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Disponibile il nuovo portale dei Finanziamenti Agevolati del Polo SACE SIMEST

Il Polo SACE SIMEST lancia il nuovo Portale dei Finanziamenti Agevolati che SIMEST eroga alle imprese su Fondi MISE.

Il nuovo Portale – sacesimest.it – rende più semplice e veloce l’accesso alle risorse ed è quindi ancor più di supporto alle imprese – in particolare alle PMI – che vogliono intraprendere il percorso di crescita internazionale o consolidare la propria competitività sui mercati extra-UE, attraverso la partecipazione alle fiere e missioni guidate da ICE Agenzia, gli studi di fattibilità per valutare investimenti, il rafforzamento della propria capacità di export o l’apertura di strutture commerciali all’estero.

Tutto il processo avviene online: attraverso un’area riservata l’impresa può seguire un percorso guidato ed essere costantemente aggiornata sullo stato di avanzamento della sua richiesta di finanziamento

Accedi all’Education to Export. Come attrezzarsi per crescere all’estero

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Promozione NATEXPORT Parigi 2019

Nell’ambito del Piano Export Sud 2 a favore delle PMI del Mezzogiorno l’ICE-Agenzia organizza una partecipazione collettiva in occasione della Fiera Natexpo Parigi 2019 dal 20 al 22 ottobre 2019. La partecipazione è riservata alla aziende provenienti da: Calabria, Puglia, Sicilia, Campania e Basilicata.

Natexpo oltre ad essere diventata la piattaforma dove nascono le future tendenze Bio in tutti i settori è anche il luogo ideale dove buyers professionisti e responsabili d’azienda, si incontrano sviluppando il proprio business nel settore.

Adesioni entro il 30 aprile

Accedi alla Circolare di adesione

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Partecipazione collettiva a fiera FRUIT ATTRACTION MADRID 2019

L’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane organizza la partecipazione collettiva italiana in occasione della Fiera FRUIT ATTRACTION 2019 che si svolgerà presso il quartiere fieristico di Madrid dal 22 al 24 ottobre 2019.

Adesioni entro il 7 maggio

Perchè partecipare

La Fiera Fruit Attraction costituisce uno degli eventi internazionali di maggior rilievo per il settore ortofrutticolo; l’iniziativa è organizzata dalla Fiera di Madrid (IFEMA) e dall’Associazione spagnola dei produttori ed esportatori di frutta, ortaggi, fiori e piante vive.

Nel 2018 l’export di ortofrutta italiana ha raggiunto il valore record di 5,1 miliardi di euro in crescita del 2,5%. I prodotti ortofrutticoli rappresentano il secondo comparto più esportato dell’agroalimentare nazionale con una produzione di oltre 10 milioni di tonnellate di frutta all’anno e circa 6 milioni di tonnellate di ortaggi.

Vai alle modalità di adesione

Contatti

ICE Agenzia 
ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane 

UFFICIO AGROALIMENTARE E VINI 
Dirigente: PASCARELLI ANNA FLAVIA 
Riferimento evento: GABRIELLA BITETTO 
Telefono: 06 59929595 
Fax: 06 59929595 
Email: AGROINDUSTRIA@ICE.IT 

MADRID 
ICE – Agencia italiana para el Comercio Exterior- Oficina de la Embajada de Italia para la promoción del intercambio comercial 
Agustín de Betancourt, 3 
Telefono: 0034 915974737 
Fax: 0034 915568146 
Email: madrid@ice.it 

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Il biologico protagonista a Macfrut con Ccpb

Macfrut 2019 (Rimini, 8 – 10 maggio), vedrà protagonista l’ortofrutta biologica con Macfrut Bio, uno spazio espositivo (pad. B7-D7/008) e una serie di workshop tematici organizzati in collaborazione con Ccpb.
La frutticoltura bio è uno dei punti di forza del biologico italiano: da anni ormai riscuote crescente successo nel mercato e nei consumatori. Macfrut e Ccpb organizzano quattro workshop tematici per approfondire e favorire lo sviluppo dell’innovazione per rafforzare la sostenibilità e l’efficienza.

Il programma

Mercoledì 8 Maggio ore 15-16 – Sala Camelia Razionalizzazione dell’uso dell’acqua in frutticoltura biologica Moreno Toselli, Docente di Arboricoltura generale, Università di Bologna Francesca Ventura, Docente di Agroclimatologia e Microclimatologia, Università di Bologna Modera: Davide Pierleoni – Ccpb srl

Giovedì 9 Maggio ore 10-11 – Sala Diotallevi 2La sostenibilità e la sua certificazione in frutticoltura biologica Matteo Peyron, Life Cycle Engineering srl Giuseppe Maio – Ccpb srl Modera: Fabrizio Piva – Ccpb srl

Giovedì 9 Maggio ore 11-12 – Sala Diotallevi 2 Smart agriculture in frutticoltura biologica Costanza Fregoni, Horta srl Sara Legler, Horta srl Modera: Filippo Piredda – Ccpb srl

Venerdì 10 Maggio ore 11-12 – Sala Mimosa 2Frutticoltura biologica: la biodiversità e il ruolo del suoloMarco Acutis, Docente di Agronomia Università di MilanoMauro Piazzi, pedologo Timesis srlModera: Giuseppe Maio – Ccpb srl

Fonte: Ufficio stampa Ccpb 

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Fruitimprese: “Il futuro è delle imprese strutturate”

L’attuale scenario mondiale è caratterizzato da velocità, incertezza, rischio. È in atto una rivoluzione straordinaria dei comportamenti e delle abitudini delle persone sia nella loro sfera individuale e sociale sia in quella lavorativa. Il mondo dell’ortofrutta non sfugge al contesto”, così ha esordito Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna e della Op Minguzzi Spa di Alfonsine (Ravenna), nella relazione all’assemblea annuale dei soci dell’associazione, svoltasi tre giorni fa a Cesena.
 
“La cosa non sorprende – dice Minguzzi – ed è stata anche rilevata in un interessante rapporto diffuso in occasione di Fruit Logistica 2019 a Berlino. Lo studio, denominato “Surprises in Store”, realizzato da un’importante società di consulenza, ha evidenziato non solo le tendenze del settore, ma anche quanto questo stia rapidamente cambiando. Dai dati raccolti emerge che il 47% degli intervistati è disponibile a pagare di più per alimenti freschi di migliore qualità e che, all’atto dell’acquisto del prodotto, stanno acquisendo valore sempre maggiore gusto (23%), forma (32%) e dimensioni (12%)”.
 
Dati negativi, invece, sono stati diffusi nel corso della 70° assemblea di Fruitimprese nazionale. L’exportortofrutticolo italiano nel 2018 ha subito un calo di oltre 300 milioni di euro nel fatturato e di circa 450mila tonnellate in quantità. Il comparto della frutta fresca, da solo, ha perso il 16,2% in quantità(circa 425mila tonnellate) e l’11% in valore. Maggiormente colpiti sono stati i nostri prodotti di punta, quali mele, kiwi e uva da tavola. Nel contempo si registra in Europa un forte trend di crescita del settore biologico con oltre 92 miliardi di euro di fatturato complessivo, quasi 3 milioni di produttori e circa 70 milioni di ettari coltivati. L’Italia rappresenta una quota di circa il 2% con 3,14 miliardi di euro, ai quali si aggiungono circa 2 miliardi di export. I prodotti bio rappresentano il 5% del totale di esportazioni alimentari italiane. È un valore che si è quintuplicato dal 2008.
 
“In questo contesto – aggiunge Minguzzi – gli operatori devono adottare adeguate azioni di marketing e di comunicazione e indirizzare i propri sforzi a soddisfare il desiderio sempre più accentuato dei consumatori di avere prodotti sani e una produzione agroalimentare più sostenibile. Le avvisaglie del cambio di rotta dei mercati non mancano. Il classico paradigma del rapporto domanda-offerta non è più l’unico riferimento”.
 
Crisi di prodotto
 
“È esperienza condivisa che la crisi di pesche e nettarine si manifesta anche quando l’offerta è scarsa. Anche le pere, quest’inverno, hanno avuto problemi di mercato nonostante un’offerta contenuta. Analoga situazione si è verificata due anni fa con le mele. Non è un problema di pesche o pere, è un problema di qualità. E’ il consumatore, elemento finale della filiera ortofrutticola, che determina l’andamento del mercato. Le scelte, in pratica, si basano su pochi ma essenziali elementi che devono essere sempre presenti agli operatori: qualità, presenza o meno di certificazioniprezzogusto e conservabilità del prodotto. Ma è a casa del consumatore che avviene l’esame, forse più importante, quello che determinerà le scelte di acquisto future: quello su gusto e conservabilità”.
 
L’ortofrutta in Gdo
 
La critica più diffusa rivolta ai gestori dei reparti ortofrutta della Gdo è quella di vendere prodotti insipidi, senza sapore e che la loro tenuta in termini di shelf life (conservabilità) è irrisoria, in particolare nel periodo estivo, in quanto si presentano già deteriorati nel momento del consumo. Gli effetti di questa scarsa considerazione dei prodotti si riflette inevitabilmente sulle vendite. “Non ci si deve stupire pertanto se a questa bassa considerazione corrisponde un calo considerevole dei consumi con effetti negativi, a cascata, su tutti i soggetti della filiera. Tutto sta cambiando. Tutto è perduto? Assolutamente no. Lo è solo se non ci si adegua al cambiamento – argomenta Minguzzi – Le imprese che sapranno cogliere le opportunità prospereranno, quelle che non lo faranno saranno destinate a scomparire, così come hanno già fatto tante negli ultimi vent’anni”.
 
Esempi virtuosi
 
“È vero che il contesto non aiuta e che è necessario un ripensamento complessivo della fillera dell’ortofrutta nel segno di una qualità adeguata e continuativa, tuttavia ciascuno di noi è chiamato a fare del proprio meglio. Mi piace ricordare gli esempi virtuosi di aggregazioni commerciali di imprese nostre associate che hanno saputo coinvolgere i propri produttori, affermarsi sui mercati internazionali con nuove varietà o con la costituzione di consorzi di filiera. A tal proposito non si può non ricordare che, per la prima volta, un’azienda italiana – la Jingold SpA – espressione di imprese della nostra associazione, ha vinto a Berlino, lo scorso febbraio, il prestigioso Innovation Award di Fruit Logistica di fronte a concorrenti di tutto il mondo. Nulla può essere lasciato all’improvvisazione”.
 
Il mercato chiede imprese strutturate
 
La Gdo chiede ai suoi fornitori organizzazione e affidabilità in modo da poter meglio dialogare in termini di completezza, qualità e continuità delle forniture al fine di ridurre i rischi commerciali, amministrativi e penali connessi alla commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. Per essere parte della catena di fornitura è necessario essere aziende rispettose delle norme che disciplinano i requisiti sociali e ambientali, la sicurezza alimentare, la salute e sicurezza dei lavoratori, la trasparenza e l’anticorruzione, la gestione dell’energia, la sicurezza dei dati. “È in questa logica che il nuovo codice della crisi dell’impresa, entrato parzialmente in vigore il mese scorso, è intervenuto sull’organizzazione imprenditoriale imponendo alle società di dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle loro dimensioni, in grado di effettuare una rilevazione tempestiva della crisi e della possibile perdita della continuità operativa. Sotto questi delicati aspetti di gestione aziendale, con sincero orgoglio, rivendico il ruolo strategico della nostra associazione che, con elevata professionalità, è di supporto agli uffici delle nostre aziende”, conclude Minguzzi.
 
