto-compensanti a goccia, la determinazione accurata dello stato idrico del suolo e dei reali fabbisogni fisiologici della coltura. In tal senso il ricorso ai sensori consente il monitoraggio dello stato idrico del suolo e della pianta sempre più veloce, accurato, a basso costo e basato sul consiglio irriguo (quando e quanto irrigare), per migliorare l’efficienza dell’uso dell’acqua.

Le emissioni di gas serra provengono dall’intero processo agro-industriale e non solo da quello di trasformazione, ma anche dalla produzione del singolo prodotto, dal consumo del prodotto stesso, fino allo smaltimento degli scarti di produzione e post-consumo. Attraverso la metodologia Life Cycle Assessment, LCA, è possibile analizzare tutto il ciclo di vita del prodotto, individuando quali fasi del processo sono maggiormente impattanti, ed indicare strategie alternative per ridurre le emissioni di GHG.

Scarica il programma della giornata Brochure Giorn Mond della Terra_CREA-AA 17 apr 2019 (1)

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Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le linee guida per l’esercizio dell’attività enoturistica

E’ stato registrato presso la Corte dei conti ed è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 89 del 15 aprile 2019 il D.M. n. 2779 del 12/03/2019 – Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica.

Accedi da qui al testo del Decreto DM_enoturismo_2779_12_03_2019

ISMEA, 70 milioni di euro per l’acquisto delle terra da parte dei giovani

Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana V Serie Speciale n 44 del 12 aprile 2019 è stato pubblicato l’avviso di Bando per l’insediamento di giovani in agricoltura in versione integrale.

Le domande di partecipazione potranno essere presentate mediante lo sportello telematico a partire dalle ore 12 del 12 aprile 2019 fino alle ore 12 del 27 maggio 2019.

 

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Aggiornato dal Mipaaft l’elenco dei prodotti DOP, IGP e STG

Elenco delle denominazioni italiane, iscritte nel Registro delle denominazioni di origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite
(Regolamento UE n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012) – aggiornato al 26 marzo 2019-

Accedi all’Elenco: 01___DOP__IGP_e_STG_Registrati_aggiornato_al_12_aprile_2019

PSR Calabria, in corso di pubblicazione l’avviso per le riconferme pagamenti misure a superficie

Il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari della Regione Calabria ha reso noto che sul portale istituzionale dell’Autorità di Gestione del PSR Calabria è in via di pubblicazione l’avviso pubblico per le riconferme degli impegni del 2016 delle misure a superficie 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali” (interventi da 1 a 9), 11 “Agricoltura biologica” (interventi 1 e 2) e 14 “Benessere animale” (intervento 1) per quanto riguarda l’annualità 2019.

Sono stati fissati contestualmente, sia per le domande di impegno iniziale che di conferma annuale, le scadenze del 15 maggio 2019, termine ultimo per il rilascio nel portale Sian delle domande iniziali di sostegno/pagamento, e del 10 giugno 2019, per le domande in ritardo (queste ultime subiranno un decurtamento dell’1% per ogni giorno lavorativo di ritardo rispetto alla data del 15 maggio). Le domande di pagamenti che perverranno oltre il 10 giugno, pertanto, specifica il Dipartimento, saranno considerate irricevibili. La dotazione finanziaria delle misure consiste in 21.555.000 Euro per quanto riguarda i Pagamenti agro-climatico-ambientali, di 28.000.000 Euro per l’Agricoltura biologica e di 5.000.000 Euro per quanto concerne in Benessere Animale, per un totale di 54.555.000 Euro.

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Scade a maggio il termine per aderire al SQNPI per l’anno 2019

Il 4 Dicembre 2018 sono state approvate dall’Organismo Tecnico Scientifico le procedure di adesione, gestione e controllo del SQNPI e le relative Linee Guida Nazionali per la redazione dei disciplinari regionali di produzione integrata e dei relativi piani di controllo riferiti all’anno di produzione 2019. Il termine di adesione al SQNPI per gli anni successivi – rinnovo – è posticipato dal 28 febbraio al 15 maggio.


Come aderire al SQNPI

Approvate la norma SQNPI adesione gestione e controllo 2019.
Si raccomanda di fare attenzione ai termini di adesione al SQNPI stabiliti:
– prima adesione al SQNPI: 15 maggio;
– adesione anni successivi – rinnovo: posticipato dal 28 febbraio al 15 maggio 2019;
– adesione per i bandi regionali che si avvalgono della conformità ACA: termine stabilito dal bando o, in mancanza, quello stabilito dalla presente norma;

Inoltre sulla base di alcune problematiche riscontrate nel corso del 2018 si invita a prestare attenzione a:
-utilizzo funzione “conferma” per il rinnovo dell’adesione al SQNPI:
Utilizzare solo nel caso di colture pluriennali per le quali non cambiano indirizzo colturale e superfici investite (vite, olivo,fruttiferi). Nel caso di colture annuali, le quali sono soggette a rotazione che determina una variazione del piano colturale, è necessario procedere sempre con nuova domanda iniziale.
– La data di adesione (quella editabile) deve essere coerente con l’anno corrente. Se l’annata agraria di riferimento è 2019 la data di adesione deve essere riferita al 2019.

Relativamente ai termini di adesione al sistema per il rilascio della conformità agroclimatico ambientale + certificazione SQNPI (marchio),  si precisa che è vincolante il termine stabilito per le domande per la certificazione di conformità finalizzata a fare uso del marchio. Pertanto, l’eventuale termine stabilito dal bando regionale ha valore solo per le domande finalizzate ad ottenere la conformità agroclimatico ambientale.

Accedi da qui ai documenti informativi per aderire al SQNPI


       Normativa Produzione integrata

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Le filiere del biologico si raccontano

Tra le attività della rete Rurale Nazionale per l’agricoltura biologica, l’Ismea si è fatto promotore di tre focus group incentrati su alcune delle principali filiere del biologico: filiera del latte vaccino, cerealicola del frumento duro e orticola.
Gli incontri hanno permesso un confronto costruttivo tra i principali attori dei comparti: produttori, aziende di distribuzione e/o trasformazione (intermediari commerciali), enti di certificazione, istituzioni regionali e nazionali, aziende di prodotti per la difesa e la nutrizione delle piante, ditte sementiere. Le tre discussioni sono state aperte con l’analisi dei trend di filiera, per capire se il biologico sia ancora un settore che continua a crescere in risposta alla richiesta dei consumatori di prodotti sostenibili, salutari e ad alto valore nutrizionale.
Dai focus emerge come il mondo del bio non sia esente da una serie di problematiche a partire dai costi di produzione elevati e le basse marginalità di guadagno dei produttori, la concorrenza con il biologico estero, le difficoltà territoriali e strutturali, fino alla rigidità degli iter igienico-sanitari. I tavoli sono stati organizzati presso alcune strutture dei centri del Crea coinvolti in attività di ricerca in tema di biologico. Con l’occasione i partecipanti sono stati aggiornati sui risultati dei progetti di innovazione e sviluppo del settore biologico condotti su tutto il territorio italiano.

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Seminario Aggiornamenti alla norma del Sistema di qualità nazionale di produzione integrata 2019

Mercoledì 17 aprile a partire dalle ore 9.30 si terrà, presso la sala Clemente del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, un seminario dedicato agli ultimi aggiornamenti relativi alla norma del Sistema di qualità nazionale di produzione integrata 2019.
Il seminario potrà essere seguito in diretta streaming collegandosi al link: https://stream.lifesizecloud.com/extension/361431/48464fa6-2f33-41ff-ad07-a29c31708c59
Passcode: 81052

Il collegamento sarà disponibile dalle ore 9.45, si consiglia l’uso del browser Google Chrome.

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Cibus Connect 2019 da risalto alle novità del settore Food&Beverage

L’edizione 2019 di Cibus Connect  da risalto alle novità del settore Food & Beverage con un’apposita sezione “Novità di Prodotto e un’area espositiva speciale “Cibus Innovation Corner” 

Tramite il catalogo online, consultabile a partire dall’8 di Aprile sul sito e sulla App Cibus, è possibile consultare una vetrina straordinaria e una guida virtuale per acquirenti e professionisti del settore sui prodotti  Food & Beverage Authentic Italian più innovativi, presentati in fiera dalle aziende espositrici.

Accedi da qui alle 100 alle novità di prodotto selezionate 

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Le innovazioni Sorma Group all’European Packaging Forum

Sorma Group sarà tra i protagonisti dello European Packaging Forum (4-5 giugno, Düsseldorf) con uno speech di Thomas Carta, amministratore delegato di S&B Verpackungsmaschinen GmbH, azienda del Gruppo. Il congresso, organizzato da Agrarmarkt Informations-Gesellschaft (AMI) e Fruchthandel Magazin si terrà presso l’Hotel Nikko e riunirà i key player dell’industria ortofrutticola per fare il punto sulle principali tematiche e tendenze del settore.

“Negli ultimi anni – anticipa Thomas Carta di S&B Verpackungsmaschinen GmbH – il mercato si sta per fortuna dimostrando sempre più consapevole e attento alla tutela ambientale. Nello specifico, Il consumatore è alla ricerca di soluzioni ecosostenibili in grado di proteggere e preservare il prodotto. La distribuzione, d’altra parte, induce i fornitori a dotarsi di packaging a basso impatto ambientale che garantiscano prestazioni e conservabilità elevate”. “Il nostro obiettivo – ha concluso – è quello di migliorare giorno dopo giorno la nostra offerta”.

Sorma Group è nota sul mercato per offrire ai produttori ortofrutticoli una innovativa e completa gamma di packaging, in grado di soddisfare ogni esigenza, dalla più complessa alla più semplice. Ne è la prova il completo catalogo che l’azienda offre ai propri clienti, che di recente consta di due nuove versioni della soluzione innovativa Sormabag, ottenute dalle confezionatrici BSH-134 e BRS-134.


La nuova Sormabag flowpack risponde ad una reale urgenza di abbassare sia i costi produzione, sia l’impatto ambientale. Realizzata con la floppatrice verticale BSH-134, Sormabag flowpack è una pratica confezione mono-materiale, in polipropilenecompletamente riciclabile, che non fa rimpiangere il cestino e comporta un risparmio di materiale plastico fino al 70%. Ideale per tutti quei prodotti che richiedono un isolamento dall’esterno, è composta dal film, che a seconda delle esigenze è antifog, macroforato o microforato. Si presta perfettamente per confezionare: Carote, Pomodorini, Noci, Castagne, Zucchine, Melanzane, Finocchi, Agrumi e tanto altro ancora.

La seconda novità è la nuova Sormabag a rete tessuta. Con film sagomato, è invece completamente in polietilene ed è il risultato di una riduzione del 50% della plastica. Prodotta dalla confezionatrice BRS-134, è di facile utilizzo ed offre piena visibilità al suo contenuto. A dispetto della sua leggerezza, presenta inoltre una grande resistenza. In più, la sua totale trasparenza e l’equilibrata perforazione della rete rendono ben visibile ogni singolo prodotto all’interno e ne assicurano una maggiore respirazione, allungando così la shelf-life.

“A valorizzare e completare le proposte innovative ed ecosostenibili di Sorma Group – sottolinea Andrea Mercadini, AD del Gruppo – è poi, da sempre, la completezza dei nostri servizi: i tempi di consegna garantiti, la conformità ai più severi capitolati della GDO, la profonda conoscenza delle dinamiche evolutive dei canali distributivi e la rete tecnica e commerciale presente a livello globale.

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Biotecnologie: ENEA studia il possibile impiego di nuovi bioinsetticidi in agricoltura biologica

I ricercatori del Centro ENEA di Trisaia, in Basilicata, stanno studiando l’impatto ambientale dei biopesticidi di nuova generazione in grado di “silenziare” specifici geni degli insetti che causano danni alle coltivazioni. Condotta nell’ambito del progetto europeo “iPlanta”, coordinato dall’Università Politecnica delle Marche, questa ricerca prevede test sull’interazione tra gli insetti trattati con l’innovativo biopesticida e i loro predatori naturali utilizzati nella lotta integrata, che è un tipo di agricoltura caratterizzato da una drastica riduzione di fitofarmaci.

“Questa tipologia di biopesticidi presenta diversi vantaggi: prima di tutto agisce in modo mirato su poche specie di insetti, in particolare i coleotteri, e garantisce una bassa persistenza nell’ambiente naturale, oltre a minori rischi per gli agricoltori”, spiega il ricercatore ENEA Salvatore Arpaia, uno dei due referenti italiani del progetto.  Questi nuovi bioinsetticidi sono basati sulla tecnica detta “RNAi” (RNA-interferente), che sfrutta un meccanismo naturale presente in organismi vegetali e animali per portare alla perdita di funzionalità di un gene bersaglio, fondamentale per la sopravvivenza o la fertilità dell’insetto. “Fin dalla sua coperta nel 1998, l’RNAi ha catturato l’attenzione dei ricercatori per le sue potenzialità nel controllo di parassiti e di malattie in agricoltura. Una risposta positiva al biopesticida è stata riscontrata, ad esempio, nella ‘dorifora della patata’, l’insetto che rappresenta la principale minaccia per le coltivazioni di questo tubero”, aggiunge Arpaia.

Le ricerche ENEA si stanno concentrando su un insetto predatore come la Chrysoperla carnea, comunemente chiamato crisopa, che rappresenta uno dei principali “nemici” degli  insetti dannosi per colture come piante da frutto, fragole e ortaggi.

“Dai primi test effettuati non abbiamo riscontrato effetti negativi sulla crisopa quando entra in contatto con i biopesticidi RNAi, aprendo la strada a un loro possibile uso anche in agricoltura biologica”, sottolinea Arpaia. Oltre ai biopesticidi in agricoltura, la tecnica dell’RNAi potrebbe rivelarsi utile anche nel risanamento ambientale. “Insieme all’università di Atene testeremo questa biotecnologia sulle piante per renderle in grado di assorbire inquinanti dal suolo oltre il loro limite naturale. Questo permetterebbe di bonificare i terreni da metalli tossici come arsenico e cadmio. Si tratta di piante non destinate all’alimentazione umana o animale, ma che una volta raccolte, potrebbero essere utilizzate nella produzione di energia e biocarburanti”, conclude Arpaia.

Il progetto “iPlanta” è finanziato nell’ambito di COST (European Cooperation in Science and Technology), l’organizzazione intergovernativa che finanzia progetti quadriennali, detti Azioni (Action), per la creazione di reti di ricerca tra scienziati europei e di altri Paesi.

Per maggiori informazioni:

Salvatore Arpaia, ENEA – divisione “Bioenergia, Bioraffineria e Chimica Verde” salvatore.arpaia@enea.it

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ECO.Med 2019. Catania lancia la sua sfida alla green economy e guarda a Sud verso il Mediterraneo

Dall’11 al 13 aprile la città siciliana si prepara a ospitare ECOMED, la prima green expo dedicata ai maggiori temi dell’economia circolare riletti in prospettiva internazionale. Mediterranea, per la precisione. Per tre giorni il più grande centro fieristico ai piedi dell’Etna, “Le Ciminiere”, sarà la casa dei principali player del settore, che qui potranno incontrare i loro colleghi provenienti da paesi come Grecia, Malta, Tunisia, Spagna e Israele. E toccare con mano le ultime novità in campo ambientale presentate da oltre 200 espositori tra big del settore e start up innovative.

La manifestazione, la prima nel suo genere organizzata in Sicilia, si svolgerà contemporaneamente a “Progetto Comfort”, un altro importante appuntamento fieristico giunto alla sua XI edizione e dedicato al miglioramento dell’efficienza energetica, la sicurezza e la vivibilità degli edifici pubblici e privati. Tra le novità di quest’anno spicca in particolare il protocollo tra l’IG Passivhaus Sicilia e il Network Casaclima Sicilia per la realizzazione di case passive a energia zero. La metodologia, già in fase di applicazione con cantieri a Catania, Siracusa, Ragusa e Messina, verrà presentata durante un tour di seminari che si concluderà proprio con un’area dedicata all’interno del salone “Progetto Comfort”.


ECO·Med si propone di riunire, in un’unica piattaforma, tutti i settori dell’economia circolare: dal riuso, al riutilizzo, al recupero di materia ed energia, in una logica olistica di piena sostenibilità.
ECO·Med mira a rappresentare un ponte tra il Sud-Italia e la fascia dei paesi mediterranei, sollevando nuovi interessi e possibili collaborazioni sugli aspetti della Green e Circular Economy, con lo specifico obiettivo di amplificare l’interesse di settore nelle aree più meridionali del Paese, sfruttando i numerosi contatti già stabiliti dalle istituzioni e imprese locali con le comunità mediterranee e dell’Africa nord sahariana; ciò permetterà la creazione di un collegamento per promuovere l’incontro tra gli operatori dei settori coinvolti e le amministrazioni potenzialmente interessate ai loro servizi.
Proprio questi sono i punti di forza che fanno di ECO·Med al contempo una piazza di eventi e seminari tematici e specialistici ed una fiera innovativa capace di coniugare – nel linguaggio e nella cultura specifica dei paesi interessati- l’esposizione di idee, prodotti, progetti e soluzioni, con momenti dedicati all’approfondimento, allo scambio, all’incontro fra domanda e offerta. In questo senso un’importante spazio di visibilità verrà in particolare fornito alle start up e spin-off del SUD Italia focalizzate sui settori della green economy, fornendo opportunità ai giovani talenti che non hanno ancora le necessarie risorse per promuoversi.
A supporto dell’organizzazione e corretta gestione dell’evento nel suo complesso, saranno costituiti due Comitati specifici, di cui uno a carattere tecnico scientifico per l’organizzazione delle attività convegnistiche, e un altro per la promozione di cooperazioni a livello internazionale, che vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali dei paesi coinvolti.


I FOCUS di ECOMed 2019

Acqua. Grazie al consolidato rapporto tra il mondo della Ricerca, l’Industria, le Istituzioni e avvalendosi del rigore scientifico che ne caratterizza i contenuti, la manifestazione ospiterà anche un serio confronto verso nuovi paradigmi di gestione delle acque reflue, oggi trattate inefficacemente, specie nelle regioni del Sud, con rilevante consumo di energia e rilevanti emissioni di gas ad effetto serra, e che, grazie al patrimonio di esperienze rese disponibili dall’ECO·MED, potranno permettere un recupero energetico e di materie prime e seconde trasformandosi da costo per la società in un’opportunità a supporto di un’economia circolare.

Rifiuti. Altro tema dominante che verterà sugli ultimi sviluppi nella conoscenza, brevetti e soluzioni più innovative in tema di attrezzature, mezzi e macchinari per la raccolta, il trasporto, il trattamento, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti, con soluzioni sito-specifiche efficienti non solo in termini di costi ma sotto il profilo della più completa sostenibilità gestionale e ambientale. Si proporranno e discuteranno le principali opportunità, novità, criticità nell’ambito del riuso e valorizzazione degli scarti, dando risalto alle soluzioni tecnologiche più adatte per recuperare il gap-infrastrutturale/impiantistico nelle regioni interessate attraverso la proposizione di un’industria 4.0 dei rifiuti che miri, attraverso logiche di simbiosi tra i diversi soggetti interessati, a valorizzare flussi – come gli scarti agroindustriali – che rappresentano attualmente, per questi paesi, solo un problema da gestire. In quest’ambito, grande importanza verrà attribuita alla cosiddetta bioeconomia, ovvero a tutte le imprese che impiegano biotecnologie operando su risorse biologiche rinnovabili, convertendole in nuovi prodotti a base biologica (biopolimeri, bioplastiche ma anche mangimi, alimenti o prodotti per l’igiene personale) o in energia (biogas, biometano, idrogeno).

Energia. Il settore energetico riveste un ruolo trainante nella crescita dell’economia del Paese, sia come fattore abilitante sia come fattore di crescita in un’ottica di Green Economy. Assicurare un’energia più competitiva e sostenibile è dunque una delle sfide più rilevanti per il futuro del nostro Paese, anche in termini di accrescimento della produzione locale da fonti rinnovabili in funzione di una maggiore autosufficienza energetica. Efficienza, fonti rinnovabili e sviluppo delle reti, rappresenteranno strumenti chiave nella manifestazione, anche per attuare quel processo di decarbonizzazione del sistema economico, necessario per conseguire alcuni tra i principali obiettivi di politica energetica condivisi dai Paesi membri dell’Unione Europea. Il settore dell’energia pulita rappresenta infatti una possibilità di sviluppo non solo per le imprese che producono impianti ma anche per quelle che erogano servizi di qualità come la gestione di progetto, l’integrazione di sistemi, la gestione di affari esterni e pubblici e partenariati, logistica, gestione delle risorse.

Monitoraggio e salvaguardia dell’ambiente. Un ulteriore focus verterà sulla salvaguardia ambientale e sanitaria con approfondimenti sul monitoraggio, la bonifica e la riqualificazione delle aree contaminate, sia con riferimento a quelle interne che a quelle costiere, con specifico riferimento alle aree protette -marine e non- in virtù del ruolo strategico da queste rivestito nell’economia turistica di ciascuna regione interessata, orientata sempre più alla ricerca di standard di qualità ambientale sempre crescenti, finalizzati al raggiungimento di un “turismo di qualità”.
Mobilità sostenibile. Uno spazio specifico verrà infine dedicato alla mobilità sostenibile, posta al centro della Green Economy. L’esposizione e la messa su strada permetterà anche a chi non appartiene al settore della mobilità, di conoscere, con esperienza diretta, i risultati e le potenzialità della ricerca automobilistica in tema di sostenibilità e innovazione tecnologica.
A supporto dell’organizzazione e corretta gestione dell’evento nel suo complesso, saranno costituiti due Comitati specifici, di cui uno a carattere tecnico scientifico per l’organizzazione delle attività convegnistiche, e un altro per la promozione di cooperazioni a livello internazionale, che vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali dei paesi coinvolti.
Per saperne di più scarica la brochure BROCHURE-ECOMED-PROGETTO-COMFORT-19-FINALE
o accedi direttamente al sito https://www.eco-med.it/salone/

 

 


 

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Ciliegio, Vignola torna capitale internazionale

Il ciliegio chiama e Vignola risponde. Dopo le riuscite edizioni del 2011 e del 2015, la città del Modenese famosa nel mondo per essere la culla dei duroni (e non solo) si prepara ad accogliere la terza quadriennale dedicata alla frutta rossa che in Italia occupa oltre 30.300 ettari per una produzione di circa 114.900 tonnellate.

Il 22 e il 23 maggio, nella suggestiva cornice della Rocca di Vignola, l’International Cherry Symposium (Ics) radunerà i maggiori esperti a livello mondiale che presenteranno review scientifiche e aggiornate sulle tematiche di più stretta attualità.

L’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, il Consorzio della ciliegia di Vignola IGP e l’Accademia Nazionale di Agricoltura sono lieti di invitare la comunità scientifica e quella tecnico-produttiva-commerciale al ICS International Cherry Symposium. Una due giorni interamente dedicata alle ciliegie che si terrà nella splendida cornice della Rocca di Vignola dal 22 al 23 maggio 2019.

Accedi da qui al Programma ics2019programmaweb


Le Visite Tecniche della manifestazione

Tre differenti percorsi studiati per toccare con mano le innovazioni introdotte in questi ultimi anni negli impianti di ciliegio insieme alle nuove tecnologie introdotte nelle strutture di lavorazione e confezionamento.

  1. Vignola. Il primo tour si snoderà attorno al comprensorio vignolese. Sono previste visite guidate in aziende sperimentali e in frutteti commerciali per visionare insieme le principali novità nel settore varietale e dei portinnesti e per conoscere ed apprezzare le innovazioni realizzate nei sistemi di copertura antipioggia e nei sistemi multifunzionali di difesa integrata. Concluderà la giornata la visita a moderne strutture di lavorazione e confezionamento.
  2. Verona. Il secondo tour del ciliegio si svolgerà nel territorio veronese alla scoperta di realtà produttive emergenti, con due visite a ceraseti specializzati ad alta densità, nuove varietà e moderni sistemi di protezione multitasking ed una visita ad un importante vivaio leader a livello nazionale ed europeo nella produzione di piante di ciliegio.
  3. Ferrara e Bologna. Il terzo tour del ciliegio farà tappa nel ferrarese. Tecnici esperti ed operatori del settore guideranno i visitatori alla scoperta dei sistemi di impianto ad alta e altissima densità. I frutteti pedonali sono modelli ampiamente collaudati e proponibili oggi anche nel ciliegio grazie ad una ampia gamma varietale e a proposte di nuove forme di allevamento e di protezione dei ceraseti. Nel pomeriggio, visita a nuovi impianti sperimentali di ciliegio presso l’azienda agraria dell’Università di Bologna a Cadriano, Bologna

Accedi  da qui per saperne di più 


Alla manifestazione  sarà presente anche l’azienda Biofresh, leader europeo per impianti di ozono ed etilene, tra i partner Gold del Simposio internazionale del ciliegio. Per l’occasione l’azienda presenterà le applicazioni a basso impatto ambientale, che si sposano un po’ con tutte le produzioni ortofrutticole ad alto valore aggiunto che possono ottenere significativi benefici dalla conservazione in cella con bassi livelli di ozono.

Negli ultimi dieci anni l’azienda, frutto di uno spin-out della Newcastle University, ha elaborato protocolli di gestione ad hoc per numerosi prodotti ortofrutticoli, dagli agrumi ai kiwi alle drupacee, per arrivare a patate, cipolle e insalate di quarta gamma. Con l’ozono viene sanificata l’aria delle celle e viene consentito ai prodotti di essere conservati nelle migliori condizioni possibili, in ambienti completamente sterilizzati, al fine di aumentare la shelf life e di avere un migliore controllo delle marcescenze.


 

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Industria alimentare: rapporto ISMEA, fatturato imprese al Sud cresce più che al Nord

C’è una cosa che al Sud cresce più che al Nord: il fatturato delle industrie alimentari.

È quanto emerge dallo studio realizzato dall’ISMEA, in collaborazione con Fiera di Parma e Federalimentare, sulle 1.526 imprese alimentari dotate di bilancio e fatturato superiore a 10 milioni di euro.
Dal rapporto emerge che, sebbene solo il 23% delle aziende medio-grandi si collochi nel Mezzogiorno (dove prevale una presenza ancora massiccia di imprese medio-piccole), negli ultimi tre anni il fatturato dell’industria alimentare è cresciuto di più nelle imprese meridionali (+5,4%) che in quelle del Centro-Nord (+4,4%).

Sono molteplici le ragioni del “sorpasso” del Sud, dove nel complesso si contano oltre 344mila imprese agricole e quasi 34mila dell’industria alimentare, pari al 18,5% del tessuto imprenditoriale del Sud:

Qui operano la maggioranza delle aziende dei comparti più dinamici come quello delle conserve vegetali e vi è una buona rappresentatività di comparti con buone performance a livello nazionale, quali lattiero-caseario, vino, salumi e carni.
Vi risiedono aziende che lavorano prodotti specifici con una dinamica molto elevata (e maggiore che nel Centro-Nord) in comparti che hanno fatto registrare ottime performance, quali caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%).
C’è maggiore incidenza di imprese di media dimensione (50-250 dipendenti), il cui fatturato è cresciuto più della media sia nel Mezzogiorno (+7,5%) sia nel Centro-Nord (+8,7%).
Ci sono imprese «più giovani» (con meno di 25 anni di attività), in genere più dinamiche, che hanno realizzato una crescita a due cifre del fatturato (+12% contro il +8% nel Centro-Nord).

Uno degli elementi di competitività è rappresentato dal prodotto “Made in Italy” e di fatto il 55% di un campione di imprese intervistato prevede nella propria strategia di comunicazione la dicitura “100% italiano”.
Dal 2015 al 2018, il mercato dell’UE è infatti aumentato per oltre il 70% degli intervistati e oltre il 50% delle imprese ha visto aumentare la propria quota di mercato soprattutto grazie alla leva della qualità e del Made in Italy. Difenderlo e valorizzarlo è un obiettivo comune, da Nord a Sud.
Permangono, tuttavia, fattori limitanti come il minore grado d’innovazione tecnologica riscontrabile anche dal livello più basso di immobilizzazioni immateriali e finanziarie e la forte dipendenza da fonti esterne di finanziamento che rende difficile l’accesso al credito per ulteriori investimenti.

scarica l’anteprima presentata a Cibus Connect Agroalimentare_MEZZOGIORNO__002_

 

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Progetto “Brand Calabria – Travel & Taste” settore agroalimentare e turismo. Aperta manifestazione di interesse.

La Camera di Commercio Italiana in Danimarca con sede in Copenaghen, in cooperazione con la Regione Calabria – Dipartimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, con il supporto operativo di Unioncamere Calabria, indice una manifestazione di interesse alla partecipazione di Aziende agroalimentari e turistiche regionali al Progetto “Brand Calabria – Travel & Taste”, finalizzato alla presentazione delle opportunità commerciali del mercato danese.

Scadenza adesioni: 3 maggio 2019.

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Promozione dei prodotti agroalimentari e delle eccellenze della regione Calabria in Canada. Aperta manifestazioni di interesse

LCamera di Commercio Italiana dell’ Ontario – Canada, in cooperazione con la Regione Calabria – Diaprtimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, con il supporto operativo di Unioncamere Calabria, indice una manifestazione di interesse per la partecipazione di Aziende agroalimentari e vinicole regionali al Progetto di Internazionalizzazione ” Promozione dei prodotti agroalimentari e delle eccellenze della Regione Calabria in Canada”, finalizzato a presentare le opportunità commerciali del mercato canadese per il settore agroalimentare e vinicolo calabrese.

Scadenza adesioni : 24 Aprile 2019.

scarica la manifestazione di interesse Avviso-Pubblico-Canada-Ontario

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Piccoli frutti, presentate al “Global Berry Congress 2019” le soluzioni 100% Green di Arrigoni

Le innovative proposte sviluppate per lamponi, mirtilli & co. riproducono le condizioni del sottobosco e proteggono integralmente dagli insetti dannosi.

Arrigoni, realtà leader a livello internazionale nel settore tessile tecnico per l’agricoltura, è stato tra i protagonisti all’edizione 2019 del Global Berry Congress, svoltosi dal 25 al 27 marzo a Rotterdam. Con un intervento tenuto da Milena Poledica, agronoma e ricercatrice del Gruppo, invitata per l’occasione a questo esclusivo appuntamento, l’Azienda ha presentato a una platea di operatori e ospiti internazionali le proprie innovative soluzioni “100% green” per proteggere i piccoli frutti da eventi atmosferici e insetti dannosi.

La produzione di frutti rossi – ha rilevato tra l’altro Poledica – non conosce crisi, grazie al sempre maggiore interesse che questi super food suscitano tra i consumatori di tutto il mondo. Un dato, su tutti, può aiutare a comprendere il trend in corso: mentre nel 2017 sono stati raccolti nel mondo 13,4 milioni di tonnellate di berries (piccoli frutti e fragole), nel 2020 ne sono previste 15,4 milioni di tonnellate (fonte: Ncx Drahorad). Nello specifico, oltre il 70% della produzione mondiale di piccoli frutti è costituita da fragole, ma cresce anche la produzione di mirtilli, lamponi e more. Nel 2020 verranno raccolti 2 milioni di tonnellate di mirtilli, rispetto ai 1,7 milioni di tonnellate del 2017. Il volume di lamponi e more aumenterà dagli 1,3 milioni di tonnellate del 2017 agli 1,4 milioni di tonnellate del 2020.

Tuttavia – prosegue Poledica – come accade per altre colture ad alto valore, coltivare frutti di bosco comporta un elevato livello di rischio perché si tratta di produzioni molto sensibili alle condizioni ambientali. I produttori di mirtilli, fragole, lamponi cercano costantemente modi per ridurre l’impatto ambientale e rispondere alle crescenti esigenze del mercato e a quelle selettive dei consumatori. In tale contesto si inserisce l’impegno di Arrigoni per aiutare i coltivatori di frutti di bosco di tutto il mondo a migliorare la qualità, la sostenibilità e assicurare la produzione di mirtilli, fragole, lamponi e altri frutti di bosco”.


In primo luogo, per riprodurre le condizioni ideali del sottobosco al fine di coltivare fragole, mirtilli e lamponi, c’è Robuxta® Mdf White. I vantaggi che questa soluzione assicura sono diversi e si possono sintetizzare in una serie di concetti chiave: elevata resistenza meccanica; migliore distribuzione della luce intorno alle piante; migliori risultati nello sviluppo omogeneo e nel vigore delle piante grazie al colore bianco (meno perdite e maggiore irradiazione utile per la fotosintesi);  giusto livello di luce anche per piante con ridotta necessità di irradiazione; ambiente più fresco sempre grazie alla scelta del colore bianco; minori danni dovuti a radiazione diretta grazie alla diffusione e alla riflessione dei raggi infrarossi.

I vantaggi della soluzione Robuxta® Mdf White, illustrati da Poledica in occasione del congresso, sono stati anche misurati sul campo, grazie a due diverse sperimentazioni condotte in Italia del Sud e in Sudafrica. “In Italia, – ha spiegato la ricercatrice – le prove in campo hanno evidenziato, per le piante di lampone protette con Robuxta® Mdf White, un aumento della produttività fino al 41,34%. Anche la qualità stessa è migliorata: il 63,4% dei frutti si è rivelato ideale in termini di calibro e colore, con una seconda scelta che è scesa al 36,6%, rispetto al 45 o 55% dei sistemi di protezione tradizionali.

Grazie a un livello di ombreggiamento ottimale (46%), si riproducono di fatto le condizioni del sottobosco, con minori temperature di 4 – 5 gradi anche nei mesi più caldi, il che agevola lo sviluppo delle piante e facilita il lavoro degli operatori.  Un’altra prova in campo molto convincente – ha proseguito – è stata fatta in un impianto di mirtilli in Sudafrica, questa volta con Robuxta® Ldf White, ovvero uno schermo protettivo a maglie leggermente più larghe (Low density factor). In questo caso, con una temperatura esterna di 34°, nella zona delle foglie la temperatura registrata è stata di 28°.


Non meno importante nella composizione chimica del filato degli schermi Robuxta® Mdf WhiteLdf White è stato inserito un additivo, l’esclusivo LD – Light Diffusion, che aumenta la diffusione della luce; essendo esso stesso parte della rete, il suo potere selettivo non cambia nel tempo”.

Analoghi vantaggi, a livello di additivo LD e di proprietà termo-riflettenti, si possono ritrovare anche con gli schermi Prisma® di Arrigoni.

Realizzati con ARLENE HT® monofilo di polietilene ad alta tenacità, le reti antinsetto Biorete Air Plus® di Arrigoni sono efficaci nell’impedire che gli insetti nocivi raggiungano i raccolti e causino danni, aumentando allo stesso tempo la circolazione dell’aria all’interno della serra. Il sistema di protezione antinsetto riduce di conseguenza la necessità dei pesticidi, con soluzioni che arrivano a contrastare gli attacchi di Drosophila Suzukii e altri insetti.


Ancora, per le aree piovose la soluzione di Arrigoni è Protecta®, un tessuto a magliatura molto fitta che protegge le colture dalla pioggia, ma consente un adeguato passaggio d’aria. Opportunamente inclinato, esso riduce del 90% il passaggio della pioggia ma, al contempo, consente un sufficiente passaggio d’aria, permettendo la conservazione di un buon microclima interno e la protezione da vento, gelo e sole. Anche il tessuto antipioggia a copertura orizzontale può essere integrato dalla protezione laterale fornita dagli schermi in Biorete®, efficaci nell’impedire agli insetti di entrare in contatto con le piante e di arrecare danni in frutticoltura.


Completano le proposte Arrigoni per i piccoli frutti le reti antigrandine Fructus® e gli schermi bioclimaticiArricover®. Questi ultimi, in particolare, sono stati pensati per il pieno campo e, in un’unica soluzione, migliorano il microclima e proteggono da gelo, insetti e grandine leggera.


Il gruppo ARRIGONI opera nel settore tessile tecnico dal 1936. Nel 1959 inizia la produzione di reti in polietilene. Ha oggi oltre 50 anni di esperienza nel settore delle reti protettive.

