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Qualivita: frodi alimentari e nuovi sistemi di prevenzione a difesa dei consumatori

Il 24 ottobre a Bologna il seminario CSQA per confrontarsi con le imprese e i professionisti del settore agroalimentare

Crescono i numeri dei prodotti contraffatti in commercio, con una presenza che a livello mondiale raggiunge i 338 mld di euro di valore attraverso la contaminazione di numerose categorie merceologiche: agroalimentare, medicinali, cosmetici, tessile, elettronica, etc. Un reato, quello della frode, che favorisce i soggetti che agiscono contro la comunità danneggiando i consumatori e che viene aggravato da quelle tipologie di illecito con ricadute sulla salute e la sicurezza dei cittadini. Un esempio su tutti il caso delle Indicazioni Geografiche europee, un’eccellenza comunitaria, dove le frodi arrivano a valere 4,3 mld rappresentando quasi il 10% della produzione legale.

Tra i settori più sensibili al fenomeno c’è proprio l’agroalimentare, non solo per le ripercussioni sul consumatore, ma anche per le conseguenze giudiziarie che potrebbero investire le aziende cui viene imputata una condotta fraudolenta, legata a reati previsti dal decreto legislativo che disciplina responsabilità amministrativa (D.lgs 231/01).

livello internazionale, il tema delle frodi nel settore agroalimentare è affrontato anche dagli standard volontari più diffusi in materia di food safety quali GGFSI, FSSC 22000 e IFS. Più recentemente ISO ha pubblicato la ISO 22380:2018, ‘Security and resilience– Authenticity, integrity and trust for products and documents – General principles for product fraud risk and counter measures’. Si tratta di una linea guida che propone una metodologia per la valutazione del rischio frode e la valutazione dell’efficacia delle azioni poste in atto per la diminuzione del rischio, sempre in ottica di prevenzione. Uno degli elementi innovativi introdotti dalla ISO 22380 è la richiesta di mappare/ valutare / gestire l’intera Supply Chain e non il singolo sito operativo o la semplice relazione cliente fornitore.

Il tema generale della compliance, la relazione fra standard volontari e obblighi di legge, l’integrazione dei sistemi di prevenzione e garanzia con gli strumenti di governance aziendale saranno al centro del seminario “Autenticità e frodi” organizzato da CSQA il 24 ottobre a Bologna con l’obiettivo di confrontarsi sul tema con le imprese agroalimentari e i professionisti del settore.

“Con questo seminario vogliamo supportare le imprese italiane nell’individuazione degli strumenti per la prevenzione e la gestione delle frodi, inquadrando il tema nel contesto più generale della compliance e dei modelli organizzativi aziendali. Vogliamo promuovere l’adozione di modelli organizzativi che integrino governance aziendale, sistemi di gestione della compliance, valutazione e gestione dei rischi – dichiara Maria Chiara Ferrarese Vice direttrice di Csqa.

Info e iscrizioni al seminario “Autenticità e frodi” su http://bit.ly/35lIEoj

 

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Ocm: il sistema Unaproa si confronta con il Mipaaf

Il 17 ottobre si è tenuta a Roma presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi la riunione tecnica con le Op/Aop associate ad Unaproa sull’Ocm ortofrutta, alla presenza dei referenti ministeriali Roberto Cherubini e Antonio Fallacara. La riunione è stata introdotta dal consigliere Cesare Bellò che ha salutato i partecipanti sottolineando che “l’obiettivo principale dell’incontro tecnico è quello di trasferire agli operatori delle Op/Aop associate le informazioni che riguardano il sistema aggregato in una logica comunitaria e nazionale con riferimento all’attuazione dei programmi operativi”.
 
“Questo è il primo evento che Unaproa organizza dopo la presentazione della Strategia Nazionale per i Po 2018/22 all’Accademia dei Georgofili” al quale ho partecipato in prima persona anche con una testimonianza dell’Op Opo Veneto – prosegue Cesare Bellò – e dalla  successiva scomparsa di Antonio Schiavelli che teneva molto a questi incontri tecnici, perché sono l’occasione per confrontarsi con le persone che devono affrontare i problemi quotidiani riguardanti l’operatività delle società che operano come Op/Aop”.
 
“Dall’analisi dei dati presentati sul sistema aggregato in Op/Aop, sia a livello comunitario che nazionale – precisa Roberto Cherubini, dirigente Mipaaf – emerge in modo inequivocabile  come l’efficienza e l’efficacia del sistema organizzato passino attraverso una migliore organizzazione societaria e una congrua dimensione della rappresentatività economica”.
 
Nel corso della riunione tecnica sono state prese in esame alcune questioni operative introdotte recentemente dalla normativa nazionale che disciplina la materia delle Op/Aop e del Programma operativo. Altresì è stato effettuato un approfondimento sulle azioni di sistema che sono previste dalla Strategia nazionale vigente, nonché una disamina puntuale e precisa delle recenti disposizioni applicative della Disciplina ambientale.
 
“Considerata la complessità e delicatezza della Disciplina ambientale – dichiara Antonio Fallacara, funzionario Mipaaf  – è stato importante e costruttivo poter interagire con i soggetti che quotidianamente applicano le norme sui Programmi operativi e rispondere alle diverse sollecitazioni dei partecipanti”.
 
Unaproa esprime grande soddisfazione per la nutrita partecipazione all’incontro – nonostante l’imminente scadenza del termine per la presentazione dei Programmi operativi – perché crede che questi appuntamenti rappresentino la strada obbligata per una maggiore qualificazione del sistema aggregato e per una filiera sempre più performante.
 
Fonte: Ufficio stampa Unaproa 
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Ortofrutta “free from”, una nicchia sempre più di successo

Il cosiddetto universo dei prodotti “free from” rappresenta ormai una tendenza di consumo sempre più radicata nelle abitudini alimentari un po’ in tutto il mondo, tanto che anche in Italia sono comparse nella grande distribuzione vere e proprie corsie dedicata a questi prodotti, a partire da quelli “senza lattosio” e “senza glutine”, sicuramente le due tipologie più richieste. Vanno incontro alle esigenze di chi è realmente intollerante o allergico, ma anche ad una percentuale di consumatori che desidera introdurre nella propria dieta alimentare dei prodotti “senza”.

Il mondo dell’ortofrutta è, però, probabilmente quello che meno di altri ha cavalcato questa tendenza, non enfatizzando l’eventuale “non presenza” di determinati elementi. Recentemente non è passata inosservata il lancio di una linea “Senza diserbanti” di mele presentata dal Consorzio melicolo della Val Venosta, dove la parola “Senza” spicca in modo davvero predominante, ma in generale sono pochi gli esempi di brand della filiera ortofrutticola che enfatizzano questi aspetti.

Anche per il pomodoro, invece, qualcosa si sta muovendo e, dall’esame di due case history sembra proprio che la presenza di pomodori “nichel free” vada a colmare una domanda ben presente e che sino ad ora non era coperta da una offerta ad hoc.


Si chiama Sfera ed in pochissimo tempo è arrivata ad impiegare 250 dipendenti. Nella loro strategia di impresa entra il  free from – oltre il pomodoro nichel free producono anche insalata, basilico e cavolo – in grado di intercettare un bisogno.

La visione aziendale. «Il consumatore consuma di meno, ma vuole qualità più alta. È sempre più attento a tutti i meccanismi, per esempio se vengono pagati stipendi e contributi. La sostenibilità è a più ampio raggio, anche sociale e culturale. Significa condividere i nostri valori con i dipendenti, i primi consumatori. E la nostra cultura si riverbera sul territorio in cui viviamo e lavoriamo e di cui ci prendiamo cura».

E la produzione nichel free è diventata anche una community. Su Facebook si è creato un gruppo dedicato: “Sfera Agricola Customer care con oltre 10 mila gli iscritti, compresi moltissimi chef.

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L’Azienda Gandini, certificata nichel free, è un altro esempio di successo.

In questo caso, la sperimentazione e l’introduzione di innovazioni tecnologiche ha portato alla scelta idroponica e, quasi inconsapevolmente, al pomodoro nichel free.

La visione aziendale. «I nostri pomodori non assorbono nichel dal terreno, perché sono coltivati fuori suolo. I livelli sono così bassi che non hanno conseguenze sul consumatore. Siamo stati primi a presentare la richiesta di certificazione. Prima erano presenti sul mercato creme e bracciali nichel free, ma per quanto riguarda il cibo non c’era niente». Per chi deve rinunciare al pomodoro a causa dell’intolleranza al metallo è un’ancora di salvezza.

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Agrinsieme chiede al Mipaaf la riconvocazione del tavolo per il settore agrumicolo

“Quello agrumicolo è un comparto di notevole rilevanza per l’economia del Paese, rappresentando circa il 25% degli acquisti di frutta per il consumo domestico, anche se nell’ultimo decennio, a causa di numerose avversità di carattere atmosferico e sanitario, quale ad esempio il cosiddetto virus della tristezza, si è registrata una sensibile riduzione delle superfici e della produzione; tale calo ha danneggiato l’Italia nei confronti dei propri competitor europei, primi fra tutti la Spagna, che nel medesimo periodo ha aumentato la produzione di arance del 24%, diventandone il primo esportatore mondiale, e ha raggiunto un primato analogo in relazione alla produzione di mandarini e clementine”. Lo ha sottolineato il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, intervenendo in audizione in Commissione Agricoltura della Camera dei deputati nell’ambito della discussione congiunta di risoluzioni per iniziative a sostegno del settore agrumicolo.
 
“In ragione di ciò, è sempre più urgente la redazione di un Piano nazionale agrumicolo, adeguatamente accompagnato da risorse finanziarie, utile per programmare gli interventi necessari nel breve e nel lungo periodo e per orientare concretamente il rilancio dell’agrumicoltura nazionale, anche attraverso il coordinamento con gli strumenti di programmazione regionale”, ha suggerito Agrinsieme.
 
“In tale ottica, è prioritario riconvocare il prima possibile il Tavolo di settore al Ministero delle Politiche agricole e riavviare l’iter di approvazione e il confronto sullo schema di decreto del Mipaaf per l’avvio del Fondo nazionale agrumicolo, approvato dalla Conferenza unificata lo scorso febbraio”, ha proseguito il Coordinamento, ricordando che “in Italia manca una base di dati univoca che consenta di avere contezza del patrimonio agrumicolo nazionale ed è pertanto indispensabile l’istituzione di un catasto”.
 
Quanto al commercio internazionale, ad avviso di Agrinsieme “bisogna prevedere una valutazione preventiva e accurata delle concessioni oggetto di accordi bilaterali e di provvedimenti unilaterali, in maniera che queste non perturbino le condizioni del mercato interno; in ogni caso vanno previste clausole di salvaguardia di immediata attivazione nel caso di pregiudizio ai produttori europei, anche con specifico riferimento a determinati areali produttivi”, ha concluso il Coordinamento.
 
Fonte: Ufficio stampa Agrinsieme 
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Top Fresh Retailer 2020: i migliori gruppi distributivi per i fornitori di ortofrutta

Qual è il miglior gruppo distributivo operante in Italia secondo il giudizio dei fornitori di ortofrutta? Per il quarto anno consecutivo in cima alle preferenze c’è Esselunga, il gruppo che nel 2018 ha raggiunto un fatturato di 7,9 miliardi di euro, con una presenza importante nel Nord Ovest. Il premio, giunto alla sesta edizione, è frutto di un’indagine accurata che la testata giornalistica specializzata Fm – Fruitbook Magazine svolge presso i più qualificati produttori/fornitori italiani di ortofrutta: sono loro infatti, con il loro giudizio, a decidere chi premiare.

Passano gli anni, ma non cambia in modo sostanziale il giudizio dei fornitori di ortofrutta per l’uno o l’altro gruppo distributivo operante in Italia, almeno nelle posizioni di vertice. Esselunga si aggiudica anche per l’edizione 2020 il Top Fresh Retailer – è il quarto anno consecutivo – avendo preso le maggiori preferenze alla domanda: “Quali sono, tutto considerato, quelli che giudicate i migliori gruppi distributivi operanti in Italia con cui avere rapporti?”. Chiaramente incidono in modo significativo le condizioni economiche, ma sono elementi determinanti anche la professionalità dei buyer, la capacità di programmazione e di fare partnership, l’apertura alle novità e la flessibilità nella gestione delle criticità, la logistica di approvvigionamento, l’attenzione agli aspetti organolettici, etici e della sicurezza alimentare.

Sul podio dei “migliori” d’Italia vanno anche Coop Consorzio Nord Ovest (vincitore delle prime due edizioni del premio) e l’universo Conad. Precisiamo che non si chiede di premiare un’insegna, ma la centrale di acquisto, legata all’insegna, con cui si hanno i rapporti commerciali. Quindi l’universo Conad non è considerato come un’unica entità ma come 7 cooperative (ora in via di fusione) separate cui si aggiungono gli uffici centrali di Bologna. E a svettare in questo caso è ancora una volta Conad PAC 2000A, che si aggiudica il premio Top Fresh Retailer 2020 nella categoria “Il miglior gruppo distributivo del Centro Sud Italia”, davanti alla pugliese Megamark e alla toscana Unicoop Firenze.

Restando in ambito geografico, quello che viene considerato dai fornitori di ortofrutta come il miglior gruppo del Nordest – questa categoria è una novità del 2019 – risulta essere dall’indagine Aspiag Service, la concessionaria del marchio Despar nel Nordest. In vetta alle preferenze dei fornitori per quest’area c’è anche Alì Supermercati e, in crescita rispetto agli anni scorsi, anche Pam Panorama. La padovana Alì Supermercati peraltro vince per il terzo anno di fila il premio come “Il miglior reparto ortofrutta d’Italia”.

Un’altra categoria introdotta nel 2019 è l’attenzione a tutto ciò che attiene alla sfera della sicurezza alimentare, un tema su cui è sempre più attento il consumatore finale. Premesso che la distribuzione moderna è in generale molto attenta alla food safety, in questo caso il gruppo distributivo più attento, secondo il giudizio dei fornitori, è Lidl Italia, seguito da vicino da Esselunga e Coop Italia. Per quanto riguarda invece il tema dell’innovazione a 360 gradi, è Aldi Italia che, fresco di debutto in Italia, riscuote i maggiori consensi rispetto agli altri gruppi distributivi. Determinanti in questo caso sono la politica di prezzo (e scontistica) chiara, la capacità di fare programmi e rispettarli, l’attenzione elevata agli aspetti organolettici, l’estrema efficienza di tutti i processi: tutte qualità oggi poco riscontrabili nel panorama distributivo italiano, che nella maggior parte dei casi risulta ancora frammentato, inefficiente e, nel rapporto con i fornitori, sempre più mono-focalizzato sul prezzo.


Le dichiarazioni dei vincitori

TOP FRESH RETAILER 2020 – IL MIGLIOR GRUPPO DISTRIBUTIVO D’ITALIA
ESSELUNGA – Francesco Piacenti – Responsabile Acquisti Frutta e Verdura
“Il premio Top Fresh Retailer 2020, che Esselunga è lieta di aver ricevuto, riconosce l’impegno quotidiano nel cercare di offrire, con la proficua collaborazione dei nostri fornitori, oltre 500 prodotti di elevata qualità e freschezza provenienti dalle zone più vocate per le produzioni ortofrutticole”.TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR REPARTO ORTOFRUTTA D’ITALIA”
ALÌ SUPERMERCATI – Giuliano Canella – Responsabile Freschissimi
“Il nostro gruppo da sempre, ma oggi ancor di più, ritiene che la qualità del prodotto sia alla base di tutto, una priorità assoluta. Laddove la qualità sia estetica che gustativa deve essere reale, tangibile e soprattutto percepita in quanto tale dal consumatore finale, si devono aggiungere poi continue e numerose attività rivolte a valorizzare al meglio l’ortofrutta. Quindi si ripercorrono per esempio progetti con legami forti con il territorio in cui si è presenti e collaborazioni con enti sociali per promuovere tematiche sensibili al fattore umano. In quarta e quinta gamma abbiamo implementato planogrammi con gestione puntuale dello scaffale, mentre una profondità assortimentale di prodotti ad alto contenuto di servizio completa una politica dell’insegna rivolta alla freschezza e al servizio. Infine un personale attento, preparato e disponile racchiude la differenziazione e la distintività che il reparto ortofrutta di Alì vuole esprimere”.TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL GRUPPO PIÙ INNOVATIVO”
ALDI ITALIA – Carlo Fallico – Corporate Buying Director
“Grazie per questo importante riconoscimento che premia l’impegno di ALDI per il secondo anno di seguito. Siamo veramente felici che molti dei nostri fornitori parlino positivamente di noi, come un’azienda seria con la quale poter avviare collaborazioni di lungo periodo. Ed è proprio questo il nostro impegno: crescere insieme instaurando veri e propri rapporti di partnership. Cogliamo l’occasione anche per ringraziare i nostri fornitori per il sostegno che ci hanno dato fin dal nostro arrivo in Italia. ALDI crede nei fornitori italiani e il 75% di tutti i prodotti alimentari in assortimento nasce proprio dalla collaborazione con loro. Selezione efficace dei prodotti e ricerca della qualità, unite a sicurezza e innovazione, guidano le nostre scelte con l’obiettivo di soddisfare i nostri clienti con prodotti di ottima qualità al giusto prezzo”.
TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL GRUPPO PIÙ ATTENTI ALLA FOOD SAFETY”
LIDL ITALIA – Angela Cossu – Responsabile Assicurazione Qualità
“Siamo davvero molto orgogliosi di ricevere per il secondo anno consecutivo il premio Top Fresh Retailer nella categoria “Food Safety”, un ambito, quello della sicurezza alimentare, a cui noi di Lidl teniamo molto. Siamo inoltre molto soddisfatti del fatto che questo premio ci venga attribuito dai nostri fornitori. Riteniamo infatti che la sicurezza alimentare non debba essere interpretata come un processo di controlli a scopo puramente punitivo o sanzionatorio, ma debba essere considerata un percorso di miglioramento costante per entrambe le parti. È solo infatti attraverso una stretta collaborazione con i nostri fornitori che si riescono a ottenere i risultati migliori. Ringrazio quindi tutti i nostri fornitori che con noi lavorano duramente per garantire ai nostri clienti prodotti sempre più sani, sicuri e sostenibili”.

TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR GRUPPO DEL NORDEST”
ASPIAG SERVICE – Nicola Faccio – Area Manager Acquisti Frutta e Verdura
“Siamo onorati, come azienda, di aver ricevuto questo riconoscimento e di averlo ricevuto proprio da quei fornitori che ormai per noi sono diventati veri e propri Partner. Crediamo fortemente che il cambiamento e l’innovazione siano fondamentali nella nostra attività quotidiana; e la collaborazione di questi anni con i nostri fornitori, con i nostri partner, ci ha permesso di cambiare, di migliorarci e di crescere. La crescita e l’innovazione sono stati reciproci: hanno portato sempre a un’innovazione tecnica e di prodotto e a un miglioramento che vediamo riconosciuto non solo in quello che vendiamo, ma anche nella soddisfazione dei nostri clienti, mai come oggi evoluti e informati. Crediamo che questa sia la strada da percorrere in futuro, in una collaborazione positiva che mette al centro prodotto e cliente e che ci consente di stare al passo con questi tempi veloci”.

TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR GRUPPO DEL CENTRO-SUD”
CONAD PAC 2000A – Michele Capoccia – Direzione Generale Ortofrutta
“Siamo veramente felici di ricevere per il quinto anno consecutivo questo prestigioso premio che, in un certo qual modo, avvalora le scelte in temine di politiche commerciali e programmazione fatte negli anni con i nostri fornitori che ci piace definire partner. Grazie anche al Consorzio Nazionale per aver sempre più negli anni implementato la filiera dei prodotti a marchio nei vari brand – Conad Percorso Qualità, Conad Verso Natura Bio e Sapori&Dintorni – creando un forte elemento di distintività sul mercato e un processo di selezione e garanzia sui prodotti. Non possiamo dimenticare anche i nostri soci e tutte le maestranze che operano nei punti vendita che quotidianamente ci danno fiducia e finalizzano in modo perfetto le scelte fatte, con grande impegno e sacrificio. Ci aspettano sicuramente sfide sempre più importanti, nuovi scenari di mercato da interpretare, ma siamo convinti che, se continueremo a dare e ricevere fiducia dai nostri partner, raggiungeremo gli obiettivi attesi”.

Fonte: Corriere Ortofrutticolo

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A Novembre il B2B internazionale dell’ortofrutta

Manca un mese al più importante appuntamento dell’anno in Italia per incrementare le esportazioni di ortofrutta The Rome Table, il B2B internazionale che si terrà presso l’A.Roma Lifestyle Hotel giovedì 7 e venerdì 8 novembre 2019.

In due giorni, le aziende partecipanti avranno l’opportunità di conoscere buyer esteri attentamente selezionati in base al loro interesse per le produzioni italiane e per alcuni prodotti in particolare e di incontrarne fino a 20 in incontri d’affari individuali pre-ordinati secondo un preciso calendario prefissato: un’opportunità unica nel nostro Paese in una location comoda, sia per chi venga da Sud che per chi venga da Nord, come Roma.

È prevista la presenza di 30 aziende-buyer25 straniere oltre a 5 catene della GDO italiana. I Paesi europei di provenienza dei buyer sono:  Belgio,  Croazia, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Polonia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria. I Paesi extra-UE che saranno rappresentati a Roma sono: Arabia Saudita, Argentina, Brasile, Emirati Arabi, Giordania, Khazakistan, Kenya,  India, Libano, Uganda. Sono presenti tutte e tre le principali tipologie di buyer: category manager di catene della distribuzione organizzata, importatori con magazzino, agenzie di import-export.

Scarica il programma Brochure_The_Rome_Table_2019

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Consorzio Bestack innova la comunicazione dell’ortofrutta con flash mob

Mercoledì 25 settembre scorso una performance con 15 attori, ispirata al classico Disney La Bella e La Bestia, ha animato lo storico mercato coperto bolognese, coinvolgendo pubblico e passanti

L’evento, promosso dal Consorzio Bestack con il coinvolgimento di 13 brand leader del settore ortofrutticolo, ha come scopo quello di far conoscere il mondo della frutta e verdura da una prospettiva completamente inedita

Tra i banchi del Mercato delle Erbe di Bologna, mercoledì 25 settembre, è successo qualcosa di insolito. Belle, la protagonista del grande classico Disney “La Bella e la Bestia”, si è aggirata tra piramidi di mele e susine, pere e uva, kiwi e pomodori, incerta nella scelta, tra tante bontà. Sono stati i negozianti a consigliarla, svelando, in un irresistibile dialogo in musica, i segreti della loro merce migliore. È stato infatti un vero e proprio FLASH MOB teatrale e musicale unico nel suo genere, quello che si è svolto nel cuore città felsinea. Un musical mai realizzato prima d’ora, ambientato in uno dei luoghi quotidiani più animati, frequentati, colorati e caratteristici di Bologna, che unisce due mondi apparentemente lontani, ma uniti dalla passione: l’ortofrutta e il teatro.

L’evento bolognese del 25 settembre, organizzato sotto la direzione artistica di Alberto Ricci, è la seconda tappa di un progetto innovativo di comunicazione e informazione sul mondo ortofrutticolo ideato da Bestack, il Consorzio nazionale dei produttori di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta.  Tutto è iniziato con il contest teatrale “Spettacoli alla Frutta”, realizzato lo scorso maggio alla fiera Macfrut di Rimini, in partnership con 13 aziende leader del settore ortofrutticolo. “Spettacoli alla Frutta” ha aperto una strada in questa direzione, creando grande sintonia tra le aziende coinvolte e spingendole a esplorare una nuova modalità di comunicazione per il settore, capace di raccontare l’eccellenza del prodotto attraverso un linguaggio appassionato e coinvolgente, quello del teatro, dando allo stesso tempo l’opportunità a compagnie amatoriali di sperimentare la propria abilità e di esibirsi in contesti decisamente fuori dal comune, affrontando testi curiosi e insoliti.

Protagonisti del flash mob bolognese del 25 settembre sono stati 15 attori, alcuni in abiti di scena e altri mimetizzati tra negozianti e clienti, provenienti da tre compagnie amatoriali romagnole: Qaos, OGM-Organismi Geneticamente Musicalizzati e Compagnia delle Rose. Nei panni di Belle c’era Bianca Sabiu, giovane talento forlivese, figlia di Marco Sabiu, spumeggiante direttore d’orchestra del Festival di Sanremo e collaboratore di Ligabue, Pavarotti e Morricone, che ha collaborato alla realizzazione della parte musicale dell’evento.

La performance, nata come originale sorpresa per le aziende coinvolte in omaggio ai loro prodotti – l’arancia rossa di Sicilia di Oranfrizer, la fragola Solarelli della Basilicata, la mela Melinda della Val di Non, le pesche e nettarine dell’Emilia Romagna Valfrutta Fresco, il pomodoro autentico di Sicilia e Sardegna iLcamone, l’uva di Puglia Viviana, il kiwi Jingold dal cuore colorato, la susina-albicocca Metis, il carciofo di qualità Violì, il melone dolce e precoce di Sicilia del Consorzio Mundial, l’anguria midi dal look fashion Perla Nera, la regina delle pere Angelys e i piccoli frutti Delizie di bosco del Piemonte – si è trasformata presto in una sorpresa per l’intera città e in un’occasione per raccontare in maniera inedita il mondo della frutta a un pubblico ampio e variegato.

“Quella del flash mob – spiega il direttore artistico Alberto Ricci – è un’idea che piace, perché coinvolge e allo stesso tempo ‘fa festa’. Ecco perché nuovamente abbiamo unito il teatro, l’ortofrutta e le confezioni in cartone ondulato di Bestack, attive contro gli sprechi: perché ci piace l’idea di festeggiare e sorprendere, cosi come è sorprendente il legame che unisce la passione di chi fa teatro e quella di chi lavora tutti i giorni nell’ortofrutta e studia nuove idee per proteggerla, anche attraverso il packaging. Spettacoli alla Frutta 2.0 parte proprio da qui!”.

“Crediamo che sia compito di tutti gli attori della filiera contribuire alla promozione del settore ortofrutticolo – dichiara il direttore di Bestack, Claudio Dall’Agata -. Noi lo facciamo facendo innovazione, con un brevetto, quello dell’imballaggio Attivo in cartone ondulato, che mantiene la qualità della frutta nel tempo e riduce gli sprechi alimentari, ma anche proponendo modalità innovative di comunicazione e di informazione. Nasce così l’idea di organizzare un flash mob teatrale ‘al sapore di frutta’ in luogo iconico di Bologna, dove si acquista di frutta e verdura. Con questo evento al Mercato delle Erbe abbiamo parlato di frutta e verdura ai presenti, facendo vivere a ognuno una shopping experience da ricordare. Crediamo infatti che l’incremento dei consumi di ortofrutta possa passare anche da iniziative di questo tipo, mettendo al centro la bontà dei prodotti dell’eccellenza italiana, comunicando le loro peculiarità e occupandosi anche di come e dove vengono venduti, al fine di suscitare un’emozione nel consumatore”.

Per saperne di più su Consorzio Bestack

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Pubblicato in GU il Decreto per creazione e consolidamento dei distretti del cibo

Con il DECRETO 22 luglio 2019 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, forestali e del Turismo, pubblicato in GU il 23.09.2019, sono stati definiti i criteri, le modalità e le procedure per l’attuazione degli interventi per la creazione e il consolidamento dei distretti dei cibo.

La creazione e consolidamento dei “distretti del cibo” viene attuata attraverso i  Contratti di distretto e Contratto di distretto Xylella.

Il Contratto di distretto ha lo scopo di promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole a agroalimentari. Il Contratto di distretto deve quindi anche favorire processi di riorganizzazione delle relazioni tra i differenti soggetti delle filiere operanti nel territorio del distretto del cibo, al fine di promuovere la collaborazione e l’integrazione fra i soggetti delle filiere, stimolare la creazione di migliori relazioni di mercato e garantire prioritariamente ricadute positive sulla produzione agricola.

Il Contratto di distretto Xylella, oltre quanto previsto per i Contratti del Cibo, ha lo scopo di realizzare un programma di rigenerazione dell’agricoltura nei territori colpiti dal batterio Xylella fastidiosa, anche attraverso il recupero di colture storiche di qualità.

Il Contratto di distretto si fonda su un Accordo di distretto sottoscritto tra i diversi soggetti operanti nel territorio, che individua il soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, incluso il programma, i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci.

Al Contratto di distretto possono partecipare sia soggetti beneficiari, impegnati direttamente nella realizzazione di specifici progetti, sia soggetti coinvolti indirettamente che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi di integrazione di filiera. In ogni caso, il Contratto di distretto è sottoscritto dai soli soggetti facenti parte dell’Accordo di distretto che sono beneficiari delle agevolazioni in quanto direttamente coinvolti nella realizzazione del Programma.

Sono soggetti beneficiari delle agevolazioni del Contratto di distretto le seguenti categorie di imprese:

a) le imprese come definite dalla normativa vigente, anche in forma consortile, le società cooperative e loro consorzi, nonché le imprese organizzate in reti di imprese, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

b) le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente;

c) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51 per cento del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente. Il capitale delle predette società può essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, agricole o commerciali;

d) i distretti di cui al comma 1 del Decreto 22 luglio 2019,  laddove costituiti in forma societaria.

Il Programma deve essere articolato in diverse tipologie di interventi ammissibili in relazione all’attività svolta dai soggetti beneficiari e dimostrare l’integrazione fra i differenti soggetti in termini di miglioramento del grado di relazione organizzativa, commerciale e in termini di distribuzione del reddito e di vantaggio distrettuale.

Gli interventi ammissibili alle agevolazioni comprendono le seguenti tipologie:

a. investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;

b. investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari;

c. investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli, nei limiti individuati nei provvedimenti;

d. costi per la partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualita’ e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;

e. investimenti per la promozione dell’immagine e delle attivita’ del distretto;

f. progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo e agroalimentare.

criteri definiti dal decreto pongono le basi per la futura pubblicazione dei bandi a sostegno dei Distretti del cibo. Gli interventi agevolativi saranno infatti attuati con successivi provvedimenti che individueranno, oltre a quanto previsto nel decreto, le condizioni di ammissibilità dei progetti, i requisiti di accesso dei beneficiari, le spese ammissibili, la forma e l’intensità delle agevolazioni, nonché i termini e le modalità per la presentazione delle domande.

 


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Ad Amendolara (CS), la prima edizione della festa della mandorla

Domenica 29 settembre ad Amendolara,  l’Amministrazione Comunale ha organizzato la prima edizione della festa della mandorla di Amendolara.

Già in mattinata il Sindaco, Avv. Ciminelli, in una partecipata manifestazione pubblica ha fatto il punto della situazione sul processo di valorizzazione della mandorla. In particolare si è sottolineato che già nel corso dell’anno, grazie al prezioso contributo scientifico del CRSFA di Locorotondo Basile Caramia e dell’ARSAC,  è stata ottenuta   la prestigiosa iscrizione della mandorla di Amendolara  al Registro Nazionale delle varietà di piante da frutto di varietà storiche e autoctone calabresi .

Nel pomeriggio ed in serata nella piazza principale del Paese sono stati predisposti stand di degustazione di prodotti trasformati a base di  mandorla di Amendolara che sono stati molto apprezzati dai visitatori.

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In 20 anni il frutteto in Italia ha perso un quarto delle superfici

Il cambiamento climatico e l’omologazione dei consumi stanno colpendo anche i frutteti. E questo è un problema per diverse ragioni. Per la nostra dieta, per quella degli altri animali, ma anche per la lotta al climate change. Meno piante significa meno lavoro e meno contrasto all’inquinamento. A sostenerlo è l’ultimo report della Coldiretti, diffuso al Villaggio contadino di Bologna con l’Arca di Noè della fattoria italiana. A presenziare all’evento, nel giorno del terzo Friday for Future, flora, fauna, cibi a rischio di estinzione e agricoltori, giovani e studenti.

Il Secolo scorso e il confronto con oggi

Nel corso degli ultimi 100 anni sono scomparse dalla nostra tavola tre varietà di frutta su quattro. La perdita di biodiversità riguarda l’intero sistema agricolo e di allevamento: il rischio di estinzione si estende dalle piante coltivate agli animali allevati.

Se nel XX secolo potevamo contare sulla presenza di 8.000 varietà di fruttaoggi il numero è sceso a poco meno di 2.000. Di queste, 1.500 sono considerate a rischio “estinzione” anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale, che privilegiano le grandi quantità e la spersonalizzazione dell’offerta.

L’omologazione e la standardizzazione delle produzioni a livello internazionale concorrono a mettere in pericolo gli antichi semi della tradizione italiana, sapientemente custoditi da generazioni di agricoltori. E questo è un pericolo sia per i produttori che per i consumatori. A rischio c’è il patrimonio alimentare, culturale e ambientale del Made in Italy. Sovranità alimentare e biodiversità sono ora sotto attacco.

Tuttavia, negli ultimi anni l’agricoltura italiana ha invertito la rotta, diventando la più green d’Europa. L’Italia, evidenziano i dati di Coldiretti, è l’unico Paese al mondo che può vantare 5.155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg. È anche leader europeo con quasi 60 mila aziende agricole biologiche, forte della scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni, a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare.

L’Italia conta 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei vicini francesi e 533 varietà di olive autoctone contro le 70 spagnole.

Quanto offre oggi il “frutteto” italiano

Nell’arco di un ventennio, il “frutteto italiano” ha visto un crollo netto del 23%. A risentirne di più sono state le pesche, con la superficie coltivata a loro disposizione ridotta del 38%. Seguono uva da tavola (-35%), pere (-34 %), limoni (-27%), arance (-23%), mele (-17%), clementine e mandarini (-3%). Un grave danno non solo economico ed occupazionale ma anche ambientale.

“Con l’estinzione dei frutteti viene a mancare il prezioso ruolo di contrasto dell’inquinamento e del cambiamento climatico svolto proprio dalle piante, capaci di ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri pm10”, sottolinea il report Coldiretti.

Frutta salva-ambiente

La superficie italiana destinata a colture legnose (come frutteti e vigneti) è di circa 2.5 milioni di ettari: il 25% della superficie boschiva totale. Il ruolo della frutticoltura nella tutela dell’ambiente deriva dalla sua capacità di catturare CO2: un’azione che potrebbe ulteriormente essere potenziata.

Un ettaro di frutteto in produzione è in grado di catturare 20mila kg di anidride carbonica all’anno, contrastando le polveri sottili PM10 e abbassando la temperatura dell’ambiente circostante durante le estati più calde e afose. Non a caso, rilevano i dati Ispra, la differenza di temperatura estiva delle aree urbane rispetto a quelle rurali raggiunge spesso valori superiori a 2°C nelle città più grandi.

Se le emissioni inquinanti non verranno ridotte entro la fine del secolo, la produzione di grano potrebbe calare del 20%, del 40% quella della soia e del 50% quella del mais. “Ma i cambiamenti climatici” continua Coldiretti “hanno un impatto negativo anche sullo stesso valore dei terreni che potrebbero subire una perdita tra il 34 e il 60% nei prossimi decenni rispetto alle quotazioni attuali. E questo proprio a causa dell’innalzamento delle temperature che minaccia anche i redditi agricoli, rischiando di far aumentare la domanda di acqua per l’irrigazione dal 4 al 18%”.

“Un conto salato per un’agricoltura che ha già perso negli ultimi dieci anni ben 14 miliardi di euro tra danni alla produzione agricola nazionale e alle strutture e alle infrastrutture a causa delle anomalie del clima”. L’attuale tendenza alla tropicalizzazione è un nemico, per le coltivazioni, sempre più difficile da affrontare. Sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense, il rapido passaggio dal sole al maltempo, ma anche sbalzi termici significativi compromettono i raccolti.

Allora come aiutare il mondo ortofrutticolo? Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini non ha dubbi. “Mettere più frutta italiana nelle bibite per far tornare conveniente piantare alberi nel nostro Paese sarebbe la vera svolta green che aiuta l’ambiente, la salute e l’economia e l’occupazione Made in Italy”.

“Oggi si continua a tollerare la presenza nelle bevande analcoliche di appena il 12% di frutta senza neanche l’obbligo di indicarne la provenienza, con un inganno per i consumatori ed un danno per i produttori. Occorre dire basta alle aranciate senza arance ed impegnarsi concretamente – conclude Prandini – nell’educazione alimentare a partire dalle scuole”.

L’azione di recupero della biodiversità è da attribuire ai nuovi sbocchi commerciali aperti dai mercati degli agricoltori e dalle fattorie di Campagna Amica, attivi in tutte le Regioni. Si tratta di opportunità che offrono, ad allevatori e coltivatori, varietà e razze a rischio di estinzione. Una parte di biodiversità che altrimenti non sarebbe mai sopravvissuta alle  attuali dinamiche di produzione e distribuzione.

“La difesa dell’ambiente – sottolinea la Coldiretti – è il vero valore aggiunto delle produzioni agricole Made in Italy. Investire sulla distintività è una condizione necessaria per le imprese agricole. Questo perché permette di distinguersi in termini di qualità delle produzioni e affrontare così il mercato globalizzato salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo”.

 

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In arrivo il nuovo standard ISO per i prodotti vegetariano e vegano

L’organizzazione internazionale per gli standard (ISO), con sede in Svizzera, sta lavorando ad una nuova certificazione per gli alimenti vegetariani e vegani che armonizzerà tutti gli standard normativi internazionali. Si chiamerà ISO 23662.

Si tratta di una risposta di disciplina, su base volontaria, che risponde ad una esigenza sentita da 30 milioni di cittadini europei i quali, secondo il rapporto Eurispes 2019, lamentano la difficoltà di individuare e acquistare alimenti adeguati alla loro dieta, esigendo di poter leggere con maggior chiarezza nelle etichette la tipologia di prodotto che acquistano.

Anche per questo, a novembre 2018 è partita la prima raccolta firme all’interno dell’Unione, che scadrà dopo un anno, ossia tra due mesi, con l’obiettivo di avviare all’interno della Commissione europea, la discussione dell’etichettatura per alimenti espressamente indicati come ‘non vegetariani’, ‘vegetariani’ e ‘vegani’.

Le tendenze alimentari Veg sono in continua crescita ma da un punto di normativo non hanno ancora una definizione e un significato univocamente riconosciuti. È stato questo gap a spingere l’iniziativa di ISO che sta lavorando già da nove mesi per individuare degli standard internazionali comuni. Il progetto di regolamentazione è partito, infatti, a gennaio di quest’anno e riguarderà esclusivamente la materia prima (il prodotto venduto) e non anche gli imballaggi.

Una certificazione del genere rappresenta un’opportunità per le aziende che vogliono inserirsi in questo trend di consumo in grande crescita che si basa su una maggiore attenzione agli aspetti etici dell’agricoltura, a quelli salutistici e al rispetto dell’ambiente e che interessa (tra vegani e vegetariani), il 7,3% della popolazione italiana, con una maggiore incidenza in Sicilia e Sardegna dove si registrano picchi superiori al 10%.

In Italia manca una normativa specifica che definisca i requisiti di questo specifico settore alimentare anche se nel 2018 erano state presentate due proposte di legge. Nell’attuale incertezza normativa sono nati molti marchi per prodotti vegetariani o per certificazioni per prodotti vegetariani creando molta confusione fra i consumatori e che peraltro hanno due significati profondamente diversi.

Il marchio ‘prodotto vegetariano’ è un’autocertificazione che le aziende ottengono riconoscendo una royalty al titolare del marchio il quale concede i diritti di utilizzo e può effettuare dei controlli periodici sull’azienda. È un processo che risponde unicamente alla normativa UNI EN ISO 14021 cioè lo standard internazionale relativo alla certificazione ambientale di prodotto e indica che l’azienda produttrice è responsabile di quanto dichiarato sui propri prodotti.

La certificazione ‘prodotto vegetariano’ prevede invece il rispetto di un disciplinare molto più rigido e viene rilasciata a fronte di controlli approfonditi e ripetuti da parte di un ente certificatore esterno riconosciuto che ha la responsabilità di garantire il rispetto dei requisiti del disciplinare.

In Italia la certificazione più diffusa nell’ambito vegetariano è Qualità Vegetariana (V label, anche conosciuta come ‘Germoglio’) promossa dall’AVI, l’Associazione vegetariana italiana, che ha sviluppato un disciplinare di produzione sia per prodotti vegetariani che vegani. In questo caso la certificazione viene rilasciata dopo il superamento di un’ispezione (audit) da parte di un ente terzo riconosciuto. Queste certificazioni sono diffuse in tutt’Europa grazie alle ollaborazioni fra l’Avi e le altre associazioni Ue di vegetariani riunite nell’Evu ossia la European Vegetarian Union.

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Ministra Bellanova: “Agricoltura strategica per gli obiettivi Agenda 2030

I nostri suoli vanno protetti e curati: fondamentali per invertire la rotta. Coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica”.

L’agricoltura può svolgere un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030. La sostenibilità ambientale deve però essere coniugata sempre alla sostenibilità economica dei processi produttivi, senza la quale le imprese agricole non sarebbero messe nelle condizioni di operare al meglio. Questi i temi al centro del dibattito del consiglio informale dei Ministri dell’Agricoltura riuniti oggi, 24 settembre 2019, a Helsinki sotto la Presidenza finlandese.

In questo contesto, è stata analizzata anche la proposta di riforma della Politica agricola comune post 2020 ed evidenziata l’esigenza di prevedere la necessaria sussidiarietà e flessibilità, perché l’agricoltura europea è molto diversa da regione a regione. Occorre inoltre tenere sempre presente l’obiettivo della semplificazione, evitando le complesse sovrapposizioni di azioni e misure con i tre livelli di impegno previsti dalla proposta di riforma: condizionalità rafforzata, eco-schema, misure agro-ambientali del secondo pilastro.

Sono alcune delle questioni sollevate stamane dalla Ministra Teresa Bellanova nel corso della riunione di Helsinki.
“Affrontare insieme la crisi climatica in atto è fondamentale – ha affermato la Ministra – e l’Italia vuole essere in prima fila con un modello di agricoltura sostenibile a livello economico, sociale e ambientale. I nostri suoli vanno protetti e curati, perché possono essere una delle chiavi fondamentali per invertire la rotta. Sul piano operativo, non esiste una ricetta buona per tutte le agricolture europee perché le misure per aumentare il contenuto di sostanza organica nei terreni sono profondamente diverse da regione a regione. Per questo crediamo che ogni Stato membro deve avere la possibilità, nell’ambito del proprio Piano strategico, di definirne una lista in grado di rappresentare la migliore soluzione possibile per aumentare la percentuale di carbonio nei suoli. Proponiamo impegni flessibili e adattabili alle diverse realtà territoriali. Pensiamo per esempio al ruolo importante dei pascoli permanenti, agli allevamenti estensivi che utilizzano pascoli legati a pratiche tradizionali, alle buone pratiche nei frutteti, alla gestione forestale sostenibile e all’utilizzo dei prodotti legnosi derivati”.

“Se i futuri Piani strategici della PAC consentiranno questi adattamenti – ha concluso Bellanova – avremo posto basi più solide per rendere più moderna l’agricoltura. Con risposte utili per le imprese agricole che dovranno essere consapevoli dell’importanza delle sfide che hanno di fronte e anche del loro ruolo primario. Non bisogna dimenticare, infine, che il contenimento delle emissioni di gas serra in agricoltura è un tema globale, non solo europeo. Per questo le politiche commerciali dell’Unione dovranno necessariamente considerare questi aspetti negli accordi commerciali con i Paesi terzi e l’Unione europea dovrà pretendere, nel rispetto del principio di reciprocità, garanzie equivalenti per i prodotti importati, in termini di sostenibilità ambientale, qualitativa e di sicurezza alimentare”.

A latere della riunione, la Ministra Bellanova ha incontrato il collega francese Didier Guillaume al quale ha ribadito la forte contrarietà italiana a eventuali tagli di bilancio sulla Pac, la necessità di semplificare le norme a favore degli agricoltori e riequilibrare la dotazione per l’Italia alla luce delle penalizzazioni subite con l’attuale programmazione, la necessità di rafforzare nel primo pilastro gli interventi settoriali e quella di salvaguardare ruolo e competenze delle Regioni, oggi penalizzate dalla proposta della Commissione.
Si è discusso anche di etichettatura dei prodotti alimentari, tema su cui la Ministra Bellanova ha ribadito l’importanza della trasparenza sull’indicazione dell’origine di tutti i prodotti agricoli.

Ufficio Stampa Mipaaf

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Donne in Campo-Cia lancia Agritessuti

Nuova filiera vale già 30 mln di euro, unendo agricoltura e moda ecofriendly. A Roma sfilata etica e case history per chiedere investimenti

Dimostrare che un’altra moda è possibile, il fashion agricolo può esistere, creando una filiera del tessile Made in Italy 100% ecosostenibile, con tessuti naturali e tinture green realizzate con prodotti e scarti agricoli. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Paesaggi da indossare – Le Donne in Campo coltivano la moda”, organizzata oggi a Roma dall’associazione femminile di Cia-Agricoltori Italiani, che ha appena lanciato anche il marchio registrato Agritessuti.

Le case history aziendali, così come la sfilata etica di abiti da sera e prêt-à-porter realizzati in stoffe bio e colorati con ortaggi, frutta, radici, foglie e fiori, hanno fatto da testimonial al progetto portato avanti da Donne in Campo-Cia per mettere insieme agricoltura, ambiente e abbigliamento. Una sfida che risponde prima di tutto alle richieste dei consumatori: la domanda di capi sostenibili in Italia, infatti, è cresciuta del 78% negli ultimi due anni e oggi il 55% degli utenti è disposto a pagare di più per capi ecofriendly.

Ma quali sono i numeri di questa filiera inedita degli agritessuti? Secondo stime Ciala produzione di lino, canapa, gelso da seta, oggi coinvolge circa 2.000 aziende agricole in Italia, per un fatturato di quasi 30 milioni di euro con le attività connesse. Se la filiera degli Agritessuti venisse incoraggiata -osservano le Donne in Campo- questa cifra potrebbe triplicare già nel prossimo triennio. Per esempio, coinvolgendo nell’immediato le 3.000 imprese produttrici di piante officinali, alcune anche tintorie, come lavanda e camomilla, allargandone il campo. E associando, ovviamente, la tintura dagli scarti dell’agricoltura: come le foglie dei carciofi, le scorze del melograno, le bucce della cipolla, i residui di potatura di olivi e ciliegi, i ricci del castagno.

“E’ una filiera tutta da costruire, ma di cui abbiamo il know-how, considerata la vicinanza tra le donne e la tradizione tessile, nella storia e ancora oggi -sottolinea la presidente nazionale di Donne in Campo-Cia Pina Terenzi-. Per questo, ribadiamo la necessità di dare vita a tavoli di filiera dedicati, al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestalia sostegno della produzione di fibre naturali, a cui andrà affiancata la creazione di impianti di trasformazione, diffusi sul territorio e in particolare nelle aree interne, per mettere a disposizione dell’industria e dell’artigianato un prodotto di qualità, certificato, tracciato e sostenibile”.

D’altra parte, è l’ONU per primo, con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, a sollecitare la costruzione di nuovi sistemi di produzione a minore impatto ambientale, e che anzi possano avere un ruolo positivo nei processi di riduzione dell’inquinamento, nel riciclo delle risorse e nella mitigazione dei cambiamenti climatici.

Oggi invece -sottolineano le Donne in Campo di Cia- l’industria tessile è la seconda più inquinante al mondo, responsabile del 20% dello spreco globale di acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica. Una maglietta richiede, in media, 2.700 litri d’acqua per essere prodotta, un jeans fino a 10.000 litri, utilizzando soprattutto fibre e coloranti di sintesi. Considerato che il consumo mondiale di indumenti è destinato a crescere di oltre il 60% entro il 2030, è evidente quanto siano enormi le potenzialità di una filiera del tessile ecologicamente orientata, fino a rappresentare il 15-20% del fatturato del settore in Italia (4,2 miliardi).