Sicurezza informatica
 
In particolare per quanto riguarda la sicurezza informatica delle aziende, sempre più oggetto di attacchi di hacker e di furti di dati (che costano alle aziende italiane quasi 900 milioni di dollari/anno) Minguzzi ha lanciato un allarme: “Anche il settore ortofrutticolo è sotto attacco. La nostra associazione non trascura certamente la questione. Al contrario, effettua costante opera di aggiornamento e informazione sui rischi della rete e sugli obblighi severi connessi al trattamento dei dati”.
 
L’assemblea ha approvato all’unanimità la relazione di Minguzzi e il bilancio dell’associazione. All’assemblea hanno partecipato Silvia Carpio, general manager assistant and new business del Gruppo Mazzoni e Arturo Barbato e Flavio Rossini di Euler Hermes Italia – Assicurazione dei crediti.
 
Fonte: ufficio stampa Fruitimprese Emilia-Romagna
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Integrazione orizzontale, il Sud ci prova. Anche con la IV Gamma

Con un finanziamento del ministero dell’Agricoltura di 45 milioni di euro, appena stanziato, passa alla fase operativa il contratto di filiera ortofrutticola coordinato da Agrocepi con capofila l’OP calabrese Pomez e il coinvolgimento di 26 aziende agricole, di otto regioni produttive italiane, fra cui tre trasformatori.

Tra le novità del progetto, la nascita del concetto inedito per il mercato, di paniere di beni da proporre alla distribuzione in forma aggregata. Si realizza così un’aggregazione produttiva di tipo orizzontale tra filiere, che darà il via all’ingresso in pompa magna di Soleo, trasformatore campano di frutta in guscio, nel settore dell’ortofrutta fresca e (in termini di investimenti infrastrutturali) all’ampliamento degli stabilimenti di Ortoromi e Finagricola che sono gli altri due trasformatori della rete.

Il finanziamento ministeriale è arrivato dopo l’estensione dei fondi disponibili per i contratti di filiera a complessivi 500 milioni di euro (+220 milioni disposti dal ministro Centinaio) e il contratto di filiera ortofrutticola guidato dall’OP Pomez, è il primo in graduatoria tra i nuovi ammessi.

“Nella prima riunione che si è tenuta nei giorni scorsi a Battipaglia – spiega Corrado Martinangelo, presidente di Agrocepi – abbiamo iniziato a lavorare per creare una sorta di aggregazione produttiva di filiera in senso orizzontale, e non verticale, come comunemente intesa, introducendo il concetto inedito di paniere di prodotti diversificati da presentare congiuntamente sul mercato. Un’offerta unica di più prodotti diversi, dalla IV alla V Gamma, al pomodoro da mensa, kiwi o clementine fresche che costituiranno un’offerta unica con un marchio e un disciplinare comuni. Attraverso il contratto di filiera le aziende coinvolte potranno trovare nuovi sbocchi di mercato sia fuori dalla filiera che dentro la filiera stessa, diventando, ad esempio, fornitori delle aziende di trasformazione coinvolte”.

Questi ultimi due punti saranno oggetto di altrettanti procedimenti burocratici appena avviati che porteranno alla nascita di un marchio (ombrello o collettivo è da decidere) e di un disciplinare unico di produzione.

“Fra le iniziative che si svilupperanno nel quadro del contratto di filiera – continua Martinangelo – c’è la creazione di un nuovo Opificio di Soleo, storico trasformatore campano di frutta in guscio, che aprirà la sua attività anche all’imbustamento di ortofrutta e alla creazione di succhi. Il progetto del contratto di filiera, nel suo complesso, sarà presentato a Macfrut”.

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Arriva il primo pane di grano arricchito con fibre di agrumi

Crea, benefico per la salute e nuova alternativa ecologica

Le fibre alimentari aiutano a mantenersi in salute e contribuiscono a prevenire le malattie cardiovascolari e l’insorgenza del diabete di tipo 2. Proprio per queste ragioni, i ricercatori del CREA (centri di Cerealicoltura e Colture Industriali e di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura) hanno sviluppato un pane “ad alto contenuto di fibre”, arricchito per la prima volta con le fibre contenute nella farina di agrumi. Quest’ultima, costituita per oltre il 70% da fibra di cui, per circa il 60% da fibre insolubili e per il 40% da fibre solubili, si ottiene dopo numerosi lavaggi ed essiccazione, dal pastazzo (buccia, polpa e semi), un sottoprodotto della lavorazione degli agrumi, che ancora oggi rappresenta un oneroso rifiuto, con elevati costi di smaltimento e problematiche ambientali, vista la produzione pari a circa 500.000 t all’anno.

A partire dalla semola e dalle parti della crusca più facilmente digeribili dal nostro organismo (differenti percentuali di cruschello e tritello), sono state prodotte in un panificio industriale pagnotte di pane, di circa 1 kg, con l’aggiunta di 2 tipologie di fibre di agrumi (arancia rossa e limone), da sole o miscelate, a 2 differenti livelli (1,5 e 2%). I ricercatori, quindi, hanno valutato gli effetti delle diverse tipologie e livelli di fibra di agrumi, dei differenti tempi di conservazione (fino a 120 giorni) e della loro interazione sui parametri chimico-fisici e sensoriali del pane dopo la cottura e durante la lunga conservazione, grazie al confezionamento delle pagnotte con speciali film plastici in atmosfera modificata (ATM).

Dal punto di vista chimico-fisico, le fibre di agrumi, di differenti tipologie e in diverse percentuali, non hanno avuto alcun impatto sulla conservabilità del pane, sul volume e sul peso, sulla struttura interna e sul pH. Dal punto di vista sensoriale, i pani arricchiti con fibre di arance rosse e di limone presentano un leggero sapore agrumato, ma qualitativamente risultano simili ai pani che ne sono privi. Inoltre, l’aggiunta di fibre di arance rosse e di limone nella farina di grano duro consente di produrre pane “ad alto contenuto di fibre”, perché presenta valori superiori ai 6 g per 100 g di prodotto, soglia minima secondo quanto previsto dal Reg. CE 1924/2006. Il pane integrale tradizionale, invece, si compone anche dello strato più esterno del seme (la cosiddetta crusca a foglia larga), quella parte che contiene fibra 100% insolubile, non digeribile e che può incidere negativamente sulle caratteristiche fisiche e sensoriali dei prodotti da forno (volume, altezza, alveolatura interna, aspetto esterno, rugosità della crosta, odore, colore, sapore). A differenza, quindi, di un pane prodotto con uno sfarinato integrale 100% di grano, quello arricchito con le farine di agrumi preserva le caratteristiche fisiche e sensoriali del pane tradizionale, ma con un maggiore valore nutrizionale.

L’uso di fibre di agrumi nella panificazione, infine, può essere considerato un’alternativa ecologica per il riutilizzo e la valorizzazione degli scarti e dei sottoprodotti della lavorazione degli agrumi.

Lo studio, realizzato insieme al Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Frontiers in Nutrition, ed è consultabile al link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6381019/

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PSR Calabria e accesso al credito

E’ possibile accedere alle informazioni necessarie per poter usufruire del Fondo di Fondi Regionale, che offre condizioni agevolate rispetto all’accesso ai finanziamenti nel settore agricolo e della trasformazione, per quanti riguarda gli investimenti previsti dalle sotto-misure del PSR 4.1 “Sostegno a investimenti nelle aziende agricole” e 4.2 “Sostegno a investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli”.
Grazie all’Accordo di Finanziamento della Regione Calabria con il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI),  insieme alle altre Autorità di Gestione dei PSR delle Regioni Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Veneto, Umbria, Campania e Toscana, le condizioni agevolate riguarderanno tassi d’interesse più bassi di quelli ordinari e/o in termini di minori garanzie collaterali prestate.
In Calabria saranno operativi tre istituti di Credito: Credem, Iccrea BancaImpresa e Monte dei Paschi di Siena.

Con tale accordo l’AdG del PSR della Regione Calabria ha affidato al FEI i compiti di esecuzione – ai sensi dell’articolo 38(4)(b)(i) del Reg. (UE) n. 1303/2013 – per l’attuazione del Fondo di Fondi Regionale (FdF) (come definito all’articolo 2(27) del medesimo regolamento).

Che cos’è

Vai al link  Piattaforma Multiregionale di Garanzia FEI per l’Agricoltura

Obiettivo

Obiettivo del Fondo di Fondi Regionale è di facilitare l’accesso ai finanziamenti nel settore agricolo e della trasformazione, attraverso l’implementazione di una garanzia illimitata di portafoglio a sostegno delle misure d’investimento previste dalle sotto-misure 4.1 “sostegno a investimenti nelle aziende agricole” e 4.2 “sostegno a investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli”.

Il prodotto finanziario

Il prodotto finanziario che sarà utilizzato nell’ambito del “FdF Regionale”, è una garanzia senza limiti di portafoglio (c.d. un-capped guarantee) che copre il 50% del rischio di perdite sui prodotti di finanziamento del debito che saranno erogati ai percettori finali da parte degli intermediari finanziari selezionati dal FEI.

La modalità di attuazione

La strategia di investimento concordata all’interno dell’Accordo di Finanziamento (Funding Agreement) prevede la selezione, da parte del FEI, degli intermediari finanziari. Saranno gli intermediari stessi che erogheranno, di fatto, il finanziamento del debito ai percettori finali nel territorio della Regione e che – previa verifica dei criteri di eleggibilità previsti negli accordi operativi da sottoscriversi tra FEI e intermediari finanziari selezionati – includeranno tale finanziamento del debito nel portafoglio garantito dal Fondo di Fondi.

Nella Regione Calabria saranno operativi tre istituti di Credito: Credem, che ha già sottoscritto con il FEI l’accordo di finanziamento, Iccrea BancaImpresa, che ha già ottenuto l’approvazione della propria candidatura da parte del Consiglio di Amministrazione del FEI e Monte dei Paschi di Siena la cui candidatura è in fase di approvazione.

Nel corso dell’ultimo Comitato di Investimento tenutosi il 12 marzo 2019 è stato chiarito che il contributo regionale impegnato, pari ad euro 10.000.000, garantirà un volume minimo di prestiti che gli Istituti di Credito erogheranno, anche grazie all’impiego di risorse FEI, BEI e Cassa Depositi e Prestiti, sarà di 4 volte tale contributo, ossia euro trentaseimilioni. Raggiunto questo volume, il portafoglio garantito potrà crescere fino al volume target di euro 48.400.000,00

Vantaggio

Il vantaggio per ciascun percettore finale dalla garanzia consisterà nel vedersi applicate condizioni agevolate in termini di tassi d’interesse più bassi di quelli ordinari e/o in termini di minori garanzie collaterali prestate.