Scopri le diverse applicazioni protettive del Gruppo e approfondisci le soluzioni proposte per le diverse colture ortofrutticole

 

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Consumi alimentari, salutismo e praticità d’uso trainano la spesa degli italiani

Il 2018 chiude con una spesa alimentare in modesta crescita sul 2017 (+0,3%).
È il bilancio complessivo che emerge dalle elaborazioni ISMEA sui dati Nielsen relative agli acquisti di alimenti e bevande delle famiglie italiane per l’intero anno appena trascorso.
In un contesto di generale stagnazione, non mancano tuttavia i comparti che registrano buone performance, come le uova che hanno messo a segno una crescita della spesa pari al 14%, la più elevata tra tutte le referenze monitorate. Grazie alla tracciabilità di filiera e a una maggiore attenzione verso il benessere degli animali, le uova sono state negli ultimi anni rivalutate dal punto di vista salutistico, nutrizionale ed etico.
La positiva dinamica della spesa, sottolinea l’ISMEA, risente dell’effetto sostituzione del prodotto allevato in gabbia (oramai quasi irreperibile nelle grandi catene distributive) con quello, di maggiore qualità e prezzo, allevato a terra, all’aperto o bio. Più nel dettaglio le uova allevate all’aperto registrano un incremento del 32% per la spesa e del 22% sui volumi, le uova bio un +16% nella spesa e +8% nei volumi, a fronte di una flessione significativa delle uova prodotte in gabbia (rispettivamente -7% e -19 %).
Anche per altre categorie merceologiche si rileva l’effetto sostituzione di prodotti maturi con altri, più elaborati e costosi, che meglio interpretano i bisogni del consumatore contemporaneo. Esempi eclatanti sono il latte ad alta digeribilità(+9,4% i volumi e +4,9% la spesa) a fronte di un trend per il latte fresco generico negativo (-1,9%), la pasta integrale(+3,7%), in contrapposizione alla flessione della pasta tradizionale (-1,9%), e i dolcificanti che aumentano del +10% in volume e del 2,6% in valore, a fronte di una diminuzione degli acquisti di zucchero rispettivamente del 6% e del 10%.   Allo stesso modo la praticità d’uso e la velocità di preparazione si confermano nel 2018 elementi trainanti degli acquisti, come dimostra il segmento dei cibi pronti con un +10% della spesa nel 2018 e consumi più che duplicati negli ultimi 5 anni.   Da segnalare, infine, anche la dinamica molto positiva delle bevande alcoliche, dove spiccano gli incrementi in particolare della della spumantistica (+5,4%) e dei vini fermi (+4,6%), in un contesto positivo anche per la birra (+3%) e per le altre bevande alcoliche (+1,4%).

Scarica il Report ISMEA Report_consumi__2018anno Report_consumi__2018anno

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 26.03.2019 il Decreto che Disciplina del regime di condizionalità

DECRETO 17 gennaio 2019

Disciplina del regime di condizionalità ai sensi del regolamento (UE) n. 1306/2013 e delle riduzioni ed esclusioni per inadempienze dei beneficiari dei pagamenti diretti e dei programmi di sviluppo rurale.


Il decreto, avente carattere non regolamentare ha i seguenti ambiti di applicazione:

a) elenca i criteri di gestione obbligatori e definisce le norme per il mantenimento del terreno in buone condizioni agronomiche ed ambientali per l’applicazione del regime di condizionalità di cui agli articoli 93, 94 e a norma dell’Allegato II del regolamento (UE) n. 1306/2013;

b) detta la disciplina attuativa e integrativa in materia di riduzioni ed esclusioni di contributi pubblici ai sensi del regolamento (UE) n. 809/2014 e del regolamento (UE) n. 640/2014;

c) definisce i requisiti minimi relativi all’uso dei fertilizzanti e dei prodotti fitosanitari di cui agli articoli 28, paragrafo 3, e 29, paragrafo 2 del regolamento (UE) n. 1305/2013, ove non definiti dalle regioni e province autonome nei programmi cofinanziati dal FEASR.

Le sanzioni di cui al Capo II del decreto si applicano, ai beneficiari:

a) che ricevono pagamenti diretti ai sensi dei titoli III e IV del regolamento (UE) n. 1307/2013;

b) che ricevono pagamenti ai sensi degli articoli 46 e 47 del regolamento (UE) n. 1308/2013;

c) dei premi annuali previsti dall’art. 21, paragrafo 1, lettere a) e b) nonche’ dagli articoli dal 28 al 31, 33 e 34 del regolamento (UE) n. 1305/2013;

d) dei premi annuali relativi alle domande di conferma degli impegni assunti con la vecchia programmazione, ai sensi del regolamento (CE) n. 1698/2005 e successive modificazioni, art. 36, lettera a), punti da i) a v) e lettera b), punti i), iv) e v);

e) che ricevono pagamenti di cui agli articoli 85-unvicies e 103-septvicies del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Gli impegni e le sanzioni di cui al Capo II del decreto non si applicano ai beneficiari che aderiscono al regime dei piccoli agricoltori di cui’ al Titolo V del regolamento (UE) n. 1307/2013 e al sostegno di cui all’art. 28, paragrafo 9, e art. 34, paragrafo 4 del regolamento (UE) n. 1305/2013. 4. Gli impegni e le sanzioni di cui al Capo III del presente decreto si applicano ai beneficiari delle misure di sviluppo rurale di cui alle relative disposizioni specifiche.

Accedi al testo del Decreto Decreto Mipaaft 17 gennaio 2019

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Prestigioso progetto sul Microbioma Vegetale finanziato nell’ambito PRIN

Il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, attraverso il gruppo di Patologia vegetale, ha avuto finanziato un prestigioso progetto nell’ambito del bando PRIN 2017 (http://prin.miur.it/). Il progetto, dal titolo “A gnotobiotic-based approach to unravel the role of the plant microbiome and develop synthetic communities increasing plant growth and stress tolerance” è coordinato dal Prof. Leonardo Schena. Al consorzio partecipano prestigiose istituzioni di ricerca tra cui il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, rappresentato dal Prof. Davide Spadaro, l’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche (sede di Torino), rappresentato dal Dott. Giorgio Gambino, Il Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Università di Milano, rappresentato dalla Dott.ssa Francesca Mapelli e il Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino, rappresentato dal Dott. Stefano Stassi.

Obiettivo principale del progetto è avanzare le conoscenze sul microbioma vegetale. Recenti studi hanno dimostrato che l’insieme dei microorganismi associati alle piante, noto anche come microbioma vegetale, ha un grande impatto sulla salute e sulla produttività dei vegetali, tanto da poter essere considerato “un secondo genoma”. Queste scoperte hanno aperto nuove frontiere nella scienza delle piante, rappresentando un cambio di paradigma nel modo di affrontare le problematiche biologiche. Ciò nonostante, il campo di ricerca resta in larga misura inesplorato e molti aspetti non sono stati ancora chiariti dalla comunità scientifica. Il presente progetto si basa sull’ottenimento e sull’uso di piante gnotobiotiche e di sistemi “smart” di allevamento per studiare, selezionare e valorizzare la diversità microbica, nell’ottica di migliorare la crescita delle piante e la loro tolleranza a fattori biotici e abiotici. Tali obiettivi saranno raggiunti attraverso l’uso di tecniche avanzate (metagenomica, trascrittomica, metabolomica, sequenziamento di terza generazione, analisi di “big data”) e la valorizzazione di competenze scientifiche interdisciplinari che abbracciano la microbiologia, la patologia vegetale, la biologia molecolare, la biochimica, la bioinformatica, l’ecologia microbica, la statistica, la fisiologia vegetale, la biosensoristica, la microfluidica e l’ingegneria.

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A Sol&Agrifood una ricerca sui consumatori di prodotti alimentari

Un profilo del consumatore di prodotti alimentari di alta qualità. E’ la ricerca commissionata a Nomisma da Veronafiere e presentata a Sol&Agrifood in corso a Verona all’interno del Vinitaly durante un talk-show alla presenza della sottosegretaria alle Politiche agricole alimentari forestali e turismo Alessandra Pesce.

Olio evo, birra e in generale prodotti DOP-IGP e la percezione del Made in Italy nel mondo sono stati al centro della ricerca, secondo la quale oltre 9 italiani su 10 consumano olio di oliva in Italia, 2 su 3 lo acquistano più volte al mese, selezionandolo principalmente in base all’origine ancor prima del brand e del prezzo.

L’analisi del profilo di chi acquista olio di qualità (DOP-IGP) restituisce l’identikit di un uomo, over 45 anni, con posizione lavorativa stabile ed economicamente sicura, laureato o con un altro titolo di studio elevato. L’attenzione al marchio DOP-IGP è più forte tra i “salutisti” e chi ha figli piccoli in casa.

Per Nomisma, due italiani su dieci comprano alimenti DOP-IGP abitualmente. Questa propensione all’acquisto e la sensibilità nei confronti di questi marchi sono maggiori nelle grandi città e in generale nel centro Italia.

Alcune tipologie familiari, inoltre, risultano più attente alla qualità dei prodotti alimentari: si tratta di nuclei con figli conviventi in cui il responsabile degli acquisti è donna, over 45 anni e con titolo di studio elevato.  La ricerca ha preso in considerazione anche il consumatore di birra, differenziato tra chi beve birra e chi preferisce la birra artigianale: la prima è la preferita da Generation X e Baby Boomers (rispettivamente 39-54 e 55-73 anni), mentre la seconda attira maggiormente i Millennial più eruditi delle grandi città.

La percezione del made in Italy nel mondo. Secondo le ultime indagini multi-country di Nomisma, sia negli Emirati Arabi, che in Regno Unito ma anche in Cina, circa 4 consumatori su 10 affermano che il nostro cibo e il nostro vino siano in assoluto i prodotti più rappresentativi del made in Italy, prima ancora di moda, auto e arredamento. All’estero, il food&beverage italiano richiama innanzitutto il concetto di “qualità” per circa un quarto dei consumatori stranieri, che, pensando al nostro cibo evocano anche immagini come “tradizione/cultura”, “salute” e “stile”. I prodotti della nostra cultura gastronomica che più attraggono i consumatori stranieri sono pasta e olio extravergine di oliva, ovviamente dopo la pizza: non plus ultra del made in Italy per diffusione e notorietà.

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Il CREA presenta l’etichetta accessibile

Utilizzando il linguaggio braille e le moderne tecnologie per l’applicazione di un’etichetta narrante, si è cercato di rendere più autonomo nelle scelte chi al momento non può esserlo per le barriere insormontabili, ancorché invisibili, che il mercato presenta. Oltre un milione e mezzo di persone con disabilità visiva, infatti, non hanno accesso in Italia alle informazioni su prodotti di largo consumo.

Il 10 aprile il CREA Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura di RENDE insieme alla sezione di Cosenza dell’Unione Italiana Ciechi e ipovedenti, in collaborazione con la SISSPre s.r.l. e l’azienda olivicola OLI TUCCI, presenta l’etichetta accessibile, presso la sala degli specchi della Provincia di Cosenza.

Accedi al programma dei lavori  prog Etichette_Access_10 apr 2019

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Macfrut 2019: oltre 1100 espositori, 1500 buyer invitati, 60 eventi

Dall’8 al 10 maggio alla Fiera di Rimini la vetrina internazionale dell’ortofrutta. Oltre 1100 espositori, 25% esteri, 1500 buyer invitati, 60 eventi. Africa Subsahariana e Piemonte partner della fiera. Ortofrutta settore strategico per l’Italia prima voce dell’export agroalimentare.

Internazionalizzazione e innovazione. Sono le due “key” della 36esima edizione di Macfrut, fiera internazionale dell’ortofrutta, nei padiglioni fieristici di Rimini dall’8 al 10 maggio 2019. Unica fiera di filiera del panorama internazionale, la tre giorni vuole rappresentare l’orgoglio di un sistema cardine del made in Italy agroalimentare, prima voce dell’export (inclusa l’ortofrutta lavorata e conservata) con circa 8,4 miliardi di euro, di cui 4,9 di fresco.
Numeri in crescita per Macfrut che si dipana su 8 padiglioni fieristici con una presenza che per la prima volta oltrepassa i 1100 espositori, un quarto dei quali oltreconfine. E ancora, oltre 1500 buyer invitati da tutto il mondo, a cui a si aggiungono una sessantina di eventi tra convegni, meeting aziendali e convention organizzati direttamente dagli espositori, a testimonianza di una fiera anche di contenuti.
Tutto questo in rappresentanza di undici settori espositivi che rendono Macfrut un unicum nel contesto delle fiere di settore: sementi; novità vegetali e vivaismo; tecnologie di campo; mezzi tecnici; produzione, commercio e distribuzione; biologico; macchinari e tecnologie del post raccolta; materiali e imballaggi di confezionamento; quarta gamma; logistica; servizi.
A Macfrut si ritrovano le principali organizzazioni del settore ortofrutticolo, dall’ACI (Associazione delle Cooperative Italiane) a Fruitimprese, da Italia Ortofrutta a Italmercati, da Fedagro Mercati a Cso Italy, da Coldiretti ad ANBI (Associazione delle Bonifiche Italiane).

Key numero uno: internazionalizzazione
Se c’è un tema centrale per la crescita del settore ortofrutticolo italiano è lo sviluppo del mercato internazionale. E qui un ruolo chiave lo gioca Macfrut nel suo impetuoso sviluppo sul fronte dell’internazionalizzazione con una trentina di missioni di presentazione in tutto il mondo, la presenza di circa il 25% di espositori esteri, l’invito di 1500 buyer (solo cinque anni fa erano 250) nella collaudata sinergia con Ice Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Tra le novità la presenza di un padiglione interamente dedicato all’Africa, di cui l’area Subsahariana è partner internazionale di questa edizione. Saranno presenti 200 aziende provenienti da 14 paesi: Angola, Benin, Congo, Etiopia, Ghana, Kenya, Mozambico, Namibia, Senegal, Somalia, Sudan, Uganda, Tanzania, Zambia.
L’Africa ricopre un ruolo sempre più centrale nel panorama internazionale (economico e demografico), tanto che le previsioni di crescita ne indicano un +5% del Pil annuale, con la previsione di arrivare a rappresentare il 5% del Pil mondiale entro il 2030. In questo contesto, l’ortofrutta può essere un volano per la crescita economica del Continente, aprendo ampi spazi di azione per l’Italia, principale produttore ortofrutticolo mondiale e leader nella tecnologia e nel packaging.
In questo panorama è stato ideato il progetto Lab Innova messo in campo di Ice Agenzia con la collaborazione di Macfrut, che intende sviluppare il partenariato tra imprese UE-Africa, puntando su formazione manageriale, innovazione e trasferimento tecnologico nel settore agricolo e agroindustriale africano. In questa prima fase sono cinque i paesi africani coinvolti nel progetto (Etiopia, Mozambico, Uganda, Tanzania, Angola) tutti presenti a Macfrut.
Sempre a Macfrut, tra le novità sul piano internazionale segnaliamo la prima volta di Cuba con 5 imprese, Proecuador con 8 grandi imprese, lo stato messicano di Zacatecas con 6 imprese. E ancora, una forte partecipazione dall’Est Europa di buyer e produttori (Serbia e Uzbekistan raddoppiano l’area), così come la presenza dei principali importatori del Golfo Persico (Emirati, Bahrein, Qatar), India e Sud Est Asiatico.
Fondamentale nel percorso di internazionalizzazione il sostegno dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Partner di Macfrut in questo cammino il gruppo bancario Crédit Agricole, main sponsor e business partner, e Coface, uno dei leader mondiali nell’assicurazione dei crediti.

Key numero due: innovazione
Macfrut è una fiera dinamica, testimonianza di un settore tra i più innovativi del panorama agroalimentare. Un dinamismo che si riflette nelle tre aree “in movimento” che presentano le principali novità sul fronte del pre e post raccolta.
A partire dal Greenhouse Technology Village, un vero e proprio villaggio dell’innovazione orticola in serra che ospita i principali produttori di tecnologie, materiali e mezzi tecnici, sementieri e vivaisti specializzati. Un’area altamente specializzata, posizionata nell’ingresso Est, dove vengono presentate alcune delle innovazioni destinate a diventare strumenti di lavoro quotidiani per i produttori.
Un’altra area dinamica è, AcquaCampus, un campo dimostrativo di 500 metri quadrati dove si possono vedere in azione gli impianti di irrigazione tecnologicamente più avanzati, presentati dalle aziende leader mondiali.
Terza proposta, è il ritorno di Macfrut in Campo, una grande area sempre allestita all’interno dei padiglioni della fiera dove viene riprodotto un vero e proprio campo prova con all’opera le macchine agricole più innovative.
Sempre in fiera si terrà la seconda edizione del Tropical Fruit Congress, il summit europeo dedicato ai frutti tropicali, quest’anno suddiviso in tre sessioni: i trend di mercato della frutta tropicale in Europa e i prodotti emergenti Lime, Papaya e Passion Fruit (8 maggio); ananas con il The Pinepple Day (9 maggio); sessione tecnica sul pre-raccolta (10 maggio).
Un altro grande evento interazionale è la prima edizione del “Table Grape Meeting” (10 maggio) sull’uva da tavola di cui l’Italia è il primo produttore europeo.
Un altro tema centrale è quello dei biostimolanti, al centro del congresso internazionale ospitato a Macfrut nel “Biostimulant International Event” alla presenza delle principali aziende del settore in un confronto con le filiere produttive e i tecnici.
Sotto il segno delle conferme il Macfrut Innovation Award, insieme all’Informatore Agrario, per valorizzare l’innovazione nella produzione e nelle tecnologie della filiera ortofrutticola.
Macfrut è anche una fiera ricca di contenuti, con oltre una sessantina di eventi tra convegni, meeting aziendali, workshop, convention organizzati direttamente dagli espositori. Tra gli appuntamenti, un evento di Cso-Fruitimprese sulle barriere fitosanitarie, la giornata nazionale dell’irrigazione promossa da Anbi, il Forum di Coldiretti, il meeting dei fornitori di Coop Italia, una conferenza stampa sulla Via della Seta con l’autorità portuale di Trieste, Maap di Padova e Emirates Cargo.

Piemonte Regione partner
È il Piemonte la Regione partner dell’edizione 2019. Da anni presente nella kermesse dell’ortofrutta, in questa edizione sarà la protagonista con i suoi prodotti di punta a partire dalla Mela Rossa Igp di Cuneo, prodotto simbolo di questa 36esima edizione.
L’ortofrutta è un settore strategico per l’economia agroalimentare piemontese. Occupa una superficie di 55.830 ettari, pari al 5% della superficie agricola totale della regione, con un peso del 14% in termini di produzione ai prezzi di base (475 milioni di euro – dati 2017).
Sono 10.850 le aziende attive (registrate nell’anagrafe agricola regionale), di cui circa 1.700 orticole, 1200 dedicate alla coltivazione di patate, 7.950 frutticole. Le specie maggiormente significative, in termini di superficie del territorio sono mele, pesche e nettarine, kiwi, nocciolo, castagno.
Sul fronte dell’export, in evidenza “le qualità” e le eccellenze certificate dell’ortofrutta piemontese, rappresentate dai circa 90 prodotti agroalimentari tradizionali e dalle produzioni di qualità riconosciute: nocciola del Piemonte IGP, mela rossa Cuneo IGP, castagna Cuneo IGP, marrone della Val di Susa IGP e fagiolo di Cuneo IGP.

Ortofrutta fresca: export in flessione
Dopo il 2017 dei record con il superamento del “muro” dei 5 miliardi di euro di export (5,2 miliardi per la precisione), il 2018 ha registrato una flessione arrivando a quota 4.891 milioni di euro (3.391 milioni la frutta, 1.500 milioni gli ortaggi), secondo i dati di Ice Agenzia. La diminuzione ha toccato in misura minore gli ortaggi (-3,06%) rispetto alla frutta (-8,2%).
Il comparto ortofrutta è uno dei settore strategici del made in Italy, rappresentando il 18% dell’export agroalimentare, valore che sale al 31% se si aggiunge l’ortofrutta lavorata e conservata. Il dato aggregato, evidenzia come l’ortofrutta sia la prima voce dell’export agroalimentare con un valore di 8.438.573 migliaia di euro, contro i 6.204.963 migliaia di euro del vino, seconda voce.

Info Macfrut 2019
Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 8-9-10 maggio 2019, orario 9.30-18.00.
www.macfrut.com

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Progetto SISPRINT. 1° Report su economia, imprese e territori regione Calabria

Il progetto SISPRINT si propone di rafforzare la capacità delle Amministrazioni titolari della programmazione di dare risposta alle esigenze puntuali delle imprese e dei territori, rendendo
disponibile una strumentazione in grado di qualificare la progettualità per lo sviluppo e sostenere la competitività. Questa strumentazione valorizzerà il patrimonio di dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio e di altre fonti camerali, integrandolo con fonti statistiche e le informazioni di cui dispone l’Agenzia per la Coesione territoriale.
Il progetto prevede anche lo sviluppo di modalità interattive di consultazione dei dati per ambiti di policy specifici, che guideranno i decisori a utilizzare efficacemente i dati disponibili. Gli strumenti messi in campo saranno inoltre utili a rafforzare la capacità di identificazione, lettura e interpretazione dei dati
da parte dei soggetti attuatori degli interventi.
Contestualmente, l’attivazione nei territori di una rete fisica e virtuale, attraverso 21 Camere di commercio, consentirà di monitorare costantemente le esigenze delle imprese per rendere l’offerta distrumenti da parte delle PA sempre più coerente e capillarmente comunicata e diffusa.

Report realizzati nell’ambito del progetto SISPRINT offrono una lettura innovativa delle dinamiche economiche territoriali attraverso l’integrazione, la sistematizzazione e la valorizzazione del patrimonio di dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, di altre fonti camerali e non camerali, integrandolo con fonti statistiche e informazioni di cui dispone l’Agenzia per la Coesione territoriale.

Queste analisi presentano elementi particolarmente innovativi, assai utili alla programmazione degli interventi finanziati dalla politica di coesione. Tra questi: l’impegno nella selezione e correlazione dei set degli indicatori con i temi inerenti l’Accordo di Partenariato 2014-2020 e, in particolare, gli Obiettivi Tematici 1 (Ricerca e innovazione) e 3 (Competitività delle PMI) della programmazione; l’analisi degli andamenti di alcuni parametri anche all’interno di aree sovracomunali di particolare interesse, come, ad esempio, aree interne e aree di crisi. Questi strumenti consentono sia un’immediata lettura – attraverso prospetti sintetici e infografiche – che la discesa in profondità grazie a tabelle e grafici di dettaglio. 

Accedi alla documentazione del 1° Report Regione Calabria

Presentazione Report Calabria

Report regionale Calabria

Sintesi Report Calabria

 

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A Valencia il pieno alla macchina si fa con le arance

Entro il 2030 la metà dei valencianos verserà nei serbatoi delle loro utilitarie una spremuta di bucce d’arancia. L’idea, che prevede l’estrazione di bioetanolo dagli scarti di lavorazione delle aziende, strizza l’occhio a tutti quei territori che producono agrumi.

La terza città spagnola si tinge di verde. Ma anche di giallo e arancio per prendere la strada dell’ecosostenibilità. Entro il 2030 la metà dei valencianos verseranno nel serbatoio delle loro utilitarie una spremuta di bucce d’arancia, e non più di antichi, maleodoranti e inquinanti carbonfossili. L’idea di produrre bioetanolo dalla buccia delle arance, scartate dalla lavorazione industriale delle aziende di succhi di frutta e marmellate, ha un’antica storia che inizia nel 1989 con le ricerche di Karen Gorhmann, professore di biochimica e ricercatore presso l’Università della Florida.

Nel 2008 i suoi studi (e brevetti) sono arrivati sulla sponda mediterranea valenciana, territorio che produce, assieme all’Andalusia, il 65 per cento della produzione totale d’arance in Europa (segue l’Italia con il 25 percento e la Grecia col 10). E non solo: negli ultimi trent’anni, grazie al contributo della Ue, la sola Comunitat de Valencia ha costruito dieci siti per produrre energia solare ed eolica, tanto che attualmente, il 38 per cento dell’elettricità nella case dei valenziani è “green”. Più del contributo che viene dal nucleare, oggi precipitato al 15 percento, dopo la chiusura di una centrale nel 2013 e lo smantellamento entro il 2050 di altre due.

Così gli spagnoli da Valencia lanciano un progetto ambizioso ed ecosostenibile: entro il 2030 si vuole ridurre della metà le emissioni di CO2 prodotte dalle automobili, grazie all’utilizzo, al posto della benzina e del diesel, di bioetanolo estratto dalla lavorazione delle bucce d’arancia. Negli ultimi cinque anni il processo di lavorazione si è affinato migliorando l’utilizzo di una risorsa agricola che non scarseggia mai: nel 2017, causa un autunno insolitamente secco, si perse il 22 percento della produzione d’arance, ma intervennero le vicine comunità di Andalusia e Catalogna, forzieri d’arance, a risolvere il problema con la loro ricca produzione.

È questa la nuova via, la fase finale di un progetto che ha già distribuito dieci milioni di litri di bioetanolo 100 percento da buccia d’arancia nei distributori della Comunità Valenciana negli ultimi dieci anni anni. I vantaggi per la salute, l’ambiente e l’economia sono enormi: parliamo di carburante a basso costo, tra i 10 e i 15 centesimi di euro a litro, altamente ecologico. Per produrre un litro di benzina le raffinerie impiegano quasi 100 litri d’acqua, mentre per un litro di bioetanolo bastano 70 cc. Inoltre, in termini di energia, una raffineria di bucce d’arancia, brucia lo 0,5 per cento d’energia rispetto a una raffineria petrolchimica. E con una produzione di 3,4 milioni di tonnellate su 240mila ettari e il 65% delle esportazioni totali dell’Ue, (dati 2018 ministero dell’Agricoltura e Politiche Forestali di Spagna, ndr), la Spagna utilizza circa un milione di tonnellate per la produzione di succhi e marmellate (dati Asozumos, Asociación Española de Fabricantes de Zumos, ndr).

Il Governo autonomo della città sta sfruttando al meglio il lavoro di ricerca del professor Gorhmann. «Ogni anno, oltre agli scarti della lavorazione delle arance, abbiamo un’eccedenza di frutti di diverse centinaia di tonnellate che stiamo trasformando dal 2008 in bioetanolo per uso carburante per automobili», spiega a Linkiesta Esteban González Pons, ex professore di Diritto Costituzionale alla UV Universitat de Valencia, già Consigliere di Governo per il Territorio e il Medio Ambiente e ora Portavoce del PP al Parlamento Europeo. «Abbiamo ultimato varie fasi di test con la Ford che si è dimostrata interessata ai risultati ottenuti nei laboratori della UPV Universitat Politècnica de València. Qui coesistono tutti i fattori necessari: tanto sole, tante arance e tanta innovazione tecnologica». L’iniziativa ha ricevuto anche la benedizione dell’ex vicepresidente statunitense Al Gore, da anni ambasciatore per sensibilizzare sull’effetto serra, che nel 2014 ha incontrato González Pons a Madrid.

La regione di Valencia ha destinato alla coltivazione di agrumi 100 mila ettari di terreno e dispone sul suo territorio di sei fabbriche di succo d’arancia che producono ogni anno 800 mila tonnellate di scarti: da questa quantità nel 2018 si sono prodotti sei milioni di litri di bioetanolo. Fino pochi anni fa, gli scarti della lavorazione delle arance erano destinati all’alimentazione degli animali, ma seguendo la tecnologia di Gorhmann, che è stata migliorata, il Governo è convinto di poter generare entro il 2030, 37 milioni di litri di bioetanolo che tra undici anni faranno circolare 700 mila automobili, tante quante ce ne sono attualmente in una città come Barcellona, e senza alcuna modifiche ai motori.

In pratica, a Valencia sono pronti a produrre tra i 75 e gli 80 litri di bioetanolo ecologico per ogni tonnellata di buccia e polpa d’arancia. Se tale tecnologia prendesse piede, il Brasile che lavora 15 milioni di tonnellate di arance ogni anno per la produzione di succhi e conserve (più degli Stati Uniti che si fermano a sei milioni) sarebbe il primo produttore mondiale di bioetanolo. E a sentire le ottimistiche cifre elencate dal Governo valenziano, a valutare i giovamenti per l’ambiente, come non pensare ad estendere il progetto ad altre zone del Mediterraneo che producono agrumi.

Fonte: Linkiesta 

 

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I Focus Innovazione della Rete Rurale Nazionale

Nell’ambito delle attività della Rete rurale nazionale, il CREA-PB ha promosso alcuni Focus dell’innovazione, finalizzati a porre attenzione su alcuni dei comparti più importanti dell’agricoltura italiana sia per la tipologia di prodotto sia per peso economico.

Accedi da qui alla brochure informativa dell’attività e dei contenuti dei Focus p2i_v5 (1)

Sono stati già individuati 5 temi che verranno trattati in altrettanti Focus dell’innovazione:

Cerealicoltura

Chimica verde

Viticoltura

Zootecnia

Agricoltura biologica

 

Di seguito viene presentato il Focus dedicato all’Ortofrutticoltura sostenibile (Chimica Verde)


Il Focus dedicato all’Ortofrutticoltura sostenibile Chimica Verde intende individuare soluzioni innovative e ad elevata sostenibilità per risolvere problemi delle fasi di produzione e trasformazione del settore ortofrutticolo e assicurarne la diffusione ai diversi portatori di interesse. Sarà condotto da un gruppo di coordinamento (Comitato scientifico), costituito da ricercatori di diversa provenienza e coordinato dal CREA-PB. L’approccio partecipativo sarà alla base del Focus, garantendo così il coinvolgimento di portatori di interesse del comparto, di rappresentanti del mondo della ricerca e di quello delle istituzioni in un confronto costante nel corso di un anno circa di attività.

Scarica i documenti prodotti nell’ambito del Focus

Doc_avvio_Focus_CV_12mar18

FOCUS_SINTESI

Segui da qui l’avanzamento del Focus 

 

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Linee guida vendita diretta 2018

Rete Rurale Nazionale ha pubblicato i risultati di un lavoro condotto che, partendo dall’analisi di casi di successo, aiuta ad identificare i requisiti e le risorse che devono essere messe in campo da un agricoltore che vuole vendere direttamente i suoi prodotti o che vuole entrar a far parte di una filiera corta al fine di fornire informazioni necessarie alla scelta delle modalità più adatte ai suoi obiettivi.

La guida è uno strumento di descrizione ed analisi di alcuni dei casi di successo della vendita diretta e della filiera corta e rappresenta un primo passo nell’esplorazione del dinamico e sfaccettato panorama delle modalità con le quali gli agricoltori in forma singola e collettiva stanno affrontando direttamente il mercato.
Come è emerso dalle numerose interviste e casi di studio su cui si basa questo lavoro, l’allargamento dei confini dell’azienda agricola al settore commerciale porta ad una innovazione continua delle produzioni e dell’organizzazione aziendale con un suo riposizionamento dinamico in nuovi canali e nuovi mercati che nascono proprio dal rapporto diretto produttore-consumatore.


La  guida è suddivisa in diverse parti finalizzate a fornire:

 una classificazione delle diverse forme di vendita diretta e di filiera corta che stanno assumendo una rilevanza come circuiti distributivi grazie alla presenza di un numero elevato di produttori e alle relazioni che tra questi si instaurano, formali ed informali, per soddisfare le richieste dei consumatori di un’offerta diversificata e continua nel tempo; alcuni casi di studio esemplificativi delle diverse modalità attraverso le quali vengono immesse sul mercato significative quantità di prodotto attraverso la vendita diretta e la filiera corta;
 gli elementi e i requisiti soggettivi ed oggettivi comuni a tutte le modalità di commercializzazione esaminate che possono essere considerati i requisiti minimi per avviare un’attività di vendita diretta o entrare in filiere corte gestite da agricoltori o da altri intermediari;
 i principali fabbisogni in termini di risorse e di organizzazione richiesti dalle principali e più promettenti modalità di vendita diretta e filiera corta. In tal modo, gli agricoltori a cui è destinata la “guida”, possono disporre di una base informativa per valutare gli eventuali investimenti e cambiamenti da introdurre nella propria impresa per affrontare direttamente il mercato, quale modalità possa essere più adeguata rispetto alle proprie disponibilità di prodotto, di risorse umane e finanziarie aziendali e quali i benefici in termini di sicurezza del collocamento del prodotto e di incremento dei propri redditi;
 un approfondimento delle necessità relative alle funzioni della logistica per la vendita diretta e la filiera corta e di alcune modalità di gestione.

Linee_Guida_Vendita_Diretta_2018 (1)

A1_Regolamento_produttori_agricoliA2_Adesione_Aziende___Marchio___la_Spesa_in_Campagna

A2_Adesione_Aziende___Marchio___la_Spesa_in_Campagna

A3_Contratto_tipo_della_Rete

A4_contartto_di_fornitura_al_market_place

A5_Contratto_vendita_a_distanza_azienda_cliente

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Consultazione europea sui principi e orientamenti in materia di legislazione sui materiali a contatto con gli alimenti

Unioncamere Calabria, nell’ambito delle attività della rete Enterprise Europe Network, promuove la partecipazione al sondaggio per le PMI relativo alla legislazione sui “materiali a contatto con gli alimenti” (o anche “MCA”)  e cioè tutti i materiali e gli oggetti che vengono a contatto o sono destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari.

I materiali a contatto con gli alimenti (MCA) includono tutti gli imballaggi alimentari, nonché gli oggetti per il servizio da tavola e da cucina, come posate, bicchieri, piatti, ciotole, ecc. Possono comprendere anche articoli in origine non destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari, ma che potrebbero prevedibilmente farlo. Gli MCA comprendono inoltre i materiali usati nelle industrie alimentari professionali in fase di produzione, preparazione, stoccaggio e distribuzione, dai nastri trasportatori per il cioccolato alle cisterne per la raccolta del latte. Molti tipi di materiali possono essere usati come MCA, tra cui plastica, carta, gomma, metallo e vetro, ma anche adesivi, inchiostri da stampa e rivestimenti usati per il finissaggio dei prodotti finiti, nonché materiali compositi.

Lo scopo principale della legislazione dell’UE sui materiali a contatto con gli alimenti è quello di fornire una base per garantire un elevato livello di tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori. Il regolamento (CE) n. 1935/2004 impone alle imprese di fabbricare gli MCA in un ambiente controllato, affinché siano prodotti in maniera coerente e secondo standard elevati, nonché per scongiurare che:

  • costituiscano un pericolo per la salute umana e;
  • comportino una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari o un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche, per esempio del gusto e dell’odore.

Il regolamento contempla la sicurezza degli MCA solo per quanto riguarda il trasferimento di sostanze chimiche nei prodotti alimentari dagli MCA. Le norme non fissano alcun requisito igienico per gli MCA; né contemplano l’impatto sui rifiuti e sull’ambiente degli MCA, che viene disciplinato da altre normative dell’UE.

E’ possibile partecipare alla consultazione mediante compilazione ed invio del questionario allegato, entro il termine del 19 aprile 2019, via e-mail bridge@unioncamere-calabria.it .

Le informazioni inviate saranno trattate con la massima riservatezza. I partecipanti non saranno identificati sulla base delle risposte fornite.

Per scaricare il questionario e partecipare alla consultazione, clicca qui.

 

Per informazioni e per l’invio dei questionari:

Dott.ssa Irene V. Lupis (i.lupis@unioncamere-calabria.it )

Dott.ssa Porzia Benedetto (p.benedetto@unioncamere-calabria.it )

Unioncamere Calabria

Desk Enterprise Europe Network

Via delle Nazioni, 24

88046 Lamezia Terme (CZ)

Tel. 0968/51481

Pubblicate le Linee guida per la rendicontazione dei contributi in natura e lavori in economia delle misure strutturali del PSR Calabria 2014-2020

Con decreto n. 4296 del 04/04/2019 sono state approvate le “Linee guida per la rendicontazione dei contributi in natura e lavori in economia delle misure strutturali del Psr Calabria 2014-2020”.

Decreto 4296

linee-guida

Allegato-DSAN-rendicontazione-contributo

Format

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Pubblicato Osservatorio tendenze mercati ortofrutta- Aprile 2019

E’ stato pubblicato l’Osservatorio tendenze mercati ortofrutta Aprile 2019

Accedi da qui alla pubblicazione Osservatorio tendenze mercati aprile2019

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Alla Macfrut 2019. Africa, il continente delle opportunità

La 36° edizione di Macfrut punta i riflettori sui Paesi dell’Africa Subsahariana.
Un nutrito calendario di eventi, networking, b2b e conferenze animerà per 3 giorni l’area espositiva dedicata.