“La sostenibilità, come chiede l’ONU, deve permeare tutto il business del tessile -conclude Pina Terenzi- chiamato come gli altri settori a riformare se stesso: metodi di produzione salva-ambiente, con l’uso di tinture che sprecano meno acqua o l’utilizzo di rifiuti come materia prima. L’agricoltura dimostra di essere in prima linea in questo processo di cambiamento, con le donne promotrici di un nuovo modo di vivere la moda nel rispetto del pianeta”.

Sono intervenute all’evento Paola Ungaro, stilista e docente di tipologia dei materiali tessili; le imprenditrici agricole Luisa Bezzi con la “Canapa per il luxury Made in Italy” e Francesca Cosentino su “Dal Gelso alla Seta”; la ricercatrice del Crea Silvia Cappellozza. Per Cia-Agricoltori Italiani hanno partecipato Rosa Giovanna Castagna della Giunta nazionale e il direttore Rossana Zambelli.

Ha moderato l’iniziativa Fabiana Giacomotti, giornalista e storica della moda. La sfilata etica ha portato in passerella gli abiti dell’eco-stilista Eleonora Riccio.

Fonte: CIA – Agricoltori Italiani

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In Italia nasce il Digital Food Marketing Lab

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L’evoluzione della peschicoltura italiana:competitività e prospettive

Faenza, 12 settembre 2019 – Denis Pantini, responsabile di Agrifood Monitor, analizza l’evoluzione del comparto ortofrutticolo romagnolo e italiano negli ultimi anni nel corso dell’inaugurazione della “Cantina didattica e sperimentale Leonardo da Vinci” presso l’istituto professionale agrario di Persolino.

«La flessione nell’export di nettarine e di vino sfuso dalla Romagna discende da un trend negativo di mercato che ha interessato il settore a livello nazionale da diversi anni: si pensi che dal 2008 l’export di pesche e nettarine italiane è diminuito a volume di oltre il 50%, mentre quello di vino sfuso più del 20% – osserva Denis Pantini, direttore Agroalimentare Nomisma -.

Nel caso delle pesche e nettarine, la causa principale di tale calo discende da una saturazione del mercato europeo determinata da incrementi produttivi che non hanno trovato una valvola di sfogo in un aumento proporzionale dei consumi: basti pensare che cinquant’anni fa, quando la coltivazione era nel pieno del boom, l’Italia rappresentava il primo produttore europeo di pesche e nettarine con un peso dell’80% sui volumi prodotti dei 3 top paesi (Italia, Spagna e Grecia). Oggi tale incidenza è scesa al 35% pur mantenendo volumi di produzione poco distanti da allora, superiori a 1,3 milioni di tonnellate. Questo perché nel frattempo la Spagna – ma anche la Grecia – hanno aumentato sensibilmente le produzioni».

I motivi di tale “affollamento” di mercato sono diversi. Nel caso delle nettarine – come per il vino – la Spagna non solo può vantare una maggior efficienza grazie a minori costi di produzione (solo nella manodopera il gap di costo è di quasi il 40%) ma anche una miglior organizzazione e programmazione sia produttiva che commerciale. Senza contare che attualmente, sempre nel caso del mercato della frutta fresca, i consumatori possono contare su una maggior disponibilità di prodotti differenti lungo tutto l’anno (sia italiani che di importazione), mettendo in concorrenza pesche e nettarine con altri frutti che fino a pochi anni fa non erano in vendita nello stesso periodo.

Ed è anche per questo che è cambiata nel decennio la geografia dei frutteti romagnoli. La superficie investita a nettarine e pesche è crollata rispettivamente del 51% e del 54%, anche la Sau a pere è diminuita del 25%. Gli agricoltori romagnoli hanno convertito questi ettari ad altre produzioni: le superfici investite a kiwi sono passate da 3.062 a 4.419 ettari (+44%), quelle ad albicocco da 2.483 a 4.466 ettari (+80%). Il vigneto ha subito un ridimensionamento, ma da tre anni si è stabilizzato sui 23-24 mila ettari totali (nel 2008 copriva una estensione di oltre 28 mila ettari).

Scarica di seguito un estratto della presentazione di Denis Pantini

Agrifood Monitor – Pantini workshop confagricoltura Ravenna 12-9-19

Fonte: Agrifood Monitor

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Puglia, sabato 21 a Bari convegno sulla catena del valore in agricoltura

Bari, 19 settembre 2019 – “Agricoltura in Puglia: riequilibrare la catena del valore” è il tema al centro di un convegno promosso dal coordinamento di Agrinsieme Puglia, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italianiConfagricolturaCopagri Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che si terrà sabato 21 settembre, dalle ore 10:00 alla Fiera del Levante di Bari, nel padiglione 18-Sala Agorà.

Al momento di confronto, nell’ambito del quale verranno discusse numerose tematiche di stringente attualità inerenti al comparto primario, quali il costo del lavoro, la distribuzione del valore lungo la filiera e le possibili misure per riequilibrare la catena del valore in agricoltura, interverranno il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali Giuseppe L’Abbate e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Ai lavori sono inoltre previsti gli interventi del coordinatore nazionale di Agrinsieme Franco Verrascina e dei copresidenti del coordinamento Massimiliano GiansantiDino Scanavino e Giorgio Mercuri. Il convegno verrà introdotto dal coordinatore regionale di Agrinsieme Tommaso Battista e moderato dal presidente dell’Associazione Giornalisti Agricoli di Puglia-AGAP Michele Peragine.

“Durante l’incontro – spiega Agrinsieme Puglia – porteremo all’attenzione degli importanti ospiti istituzionali presenti la necessità di continuare a lavorare con sempre maggiore determinazione verso una reale semplificazione e sburocratizzazione a vantaggio del primario, anche in riferimento, ad esempio, alla pluralità di controlli ai quali sono sottoposte le aziende agricole. Oggetto del confronto, inoltre, sarà la situazione dell’ARIF, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, ma anche quella dei consorzi di bonifica e del PSR 2014-20; non mancherà poi, inevitabilmente, una riflessione sulla Xylella fastidiosa, anche alla luce degli esiti dell’odierno tavolo di confronto tenutosi al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali”.

Fonte: Agrinsieme

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Nocicoltura da frutto: innovazione e sostenibilità

I lavori di venerdì 20 si svolgeranno nell’Aula magna del Dipartimento di scienze e tecnologie agroalimentari in viale Fanin, 44-46, con inizio alle ore 8:30. Le diverse sessioni saranno dedicate a: evoluzione e prospettive della nocicoltura; propagazione, fisiologia, nutrizione e meccanizzazione; germoplasma, genetica e varietà; avversità e difesa; territorio, filiere e aspetti salutistici. Sabato 21 sono in programma visite tecniche a noceti della zona.

È prevista una quota di iscrizione.

Per ulteriori informazionisegreteria@soihs.orgwww.soihs.it

Per saperne di più Accedi da qui  Atti_9_9   agli Atti delle Giornate Tecniche “Nocicoltura da Frutto”

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EXPORT PASSport, corso di formazione ICE-Agenzia e Regione Calabria

Sono attualmente aperte le iscrizioni per il corso di formazione EXPORT PASSport – Tecniche per il commercio Estero realizzato da ICE-Agenzia su commissione della Regione Calabria.

Il corso, in partenza il 16 ottobre, è organizzato in sei giornate formative che si svolgeranno a cadenza settimanale dalle ore 09.00 alle ore 17.00.

Per consultare la Circolare informativa cliccare QUI.

Per iscriversi compilare entro l’08 ottobre il Modulo di adesione cliccando QUI.

Le lezioni si svolgeranno presso la sede della Regione Calabria – Viale Europa 88100 Catanzaro (Località Germaneto).

Durante il percorso le aziende partecipanti avranno modo di approfondire le seguenti tematiche:

Al termine del Modulo formativo le aziende potranno usufruire di un affiancamento personalizzato “Coaching” della durata complessiva di 15 ore erogato da un esperto della Faculty ICE.

Per la partecipazione alla fase di Coaching sarà attribuito a ciascuna azienda un aiuto di stato figurativo in regime “De Minimis” di importo pari a 1.650,00€

I settori ammissibili sono quelli che rientrano nel campo di applicazione del REGOLAMENTO (UE) n. 1407/2013 “De Minimis ART. 1 – aziende della pesca, dell’acquacoltura e della produzione primaria.

Non sono ammesse a partecipare le società di consulenza e/o i consulenti liberi professionisti.

Le aziende verranno ammesse in ordine cronologico fino all’esaurimento dei posti in sala.

 

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Come agiscono le promozioni sui consumi alimentari

Un prodotto alimentare su quattro viene acquistato dagli italiani in promozione con l’obiettivo di cercare il risparmio è ridurre i costi del carrello della spesa, con effetti evidenti sul contenimento dell’inflazione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti nel commentare i dati Istat sull’inflazione che ad agosto rimane contenuta.

Gli italiani – sottolinea la Coldiretti – sempre più spesso vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount, ma anche sperimentando canali alternativi come gli acquisti di gruppo, quelli on line o dal contadino. Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio – continua la Coldiretti – si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti: dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. Tra i prodotti alimentari venduti in offerta piu’ frequentemente ci sono – precisa la Coldiretti – quelli simbolo della dieta mediterranea che non possono mancare dalle tavole degli italiani e hanno quindi un effetto calamita sui clienti: dall’olio di oliva alla pasta, dalle conserve di pomodoro ai vini fino alla frutta.

Un onere che spesso ricade sui fornitori per effetto delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera a causa degli evidenti squilibri di potere contrattuale. Nei campi infatti è deflazione profonda con gli agricoltori che – denuncia Coldiretti – si vedono oggi pagare la frutta, dalle albicocche alle pesche, pochi centesimi, circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione. Gli agricoltori – sottolinea la Coldiretti – per potersi permettere un caffè devono vendere tre chili di frutta sulla quale pesano quest’anno i drammatici attacchi della cimice asiatica che nelle regioni del Nord ha distrutto i raccolti in numerose aziende.

Serve intensificare l’attività di controllo e vigilanza anche per evitare che vengano spacciati come nazionali prodotti importati ma è anche necessario al più presto il recepimento della direttiva (Ue) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali del 17 aprile 2019 per ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena di distribuzione degli alimenti, con l’introduzione di elementi contrattuali e sanzionatori certi rispetto a prassi che finora hanno pesantemente penalizzato i produttori.

Fonte: Coldiretti

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Rapporto Coop 2019, consumatori sostenibili e salutisti

Veloce, proteico, sostenibile ma soprattutto economico. Sono questi gli ultimi trend del cibo che sono emersi nel Rapporto Coop 2019 presentato a Milano lo scorso 11 settembre che disegnano un quadro delle tendenze di consumo e distribuzione del ready-to-eat che in cui emerge con molta nitidezza il crescente peso che stanno acquistando i discount in questo settore. Ma a patto che si convertano alle politiche  ‘green’.

“In un quadro di raffreddamento dei consumi e di accelerazione dei trend di fondo nei comportamenti delle persone – spiega Marco Pedroni, presidente Coop Italia -, abbiamo avviato nel 2019 una revisione profonda delle nostre politiche. A fine settembre lanceremo una nuova campagna di informazione e comunicazione che evidenzierà lo stretto rapporto tra i valori di Coop e la sua offerta di prodotti e servizi. Il prodotto a marchio Coop, che continua a crescere nelle quote, sarà il perno delle nostre azioni future e lavoriamo su questo in stretta correlazione con la propensione green degli italiani e le loro scelte d’acquisto. In questa fase gli investimenti di Coop, per oltre 500 milioni, sono rivolti in gran parte al miglioramento dell’offerta nell’attuale rete di punti vendita piuttosto che a nuove aperture”.

Secondo il Rapporto, i consumatori italiani con un potere di acquisto sempre più eroso, sono a caccia di ‘medietà’, cioè di rifugiarsi in un alone di normalità da ceto medio. Il rapporto li classifica in Perennials e Generazione Greta. I primi sono i nuovi italiani ‘senza età’ che superati i 40 anni, non si rassegnano al passare del tempo e si reinventano ogni giorno nel corpo e nello spirito. Sono caratterizzati da un’attitudine mentale aperta, di indole curiosa, in buona condizione fisica, il 44% di loro è ottimista, nei loro comportamenti sono persino più ‘green’ dei millenials. I secondi, sono invece quei giovani (agli antipodi rispetto ai Neet) più consapevoli dei rischi climatici e votati alla salvaguardia dell’ambiente (l’82% è disposto a ridurre al minimo gli sprechi), impegnati anche in politica e nella difesa dei diritti (il 70% fa volontariato) e comunque sensibili e consapevoli delle difficoltà del mercato del lavoro ma non rassegnati: sono sostanzialmente, ecologisti convinti.

La sostenibilità è un valore importante per entrambi considerato che l’88% degli italiani esegue meticolosamente la raccolta differenziata e che il 68% è favorevole a far pagare un supplemento per i prodotti in plastica monouso così da disincentivarne l’acquisto. Un atteggiamento dovuto, se si pensa che ogni settimana ingeriamo involontariamente con gli alimenti 5 grammi di microplastiche pari al peso di una carta di credito mentre in una sola bottiglia d’acqua ci possono essere fino a 240 microplastiche a litro.

I nuovi consumatori sono ambientalisti e salutisti anche nella scelta del cibo benché il tempo per cucinare sia sempre minore. Impegnati a rincorrere il lavoro e a gestire la vita personale, gli italiani abbandonano i fornelli di casa a dispetto della passione per la cucina, (in 20 anni il tempo passato ai fornelli si è dimezzato. Oggi è di 37 minuti al giorno).

Lievita la spesa delle famiglie per la ristorazione fuori casa e nel 2018 è arrivata a 83 miliardi di euro. I cibi pronti o rapidi da preparare sono i preferiti anche per il consumo casalingo. È boom per il food delivery, utilizzato ormai da più di un italiano su quattro. E anche negli acquisti al supermercato vince l’instant food, +9,3% tra il 2018 e il 2017.

Su questa scia ‘very fast’ esplode il fenomeno delle instant pot, le pentole elettriche (+72,8% le vendite nei primi 7 mesi dell’anno), che promettono successi culinari istantanei e che aprono le porte al convenience food a 360°.

In questa rivoluzione gastronomica si perde di vista anche il concetto di “portata” e al primo e secondo piatto della tradizione sono preferiti gli snack di frutta e verdura (dolci o salati, poco importa, crescono entrambi a doppia cifra) meglio se già confezionati, come ad esempio le barrette sostitutive dei pasti o comunque rappresentativi di un piatto pronto.

Non è un caso la crescente attenzione degli italiani per fibre e proteine: nel 2018 su Google alla parola proteina sono associate 64 milioni di ricerche a scapito di grassi e carboidrati. Se da un lato la sostenibilità è una componente fondamentale della reputazione d’impresa per il consumatore italiano, si registra anche una sua maggiore apertura, rispetto ai cugini europei, alle sperimentazioni e alle novità. Soprattutto quelle a basso prezzo, visto che un quarto della popolazione non arriva a fine mese.

Unico neo: il consumatore italiano non è fedele ai brand. Per questo la competizione sulla IV Gamma tende a orientarsi fortemente sulla leva prezzo e sposta la bilancia della private label verso il nuovo settore dei discount che stanno erodendo pesanti quote di mercato ai tradizionali super e ipermercati e si stanno aprendo al fresh cut ‘avanzato’, sempre che riescano a cavalcare l’onda green che oggi è un presupposto irrinunciabile.

Sicurezza, infine, è la parola vincente anche a tavola. Il 78% dei consumatori è rassicurato dall’origine 100% italiana e questi prodotti crescono del 4,8% in un anno (2018 su 2017).

Accedi da qui alla sintesi del Rapporto Coop 2019 presentazione-rapporto-coop-2019-anteprima-digitale

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La GDO italiana incontra i migliori fornitori di ortofrutta

Tra due settimane ci sarà la quarta edizione di Fresh Retailer: Show & Conference, l’evento premium biennale pensato per i professionisti dell’ortofrutta. L’evento si svolgerà a Milano presso gli East End Studios nella giornata di giovedì 26 settembre 2019.

La conferenza

Il tema della conferenza e la missione dell’evento Fresh Retailer è il miglioramento dei rapporti di filiera e delle performance del reparto ortofrutta, per dare agli italiani una più appagante esperienza di acquisto e consumo. Con la prospettiva di far crescere l’evento e di dare ancora più suggestioni e stimoli a quanti vi parteciperanno, sia dal lato fornitori che da quello distributori, la conferenza di Fresh Retailer 2019 si svilupperà in tre sessioni e vedrà per la prima volta il coinvolgimento di Retail Institute Italy, associazione che opera nel marketing per il retail e che conta tra i suoi soci anche gruppi della distribuzione moderna. Si conferma peraltro la collaborazione con SG Marketing, società specializzata in food strategy con oltre 20 anni di esperienza nella valorizzazione dei freschissimi.

La prima sessione, organizzata da Retail Institute Italy, si svolgerà alla mattina (11.30 – 12.45) e darà una prospettiva internazionale, analizzando alcune case history di Nord America, Asia ed Europa, di particolare interesse per il mercato italiano. La seconda sessione, organizzata dalla testata di settore Fm, si svolgerà nel primo pomeriggio (14.00 – 15.15) e approfondirà alcuni trend che stanno coinvolgendo la filiera ortofrutticola. La terza sessione, organizzata da SG Marketing, si svolgerà nel pomeriggio (16.00 17.15) e presenterà un’indagine esclusiva sul rapporto fornitori – distribuzione moderna che sarà poi commentata da alcuni rappresentanti della GDO

Riflettori su: Inspiring Packaging Showcase

Mai come oggi è elevata l’attenzione di consumatori e distribuzione sul tema della sostenibilità degli imballaggi. La tendenza è quella di usare meno imballaggio e possibilmente a basso impatto ambientale. In particolare si cercano e sperimentano soluzioni alternative alla plastica “tradizionale”, che per l’opinione pubblica avrebbe conseguenze devastanti per il pianeta, nonostante il problema non sia la plastica in sé ma il suo corretto recupero. Per questo cresce l’utilizzo di soluzioni in fibre naturali, come cartoncino e carta erba, oppure di bioplastiche come l’acido polilattico (PLA).

Una ricerca e una sfida non facile per gli operatori del settore ortofrutta considerando che in termini di visibilità del prodotto, prestazioni meccaniche ed economicità la plastica tradizionale, sempre più proposta anche in forma riciclata e riciclabile (R-PET), rimane tutt’ora insuperata. Ma quali sono le ultime soluzioni proposte dall’industria e quali quelle adottate dalla distribuzione in alcune delle zone più evolute del mondo? Sia in termini di sostenibilità che di appeal nei confronti del consumatore? A Fresh Retailer 2019 sarà presente per la prima volta in Italia una vetrina dedicata, la Inspiring Packaging Showcase.

Accedi da qui per saperne di più

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Buone prospettive di mercato per il kiwi. IKO no alle raccolte anticipate

Si è conclusa con ottimismo la 38esima Convention dell’International Kiwi Organization – IKO (Torino, 8-10 settembre 2019), sentimento incoraggiato da uno scenario di mercato favorevole e caratterizzato da stock inferiori.

“E’ un onore per me presiedere questa assemblea, che da molti anni rappresenta un momento importante per fare il punto sullo stato dell’arte del comparto dell’actinidia a livello mondiale”, ha dichiarato Patrizio Neri, coordinatore del summit torinese. “Le delegazioni qui riunite rappresentano da sempre gli interessi del settore nei principali Paesi produttori in un’ottica di ulteriore sviluppo e crescita. E’ per questo motivo – continua Neri – che questo Tavolo non deve essere impreparato di fronte alle nuove dinamiche del mercato e deve sapersi adattare ad un ‘campo da gioco’ che sta cambiando. La mia proposta, approvata dai presenti all’unanimità, è creare un Comitato ad hoc in grado di raccogliere ed elaborare concretamente dati e numeri circa quei Paesi che si stanno affermando con prepotenza sulla scena internazionale ma rispetto ai quali non si hanno informazioni precise. Ritengo sia il solo modo per continuare ad essere protagonisti dell’evoluzione del comparto e non confinarci nel ruolo di meri osservatori dei fatti”.

La stagione del kiwi nell’Emisfero Sud volge al termine, seguendo un andamento commerciale regolare, con il Cile che chiude in questi giorni gli imbarchi verso mete oltreoceano e la Nuova Zelanda che si presta a concludere le spedizioni tra qualche settimana.

Per quanto riguarda l’Emisfero Nord, IKO prevede per il 2019 una produzione equilibrata, non eccedentaria e di buona qualità. Alla sostanziale stabilità dei quantitativi in Grecia e Francia si affiancherà una contrazione nell’ordine del 10% del raccolto italiano.

Con un quadro generale come questo, i 38 delegati IKO riuniti attorno al Tavolo torinese sono decisi nello schierarsi a difesa della qualità e della corretta valorizzazione del prodotto. A tale scopo va assolutamente scongiurato il rischio di raccolte anticipate, una tentazione per alcuni produttori ancor più forte in una situazione come quella attuale. Le conseguenze sarebbero pesanti e potrebbero incidere negativamente sulla stagione sin dalle sue battute iniziali non solo per gli operatori della filiera ma anche per i distributori che potrebbero vedere pregiudicata la loro redditività nel medio lungo termine a causa di un giudizio falsato del consumatore sulla qualità generale proposta. La raccomandazione è di preservare tale congiuntura positiva del mercato aspettando il giusto grado di maturazione del frutto in pianta, nel rispetto dei diversi parametri definiti nei vari Paesi di produzione, per offrire un prodotto qualitativamente buono, dal gusto ineccepibile, sostenendone così il consumo.

Un secondo aspetto particolarmente caro all’assemblea riguarda lo spinoso tema della contraffazione dell’origine. Dopo gli spiacevoli casi verificatisi lo scorso anno in Francia e in Italia, per cui Oltralpe è in corso una procedura giudiziaria che si concluderà tra pochi mesi nelle aule dei tribunali, IKO raccomanda molta attenzione affinché tali illegalità non si ripetano e si schiera a difesa della valorizzazione dell’origine del prodotto. Ogni areale produttivo è in grado di offrire kiwi di ottima qualità, caratterizzato da specifiche peculiarità organolettiche dovute al territorio di provenienza; è dunque dovere degli operatori comunicare ed esaltare questo aspetto in ottica di maggior trasparenza e di fiducia anche nei confronti del consumatore finale.

Durante la seconda giornata di lavori sono state affrontate tematiche prettamente tecniche, legate agli aspetti fitosanitari che maggiormente interessano la coltura nei principali Paesi di produzione, quali la batteriosi e la moria dei kiwi, soffermandosi inoltre a lungo sulla questione relativa alla cimice asiatica (Halyomorpha halys). In merito a questo, i delegati hanno riconosciuto la necessità di sensibilizzare le singole Istituzioni dei diversi Paesi, adottando al contempo un’azione congiunta in Europa, per una reale presa di coscienza del problema, nella speranza di riuscire a far fronte in modo efficace a tale emergenza.

“Negli ultimi anni a livello mondiale l’industria del kiwi è cresciuta moltissimo; è dunque necessario, oggi più che mai, continuare a lavorare insieme per sostenere tale tendenza e valorizzare al massimo l’intera filiera”, ha affermato nelle sue conclusioni il presidente della 38esima edizione dell’IKO.

Fonte: CSO Italy

 

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Progetto La Calabria in Spagna, promozione filiera agroalimentare calabrese

La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS) organizza con la Regione Calabria – Dipartimento Presidenza, il workshop di presentazione “Paese Spagna”, che si terrà il giorno Giovedì 12 Settembre, Cittadella Regionale – Germaneto – Catanzaro.

L’evento, si inserisce nell’ambito del progetto “La Calabria in Spagna mercato spagnolo”, realizzato in cooperazione tra il Settore Internazionalizzazione della Regione Calabria e la Camera Commercio Italiana per la Spagna ed è finalizzato a presentare le opportunità PMI calabresi e le modalità di penetrazione commerciale proposte a modalità di adesione alle iniziative previste e di selezione

La partecipazione è gratuita

Accedi da qui al programma del workshop Locandina-Country-Presentation-Spagna

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Workshop di presentazione “Paese Grecia”

La Camera di Commercio Italo-Ellenica di Atene, organizza con la Regione Calabria – Dipartimento Presidenza, ed il supporto operativo di Confapi Calabria, il workshop di presentazione “Paese Grecia”, che si terrà il 18 Settembre 2019 presso la Sala Conferenza di Cittadella Regionale – Germaneto – CATANZARO. iL’evento, realizzato nell’ambito del progetto “Agora’ Calabria”, realizzato in cooperazione tra il Settore Internazionalizzazione della Regione Calabria e la Camera di Commercio Italo-Ellenica di Atene ed è finalizzato a presentare le opportunità commerciali del mercato Greco per il settore agroalimentare Calabrese.

La partecipazione è gratuita

Scarica da qui la locandina di presentazione del workshop locandina-Grecia

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Aggiornati gli osservatori tematici ISMEA

L’Ismea, nell’ambito delle attività del programma Rete Rurale Nazionale, ha aggiornato gli Osservatori dedicati all’imprenditoria giovanile e all’imprenditoria femminile.

I due Osservatori nascono con l’obiettivo raccogliere e catalogare in maniera sistematica dati e informazioni di differente natura che possano rappresentare strumenti utili per comprendere i diversi fenomeni che interessano il mondo agricolo giovanile e femminile.

Gli Osservatori contengono dati aggiornati di tipo quantitativo e qualitativo di fonte Eurostat (Farm structure survey – FSS 2016) Istat e Unioncamere (2018) e elaborazioni Ismea come l’indice del Clima di Fiducia (ICF) delle imprese agricole che sintetizza i giudizi degli operatori intervistati dall’ISMEA ogni tre mesi sull’andamento corrente degli affari della loro azienda e le loro attese sull’evoluzione economica della stessa nei prossimi 2-3 anni.

Gran parte dei dati sono scaricabili in formato excel.

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Bio in cifre 2019, antipazioni Sinab su dati strutturali

Al 31 dicembre 2018, la superficie coltivata in Italia ad agricoltura biologica è di quasi 2 milioni di ettari, con un numero di operatori che arriva a sfiorare le 80.000 unità. Le elaborazioni effettuate dal SINAB indicano che dal 2010 gli incrementi registrati sono di oltre 800 mila ettari e 27 mila aziende agricole.
Rispetto all’anno 2017, le Superfici biologiche sono aumentate del 3% con 49 mila ettari in più. Nel 2018, come per l’agricoltura italiana, anche per l’agricoltura biologica i 3 principali orientamenti produttivi restano i Prati pascolo (540.012 ha), le Colture foraggere (392.218 ha) ed i Cereali (326.083 ha). A queste categorie seguono, per estensione, le superfici biologiche investite ad Olivo (239.096 ha) e a Vite (106.447 ha). Dal confronto con l’anno 2017, la variazione di superficie degli orientamenti produttivi considerati risulta in crescita per i Cereali (7%), le Colture foraggere (4%), è tendenzialmente stabile per la Vite e l’Olivo (entrambe aumentano dell’1%), mentre è in diminuzione per i Prati pascolo nel complesso, a causa del calo degli ettari di Pascolo magro (-8%)-
Nel dettaglio, è da sottolineare l’incremento registrato dalle coltivazioni biologiche di Grano duro (4%), Grano tenero e farro (20%) e Orzo (11%); Girasole (14%) e Soia (25%); Erba medica (11%); Pomodori (12%) e Legumi (7%).
Per quanto concerne le colture permanenti, l’anno 2018 registra, rispetto all’anno precedente, un’evoluzione positiva dei principali gruppi con valori superiori al dato nazionale del 3%. La Frutta da zona temperata cresce del 10%, i Piccoli frutti dell’11% e la Frutta da zona subtropicale del 7%, mentre per gli Agrumi si verifica una diminuzione del 10%.
L’analisi della distribuzione regionale delle superfici biologiche, nel 2018, indica che le estensioni maggiori si trovano in Sicilia (385.356 ha), Puglia (263.653 ha), Calabria (200.904 ha) ed Emilia-Romagna (155.331); in queste 4 Regioni è presente il 51% dell’intera superficie biologica nazionale.
Dal confronto con l’anno 2017 si osserva che le 4 Regioni, con maggiore estensione di superficie biologica, presentano una dinamica differente. In Sicilia e Calabria si verifica una diminuzione in ettari, rispettivamente del 10% e dell’1%; in Puglia un aumento del 4%, mentre in Emilia-Romagna l’incremento raggiunge il 15%. Tale valore è superato ampiamente dalle prime 4 aree del Paese che, nel 2018, crescono maggiormente, si tratta di Campania (44%), Veneto (38%), Provincia Autonoma di Bolzano (26%) e Lombardia (19%).
L’elaborazione dei dati nazionali relativi agli Operatori biologici evidenzia, rispetto all’anno 2017, un incremento del 4%, con oltre 3 mila operatori in più, per un numero totale di 79.046 unità, inseriti nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica.
Nel dettaglio, si hanno 58.954 produttori esclusivi (aziende agricole) che rispetto all’anno precedente hanno un incremento del 3%; 9.257 preparatori esclusivi che aumentano del 7%;  10.363 produttori/preparatori che aumentano del 10%; e 472 importatori che crescono del 15% rispetto al 2017.
L’analisi della distribuzione a livello regionale degli operatori biologici conferma il primato di Calabria (11.030 unità), Sicilia (10.736 unità) e Puglia (9.275 unità). Nel 2018, si registrano incrementi a doppia cifra, rispetto all’anno precedente, in Campania (43%), Emilia-Romagna (20%), Lombardia (18%), Provincia Autonoma di Bolzano (15%), Friuli-Venezia Giulia (13%) e Abruzzo (11%).
L’incidenza dell’agricoltura biologica rispetto ai dati nazionali (ISTAT SPA 2016) indica che, sul totale della superficie coltivata in Italia, il biologico arriva ad interessare il 15,5% della SAU nazionale. L’elaborazione dei dati di superficie per aree geografiche mostra che, in Italia, ogni 100 ettari di SAU sono biologici: 5,6 ettari nel Nord-Ovest; 9,3 ettari nel Nord-Est; 20,1 ettari nel Centro e nel Sud e 19,2 ettari nelle Isole.
Le aziende agricole biologiche in Italia rappresentano il 6,1% delle aziende agricole totali; tale incidenza è abbastanza uniforme per le 5 aree principali del Paese, e si registra una variazione massima del più e meno 1,3%, rispettivamente nel Centro e nel Nord-Ovest.
I dati relativi alla dimensione media aziendale in Italia, nell’anno 2018, indicano che la dimensione media di un’azienda biologica in Italia raggiunge quota 28,2 ettari, a fronte del dato nazionale di 11,0 ettari. Anche per l’anno 2018 il valore resta elevato, a causa della differenza tra le incidenze nazionali delle superfici (15,5%) e delle aziende agricole (6,1%) biologiche. A livello delle aree geografiche, il divario maggiore interessa, come prevedibile, le aree del Centro, Sud e Isole, mentre esso risulta più contenuto nel Nord-Ovest e nel Nord-Est del Paese in cui la superficie media di un’azienda biologica è rispettivamente di 22,9 ettari e di 21,4 ettari.

Scarica da qui il Report completo BIO IN CIFRE 2019 – Anticipazioni_0

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SANA 2019, si chiude con successo la 31° edizione

Sana, Salone internazionale del biologico e del naturale si conferma e rafforza il proprio ruolo di capitale del biologico e del naturale, a supporto dell’agricoltura e dell’agroalimentare del nostro
Paese, in progressivo sviluppo e con un ruolo sempre più importante per l’ambiente e l’economia.
Ne è testimonianza la presenza, in questa edizione, di 1.000 aziende espositrici, 950 novità di prodotto, 60.000 mq di area espositiva e una incisiva partecipazione di buyer internazionali che
hanno dato vita ad una agenda di oltre 2.500 incontri.
Forte la capacità dell’evento di coinvolgere e creare sinergie fra le maggiori Istituzioni e le associazioni di categoria del settore.


Biologico e buone pratiche agronomiche tra le priorità del nuovo Governo
In occasione di Sana – organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con AssoBio e FederBio, con i patrocini del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e con il supporto di ITA, Italian trade agency e il contributo di Cosmetica Italia –, la neo Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Teresa Bellanova, ha indirizzato agli operatori del settore, un significativo messaggio: “Il nostro obiettivo è evidente: rimettere l’agricoltura e l’alimentare al centro dell’Agenda del Paese, sostenere sempre più e sempre meglio qualità, eccellenza, tracciabilità, sicurezza, posizionamento delle nostre imprese e dei nostri prodotti in Italia e nel mondo.
E questo anche alla luce dei dati diffusi proprio in questa occasione che certificano il nostro Paese come leader in Europa per imprese e 2 milioni di ettari di superfici biologiche certificate.
La buona agricoltura e il buon mangiare sono irrinunciabili, il che significa da parte nostra assoluto sostegno alle imprese di qualità e contemporaneamente contrasto altrettanto assoluto e prioritario alle contraffazioni, alla pirateria alimentare, alle agromafie, al falso Made in Italy, al lavoro irregolare in tutte le sue forme. L’incremento dei terreni destinati alle coltivazioni biologiche è un buon segno ma non è ovviamente l’unico.
Vogliamo lavorare per rendere sempre più sostenibili le nostre produzioni e per garantire sicurezza al consumatore attraverso controlli rigorosi. Anche per questo va completato l’iter della legge sul biologico. Le nostre imprese meritano regole più chiare, efficaci, meno burocratiche. In questa direzione il ruolo che svolge una Fiera come il Sana, ormai punto di riferimento
internazionale per il bio, è di grande importanza. Auguro a tutti voi buon lavoro e buona conclusione della Fiera”.


I numeri del biologico italiano sono la testimonianza della dinamicità del settore: in Italia sono quasi 2 milioni gli ettari di superfici agricole a coltura bio (+3% rispetto al 2017, 15,5% della SAU
nazionale), il Paese è primo esportatore dell’Unione europea (2 miliardi di fatturato annuo) ed é ai  vertici mondiali per il numero di aziende che trasformano prodotti biologici. Un settore che ha in Sana il suo Appuntamento di riferimento annuale.

“Il successo di questa 31esima edizione di Sana, che è espressione anche della forte dinamicità del settore, e la ricerca di ulteriori canali distributivi per i prodotti biologici, sono alla base di una nuova iniziativa di BolognaFiere – spiega Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere – che faciliterà il contatto fra i produttori (bio food e non food) e le grandi insegne della distribuzione moderna che ogni anno, nel mese di gennaio, si ritrovano a MarcabyBolognaFiere, Private label conference and Exhibition. L’iniziativa, che abbiamo chiamato SANA UP, presenterà le novità esposte a Sana agli operatori di Marca 2020. Nel novembre 2019 daremo inoltre vita a un percorso formativo per illustrare, agli operatori del
bio, le migliori strategie per entrare e crescere nella grande distribuzione sempre più sensibile alle filiere bio. In 5 anni- conclude Calzolari – è raddoppiato il fatturato dei prodotti
bio in GDO: SANA UP nasce per rispondere a questa esigenza del mercato”.

Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, ha commentato: “Si è appena conclusa una settimana molto importante per il biologico, iniziata con gli Stati Generali dove sono stati presentati i punti al centro del Manifesto 2030, proseguita con il grande successo della 31a edizione di SANA e la Festa del Bio. Il Manifesto del bio 2030 rappresenta un contributo concreto e importante che
FederBio, insieme ad AssoBio e a BolognaFiere, propongono per impostare una strategia all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte. A consolidare il ruolo di protagonista del biologico e la valenza di questa edizione di SANA anche le dichiarazioni del neo Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, che punta sul bio come motore di sviluppo dell’agricoltura italiana. La crescita continua del settore richiede una serie di strumenti indispensabili per strutturare in maniera adeguata il sistema d’imprese e garantire il rispetto dei valori fondanti del vero biologico e per questo è fondamentale che l’approvazione in via definitiva della legge sul bio avvenga in tempi rapidi. Questa posizione del Ministro è sicuramente un buon inizio per il mondo del biologico e può essere l’avvio di un percorso per una programmazione strategica del settore, che possa cogliere le opportunità che il biologico offre all’agricoltura italiana. I dati presentati a SANA ne attestano l’incremento costante sia in termini di mercato, sia come numero di operatori e superfici dedicate”.


DALLA RIVOLUZIONE VERDE ALLA RIVOLUZIONE BIO: gli Stati Generali lanciano il MANIFESTO DEL BIO 2030
Gli “Stati Generali del bio” – l’iniziativa, promossa da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e AssoBio e con il sostegno di ITA, che si è conclusa con il Convegno di apertura di SANA – hanno portato alla presentazione “Manifesto del Bio 2030”, frutto del confronto delle istituzioni e associazioni coinvolte e articolato in 10 punti programmatici:
1 – un’agricoltura attiva per affrontare la sfida climatica;
2 – l’importanza dell’approccio agro-ecologico;
3 – rafforzare gli elementi di distintività del biologico;
4 – conversione della zootecnia al biologico;
5 – il ruolo cruciale di regolamentazione e controlli;
6 – il ruolo fondamentale di innovazione e rivoluzione digitale;
7 – modelli di sviluppo territoriale;
8 – informazione e importanza della tracciabilità;
9 – adozione di un logo nazionale;
10 – comunicazione e consapevolezza: potenziamento dell’educazione alimentare diffusa e il ruolo
del consumatore proattivo.

“Come AssoBio, siamo particolarmente contenti di aver contribuito insieme a Fiera Bologna, all’organizzazione dell’evento “Dalla Rivoluzione Verde alla Rivoluzione Bio. Il biologico tra presente e futuro. L’incontro è servito per fare il punto sul mercato del biologico e più che mai a creare il manifesto da attuarsi entro il 2030” – così Roberto Zanoni, presidente di AssoBio, che ha proseguito – “I numeri sono particolarmente soddisfacenti sia per quanto riguarda l’Italia (cresce in tutti i settori) e sia per l’estero (cresce del 10%), quest’ultimo consente al biologico italiano di essere
il primo esportatore in Europa e il secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti d’America. Ancora una volta le imprese associate hanno avuto la possibilità di confrontarsi con gli operatori internazionali del bio presenti a SANA attivando importanti opportunità di business”.

Al successo di questa prima edizione si aggiunge la soddisfazione di tutti gli operatori, dalla produzione alla distribuzione al sempre più presente segmento ho.re.ca.
Grande soddisfazione anche per l’area Care&Beauty. Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia, ha dichiarato: “La cosmesi vive pelle a pelle col consumatore e soddisfa le sue esigenze quotidiane. Lo abbiamo visto nel concreto anche in questi giorni a SANA dove le numerose aziende del settore presenti nei padiglioni dedicati al care&beauty hanno risposto a un’attenzione
crescente verso i prodotti a connotazione naturale. Il comparto cosmetico lo scorso anno ha fatturato 11,4 miliardi di euro, di cui il 42% destinato all’export: anche all’estero, infatti, il nostro
settore è riconosciuto come un’eccellenza che si distingue per sicurezza, qualità, affidabilità, ricerca. Questi capisaldi della reputazione dell’industria cosmetica nazionale promossi in manifestazione attraverso il progetto ABC cosmetici (www.abc-cosmetici.it).”

Fonte: ufficio stampa SANA

Accedi da qui ai resoconti di tutte le attività di SANA 2019 

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The Rome Table 2019: due giorni dedicati al business ortofrutticolo

Si svolgerà all’A.Roma Lifestyle Hoteldal 7 all’8 novembre prossimi, la terza edizione di ‘The RomeTable – Fresh World B2B Meetings’, la due giorni dedicata al business ortofrutticolo e ai contatti con i buyer esteri, organizzata dall’agenzia specializzata Omnibus. L’evento prevede quest’anno anche la presenza di alcune catene della grande distribuzione italiana desiderose di valutare eventuali nuovi fornitori. I Paesi esteri su cui si sta concentrando il lavoro di Omnibus sono quelli del Nord e dell’Est Europa, il mondo arabo (in particolare Arabia Saudita ed Emirati), il Sudamerica (in particolare il Brasile) senza dimenticare Austria, Belgio, Francia, Spagna e Svizzera, oltre al Far East. Il lavoro di ingaggio dei buyer, avviato poco prima dell’estate, terminerà tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre.

La formula è quella delle prime due edizioni: buyer selezionati e qualificati da una parte e aziende italiane della produzione e del commercio ortofrutticolo dall’altra siedono attorno a un tavolo per una reciproca conoscenza e per stabilire accordi di comune interesse. Ogni incontro è riservato, programmato in anticipo dagli organizzatori secondo un preciso calendario che viene diffuso una settimana prima dell’evento, e dura 20 minuti. Ogni azienda italiana può avere da un minimo di 10 a un massimo di 20 incontri programmati, da essa stessa prescelti attraverso l’elenco buyer (25 esteri e 5 italiani) fornito dall’organizzazione. Gli incontri ai tavoli si susseguono per due giorni e nei momenti comuni (coffee break, light lunch, aperitivo) le aziende aderenti hanno l’opportunità di fare comunque matching con tutti i presenti. Si instaura così una vera e propria business community. Non ci sono in Italia altre iniziative del genere riservate al settore ortofrutticolo: una formula agile, senza discorsi, seminari e altro, solo un grande meeting d’affari durante il quale viene garantito il massimo di confort e un’organizzazione efficiente. Senza scomodarsi in difficili trasferte internazionali dagli esiti incerti, il mondo sarà a Roma a portata di mano e già si sa che la curiosità tra i buyer è forte per le specialità ortofrutticole italiane malgrado il difficile momento dell’export.
Lo staff di Omnibus ha affinato la sua esperienza dopo le prime due edizioni e ha preso tutte le contromisure perché tutto si svolga nel migliore dei modi. Le iscrizioni all’evento sono aperte. Il costo è di euro 1.000 + Iva ad azienda che scende a 900 se l’azienda aderisce ad una delle organizzazioni partner, che sono FruitImprese, Italia Ortofrutta Unione Nazionale, CSO Italy, Confagricoltura, Italmercati e Fedagromercati. Su richiesta le aziende hanno la possibilità di acquistare un corner espositivo collocato lungo le pareti della sala di servizio dove avvengono coffee break e light lunch. L’esposizione ha un costo di 600 euro + Iva.
Nel corso dell’estate sono giunte a Omnibus le prime adesioni da parte dei buyer esteri. Si tratta di aziende particolarmente significative dal mondo arabo e dalla Scandinavia. Prima adesione da parte della GDO italiana è stata quella di CONAD.
Tra i sostenitori dell’evento, per il secondo anno consecutivo, Euler Hermes, la compagnia di assicurazione del credito del gruppo Allianz, presente in cinque continenti e in oltre 50 Paesi in tutto il mondo.
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Ortofrutta “residuo zero”, la linea La Bella Stagione

Frutta e ortaggi coltivati secondo metodi produttivi rispettosi dell’ambiente e della salute del consumatore, facendo ricorso a prodotti di difesa e a concimi naturali, in modo da garantire in post raccolta l’assenza di tracce di fitofarmaci. Quella del residuo zero pare essere la nuova frontiera nella produzione di ortofrutta. Sempre più aziende, oggi, scommettono su questo tipo di produzione sostenibile, che conquista i consumatori particolarmente sensibili a certe tematiche e riscuote sempre di più l’interesse della Gdo.

Una delle ultime novità dal settore viene dal riminese: si tratta della linea La Bella Stagione, lanciata dalla Bernardi srl, storica azienda romagnola specializzata da oltre 60 anni nella produzione, lavorazione e commercializzazione di frutta e ortaggi freschi. Con un network di aziende partner nelle zone più vocate d’Italia e con un sito produttivo di proprietà, l’Azienda Agricola Bernardi dal 1953 di Santa Giustina (Rimini), oggi la Bernardi srl distribuisce ortofrutta a numerosi grossisti internazionali e alla grande distribuzione.

La linea La Bella Stagione, lanciata con la campagna estiva 2019 è una gamma di prodotti ortofrutticoli 100% italiani che non presentano tracce di fitofarmaci, come attesta la certificazione DNV-GL Pesticide Free, la cui tracciabilità di filiera è  garantita dallo standard ISO 22005.

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Approfondisci la certificazione di prodotto DNV Free From

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Siccità in Europa: gli Stati membri approvano le misure di sostegno della Commissione

Ieri, 28 agosto, gli Stati membri hanno approvato oggi una serie di misure di sostegno per alleviare le difficoltà finanziarie cui gli agricoltori devono far fronte a causa di condizioni meteorologiche avverse e per aumentare la disponibilità di alimenti per gli animali.

Phil Hogan, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “Da quando gli eventi climatici estremi hanno iniziato a manifestarsi abbiamo seguito attentamente la situazione e siamo pronti a sostenere i nostri agricoltori. La Commissione è in stretto contatto con tutti gli Stati membri e reagisce rapidamente laddove necessario. Le misure attuali intendono sostenere finanziariamente gli agricoltori europei e proteggerli in caso di penuria di foraggio per il bestiame”.

Le misure, concordate oggi dagli Stati membri in una riunione di comitato, prevedono la possibilità di pagamenti anticipati più elevati e, in via eccezionale, diverse deroghe alle norme in materia di inverdimento affinché gli agricoltori dispongano di alimenti sufficienti per gli animali. Gli agricoltori interessati potranno usufruire di una percentuale più elevata dei pagamenti della politica agricola comune (PAC) per migliorare il flusso di cassa e potranno tra l’altro ricevere:

fino al 70 % dei pagamenti diretti a partire da metà ottobre;
l’85 % dei pagamenti per lo sviluppo rurale non appena il pacchetto di misure sarà formalmente adottato ad inizio settembre.
Saranno inoltre consentite deroghe a determinate norme sull’inverdimento per aumentare la disponibilità di foraggio, tra cui la possibilità di:

considerare i terreni lasciati a riposo come colture distinte o aree di interesse ecologico, anche se sono stati utilizzati per il pascolo o la raccolta;
seminare “colture intercalari” in “coltura pura” (anziché in coltura mista, come attualmente prescritto), se destinate al pascolo o alla produzione foraggera;
accorciare il periodo minimo di 8 settimane previsto per le colture intercalari per consentire ai produttori di seminativi di seminare in tempo utile le colture invernali dopo quelle intercalari.
A seguito della decisione approvata, il pacchetto di misure dovrebbe essere formalmente adottato all’inizio di settembre.

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A Messina “GDO chiavi in mano !”, ICE-Agenzia

Nell’ambito del Piano Export Sud II è realizzato a valere sulle risorse del PONIC 2014-2020 FESR Asse III, Azione 3.4.1 “Progetti di promozione dell’export destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale”.
ICE–Agenzia organizza “GDO chiavi in mano!” Le ultime tendenze della Grande Distribuzione Organizzata. La presentazione dei prodotti ai buyers. Ho.RE.CA/Food Service.


SEMINARIO E INCONTRI B2B

10 SETTEMBRE – MESSINA

Obiettivo del seminario è fornire un approfondimento sulle nuove dinamiche di mercato, prodotti e distribuzione del settore Agroalimentare e Vini, con un Focus specifico sulla presentazione ai buyer.

L’iniziativa è organizzata con il supporto tecnico di Wabel, società francese specializzata nella ricerca fornitori e gestione dei rapporti i più importanti operatori della GDO e il Food Service.

Programma della mattinata di formazione (9.00 – 13.30)

Il mercato europeo del Food & Beverage

Quali sono le principali dinamiche del mercato?

Trend attuali seguiti dai buyer

Caratteristiche e requisiti richiesti

Panoramica dei buying offices strategici in Europa

Come ottenere extra meetings con buyers interessati

Lancio di una nuova gamma di prodotti

Implementare un’innovazione di processo

Realizzare una presentazione aziendale accattivante

Il tuo company profile è la tua carta di identità!

 

Sessione pomeridiana (B2B e Workshop) – dalle 14.30

  • Incontri B2B con gli esperti della società Wabel, riservati a 20/30 aziende, in base all’ordine cronologico di arrivo delle richieste.
  • Workshop formativo sulle caratteristiche delle certificazioni richieste e i requisiti necessari per ottenerle.

 

Le imprese interessate, in regola con i requisiti di ammissibilità del PES2, possono iscriversi compilando la scheda di adesione entro il 4 settembre 2019.