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Aggiornato dal Mipaaft l’elenco dei prodotti DOP, IGP e STG

Elenco delle denominazioni italiane, iscritte nel Registro delle denominazioni di origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite
(Regolamento UE n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012) – aggiornato al 26 marzo 2019-

Accedi all’Elenco: 01___DOP__IGP_e_STG_Registrati_aggiornato_al_12_aprile_2019

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Cibus Connect 2019 da risalto alle novità del settore Food&Beverage

L’edizione 2019 di Cibus Connect  da risalto alle novità del settore Food & Beverage con un’apposita sezione “Novità di Prodotto e un’area espositiva speciale “Cibus Innovation Corner” 

Tramite il catalogo online, consultabile a partire dall’8 di Aprile sul sito e sulla App Cibus, è possibile consultare una vetrina straordinaria e una guida virtuale per acquirenti e professionisti del settore sui prodotti  Food & Beverage Authentic Italian più innovativi, presentati in fiera dalle aziende espositrici.

Accedi da qui alle 100 alle novità di prodotto selezionate 

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Industria alimentare: rapporto ISMEA, fatturato imprese al Sud cresce più che al Nord

C’è una cosa che al Sud cresce più che al Nord: il fatturato delle industrie alimentari.

È quanto emerge dallo studio realizzato dall’ISMEA, in collaborazione con Fiera di Parma e Federalimentare, sulle 1.526 imprese alimentari dotate di bilancio e fatturato superiore a 10 milioni di euro.
Dal rapporto emerge che, sebbene solo il 23% delle aziende medio-grandi si collochi nel Mezzogiorno (dove prevale una presenza ancora massiccia di imprese medio-piccole), negli ultimi tre anni il fatturato dell’industria alimentare è cresciuto di più nelle imprese meridionali (+5,4%) che in quelle del Centro-Nord (+4,4%).

Sono molteplici le ragioni del “sorpasso” del Sud, dove nel complesso si contano oltre 344mila imprese agricole e quasi 34mila dell’industria alimentare, pari al 18,5% del tessuto imprenditoriale del Sud:

Qui operano la maggioranza delle aziende dei comparti più dinamici come quello delle conserve vegetali e vi è una buona rappresentatività di comparti con buone performance a livello nazionale, quali lattiero-caseario, vino, salumi e carni.
Vi risiedono aziende che lavorano prodotti specifici con una dinamica molto elevata (e maggiore che nel Centro-Nord) in comparti che hanno fatto registrare ottime performance, quali caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%).
C’è maggiore incidenza di imprese di media dimensione (50-250 dipendenti), il cui fatturato è cresciuto più della media sia nel Mezzogiorno (+7,5%) sia nel Centro-Nord (+8,7%).
Ci sono imprese «più giovani» (con meno di 25 anni di attività), in genere più dinamiche, che hanno realizzato una crescita a due cifre del fatturato (+12% contro il +8% nel Centro-Nord).

Uno degli elementi di competitività è rappresentato dal prodotto “Made in Italy” e di fatto il 55% di un campione di imprese intervistato prevede nella propria strategia di comunicazione la dicitura “100% italiano”.
Dal 2015 al 2018, il mercato dell’UE è infatti aumentato per oltre il 70% degli intervistati e oltre il 50% delle imprese ha visto aumentare la propria quota di mercato soprattutto grazie alla leva della qualità e del Made in Italy. Difenderlo e valorizzarlo è un obiettivo comune, da Nord a Sud.
Permangono, tuttavia, fattori limitanti come il minore grado d’innovazione tecnologica riscontrabile anche dal livello più basso di immobilizzazioni immateriali e finanziarie e la forte dipendenza da fonti esterne di finanziamento che rende difficile l’accesso al credito per ulteriori investimenti.

scarica l’anteprima presentata a Cibus Connect Agroalimentare_MEZZOGIORNO__002_

 

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Progetto “Brand Calabria – Travel & Taste” settore agroalimentare e turismo. Aperta manifestazione di interesse.

La Camera di Commercio Italiana in Danimarca con sede in Copenaghen, in cooperazione con la Regione Calabria – Dipartimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, con il supporto operativo di Unioncamere Calabria, indice una manifestazione di interesse alla partecipazione di Aziende agroalimentari e turistiche regionali al Progetto “Brand Calabria – Travel & Taste”, finalizzato alla presentazione delle opportunità commerciali del mercato danese.

Scadenza adesioni: 3 maggio 2019.

Scarica la manifestazione di interesse Avviso-pubblico_Danimarca-ok

Accedi alla domanda di adesione 

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Promozione dei prodotti agroalimentari e delle eccellenze della regione Calabria in Canada. Aperta manifestazioni di interesse

LCamera di Commercio Italiana dell’ Ontario – Canada, in cooperazione con la Regione Calabria – Diaprtimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, con il supporto operativo di Unioncamere Calabria, indice una manifestazione di interesse per la partecipazione di Aziende agroalimentari e vinicole regionali al Progetto di Internazionalizzazione ” Promozione dei prodotti agroalimentari e delle eccellenze della Regione Calabria in Canada”, finalizzato a presentare le opportunità commerciali del mercato canadese per il settore agroalimentare e vinicolo calabrese.

Scadenza adesioni : 24 Aprile 2019.

scarica la manifestazione di interesse Avviso-Pubblico-Canada-Ontario

accedi a modulo di domanda

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A Sol&Agrifood una ricerca sui consumatori di prodotti alimentari

Un profilo del consumatore di prodotti alimentari di alta qualità. E’ la ricerca commissionata a Nomisma da Veronafiere e presentata a Sol&Agrifood in corso a Verona all’interno del Vinitaly durante un talk-show alla presenza della sottosegretaria alle Politiche agricole alimentari forestali e turismo Alessandra Pesce.

Olio evo, birra e in generale prodotti DOP-IGP e la percezione del Made in Italy nel mondo sono stati al centro della ricerca, secondo la quale oltre 9 italiani su 10 consumano olio di oliva in Italia, 2 su 3 lo acquistano più volte al mese, selezionandolo principalmente in base all’origine ancor prima del brand e del prezzo.

L’analisi del profilo di chi acquista olio di qualità (DOP-IGP) restituisce l’identikit di un uomo, over 45 anni, con posizione lavorativa stabile ed economicamente sicura, laureato o con un altro titolo di studio elevato. L’attenzione al marchio DOP-IGP è più forte tra i “salutisti” e chi ha figli piccoli in casa.

Per Nomisma, due italiani su dieci comprano alimenti DOP-IGP abitualmente. Questa propensione all’acquisto e la sensibilità nei confronti di questi marchi sono maggiori nelle grandi città e in generale nel centro Italia.

Alcune tipologie familiari, inoltre, risultano più attente alla qualità dei prodotti alimentari: si tratta di nuclei con figli conviventi in cui il responsabile degli acquisti è donna, over 45 anni e con titolo di studio elevato.  La ricerca ha preso in considerazione anche il consumatore di birra, differenziato tra chi beve birra e chi preferisce la birra artigianale: la prima è la preferita da Generation X e Baby Boomers (rispettivamente 39-54 e 55-73 anni), mentre la seconda attira maggiormente i Millennial più eruditi delle grandi città.

La percezione del made in Italy nel mondo. Secondo le ultime indagini multi-country di Nomisma, sia negli Emirati Arabi, che in Regno Unito ma anche in Cina, circa 4 consumatori su 10 affermano che il nostro cibo e il nostro vino siano in assoluto i prodotti più rappresentativi del made in Italy, prima ancora di moda, auto e arredamento. All’estero, il food&beverage italiano richiama innanzitutto il concetto di “qualità” per circa un quarto dei consumatori stranieri, che, pensando al nostro cibo evocano anche immagini come “tradizione/cultura”, “salute” e “stile”. I prodotti della nostra cultura gastronomica che più attraggono i consumatori stranieri sono pasta e olio extravergine di oliva, ovviamente dopo la pizza: non plus ultra del made in Italy per diffusione e notorietà.

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Macfrut 2019: oltre 1100 espositori, 1500 buyer invitati, 60 eventi

Dall’8 al 10 maggio alla Fiera di Rimini la vetrina internazionale dell’ortofrutta. Oltre 1100 espositori, 25% esteri, 1500 buyer invitati, 60 eventi. Africa Subsahariana e Piemonte partner della fiera. Ortofrutta settore strategico per l’Italia prima voce dell’export agroalimentare.

Internazionalizzazione e innovazione. Sono le due “key” della 36esima edizione di Macfrut, fiera internazionale dell’ortofrutta, nei padiglioni fieristici di Rimini dall’8 al 10 maggio 2019. Unica fiera di filiera del panorama internazionale, la tre giorni vuole rappresentare l’orgoglio di un sistema cardine del made in Italy agroalimentare, prima voce dell’export (inclusa l’ortofrutta lavorata e conservata) con circa 8,4 miliardi di euro, di cui 4,9 di fresco.
Numeri in crescita per Macfrut che si dipana su 8 padiglioni fieristici con una presenza che per la prima volta oltrepassa i 1100 espositori, un quarto dei quali oltreconfine. E ancora, oltre 1500 buyer invitati da tutto il mondo, a cui a si aggiungono una sessantina di eventi tra convegni, meeting aziendali e convention organizzati direttamente dagli espositori, a testimonianza di una fiera anche di contenuti.
Tutto questo in rappresentanza di undici settori espositivi che rendono Macfrut un unicum nel contesto delle fiere di settore: sementi; novità vegetali e vivaismo; tecnologie di campo; mezzi tecnici; produzione, commercio e distribuzione; biologico; macchinari e tecnologie del post raccolta; materiali e imballaggi di confezionamento; quarta gamma; logistica; servizi.
A Macfrut si ritrovano le principali organizzazioni del settore ortofrutticolo, dall’ACI (Associazione delle Cooperative Italiane) a Fruitimprese, da Italia Ortofrutta a Italmercati, da Fedagro Mercati a Cso Italy, da Coldiretti ad ANBI (Associazione delle Bonifiche Italiane).