Nel pomeriggio di mercoledì 8 Maggio, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, avrà luogo una Tavola Rotonda Ministeriale dedicata allo sviluppo orticolo e agro-industriale dell’Africa, a cui prenderanno parte rilevanti autorità italiane e i Ministri dei Paesi africani, accompagnati dai rispettivi ambasciatori a Roma.

In risposta alla crescente necessità di innovazione, poi, a livello convegnistico verranno affrontati quattro macro-temi:

  • La gestione efficiente dell’acqua
  • Le nuove frontiere dell’orticoltura
  • Le tecnologie per le aziende agricole
  • I piccoli impianti per la trasformazione industriale

Banca Africana di sviluppo infatti ha indicato nell’Agrifood uno degli asset strategici per la crescita del Continente. Le previsioni di crescita dell’Africa sono di un +5% del Pil all’anno, mentre entro il 2030 il Pil africano sarà il 5% del Pil mondiale. Un ruolo importante, in questo contesto, lo gioca l’ortofrutta, chiave di crescita economica dell’Africa.

L’Italia, produttore ortofrutticolo mondiale e leader nella tecnologia e nel packaging, può svolgere un ruolo importante nell’incrementare il business delle aziende africane che operano in questi settori. E l’hub di questo percorso è Macfrut, unica fiera di filiera che dedica un intero padiglione all’Africa Subsahariana, partner interazionale.

Si tratta di una grande occasione per le imprese italiane ed europee di tutti i comparti per crescere e svilupparsi: dalle tecnologie alle sementi, così come per la vendita dei prodotti di qualità ambiti da un ceto medio-alto, in crescita soprattutto nei grandi agglomerati urbani.

Per maggiori informazioni: https://www.macfrut.com/

ufficio.estero@macfrut.com
Tel: +39 0547 317435

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AgroInnovation EDU. Progetto di promozione dell’agricoltura digitale e dell’innovazione per studenti e docenti di Istituti Agrari e Università

Dalla SCUOLA al CAMPO: coltiviamo INNOVAZIONE

AgroInnovation EDU è un progetto di promozione dell’agricoltura digitale e dell’innovazione per studenti e docenti di Istituti Agrari e Università.

Per conoscere come il digitale sta cambiando l’agricoltura, Image Line ha percorso più di 10000 km attraverso l’Italia con AgroInnovation Tour, ascoltato più di 40 relatori e incontrato tantissimi professionisti che ogni giorno nel loro lavoro utilizzano tecniche e strumenti innovativi.

Da questa esperienza è nata la volontà di trasmettere quanto appreso agli agricoltori e consulenti di domani, per educarli fin dai banchi di scuola ad uno sguardo moderno, innovativo e tecnologicamente avanzato sull’agricoltura.
Image Line ha deciso di mettere nelle mani degli studenti, gli stessi servizi e le stesse informazioni che ogni giorno, da quasi trent’anni, vengono fornite a più di 170.000 professionisti del settore che li aiutano a fare bene il proprio mestiere e a valorizzare i loro prodotti.

Con AgroInnovation EDU si regala ad ogni Istituto Agrario e Facoltà di Agraria l’accesso a QdC® – Quaderno di Campagna e Fitogest®+ e intraprendere insieme un percorso alla scoperta delle possibilità dell’agricoltura digitale, attraverso attività di formazione pensate sia per gli studenti che per i docenti.

Grazie al Protocollo di Intesa siglato il 18 dicembre 2017 con Re.N.Is.A – Rete Nazionale Istituti Agrari, il progetto si rivolge a tutto il territorio italiano.

Per saperne di più https://agroinnovationedu.imagelinenetwork.com/ 

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Regione Calabria a TUTTOFOOD Milano, 6-9 maggio 2019. Aperta la manifestazione di interesse per le imprese

La Regione Calabria – Dipartimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, indice una manifestazione di interesse relativa alla selezione di aziende calabresi operanti nel comparto agroalimentare, ai fini della partecipazione alla manifestazione fieristica ” Tuttofood”  che si terrà a Milano dal 6 al 9 maggio 2019.

Scadenza adesioni : 10 Aprile 2019.

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Progetto “Truly Calabria” per il settore agroalimentare e turismo. Aperta la manifestazione di interesse per le imprese

La Camera di Commercio Italiana per la Germania di Francoforte, in cooperazione con il Dipartimento Presidenza della Regione Calabria – Settore internazionalizzazione e con il supporto operativo di Unioncamere Calabria – Desk Enterprise Europe Network, indice una Manifestazione di interesse a partecipare alle azioni del progetto “Truly Calabria”. L’iniziativa è rivolta allle imprese calabresi del settore agroalimentare e turistico.

Scadenza adesioni: 8 Aprile 2019.

 

 

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PSR Calabria, attivata la piattaforma e-learning Misura 10

Il Dipartimento Agricoltura e Risorse agroalimentari comunica di aver attivato una piattaforma regionale destinata alle attività informative/formative per i circa 5 mila beneficiari della Misura 10 del PSR Calabria “Pagamenti agro-climatico-ambientali” (tipologie di Intervento: 10.01.01, 10.01.02, 10.01.03, 10.01.04, 10.01.05, 10.01.07), specificando che la partecipazione a tale attività risulta obbligatoria e preordinata all’effettuazione dei pagamenti da parte dell’organismo pagatore.


Il Dipartimento informa i beneficiari della Misura 10 che, per le attività informative/formative necessarie al rispetto degli impegni previsti in fase di domanda, riceveranno, a partire da lunedì 8 aprile, sulla mail/pec indicata nel fascicolo aziendale, una comunicazione dall’indirizzo di posta supporto-lms@telecomitalia.it, contenente il link attraverso il quale potranno registrarsi per accedere alla piattaforma informativa web di Social Learning.

I contenuti informativi/formativi, sulla piattaforma web di Social Learning, sono articolati in temi trasversali, destinati a tutti i beneficiari della Misura 10, e temi specifici, destinati ai beneficiari delle singole tipologie di intervento.I Beneficiari che non siano in possesso di un indirizzo di posta elettronica, o coloro i quali abbiamo indicato nel fascicolo aziendale una mail/pec che non dovesse risultare più attiva, dovranno attivare in forma autonoma una nuova mail, il cui indirizzo dovrà essere tempestivamente comunicato, insieme al CUAA, il Codice Unico di Identificazione delle Aziende Agricole, all’indirizzo mail info.misura10psr@regione.calabria.it.

Nel caso in cui il beneficiario vorrà ricevere assistenza, potrà rivolgersi, a partire da lunedì 8 aprile, all’help desk dedicato, telefonando al numero fisso 0961-853069 o al numero mobile 349/7845420, oppure scrivendo all’indirizzo mail info.misura10psr@regione.calabria.it.Le attività informative/formative, si ricorda, sono obbligatorie e propedeutiche ai fini del pagamento dell’annualità 2018 e delle successive annualità. In particolare, ciascun beneficiario è tenuto a seguire i temi trasversali e i temi specifici, questi ultimi secondo la tipologia di intervento per cui ha presentato domanda (i beneficiari che hanno presentato più domande per diverse tipologie di intervento sono tenuti a seguire i temi specifici di ciascuna tipologia di intervento per cui hanno presentato domanda). Al fine di consentire la verifica dell’impegno assunto ed il successivo pagamento, si sottolinea che le attività di informazione/formazione devono concludersi entro il 6 maggio 2019. A ciascun beneficiario partecipante sarà rilasciata un’attestazione di partecipazione.

Agenzia delle Entrate rinnovati i servizi di assistenza e ampliate le “occasioni” di contatto

Prenotazioni “virtuali” anche per il catasto. Attive ulteriore funzionalità raggiungibili lanciando l’app dell’Agenzia delle entrate. Per i chiarimenti via cellullare, Sms al 3399942645

L’Agenzia delle entrate attiva ulteriori funzionalità e implementa quelle già esistenti. In particolare, il restyling introduce il “ticket virtuale” anche per i servizi catastali e ipotecari, consente di collegarsi al call center e di inviare e-mail al Fisco dall’app mobile“AgenziaEntrate” e amplia il numero dei caratteri utilizzabili per chiedere informazioni via Sms.
Vediamo più da vicino le caratteristiche dei nuovi servizi.

L’eliminacode digitale ovvero il servizio di web ticket per prenotare un appuntamento in ufficio, nel giorno stesso, tramite l’app mobile dell’Agenzia oppure con internet dal proprio pc, è ora utilizzabile anche per i servizi catastali e ipotecari. Un bel taglio sui tempi di attesa di architetti, geometri e cittadini, che devono recarsi di persona allo sportello per ricevere informazioni e assistenza.

Più “ricca”, anche l’app “AgenziaEntrate”, incrementata di due nuove funzionalità attraverso le quali è possibile inviare e-mail all’Agenzia, in un caso, e collegarsi telefonicamente al call center, nell’altro.
Per chiedere e ricevere informazioni attraverso la posta elettronica basta, quindi, ormai, avere uno smartphone o un tablet e lanciare l’applicazione predisposta dalle Entrate. Il servizio, comunque, continua a essere accessibile anche da computer. Inviato il quesito, la risposta arriverà entro cinque giorni lavorativi.
Facile, poi, con l’app, contattare il call center: è sufficiente cliccare sul pulsante “avvia chiamata” e parte la telefonata.
Rimangono invariati gli altri servizi mobili già disponibili: web ticket, prenotazione appuntamenti e richiesta del Pin.

Per quanto riguarda gli Sms, occorre subito segnalare che, dal 2 aprile, è cambiato il numero telefonico da comporre: ora è il 3399942645.
Ma c’è un’altra novità: i messaggi degli utenti potranno essere meno concisi e superare il limite dei 160 caratteri, per arrivare fino a 640.
Il servizio consente di ricevere, in forma sintetica, informazioni su scadenze fiscali, codici tributo e risposte a quesiti semplici.

Il quadro completo dei servizi e le modalità di accesso ai canali di assistenza sono disponibili nella sezione “Contatti e assistenza” del sito dell’Agenzia.

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Analisi campagna clementine 2018-2019

Con la Calabria che si conferma la regione italiana più vocata per la coltivazione delle clementine in Italia, analizziamo i dati raccolti da Bmti e Italmercati sulla campagna 2018-2019 delle clementine italiane.

Dai prezzi che hanno fluttuato dai record di inizio campagna a un crollo a metà dicembre per poi ristabilirsi sul finire di febbraio con le ultime varietà. Con la Spagna che ha un peso rilevante nelle importazioni su tutta la campagna dalle varietà precoci a quelle tardive. Senza dimenticare come temperature e pioggia hanno influito sulla campagna.

I prezzi delle clementine nelle ultime tre campagne a confronto

Ad inizio campagna 2018/19 si sono registrate quotazioni piuttosto elevate, mentre nel periodo di maggior produzione, da metà novembre a metà dicembre, i prezzi sono risultati più bassi anche rispetto alle campagne precedenti. Procedendo verso la fine della campagna si è verificato un incremento delle quotazioni ma su livelli inferiori degli anni passati, a causa del maggior volume produttivo e della qualità tendenzialmente più bassa, dovuta al clima umido con temperature piuttosto alte che ha interessato le zone produttive in autunno e che ha favorito l’insorgenza di patologie fungine.

La produzione di clementine dal 2013 al 2017

Il dato Istat indica per il 2017 una produzione nazionale di clementine che sfiora le 614mila tonnellate, in crescita del 7,3% rispetto al 2016. Le superfici investite, sui 25.800 ettari, si sono invece mantenute sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. La Calabria si conferma la principale regione produttrice, con oltre 418mila tonnellate nel 2017 (68% della produzione nazionale). La produzione pugliese, che ricopre il 20% di quella nazionale, è aumentata del 9% nel periodo 2013-2017, nonostante un calo nell’ultimo anno.

Prezzi delle clementine comuni e l’andamento climatico nella campagna 2018/2019

Il consumo di clementine è tradizionalmente legato ai periodi di basse temperature, soprattutto quando questi si verificano nel periodo natalizio. L’andamento climatico autunno-invernale del 2018 ha mostrato un netto decremento delle temperature nelle aree centrosettentrionali. Si osserva come il mese di novembre, caratterizzato da temperature piuttosto elevate, coincida con un repentino calo nelle quotazioni. L’annata in corso è stata relativamente influenzata anche dalla qualità non particolarmente elevata del prodotto, soprattutto calabrese, il quale ha subìto forti danneggiamenti, sia diretti che determinati dalle condizioni estremamente umide e con temperature elevate del mese di novembre.

I prezzi delle clementine per calibro

La campagna 2018/19 è stata caratterizzata dalla presenza di prodotto di pezzatura medio/piccola. Da notare come le quotazioni fra i calibri più piccoli (3, 4 e 5) siano fra loro molto vicine: questo è dovuto anche al fatto che la scala di calibrazione ufficiale, nel caso degli agrumi, preveda calibri sovrapponibili. Quest’ultima osservazione è evidente anche nell’ultima parte della campagna fra il prodotto di calibro 2 e di calibro 3.

I prezzi delle cultivar spagnole

La presenza di cultivar spagnole durante la campagna 2018/2019 è stata costante nei mercati italiani: la varietà precoce Clemenruby è stata la prima ad arrivare sulle piazze italiane con quotazioni inizialmente alte, che sono andate poi calando con l’arrivo delle altre cultivar (Comune e Oronules) e della produzione italiana. Anche la chiusura di campagna 2018/19 è caratterizzata dalla presenza di cv spagnole tardive, quali Orri, Hernandina e Nadorcott, che si attestano su quotazioni leggermente più alte rispetto alle ultime produzioni nazionali.

Import export delle clementine in calo con bilancia commerciale in passivo

I dati Istat sul commercio con l’estero riferiti al periodo gennaio-novembre 2018 denotano un arretramento degli scambi commerciali nazionali di clementine. Sul fronte delle importazioni si registra, infatti, rispetto al periodo gennaio-novembre 2017, un calo del 20% per i volumi importati, che si sono attestati sulle 58mila tonnellate, corrispondenti ad un esborso monetario di 58,7 milioni di euro. L’84% delle importazioni nazionali di clementine è dato dagli acquisti dalla Spagna, che sono diminuiti del 17%. Anche dal lato delle esportazioni si osserva una contrazione del 27% dei volumi a 31.700 tonnellate, per un valore di 23,6 milioni di euro, attribuibile principalmente al calo delle esportazioni verso i principali paesi destinatari, Polonia e Ungheria. Risultato della dinamica di importazioni ed esportazioni, un saldo della bilancia negativo (-25.600 tonnellate, ovvero -35 milioni di euro).

 

da Fresh Point Magazine del 1° Aprile 2019

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E’ nata nei laboratori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Pontedera (Pisa) la prima “pianta robot”

E’ nata nei laboratori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Pontedera (Pisa) la prima “pianta robot” che cresce arrampicandosi come un viticcio. Al ”plantoide” ha lavorato l’équipe di Barbara Mazzolai del Centro di Micro-BioRobotica.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, apre la strada a una futura generazione di dispositivi in grado di cambiare forma. E’ ispirata ai meccanismi naturali con cui le piante sfruttano il trasporto dell’acqua al loro interno per muoversi, chiamato ‘osmosi’, ossia la presenza di particelle presenti nel liquido (citosol) presente nelle cellule della pianta.
Il primo robot pianta si arrampica come un viticcio. Il corpo del viticcio artificiale è stato realizzato con un tubo flessibile di PET (un comune polimero spesso usato anche per contenere alimenti), all’interno del quale è presente un liquido con ioni che vengono attirati e immobilizzati sulla superficie di elettrodi flessibili alla base del viticcio, dando vita a un processo osmotico e causando, così, il movimento del liquido stesso, da cui lo srotolamento del viticcio artificiale. L’arrotolamento si ottiene rimuovendo l’effetto della batteria, sfruttando il circuito elettrico in cui essa è inserita.
È la prima volta che si sfrutta l’osmosi e altri meccanismi fisiologici delle piante per azionare movimenti reversibili. Il gruppo di ricerca è coinvolto nel progetto GrowBot, finanziato dalla Commissione Europea che prevede lo sviluppo di un robot che, non solo sia in grado di riconoscere le superfici a cui attaccarsi o i supporti a cui ancorarsi, ma riesca a farlo mentre cresce e si adatta all’ambiente circostante.

Accedi per saperne di più https://www.growbot.eu/press-review

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Nuova puntata sull’analisi dei soggetti che producono e diffondono innovazione in agricoltura: i Network Tematici PEI-AGRI

Network Tematici sono un particolare formato di progetti multi-attore promosso dal PEI-AGRI (Partenariato europeo per l’innovazione in campo agricolo), finanziato dal programma Horizon 2020 dell’UE, che lavora su un tema specifico. Riuniscono persone di scienza e pratica per produrre risultati utili e pratici. I network tematici sono finanziati attraverso Horizon 2020.
I Network Tematici hanno due finalità principali:

  •  Raccogliere le conoscenze scientifiche e le migliori prassi esistenti che sono prossime alla messa in pratica, ma non ancora sufficientemente pronte per l’attuazione da parte degli agricoltori e dei silvicoltori.
  • Tradurre questa conoscenza in materiale per l’utente finale facilmente comprensibile, come brevi raccomandazioni e soluzioni informative (“practice abstracts “), volantini, linee guida e materiale audiovisivo (foto, videoclip, ecc.). Questo materiale sarà reso disponibile oltre la durata del progetto attraverso i principali canali di diffusione esistenti che gli agricoltori utilizzano spesso, nonché attraverso il sito web del PEI-AGRI.

È possibile visitare i loro siti web, iscriversi alle loro notizie, socializzare attraverso i loro account di social media.

Network su tematiche orizzontali

AGRI-SPIN: Space for Agricultural Innovation.

HNV-link: High Nature Value Farming: Learning, Innovation and Knowledge.

SMART-AKIS: European Agricultural Knowledge and Innovation Systems (AKIS) towards innovation-driven research in Smart Farming Technology.

AGRIFORVALOR: Bringing added value to agriculture and forest sectors by closing the research and innovation divide.

AFINET: Agroforestry Innovation Networks.

Inno4Grass: Shared Innovation Space for Sustainable Productivity of Grasslands in Europe.

SKIN: Short supply chain Knowledge and Innovation Network.

Network sulle colture

OK-Net-Arable: Organic Knowledge Network Arable.

FERTINNOWA: Transfer of INNOvative techniques for sustainable WAter use in FERtigated crops.

WINETWORK: Network for the exchange and transfer of innovative knowledge between European wine-growing regions to increase the productivity and sustainability of the sector.

EUFRUIT: EU Fruit Network.

CERERE: CEreal REnaissance in Rural Europe: embedding diversity in organic and low-input food systems.

Network sugli allevamenti

HENNOVATION: Practice-led innovation supported by science and market-driven actors in the laying hen and other livestock sectors.

EuroDairy: A Europe-wide thematic network supporting a sustainable future for EU dairy farmers.

4D4F: Data Driven Dairy Decisions 4 Farmers.

EU PiG: EU Pig Innovation Group.

SheepNet: Sharing Expertise and Experience towards sheep Productivity through NETworking.

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Rivoluzione digitale e agricoltura 4.0

La rivoluzione digitale è già una realtà nei paesi tecnologicamente avanzati. Il nostro Paese accusa un certo ritardo, sia a livello pubblico che privato. Si tratta di una opportunità che bisogna sapere cogliere nella consapevolezza però dei cambiamenti che essa porta nella società e nel mondo del lavoro dove, inevitabilmente, verranno a meno determinate mansioni ma nuove ne sorgeranno. Una rivoluzione quindi che ha forti implicazioni sull’economia e sulle persone e che, pertanto, pone questioni anche sul piano etico. A fronte di questi problemi, in un recente convegno tenutosi all’Università Luiss, si è provato a immaginare algoritmi capaci di essere a favore delle persone e non contro di esse.


Alla base di questi cambiamenti vi sono i cosiddetti Big Data. Questi Big Data, non sono solo dati numerici ma molto di più e cioè, ad esempio, foto e immagini ed anche informazione trasmesse come quelle, ad esempio, che il trattore condivide con la macchina operatrice ad esso accoppiata. La mole di dati è veramente enorme grazie alle informazioni contenute nel Cloud, a quelle provenienti dalle costellazioni satellitari, dai sensori montati su mezzi aerei e droni od anche su macchine. Tra le costellazioni, è opportuno ricordare quella dei satelliti Sentinels del programma europeo di monitoraggio ambientale: “Copernicus: lo sguardo dell’Europa sulla Terra”. Infatti, il monitoraggio della costellazione sulla terraferma riguarda, tra l’altro, il modo con cui il terreno viene utilizzato ed anche lo stato di salute della vegetazione, fornendo così informazioni importanti per l’agricoltura. La possibilità di utilizzare questa mole di dati deriva: da un lato, dalla capacità di trasformarli in un formato leggibile da un computer e di poterli elaborare; dall’altro, di riuscire a tradurli in strategie operative attraverso specifici algoritmi. Per l’agricoltura questo significa la possibilità di potere attuare l’agricoltura 4.0.


Tutto questo ha, come anticipato, un forte impatto sulla risorsa capitale umano che, a questa rivoluzione, deve essere preparato attraverso un’adeguata formazione.  Le nuove professioni di cui la rivoluzione digitale necessita devono anzitutto essere formate tramite una stretta collaborazione tra il mondo dell’impresa, che ha necessità di avere persone preparate sulle tematiche digitali, e il mondo universitario, che deve fornire agli studenti le competenze richieste dalla nuova realtà di comunicazione ed economico-produttiva. Solo in questi ultimi anni, alcune Università italiane hanno aperto corsi mirati a questo tipo di formazione, per cui non è ancora chiara la possibilità di occupazione di queste nuove professioni. E’ indubbio però che questa è la strada da seguire in quanto, per potere rispondere ai cambiamenti del mercato del lavoro, è necessario investire sempre più sulle competenze del capitale umano. Competenze che debbono essere continuamente aggiornate, perché l’innovazione in settori come quello dell’Intelligenza Artificiale corre molto velocemente. Oltre alla carenza di competenze, un altro ostacolo all’introduzione del digitale è rappresentato dal ritardo, abbastanza diffuso su scala nazionale, all’accesso a una connessione a banda larga sufficientemente veloce; come pure la costatazione che le piccole e medie imprese, che sono la maggioranza nel tessuto produttivo del nostro Paese, sono quelle che incontrano maggiori difficoltà ad adeguarsi. Da qui l’impegno, anche con politiche adeguate, per questo settore.

Quella del nanismo delle imprese è purtroppo una realtà che caratterizza la nostra agricoltura. Per potere attuare l’agricoltura 4.0 è quindi necessario pensare a realizzare forme di gestione aziendale e dei servizi a più larga maglia territoriale, con un uso condiviso delle macchine e delle tecnologie e/o con il maggiore ricorso alla cooperazione o al contoterzismo. Non va infatti dimenticato che il parco macchine nazionale è fortemente obsoleto, mentre l’agricoltura 4.0 richiede l’impiego di macchine tecnologicamente avanzate. Occorre poi superare il ritardo culturale degli agricoltori nei confronti dell’innovazione della quale non hanno ben chiari i benefici economico-produttivi. Ritardo a cui contribuisce l’età media elevata dei capi azienda (57 anni contro i 38 degli USA). Ancora marginale è la giovane imprenditoria agricola (solo il 10% circa dei conduttori ha meno di 40 anni); imprenditoria che va invece incentivata per accelerare il ricambio generazionale e favorire la formazione delle competenze che l’agricoltura 4.0 richiede.
di Pietro Piccarolo
Georgofili INFO, 3 aprile 2019
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Revisione macchine agricole: nuove scadenze

Con  D.I.  28/02/2019, numero 80 sono state modificate le scadenze previste dal Decreto del 20/05/2015 (revisione generale periodica delle macchine agricole ed operatrici, ai sensi degli articoli 111 e 114 del decreto legislativo 30/04/1992, numero 285)

Il decreto ministeriale sposta al 30 giugno 2021 la prima scadenza per la revisione delle macchine agricole immatricolate entro il 31 dicembre 1983. Evitato il rischio multe, si rimane in attesa del decreto attuativo per rendere operativa la revisione.

Accedi al Decreto Decreto_numero_80_del_28-02-2019

Via al patto tra Regioni italiane e Bei per l’agroalimentare da 400 milioni

BRUXELLES – A due anni dalla sua presentazione ufficiale al Vinitaly 2017 è partita la piattaforma multi-regionale italiana di garanzia per le Pmi dell’agroalimentare, unica nel suo genere in Europa. E’ quanto apprende l’ANSA da fonti della Bei. Per la prima volta nell’Ue, la Banca europea degli investimenti e il Fondo europeo degli investimenti (Gruppo Bei), otto regioni (Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Campania, Calabria e Puglia), che impegnano fondi dei programmi di sviluppo rurale, e sette banche (Credem, Creval, Banca Cambiano 1884, Banca popolare pugliese, Banca popolare di Puglia e Basilicata, Montepaschi Siena e Iccrea) contribuiranno a un fondo per complessivi 400 milioni che promette di mobilitarne 900 in investimenti destinati a imprenditori agricoli e pmi agroalimentari impegnate nella produzione, trasformazione e distribuzione di prodotti agricoli.

Da ANSA 3 aprile 2019

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Missione ICE in Giordania aperte le iscrizioni entro 11 aprile 2019

ICE–Agenzia , in collaborazione con JIACC – Joint Italian Arab Chamber of Commerce, nell’ambito del Progetto Import Strategico, organizza nel mese di aprile 2019 una missione in Giordania volta ad individuare forme di collaborazione con fornitori locali nei settori agricoltura, pelle e concia, prodotti delle miniere e cave, chimica, prodotti naturali del Mar Morto.

Per una maggior visibilità delle aziende e nello stesso tempo per rafforzare l’immagine di un Made in Italy condiviso, la missione viene realizzata negli stessi giorni della Business Mission organizzata dalla JIACC – Joint Italian Arab Chamber of Commerce nei giorni 29/30 aprile con particolare interesse verso i settori delle costruzioni e infrastrutture, energie rinnovabili, farmaceutica, cosmetica, cure mediche e agrofood.

La missione ha l’obiettivo di supportare le aziende italiane partecipanti a verificare opportunità di acquisto di materie prime e semilavorati, avendo la possibilità di incontrare importanti fornitori locali nei comparti:

• Fertilizzanti

• Agroalimentare (datteri, frutta e verdura stagionale)

• Prodotti delle miniere e cave (fosfato, potassio)

• Chimica plastica (polietilene)

• Cuoio e pelli da lavorare

• Prodotti naturali del Mar Morto (fanghi e sali)

A ciascuna azienda italiana partecipante, verrà messa a disposizione interprete e auto con autista per incontrare gli interlocutori locali direttamente presso le loro sedi.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa si prega di visualizzare la circolare informativa in allegato.

La partecipazione alla missione è gratuita. 

Sono a carico delle aziende le spese relative a biglietto aereo dall’Italia, il vitto e alloggio, eventuali trasporti al di fuori del programma ufficiale previsto

Per motivi organizzativi, l’iscrizione all’evento è obbligatoria: per partecipare, gli interessati dovranno registrarsi su apposito modulo on-line disponibile al link:

https://docs.google.com/forms/d/1KZkm2asgpOtNiVM3gAUQ1fDTeMukqev7aJaHHMo2Rag/edit

 

L’iscrizione deve avvenire entro l’11 aprile 2019.

La segreteria organizzativa

Ufficio Partenariato Ind.le e Rapporti con gli OO.II.

Info: coll.industriale@ice.it

 

Per aderire clicca qui!!
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Ismea, nel 2018 diminuiscono le esportazioni di frutta fresca

Il saldo della bilancia commerciale si ferma a 1.130 milioni di Euro, – 24% rispetto al 2017

Roma, 2 aprile 2019

Nel 2018 le esportazioni di frutta fresca, esclusi agrumi e frutta in guscio, sono ammontate a 2,5 miliardi di euro ma hanno registrato una battuta d’arresto rispetto all’anno precedente, a causa della flessione dell’offerta di alcuni importanti prodotti come le mele e i kiwi. Il calo delle spedizioni è stato del 15% ed ha determinato una flessione dei ricavi dell’11%. Di contro, sono aumentate le importazioni, + 2% in quantità e + 3% il relativo esborso che ha raggiunto 1,4 miliardi di euro.Mele, uve e kiwi sono i prodotti più esportati mentre la frutta tropicale (principalmente banane ed ananas), pesche, nettarine, fragole e kiwi sono i prodotti maggiormente importati.Il calo delle esportazioni ha riguardato tutti i principali mercati di sbocco. In particolare, le spedizioni di frutta verso la Spagna si sono ridotte del 30% in termini di valore.Per quanto concerne le importazioni crescono gli approvvigionamenti dai primi tre mercati, Spagna (+15%), Ecuador e Costarica (+5%).

Qui di seguito è possibile scaricare il report sugli scambi con l’estero dell’Italia.

Sk_export_frutta_aprile_2019

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La Commissione UE lancia eAmbrosia

La Commissione europea ha annunciato il lancio di una nuova banca dati pubblica per facilitare l’accesso alle informazioni sulle indicazioni geografiche dell’UE, compreso il loro stato, le loro specifiche di prodotto e un collegamento diretto alla base giuridica quando sono ufficialmente protetti. Il database si chiama”eAmbrosia – i registri delle indicazioni geografiche dell’UE“.

Per tutto il 2019, il lancio avverrà in tre fasi. Inizialmente, la banca dati comprenderà esclusivamente vini IG dell’UE. Entro l’estate 2019 includerà bevande spiritose IG dell’UE. Infine, entro la fine del 2019, tutti i prodotti agroalimentari DOP IGP dell’UE faranno parte di eAmbrosia.

Progettato per sostituire gli attuali database per vino (e-Bacchus), spirits (e-Spirit-Drinks) e food (Door), eAmbrosia includerà un’interfaccia facilmente ricercabile e intuitiva. Questo nuovo sistema semplificherà la ricerca di informazioni sulle indicazioni geografiche e aumenterà la trasparenza per i produttori, le autorità nazionali e chiunque sia interessato alle IG europee.

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Prorogati i termini per la sottoscrizione delle coperture mutualistiche per lo strumento di stabilizzazione del reddito

Con il DM n. 15253 del 29/03/2019 – Decreto di modifica del Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2019 –  è stato approvato il differimento al 31 maggio del termine di sottoscrizione delle coperture mutualistiche per lo strumento di stabilizzazione del reddito di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto 21 gennaio 2019 .

Accedi al Decreto di proroga decretoprorogaterminiPGRAIST (1)

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TUTTOFOOD e FRUIT INNOVATION organizzate da Fiera Milano, si svolgeranno dal 6 al 9 maggio 2019

TuttoFood in sole 6 edizioni è diventato il palcoscenico ideale per presentare i propri prodotti al mercato nazionale ed internazionale.

  • Un evento esclusivamente riservato al B2B
  • È l’unica manifestazione di settore, nel panorama fieristico italiano, con un respiro realmente internazionale
  • E’ un evento che risponde sia alle esigenze delle aziende che guardano principalmente al mercato italiano che a quelle di chi punta all’esportazione
  • Una vetrina efficace per testare le proprie idee innovative ed esperienze
  • Offre una moderna e qualificata rassegna professionale, che permette di analizzare i trend di mercato
  • E’ la Fiera in più rapida crescita in Europa
  • Offre importati opportunità di business con buyer nazionali ed internazionali
  • Permette di confrontare le proprie esperienze ed analizzare i trend di mercato
  • Presenza di workshop, i seminari, i convegni e meeting

La manifestazione, nata nel 2017 dall’eredità di EXPO MILANO 2015conta di raggiungere e superare i dati delle precedenti edizioni.

Quest’anno l’evento riafferma  il ruolo centrale della città metropolitana nella valorizzazione della filiera e dell’eccellenza agroalimentare del Paese, con particolare attenzione alla salute e alla sostenibilità.

Gli importanti eventi organizzati da Confcommercio Milano MonzaBrianza Lodi, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto Veronesi, in partnership con TUTTOFOOD, saranno inseriti e valorizzati integrando le migliori esperienze legate al mondo del food and beverage per una crescita condivisa all’insegna della qualità.

Un’interessante opportunità di business, per le potenzialità legate alle aziende del settore food, saranno gli eventi che coinvolgeranno turisti e cittadini provenienti da tutte le parti dell’Italia e del mondo.

Un’occasione imperdibile, aperta al pubblico, per riscoprire attraverso percorsi tematici specifici, il mondo dell’agroalimentare italiano e non solo, gustare, da una posizione cosmopolita e privilegiata, gusti e sapori, che spaziano ed esplorano i diversi modi di fare cibo.

Per maggiori informazioni http://www.milanofoodcity.it/


In  contemporanea con TuttoFood è possibile partecipare a Fruit Innovation 

Cogliere le nuove tendenze per incentivare il consumo di frutta e verdura, questo l’obiettivo della nuova edizione di FRUIT INNOVATION, in programma dal 6 al 9 maggio 2019 a Fiera Milano, punto di incontro internazionale tra domanda e offerta dell’intero comparto.

Un nuovo “concept” che evolve da fiera convenzionale a luogo di relazioni ed esperienze in cui il prodotto ortofrutta si contamina con le evoluzioni più attuali del food&beverage.

Un contesto dove l’ortofrutta viene valorizzata come occasione di educazione allo “star bene” in sintonia coi nuovi stili di vita, sia nell’ambito del  consumo domestico  che nel  fuori casa.

Un evento in grado di competere con le più forti iniziative a livello globale, attraendo in Italia i grandi player – grazie alla contemporaneità con TUTTOFOOD, la manifestazione internazionale del food&beverage – e mettendo in mostra  le eccellenze del sistema ortofrutticolo.

I settori espositivi di Fruit Innovation:

PRODOTTI

  • Frutta fresca e agrumi
  • Ortaggi freschi
  • Legumi
  • Ortofrutta biologica
  • Prodotti di IV e V gamma
  • Frutta secca/Frutta disidratata
  • Patate
  • Erbe aromatiche/Spezie

IMBALLAGGI

  • Imballi in cartone
  • Imballi in legno
  • Imballi in materiale plastico

LOGISTICA

  • Sistemi di trasporto, movimentazione e confezionamento delle merci/magazzini
  • Catena del freddo, celle frigorifere prefabbricate, porte frigorifere, veicoli
  • Sistemi di trasporto/Centri Intermodali
  • Autorità portuali/Terminal portuali

SERVIZI

  • Lavorazione e commercializzazione ortofrutticoli
  • Import/Export
  • Centri Agroalimentari, Mercati, Magazzini
  • Enti governativi, Associazioni, Consorzi di Tutela, Organizzazioni di produttori
  • Agenzie di marketing, comunicazione, packaging design
  • Istituti di ricerca e sviluppo/Laboratori analisi ed Enti certificatori

Per maggiori informazioni: http://www.tuttofood.it/node/645

FRUIT INNOVATION:

SS del Sempione km 28, 20017 Rho – Milano

Ph.  +39 02 4997.6239
Ph.  +39 02 4997.62 15
E-mail: info@tuttofood.it – info@fruitinnovation.it

 

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Medfel 2019

Medfel è la Fiera professionale dedicata al settore ortofrutticolo Mediterraneo: acquisti, vendite, trasporti e logistica.

Si tiene dal 24 al 26 aprile 2019 a Perpignan – Francia

– 240 operatori della filiera ortofrutticola provenienti dai paesi del bacino mediterraneo: produzione, compravendita, commercio, import-export, spedizione.
– 50 fornitori di servizi nei settori del trasporto e della logistica del freddo e del fresco: servizi di trasporto su strada, via mare e ferroviario, deposito, distribuzione, operazioni doganali.
– Più di 5.600 acquirenti internazionali attesi


Acquirenti della grande e media distribuzione, importatori e esportatori, centrali d’acquisto, grossisti, ristoratori, dettaglianti, mediatori, responsabili del settore trasporto e logistica nella grande distribuzione, specialisti nelle catene del freddo.
Fra questi, 150 sono acquirenti VIP, che rappresentano i 35 mercati più importanti per quanto riguarda l’importazione di frutta e verdura. Questi acquirenti vengono selezionati in funzione delle loro aspettative e della motivazione che li spinge a partecipare ad appuntamenti organizzati con gli espositori durante il medFEL.
Un servizio efficiente di appuntamenti BtoB
– Una piattaforma Internet per accedere alle schede dettagliate degli espositori e degli acquirenti VIP
– Un sistema di programmazione degli incontri prima dell’evento, per organizzare al meglio le prese di contatto

– Dibattiti, conferenze e le previsioni sulle raccolte in formato set TV

Argomentazioni incentrate su:
– La filiera bio nell’Euromediterraneo.
– Il trasporto e la logistica della frutta e della verdura fresca.
– I circuiti di distribuzione.
– I prodotti e il consumo.