Clicca qui per saperne di più e per iscriverti agli eventi

 

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Taste of Calabria, manifestazione di interesse per missione incoming buyer tedeschi settore alimentare

La Camera di Commercio Italo -Tedesa di Monaco, in collaborazione con il Dipartimento Presidenza della Regione Calabria e con il supporto operativo di Unioncamere  Calabria, indice una Manifestazione di interesse a partecipare alla Missione incoming di buyers tedeschi del settore alimentare che si svolgerà in Calabria il 30 ottobre 2019.

L’iniziativa  è organizzata nel quadro del progetto “TASTE OF CALABRIA”, ammesso a finanziamento dalla Regione Calabria, ed è di rivolta alle imprese calabresi del settore del alimentare che possiedano i requisiti di cui al  punto 2) della manifestazione di interesse.

Nello specifico le attività consisteranno in incontri B2B con una delegazione di n. 5 buyers tedeschi.

Scarica la manifestazione di interesse

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Taste of Calabria, manifestazione di interesse per imprese turismo ed enogastronomia

La Camera di Commercio Italo -Tedesa di Monaco, in collaborazione con il Dipartimento Presidenza della Regione Calabria e con il supporto operativo di Unioncamere  Calabria, indice una Manifestazione di interesse a partecipare alla Missione incoming di operatori tedeschi del settore turistico che si svolgerà in Calabria dal 8 al 11 ottobre 2019.

L’iniziativa  è organizzata nel quadro del progetto “TASTE OF CALABRIA”, ammesso a finanziamento dalla Regione Calabria, ed è di rivolta alle imprese calabresi del settore del turismo enogastronomico che possiedano i requisiti di cui al  punto 2) della manifestazione di interesse.

Nello specifico le attività consisteranno in visite aziendali e educational tour da parte di una delegazione di n. 5 operatori tedeschi costituita da tour operator e giornalisti.

Scarica la manifestazione di interesse

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Al via la quarta edizione del bando nazionale “Coltiviamo agricoltura sociale”

Indetto da Confagricoltura con la Onlus Senior L’Età della Saggezza, insieme a Reale Foundation (la fondazione corporate di Reale Group), in collaborazione con la Rete delle Fattorie Sociali e l’Università di Roma Tor Vergata, il bando mette in palio tre premi da 40.000 Euro ciascuno, a copertura totale dei costi, per altrettanti progetti innovativi di agricoltura sociale: due premi sono erogati dalla ONLUS Senior – L’Età della Saggezza e uno, da quest’anno, da Reale Foundation.

A testimoniare l’importanza che i proponenti ripongono nella formazione in questo settore, ai capofila dei tre progetti selezionati sarà assegnata una borsa di studio per la frequenza al Master di Agricoltura Sociale all’Università di Roma Tor Vergata.

Nei primi tre anni il bando ha raccolto centinaia di proposte progettuali, a conferma della crescita del comparto e della capacità di dare risposte concrete a esigenze reali, dialogando attivamente con interlocutori pubblici e privati. I progetti vincitori, seguiti direttamente da Confagricoltura sin dalle prime edizioni, hanno assunto nel tempo contorni di stabilità e continuità operativa, avvalorando gli obiettivi del concorso.

Al bando possono partecipare imprenditori agricoli e cooperative o associazioni di più soggetti, a patto che il capofila sia uno delle prime due categorie, con progetti dedicati a minori e giovani in condizione di disagio sociale, anziani, disabili, immigrati che godano dello stato di rifugiato o richiedenti asilo.

Le proposte devono riguardare una delle seguenti aree: il potenziamento e lo sviluppo di servizi socio educativi e/o socio assistenziali già esistenti; la costruzione di reti e partenariati tra diversi attori territoriali idonei; la sperimentazione e la modellizzazione di nuovi servizi socio educativi e/o socio assistenziali.

Un’equilibrata presenza di genere nell’individuazione del target e nella realizzazione delle attività sarà valutata positivamente, così come la collaborazione con i servizi socio-sanitari e con gli enti pubblici competenti per territorio.

Tutte le informazioni e i dettagli relativi al bando sono disponibili sul sito www.coltiviamoagricolturasociale.it.

La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata al 15 ottobre 2019.

Nei giorni immediatamente successivi sarà possibile conoscere nel dettaglio tutti i progetti partecipanti. Per la selezione dei vincitori, in considerazione del valore sociale dell’iniziativa e con l’obiettivo di dare alle diverse proposte il massimo della diffusione, la procedura prevede due fasi distinte: una votazione online e una valutazione di merito.

Dopo la votazione online sul sito, i 30 progetti che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze accederanno alla fase di valutazione da parte della Commissione di Esperti nominata da Confagricoltura, Onlus Senior, Reale Foundation e Rete Fattorie Sociali.

I vincitori saranno decretati dalla giuria entro la fine di dicembre 2019. I tre progetti dovranno essere realizzati entro fine 2020.

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Fichi di Cosenza Dop, si prevede una buona annata

Annata produttiva 2019: i primi frutti di fico della varietà “Dottato Bianco di Cosenza” sono già arrivati a maturazione con circa due settimane di anticipo rispetto al naturale periodo per effetto delle temperature più elevate. I’anticipo di maturazione, comunque, non modifica il sapore di questo magnifico frutto che rimane identico, unico, ineguagliabile.
Si consiglia ai buongustai ed agli appassionati della natura di assaggiarlo a prima colazione direttamente sotto l’albero, accompagnato con una fetta di buon pane casereccio, così come facevano i nostri contadini tanti anni fa.

La produzione di questa annata, stante le attuali condizioni climatiche, si prevede buona sia per quantità che per qualità.

Fonte: Consorzio Fichi di Cosenza Dop

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DOP e IGP tra catena del valore, innovazione e sviluppo locale

Si terrà a FICO Eataly World il 30 agosto prossimo il convegno “DOP e IGP TRA CATENA DEL VALORE, INNOVAZIONE E SVILUPPO LOCALE: FUTURE POLITICHE E STRATEGIE COMMERCIALI” promosso da FICO, Regione Emilia-Romagna e Fondazione FICO, con la collaborazione di Origin Italia e Fondazione Qualivita, e vedrà la partecipazione di Consorzi di tutela, rappresentanze politiche nazionali ed europee, docenti universitari ed altri esperti.

L’appuntamento sarà l’evento di apertura della tre giorni “Identità d’origine: Dop e Igp dall’Italia e dall’Europa”, in programma a FICO Eataly World dal 30 agosto al 1 settembre.

Link manifestazione https://www.eatalyworld.it/it/identita-di-origine-dop-igp

Programma convegno 30 agosto 2019 ore 10-12

Incontro tecnico internazionale – con la partecipazione di consorzi di tutela, rappresentanze politiche nazionali ed europee, docenti universitari, media specializzati, addetti alla ristorazione e alla distribuzione dei prodotti stessi – in cui verranno approfonditi diversi temi di questo settore con particolare attenzione all’analisi della catena del valore rispetto alla internalizzazione dei prodotti agroalimentari e allo sviluppo sostenibile dei territori di realizzazione.

Saluti iniziali:
TIZIANA PRIMORI, Amministratore Delegato Eatalyworld
ANDREA SEGRÈ, Presidente Fondazione FICO (T.B.C.)

Relazione introduttiva:
SIMONA CASELLI, Assessore Agricoltura Regione Emilia-Romagna
Prof. FILIPPO ARFINI, Docente di Economia Agroalimentare Università di Parma
Prof. ALESSANDRO OLPER,Docente di Economia Agraria Università di Milano

Tavola rotonda:
JOAN GODIA TRESANCHEZ, Vicedirettore Generale Industrie e Qualità Agroalimentare della Catalogna e Tesoriere AREPO (Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine)
SANTOS RUIZ, Direttore della D.O. Arroz de Valencia

Un rappresentante FAO
MASSIMO VITTORI, Direttore di OriGIn
CORRADINO MARCONI, Origin Italia
CESARE MAZZETTI, Presidente Fondazione Qualivita
SEBASTIANO SARDO, Responsabile Marketing Strategico Eatalyworld
Ed altri

Modera DUCCIO CACCIONI – responsabile scientifico Fondazione FICO

Fonte: Qualivita

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Registro centralizzato delle indicazioni geografiche eAmbrosia, inserite anche le bevande spiritose

Concepito per diventare lo sportello unico per le indicazioni geografiche dell’UE, eAmbrosia aggiunge ora i termini protetti delle bevande spiritose a quelle dei vini, già presenti in questo nuovo registro unico e centralizzato.

Fino ad oggi esistevano tre distinte basi dati, contenenti rispettivamente le indicazioni geografiche (IGP) dei vini, delle bevande spiritose e dei prodotti alimentari (e-Bacchuse-Spirit et DOOR). Ai fini della semplificazione e della trasparenza, nell’aprile 2019 la Commissione ha lanciato la base dati pubblica eAmbrosia, nella quale sono state via via inserite tutte le 3200 denominazioni protette nell’UE. Entro la fine dell’anno vi dovrebbero essere inseriti anche i prodotti agricoli e alimentari della base DOOR.

Tutte queste denominazioni si contraddistinguono per particolari caratteristiche o godono di una reputazione speciale  grazie alle peculiarità della propria regione di produzione, vale a dire le particolarità dell’ambiente o il know-how dei produttori locali.

Le indicazioni geografiche promuovono tali competenze e lo status particolare di tali prodotti. Maggiori informazioni sono disponibili sulle pagine dedicate alla politica per la qualità della Commissione europea.

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La Calabria in Spagna – promozione filiera agroalimentare, al via le candidature delle aziende calabresi

La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna di Madrid (CCIS), nel quadro del Progetto “LA CALABRIA IN SPAGNA – PROMOZIONE DELLA FILIERA AGROALIMENTARE”, cofinanziato dalla Regione Calabria, indice una manifestazione di interesse per la partecipazione di una collettiva di 25 aziende calabresi del settore agroalimentare alle varie azioni previste, che avranno luogo tra settembre 2019 e luglio 2020. Scadenza adesioni: 20 settembre 2019.

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FruttaWeb si conferma leader dell’e-comerce nel settore ortofrutta

Fruttaweb, leader nella vendita online di ortofrutta, si conferma fra i protagonisti dell’e-commerce italiano, ponendosi fra i principali interpreti di un mercato in continua espansione e sempre più diffuso nel nostro paese. Basti pensare che, solo nel 2018, il valore dell’e-commerce ha superato i 27,4 miliardi di euro,con un aumento del 16% nei confronti dell’anno precedente. L’istituto tedesco Netcomm, in collaborazione con Polimi, ha sviluppato la prima ricerca in Italia sul settore, analizzando oltre 1.500 realtà attive del territorio. 

 
La ricerca, nominata Top Shop 2019/2020 è stata pubblicata in esclusiva su Affari&Finanza. L’istituto di ricerca ha studiato oltre 40 segmenti commerciali, passando al setaccio una “long list” di 1.500 portali, prendendo in esame 36 parametri e integrando un doppio canale di valutazione: da un lato, i voti degli esperti, e dall’altro, i giudizi degli utenti. Dalla prima selezione sono stati, poi, estrapolati i 545 migliori portali, divisi in base al mercato di riferimento, e valutati su alcuni parametri specifici (design del sito, condizioni di consegna, attività sui social media e molti altri). Infine, combinandoli con i punteggi degli esperti e degli utenti (sfruttando più di 8500 opinioni raccolte), sono state segnalate 200 eccellenze.
 
Fra i Top Shop della categoria alimentari si è posizionata Fruttaweb, unica rappresentante del settore ortofrutta, al 14mo posto generale e addirittura al terzo posto per la sottocategoria gastronomia. Il punteggio elevatissimo raggiunto da Fruttaweb nella ricerca Netcomm conferma il ruolo guida del portale sul fronte della innovazione del settore ortofrutticolo italiano, segnalandosi come una realtà unica e di successo, soprattutto se si tiene in considerazione che, a differenza degli altri marketplace della gastronomia, l’azienda propone ai suoi clienti una scelta legata esclusivamente a frutta e verdura. Il successo di Fruttaweb  è un risultato coltivato nel tempo e dimostrato dai numeri dell’ultimo anno in cui sono stati venduti più di 3.6 milioni di prodotti, con oltre 3 milioni di visite all’anno al sito e più di 120 mila follower sui social networks.
 
“Si tratta di un riconoscimento importante che dimostra il successo del nostro progetto e ci fa guardare con ottimismo al futuro”, afferma Marco Biasin, Founder e COO di Fruttaweb, Ritrovarsi vicini a veri e propri colossi dimostra le capacità e gli sforzi fatti nella realizzazione di uno shop online che all’estrema qualità dei prodotti, associa la ricerca e la facilità di utilizzo degli utenti”.
La startup nata a Molinella di Bologna nel 2015, continua a raccogliere riconoscimenti e successi non solo di tipo commerciale, dimostrandosi fra le realtà più innovative e funzionali in grado di cambiare la visione di un settore tradizionale come quello dell’ortofrutta, ma “per continuare a raggiungere risultati” afferma Biasin “ è necessario e vitale aggiungere nuove referenze a catalogo per coprire/esaudire/accogliere la sempre maggiore richiesta di ortofrutta di nicchia e d’eccellenza, Fruttaweb infatti è alla continua ricerca di prodotti e produttori nelle zone a maggior vocazione d’Italia”. I produttori possono contattare FruttaWeb alla mail commerciale@fruttaweb.com.
Fonte: Fruttaweb
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Coldiretti chiede semplificazione sull’uso dei voucher in agricoltura

Una semplificazione dell’attuale normativa sui voucher potrebbe consentire di recuperare con trasparenza circa 50mila posti di lavoro occasionali nelle attività stagionali in campagna. E’ questa una delle richieste del presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione del tavolo sul lavoro convocato dal premier Giuseppe Conte alla vigilia dell’avvio della vendemmia dove i buoni lavoro sono stati introdotti per la prima volta in Italia. In campagna non si sono verificati gli abusi di altri settori, anche perché – sottolinea la Coldiretti – i beneficiari possono essere soltanto disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti che non siano stati operai agricoli l’anno precedente. Meno del 2% del totale dei voucher – ricorda la Coldiretti – è stato in passato impiegato in passato in agricoltura dove sono nati e rappresentano un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso.

Ora – evidenzia la Coldiretti – è importante assicurare al settore uno strumento che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva e disponibilità all’impiego e dall’altra sia in grado di garantire forme di integrazione del reddito alle categorie più deboli in un momento in cui ne hanno particolarmente bisogno. E’ fondamentale poi – continua Prandini – ridurre i costi per le imprese per colmare il divario con il resto della Ue attraverso il taglio del cuneo fiscale. Abbassando il costo del lavoro si potrebbe destinare il risparmio ottenuto ai lavoratori che avrebbero così più risorse da spendere per i consumi innescando un moltiplicatore di ricchezza utile alla ripresa. Inoltre verrebbe recuperato quello svantaggio competitivo con Francia e Spagna dove il costo del lavoro è più basso e la burocrazia più snella rispetto all’Italia.

Ma è anche strategico – precisa Prandini – arrivare a una reale semplificazione burocratica del lavoro anche sull’istituto dello scambio di manodopera e servizi fra piccoli imprenditori agricoli che rappresenta un vero e proprio sistema di sussidiarietà interna fra le aziende. Ed è altresì necessario – sottolinea la Coldiretti – eliminare ogni dubbio legislativo sul sistema del “Pick your own”, una tipologia di vendita dei prodotti agricoli con la possibilità offerta ai consumatori di scegliere e raccogliere direttamente da soli frutta e verdura. Una modalità non sempre riconosciuta o correttamente interpretata dagli organismi di vigilanza in Italia, per questo – evidenzia la Coldiretti – è importante che venga inserita ufficialmente e codificata fra le opzioni di vendita del prodotto dall’impresa agricola al consumatore.

Con una vera semplificazione burocratica e riducendo i costi per imprese e lavoratori si potrebbe così valorizzare ancora di più un settore come quello agroalimentare italiano che vale 205 miliardi, pari al 12% del Pil – evidenzia Prandini – e rappresenta il vero simbolo del Made in Italy con 41,8 miliardi di euro di esportazioni. Una capacità di presenza sui mercati esteri che – conclude Prandini – va anche sostenuta con lo sviluppo del ruolo dell’ICE, un’Agenzia unica che accompagni le imprese verso l’internazionalizzazione, potenziando al tempo stesso il ruolo delle Ambasciate con l’introduzione di principi di valutazione legati al numero di contratti commerciali.

Fonte: Coldiretti

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ANUGA 2019, la Regione Calabria seleziona le aziende agroalimentari

La Regione Calabria – Dipartimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, indice una manifestazione di interesse relativa alla selezione di aziende calabresi operanti nel comparto agroalimentare, ai fini della partecipazione all’evento fieristico: “ ANUGA – TASTE THE FUTURE” – Colonia (Germania) 5/9 ottobre 2019

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Prodotti Dop e Igp è online il portale del Mipaaft

Viaggiare inseguendo il gusto e i prodotti Dop e Igp mettendo in tavola anche beni culturali ed eventi. E’ on line il primo portale web  che il ministero delle Politiche agricole e del Turismo ha messo a punto per unire la passione per il cibo di qualità made in Italy e il turismo. Ci sarà anche unahttps://dopigp.politicheagricole.it/web/guest App il cui lancio è previsto a ottobre prossimo.

Si tratta di 823 pagine, una per ogni denominazione che caratterizzano ciascuna delle regioni italiane: 299 prodotti agroalimentari, 524 vini, con specifiche sulle caratteristiche, metodi di produzione e aree geografiche di nascita. Un patrimonio informativo, tratto direttamente dai disciplinari di produzione, ora fruibile da turisti, curiosi e addetti ai lavori.

Aprendo una singola denominazione nella sezione appositamente dedicata sul portale web, compare la fotografia, la descrizione del prodotto ma anche la localizzazione sulla cartina dell’ Italia e i possibili siti di interesse culturale abbinati al luogo della Dop e della Igp ricercata. Una sezione è inoltre dedicata a eventi e notizie. La app riprodurrà il portale in forma più smart e più social.

Il portale è stato presentato il 25 luglio a roma alla presenza del ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio. “Non ricordo uno strumento di questo tipo – ha detto Centinaio – e voglio diventi lo strumento della comunicazione del ministero. Dobbiamo continuare a lavorare sulla promozione, l’innovazione e la tutela. Unire i prodotti agroalimentari al turismo. Celebrare il made in Italy nel mondo. Oggi – ha proseguito il ministro – il mondo chiede informazione attraverso la rete ed è in questa direzione che ci dobbiamo muovere, per cogliere appieno il potenziale che offre il digitale. Questo portale può contribuire a rafforzare l’immagine delle Dop e delle Igp e attrarre visitatori che vogliono mangiare, bere, vivere ciò che offrono i nostri territori”.

Fonte: Ansa


Un legame con il territorio da scoprire

In ogni regione italiana, ci sono in media oltre 40 Denominazioni DOP, IGP, STG riconosciute dal MiPAAFT, che insieme ai siti culturali ed ai beni paesaggistici, rendono il nostro territorio unico al mondo.

Nella sezione “Scopri il territorio”, si possono conoscere i prodotti con Denominazione che caratterizzano ciascuna delle nostre regioni. Troverai descritte le caratteristiche dei prodotti, i metodi di produzione, potrai vedere le aree geografiche dove nascono le Denominazioni riconosciute. Un patrimonio informativo, tratto direttamente dai disciplinari di produzione, facilmente fruibile.

E, inoltre una sezione Eventi & Notizie nella quale sono selezionati gli eventi principali e le iniziative  patrocinate dal MiPAAFT

Accedi da qui al Portale Mipaaft 

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Cassa Depositi e Prestiti, accordo con il FEI per 3 miliardi di garanzie a supporto delle PMI italiane

Con l’operazione via a €5,8 miliardi di finanziamenti per 65mila piccole e medie imprese italiane tramite il Fondo di Garanzia per le PMI

  • L’accordo sottoscritto nell’ambito del programma europeo COSME, gestito dal Fondo Europeo per gli Investimenti, attiverà nuovi investimenti fino a €8 miliardi
  • L’iniziativa è sostenuta dall’Unione Europea attraverso le risorse del Piano di Investimenti per l’Europa

Cassa Depositi e Prestiti ha sottoscritto con il Fondo Europeo per gli Investimenti un accordo finalizzato a potenziare notevolmente la capacità operativa del Fondo di Garanzia per le PMI (Fondo) a supporto del tessuto produttivo italiano. Grazie all’intesa, CDP concederà in favore del Fondo 3 miliardi di euro di contro-garanzie su un portafoglio del valore complessivo di 3,75 miliardi di euro.

Le risorse finanziarie che CDP veicolerà – ottenute attraverso il Programma europeo COSME (Competitiveness of Small and Medium-Sized Enterprises) gestito dal FEI – permetteranno di erogare fino a 5,8 miliardi di finanziamenti in favore di 65 mila piccole e medie imprese operanti in quasi tutti i settori merceologici, e attiveranno nuovi investimenti per un totale stimato in circa 8 miliardi di euro.

Si tratta della seconda operazione realizzata da CDP in favore del Fondo PMI attraverso il Programma COSME e, insieme alla precedente, rappresenta l’intervento d’importo più rilevante realizzato in un singolo Paese europeo.

Infatti, grazie alla prima operazione attivata da CDP nel 2017, oltre 47 mila PMI italiane hanno ricevuto, in poco più di 18 mesi, nuovi finanziamenti per circa 4,1 miliardi di euro, che hanno attivato investimenti per un ammontare stimato di circa 5,7 miliardi di euro.

Per accedere ai finanziamenti – importo massimo 150 mila euro e durata non inferiore ai 12 mesi – le imprese interessate potranno rivolgersi direttamente alla propria banca o al proprio Confidi. L’esito della domanda sarà comunicato nell’arco di 7 giorni lavorativi. Tutte le informazioni sono disponibili alla seguente pagina web: www.fondidigaranzia.it .

Elżbieta Bieńkowska, Commissario UE per il mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le piccole e medie imprese ha dichiarato: “Questa è un’ottima notizia, nonché un passo avanti per far sì che le PMI abbiano l’accesso al credito necessario per crescere ed innovare. Grazie al Piano Juncker si prospetta che 291.300 PMI italiane potranno beneficiare di un miglior accesso al credito. Quest’ultimo accordo aumenterà in modo significativo le loro capacità di sviluppo.”

Fabrizio Palermo¸ Amministratore delegato di CDP ha dichiarato: “Il sostegno alle piccole e medie imprese è uno degli obiettivi principali del Piano industriale 2019 – 2021, e l’intesa sottoscritta oggi rappresenta un importante passo in questa direzione. Grazie alla stretta collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte, CDP – facendo leva su risorse europee – contribuisce a consolidare il Fondo di Garanzia per le PMI, uno strumento decisivo per supportare gli investimenti delle imprese, vero motore della crescita del Paese”.

“L’iniziativa” ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Mediocredito Centrale, Bernardo Mattarella. “si inserisce in un programma più ampio di azioni che Mediocredito Centrale, attraverso lo sviluppo di specifiche partnership, mette in atto per incrementare le risorse finanziarie a disposizione del Fondo di Garanzia, al fine di ampliare il numero di piccole e medie imprese che possono beneficiarne, con conseguente agevolazione nell’accesso al credito. Esistono ancora significativi margini di crescita nell’utilizzo della garanzia pubblica ed è quindi fondamentale trovare sempre nuove opportunità da mettere a disposizione del Fondo e quindi delle PMI.”

Il Chief Executive del FEI, Pier Luigi Gilibert, ha affermato: “Quest’operazione è di grande importanza sia come volume, sia in termini di impatto economico. Siamo fieri di lavorare a fianco dei nostri partner italiani per facilitare l’accesso al credito per quelle PMI italiane che ne hanno bisogno. Creatività ed espansione implicano sempre un certo grado di rischio e grazie al Piano Juncker e al programma COSME dell’Unione Europea, il FEI può coprire parte di quel rischio, a beneficio delle imprese italiane.”
L’accordo odierno si inserisce nel perimetro della “Piattaforma di risk-sharing per le PMI” strutturata da CDP in cooperazione con il FEI, nell’ambito delle iniziative sviluppate attraverso il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici del Piano di Investimenti per l’Europa.

Fonte: Cassa Depositi e Prestiti

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Entrate in vigore le nuove norme europee pratiche commerciali sulle piattaforme online

Oggi 31 luglio entrano in vigore nuove norme dell’UE che mirano a creare un ambiente equo, affidabile e all’insegna dell’innovazione per le imprese e gli operatori che utilizzano piattaforme online, compresi i mercati online, i siti di prenotazione, gli app store e i motori di ricerca.

Le norme troveranno diretta applicazione in tutti gli Stati membri dell’UE a partire dal 12 luglio 2020.

Il cosiddetto regolamento sulle relazioni piattaforme-imprese garantirà che un milione di imprese che vendono beni e servizi in tutta Europa ricevano informazioni più complete in merito alle pratiche online e beneficino di norme chiare e di meccanismi efficaci di risoluzione delle controversie, il che renderà le interazioni tra le imprese e le piattaforme online più eque e trasparenti.

Questo insieme unico di norme a livello dell’UE stabilisce obblighi per le piattaforme online e i motori di ricerca all’interno del mercato unico, rendendo più chiari i diritti delle imprese, in particolare per quanto riguarda il posizionamento nei risultati di ricerca, l’accesso ai dati e la risoluzione delle controversie.

Le norme garantiranno un aumento della concorrenza, il che a sua volta significherà che i consumatori godranno di una maggiore scelta di beni e servizi, di migliore qualità e a prezzi inferiori.

Il regolamento rappresenta un primo passo e rientra nei lavori in corso della Commissione relativi all’economia in rapida espansione delle piattaforme online, lavori che comprendono l’istituzione di un nuovo osservatorio dell’UE sull’economia delle piattaforme online , tra i cui compiti figura il monitoraggio dell’attuazione delle nuove norme.

 

Il testo completo in tutte le lingue ufficiali può essere consultato qui.

Ulteriori informazioni sulle nuove norme sono disponibili in questa scheda informativa e sul sito web del mercato unico digitale

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Progetto “Calabria in Tour”, manifestazione di interesse per la partecipazione

Unioncamere Calabria, nel quadro del progetto “CALABRIA IN TOUR”, cofinanziato dalla Regione Calabria – Dipartimento Presidenza, Settore internazionalizzazione, indice una manifestazione di interesse per la selezione di aziende calabresi da coinvolgere nelle azioni dedicate del progetto.
Il progetto si propone di aprire nuovi mercati per la commercializzazione dei prodotti delle aziende calabresi coinvolte, attuando azioni in linea con le dimensioni aziendali (PMI) e con il piano per
l’internazionalizzazione della Regione Calabria.
Gli Obiettivi principali sono quelli di:
 promuovere le eccellenze del comparto turistico, enogastronomico e dell’artigianato della Calabria presso i mercati europei dei paesi target Romania, Olanda, Repubblica Ceca;
 incrementare il business per le imprese attraverso la Rete dei “Ristoranti Italiani nel Mondo” certificati “Ospitalità Italiana” presenti nei 3 Paesi UE utilizzando la Rete delle Camere di
Commercio Italiane all’estero (CCIE);
 cogliere le opportunità legate alla crescita della domanda di prodotti di qualità;
 promuovere la vendita dei prodotti on-line facendo provare le eccellenze calabresi.

Azioni da realizzare in Olanda, Repubblica Ceca e Romania

Le aziende calabresi che si intendono coinvolgere appartengono ai seguenti tre settori:
 Settore agroalimentare (ad esclusione del settore agricolo, salvo il possesso del codice Ateco legato alla commercializzazione dei prodotti)
 Settore turismo
 Settore artigianato

I titolari delle aziende che intendono partecipare alla manifestazione dovranno compilare il modello di istanza di adesione e la scheda informativa privacy allegati, e trasmetterli al seguente indirizzo e-mail: areapromozione@unioncamere-calabria.it  entro e non oltre il 09/09/2019.
Le aziende inoltre, dovranno compilare, previa esclusione, il Company profile accessibile dal seguente
link https://forms.gle/D37ZQhXcrv7wv9cm8

Per saperne di più e partecipare accedi da qui all’Avviso Pubblico

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Il “fagiolo poverello bianco” conquista la De.Co.

I comuni di Mormanno, Laino Castello e Laino Borgo, in associazione, hanno deciso di istituire la Denominazione Comunale (De.Co.) per il Fagiolo Poverello bianco. È uno dei pochi casi in cui comuni limitrofi riconoscono allo stesso prodotto agricolo un’unica De.Co. Ha contribuito a questo importante riconoscimento l’ARSAC che ha offerto la collaborazione necessaria ai tre Comuni con riunioni tra amministratori e produttori, con la predisposizione del disciplinare di produzione, ecc.. Il Fagiolo Poverello bianco, come è noto, è un ecotipo locale di Phaseolus vulgaris L. che si coltiva nel territorio del Parco Nazionale del Pollino, nelle aree irrigue dei tre Comuni della Provincia di Cosenza. Qualitativamente si caratterizza per un grosso seme di forma ovale e di colore bianco privo di screziature, con bassa percentuale di tegumento e un ridotto tempo di cottura. Ha un elevato contenuto proteico mediamente pari a circa 26% e alti valori di proteine solforate. La coltivazione di questo fagiolo, come tutte le leguminose ha anche un grande valore ambientale per il tipo di radice a fittone che, penetrando in profondità, mantiene una buona struttura del terreno preservandolo anche dall’erosione. Le radici, inoltre, sviluppano dei tubercoli come conseguenza del rapporto di simbiosi con i batteri del genere Rhizobium, che sono in grado di fissare l’azoto gassoso atmosferico trasformandolo in forme nitriche e ammoniacali facilmente assimilabili dalle piante e fornendo una discreta dotazione di azoto nel terreno.

Per questi motivi, nelle rotazioni colturali, la coltivazione del fagiolo poverello bianco, come tutte le leguminose, è considerata miglioratrice delle condizioni fisico-chimiche del terreno. Partendo da una indagine conoscitiva e dalla caratterizzazione qualitativa della granella, il Centro di Divulgazione Agricola (Ce.D.A.) n. 2 dell’ARSAC di Castrovillari (CS), in collaborazione con prestigiose istituzioni di ricerca come l’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Bari e il CREA-Centro Ricerca per l’Orticoltura di Pontecagnano (SA), l’Unversità Mediteranea di Reggio Calabria, l’ENEA, ecc., dall’inizio degli anni 90 del secolo scorso ha realizzato diverse iniziative finalizzate al rilancio del Fagiolo Poverello bianco, determinando così un maggiore interesse da parte dei produttori e dei consumatori e un conseguente aumento della superficie coltivata. In tutti questi anni, oltre che assistere singolarmente i produttori, i Tecnici del Ce.D.A.n 2  hanno realizzato indagini riguardanti la tecnica agronomica, la difesa dai parassiti e la qualità della granella pubblicandone i dati su prestigiose riviste sia nazionali che internazionali ed in atti di convegni. Il Ce.D.A. n. 2, anche più recentemente ha svolto dei seminari frequentati da giovani imprenditori e riguardanti sia questo ecotipo che l’orticoltura tipica e di qualità del Pollino portando alla costituzione di una cooperativa denominata “Pollino Food Exeperience”. La semina di questo fagiolo si effettua entro la prima metà di giugno mentre la raccolta avviene entro ottobre. Come nella tradizione, la tecnica di coltivazione esclude l’uso di prodotti chimici di sintesi. Il prodotto viene commercializzato sia sfuso che in confezioni sottovuoto di 700 e 350 grammi.

Da un’analisi economica della coltivazione di questo ecotipo di fagiolo, è emerso che potenzialmente su un ettaro è possibile ottenere una produzione di circa 13 quintali (pari a 1.300 kg) di granella secca, che, ad un prezzo medio di vendita di circa 10,00 Euro al kg, fornirebbe una Produzione Lorda Vendibile (PLV) di circa 13.000,00 Euro. Considerato che i costi espliciti sostenuti per un ciclo produttivo sono mediamente pari al 40% del valore della PLV – e quindi di circa 5.200,00 €, si calcola un probabile reddito di circa 8.000,00 Euro per ettaro. Un valore aggiunto deriva dalla utilizzazione di questo fagiolo insieme ad altri nostri prodotti di eccellenza nella ristorazione locale. In conclusione, alla luce delle caratteristiche descritte e del riconoscimento della De.Co, anche questo eccellente prodotto del nostro territorio, oltre a contribuire all’ulteriore affermazione di un’agricoltura a basso impatto ambientale e alla salvaguardia della biodiversità, rappresenta un’altra opportunità di reddito per le giovani generazioni.

Fonte: ARSAC

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Italia, prima al mondo nella trasformazione dei prodotti biologici

L’Italia è tra i leader della produzione biologica a livello globale.
Siamo i maggiori produttori di agrumi al mondo (il 27% dell’intera superficie agrumicola italiana è biologica), il primo Paese europeo per l’ulivo (è biologica oltre il 20% della superficie nazionale a oliveti), per la frutta (quasi 25mila ettari, oltre l’11% della superficie totale) e per gli ortaggi (55.000 ettari, quasi l’11% della superficie nazionale a orticole).
Siamo al secondo posto al mondo per superficie a vite biologica (oltre 105mila ettari il 15,8% della superficie nazionale a vite), il secondo produttore al mondo di cereali (dopo la Cina): 10 ettari su 100 sono biologici, siamo al primo posto in Europa per numero di aziende biologiche.
“A questi primati nell’ambito della produzione agricola – aggiunge Roberto Zanoni, presidente di AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici – si affianca la leadership mondiale delle aziende che trasformano i prodotti biologici: si tratta di oltre 18.000 imprese di ogni dimensione, cioè oltre 3mila in più di quelle tedesche e francesi, 15mila in più della Spagna. Siamo il primo esportatore dell’Unione Europea (con oltre 2 miliardi di euro) e il secondo al mondo dopo gli Stati Uniti: prodotti biologici italiani si trovano negli scaffali dei negozi specializzati e dei supermercati di un’ottantina di Paesi, a testimonianza della fiducia e dell’apprezzamento per la qualità dei prodotti delle aziende italiane”.
“Questi numeri” – continua Zanoni – da un lato fanno naturalmente piacere, dall’altro ci caricano di responsabilità per il nostro ruolo di rappresentanti del settore più dinamico e performante dell’agro-alimentare italiano, che vede continuamente nuovi player via via affiancare i pionieri del settore”.
“L’impegno è mantenere la leadership continentale per l’export, ma contemporaneamente aumentare la quota di consumi nazionali. L’Italia è al quinto posto al mondo e al terzo posto in Europa per entità del mercato interno, ma la spesa pro capite è ancora contenuta: parliamo di 52 EUR/anno, più o meno come il Belgio, più dei 42 della Spagna o dei 35 della Gran Bretagna, ma pochi se confrontati con i 288 EUR della Svizzera, i 278 della Danimarca o i 237 della Svezia”.
Gli strumenti per accompagnare e favorire la crescita del mercato interno?
“Migliorare continuamente il presidio della qualità, lavorare in ricerca e sviluppo per rispondere a anticipare la domanda del consumatore, potenziare il sistema di controllo con nuovi strumenti tecnologici, come le piattaforme per la tracciabilità delle transazioni. Ma anche lavorare sempre più sul versante dell’informazione, come Sana fa da oltre trent’anni. L’impegno su informazione e promozione deve coinvolgere il sistema delle imprese e, auspicabilmente, il ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del  turismo. Il regolamento europeo riconosce che la produzione biologico esplica una duplice funzione sociale, non solo rispondendo alla domanda dei consumatori di prodotti naturali, genuini e affidabili, ma anche fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale. Il ministro Centinaio ha espresso la sua convinzione che la produzione biologica è uno degli strumenti più efficaci per salvaguardare l’immensa ricchezza della nostra biodiversità. Contiamo su un Piano d’azione nazionale che contribuisca a rafforzare la conoscenza della produzione biologica e dei suoi benefici ambientali e sociali, irrobustendo un settore che si fonda sulla sostenibilità e garantisce occupazione “pulita”

Fonte: Comunicato stampa AssoBio

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Nuove agevolazioni alle imprese per E-commerce e Temporary Export Manager

Da oggi 25 luglio 2019, con la pubblicazione delle circolari attuative, si ampliano gli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane previsti dal Decreto del Ministro Di Maio dell’8 aprile 2019.

Le società di capitali in forma singola o rete d’impresa, potranno accedere a finanziamenti a tassi agevolati per l’inserimento temporaneo in azienda di un Temporary Export Manager (TEM) e per lo sviluppo di piattaforme E-commerce attraverso un market place o un proprio sito web, in entrambi i casi per progetti da realizzare in Paesi extra-UE.

Per l’inserimento temporaneo in azienda di un TEM, il finanziamento dovrà essere compreso fra 25.000 € e 150.000 € e i progetti dovranno essere finalizzati all’erogazione di servizi volti a facilitare i processi di internazionalizzazione d’impresa.

Per lo sviluppo di soluzioni di e-commerce, è previsto invece un finanziamento da 25.000 € a 300.000 € e i progetti dovranno riguardare beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano.

In entrambi i casi il finanziamento potrà coprire il 100% delle spese, a un tasso d’interesse pari al 10% del tasso di riferimento europeo (attualmente pari a 0,089%), con durata massima di 4 anni.

La domanda di finanziamento dovrà essere presentata sull’apposita piattaforma online gestita da SACE SIMEST.

Per saperne di più:

Ulteriori approfondimenti sul portale www.sacesimest.it

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Mipaaft, nasce il portale Web e App per la valorizzazione delle denominazioni DOP e IGP

Nasce il primo portale web istituzionale dedicato alle Denominazioni Dop e Igp. 823 pagine, una per ogni denominazione. Un enorme patrimonio informativo disponibile on line per i consumatori e i turisti. È stato presentato oggi, dal Mipaaft, alla presenza del Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio, il sito dopigp.politicheagricole.it, on line in italiano e in inglese dal 1 agosto
Saranno finalmente resi disponibili sul web, e a breve anche sul mobile attraverso un App dedicata, tutti i prodotti di Denominazione che caratterizzano ciascuna delle nostre regioni: 299 prodotti agroalimentari, 524 vini, con specifiche sulle caratteristiche, metodi di produzione e aree geografiche di nascita. Un patrimonio informativo, tratto direttamente dai disciplinari di produzione, ora facilmente fruibile da turisti, curiosi e addetti ai lavori.
Un progetto innovativo, per Target (mette insieme Consumatori, Turisti, Operatori Economici), per le Tematiche (Valorizzazione, Educazione, Nuove Tecnologie), per l’Approccio (condotte survey dedicate per raccogliere le esigenze degli Operatori) e per le Informazioni (il patrimonio dei disciplinari reso fruibile ad un vasto pubblico).
“I prodotti Dop e Igp rappresentano uno strumento di tutela delle eccellenze italiane e delle produzioni legate al territorio ma anche un’attrattiva per il settore turistico con importanti ricadute sull’economia locale.  Lo sviluppo del territorio è sempre più connesso a quelle che sono le sue tipicità. Dobbiamo continuare a lavorare sulla promozione, l’innovazione e la tutela. Unire i prodotti agroalimentari al turismo. Celebrare il made in Italy nel mondo”, è quanto dichiara il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio. “Il mondo oggi chiede informazione attraverso la rete ed è in questa direzione che ci dobbiamo muovere, per cogliere appieno il potenziale che offre il digitale. Questo portale può contribuire a rafforzare l’immagine delle DOP e delle IGP e attrarre visitatori che vogliono mangiare, bere, vivere ciò che offrono i nostri territori”.
Il Mipaaft, con il portale Dop-Igp, continua sulla strada della promozione del turismo e dell’agricoltura attraverso le nuove tecnologie e il digitale, strumenti sempre più richiesti dagli utenti, – siano essi consumatori o turisti –  che utilizzano il web per ricercare informazioni sui nostri prodotti di qualità, piuttosto che su luoghi e beni di attrattività turistica del nostro Paese.
Il Portale può diventare una opportunità per i tanti Territori e Denominazioni che rappresentano un Patrimonio del nostro Paese, talvolta ancora poco esplorato. Tutti i prodotti e territori, con questo Portale, hanno occasione di essere allo stesso modo presenti in rete, di farsi conoscere, creare rete.
Il Ministero sta già lavorando, per quanto riguarda l’App a integrare i dati sugli Agriturismi riconosciuti dal Mipaaft e i dati relativi ai Beni Culturali.

Fonte: Ufficio Stampa Mipaaft

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Il programma Caep, stage e scambi culturali in USA per i giovani in agricoltura

L’organizzazione statunitense Caep (Communication Agricoltural Education Programs) offre la possibilità ai giovani under 30 di specializzarsi nel settore dell’agricoltura a livello mondiale

Studiare o svolgere un’attività lavorativa all’estero è stata da sempre – e lo è tuttora – una preziosa opportunità per i giovani.
Imparare una nuova lingua, confrontare le tecniche del proprio paese con quelle di un altro, mettersi in gioco in una realtà differente dalla propria sono tutte sfide che i ragazzi dovrebbero cogliere per ampliare i propri orizzonti e valutare con coscienza quale meta inseguire. Anche all’interno del settore agricolo.
Le opzioni sono tante, c’è chi parte in autonomia, chi in compagnia di amici, chi sfida la sorte senza un obiettivo ben preciso e chi sfrutta programmi istituzionali di scambio, Caep ne è un esempio. Communication Agricoltural Education Programs è l’organizzazione statunitense, che da più di 30 anni si occupa di scambi culturali e di stage di specializzazione nel settore dell’agricoltura a livello mondiale (44 partners), offre stage retribuiti per periodi dai 3 ai 18 mesi a studenti, laureati e agricoltori con esperienza nel settore agricoltura.

Antonio Mastrodomenico, responsabile e referente dell’iniziativa nel nostro Paese, racconta nel dettaglio a TerraéVita in cosa consiste il programma Caep e quali sono le modalità per partecipare.

Chi può partecipare

Quali settori sono coinvolti dal progetto e a chi si rivolge?
«I programmi del Caep – risponde Mastrodomenico – abbracciano l’enologia, la zootecnia, l’orticoltura, l’equitazione, l’apicoltura, la floricoltura, la gestione dei tappeti erbosi e l’agribusiness e si rivolgono a due categorie di giovani con età massima di 30 anni:

–    Intern program (stagista): per studenti correntemente iscritti in una Università estera o che hanno conseguito la laurea non più di 12 mesi prima dell’inizio dello stage;

–  Trainee (tirocinanti): per tirocinanti in possesso di un diploma o certificato professionale e di almeno un anno di esperienza lavorativa nel proprio campo professionale.

Che tipologia di visto serve per partire?

«Il visto J1 (Student and Exchange Visitor Program) è rivolto a coloro che vogliono recarsi negli Stati Uniti per un programma di scambio culturale – spiega Mastrodomenico -. Offre innumerevoli opportunità per i candidati che cercano di viaggiare e acquisire esperienza negli Stati Uniti. Permette di lavorare, ma è soggetto anche a regole particolari, diverse a seconda del tipo di programma. Per ottenere un J1 è spesso necessario avere uno sponsor e un datore di lavoro (Host Company) e una solida padronanza dell’inglese. Il visto J1 mette a disposizione diversi programmi di formazione, progettati per consentire ai professionisti stranieri di venire negli Stati Uniti e ricevere una formazione nel settore professionale prescelto. Inoltre, questi programmi offrono opportunità illimitate, sia per i visitatori che per gli americani: intercambiare conoscenze e opinioni, abbattere pregiudizi e incomprensioni e rafforzare le relazioni».

Prima di richiedere un J1 in un Consolato o Ambasciata degli Stati Uniti, precisa Mastrodomenico -«È necessario previamente essere accettato in un programma di scambio da un’Organizzazione o Istituzione designata. Allo scadere del visto J1, si può rimanere negli Stati Uniti per altri 30 giorni, definito questo come “periodo di grazia”».
Fonte https://www.simonebertollini.com/avvocato/immigrazione-lavoro/visto-j1/
«Ogni categoria del J1 – conclude Mastrodomenico – dispone di organismi che funzionano da sponsor e vengono designati dal Dipartimento di Stato americano. Il loro ruolo è di autorizzare l’ingresso di un cittadino straniero ai fini di completare gli obiettivi di un programma specifico. Per richiedere un visto J-1 bisogna compilare gli appositi modelli DS-2109 e DS-7002 che, insieme ad altri documenti necessari, devono essere presentati presso l’Ambasciata degli Stati Uniti.

 

Previsioni di spese

Quanto costa partecipare al programma?
«Per quanto concerne le spese la somma da anticipare consiste in circa 3000$ e comprende le seguenti voci:

  • Richiesta per il Passaporto elettronico;
  • Richiesta visto j1 presso l’ambasciata americana;
  • Viaggio di andata e ritorno;
  • Spese amministrative per l’organizzazione e sponsorizzazione del progetto (1500$);
  • Assicurazione sanitaria obbligatoria (circa 100$ al mese per il n. di mesi di tirocinio);

La quota certamente è sostanziosa – afferma Mastrodomenico – ma il tirocinio è ben retribuito: il visto j1 garantisce una paga oraria pari a quella di un cittadino americano, inclusi straordinari, ferie e malattie e facendo un calcolo approssimativo le spese sostenute nella fase iniziale si recuperano in 2/3 mesi di lavoro».

Come candidarsi

Qual è il procedimento da seguire per candidarsi e partecipare al programma Caep?
«Per prima cosa controllare se il passaporto è ancora valido e fare l’eventuale richiesta. In seconda battuta compilare il modulo di iscrizione al Caep sul sito web stage.caep.org e al termine del processo di iscrizione (che non comporta costi iniziali) cliccare Submit. L’agenzia analizzerà la candidatura e inviterà il candidato a un colloquio su Skype. In base alle proprie preferenze (come fu Horticulture training programme nel mio caso) verranno elencati possibili datori di lavoro. L’agenzia manderà il curriculum a quello scelto e se idonei seguirà una seconda intervista via Skype. Passato il colloquio e accettata l’offerta di lavoro da parte del candidato – spiega Mastrodomenico -, è necessario effettuare i primi pagamenti (la tassa del visto e la prima rata del programma). Solo quando lo sponsor riceverà il pagamento potrà spedire via corriere tutti i documenti utili per prendere appuntamento all’ambasciata. Con questi sarà possibile recarsi all’ambasciata e dopo pochi giorni ricevere il passaporto con il visto. A questo punto sarà possibile acquistare il biglietto di andata. Una volta arrivati lo sponsor ha il dovere di seguire il giovane durante tutto il programma, richiedendo per esempio la compilazione di rapporti ogni tot mesi».

È fondamentale – aggiunge Mastrodomenico – «Viaggiare con in tasca circa $1000 per le prime settimane negli Usa, in attesa del primo stipendio consegnato in genere dopo le prime due settimane di attività».

Per informazioni:
www.stage.caep.org
www.facebook.com/stage.caep

 

Fonte: TerraèVita

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Proposta di legge bio, Federbio: bene il marchio nazionale

FederBio, la Federazione che dal 1992 tutela e valorizza lo sviluppo dell’intera filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, esprime soddisfazione al termine dell’audizione in Commissione Agricoltura del Senato sulla Proposta di legge (pdl) sull’agricoltura biologica, già approvata a grande maggioranza dalla Camera dei deputati. Hanno partecipato all’audizione Maria Grazia Mammuccini, neo presidente di FederBio e Paolo Carnemolla, Segretario Generale della Federazione.
 
“Riteniamo estremamente importante che l’agricoltura biologica sia riconosciuta come attività economica di interesse nazionale e che siano valorizzate le funzioni ambientali ed economico-sociali. Molto positiva anche l’introduzione del marchio biologico italiano che contribuisce a consolidare le coltivazioni, dando più forza ai produttori agricoli nazionali” ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio.
 
“Il proposta di legge contiene strumenti e proposte che favoriscono e sostengono la fase di conversione al biologico: in 7 anni, dal 2011 al 2017, la superficie agricola bio è aumentata del 71%, mentre le vendite di prodotti da agricoltura biologica in Italia (rilevati dall’osservatorio di Nomisma su dati Nielsen/Assobio) registrano un incremento dell’8% anche nel 2018, con un giro di affari globale di oltre 5 miliardi e mezzo. Quindi un settore economico importante, che va strutturato con strumenti utili a sostenere una crescita di questa natura e a garantire il rispetto dei valori fondanti del vero biologico”.
 