Key numero uno: internazionalizzazione
Se c’è un tema centrale per la crescita del settore ortofrutticolo italiano è lo sviluppo del mercato internazionale. E qui un ruolo chiave lo gioca Macfrut nel suo impetuoso sviluppo sul fronte dell’internazionalizzazione con una trentina di missioni di presentazione in tutto il mondo, la presenza di circa il 25% di espositori esteri, l’invito di 1500 buyer (solo cinque anni fa erano 250) nella collaudata sinergia con Ice Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Tra le novità la presenza di un padiglione interamente dedicato all’Africa, di cui l’area Subsahariana è partner internazionale di questa edizione. Saranno presenti 200 aziende provenienti da 14 paesi: Angola, Benin, Congo, Etiopia, Ghana, Kenya, Mozambico, Namibia, Senegal, Somalia, Sudan, Uganda, Tanzania, Zambia.
L’Africa ricopre un ruolo sempre più centrale nel panorama internazionale (economico e demografico), tanto che le previsioni di crescita ne indicano un +5% del Pil annuale, con la previsione di arrivare a rappresentare il 5% del Pil mondiale entro il 2030. In questo contesto, l’ortofrutta può essere un volano per la crescita economica del Continente, aprendo ampi spazi di azione per l’Italia, principale produttore ortofrutticolo mondiale e leader nella tecnologia e nel packaging.
In questo panorama è stato ideato il progetto Lab Innova messo in campo di Ice Agenzia con la collaborazione di Macfrut, che intende sviluppare il partenariato tra imprese UE-Africa, puntando su formazione manageriale, innovazione e trasferimento tecnologico nel settore agricolo e agroindustriale africano. In questa prima fase sono cinque i paesi africani coinvolti nel progetto (Etiopia, Mozambico, Uganda, Tanzania, Angola) tutti presenti a Macfrut.
Sempre a Macfrut, tra le novità sul piano internazionale segnaliamo la prima volta di Cuba con 5 imprese, Proecuador con 8 grandi imprese, lo stato messicano di Zacatecas con 6 imprese. E ancora, una forte partecipazione dall’Est Europa di buyer e produttori (Serbia e Uzbekistan raddoppiano l’area), così come la presenza dei principali importatori del Golfo Persico (Emirati, Bahrein, Qatar), India e Sud Est Asiatico.
Fondamentale nel percorso di internazionalizzazione il sostegno dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Partner di Macfrut in questo cammino il gruppo bancario Crédit Agricole, main sponsor e business partner, e Coface, uno dei leader mondiali nell’assicurazione dei crediti.

Key numero due: innovazione
Macfrut è una fiera dinamica, testimonianza di un settore tra i più innovativi del panorama agroalimentare. Un dinamismo che si riflette nelle tre aree “in movimento” che presentano le principali novità sul fronte del pre e post raccolta.
A partire dal Greenhouse Technology Village, un vero e proprio villaggio dell’innovazione orticola in serra che ospita i principali produttori di tecnologie, materiali e mezzi tecnici, sementieri e vivaisti specializzati. Un’area altamente specializzata, posizionata nell’ingresso Est, dove vengono presentate alcune delle innovazioni destinate a diventare strumenti di lavoro quotidiani per i produttori.
Un’altra area dinamica è, AcquaCampus, un campo dimostrativo di 500 metri quadrati dove si possono vedere in azione gli impianti di irrigazione tecnologicamente più avanzati, presentati dalle aziende leader mondiali.
Terza proposta, è il ritorno di Macfrut in Campo, una grande area sempre allestita all’interno dei padiglioni della fiera dove viene riprodotto un vero e proprio campo prova con all’opera le macchine agricole più innovative.
Sempre in fiera si terrà la seconda edizione del Tropical Fruit Congress, il summit europeo dedicato ai frutti tropicali, quest’anno suddiviso in tre sessioni: i trend di mercato della frutta tropicale in Europa e i prodotti emergenti Lime, Papaya e Passion Fruit (8 maggio); ananas con il The Pinepple Day (9 maggio); sessione tecnica sul pre-raccolta (10 maggio).
Un altro grande evento interazionale è la prima edizione del “Table Grape Meeting” (10 maggio) sull’uva da tavola di cui l’Italia è il primo produttore europeo.
Un altro tema centrale è quello dei biostimolanti, al centro del congresso internazionale ospitato a Macfrut nel “Biostimulant International Event” alla presenza delle principali aziende del settore in un confronto con le filiere produttive e i tecnici.
Sotto il segno delle conferme il Macfrut Innovation Award, insieme all’Informatore Agrario, per valorizzare l’innovazione nella produzione e nelle tecnologie della filiera ortofrutticola.
Macfrut è anche una fiera ricca di contenuti, con oltre una sessantina di eventi tra convegni, meeting aziendali, workshop, convention organizzati direttamente dagli espositori. Tra gli appuntamenti, un evento di Cso-Fruitimprese sulle barriere fitosanitarie, la giornata nazionale dell’irrigazione promossa da Anbi, il Forum di Coldiretti, il meeting dei fornitori di Coop Italia, una conferenza stampa sulla Via della Seta con l’autorità portuale di Trieste, Maap di Padova e Emirates Cargo.

Piemonte Regione partner
È il Piemonte la Regione partner dell’edizione 2019. Da anni presente nella kermesse dell’ortofrutta, in questa edizione sarà la protagonista con i suoi prodotti di punta a partire dalla Mela Rossa Igp di Cuneo, prodotto simbolo di questa 36esima edizione.
L’ortofrutta è un settore strategico per l’economia agroalimentare piemontese. Occupa una superficie di 55.830 ettari, pari al 5% della superficie agricola totale della regione, con un peso del 14% in termini di produzione ai prezzi di base (475 milioni di euro – dati 2017).
Sono 10.850 le aziende attive (registrate nell’anagrafe agricola regionale), di cui circa 1.700 orticole, 1200 dedicate alla coltivazione di patate, 7.950 frutticole. Le specie maggiormente significative, in termini di superficie del territorio sono mele, pesche e nettarine, kiwi, nocciolo, castagno.
Sul fronte dell’export, in evidenza “le qualità” e le eccellenze certificate dell’ortofrutta piemontese, rappresentate dai circa 90 prodotti agroalimentari tradizionali e dalle produzioni di qualità riconosciute: nocciola del Piemonte IGP, mela rossa Cuneo IGP, castagna Cuneo IGP, marrone della Val di Susa IGP e fagiolo di Cuneo IGP.

Ortofrutta fresca: export in flessione
Dopo il 2017 dei record con il superamento del “muro” dei 5 miliardi di euro di export (5,2 miliardi per la precisione), il 2018 ha registrato una flessione arrivando a quota 4.891 milioni di euro (3.391 milioni la frutta, 1.500 milioni gli ortaggi), secondo i dati di Ice Agenzia. La diminuzione ha toccato in misura minore gli ortaggi (-3,06%) rispetto alla frutta (-8,2%).
Il comparto ortofrutta è uno dei settore strategici del made in Italy, rappresentando il 18% dell’export agroalimentare, valore che sale al 31% se si aggiunge l’ortofrutta lavorata e conservata. Il dato aggregato, evidenzia come l’ortofrutta sia la prima voce dell’export agroalimentare con un valore di 8.438.573 migliaia di euro, contro i 6.204.963 migliaia di euro del vino, seconda voce.

Info Macfrut 2019
Macfrut è organizzato da Cesena Fiera e si svolgerà in Fiera a Rimini nelle giornate 8-9-10 maggio 2019, orario 9.30-18.00.
www.macfrut.com

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Linee guida vendita diretta 2018

Rete Rurale Nazionale ha pubblicato i risultati di un lavoro condotto che, partendo dall’analisi di casi di successo, aiuta ad identificare i requisiti e le risorse che devono essere messe in campo da un agricoltore che vuole vendere direttamente i suoi prodotti o che vuole entrar a far parte di una filiera corta al fine di fornire informazioni necessarie alla scelta delle modalità più adatte ai suoi obiettivi.

La guida è uno strumento di descrizione ed analisi di alcuni dei casi di successo della vendita diretta e della filiera corta e rappresenta un primo passo nell’esplorazione del dinamico e sfaccettato panorama delle modalità con le quali gli agricoltori in forma singola e collettiva stanno affrontando direttamente il mercato.
Come è emerso dalle numerose interviste e casi di studio su cui si basa questo lavoro, l’allargamento dei confini dell’azienda agricola al settore commerciale porta ad una innovazione continua delle produzioni e dell’organizzazione aziendale con un suo riposizionamento dinamico in nuovi canali e nuovi mercati che nascono proprio dal rapporto diretto produttore-consumatore.


La  guida è suddivisa in diverse parti finalizzate a fornire:

 una classificazione delle diverse forme di vendita diretta e di filiera corta che stanno assumendo una rilevanza come circuiti distributivi grazie alla presenza di un numero elevato di produttori e alle relazioni che tra questi si instaurano, formali ed informali, per soddisfare le richieste dei consumatori di un’offerta diversificata e continua nel tempo; alcuni casi di studio esemplificativi delle diverse modalità attraverso le quali vengono immesse sul mercato significative quantità di prodotto attraverso la vendita diretta e la filiera corta;
 gli elementi e i requisiti soggettivi ed oggettivi comuni a tutte le modalità di commercializzazione esaminate che possono essere considerati i requisiti minimi per avviare un’attività di vendita diretta o entrare in filiere corte gestite da agricoltori o da altri intermediari;
 i principali fabbisogni in termini di risorse e di organizzazione richiesti dalle principali e più promettenti modalità di vendita diretta e filiera corta. In tal modo, gli agricoltori a cui è destinata la “guida”, possono disporre di una base informativa per valutare gli eventuali investimenti e cambiamenti da introdurre nella propria impresa per affrontare direttamente il mercato, quale modalità possa essere più adeguata rispetto alle proprie disponibilità di prodotto, di risorse umane e finanziarie aziendali e quali i benefici in termini di sicurezza del collocamento del prodotto e di incremento dei propri redditi;
 un approfondimento delle necessità relative alle funzioni della logistica per la vendita diretta e la filiera corta e di alcune modalità di gestione.

Linee_Guida_Vendita_Diretta_2018 (1)

A1_Regolamento_produttori_agricoliA2_Adesione_Aziende___Marchio___la_Spesa_in_Campagna

A2_Adesione_Aziende___Marchio___la_Spesa_in_Campagna

A3_Contratto_tipo_della_Rete

A4_contartto_di_fornitura_al_market_place

A5_Contratto_vendita_a_distanza_azienda_cliente

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Alla Macfrut 2019. Africa, il continente delle opportunità

La 36° edizione di Macfrut punta i riflettori sui Paesi dell’Africa Subsahariana.
Un nutrito calendario di eventi, networking, b2b e conferenze animerà per 3 giorni l’area espositiva dedicata.

Nel pomeriggio di mercoledì 8 Maggio, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, avrà luogo una Tavola Rotonda Ministeriale dedicata allo sviluppo orticolo e agro-industriale dell’Africa, a cui prenderanno parte rilevanti autorità italiane e i Ministri dei Paesi africani, accompagnati dai rispettivi ambasciatori a Roma.

In risposta alla crescente necessità di innovazione, poi, a livello convegnistico verranno affrontati quattro macro-temi:

  • La gestione efficiente dell’acqua
  • Le nuove frontiere dell’orticoltura
  • Le tecnologie per le aziende agricole
  • I piccoli impianti per la trasformazione industriale

Banca Africana di sviluppo infatti ha indicato nell’Agrifood uno degli asset strategici per la crescita del Continente. Le previsioni di crescita dell’Africa sono di un +5% del Pil all’anno, mentre entro il 2030 il Pil africano sarà il 5% del Pil mondiale. Un ruolo importante, in questo contesto, lo gioca l’ortofrutta, chiave di crescita economica dell’Africa.

L’Italia, produttore ortofrutticolo mondiale e leader nella tecnologia e nel packaging, può svolgere un ruolo importante nell’incrementare il business delle aziende africane che operano in questi settori. E l’hub di questo percorso è Macfrut, unica fiera di filiera che dedica un intero padiglione all’Africa Subsahariana, partner interazionale.