Per saperne di più

http://www.medfel.com/fr/ 

Contact : Raphael Deschamps
Tél. : +33 (0)1 76 77 17 64
Email : raphael.deschamps@comexposium.com

 

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Partono dalla Germania le attività di Made in Nature – Scopri i valori del biologico italiano, il progetto di CSO Italy finanziato dall’Unione Europea.

Dopo il lancio ufficiale a FruitLogistica, il biologico italiano arriva in Germania, per la prima delle tante attività previste per i tre anni di progetto europeo Made in Nature – Scopri i valori del biologico europeo realizzato da CSO Italy. Protagonista di questo primo evento instore è stato il kiwi biologico italiano che, per una settimana, con il prodotto di Brio S.p.A., ha coinvolto i clienti e consumatori tedeschi con isole dedicate e materiale informativo all’interno di 140 punti vendita del retailer Tegut, una delle realtà più significative e importanti della Germania, pioniere nel campo delle referenze biologiche e naturali già a partire dagli anni ’80.

Il kiwi Brio S.p.A. in un punto vendita Tegut in GermaniaIl kiwi biologico italiano è riconosciuto ed apprezzato in tutta Europa per le garanzie di produzione certificata, la coltivazione negli areali produttivi più vocati e riconosciuti nel mondo come area leader dell’emisfero Nord e la competenza indiscussa dei produttori italiani.

Il kiwi biologico si declina nelle due tipologie più affermate, quello a polpa verde, dal sapore acidulo e la consistenza morbida, ricco di fibre e vitamina C e il kiwi giallo, dolce e aromatico dal sapore tropicale.

Il kiwi verde biologico italiano si produce fra i mesi di novembre e giugno. Il kiwi giallo si produce da novembre a marzo.

La promozione Made in Nature in Germania rientra nelle numerose attività trade e B2B previste dal progetto che intende promuovere i valori e la cultura della frutta e verdura biologica italiana ideata per i consumatori e gli addetti ai lavori

di Italia, Francia e Germania e proseguirà nei prossimi mesi con azioni di comunicazione, attività social, promozioni sui punti vendita e partecipazione a Fiere tra cui la prossima a Macfrut Rimini.

Brio spa produce kiwi verde biologico in Italia (Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Campania) per oltre 3.500 tonnellate circa 150 ettari coltivati.

 

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I Gruppi Operativi del PEI Agri. I Progetti italiani

La Rete rurale nazionale mette a disposizione degli addetti ai lavori e di tutti gli interessati un catalogo web che contiene le schede descrittive dei Gruppi Operativi italiani del PEI AGRI.
Il Catalogo dei GO nell’attuale versione contiene 150 schede, quelle relative ai progetti approvati in 6 realtà provinciali e regionali: Bolzano, Trento, Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Basilicata.
Man mano che le Regioni selezioneranno altri GO il catalogo verrà periodicamente aggiornato. Attualmente è in corso di realizzazione un primo aggiornamento che tiene conto dei GO recentemente selezionati in Toscana ( 24) e nella Marche (33).
La descrizione dei GO è realizzata sia in lingua italiana che in lingua inglese.

Accedi al catalogo del progetti 2LIBRO_GO_ITALIANI_15_11 (1)

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Aggiornato il Registro nazionale delle varietà delle piante da frutto

Con DDG nr. 13428 del 13 marzo 2019 è stato aggiornato il Decreto Ministeriale 7521 del 4 marzo 2016 – “Attuazione del registro nazionale delle varietà delle piante da frutto” si istituisce anche in Italia il registro nazionale delle varietà di piante da frutto ammesse alla commercializzazione, istituito dal D.Lgs 25 giugno 2010 n. 124

Accedi al Registro Nazionale 

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Prosegue la nostra attività di censimento di progetti e soggetti che producono e trasferiscono innovazione: imprese Spin-off dell’Università Mediterranea

Gli Spin-Off accademici rappresentano una delle molteplici forme di relazione e cooperazione tra Università, mercato occupazionale e tessuto imprenditoriale dei territori.

Sono Spin-Off dell’Univestità degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria:

INNOVATION MADE IN CALABRIA S.r.l. (2018) – Dip. Agraria
Opera nello sviluppo e trasferimento di innovazioni tecnologiche alle aziende agroalimentari, promuovendone il vantaggio competitivo tramite miglioramento di qualità e prolungamento della shelf life dei prodotti. Offre soluzioni di recupero degli scarti di lavorazione, valorizzazione delle tipicità e trasferimento di know-how ad aziende ed operatori del settore.
M.A.D.E. Concept S.r.l. (2018) – Dip. DARTE
Design industriale per l’ideazione e lo sviluppo di sistemi innovativi e tecnologici per il marketing.
PICal S.r.l. (2016) – Dip. AGRARIA
Opera nel campo della pianificazione e gestione sostenibile delle risorse idriche, agro-forestali e ambientali, per il riassetto idraulico e per lo sviluppo socio-economico del territorio
AMBITECH S.r.l. (2014) – Dip. DICEAM
Studi e misure per l’ingegneria ambientale, con particolare riguardo allo sviluppo di nuovi sensori e sistemi di misura innovativi
HWA S.r.l. (2014) – Dip. DIIES
Specializzata nella ricerca nell’ambito di sistemi embedded, microcontrollori e sviluppo app multipiattaforma, si occupa dello sviluppo di piattaforme di prototipazione elettronica riconfigurabili (SENSEA) e offre know-how e soluzioni IoT (Internet of Things) per aziende e strategie di innovazione nel mondo dell’industria 4.0
RECLIFE S.r.l. (2014) – Dip. DIIES
Opera nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con particolare riguardo allo sviluppo di soluzioni tecnologiche digitali per la valorizzazione dei beni culturali – MyCultuREC
SMARTS S.r.l. (2014) – Dip. DIIES
Con competenze distintive multidisciplinari in ambiti quali telecomunicazioni, software embedded, system integration, piattaforme digitali, opera nell’area dell’innovazione, della ricerca e sviluppo e delle tecnologie ICT con particolare riguardo ai sistemi di ultima generazione (IoT e 5G) e settori di business quali Telco e Smart City.
URBAN LAB S.r.l. (2014) – Dip. PAU
Opera nel settore dell’elaborazione di programmi di riqualificazione urbana in partenariato pubblico-privato, attraverso l’utilizzo di strumenti economico-estimativi per la verifica della loro fattibilità e sostenibilità economica.
APscape S.r.l. (2012) – Dip. – DARTE
Opera prevalentemente negli ambiti dell’Architettura del paesaggio e dell’Architettura ecosostenibile
WAVENERGY S.r.l. (2005) – Dip. DICEAM
Opera nel campo dei servizi di ingegneria integrata con particolare riferimento ad impianti di produzione di energia elettrica da moto ondoso e da fonti di energia rinnovabile in ambiente marino, e ad impianti per l’assorbimento dell’energia delle onde

Servizio Ricerca, Innovazione e Trasferimento Tecnologico di Ateneo

Salita Melissari, RC

+39 0965 1691253

+39 0965 872953

Indirizzo e-mail

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FERMENTI il bando che da un sostegno finanziario e tecnico per trasformare le idee dei giovani in un progetto

Il bando  “FERMENTI”  della Presidenza del Consiglio dei Ministri mette a disposizione dei giovani un finanziamento complessivo di 16 milioni di euro e mira a dare un sostegno finanziario e tecnico per trasformare le idee dei giovani in un progetto, costruendo e realizzando da protagonisti iniziative di imprenditorialità giovanile di natura sociale e coesiva che migliorino le condizioni di vita dei giovani e della collettività

Il bando è rivolto a “gruppi informali”, ovvero gruppi con un minimo di tre ed un massimo di cinque soggetti di età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni e ad “Associazioni temporanee di scopo” (ATS) tra soggetti che, sulla base della normativa vigente, sono qualificati enti del Terzo settore, costituite da un massimo di tre enti (incluso il Capofila), il cui direttivo è costituito per la maggioranza da giovani tra i diciotto e i trentacinque anni. Per i requisiti specifici è possibile consultare gli allegati al bando.

Attraverso la condivisione di idee e competenze diversificate, di esperienze e pratiche da sperimentare e già sperimentate, FERMENTI incentiva lo sviluppo di progetti a carattere locale e/o nazionale capaci di esplorare le sfide sociali fondamentali per i giovani e generare nuove possibilità e soluzioni a problemi e priorità comuni che impattano sulla comunità.

Sono cinque, in particolare,  le sfide sociali individuate come prioritarie per le quali ti viene chiesto di proporre idee e sviluppare progetti: Uguaglianza per tutti i generi; Inclusione e partecipazione; Formazione e cultura;Spazi, ambiente e territorio; Autonomia, welfare, benessere e salute.

Una delle novità più rilevanti del bando è la disponibilità a titolo gratuito di servizi di accompagnamento e di accelerazione, gestiti da esperti di processi di incubazione, per la predisposizione delle proposte progettuali di chi è meno esperto e per l’elaborazione dei successivi progetti esecutivi.

Per partecipare al bando è necessario presentare la domanda, compilata secondo gli specifici allegati, ed inviarla, entro le ore 14,00 del 3 giugno 2019, esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo: giovanieserviziocivile@pec.governo.it

Una volta pervenute tutte le domande di partecipazione, una Commissione le valuterà e predisporrà la graduatoria preliminare, approvata dal Capo del Dipartimento e pubblicata, con valore di notifica, su questo sito e sul sito dedicato www.fermenti.gov.it

A questo punto, i soggetti le cui proposte progettuali sono state ammesse dovranno inviare una seconda domanda, quella di richiesta di finanziamento, completa del progetto esecutivo e di tutti gli allegati previsti dal bando, esclusivamente tramite lo stesso indirizzo di posta elettronica certificata (PEC): giovanieserviziocivile@pec.governo.it

Le domande di finanziamento dovranno pervenire entro e non oltre le ore 18,00 del sessantesimo giorno dalla pubblicazione della graduatoria preliminare sui siti già citati.

Una Commissione valuterà tutte le domande di finanziamento inviate e predisporrà la graduatoria definitiva, approvata dal Capo del Dipartimento e pubblicata, con valore di notifica, su questo sito e sul sito www.politichegiovanilieserviziocvile.gov.it.

Le domande utilmente collocate nella graduatoria definitiva saranno finanziate fino ad esaurimento della dotazione finanziaria.

Accedi da qui alla modulistica per partecipare al bando

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Nasce EHIC , il campus italiano dell’innovazione all’interno dell’Università della Calabria

Promuovere la nascita di un eco-sistema integrato al servizio di una vasta area geografica caratterizzata da potenzialità emergenti, puntando sull’innovazione come generatore di competitività. Sono questi gli obiettivi dell’accordo firmato giovedì 28 marzo 2019, presso la sede della Fondazione Bruno Kessler a Trento, che avvia il programma “EHIC – Euromediterranean Harmonic

Innovation Hub”, attraverso la partnership tra Università della Calabria, Fondazione Bruno Kessler, NTT DATA Italia, Oltre Open Innovation Hub ed Entopan (che svolgerà anche funzioni di coordinamento delle attività).
Il progetto porterà alla realizzazione di un campus dedicato all’innovazione che sorgerà presso l’Università della Calabria e che sarà al servizio di tutto il Sud Italia e dei paesi transfrontalieri dell’area euromediterranea, valorizzando l’esteso network universitario di Unical e degli altri partner.
Attraverso un approccio multidisciplinare orientato a integrare scienze dure e computazionali con scienze economiche, sociali e umanistiche, l’EHIC si propone di diventare un punto di riferimento per le attività di incubazione, accelerazione, integrazione e scale-up di processi di innovazione in favore di start-up, pmi innovative e spin-off. Il nuovo hub favorirà inoltre l’incontro tra bisogni e soluzioni di innovazione, il trasferimento tecnologico, la scalabilità di asset di valore, l’animazione e il consolidamento di network e reti stabili
di collaborazione, sia nella fase di ricerca e start-up che in quelle successive di sviluppo pre-competitivo e di consolidamento sul mercato.


Il progetto beneficerà della professionalità e della competenza di realtà del calibro di Fondazione Bruno Kessler, centro di ricerca tra i più prestigiosi ed apprezzati a livello internazionale, NTT DATA, player mondiale in tema di consulenza e servizi IT e Oltre Open Innovation Hub ed Entopan, provider di open innovation tra i più qualificati e affermati.


Alla firma del protocollo e all’avvio delle attività operative sono intervenuti Francesco Profumo e Andrea Simoni, Presidente e Segretario Generale di Fondazione Bruno Kessler, Gino Mirocle Crisci e Luigi Filice, Rettore e Pro Rettore delegato al Centro Residenziale dell’Università della Calabria, Walter Ruffinoni e Giorgio Scarpelli, CEO e CTO di NTT DATA Italia, Giusy Crimi, CEO di Oltre Open Innovation Hub e Francesco Cicione, CEO di Entopan.

Accedi al comunicato stampa EHIC-Comunicato Stampa (3)

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Con la finanziaria 2019 è legge il voucher per l’innovation manager

L’articolo 19 comma 23 della Legge di Bilancio 2019 prevede 25 milioni per gli anni 2019, 2020 e 2021. Serviranno per finanziarie fino a 40mila euro consulenze per progetti innovativi ma solo nelle PMI. Entro 90 giorni il MISE dovrà definire i criteri di attuazione e dell’elenco di professionisti e società fra cui scegliere.

Si chiama “Voucher Manager” il voucher per l’innovation manager previsto dal testo definitivo della Legge di Bilancio.

Per le Piccole Imprese si prevede un voucher annuale di 40.000 euro per 2019 e 2020 (periodo imposta) rimborsabile a fondo perduto sino al 50% dei costi sostenuti per acquisire prestazioni consulenziali di natura specialistica che siano funzionali alla messa in atto dei processi di trasformazione tecnologica e digitale che utilizzano le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0. Sono compresi anche i progetti di ammodernamento degli asset gestionali e organizzativi dell’impresa, e in ultimo sono compresi anche gli interventi per l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Per quanto riguarda i tempi d’attuazione,  dati i 90 giorni previsti  per la definizione dei criteri di selezione e l’elenco di professionisti e società tra cui scegliere, ad aprile 2019 si dovrebbero avere gli elenchi dalle quali le PMI potranno “selezionare” la società o il professionista “innovativo” a cui rivolgersi. A fine maggio si potrebbe quindi partire con la raccolta dei progetti.

 

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Packaging ortofrutta: le soluzioni più innovative

Ortrofrutta.com  passa in rassegna tutte le soluzioni più all’avanguardia, i materiali e i prezzi con i relativi vantaggi e svantaggi di ogni proposta.

In linea di massima non esiste un imballaggio per ortofrutta in assoluto ideale ma esistono piuttosto packaging più indicati di altri per ogni tipo di articolo.

Packaging ortofrutta: i materiali più usati

materiali packaging ortofrutta carta plastica legno
Cartone riciclato, R-Pet e legno: un buon imballaggio è personalizzabile, pratico, accattivante e amico dell’ambiente

Inoltre, chi è del settore lo sa, ci si orienta verso un materiale o l’altro, in primis plasticacartone e legno, non solo per motivi di prezzo, praticità o estetica ma anche in base alla stagione.

Il trend dei big del settore, in linea di massima, è quello di utilizzare il più possibile articoli 100% riciclabili, in un’ottica di ecologia e sostenibilità, in particolare per prodotti bio a km0 che promuovono una filosofia salutista e ambientalista.

Del resto, le innovazioni sono tali che ogni materiale è stato sdoganato: basta guardare l’immagine del paragrafo, in cui si vede un cartone utilizzato per le erbe aromatiche.

Plastica, R-Pet e materiali riciclabili per ortofrutta

  • è duratura
  • è riciclabile
  • è personalizzabile
  • è resistente alle intemperie

La guerra contro la plastica è ormai aperta in tutto il mondo ma, in effetti, non tutti i tipi di plastica sono uguali senza considerare che alcuni articoli sono al 100% riciclabili.

Il R-Pet , per esempio, è un materiale sostenibile, sotto il profilo ambientale, ma anche economico in quanto il costo rispetto alle materie prime vergini tradizionali è molto più contenuto.

L’uso della plastica derivante da materiale riciclato permette, inoltre, di evitare sprechi e si inserisce nel concetto di economia circolare: l’imballaggio, in sostanza, non viene gettato ma riutilizzato in un’ottica eco-sostenibile di riuso.

E questa la soluzione scelta per molte eccellenze ortofrutticole, come la mela annurca per esempio, che richiedono un tipo di confezione che abbia un buon impatto visivo, e che sia accattivante oltre che pratica, funzionale e riciclabile.

Imballaggi in Legno

  • meno economici
  • ecologici
  • resistenti
  • riutilizzabili all’infinito
  • poco adatti a confenzioni per la vendita e monouso

Il legno è un materiale green, il più eco-sostenibile di tutti probabilmente, ma il costo e i nuovi materiali hanno fatto in modo che passasse un po’ di moda.

Se continua a tenere banco per quanto riguarda i trasporti all’ingrosso, sono pochissime le aziende che, per motivi economici ma anche di scarsa personalizzazione, utilizzano il legno per il packaging di monoporzioni.

Nel settore dell’ortofrutta, dunque, pallet e cassette non conoscono crisi e, anzi, stanno diventando materiali di gran moda anche per la realizzazione di arredi di negozi e stand ma per i piccoli packaging si tende ad utilizzare altro.

Packaging per ortofrutta in cartone

packaging pistacchio cartone
Un grande pistacchio che custodisce tanti piccoli figlioletti, croccanti e gustosi: la soluzione in cartone di “Pistachios” sta facendo il giro del mondo
  • Versatili
  • personalizzabili con con la cartotecnica
  • adatti a prodotti edibili
  • economici
  • meno resistenti

Il protagonista degli ultimi anni è, senz’altro, il cartone.

Oltre alle tradizionali cassette, personalizzabili con la cartotecnica, e tecniche di design packaging sempre più all’avanguardia, questo materiale è infatti di tendenza anche per monoporzioni e confezioni, come si suol dire, per single.

Il cartone di tendenza, naturalmente, non è quello derivante dalla classica materia prima ma da cellulosa ottenuta da carta riciclata.

Come per la plastica, del resto, la sensibilità al riuso è altissima.

Imballaggi in cartone: le soluzioni più curiose per l’ortofrutta

vita pack
Belli, ecologici e comodi: gli imballaggi di Vita Pack sono comodi da trasportare oltre che economici ed amici dell’ambiente.

 

La valigetta di vitamina C

packaging arance don pomelo
Fai il pieno di vitamina C con una valigetta di arance: la soluzione di Don Pomelo fa impazzire grandi e piccini 

La baguette di mele

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Una baguette? No, un innovativo packaging per mele in cartone riciclato: la curiosa proposta di Budelpack packaging ortofrutta
da Ortofrutta.com

Approvazione delle linee guida per lo sviluppo dell’Agricoltura di Precisione in Italia

Linee guida per lo sviluppo dell’Agricoltura di Precisione in Italia

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I cambiamenti climatici al centro del workshop organizzato dalla Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura

Dati, idee, buone pratiche per una PAC amica del clima

In occasione della marcia globale per il clima, lo scorso 15 marzo, durante FIRENZE BIO, nella Sala Arancio del Padiglione Spadolini a Fortezza da Basso, sono state approfondite idee e proposte per una seria e radicale riforma della PAC post 2020 in grado di ridurre il contributo dell’agricoltura e della zootecnia ai cambiamenti climatici.

Una PAC basata su un modello agroecologico, che protegge il clima e l’ambiente, di cui l’agricoltura biologica e biodinamica rappresentano gli esempi concreti più avanzati e diffusi a livello globale. Questo il tema al centro del workshop organizzato dalle Associazioni della Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura formata da Aiab, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Fondo Ambiente Italiano, FederBio, Isde Italia Medici per l’Ambiente, Lipu, Legambiente, ProNatura e WWF Italia.


Durante il workshop è stato presentato l’Atlante della PAC, strumento ideato per spiegare lo stretto legame tra l’agricoltura e la vita quotidiana di tutti i cittadini, ma anche per sottolineare quanto poco denaro pubblico della Politica Agricola Comune viene oggi realmente destinato a obiettivi di sostenibilità e mitigazione dei cambiamenti climatici. Il bilancio ambientale e sociale della PAC è oggi complessivamente negativo, il modello di agricoltura dominante ha determinato un aumento dei residui di pesticidi negli alimenti, nei suoli e nelle acque, l’alterazione del clima, la perdita di biodiversità negli agroecosistemi, un progressivo abbandono delle aree rurali marginali e una crescente intensificazione nelle aree di pianura, con una conseguente banalizzazione dei paesaggi rurali. A livello globale il rapporto dell’IPCC attribuisce al settore primario il 20% delle emissioni di gas clima alteranti, ecco perché la PAC che entrerà in vigore nel 2020 dovrà essere trasformata in un motore della transizione ecologica dell’agricoltura per promuovere un nuovo paradigma delle produzioni agroalimentari.

La seconda parte dell’incontro è stata invece dedicata alle testimonianze delle buone pratiche di un’agricoltura pulita, equa e solidale in diverse Regioni italiane presentate nella pubblicazione Storie dal territorio. Ventidue racconti, espressione di una straordinaria biodiversità agraria, che indicano il percorso per armonizzare l’agricoltura con la sostenibilità economica, ambientale e sociale. L’approccio produttivo con il quale le imprese generano valore e garantiscono il reddito delle persone dimostra che non è solo opportuno cambiare l’attuale PAC ma è anche possibile attraverso un nuovo modello produttivo basato sull’agroecologia in grado di raggiungere gli obiettivi di contrasto e adattamento al cambiamento climatico, sicurezza e salubrità alimentare, conservazione della biodiversità, per un’economia circolare a basso impatto di emissioni.


Accedi per scaricare le due pubblicazioni:

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Secondo ricerca SWG il 52% degli italiani acquisterebbe sempre cibo biologico

Più biologico, meno spreco e packaging. La maggioranza degli italiani è convinta che l’occupazione e lo sviluppo economico debbano passare attraverso la tutela dell’ambiente.

Questo quanto emerge dalla recente indagine dedicata agli italiani e all’ambiente condotta dall’istituto triestino SWG che evidenzia anche un’elevata preoccupazione relativa alla qualità ambientale per il luogo in cui si vive. Consapevolezze che sono cresciute progressivamente negli ultimi dieci anni di rilevazioni SWG.

Tra i comportamenti concreti che le persone sono disposte ad adottare, emerge al primo posto con il 92% delle risposte “non sprecare cibo”, il 54% vorrebbe acquistare “prodotti senza packaging”, mentre il 52% “comprerebbe sempre cibo biologico”.

“Anche l’indagine SWG conferma quello che ormai è chiaro fin dalla consultazione pubblica per la riforma della PAC, la politica agricola comune, vale a dire un orientamento crescente e prevalente dei cittadini a favore dell’agricoltura biologica. Questa notizia, uscita in concomitanza con l’avvio della discussione in Commissione agricoltura del Senato sul testo del disegno di legge sul biologico, già approvato a larghissima maggioranza dalla Camera, riteniamo debba sollecitare la politica ad accelerare i tempi per dare anche all’Italia una legge nazionale che guardi al futuro di tutta l’agricoltura italiana”, ha affermato Paolo Carnemolla, presidente FederBio.

Da Federbio

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Aperte le iscrizioni al programma di accelerazione di UniCredit Start Lab,

Sono aperte le iscrizioni al programma di accelerazione di UniCredit Start Lab, iniziativa diretta a startup e PMI innovative costituite da non più di 5 anni, articolato in numerose azioni per dar forza alle nuove realtà imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico e innovativo, dall’assegnazione di premi in denaro, all’attività di mentoring e di sviluppo del network, dal training manageriale a servizi bancari ad hoc, alla facilitazione nella ricerca controparti ed organizzazione di “Business Meetings” con società del network di UniCredit e con soggetti istituzionali.

Per poter partecipare alla selezione per il Programma UniCredit Start Lab 2019 è necessario sviluppare e presentare un progetto imprenditoriale che riguardi iniziative originali e ad alto contenuto innovativo.
A tale fine il Proponente dovrà necessariamente completare ed inviare secondo le modalità indicate nella piattaforma di iscrizione on-line entro le ore 19:00 del 16 aprile 2019 la seguente modulistica:

  1. Domanda di partecipazione
  2. Business Plan completo del Progetto Imprenditoriale/Startup o PMI innovativa
  3. Informativa per il trattamento dei dati personali e rilascio consenso

La domanda di partecipazione dovrà essere inoltre corredata di:

  1. Curriculum del Proponente e, in caso di gruppo, degli altri componenti;
  2. Autocertificazione da parte del Proponente e, in caso di gruppo, degli altri componenti circa l’assenza di condanne penali/misure di prevenzione/decisioni civili/provvedimenti amministrativi, nonché circa l’assenza di procedimenti penali e controversie in genere pendenti anche a carico della società di riferimento, se già costituita
  3. Executive Summary del progetto imprenditoriale/Startup o PMI innovativa (facoltativo)
  4. Copia del documento d’identità del Proponente e, in caso di gruppo, degli altri componenti;
  5. Foto tessera del Proponente e, in caso di gruppo, degli altri componenti del gruppo;
  6. Video/pitch di massimo 2 minuti di presentazione dei proponenti e dell’idea imprenditoriale (facoltativo)

In caso di società già costituita:

  1. Presentazione descrittiva della società (facoltativa);
  2. Certificato di iscrizione al Registro delle Imprese;
  3. Logo della società in formato jpeg

Maggiori informazioni su: www.unicreditstartlab.eu

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Calabria, la carica dei 120 legumi autoctoni

L’Agenzia per lo sviluppo in agricoltura della Regione Calabria nell’ambito di un progetto riguardante le leguminose da granella, in collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e l’Enea, ha censito e studiato, in tutto il territorio regionale, 120 varietà di fagioli e altri ecotipi di cece e lenticchia, caratterizzandoli morfologicamente, geneticamente e per le loro potenzialità agronomiche.

“Alcuni legumi di pregio – spiega Luigi Gallo dell’ArsaC – come il Fagiolo Poverello Bianco dell’area del Pollino, il Fagiolo Monachella dell’Alto Lametino, il Fagiolo di Cortale dell’area catanzarese, la Sujaca di Caria e di Drapia del vibonese, i Fagioli Merulla dell’altopiano silano, la Lenticchia di Mormanno, sono stati studiati e rilanciati da alcuni anni dall’ArsaC e hanno già generato una nuova opportunità di reddito”. Una buona notizia, che giunge proprio nell’anno internazionale dei legumi, voluto dall’Onu.

“Una risorsa – aggiunge Gallo – che il nuovo Programma di sviluppo rurale della Calabria, anche attraverso i Gruppi di azione locale, potrà valorizzare con l’attivazione di micro filiere. Una ulteriore occasione per rilanciare la coltivazione delle leguminose autoctone e per generare integrazione di redditi e nuova occupazione. Il rilancio della coltivazione di questi ecotipi, difatti, oltre a fornire dell’ottimo cibo, può fermare l’abbandono dei terreni agricoli in alcune aree della Calabria”.

Queste varietà di leguminose risultano perfettamente ambientate negli areali di riferimento. Un elemento importante, visto il loro utilizzo come colture da rinnovo: la nota capacità delle loro radici, per effetto del rapporto simbiotico con i batteri del genere Rhizobium, di fissare al suolo l’azoto atmosferico, rendendolo assimilabile anche alle colture in successione.


CONTATTI

A.R.S.A.C. Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura in Calabria
Viale Trieste, 95 – 87100 Cosenza
Tel. +39 0984-6831
Fax: fax +39 0984-683296

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Arriva anche in Italia l’app per combattere lo spreco alimentare

Con l’obiettivo di combattere lo spreco alimentare, arriva anche in Italia Too Good To Go: nata nel 2015 in Danimarca, l’app è già presente in altri 9 Paesi d’Europa, conta ad oggi oltre 8 milioni di utenti ed è tra le prime posizioni negli App Store e Google Play di tutta Europa.

Too Good To Go permette infatti a bar, ristoranti, forni, pasticcerie, supermercati ed hotel di recuperare e vendere online – a prezzi ribassati – il cibo invenduto “troppo buono per essere buttato”.

Guarda il Video 


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Scarica l’app

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Acquista la Magic Box

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Corri a recuperarla!

Il cibo viene continuamente sprecato durante l’intero processo che lo porta dalle fattorie alle nostre tavole. Non è solo il cibo in sé che va sprecato, lo sono anche tutte le risorse necessarie per produrlo, dall’acqua, alla terra, al lavoro delle persone. Se sprecato, il cibo ha un effetto dannoso sull’ambiente – è responsabile dell’8% delle emissioni globali di gas serra che tutti sappiamo essere dannose per il pianeta!

Wasted infographic

1/3 del cibo prodotto viene sprecato

Too Good To Go offre ciò che ci piace chiamare Magic Box. Cosa c’è di così magico? Lo spreco di cibo che eviti grazie al suo acquisto e tutti i deliziosi prodotti che i punti vendita e i ristoranti avrebbero gettato via alla fine della giornata. Ad esempio, questo cibo proviene da bar che hanno cucinato troppi prodotti freschi che non possono essere conservati o da ristoranti che non hanno venduto tutti i piatti che hanno preparato. Tuttavia, saprai quello che hai acquistato solo nel momento in cui ritirerai la Magic Box!

 

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Lavoro il futuro è green: 500 mila occupati entro il 2023

Lavoro, il futuro è green, entro il 2023 mezzo milione di nuovi posti, più del doppio del digitale. Già oggi il settore vale il 2,4% del PIL


Il green è il nuovo eldorado dell’occupazione italiana, da oggi al 2023 ogni 5 nuovi posti di lavoro creati dalle imprese attive in Italia 1 sarà generato da aziende ecosostenibili: oltre il 50% in più di quelli generati dal digitale, che non riuscirà ad andare oltre 214mila nuovi occupati, e il 30% in più di quelli prodotti dalla tutte le imprese della filiera salute e benessere, che si attesterà a quota 324 mila assunzioni.

I dati, elaborati dal Sistema Informativo Exclesior, sono contenuti nel Focus CensisConfcoperative “Smart &Green, l’economia che genera futuro“, presentato questa mattina a Roma.

La transizione verso un’economia pulita sta determinando una modifica strutturale all’interno dell’occupazione nei paesi avanzati e in quelli emergenti. Il bisogno di competenze green e l’adozione di tecnologie nuove nel campo della sostenibilità rappresentano alcune delle tante derive che stanno accompagnando la generale riconversione dei modi di produrre e – di conseguenza – l’orientamento della crescita economica perseguita a livello globale.

«Nel 2017 – sottolinea Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – la stima economica degli effetti disastrosi di eventi collegati al cambiamento climatico ha raggiunto i 290 miliardi di euro. In uno scenario di ulteriore riscaldamento, le stime convergono su una media annua compresa fra i 120 e i 190 miliardi di euro. Evitare tali costi, potrebbe incrementare, entro il 2050% il Pil dei paesi G20 del 4,7% netto».

Accedi al comunicato stampa Censis – Confcooperative Smart & Green Censis Confcooperative

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Pubblicati nell’area Osservatori le informazioni settoriali competitività settori produttivi, ISTAT 2019

Il Rapporto ISTAT sulla competitività dei settori produttivi, giunto alla sua settima edizione,
presenta annualmente approfondimenti informativi e analitici finalizzati alla valutazione delle dinamiche strutturali e congiunturali del sistema produttivo italiano.
L’edizione 2019, avvalendosi del crescente sviluppo del potenziale informativo dell’Istat sul sistema delle imprese, da un lato rafforza le analisi sulla competitività del nostro sistema produttivo attraverso un approccio che coniuga le dinamiche macro, meso e microeconomiche; dall’altro aumenta l’offerta degli indicatori settoriali, fornendo maggiori dettagli relativi alle caratteristiche del lavoro impiegato dalle imprese, alle modalità di commercio con l’estero, alla partecipazione a gruppi d’impresa

Accedi alla sintesi del Rapporto introduzione-sintesi-Competitivita-2019

Accedi all’infografica Industrie alimentari

Accedi all’infografica Industria delle bevande

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Manifestazione di interesse per Wine and Travel Italy Presents: Calabria

E’ aperta la Manifestazione di interesse alla partecipazione di Aziende agroalimentari e vitivinicole regionali con attrattori turistici al Progetto:  “Wine and Travel Italy presents: Calabria” promosso dalla Camera di Commercio Italiana in Canada.


Il progetto “WINE AND TRAVEL ITALY PRESENTS: CALABRIA” realizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Canada in cooperazione con la Regione Calabria – Dipartimento Presidenza, ha l’ obiettivo di valorizzare il brand Calabria come destinazione turistica esperenziale a vocazione enogastronomica con azioni innovative in grado di raggiungere efficacemente i gruppi target di consumo.

COS’È WINE AND TRAVEL ITALY?
Per cogliere le opportunità del trend di mercato e facilitare sia il radicamento delle produzioni enologiche e agroalimentari italiane in Canada, sia flussi di turismo enogastronomico dal Nord America, la Camera di Commercio Italiana in Canada ha creato un insieme di servizi sul portale Wine and Travel Italy – www.wineandtravelitaly.com primo portale del suo genere – concepito su misura rispetto al pubblico nordamericano – che offre alle imprese la possibilità di presentare la propria storia, la propria produzione, i propri attrattori turistici (degustazioni, visite in vigna, ospitalità).

La Calabria sul portale Wine and Travel Italy 


A CHI È RIVOLTO?
La partecipazione al progetto è riservata alle aziende vitivinicole e agroalimentari (ad esclusione delle imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli) con attrattori di turismo enogastronomico, che hanno sede operativa in Calabria, regolarmente iscritte alla CCIAA di competenza, che: godono del pieno e libero esercizio dei propri diritti, che non sono in stato di liquidazione, fallimento o concordato preventivo e che non hanno in corso alcuna procedura prevista dalla legge fallimentare.

Per le aziende partecipanti è necessario avere come condizioni di accesso i seguenti requisiti:
• Possedere un website aziendale in inglese e/o francese
• Continuità dei servizi (non stagionalità)

Premialità a parità di condizioni di accesso: adesione al portale online del turismo enogastronomico calabrese promosso da Enoteca Regionale Casa dei vini di Calabria


Scadenza adesioni: 19 Aprile 2019


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Opportunità quinoa Made in Italy

Potrebbe presto diventare un prodotto “Made in Italy” con il nome di “Quipu” una varietà adattabile alle nostre condizioni climatiche di quinoa, pseudocereale delle Ande.
L’Università di Firenze, che ne ha depositato i diritti presso il Community Plant Variety Office per sfruttarne commercialmente l’utilizzo. La pianta erbacea oggi è sempre più comune sulle nostre tavole per le sue elevate qualità nutraceutiche e perché priva di glutine.
La quinoa è al centro dell’attività di ricerca dal 1999 nel Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (Dagri) che ha il coordinamento del programma “Fao-Una-Peru American and European Test of Quinoa (Chenopodium quinoa)”.
Le prove sperimentali sono state condotte presso il “Centro per il Collaudo ed il Trasferimento dell’Innovazione” di Terre Regionali Toscane, a Cesa, in provincia di Arezzo. “Quipu” è caratterizzata da un ciclo precoce e da una buona tolleranza alla siccità.
da: Corriere Ortofrutticolo, 19/3/2019
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Le innovazioni in ortofrutta presentate a Fruit Logistica 2019: sul podio un’azienda italiana

Il Fruit Logistica Innovation Award 2019 è l’oscar dell’innovazione in ortofrutta assegnato ogni anno durante la terza giornata della kermesse berlinese.

Tre le aziende finaliste, quelle italiane in nomination sono state ben quattro su dieci, selezionate fra 70 candidature provenienti da tutto il mondo: CTI Food Tech con Avocado Pitter 300-AVC, il macchinario per denocciolare l’avocado, Roter con la seminatrice elettronica Modula, Jingold con il kiwi Oriental Red e Hortech con Slide Valeriana Eco, raccoglitrice hi-tech e green.