“Rilevante il punto relativo alla ricerca, all’innovazione e alla formazione – prosegue Mammuccini – che è strategico per il futuro e l’articolo relativo ai distretti bio che si stanno diffondendo in tutto il Paese e l’attivazione di strumenti d’integrazione tra produttori e operatori della filiera biologica, a partire dal riconoscimento dell’interprofessione. L’unico punto che manca è il coordinamento del Piano d’azione previsto dalla legge col piano strategico nazionale sulla Pac, che dovrà essere redatto, e con il piano d’azione nazionale per la riduzione dei prodotti fitosanitari, perché integrare le programmazioni è fondamentale anche per integrare le risorse. Una veloce approvazione della legge sull’agricoltura biologica consentirebbe di mettere subito in campo questo strumento per orientare anche il Pan e il piano nazionale strategico sulla Pac che sono imminenti”. 
 
Fonte: Ufficio stampa FederBio 
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Mango Day con i primi raccolti Made in Italy

Il Mango day quest’anno si festeggia con i primi raccolti Made in Italy che insieme a tante altre produzioni esotiche è arrivato in Italia sotto la spinta dei cambiamenti climatici. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della giornata dedicata alla pianta dii origine indiana che produce grandi frutti ovoidali coltivata dall’Africa al Sud America ed ora anche in Italia. Quello della frutta tropicale Made in Italy – sottolinea la Coldiretti – è un fenomeno esploso per gli effetti del surriscaldamento determinati dalle mutazioni del clima e destinato a modificare in maniera profonda i comportamenti di consumo nei prossimi anni, ma anche le scelte produttive delle stesse aziende agricole.

Lo dimostra il fatto che si è passati da pochi ettari piantati con frutti tropicali a oltre 500 ettari con un incremento di 60 volte nel giro di appena cinque anni. La coltura è presente attualmente in Calabria e Sicilia – spiega Coldiretti – con coltivazioni a mango di diverse varietà nelle campagne tra Messina, l’Etna e Acireale, ma anche ad avocado, frutto della passione, zapote nero (simile al cachi, di origine messicana), sapodilla (dal quale si ottiene anche lattice), litchi, il piccolo frutto cinese che ricorda l’uva moscato.

Il tutto grazie all’impegno di giovani agricoltori – ricorda la Coldiretti – che hanno scelto questo tipo di coltivazione, spesso recuperando e rivitalizzando terreni abbandonati proprio a causa dei mutamenti climatici, in precedenza destinati alla produzione di arance e limoni. Un segmento di mercato che sta crescendo vertiginosamente considerato che oltre sei italiani su 10 (61%) acquisterebbero tropicali italiani se li avessero a disposizione invece di quelli stranieri, secondo un sondaggio Coldiretti-Ixè.

Il 71% dei cittadini sarebbe inoltre disposto a pagare di più per avere la garanzia dell’origine nazionale dei tropicali. Una scelta motivata dal maggiore grado freschezza ma anche dalle preoccupazioni sulle garanzie di sicurezza del prodotto importato. L’Italia – conclude la Coldiretti – è al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,8%), quota inferiore di 1,6 volte alla media dell’Unione Europea (1,3%) e ben 7 volte a quella dei Paesi extracomunitari (5,5%) dove spesso si utilizzano prodotti vietati in Italia da decenni.

 

Fonte: Coldiretti

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MiSe ed ICE elaboreranno iniziative promozionali per rafforzare le esportazioni di agrumi

Si è svolto ieri, 22 luglio, al Ministero dello Sviluppo Economico il tavolo tecnico per l’export agrumicolo in Cina, a cui hanno preso parte i rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura, la Regione Siciliana, l’ICE, il Presidente del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia Federica Argentati, gli enti e le associazioni d’impresa del settore.

Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sullo stato di attuazione del Protocollo sui requisiti fitosanitari per l’esportazione di agrumi freschi dall’Italia alla Cina.

L’export di agrumi in Cina rappresenta infatti una opportunità per la commercializzazione di prodotti italiani di qualità, come quella delle arance rosse siciliane il cui trasporto aereo è stato reso possibile grazie al lavoro di squadra avviato dal Ministro Di Maio nel corso delle missioni istituzionali nel Paese asiatico.

Al tavolo è stata, inoltre, esaminata la possibilità di estendere l’applicazione del Protocollo ad altri prodotti agrumicoli italiani, nonché la possibilità di affrontare in un successivo incontro il tema specifico della logistica legata a questa tipologia di esportazioni.

Per rafforzare nei prossimi anni le esportazioni di agrumi nel mercato cinese, il MiSE e l’ICE elaboreranno una serie di iniziative promozionali, che verranno condivise con gli operatori del settore.

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

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Alsia Basilicata. Agrumi: innovazione varietale per rilanciare il settore

In Italia le superfici agrumetate nel 2016 si attestano intorno ai 145 mila ettari (Tab. 1), con una netta preponderanza di quelle investite ad arancio (57%), seguite dal clementi-ne (18%), dal limone (17%) e dal mandarino (7%), infine dagli agrumi minori, bergamotto, pompelmo, cedro e chinotto (1%) 

Nell’ultimo decennio la superficie coltivata ad agrumi è fortemente diminuita, di circa il 16%: arancio -20%, limone -18%, gruppo del mandarino -5%, l’unica specie rimasta più o meno stabile è il clementine. La Sicilia è la regione più importante dal punto di vista produttivo, soprattutto per la produzione di arance, limoni e mandarini, mentre la Calabria è quella più importante per la produzione di clementine. Puglia e Basilicata, anche se non con grandi estensioni, producono arance navel e clementine di qualità.

Negli ultimi due decenni, il comparto agrumicolo nazionale ha subito notevoli cambiamenti determinati dall’aumento del costo del lavoro e dei mezzi tecnici, dall’inasprimento delle politiche fiscali e previdenziali, dalla riduzione dei prezzi alla produzione, dallo smantellamento delle politiche comunitarie di tutela e di sostegno del reddito degli agrumicoltori.

A livello della produzione, tale stato si è accentuato soprattutto negli ultimi 5-10 anni, con forti squilibri fra costi e ricavi, che hanno portato alla conseguente minore attenzione nei confronti della coltura, determinando in alcuni casi persino l’abbandono dei campi con effetti negativi sulle produzioni, sui redditi e sull’occupazione dell’intera filiera agrumicola nazionale. Gli operatori del comparto hanno introdotto un’ampia gamma di innovazioni tecniche e agronomiche basate su modalità di conduzione degli impianti diverse dal passato per irrigazione e gestione del suolo, adozione di protocolli per le produzioni biologiche, eccetera.

Ma come sempre accade in frutticoltura, l’innovazione è immediatamente intesa e percepita quando si parla di nuove varietà e portinnesti che tendono a soddisfare l’adattamento del prodotto alla domanda dei mercati. Per le arance il gruppo a polpa bionda, che comprende quelle ombelicate e non, si differenzia dalle pigmentate in quanto coltivate e diffuse in tutte le regioni, con diversi ecotipi locali selezionati nel tempo dagli agrumicoltori.

Le arance bionde ombelicate dette anche navel, così denominate per la presenza di un secondo frutto interno (sincarpia) di dimensioni variabili rispetto alla varietà e clone, producono frutti destinati principalmente al mercato fresco, con varietà (Navelina e suoi cloni), che coprono un calendario di raccolta che va da fine ottobre a maggio, con un prodotto di caratteristiche organolettiche abbastanza costanti che rendono più semplice la fidelizzazione del consumatore. Purtroppo ancora oggi tale assortimento non è abbastanza presente nella strutturazione della nostra agrumicoltura, aspetto che invece rappresenta uno dei punti di forza dei Paesi concorrenti.

Tab. 1 – Confronto decennale 2006-2016 delle superfici coltivate ad agrumi in Italia.

Le nuove varietà a livello mondiale

Tra le varietà di recente selezione, già significativamente diffuse in campi commerciali si ricorda la cv Fukumoto, che matura anche una settimana prima degli altri cloni di Navelina, con frutti di forma rotonda, di buona pezzatura e buccia di colore aranciato intenso. Da verificare, vista la recente introduzione nel nostro areale, l’affinità con portinnesti Citrange, che in alcuni Paesi agrumicoli ha dato risultati contrastanti, manifestando fenomeni di decadimento e moria delle piante, di cui non si è ancora identificata la causa. Nel periodo tardivo si raccoglie Powell Summer Navel, caratterizzata da una discreta produttività e buona pezzatura dei frutti.

Per le arance ombelicate diverse sono le novità selezionate ed in corso di valutazione. Dall’Australia provengono tutte le varietà di seguito descritte. Nel periodo precoce si segnala l’M7, mutazione di Navelina 7.5 selezionata nel 2004, oggetto di privativa per le novità vegetali. Si raccoglie circa 2 setti-mane prima del Navelina, con ottima tenuta in pianta fino a febbraio. Nel periodo di maturazione tardivo si annoverano diverse varietà come Chislett Summer Navel, RhodeSummer Navel e Barnfield Late. La cv Chislett, mutazione spontanea di W. Navel selezionata nel 1988, presenta pianta con portamento espanso e buona vigoria; il frutto è simile a quello di W. Navel, leggermente più arrotondato, si raccoglie da gennaio a maggio.

La Rhode Summer Navel, originatasi da mutazione spontanea di un Navel e rinvenuta nel 1982, è caratterizzata da un albero vigoroso, con portamento espanso e frutto simile a quello di Washington Navel, di colore arancio con buona succosità; si raccoglie da gennaio a maggio; è coperta da protezione brevettuale. In ultimo Barnfield Late, derivata da mutazione spontanea di W. Navel nel 1980.

La pianta è molto produttiva e vigorosa, ha portamento espanso; il frutto simile a quello di W. Navel, di colore arancio, si raccoglie da gennaio a maggio. Dal Sudafrica provengono invece Cambria che presenta dei frutti di forma rotonda, con polpa di colore arancio e contenuto in succo molto alto; non manifesta incrinatura dell’albedo – fisiopatia meglio nota come creasing – con raccolta che si protrae fino a maggio; da una mutazione di Palmer navel del 2005 è stata selezionata Carninka, interessante per la notevole tardività di raccolta, con buona pezzatura e qualità, elevata produttività, non alternante.

Al gruppo delle arance a polpa bionda non ombelicate appartengono la maggior parte delle varietà di arancio conosciute a livello mondiale. La destinazione principale è la trasformazione industriale per la produzione di succhi concentrati.

Alcuni ecotipi locali sono idonei per la produzione di succhi bevibili freschi. Tra le nuove selezioni in corso di valutazione si ricorda la Valencia Delta, riconosciuta sui principali mercati europei come ‘Delta Seedless’, selezione migliorata di Valencia Late individuata a Pretoria (Sud Africa). Ha un vigore simile ad altri cloni di Valencia ma con accrescimento più eretto. Molto produttiva all’interno della chioma, è meno suscettibile ai danni da freddo e vento. Il frutto di questa varietà ha una pezzatura leggermente superiore rispetto a Valencia; non è sensibile al creasing, ha una buccia molto fine, di aspetto attraente e in assenza di impollinazione non produce semi. I frutti sono di eccellente qualità con portinnesti come il Citrange carrizo, il Mandarino Cleopatra e il Citrumelo Swingle, così come evidenziato in Spagna. Si raccoglie 2-3 settimane prima del Valencia.


Le varietà triploidi, presentano il vantaggio di produrre frutti apireni dato lo sbilanciamento cromosomico 3X (27 cromosomi) che non determina la produzione di gameti fertili.

L’istituto di agrumicoltura di Acireale, ora noto come CREA – OFA, è stato pioniere in tale filone di ricerca, conducendo un programma di selezione sin dal 1978 , che ha consentito di ottenere a partire dagli anni ’90 diverse varietà comeTacleClara e Camel, a cui sono seguite nel 2000 AlkantaraMandalate e Mandared.

Le ultime selezioni sono:

– Early Sicily, che deriva dall’incrocio tra Clementine Oroval e Arancio Tarocco, che presenta pianta vigorosa e produttiva, frutto con caratteristiche interne intermedie tra i due parentali, peso di circa 150 g e raccolta ai primi di novembre;

 Sweet Sicily, presenta pianta produttiva e scarsamente spinescente, con frutto che supera i 150 g di peso, di elevata succosità e colorazione antocianica della polpa a gennaio; si può raccogliere a partire da novembre.In Spagna, presso l’IVIA di Valencia, sono stati selezionati altri ibridi triploidi come Safor e Garbì. Il Safor deriva dall’incrocio tra Fortune e Kara, matura tra fine febbraio e principi di marzo e può essere raccolto fino ad aprile, il frutto è di colore arancio intenso, facile da sbucciare, con polpa molto succosa e buon sapore; pianta di buon vigore e produzione con foglie grandi, buona l’affinità con il Citrange carrizo.

Successivamente matura Garbì che presenta caratteristiche simili, con raccolta nella II decade di marzo. Un triploide spontaneo è il Winola (ibrido tra Wilking e Minneola) ottenuto in Israele presso il Volcani Center; interessante per le caratteristiche del frutto e la tardività di maturazione, la produzione è elevata ma alternante. Dall’Università di Riverside in California sono stati licenziati 3 triploidi tardivi Shasta Gold, Tahoe Gold e Yosemite Gold, che derivano dall’incrocio tra (Temple x Dancy 4N) x Encore 2N; presentano frutti a maturazione tardiva (da gennaio-febbraio a marzo aprile), con pochi semi, buona qualità del frutto, colore intenso della buccia, elevato grado zuccherino e succosità, buona tenuta del frutto sulla pianta. La produttività è elevata ma può essere alternante.

I Mandarino-simili

In questo gruppo rientrano una serie di specie ed ibridi che hanno in comune alcuni caratteri pomologici quali pezzatura media, sbucciabilità, assenza di semi, pur con leggere differenze organolettiche. Tutti gli ibridi ed i mandarini considerati necessitano di un’attenta validazione prima della loro diffusione in quanto possono determinare impollinazione incrociata con varietà di clementine molto diffuse nei nostri areali, favorendo la presenza di semi nei frutti. Nella fase medio-tardiva si conferma l’interesse per la cv Afourer. I frutti, di colore arancio intenso e facili da sbucciare, sono però soggetti a impollinazione incrociata; la buona succosità e l’elevata acidità consente la raccolta a febbraio. Negli ultimi anni dall’IVIA di Valencia sono stati selezionati alcuni ibridi come Moncada (Clementine Oroval per mandarino Kara), con pianta a portamento aperto, vigorosa, con frutto di grosse dimensioni ma con molti semi, ridotti in numero nella varietà irradiata (Moncalina), si raccoglie da fine gennaio.

Dall’Università di Riverside in California è stato selezionato il Gold Nugget, (mand. Kincy per mand. Wilking), pianta di elevata produttività, con frutto apireno a maturazione tardiva (febbraio-marzo); elevato grado zuccherino, buccia di colore giallo pallido e molto corrugata.Una varietà a maturazione tardiva è l’Orri, selezionato in Israele dalla varietà Orah irradiata con raggi gamma, si raccoglie da febbraio a aprile, la buccia è di colore arancio e facile da sbucciare. Un’altra varietà ottenuta in Israele per mutazione indotta di Murcott, è la Mor, con frutti simili a quelli di Murcott ma con qualche seme.

In California è stato ottenuto il Tango, mutazione indotta di Nadorcott, caratterizzato da pianta di buona produzione, con frutti apireni di colore arancio intenso.

Il Clementine

Per questa specie sono disponibili diverse varietà che consentirebbero di avere un calendario di produzione abbastanza ampio a partire da ottobre fino a febbraio.Capostipite di molte delle varietà disponibili è il Clementinecomune, coltivato principalmente in Calabria, seguita dalla Puglia, dalla Sicilia e dalla Basilicata, dove ha trovato le migliori condizioni ambientali che permettono di conseguire ottime produzioni quanti-qualitative, compresa l’apirenia, determinata dall’autoincompatibilità e dalla coltivazione in purezza, in assenza di specie ed ibridi interfertili.

Dal Clementine comune, che alle ottime caratteristiche organolettiche purtroppo associa una scarsa conservazione sulla pianta che poi determina un deprezzamento della produzione con limitato periodo di commercializzazione, sono derivate direttamente o indirettamente le varietà maggiormente coltivate. Le innovazioni introdotte negli ultimi anni sono prevalentemente di origine spagnola, ottenute da mutazione di Oronules, con calendario di produzione nel periodo precoce. La prima a maturare è Prenules, rilevata a Valencia nel 1996, con frutti di colore arancio intenso, e buccia di medio spessore facile da sbucciare; si raccoglie in Spagna a partire da metà settembre.

Di pari epoca è Basol, riscontrata nel 1999 a Castellon (Spagna), con frutti di colore arancio intenso. Cultifort, riscontrata nel 1997 ad Alicante, con pianta di buon vigore e portamento aperto, foglie di piccole dimensioni, coriacee e di colore verde scuro; frutto simile per pezzatura ad Oronules di colore arancio intenso, si sbuccia con facilità, polpa apirena con un buon contenuto in succo, che però può impollinare ed impollinarsi con varietà compatibili. Dopo qualche giorno si raccoglie Orogros o Pri 26 originatosi da una mutazione spontanea di Oronules scoperta nel 1996 a Valencia, simile al precedente per caratteri della pianta e del frutto.

Tutte queste varietà presentano la produzione di gemme multiple nelle combinazioni di innesto con i potinnesti Citrange, che determina un minore accrescimento e uno stato debilitato che può portare al disseccamento della pianta. Questo fenomeno si manifesta con protuberanze esterne, a cui corrispondono estroflessioni all’interno del tronco che provocano un restringimento dei vasi, che determina una precoce entrata in produzione delle piante e una produttività interessante nei primi anni.

Per risolvere tale problematica, la cui eziologia non è ancora ben chiara, viene consigliata la schermatura del tronco con materiale plastico o appositi shelter così come, l’utilizzo di un intermedio vigoroso. Nella fase tardiva per irradiazione di Clemenules è stata ottenuta Clemenverd, che matura da metà gennaio, con colorazione della buccia ritardata. Quanto sopra illustrato rappresenta lo scenario dell’innovazione varietale nel breve e medio periodo; un’innovazione che è bene sottolineare e ripetere, merita di essere interpretata correttamente per produrre i benefici e vantaggi che l’imprenditore e consumatore si aspettano.

Autore: Carmelo Mennone AASD Pantanello – Alsia Regione Basilicata

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ICE, “Pillole di un futuro attuale” dedicato agli scenari internazionali futuri e alle strategie per la conquista di nuovi mercati

ICE–Agenzia organizza, nell’ambito del Piano Export Sud 2, un seminario dal titolo “PILLOLE DI UN FUTURO ATTUALE” dedicato agli scenari internazionali futuri e alle più adatte strategie aziendali per la conquista di nuovi mercati. L’intervento – destinato a PMI, cooperative, start-up, consorzi e reti di impresa delle Regioni c.d. meno sviluppate – si svolgerà il 20 settembre 2019 presso la Fiera del Levante di Bari.


PROGRAMMA DEL SEMINARIO (9.00 – 14.00)

 

OPEN MIND

Osare oggi più che in passato: trasformare il mercato, costruire nuovi vantaggi e conquistare nuovi mercati.

 

L’IMPRESA STRAORDINARIA E IL DIGITAL MINDSET

Abilità, sensibilità e progettualità capaci di cogliere nuove opportunità.

 

IL BLUE RING

Il metodo con cui progettare la propria trasformazione e analisi rapida delle leve: identità, mercato, servizi di impresa, spazi/luoghi, persone, modello di vendita e comunicazione.

L’obiettivo è fornire un modello (take away) che permette ai presenti di sviluppare riflessione e decisione con i propri colleghi/collaboratori.

CIRCOLARE INFORMATIVA: CLICCA QUI

SCHEDA DI ADESIONE: CLICCA QUI

 

Partecipazione gratuita

Aderisci entro il 17 settembre 2019

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Due giornate tecniche dedicate al noce, nuove opportunità di mercato per il rilancio della filiera

Negli ultimi anni in Italia, così come all’estero, si assiste all’aumento della domanda di noci in virtù della maggiore attenzione da parte dei consumatori nei riguardi degli aspetti salutistici della dieta e dei benefici nutraceutici garantiti dalla frutta secca in genere. Questo trend sembra essere la spinta che serve per aprire nuovi spazi per la nocicoltura da frutto.

Due giornate tecniche dedicate al noce
Per illustrare le potenzialità del mercato e divulgare le più recenti acquisizioni scientifiche per la specie, proponendo strategie di gestione innovative e sostenibili, la SOI (Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana), in collaborazione con l’Università di Bologna, l’Università Politecnica delle Marche e il Crea-Forlì, sta organizzando le Giornate Tecniche dedicate al noce da frutto.

Per illustrare le potenzialità del mercato e divulgare le più recenti acquisizioni scientifiche per la specie, proponendo strategie di gestione innovative e sostenibili, la SOI (Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana), in collaborazione con l’Università di Bologna, l’Università Politecnica delle Marche e il Crea-Forlì, sta organizzando le Giornate Tecniche dedicate al noce da frutto.

Le Giornate Tecniche SOI 2019 dal titolo “Nocicoltura da frutto: innovazione e sostenibilità” si terranno a Bologna il 20 e 21 settembre 2019 presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna (Aula Magna Distal), viale G. Fanin 46.

  • Il Convegno Nazionale: nella prima giornata dell’evento, con il contributo di esperti nazionali e internazionali, verranno trattati i diversi aspetti della coltivazione e della commercializzazione della noce. In particolare, il convegno sarà articolato in cinque sessioni:

I – Evoluzione e prospettive della nocicoltura;

nocicoltura

II – Propagazione, fisiologia, nutrizione e meccanizzazione;

III – Germoplasma, genetica e varietà;

IV – Avversità e difesa;

V – Progetti e territorio, filiere e aspetti salutistici.

La giornata si concluderà con la tavola rotonda alla quale parteciperanno gli attori della filiera (Istituzioni, produzione e imprese, Enti di ricerca) per definire una proposta operativa di coordinamento nonché tracciare le priorità per supportare la filiera in espansione.

  • Le visite in campo: la seconda giornata prevede visite tecniche guidate presso realtà produttive e commerciali del territorio romagnolo nelle quali verranno illustrati e confrontati i sistemi e le tecniche di gestione del noceto, i materiali vegetali, la meccanizzazione delle operazioni colturali, la selezione e la classificazione del prodotto.

LEGGI IL PROGRAMMA E ISCRIVITI

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Rete Rurale, il sostegno alla distribuzione dei prodotti biologici attraverso i PSR

Negli ultimi anni, il crescente interesse da parte del mercato per i prodotti biologici ha permesso un consolidamento della loro presenza nei canali tradizionali ma anche messo in discussione il modello distributivo sulla filiera lunga, che non sempre permette di remunerare adeguatamente il lavoro dell’agricoltore biologico.

Il settore si rivolge con sempre maggior frequenza a forme di commercializzazione alternativa, basate sulla riduzione del numero degli intermediari. La crescita di tali canali è supportata soprattutto dalle politiche di sviluppo rurale, che da sempre stimolano le azioni per le filiere locali e quelle volte alla riduzione degli intermediari.

Il presente rapporto offre quindi un primo contributo al dibattito sull’efficacia delle politiche nel sostenere questi percorsi di commercializzazione alternativi, verificando con quali modalità e secondo quali modelli la politica di sviluppo rurale favorisca la commercializzazione dei prodotti biologici in Italia e stimoli processi di integrazione orizzontale e verticale delle imprese.

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Ortofrutta Italia, parte la campagna di promozione pesche e nettarine italiane

Al via questa settimana la Campagna di promozione istituzionale a favore di pesche e nettarine italiane, promossa dall’Organizzazione Interprofessionale ORTOFRUTTA ITALIA, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo.

Valorizzare la migliore ortofrutta italiana presso i consumatori si può. Da questa settimana fino al 31 agosto, prende il via la Campagna di comunicazione istituzionale di filiera dedicata alle pesche e nettarine italiane, che si propone di promuovere a tutto tondo questi straordinari frutti, con il duplice obiettivo di un miglioramento qualitativo generalizzato del comparto e una valorizzazione del prodotto Made in Italy presso i consumatori.

“Pesche e nettarine sono il comparto più ‘sensibile’ della frutta estiva – dichiara Nazario Battelli, Presidente dell’Organizzazione Interprofessionale Ortofrutta Italia nel corso della conferenza stampa di presentazione della Campagna (promossa da ORTOFRUTTA ITALIA con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo) che si è tenuta oggi presso il MiPAAFT alla presenza del Sottosegretario di Stato con delega all’ortofrutta Alessandra Pesce – spessissimo soggetto a devastanti crisi di mercato e sottoposto alla concorrenza diretta dei paesi mediterranei. Come Organismo Interprofessionale, con questa campagna di promozione a favore delle pesche, abbiamo voluto cogliere la volontà delle rappresentanze dell’intera filiera del comparto peschicolo di dare un segnale importante ai consumatori italiani.”

La Campagna sarà dunque caratterizzata da un impegno proattivo di filiera, che vedrà la partecipazione della produzione insieme a quella delle principali catene della Moderna Distribuzione e dei negozi specializzati e di prossimità, con il coinvolgimento degli operatori Grossisti dei mercati agroalimentari. In circa cinquemila punti vendita dislocati sul territorio nazionale, saranno esposti poster informativi per i consumatori, con indicazioni sulle principali tipologie di pesche: una comunicazione istituzionale, collettiva e “generica” del prodotto, realizzata con il rinnovato patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, che interesserà solo produzioni che rispetteranno un capitolato condiviso in sede interprofessionale, che innalza alcuni parametri qualitativi delle pesche, dal colore alla dolcezza.

“La situazione produttiva di pesche, nettarine e percoche in Italia, prevede una produzione di 1.296.000 tons, che equivale a un incremento del 13% rispetto al 2018. Le condizioni climatiche avverse del mese di maggio hanno inciso fortemente sugli standard produttivi e la campagna commerciale risulta complessa e difficoltosa e solo lo sforzo unito dell’intera filiera può affrontarla – spiega Gabriele Ferri, Coordinatore del Comitato di Prodotto di Ortofrutta Italia per le Pesche – l’obiettivo di questa campagna è quindi quello di fare conoscere di più e meglio rendendolo attraente agli occhi dei consumatori, un prodotto di eccellenza come le nostre pesche e nettarine. Il racconto del gusto delle diverse varietà e di tutta la filiera produttiva, diventa fondamentale per fare comprendere al consumatore il valore umano, ma anche economico, che sta dietro alla produzione delle nostre pesche. Il ruolo del consumatore è quindi fondamentale in questo momento, perché con la sua scelta di acquisto può incidere davvero su una produzione di eccellenza come questa, che sta soffrendo terribilmente, al punto di mettere in dubbio il proseguo della coltivazione stessa di pesche e nettarine in Italia.”

“Come negli anni passati, la GDO aderisce alla campagna di promozione delle pesche e nettarine in maniera massiccia, con migliaia di esercizi commerciali che mettono a disposizione i propri punti vendita per informare e comunicare la qualità, la territorialità e la stagionalità delle pesche e nettarine a tutto vantaggio dei consumi della frutta di qualità”, aggiunge Piero Cardile, Vice Presidente Vicario di Ortofrutta Italia. “L’auspicio è che questa iniziativa possa aiutare, soprattutto in una fase come quella attuale, ad aumentare i consumi di frutta fresca.”

“Commercio all’ingrosso e dettaglio sono un altro segmento del sistema distributivo dell’ortofrutta italiana – sottolinea Valentino Di Pisa, Presidente di Fedagromercati Nazionale – ed i due attori, seppur differenti, sono fortemente collegati fra di loro dal rapporto fornitore-cliente. Ogni giorno infatti, le aziende dei Mercati all’ingrosso riforniscono con prodotti controllati e di qualità i dettaglianti, che a loro volta sono in contatto con i consumatori finali attraverso i loro negozi specializzati, offrendo così una vasta gamma di prodotti freschi ed influenzando le scelte dei cittadini. Per questo motivo il coinvolgimento di questi due comparti attraverso le associazioni di riferimento, FEDAGRO e FIDA, rappresenta un valore aggiunto per l’iniziativa presentata oggi in conferenza con l’obiettivo di stimolare il consumo di ortofrutta nel nostro paese.”

“Nel periodo di maggiore potenziale qualitativo delle pesche, e nel contesto di un progetto annuale di Ortofrutta Italia che coinvolge mese per mese una decina di prodotti – conclude il Presidente Battelli – la Campagna di Ortofrutta Italia rappresenta in modo esemplare la possibilità di dare un messaggio di pubblica utilità al consumatore, stimolando il consumo di frutta e verdura di stagione sia per la valorizzazione economica della nostra filiera, ma soprattutto per la comprovata ricaduta benefica sulla salute dei cittadini che questo comporta.”

Scarica qui la locandina della promozione

Fonte: Ortofrutta Italia

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A settembre Agroinsecta, gli insetti utili per l’uomo e per l’ambiente

Il 26 settembre 2019 nasce a Tortona AgroInsecta, il primo evento specializzato sull’insetticoltura per destinazione agroindustriale.

Un programma di conferenze sui principali temi che interessano la filiera, dalle interazioni e sinergie con il biogas, dagli insetti per la lotta biologica, alla mangimistica in sostituzione di altre farine proteiche e ad altri derivati per bioplastiche specialistiche.

AgroInsecta è un’opportunità per scoprire nuovi mercati ed applicazioni, nuove tipologie di allevamento zootecnico, per incontrare operatori del mondo agricolo, industriale e finanziario interessati a questo settore dalle grandi potenzialità.

AgroInsecta ha al centro del suo programma l’allevamento degli insetti per i più diversi scopi. In modo particolare, l’evento si focalizzerà sull’allevamento di insetti destinati a scopi alimentari, diretti o indiretti.

Le conferenze riguarderanno quindi i seguenti temi:

  • Esperienze di allevamento nell’insetticoltura:
    • Insetti per alimentazione umana:
    • Tenebrio molitor
    • Baco da seta
    • Grillo
  • Insetti per alimentazione animale:
    • Hermetia Illucens
    • Galleria Mellonella
  • Gli impollinatori e la protezione degli ecosistemi degli insetti
  • Tipologie di substrati adatti per insetticoltura
  • Lotta biologica e valorizzazione dei cicli naturali
  • Il biogas e l’allevamento di insetti: due filiere in simbiosi per una migliore sostenibilità ambientale
  • Sistemi automatizzati per insetticoltura
  • Impiego d’insetti e larve per ridurre il volume e la carica microbica di FORSU e liquami, senza vincolo di reimpiego della larva
  • Mangimistica ed insetticoltura
  • Lotta alle patologie nell’insetticoltura
  • Nuovi mercati di sbocco dei derivati dall’insetticoltura
  • Miglioramento della componente proteica delle larve

 

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Unioncamere Calabria, evento regionale promozione turismo, strategie e nuovi strumenti

Le Camere di commercio calabresi per la promozione del turismo, le strategie e i nuovi strumenti del sistema camerale”- Giovedì 25 luglio 2019, ore 9.30.

Unioncamere Calabria, in rappresentanza del sistema camerale calabrese, sta organizzando l’evento regionale “Imprese/Turismo – Le Camere di commercio calabresi per la promozione del turismo, le strategie e i nuovi strumenti del sistema camerale”, che si terrà il prossimo 25 luglio presso la Sala conferenze di Unioncamere Calabria, a Lamezia Terme, a partire dalle ore 09.30.

Nell’ambito dell’evento saranno presentate le due piattaforme basate sull’A.I. e i Big data – “Turismo BigData” e “SIMOO”, realizzate dal sistema camerale nazionale con il supporto operativo di ISNART, nonchè una nuova metodologia per l’osservazione economica del turismo che permette di analizzare la capacità di connessione tra le risorse culturali e naturali e il sistema turistico territoriale.

Nella sessione mattutina saranno, inoltre, presentati i dati dell’Osservatorio regionale su Turismo, mentre in quella pomeridiana è previsto un laboratorio operativo nell’ambito del quale, oltre ad essere presentate alcune avanguardie/best practices calabresi del settore, sarà realizzato un Tavolo di lavoro per la creazione di reti/Partenariati.

Per sapehttps://forms.gle/FvUYFLGAkvjHRWwM7rne di più, partecipa all’evento!

Iscriviti dal seguente link: https://forms.gle/FvUYFLGAkvjHRWwM7 

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Bio Bank, il punto delle vendite bio tra supermercati e specializzati

La crescita bio passa dalla Gdo con il 45% delle vendite. Al 24% i negozi bio.

Bio Bank pubblica on line il terzo Focus sul bio tra supermercati e specializzati. La serie storica di dati è quella raccolta da Bio Bank dal 1993 nei negozi bio e dal 1996 nella grande distribuzione alla quale si aggiunge il censimento 2018.


Secondo i dati Bio Bank il biologico in Italia è in continua crescita ma è la grande distribuzione ad intercettarla. Se nel 2009 il 45% delle vendite passava dagli specializzati e il 29% dai supermercati, nel 2018 la situazione è capovolta.

Negli ultimi 3 anni le vendite bio nei supermercati sono cresciute con incrementi a due cifre, anche se via via meno elevati: +36% nel 2016, +21% nel 2017, +11 nel 2018. Mentre i negozi bio hanno mantenuto le vendite del 2015, come emerge dai dati dell’Osservatorio Sana.

Un’accelerazione impressa dalla massiccia offerta di prodotti bio nel largo consumo. Continua, infatti, la corsa alle marche bio da parte dei supermercati e discount: le catene censite da Bio Bank salgono da 22 a 26 e le referenze alimentari delle private label passano da 3.500 a 4.300. In crescita anche la cosmesi bio con 10 catene e circa 170 referenze certificate.

Un’offerta in pieno fermento in un panorama assai dinamico, pieno di sfide. Non solo tra supermercati e specializzati, Ma anche tra discount e supermercati (mentre perdono quota gli ipermercati), tra insegne italiane ed europee che aprono a ripetizione in italia e sono tradizionalmente molto forti sul bio. Poi tra l’industria di marca e marca de distributore. E infine, la sfida più virtuale, dell’e-commerce.

Fonte: Bio Bank

Sfoglia il Focus Bio Bank – Supermercati & Specializzati 2019 su Issuu

 

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Nasce la rete d’impresa “Calabria in Guscio”

Nasce ufficialmente “Calabria in Guscio” il progetto ambizioso per la produzione di nocciole voluto da Cia-Agricoltori Italiani Calabria.

La rete andrà a sottoscrivere il contratto di filiera con il colosso internazionale Ferrero per l’uso delle nocciole calabresi in prodotti della multinazionale a base del pregiato frutto in guscio. Quello di Cia-Agricoltori Italiani Calabria è un intento che parte da lontano e dopo un’attenta programmazione si sta giungendo, attraverso l’iniziativa, alla sua concretizzazione.

All’incontro, tenutosi a Cosenza, per la firma ufficiale dal notaio, erano presenti il presidente di Cia-Agricoltori Italiani di Calabria Nord, Luca Pignataro; il direttore di Cia-Agricoltori Italiani di Calabria Nord, Davide Vena; Franco Belmonte, direttore di Cia-Agricoltori Italiani Calabria; Mario Caligiuri, in rappresentanza dell’Azienda Torre di Mezzo, partner importante del progetto, insieme alla società Kalnut, capofila della rete stessa.

I vertici di Cia-Agricoltori Italiani Calabria esprimono immensa soddisfazione per il risultato ottenuto che risponde ad una elevata richiesta della materia prima, da parte dell’industria dolciaria che si avvarrà dell’utilizzo delle nocciole calabresi.

Fonte: CIA – Agricoltori Italiani

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Equity crowdfunding, nel 2019 già raccolti 29 milioni di euro

L’equity crowdfunding continua a macinare numeri importanti in Italia. Dal primo gennaio al 30 giugno 2019 sono state infatti finanziate 65 campagne sulle 9 piattaforme più attive del Paese, per un totale di 25,4 milioni di euro raggiunti. Una cifra ragguardevole che potrebbe permettere di superare agevolmente il record del 2018 (114 campagne finanziate per 36 milioni raccolti).

Gli ultimi dati forniti da StartupItalia permettono infatti di aggiornare il counter alla cifra significativa di 29 milioni di euro per quanto riguarda il totale del mercato italiano, con il coinvolgimento di oltre 9.744 investitori. Aumenta dunque la propensione all’investimento da parte dei piccoli risparmiatori.

E se il panorama italiano risulta positivo, gran parte del merito, numeri alla mano, va a Mamacrowd, del network SiamoSoci e autorizzata da Consob. La piattaforma italiana di equity crowdfunding si conferma essere la prima per capitale raccolto: 7,6 milioni in poco più di sei mesi, sul totale italiano di 29 (26% del totale). Così come risulta prima per success rate (90%) e per numero di campagne milionarie, ben cinque.

StartupItalia 


Che cos’è e come funziona l’equity crowdfunding

Il termine crowdfunding indica il processo con cui più persone (“folla” o crowd) conferiscono somme di denaro (funding), anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere utilizzando siti internet (“piattaforme” o “portali“) e ricevendo talvolta in cambio una ricompensa.

Si parla di “equity-based crowdfunding” quando tramite l’investimento on-line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, la “ricompensa” per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa.

È possibile distinguere altri modelli di crowdfunding a seconda del tipo di rapporto che si instaura tra il soggetto che finanzia e quello che ha richiesto il finanziamento.

Vi sono anzitutto piattaforme in cui è possibile fare donazioni per sostenere una determinata causa o iniziativa senza ricevere nulla in cambio (è il c.d. modello “donation based“): ad esempio, si sostiene la campagna elettorale di un candidato con lo scopo di favorirne l’elezione.

È poi possibile partecipare al finanziamento di un progetto ricevendo in cambio un premio o una specifica ricompensa non in denaro (è il c.d. modello “reward based“): ad esempio, si finanzia uno spettacolo teatrale e in cambio si ottiene il biglietto per assistere alla sua rappresentazione. Questo è il modello di crowdfunding ad oggi più diffuso.

Con il crowdfunding inoltre è possibile realizzare prestiti tra privati, ricompensati con il pagamento di interessi ed effettuati per il tramite di piattaforme on-line (c.d. modello di “social lending” o “peer to peer lending“).

Quelli ora descritti peraltro sono modelli esemplificativi e non esauriscono l’insieme delle forme di crowdfunding esistenti a livello globale (si sta ad esempio diffondendo il nuovo modello “royalty based” nel quale si finanzia una determinata iniziativa ricevendo in cambio una parte dei profitti).

 

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Il Registro dei gestori di portali per la raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line e i provvedimenti che integrano o modificano le informazioni in esso contenute sono pubblicate nel Bollettino della Consob, istituito in formato elettronico con delibera Consob n. 15695 del 20 dicembre 2006. Il Registro è previsto dall’art. 50-quinquies del d.lgs.n. 58/1998 e contiene:

  • una sezione ordinaria in cui sono iscritti i gestori di portali che sono autorizzati dalla Consob in seguito alla positiva verifica della sussistenza dei requisiti richiesti dal Tuf e dal Regolamento adottato dalla Consob con delibera 26 giugno 2013 n. 18592.
  • una sezione speciale in cui sono annotate le banche e le imprese di investimento autorizzate alla prestazione dei relativi servizi di investimento che hanno comunicato alla Consob, prima dell’avvio dell’operatività, lo svolgimento dell’attività di gestione di un portale.
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Cipolla Rossa di Tropea IGP, campagna migliore dello scorso anno

Quest’anno il sole di giugno è stato clemente per la cipolla calabrese. Nel mese di maggio, si erano registrate almeno otto perturbazioni in Calabria, che avevano allertato produttori e commercianti. “Un prodotto di qualità, con calibri che hanno soddisfatto pienamente le esigenze di mercato. Lo scorso anno avevamo invece registrato dimensioni piccole del prodotto” spiega Vincenzo Sorace della OP Monte di Polistena (RC), che dal 1 gennaio 2018 annovera tra i suoi soci anche la Soc. Agricola Veltri, specializzata nella produzione di cipolla rossa di Tropea Calabria IGP ( cfr. FreshPlaza del 14/02/2018 ).

“Alla cipolla in Calabria sono dedicate quattro segmenti. Uno di questi, riguarda il cipollotto di Tropea , dove abbiamo risentito del calo qualitativo dello scorso anno, con scarse rese in campagna e il cipollotto rosso della Sila , coltivato in montagna in quantitativi limitati, al momento, con il quale cominceremo ad agosto”. Con il cipollotto fresco, l’azienda Veltri lavora in maniera intensiva da circa tre anni a questa parte. “Avendo dalla sua relazioni commerciali avviate e importanti, consolidate negli anni, ha registrato una buona crescita dal punto di vista dei quantitativi. Il focus non è però solo sui volumi: qualità e valorizzazione del prodotto sono gli aspetti sui quali basiamo la nostra attività e che vogliamo trasmettere”.

Sono, infatti, le condizioni pedoclimatiche – terreno, temperatura, umidità, ore di luce – del comprensorio della costa medio-alta del Tirreno calabrese, il peculiare corredo genetico e l’ingegno umano, a essere responsabili delle tipiche caratteristiche fisico-chimiche e organolettiche di questo bulbo. “Negli ultimi due-tre anni, i produttori hanno puntato maggiormente a coltivare il cipollotto con raccolta anticipata tra marzo e maggio, per non correre il rischio di scontrarsi con un clima sfavorevole nel mese di maggio, appunto”.

Fonte: FreshPlaza.it

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Innovazione, siglata intesa tra Unindustria Calabria e Ubi Banca

Cosenza, 11 luglio 2019 – Accompagnare le aziende del territorio nei processi di crescita, per competere in un contesto sempre più globale, facendo leva su innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione, credito di filiera e sostenibilità: è l’obiettivo del protocollo di intesa firmato questa mattina da UBI Banca e Unindustria Calabria.

L’accordo rappresenta un ulteriore tassello nella sinergia attivata tra l’istituto di credito ed il sistema Confindustria e prevede iniziative specifiche per offrire un supporto finanziario e una consulenza mirata alle imprese intenzionate a beneficiare delle opportunità del Piano Nazionale Impresa 4.0.

L’intesa affida al Digital Innovation Hub Calabria un ruolo chiave per offrire un sostegno concreto alle aziende associate a Unindustria Calabria attraverso l’avvio di un percorso di formazione congiunta tra UBI Banca e l’associazione degli industriali sulle modalità di valutazione dei progetti di investimento delle imprese, del credito e degli strumenti di agevolazione offerti da Impresa 4.0. Grazie all’accordo le imprese avranno la possibilità di accedere al Plafond Ricerca, Sviluppo e Innovazione da 1 miliardo di euro tramite un’offerta bancaria con finanziamenti a medio e lungo termine e leasing.

L’intesa punta ad approfondire i bisogni delle imprese appartenenti alle filiere industriali e saranno definiti progetti di investimento a cui si adegueranno delle specifiche offerte di credito. Grande attenzione alla responsabilità sociale come strategia di competitività: i progetti orientati alla sostenibilità sono target delle analisi di investimento. Si tratta di iniziative imprenditoriali volte a ridurre l’impatto ambientale, mantenere o creare nuova occupazione, realizzare partnership tra pubblico e privato, migliorare i livelli di welfare e contribuire, con progetti dedicati, al supporto di territori svantaggiati o colpiti da disastri naturali.

“Competitività delle imprese e innovazione nel mondo produttivo sono gli obiettivi della partnership siglata oggi con Unindustria Calabria” afferma Alberto Pedroli, Responsabile della Macro Area Territoriale Sud di UBI Banca. “Il nostro istituto di credito mette a disposizione una rete di specialisti collegati al Digital Innovation Hub competenti sugli strumenti del Piano Nazionale Impresa 4.0 e sul finanziamento di progetti di trasformazione. Come UBI Banca stiamo facendo la nostra parte lavorando insieme ai protagonisti del sistema economico locale”.
“L’accesso al credito – sottolinea il presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca, che presiede anche il Digital Innovation Hub Calabria – continua a rappresentare un fattore di competitività strategico per il sistema delle piccole e medie imprese calabresi. Il protocollo che abbiamo appena sottoscritto con Ubi Banca permette alle aziende di poter cogliere delle opportunità per crescere. Con il Digital Innovation Hub Calabria, che abbiamo creato insieme alle tre università calabresi, la Regione Calabria, Cluster Fabbrica Intelligente e Confindustria Digitale, stiamo analizzando i fabbisogni di innovazione per accompagnare le imprese su quel percorso di innovazione che è fondamentale per stare sui mercati”.

Fonte: Unindustria Calabria

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Fresh Retailer Show Conference, torna a settembre con l’evento premium per i professionisti dell’ortofrutta

Fresh Retailer Show&Conference, evento premium di business e di networking pensato per i professionisti dell’ortofrutta e i buyer della grande distribuzione, torna nella sua veste biennale giovedì 26 settembre a Milano, agli East End Studio.

Organizzato dalla testata Fruitbook Magazine, Fresh Retailer si presenta in questa sua quarta edizione con più contenuti, più esposizione, più suggestioni, più concretezza. Durante la giornata saranno assegnati i premi Top Fresh Retail 2020 e sarà presentata la nuova edizione della Guida alla GDO italiana con focus sull’ortofrutta. Tra le novità la collaborazione con Retail Institute Italy, che va ad aggiungersi a quella consolidata con SG Marketing

 

Il Premio Top Fresh Retailer

I più qualificati fornitori di ortofrutta esprimono le proprie preferenze sui gruppi distributivi italiani, in base a una serie di parametri. Il premio Top Fresh Retailer nasce nel 2015 su iniziativa della testata Fm e fin da subito ottiene visibilità presso il consumatore finale a seguito dell’attività di comunicazione dei gruppi vincitori, declinata sui diversi mezzi. I vincitori dell’edizione 2020 saranno comunicati durante Fresh Retailer: Show&Conference (Milano, 26 settembre 2019). Oltre al vincitore a livello nazionale, vengono premiati i gruppi che ottengono i maggiori apprezzamenti per macro-area geografica e in speciali categorie.

Nel 2019 il primo premio è stato vinto da Esselunga. Questo il messaggio che ci ha trasmesso: “Siamo lieti di aver ricevuto il premio Top Fresh Retailer 2019. Questo riconoscimento attesta l’impegno costante nel cercare di offrire ogni giorno un assortimento di oltre 500 prodotti ortofrutticoli di elevata qualità e freschezza. Tale risultato nasce dalla proficua collaborazione con i nostri fornitori con i quali vengono redatti piani di produzione e concordati disciplinari specifici con l’intento di garantire la sicurezza alimentare e di sviluppare iniziative volte alla valorizzazione di prodotti che sono espressione di un determinato territorio”.

La conferenza

Il tema della conferenza e la missione dell’evento Fresh Retailer è il miglioramento dei rapporti di filiera e delle performance del reparto ortofrutta, per dare agli italiani una più appagante esperienza di acquisto e consumo. Con la prospettiva di far crescere l’evento e di dare ancora più suggestioni e stimoli a quanti vi parteciperanno, sia dal lato fornitori che da quello distributori, la conferenza di Fresh Retailer 2019 si svilupperà in tre sessioni e vedrà per la prima volta il coinvolgimento di Retail Institute Italy, associazione che opera nel marketing per il retail e che conta tra i suoi soci anche gruppi della distribuzione moderna. Si conferma peraltro la collaborazione con SG Marketing, società specializzata in food strategy con oltre 20 anni di esperienza nella valorizzazione dei freschissimi.

La prima sessione, organizzata da Retail Institute Italy, si svolgerà alla mattina (11.30 – 12.45) e darà una prospettiva internazionale, analizzando alcune case history di Nord America, Asia ed Europa, di particolare interesse per il mercato italiano. La seconda sessione, organizzata dalla testata di settore Fm, si svolgerà nel primo pomeriggio (14.00 – 15.15) e approfondirà alcuni trend che stanno coinvolgendo la filiera ortofrutticola. La terza sessione, organizzata da SG Marketing, si svolgerà nel pomeriggio (16.00 17.15) e presenterà un’indagine esclusiva sul rapporto fornitori – distribuzione moderna che sarà poi commentata da alcuni rappresentanti della GDO.