Si tratta di una grande occasione per le imprese italiane ed europee di tutti i comparti per crescere e svilupparsi: dalle tecnologie alle sementi, così come per la vendita dei prodotti di qualità ambiti da un ceto medio-alto, in crescita soprattutto nei grandi agglomerati urbani.

Per maggiori informazioni: https://www.macfrut.com/

ufficio.estero@macfrut.com
Tel: +39 0547 317435

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Regione Calabria a TUTTOFOOD Milano, 6-9 maggio 2019. Aperta la manifestazione di interesse per le imprese

La Regione Calabria – Dipartimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, indice una manifestazione di interesse relativa alla selezione di aziende calabresi operanti nel comparto agroalimentare, ai fini della partecipazione alla manifestazione fieristica ” Tuttofood”  che si terrà a Milano dal 6 al 9 maggio 2019.

Scadenza adesioni : 10 Aprile 2019.

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Progetto “Truly Calabria” per il settore agroalimentare e turismo. Aperta la manifestazione di interesse per le imprese

La Camera di Commercio Italiana per la Germania di Francoforte, in cooperazione con il Dipartimento Presidenza della Regione Calabria – Settore internazionalizzazione e con il supporto operativo di Unioncamere Calabria – Desk Enterprise Europe Network, indice una Manifestazione di interesse a partecipare alle azioni del progetto “Truly Calabria”. L’iniziativa è rivolta allle imprese calabresi del settore agroalimentare e turistico.

Scadenza adesioni: 8 Aprile 2019.

 

 

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Analisi campagna clementine 2018-2019

Con la Calabria che si conferma la regione italiana più vocata per la coltivazione delle clementine in Italia, analizziamo i dati raccolti da Bmti e Italmercati sulla campagna 2018-2019 delle clementine italiane.

Dai prezzi che hanno fluttuato dai record di inizio campagna a un crollo a metà dicembre per poi ristabilirsi sul finire di febbraio con le ultime varietà. Con la Spagna che ha un peso rilevante nelle importazioni su tutta la campagna dalle varietà precoci a quelle tardive. Senza dimenticare come temperature e pioggia hanno influito sulla campagna.

I prezzi delle clementine nelle ultime tre campagne a confronto

Ad inizio campagna 2018/19 si sono registrate quotazioni piuttosto elevate, mentre nel periodo di maggior produzione, da metà novembre a metà dicembre, i prezzi sono risultati più bassi anche rispetto alle campagne precedenti. Procedendo verso la fine della campagna si è verificato un incremento delle quotazioni ma su livelli inferiori degli anni passati, a causa del maggior volume produttivo e della qualità tendenzialmente più bassa, dovuta al clima umido con temperature piuttosto alte che ha interessato le zone produttive in autunno e che ha favorito l’insorgenza di patologie fungine.

La produzione di clementine dal 2013 al 2017

Il dato Istat indica per il 2017 una produzione nazionale di clementine che sfiora le 614mila tonnellate, in crescita del 7,3% rispetto al 2016. Le superfici investite, sui 25.800 ettari, si sono invece mantenute sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. La Calabria si conferma la principale regione produttrice, con oltre 418mila tonnellate nel 2017 (68% della produzione nazionale). La produzione pugliese, che ricopre il 20% di quella nazionale, è aumentata del 9% nel periodo 2013-2017, nonostante un calo nell’ultimo anno.

Prezzi delle clementine comuni e l’andamento climatico nella campagna 2018/2019

Il consumo di clementine è tradizionalmente legato ai periodi di basse temperature, soprattutto quando questi si verificano nel periodo natalizio. L’andamento climatico autunno-invernale del 2018 ha mostrato un netto decremento delle temperature nelle aree centrosettentrionali. Si osserva come il mese di novembre, caratterizzato da temperature piuttosto elevate, coincida con un repentino calo nelle quotazioni. L’annata in corso è stata relativamente influenzata anche dalla qualità non particolarmente elevata del prodotto, soprattutto calabrese, il quale ha subìto forti danneggiamenti, sia diretti che determinati dalle condizioni estremamente umide e con temperature elevate del mese di novembre.

I prezzi delle clementine per calibro

La campagna 2018/19 è stata caratterizzata dalla presenza di prodotto di pezzatura medio/piccola. Da notare come le quotazioni fra i calibri più piccoli (3, 4 e 5) siano fra loro molto vicine: questo è dovuto anche al fatto che la scala di calibrazione ufficiale, nel caso degli agrumi, preveda calibri sovrapponibili. Quest’ultima osservazione è evidente anche nell’ultima parte della campagna fra il prodotto di calibro 2 e di calibro 3.

I prezzi delle cultivar spagnole

La presenza di cultivar spagnole durante la campagna 2018/2019 è stata costante nei mercati italiani: la varietà precoce Clemenruby è stata la prima ad arrivare sulle piazze italiane con quotazioni inizialmente alte, che sono andate poi calando con l’arrivo delle altre cultivar (Comune e Oronules) e della produzione italiana. Anche la chiusura di campagna 2018/19 è caratterizzata dalla presenza di cv spagnole tardive, quali Orri, Hernandina e Nadorcott, che si attestano su quotazioni leggermente più alte rispetto alle ultime produzioni nazionali.

Import export delle clementine in calo con bilancia commerciale in passivo

I dati Istat sul commercio con l’estero riferiti al periodo gennaio-novembre 2018 denotano un arretramento degli scambi commerciali nazionali di clementine. Sul fronte delle importazioni si registra, infatti, rispetto al periodo gennaio-novembre 2017, un calo del 20% per i volumi importati, che si sono attestati sulle 58mila tonnellate, corrispondenti ad un esborso monetario di 58,7 milioni di euro. L’84% delle importazioni nazionali di clementine è dato dagli acquisti dalla Spagna, che sono diminuiti del 17%. Anche dal lato delle esportazioni si osserva una contrazione del 27% dei volumi a 31.700 tonnellate, per un valore di 23,6 milioni di euro, attribuibile principalmente al calo delle esportazioni verso i principali paesi destinatari, Polonia e Ungheria. Risultato della dinamica di importazioni ed esportazioni, un saldo della bilancia negativo (-25.600 tonnellate, ovvero -35 milioni di euro).

 

da Fresh Point Magazine del 1° Aprile 2019

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Missione ICE in Giordania aperte le iscrizioni entro 11 aprile 2019

ICE–Agenzia , in collaborazione con JIACC – Joint Italian Arab Chamber of Commerce, nell’ambito del Progetto Import Strategico, organizza nel mese di aprile 2019 una missione in Giordania volta ad individuare forme di collaborazione con fornitori locali nei settori agricoltura, pelle e concia, prodotti delle miniere e cave, chimica, prodotti naturali del Mar Morto.

Per una maggior visibilità delle aziende e nello stesso tempo per rafforzare l’immagine di un Made in Italy condiviso, la missione viene realizzata negli stessi giorni della Business Mission organizzata dalla JIACC – Joint Italian Arab Chamber of Commerce nei giorni 29/30 aprile con particolare interesse verso i settori delle costruzioni e infrastrutture, energie rinnovabili, farmaceutica, cosmetica, cure mediche e agrofood.

La missione ha l’obiettivo di supportare le aziende italiane partecipanti a verificare opportunità di acquisto di materie prime e semilavorati, avendo la possibilità di incontrare importanti fornitori locali nei comparti:

• Fertilizzanti

• Agroalimentare (datteri, frutta e verdura stagionale)

• Prodotti delle miniere e cave (fosfato, potassio)

• Chimica plastica (polietilene)

• Cuoio e pelli da lavorare

• Prodotti naturali del Mar Morto (fanghi e sali)

A ciascuna azienda italiana partecipante, verrà messa a disposizione interprete e auto con autista per incontrare gli interlocutori locali direttamente presso le loro sedi.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa si prega di visualizzare la circolare informativa in allegato.

La partecipazione alla missione è gratuita. 

Sono a carico delle aziende le spese relative a biglietto aereo dall’Italia, il vitto e alloggio, eventuali trasporti al di fuori del programma ufficiale previsto

Per motivi organizzativi, l’iscrizione all’evento è obbligatoria: per partecipare, gli interessati dovranno registrarsi su apposito modulo on-line disponibile al link:

https://docs.google.com/forms/d/1KZkm2asgpOtNiVM3gAUQ1fDTeMukqev7aJaHHMo2Rag/edit

 

L’iscrizione deve avvenire entro l’11 aprile 2019.

La segreteria organizzativa

Ufficio Partenariato Ind.le e Rapporti con gli OO.II.

Info: coll.industriale@ice.it

 

Per aderire clicca qui!!
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La Commissione UE lancia eAmbrosia

La Commissione europea ha annunciato il lancio di una nuova banca dati pubblica per facilitare l’accesso alle informazioni sulle indicazioni geografiche dell’UE, compreso il loro stato, le loro specifiche di prodotto e un collegamento diretto alla base giuridica quando sono ufficialmente protetti. Il database si chiama”eAmbrosia – i registri delle indicazioni geografiche dell’UE“.

Per tutto il 2019, il lancio avverrà in tre fasi. Inizialmente, la banca dati comprenderà esclusivamente vini IG dell’UE. Entro l’estate 2019 includerà bevande spiritose IG dell’UE. Infine, entro la fine del 2019, tutti i prodotti agroalimentari DOP IGP dell’UE faranno parte di eAmbrosia.

Progettato per sostituire gli attuali database per vino (e-Bacchus), spirits (e-Spirit-Drinks) e food (Door), eAmbrosia includerà un’interfaccia facilmente ricercabile e intuitiva. Questo nuovo sistema semplificherà la ricerca di informazioni sulle indicazioni geografiche e aumenterà la trasparenza per i produttori, le autorità nazionali e chiunque sia interessato alle IG europee.

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TUTTOFOOD e FRUIT INNOVATION organizzate da Fiera Milano, si svolgeranno dal 6 al 9 maggio 2019

TuttoFood in sole 6 edizioni è diventato il palcoscenico ideale per presentare i propri prodotti al mercato nazionale ed internazionale.

  • Un evento esclusivamente riservato al B2B
  • È l’unica manifestazione di settore, nel panorama fieristico italiano, con un respiro realmente internazionale
  • E’ un evento che risponde sia alle esigenze delle aziende che guardano principalmente al mercato italiano che a quelle di chi punta all’esportazione
  • Una vetrina efficace per testare le proprie idee innovative ed esperienze
  • Offre una moderna e qualificata rassegna professionale, che permette di analizzare i trend di mercato
  • E’ la Fiera in più rapida crescita in Europa
  • Offre importati opportunità di business con buyer nazionali ed internazionali
  • Permette di confrontare le proprie esperienze ed analizzare i trend di mercato
  • Presenza di workshop, i seminari, i convegni e meeting

La manifestazione, nata nel 2017 dall’eredità di EXPO MILANO 2015conta di raggiungere e superare i dati delle precedenti edizioni.

Quest’anno l’evento riafferma  il ruolo centrale della città metropolitana nella valorizzazione della filiera e dell’eccellenza agroalimentare del Paese, con particolare attenzione alla salute e alla sostenibilità.