Sono state  quattro le realtà italiane in corsa per il Fruit Logistica Innovation Award (FLIA) 2019, l’oscar dell’innovazione nel settore ortofrutticolo assegnato ogni anno nell’ambito della kermesse berlinese (6-8 febbraio 2019, fiera Messe). Il 6 e 7 febbraio, i primi due giorni del salone, oltre 77 mila visitatori professionali provenienti da più di 130 Paesi hanno avuto l’opportunità di votare in fiera per l’innovazione dell’anno, scegliendo fra i 10 progetti selezionati fra 70 candidature arrivate da tutto il mondo.

“Il FLIA è considerato il premio più importante del settore. Dove vengono messi sotto i riflettori dei media nuovi prodotti, servizi o soluzioni tecniche che daranno un nuovo impulso all’intera industria del commercio ortofrutticolo, dalla produzione al punto vendita”.


I progetti delle aziende italiane finaliste:

Fra i progetti selezionati dalla giuria  di esperti, composta da membri appartenenti a tutti i livelli dell’industria del commercio ortofrutticolo, ci sono stati quattro italiani.

Uno è CTI Food Tech, azienda del salernitano in nomination per Avocado Pitter 300-AVC, una macchina brevettata per rimuovere il nocciolo dell’avocado. Trasporta fino a 300 frutti di avocado al minuto in un serbatoio speciale dove il frutto viene posizionato verticalmente. Un perno tiene il nocciolo e il frutto viene tagliato a metà. Sempre per un macchinario si candida all’oscar dell’innovazione la società mantovana Roter, che ha progettato Modula, una seminatrice elettronica, in grado di posizionare la quantità ottimale di semi nelle tracce del terreno. Questo standard di semina è adattato a diverse culture. L’attivazione o la disattivazione avviene direttamente da display.

Fra i prodotti innovativi italiani Oriental Red, il nuovo kiwi di Jingold, che oltre a stupire per il colore rosso della sua polpa si contraddistingue per “proprietà organolettiche uniche e un’eccellente durata”, si legge nelle motivazioni della giuria. La dolcezza di questo kiwi, che raggiunge i 20-21 gradi brix, e il retrogusto esotico-tropicale sono caratteristiche molto apprezzate dai consumatori, che hanno potuto trovare i primi frutti sul mercato sui banchi di Conad nei migliori vendita della Romagna (leggi qui). Infine in lista per il FLIA 2019 c’è la padovana Hortech, selezionata per l’innovazione di Slide Valeriana Eco, una raccoglitrice elettrica per la valeriana con uno speciale sistema a pettine che consente di ottimizzare il trasporto. “Un raggio di sterzata di 75 gradi garantisce la massima qualità di taglio. Motori asincroni, alimentazione e accumulo di carica parlano di eco-sostenibilità”.


Gli altri sei candidati al FLIA 2019 sono De Ceuster Meststoffen (Belgio) con DCM Viscotec Blue, un fertilizzante in gel delicato ed inodore, altamente concentrato, da utilizzare anche nel biologico; VariCom (Svizzera) con Die Birne Fred, una varietà di pera “dalle guance rosse” per il segmento premium; PerfoTec (Paesi Bassi) con PerfoTecO2Control, un sistema di controllo delle emissioni di gas CO2 con tubo di scarico  brevettato e adatto a tutte le macchine di imballaggio. Dai Paesi Bassi arriva anche la candidatura per Bejo, una cipolla ibrida rossa molto resistente alla peronospora, dell’azienda Redlander; Frigotec (Germania) è invece candidata per Softripe Reifetechnologie, una tecnologia di maturazione completamente automatizzata per banane e altri frutti tropicali. Chiude la rosa dei dieci candidati all’oscar dell’innovazione di Fruit Logistica Top-Sealable Compostable, Recycable Strawberry Punnet“, dell’azienda canadese CKF: si tratta di una  confezione di legno sigillabile, compostabile e riciclabile, progettata per contenere da 350 a 400 grammi di fragole.


I vincitori

Il primo premio se lo è aggiudicato “Kiwi a polpa rossa Oriental Red®” dell’azienda italiana Jingold. Oltre che per le sue peculiari caratteristiche organolettiche, il kiwi Dong-Hong, frutto in origine cinese, si distingue per l’eccellente durata di conservazione. Gli operatori del settore in visita al Salone hanno apprezzato il colore rosso fuoco della polpa e la dolcezza particolarmente gradevole del frutto. Con un contenuto zuccherino pari a 20-21 gradi della scala Brix, il kiwi a polpa rossa Oriental Red® presenta un retrogusto esotico-tropicale che va ad arricchire il mercato frutticolo internazionale.

“Siamo lieti di aver ricevuto questo importante riconoscimento. La nostra squadra ha alle spalle un anno di duro lavoro. Ci siamo impegnati a fondo nello sviluppo e nel continuo miglioramento di questo nostro prodotto. Per questo il feedback positivo dagli operatori di settore ci fa particolarmente piacere”, dichiara Federico Milanese.

Si classifica al secondo posto la “Softripe® Ripening Technology” dell’azienda tedesca Frigotec, tecnologia di maturazione naturale delle banane e altri frutti tropicali a basso consumo energetico che ha convinto gli operatori. Grazie alla Softripe® Ripening Technology i frutti giungono sulla tavola del consumatore con il giusto grado di maturazione. Intervenendo sui gradi di maturazione è possibile inoltre ottenere frutta di livello qualitativo superiore.

Si aggiudica il terzo premio FLIA la soluzione Top-sealable compostable, recyclable strawberry punnet”della società canadese CKF. Con la vaschetta per 350-400 grammi di fragole in pasta-carta sigillabile, compostabile e riciclabile, i canadesi lanciano un segnale di tutela ambientale volto alla sostenibilità. Oltre ad offrire elevata protezione e visibilità del prodotto, la vaschetta in pasta-carta ne consente la più lunga conservazione, evitando l’impiego di plastica.


Accedi per conoscere tutti i dettagli dei 10 progetti finalisti

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Marchio Agriturismo Italia

A partire dal 2013 l’Italia ha dato vita ad un marchio di settore “agriturismo italia”, accompagnato da un nuovo sistema di classificazione.
Il marchio, che contraddistingue le aziende regolarmente operanti in base alle leggi e alle normative, è rappresentato da un girasole che racchiude idealmente una fattoria.

La classificazione delle aziende agrituristiche, così come già avviene per gli alberghi, ha lo scopo di dare al pubblico una idea complessiva di massima del livello di comfort (comodità dell’accoglienza), della varietà di servizi (animazione dell’accoglienza) e della qualità del contesto ambientale (natura, paesaggio, tranquillità) che ciascuna azienda e’ in grado di offrire.

Per costruire questo sistema il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo in collaborazione con tutte le amministrazioni regionali e le associazioni nazionali dell’agriturismo, ha promosso una grande ricerca nazionale ed internazionale, per fare il punto sulle esigenze del turista italiano e straniero verso l’offerta agrituristica, evidenziare quali requisiti fossero più indicati per rappresentarne il gradimento, e quale importanza ciascun requisito potesse assumere in questa scala di valore.
I risultati della ricerca sono stati tradotti in un semplice sistema di punteggio, attraverso il quale ogni azienda viene inserita in una delle classi.
I requisiti ed i punteggi relativi sono proposti per tutto il territorio nazionale, anche se le amministrazioni regionali possono adattare i requisiti nazionali alla realtà agrituristica locale in considerazione di caratteristiche delle strutture agricole produttive, delle strutture di ospitalità, delle dimensioni delle imprese e dei sistemi produttivi, delle caratteristiche del paesaggio, o per mettere in evidenza usi e tradizioni locali.
Il sistema nazionale offre quindi una garanzia complessiva che però racchiude le molte specificità regionali.

Ogni azienda sarà presto caratterizzata da una classe, da 1 a 5, rappresentata da una apposita simbologia.
Questo sistema vuole rappresentare armonicamente lo spirito e la “personalità” dell’agriturismo italiano nelle sue varie forme, valorizzare la caratterizzazione agricola del contesto di accoglienza, che rappresenta una delle “attese” piu’ significative di chi sceglie l’agriturismo per le proprie vacanze, considerando anche aspetti relativi al contesto paesaggistico-ambientale in cui si svolgono le attività agrituristiche.


L’importanza del riconoscimento ufficiale

Grazie al marchio Agriturismo – Italia i turisti e gli operatori professionali possono facilmente distinguere le imprese ufficialmente accreditate. Questa distinzione è molto importante per il mercato internazionale, soprattutto per quei turisti che non conoscono cosa sia l’agriturismo e che cosa rappresenta effettivamente, e che corrono il rischio di essere disorientati rispetto alle altre forme di ospitalità, che pure operano nel territorio rurale, ma non si connotano con i requisiti propri del territorio e della sua personalità.


Il marchio riservato alle aziende agrituristiche

Il marchio Agriturismo Italia “azienda autorizzata” è, insieme alla targa di riconoscimento, lo strumento da utilizzare in abbinamento all’immagine aziendale coordinata dell’azienda agrituristica.
Esso potrà, quindi, essere inserito in tutte le declinazioni di IAC aziendale di comunicazione (carte intestate, biglietti da visita, depliant, opuscoli, brochure, cartelline, buste da lettera, shopper, gonfaloni, sito aziendale, campagne stampa, campagne televisive, campagne internet, campagne su social network e attraverso banner pubblicitari ecc.).
Il marchio può essere implementato in base alle esigenze di stampa nelle diverse tipologie: colore, grigi e bianco e nero.


Il simbolo di classificazione

La scelta del marchio di classificazione è caduta sul girasole, che richiama una serie di concetti positivi: il sole, un fiore piacevole, un premio, l’estate italiana, la vacanza, l’allegria dei colori.
In effetti, tutte le ricerche svolte, in Italia e in diversi paesi esteri, hanno mostrato che questo simbolo è vissuto favorevolmente e richiama efficacemente l’idea dell’agriturismo.


scarica il Manuale d’uso del marchio per le Aziende manuale_per_le_aziende_2018
scarica il Manuale d’uso marchio per le Istituzioni manuale_per_le_istituzioni_2018
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Nuovo record per le esportazioni agroalimentari nazionali

ISMEA pubblica i dati sulla bilancia agroalimentare nazionale nel 2018


Le esportazioni nazionali di prodotti agroalimentari hanno stabilito un nuovo record attestandosi a circa 41,8 miliardi di euro nel 2018, in aumento dell’1,2% sull’anno precedente. Tale risultato, tuttavia, segna un rallentamento della crescita dell’export agroalimentare nazionale: se si considerano, infatti, i tassi di crescita annuali nell’ultimo decennio, la performance dello scorso anno è risultata la più modesta.Le importazioni invece si sono ridotte dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Nel medio termine i tassi di crescita annuali degli acquisti all’estero di prodotti agroalimentari si sono ridotti costantemente, evidenziando in particolare una dinamica negativa nel 2012 e nel 2018.

Roma, 25 marzo 2019


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La Eclairvale per il diradamento meccanico controllato dei frutteti

La macchina Eclairvale, dell’azienda francese Canna Vale, è il risultato di cinque anni di ricerca e di sperimentazione, e la sua modalità di azione con una rotazione senza motorizzazione è brevettata al livello mondiale.

per saperne di più vai alla presentazione video di Eclairvale

 

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Irrigazione sostenibile, progetto pilota per gli agrumi

Una mappatura delle pratiche di irrigazione esistenti e delle esigenze delle aziende, un monitoraggio dello stress idrico degli agrumeti realizzato con i droni, un impianto pilota di irrigazione sostenibile. Tutto per incentivare un uso sostenibile dell’acqua in agrumicoltura, dalla produzione alla trasformazione degli agrumi. E’ questo l’obiettivo del progetto“A.C.Q.U.A.–Agrumicoltura Consapevole della Qualità e Uso dell’Acqua”, promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia e dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) dell’Università di Catania, con il contributo non condizionato d The Coca-Cola Foundation. Il progetto, che ha appena preso il via e si concluderà nel 2020, si sviluppa attraverso una serie di interventi e la realizzazione di un impianto pilota di irrigazione sostenibile.


“Puntiamo a dare un contributo tecnico e fattivo a tutta la filiera – spiega Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia – perché prestare attenzione al tema delle risorse idriche è quanto mai necessario, visti gli eventi climatici che hanno caratterizzato le ultime stagioni. E’ nostro compito supportare le imprese della filiera agrumicola, su tutto il territorio regionale, nell’affrontare processi di conoscenza e ottimizzazione delle risorse dal punto di vista della qualità, dell’efficienza, della riduzione dei costi e, naturalmente, nel rispetto dell’ambiente. L’acqua è una risorsa fondamentale e dobbiamo imparare a utilizzarla in modo intelligente, riducendo gli sprechi e le inefficienze del sistema e operando un’agrumicoltura che rispetti il territorio e riesca a preservarlo”.

“Dal punto di vista tecnico-scientifico – spiega Antonio Cancelliere, Ordinario di Costruzioni Idrauliche, Marittime e Idrologia al Dicar e responsabile scientifico del progetto – il progetto ha una duplice finalità: da un lato si intende contribuire alla definizione di un quadro conoscitivo sull’uso dell’acqua nella filiera produttiva agrumicola in Sicilia, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, attraverso un attività di raccolta dati e la successiva elaborazione attraverso tecniche WebGIS. Parallelamente, saranno sviluppate azioni di tipo dimostrativo, volte a diffondere metodologie innovative per l’uso sostenibile delle risorse idriche tramite l’utilizzo di droni e la realizzazione di un impianto di irrigazione pilota”.

“Nei confronti dell’ambiente – afferma Cristina Broch, direttore comunicazione e relazioni istituzionali per Coca-Cola Italia – a livello globale Coca-Cola ha assunto un impegno: reintegrare il 100% dell’acqua che usa su scala mondiale. Anche in Italia, gli imbottigliatori sono impegnati con azioni concrete sul territorio, con l’obiettivo di crescere in maniera responsabile e sostenibile, rispettando e contribuendo a tutelare i territori in cui operiamo. Solo in Italia, grazie alla The Coca-Cola Foundation, dal 2010 ad oggi sono stati reinvestiti oltre 5,4 milioni di euro per progetti nelle comunità locali: in particolare, in Sicilia stiamo promuovendo dal 2014 diverse iniziative a sostegno della filiera agrumicola, con progetti di formazione e dedicati a tecnologie innovative per l’agricoltura che possano contribuire a promuovere un comparto così strategico anche dal punto di vista della crescita del territorio. Il progetto A.C.Q.U.A è solo l’ultimo tassello di quanto The Coca-Cola Foundation investe in Italia, con l’obiettivo di valorizzare e dare nuovo impulso al territorio: abbiamo un legame davvero speciale con questo paese ed in particolare con la produzione agrumicola, perché proprio qui è nata Fanta, prodotta con succo da sempre 100% italiano”.

Fonte: Distretto Agrumi di Sicilia

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L’ortofrutta dura di più con il cartone ondulato “Attivo”

LE FRAGOLE DI APOFRUIT E O.P. ARMONIA RESTANO BUONE PIÙ A LUNGO SUI BANCHI DEI SUPERMERCATI DIMAR GRAZIE AL PACKAGING ATTIVO!
25/03/2019
COMUNICATO STAMPA

Succede grazie all’imballaggio in cartone ondulato Attivo! di Bestack, brevettato dal consorzio insieme all’università di Bologna, che allunga fino a due giorni la vita di scaffale delle fragole, riducendo di circa il 10% gli sprechi

 

Fragole come appena colte dalla pianta, conservate in una confezione smart che ne preserva tutta la freschezza, l’aroma e il profumo, facendole sentire nel loro habitat naturale, come se fossero ancora sotto tunnel nelle serre in cui crescono e maturano in Basilicata e in Campania, culle d’eccellenza della fragolicoltura italiana. Sono le fragole Sabrosa, la varietà top coltivata oggi nel nostro Paese, prodotte da Apofruit Italia e da O.P. Armonia e distribuite nei supermercati del gruppo Dimar in uno speciale packaging in cartone ondulato che allunga fino a due giorni la loro vita di scaffale, riducendo in modo significativo gli sprechi.

Il packaging in questione è l’imballaggio Attivo! del Consorzio Bestack, una confezione in cartone ondulato “intelligente”, frutto di un brevetto messo a punto insieme all’Università di Bologna, che svolge un ruolo importante nella lotta allo spreco in ortofrutta, agendo in maniera attiva – come suggerisce il nome – sul prolungamento della shelf life della frutta.

Con l’inizio della campagna di produzione di fragole nelle zone a maggiore vocazione in Italia, Dimar – catena aderente al gruppo Selex presente in Piemonte e in Liguria con punti vendita a insegna Mercatò e Mercatò Local – ha deciso di accelerare nuovamente sulla strada della costante innovazione, sperimentando una nuova soluzione di packaging per qualificare la propria offerta e renderla sempre più sostenibile, in collaborazione con i suoi principali fornitori, in questo caso di fragole. Così, con decorrenza dai primi di marzo, fino a fine campagna, è iniziato il progetto Attivo! che prevede l’utilizzo dell’imballaggio in cartone ondulato di Bestack “attivato” per le fragole Sabrosa distribuite sui banchi dei supermercati del gruppo.

Cosa significa che il packaging è stato “attivato”? Significa che, immediatamente prima del confezionamento delle fragole, gli imballaggi di cartone ondulato vengono attivati attraverso una tecnologia che nebulizza sulla loro superficie una miscela di estratti di olii essenziali naturali derivanti a loro volta da frutta, che svolgono una funzione antimicrobica sui prodotti ortofrutticoli conservati in cartone, rallentando il loro naturale processo di maturazione e di marcescenza. Le fragole movimentate nell’imballaggio Attivo, quindi, si mantengono buone per più tempo: sui banchi dei supermercati Dimar, e anche a casa del consumatore. I numerosi test di laboratorio effettuati in fase sperimentale hanno dimostrato che gli sprechi si riducono di circa il 10% se le fragole sono confezionate nell’imballaggio in cartone ondulato Attivo! di Bestack, rispetto a quelle movimentate in altri tipi di confezione tradizionale.

Il brevetto è tutto italiano, il team di ricerca dell’Università di Bologna – nello specifico del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari di Cesena – è anch’esso italiano, la licenza d’uso è di Bestack, il consorzio nazionale delle aziende che producono imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta: soprattutto tale innovazione è a disposizione di tutta l’ortofrutta italiana.


“L’imballaggio Attivo! è una soluzione innovativa che stiamo sperimentando già da diverso tempo, facendo test non solo con le fragole, ma anche con altri frutti come pesche e nettarine e uva. – dichiara Giovanni Sansone, responsabile acquisti ortofrutta di Dimar – In tutti i casi presi in esame abbiamo avuto dei risultati positivi in termini di riduzione degli sprechi, sulle fragole in particolar modo, che sono anche il frutto più difficile da trattare in punto vendita. I benefici sono stati confermati anche dai test effettuati sui consumatori, che hanno riscontrato nei frutti confezionati in packaging Attivo! una qualità maggiore. Come azienda siamo sempre attenti alle novità e mettiamo la nostra struttura a disposizione delle innovazioni. Nel caso di Attivo!,  siamo stati la prima realtà della Gdo ad avere sposato il progetto e ad avere dato un fattivo contributo al suo sviluppo, oggi ci sentiamo parte integrante di questa innovazione, 100% italiana, realizzata con una tecnologia 100% naturale, frutto di studi scientifici, che ha anche un alto profilo etico”.

“Il nostro gruppo presta sempre la massima attenzione alle innovazioni che consentono di qualificare al meglio l’offerta produttiva, specie se queste sono anche uno strumento utile a rendere l’offerta stessa più sostenibile. – sottolinea Mirco Zanelli, direttore commerciale di Apofruit – La prima esperienza fatta due anni fa con l’imballaggio Attivo! di Bestack, sempre con le fragole Sabrosa, è stata positiva: ci sembrava quindi giusto proseguire lungo questa linea sperimentale, dando il nostro supporto alla validazione del progetto, che ora entra nella sua fase operativa. L’aspettativa è quella di andare a confermare quei benefici già evidenziati in termini di prolungamento della shelf life del prodotto e di riduzione dello scarto”.

 

“Poter prolungare la shelf life di un prodotto come la fragola, che per sua natura ha una vita piuttosto breve, specie viste le condizioni in cui spesso si trova sui banchi del supermercato, dove le temperature non sono ottimali, è una grande innovazione. – dichiara Marco Eleuteri, amministratore delegato di O.P. Armonia – Se questa innovazione si ottiene grazie a una tecnologia naturale come quella del cartone Attivo!, allora questo vantaggio è anche un valore aggiunto, per la nostra produzione e per il consumatore stesso, oggi particolarmente attento ai temi della sostenibilità e della lotta allo spreco alimentare”.

Il Brevetto Attivo! è a disposizione di tutta la produzione ortofrutticola italiana. – conclude il direttore di Bestack Claudio Dall’Agata – Si tratta di un imballaggio che non è solo innovativo, sostenibile, attivo contro lo spreco: è anche democratico. Il brevetto, infatti, è utilizzabile da tutti i soci di Bestack che complessivamente valgono il 95% della produzione italiana di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta. Con le nostre ricerche e la nostra innovazione vogliamo contribuire a qualificare ancor meglio il settore, a mantenere la frutta buona per più tempo, e a migliorare la competitività del prodotto italiano sui mercati internazionali. Il primo obiettivo è farlo, ma poi sarà responsabilità di tutto il settore comunicarlo. La comunicazione è il secondo, importante passo delle politiche di marca”

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Avviso selezione allievi per corso formazione “Be Manager”

AVVISO PUBBLICO PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE DELLA REGIONE CALABRIA 2014- 2020 Misura 01 – Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione Intervento 01.01.01 – “Sostegno alla formazione professionale e azioni finalizzate all’acquisizione delle competenze”

La ProjectLife Calabria Coop. Soc. a r.l avvia le iscrizioni per un percorso formativo rivolto a soggetti imprenditori agricoli, addetti alle aziende agricole con funzioni amministrative e manageriali.

Durata

Il corso avrà una durata di 40 ore di cui: 25 ore di lezioni frontali, e 15 ore di Stage. Le attività didattiche si svolgeranno presso la sede formativa delta Projectlife Calabria sita alla via Duca Degli Abruzzi, n. 20 (CS), negli orari da concordare con gli stessi partecipanti. II calendario sara reso noto prima dell’avvio delle attività formativa.

Destinatari

Il corso è destinato a 16 soggetti che sin dalla data di pubblicazione del bando risultino residenti in Calabria, siano imprenditori agricoli professionali in eta compresa tra 18 e 40 anni con azienda in area montana (terreni aziendali in area montana almeno >50%). ai quali viene garantita una riserva pari al 51 % dei posti disponibili, e imprenditori agricoli, addetti alle aziende agricole con funzioni amministrative e manageriali.

Finalità

Rispondere direttamente ai bisogni formativi rilevati nell’ambito della focus area 2A, ed indirettamente sui bisogni formativi rilevati nell’ambito delle focus area 3A e 6C del PSR Calabria 2014-2020, attraverso ii quale trasferire conoscenze e competenze per una gestione manageriale dell’impresa agricola.

Tipologia di verifica conclusiva prevista

Agli allievi che raggiungeranno ii 75% delle lezioni e che avranno superato l’esame finale sara rilasciato un Attestato di Frequenza con Profitto, valido a tutti gli effetti di legge.

Domande di ammissione

Le domande di ammissione al corso dovranno essere corredate dalle seguente documentazione:

  • Fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità e codice fiscale.

Le domande di ammissione corredate dai suddetti documenti, pena esclusione, dovranno pervenire, per email al seguente indirizzo: formazionesuperiore@projectlife.it o potranno essere consegnate a mano presso la segreteria didattica della Projectlife Calabria sita in via Duca Degli Abruzzi, n. 20 – Cosenza. Le domande di ammissione potranno essere presentate fino all’erogazione del 25 % delle ore del corso di “Be Manager – Edizione 1 / Edizione 2”.

Da Project Life accedi al sito 

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Avviso selezione allievi per corso di formazione giovane IAP

AVVISO PUBBLICO PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE DELLA REGIONE CALABRIA 2014- 2020 Misura 01 – Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione Intervento 01.01.01 – “Sostegno alla formazione professionale e azioni finalizzate all’acquisizione delle competenze”

La ProjectLife Calabria Coop. Soc. a r.l avvia le iscrizioni per un percorso formativo rivolto a soggetti giovani di eta inferiore a 41 anni compiuti i quali intendono avviare una nuova attività di impresa nel comparto agricolo.

Durata

Il corso avrà una durata di 150 ore di cui: 114 ore di lezioni frontali, 6 ore di Fade 30 ore di Stage. Le attività didattiche si svolgeranno presso la sede formativa della Projectlife Calabria sita alla via Duca Degli Abruzzi, n. 20 (CS), negli orari da concordare con gli stessi partecipanti. II calendario sara reso noto prima dell’avvio delle attività formativa.

Destinatari

ii corso è destinato a 16 soggetti che sin dalla data di pubblicazione del bando risultino residenti in Calabria, che sono giovani imprenditori al primo insediamento beneficiari del “Pacchetto Giovani del PSR Calabria 2014/2020” che non hanno partecipato ad altro corso di professionalizzazione di 150 ore sostenuto con i fondi pubblici; che sono giovani di età inferiore a 41 anni compiuti i quali intendono avviare una nuova attività di impresa nel comparto agricolo.

Finalità

Rispondere direttamente ai bisogni formativi rilevati nell’ambito della focus area 28 del PSR Calabria 2014-2020, ed indirettamente ai fabbisogni delle Priorità 3,4,5 del PSR Calabria 2014-2020, attraverso ii quale trasferire al giovane imprenditore, che si insedia per la prima volta quale capo di un’azienda agricola, le conoscenze e le competenze per avviare la propria azienda e condurla in maniera professionale-manageriale e sostenibile.

Tipologia di verifica conclusiva prevista

Agli allievi che raggiungeranno ii 75% delle lezioni e che avranno superato l’esame finale sara rilasciato un Attestato di Qualifica Professionale, valido a tutti gli effetti di legge.

Domande di ammissione

Le domande di ammissione al corso dovranno essere corredate dalle seguente documentazione:

  • Fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità e codice fiscale.

Le domande di ammissione corredate dai suddetti documenti, pena esclusione, dovranno pervenire, per email al seguente indirizzo: formazionesuperiore@projectlife.it o potranno essere consegnate a mano presso la segreteria didattica della Projectlife Calabria sita in via Duca Degli Abruzzi, n. 20 – Cosenza. Le domande di ammissione potranno essere presentate fino all’erogazione del 25 % delle ore del corso di “Giovane Imprenditore Agricolo Professionale – Edizione 1 / Edizione 2”.

Da Project Life accedi al sito 

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Nova Agricoltura, nel 2019 l’innovazione ti aspetta in campo

Da Aprile a Dicembre 5 imperdibili occasioni in 5 diverse regioni italiane!

Nel corso degli eventi Nova Agricoltura potrai vivere l’innovazione in presa diretta e sarai accompagnato dai giornalisti ed esperti Edagricole alla scoperta di nuove idee per migliorare le performance della tua azienda.

Nel corso degli eventi Nova Agricoltura potrai vivere l’innovazione in presa diretta e sarai accompagnato dai giornalisti ed esperti Edagricole alla scoperta di nuove idee per migliorare le performance della tua azienda.


Nova Agricoltura in OlivetoNova Agricoltura in Oliveto

13 Aprile – Corato (BA)
La locanda tra gli ulivi

Vai al programma della giornata


Nova Agricoltura FienagioneNova Agricoltura Fienagione

22 Maggio – Gainago di Torrile (PR)
Soc. Agr. Valserena

Vai al programma della giornata


 

Nova Agricoltura in VignetoNova Agricoltura in Vigneto

6 Giugno – Spresiano (TV)
Az. Agr. Sperimentale Crea*, Centro di ricerca viticoltura ed enologia

Vai al programma della giornata


Nova Agricoltura in CampoNova Agricoltura in Campo

18 Luglio – Gazzo di Bigarello (MN)
Az. Dimostrativa Carpaneta

Segui gli aggiornamenti sul programma


 

Nova Agricoltura in AgrumetoNova Agricoltura in Agrumeto

Dicembre – Lentini (SR) – Az. Sperimentale Palazzelli Crea* Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura

Segui gli aggiornamenti sul programma

 


Da Nova Agricoltura

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Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile della Regione Calabria: avviata consultazione

In data 22 marzo 2019 presso l’hotel Biafora di San Giovanni in Fiore, sotto la presidenza del Presidente Mario Oliverio si è riunito il Partenariato istituzionale ed economico-sociale regionale, per condividere le strategie e gli obiettivi di sviluppo del settore turistico individuati nel nuovo, redigendo, Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile, previsto dalla legge regionale n.8/2008.

Presenti, oltre ai numerosi rappresentanti del partenariato,  la dirigente generale del Dipartimento regionale Turismo Sonia Tallarico, il dirigente del Nucleo regionale di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici Giovanni Soda e  Salvatore Genovese di Invitalia, responsabile del gruppo di lavoro che ha supportato le strutture regionali nell’elaborazione del Piano, hanno presentato le analisi, gli obiettivi e le strategie indicate nell’importante documento.

Nell’ambito del confronto richiesto sul nuovo strumento al parteneriato è stata annunciata dalla dirigente Tallarico l’attivazione, presso il Dipartimento Turismo, di una casella di posta elettronica per raccogliere contributi e proposte che si intendono fornire: pianoturistico@regione.calabria.it.

Di seguito vengono pubblicate le slide di sintesi: PRSTS_rev

Le comunicazioni vanno inoltrate entro le ore 12 di venerdì 29 marzo.

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Parte la nostra indagine sui Gruppi Operativi PEI in Italia

Il Partenariato Europeo per l’Innovazione “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura” (PEI_AGRI) è una delle iniziative che dà attuazione alla strategia di Europa 2020 promuovendo un nuovo approccio interattivo all’innovazione.

Gli obiettivi del PEI-AGRI sono gli stessi della politica agricola (competitività, sostenibilità, biodiversità, sicurezza alimentare ecc.) a cui si aggiunge quello di gettare “ponti tra la ricerca e le tecnologie di punta, da un lato, e gli agricoltori, i gestori forestali, le comunità rurali, le imprese, le ONG e i servizi di consulenza, dall’altro” (reg UE 1305/2013 art.55 d) .

Sono le politiche per lo sviluppo rurale a fornire a tale iniziativa contenuti,  strumenti di operatività e finanziamenti, attraverso:
– la Rete europea del PEI che coordina e anima l’intero intervento
– i Gruppi Operativi che vengono costituiti in ogni Stato membro per la promozione di progetti di innovazione alla cui realizzazione possano concorrere imprese, ricercatori, tecnici e gli altri soggetti eventualmente pertinenti.


COSA SONO I GRUPPI OPERATIVI

Accedi al video della Rete Rurale Nazionale per saperne di più


La prima puntata della nostra indagine: i progetti PEI del Centro Ricerche Produzioni Vegetali di Cesena

ACQUA in MOSTRA

AGRICOLTURA AUTOSUFFICIENTE – Innovazioni finalizzate alla creazione di sistemi produttivi autosufficienti: la permacultura, l’orto bio-intensivo e la foodforest

BIODINAMICA – Sviluppo e valorizzazione di produzioni agricole biodinamiche della Regione Emilia-Romagna

BIODIVERSITA’ – Sviluppo di una linea commerciale legata alla biodiversita’ e ai prodotti ortofrutticoli del territorio

BIOECO_FLIES Valorizzazione di sottoprodotti di filiere vegetali tramite insetti: nuove soluzioni per impieghi alimentari, agronomici ed energetici

BIOFACE – Biomolecole dalla valorizzazione integrata di sottoprodotti agroalimentari per applicazioni sostenibili con finalità fitosanitarie, alimentari, ed energetiche

BiOS – Biodiversità olivicola e salvaguardia

COPERTURE CILIEGIO – Messa a punto di un sistema dinamico automatico di copertura antipioggia, antigrandine e antinsetto per la coltivazione del ciliegio

FALDA – Gestione della rete di misura della falda ipodermica in funzione delle precipitazioni e del sostegno dei canali della rete dei Consorzi di Bonifica

FERT-IRRINET – Implementazione nel servizio IrriNet di un software per la gestione della fertirrigazione

FRUTTANOVA – Avversità emergenti delle colture frutticole in Emilia Romagna: strategie innovative applicate alla difesa sostenibile

FRUTTIFI_CO – Frutticoltura finalizzata impronta carbonio organico

GENOTIPI – Nuovi genotipi per la frutticoltura e l’orticoltura sostenibile

HALYS – Tecniche di monitoraggio e strategie innovative per il controllo della Cimice asiatica (Halymorpha halys)

IN.MO.ME.VI – Innovativi modelli per la gestione meccanizzata e sostenibile del vigneto

IRRINET – Integrazione delle informazioni provenienti da reti di stazioni meteorologiche e sensori privati con il modello di bilancio idrico: Sensori e IrriNet

MICOTOSSINE – Cereali, strategie di controllo e integrazione di filiera per uso energetico

RBR-EAS Riutilizzo di biomasse residuali per uso energetico, agronomico e in stalla

RESISTENZE -Tecniche diagnostiche, distribuzione territoriale e gestione di resistenze dei principali patogeni fitofagi e malerbe ai prodotti fitosanitari

RETI DI CONSEGNA INTELLIGENTI – Automazione della rete di consegna delle acque irrigue mediante calcolo dei fabbisogni delle aziende agricole aderenti a IrriNet

RI.COL.M.A. – Ricupero, caratterizzazione, coltivazione del Mais antico

RIASSORBI – Tecniche agronomiche per la riduzione di gas serra in aziende agricole a conduzione biologica

S.E.M.S. – Monitoraggio economico dei costi di produzione e di esercizio riferiti a sistemi di produzione di precisione e ad elevata meccanizzazione in agricoltura

SAL.VA.RE.BIO.VIT.E.R. – Recupero, salvaguardia e valorizzazione della biodiversità viticola dell’Emilia-Romagna

SGRANAVA – Salvaguardia e valorizzazione grani antichi della Valmarecchia

SISTEMI IRRIGUI – Razionalizzazione dei sistemi irrigui sulle colture arboree in risposta ai cambiamenti climatici

SOS FRUTTA – Strategie di difesa innovative ecocompatibili, gestione miscele residue e aggiornamenti sulle necessità idriche per una frutticoltura sostenibile

SOS VITE – Applicazione di tecniche e metodologie sostenibili per la difesa, l’irrigazione e la nutrizione in viticoltura

VAL.SO.VITIS Valorizzazione dei sottoprodotti della filiera vitivinicola

VINSACLIMA – Valutazione di innovative strategie di adattamento in vigneto e in cantina al mutato contesto climatico

VITICOLTURA – Valutazione dell’impronta carbonica in relazione a strategie viticole ad alta sostenibilità


Contatti:
Via dell’Arrigoni, 120
47522 Cesena (FC)
SEGRETERIA:
Tel. 0547-313571
fax 0547-317246
ortofrutticola@crpv.it

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Il progetto internazionale Freeclimb per il miglioramento varietale

Il progetto internazionale Freeclimb – Fruit Crops Resilience to Climate Change in the Mediterranean Basin è un progetto collaborativo triennale coordinato dall’Università degli Studi di Milano e costruito per rispondere alle tematiche del bando Prima (http://prima-med.org/), il quale promuove lo sviluppo di sistemi agricoli sostenibili nel Mediterraneo per preservare le risorse naturali e incrementare l’efficienza produttiva.

Il progetto coinvolge 15 partner provenienti dai paesi della sponda Nord e Sud del Mediterraneo e 6 differenti specie arboree da frutto. Obiettivo cruciale del progetto è l’ampliamento della disponibilità di germoplasma e materiali di miglioramento varietale nonchè la rivalutazione di varietà locali resilienti nei confronti degli scenari climatici futuri previsti per l’area del Mediterraneo. Il progetto si focalizzerà sullo sviluppo di ideotipi varietali elaborati in collaborazione con i principali attori del comparto frutticolo, con l’intento di fornire una gamma di strumenti capaci di accelerare la creazione, l’individuazione e lo sfruttamento di varietà resilienti per colture di importanza storica e strategica nel Mediterraneo: agrumi, albicocco, mandorlo, olivo, pesco e vite.