Innovazione: l’anno del vertical farming

Il 2020 in Italia sarà ricordato come l’anno in cui il vertical farming, chiamato anche city o in-door farming, passerà dalla curiosità dei saloni espositivi alle prime applicazioni concrete. Sono in corso infatti i lavori per la realizzazione della più grande ed evoluta vertical farm d’Europa. Sorgerà a Cavenago (Mb) alle porte di Milano, per iniziativa di Planet Farms, start-up nata a Milano e fondata da Luca Travaglini e Daniele Benatoff. La struttura si estenderà su oltre 9.000 metri quadrati e sarà specializzata nella produzione di basilico, erbe aromatiche e insalate baby leaf, sostenibili, a residuo zero e con gusto effetto “wow”.

Tra i vantaggi di questo tipo di coltivazione, a prescindere dalle dimensioni dell’unità produttiva, c’è l’assenza totale di agenti chimici e una produzione completamente programmabile, che non viene più influenzata dai fattori climatici. Cosa sta succedendo in Italia? Esistono soluzioni concrete e chiavi in mano? Perché un gruppo distributivo o un produttore dovrebbero investire nel vertical farming? Cosa sta succedendo in Giappone e Nord America dove il vertical farming è partito già alcuni anni?

Accedi al sito web dell’evento per tenerti aggiornato

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Protocollo di intesa per favorire soluzioni a sostegno della filiera agroalimentare italiana

Lo scorso 6 luglio 2019, Cassa Depositi e Prestiti, Coldiretti e Filiera Italia hanno sottoscritto oggi a Milano un protocollo d’intesa finalizzato a favorire la ricerca e l’attuazione di soluzioni a sostegno della filiera agroalimentare italiana, un settore strategico per l’economia nazionale e con importanti prospettive di sviluppo.

L’intesa mira a fornire alle imprese del settore un supporto concreto per lo sviluppo dei processi di innovazione e la crescita dimensionale, potenziandone anche la proiezione sui mercati internazionali. Gli interventi previsti avranno impatti positivi sull’intera filiera e puntano anche a favorirne gli investimenti nei Paesi in via di sviluppo.

Per CDP, l’accordo s’inserisce all’interno di una più ampia strategia a supporto del settore – prevista dal Piano industriale del Gruppo – e segue l’intesa sottoscritta a Venezia lo scorso 14 giugno con il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo finalizzata a fornire supporto finanziario ai settori agricolo, agroalimentare e turistico.

Tra le soluzioni del Gruppo a supporto del settore sono previsti diversi strumenti: finanziamenti, garanzie e interventi in equity, come nel caso delle partecipazioni in eccellenze quali Bonifiche Ferraresi e Inalca-Gruppo Cremonini.

Con questo accordo CDP conferma il suo impegno di investitore paziente e sostenibile a supporto dell’innovazione e della crescita dell’agroalimentare: un comparto che in Italia impiega oltre un milione di persone – ha dichiarato Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di CDP -. Insieme a Coldiretti e Filiera Italia svilupperemo sinergie che ci consentiranno di fornire
un contributo ulteriore alla competitività del settore e alla diffusione di pratiche orientate alla sostenibilità e alla tutela del made in Italy”.

Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, spiega: “La collaborazione di filiera anche da un punto di vista finanziario è fondamentale per sostenere un settore come quello agroalimentare che vale quasi 42 miliardi di euro di esportazioni nel mondo. L’obiettivo del protocollo con Cassa Depositi e Prestiti e con Filiera Italia è quello di rafforzare la competitività delle imprese, i processi di innovazione e le dinamiche di sviluppo di un’economia sempre più circolare e sostenibile”

Secondo Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia: “Con questo accordo la filiera diventa modello di riferimento e strumento centrale anche per il mondo finanziario. Nuove forme di finanziamento e di equity diventano ora accessibili alle tantissime PMI organizzate nelle diverse supply chain   di Filiera Italia grazie ai propri valori di sostenibilità, qualità e tracciabilità”.

Sarà oggetto delle potenziali sinergie tra le parti, l’ampia gamma di soluzioni offerte dal Gruppo CDP:

  • credito agevolato: strumenti a valere in particolare sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca
  • accesso al credito: garanzie concesse a fronte di nuovi finanziamenti erogati dal sistema bancario a imprese del settore agroalimentare
  • supporto al capitale circolante: sostegno alle aziende associate di Filiera Italia anche attraverso l’accesso ai servizi di Digital Factoring
  • finanza alternativa: promozione di emissioni di “minibond”, anche attraverso l’utilizzo di strutture di “basket bond”
  • accesso al credito di imprese mid/large: finanziamenti a medio-lungo termine a supporto degli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione, efficientamento energetico, sviluppo sostenibile e green economy, crescita, anche per aggregazione, in Italia e all’estero;
  • equity: supporto alla crescita delle aziende associate attraverso fondi di investimento, promossi e gestiti da SGR partecipate da CDP
  • sostegno a export e internazionalizzazione: finanziamenti e garanzie per lo sviluppo sui mercati esteri e attività di internazionalizzazione
  • cooperazione internazionale: supporto a iniziative di cooperazione finalizzate al promuovere la crescita sostenibile in paesi in via di sviluppo.

Il Protocollo prevede, inoltre, la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto dedicato, tra l’altro, al coordinamento e al monitoraggio delle attività oggetto del Protocollo.

Fonte: Ufficio Stampa Cassa Depositi e Prestiti

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Speciale Frutta e Verdura 2019, sei temi chiave per invertire la rotta nel settore ortofrutticolo

Lo Speciale Frutta e Verdura 2019, evento Mark Up – ItaliaFrut News, è dedicato al tema dell’approccio al business. In quella che è la ventesima edizione dell’evento gli organizzatori si sono proposti di sfruttare questa ricorrenza per misurare lo stato di salute del sistema ortofrutticolo italiano attraverso la convocazione degli Stati Generali, quindi con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera e delle istituzioni, delineare una strategia per lo sviluppo dell’ortofrutta italiana nel prossimo ventennio.

Sono stati individuato 6 temi chiave su cui saranno realizzati i relativi dossier delle criticità: aspetti agronomici, aspetti delle produzioni, organizzazione della distribuzione, internazionalizzazione, valorizzazione al consumo, sostenibilità.

I dossier, oltre che sulla base del patrimonio di conoscenze acquisite, verranno realizzati sulle considerazioni che arriveranno dagli stakeholders e dalle loro rappresentanze anche tramite i sondaggi che verranno lanciati nelle prossime settimane, così da poter tracciare, per ciascun tema, linee guida di sviluppo che saranno discusse con le istituzioni e con le forze economiche, politiche e sociali nel corso del workshop di presentazione del rapporto in programma, il prossimo 20 novembre a Milano al teatro Manzoni.

clicca qui per leggere la brochure di presentazione

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Aperte le iscrizioni a due attività informative di “Ortofrutta 2030” dedicate a promuovere la competitività di impresa

Programmate per i prossimi 18 e 22 luglio due nuove attività informative del progetto “Ortofrutta 2030” cofinanziato dal PSR Calabria 2014-2020 – Intervento 1.2.1.

Le attività si terranno nel comune di Corigliano Rossano (Cosenza) presso la Sede Direzionale della OP Ortocal Società Cooperativa Agricola:

Il giorno 18 luglio prossimo è previsto il workshop dal titolo:  La gestione dei rapporti con la GDO nel settore ortofrutta: il fattore di forza dell’aggregazione 

Il giorno 22 luglio prossimo è previsto il workshop dal titolo:  Il business plan aziendale come strumento di conoscenza, programmazione e valutazione dei risultati di impresa, nella filiera agroalimentare 


Accedi alle locandine per conoscere il programma dei lavori ed iscriviti per partecipare alle attività

locandina informativa attività informativeGDO&aggregazione 18 luglio

locandina informativa attività informative controllo di gestione 22 luglio

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Consorzio Pesche e Nettarine di Romagna punta sulla certificazione IGP

Il Consorzio di tutela Pesche e Nettarine di Romagna lancia un appello ai produttori Romagnoli: Certificarsi IGP per identificare il prodotto Made in Romagna

L’ identità territoriale certificata dai marchi europei IGP, DOP e STG è sempre più valorizzata all’interno della moderna distribuzione e questo si rileva anche per l’ortofrutta ed in particolare per le pesche e nettarine di Romagna Igp.

L’identità romagnola è un valore riconosciuto dai consumatori in Italia e anche in Europa e la campagna 2019 si prospetta più vivace rispetto alle scorse annate grazie anche al sostegno del

Progetto di Promozione PSR di cui il Consorzio è titolare. Sono numerose oggi le insegne interessate al prodotto IGP che diventa plus di gamma per le aziende e per la distribuzione.

“Proseguiremo – dichiara il Presidente Paolo Pari – a svolgere attività di tutela con un approccio costruttivo e che vada a portare benefici ai produttori. Per questo, invito i peschicoltori del territorio romagnolo IGP a certificare le proprie produzioni comunicando al Consorzio la richiesta di adesione. In questo modo sarà possibile utilizzare l’identità romagnola senza problemi. La tutela del marchio IGP Romagna è un obbligo del Consorzio finalizzata a far crescere le produzioni di qualità del territorio. I costi sono molto bassi- conclude Paolo Pari – ed è importante entrare nel sistema IGP per poter godere dei benefici di una identità certificata”.

Oggi il Consorzio di Tutela pesca e nettarina di Romagna IGP certifica 470 ettari all’interno di una produzione regionale che ha visto, negli ultimi cinque anni, un calo di superfici peschicole del 43% con gli attuali 9.236 ettari in produzione di cui 6.305 ettari di nettarine e 2931 di pesche.
Il Piano di Sviluppo Rurale Promozione della Regione Emilia Romagna ha cofinanziato, per il biennio 2019/2020 un progetto di promozione messo a punto da CSO Italy che prevede attività di promo comunicazione incentrate sul retail e sui consumatori.

Sono in corso in questi giorni e, proseguiranno per i mesi di luglio e agosto, eventi di animazione nei punti vendita dedicati alle pesche e nettarine di Romagna IGP caratterizzati da un vero e proprio story telling sul prodotto descritto con coinvolgenti attività che prevedono anche la partecipazione dei produttori stessi.
I consumatori italiani e tedeschi avranno inoltre la possibilità di conoscere ed apprezzare l’unicità delle pesche e nettarine IGP grazie ad una comunicazione mirata su testate a target femminile e famigliare e soprattutto sui social network come facebook ed instagram.
Si punta sul legame prodotto territorio con un messaggio che lega strettamente la pesca e nettarina IGP con l’estate turistica romagnola promuovendo prodotto e turismo allo stesso tempo.

Info e contatti su www.pescanettarinadiromagna.it | facebook.com/pescanettarinadiromagnaigp

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Piano Export Sud 2, Seminario e Incontri B2B “GDO chiavi in mano”

SEMINARIO E INCONTRI B2B, 12 SETTEMBRE – BARI

Obiettivo del Seminario è fornire un approfondimento sulle nuove dinamiche di mercato, prodotti e distribuzione del settore Agroalimentare e Vini, con un Focus specifico sulla presentazione ai buyer.
L’iniziativa è organizzata con il supporto tecnico di Wabel, società francese specializzata nella ricerca fornitori e gestione dei rapporti i più importanti operatori della GDO e il Food Service.


Programma della mattinata di formazione (9.00 – 13.30)

Il mercato europeo del Food & Beverage

Quali sono le principali dinamiche del mercato?

Trend attuali seguiti dai buyer

Caratteristiche e requisiti richiesti

Panoramica dei buying offices strategici in Europa

Come ottenere extra meetings con buyers interessati

Lancio di una nuova gamma di prodotti

Implementare un’innovazione di processo

Realizzare una presentazione aziendale accattivante

Il tuo company profile è la tua carta di identità!

Sessione pomeridiana (B2B e Workshop) – dalle 14.30

  • Incontri B2B con gli esperti della società Wabel, riservati a 20/30 aziende, in base all’ordine cronologico di arrivo delle richieste.
  • Workshop formativo sulle caratteristiche delle certificazioni richieste e i requisiti necessari per ottenerle.

 

CONSULTA LA CIRCOLARE INFORMATIVA

ADERISCI COMPILANDO IL MODULO ONLINE: CLICCA QUI

termini per aderire: 5 settembre 2019

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Sana Accademy, la formazione e l’aggiornamento per i professionisti del bio

Al Sana, 31° Salone Internazionale del biologico e del naturale, che si terrà a Bologna Fiere dal 6 al 9 settembre 2019, la formazione e l’aggiornamento per i professionisti del bio e del naturale tornano protagonisti con i workshop proposti da SANA Academy.

Nei tre incontri in programma, docenti e ricercatori universitari si confronteranno con gli operatori del settore su tematiche di grande importanza e attualità.

A confronto le allergie alimentari, reazioni avverse dell’organismo mediate dal sistema immunitario, e le sempre più numerose intolleranze che possono avere origine farmacologica o metabolica, senza tralasciare quella che è oggi classificata una malattia autoimmune: la celiachia.

Un altro tema di sicuro interesse, legato all’ampio impiego di integratori alimentari contenenti ingredienti di origine vegetale, i cosiddetti botanicals, è quello delle loro possibili interazioni con gli alimenti e i farmaci.

Infine uno sguardo al futuro, con una panoramica delle ricerche più recenti sull’utilizzo dei sottoprodotti della filiera agro-alimentare per lo sviluppo di nuovi prodotti per la salute umana, sicuri, ecologici e sostenibili.

Gli appuntamenti 2019

SABATO 7 SETTEMBRE
ORE 10.00 – 12.00

 Sala Bolero Centro Servizi, 1° piano, Blocco B

REAZIONI AVVERSE AGLI ALIMENTI: ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARI

Relatori: Patrizia Restani

SABATO 7 SETTEMBRE
ORE 14.00 – 16.00

 Sala Bolero Centro Servizi, 1° piano, Blocco B

INTERAZIONI TRA ALIMENTI, INGREDIENTI BOTANICI E FARMACI

Relatori: Chiara Di Lorenzo

DOMENICA 8 SETTEMBRE
ORE 10.30 – 12.30

 Sala Bolero Centro Servizi, 1° piano, Blocco B

SVILUPPO DI NUOVI PRODOTTI PER LA SALUTE UMANA DA SOTTOPROPRODOTTI E SCARTI DELLA FILIERA AGRO-ALIMENTARE: CARATTERIZZAZIONE CHIMICO-BIOLOGICA E APPROCCIO TECNOLOGICO

Relatori: Tiziana Esposito – Teresa Mencherini – Francesca Sansone

 

SCARICA GLI ATTI DI SANA ACADEMY 2018

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Agrocepi chiede l’apertura di un tavolo di crisi per le drupacee

In seguito al forte calo dei prezzi di albicocche, nettarine e pesche, l’organizzazione agricola Agrocepi ha chiesto al Mipaaft di attivare immediatamente un tavolo di crisi nazionale, invitando le regioni interessate, le varie organizzazioni di settore e l’Ismea. 
 
“Bisognerà agire subito su tre versanti: coinvolgere l’Unione europea per definire misure urgenti per sostenere il comparto; alla pari della finanziaria 2018 e del recente decreto Emergenze agricole, con apposita normativa da approvarsi in tempi rapidi, allargare al settore ortofrutta richiamato le misure stabilite per il comparto agrumicolo; snellire e semplificare le misure dei fondi mutualistici previste dall’Omnibus per la stabilizzazione dei prezzi oltre che ad incentivare sempre di più le aggregazioni tra produttori, soprattutto se queste ultime siano molto più rappresentative dell’esistente”.
“In tale direzione, per le loro competenze, le Regioni possono e devono fare di più, passando però dalle parole ai fatti”, spiega il presidente di Agrocepi, Corrado Martinangelo. “La crisi non è un fatto solo di territori regionali ma deve essere assunta dal governo nazionale, che con luci e ombre su tanti temi che riguardano il settore agricolo si sta muovendo con interventi seri. Unica cosa da evitare, se vogliamo fare tutti l’interesse delle imprese agricole, sono le passerelle politiche o gli interventi partitici a spot. Agrocepi nazionale è pronta a fare la propria parte insieme a tutti”.
Fonte: Ufficio stampa Agrocepi
 
 
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ISMEA, formazione giovani imprenditori agricoli – “Promuovere lo spirito e la cultura di impresa”

L’Ismea, in collaborazione con il MiPAAFT, emana un bando per individuare aziende agricole condotte da giovani agricoltori  orientati alla crescita della competitività aziendale sul mercato interno e internazionale, attraverso la crescita delle proprie competenze in termini di: strategie di organizzazione gestionale, integrazione e accordi di filiera, innovazione e digitalizzazione, accesso ai mercati internazionali. 

L’iniziativa prevede:
la selezione di  150 imprese agricole condotte da giovani agricoltori (di età inferiore a 41 anni) interessati a partecipare ad azioni formative e scambi di conoscenze che si svolgeranno subito dopo l’estate e non oltre il 31/12/2019, aventi le seguenti caratteristiche:
 Svolgimento del programma in diverse aree, in modo da garantire una distribuzione sul territorio nazionale;
 Programma concentrato in uno o più sessioni in fine settimana non consecutivi, per un minimo di 20 ore di attività che comprendano:
– lezioni frontali, attraverso un percorso basato sul problem-solving e action-learning;
– laboratori e networking, momenti di interazione ed eventi specifici;
– esercitazioni su casi di business, ideazione e sviluppo di progetti imprenditoriali e relativi business plan;
 Organizzazione di una o più study visit/scambi di esperienze sul territorio nazionale.

La domanda dovrà essere presentata via PEC (Posta Elettronica Certificata), scaricando i moduli di partecipazione che andranno compilati, firmati e scannerizzati, allegando una copia di un documento di identità in corso di validità e inviati a ismea@pec.ismea.it

Le domande di partecipazione dovranno pervenire, a pena di esclusione, entro e non oltre le ore 12 del giorno 26/07/2019.

Accedi da qui per saperne di più, scaricare il bando e la domanda di partecipazione

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FactorYmpresa Turismo, aperta la call per nuova sfida sul turismo “accessibile”

Il Turismo deve essere “Accessibile!”. E’ questo l’obiettivo e il tema della prima sfida del 2019 di  FactorYmpresa Turismo, il programma promosso dal Mipaaft (Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo) e gestito da Invitalia che offre servizi di accompagnamento e contributi economici alle imprese e agli aspiranti imprenditori della filiera turistica. L’obiettivo è far crescere qualitativamente l’offerta turistica e rendere l’Italia più competitiva sui mercati internazionali.

C’è tempo fino alle ore 10.00 del 16 settembre 2019 per rispondere alla call e presentare a Invitalia il proprio progetto di business sul tema del turismo accessibile, in grado di pensare a soluzioni capaci di abbattere ogni ostacolo legato a condizioni fisiche, di età, salute, ceto sociale e livello culturale e proporre soluzioni per superarli, al fine di ampliare il più possibile la fruibilità del nostro paese ai viaggiatori che domandano servizi specifici in ragione della propria condizione di vita.

Gli innovatori in startup dovranno inviare a Invitalia un’idea progettuale centrata su una delle seguenti aree tematiche:

  • Accessibilità fisica
  • Accessibilità delle informazioni
  • Accessibilità generazionale
  • Accessibilità culturale

Invitalia selezionerà le migliori 20 proposte progettuali che guadagneranno la partecipazione all’Accelerathon, una full immersion di 36 ore dove mentor e tutor di Invitalia lavoreranno insieme agli startupper per “accelererare” lo sviluppo dei progetti dei team per accompagnarli fino al pitch finale davanti ad una giuria. Tutto questo succederà alla Coffee House di Roma, il 27 e 28 settembre 2019, in un contesto prestigioso e di grande visibilità per tutte le startup finaliste: il World Tourism Event che ospiterà i vincitori di Factory per la premiazione.

Saranno premiati i migliori 10 progetti d’impresa; per loro un contributo economico di 10.000 euro, a cui si aggiungono i servizi di accompagnamento forniti da Invitalia.

Prima di preparare e caricare sulla piattaforma di FactorYmpresa Turismo la presentazione dell’idea di business è necessario leggere il Regolamento” e il documento “Contesto e sfida”. Per dubbi e chiarimenti si può scrivere a startup@invitalia.it

Partecipa alla sfida! C’è tempo fino alle 10.00 del 16 settembre 2019

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Mipaaf, Centinaio: Al via automazione dichiarazioni vino e progetti distretti cibo

E’ stata raggiunta l’intesa, in Conferenza Stato-Regioni, su due decreti proposti dal Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, che riguardano uno l’automazione delle dichiarazioni di vendemmia e di produzione vinicola, l’altro le modalità con le quali il Ministero potrà finanziare le attività e gli investimenti proposti dai Distretti del Cibo.
Il decreto relativo all’automazione delle dichiarazioni di vendemmia e di produzione vinicola, fortemente atteso e richiesto da tutta la filiera produttiva vitivinicola, consentirà di ridurre al minimo il peso della burocrazia. A tutti i produttori, obbligati per legge a dichiarare ogni anno la quantità di uva raccolta e vino prodotto, verrà messa a disposizione una dichiarazione pre-compilata che, avvalendosi dei dati già presenti nei registri telematici, in assenza di particolari movimentazioni di cantina, dovrà essere semplicemente firmata.
Il secondo decreto, proposto dal Mipaaft, di concerto con il Mise, in attuazione del regime di aiuti di stato autorizzato dalla Commissione europea per i contratti di distretto, prevede, in un periodo temporale di durata del decreto pari a due anni, l’apertura di un primo bando nelle prossime settimane in modo tale che i Distretti del Cibo, riconosciuti dalle Regioni, possano candidare i propri progetti al finanziamento. Tra le spese ammissibili rientrano gli investimenti, le attività di ricerca e quelle di promozione e l’attuazione di un contratto di distretto per l’area colpita dal batterio della Xylella.
“Sburocratizziamo e semplifichiamo il lavoro dei produttori vitivinicoli, che potranno finalmente assolvere agli adempimenti obbligatori in maniera automatica senza più carichi burocratici incomprensibili e costosi per tutte le aziende, e si parte finalmente con la candidatura dei progetti per i Distretti del Cibo, fondamentali strumenti di progettazione territoriale. Puntiamo a dare sostegno a chi aggrega e costruisce progetti di investimento che vedono uniti Istituzioni locali e soggetti privati nel rilancio delle nostre aree agricole”. È quanto dichiara il Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio.

Ufficio Stampa Mipaaf, 3.7.2019

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Convegno CREA “Le nuove frontiere del biologico: la ricerca incontra il mondo operativo”

Il 4 luglio, il CREA Orticoltura e Florovivaismo di Monsampolo del Tronto (AP) organizza il convegno “Le nuove frontiere del biologico: la ricerca incontra il mondo operativo”.

L’evento, rivolto ad agricoltori, tecnici, ricercatori, portatori di interesse, consumatori e appassionati di agricoltura si svolgerà all’aperto presso i campi sperimentali della sede di Monsampolo. Nel corso della manifestazione, i ricercatori illustreranno gli studi attualmente in corso, finalizzati all’ottenimento di protocolli agronomici sostenibili che portino a produzioni remunerative per gli agricoltori e a prodotti con elevate caratteristiche qualitative.

Scarica il programma broch_ Le nuove front del bio_4 lug 2019

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Pubblicato in pre-informazione l’avviso pubblico relativo al fondo FROIS della Regione Calabria, dotazione 10 milioni di euro

E’ partita dal 26 giugno 2019 la fase di preinformazione dell’Avviso Pubblico relativo al Fondo Regionale FROIS – Fondo Regionale Occupazione, Inclusione e Sviluppo – che sarà gestito dalla società in house Fincalabra con l’intervento Microcredito per l’Occupazione e l’Inclusione (MOI) che ha la finalità di sostenere gli investimenti per la creazione di nuove imprese o il rafforzamento di imprese esistenti con una dotazione finanziaria di € 10.000.000,00.

L’iniziativa viene attuata a valere sull’azione 8.5.3 “Percorsi di sostegno alla creazione d’impresa e al lavoro autonomo, ivi compreso il trasferimento d’azienda” del POR Calabria FESR FSE 2014/2020 – Asse 8.

Il fondo MOI si rivolge ai giovani, ai disoccupati, agli ultracinquantenni, a coloro che hanno perso il proprio lavoro, ad appartenenti a minoranze etniche – alle cosiddette categorie “svantaggiate” o “molto svantaggiate” – ma anche ad imprese esistenti da non più di 10 anni.

Sarà presto possibile per persone fisiche residenti in Calabria, ottenere un prestito fino a 35 mila euro sotto forma di mutuo chirografario a tasso zero per una durata massima di 60 mesi (aiuto “de minimis”), per creare la propria microimpresa, anche sotto forma di lavoro autonomo (purché non costituita al momento della presentazione della domanda) o rafforzare quelle già esistenti.

Il fondo Microcredito per l’Occupazione e l’Inclusione consentirà quindi di finanziare non solo la fase di start-up di nuove imprese ma anche, per le imprese già attive, le spese di gestione, l’acquisto di beni e di materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita, servizi strumentali all’attività svolta, compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative.

Per incentivare l’occupazione, il fondo sarà destinabile anche alla retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori fino al 100% dei costi salariali, al pagamento di corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi dipendenti, al pagamento di corsi di formazione anche di natura universitaria o post-universitaria.

L’assegnazione dei finanziamenti sarà gestita attraverso una procedura a sportello, senza formazione di graduatorie e fino all’esaurimento dei fondi.

Le domande potranno essere presentate a Fincalabra dalla data che verrà successivamente stabilita dal Comitato degli Investimenti.

Scarica l’Avviso pubblico del FROI FROIS_-_Microcredito_per_lOccupazione_e_lInclusione_MOI_rev_25_giugno-_Copia

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Bergamotto, vicino il riconoscimento Unesco

Un lungo percorso che si avvicina alle ultime tappe. Si avvicina per il bergamotto il riconoscimento del prezioso agrume quale patrimonio dell’umanità.
 
“Abbiamo avuto in questi giorni, insieme con Patrizia Nardi, già assessore della cultura di Reggio e partner di questo iter così importante, un nuovo incontro con rappresentanti del Ministero della cultura che è servito a consolidare l’interesse dell’Unesco e la valenza del processo di valorizzazione e di identità dell’ ‘oro verde’ nel contesto di strategie di sviluppo del territorio”, le parole dell’avvocato Ezio Pizzi, presidente del Consorzio del bergamotto e dell’Unionberg.
 
“È un percorso sempre più dinamico: infatti, oltre ad una prossima riunione romana, è in previsione la presenza in città di esponenti dei Ministeri della salute, della cultura e dell’agricoltura. Riteniamo – rilancia Pizzi – che questa azione congiunta possa rappresentare un passaggio fondamentale per raggiungere, nel 2020, l’obiettivo per il quale stiamo lavorando e che sempre più trova condivisione dai sindaci della zona e da diverse realtà associative”.
 
Fonte: Gazzettadelsud.it 
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Rete Rurale Nazionale presenta “Off – il trailer della prima web serie sull’agriturismo italiano”

Una influencer, tre agriturismi, un modo diverso di viaggiare.
Off è la web serie che racconta un’inaspettata esperienza turistica.
L’avventura prosegue tra una puntata e l’altra on-line, con contenuti extra pubblicati in tempo reale sui profili Instagram dei protagonisti e sui social di Agriturismo Italia.

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Decreto “Crescita” le principali novità per le imprese

Dopo la Camera dei Deputati, anche il Senato ha approvato la Legge di conversione del Decreto Crescita. Le principali novità per le imprese.

Si amplia il sostegno alla trasformazione digitale delle PMI

Una delle  novità più interessanti è l’ampliamento della misura di sostegno per le PMI che effettuino investimenti finalizzati a sostenere “la realizzazione dei progetti di trasformazione tecnologica e digitale”. La legge di conversione del decreto amplia infatti significativamente la platea dei destinatari e gli ambiti di interesse.

L’articolo 29, comma 6, lettera a), amplia proprio il ventaglio di tecnologie agevolate. Le agevolazioni infatti devono essere dirette “a sostenere la realizzazione dei progetti relativi all’attuazione del piano Impresa 4.0, in particolare advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics”, che già erano innovazioni contemplate nel Decreto Crescita, alle quali si aggiungono ora anche le tecnologie relative a “soluzioni tecnologiche digitali di filiera finalizzate all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori, al software, alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio nonché ad altre tecnologie quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange, EDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, IoT”.

Più larghi anche i requisiti per richiedere l’agevolazione. Per ottenere il finanziamento, il progetto deve presentare un importo di spesa almeno pari a 50 mila euro, non più 200 mila euro. Inoltre bisogna aver conseguito, nell’esercizio dell’ultimo bilancio approvato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a euro 100 mila euro, non più 500 mila euro. Le imprese possono presentare progetti anche in forma aggregata (contratto di rete o altre forme contrattuali di collaborazione).

La legge di conversione include inoltre, accanto al settore manifatturiero e a quello dei servizi collegati, per il 2019-2020 anche, in via sperimentale, il settore turistico.

L’incentivo è pari al 50% dei costi ammissibili.

Superammortamento e Nuova Sabatini

Nessuna modifica per il superammortamento, il cui ritorno è quindi confermato per gli acquisti di beni strumentali effettuati al 1 aprile 2019 al 31 dicembre 2019, ovvero entro il 30 giugno 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento dell’acconto in misura almeno pari al 20% del totale. La maggiorazione è del 30% per acquisti fino a un tetto di 2,5 milioni di euro.

Nessun modifica sostanziale nemmeno per la Nuova Sabatini. Sono confermate quindi le novità previste dal decreto crescita, con la possibilità per i finanziamenti fino a 100 mila euro di ottenere i fondi in un’unica soluzione e l’aumento del tetto massimo agevolabile da 2 a 4 milioni di euro.

Mini Ires, sarà del 20% dal 2023

La riduzione dell’Ires per gli utili non distribuiti diversi dalle riserve non disponibili (cosiddetta nuova mini Ires), cioè gli utili tenuti in casa per investimenti, sarà, a regime, di 4 punti percentuali. Su questi utili la tassazione scenderà quindi fino al 20%. Questo traguardo sarà effettivo però solo dal 2023 (o meglio, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022).

La riduzione, nel frattempo, sarà graduale: per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 e per i tre successivi la stessa aliquota è ridotta, rispettivamente, di 1,5 punti percentuali (22,5%), di 2,5 punti percentuali (21,5%), di 3 punti percentuali (21%), di 3,5 punti percentuali (20,5%).

Incentivi anche per chi fa fiere, anche in Italia

Un’importante novità per il credito di imposta per la partecipazione delle PMI alle fiere internazionali, pensato per per favorirne la visibilità e le occasioni di business.

La misura, introdotta nel decreto crescita in forma di credito di imposta pari al 30% delle spese ammissibili, era riservata a chi partecipasse a fiere internazionali all’estero.

La legge di conversione invece aggiunge che potranno godere delle agevolazioni le aziende che parteciperanno a fiere internazionali che si svolgono sia all’estero che in Italia.

La novità è contenuta nell’articolo 49. L’incentivo vale per il periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto (30 aprile 2019) e prevede un credito d’imposta nella misura del 30 per cento sulle spese ammissibili fino ad un massimo di 60.000 euro. Le somme stanziate sono pari a 5 milioni di euro. Le spese coperte sono l’affitto degli spazi espositivi, l’allestimento dei medesimi spazi, le attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione, connesse alla partecipazione. Come sempre in questi casi, ci sarà un decreto attuativo della disposizione che conterrà l’elenco delle fiere per le quali varrà l’agevolazione.

La deducibilità dell’IMU sui capannoni

Confermato l’incremento graduale della deducibilità dell’IMU per i capannoni, che finirà per essere integrale (al 100%), ma ci vorrà un anno in più: occorrerà infatti attendere, anche in questo caso, il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022.

Ci si arriverà per gradi: la deducibilità si applicherà nella misura del 50% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 201860% per il periodo d’imposta successivo a quello in corsoal 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre 2020 e nella misura del 70% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2021.

Il nuovo articolo 3 ter, inoltre, modifica le scadenze. Quella per la dichiarazione relativa all’IMU passa dal 30 giugno al 31 dicembre. Per la Tasi stessa cosa.

La revisione delle tariffe INAIL

La revisione delle tariffe INAIL, recentemente introdotta con apposito decreto, diventerà strutturale, ma ancora una volta non da subito. A essere coperti saranno gli anni dal 2019 al 2021, con una strana “pausa” nel 2022, e poi la messa a regime dal 2023.

La piattaforma “Incentivi.gov.it”

L’articolo 18-ter si occupa della piattaforma telematica “Incentivi.gov.it“, pensata per la comunicazione da parte delle pubbliche amministrazioni delle misure a sostegno delle imprese.

La piattaforma, che sarà gestita da un gruppo interorganico, verrà attuata impiegando due milioni di euro presi dai fondi del programma operativo Governance e capacità istituzionale 2014-2020.

 

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Aperte le iscrizioni a BEE NET, progetto europeo per la creazione di reti di impresa internazionali

Unioncamere Calabria, partner di Enterprise Europe Network, la più grande rete europea di assistenza e supporto alle PMI, promuove e co-organizza il Progetto “BEE NET – Building European Export Network” che sostiene le Piccole e Medie Imprese aperte all’export che desiderino aggregarsi e costruire nuove reti per affrontare insieme i mercati internazionali ed essere più competitive.

In particolare, il Progetto BEE NET, finanziato dalla Commissione europea e gestito da tre partner (Sicindustria, Camera di Commercio di Barcellona e Agenzia per l’innovazione della Lituania), prevede, tra gli altri, un finanziamento di 25.000,00 Euro alle 10 migliori Reti di impresa europee (European Business Networks – EBNs) per realizzare i propri Piani di Azione per l’export. Il Bando per European Business Networks sarà pubblicato il 22 luglio 2019 e resterà aperto fino al 1° novembre 2019.

BEE NET è rivolto a PMI europee con limitata esperienza di internazionalizzazione ed è aperto anche a PMI già parte di aggregazioni, mentre un focus particolare è dedicato alle imprese a conduzione familiare. Le reti possono nascere da aggregazioni orizzontali o verticali. L’intento è quello di aiutare le imprese a trovare soluzioni, scambiare idee e processi, superare gli ostacoli e migliorare le competenze.

Per partecipare gratuitamente al progetto occorre registrarsi sulla piattaforma online :  https://bee-net.b2match.io/ , indicando “Unioncamere Calabria” Come Support Office.

Le registrazioni sono già aperte e le imprese registrate potranno fin da subito “scegliersi” e avviare la creazione delle loro reti, oltre che beneficiare di webinar formativi gratuiti che forniranno elementi utili ai fini della preparazione delle proposte da candidare sul Bando per European Business Networks.

Per tutte le informazioni di dettaglio, Vi invitiamo a consultare i documenti e le informazioni disponibili nella piattaforma onlinehttps://bee-net.b2match.io/page-3101

Per ulteriori informazioni e assistenza è possibile contattare:

Dott.ssa Irene V. Lupis ( e-mail: i.lupis@unioncamere-calabria.it)

Dott.ssa Porzia Benedetto ( e-mail: p.benedetto@unioncamere-calabria.it)

Unioncamere Calabria

Desk Enterprise Europe Network

via delle Nazioni 24

88046 Lamezia Terme (CZ)

Tel. +39 (0) 968 51481

web site: http://www.uc-cal.camcom.gov.it/

Allegati:
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Lattughe Rijk Zwaan: campo dimostrativo di lattughe per la Festa alla Torre San Mauro Pascoli

Venerdì 28 giugno, Rijk Zwaan si presenta al consueto appuntamento della Festa alla Torre di San Mauro Pascoli con un campo dimostrativo di lattughe, visitabile dalle ore 18.30 presso la vicina azienda Agriverde di Muratori. L’attenzione è posta in particolare sulle nuove varietà di cappuccine resistenti a Fusarium quali Danzarina Rz e Basilio Rz. Immancabili le consolidate Voltron Rz (batavia bionda) e Kidow Rz (foglia di quercia verde), particolarmente adatte al territorio.
In evidenza saranno inoltre anche la romana Rufus Rz, la batavia rossa Marinski Rz ed alcune nuove varietà sempre ovviamente Fusarium resistenti. 
A seguito della visita in campo Rjk Zwaan sarà lieta di incontrare gli operatori del settore alla cena organizzata dall’ente della vicina manifestazione, dalle ore 20.30. 
 
Per qualsiasi informazione, si può contattare il responsabile vendite dell’aerea: Marcello Nardi – cell: 329 8371543 – email: m.nardi@rijkzwaan.it oppure rivolgersi a Rijk Zwaan Italia – tel: 051 4148210 – email:marketing@rijkzwaan.it 
  
Indirizzo: 
Via Stradone – loc. Villa Torlonia 
47030 San Mauro Pascoli (FC) 

Fonte: Ufficio stampa 
Rijk Zwaan

Rijk Zwaan Italia è la sussidiaria italiana di Rijk Zwaan, società internazionale con sede in Olanda che si occupa di breeding (miglioramento genetico) in campo vegetale.
Azienda a carattere familiare, Rijk Zwaan é attualmente tra le prime cinque società sementiere del mondo.

Rijk Zwaan Italia offre un’ampia gamma di sementi orticole di qualità, mirando a creare collaborazioni vincenti e durature.

La scelta della giusta varietà richiede una consulenza su misura, il cui presupposto si basa sulla profonda conoscenza delle specifiche condizioni di coltivazione e dei più recenti sviluppi del mercato.

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In Rijk Zwaan la conoscenza non si limita alla produzione agricola. Gli account manager e gli specialisti di marketing sono partner preziosi per i produttori quando si tratta di posizionare e vendere i prodotti. Vengono supportati i distributori, trasformatori orticoli, aziende agroalimentari e altri partner della filiera a lanciare prodotti ad alto valore aggiunto, offrendo gli strumenti necessari per distinguersi nel mercato. Vengono sviluppate idee di marketing innovative e soluzioni di packaging attraenti, con l’obiettivo di aumentare il consumo globale di prodotti orticoli lavorando in sinergia con l’intero settore.

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Problemi fitosanitari e cambiamenti climatici: Italia, Francia, Spagna e Portogallo scrivono all’UE

L’Alleanza Cooperative Agroalimentari ha partecipato ieri, 26 giugno, a Parigi alla riunione del Gruppo Misto Ortofrutta che come ogni anno vede impegnati associazioni ed organizzazioni della filiera ortofrutticola e rappresentanti istituzionali in una due giorni di confronto e dibattito sulle principali questioni di attualità del comparto ortofrutticolo. Quest’anno sono quattro i paesi partecipanti, poiché a Francia, Italia e Spagna si è unito anche il Portogallo.

Una delle tematiche che è stata maggiormente dibattuta è stata quella fitosanitaria, che rappresenta una problematica molto avvertita dai sistemi produttivi dei principali Paesi mediterranei.

Secondo Davide Vernocchi, coordinatore Ortofrutta di Alleanza Cooperative Agroalimentari, “è quanto mai urgente dare risposte concrete ai produttori, per salvaguardare la qualità delle produzioni. È ormai sotto gli occhi di tutti che i cambiamenti climatici stanno avendo conseguenze non solo sulle coltivazioni, ma anche in termini di patologie. La globalizzazione è infatti la genesi dell’ingresso in Europa di patogeni prima a noi sconosciuti come il blackspot per gli agrumi e la cimice asiatica che sta causando non pochi danni ai nostri produttori di frutta”.

Al termine di un dibattito, che è stato a tratti anche molto teso, si è deciso di scrivere una lettera alla Commissione UE, firmata dalle quattro amministrazioni nazionali, per rimarcare la necessità di richiedere una reciprocità sui requisiti di natura fitosanitaria nell’ambito delle negoziazioni commerciali Ue con i paesi Terzi.

Alleanza Cooperative Agroalimentari ha richiesto che il concetto di reciprocità venga esteso anche a tutti gli aspetti legati al lavoro e alla produzione agricola, considerate le notevoli differenze esistenti nei paesi extra Ue in tema di condizioni etiche e sociali.

In conclusione dei lavori, è stata ribadita la necessità di una migliore armonizzazione e un mutuo riconoscimento tra gli stessi paesi della Ue in tema di questioni fitosanitarie, dal momento che oggi le autorizzazioni fitosanitarie vengono gestite a livello nazionali. È stata inoltre ribadita la posizione favorevole dei 4 Paesi alla proposta Pac di sostegno al settore basata sui Programmi Operativi delle Op, tenendo conto di una adeguata transizione verso nuovi e più ambiziosi requisiti ambientali, in linea con la maggiore attenzione che la Pac post 2020 pone verso le sfide ambientali e le conseguenze dei cambiamenti climatici e verso un miglioramento delle misure di prevenzione e gestione delle crisi.

Corriere Ortofrutticolo, 26 giugno 2019

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Piano Export Sud: è possibile aderire entro il 5 luglio alla partecipazione collettiva alla Biofach 2020

Nell’ambito del Piano Export Sud a favore delle PMI del Mezzogiorno l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero organizza una partecipazione collettiva in occasione della Fiera BIOFACH
2020 dal 12 al 15 febbraio 2020.
La partecipazione è riservata sia alle aziende provenienti dalle Regioni meno sviluppate (tot n. 20 aziende) sia dalle Regioni in transizione (tot. n. 5 aziende).

Scadenza Adesioni: 05 luglio 2019

Scarica la circolare di partecipazione CIRCOLARE BIOFACH PES

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Nuovo look e nuovi servizi per il sito SACE SIMEST

SACE SIMEST,  per far crescere l’Italia nel mondo

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Agrifood Monitor: Giappone in un decennio l’import agroalimentare dall’Italia +51%

GIAPPONE, NEL DECENNIO 2008-2018 IMPORT AGROALIMENTARE DALL’ITALIA: +51%. E ANCHE NEL I° QUADRIMESTRE 2019 L’AUMENTO E’ DEL +13%
Con un valore superiore ai 57 miliardi di euro, il Giappone rappresenta il quinto mercato al mondo per import di prodotti agroalimentari. L’Italia non rientra tra i principali fornitori, pesando per appena l’1,5% ma il Made in Italy alimentare è molto apprezzato e in crescita: nell’ultimo decennio, l’import di vino italiano è cresciuto ad un tasso medio annuo (Cagr) del 4%, quello di formaggi del 5,9%, l’olio d’oliva del 7,5%. Usa, Australia e paesi asiatici i principali concorrenti, ma con l’accordo di libero scambio in vigore dal 1 febbraio tra Ue e Giappone i prodotti italiani diventano più competitivi, grazie all’abbattimento dei dazi e delle barriere non tariffarie.


Con una popolazione doppia e un Pil pro-capite superiore del 10% a quello italiano, il Giappone rappresenta un mercato di estremo interesse per il nostro export di Food & Beverage. Sebbene degli oltre 57 miliardi di euro di beni agroalimentari importati nel 2018 dal paese del sol levante solamente l’1,5% era di provenienza italiana, nel corso dell’ultimo decennio il valore degli acquisti dal nostro paese sono passati da 537 a 865 milioni di euro, denotando una crescita superiore al 50%.
Ed anche i primi dati relativi al 2019 evidenziano un ulteriore crescita. Nel primo quadrimestre di quest’anno, le importazioni di prodotti agroalimentari italiani in Giappone sono cresciute di quasi il 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, rispetto ad una media di mercato che ha visto aumentare l’import totale di food&beverage di circa il 9%. Un trend favorevole che dovrebbe trovare ulteriore spinta dall’accordo di libero scambio entrato in vigore dal 1 febbraio scorso tra i paesi dell’Unione Europea e il Giappone e che porterà, da subito per circa il 90% delle importazioni Ue che gradualmente per il resto dei prodotti, all’azzeramento dei dazi (e delle altre barriere non tariffarie) vigenti sui prodotti agroalimentari europei. Dazi che per alcuni prodotti bandiera del Made in Italy come il vino , la pasta e i formaggi vanno dal 15% al 40%.


Sono questi alcuni dei temi approfonditi durante il IV Forum Agrifood Monitor organizzato da Nomisma e Crif tenutosi oggi presso il Palazzo di Varignana sulle colline bolognesi e che ha visto la
partecipazione, tra gli altri, dell’ambasciatore Umberto Vattani, presidente della Fondazione ItaliaGiappone, di Paolo De Castro, europarlamentare, Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte, Daniele Salvagno, presidente di Redoro Frantoi Veneti, Gian Paolo Gavioli, direttore commerciale Caviro nonché di Koji Misawa, direttore commerciale di Elisir co. Ltd e Miciyo Yamada, giornalista ed esperta di consumi alimentari nel mercato giapponese.
“Sebbene il Giappone pesi solo per il 2% sull’export agroalimentare italiano, la rilevanza di questo mercato è molto più strategica per alcuni prodotti, sia oggi che in prospettiva. Basti pensare all’olio d’oliva, dove il paese del Sol Levante incide per il 7% sull’export di questo prodotto del Made in Italy e arriva al 17% nel caso degli olii esportati dal Sud Italia” dichiara Denis Pantini, Responsabile dell’Area Agroalimentare di Nomisma.
Tra tutti i mercati di destinazione dell’olio extravergine di oliva italiano, il Giappone assieme alla Svizzera rappresentano i paesi con il prezzo medio all’export più alto (rispettivamente 5,6 e 6 euro/kg) contro una media mondo pari a 5 euro/kg. Ma anche per quanto riguarda i formaggi, l’Italia  presenta il posizionamento di prezzo più alto su questo mercato rispetto a tutti i diretti competitor (7,64 €/kg di prezzo medio all’import contro 3,62 euro dell’Australia o 3,97€ degli Usa). “Il posizionamento di prezzo più elevato dei nostri prodotti riflette una composizione del paniere esportato di più alta qualità che a sua volta discende da una maggior attenzione del consumatore giapponese verso il Made in Italy”, sottolinea Pantini. Non è infatti un caso se tra il 2013 e il 2018 l’export di Parmigiano Reggiano e Grana Padano in questo mercato è cresciuto a valore del 113%, quello di Gorgonzola del 109%.
Ma se vogliamo aumentare la nostra penetrazione nel mercato giapponese, oltre alla spinta propulsiva che può arrivare dall’accordo di libero scambio, dobbiamo capire bene come siamo percepiti presso il consumatore locale, qual è la reputazione dei nostri prodotti agroalimentari e soprattutto come possiamo conquistare la sua fiducia, chiave di volta per costruire rapporti consolidati di fornitura.
“La survey che abbiamo realizzato in occasione del Forum su 1.100 consumatori giapponesi ha confermato l’Italia come il paese più rappresentativo del food di qualità nel percepito della
popolazione, surclassando sia la Francia che gli Stati Uniti, questi ultimi principali fornitori di prodotti agroalimentari nel mercato giapponese”, ha evidenziato Evita Gandini, Project Manager dell’Area agroalimentare di Nomisma.
Non tutti i consumatori, però, si dicono pronti ad acquistare ad occhi chiusi un nostro prodotto: la stragrande maggioranza dei giapponesi, infatti, è sensibile al prezzo e razionale nelle scelte di
acquisto. Si tratta dei “Tradizionalisti-cauti”, il gruppo individuato tramite la cluster analysis di Agrifood Monitor in cui ricade ben il 48% dei consumatori. Il secondo gruppo più numeroso è rappresentato dai “Millennials Sperimentatori” (36%), giovani dai 18 ai 38 anni, curiosi, aperti alle novità sono attratti dalla cultura occidentale e per questo la propensione all’acquisto di prodotti
Made in Italy è più elevata della media.
“Ma il segmento più interessante per il nostro Made in Italy è rappresentato dai “Giramondo spensierati” (10% della popolazione): consumatori della Generation X (39-54 anni) con alta capacità di spesa, amano viaggiare e conoscere nuove culture. Internet, degustazioni, cooking show, abbinamento cibo-vino sono le parole chiave per conquistare questo tipo di consumatori” conclude
Gandini.
“Nel settore agroalimentare come del resto in molti altri comparti della nostra economia, lo sviluppo dell’export è un processo complesso per le imprese, specie per quelle di piccola dimensione. Molto spesso per una PMI entrare in un nuovo mercato significa sostenere investimenti economici e di tempo per gestire procedure doganali, attività fieristiche, di comunicazione e distribuzione. Essendo partner di oltre 15.000 aziende in Italia, possiamo affermare che le PMI che hanno maggior successo nell’export sono quelle che riescono ad accelerare la fase di ricerca degli importatori e distributori utilizzando i canali digitali ma anche riuscendo ad individuare, avvalendosi di servizi specializzati, i potenziali partner prima ancora di investire in trasferte e attività di promozione su mercati lontani” – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS.