Gli importanti eventi organizzati da Confcommercio Milano MonzaBrianza Lodi, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto Veronesi, in partnership con TUTTOFOOD, saranno inseriti e valorizzati integrando le migliori esperienze legate al mondo del food and beverage per una crescita condivisa all’insegna della qualità.

Un’interessante opportunità di business, per le potenzialità legate alle aziende del settore food, saranno gli eventi che coinvolgeranno turisti e cittadini provenienti da tutte le parti dell’Italia e del mondo.

Un’occasione imperdibile, aperta al pubblico, per riscoprire attraverso percorsi tematici specifici, il mondo dell’agroalimentare italiano e non solo, gustare, da una posizione cosmopolita e privilegiata, gusti e sapori, che spaziano ed esplorano i diversi modi di fare cibo.

Per maggiori informazioni http://www.milanofoodcity.it/


In  contemporanea con TuttoFood è possibile partecipare a Fruit Innovation 

Cogliere le nuove tendenze per incentivare il consumo di frutta e verdura, questo l’obiettivo della nuova edizione di FRUIT INNOVATION, in programma dal 6 al 9 maggio 2019 a Fiera Milano, punto di incontro internazionale tra domanda e offerta dell’intero comparto.

Un nuovo “concept” che evolve da fiera convenzionale a luogo di relazioni ed esperienze in cui il prodotto ortofrutta si contamina con le evoluzioni più attuali del food&beverage.

Un contesto dove l’ortofrutta viene valorizzata come occasione di educazione allo “star bene” in sintonia coi nuovi stili di vita, sia nell’ambito del  consumo domestico  che nel  fuori casa.

Un evento in grado di competere con le più forti iniziative a livello globale, attraendo in Italia i grandi player – grazie alla contemporaneità con TUTTOFOOD, la manifestazione internazionale del food&beverage – e mettendo in mostra  le eccellenze del sistema ortofrutticolo.

I settori espositivi di Fruit Innovation:

PRODOTTI

  • Frutta fresca e agrumi
  • Ortaggi freschi
  • Legumi
  • Ortofrutta biologica
  • Prodotti di IV e V gamma
  • Frutta secca/Frutta disidratata
  • Patate
  • Erbe aromatiche/Spezie

IMBALLAGGI

  • Imballi in cartone
  • Imballi in legno
  • Imballi in materiale plastico

LOGISTICA

  • Sistemi di trasporto, movimentazione e confezionamento delle merci/magazzini
  • Catena del freddo, celle frigorifere prefabbricate, porte frigorifere, veicoli
  • Sistemi di trasporto/Centri Intermodali
  • Autorità portuali/Terminal portuali

SERVIZI

  • Lavorazione e commercializzazione ortofrutticoli
  • Import/Export
  • Centri Agroalimentari, Mercati, Magazzini
  • Enti governativi, Associazioni, Consorzi di Tutela, Organizzazioni di produttori
  • Agenzie di marketing, comunicazione, packaging design
  • Istituti di ricerca e sviluppo/Laboratori analisi ed Enti certificatori

Per maggiori informazioni: http://www.tuttofood.it/node/645

FRUIT INNOVATION:

SS del Sempione km 28, 20017 Rho – Milano

Ph.  +39 02 4997.6239
Ph.  +39 02 4997.62 15
E-mail: info@tuttofood.it – info@fruitinnovation.it

 

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Medfel 2019

Medfel è la Fiera professionale dedicata al settore ortofrutticolo Mediterraneo: acquisti, vendite, trasporti e logistica.

Si tiene dal 24 al 26 aprile 2019 a Perpignan – Francia

– 240 operatori della filiera ortofrutticola provenienti dai paesi del bacino mediterraneo: produzione, compravendita, commercio, import-export, spedizione.
– 50 fornitori di servizi nei settori del trasporto e della logistica del freddo e del fresco: servizi di trasporto su strada, via mare e ferroviario, deposito, distribuzione, operazioni doganali.
– Più di 5.600 acquirenti internazionali attesi


Acquirenti della grande e media distribuzione, importatori e esportatori, centrali d’acquisto, grossisti, ristoratori, dettaglianti, mediatori, responsabili del settore trasporto e logistica nella grande distribuzione, specialisti nelle catene del freddo.
Fra questi, 150 sono acquirenti VIP, che rappresentano i 35 mercati più importanti per quanto riguarda l’importazione di frutta e verdura. Questi acquirenti vengono selezionati in funzione delle loro aspettative e della motivazione che li spinge a partecipare ad appuntamenti organizzati con gli espositori durante il medFEL.
Un servizio efficiente di appuntamenti BtoB
– Una piattaforma Internet per accedere alle schede dettagliate degli espositori e degli acquirenti VIP
– Un sistema di programmazione degli incontri prima dell’evento, per organizzare al meglio le prese di contatto

– Dibattiti, conferenze e le previsioni sulle raccolte in formato set TV

Argomentazioni incentrate su:
– La filiera bio nell’Euromediterraneo.
– Il trasporto e la logistica della frutta e della verdura fresca.
– I circuiti di distribuzione.
– I prodotti e il consumo.


Per saperne di più

http://www.medfel.com/fr/ 

Contact : Raphael Deschamps
Tél. : +33 (0)1 76 77 17 64
Email : raphael.deschamps@comexposium.com

 

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Partono dalla Germania le attività di Made in Nature – Scopri i valori del biologico italiano, il progetto di CSO Italy finanziato dall’Unione Europea.

Dopo il lancio ufficiale a FruitLogistica, il biologico italiano arriva in Germania, per la prima delle tante attività previste per i tre anni di progetto europeo Made in Nature – Scopri i valori del biologico europeo realizzato da CSO Italy. Protagonista di questo primo evento instore è stato il kiwi biologico italiano che, per una settimana, con il prodotto di Brio S.p.A., ha coinvolto i clienti e consumatori tedeschi con isole dedicate e materiale informativo all’interno di 140 punti vendita del retailer Tegut, una delle realtà più significative e importanti della Germania, pioniere nel campo delle referenze biologiche e naturali già a partire dagli anni ’80.

Il kiwi Brio S.p.A. in un punto vendita Tegut in GermaniaIl kiwi biologico italiano è riconosciuto ed apprezzato in tutta Europa per le garanzie di produzione certificata, la coltivazione negli areali produttivi più vocati e riconosciuti nel mondo come area leader dell’emisfero Nord e la competenza indiscussa dei produttori italiani.

Il kiwi biologico si declina nelle due tipologie più affermate, quello a polpa verde, dal sapore acidulo e la consistenza morbida, ricco di fibre e vitamina C e il kiwi giallo, dolce e aromatico dal sapore tropicale.

Il kiwi verde biologico italiano si produce fra i mesi di novembre e giugno. Il kiwi giallo si produce da novembre a marzo.

La promozione Made in Nature in Germania rientra nelle numerose attività trade e B2B previste dal progetto che intende promuovere i valori e la cultura della frutta e verdura biologica italiana ideata per i consumatori e gli addetti ai lavori

di Italia, Francia e Germania e proseguirà nei prossimi mesi con azioni di comunicazione, attività social, promozioni sui punti vendita e partecipazione a Fiere tra cui la prossima a Macfrut Rimini.

Brio spa produce kiwi verde biologico in Italia (Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Campania) per oltre 3.500 tonnellate circa 150 ettari coltivati.

 

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FERMENTI il bando che da un sostegno finanziario e tecnico per trasformare le idee dei giovani in un progetto

Il bando  “FERMENTI”  della Presidenza del Consiglio dei Ministri mette a disposizione dei giovani un finanziamento complessivo di 16 milioni di euro e mira a dare un sostegno finanziario e tecnico per trasformare le idee dei giovani in un progetto, costruendo e realizzando da protagonisti iniziative di imprenditorialità giovanile di natura sociale e coesiva che migliorino le condizioni di vita dei giovani e della collettività

Il bando è rivolto a “gruppi informali”, ovvero gruppi con un minimo di tre ed un massimo di cinque soggetti di età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni e ad “Associazioni temporanee di scopo” (ATS) tra soggetti che, sulla base della normativa vigente, sono qualificati enti del Terzo settore, costituite da un massimo di tre enti (incluso il Capofila), il cui direttivo è costituito per la maggioranza da giovani tra i diciotto e i trentacinque anni. Per i requisiti specifici è possibile consultare gli allegati al bando.

Attraverso la condivisione di idee e competenze diversificate, di esperienze e pratiche da sperimentare e già sperimentate, FERMENTI incentiva lo sviluppo di progetti a carattere locale e/o nazionale capaci di esplorare le sfide sociali fondamentali per i giovani e generare nuove possibilità e soluzioni a problemi e priorità comuni che impattano sulla comunità.

Sono cinque, in particolare,  le sfide sociali individuate come prioritarie per le quali ti viene chiesto di proporre idee e sviluppare progetti: Uguaglianza per tutti i generi; Inclusione e partecipazione; Formazione e cultura;Spazi, ambiente e territorio; Autonomia, welfare, benessere e salute.

Una delle novità più rilevanti del bando è la disponibilità a titolo gratuito di servizi di accompagnamento e di accelerazione, gestiti da esperti di processi di incubazione, per la predisposizione delle proposte progettuali di chi è meno esperto e per l’elaborazione dei successivi progetti esecutivi.

Per partecipare al bando è necessario presentare la domanda, compilata secondo gli specifici allegati, ed inviarla, entro le ore 14,00 del 3 giugno 2019, esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo: giovanieserviziocivile@pec.governo.it

Una volta pervenute tutte le domande di partecipazione, una Commissione le valuterà e predisporrà la graduatoria preliminare, approvata dal Capo del Dipartimento e pubblicata, con valore di notifica, su questo sito e sul sito dedicato www.fermenti.gov.it

A questo punto, i soggetti le cui proposte progettuali sono state ammesse dovranno inviare una seconda domanda, quella di richiesta di finanziamento, completa del progetto esecutivo e di tutti gli allegati previsti dal bando, esclusivamente tramite lo stesso indirizzo di posta elettronica certificata (PEC): giovanieserviziocivile@pec.governo.it

Le domande di finanziamento dovranno pervenire entro e non oltre le ore 18,00 del sessantesimo giorno dalla pubblicazione della graduatoria preliminare sui siti già citati.

Una Commissione valuterà tutte le domande di finanziamento inviate e predisporrà la graduatoria definitiva, approvata dal Capo del Dipartimento e pubblicata, con valore di notifica, su questo sito e sul sito www.politichegiovanilieserviziocvile.gov.it.

Le domande utilmente collocate nella graduatoria definitiva saranno finanziate fino ad esaurimento della dotazione finanziaria.

Accedi da qui alla modulistica per partecipare al bando

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Packaging ortofrutta: le soluzioni più innovative

Ortrofrutta.com  passa in rassegna tutte le soluzioni più all’avanguardia, i materiali e i prezzi con i relativi vantaggi e svantaggi di ogni proposta.

In linea di massima non esiste un imballaggio per ortofrutta in assoluto ideale ma esistono piuttosto packaging più indicati di altri per ogni tipo di articolo.