A tal fine, il progetto perseguirà una serie di obiettivi, tra cui:
–    la caratterizzazione, lo sfruttamento e la selezione di varietà adattate a differenti condizioni agro-ecologiche e gestioni agronomiche;
–    la dissezione delle basi genetiche di caratteri legati alla sostenibilità delle colture e alla loro resilienza a stress biotici ed abiotici, con particolare attenzione alle interazioni con l’ambiente;
–    lo studio delle basi molecolari, biochimiche e fisiologiche dell’adattamento delle piante alle diverse condizioni ambientali e agronomiche e agli stress biotici/abiotici;
–    l’incremento dell’efficienza dei metodi di selezione, tramite lo sviluppo e l’applicazione di strumenti genomici;
–    il trasferimento dei risultati del progetto attraverso attività di formazione e divulgazione a tutte le parti interessate, includendo i giovani scienziati, in particolare in quei paesi in cui la produzione frutticola è meno sviluppata.

Freeclimb è stato studiato per trarre il miglior beneficio possibile dalla collaborazione tra le sponde Sud e Nord del Mediterraneo.


Maggiori informazioni e contatti al sito https://sites.unimi.it/primafreeclimb/home/

Parte integrante del progetto è anche il Crpv di Cesena, che ospita nei propri siti sperimentali il campo di riferimento per la specie pesco, replicato e condiviso assieme ad altre istituzioni scientifiche europee (Spagna, Francia e Grecia). Il campo, sito presso l’azienda sperimentale Astra-Innovazione e Sviluppo U.O di Imola, è costituito da circa 1.100 piante per una superficie totale di 1.5 ettari, e rappresenta una preziosa fonte di variabilità genetica oggi in parte ancora inesplorata e sfruttata ai fini del miglioramento varietale.

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Bando Isi-Inail: dall’11 aprile la presentazione delle domande

Tra pochi giorni, a partire dal prossimo 11 aprile, gli agricoltori interessati potranno caricare sul sito dell’Istituto e salvare la domanda di partecipazione al bando IsiInail 2018.
Le risorse sono suddivise in 5 assi di finanziamento ed al settore agricolo è riservata l’asse 5, che è suddivisa in due sub-assi (5.1, riferito alla generalità delle imprese, e 5.2 rivolto ai giovani imprenditori) e può contare su una dotazione finanziaria di 35 milioni di euro, suddivisa in budget regionali.

Accedi alla tabella di ripartizione del budget per regione: Tabella regioni IsiInail2018

Le risorse servono a incentivare l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, ridurre il livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali, ciò al fine di soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione assicurando, al contempo, un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.

Il finanziamento in conto capitale sull’importo delle spese ritenute ammissibili è concesso nella misura del 40% per i soggetti destinatari dell’asse 5.1, ovvero la generalità delle imprese agricole, e del 50% per i soggetti destinatari dell’asse 5.2, cioè i giovani agricoltori.


Accedi al bando IsiInail 2018 per la regione Calabria: CALABRIA

Progetto Spìcciati per sostenere le start up dei giovani

Spìcciati è un progetto di Start Italy pensato per le nuove generazioni. La più grande raccolta di monete da 1,2 e 5 centesimi, destinata a finanziare start up, nuove imprese e percorsi di formazione professionale.
Dal 1° Maggio Spìcciati sarà presente nelle Tabaccherie di tutto il territorio nazionale: basterà inserire i centesimi nella bottiglia dal tappo arancione per sostenere, tutti insieme, i giovani progetti italiani.

Con Spìcciati aiutare i giovani

non costa nulla

I centesimi sono spesso considerati di poco valore, abbandonati nei cassetti o nelle tasche degli italiani.
Eppure una volta raccolti, tutti insieme possono diventare un vero e proprio capitale da investire nei giovani e nei loro progetti.
Si stima infatti che il valore delle monete da 1, 2 e 5 centesimi in circolazione oggi in Italia, ammonti a 198 milioni di euro.
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Sviluppo sostenibile ed innovazione del sistema agro-industriale. Ruolo, obiettivi e progetti dell’ENEA

L’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, persegue obiettivi di innovazione del sistema produttivo agro-industriale nazionale per ottenere prodotti alimentari competitivi con processi più sostenibili e più efficienti in termini energetici. Si valorizza il prodotto agro-alimentare “made in Italy” operando lungo tutta la filiera con competenze trasversali, attraverso dotazioni infrastrutturali e strumentali e piattaforme tecnologiche e di servizio.

Le attività comprendono la ricerca di base per l’avanzamento delle frontiere della conoscenza, lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie “abilitanti” a carattere multisettoriale e di potenziamento della ricerca industriale, le metodologie, i servizi e gli approcci sistemici a supporto dei processi di innovazione e competitività delle imprese di definiti contesti territoriali. L’ENEA realizza a tal fine iniziative pubblico-private, attraverso Consorzi e spin-off.

Le attività riguardano, in particolare:

Biotecnologie verdi

  • Ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico nei settori della genomica, citogenomica e metabolomica delle piante d’interesse agrario, delle biotecnologie microbiche e microalgali, dell’ingegneria metabolica e proteica;
  • Ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico nei settori della biodiversità microbica e vegetale, del breeding tradizionale e “in vitro” di nuove varietà vegetali, degli stress biotici ed abiotici.

Gestione sostenibile degli agro-ecosistemi

  • Ricerca, sviluppo e trasferimento di tecnologie, processi innovativi e strumenti integrati per l’analisi, la tutela, la valorizzazione e per la gestione sostenibile degli agro ecosistemi;
  • Analisi di impatti dei sistemi produttivi ed energetici sugli agro-ecosistemi e sulla biodiversità locale;
  • Sistemi di adattamento ai cambiamenti ambientali e climatici in atto per le diverse filiere agro-alimentari e per gli ecosistemi più vulnerabili;
  • Promozione di azioni di valorizzazione degli agro-ecosistemi e della biodiversità.

Metodi e materiali di riferimento per la qualità di test chimici e biologici

  • Sviluppo di Metodi e Materiali di Riferimento (RM) per la qualità delle misure chimiche e biologiche e per la qualificazione e certificazione di processi e prodotti.

Innovazione del sistema agro-industriale

  • Ricerca, sviluppo e trasferimento di tecnologie di processo e metodologie diagnostiche innovative per la qualità e la sicurezza alimentare;
  • Ricerca e sviluppo di nuove materie prime, ingredienti e prodotti alimentari nel settore degli “alimenti funzionali”;
  • Ricerca, sviluppo e trasferimento di tecnologie e metodologie per la caratterizzazione, l’estrazione e la purificazione di molecole d’interesse alimentare ed industriale da sistemi vegetali e residui agroalimentari ed agroindustriali.

La Divisione contribuisce alla pratica attuazione delle seguenti Aree strategiche:
• Ricerca applicata nei settori in cui il Paese ha la maggiore vocazione tecnologica, per accrescerne la competitività.
• Conduzione di grandi programmi di ricerca a contenuto tecnologico, strumentale e/o logistico, con l’obiettivo di rafforzare la posizione dell’Italia in ambito internazionale.
• Supporto ad alto contenuto tecnologico alla P.A., per sostenere le azioni del Paese nel conseguimento degli obiettivi derivanti dagli impegni internazionali.

La Divisione focalizza la sua attività sull’Obiettivo strategico “Favorire la sostenibilità e la competitività dei sistemi biotecnologici ed agroindustriali”.

Le attività della Divisione Biotecnologie e Agroindustria sono articolate nelle seguenti tematiche di ricerca:

Per approfondimenti, si rimanda al sito web dell’Unità Tecnica Sviluppo Sostenibile ed Innovazione del Sistema Agro-Industriale (bioagro.sostenibilita.enea.it)

 

Agriumbria 2019: Edizione numero 51

Dal 29 al 31 marzo 2019 l’edizione numero 51 dell’importante evento fieristico, ormai riferimento nazionale per il settore agricolo e zootecnico

Agriumbria fa 50 + 1 e rilancia. Ecco i numeri della fiera della filiera agrozooalimentare
Attese 80.000 presenze provenienti da tutta Italia.
Aumentano le delegazioni straniere e il numero di espositori  

Agriumbria  per saperne di più 

Presentata a Perugia, presso il Salone d’Onore di Palazzo Donini, l’edizione numero 51 di Agriumbria, di scena nei padiglioni di Umbriafiere dal 29 al 31 marzo 2019.
Il Salone, organizzato da Umbriafiere, vedrà un parco espositori di oltre 450 aziende presenti nei tre giorni di fiera in rappresentanza di oltre 2.500 marchi, con un livello degli espositori che cresce ancora e che vede la partecipazione di nuovi produttori di macchine e attrezzature agricole.
Come ha spiegato Lazzaro Bogliari, presidente di Umbriafiere Spa: “Dopo il cinquantenario dell’anno scorso, questa per noi è una nuova prima edizione: l’edizione 50 + 1. Dico questo perché raccogliendo l’eredità importante del primo mezzo secolo di vita, oggi, grazie al lavoro di tutto il nostro staff, delle istituzioni, dei privati e di tutte le associazioni di categoria, ci presentiamo con tante novità interessanti e con un ruolo guida per tutta la filiera agrozooalimentare ben definito e riconosciuto da operatori e imprese che va anche oltre i confini nazionali. La fiera, con il giro d’affari che alimenta, continua a rappresentare un momento importante per il tessuto economico regionale e allo stesso tempo mantiene il suo carattere di festa di popolo e luogo di analisi, ragionamento e programmazione per il comparto”.
Alla conferenza stampa è intervenuto Carlo Catanossi, presidente del Gruppo Grifo Agroalimentare, che ha ribadito la partnership importante tra due grandi realtà dell’Umbria, il Gruppo Grifo e la fiera, appunto, e ha annunciato alcune importanti novità che saranno presentate dalla cooperativa proprio nei giorni della fiera.
Presente in sala anche Stefano Ansideri, sindaco di Bastia Umbra, che ha parlato della sinergia totale e del valore in termini di visibilità e indotto per la città umbra.
Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Perugia, ha sottolineato il valore strategico del centro fieristico regionale e dell’unicità rappresentata dalla corretta gestione e della salute economica di Umbriafiere.
L’intervento conclusivo è stato affidato a Fernanda Cecchini, Assessore alle Politiche agricole e agroalimentari della Regione Umbria, che parlato di un unicum a livello nazionale, in quanto questo format fieristico riesce a generare delle ricadute notevoli per l’economia umbra in generale e per quella agricola in particolare, ma allo stesso tempo rappresenta una delle migliori vetrine possibili per le produzioni tipiche e di qualità dell’Umbria.
E infatti sono i numeri a descrivere bene il valore e le dimensioni raggiunte da Agriumbria, fiera nazionale dell’agricoltura, della zootecnia e dell’alimentazione. E i numeri sono davvero impressionati. Una fiera in salute, ormai punto di riferimento non solo nazionale, vista la presenza stabile di addetti ai lavori e operatori di numerosi Paesi dell’area dei Balcani e dell’Europa dell’Est. Una fiera che nell’anno appena passato ha registrato oltre 80.000 visitatori, segno di un interesse che negli anni è andato crescendo.
Tante le novità e le unicità di questa edizione 2019.
Dalla conferma di Milktec, il salone nel salone dedicato alla tecnologia per la filiera lattiero-casearia, all’Osservatorio sul consumo nazionale di carne che comunicherà il rapporto sulle tendenze dei consumatori nei confronti della carne certificata e di qualità.
Molti i momenti di approfondimento dedicati alle nuove tendenze del mercato, alla digitalizzazione e alle nuove tecnologie dell’agricoltura di precisione. Numerosi i convegni scientifici che faranno il punto con Associazioni di categoria e addetti ai lavori per un evento che vedrà ben rappresentate le diverse anime del grande e variegato mondo agricolo contemporaneo.
Una fiera che è momento commerciale importante per il settore in Italia, ma anche riferimento per la presentazione di studi, analisi e prospettive dei trend dei diversi comparti agricoli. 
AUMENTANO LE DELEGAZIONI STRANIERE
La presenza internazionale ad Agriumbria vedrà un ulteriore incremento in questa edizione numero 51.
Grazie alla collaborazione sempre più stretta tra Umbriafiere e Federunacoma (Federazione nazionale costruttori macchine per l’agricoltura), durante l’edizione 2019 saranno ospitate sul territorio e in fiera le delegazioni di imprenditori provenienti dai mercati dei Balcani e dell’Est Europa e dalla Tunisia, mercati in grande sviluppo.
Si sono accreditati infatti operatori provenienti da: Ucraina, Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia e Albania.
Le delegazioni arriveranno in fiera per conoscere da vicino le eccellenze meccaniche, e non solo, dell’agricoltura italiana. In particolare l’interesse delle imprese agricole di questi Paesi si concentra sulle macchine per la lavorazione del terreno, la semina e le linee per la raccolta e la trasformazione prodotto agroalimentare.
Agriumbria rappresenta ormai un momento importante e centrale per le trattative e gli accordi industriali tra i produttori italiani e le imprese di questi Paesi.
All’edizione 2019 di Agriumbria saranno presenti due delegazioni provenienti dalla Tunisia.
Una delegazione sarà guidata dal Ministero dell’Industria, nell’ambito del progetto di assistenza tecnica alla Direzione Piccole e Medie Imprese del Ministero dell’Industria in cui Sviluppumbria è capofila e partner del progetto sono Confindustria Umbria, SFCU, Umbria Export. L’altra delegazione sarà invece dell’ambito del Ministero dell’Agricoltura, nel contesto del progetto finanziato dalla cooperazione Italiana “Agricolture Competitive – AID 10931” in cui è capofila ELIS e partner sono Ce.S.A.R. dell’Università di Perugia e Umbria Export. La delegazione dell’Agricoltura sarà guidata da APIA, l’Agenzia governativa per la Promozione degli Investimenti e dell’Innovazione in Agricoltura.
Le due delegazioni vedranno la partecipazione di circa 30 persone tra istituzioni e privati interessati a stabilire rapporti con le nostre aziende.
La presenza tunisina alla fiera va crescendo di anno in anno. Due sono i motivi. Secondo i nostri ospiti tunisini, Agriumbria desta sempre maggiore interesse. Il secondo motivo è che Agriumbria ha partecipato alla edizione 2018 della fiera SIAT, svoltasi a Tunisi nell’ottobre scorso.
ZOOTECNIA
Il settore zootecnico presenterà grandi eventi con le mostre nazionali dei bovini di razza Limousine, Charolaise e Romagnola. Agriumbria ancora punto di riferimento dei bovini italiani da carne.
Importante sarà la presenza dei bovini da latte, razza Frisona.
Di notevole interesse per i tanti operatori e visitatori saranno le esposizioni di capi di ovini, caprini, animali da cortile, selvaggina. Infatti ci saranno le gare di valutazione morfologica (Chianina, Limousine, Frisona) riservate agli Istituti Tecnici e Professionali Agrari; la Mostra Nazionale Bovini Razza Romagnola, Limousine e Charolaise. La Mostra Interregionale Bovini Razza Frisona Italiana e Razza Chianina. La Mostra Mercato dei riproduttori maschi delle razze ovine e caprine di Libro Genealogico. La Mostra Mercato del coniglio riproduttore iscritto a Registro Anagrafico. l’esposizione bovini di razza Piemontese, Marchigiana, Podolica, Maremmana, Pezzata Rossa Italiana e l’esposizione razze suine, equine ed asinine allevate in Umbria.
OSSERVATORIO CARNI
Dopo i dati anticipati a metà febbraio dall’Osservatorio Permanente sul Consumo Carni, promosso da Agriumbria, sono stati forniti in conferenza stampa nuovi numeri che vanno a completare il rapporto sulle tendenze dei consumatori nei confronti della carne certificata e di qualità.
L’allevamento rappresenta infatti un settore importante per l’agricoltura e una fiera come Agriumbria, punto di riferimento del mondo agricolo, non poteva non dedicare una vetrina e uno studio a questo segmento.
Come emerge dal report, nel 2018 si è registrata una storica inversione di tendenza con l’aumento di oltre il 5% della spesa delle famiglie italiane per la carne nel 2018, il valore più alto degli ultimi sei anni che avevano fatto registrare un brusco calo dei consumi.
L’aumento dei consumi riguarda tutte le diverse tipologie di carne da quella di pollame (+4%) a quella di maiale (+4%) fino a quella bovina (+5%) che fa registrare il maggior incremento nel primo trimestre rispetto all’anno precedente, in un quadro di sostanziale stagnazione della spesa alimentare (+1,4%).
La domanda di qualità e di garanzia dell’origine ha portato a un vero boom nell’allevamento delle razze storiche italiane da carne che, dopo aver rischiato l’estinzione, sono tornate a ripopolare le campagne dagli Appennini alle Alpi.
LA CHIANINA
La presenza della zootecnia ad Agriumbria, curata dall’A.R.A. – Associazione Regionale Allevatori dell’Umbria, dall’A.I.A. e dalle altre Associazioni dei Sistema Allevatori, è uno dei piatti forti della della manifestazione che tornerà all’Umbriafiere di Bastia dal 29 al 31 marzo per la sua 51a edizione. Un binomio vincente, quello tra Agriumbria e il mondo delle Associazioni Allevatori, che è stato da sempre uno degli assi portanti di questa grande manifestazione.
Tra i protagonisti di questa edizione ci sarà la Chianina, tra le più popolari e conosciute razze bovine italiane e che anche quest’anno arricchirà il panorama zootecnico di Agriumbria.
In programma c’è infatti la mostra interregionale che, così come è già avvenuto in passato, costituirà un appetitoso aperitivo della mostra nazionale, che si terrà a primavera inoltrata in terra di Toscana. In materia di allevamento del “Gigante bianco”, l’Umbria non è seconda a nessuno: con circa 8mila fattrici (su oltre 22mila) e con i suoi 500 e passa allevamenti iscritti al Libro genealogico dell’Anabic (che non a caso ha sede a Perugia) è da considerare il principale polo produttivo di questa razza.
IL PREMIO ANTONIO RICCI DIVENTA NAZIONALE
Torna con un’edizione speciale e con una grande novità, in occasione della 51a edizione di Agriumbria, la terza edizione del Premio Antonio Ricci per il giornalismo e lo studio dell’agricoltura. Da quest’anno, infatti, Il Premio è dedicato a uno dei giornalisti più noti e apprezzati del settore, Antonio Ricci, padre fondatore dell’associazione Arga (Associazione Interregionale Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Energie Rinnovabili e Territorio), scomparso nel 2016 all’età di 80 anni, diventa nazionale; la sezione riservata ai neolaureati sarà infatti allargata agli iscritti di tutti gli atenei d’Italia.
I vincitori del premio Antonio Ricci 2019, sia per la sezione riservata alla stampa che per la sezione dedicata alle tesi di laurea, saranno annunciati nei prossimi giorni.
Il premio è promosso da Umbriafiere, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali di Perugia e con Edagricole.
AGRIUMBRIA E ORDINE DEI GIORNALISTI DELL’UMBRIA
Comunicare il valore della terra e del cibo: è il titolo del seminario in programma venerdì 29 marzo nell’ambito di Agriumbria 2019 che ospita, per la prima volta, un’iniziativa inserita nelle attività di formazione continua dei giornalisti, nella consapevolezza che la corretta informazione svolga un ruolo fondamentale per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari e per la promozione dei prodotti di qualità.
Alla sua organizzazione hanno collaborato, unitamente all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, che ha previsto il riconoscimento dei crediti per gli iscritti, l’Unione nazionale delle Associazioni Unaga-Fnsi, rappresentata dal Presidente Roberto Zalambani ed il Network dei giornalisti agroalimentari europei Enaj, rappresentato dalla vice Presidente Lisa Bellocchi. Protagonisti anche l’Associazione dei giornalisti di settore Arga Umbria, con la presidente Simona Maggi, e l’Istituto Agrario Ciuffelli di Todi, scuola di agricoltura più antica d’Italia, con l’intervento di Gilberto Santucci. Dopo l’introduzione del Presidente di UmbriaFiere Lazzaro Bogliari, a coordinare i lavori sarà Sandro Capitani, giornalista di Radio1 Rai, autore del programma “Coltivando il futuro” e voce storica dell’informazione specializzata in ambito agricolo.
Nella giornata del 29 marzo sono attesi giornalisti specializzati da varie regioni italiane che si confronteranno anche sul tema delle nuove competenze e dei codici di comportamento legati al settore dell’agrifood.
Giorgio Vicario
Ufficio stampa Agriumbria
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22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua: Fondazione Barilla fornisce alcune evidenza dei nostri attuali sistemi alimentari

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua che si celebra come ogni anno il 22 marzo, Fondazione Barilla fornisce alcune evidenze emerse dall’analisi dei nostri attuali sistemi alimentari.

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA FONDAZIONE BARILLA: “L’AGRICOLTURA SI BEVE IL 70% DELL’ACQUA DOLCE PRELEVATA, MA PER 2 MILIARDI DI PERSONE È UNA RISORSA DIFFICILE DA REPERIRE”

• Il paradosso dell’acqua dolce: mentre il nostro sistema agricolo è responsabile del consumo di buona parte di questa risorsa, ancora troppe persone, nel mondo, vi accedono con difficoltà.

• Aumento della popolazione, urbanizzazione e incremento del reddito ci stanno allontanando dalle diete sostenibili e spingono verso sistemi alimentari ‘idrovori’ e poco salutari.

• Il cambiamento climatico porta con sé la minaccia di siccità e inondazioni, pericolo che mette a rischio la disponibilità di risorse idriche, l’agricoltura basata sull’acqua piovana, che produce gran parte del cibo consumato nei Paesi in via di sviluppo.

• Secondo il Food Sustainability Index, in Italia si moltiplicano gli eventi estremi dovuti al cambiamento climatico, con impatti negativi sull’agricoltura.

 

Milano, 12 marzo 2019 – L’acqua è base della vita sulla terra e risorsa fondamentale per il nostro sistema alimentare, riconosciuta nel 2010 dall’ONU come diritto umano essenziale per il pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani. Ma che uso facciamo oggi dell’acqua? Il 70% dell’acqua dolce prelevata da fonti di superficie o falde acquifere è impiegata nel settore agricolo ed è, quindi, alla base della produzione di cibo, mentre oltre il 90% della nostra impronta idrica1 è legata proprio al consumo di cibo2. Un vero paradosso, visto che – sempre secondo l’ONU – circa 2 miliardi di persone nel mondo vivono in zone ad elevato stress idrico3, ossia con difficoltà ad accedere all’acqua. Un quadro destinato a impattare anche sulle migrazioni, dato che entro il 2030 si prevede che proprio la scarsità di acqua in alcuni luoghi aridi e semi-aridi farà spostare dai 24 ai 700 milioni di persone4. E’ questa l’analisi elaborata da Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che ricorre il prossimo 22 marzo.

Il quadro che emerge da questa analisi appare però ancora più complesso: due terzi della popolazione mondiale (circa 4 miliardi di persone) vive attualmente in aree che soffrono di carenza idrica per almeno un mese all’anno5, mentre 1,6 miliardi di persone (quasi 1/4 della popolazione mondiale) soffre la carenza di acqua per motivi economici, perché i Paesi in cui vivono non dispongono delle infrastrutture necessarie per prelevare questa risorsa6. Per questo, serve guardare a modelli alimentari che siano davvero sostenibili, privilegiando quegli alimenti – e quelle diete – che tengano conto anche dell’impronta idrica del cibo che mettiamo ogni giorno a tavola. E se si pensa che da qui al 2050 la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi di persone, ecco che interventi concreti appaiono più che mai necessari. Intervenire sulla produzione di cibo, che rappresenta la maggiore causa di utilizzo dell’acqua a livello globale, e sul modo in cui lo consumiamo sembra ormai un passo inevitabile ed urgente.

Marta AntonelliResponsabile del Programma di Ricerca della Fondazione Barilla, afferma: “Quando parliamo di accesso all’acqua, ‘Non lasciare nessuno indietro’ (Leaving No One Behind, tema della Giornata Mondiale dell’Acqua 2019) appare essenziale per superare la povertà e affrontare altre disuguaglianze sociali ed economiche. Una sfida resa ancora più difficile dalla crescita dei redditi pro capite e dall’urbanizzazione che, combinate col forte aumento della popolazione, stanno portando una crescita della domanda di cibo e prodotti ad alta impronta idrica, come carne e latticini, allontanandoci da diete sostenibili come quella mediterranea. Migliorare le pratiche di produzione e consumo di cibo rappresenta un passo necessario alla costruzione di una società impegnata nella salvaguardia del pianeta, nel rispetto delle sue risorse e per il benessere delle generazioni presenti e future”.

I numeri confermano come le nostre scelte alimentari impattino sul consumo di acqua: scegliere un menu con carne, che ha un’impronta idrica di 2031 Kcal, significa consumare ben 4.707 litri di acqua. Quantità che si andrebbe a ridurre scegliendo un menu vegetariano (2.828 litri e 2016 Kcal) o uno vegano (2.523 litri e 2109 Kcal). A livello europeo è stato stimato che mangiare meno carne potrebbe ridurre l’impronta idrica fino al 35%, mentre sostituendo la carne con il pesce, l’impronta idrica si ridurrebbe fino al 55% (stessa percentuale che si otterrebbe passando ad una dieta vegetariana7) . Apportare questi cambiamenti non solo farebbe risparmiare acqua, ma avrebbe anche un impatto positivo sulla salute, migliorando la dieta nei Paesi in cui più di 1/3 della popolazione è in sovrappeso e circa 1/4 obesa8.

IL CLIMATE CHANGE MINACCIA L’AGRICOLTURA ALIMENTATA DA ACQUA PIOVANA

Che le nostre scelte alimentari impattino su ambiente e cambiamenti climatici è un dato ormai assodato (si stima che l’agricoltura produca circa il 24% dei gas serra globali, una delle cause dei cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo). E proprio i cambiamenti climatici rischiano di compromettere i sistemi agricoli dei Paesi in via di sviluppo. L’agricoltura che dipende dall’acqua piovana rappresenta, infatti, la tecnica maggiormente utilizzata per oltre il 95% delle terre coltivate nell’Africa sub-sahariana; il 90% di quelle in America Latina; il 75% di quelle nel Medio Oriente e nel Nord Africa; Il 65% di quelle in Asia orientale; e il 60% di quelle in Asia meridionale. Come noto, le risorse idriche piovane dipendono dalle condizioni atmosferiche di ogni zona e, in questo quadro, una potenziale minaccia alla agricoltura alimentata da acqua piovana potrebbe arrivare dal cambiamento climatico. Proprio quest’ultimo, infatti, sta già modificando la frequenza e la copiosità delle precipitazioni causando aumenti negli eventi di siccità e nelle inondazioni: si prevede che la frequenza delle precipitazioni estreme aumenterà in maniera preoccupante in Paesi come il Regno Unito (le precipitazioni potrebbero aumentare di 5 volte nelle aree Nord ed Ovest del Paese) e il Bangladesh (dove si prevedono aumenti delle precipitazioni di 3-7 volte9)  con conseguenti aumenti della durata, dell’estensione e della gravità delle inondazioni.

ITALIA, IMPRONTA IDRICA MIGLIORE RISPETTO A SPAGNA E USA, MA SFRUTTIAMO TROPPO LE RISORSE ITTICHE

Continuando con l’analisi della Fondazione Barilla si scopre che ogni italiano ha un’impronta idrica complessiva (ossia derivante dal consumo di prodotti agricoli e industriali, sommati all’uso dell’acqua a livello domestico) pari a 6.300 litri giornalieri circa (pari a quasi 700 casse da 6 bottiglie di acqua da 1 litro e mezzo o di 42 vasche da bagno). Un’impronta idrica più bassa del 6% rispetto alla Spagna e di ben il 20% rispetto agli Stati Uniti10. Il 90% dei nostri 6.300 litri sono riconducibili al cibo che consumiamo. L’ultimo censimento ISTAT, però, in termini di produzione del cibo mostra un dato positivo, visto che circa il 30% della superficie agricola in Italia adotta le tecniche di irrigazione a goccia, caratterizzate da maggiori efficienze rispetto ad altre soluzioni e che consentono di ridurre il consumo di acqua tra il 15% e l’80%. In questo quadro, però, colpisce che oltre 6.000 Mm³ di acqua vengano “importati” ogni anno attraverso prodotti agricoli e alimentari. Una cifra minore solo rispetto a quanto fatto da Regno Unito e Germania in Europa11.

Sempre guardando alla situazione italiana, il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800, con un totale di 148 eventi estremi e seri impatti per l’agricoltura12. La produzione di olio di oliva ad esempio vede il peggior calo registrato negli ultimi anni, superiore al 55%. Diversi sono gli aspetti su cui l’Italia può migliorare. Primo tra tutti, lo stato delle reti idriche, visto che il 40% dell’acqua messa in rete non raggiunge l’utenza13. Altro aspetto su cui lavorare è lo stato delle riserve ittiche. Il FSI 2018 ha messo in evidenza come oltre il 75% dello stock ittico italiano sia sovra sfruttato. Un dato che rappresenta la peggiore performance all’interno del gruppo UE-28 e, insieme alla Turchia (79,7%), il caso peggiore nell’area del Mediterraneo14. Buone notizie arrivano, invece, dall’agricoltura: in Italia, le attività agricole impattano solo per il 6,74% sulle risorse idriche rinnovabili. Un buon risultato all’interno dell’area mediterranea, soprattutto se confrontato con altri Paesi come la Grecia (11,58%), la Spagna (22,84%) e Israele (57,08%)15.


1 Indicatore che misura l’ammontare di acqua usata nelle fasi di produzione di un bene

2 Hoekstra, A.Y & Mekonnen M.M., (2012) http://www.pnas.org/content/109/9/3232.short

3 UN – Sustainable Development Goal 6 Synthesis Report on Water and Sanitation 2018  

4 https://www.unccd.int/Lists/SiteDocumentLibrary/Publications/Desertificationandwater.pdf

5 Mesfin M. Mekonnen and Arjen Y. Hoekstra; https://bit.ly/2IGssXb

6 FAO, coping on water scarcity – 2017

7 Davy Vanham et al, The water footprint of different diets within European sub-national geographical entities, Nature Sustainability (2018)

8 Davy Vanham et al, The water footprint of different diets within European sub-national geographical entities, Nature Sustainability (2018) 

9 (Palmer and Raisanen, 2002)

10  Mekonnen & Hoekstra (2011) National Water Footprint Accounts. UNESCO-IHE

11 Ibidem

12 Legambiente, Osservatorio Città Clima

13 Istat 2018

14 FSI 2018

15 FAO, Aquastat. http://www.fao.org/nr/water/aquastat/water_use/index.stm


Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition 

La Fondazione BCFN è un centro di ricerca multidisciplinare che analizza le cause e gli effetti che le relazioni economiche, scientifiche, sociali e ambientali hanno sull’alimentazione. Produce contenuti scientifici che possono essere utilizzati per informare ed aiutare le persone ad una scelta responsabile per quanto riguarda alimentazione, nutrizione, salute e sostenibilità.

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Presentato il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030. Ora on line per la consultazione pubblica

Ieri 20 marzo 2019, il Ministro Luigi Di Maio ha presentato, inseme al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e al sottosegretario Davide Crippa, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 ed è stato messo online il portale energiaclima2030.mise.gov.it per la consultazione pubblica.

Gli obiettivi sono definiti per ciascuna dimensione dell’energia, confrontando due scenari: il primo (scenario base o di riferimento) proietta l’evoluzione del sistema energetico nazionale partendo dalle politiche attualmente vigenti. Il secondo (scenario con obiettivi o di policy) impone gli obiettivi, tratteggiando le soluzioni economicamente più convenienti, in base ad assunzioni sulla evoluzione delle tecnologie. Lo scenario di riferimento è diffusamente descritto nel capitolo 4 della proposta di piano, mentre gli obiettivi sono trattati nel capitolo 2.

Sulla base delle regole europee, talora gli obiettivi sono numericamente quantificati, altre volte sono più qualitativi. Si riportano di seguito quelli principali, con sintetica spiegazione delle motivazioni.

1. Decarbonizzazione (comprese le fonti rinnovabili)

Un obiettivo, non direttamente conseguente alle previsioni del pacchetto europeo, è l’abbandono del carbone per la produzione elettrica. Il raggiungimento di questo obiettivo presuppone la realizzazione di impianti e infrastrutture sufficienti per sostituire la corrispondente produzione energetica e per mantenere in equilibrio il sistema elettrico.

Sul fronte delle fonti rinnovabili, l’obiettivo è stato definito tenendo conto di tre elementi fondamentali:

  1. fornire un contributo all’obiettivo europeo coerente con le previsioni del regolamento governance (allegato II);
  2. accrescere la quota dei consumi coperti da fonti rinnovabili nei limiti di quanto possibile, considerando, nel settore elettrico, la natura intermittente delle fonti con maggiore potenziale di sviluppo (eolico e fotovoltaico) e, nei settori termico, i limiti all’uso delle biomasse, conseguenti ai contestuali obiettivi di qualità dell’aria;
  3. l’esigenza di contenere il consumo di suolo: ciò ha condotto a definire un obiettivo di quota dei consumi totali coperti da fonti rinnovabili pari al 30% al 2030.

Si tratta di un obiettivo assai impegnativo, che comporterà, nel settore elettrico, oltre che la salvaguardia e il potenziamento del parco installato, una diffusione rilevante sostanzialmente di eolico e fotovoltaico, con un installato medio annuo dal 2019 al 2030 pari, rispettivamente, a circa 3200 MW e circa 3800 MW, a fronte di un installato medio degli ultimi anni complessivamente di 700 MW. Questa diffusione di eolico e fotovoltaico richiederà anche molte opere infrastrutturali e il ricorso massivo a sistemi di accumulo distribuiti e centralizzati, sia per esigenze di sicurezza del sistema, sia per evitare di dover fermare gli impianti rinnovabili nei periodi di consumi inferiori alla produzione.

Importanti sforzi saranno richiesti anche per incrementare il consumo di energia rinnovabile per il riscaldamento e raffrescamento, soprattutto in termini di diffusione di pompe di calore, e per i trasporti.

Da ricordare che, ai fini della decarbonizzazione, sussiste un obiettivo nazionale vincolante, consistente nel ridurre, al 2030, del 33% le emissioni di CO2 nei settori non ETS, rispetto a quelle del 2005, risultato che può essere raggiunto attraverso diversi interventi, sia nazionali che comunitari, soprattutto in termini di efficienza energetica e fonti rinnovabili.

2. Efficienza energetica

Sussistono diversi obiettivi da raggiungere, tutti derivanti dalle regole europee.

Il primo consiste nella riduzione, al 2030, del fabbisogno di energia primaria europeo del 32,5%, calcolato rispetto alle proiezioni elaborate dalla CE nel 2007 con lo scenario Primes. Si prevede che l’Italia conseguirà una riduzione del 43%, calcolata allo stesso modo.

Molto impegnativo è l’obiettivo di ridurre, in ciascuno degli anni dal 2021 al 2030, i consumi finali di energia di un valore pari allo 0,8% dei consumi annui medi del triennio 2016-18, mediante politiche attive. Questo obiettivo equivale a una riduzione di 0,93 Mtep/anno, e, confrontato con il consumo finale 2016 di 115,9 Mtep, evidenzia il grande sforzo che richiederà, anche in settori “difficili”, tra i quali gli edifici e i trasporti.

Molto importante sarà la penetrazione dell’elettricità nei trasporti: si mira, al 2030, a 1,6 ML di auto elettriche pure, 4,5 ML di auto ibride, su un parco auto circolante nelle stesso anno di 37 ML di veicoli, leggermente inferiore a quello attuale.

3. Sicurezza energetica

Si punta a migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento, da un lato, incrementando le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica e, dall’altro, diversificando le fonti di approvvigionamento, ad esempio con il ricorso al gas naturale anche tramite GNL, avvalendosi di infrastrutture coerenti con lo scenario di decarbonizzazione profonda al 2050. Ai fini della sicurezza sarà necessario il coordinamento dei piani di emergenza nazionali con quelli degli altri Paesi che sono collegati ai medesimi corridoi di approvvigionamento fisico.

Un ruolo nuovo per le infrastrutture gas, da investigare, potrebbe derivare da carburanti come il biometano e dall’integrazione con il sistema elettrico, ad esempio con la trasformazione in combustibili gassosi dell’energia da fonti rinnovabili non immediatamente consumata.

Per quanto riguarda i prodotti petroliferi, che continueranno ad essere necessari per i trasporti, sarà favorita l’evoluzione in senso green delle infrastrutture esistenti, tra le quali le raffinerie.