Ufficio Stampa Agrifood Monitor
Agrifood Monitor è un’iniziativa congiunta di Nomisma e CRIF

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La Commissione agricoltura del Senato approva legge su piccole produzioni agroalimentari locali

La Commissione Agricoltura, martedì 25 giugno, ha concluso l’esame in sede redigente dell’A.S. n. 728, sulla valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale. E’ stato conferito mandato unanime al relatore, sen. Bergesio, a riferire favorevolmente all’Assemblea sul testo degli articoli del disegno di legge, come approvati dalla Commissione, e a richiedere lo svolgimento della relazione orale e l’effettuazione degli interventi di coordinamento e correzione formale del testo che dovessero risultare necessari.

Accedi al testo del Disegno di Legge 01074393 Disegno di legge

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Siglato accordo tra Mipaaft e Cassa Depositi e Prestiti

Lo scorso 14 giugno è stato siglato tra il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio e l’Amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo un accordo finalizzato a fornire supporto finanziario ai settori agricolo, agroalimentare e turistico.

L’intesa prevede la costituzione di un tavolo di lavoro dedicato alla selezione di progetti per lo sviluppo di questi settori, ai quali il Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo assicurerà copertura finanziaria, anche attraverso risorse europee, e supporto istituzionale per l’attivazione di specifici strumenti finanziari a livello regionale o multiregionale.

Parallelamente, CDP metterà a disposizione strumenti di liquidità, finanziamenti agevolati con risorse del FRI – Fondo rotativo imprese e strumenti di garanzia o di partecipazione al capitale di rischio, in complementarietà e sinergia con il sistema delle garanzie gestito dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA). Inoltre, potranno essere valutate iniziative per lo sviluppo dell’infrastruttura turistica nazionale, la riconversione di immobili per finalità ricettive nell’ambito di progetti di rigenerazione urbana e la formazione di professionalità manageriali.

“Agricoltura e turismo sono due settori fondamentali per l’economia del nostro Paese.  È necessario così riconoscere ed andare incontro a una nuova domanda di “modello agricolo e turistico” elaborando una visione innovativa che tenga conto della necessità di puntare sulla cooperazione di tutti gli attori territoriali ed economici che concorrono alla competitività del Paese. Con la firma di questo accordo, diamo inizio a una nuova intesa con Cassa Depositi e Prestiti a supporto del settore dell’agricoltura e allo sviluppo della filiera turistica nazionale volto a sostenere i sistemi produttivi, salvaguardare il paesaggio, favorire l’attrazione di investimenti da soggetti nazionali e internazionali dei due comparti, garantire la promozione dello sviluppo della competitività e della qualità dei due settori anche in relazione all’accesso al credito – ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio – In particolare, saranno valutate l’avvio di iniziative per lo sviluppo dell’infrastruttura turistica nazionale, la riconversione di immobili per finalità ricettive nell’ambito di progetti di rigenerazione urbana e la formazione di professionalità manageriali nei settori agroalimentare e turistico – alberghiero.”

L’Amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo ha cosi sottolineato le potenzialità dell’intesa siglata oggi: “L’accordo sottoscritto con il MIPAAFT permetterà a CDP di sostenere la crescita in Italia dell’agricoltura, del turismo e dell’agroalimentare, per favorirne il consolidamento anche a livello internazionale. Grazie al supporto istituzionale e alla garanzia di copertura finanziaria del Ministero avremo a disposizione strumenti e risorse finanziarie che ci consentiranno di contribuire allo sviluppo sostenibile di questi settori, delle filiere e dei territori di riferimento”.

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Chiuso l’accordo di distretto per la nascita del Distretto del Cibo in Sicilia

Un definitivo passo in avanti per la costituzione del distretto del cibo che vede insieme filiere produttive e territorio. E’ stato chiuso l’accordo per la nascita del “Distretto delle filiere e dei territori di Sicilia in rete” che pone al centro le imprese delle filiere produttive strutturate in sinergia con le realtà del territorio, Gal/Flag, Comuni ed altri enti pubblici, le organizzazioni di categoria e dei consumatori, le realtà sociali e di promozione turistica. L’Accordo di Distretto, chiuso lo scorso 19 giugno dai rappresentanti dal comitato proponente composto dai rappresentanti delle filiere produttive strutturate (Federica  Argentati, Nino Carlino e Francesco Ancona) e dai rappresentanti dei Gal/Flag (Dario Costanzo, Sebastiano Di Mauro e Andrea Ferrarella), definisce le modalità di cooperazione tra i sottoscrittori, obiettivi e struttura di governance del costituendo Distretto, stabilendo criteri chiari per i tanti che hanno già manifestato la propria intenzione di farne parte e chi vorrà entrare in futuro.

L’accordo ha una durata di 5 anni e stabilisce che il soggetto proponente – la rete di imprese a cui sta già lavorando un professionista super partes e costituta dai rappresentanti delle filiere organizzate – sarà il rappresentante legale del Distretto in relazione al bando e curerà i rapporti con la pubblica amministrazione. La governance del Distretto è affidata a un’Assemblea dei sottoscrittori (filiere strutturate e partenariato del territorio) e a un Consiglio Direttivo, eletto dall’assemblea dei sottoscrittori e la cui governance è composta per i 4/7 dai rappresentanti dei Distretti e delle Filiere produttive strutturate aderenti alla rete soggetto proponente e per i 3/7 dai rappresentanti di Gal/Flag, comuni, organizzazioni di categoria, dei consumatori, della filiera del turismo e del sociale. Il Consiglio direttivo potrà avvalersi di un Comitato tecnico-scientifico composto da esperti di chiara fama in specifici ambiti disciplinari, con funzioni consultive.

L’accordo stabilisce anche ruoli e compiti dei partner, stabilendo anche che le imprese siciliane interessate al completamento o irrobustimento delle filiere, se non già aderenti nelle forme organizzate alla rete soggetto proponente, potranno comunque aderire singolarmente al Distretto del cibo in qualità di partner, proprio al fine di irrobustire o completare le filiere medesime. Per le filiere non ancora rappresentate all’interno della rete soggetto e non rappresentative del comparto di riferimento, le azioni specifiche dovranno comunque pervenire da un unico soggetto, in grado di raccordarsi all’interno del proprio comparto di riferimento.

Obiettivo generale del Distretto è “attivare il processo organico e strutturato di valorizzazione dell’agroalimentare siciliano e dei comparti produttivi collegati, attraverso nuove forme di sviluppo integrato, territoriale e/o di filiere”. Obiettivo da perseguire attraverso la condivisione dal basso di “politiche di sviluppo” (di aree vaste e/o di reti tematiche, anche integrate e complesse) dell’agroalimentare regionale e dei comparti produttivi collegati insieme a Distretti produttivi già riconosciuti dalla Regione Siciliana e Filiere di cui all’art. 4, comma 2 del D.A. n. 12/GAB organizzate e non ancora strutturate/riconosciute su base regionale, aderenti alla rete soggetto; Gal/Flag/Enti comunali già riconosciuti Soggetti attuatori del Procedimento Plurifondo Clld da precise norme regolamentari europee; soggetti del Partenariato Pubblico-Privato di Distretto del Cibo e collegati Soggetti Terzi esterni, competenti e funzionali ad affrontare la problematica complessa della valorizzazione integrata delle filiere agroalimentari di Sicilia (Università e/o Enti e Consorzi di Ricerca, Agenzie di sviluppo etc).

Fonte: ufficio stampa Distretto Agrumi di Sicilia

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Grande Viaggio Insieme di Conad: 8 tappe per affrontare il tema delle filiere aagroalimentari

All’edizione 2019 del Grande Viaggio Insieme organizzato da Conad si affronta il tema delle filiere agroalimentari.

E per parlare di filiere ortofrutticole il “viaggio” ha fatto tappa a Forlì nella due giorni del 14 e 15 giugno. La scelta dell’Emilia-Romagna per parlare di ortofrutta non è casuale: è la prima regione per superfici destinate alla produzione di frutta (16% del totale nazionale), le sue aziende hanno una dimensione media di 3,7 ettari, più che doppia rispetto alla media nazionale (ferma a 1,8) e vicinissima a quella della Spagna (3,9 ha).

Oltre all’intervento di Pugliese, amministratore delegato Conad, nella due-giorni romagnola Conad ha presentato i risultati dello studio socio-economico sul comparto dell’ortofrutta e sulle dinamiche che ne regolano il funzionamento affidato all’istituto di ricerca Aaster.

La ricerca Aaster ha coinvolto grandi realtà produttive, gruppi cooperativi, coltivatori e trasformatori, scavando a fondo tra i problemi di un settore complesso, che nei mercati globali subisce l’efficienza dei competitor stranieri, e in casa è drogato dalle storture di un mercato che troppo spesso antepone alla qualità la quantità a basso costo. Attraverso le testimonianze raccolte si intravvedono, però, soluzioni per invertire la rotta.

I numeri della filiera ortofrutticola italiana

Più di 318mila imprese, quasi 472 mila occupati, un fatturato di 14,7 miliardi di euro (per le società di capitali), in crescita del 3,2% tra il 2016 e il 2017. Sono i numeri della filiera ortofrutticola italiana, settore che coinvolge il 5,1% delle aziende nazionali, la stragrande maggioranza delle quali operanti nell’area agricola. Con un giro di affari di 3,6 miliardi di euro e 7,2 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, il comparto della frutta rappresenta una fetta importante di questo mercato. Un comparto che ancora accusa i colpi della crisi, e soffre nell’export la concorrenza di realtà ben più strutturate. L’Italia è il settimo esportatore mondiale di frutta fresca, al terzo posto in Europa, ma distanziata da Paesi Bassi e Spagna.

Il modello Emilia Romagna funziona

Mentre il Mezzogiorno appare ancora penalizzato dalle piccole dimensioni delle sue imprese è l’Emilia Romagna a indicare la via maestra per superare la debolezze della filiera ortofrutticola italiana. Le esperienze di aggregazione produttiva, gli investimenti in qualità e sostenibilità, un maggiore sforzo di pianificazione anche in concerto con la gdo possono, infatti, diventare la chiave del rilancio per l’intero settore.

La regione conta 26 Organizzazioni di produttori (Op) che rappresentano assieme a quelle del Trentino-Alto Adige il 60% delle aziende agricole nazionali, e sei Associazioni di organizzazioni di produttori (Aop), un terzo di quelle nazionali. Qui sorgono realtà cooperative importanti come Apofruit, Agrintesa, Agribologna, che in virtù dei loro numeri riescono a fronteggiare il mercato, organizzare il lavoro secondo logiche di pianificazione, e, come nel caso di Apofruit e Agrintesa, offrire ai coltivatori servizi di protezione, come polizze che contro le calamità naturali o la volatilità dei prezzi.

L’Emilia-Romagna, poi, si contraddistingue anche come territorio di innovazione. Oltre agli investimenti nel settore bio, che in tre anni ha visto un aumento del 95% delle superfici coltivate, il sapiente utilizzo dei fondi comunitari ha permesso la nascita di 93 gruppi operativi di innovazione, che condividono sperimentazioni su metodi di coltivazione, conservabilità dei prodotti, nuove forme di produzione di energia e nuovi packaging. E proprio su temi come il packaging e la sostenibilità e si giocherà il futuro del settore. Ne sono consapevoli le aziende, che, come sottolinea l’indagine di Aaster, stanno sperimentando metodi di coltura finalizzati alla tutela o al ripristino della biodiversità, abbinate a politiche di crescente riduzione dell’uso di agrofarmaci, e studiano nuove confezioni per i loro prodotti, nella consapevolezza che tra le determinanti delle scelte di consumo di frutta vi è proprio l’aspetto legato alla biodegradabilità delle confezioni.

Fonte: Fresh Point

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In programma per il prossimo 27 giugno a Corigliano-Rossano il workshop “Le certificazioni nel settore agroalimentare”

Nell’ambito del  piano di attività informative/dimostrative “Ortofrutta 2030” cofinanziato dal PSR Calabria 2014-2020 Intervento 1.2.1 la O.P. Ortocal Soc. Coop. Agricola

Organizza il workshop dal titolo

 Le certificazioni nel settore agroalimentare. Global Gap, tracciabilità di filiera, HACCP e protocolli di sicurezza alimentare

Lo scopo dell’attività informativa è di illustrare le diverse certificazioni che nel settore agroalimentare assicurano a clienti e consumatori maggiore sicurezza sulla qualità dei prodotti.

Saranno affrontati ed approfonditi i contenuti degli standard di certificazione attualmente in vigore, affrontando i diversi requisiti a cui l’azienda deve ottemperare al fine di raggiungere e/o mantenere le certificazioni del proprio sistema.

Verranno inoltre discusse le opportunità che le certificazioni offrono per ottenere e mantenere accesso ai diversi mercati.

PROGRAMMA DEI LAVORI

Giorno 27 giugno 2019 ore 16:00 – 19:00

Presso la sede Direzionale della OP Ortocal Soc. Coop. Agr., Zona Industriale – CoriglianoRossano  (CS)

Ore 16:00 Registrazione dei partecipanti

Ore 16:30  Introduzione e presentazione delle attività a cura di OP Ortocal Soc. Coop. Agr.

Ore 16:45 Relazione tecnica a cura Dott. Carmelo Sposato  (esperto e consulente aziendale Sistemi di gestione della qualità e Sistemi di gestione ambientale)

Ore 18:00 Discussione tecnica con i partecipanti

Su richiesta dei partecipanti, sarà rilasciato l’attestato di partecipazione alle attività informative, valido per certificare gli impegni formativi/informativi assunti dai giovani agricoltori al primo insediamento, nell’ambito delle domande di sostegno  presentate a valere sul “Pacchetto Giovani” del PSR Calabria 2014-2020.

Scarica la  locandina informativa attività informative certificazioni e mercati_finale

Accedi per iscriviti per partecipare al workshop …….

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ISMEA: con l’embargo persi 2017 milioni di euro di export agroalimentare verso la Federazione Russa

E’ quanto emerge dal Report pubblicato da ISMEA. La perdita economica per le esportazioni agroalimentari italiane per effetto dalle sanzioni economiche emanate dalla UE nei confronti della Federazione Russa è di 217 milioni di euro, con frutta fresca, carni e latte e derivati che perdono rispettivamente 112, 57 e 48 milioni di euro rispetto al periodo pre-embargo. È quanto emerge dalle analisi dell’ISMEAsulla bilancia commerciale di prodotti agroalimentari della Federazione Russa.

La dinamica dell’import russo di prodotti agroalimentari italiani, che nel 2013 era in crescita del 124% rispetto al 2009 con l’affermazione di molti prodotti del Made in Italy, ha subito una forte battuta di arresto azzerando l’export per alcuni settori chiave come frutta fresca, carni, latte e derivati, penalizzando fortemente prodotti come uva, mele, kiwi, pesche, formaggi freschi e stagionati, carni bovine.
Si tratta di prodotti spesso fortemente legati ad aree circoscritte come Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Puglia e Lazio, per le quali il danno economico è ancora più rilevante.

Nonostante il perdurare dell’embargo, nel 2018 l’export agroalimentare italiano ha saputo parzialmente compensare le perdite subite grazie alla crescita di altri comparti del Made in Italy, come paste alimentari, pomodori pelati e polpe, tabacchi e olio.
Con un fatturato di 945 milioni di euro di export, l’Italia figura al settimo posto dei principali Paesi fornitori della Federazione Russa e si è posizionata al secondo posto, dietro la Germania, tra i fornitori comunitari. Il nostro Paese detiene il primato per le vendite di vino confezionato (l’Italia era seconda nel 2013) e il terzo posto per i prodotti della panetteria e pasticceria.

Scarica il report completo

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Cibus Tec 2019 alle Fiere di Parma dal 22 al 25 ottobre si incontra la filiera FoodTech

Cibus Tec 2019: crescita del 30% degli espositori e del 25% dell’area espositiva. A 4 mesi dall’apertura è praticamente sold out. Nel complesso 1.300 aziende (+30% rispetto la precedente edizione) che potranno attingere, anche grazie al supporto di Ice-Agenzia, al più grande programma top buyer di tutte le fiere FoodTec con oltre 3.000 operatori internazionali provenienti da 70 paesi. Hanno già aderito brand internazionali come Coca Cola, Dean Foods, Del Monte, Fonterra, Jbs, Kraft Heinz, Lactalis, Nadec, PepsiCo, Pinar, Schreiber Foods, Smithfield, Tiger Brands. E poi l’Italia, che oggi vanta la leadership indiscussa nelle tecnologie alimentari rappresentando, il 32% della produzione dell’Ue28 con una occupazione di circa 30mila addetti che dal 2013 al 2017 è cresciuta di 1.812 unità. Più di Germania (1.217) e Francia (550) (fonte Prometeia).
Sono stati questi, in sintesi, i temi proposti nella conferenza stampa di presentazione di Cibus Tec, dal 2016 braccio operativo di Kpe – Koeln Parma Exhibitions srl – tra le più importanti piattaforme globali dedicate alle tecnologie del Food & Beverage, che si svolgerà alle Fiere di Parma dal 22 al 25 ottobre. L’incontro con la stampa si è svolto il 12 giugno a Milano alla presenza di Thomas Rosolia, presidente Koeln Parma Exhibitions srl – Ceo Koelnmesse srl, Antonio Cellie ceo Koeln Parma Exhibitions srl – Ceo Fiere di Parma spa e Maria Ines Aronadio, direttore dell’Ufficio di coordinamento promozione del Made in Italy di Ice-Agenzia.
La 52° edizione di Cibus Tec nasce nel segno dell’internazionalizzazione. Saranno presenti in fiera 400 brand esteri del Food & Beverage provenienti da 25 nazioni con una crescita del 30% rispetto al 2016. Tra i Paesi più rappresentati la Germania. Seguono Paesi Bassi, Danimarca, Svizzera, Francia. Ben nutrite anche le partecipazioni di aziende provenienti da Cina, Usa e Turchia.
Risultati importanti, ottenuti anche grazie all’alleanza strategica con Koelnmesse che consente a Cibus Tec di far parte, dal 2016, della più grande piattaforma mondiale permanente del meccano-alimentare.
Altro segno distintivo dell’edizione 2019 il sold out. A quattro mesi dall’apertura della manifestazione, l’area espositiva disponibile – che prevede un padiglione aggiuntivo rispetto la precedente edizione – è già praticamente occupata. Riconferme di espositori storici come Alpma, Bizerba, Cft, Gea, Goglio, Grasselli, Ilpra, Ima, Jbt, Multivac, Pfm, Risco, Sacmi, Treif ma anche new entry come: Arol, Colussi Ermes, Elopak, Ipi/Flexlink (Gruppo Coesia), Krones, Ocme, Provisur, Smipack, Tecnopool e Tna solo per citarne alcuni.
Nel complesso 1.300 espositori (nel 2016 erano 1000), le tecnologie per tutte le filiere dell’agroalimentare (frutta e vegetali, latte e derivati, carne e prodotti Ittici, piatti pronti) e l’ingresso di un nuovo comparto: prodotti da forno e derivati dai cereali, snack e prodotti dolciari.
Per la prima volta, negli 80 anni di storia del salone, un intero padiglione sarà dedicato alle soluzioni tecnologiche più innovative per succhi, latte, acque, soft drinks, birra, liquori e vino potendo contare sulla presenza di oltre 150 tra i principali fornitori italiani ed internazionali  tra cui Adue, Cft, Della Toffola, Krones e Sacmi.
Nell’anno dei grandi appuntamenti internazionali, cresce del 20% la sezione Meat forte di un distretto, quello di Parma, che vanta 500 aziende alimentari di settore, e best practice esportate in tutto il mondo.
Infine, cambio di passo del comparto del packaging: dal confezionamento primario all’imballaggio, dal fine line alla logistica con una crescita dell’area del 40% rispetto alla precedente edizione.
 
Tutti  i settori, tutte le tecnologie. Ad andare in scena a Fiere di Parma, insomma non sarà più semplicemente una “manifestazione” dedicata al processing ma una “piattaforma” tecnologica completa e unica sul mercato.
Per aiutare l’export delle aziende italiane Cibus Tec organizzerà il più grande top buyer Program di tutte le fiere FoodTec che porterà a Parma più di 3.000 operatori internazionali prevenenti da 70 Paesi, e due iniziative speciali relative ad India Africa.
L’India è il 2° produttore mondiale di prodotti agricoli dopo la Cina ed il 6° mercato alimentare a livello mondiale. Tuttavia in India gli sprechi lungo la catena agroalimentare sfiorano il 40% rispetto alla produzione primaria. Ice-Agenzia, in partnership con le Confindustrie Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, ha avviato l’iniziativa “India Educational & Business Program”. Un progetto di azioni e servizi mirati allo sviluppo di accordi in India, rivolto alle imprese manifatturiere italiane della filiera agroindustriale e del food processing. In tale contesto, l’appuntamento di Parma è stato scelto quale piattaforma per incontri B2b fra le più importanti aziende Food & Beverage indiane e gli espositori di Cibus Tec.
In Africa le previsioni di crescita sono di un +5% del Pil all’anno. Entro il 2030 il Pil africano sarà il 5% del Pil mondiale (fonte: African Development Bank). In questo contesto, un ruolo importante lo gioca il settore frutta e vegetali, chiave di crescita economica dell’Africa. E’ da queste premesse che nasce il progetto Lab Innova, promosso da Ice-Agenzia, che intende contribuire a sviluppare la collaborazione tra imprese Ue28-Africa, puntando sul trasferimento tecnologico. Il programma coinvolge Etiopia, Mozambico, Uganda, Tanzania ed Angola e offrirà incontri B2b proprio in occasione di Cibus Tec. 
 
L’Italia, in effetti, vanta oggi la leadership indiscussa nelle tecnologie alimentari con 7.3 miliardi di euro di fatturato e una una produzione che rappresenta il 32% della produzione dell’Ue28. Seguono sul podio la Germania con 5.9 miliardi di euro (25% del totale produzione UE28) e Francia con 1.8 miliardi (8%) (fonte Prometeia). Un settore poco noto al grande pubblico – c.d hidden champion – ma che incarna il meglio della manifattura Made in Italy: leadership di nicchia, produzioni ad alto valore aggiunto, e forte propensione all’export.
Nel 2017 l’export italiano si collocava sul podio dei principali esportatori in molti comparti del tecno-alimentare: apparecchi per preparazione di bevande e cibi caldi (924 milioni di export), macchine, apparecchi e strumenti per prodotti da forno (777 milioni), macchine per la lavorazione frutta e ortaggi (141 milioni), macchine e apparecchi per lavorazione di oli e grassi (113) e macchine per il vino (74 milioni). 
Nel 2018, pur avendo perso la leadership assoluta in tre settori, con una quota di mercato del 16.1%, l’Italia si colloca ancora saldamente al primo posto tra i principali esportatori mondialiRispetto a dieci anni prima, il valore delle vendite estere di macchine per alimentare  e bevande è cresciuto del 63%, arrivando nel 2018 a superare la soglia record dei 4 miliardi di euro.
A Cibus Tec, le innovazioni proposte strizzeranno l’occhio al futuro, assecondando la necessità di produzioni sempre più sostenibili, per offrire al consumatore prodotti nutrienti e soprattutto caratterizzati da elevati standard di sicurezza. E’ in tale ottica che sarà ospitato l’Ibs – International Biofilm Summit. La più importante conferenza mondiale dedicata alle problematiche da biofilm nell’industria alimentare. Nel mondo ogni anno, più di un miliardo di tonnellate di cibo è sprecato proprio a causa delle contaminazioni.
Va invece nella direzione dell’innovazione tecnologica, il Cibus Tec Industry, il progetto che riprodurrà in fiera 4 linee altamente automatizzate e funzionanti dedicate al settore caseario, delle carni, dei piatti pronti e dei prodotti da forno. Linee di produzione a ciclo completo dalla materia prima, al prodotto finito fino a soluzioni avanzate di stoccaggio.
Altri eventi in agenda sono: Il Tomato Day, in collaborazione con Amitom e Wptc, Logisticamente On Food 2019 realizzato con Logisticamente, Diu Design for Intended Use For Food Packaging Showcases organizzato da Netherlands Packaging Center, e gli innovativi workshops organizzati da Ehedg (European Hygienic Engineering and Design Group) e dal Consiglio nazionale dell’ordine dei tecnologi alimentari.
 
La presentazione di Cibus Tec a Milano è iniziata con il saluto di Thomas Rosolia presidente Koeln Parma Exhibitions srl – ceo Koelnmesse srl  che, dopo aver ringraziato Ice-Agenzia ha affermato: “40mila visitatori attesi di cui 25% esteri. Più 30% di espositori stranieri e 3.000 top buyer. Capitalizziamo in questa 52° edizione i risultati di una partnership, quella tra Koelnmesse e Fiere di Parma, grazie alla quale Cibus Tec fa oggi parte della più grande piattaforma mondiale permanente per il food ed il food tech. Insieme ad Anuga, Cibus, Ism, Anuga FoodTec, Prosweets Cologne e ad altre dodici manifestazioni del nostro circuito, infatti, abbiamo creato una community di 11.000 imprese. Un circuito virtuoso che se da un lato ha rafforzato il processo di internazionalizzazione dell’appuntamento di Parma,  dall’altro ha contribuito a valorizzare le tecnologie Made in Italy oltre confine: ad Anuga FoodTec gli espositori italiani sono infatti cresciuti dell’11% mentre a Prosweets Cologne del 14%.
Antonio Cellie, ceo Koeln Parma Exhibitions srl – ceo Fiere di Parma spa è intervenuto aggiungendo: “Le Fiere di Parma dagli anni ’30 sono il teatro fieristico di riferimento per il settore del food processing nonché del packaging&bottling. Oggi siamo a pieno titolo nella élite internazionale grazie ad un quartiere baricentrico, a un rapporto privilegiato, attraverso Cibus, con l’industria alimentare e alla partnership con Koelnmesse. Una joint venture tra due leader mondiali nel settore alimentare, grazie alla quale grandi gruppi ma anche le pmi operanti nel ‘food &beverage processing&packaging’ hanno accesso ad una piattaforma di mercato unica, permanente e globale. Un volano per l’export delle tecnologie Made in Italy perfettamente sincrone alla domanda internazionale che richiede specializzazione e competenza distintive”.
 
Maria Ines Aronadio, direttore dell’Ufficio di coordinamento promozione del Made in Italy di Ice-Agenzia ha invece sottolineato il ruolo di Cibus Tec nel panorama internazionale: “Il settore delle macchine alimentari è una delle eccellenze della tecnologia italiana, su cui il sistema Italia punta in maniera sempre più decisa,triplicando nell’ultimo triennio gli investimenti promozionali per le attività in Italia e sui mercati esteri. Cibus Tec è uno degli appuntamenti principali, su cui concentriamo un’operazione ad alto valore aggiunto che porterà quest’anno circa 130 operatori professionali provenienti da 35 Paesi, oltre alle delegazioni daAngolaEtiopiaMozambico coinvolte nell’ambito del progetto Lab Innova. Un impegno rilevante per sostenere uno dei comparti più dinamici della tecnologia tricolore, che continua anche nel follow up della fiera con i servizi che i nostri uffici esteri possono offrire alle imprese per accedere e radicarsi sui mercati target”.
 
Fonte: ufficio stampa Cibus Tec
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Made in Italy. Agenzia ICE a fianco delle aziende italiane per il digital-export

Piano straordinario per la promozione del Made in Italy 2018, nuova iniziativa Agenzia ICE dedicata ai canali digitali della distribuzione e-commerce.

Nasce la collaborazione tra Agenzia ICE e AMAZON (Presentazione del progetto).

Principali vantaggi della collaborazione:

  • Supporto alla registrazione di almeno 600 nuove aziende nella vetrina Made in Italy di Amazon di cui 350 nella condizione di zero export (<25mila euro di fatturato sui mercati internazionali).
  • Per 18 mesi, le aziende presenti nella vetrina Made in Italy di Amazon beneficeranno di un flusso aggiuntivo di traffico generato dalle campagne di advertising digitale finanziate dall’Agenzia ICE.
  • Sarà data visibilità ai prodotti delle aziende ammesse nella vetrina Made in Italy di Amazon sui siti esteri Amazon.co.uk, Amazon.de, Amazon.fr, Amazon.es e Amazon.com per portarle a vendere online in questi marketplace.
  • La partecipazione è gratuita e non comporta costi aggiuntivi rispetto alle tariffe applicabili ai servizi di Vendita su Amazon. 

I settori e i prodotti ammessi 

Scarica la circolare

Scadenza adesioni 15 luglio 2019

 

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Webinar “Content per l’Ecommerce: l’evoluzione degli strumenti a disposizione delle imprese

Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano School of Management
13 Giugno | 12.00 – 13.00 | ONLINE STREAMING
Il Webinar si propone di fornire una serie di consigli e suggerimenti per usare al meglio i contenuti a supporto del processo di eCommerce.
A chi si rivolge
Il Webinar si rivolge ai responsabili marketing e commerciali di siti ecommerce, responsabili content marketing, e category manager di siti di ecommerce.
Domande chiave
In che modo si possono sviluppare contenuti che aiutino la ricercabilità dei nostri prodotti sul sito di ecommerce?
Come un sito di ecommerce dovrebbe sviluppare una strategia di content marketing efficace?
Come pubblicare contenuti che aiutino il processo di selezione e di scelta dell’acquirente online?
Come scrivere e promuovere social content per incrementare l’awareness di prodotti e siti di ecommerce?
Come misurare l’efficacia dei contenuti a supporto dell’ecommerce?

Accedi per iscriverti al webinar 

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Manifestazione di interesse per la partecipazione delle imprese calabresi a “Villaggio Calabria” Lione

La Camera di Commercio Italiana di Lione, nel quadro del progetto “TIPICITÀ CALABRESI IN FRANCIAcofinanziato dalla Regione Calabria, indice una manifestazione di interesse per la partecipazione di una collettiva di aziende al VILLAGGIO CALABRIA, mostra-mercato che avrà luogo a LIONE (FRANCIA), dal 12 SETTEMBRE al 15 SETTEMBRE 2019. Il Villaggio Calabria si svolge nell’ambito della 9° edizione della mostra-mercato “PASSIONE ITALIANA – VILLAGGIO ITALIANO” di Lione, evento particolarmente atteso e amato dal pubblico lionese, e che ogni anno registra circa 150.000 visitatori in quattro giorni di esposizione.  Nella splendida cornice di Place de la République, situata nel cuore di Lione (terza città più grande di Francia), le aziende calabresi avranno la possibilità di unirsi alla ventina di artigiani italiani presenti ogni anno, con l’obiettivo di proporre ai numerosi visitatori un piacevole viaggio nelle eccellenze della produzione d’eccellenza calabrese. Trattandosi di un evento di grandissimo rilievo e rivolto al grande pubblico, oltre che promuovere il proprio brand, le aziende potranno vendere direttamente i propri prodotti, con evidenti ritorni economici a breve termine.  Il giovedì 12 settembre, primo giorno del Villaggio, si svolgerà a partire dalle ore 19:30 una cerimonia ufficiale di inaugurazione riservata agli espositori, autorità locali e alla stampa specializzata. Saranno coinvolte anche le istituzioni italiane e le associazioni di calabresi in Francia.  Le imprese calabresi otterranno una grande visibilità grazie ad una campagna mediatica organizzata dalla Camera di Commercio Italiana di Lione attraverso i propri canali di comunicazione e note testate locali (Le Progrès).

All’interno dello “Villaggio Italiano” dedicato ai prodotti agroalimentari italiani d’eccellenza, si prevede la partecipazione di imprese calabresi in un’area collettiva di 90 m², costituita da un paniere di produzioni il più rappresentativo possibile delle identità territoriali calabresi.

Il costo di partecipazione all’iniziativa, per le spese sopracitate, è coperto dai fondi progettuali “TIPICITÀ CALABRESI IN FRANCIA”.

Restano a carico dei partecipanti le spese di viaggio e di permanenza in loco per l’intera durata del periodo comprensivo della fase allestitiva e disallestitiva; le spese di spedizione dei prodotti; eventuale personale assunto in loco; quanto non previsto dall’allestimento pagoda di cui sopra.

Le aziende che intendono partecipare alla manifestazione dovranno compilare il modello di istanza di adesione allegato, e trasmetterlo entro e non oltre il 05/07/2019 al seguente indirizzo ccil@ccielyon.com

Scarica:

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Sono aperte le iscrizioni per partecipare alle tre sessioni pratiche “digitalizzazione di impresa”

Nell’ambito del progetto Ortofrutta 2030, cofinanziato dall’Intervento 1.2.1 del PSR Calabria, sono programmate tre sessioni pratiche che si svolgeranno nel mese di giugno e di settembre durante le quali saranno affrontati, in modalità operativa, i temi della digitalizzazione delle operazioni di gestione aziendale nel comparto ortofrutta.

Scarica il programma delle attività ed iscriviti per partecipare ai lavori delle tre sessioni pratiche locandina informativa sessioni praticherevfin

La partecipazione è gratuita.

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Agrifood Monitor: Giappone in aumento l’import agroalimentare dall’Italia

GIAPPONE, NEL DECENNIO 2008-2018 IMPORT AGROALIMENTARE DALL’ITALIA: +51%. E ANCHE NEL I° QUADRIMESTRE 2019 L’AUMENTO E’ DEL +13%
Con un valore superiore ai 57 miliardi di euro, il Giappone rappresenta il quinto mercato al mondo per import di prodotti agroalimentari. L’Italia non rientra tra i principali fornitori, pesando per appena l’1,5% ma il Made in Italy alimentare è molto apprezzato e in crescita: nell’ultimo decennio, l’import di vino italiano è cresciuto ad un tasso medio annuo (Cagr) del 4%, quello di formaggi del 5,9%, l’olio d’oliva del 7,5%. Usa, Australia e paesi asiatici i principali concorrenti, ma con l’accordo di libero scambio in vigore dal 1 febbraio tra Ue e Giappone i prodotti italiani diventano più competitivi, grazie all’abbattimento dei dazi e delle barriere non tariffarie.


Bologna, 10 giugno – Con una popolazione doppia e un Pil pro-capite superiore del 10% a quello italiano, il Giappone rappresenta un mercato di estremo interesse per il nostro export di Food & Beverage. Sebbene degli oltre 57 miliardi di euro di beni agroalimentari importati nel 2018 dal paese del sol levante solamente l’1,5% era di provenienza italiana, nel corso dell’ultimo decennio il valore degli acquisti dal nostro paese sono passati da 537 a 865 milioni di euro, denotando una crescita superiore al 50%.
Ed anche i primi dati relativi al 2019 evidenziano un ulteriore crescita. Nel primo quadrimestre di quest’anno, le importazioni di prodotti agroalimentari italiani in Giappone sono cresciute di quasi il 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, rispetto ad una media di mercato che ha visto aumentare l’import totale di food&beverage di circa il 9%. Un trend favorevole che dovrebbe trovare ulteriore spinta dall’accordo di libero scambio entrato in vigore dal 1 febbraio scorso tra i paesi dell’Unione Europea e il Giappone e che porterà, da subito per circa il 90% delle importazioni Ue che gradualmente per il resto dei prodotti, all’azzeramento dei dazi (e delle altre barriere non tariffarie) vigenti sui prodotti agroalimentari europei. Dazi che per alcuni prodotti bandiera del Made in Italy come il vino , la pasta e i formaggi vanno dal 15% al 40%.
Sono questi alcuni dei temi approfonditi durante il IV Forum Agrifood Monitor organizzato da Nomisma e Crif tenutosi oggi presso il Palazzo di Varignana sulle colline bolognesi e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’ambasciatore Umberto Vattani, presidente della Fondazione Italia-Giappone, di Paolo De Castro, europarlamentare, Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte, Daniele Salvagno, presidente di Redoro Frantoi Veneti, Gian Paolo Gavioli, direttore commerciale Caviro nonché di Koji Misawa, direttore commerciale di Elisir co. Ltd e Miciyo Yamada, giornalista ed esperta di consumi alimentari nel mercato giapponese.
“Sebbene il Giappone pesi solo per il 2% sull’export agroalimentare italiano, la rilevanza di questo mercato è molto più strategica per alcuni prodotti, sia oggi che in prospettiva. Basti pensare all’olio d’oliva, dove il paese del Sol Levante incide per il 7% sull’export di questo prodotto del Made in Italy e arriva al 17% nel caso degli olii esportati dal Sud Italia” dichiara Denis Pantini, Responsabile dell’Area Agroalimentare di Nomisma.
Tra tutti i mercati di destinazione dell’olio extravergine di oliva italiano, il Giappone assieme alla Svizzera rappresentano i paesi con il prezzo medio all’export più alto (rispettivamente 5,6 e 6 euro/kg) contro una media mondo pari a 5 euro/kg. Ma anche per quanto riguarda i formaggi, l’Italia
presenta il posizionamento di prezzo più alto su questo mercato rispetto a tutti i diretti competitor (7,64 €/kg di prezzo medio all’import contro 3,62 euro dell’Australia o 3,97€ degli Usa). “Il posizionamento di prezzo più elevato dei nostri prodotti riflette una composizione del paniere esportato di più alta qualità che a sua volta discende da una maggior attenzione del consumatore giapponese verso il Made in Italy”, sottolinea Pantini. Non è infatti un caso se tra il 2013 e il 2018 l’export di Parmigiano Reggiano e Grana Padano in questo mercato è cresciuto a valore del 113%, quello di Gorgonzola del 109%.
Ma se vogliamo aumentare la nostra penetrazione nel mercato giapponese, oltre alla spinta propulsiva che può arrivare dall’accordo di libero scambio, dobbiamo capire bene come siamo percepiti presso il consumatore locale, qual è la reputazione dei nostri prodotti agroalimentari e soprattutto come possiamo conquistare la sua fiducia, chiave di volta per costruire rapporti consolidati di fornitura.
“La survey che abbiamo realizzato in occasione del Forum su 1.100 consumatori giapponesi ha confermato l’Italia come il paese più rappresentativo del food di qualità nel percepito della popolazione, surclassando sia la Francia che gli Stati Uniti, questi ultimi principali fornitori di prodotti agroalimentari nel mercato giapponese”, ha evidenziato Evita Gandini, Project Manager dell’Area agroalimentare di Nomisma.
Non tutti i consumatori, però, si dicono pronti ad acquistare ad occhi chiusi un nostro prodotto: la stragrande maggioranza dei giapponesi, infatti, è sensibile al prezzo e razionale nelle scelte di acquisto. Si tratta dei “Tradizionalisti-cauti”, il gruppo individuato tramite la cluster analysis di Agrifood Monitor in cui ricade ben il 48% dei consumatori. Il secondo gruppo più numeroso è rappresentato dai “Millennials Sperimentatori” (36%), giovani dai 18 ai 38 anni, curiosi, aperti alle novità sono attratti dalla cultura occidentale e per questo la propensione all’acquisto di prodotti Made in Italy è più elevata della media.
“Ma il segmento più interessante per il nostro Made in Italy è rappresentato dai “Giramondo spensierati” (10% della popolazione): consumatori della Generation X (39-54 anni) con alta capacità di spesa, amano viaggiare e conoscere nuove culture. Internet, degustazioni, cooking show, abbinamento cibo-vino sono le parole chiave per conquistare questo tipo di consumatori” conclude Gandini.
“Nel settore agroalimentare come del resto in molti altri comparti della nostra economia, lo sviluppo dell’export è un processo complesso per le imprese, specie per quelle di piccola dimensione. Molto spesso per una PMI entrare in un nuovo mercato significa sostenere investimenti economici e di tempo per gestire procedure doganali, attività fieristiche, di comunicazione e distribuzione. Essendo partner di oltre 15.000 aziende in Italia, possiamo affermare che le PMI che hanno maggior successo nell’export sono quelle che riescono ad accelerare la fase di ricerca degli importatori e distributori utilizzando i canali digitali ma anche riuscendo ad individuare, avvalendosi di servizi specializzati, i potenziali partner prima ancora di investire in trasferte e attività di promozione su mercati lontani” – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS.

Agrifood Monitor è un’iniziativa congiunta di Nomisma e CRIF www.agrifoodmonitor.com

Per informazioni:
Ufficio Stampa Nomisma
ufficiostampa@nomisma.it
Edoardo Caprino – 339 5933457 Giulia Fabbri – 345 6156164

 

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The european art of taste, nuovo progetto di Cso Italy per promuovere l’ortofrutta italiana in Asia

Trasmettere i valori dell’ortofrutta europea e, in particolare, della produzione italiana, è l’obiettivo per cui nasce The European Art of Taste: Italian Fruit & Veg Masterpieces, la nuova campagna finanziata dall’Unione Europea e da Cso Italy. Per i prossimi tre anni il progetto coinvolgerà consumatori, giornalisti e professionisti del settore di Cina, Giappone, Taiwan e Hong Kong attraverso una serie di iniziative pensate per promuovere la qualità e le garanzie di sicurezza e salubrità certificate dalle rigide norme di produzione europea. 

Le azioni del progetto si snoderanno sia attraverso una serie di eventi e iniziative negli stores delle città principali, che tramite la comunicazione online con la creazione di un sito web dedicato e la diffusione di contenuti sui social network più utilizzati nei paesi target e sulle principali testate del settore food e lifestyle. Creare un legame con i media influencer sarà uno dei punti fondamentali della campagna che, per questa ragione, prevede l’organizzazione di workshop ed esperienze gastronomiche dedicate ai giornalisti. Il lato trade, invece, verrà coinvolto in una serie di appuntamenti e b2b all’interno delle maggiori fiere (da Asia Fruit Logistica, Macfrut Attraction China a Foodex Japan) al fine di creare nuove opportunità di contatto tra gli operatori leader dell’ortofrutta made in Europe e i mercati di destinazione del progetto.
 

L’idea di celebrare i capolavori della natura è al centro dell’immagine di comunicazione con cui si presenta il progetto, una vera e propria opera d’arte realizzata dall’artista italiano Antonio Pronostico, originario di Matera e da anni nel mondo delle illustrazioni e del fumetto. L’Italia è, infatti, riconosciuta in tutto il mondo come arte nel senso più esteso, dalle discipline visive a quella culinaria, favorita dalle eccellenze del suo territorio e dalla capacità di creare ricette conosciute in tutto il mondo. Le materie prime come frutta e verdura non fanno eccezione, disponendo di varietà uniche nel loro genere (93 fra Dop e Igp). Mr Good Fruit è un personaggio fantastico che nasce dalla sintesi dei fantastici prodotti che saranno presentati e sostenuti nel progetto. Tra questi i kiwi e le arance rosse in particolare, ma anche i tanti altri prodotti che caratterizzano l’offerta europea di frutta e verdura (dalle ciliegie ai pomodori per non parlare di mele e pere e delle tantissime verdure) per concludere con i prodotti trasformati, dai succhi alle passate di pomodoro, alle tante verdure conservate con il pieno dei loro requisiti salutistici. Lo stile originale e colorato con cui è stato rappresentato Mr Good Fruit, dalla versione cartoon e dalle tinte rosse e giallo predominanti, vuole celebrare la tradizione italiana e la comunione con gli stilemi asiatici, oltre a rappresentare in tutto e per tutto l’artigianalità e la verve artistica italiana.

I valori fondamentali che vuole trasmettere The European Art of Taste si fondano sulla qualità e la sicurezza che contraddistinguono i prodotti ortofrutticoli, freschi e trasformarti, dell’Unione Europea. Un sistema di produzione sano e sostenibile, che tutela i consumatori e difende la naturalità dei prodotti. L’Italia vanta, nel campo della produzione integrata, un’esperienza storica che parte dagli anni ’70 e che si è fatta riconoscere in tutto il mondo per la sua elevatissima qualità.

I prodotti ambassador del progetto saranno kiwiarance rosse e pere, oltre alle verdure fresche trasformate e i succhi di arancia e altra frutta, referenze principe del nostro paese che vuole creare un legame solido e duraturo con i paesi asiatici.

I produttori – raccolti intorno a Cso Italy, promotore del progetto insieme all’Ue – sono Oranfrizer, Apofruit, Apo Conerpo con Alegra e Naturitalia, Consorzio Jingold, Cico, Lagnasco Group, Origine Group. The European Art of Taste fino al 31 gennaio 2022 svilupperà azioni di promozione e campagne per un valore totale di 3,7 milioni di euro.

Fonte: Ufficio stampa Cso

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ICE Business forum Italia-Biellorussia: tra i settori interessati anche Agricoltura e Food processing

L’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e la CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), in collaborazione con le Istituzioni bielorusse, organizzano a Roma il 24 giugno 2019 un Business Forum Italia-Bielorussia.

Il Forum avrà luogo presso l’Auditorium CNA, Piazza M. Armellini, 9A e l’inizio dei lavori è previsto per le ore 10,30.

I settori focus saranno: Agricoltura, Food processing, Meccanica, Abbigliamento, Calzature, Arredamento, Complemento d’arredo, Farmaceutico, Energie Rinnovabili e ICT.

L’iniziativa è gratuita. Per aderire entro il 23 giugno clicca qui.

Per ulteriori informazioni contattare:

CNA – Ufficio Promozione e Mercato Internazionale email: internazionale@cna.it Tel. 06 44188 508

Ufficio Partenariato Industriale e Rapporti con OO.II. email: coll.industriale@ice.it Tel. 06.59926979

 

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Digitelematica apre alla Gdo con l’e-commerce

L’e-commerce è un settore in costante crescita, eppure, in questo campo, la Gdo ha iniziato da poco a compiere i primi passi. Il ritardo del suo ingresso, è dovuto in particolar modo a costi fissi elevati, margini operativi bassi, vincoli sugli orari di consegna e complessità nella preparazione delle merci.

Nonostante il quadro poco allettante, la software house Digitelematica ha risposto alle richieste della Gdo con modelli di facile utilizzo e implementazione, proponendo ai suoi clienti soluzioni come Click and CollectDriveDeliveryLocker. Grazie alle sue proposte innovative, Digitelematica, è diventata e-commerce specialist per la grande distribuzione e vanta clienti in tutta Italia.

“Per traghettare la gdo all’e-commerce – spiega il Ceo Federico Dell’Acqua – abbiamo sviluppato un sistema web altamente personalizzabile per la vendita del food, con la possibilità di usare logiche simili a quelle dello spazio fisico. Abbiamo anche creato un sistema di picking che permette lo snellimento del processo di preparazione merce ottimizzando il flusso di preparazione delle spese per gestire rapidamente più ordini. Abbiamo infine realizzato delle interfacce verso i sistemi di delivery, per permettere ai clienti finali di utilizzare più facilmente questo servizio”.

Per il futuro Digitelematica sta già sviluppando tecnologie che puntano all’integrazione con i modelli di vendita tradizionali: “l’obiettivo della tecnologia è ridurre i costi di consegna e il costo del prelievo della merce: questo potrà sostenere la crescita”.

Fonte: ufficio stampa Digitelematica

 

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Piccoli frutti: se ne è parlato al primo Convegno nazionale Sant’Orsola

Mercati, ricerca, filiera e nuovi modelli di consumo: questi gli argomenti al centro del primo convegno nazionale Sant’Orsola, che si è tenuto lo scorso sabato 1 giugno 2019 a Pergine Valsugana (Tn)

Quaranta anni fa alcuni pionieri iniziarono a coltivare le fragole nelle nostre valli. Ci siamo costantemente evoluti sotto ogni aspetto fino a diventare la realtà che avete potuto visitare, con il nostro nuovo stabilimento, iniziato a fine luglio 2017 ed aperto due mesi fa. Non solo abbiamo consolidato la nostra leadership sul mercato nazionale, ma siamo diventati il distretto italiano dei piccoli frutti di riferimento per l’Europa“. Questo il benvenuto del direttore generale di Sant’Orsola Matteo Bortolini in occasione del “Primo convegno nazionale Sant’Orsola sui piccoli frutti” che la Società cooperativa agricola ha organizzato lo scorso 1° giugno a Pergine Valsugana (Tn) per analizzare l’evoluzione del mercato e la situazione della produzione e dei consumi del settore, in costante crescita.