Packaging ortofrutta: i materiali più usati

materiali packaging ortofrutta carta plastica legno
Cartone riciclato, R-Pet e legno: un buon imballaggio è personalizzabile, pratico, accattivante e amico dell’ambiente

Inoltre, chi è del settore lo sa, ci si orienta verso un materiale o l’altro, in primis plasticacartone e legno, non solo per motivi di prezzo, praticità o estetica ma anche in base alla stagione.

Il trend dei big del settore, in linea di massima, è quello di utilizzare il più possibile articoli 100% riciclabili, in un’ottica di ecologia e sostenibilità, in particolare per prodotti bio a km0 che promuovono una filosofia salutista e ambientalista.

Del resto, le innovazioni sono tali che ogni materiale è stato sdoganato: basta guardare l’immagine del paragrafo, in cui si vede un cartone utilizzato per le erbe aromatiche.

Plastica, R-Pet e materiali riciclabili per ortofrutta

  • è duratura
  • è riciclabile
  • è personalizzabile
  • è resistente alle intemperie

La guerra contro la plastica è ormai aperta in tutto il mondo ma, in effetti, non tutti i tipi di plastica sono uguali senza considerare che alcuni articoli sono al 100% riciclabili.

Il R-Pet , per esempio, è un materiale sostenibile, sotto il profilo ambientale, ma anche economico in quanto il costo rispetto alle materie prime vergini tradizionali è molto più contenuto.

L’uso della plastica derivante da materiale riciclato permette, inoltre, di evitare sprechi e si inserisce nel concetto di economia circolare: l’imballaggio, in sostanza, non viene gettato ma riutilizzato in un’ottica eco-sostenibile di riuso.

E questa la soluzione scelta per molte eccellenze ortofrutticole, come la mela annurca per esempio, che richiedono un tipo di confezione che abbia un buon impatto visivo, e che sia accattivante oltre che pratica, funzionale e riciclabile.

Imballaggi in Legno

  • meno economici
  • ecologici
  • resistenti
  • riutilizzabili all’infinito
  • poco adatti a confenzioni per la vendita e monouso

Il legno è un materiale green, il più eco-sostenibile di tutti probabilmente, ma il costo e i nuovi materiali hanno fatto in modo che passasse un po’ di moda.

Se continua a tenere banco per quanto riguarda i trasporti all’ingrosso, sono pochissime le aziende che, per motivi economici ma anche di scarsa personalizzazione, utilizzano il legno per il packaging di monoporzioni.

Nel settore dell’ortofrutta, dunque, pallet e cassette non conoscono crisi e, anzi, stanno diventando materiali di gran moda anche per la realizzazione di arredi di negozi e stand ma per i piccoli packaging si tende ad utilizzare altro.

Packaging per ortofrutta in cartone

packaging pistacchio cartone
Un grande pistacchio che custodisce tanti piccoli figlioletti, croccanti e gustosi: la soluzione in cartone di “Pistachios” sta facendo il giro del mondo
  • Versatili
  • personalizzabili con con la cartotecnica
  • adatti a prodotti edibili
  • economici
  • meno resistenti

Il protagonista degli ultimi anni è, senz’altro, il cartone.

Oltre alle tradizionali cassette, personalizzabili con la cartotecnica, e tecniche di design packaging sempre più all’avanguardia, questo materiale è infatti di tendenza anche per monoporzioni e confezioni, come si suol dire, per single.

Il cartone di tendenza, naturalmente, non è quello derivante dalla classica materia prima ma da cellulosa ottenuta da carta riciclata.

Come per la plastica, del resto, la sensibilità al riuso è altissima.

Imballaggi in cartone: le soluzioni più curiose per l’ortofrutta

vita pack
Belli, ecologici e comodi: gli imballaggi di Vita Pack sono comodi da trasportare oltre che economici ed amici dell’ambiente.

 

La valigetta di vitamina C

packaging arance don pomelo
Fai il pieno di vitamina C con una valigetta di arance: la soluzione di Don Pomelo fa impazzire grandi e piccini 

La baguette di mele

baguette mele realizzata con cartone
Una baguette? No, un innovativo packaging per mele in cartone riciclato: la curiosa proposta di Budelpack packaging ortofrutta
da Ortofrutta.com
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Secondo ricerca SWG il 52% degli italiani acquisterebbe sempre cibo biologico

Più biologico, meno spreco e packaging. La maggioranza degli italiani è convinta che l’occupazione e lo sviluppo economico debbano passare attraverso la tutela dell’ambiente.

Questo quanto emerge dalla recente indagine dedicata agli italiani e all’ambiente condotta dall’istituto triestino SWG che evidenzia anche un’elevata preoccupazione relativa alla qualità ambientale per il luogo in cui si vive. Consapevolezze che sono cresciute progressivamente negli ultimi dieci anni di rilevazioni SWG.

Tra i comportamenti concreti che le persone sono disposte ad adottare, emerge al primo posto con il 92% delle risposte “non sprecare cibo”, il 54% vorrebbe acquistare “prodotti senza packaging”, mentre il 52% “comprerebbe sempre cibo biologico”.

“Anche l’indagine SWG conferma quello che ormai è chiaro fin dalla consultazione pubblica per la riforma della PAC, la politica agricola comune, vale a dire un orientamento crescente e prevalente dei cittadini a favore dell’agricoltura biologica. Questa notizia, uscita in concomitanza con l’avvio della discussione in Commissione agricoltura del Senato sul testo del disegno di legge sul biologico, già approvato a larghissima maggioranza dalla Camera, riteniamo debba sollecitare la politica ad accelerare i tempi per dare anche all’Italia una legge nazionale che guardi al futuro di tutta l’agricoltura italiana”, ha affermato Paolo Carnemolla, presidente FederBio.

Da Federbio

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Calabria, la carica dei 120 legumi autoctoni

L’Agenzia per lo sviluppo in agricoltura della Regione Calabria nell’ambito di un progetto riguardante le leguminose da granella, in collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e l’Enea, ha censito e studiato, in tutto il territorio regionale, 120 varietà di fagioli e altri ecotipi di cece e lenticchia, caratterizzandoli morfologicamente, geneticamente e per le loro potenzialità agronomiche.

“Alcuni legumi di pregio – spiega Luigi Gallo dell’ArsaC – come il Fagiolo Poverello Bianco dell’area del Pollino, il Fagiolo Monachella dell’Alto Lametino, il Fagiolo di Cortale dell’area catanzarese, la Sujaca di Caria e di Drapia del vibonese, i Fagioli Merulla dell’altopiano silano, la Lenticchia di Mormanno, sono stati studiati e rilanciati da alcuni anni dall’ArsaC e hanno già generato una nuova opportunità di reddito”. Una buona notizia, che giunge proprio nell’anno internazionale dei legumi, voluto dall’Onu.

“Una risorsa – aggiunge Gallo – che il nuovo Programma di sviluppo rurale della Calabria, anche attraverso i Gruppi di azione locale, potrà valorizzare con l’attivazione di micro filiere. Una ulteriore occasione per rilanciare la coltivazione delle leguminose autoctone e per generare integrazione di redditi e nuova occupazione. Il rilancio della coltivazione di questi ecotipi, difatti, oltre a fornire dell’ottimo cibo, può fermare l’abbandono dei terreni agricoli in alcune aree della Calabria”.

Queste varietà di leguminose risultano perfettamente ambientate negli areali di riferimento. Un elemento importante, visto il loro utilizzo come colture da rinnovo: la nota capacità delle loro radici, per effetto del rapporto simbiotico con i batteri del genere Rhizobium, di fissare al suolo l’azoto atmosferico, rendendolo assimilabile anche alle colture in successione.


CONTATTI

A.R.S.A.C. Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura in Calabria
Viale Trieste, 95 – 87100 Cosenza
Tel. +39 0984-6831
Fax: fax +39 0984-683296

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Manifestazione di interesse per Wine and Travel Italy Presents: Calabria

E’ aperta la Manifestazione di interesse alla partecipazione di Aziende agroalimentari e vitivinicole regionali con attrattori turistici al Progetto:  “Wine and Travel Italy presents: Calabria” promosso dalla Camera di Commercio Italiana in Canada.


Il progetto “WINE AND TRAVEL ITALY PRESENTS: CALABRIA” realizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Canada in cooperazione con la Regione Calabria – Dipartimento Presidenza, ha l’ obiettivo di valorizzare il brand Calabria come destinazione turistica esperenziale a vocazione enogastronomica con azioni innovative in grado di raggiungere efficacemente i gruppi target di consumo.

COS’È WINE AND TRAVEL ITALY?
Per cogliere le opportunità del trend di mercato e facilitare sia il radicamento delle produzioni enologiche e agroalimentari italiane in Canada, sia flussi di turismo enogastronomico dal Nord America, la Camera di Commercio Italiana in Canada ha creato un insieme di servizi sul portale Wine and Travel Italy – www.wineandtravelitaly.com primo portale del suo genere – concepito su misura rispetto al pubblico nordamericano – che offre alle imprese la possibilità di presentare la propria storia, la propria produzione, i propri attrattori turistici (degustazioni, visite in vigna, ospitalità).

La Calabria sul portale Wine and Travel Italy 


A CHI È RIVOLTO?
La partecipazione al progetto è riservata alle aziende vitivinicole e agroalimentari (ad esclusione delle imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli) con attrattori di turismo enogastronomico, che hanno sede operativa in Calabria, regolarmente iscritte alla CCIAA di competenza, che: godono del pieno e libero esercizio dei propri diritti, che non sono in stato di liquidazione, fallimento o concordato preventivo e che non hanno in corso alcuna procedura prevista dalla legge fallimentare.

Per le aziende partecipanti è necessario avere come condizioni di accesso i seguenti requisiti:
• Possedere un website aziendale in inglese e/o francese
• Continuità dei servizi (non stagionalità)

Premialità a parità di condizioni di accesso: adesione al portale online del turismo enogastronomico calabrese promosso da Enoteca Regionale Casa dei vini di Calabria


Scadenza adesioni: 19 Aprile 2019


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Opportunità quinoa Made in Italy

Potrebbe presto diventare un prodotto “Made in Italy” con il nome di “Quipu” una varietà adattabile alle nostre condizioni climatiche di quinoa, pseudocereale delle Ande.
L’Università di Firenze, che ne ha depositato i diritti presso il Community Plant Variety Office per sfruttarne commercialmente l’utilizzo. La pianta erbacea oggi è sempre più comune sulle nostre tavole per le sue elevate qualità nutraceutiche e perché priva di glutine.
La quinoa è al centro dell’attività di ricerca dal 1999 nel Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (Dagri) che ha il coordinamento del programma “Fao-Una-Peru American and European Test of Quinoa (Chenopodium quinoa)”.
Le prove sperimentali sono state condotte presso il “Centro per il Collaudo ed il Trasferimento dell’Innovazione” di Terre Regionali Toscane, a Cesa, in provincia di Arezzo. “Quipu” è caratterizzata da un ciclo precoce e da una buona tolleranza alla siccità.
da: Corriere Ortofrutticolo, 19/3/2019
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Marchio Agriturismo Italia

A partire dal 2013 l’Italia ha dato vita ad un marchio di settore “agriturismo italia”, accompagnato da un nuovo sistema di classificazione.
Il marchio, che contraddistingue le aziende regolarmente operanti in base alle leggi e alle normative, è rappresentato da un girasole che racchiude idealmente una fattoria.