Sul fronte del sistema elettrico, sarà importante promuovere la realizzazione di infrastrutture e sistemi di accumulo necessari per tener conto dell’evoluzione del mix produttivo, sempre più basato su rinnovabili intermittenti, tema peraltro connesso alla dimensione mercato interno.

4. Mercato interno

Si vuole garantire maggiore flessibilità del sistema elettrico, ampliando le risorse che potranno fornire i servizi necessari all’equilibrio in tempo reale tra domanda e offerta. Parimenti, le regole del mercato dovranno evolvere in modo da favorire l’integrazione della crescente quota di rinnovabili, ad esempio con un progressivo avvicinamento del termine di negoziazione a quello di consegna fisica dell’elettricità.

Opportuni sviluppi della rete di trasmissione, interna e con Paesi terzi, e l’accoppiamento del mercato elettrico nazionale con quelli di altri Stati concorreranno ad avvicinare i prezzi italiano dell’energia elettrica a quelli europei.

Di centrale importanza sarà un ruolo sempre più attivo dei consumatori, in veste di prosumer (produttori da fonti rinnovabili e consumatori), anche attraverso le comunità dell’energia rinnovabile. Importante sarà la tutela dei consumatori, sia promuovendone un ruolo attivo sul mercato, sia attraverso una maggiore trasparenza del mercato in tutte le sue fasi, in particolare quella della vendita.

Occorrerà comunque introdurre meccanismi di mercato per garantire anche l’adeguatezza del sistema, vale a dire la capacità del sistema di soddisfare il fabbisogno di energia elettrica atteso nel medio e lungo termine, rispettando i requisiti di operatività e qualità, tema dunque connesso anche agli obiettivi di sicurezza.

Da ultimo, non in ordine di importanza, saranno perfezionati gli strumenti volti a contrastare il fenomeno della povertà energetica (famiglie in disagio economico).

5. Ricerca, innovazione e competitività

In tema di ricerca, si punta a migliorare la capacità del sistema della ricerca di presidiare e sviluppare le tecnologie di prodotto e di processo essenziali per la transizione energetica e a favorire l’introduzione di tecnologie, sistemi e modelli organizzativi e gestionali funzionali alla stessa transizione energetica e alla sicurezza.

Gli strumenti principali consisteranno in un miglior governo del sistema ricerca e nel coordinamento tra le politiche e misure sul fronte della domanda di prodotti e tecnologie (indotta, ad esempio, dai meccanismi di sostegno delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica) e dell’offerta degli stessi prodotti e tecnologie, in modo che il sistema produttivo trovi conveniente evolvere in senso coerente con le esigenze del futuro sistema energetico.

Per raggiungere gli obiettivi qui sintetizzati (e meglio descritti nel capitolo 2 della proposta di piano) sono delineate misure diffusamente descritte nel capitolo 3 della proposta di piano ed elencate nella tabella 2 a pagina 11 dello stesso documento.

Il piano definitivo deve essere trasmesso alla Commissione europea entro la fine del 2019.

Il processo di preparazione del piano si articola in cinque fasi:

1. Preparazione e invio alla CE della proposta di piano

Questa fase si è già conclusa. Si tratta infatti del documento, già inviato alla CE a fine 2018, su cui viene avviata questa consultazione.

2. Svolgimento della consultazione pubblica sulla proposta di piano

La consultazione si svolge attraverso:

  1. canali istituzionali
  2. valutazione ambientale strategica
  3. gruppi tematici di esperti
  4. consultazione pubblica.

Vai alla sezione dedicata per la descrizione e per partecipare alla consultazione.

3. Svolgimento consultazione con gli Stati membri vicini

E’ una delle forme di consultazione previste dal regolamento governance, e ha lo scopo di favorire l’armonizzazione dei piani di ciascuno Stato, tenendo conto, in particolare, delle interdipendenze nel settore energetico. Ad esempio, l’Italia importa ogni anno circa il 12% dell’energia elettrica richiesta sulla rete (e, in alcune circostanze, esporta, sebbene in misura inferiore a quanto importa), prevalentemente dalle frontiere con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia: è quindi evidente il reciproco interesse a sapere come questo interscambio possa variare, in funzione dei rispettivi piani (per i paesi UE).

Questa consultazione dovrebbe essere facilitata dalla CE, che si è impegnata a rendere disponibili i testi in inglese delle proposte di piano di tutti gli Stati membri.

4. Valutazione della proposta di piano da parte della CE, con eventuale raccomandazioni allo Stato

E’ in corso la valutazione, a cura della CE, delle proposte di piano presentate dagli Stati membri. Entro il 30 giugno 2019, anche a seguito di confronti bilaterali tra la Commissione e ciascuno Stato (che potrà presentare gli esiti della consultazione sulla propria proposta), la stessa CE potrà formulare “raccomandazioni”, che possono riguardare in particolare:

  1. il livello di ambizione degli obiettivi nazionali ai fini del conseguimento degli obiettivi dell’Unione dell’energia, in particolare per le fonti rinnovabili l’efficienza energetica;
  2. l’adeguatezza delle misure proposte in relazione agli obiettivi nazionali;
  3. eventuali politiche e misure aggiuntive che possano essere necessarie;
  4. le interazioni e la coerenza tra le politiche e misure vigenti e quelle previste incluse nel piano nazionale integrato per l’energia e il clima nell’ambito di una singola dimensione e tra le diverse dimensioni dell’Unione dell’energia.

 

5. Invio alla CE del piano definitivo

La proposta di piano, emendata a seguito della consultazione e delle raccomandazioni della CE, viene inviata alla stessa CE entro la fine del 2019.

 

Accedi alla presentazione del Piano : WEB_ENERGIACLIMA2030

 

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Modificato il “Manuale delle procedure per il riconoscimento della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale”

Con Deliberazione di Giunta della Regione Calabria nr. 15.02.2019, pubblicata sul BURC nr. 35 del 15.03.2019 è stato modificato il Manuale delle procedure per il riconoscimento della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale

Accedi agli atti:

DELIBERA_N._55_DEL_2019_DELIBERAZIONI_DELLA_GIUNTA_REGIONALE_N._55_DEL_15_02_2019

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Premio nazionale per l’innovazione nel settore dell’agricoltura: è possibile partecipare fino al 31 marzo

Premio nazionale per l’innovazione nel settore dell’agricoltura: è possibile partecipare fino al 31 marzo

Stabilita una proroga per partecipare al primo Premio per l’Innovazione in Agricoltura, bandito da Confagricoltura a gennaio scorso.

E’ possibile infatti partecipare fino al 31 marzo prossimo.
Il premio è indirizzato a tutte le aziende agricole che abbiano sviluppato o implementato negli ultimi tre anni soluzioni innovative, prevede tre categorie: Nuove frontiere (innovazioni tecnologiche relative a processi, prodotti e servizi, applicati a livello di impresa); Reti, filiere (soluzioni innovative intraprese tra due o più attori); Smart land, Smart city (innovazioni che mettano in relazione le aree rurali con quelle urbane e progetti capaci di unire arte, turismo e cultura, creando sinergie fra la dimensione agricola e quella culturale nelle sue varie forme).

Il bando ed il regolamento sono disponibili su www.confagricoltura.itnella sezione Premio innovazione. Le candidature saranno selezionate da una giuria composta da autorevoli rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale ed accademico, e la premiazione avverrà in uno specifico evento celebrativo.

Le imprese vincitrici avranno anche la possibilità di partecipare ad una serie di iniziative ed entreranno a far parte della “Rete delle imprese agricole innovative” diventando testimonial ufficiali di Confagricoltura.

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cArtù® soluzione d’imballo ecosostenibile e riciclabile

L’Ufficio Europeo dei Brevetti ha comunicato a Grifal, azienda tecnologica italiana che da 50 anni opera nel mercato del packaging industriale sostenibile, la conferma del brevetto europeo per il processo di produzione del suo prodotto più rivoluzionario: cArtù®.

Cos’è cArtù®. ? Una forma diversa dell’onda per una performance migliore in grado di vincere la sfida dell’ecocompatibilità

scopri cArtù  

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Cambiamento climatico: ultima frontiera

Venerdì 22 e sabato 23 marzo si svolgerà a Cosenza l’evento «Cambiamento climatico: Ultima Frontiera. Dalla mitigazione all’adattamento del territorio», un’iniziativa organizzata da Infolife e
dall’Ordine dei dottori agronomi e forestali di Cosenza.
L’evento inizierà venerdì 22 marzo alle ore 9 nel Palazzo della Provincia di Cosenza (ingresso via Pezzullo, Sala Nova – Enoteca Regionale). Durante la mattinata si parlerà di come viene raccontato il fenomeno del cambiamento climatico in chiave giornalistica e di come gestire i mutamenti nelle foreste italiane, specie nell’area del Mediterraneo. Il pomeriggio sarà dedicato, invece, al ruolo che dovranno avere nei prossimi anni i dottori agronomi e i dottori forestali nella gestione dei territori e nella tutela delle filiere agro-forestali.
La due giorni si concluderà sabato 23 marzo al Castello Svevo (Sala del Trono) di Cosenza con due panel tecnici nel corso dei quali verranno presentate una serie di esperienze positive in
materia di relazione, reazione e adattamento ai cambiamenti climatici, cercando di comprendere quali azioni saranno necessarie in futuro per salvaguardare e valorizzare al meglio l’ambiente e i territori.
La partecipazione all’evento è libera. Per favorire l’organizzazione si consiglia di iscriversi attraverso il modulo online disponibile a questo indirizzo:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdT32WV2Gw_SJa0Sh13ZqTY8bB_L3dXePvrQM511 Scffrnzdg/viewform
Verranno inoltre rilasciati i relativi CFP ai dottori agronomi e forestali.
Per informazioni: Ufficio Comunicazione Odaf Cosenza, telefono 338.9964932

Gli agrumi aiutano a contrastare la glicemia alta

Chi soffre di diabete sa che per evitare di avere la glicemia alta bisogna rinunciare soprattutto agli alimenti ricchi di zucchero.

Una delle convinzioni più note, ma non sempre vere, è quella che bisogna evitare la frutta per sconfiggere il diabete. In realtà la frutta, se consumata in dosi corrette, permette di regolarizzare i valori di glicemia, ma anche obesità, ipertensione e sindrome metabolica. In particolare, la frutta ideale per contrastare la glicemia sono gli agrumi.
Essi contengono vitamine, flavonoidi, fibre e antiossidanti come l’esperetina che inibisce alcuni zuccheri contrastando così l’aumento della glicemia.
Da prediligere allora arance, limoni, mandarini, cedri, pompelmi, pomeli, mandaranci, bergamotti e qualsiasi frutto che provenga dalla famiglia delCitrus. E’ importante consumarli freschi, appena sbucciati, evitandoli in macedonie, dove si prevede l’aggiunta di zuccheri artificiali estremamente dannosi per chi soffre di diabete.
Bisogna evitare di assumerli in concomitanza a un pasto eccessivamente ricco di carboidrati poiché ciò porterebbe a un eccesso di glicemia, meglio se associati a verdure.

Da MeteoWeb, 13/03/2019
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Tre mesi per testare il “Trip Advisor” dell’ortofrutta

Wefrood (We first good), la nuova piattaforma web e App di dialogo tra chi produce, vende e consuma frutta e verdure.

Tre mesi per testare il “Trip Advisor” dell’ortofrutta. Dal 15 marzo, infatti, e fino al 15 giugno la piattaforma Wefrood (che sta per We first good) sarà testata in cinque province italiane (Trento, Mantova, Reggio Emilia, Modena e Bologna), per un totale di tre milioni di abitanti, oltre quattromila aziende produttrici di ortofrutta, 700 distributori del dettaglio specializzato e una distribuzione organizzata radicata nel territorio.
Proprio come avviene per hotel e ristoranti, Wefrood offrirà alle aziende della produzione e della distribuzione l’opportunità di inserire il proprio profilo aggiornabile e caricare le proprie offerte; allo stesso tempo il consumatore potrà votare prodotti e negozi, andando così a creare una vasta fonte di informazione, aperta a tutti, su dove trovare il prodotto ortofrutticolo desiderato alle migliori condizioni di qualità e prezzo.

L’iniziativa – che dopo la prima fase test, sarà estesa all’ambtio nazionale – è di C2B4Food srl, start-up innovativa con sede legale in Emilia e sede operativa a Suzzara (Mantova), specializzata nello sviluppo di piattaforme e servizi innovativi a supporto del consumatore e delle imprese del settore agricolo.

«Attraverso l’App gratuita – precisa il promotore di Wefrood – il consumatore può individuare l’offerta che lo circonda, scorrere i giudizi espressi da altri consumatori e recensire a sua volta i propri acquisti. Con un sistema di notifiche personalizzate, poi, può essere avvisato sul proprio smartphone dei prodotti in dispensa che stanno scadendo o scambiare referenze e informazioni con amici e conoscenti sugli argomenti che più gli interessano. D’altro canto, le imprese anche più piccole potranno raggiungere la App per promuovere in modo semplice la propria offerta e analizzare lo stato di gradimento dei consumatori. Creiamo così un rapporto nuovo nel mercato: semplice, senza filtri e intermediazioni, il quale alla fine promuoverà i consumi secondo il principio che, maggiore è la soddisfazione dei clienti, maggiori saranno i consumi».
Nella prima fase il target di Wefrood sarà la produzione di prossimità e il rivenditore specializzato, con un progressivo coinvolgimento del più ampio numero possibile di attori della produzione e della distribuzione. C2B4Food stima di poter concludere i primi test in tempi brevi e di presentare pubblicamente Wefrood il prossimo maggio.

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Presentato l’Annuario dei Dati Ambientali 2018 dell’ISPRA

Oggi 19 marzo 2019, l’ISPRA ha presentato alla Camera dei Deputati l’edizione 2018 dell’Annuario dei Dati Ambientali, frutto di un lavoro di ricerca complesso e articolato che include molteplici fasi: dalla raccolta sistematica dei dati primari al monitoraggio e al controllo, dalla verifica della solidità scientifica delle informazioni allo sviluppo di indicatori statistici sempre più efficaci nel descrivere le condizioni ambientali del Paese. Tale lavoro è svolto dall’ISPRA in collaborazione con le Agenzie per la protezione dell’ambiente regionali e delle province autonome nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), istituito già due anni fa con la Legge 132 del 28 giugno 2016.

L’Annuario, con un core set di 306 indicatori per un totale di 150.000 dati aggiornati, non è solo una “Banca dati”, cioè un semplice sistema informativo, ma rappresenta un utile e completo strumento di conoscenza al servizio di cittadini, esperti e decisori politici. Infatti la presente edizione comprende anche il rapporto “Dati sull’Ambiente”, con una selezione e sintesi delle tematiche e degli indicatori ambientali in linea con gli obiettivi del VII Programma di Azione Ambientale dell’Agenzia Europea per l’Ambiente; l’“Annuario in cifre”, che restituisce una sintesi dell’Annuario (versione integrale) fruibile da un ampio pubblico anche di non esperti e, infine, “Ricapitolando…l’ambiente” che, per alcuni tra i temi ambientali di maggiore interesse, fornisce una sintesi e un confronto con gli altri paesi europei.

ALCUNI DATI DI DETTAGLIO SUDDIVISI PER TEMI:

DISSESTO IDROGEOLOGICO
I principali eventi di frana nel 2017 sono stati 172 e hanno causato complessivamente 5 vittime, 31 feriti e danni prevalentemente alla rete stradale, eventi distribuiti in particolare nelle regioni
Abruzzo, Campania, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Marche. Diverse sono state le frane che si sono attivate/riattivate in Abruzzo, sia a causa dello scioglimento della neve caduta nell’eccezionale nevicata del 18 gennaio del 2017, sia delle intense precipitazioni. In Italia, oltre 6 milioni di abitanti sono residenti in aree a pericolosità idraulica media (tempo di ritorno tra 100
e 200 anni), mentre la popolazione a rischio frane, se si considerano le 2 classi a maggiore pericolosità (elevata e molto elevata), è pari a oltre 1,2 milioni di abitanti.

Dal punto di vista della sismicità, nel 2017 quattro eventi hanno raggiunto e superato Magnitudo 5, tutti avvenuti il 18 gennaio, con epicentri in provincia de L’Aquila. I terremoti di Magnitudo pari o superiore a 4 sono stati 16, di cui 13 nell’area epicentrale della sequenza del Centro Italia. Degno di rilievo è, inoltre, il terremoto che ha colpito l’isola di Ischia il 21 agosto  che, seppure di Magnitudo 4, ha procurato molti danni al patrimonio edilizio e 2 vittime. Nel 2017 nessun evento sismico ha raggiunto Magnitudo 6.

CLIMA E INQUINAMENTO ATMOSFERICO
La caratteristica più rilevante del clima in Italia nel 2017 è stata la siccità. Con una precipitazione cumulata media al di sotto della norma del 22% circa, il 2017 si colloca al 2° posto, appena dopo il 2001, tra gli anni più “secchi” dell’intera serie dal 1961. E’ stata di +1,30 °C l’anomalia della temperatura media in Italia, superiore a quella globale sulla terra ferma (+1,20 °C). Le emissioni totali di gas serra dal 1990 al 2016 sono diminuite del 17,5%.

Il valore limite giornaliero (50 μg/m3 da non superare più di 35 volte per anno civile), di PM10 nel 2017 non è stato rispettato nel 31% delle stazioni. Complessivamente, però, dal 1990 al 2016 le emissioni nazionali di particolato atmosferico PM10 sono in diminuzione del -33,7% e le emissioni complessive di ossidi di zolfo, ossidi di azoto e ammoniaca sono in calo del -66,8%.

BIODIVERSITA’
La fauna in Italia conta oltre 60.000 entità e la nostra flora 8.195 entità di piante vascolari e 3.873 entità non vascolari. Volendo fare un confronto con l’Europa, per quanto riguarda la fauna, tra gli insetti, gli Ortotteri (grilli e cavallette) sono circa il triplo di quelli della Polonia, il decuplo della Gran Bretagna e della Norvegia e oltre 150 volte quelli dell’Islanda e il numero di specie dei Lepidotteri (farfalle) è più del doppio di quello della Gran Bretagna.

Resta alto il livello di minaccia: 120 specie di vertebrati terrestri sono minacciate per la perdita e la degradazione di habitat; sono 3.182 specie alloctone introdotte in Italia e potenzialmente invasive; tra invertebrati, sono minacciati gli anfibi (36%) e i pesci ossei di acqua dolce (48%). Particolarmente minacciate il 42% delle 202 specie tutelate dalla Direttiva Habitat.

MARE
Più dell’89% delle acque costiere di balneazione è in classe eccellente nel quinquennio 2014-2017. Nel 2017 lo stato di qualità delle acque costiere di balneazione, in relazione ai fattori igienico sanitari, ricade in classe eccellente per l’89,7%, buona per il 5,4%.
Il distretto della Sardegna si conferma migliore dal punto di vista della qualità chimica delle acque marino costiere: il 90% presenta infatti uno stato chimico “buono”.
La presenza dell’alga tossica Ostreoptis ovata nel 2017 è stata riscontrata in 10 regioni costiere e assente in Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto.

QUALITA’ DELLE ACQUE INTERNE (FIUMI E LAGHI)
Su 7.493 fiumi, il 43% raggiunge l’obiettivo di qualità per lo stato ecologico e il 75% quello di qualità per lo stato chimico. Su 347 laghi, il 20% raggiunge l’obiettivo di qualità per lo stato ecologico e il 48% quello di qualità per lo stato chimico. Fiumi: buono ed elevato lo stato ecologico per la Provincia di Bolzano (94%), Valle d’Aosta (88%), Provincia di Trento (86%) e Liguria (75%); uno stato chimico buono superiore al 90% per i fiumi in Molise, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e le province autonome di Trento e Bolzano. Laghi: obiettivo di qualità ecologica buono in Valle d’Aosta (100%), Provincia di Bolzano (89%), Emilia-Romagna (60%) e stato chimico buono per il 100% dei corpi idrici lacustri in Valle d’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Abruzzo, Molise e nella Provincia di Bolzano.

AGENTI FISICI (ELETTROMAGNETISMO, RUMORE)
Dal luglio 1998 al luglio 2018, sono stati 635 i superamenti dei limiti di legge degli impianti Radiotelevisivi (RTV) e 119 quelli di Stazioni Radio Base (SRB). In diminuzione dal 2016 al 2017 gli
impianti RTV (-4%,), mentre aumentano i servizi e i siti degli impianti SRB rispettivamente dell’11% e del 3%.

Il 32,1% delle sorgenti di rumore sottoposte al controllo del SNPA, presenta almeno un superamento dei limiti previsti dalla normativa, evidenziando un problema di inquinamento acustico. Il 61% dei comuni ha approvato la classificazione acustica (suddivisione del territorio urbanizzato in aree acustiche omogenee); le regioni del Nord sono le più virtuose nel 2017, le regioni con la percentuale di comuni zonizzati superiore al 90% sono Valle d’Aosta (100%), Marche (97%), Lombardia e Toscana (96%), Veneto (91%).

EMISSIONI IN AGRICOLTURA E AZIENDE BIO
Le emissioni di ammoniaca (NH3) in atmosfera prodotte dal settore agricolo, derivano principalmente dalle forme intensive praticate negli ultimi decenni, dall’utilizzo esteso di fertilizzanti sintetici e organici e dalla gestione degli allevamenti. La revisione della Direttiva sui limiti nazionali di emissione (NEC) ha stabilito i nuovi obiettivi di riduzione al 2020 e 2030: per l’Italia, tali obiettivi saranno di 403,13 migliaia di tonnellate (kt) di emissioni nazionali di ammoniaca al 2020 (riduzione del 5% rispetto al 2005) e di 356,45 kt al 2030 (riduzione del 16% rispetto al 2005). Nel 2016 il settore agricoltura è responsabile dell’emissione in atmosfera di 358,47 kt di ammoniaca, pari al 93,8% del totale nazionale. L’andamento delle emissioni di ammoniaca è in linea con gli obiettivi fissati. Dal 1990, in crescita l’agricoltura biologica, che interessa il 15,4% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) nazionale e il 5,8% delle aziende agricole. Nel 2017 le superfici già convertite e quelle in via di conversione bio sono state pari a 1.908.653 ettari (+6,3% rispetto al 2016). Sicilia, Puglia, Calabria le regioni che da sole rappresentano il 46% dell’intera superficie biologica nazionale.

AGENTI CHIMICI
L’Italia è il 3° produttore di agenti chimici in Europa, dopo Germania e Francia e il decimo nel mondo; 2.800 sono infatti le imprese chimiche nel nostro Paese ed occupano circa 108.000 addetti altamente qualificati, ma l’uso dei prodotti chimici interessa tutti i settori produttivi. In particolare, i pesticidi nelle acque superficiali hanno riportato superamenti dei limiti in 371 punti, pari al 23,9% del totale.

VALUTAZIONI, AUTORIZZAZIONI E CERTIFICAZIONI AMBIENTALI
La procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) si conclude positivamente nell’84% dei casi nel 2017; su 44 decreti VIA emanati, 37 sono positivi e solo 7 negativi. Nel 2017 sono stati rilasciati 1.849 certificati EMAS; le organizzazioni più attive sono quelle del settore rifiuti e recupero materiali con 278 registrazioni: 364 le licenze Ecolabel UE per un totale di 9.333 prodotti/servizi certificati.

Vai alle infografiche ISPRA: Annuario_Infografiche-compresso per la stampa

Partecipazione collettiva a WORLD FOOD 2019

La Fiera World Food di Mosca costituisce uno dei più rilevanti eventi internazionali per i prodotti agroalimentari in Russia e nei Paesi limitrofi. La manifestazione offre inoltre l’occasione di far entrare le aziende italiane in contatto con i rappresentanti del commercio all’ingrosso e al dettaglio del mercato russo ma anche con quelli degli Stati della CSI.

Perchè partecipare

Con la partecipazione alla 28° edizione della Fiera si intende da un lato presidiare il mercato russo in vista di una possibile rimozione delle sanzioni governative per evitare di perdere le quote export nazionali acquisite dalle nostre PMI in questi ultimi anni per le produzioni colpite dall’embargo (ovvero il comparto del fresco in genere: ortofrutta, latte e formaggi e carni fresche) dall’altro consolidare le posizioni già acquisite sul mercato russo, specie per i prodotti più esposti alla concorrenza internazionale.

Offerta ICE-Agenzia

SERVIZI FORNITI DALL’ICE COMPRESI NELLA QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

  • stand allestito di ciirca 10 mq
  • inserimento nella brochure illustrativa;
  • inserimento nel Catalogo Ufficiale della Fiera;
  • campagna stampa e comunicazione;
  • Incoming di operatori specializzati dalle regioni di prossimità
  • show cooking giornalieri;
  • servizio interpretariato comune per i partecipanti (presso l’Area Informazioni ICE a disposizione dei partecipanti per uso non esclusivo);
  • servizi generali (pulizia, vigilanza, etc.);
  • assicurazione campionario in Fiera;
  • servizio di assistenza in Fiera del personale ICE;
  • allacci e consumi elettrici standard.

Rimarranno a carico degli espositori le spese relative al trasporto e movimentazione del campionario, le spese di viaggio e alloggio del proprio personale in Fiera.

Vai alle modalità di adesione 

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L’Atlante dell’Innovazione tecnologica e il Servizio Industria ed Associazioni imprenditoriali

Se siete un’impresa e volete conoscere tecnologie,   processi e   servizi frutto della ricerca ENEA che possono esservi utili,  potete consultare  l’Atlante dell’innovazione tecnologica, una banca dati con oltre 500 schede, selezionabili per cluster nazionale, codice Ateco o testo libero. Le  schede coprono oltre una ventina di settori, dalla fusione nucleare alla sicurezza, dall’agroalimentare, alle fonti rinnovabili all’efficienza energetica, dalle biomasse alla sensoristica,   dai materiali rari ai beni culturali, dall’inquinamento alla simbiosi industriale e  riportano il  Technology Readiness Level (TRL), ovvero il livello di maturità tecnologica, così come definito dalla Commissione Europea per Horizon 2020.

Info e contatti: eneaperlinnovazione@enea.it

E’ inoltre disponibile il Servizio Industria ed Associazioni imprenditoriali, vero e proprio ‘sportello istituito con l’obiettivo di facilitare l’accesso e il trasferimento dei risultati dei progetti e delle attività ENEA al mondo produttivo con particolare riferimento alle PMI e alle loro associazioni. Nello specifico, il Servizio:

  • promuove e facilita l’incontro tra domanda e offerta di innovazione anche attraverso la partecipazione a reti nazionali e internazionali e l’organizzazione di road show sul territorio;
  • propone accordi per l’utilizzo di brevetti ENEA e per la condivisione di conoscenze scientifiche, la costituzione di laboratori, la realizzazione di progetti di innovazione tecnologica;
  • protegge la conoscenza e l’innovazione prodotta da ENEA mediante gli istituti tecnico-legali della proprietà intellettuale e svolge attività di ricerca di potenziali partner industriali interessati alla valorizzazione dell’invenzione (licensing), curandol’eventuale trasferimento del diritto di utilizzo. Info e contatti: brevetti@enea.it
  • fornisce supporto e assistenza tecnico-amministrativa alla creazione di imprese ad alto contenuto tecnologico come gli spin-off. Info e contatti: spinoff@enea.it
  • cura i rapporti con l’industria e le associazioni per promuovere progetti di ricerca congiunti che possano anche usufruire del credito d’imposta del 50%.

Info e contatti: trasferimentotecnologico@enea.it.

Sono aperte le registrazioni alla Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile (ESDW), 30 maggio – 5 giugno 2019

Il Ministero dell’Ambiente è focal point nazionale della Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile (ESDW), l’iniziativa della Rete Europea per lo Sviluppo Sostenibile (ESDN) che dà visibilità alle iniziative  che promuovono lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di Agenda 2030, declinati dall’Italia nella Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

Nel 2018 l’iniziativa ha avuto un grande successo con 6.035 eventi organizzati in 34 paesi europei, a cui hanno partecipato circa 3 milioni di persone e un’ampia varietà di stakeholder impegnati nel promuovere ed organizzare gli eventi.

Le modalità di partecipazione e maggiori informazioni sono disponibili sulla locandina e sul sito www.esdw.eu

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Arance, bilancio negativo Focus sui prezzi della campagna 2018/2019

Roma, 19 marzo 2019 – Tendenza non particolarmente positiva per la campagna delle arance 2018/19.

E’ quanto emerge dall’analisi di Borsa Merci Telematica Italiana e Italmercati.
L’aumento delle temperature, registrato in particolar modo dal mese di gennaio, ha determinato una netta diminuzione della domanda con conseguente riduzione dei prezzi per quanto riguarda soprattutto i frutti di medie e grandi dimensioni. La percezione di un inverno più mite rispetto alla media generale ha, infatti, orientato i consumatori verso l’acquisto di prodotti meno stagionali. Questo a discapito di una raccolta che è risultata in generale migliore rispetto alle previsioni di inizio campagna.

Nello specifico, dalla fine di settembre 2018 fino agli ultimi giorni del mese di gennaio 2019, la produzione nazionale di arance bionde, nonostante fosse partita in ritardo rispetto a quella spagnola, è risultata sufficiente, di buona qualità e di calibro medio e grande. Per quanto riguarda, invece, le arance pigmentate, la campagna del Tarocco è iniziata regolarmente, con una percentuale maggiore di frutti di calibro medio/grande rispetto ai prodotti di calibro medio/piccolo.

Osservando i prezzi medi della campagna in corso e confrontandoli con quelli delle due precedenti campagne, si nota un consistente incremento dei prezzi per i prodotti di calibro piccolo, la cui domanda si mantiene costante e su livelli elevati per il consumo di spremute fresche. Vediamo, infatti, come nella campagna scorsa il prezzo medio di un Tarocco calibro 9 fosse di 72 centesimi al kg, mentre nella campagna in corso abbia una media del prezzo di 82 centesimi.

Considerando l’andamento dei prezzi di un’arancia di calibro medio, quale n. 8, osserviamo come le quotazioni della prima parte della campagna, coincidenti con il periodo delle festività natalizie e con un clima più rigido nelle zone di consumo, evidenzino dati più elevati rispetto alle campagne precedenti. Al contrario, dall’inizio di febbraio, le quotazioni calano sensibilmente portandosi sui livelli simili a quelli del 2018, annata che ha avuto un esito molto  negativo. Uno spiraglio di luce si riesce ad intravedere in questi ultimi giorni, durante i quali si sta verificando un incremento della domanda, soprattutto per quanto riguarda le varietà molto pigmentate di recente introduzione, che fa sperare in una prosecuzione della campagna più favorevole.

Vai all’andamento dei prezzi (€/kg) prezzi arance tarocco

 

Fonte: elaborazione BMTI e Italmercati su dati mercati all’ingrosso

Italmercati è la rete d’imprese a cui aderiscono i principali mercati all’ingrosso italiani finalizzata a restituire centralità ai mercati e agli operatori come obiettivo principale.

Borsa Merci Telematica Italiana S.c.p.A. (BMTI) è il mercato telematico dei prodotti agricoli, agroenergetici, agroalimentari, ittici e dei servizi logistici.

Comunicato stampa BMTI

500 milioni di euro per le filiere Made in Italy

500 milioni di euro per le filiere Made in Italy
(18.03.2019)

500 milioni di euro a sostegno degli investimenti destinati alle filiere agricole e agroalimentari italiane. La Cabina di Regia del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 ha dato infatti oggi il via libera all’aumento di 100 milioni di euro a favore dei contratti di filiera e di distretto gestiti dal Mipaaft all’interno del Piano operativo agricoltura, aumentando così il contributo previsto a 210 milioni di euro a fondo perduto, a cui si aggiungono le risorse di Cassa depositi e prestiti, attualmente fissati a 200 milioni di euro.

“Vogliamo mettere la filiera agroalimentare al centro della nuova strategia per il Made in Italy. Proprio per questo abbiamo messo a disposizione uno stanziamento economico senza precedenti. Il futuro dell’agricoltura passa necessariamente attraverso una filiera sana, virtuosa e di eccellenza. Il fatto che l’80% dei progetti provenga da imprese del Mezzogiorno dimostra l’attenzione crescente del Governo verso le regioni del Sud. Il nostro obiettivo è quello di trasformare l’agricoltura in una agricoltura importante e di qualità ma anche e soprattutto moderna”, ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio.

“Il gioco di squadra fa vincere il Made in Italy agroalimentare. Crediamo molto nei contratti di filiera come strumento di sviluppo territoriale e per una più equa distribuzione del valore lungo la filiera”, – ha commentato il Sottosegretario alle Politiche agricole, Alessandra Pesce.  “Il Ministero oggi ha una dotazione senza precedenti per affiancare le imprese, creare nuovi posti di lavoro. L’azione del Ministro Lezzi è stata cruciale perché la maggior parte di questi investimenti vede il Sud protagonista. Finalmente si guarda all’agricoltura come un settore strategico su cui investire”.

Il IV bando dei contratti di filiera e di distretto, attualmente aperto, ha visto una forte richiesta da parte delle imprese agricole e agroalimentari: sono stati ricevuti dall’Amministrazione 48 progetti con proposte di investimento nelle filiere agroalimentari per oltre 1,25 miliardi di euro, di cui l’80% riguarda, infatti, imprese del Mezzogiorno.

Il contributo dello Stato ai contratti di filiera e di distretto è concesso, in coerenza con la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato, per diverse tipologie di investimenti.  Le spese ammissibili vanno dagli investimenti per la produzione primaria, la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, fino alla promozione e la pubblicità di prodotti di qualità certificata o biologici, e alla ricerca e sperimentazione.

Ufficio Stampa Mipaaft

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Cooperative agricole, chiarimenti in tema di fatturazione elettronica

L’Agenzia delle entrate risponde alle istanze di consulenza giuridica. I quesiti riguardano, in particolare, la progressività di emissione del documento e le modalità di comunicazione, nel caso in cui l’adempimento venga eseguito per conto dei soci

L’Agenzia delle entrate, con le risposte a istanze di consulenza giuridica nn. 1011 e 12, ha fornito chiarimenti in tema di fatturazione elettronica. In particolare, è stato chiesto:

  • quale fosse il corretto comportamento che deve adottare una società cooperativa agricola di conferimento per conto del socio, per rispettare la progressività di emissione del documento
  • se il cedente possa ricevere la fattura emessa per suo conto nell’area riservata e l’acquirente-emittente possa comunicarglielo senza utilizzare il Sistema di interscambio.

L’Agenzia ricorda, in primo luogo, la regola generale in base alla quale, a partire dal 1° gennaio 2019, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse esclusivamente fatture elettroniche, utilizzando il Sistema di interscambio (articolo 1, comma 3, Dlgs 127/2015).
Ricorda, inoltre, l’articolo 34, comma 7, Dpr 633/1972 secondo cui “I passaggi dei prodotti di cui al comma 1 agli enti, alle cooperative o agli altri organismi associativi indicati al comma 2, lettera c), ai fini della vendita, anche previa manipolazione o trasformazione, si considerano effettuati all’atto del versamento del prezzo ai produttori agricoli soci o associati. L’obbligo di emissione della fattura può essere adempiuto dagli enti stessi per conto dei produttori agricoli conferenti; in tal caso a questi è consegnato un esemplare della fattura ai fini dei successivi adempimenti prescritti nel presente titolo”.

La concreta applicazione del nuovo quadro normativo sulla fatturazione elettronica alle società agricole, rammentano i documenti in esame, è stata definita nelle Faq, pubblicate nell’area tematica del sito dedicata alla fatturazione elettronica.

L’Agenzia, in sintesi, riguardo il primo quesito, precisa che “la società cooperativa agricola di conferimento può emettere la fattura per ogni singolo socio utilizzando una distinta numerazione per ciascun conferente (es. 1/Cop__, 2/Cop__, ecc). In tal modo, le fatture emesse dalla cooperativa per conto del socio risulteranno progressive con riferimento al singolo socio, e saranno distinte da tutte le altre fatture emesse dal socio stesso ad altri clienti, che seguiranno una numerazione progressiva diversa (ad esempio per gli altri clienti il socio numererà le fatture con 1, 2, 3, ecc.)…”.