Dopo la visita guidata al nuovo stabilimento inaugurato a inizio dello scorso mese di aprile, il presidente della Società Silvio Bertoldi ha dato il benvenuto ai rappresentati del mercato italiano di riferimento per la Società cooperativa (più di 150 e con loro alcuni provenienti da paesi europei) presenti nel nuovo auditorium: “questo primo Convegno nazionale è pensato per gli operatori che consentono di vendere la produzione dei nostri 830 soci, ma già fin d’ora posso anticipare che l’appuntamento avrà cadenza annuale e sarà mirato alle nuove frontiere del nostro settore“.

Gianluca Savini, agronomo specializzato, responsabile della consulenza tecnica della Sca, ha poi tracciato un identikit sintetico della Società Sant’Orsola sottolineando che oggi la Cooperativa produce piccoli frutti mediante i propri associati o in partnership in sette delle dieci regioniitaliane dove si coltivano e detiene la leadership nazionale del settore. Può contare su circa 830 soci che forniscono l’intera gamma ovvero lampone, mirtillo, fragola, fragolina di bosco, mora e ribes rosso, cui si aggiungono kiwi arguta e ciliegia. La produzione riesce a coprire l’arco dei 12 mesi.

Filiera controllata

La Società controlla l’intera filiera: fa miglioramento genetico in campo sperimentale, cura vivai e fornitura delle piante, fa corsi di formazione e di aggiornamento, fornisce assistenza tecnica in campagna con uno staff di 14 agronomi e possiede/controlla i centri di conferimento della frutta. Garantisce per intero il metodo della produzione integrata e le migliori condizioni degli impianti mediante coperture mirate. Obiettivo: garantire qualità e salubrità della frutta, dai campi ai consumatori.

Sant’Orsola è diventata anche un caso di studio in Italia da quando ha introdotto una sostanziale innovazione per l’uso micronizzato e computerizzato dell’acqua nel settore fragole. E’ riuscita a tagliare del 25 per cento l’uso dell’acqua d’irrigazione negli impianti e ad aumentare contestualmente del 18 per cento la produzione rispetto ai sistemi tradizionali. A conti fatti, risparmia circa 60mila mc di acqua all’anno pari al consumo medio di 300 famiglie. L’attività continua mirata al miglioramento genetico le consente di produrre il 90 per cento di lamponi mediante proprie selezioni.

Ricerca & piccoli frutti

Il professore Bruno Mezzetti  del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Politecnica delle Marche, ha poi fatto  il punto sulla ricerca, l’innovazione e la coltivazione dei piccoli frutti a livello nazionale e internazionale.
La coltivazione dei piccoli frutti è in costante crescita ovunque grazie alle novità varietali introdotte, derivate, ad esempio, da selezioni, dall’uso della biotecnologia, dagli studi sulla fisiologia delle piante e dallo sviluppo dei sistemi di coltivazione.
Fondamentale ovunque oggi è la collaborazione tra ricerca privata e pubblica. La frontiera sta ora nella continua espansione dei terreni dove si piantano nuove cultivar ad alta adattabilità per climi differenti e nello sviluppo di sistemi a basso impatto ambientale.

Consumi in costante crescita

L’euforia dei mercati per il trend sempre crescente dei consumi di piccoli frutti rivela squilibri rischiosi che si possono creare. Dunque il mondo dei piccoli frutti deve costruire una visione su tutta la filiera, come la Sca Sant’Orsola ha realizzato. Il trend di crescita mondiale è a rischio se il settore non si dà delle regole. Ad esempio, l’eccesso di produzione del mirtillo in Spagna ha visto il dimezzarsi nel giro di pochi anni gli ettari coltivati, passati da 12mila a 6mila. I picchi di produzione incontrollata fanno precipitare i prezzi, la diversificazione e gli investimenti per sfuggire alla stagionalità possono essere dei rimedi.

Qualche dato. Il consumo 2006-2015 dei berries è più che raddoppiato nel mondo, passato da 600 milioni di euro a 1.300 milioni di euro. In Europa soprattutto in Inghilterra e Germania. Le previsioni del consumo al 2020raddoppiano i volumi, su base iniziale al 2004. Un esempio: le esportazioni spagnole verso l’Inghilterra nel 2010 ammontavano a circa 100 milioni di euro, nel 2015 ad oltre 250 mioni di euro. Trend in crescita anche per la produzione, dati 2017. Nel settore fragola, svetta la Cina (3,8 milioni di tonnellate), l’Italia è al 14° posto. La Russia è al primo posto per il lampone (150 chilotonnellate), l’Italia è al 22° posto. Per il mirtillo maggiori produttori sono gli Stati Uniti (240 chilotonnellate), l’Italia è al 14° posto.

I paesi europei maggiori esportatori sono la Spagna, la Grecia e la Turchia, questi due verso il mercato russo.
Di conseguenza, anche il settore vivaistico è in forte espansione, in ItaliaGermaniaOlanda e Spagna soprattutto. In Europa 50mila ettari sono ora piantati per la sola fragola e grossi investimenti sono in corso in  in SpagnaItaliaFrancaOlandaPoloniaGrecia e Turchia.

Stante la situazione di pressoché incontrollata crescita della produzione di piccoli frutti, il professore Bruno Mezzetti ha indicato alcuni settori di intervento come prioritari: coltivazione integrata ovunque come obiettivo minimo, interventi nel rinnovamento genetico anche per lampone e mirtillomeccanizzazione della raccolta ove è possibile, puntare a varietà che garantiscano qualitàsalubrità e valori nutrizionali alti, tenendo conto che esistono ormai soluzioni per la difesa della pianta a basso impatto ambientale.

Il futuro non è più quello di una volta“, ha assicurato con un pizzico di ironia il professore Daniele Fornari, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. E’ direttore del Centro di ricerche su Retaling & trade marketing. Al centro del suo intervento, le nuove dimensioni dei consumi, precisando in apertura che negli ultimi anni è iniziata un’epoca di grande e diffusa complessità, le situazioni di imprevedibilità, di incertezza e di rischio sono sempre più la nuova normalità dei settori e dei mercati; definendo la situazione attuale come “caotica“. Ha fornito valutazioni ricavate da ricerche empiriche effettuate dall’Università assieme a gruppi industriali del settore alimentare.

In calo l’andamento delle vendite agroalimentari, sia a valore che a volume. Dal quasi 8 per cento delle prime e 6,6 delle seconde nel decennio 1990-2000 allo 0,2-0,3 del 2008-2018 al 0,4-1,1 dei primi quattro mesi del 2019. Pesa il decremento delle nascite, pesano i cambiamenti degli orientamenti, dei modi di pensare, valutare e scegliere verificatisi nelle generazioni. Ciò produce effetti di vario tipo, cui si aggiungono la maturità di certi mercati e il declino di altri, come la calante efficacia del lancio dei nuovi prodotti.

Nuovi modelli di consumo

La performance registrata nelle vendite dei frutti di bosco è invece costantemente crescente. Passata dalla vendita a volumi del 24,3 per cento nel 2015 al 26,2 per cento del 2018 nonostante il perdurare della pesante crisi economica italiana.
nuovi modelli di consumo sono sempre più improntati a razionalità e sempre meno impulsivi, sono emancipatiinformati, godono di socializzazione tra consumatori e mirati al benessere sostenibile. I nuovi stili di consumo privilegiano il benessere nel senso pieno della parola e legato alla natura. I momenti di consumo sono variati e la spesa alimentare è diminuita, si tende a mangiare meno e meglio. Crescono i mondi del fuori pasto-snacking e variata è la domanda di valore ovvero la combinazione di benefici che i prodotti, le marche e i punti vendita sono in grado di offrire e comunicare ai consumatori. In tali cambiamenti lo spazio che s’è creato per il consumo dei piccoli frutti è crescente.
I valori di consumo misurati dei piccoli frutti riguardano le informazionifornite sulle confezioni, i contenuti di proprietà benefiche, il fatto di essere associati a concetti di natura, la loro crescente presenza e la comodità del loro consumo, la loro sostenibilità. Anche le imprese del settore piccoli frutti, ha sottolineato il professore, devono essere oggi improntate a valori manageriali efficaci e attuali: visione, gioco di squadra, pensiero giovane, problem solving e… coraggio.

Fonte: Sant’Orsola

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Veronafiere lancia una nuova rassegna dedicata al mondo del biologico: B/Open

Veronafiere lancia una nuova rassegna dedicata al mondo del biologico: B/Open . La prima edizione è in programma da mercoledì 1 a venerdì 3 aprile 2020.

Veronafiere ha lanciato una nuova start up. Si chiama B/Open, una rassegna dedicata al mondo del biologico, declinato in tutti i suoi aspetti, dalla cura della persona all’alimentazione.
B/Open si rivolge esclusivamente ai produttori, ai trasformatori ed agli operatori professionali della grande distribuzione organizzata, della distribuzione organizzata, del retail, del canale ho.re.ca., dei negozi specializzati ed delle erboristerie, profumerie, farmacie e parafarmacie.

È un evento che guarda dal lato espositivo a tutta l’area produttrice del mediterraneo e a quella del Nord Europa per il segmento vendita e consumo – ha dichiarato il direttore commerciale di Veronafiere Flavio Innocenzi – Punta, attraverso i contenuti, ad offrire opportunità di business agli operatori professionali in un settore in continua crescita e costante evoluzione, che nel mondo genera un fatturato di 92 miliardi di euro. In questo scenario, l’Italia è fra i principali produttori con circa 2 milioni di ettari coltivati a biologico, cresciuti fra il 2017 e il 2018 del 6,5%, e occupa il secondo posto in Europa.

B/Open è già patrocinata in questa fase di start up da Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica)
Il padiglione Bio foods proporrà il settore dell’agroalimentare biologico certificato, mentre il padiglione Natural self-care sarà il salone dei prodotti biologici e naturali per la salute, la cura e il benessere del corpo. Saranno dunque presenti prodotti nutraceutici, dietetici, integratori, pet food, servizi, packaging ecologici, ingredientistica per prodotti bio, ma anche prodotti per il benessere, la bellezza e la cura della persona, cosmesi, trattamenti naturali, piante officinali e derivati, prodotti per la salute e la cura della persona e servizi.

B/Open si propone come la prima fiera in Italia esclusivamente b2b, rivolta agli operatori professionali italiani e stranieri del food certificato biologico e del natural self-care. Dalle materie prime al prodotto finito al packaging, la nuova manifestazione di Veronafiere presenta tutta la filiera, frutto di un’’analisi di tendenze ed esigenze di un consumatore sempre più attento e consapevole, e un’accurata selezione delle aziende espositrici studiata sulle esigenze dei compratori professionali.
Il format, infine, sarà interattivo, con numerosi momenti di networking e formazione, esclusivamente dedicati a produttori, trasformatori e operatori professionali.

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La GDO italiana incontra i migliori fornitori di ortofrutta al Fresh Retailer

A Milano, giovedì 26 settembre 2019 si terrà la Conferenza, a cadenza biennale, Fresh Retailer

Il tema della conferenza e la missione dell’evento Fresh Retailer è il miglioramento dei rapporti di filiera e delle performance del reparto ortofrutta, per dare agli italiani una più appagante esperienza di acquisto e consumo. Con la prospettiva di far crescere l’evento e di dare ancora più suggestioni e stimoli a quanti vi parteciperanno, sia dal lato fornitori che da quello distributori, la conferenza di Fresh Retailer 2019 si svilupperà in tre sessioni e vedrà per la prima volta il coinvolgimento di Retail Institute Italy, associazione che opera nel marketing per il retail e che conta tra i suoi soci anche gruppi della distribuzione moderna. Si conferma peraltro la collaborazione con SG Marketing, società specializzata in food strategy con oltre 20 anni di esperienza nella valorizzazione dei freschissimi.

La prima sessione, organizzata da Retail Institute Italy, si svolgerà alla mattina (11.30 – 12.45) e darà una prospettiva internazionale, analizzando alcune case history di Nord America, Asia ed Europa, di particolare interesse per il mercato italiano. La seconda sessione, organizzata dalla testata di settore Fm, si svolgerà nel primo pomeriggio (14.00 – 15.15) e approfondirà alcuni trend che stanno coinvolgendo la filiera ortofrutticola. La terza sessione, organizzata da SG Marketing, si svolgerà nel pomeriggio (16.00 17.15) e presenterà un’indagine esclusiva sul rapporto fornitori – distribuzione moderna che sarà poi commentata da alcuni rappresentanti della GDO.

Accedi per tenerti aggiornato e iscriverti all’evento ….. 

 

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Arancia rossa di Sicilia Igp: Commissione la lavoro per modificare il disciplinare di produzione

Lavori in corso per modificare il disciplinare di produzione dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp. Lo scorso 15 maggio si è riunita infatti la prima commissione Tecnico Scientifica che dovrà mettere a punto le proposte per il nuovo disciplinare con l’obiettivo di aggiornare e valorizzare ancora di più l’agrume che si fregia del bollino Ue. “Siamo agli inizi – spiega Cinzia Oliveri, componente del CdA del Consorzio di tutela – e stiamo valutando nel dettaglio quelle che potrebbe essere le variazioni al disciplinare per avviare l’iter di modifica. Abbiamo in programma di intervenire sull’articolo 2 aggiornando i cloni delle tre varietà di Arancia Rossa Igp, ossia Tarocco, Sanguinello e Moro: alcuni di questi dovrebbe essere esclusi perché obsoleti, mentre ne saranno inseriti di nuovi che sono stati sperimentati con buoni risultati negli ultimi anni perchè hanno evidenziato una buona pigmentazione, ossia un’elevato livello di antocianine”.

Sempre in questo ambito si potrebbe inoltre rendere più veloce l’iter dell’operazione di aggiornamento dei cloni, in modo da evitare, di dover incassare nuovamente il via libera a livello regionale, nazionale e poi comunitario, nel caso ci fosse in futuro, una nuova necessità in questo senso.

Un’altra modifica, più sostanziale, come riferisce sempre la componente del CdA del Consorzio di tutela, potrebbe riguardare l’aggiornamento degli areali di produzione (articolo 3). Esistono infatti delle zone che potrebbero essere escluse dalla coltivazione dell’Arancia Rossa Igp perché negli anni la produzione è stata abbandonata.

ono onorato di presiedere questo Tavolo – ha detto Giovanni Selvaggi, presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia Igp – che cambierà, in ottima coesione interna ed esterna, il disciplinare di produzione dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp. Ho davanti a me i massimi esperti del nostro settore, che conoscono le difficoltà dei produttori e i loro sforzi e allo stesso tempo sanno quanto è necessario adeguarsi alle richieste del mercato. Il nuovo disciplinare sarà traino per il territorio e conoscenza della qualità uniche del nostro prodotto.”

La commissione è composta, oltre che da Oliveri, anche da Corrado Vigo, presidente degli Agronomi e dei Forestali della Provincia di Catania, da Paolo Rapisarda, direttore del Centro di Ricerca per l’Agrumicultura e le Colture Mediterranee di Acireale, da Alessandra Gentile, Stefano La Malfa e Alberto Continella del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, da Antonino Catara del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia.

Fonte: Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP

 

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Arancia Rossa di Sicilia IGP: buoni i risultati della campagna agrumicola 18/19

Campagna agrumicola soddisfacente per il Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP. Bilancio in attivo, un importante accordo con Coca Cola e i suoi imbottigliatori, il consolidamento di importanti collaborazioni con aziende italiane del settore della trasformazione dell’arancia fresca in succo quali Ortoromi, Lurisia, Polara, Tomarchio e ancora l’avvio di importanti iniziative per l’export e per tutelare genuinità e tracciabilità del prodotto.

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The Rome Table – Fresh World B2B Meetings. Roma 7-8 novembre 2019

‘The Rome Table’ non è un congresso e tantomeno una fiera: è un B2B internazionale a numero chiuso, agile, efficace al fine di incrementare le vendite all’estero ed economico, unico in Italia. Trenta buyer stranieri di 20 Paesi, selezionati e qualificati, e 120 aziende italiane della produzione e del commercio dell’ortofrutta siedono attorno a un tavolo per una reciproca conoscenza e stabilire accordi di comune interesse. Ogni incontro è programmato in anticipo e dura 20 minuti. Gli incontri si susseguono per due giorni. Ogni azienda italiana può avere da 10 fino a 20 incontri programmati, da essa stessa prescelti attraverso l’elenco dei buyer fornito in anticipo dall’organizzazione. Nei momenti comuni, le aziende italiane aderenti possono incontrare anche i buyer con i quali non hanno prefissato un incontro. L’evento ha cadenza annuale. Alle aziende italiane che lo necessitano è fornito supporto linguistico.

The Rome Table 2019 si svolge giovedì 7 e venerdì 8 novembre a Roma.

Gli incontri business inizieranno alle 10 del mattino del 7 novembre e proseguiranno fino alle 18.20. Riprenderanno alle 10 dell’ 8 novembre per concludersi entro le ore 18:20. Sono adibite all’evento due ampie sale allestite, una destinata agli incontri business, in cui ogni buyer ha il suo tavolo, con totem identificativo, l’altra, connessa alla prima, destinata a tutti i servizi di supporto. Nella sala di servizio viene allestita una coffee station permanente. Alle ore 13 di giovedì 7 e di venerdì 8 è offerto nella stessa sala un light lunch. L’adesione all’evento delle aziende italiane ha un costo di euro 1.000+Iva, che scende a 900 se l’azienda è iscritta a una delle organizzazioni partner. Su richiesta, le aziende possono richiedere di presentare, in un apposito espositore standard collocato lungo le pareti della sala di servizio, i propri prodotti. L’esposizione ha un costo di euro 600+Iva.

Profilo dei buyer

È prevista la presenza di 30 buyer. I Paesi europei di provenienza dei buyer sono: Austria, Belgio,  Croazia, Francia, Germania, Polonia, Romania, Serbia, Spagna, Svezia, Svizzera, UK,  Ucraina, Ungheria. I Paesi extra-UE che saranno rappresentati a Roma sono: Arabia Saudita, Brasile, Canada, Emirati Arabi, Kenya, Indonesia (India). Sono presenti tutte e tre le principali tipologie di buyer: category manager di catene della distribuzione organizzata, importatori con magazzino, agenzie di import-export.

Per saperne di più

Scarica il programma Brochure-The-Rome-Table-2019

 

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La filiera agroalimentare si muove e cambia pelle: circolarità, prossimità e packaging degli alimenti

Osservatorio Food Sustainability
4 Giugno | 9.30 – 13.00 |
Aula Magna Carassa e Dadda – Edificio BL28, via Lambruschini 4, Campus Bovisa – Milano

Il Convegno dell’Osservatorio Food Sustainability 2018-19 indaga le soluzioni innovative orientate alla sostenibilità di cui si fanno promotrici le startup agri-food. Approfondisce le pratiche di prevenzione e gestione delle eccedenze alimentari in un’ottica di circolarità del cibo. Propone inoltre una nuova definizione di food packaging, che mette in luce le diverse dimensioni di sostenibilità su cui possono agire gli imballaggi e i trade-off tra di esse. Infine, illustra modelli alternativi di filiera “corta”, ovvero che riducono la distanza geografica, relazionale e/o informativa tra produttore e consumatore.

La partecipazione al Convegno è gratuita.

Tutti gli abbonati al sito Osservatori.net potranno seguire il Convegno in diretta Web.

ISCRIVITI AL CONVEGNO

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Assemblea Origin Italia: maggiore attenzione ai prodotti Dop e Igp

A Caserta nella sede del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP si è svolta ieri, 29 maggio, la 13ma assemblea dei soci di Origin Italia (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche) (su Informacibo) che ha discusso del ruolo centrale del territorio e l’importanza della sua promozione attraverso il patrimonio agroalimentare delle DOP e delle IGP. All’incontro ha preso parte Gian Marco Centinaio, Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo.


Un ruolo più forte e deciso per il nostro Paese nel dibattito comunitario sulla tutela, la Pac e l’etichettatura, affinché al settore delle Ig – un patrimonio di 299 Dop, Igp, Stg italiane, rappresentative di un valore alla produzione di 6,96 miliardi euro (+3,3 %), che raggiunge i 14,7 miliardi al consumo e con un export di 3,5 miliardi di Euro, risultando al primo posto a livello Ue – possa essere permesso di consolidare la crescita a vantaggio di tutto il sistema agricolo nazionale. Questo è l’auspicio che si leva dalla 13esima Assemblea dei Soci diOrigin Italia, tenutasi ieri a Caserta, a cui ha preso parte Gian Marco Centinaio, ministro per le Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo.
 
“Il nostro Paese può vantare uno straordinario patrimonio di prodotti agroalimentari – ha affermato il Ministro Gian Marco Centinaio. Le specialità Dop e Igp rappresentano uno strumento di tutela delle eccellenze italiane e delle produzioni realmente legate al territorio. Si tratta di due elementi chiave per lo sviluppo di un’economia locale che sia anche in grado di attrarre turismo. Occorre avere un’idea precisa di sviluppo del territorio in connessione con quelle che sono le sue tipicità. Dobbiamo perseguire questa direzione con ogni forza a nostra disposizione. Promuovere, innovare, tutelare. Unire i prodotti agroalimentari al turismo. Celebrare il made in Italy nel mondo per tenere testa ai nostri maggiori competitori europei”.
 
Un incontro, moderato da Mauro Rosati, direttore Fondazione Qualivita, durante il quale – dopo i saluti di Domenico Raimondo, presidente del Consorzio Mozzarella di Bufala Campana Dop e di Nicola Cesare Baldrighi, presidente Origin Italia – sono stati trattati molti temi, da quello di attualità “Dop e Igp, turismo, territorio: patrimonio comune” all’incontro sulla normativa, vigilanza e food blockchain, all’importanza dell’organizzazione delle filiere fino all’opinione dei legislatori. 
 
“La tutela dei prodotti Dop e Igp è essenziale per diffondere una maggiore difesa dei nostri marchi di qualità da contraffazioni e imitazioni – ha continuato il Ministro Gian Marco Centinaio. A tal proposito il nostro Paese si è fatto capofila di una richiesta per un’etichettatura dei prodotti in cui la provenienza sia in grande evidenza. I Consorzi di tutela si stanno avvicinando sempre di più alle nuove frontiere dell’innovazione tecnologica. Sono dell’idea che la blockchain debba essere unica e condivisa a livello nazionale. Per questo – ha annunciato il Ministro – a breve ci sarà un tavolo interministeriale su questo tema che riguarda il futuro delle aziende italiane”.
 
Quella tenutasi ieri è un’Assemblea particolarmente importante perché è la prima da quando Aicig si è unita ad Afidop ed Isit andando a costituire Origin Italia. “Dalla recente consultazione elettorale europea – ha premesso il presidente di Origin Italia Nicola Cesare Baldrighi – è emerso un quadro di riferimento che potrebbe cambiare l’approccio dell’Unione a tematiche per noi particolarmente importanti, come la Pac. Guardiamo pertanto con particolare attenzione alla definizione dei nuovi organismi comunitari ma nel frattempo portiamo avanti le nostre battaglie in termini di tutela ed etichettatura. Il costante incremento del peso economico e reputazionale delle Ig italiane – ha aggiunto – ci impegna oggi più che mai ad un costante adeguamento e miglioramento delle attività dei Consorzi italiani anche sul piano normativo; in particolare sulla fattiva rappresentanza di tutta la filiera, lo sviluppo dei Consorzi stessi e la food blockchain. Sempre più determinante sarà, nel prossimo futuro, il ruolo e l’autorevolezza degli organismi di certificazione, che potranno essere chiamati a garantire, oltre alle I.G. stesse, elementi quali la sostenibilità ambientale, il benessere animale, il rispetto sociale ed economico, elementi intimamente connessi alle nostre produzioni che hanno la necessità di essere messi in evidenza”.
 
Tra i temi considerati di assoluta importanza dal Presidente di Origin Italia, anche l’impegno per la reale applicazione dell’intesa ministeriale affinché ci sia una chiara distinzione sugli scaffali dei prodotti Dop e Igp, con l’obbligo di indicarli sia in etichetta che sui menù, considerando il sempre maggior rilievo assunto dai consumi fuori casa.
 
In tale contesto, emerge quanto l’interesse per le Ig sia un fatto acquisito sotto diversi aspetti e soprattutto a livello internazionale. Non solo a livello politico e legale, prevedendo norme di tutela sempre più sicure, come dimostrano le sentenze della Corte europea di giustizia sulla evocazione delle denominazioni tutelate. Ma anche, e soprattutto, a livello economico. Infatti, sono 1427 le Indicazioni Geografiche diffuse in tutti i Paesi Ue – ad esclusione di Estonia e Malta – e di queste 1427, oltre il 20% sono rappresentate da Ig italiane, che coinvolgono filiere intere di produzione, partenti da quelle imprese che forniscono le materie prime, fino a quelle che le trasformano e commercializzano. Ciò è un parametro importante per valutare quanto impattante sia anche a livello occupazionale nel sistema Paese.

Fonte: Ufficio stampa Origin Italia 
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Rassegna stampa evento informativo Ortofrutta 2030 su rischio agricolo e ruolo banche e assicurazioni

Danni alle colture, si parla con banche e assicurazioni – Italiafruit News

Evento Ortocal, cam…icoltura, il ruolo delle assicurazioni

l’evento promosso dalla O.P. Ortocal

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L’arancia bionda di Fondi diventa una birra, martedì 28 maggio la presentazione

“Martedì 28 maggio 2019, alle ore 19,00 nel Castello Caetani di Fondi, si terrà l’evento-presentazione: “L’arancia bionda della Piana di Fondi diventa birra”.

Un excursus attraverso i luoghi ed i territori dove l’arancio per decenni ha rappresentato prosperità.

Le arance bionde della Piana di Fondi sono state affidate nelle mani di un giovane talento del mondo brassicolo fiammingo, affinché ne ricavasse la preziosa essenza indispensabile a creare una birra dove l’ingrediente principale è proprio l’arancia bionda della Piana di Fondi.È un esempio di come oggi in un mondo globalizzato si possa ancora recuperare il senso del passato e proiettarlo verso il futuro attraverso iniziative adatte a suscitare nelle nuove generazioni, attrazione, fascino e interesse per il territorio rappresentato dalla Piana di Fondi e la sua cultura.

Interverranno all’evento: Salvatore De Meo, Sindaco di Fondi; Gaetano Orticelli Presidente Pro Loco Fondi; Giulia Rita Eugenia Forte, Archivio storico della memoria del ‘900 Città di Fondi; Paola De Luca, esperta in sviluppo territoriale ed economia della cultura; Antonio Rosati, Presidente Arsial Regione Lazio; Lino Conti, Coldiretti Fondi; Bert Van Hecke, mastro birraio Bom Brewery; modera Simone Di Biasio.

La serata è organizzata dall’Associazione Pro Loco Fondi in collaborazione con: TerraMater, Torpedino, Cuzziol Spa, Bon Brewery. Partners dell’evento: UnionBirrai, BrassiFondi, Idroluppolo Fondi, Zytho Project, Associazione Ristoratori di Fondi.

Al termine della presentazione, aperta alla partecipazione di tutti, si procederà alla degustazione della birra all’arancia bionda, accompagnata da alcuni piatti della tradizione del territorio fondano.”

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IFruit: App calabrese di Fruit Delivery

 

Sarà lanciata a inizio giugno iFruit, iniziativa pensata dalla famiglia Gigliotti – che gestisce l’omonima società insediata al Mercato all’ingrosso di Catanzaro.

#iFruit  Pensata da 4 fratelli calabresi, nasce con l’intento di portare #innovazione nel mondo dell’ortofrutta e fornire un servizio eccellente. Un’applicazione ad hoc supporterà il progetto, focalizzato su frutta e verdura fresca e di stagione, ma anche su prodotti tropicali. L’app sarà disponibile su Google Play e su Apple a partire dal #9Giugno.

accedi per saperne di più 

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Convenzione ICE/Regione Calabria – Formazione integrata per le imprese

ICE – Agenzia realizza un piano di formazione integrata per le imprese calabresi volto a favorire processi di internazionalizzazione più strutturati ed efficaci .
Il Piano è finanziato dalla Regione Calabria sulla base degli indirizzi strategici per la promozione internazionale del sistema regionale 2017/2020.
È prevista la realizzazione di due percorsi formativi: Export PASSport e Digital Export Academy.

Il termine di iscrizione per il Modulo 1 – Il Marketing Strategico – è il 09 giugno 2019


 EXPORT PASSport

Il percorso formativo rivolto a PMI, Consorzi, reti d’impresa e start-up volto ad implementare le competenze tecnico manageriali per affrontare con successo i mercati esteri.

Il percorso è articolato nelle seguenti 4 fasi:

Fase 1 –  AUDIT
Fase preliminare obbligatoria per l’accesso alla formazione.

A tutte le aziende iscritte al percorso formativo sarà proposta una attività svolta dai consulenti della Faculty ICE al fine di evidenziare i punti di forza e le specifiche criticità aziendali, sulle quali poi lavorare durante i successivi step del progetto. Attraverso l’audit sarà individuato anche il paese target di riferimento per ciascuna azienda.

Fase 2 – FORMAZIONE
Sarà articolata in due Moduli:

Modulo 1 – Marketing Strategico: 5 giornate formative, a cadenza settimanale durante le quali le aziende acquisiranno competenze utili ad individuare il mercato potenzialmente più adatto al proprio prodotto, a costruire e promuovere un brand, ad individuare canali di entrata e di distribuzione, a gestire correttamente i social media aziendali e a redigere un export business plan.

Modulo 2 – Tecniche del commercio estero: 6 giornate formative a cadenza settimanale durante le quali le aziende acquisiranno un’impostazione metodologica e operativa per operare con successo sui mercati esteri. In particolare saranno affrontati temi riguardanti: la redazione di un contratto, trasporti e dogane, la difesa del marchio e della proprietà intellettuale, il sistema dei pagamenti internazionali e la gestione del rischio credito nelle operazioni con partner stranieri e l’impatto fiscale nelle operazioni di internazionalizzazione.

Fase 3 – COACHING AZIENDALE

Le aziende, dopo ciascun modulo formativo potranno usufruire di un periodo di affiancamento personalizzato di 15 ore (3 incontri in presenza + consulenza a distanza) nell’arco di circa 3 mesi.
Il Consulente della Faculty ICE (coach), in accordo con l’imprenditore e in linea con quanto emerso durante l’audit, focalizzerà la sua assistenza su un’area specifica tra quelle affrontate durante la formazione in aula. Partecipando a questa fase, ciascuna impresa usufruirà di un aiuto di Stato De minimis, erogato nella forma di intervento formativo specialistico e personalizzato del valore di € 1.650,00 (+ IVA)

Fase 4 – SERVIZIO DI ASSISTENZA DELLA RETE ESTERA
Riservato a 35 aziende che abbiano preso parte almeno al 70% dell’intero percorso formativo (modulo 1 e modulo 2).

La selezione delle 35 aziende sarà effettuata da una Commissione costituita dalla Regione Calabria e da esperti della Faculty ICE.
Le aziende avranno la possibilità di usufruire di un servizio selezionato dall’ufficio ICE del mercato individuato, tra quelli di seguito elencati:

  • Ricerca clienti e partner esteri – individuazione di clienti/partner esteri potenzialmente interessati a stabilire contatti d’affari con l’azienda italiana;
  • Organizzazione di incontri di affari – organizzazione di incontri bilaterali, con partner economici o operatori selezionati.
    Partecipando a questa fase, ciascuna impresa usufruirà di un aiuto di Stato De minimis, erogato nella forma di intervento formativo specialistico e personalizzato del valore di € 1.200,00 (+ IVA).

Il servizio sarà erogato dalla Rete Estera a titolo gratuito.


 Digital Export Academy

Il percorso formativo rivolto a PMI, Consorzi, reti d’impresa e start-up volto a rafforzare, approfondire e sviluppare le competenze digitali nel processo di internazionalizzazione.
Il percorso prevede la realizzazione di quattro moduli formativi sulle seguenti tematiche:

1° Modulo – La valorizzazione del Made in Italy attraverso i canali digitali

2° Modulo – Il Web Site come strumento per acquisire contatti commerciali

3° Modulo – L’avvio e la gestione di un canale e-commerce

4° Modulo – I Social Media per la promozione commerciale


Luogo e data di svolgimento

 EXPORT PASSport

Il percorso EXPORT PASSport si svolgerà a Catanzaro, presso la Cittadella Regionale, Viale Europa 88100.

Il programma si svolgerà come segue

MODULO 1 – Marketing Strategico

 Orientamento ai mercati esteri  19 giugno 2019
 Canali di entrata e distribuzionee valorizzazione del Brand  26 giugno 2019
 Il marketing digitale  03 luglio 2019
 Tecniche di negoziazione  10 luglio 2019
 Business Plan  17 luglio 2019

MODULO 2 – Tecniche del commercio estero

Il modulo sarà avviato a partire dal mese di settembre, la relativa circolare informativa sarà disponibile a partire dal mese di luglio 2019.


 Digital Export Academy

Il percorso formativo “Digital Export Academy” sarà avviato a partire dal mese di gennaio 2020.

Costo del corso

La partecipazione è gratuita.

Modalità di iscrizione

 EXPORT PASSport

Per partecipare a Export PASSport, vi preghiamo di compilare on line il modulo di adesione cliccando QUI

Il termine di iscrizione per il Modulo 1 – Il Marketing Strategico – è il 09 giugno 2019

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Business forum Italia-Argentina

ICE–Agenzia, l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires – in collaborazione con il Ministero de la Producciòn argentino – organizzano la partecipazione italiana al “Forum economico bilaterale Italia-Argentina per le PMI e start up innovative” che si terrà a Buenos Aires il 13 e 14 giugno 2019.

 
L’Argentina rappresenta un importante mercato emergente con ben 24 Province, ognuna con proprie eccellenze ed opportunità economiche. È quindi un’occasione particolarmente favorevole per le imprese italiane, sia in termini di possibilità commerciali sia per attività “trasversali” quali il trasferimento di tecnologie, know-how, costituzione di joint venture ed altre forme di matching imprenditoriale.Perché partecipare

In occasione dell’iniziativa saranno presentati incentivi e programmi da parte delle massime Autorità del Paese e dai vertici di associazioni industriali ed imprenditoriali locali. 

Settori focus:

Meccanica: Le principali joint venture sono presenti soprattutto nei settori della componentistica ed assemblaggio.Un settore molto importante per la complementarietà con aziende italiane è quello delle macchine agricole in Argentina, che raggruppa oltre 850 imprese con un export superiore al 20% della produzione nazionale.

Agroindustria: il settore agroindustriale – con un’agricoltura con colture estensive – contribuisce al 30% del PIL del Paese;

Opportunità economiche per le aziende italiane: Meccanica – fornitura di beni intermedi e finali destinati alle diverse filiere produttive della meccanica ed impiantistica locale.

Energie rinnovabili: opportunità economiche nel settore delle rinnovabili (impianti di biogas e bio combustibili) sul piano della subfornitura, impiantistica e materiali ad alta tecnologia.

Di particolare rilievo i settori per le startup innovative al fine di favorire una piattaforma di integrazione tra aziende dell’America Latina e quelle italiane, in settori quali: Industria creativa, Robotica industriale, Fintech (Tecnologie applicata alla finanza) Life science (Tecnologie applicate al settore salute).

Cluster e centri tecnologici: In Argentina sono previsti dei piani di sviluppo per le PMI orientati alla valorizzazione di alcuni settori tecnologici: Agroindustria, Meccanica Agricola, Software, Cuoio.

Audiovisivo: Ci sono diversi accordi di co-produzione in corso tra le industrie italiane ed argentine del settore. Da sempre, i film italiani hanno riscosso enormi consensi tra il pubblico argentino e rilevanti sono le prospettive di ampliamento del mercato settoriale, oltre alle nuove opportunità di collaborazione e formazione nel “fare cinema”.

La partecipazione alla missione è gratuita.

L’iscrizione deve avvenire entro e non oltre il 31 maggio 2019.

Accedi per saperne di più e per iscriversi 

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Glifosato, la svolta di Coop: stop all’erbicida nell’ortofrutta

La Coop elimina il glifosato dai prodotti ortofrutticoli a proprio marchio. Il leader della Grande distribuzione annuncia la svolta in occasione del MacFrut a Rimini dove è stato presentato un dossier “Pesticidi: stato dell’arte, valutazione dei rischi, uso razionale e riduzione in agricoltura”. Oltre al glifosato, l’erbicida più usato al mondo, sospetto cancerogeno per la Iarc, la Coop ha deciso di mettere al bando da frutta e verdura anche terbutilazinas-metolaclorbentazone. Spiega Marco Pedroni, presidente di Coop Italia: “Abbiamo deciso di attivare quel principio di precauzione che ci ha fatto dire di No in altri casi controversi: agli Ogm, all’olio di palma, all’uso diffuso o sistematico di antibiotici negli allevamenti. In questo modo pensiamo di fare gli interessi sia dei consumatori che dell’ambiente, ovvero esattamente ciò che una cooperativa di consumatori deve fare”.

Si comincia dalle ciliegie

La decisione della Coop di eliminare le 4 molecole (che si aggiungono alle 10 già bandite da tempo: clormequat, etossichina, difenilammina, benomil   carbendazin, vinclorzolin, procimidone, pirimicarb, metomil, forclorfenuton e imidacloprid) è stata anticipata da una lettera indirizzata agli inizi di febbraio ai 116 fornitori di ortofrutta a marchio Coop, i quali ricorreranno a modalità di gestione alternative. “Saranno possibili poche e temporanee eccezioni in casi di oggettiva difficoltà – spiega in una nota il leader della Gdo – che i fornitori dovranno comunque concordare con Coop”.

“I primi frutti liberi dai 4 pesticidi ad arrivare nei reparti dei 1.100 punti vendita Coop saranno le ciliegieseguite a breve distanza da meloniuva e clementine per un totale di 15 colture nel corso del 2019; nei successivi tre anni queste pratiche verranno estese a tutte le famiglie dei prodotti ortofrutticoli a marchio Coop per un volume complessivo di oltre 100.000 tonnellate di prodotti coinvolti (a valore circa 325 milioni di euro. Queste azioni sono parte integrante dell’impegno di Coop a tutela dell’ambiente in cui viviamo, con ricadute positive sulla qualità del prodotto e sulla sicurezza alimentare”.

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L’ortofrutta italiana in cerca di nuovi mercati: CSO Italy lancia un appello alle istituzioni

CSO Italy, con la chiarezza dei numeri, presenta un quadro definito sulla situazione dei principali prodotti ortofrutticoli del made in Italy: al Convegno, organizzato a Macfrut, cui hanno preso parte le principali istituzioni e organizzazioni del settore, si è tracciata una linea netta tra ciò che era la produzione italiana fino al 2018 e quello che sarà nei prossimi anni se non si trovano immediatamente soluzioni per sbloccare la situazione di stallo relativa all’apertura dei nuovi mercati.

Tutti i paesi produttori cercano di aumentare le quote sul mercato europeo, soprattutto dopo l’embargo russo, ma non solo – dichiara Elisa MacchiDirettore di CSO Italy – Belgio ed Olanda, ad esempio nel 2000 producevano 320.000 tonnellate di pere ed oggi ne producono oltre 700.000, gli stessi quantitativi dell’Italia, esportati negli stessi mercati. La Polonia ha duplicato le produzione di mele nel giro di pochi anni. Per il kiwi siamo di fronte ad un potenziale produttivo italiano, a pieno regime, di 600.000 tonnellate e destinato a crescere ma molti paesi produttori stanno aumentando l’offerta sul mercato interno, in particolare Grecia e Nuova Zelanda. Sul fronte degli agrumi e dell’uva da tavola, produzioni già in forte riduzione, l’Italia sente la forte concorrenza della Spagna – conclude Macchi.

Di fronte a questa situazione l’appello del Presidente di CSO Italy Paolo Bruni è chiaro ed incisivo: “Siamo ad un punto di svolta, in questo momento abbiamo l’evidenza di una contrazione importante dell’export italiano ma soprattutto stiamo subendo la forte pressione dei nostri principali concorrenti sul mercato interno.

È chiaro che servono nuovi sbocchi, altrimenti non si riuscirà a garantire competitività al nostro prodotto.

L’Italia – conclude Bruni – ha delle carte da giocare: il valore della sua produzione è riconosciuta e siamo i primi al mondo per salubrità ma, senza sbocchi in nuovi mercati, non possiamo crescere. In questo momento servono, più che mai le sinergie con le istituzioni per sbloccare i dossier pronti e come CSO Italy siamo sempre stati da oltre 10 anni siamo sempre stati impegnati tecnicamente sulle barriere fitosanitarie a supporto delle imprese e delle Istituzioni.

Per le pere ha preso la parola Marco Salvi – Presidente di Fruitimprese e grande produttore europeo “Il dossier clou relativo alle pere è quello verso la CINA. La Cina ha più volte ribadito che vuole trattare un solo prodotto per volta e con ogni singolo stato membro dell’UE. È pertanto fondamentale – sottolinea Marco Salvi- accelerare le trattative tra Stato Italiano e Cina per sbloccare la situazione. Per le pere – conclude Salvi – stiamo lavorando anche su altri importanti mercati, ma dobbiamo fare in fretta perché i nostri competitor sono già arrivati e ci erodono importanti quote di mercato”

Sul tema degli scambi commerciali interviene il Coordinatore Ortofrutta di Alleanza Cooperative Agroalimentari, Davide Vernocchi, ponendo in particolare l’attenzione sull’annosa questione dell’export del kiwi in Giappone per il quale, nonostante l’incessante lavoro che dura ormai da anni, non c’è ancora l’atteso via libera per le aziende italiane. Proprio oggi, in concomitanza con il nostro incontro – dichiara Vernocchi – inizia ufficialmente la missione di Alto Livello guidata dal Commissario Europeo all’Agricoltura Hogan a Tokyo che si concluderà il 10 maggio. Anche Alleanza Cooperative partecipa alla missione e discuterà delle problematiche legate all’impossibilità si esportare ortofrutta fresca nel corso degli incontri sia con il commissario Hogan che con il Ministro Gianmarco Centinaio, atteso anche lui in Giappone per una visita ufficiale in programma il 10 maggio, nel corso della quale si occuperà anche del dossier kiwi. Il nostro auspicio è che la doppia missione del Commissario e del Ministro aiutino ad accelerare i tempi-.

Sulle mele è intervenuto alla tavola rotonda del Convegno organizzato da CSO Italy, Alessandro Dalpiaz – Direttore di Assomela. “Sono molteplici – dichiara Dal Piaz – le trattative per autorizzare l’accesso delle nostre mele sui mercati terzi e faccio solo alcuni esempi esplicativi di come nonostante il grande impegno poi tutto si blocchi senza una reale motivazione. Abbiamo ben 2 dossier che attendono solo la firma: Taiwan e Vietnam, dove sono già presenti i nostri competitor francesi e polacchi. Fondamentale poi aprire il mercato cinese – dopo le pere- e accelerare l’apertura di Messico e Tailandia.

Per gli agrumi ha preso la parola Salvo Laudani Direttore Marketing di Oranfrizer – la produzione agrumicola è in fase di rinnovamento, per le conseguenze legate ai danni provocati dal virus della Tristeza. Oggi chi ha riconvertito ha la strada spianata e dispone di agrumi, soprattutto di nuove cultivar di arance rosse ( ma non solo) di eccellenza. Una riflessione sull’Europa: deve continuare ad occuparsi prevalentemente di importazioni oppure iniziare ad occuparsi anche di esportazioni? Deve gestire i rapporti internazionali con criteri di reciprocità o deve solo essere custode del libero mercato interno? E’ necessario dare un segnale di cambiamento al Parlamento Europeo.

Per l’uva da tavola ha preso la parola Andrea Badursi, Vice Presidente di Italia Ortofrutta che ha rimarcato l’attenzione principale rivolta ai mercati del Sud Est Asiatico e nello specifico la Cina dove c’è una crescente domanda dei consumatori cinesi per le sue qualità, dove però sono appena arrivati anche gli spagnoli. Interessante anche il Vietnam dove sono sbarcati sempre gli ispanici.

A chiudere la carrellata di informazioni tecniche preziose per avere un quadro chiaro e completo della situazione non poteva mancare la logistica, tassello fondamentale ed indispensabile per l’export con l’intervento di Riccardo Martini, AD di DCS Tramaco. Il quadro appena visto non è incoraggiante dal punto di vista della logistica, le compagnie di navigazione privilegiano i porti dei paesi che garantiscono maggiori volumi di carico, soprattutto se si tratta di carichi refrigerati. Infatti le nuove rotazioni di importanti servizi marittimi verso Medio ed Estremo Oriente favoriscono i porti spagnoli a danno di quelli italiani. Anche un concorrente agguerrito come la Grecia ha servizi diretti verso Medio ed Estremo Oriente molto più veloci di quelli dall’Italia. per colmare questo gap logistico è necessario fare sistema aggregando i produttori dei vari distretti frutticoli italiani, per creare la massa critica che a sua volta può creare nuove opportunità logistiche.”

Conclude l’assessore Simona Caselli: – La Regione Emilia Romagna, proprio in una logica di integrazione, ha garantito un forte impegno, a supporto della gestione dei dossier fitosanitari, per gli scambi internazionali. E in questa azione di sostegno anche il presidio dei disciplinari di Produzione Integrata è stato di grande utilità per dimostrare le modalità di controllo delle fitopatie di interesse verso i paesi terzi. E’ convinzione che sia necessario passare da una gestione realizzata attraverso accordi bilaterali ad una negoziazione comunitaria che porti ad accordi europei verso quei paesi. In questo ambito è importante sottolineare come l’Emilia Romagna nelle sue attività di internazionalizzazione, abbia contribuito a favorire l’attenzione verso le sue produzioni di paesi come Cina, Canada, Stati Uniti e Sud Africa. In questo contesto risulta infine determinante anche un impegno del mondo produttivo per migliorare la concentrazione commerciale e logistica.

Al termine del convegno il Presidente Bruni a nome di ACI, ASSOMELA, FRUITIMPRESE, ITALIA ORTOFRUTTA e CSO Italy ha consegnato al Dr Giuseppe Blasi Capo Dipartimento DIPEISR-MIPAAFT una richiesta congiunta al Ministero di impegno a mettere in campo tutte le risorse necessarie per avviare e portare a termine in tempi brevi le priorità indicate dal settore riportate nel documento.

Il Dr Blasi si è impegnato a portare il documento all’attenzione del prossimo Tavolo Ortofrutticolo in calendario entro il mese di maggio, per procedere in totale condivisione.

La presentazione è disponibile a questo link gratuitamente previa registrazione.

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ISMEA traccia il bilancio complessivo del 2018 per l’agroalimentare italiano – Agrosserva IV trimestre 2018

Crescita del valore aggiunto, dell’occupazione e delle imprese condotte da giovani, sono gli spunti positivi che il 2018 ha riservato all’agroalimentare italiano. È quanto emerge dal consuntivo sullo scorso anno che ISMEA ha tracciato nell’ ultimo numero di AgrOsserva.