In risposta al secondo quesito, viene chiarito che “nel predisporre la fattura elettronica la cooperativa può inserire il proprio indirizzo telematico (per esempio il proprio indirizzo PEC o il proprio codice destinatario) come indirizzo del destinatario della fattura: in tal caso, affinché il socio abbia un esemplare della fattura, la cooperativa deve comunicare al produttore agricolo socio di avere emesso la fattura e deve trasmettergli (tramite email o altro strumento ritenuto utile) duplicato del file XML della fattura elettronica o copia in formato PDF della fattura (eventualmente con la relativa ricevuta di avvenuta consegna pervenuta dal SdI), ricordando al socio che può consultare o scaricare la fattura elettronica anche nella propria area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”.

Da Fisco Oggi del 19.03.2019

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Le infografiche del XVI Rapporto ISMEA Qualivita

Il Rapporto Qualivita – Ismea 2018 contiene l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del comparto food&wine italiano dei prodotti di qualità certificata DOP IGP STG. Nato dall’integrazione delle competenze sviluppate dall’Osservatorio Qualivita e dall’Osservatorio Ismea e dalla collaborazione con AICIG, Federdoc. Insieme alla rinnovata sezione dedicata ai valori e agli impatti economici a livello regionale, la novità del Rapporto 2018 è rappresentata da un innovativo monitoraggio delle conversazioni digitali mondiali relative alle Indicazioni Geografiche effettuato sui canali Web e Social Media.

Obiettivo della raccolta dei dati, condotta presso i Consorzi di tutela e gli organismi di certificazione, è l’elaborazione di un’analisi approfondita del comparto e degli scenari di mercato che possa fornire utili spunti di riflessione e di confronto per tutti gli attori coinvolti nel sistema della produzione di qualità certificata, dalle imprese ai Consorzi, dalla distribuzione alle istituzioni pubbliche competenti.

Accedi alle infografiche Qualivita-Ismea  infografiche Qualivita-Ismea ortofrutta   CS02_RAPPORTO-2018-ISMEA-QUALIVITA-_Impatto-territoriale

 

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IX Simposio Internazionale sull’Irrigazione delle colture orticole

La International Society for Horticultural Science ( (ISHS) e il DiCEM / Università della Basilicata stanno organizzando il IX Simposio Internazionale sull’Irrigazione delle colture orticole, che si terrà a Matera dal 17 al 20 giugno 2019. Durante il congresso, ricercatori di diversi paesi si confronteranno sulle ricerche che interessano l’irrigazione delle colture orticole, sui risultati ottenuti e le prospettive di ricerca future, in un contesto in cui le risorse idriche disponibili sono in costante diminuzione e l’adattamento dell’agricoltura alle diverse condizioni indotte dai cambiamenti climatici è indispensabile.

Durante i giorni del convegno “IX International Symposium on Irrigation of Horticultural Crops” (17-20 giugno 2019) presso il nuovo campus dell’Università degli studi della Basilicata, a Matera sarà organizzato il “Festival dell’innovazione su acqua e irrigazione”, in cui saranno coinvolte aziende, associazioni e reti a livello nazionale e internazionale, responsabili delle ultime tecnologie e innovazioni.

Questo evento è rivolto sia ai tecnici del territorio che ai ricercatori provenienti da tutto il mondo e ha l’obiettivo di avvicinare/collegare il mondo scientifico della ricerca a quello del lavoro, realizzando workshop tematici, attività di training e networking.

Cosa ci sarà 

Espositori delle ultime tecnologie relative all’irrigazione (sensoristica, DSS,… )

Workshop tematici/Attività di training (es. Installazione sonde, utilizzo app da cellulare,…)

Meeting di progetto e networking (LIFE, EUFRIN, EUVRIN, WIRE,…)

Programma culturale correlato

Mostra fotografica (acqua e cambiamenti climatici,…)

Concerto o performance a cura della Fondazione Matera-Basilicata 2019

Proiezioni (a tema)

Sedute yoga

Perchè partecipare (come azienda)

Per far crescere la propria azienda, essere aggiornati sulle ultime tecnologie ed entrare in contatto con nuovi potenziali clienti, il Festival dell’innovazione è ciò che stai cercando!

Perchè esporre (come azienda)

Per promuovere la tua azienda e i suoi prodotti ai tecnici e ricercatori il Festival dell’Innovazione è il posto giusto!

Perchè partecipare (come tecnici e come ricercatori)

Per essere sempre aggiornati sulle ultime tecnologie e innovazioni e avere l’opportunità di incontrare altri tecnici e ricercatori per confrontarsi su tematiche specifiche e partecipare a workshop tematici, ampliando le proprie competenze.

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Strumenti finanziari nello sviluppo rurale 2014-2020 – Valutazione ex ante nazionale

Valutazione ex ante nazionale – Aggiornamento capitolo 3 e capitolo 4

Il documento realizzato nell’ambito del Programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020 è finalizzato all’aggiornamento della valutazione ex ante nazionale per gli strumenti finanziari nello sviluppo rurale, realizzata nel 2015 dalla Rete Rurale Nazionale, al fine favorire l’utilizzo di tali strumenti nell’attuazione dei PSR 2014-2020.
Trascorsi tre anni dalla pubblicazione della valutazione ex ante, è stato revisionato il documento nazionale, con particolare riferimento all’aggiornamento delle condizioni di mercato esposte nella precedente versione della pubblicazione (capitoli 3 e 4), in modo da fornire alle Autorità di gestione dei Programmi di Sviluppo Rurale degli utili riferimenti per un eventuale aggiornamento delle proprie valutazioni.
Il documento, mediante gli aggiornamenti condotti, può anche fungere da supporto ai lavori preparatori inerenti alla definizione del Piano Strategico per la PAC post 2020, con particolare riguardo al tema dell’accesso al credito e dell’utilizzo degli strumenti finanziari nell’attuazione della politica per lo sviluppo rurale.

Accedi alla pubblicazione Vexa_SF_aggiornamento_2018_DEF

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RICA: aggiornamento valori serie 2013 relativa alle Produzioni Standard

Sul sito della RICA Italiana, alla pagina relativa alle Produzioni Standard (https://rica.crea.gov.it/public/it/rls_ps.php), sono disponibili i valori aggiornati per la “serie 2013”, distinti per Regione/Provincia Autonoma. I coefficienti della nuova serie 2013, calcolati dal Centro di Politiche e Bioeconomia del CREA, sono stati validati da Eurostat e vengono utilizzati nel quadro delle indagini sulla struttura delle aziende agricole e della RICA.
La nuova serie delle Produzioni Standard potrà inoltre essere utilizzata dalle Autorità di Gestione dei PSR per l’attuazione di alcune misure dello sviluppo rurale 2014-2020.

Redditi Lordi Standard (RLS) e Produzioni Standard (PS)

Per agevolare l’analisi delle caratteristiche strutturali delle aziende agricole e dei loro risultati economici è stata istituita una tipologia comunitaria delle aziende agricole, consistente in una classificazione uniforme delle aziende della Comunità.
La tipologia comunitaria è utilizzata principalmente per la presentazione dei dati rilevati nel quadro delle indagini comunitarie sulla struttura delle aziende agricole (Indagine SPA e Censimenti) e della rete d’informazione contabile agricola della Comunità (Indagine RICA).
La tipologia di classificazione è fondata sulla dimensione economica e sull’orientamento tecnico-economico, che devono essere determinati sulla base di un criterio economico. Fino all’anno 2009 questo criterio è stato identificato nel Reddito Lordo Standard (RLS), mentre a partire dal 2010 è coinciso con la Produzione Standard (PS).

Accedi alle serie di valori per la regione Calabria

PS Calabria 2013

PS Calabria 2010

PS Calabria 2007

PS Calabria 2004

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Diciannovesima revisione dell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali

decreto_elenco_PAT___XIX_revisione

Allegato_al_decreto_PAT_2019_prodotti_agroalimentari_tradizionali

Pubblicazione manifestazione d’interesse testimonial pubblicità

L’Autorità di Gestione del PSR Calabria 2014/2020, nell’ambito della strategia di informazione e pubblicità del Psr Calabria 2014/2020, indice una manifestazione di interesse per l’individuazione di beneficiari quali testimonial di iniziative progettuali realizzate con i contributi del PSR Calabria 2014/2020.

Manifestazione d’interesse

Liberatoria

Scheda di partecipazione

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Il sistema di controllo per i prodotti biologici è migliorato, ma si può fare di più

Secondo la Corte dei conti europea, il sistema di controllo per i prodotti biologici è migliorato, ma si può fare di più.

Stando ad una nuova relazione della Corte dei conti europea, negli ultimi anni il sistema di controllo per i prodotti biologici vigente nell’UE è migliorato, ma rimangono da affrontare alcune sfide. La Corte ritiene che siano necessari ulteriori interventi per ovviare alle restanti debolezze riscontrate negli Stati membri, nonché riguardo alla vigilanza sulle importazioni e alla tracciabilità dei prodotti.

I prezzi pagati dai consumatori per i prodotti recanti il marco biologico dell’UE superano talvolta, in misura considerevole, quelli dei prodotti convenzionali. La grande maggioranza dei prodotti biologici consumati nell’UE è prodotta nel territorio dell’Unione.

Non vi sono test scientifici che consentano di stabilire se un prodotto sia biologico. Un rigoroso sistema di controllo che copra l’intera filiera agroalimentare, dai produttori ai trasformatori, agli importatori e ai distributori, è quindi indispensabile per fornire ai consumatori la certezza che i prodotti biologici da essi acquistati siano effettivamente tali. La Commissione europea svolge un ruolo centrale vigilando sul sistema di controllo.

Negli ultimi anni il settore biologico dell’UE è cresciuto rapidamente. La Corte ha verificato il seguito dato alla sua precedente relazione del 2012 valutando se il sistema di controllo dell’UE per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l’importazione di prodotti biologici fornisca ora maggiori garanzie ai consumatori. Oltre a monitorare il seguito dato dai sei Stati membri visitati in precedenza, gli auditor della Corte hanno effettuato visite di audit in Bulgaria e nella Repubblica ceca.

Dall’audit è emerso che il sistema di controllo è migliorato e che le raccomandazioni espresse in precedenza sono state, in generale, attuate. Gli Stati membri esaminati nell’audit precedente hanno preso provvedimenti per migliorare i propri sistemi di controllo, mentre la Commissione ha ripreso le visite di controllo e ha ora visitato la maggior parte degli Stati membri. Permangono, tuttavia, una serie di debolezze: il ricorso a provvedimenti per far applicare la normativa a fronte delle inosservanze constatate non è stato armonizzato a livello dell’UE e le autorità e gli organismi di controllo degli Stati membri sono stati talvolta lenti nel segnalare le inosservanze.

Quando i consumatori acquistano prodotti biologici, fanno affidamento sull’applicazione delle norme vigenti in ogni fase della filiera di approvvigionamento, a prescindere dal fatto che si tratti di prodotti UE o importati” ha dichiarato Nikolaos Milionis, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “La Commissione dovrebbe adoperarsi, assieme agli Stati membri, per porre rimedio alle restanti debolezze e rendere il sistema di controllo il più efficace possibile. Tale condizione è fondamentale per preservare la fiducia del consumatore nel marchio biologico dell’UE.”

Accedi alla relazione sr_organic-food_it

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Fruitimprese: 2018 nero per l’export ortofrutta

I dati definitivi del commercio estero ortofrutticolo italiano elaborati da Fruitimprese su fonte Istat confermano le preoccupazioni già più volte espresse dal mondo delle imprese. L’export perde 447mila di tonnellate di prodotto (-11,2%) e si ferma in valore appena sotto 4,6 miliardi (-6,3%). Anche l’import frena, ma con perdite più contenute (-0,4% in quantità e -0,9% in valore). Il saldo economico resta positivo ma si allontana dal record del 2017 (1 miliardo di euro) per fermarsi a 781 milioni (-26,2%). In volumi il saldo negativo da un anno all’altro è di oltre 6,6 milioni di tonnellate. 
Tutte negative le voci del nostro export, tranne gli agrumi (+7,1%). Il calo più rilevante riguarda la frutta fresca che perde 400.000 tonnellate di prodotto e in valore oltre 300 milioni di euro (-11%). Le quantità di prodotti importati ed esportati si equivalgono, anzi l’import è di poco superiore (6671 tonnellate). A fronte di un calo dell’export di frutta fresca c’è un aumento dell’import  in valore (+4,6%).
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“Italia terra di agrumi”, festival dell’ortofrutta made in Italy

“Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?”, cantava Goethe in un empito d’entusiasmo mettendo piede su suolo italico. I limoni (“le trombe d’oro della solarità” del giovane Montale), gli aranci, gli agrumi in genere sono uno dei principali brand del nostro paese. Che ne è tra i maggiori produttori al mondo e che sforna agrumi di qualità proverbiale. Il Campidoglio ha dunque pensato di dedicare una grande kermesse ai più mediterranei tra i frutti della terra, a chi li coltiva e alla loro distribuzione.

Per due settimane tra 15 e 30 marzo Roma Capitale ospita il festival Italia terra di agrumi. Un evento patrocinato dalla Presidenza dell’Assemblea Capitolina e partecipato dai maggiori consorzi e associazioni di settore nazionali, con il supporto del Centro Agroalimentare di Roma (CAR).

Nata per promuovere la cultura del viver sano e della corretta alimentazione – a base delle delizie del Made in Italy –, la manifestazione è articolata in una serie di appuntamenti disseminati in città e aperti a tutti: dagli show cooking dello chef Fabio Campoli a base di agrumi, organizzati nei mercati rionali capitolini, all’esposizione di piante e prodotti derivati nella due giorni prevista all’Aranciera di San Sisto.

Il tutto, anche nell’ottica di valorizzare le eccellenze ortofrutticole italiane e la filiera che ne cura produzione, distribuzione e commercializzazione e movimenta un indotto nazionale di settore che, nel 2018, ha totalizzato 41,8 miliardi di euro in termini di export, con un +1,8% sul 2017.

 

Qui gli appuntamenti in calendario

A Macfrut, il Greenhouse Technology Village

La rivoluzione orticola protagonista in una grande area dedicata all’innovazione e in un convegno internazionale con i massimi esperti. Macfrut lancia la proposta: riconvertire le aree dismesse in luoghi d’eccellenza dell’orticolo. 

Cesena (14 marzo 2019) – Si calcola che le aree industriali dismesse in Italia siano il 3% del territorio, pari a un’estensione come la regione Umbria. Uno sproposito. Macfrut lancia una proposta concreta per la loro riconversione: farne dei luoghi d’eccellenza nell’innovazione orticola. Questo settore negli ultimi anni, infatti, si è reso protagonista di un imponente rivoluzione, che consente di coltivare prodotti di assoluta qualità su piccole aree, senza condizionamenti climatici e con notevole risparmio energetico. In orticoltura protetta, la tecnologiasia hardware che software, svolge un ruolo fondamentale nella conduzione dei processi produttivi e gestionali. Nelle serre dove è possibile controllare e gestire temperatura, umidità, luce, apporto di nutrienti attraverso la fertirrigazione, stanno acquisendo un’importanza sempre maggiore. Appaiono sempre più importanti i vantaggi derivati dal miglior utilizzo delle risorse naturali, in quanto nelle colture in serra si possono ottimizzare i consumi di acqua e di concimi chimici e l’impatto ambientale è minimo dal momento che coltivare in un ambiente protetto comporta un minor utilizzo di prodotti fitosanitari.

Una prova dell’evoluzione in questa direzione sarà possibile toccarla con mano a Macfrut (Fiera di Rimini 8-10 maggio) nel Greenhouse Technology Village. Un vero e proprio villaggio dell’innovazione orticola in serra che ospita i produttori di tecnologie, materiali e mezzi tecnici, sementieri e vivaisti specializzati. Un’area altamente specializzata, posizionata nell’ingresso Est, dove vengono presentate alcune delle innovazioni destinate a diventare strumenti di lavoro quotidiani per i produttori.
L’esposizione in fiera sarà accompagnata da una convegno internazionale dal titolo “Il futuro della serricultura e la serricultura del futuro” (9 maggio). Organizzato con la collaborazione scientifica di Cecilia Stanghellini, della Wageningen University&Research Greenhouse Horticulture Unit, l’incontro prende in esame i trend della produzione vegetale per il mercato del fresco in Europa e nel mondo, e le tendenze verso le nuove tecnologie produttive. A parlarne saranno relatori che portano esperienze da Olanda (Cindy van Rijswick, Fresh Produce Analist, Rabobank), Spagna (Roberto García Torrente, Director Innovación Agroalimentaria Cajamar, Almeria), Marocco ed Est Europa (Paolo Battistel, Ceres). Questi Paesi hanno creduto nelle nuove tecniche produttive del fuori suolo (substrato, sistemi in NFT, Floating System, condizionamento del clima interno alla serra e dell’illuminazione artificiale ecc), e oggi sono i protagonisti del mercato internazionale degli ortaggi.
L’Italia, considerata dai più come l’ambiente ideale per le produzioni vegetali soprattutto in serra, di fronte a queste nuove tecnologie mostra segnali contrastanti, con alcune aziende leader che oggi possono effettivamente competere a livello internazionale. Nel convegno sarà effettuata una analisi dei punti di forza e di debolezza del settore in Italia, che oggi può godere dei vantaggi determinati dalle energie rinnovabili, in grado di contribuire al loro sviluppo. A parlarne saranno Stefania de Pascale (Università di Napoli), Giorgio Prosdocimi Gianquinto (Università di Bologna), Massimo Lucchini (Idromeccanica Lucchini). A seguire anche una tavola rotonda sul tema “Cosa serve per rendere la serricultura italiana a prova di futuro?”.

Con questa doppia iniziativa – Greenhouse e convegno – Macfrut lancia un segnale di prospettiva. Nel 2050 la popolazione sarà di 10 miliardi di persone e ciò richiederà un fabbisogno di ortofrutta pari a 3,5 miliardi tonnellate, vale a dire 900 milioni di tonnellate in più rispetto ad oggi. La popolazione tenderà sempre più a concentrarsi nelle grandi megalopoli, mentre le coltivazioni dovranno avere a disposizione maggiori disponibilità idrica, anche se modesta, per effetto di una maggiore efficienza idrica (+11%) e sistemi di coltivazione in grado di fornire maggiori rese produttive grazie ad una forte intensificazione colturale. Questo avverrà soprattutto coltivando in “ambienti condizionati” meno soggetti ai rischi di un crescente numero di patogeni pericolosi e dei mutamenti climatici. Da qui il focus sulla rivoluzione orticola e la proposta di utilizzare le aree dismesse come centri d’eccellenza di questa rinascita.

da: news Macfrut 2019

Digital4Export Comunicazione digitale per l’innovazione

Digital for Export  fa tappa a Cosenza

Aperte le iscrizioni online per la tappa di Cosenza 

ICE-AgenziaConfindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo hanno ideato e organizzato la seconda edizione del percorso Digital for Export, che sarà focalizzata completamente sul digitale applicato ai processi aziendali transnazionali, sempre più innovativi.

Digital for Export nasce per fornire alle imprese gli strumenti necessari per sviluppare nuove leve strategiche che permettano di penetrare i mercati esteri con un nuovo approccio, con l’obiettivo di accrescere il loro business e competitività sui mercati esteri.

Il mercato di oggi  indirizza sempre più le imprese verso una crescita che vede il mondo del digitale come soluzione indispensabile per rimanere competitivi ed innovativi allo stesso tempo.

Le imprese sono le vere protagoniste di questa rivoluzione.

Il modo di fare business sta cambiando e occorre essere aggiornati, se si vuole competere ed emergere sui mercati esteri.

Digital for Export è in forte coerenza con Industria 4.0, il piano nazionale varato dal Governo per sostenere la “quarta rivoluzione industriale” che prevede una serie di provvedimenti, incentivi, investimenti volti a portare la digitalizzazione in tutte le fasi dei processi produttivi dell’industria italiana.

I processi aziendali riferiti all’export hanno sempre più carattere digitale. Il percorso si propone di aprire le imprese italiane verso nuovi orizzonti, con l’obiettivo di accrescere il loro business e competitività sui mercati esteri.

La Regione Calabria ha aperto la consultazione sulla Politica Agricola 2021/2027

“L’agricoltura calabrese….come la vorrei”. È lo slogan lanciato dall’Autorità di Gestione del PSR Calabria che informa che da oggi si apre la consultazione online relativa alla nuova PAC, Politica Agricola Comune, 2021/2027, finalizzata a coinvolgere e far partecipare i cittadini nel dibattito per costruire insieme le nuove strategie regionali in tema di agricoltura e fondi comunitari. In particolare, sul sito istituzionale www.calabriapsr.it è disponibile un questionario da compilare online sul portale, al quale sarà possibile partecipare fino al 30 aprile 2019. La formulazione dei quesiti si ispira alla consultazione pubblica condotta da DG AGRI sulla modernizzazione e semplificazione della PAC ed al pacchetto legislativo proposto dalla Commissione per la PAC 2021-2027. Contemporaneamente partirà una consultazione tecnica aperta alle rappresentanze del partenariato generale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. La consultazione è finalizzata ad una prima analisi dei fabbisogni del territorio e ad aprire un dialogo rispetto agli obiettivi da perseguire nella prossima programmazione. Il tutto all’insegna della sinergia e della massima condivisione con stakeholder, agricoltori, aspiranti beneficiari del PSR Calabria e cittadini in genere. “La Commissione Europea nello scorso mese di giugno ha presentato la sua proposta legislativa per la Politica Agricola Comune 2021/2027 – ha affermato il Consigliere regionale delegato all’Agricoltura Mauro D’Acri – e noi come Regione Calabria per ascoltare le esigenze del mondo dell’agricoltura regionale, abbiamo pubblicato sul sito internet del PSR un questionario, per prendere atto delle proposte che provengono dai territori e dai cittadini in generale e decidere insieme quella che dovrà essere la nuova politica agricola regionale”. “Aiutateci a scrivere la nuova PAC 21/27 – ha dichiarato il Dirigente Generale del Dipartimento Agricoltura e Risorse agroalimentari nonché Autorità di Gestione del PSR Calabria Giacomo Giovinazzo – Questo è l’appello che facciamo a tutti gli agricoltori calabresi, perché noi vogliamo compartecipare e costruire un percorso condiviso per costruire lo sviluppo della nostra prossima agricoltura. Abbiamo in primis aperto una finestra sul nostro portale www.calabriapsr.it con tutti i documenti che ad oggi la Commissione Europea ha inviato a tutte le Regioni E inoltre abbiamo predisposto e lanciato due diversi questionari. Oltre a quello aperto agli agricoltori, ce n’è un altro rivolto più propriamente a tutti i rappresentanti di interessi condivisi, quindi organizzazioni di categoria, stakeholders e Università. Dopodiché individueremo sui vari territori regionali delle figure e delle esperienze che possano rappresentare quelle che sono le buone pratiche dell’agricoltura calabrese”.   “Successivamente – ha aggiunto Giovinazzo – formuleremo un’ipotesi che possa compendiare le esigenze dell’agricoltura delle nostre aree interne con quelle delle zone pianeggianti. Questo perché la rappresentazione dei bisogni e l’individuazione delle risorse che il Piano di sviluppo territoriale metterà a disposizione è fondamentale per la riuscita del PSR. Noi abbiamo bisogno di capire ed analizzare le necessità di un’agricoltura che è in fase di transizione, ma soprattutto di un’agricoltura che si sta affermando sempre di più come aggregante sociale della nostra regione”.

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Wefrood: è on line il Trip Advisor dell’ortofrutta

Nasce il Trip Advisor dell’ortofrutta, si chiama Wefrood (che sta per We first good) e sarà testato nei prossimi tre mesi, dal 15 marzo al 15 giugno, in cinque province (Bologna, Modena,  Reggio Emilia, Mantova e Trento) che contano una popolazione totale di oltre tre milioni di abitanti, più di 4.000 aziende produttrici di ortofrutta, 700 distributori del dettaglio specializzato, una DO ben radicata sul territorio.

Proprio come la piattaforma in cui si trovano le opportunità offerte dagli alberghi insieme ai voti di chi li ha utilizzati, Wefrood, prima nell’ambito territoriale della fase test, poi a livello nazionale, offrirà sin da oggi alle aziende della produzione e della distribuzione l’opportunità di esserci, inserendo il proprio profilo aggiornabile nella piattaforma e caricando le loro offerte, e al consumatore, attraverso la stessa applicazione, di votare prodotti e negozi, costituendo progressivamente una grande – ed inedita per l’ortofrutta – fonte di informazione aperta a tutti su dove trovare il prodotto desiderato alle migliori condizioni di qualità e prezzo.

L’iniziativa è di C2B4Food srl, start up innovativa con sede legale in Emilia e sede operativa a Suzzara (Mantova), specializzata nello sviluppo di piattaforme e servizi innovativi a supporto del consumatore e delle imprese del settore agricolo. L’ha fondata nel 2016 Paolo Beltrami, laureato in agraria, alle spalle un’esperienza internazionale molto significativa nell’ambito degli investimenti privati e pubblici nei settori agricolo e ambientale.

“Abbiamo sviluppato – spiega Beltrami – una soluzione accessibile gratuitamente a tutti, consumatori e imprese, che premia qualità e trasparenza per incrementare i consumi e dare alla fine valore aggiunto ad un settore straordinario come quello ortofrutticolo che fino ad oggi ha espresso a fatica, al consumatore, la propria identità e la propria ricchezza varietale e nutrizionale”.

“Da un lato – precisa il promotore di Wefrood – il consumatore può, attraverso l’APP gratuita, individuare l’offerta che lo circonda, scorrere i giudizi espressi da altri consumatori e recensire a propria volta i propri acquisti. Inoltre, con un sistema di notifiche personalizzate  può essere avvisato sul proprio smartphone dei prodotti in dispensa che stanno scadendo o scambiare referenze ed informazioni con amici e conoscenti sugli argomenti che più gli interessano. D’altra parte le imprese, anche le più piccole, dal sito internet accessibile anche dal loro cellulare, possono raggiungere la APP per promuovere in modo semplice la propria offerta avendo la possibilità di analizzare lo stato di gradimento dei consumatori. Creiamo così un rapporto nuovo nel mercato: semplice, senza filtri e intermediazioni, che alla fine promuoverà i consumi secondo il principio che maggiore è la soddisfazione dei clienti maggiori saranno i consumi.”

Nella prima fase il target di Wefrood è la produzione di prossimità e il rivenditore specializzato, con un progressivo coinvolgimento del più ampio numero possibile di attori della produzione e della distribuzione. C2B4Food prevede di poter fornire i primi riscontri sull’iniziativa e ulteriori informazioni in tempi brevi e di presentare pubblicamente Wefrood il prossimo maggio.

Per le informazioni sul progetto è possibile visitare il sito www.wefrood.com, seguire la piattaforma delle pagine social accessibili dal sito e contattare il team di supporto attraverso l’area contatti.

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E’ consultabile l’Annuario dell’agricoltura italiana 2017 del CREA

E’ stato presentato il 17 gennaio 2019 l’Annuario dell’agricoltura italiana 2017 del CREA.

I dati mostrano segnali positivi per il settore agricolo, confermandone, ancora una volta, il ruolo di componente chiave dell’economia italiana.

Nel 2017, la produzione del comparto agricoltura ha superato i 54,6 miliardi di euro con un aumento del 3,1% a valori correnti, trainato dalla crescita dei prezzi dei prodotti venduti. Le produzioni vegetali, rappresentano circa il 50% del valore totale, seguite per importanza dal comparto delle produzioni animali (30%). La componente più dinamica, tuttavia, si conferma quella costituita dall’insieme delle attività secondarie e di supporto all’agricoltura, che spiegano il rimanente 20%, con una crescita, pari rispettivamente a 4,9% e 1,2%. Da segnalare anche la sempre maggiore diffusione di queste attività, che coinvolgono circa l’8% delle aziende agricole italiane, con uno sviluppo maggiore di quelle legate alla trasformazione dei prodotti agricoli, all’agriturismo e alla produzione di energie rinnovabili.

Va sottolineato, inoltre, come l’ampio processo di ristrutturazione del settore, abbia portato con sé, da un lato, una diminuzione del numero di aziende agricole nell’ultimo triennio (pari a -22,1%), il cui numero si attesta a 1.145mila unità. Dall’altro, in contro tendenza rispetto ai periodi precedenti, si registra un aumento della SAU (+1,4%), che sfiora i 12,6 milioni di ettari, contribuendo a un accrescimento della dimensione media aziendale, che raggiunge così gli 11 ettari. Il numero degli occupati segna una tendenziale riduzione, ma al contempo si evidenzia una maggiore professionalizzazione e specializzazione, caratterizzate dalla contrazione dell’apporto di lavoro familiare e dall’incremento (+8,2%) del numero dei conduttori con laurea o diploma universitario ad indirizzo agrario.

A testimoniare lo stato di salute del settore nel 2017 si riscontrano, sia la ripresa degli investimenti (+3,9%), indice di un ritrovato clima di fiducia sulle prospettive economiche di medio e lungo periodo, sia i segnali di un timido risveglio di interesse per i beni fondiari, che vedono un aumento in valori correnti dell’indice del prezzo della terra, attestatosi poco oltre i 20.000 euro/ha, sebbene con un’ampia forbice fra Nord (40.000) e il Mezzogiorno (8.000/13.000).

In miglioramento anche tutti i principali indicatori del commercio con l’estero di prodotti agro-alimentari, grazie anche ad un aumento delle esportazioni pari al 5,7%, che si associa al sempre più evidente riconoscimento della centralità del Made in Italy, il cui peso supera il 73% dell’export totale del settore.

Il fatturato della bioeconomia nella sua accezione più ampia – che include la branca ASP, la produzione industriale di prodotti agro-alimentari, bevande, tabacco, carta e derivati, industria forestale, biocarbuanti, tessile, plastica e chimica bio-based – ammonta in Italia a oltre 300 miliardi di euro, confermando la posizione di leadership dell’Italia in Europa. Si segnala, inoltre, il primato del nostro paese per numero di impianti di produzione di biomateriali, prodotti chimici e farmaceutici di origine biologica.

Per quanto riguarda il settore della pesca, nonostante il progressivo ridimensionamento della flotta, si registra un incremento del valore del pescato. Inoltre, l’Italia vanta un significativo aumento della qualità della produzione, testimoniata dall’incremento delle aziende con certificazione ISO, dalla crescita dell’acquacoltura biologica, la presenza di 2 DOP e 3 IGP, a cui si uniscono in ambito nazionale oltre 150 prodotti agro-alimentari tradizionali (3% del totale).

Il patrimonio forestale nazionale registra un importante aumento dell’area boscata, che raggiunge 11,7 milioni di ettari (il 39% della superficie totale nazionale), con un incremento di oltre 3 milioni in 30 anni. Al crescere di tale estensione, il paese ha risposto con il varo del Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali, che fornisce indirizzi e linee guida necessari ad avviare il settore sul sentiero della gestione forestale sostenibile.

Nell’anno il sostegno pubblico agli agricoltori è di circa 11 miliardi di euro con una riduzione del -6,4%, legata alla diminuzione sia della componente dei trasferimenti di politica agraria (-26%) che delle agevolazioni fiscali (-8%). Resta cruciale il ruolo della politica agricola comune (PAC), al centro di un importante processo di revisione ancora in corso.

Accedi all’Annuario Annuario_2017

Pubblicato lo studio CREA su Mitigation and Adaptation Strategies for Global Change

La concimazione con materiali organici (come letamazioni, residui organici e sovesci) risulta essere la tecnica agronomica che, in misura maggiore, influisce positivamente sulla fertilità dei suoli e sulla capacità di ridurre le perdite di carbonio, aumentandone lo stoccaggio. È quanto è emerso dall’analisi effettuata dal CREA in collaborazione con il MCC, Mercator research Institute on Global Commons and Climate Change, di Berlino, che, per la prima volta, ha valutato la capacità dei suoli agricoli delle regioni a clima mediterraneo di raggiungere l’obiettivo stabilito dall’iniziativa “4 per 1000: Soils for Food Security and Climate” (https://www.4p1000.org/). Si tratta dell’accordo volontario per lo stoccaggio di carbonio nei suoli, che si prefigge di raggiungere un incremento globaleannuo di carbonio nei primi 40 cm dei suoli dello 0,4% (4‰). Un risultato strategico sia per aumentare la fertilità e la produttività dei suoli, sia per contrastare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici limitando le perdite di CO2 e contenendo l’aumento della temperatura entro la soglia dei 2 °C.

L’analisi è stata limitata ai suoli agricoli delle regioni a clima mediterraneo, perché presentano un elevato potenziale di stoccaggio di carbonio organico, dovuto sia ai livelli più bassi di stock sia alla presenza delle legnose agrarie che garantiscono una copertura permanente del suolo. Partendo, quindi, dall’esame di 72 articoli pubblicati su riviste internazionali dal 2003 al 2017, che analizzavano 76 siti di queste regioni, i ricercatori del CREA hanno confrontato le pratiche agricole convenzionali di lavorazione e fertilizzazione con quelle alternative. Sono stati 235 i raffronti eseguiti su seminativi e legnose agrarie, valutando gli effetti delle lavorazioni del terreno, della fertilizzazione, della rotazione colturale nei seminativi, dell’inerbimento nelle legnose e della durata dell’esperimento in campo.

Lo studio ha evidenziato che la concimazione organica ha un’elevata potenzialità di aumentare il tasso medio annuo di stoccaggio del carbonio organico ben oltre l’obiettivo del 4‰, con un accumulo superiore di 15 volte nei seminativi e di oltre 20 volte nelle colture legnose. In aggiunta, nei sistemi legnosi agrari la non lavorazione, l’inerbimento e la concimazione organica rappresentano la gestione del suolo dominante. Nei seminativi predominano le rotazioni e la concimazione minerale e/o minerale + organica, mentre la lavorazione convenzionale rimane la tecnica più diffusa.

Il lavoro è stato pubblicato a gennaio 2019 sulla rivista internazionale Mitigation and Adaptation Strategies for Global Change ed è consultabile al seguente link.

Contatto stampa: Micaela Conterio 335 8458589

 

Il CREA svela i segreti dell’essiccazione degli alimenti

GUARDA IL VIDEO dal minuto 01:30 al  minuto 09:33 https://www.raiplay.it/video/2019/02/Tutta-Salute-4e8cba4b-8048-44e5-b8f3-806521adad22.html

 

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Giornata mondiale dell’acqua: primo Forum internazionale Water Scarcity in Agriculture

La gestione sostenibile dell’acqua nelle pratiche agricole, l’importanza di ecosistemi salutari, l’identificazione di bisogni specifici e di azioni adatte ad affrontare la drammatica e crescente  carenza idrica (non solo in agricoltura) saranno al centro del primo Forum Internazionale sulla Scarsità d’acqua in agricoltura (1st WASAG International Forum on Water Scarcity in Agriculture), che si svolgerà a Praia (Capo Verde) dal 19 al 22 marzo 2019, in occasione delle celebrazioni per la Giornata Mondiale dell’Acqua.

Il Forum, patrocinato dal Governo di Capo Verde e organizzato in collaborazione con il Mipaaft e la FAO, vedrà la partecipazione del CREA, in qualità di Focal Point, che rappresenterà l’Italia insieme ai principali enti di ricerca ed istituzioni con competenza in materia (MAATM, Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, AICS, ENEA, ISPRA, CIHEAM, CNR). Nello specifico il CREA, in quanto membro del Comitato scientifico, ha supportato il Mipaaft nella definizione dei temi e nel coordinamento di 3 sessioni e in particolar modo i panel dal titolo Orientare la scarsità di acqua: lezione imparata dai paesi e Scarsità idrica, efficienza idrica e cambiamento climatico, all’interno della sessione parallela L’uso sostenibile dell’acqua in agricoltura.  

Una iniziativa che nasce proprio con l’intento di riunire i principali attori a livello mondiale in tutti i settori per far fronte alla sfida globale di un efficiente utilizzo dell’acqua in agricoltura, identificando soluzioni innovative e facilmente applicabili, soprattutto in un contesto di cambiamenti climatici. Sarà l’occasione, inoltre, per creare nuove collaborazioni e rafforzare quelle già esistenti.

Per l’intera durata della manifestazione sarà, infatti, disponibile un’area espositiva dove i partecipanti potranno esporre o mostrare le tecnologie, i prodotti e le innovazioni in grado di assicurare sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale.

Seminario CREA sull’innovazione varietale. E’ possibile seguirlo anche tramite web

Sarà possibile seguire il seminario anche tramite web al link: https://meet.lync.com/crea.gov.it/crescenzo.vitolo/RIIQA8A8 .

Accedi alla locandina del seminario Semin Innovaz varietale_20 mar 2019