Dopo un 2017 penalizzato dall’andamento meteorologico, nel 2018 l’agricoltura è tornata a dare un contributo positivo all’economia nazionale (+0,9% il valore aggiunto in termini reali). Anche l’occupazione del settore è cresciuta dello 0,6% rispetto al 2017, sintesi di un aumento dell’1,6% degli addetti dipendenti e di un lieve decremento degli indipendenti.  Il numero di imprese agricole archiviate nel Registro delle Imprese, circa 750 mila a fine 2018, registra una lieve flessione, riconducibile al processo di medio-lungo termine di razionalizzazione del settore. Nel frattempo, le imprese agricole giovanili (con responsabile under 35) sono cresciute del 4,1%.
Più dinamico il settore dell’industria alimentare con un aumento del valore aggiunto del 2,7%, seppure in rallentamento rispetto al 2017 quando aveva tracciato un +3,8%; in crescita anche gli occupati del settore (+3,1% nel 2018, dopo il +1,9% nel 2017), a fronte di un numero di imprese rimasto per lo più allineato al livello del 2017, poco al di sotto delle 71 mila unità.
Sul fronte della redditività in agricoltura, ISMEA stima invece un lieve peggioramento dei conti delle aziende, dovuto all’aumento dei prezzi medi degli input di produzione (+3,2%), con rincari soprattutto nel capitolo dei prodotti energetici, mangimistica e salari, a fronte di una stabilità dei prezzi corrisposti agli agricoltori.
Gli scambi agroalimentari con l’estero hanno fortemente risentito dell’incertezza globale e del rallentamento dell’economia mondiale. Le esportazioni italiane di prodotti agroalimentari, quasi 41,8 miliardi di euro, dopo il +7,4% del 2017, sono aumentate solo dell’1,2% nel 2018, subendo particolarmente la decelerazione della domanda internazionale dei principali partner commerciali. 
Anche la spesa delle famiglie italiane per prodotti agroalimentari ha segnato un timido +0,3%, dopo il +3,2% del 2017. Nel corso di tutto il 2018 sono stati i prodotti a largo consumo confezionati a trainare la spesa (+1,9%) mentre per i prodotti sfusi (pari al 32,1% del valore del carrello) la spesa si è contratta del 3,1%. Nel complesso, il lieve incremento della spesa è riconducibile all’aumento dei prezzi medi delle referenze; si evidenzia inoltre una maggior disponibilità all’acquisto di bevande (+1,9%), che di generi alimentari (+0,1%).

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Made in Italy: Amazon e Ice insieme a sostegno delle PMI

Oggi, 7 maggio 2019 è stata firmata un’intesa tra Amazon e ICE Agenzia per sostenere le piccole e medie imprese italiane a sviluppare le vendite e promuovere la cultura e l’imprenditorialità italiana in Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti.

L’accordo prevede la realizzazione di un piano di sviluppo per l’inserimento di nuove aziende e dei loro prodotti nella vetrina di Amazon dedicata esclusivamente al Made in Italy, per la formazione ed il supporto alle aziende nelle vendite online, e per attività di marketing che promuovano i prodotti ed accrescano le vendite all’estero.

Amazon e ICE Agenzia supporteranno almeno 600 nuove aziende, principalmente piccole e medie imprese con sede legale in Italia e marchi che rispettano i requisiti del Made in Italy, che saranno inserite all’interno della vetrina Made in Italy di Amazon. La collaborazione aiuterà queste nuove imprese ad avere visibilità sui loro oltre 12.000 nuovi prodotti disponibili su diversi siti globali di Amazon, tra cui Amazon.co.uk, Amazon.de, Amazon.fr, Amazon.es e Amazon.com.

Le aziende interessate riceveranno, inoltre, supporto attraverso eventi di formazione offline (eventi, roadshow) e online (webinar) guidati dalla presenza di esperti di Amazon. Inoltre, Amazon fornirà l’accesso a materiali consultabili online su come sviluppare al meglio il percorso di vendita online.

Scarica la Circolare

Scadenza adesioni 15 luglio 2019

Per maggiori informazioni

Sito di Ice Agenzia

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Vetrina Bio Bank 2019

V
162 eccellenze e novità bio. Dagli alimenti alla cosmesi.

Una nuova pubblicazione annuale, con un diverso punto di vista su trend, eccellenze e novità del bio: 20 trend del bio dagli alimenti alla cosmesi, 162 prodotti tra eccellenze e novità,
140 aziende in primo piano, le regole della certificazione, gli organismi e gli standard. 

Dove si trova

Edizione cartacea inviata a 2.500 operatori in Italia: negozi bio, profumerie bio, ristoranti bio e catene di supermercati con una propria marca bio.
Le edizioni digitali in italiano e in inglese sono sfogliabili liberamente su Issuu.

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Giovani agricoltori: 1 miliardo di EURO per agevolare l’accesso ai finanziamenti

La Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno annunciato oggi un pacchetto di prestiti per 1 miliardo di euro specificamente destinato ai giovani agricoltori. Nel 2017 le banche hanno respinto il 27% delle domande di prestito presentate da giovani agricoltori dell’UE, rispetto a solo il 9% delle domande delle altre aziende agricole.

29-04-2019

Il pacchetto di 1 miliardo di euro annunciato oggi dal Commissario per l’agricoltura Phil Hogan e dal vicepresidente della BEI Andrew McDowell è inteso ad aumentare l’accesso ai finanziamenti per gli agricoltori dell’UE, in particolare i giovani agricoltori.

Phil Hogan, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “L’accesso ai finanziamenti è fondamentale, ma troppo spesso anche un ostacolo per i giovani che vogliono intraprendere questa attività.Solo l’11% degli agricoltori europei ha meno di 40 anni, quindi il sostegno ai giovani agricoltori è una priorità per la Commissione europea e per la politica agricola comune post 2020. Sono lieto di vedere realizzarsi questa nuova iniziativa congiunta.”

A livello di Stati membri il programma sarà gestito dalle banche e dalle società di leasing operanti nell’UE. Le banche dovrebbero partecipare con un importo corrispondente a quello della BEI, arrivando quindi potenzialmente ad un totale di 2 miliardi di euro, cui i giovani agricoltori avranno accesso in via prioritaria.

I prestiti del programma avranno inoltre tassi d’interesse più bassi e un periodo di rimborso più lungo per ovviare alle difficoltà che gli agricoltori devono attualmente affrontare quando hanno bisogno di un prestito. Un comunicato stampa è disponibile online.

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Agrumi, il Gruppo di contatto europeo si è riunito in Corsica

Il Gruppo di contatto degli agrumi del Comitato Misto Ortofrutta Francia-Italia-Portogallo-Spagna, alla quale per la prima volta ha partecipato il Portogallo, ha tenuto la sua riunione annuale il 25 aprile, a San Giuliano, in Corsica. Le rappresentanze dei quattro Paesi, che insieme costituiscono la maggior parte della produzione agrumicola comunitaria, hanno analizzato i risultati della campagna 2018/19 e discusso dell’impatto degli accordi commerciali tra l’Unione Europea e i Paesi terzi.      
Su questo tema il Gruppo ha stabilito di redigere un documento per chiedere ai rispettivi Ministeri e in forma congiunta alla Commissione Europea che gli agrumi siano considerati “prodotti sensibili” nell’ambito della negoziazione degli accordi commerciali e che la Commissione valuti preliminarmente l’impatto economico degli accordo con Paesi terzi sul mercato interno nel breve e medio periodo con specifiche indagini.
Nell’ambito delle questioni fitosanitarie, che hanno occupato la seconda parte della riunione, il Gruppo ha evidenziato la necessita di prendere misure di prevenzione e di controllo per evitare l’entrata nella Ue di fitopatie che possono avere conseguenze nefaste per l’agrumicoltura europea, in particolare la Citrus Black Spot e la Falsa Cidia
Per quanto riguarda la Citrus Black Spot degli agrumi è opinione del Gruppo che la normativa comunitaria deve disciplinare la possibilità di una chiusura cautelare delle importazioni fino al superamento di un determinato livello di intercettazioni, come previsto dalla norma precedentemente in vigore. Allo stesso tempo deve essere garantita l’applicazione delle medesime precauzioni per la frutta destinata al consumo fresco e per quella destinata alla trasformazione. 
Per quanto riguarda la Falsa Cidia (Thaumatotibia Leucotreta) il Gruppo ha espresso preoccupazioni per la norma comunitaria che prevede che siano  gli stessi paesi esportatori a stabilire l’efficacia di trattamenti analoghi al Cold treatment, l’unico ad avere effetti scientificamente riconosciuti.
In conclusione è stata manifestata la necessita di dotarsi di un documento condiviso finalizzato alla salvaguardia del settore agrumicolo europeo, indicando il Gruppo di contatto agrumi come tavolo di confronto comune a tutela degli interessi economici delle regioni agrumetate. A margine della riunione i produttori portoghesi si sono offerti di ospitare la riunione del gruppo di contatto 2020 nell’Algarve, la principale zona di produzione del paese. 

Fonte: Ufficio stampa

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Da Maggio 2019 – Evoluzione del protocollo GLOBALG.A.P

La “Technical news GlobalGAP per gli Organismi di certificazione” n° 01/2019 si presenta densa di novità, legate soprattutto alla pubblicazione della versione 5.2 dello standard IFA frutta e verdura.

IFA 5.2, quando entra in vigore

Il nostro compito in qualità di Organismi di certificazione, è di informare le Aziende in modo che possano adeguarsi e trovarsi pronte alla sua entrata in vigore prevista il prossimo 1 agosto 2019. O meglio, le Aziende il cui certificato riporta una data di scadenza successiva al 01/08/2019, dovranno già adottare la nuova versione a partire dalla attuale campagna produttiva.

Modifiche radicali

Lo standard non è stato modificato radicalmente, tuttavia ci sono diversi aggiornamenti e correzioni in tutti i documenti di riferimento IFA.  È bene puntualizzare che si tratta un aggiornamento della versione, e non di una nuova revisione, pertanto non è richiesto un nuovo accreditamento da parte degli Enti di accreditamento deputati, in Italia Accredia. Il motivo principale che ha portato ad un aggiornamento dello standard IFA è legato al riconoscimento da parte di GFSI (www.mygfsi.com) a cui GlobalGAP aderisce, alla nuova versione del documento di orientamento GFSI 7.2. Si è approfittato dell’occasione per migliorare e correggere l’impianto generale dello standard.

Una sintesi delle modifiche

Esaminiamo quindi sinteticamente le modifiche introdotte, rimandando gli eventuali approfondimenti ad edizioni successive della newsletter, quando si rendesse necessario. Ci sono ancora infatti aspetti che devono essere chiariti a fondo per non incorrere in un’errata interpretazione, in particolare dei punti di controllo e relativi criteri di adempimento. Le check list ed i nuovi documenti IFA V5.2 sono pubblicati sul sito web GlobalGAP (al momento solo in inglese, così come le FAQ):

  • Regole generali
  • Check list
  • Documento riepilogativo delle modifiche
  • Documenti con modifiche tracciabili (comprendono Regole generali, check list e relativi criteri di adempimento).

Qui sotto una sintesi, non ufficiale a cura dell’Ufficio CCPB Controllo e Certificazione di Prodotto

All Farm Base 17.1: è stato aggiunto un nuovo punto di controllo, classificato come maggiore in cui si richiede che l’Azienda abbia predisposto e attuato una procedura di gestione del prodotto non conforme (anche in base alle specifiche del cliente).

Crops Base/Fruit and vegetables CB 5.3.4/FV 4.14: – chiarimento: le analisi dell’acqua per la ricerca di contaminanti chimici, fisici, microbiologici devono essere condotte da un laboratorio accreditato ISO 17025 o da laboratori riconosciuti dalle autorità nazionali / locali competenti per l’analisi dell’acqua (aggiunta: autorità locali/nazionali competenti).

Allegato modulo CB 5 GLOBALG.A.P. Linea guida B), “Criteri minimi obbligatori di un sistema di monitoraggio dei residui (Residue Monitoring System)”: sono stati introdotti chiarimenti riguardo al piano di monitoraggio dei residui di fitofarmaci implementato dalle Aziende in autocontrollo, circa i requisiti minimi e la loro verifica da parte degli Organismi di certificazione.

Fruit and vegetables FV 5.1.1 La valutazione dei rischi igienici deve prendere in considerazione il trasporto interno ed esterno all’Azienda, gli eventuali allergeni e i mezzi di trasporto utilizzati per il prodotto certificato.

Fruit and vegetables FV 5.2.6: modifica del punto di controllo e criterio di adempimento: devono essere valutate le condizioni igieniche dei mezzi di trasporto utilizzati sia all’interno che all’esterno dell’Azienda per la movimentazione dei prodotti non solo alla rinfusa, ma anche confezionati.

Fruit and vegetables FV 5.7.2: modifica del punto di controllo e criterio di adempimento: si specifica che il punto di controllo è applicabile quando non vi è un ulteriore lavaggio con acqua del prodotto finito.

Fruit and vegetables FV 5.9.1/5.9.2: sono stati aggiunti due nuovi punti di controllo classificati come maggiori. I punti di controllo riguardano le modalità di etichettatura del prodotto finito.

Riportiamo una traduzione letterale dei suddetti punti, in attesa della versione ufficiale a cura di GlobalGAP

FV 5.9.1

Punto di controllo: “L’etichettatura del prodotto, quando viene effettuata sul prodotto finito, viene effettuata in conformità alle normative alimentari applicabili nel paese di destinazione commerciale e secondo le specifiche del cliente?”                                                       

Criterio di adempimento. “Nel caso in cui venga effettuato il confezionamento del prodotto finito (da intendersi anche il prodotto alla rinfusa), l’etichettatura del prodotto deve seguire le normative alimentari applicabili nel paese di vendita previsto (oltre che nazionali) e le specifiche del cliente.

FV 5.9.2

Punto di controllo: “Qualora dalla valutazione del rischio emerga una potenziale contaminazione crociata di allergeni alimentari, i prodotti sono etichettati per identificarli?

Se la valutazione del rischio indica una potenziale contaminazione crociata, il prodotto deve essere etichettato in base al paese di produzione e alla legislazione sulla destinazione relativa agli allergeni alimentari.

Criterio di adempimento: “Il rischio di contaminazione crociata (potenziale e intenzionale ovvero dove si può preveder che il prodotto venga in contatto con gli allergeni) deve essere considerato quando gli allergeni alimentari sono stati, per esempio, confezionati sulla stessa linea o utilizzando la stessa attrezzatura. Devono essere presi in considerazione anche i dispositivi utilizzati durante la raccolta e il confezionamento del prodotto, nonché i dispositivi di protezione individuale (riferimento incrociato con AF 1.2.1, AF 1.2.2, allegato AF 2 e FV 5.1.1).

Le modalità di verifica di questi punti, dovranno essere introdotti nelle “linee guida relative al metodo di verifica e raccolta evidenze” utilizzati dagli Organismi di certificazione.

Vai alle slide di presentazione delle principali novità

Autore: MARCO ROFFIA – Resp. Schema Ufficio Controllo e Certificazione di Prodotto CCPB

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Industria 4.0, Agroalimentare, Servitizzazione, AI e robotica: i convegni sull’innovazione digitale di SPS 2019

Alle Fiere di Parma dal 28 al 30 Maggio tre convegni con focus su Industria 4.0 e Imprese agroalimentari, servitizzazione, Intelligenza Artificiale e robotica: 1. Dall’Agroalimentare al manufacturing: l’Industria 4.0 per le imprese e per il Made in Italy. 2. La nuova sfida del digitale: il prodotto come servizio. Dai connected e smart product verso la servitizzazione. 3. Verso industrie integrate, autonome e intelligenti Robotica e AI al servizio di imprese più efficienti e produttive

Lo sviluppo del manifatturiero, della produzione industriale in generale e della competitivtà delle imprese del nostro paese passa attraverso lo sviluppo dell’innovazione digitale. Il Piano Industria 4.0 ha contribuito ad accelerare e consolidare lo sviluppo delle imprese manifatturiere verso le prospettive della Fabbrica 4.0 e quest’anno SPS Ipc Drives ha deciso di far crescere la propria attenzione sui temi dell’innovazione digitale per il mondo delle imprese di produzione con una media partnership con il gruppo Digital360 che vede l’impegno e il coinvolgimento nelle giornate della manifestazione (28 – 30 Maggio, presso gli Spazi delle Fiere di Parma) delle testate specializzate dedicate all’innovazione digitale: AI4Business, Industry4Business, Internet4Things e Agrifood.Tech.

Con l’obiettivo di portare un contributo di conoscenza, di aggiornamento e di stimolo verso l’innovazione digitale in Fiera le testate del Gruppo Digital360 organizzeranno tre eventi sui principali ambiti industriali nei quali il digitale sta permettendo alle imprese di aumentare il vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza.

Tre eventi focalizzati sull’innovazione digitale per le imprese di produzione

AI4Business, Industry4Business, Internet4Things e Agrifood.Tech contribuiranno a portare in fiera i temi dell’Intelligenza Artificiale, dell’Internet of Things, dei Big data e dei data Analytics per il mondo manifatturiero; affronteranno le tematiche dell’augmented reality e della mixed reality, del digital Risk Management per il manufacturing e della cybersecurity per i mondi IT e OT, della service transformation o servitization con l’analisi dell’evoluzione da smart product a product as a service.

Un’attenzione particolare, per una manifestazione che si svolge nei territori della Food Valley e della Motor valley, sarà dedicata all’innovazione digitale per le imprese dell’agroalimentare del Made in Italy con approfondimenti sul ruolo di soluzioni come la Blockchain che possono contribuire a proteggere e valorizzare i prodotti di eccellenza e come l’associazione tra cloud, blockchain, IoT e AI per lo sviluppo di automobili a guida autonoma nell’automotive.

Le agende degli eventi sono in fase di definizione, di seguito una serie di indicazioni che saranno aggiornate nei prossimi giorni.
segui da qui gli aggiornamenti sugli eventi


Convegno innovazione digitale – Martedì, 28 maggio 2019 | 14.30 – 17.30

Dall’Agroalimentare al manufacturing:
l’Industria 4.0 per le imprese e per il Made in Italy

Come IoT, BigData, Blockchain e Intelligenza Artificiale possono sostenere, proteggere e valorizzare le eccellenze del nostro paese – Supply chain più intelligenti, aziende più competitive, cibo più sicuro, prodotti più protetti

Il convegno intende presentare e analizzare il ruolo dell’innovazione digitale dell’Industria 4.0 in particolare per le imprese che operano nei settori dell’automazione e della produzione per il Made in Italy con  attenzione al comparto dell’agroalimentare.

L’evento punta a fornire un quadro di come Internet of Things, Big Data e Industrial Analytics, Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Blockchain possono permettere alle imprese focalizzate sulle produzioni di eccellenza di aumentare la qualità dei prodotti, l’efficienza della produzione migliorare la competitività e disporre nello stesso tempo di strumenti per proteggere e valorizzare i propri prodotti in uno scenario sempre più competitivo e nello stesso tempo ricco di minacce.

L’incontro è organizzato dalle testate Internet4things.it, AI4Business, Blockchain4Innovation, Agrifood.Tech e Industry4business.it del Network Digital360.

FOCUS Servitizzazione – Mercoledì, 29 maggio 2019 | 13.30 – 15.30

La nuova sfida del digitale: il prodotto come servizio. Dai connected e smart product verso la servitizzazione

Il mondo delle imprese manifatturiere e la service transformation: come affrontare in chiave di produzione, di gestione dei dati, di rapporto con i clienti, di modelli di business il passaggio della service transformation, del product as a service

Focus Intelligenza Artificiale e Robotica Giovedì, 30 maggio 2019 | 13.30 – 15.30

Verso industrie integrate, autonome e intelligenti:
Robotica e AI al servizio di imprese più efficienti e produttive

L’intelligenza Artificiale al servizio delle imprese manifatturiere e della produzione in generale, come affrontare progetti per portare negli stabilimenti soluzioni di AI e come gestire l’organizzazione delle attività, come cambia l’utilizzo della robotica e della robotica collaborativa in particolare

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Disponibile il nuovo portale dei Finanziamenti Agevolati del Polo SACE SIMEST

Il Polo SACE SIMEST lancia il nuovo Portale dei Finanziamenti Agevolati che SIMEST eroga alle imprese su Fondi MISE.

Il nuovo Portale – sacesimest.it – rende più semplice e veloce l’accesso alle risorse ed è quindi ancor più di supporto alle imprese – in particolare alle PMI – che vogliono intraprendere il percorso di crescita internazionale o consolidare la propria competitività sui mercati extra-UE, attraverso la partecipazione alle fiere e missioni guidate da ICE Agenzia, gli studi di fattibilità per valutare investimenti, il rafforzamento della propria capacità di export o l’apertura di strutture commerciali all’estero.

Tutto il processo avviene online: attraverso un’area riservata l’impresa può seguire un percorso guidato ed essere costantemente aggiornata sullo stato di avanzamento della sua richiesta di finanziamento

Accedi all’Education to Export. Come attrezzarsi per crescere all’estero

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Promozione NATEXPORT Parigi 2019

Nell’ambito del Piano Export Sud 2 a favore delle PMI del Mezzogiorno l’ICE-Agenzia organizza una partecipazione collettiva in occasione della Fiera Natexpo Parigi 2019 dal 20 al 22 ottobre 2019. La partecipazione è riservata alla aziende provenienti da: Calabria, Puglia, Sicilia, Campania e Basilicata.

Natexpo oltre ad essere diventata la piattaforma dove nascono le future tendenze Bio in tutti i settori è anche il luogo ideale dove buyers professionisti e responsabili d’azienda, si incontrano sviluppando il proprio business nel settore.

Adesioni entro il 30 aprile

Accedi alla Circolare di adesione

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Partecipazione collettiva a fiera FRUIT ATTRACTION MADRID 2019

L’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane organizza la partecipazione collettiva italiana in occasione della Fiera FRUIT ATTRACTION 2019 che si svolgerà presso il quartiere fieristico di Madrid dal 22 al 24 ottobre 2019.

Adesioni entro il 7 maggio

Perchè partecipare

La Fiera Fruit Attraction costituisce uno degli eventi internazionali di maggior rilievo per il settore ortofrutticolo; l’iniziativa è organizzata dalla Fiera di Madrid (IFEMA) e dall’Associazione spagnola dei produttori ed esportatori di frutta, ortaggi, fiori e piante vive.

Nel 2018 l’export di ortofrutta italiana ha raggiunto il valore record di 5,1 miliardi di euro in crescita del 2,5%. I prodotti ortofrutticoli rappresentano il secondo comparto più esportato dell’agroalimentare nazionale con una produzione di oltre 10 milioni di tonnellate di frutta all’anno e circa 6 milioni di tonnellate di ortaggi.

Vai alle modalità di adesione

Contatti

ICE Agenzia 
ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane 

UFFICIO AGROALIMENTARE E VINI 
Dirigente: PASCARELLI ANNA FLAVIA 
Riferimento evento: GABRIELLA BITETTO 
Telefono: 06 59929595 
Fax: 06 59929595 
Email: AGROINDUSTRIA@ICE.IT 

MADRID 
ICE – Agencia italiana para el Comercio Exterior- Oficina de la Embajada de Italia para la promoción del intercambio comercial 
Agustín de Betancourt, 3 
Telefono: 0034 915974737 
Fax: 0034 915568146 
Email: madrid@ice.it 

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Il biologico protagonista a Macfrut con Ccpb

Macfrut 2019 (Rimini, 8 – 10 maggio), vedrà protagonista l’ortofrutta biologica con Macfrut Bio, uno spazio espositivo (pad. B7-D7/008) e una serie di workshop tematici organizzati in collaborazione con Ccpb.
La frutticoltura bio è uno dei punti di forza del biologico italiano: da anni ormai riscuote crescente successo nel mercato e nei consumatori. Macfrut e Ccpb organizzano quattro workshop tematici per approfondire e favorire lo sviluppo dell’innovazione per rafforzare la sostenibilità e l’efficienza.

Il programma

Mercoledì 8 Maggio ore 15-16 – Sala Camelia Razionalizzazione dell’uso dell’acqua in frutticoltura biologica Moreno Toselli, Docente di Arboricoltura generale, Università di Bologna Francesca Ventura, Docente di Agroclimatologia e Microclimatologia, Università di Bologna Modera: Davide Pierleoni – Ccpb srl

Giovedì 9 Maggio ore 10-11 – Sala Diotallevi 2La sostenibilità e la sua certificazione in frutticoltura biologica Matteo Peyron, Life Cycle Engineering srl Giuseppe Maio – Ccpb srl Modera: Fabrizio Piva – Ccpb srl

Giovedì 9 Maggio ore 11-12 – Sala Diotallevi 2 Smart agriculture in frutticoltura biologica Costanza Fregoni, Horta srl Sara Legler, Horta srl Modera: Filippo Piredda – Ccpb srl

Venerdì 10 Maggio ore 11-12 – Sala Mimosa 2Frutticoltura biologica: la biodiversità e il ruolo del suoloMarco Acutis, Docente di Agronomia Università di MilanoMauro Piazzi, pedologo Timesis srlModera: Giuseppe Maio – Ccpb srl

Fonte: Ufficio stampa Ccpb 

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Fruitimprese: “Il futuro è delle imprese strutturate”

L’attuale scenario mondiale è caratterizzato da velocità, incertezza, rischio. È in atto una rivoluzione straordinaria dei comportamenti e delle abitudini delle persone sia nella loro sfera individuale e sociale sia in quella lavorativa. Il mondo dell’ortofrutta non sfugge al contesto”, così ha esordito Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna e della Op Minguzzi Spa di Alfonsine (Ravenna), nella relazione all’assemblea annuale dei soci dell’associazione, svoltasi tre giorni fa a Cesena.
 
“La cosa non sorprende – dice Minguzzi – ed è stata anche rilevata in un interessante rapporto diffuso in occasione di Fruit Logistica 2019 a Berlino. Lo studio, denominato “Surprises in Store”, realizzato da un’importante società di consulenza, ha evidenziato non solo le tendenze del settore, ma anche quanto questo stia rapidamente cambiando. Dai dati raccolti emerge che il 47% degli intervistati è disponibile a pagare di più per alimenti freschi di migliore qualità e che, all’atto dell’acquisto del prodotto, stanno acquisendo valore sempre maggiore gusto (23%), forma (32%) e dimensioni (12%)”.
 
Dati negativi, invece, sono stati diffusi nel corso della 70° assemblea di Fruitimprese nazionale. L’exportortofrutticolo italiano nel 2018 ha subito un calo di oltre 300 milioni di euro nel fatturato e di circa 450mila tonnellate in quantità. Il comparto della frutta fresca, da solo, ha perso il 16,2% in quantità(circa 425mila tonnellate) e l’11% in valore. Maggiormente colpiti sono stati i nostri prodotti di punta, quali mele, kiwi e uva da tavola. Nel contempo si registra in Europa un forte trend di crescita del settore biologico con oltre 92 miliardi di euro di fatturato complessivo, quasi 3 milioni di produttori e circa 70 milioni di ettari coltivati. L’Italia rappresenta una quota di circa il 2% con 3,14 miliardi di euro, ai quali si aggiungono circa 2 miliardi di export. I prodotti bio rappresentano il 5% del totale di esportazioni alimentari italiane. È un valore che si è quintuplicato dal 2008.
 
“In questo contesto – aggiunge Minguzzi – gli operatori devono adottare adeguate azioni di marketing e di comunicazione e indirizzare i propri sforzi a soddisfare il desiderio sempre più accentuato dei consumatori di avere prodotti sani e una produzione agroalimentare più sostenibile. Le avvisaglie del cambio di rotta dei mercati non mancano. Il classico paradigma del rapporto domanda-offerta non è più l’unico riferimento”.
 
Crisi di prodotto
 
“È esperienza condivisa che la crisi di pesche e nettarine si manifesta anche quando l’offerta è scarsa. Anche le pere, quest’inverno, hanno avuto problemi di mercato nonostante un’offerta contenuta. Analoga situazione si è verificata due anni fa con le mele. Non è un problema di pesche o pere, è un problema di qualità. E’ il consumatore, elemento finale della filiera ortofrutticola, che determina l’andamento del mercato. Le scelte, in pratica, si basano su pochi ma essenziali elementi che devono essere sempre presenti agli operatori: qualità, presenza o meno di certificazioniprezzogusto e conservabilità del prodotto. Ma è a casa del consumatore che avviene l’esame, forse più importante, quello che determinerà le scelte di acquisto future: quello su gusto e conservabilità”.
 
L’ortofrutta in Gdo
 
La critica più diffusa rivolta ai gestori dei reparti ortofrutta della Gdo è quella di vendere prodotti insipidi, senza sapore e che la loro tenuta in termini di shelf life (conservabilità) è irrisoria, in particolare nel periodo estivo, in quanto si presentano già deteriorati nel momento del consumo. Gli effetti di questa scarsa considerazione dei prodotti si riflette inevitabilmente sulle vendite. “Non ci si deve stupire pertanto se a questa bassa considerazione corrisponde un calo considerevole dei consumi con effetti negativi, a cascata, su tutti i soggetti della filiera. Tutto sta cambiando. Tutto è perduto? Assolutamente no. Lo è solo se non ci si adegua al cambiamento – argomenta Minguzzi – Le imprese che sapranno cogliere le opportunità prospereranno, quelle che non lo faranno saranno destinate a scomparire, così come hanno già fatto tante negli ultimi vent’anni”.
 
Esempi virtuosi
 
“È vero che il contesto non aiuta e che è necessario un ripensamento complessivo della fillera dell’ortofrutta nel segno di una qualità adeguata e continuativa, tuttavia ciascuno di noi è chiamato a fare del proprio meglio. Mi piace ricordare gli esempi virtuosi di aggregazioni commerciali di imprese nostre associate che hanno saputo coinvolgere i propri produttori, affermarsi sui mercati internazionali con nuove varietà o con la costituzione di consorzi di filiera. A tal proposito non si può non ricordare che, per la prima volta, un’azienda italiana – la Jingold SpA – espressione di imprese della nostra associazione, ha vinto a Berlino, lo scorso febbraio, il prestigioso Innovation Award di Fruit Logistica di fronte a concorrenti di tutto il mondo. Nulla può essere lasciato all’improvvisazione”.
 
Il mercato chiede imprese strutturate
 
La Gdo chiede ai suoi fornitori organizzazione e affidabilità in modo da poter meglio dialogare in termini di completezza, qualità e continuità delle forniture al fine di ridurre i rischi commerciali, amministrativi e penali connessi alla commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. Per essere parte della catena di fornitura è necessario essere aziende rispettose delle norme che disciplinano i requisiti sociali e ambientali, la sicurezza alimentare, la salute e sicurezza dei lavoratori, la trasparenza e l’anticorruzione, la gestione dell’energia, la sicurezza dei dati. “È in questa logica che il nuovo codice della crisi dell’impresa, entrato parzialmente in vigore il mese scorso, è intervenuto sull’organizzazione imprenditoriale imponendo alle società di dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle loro dimensioni, in grado di effettuare una rilevazione tempestiva della crisi e della possibile perdita della continuità operativa. Sotto questi delicati aspetti di gestione aziendale, con sincero orgoglio, rivendico il ruolo strategico della nostra associazione che, con elevata professionalità, è di supporto agli uffici delle nostre aziende”, conclude Minguzzi.
 
Sicurezza informatica
 
In particolare per quanto riguarda la sicurezza informatica delle aziende, sempre più oggetto di attacchi di hacker e di furti di dati (che costano alle aziende italiane quasi 900 milioni di dollari/anno) Minguzzi ha lanciato un allarme: “Anche il settore ortofrutticolo è sotto attacco. La nostra associazione non trascura certamente la questione. Al contrario, effettua costante opera di aggiornamento e informazione sui rischi della rete e sugli obblighi severi connessi al trattamento dei dati”.
 
L’assemblea ha approvato all’unanimità la relazione di Minguzzi e il bilancio dell’associazione. All’assemblea hanno partecipato Silvia Carpio, general manager assistant and new business del Gruppo Mazzoni e Arturo Barbato e Flavio Rossini di Euler Hermes Italia – Assicurazione dei crediti.
 
Fonte: ufficio stampa Fruitimprese Emilia-Romagna
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Integrazione orizzontale, il Sud ci prova. Anche con la IV Gamma

Con un finanziamento del ministero dell’Agricoltura di 45 milioni di euro, appena stanziato, passa alla fase operativa il contratto di filiera ortofrutticola coordinato da Agrocepi con capofila l’OP calabrese Pomez e il coinvolgimento di 26 aziende agricole, di otto regioni produttive italiane, fra cui tre trasformatori.

Tra le novità del progetto, la nascita del concetto inedito per il mercato, di paniere di beni da proporre alla distribuzione in forma aggregata. Si realizza così un’aggregazione produttiva di tipo orizzontale tra filiere, che darà il via all’ingresso in pompa magna di Soleo, trasformatore campano di frutta in guscio, nel settore dell’ortofrutta fresca e (in termini di investimenti infrastrutturali) all’ampliamento degli stabilimenti di Ortoromi e Finagricola che sono gli altri due trasformatori della rete.

Il finanziamento ministeriale è arrivato dopo l’estensione dei fondi disponibili per i contratti di filiera a complessivi 500 milioni di euro (+220 milioni disposti dal ministro Centinaio) e il contratto di filiera ortofrutticola guidato dall’OP Pomez, è il primo in graduatoria tra i nuovi ammessi.

“Nella prima riunione che si è tenuta nei giorni scorsi a Battipaglia – spiega Corrado Martinangelo, presidente di Agrocepi – abbiamo iniziato a lavorare per creare una sorta di aggregazione produttiva di filiera in senso orizzontale, e non verticale, come comunemente intesa, introducendo il concetto inedito di paniere di prodotti diversificati da presentare congiuntamente sul mercato. Un’offerta unica di più prodotti diversi, dalla IV alla V Gamma, al pomodoro da mensa, kiwi o clementine fresche che costituiranno un’offerta unica con un marchio e un disciplinare comuni. Attraverso il contratto di filiera le aziende coinvolte potranno trovare nuovi sbocchi di mercato sia fuori dalla filiera che dentro la filiera stessa, diventando, ad esempio, fornitori delle aziende di trasformazione coinvolte”.

Questi ultimi due punti saranno oggetto di altrettanti procedimenti burocratici appena avviati che porteranno alla nascita di un marchio (ombrello o collettivo è da decidere) e di un disciplinare unico di produzione.

“Fra le iniziative che si svilupperanno nel quadro del contratto di filiera – continua Martinangelo – c’è la creazione di un nuovo Opificio di Soleo, storico trasformatore campano di frutta in guscio, che aprirà la sua attività anche all’imbustamento di ortofrutta e alla creazione di succhi. Il progetto del contratto di filiera, nel suo complesso, sarà presentato a Macfrut”.

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Arriva il primo pane di grano arricchito con fibre di agrumi

Crea, benefico per la salute e nuova alternativa ecologica

Le fibre alimentari aiutano a mantenersi in salute e contribuiscono a prevenire le malattie cardiovascolari e l’insorgenza del diabete di tipo 2. Proprio per queste ragioni, i ricercatori del CREA (centri di Cerealicoltura e Colture Industriali e di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura) hanno sviluppato un pane “ad alto contenuto di fibre”, arricchito per la prima volta con le fibre contenute nella farina di agrumi. Quest’ultima, costituita per oltre il 70% da fibra di cui, per circa il 60% da fibre insolubili e per il 40% da fibre solubili, si ottiene dopo numerosi lavaggi ed essiccazione, dal pastazzo (buccia, polpa e semi), un sottoprodotto della lavorazione degli agrumi, che ancora oggi rappresenta un oneroso rifiuto, con elevati costi di smaltimento e problematiche ambientali, vista la produzione pari a circa 500.000 t all’anno.

A partire dalla semola e dalle parti della crusca più facilmente digeribili dal nostro organismo (differenti percentuali di cruschello e tritello), sono state prodotte in un panificio industriale pagnotte di pane, di circa 1 kg, con l’aggiunta di 2 tipologie di fibre di agrumi (arancia rossa e limone), da sole o miscelate, a 2 differenti livelli (1,5 e 2%). I ricercatori, quindi, hanno valutato gli effetti delle diverse tipologie e livelli di fibra di agrumi, dei differenti tempi di conservazione (fino a 120 giorni) e della loro interazione sui parametri chimico-fisici e sensoriali del pane dopo la cottura e durante la lunga conservazione, grazie al confezionamento delle pagnotte con speciali film plastici in atmosfera modificata (ATM).

Dal punto di vista chimico-fisico, le fibre di agrumi, di differenti tipologie e in diverse percentuali, non hanno avuto alcun impatto sulla conservabilità del pane, sul volume e sul peso, sulla struttura interna e sul pH. Dal punto di vista sensoriale, i pani arricchiti con fibre di arance rosse e di limone presentano un leggero sapore agrumato, ma qualitativamente risultano simili ai pani che ne sono privi. Inoltre, l’aggiunta di fibre di arance rosse e di limone nella farina di grano duro consente di produrre pane “ad alto contenuto di fibre”, perché presenta valori superiori ai 6 g per 100 g di prodotto, soglia minima secondo quanto previsto dal Reg. CE 1924/2006. Il pane integrale tradizionale, invece, si compone anche dello strato più esterno del seme (la cosiddetta crusca a foglia larga), quella parte che contiene fibra 100% insolubile, non digeribile e che può incidere negativamente sulle caratteristiche fisiche e sensoriali dei prodotti da forno (volume, altezza, alveolatura interna, aspetto esterno, rugosità della crosta, odore, colore, sapore). A differenza, quindi, di un pane prodotto con uno sfarinato integrale 100% di grano, quello arricchito con le farine di agrumi preserva le caratteristiche fisiche e sensoriali del pane tradizionale, ma con un maggiore valore nutrizionale.

L’uso di fibre di agrumi nella panificazione, infine, può essere considerato un’alternativa ecologica per il riutilizzo e la valorizzazione degli scarti e dei sottoprodotti della lavorazione degli agrumi.

Lo studio, realizzato insieme al Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Frontiers in Nutrition, ed è consultabile al link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6381019/

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PSR Calabria e accesso al credito

E’ possibile accedere alle informazioni necessarie per poter usufruire del Fondo di Fondi Regionale, che offre condizioni agevolate rispetto all’accesso ai finanziamenti nel settore agricolo e della trasformazione, per quanti riguarda gli investimenti previsti dalle sotto-misure del PSR 4.1 “Sostegno a investimenti nelle aziende agricole” e 4.2 “Sostegno a investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli”.
Grazie all’Accordo di Finanziamento della Regione Calabria con il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI),  insieme alle altre Autorità di Gestione dei PSR delle Regioni Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Veneto, Umbria, Campania e Toscana, le condizioni agevolate riguarderanno tassi d’interesse più bassi di quelli ordinari e/o in termini di minori garanzie collaterali prestate.
In Calabria saranno operativi tre istituti di Credito: Credem, Iccrea BancaImpresa e Monte dei Paschi di Siena.

Con tale accordo l’AdG del PSR della Regione Calabria ha affidato al FEI i compiti di esecuzione – ai sensi dell’articolo 38(4)(b)(i) del Reg. (UE) n. 1303/2013 – per l’attuazione del Fondo di Fondi Regionale (FdF) (come definito all’articolo 2(27) del medesimo regolamento).

Che cos’è

Vai al link  Piattaforma Multiregionale di Garanzia FEI per l’Agricoltura

Obiettivo

Obiettivo del Fondo di Fondi Regionale è di facilitare l’accesso ai finanziamenti nel settore agricolo e della trasformazione, attraverso l’implementazione di una garanzia illimitata di portafoglio a sostegno delle misure d’investimento previste dalle sotto-misure 4.1 “sostegno a investimenti nelle aziende agricole” e 4.2 “sostegno a investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli”.

Il prodotto finanziario

Il prodotto finanziario che sarà utilizzato nell’ambito del “FdF Regionale”, è una garanzia senza limiti di portafoglio (c.d. un-capped guarantee) che copre il 50% del rischio di perdite sui prodotti di finanziamento del debito che saranno erogati ai percettori finali da parte degli intermediari finanziari selezionati dal FEI.

La modalità di attuazione

La strategia di investimento concordata all’interno dell’Accordo di Finanziamento (Funding Agreement) prevede la selezione, da parte del FEI, degli intermediari finanziari. Saranno gli intermediari stessi che erogheranno, di fatto, il finanziamento del debito ai percettori finali nel territorio della Regione e che – previa verifica dei criteri di eleggibilità previsti negli accordi operativi da sottoscriversi tra FEI e intermediari finanziari selezionati – includeranno tale finanziamento del debito nel portafoglio garantito dal Fondo di Fondi.

Nella Regione Calabria saranno operativi tre istituti di Credito: Credem, che ha già sottoscritto con il FEI l’accordo di finanziamento, Iccrea BancaImpresa, che ha già ottenuto l’approvazione della propria candidatura da parte del Consiglio di Amministrazione del FEI e Monte dei Paschi di Siena la cui candidatura è in fase di approvazione.

Nel corso dell’ultimo Comitato di Investimento tenutosi il 12 marzo 2019 è stato chiarito che il contributo regionale impegnato, pari ad euro 10.000.000, garantirà un volume minimo di prestiti che gli Istituti di Credito erogheranno, anche grazie all’impiego di risorse FEI, BEI e Cassa Depositi e Prestiti, sarà di 4 volte tale contributo, ossia euro trentaseimilioni. Raggiunto questo volume, il portafoglio garantito potrà crescere fino al volume target di euro 48.400.000,00

Vantaggio

Il vantaggio per ciascun percettore finale dalla garanzia consisterà nel vedersi applicate condizioni agevolate in termini di tassi d’interesse più bassi di quelli ordinari e/o in termini di minori garanzie collaterali prestate.

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Aggiornato dal Mipaaft l’elenco dei prodotti DOP, IGP e STG

Elenco delle denominazioni italiane, iscritte nel Registro delle denominazioni di origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite
(Regolamento UE n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012) – aggiornato al 26 marzo 2019-

Accedi all’Elenco: 01___DOP__IGP_e_STG_Registrati_aggiornato_al_12_aprile_2019

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Cibus Connect 2019 da risalto alle novità del settore Food&Beverage

L’edizione 2019 di Cibus Connect  da risalto alle novità del settore Food & Beverage con un’apposita sezione “Novità di Prodotto e un’area espositiva speciale “Cibus Innovation Corner” 

Tramite il catalogo online, consultabile a partire dall’8 di Aprile sul sito e sulla App Cibus, è possibile consultare una vetrina straordinaria e una guida virtuale per acquirenti e professionisti del settore sui prodotti  Food & Beverage Authentic Italian più innovativi, presentati in fiera dalle aziende espositrici.

Accedi da qui alle 100 alle novità di prodotto selezionate 

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Industria alimentare: rapporto ISMEA, fatturato imprese al Sud cresce più che al Nord

C’è una cosa che al Sud cresce più che al Nord: il fatturato delle industrie alimentari.

È quanto emerge dallo studio realizzato dall’ISMEA, in collaborazione con Fiera di Parma e Federalimentare, sulle 1.526 imprese alimentari dotate di bilancio e fatturato superiore a 10 milioni di euro.
Dal rapporto emerge che, sebbene solo il 23% delle aziende medio-grandi si collochi nel Mezzogiorno (dove prevale una presenza ancora massiccia di imprese medio-piccole), negli ultimi tre anni il fatturato dell’industria alimentare è cresciuto di più nelle imprese meridionali (+5,4%) che in quelle del Centro-Nord (+4,4%).

Sono molteplici le ragioni del “sorpasso” del Sud, dove nel complesso si contano oltre 344mila imprese agricole e quasi 34mila dell’industria alimentare, pari al 18,5% del tessuto imprenditoriale del Sud:

Qui operano la maggioranza delle aziende dei comparti più dinamici come quello delle conserve vegetali e vi è una buona rappresentatività di comparti con buone performance a livello nazionale, quali lattiero-caseario, vino, salumi e carni.
Vi risiedono aziende che lavorano prodotti specifici con una dinamica molto elevata (e maggiore che nel Centro-Nord) in comparti che hanno fatto registrare ottime performance, quali caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%).
C’è maggiore incidenza di imprese di media dimensione (50-250 dipendenti), il cui fatturato è cresciuto più della media sia nel Mezzogiorno (+7,5%) sia nel Centro-Nord (+8,7%).
Ci sono imprese «più giovani» (con meno di 25 anni di attività), in genere più dinamiche, che hanno realizzato una crescita a due cifre del fatturato (+12% contro il +8% nel Centro-Nord).

Uno degli elementi di competitività è rappresentato dal prodotto “Made in Italy” e di fatto il 55% di un campione di imprese intervistato prevede nella propria strategia di comunicazione la dicitura “100% italiano”.
Dal 2015 al 2018, il mercato dell’UE è infatti aumentato per oltre il 70% degli intervistati e oltre il 50% delle imprese ha visto aumentare la propria quota di mercato soprattutto grazie alla leva della qualità e del Made in Italy. Difenderlo e valorizzarlo è un obiettivo comune, da Nord a Sud.
Permangono, tuttavia, fattori limitanti come il minore grado d’innovazione tecnologica riscontrabile anche dal livello più basso di immobilizzazioni immateriali e finanziarie e la forte dipendenza da fonti esterne di finanziamento che rende difficile l’accesso al credito per ulteriori investimenti.

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Progetto “Brand Calabria – Travel & Taste” settore agroalimentare e turismo. Aperta manifestazione di interesse.

La Camera di Commercio Italiana in Danimarca con sede in Copenaghen, in cooperazione con la Regione Calabria – Dipartimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, con il supporto operativo di Unioncamere Calabria, indice una manifestazione di interesse alla partecipazione di Aziende agroalimentari e turistiche regionali al Progetto “Brand Calabria – Travel & Taste”, finalizzato alla presentazione delle opportunità commerciali del mercato danese.

Scadenza adesioni: 3 maggio 2019.

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Promozione dei prodotti agroalimentari e delle eccellenze della regione Calabria in Canada. Aperta manifestazioni di interesse

LCamera di Commercio Italiana dell’ Ontario – Canada, in cooperazione con la Regione Calabria – Diaprtimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, con il supporto operativo di Unioncamere Calabria, indice una manifestazione di interesse per la partecipazione di Aziende agroalimentari e vinicole regionali al Progetto di Internazionalizzazione ” Promozione dei prodotti agroalimentari e delle eccellenze della Regione Calabria in Canada”, finalizzato a presentare le opportunità commerciali del mercato canadese per il settore agroalimentare e vinicolo calabrese.

Scadenza adesioni : 24 Aprile 2019.

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A Sol&Agrifood una ricerca sui consumatori di prodotti alimentari

Un profilo del consumatore di prodotti alimentari di alta qualità. E’ la ricerca commissionata a Nomisma da Veronafiere e presentata a Sol&Agrifood in corso a Verona all’interno del Vinitaly durante un talk-show alla presenza della sottosegretaria alle Politiche agricole alimentari forestali e turismo Alessandra Pesce.

Olio evo, birra e in generale prodotti DOP-IGP e la percezione del Made in Italy nel mondo sono stati al centro della ricerca, secondo la quale oltre 9 italiani su 10 consumano olio di oliva in Italia, 2 su 3 lo acquistano più volte al mese, selezionandolo principalmente in base all’origine ancor prima del brand e del prezzo.

L’analisi del profilo di chi acquista olio di qualità (DOP-IGP) restituisce l’identikit di un uomo, over 45 anni, con posizione lavorativa stabile ed economicamente sicura, laureato o con un altro titolo di studio elevato. L’attenzione al marchio DOP-IGP è più forte tra i “salutisti” e chi ha figli piccoli in casa.

Per Nomisma, due italiani su dieci comprano alimenti DOP-IGP abitualmente. Questa propensione all’acquisto e la sensibilità nei confronti di questi marchi sono maggiori nelle grandi città e in generale nel centro Italia.

Alcune tipologie familiari, inoltre, risultano più attente alla qualità dei prodotti alimentari: si tratta di nuclei con figli conviventi in cui il responsabile degli acquisti è donna, over 45 anni e con titolo di studio elevato.  La ricerca ha preso in considerazione anche il consumatore di birra, differenziato tra chi beve birra e chi preferisce la birra artigianale: la prima è la preferita da Generation X e Baby Boomers (rispettivamente 39-54 e 55-73 anni), mentre la seconda attira maggiormente i Millennial più eruditi delle grandi città.

La percezione del made in Italy nel mondo. Secondo le ultime indagini multi-country di Nomisma, sia negli Emirati Arabi, che in Regno Unito ma anche in Cina, circa 4 consumatori su 10 affermano che il nostro cibo e il nostro vino siano in assoluto i prodotti più rappresentativi del made in Italy, prima ancora di moda, auto e arredamento. All’estero, il food&beverage italiano richiama innanzitutto il concetto di “qualità” per circa un quarto dei consumatori stranieri, che, pensando al nostro cibo evocano anche immagini come “tradizione/cultura”, “salute” e “stile”. I prodotti della nostra cultura gastronomica che più attraggono i consumatori stranieri sono pasta e olio extravergine di oliva, ovviamente dopo la pizza: non plus ultra del made in Italy per diffusione e notorietà.