La classificazione delle aziende agrituristiche, così come già avviene per gli alberghi, ha lo scopo di dare al pubblico una idea complessiva di massima del livello di comfort (comodità dell’accoglienza), della varietà di servizi (animazione dell’accoglienza) e della qualità del contesto ambientale (natura, paesaggio, tranquillità) che ciascuna azienda e’ in grado di offrire.

Per costruire questo sistema il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo in collaborazione con tutte le amministrazioni regionali e le associazioni nazionali dell’agriturismo, ha promosso una grande ricerca nazionale ed internazionale, per fare il punto sulle esigenze del turista italiano e straniero verso l’offerta agrituristica, evidenziare quali requisiti fossero più indicati per rappresentarne il gradimento, e quale importanza ciascun requisito potesse assumere in questa scala di valore.
I risultati della ricerca sono stati tradotti in un semplice sistema di punteggio, attraverso il quale ogni azienda viene inserita in una delle classi.
I requisiti ed i punteggi relativi sono proposti per tutto il territorio nazionale, anche se le amministrazioni regionali possono adattare i requisiti nazionali alla realtà agrituristica locale in considerazione di caratteristiche delle strutture agricole produttive, delle strutture di ospitalità, delle dimensioni delle imprese e dei sistemi produttivi, delle caratteristiche del paesaggio, o per mettere in evidenza usi e tradizioni locali.
Il sistema nazionale offre quindi una garanzia complessiva che però racchiude le molte specificità regionali.

Ogni azienda sarà presto caratterizzata da una classe, da 1 a 5, rappresentata da una apposita simbologia.
Questo sistema vuole rappresentare armonicamente lo spirito e la “personalità” dell’agriturismo italiano nelle sue varie forme, valorizzare la caratterizzazione agricola del contesto di accoglienza, che rappresenta una delle “attese” piu’ significative di chi sceglie l’agriturismo per le proprie vacanze, considerando anche aspetti relativi al contesto paesaggistico-ambientale in cui si svolgono le attività agrituristiche.


L’importanza del riconoscimento ufficiale

Grazie al marchio Agriturismo – Italia i turisti e gli operatori professionali possono facilmente distinguere le imprese ufficialmente accreditate. Questa distinzione è molto importante per il mercato internazionale, soprattutto per quei turisti che non conoscono cosa sia l’agriturismo e che cosa rappresenta effettivamente, e che corrono il rischio di essere disorientati rispetto alle altre forme di ospitalità, che pure operano nel territorio rurale, ma non si connotano con i requisiti propri del territorio e della sua personalità.


Il marchio riservato alle aziende agrituristiche

Il marchio Agriturismo Italia “azienda autorizzata” è, insieme alla targa di riconoscimento, lo strumento da utilizzare in abbinamento all’immagine aziendale coordinata dell’azienda agrituristica.
Esso potrà, quindi, essere inserito in tutte le declinazioni di IAC aziendale di comunicazione (carte intestate, biglietti da visita, depliant, opuscoli, brochure, cartelline, buste da lettera, shopper, gonfaloni, sito aziendale, campagne stampa, campagne televisive, campagne internet, campagne su social network e attraverso banner pubblicitari ecc.).
Il marchio può essere implementato in base alle esigenze di stampa nelle diverse tipologie: colore, grigi e bianco e nero.


Il simbolo di classificazione

La scelta del marchio di classificazione è caduta sul girasole, che richiama una serie di concetti positivi: il sole, un fiore piacevole, un premio, l’estate italiana, la vacanza, l’allegria dei colori.
In effetti, tutte le ricerche svolte, in Italia e in diversi paesi esteri, hanno mostrato che questo simbolo è vissuto favorevolmente e richiama efficacemente l’idea dell’agriturismo.


scarica il Manuale d’uso del marchio per le Aziende manuale_per_le_aziende_2018
scarica il Manuale d’uso marchio per le Istituzioni manuale_per_le_istituzioni_2018
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Avviso selezione allievi per corso formazione “Be Manager”

AVVISO PUBBLICO PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE DELLA REGIONE CALABRIA 2014- 2020 Misura 01 – Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione Intervento 01.01.01 – “Sostegno alla formazione professionale e azioni finalizzate all’acquisizione delle competenze”

La ProjectLife Calabria Coop. Soc. a r.l avvia le iscrizioni per un percorso formativo rivolto a soggetti imprenditori agricoli, addetti alle aziende agricole con funzioni amministrative e manageriali.

Durata

Il corso avrà una durata di 40 ore di cui: 25 ore di lezioni frontali, e 15 ore di Stage. Le attività didattiche si svolgeranno presso la sede formativa delta Projectlife Calabria sita alla via Duca Degli Abruzzi, n. 20 (CS), negli orari da concordare con gli stessi partecipanti. II calendario sara reso noto prima dell’avvio delle attività formativa.

Destinatari

Il corso è destinato a 16 soggetti che sin dalla data di pubblicazione del bando risultino residenti in Calabria, siano imprenditori agricoli professionali in eta compresa tra 18 e 40 anni con azienda in area montana (terreni aziendali in area montana almeno >50%). ai quali viene garantita una riserva pari al 51 % dei posti disponibili, e imprenditori agricoli, addetti alle aziende agricole con funzioni amministrative e manageriali.

Finalità

Rispondere direttamente ai bisogni formativi rilevati nell’ambito della focus area 2A, ed indirettamente sui bisogni formativi rilevati nell’ambito delle focus area 3A e 6C del PSR Calabria 2014-2020, attraverso ii quale trasferire conoscenze e competenze per una gestione manageriale dell’impresa agricola.

Tipologia di verifica conclusiva prevista

Agli allievi che raggiungeranno ii 75% delle lezioni e che avranno superato l’esame finale sara rilasciato un Attestato di Frequenza con Profitto, valido a tutti gli effetti di legge.

Domande di ammissione

Le domande di ammissione al corso dovranno essere corredate dalle seguente documentazione:

  • Fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità e codice fiscale.

Le domande di ammissione corredate dai suddetti documenti, pena esclusione, dovranno pervenire, per email al seguente indirizzo: formazionesuperiore@projectlife.it o potranno essere consegnate a mano presso la segreteria didattica della Projectlife Calabria sita in via Duca Degli Abruzzi, n. 20 – Cosenza. Le domande di ammissione potranno essere presentate fino all’erogazione del 25 % delle ore del corso di “Be Manager – Edizione 1 / Edizione 2”.

Da Project Life accedi al sito 

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Avviso selezione allievi per corso di formazione giovane IAP

AVVISO PUBBLICO PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE DELLA REGIONE CALABRIA 2014- 2020 Misura 01 – Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione Intervento 01.01.01 – “Sostegno alla formazione professionale e azioni finalizzate all’acquisizione delle competenze”

La ProjectLife Calabria Coop. Soc. a r.l avvia le iscrizioni per un percorso formativo rivolto a soggetti giovani di eta inferiore a 41 anni compiuti i quali intendono avviare una nuova attività di impresa nel comparto agricolo.

Durata

Il corso avrà una durata di 150 ore di cui: 114 ore di lezioni frontali, 6 ore di Fade 30 ore di Stage. Le attività didattiche si svolgeranno presso la sede formativa della Projectlife Calabria sita alla via Duca Degli Abruzzi, n. 20 (CS), negli orari da concordare con gli stessi partecipanti. II calendario sara reso noto prima dell’avvio delle attività formativa.

Destinatari

ii corso è destinato a 16 soggetti che sin dalla data di pubblicazione del bando risultino residenti in Calabria, che sono giovani imprenditori al primo insediamento beneficiari del “Pacchetto Giovani del PSR Calabria 2014/2020” che non hanno partecipato ad altro corso di professionalizzazione di 150 ore sostenuto con i fondi pubblici; che sono giovani di età inferiore a 41 anni compiuti i quali intendono avviare una nuova attività di impresa nel comparto agricolo.

Finalità

Rispondere direttamente ai bisogni formativi rilevati nell’ambito della focus area 28 del PSR Calabria 2014-2020, ed indirettamente ai fabbisogni delle Priorità 3,4,5 del PSR Calabria 2014-2020, attraverso ii quale trasferire al giovane imprenditore, che si insedia per la prima volta quale capo di un’azienda agricola, le conoscenze e le competenze per avviare la propria azienda e condurla in maniera professionale-manageriale e sostenibile.

Tipologia di verifica conclusiva prevista

Agli allievi che raggiungeranno ii 75% delle lezioni e che avranno superato l’esame finale sara rilasciato un Attestato di Qualifica Professionale, valido a tutti gli effetti di legge.

Domande di ammissione

Le domande di ammissione al corso dovranno essere corredate dalle seguente documentazione:

  • Fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità e codice fiscale.

Le domande di ammissione corredate dai suddetti documenti, pena esclusione, dovranno pervenire, per email al seguente indirizzo: formazionesuperiore@projectlife.it o potranno essere consegnate a mano presso la segreteria didattica della Projectlife Calabria sita in via Duca Degli Abruzzi, n. 20 – Cosenza. Le domande di ammissione potranno essere presentate fino all’erogazione del 25 % delle ore del corso di “Giovane Imprenditore Agricolo Professionale – Edizione 1 / Edizione 2”.

Da Project Life accedi al sito 

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Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile della Regione Calabria: avviata consultazione

In data 22 marzo 2019 presso l’hotel Biafora di San Giovanni in Fiore, sotto la presidenza del Presidente Mario Oliverio si è riunito il Partenariato istituzionale ed economico-sociale regionale, per condividere le strategie e gli obiettivi di sviluppo del settore turistico individuati nel nuovo, redigendo, Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile, previsto dalla legge regionale n.8/2008.

Presenti, oltre ai numerosi rappresentanti del partenariato,  la dirigente generale del Dipartimento regionale Turismo Sonia Tallarico, il dirigente del Nucleo regionale di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici Giovanni Soda e  Salvatore Genovese di Invitalia, responsabile del gruppo di lavoro che ha supportato le strutture regionali nell’elaborazione del Piano, hanno presentato le analisi, gli obiettivi e le strategie indicate nell’importante documento.

Nell’ambito del confronto richiesto sul nuovo strumento al parteneriato è stata annunciata dalla dirigente Tallarico l’attivazione, presso il Dipartimento Turismo, di una casella di posta elettronica per raccogliere contributi e proposte che si intendono fornire: pianoturistico@regione.calabria.it.

Di seguito vengono pubblicate le slide di sintesi: PRSTS_rev

Le comunicazioni vanno inoltrate entro le ore 12 di venerdì 29 marzo.

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Bando Isi-Inail: dall’11 aprile la presentazione delle domande

Tra pochi giorni, a partire dal prossimo 11 aprile, gli agricoltori interessati potranno caricare sul sito dell’Istituto e salvare la domanda di partecipazione al bando IsiInail 2018.
Le risorse sono suddivise in 5 assi di finanziamento ed al settore agricolo è riservata l’asse 5, che è suddivisa in due sub-assi (5.1, riferito alla generalità delle imprese, e 5.2 rivolto ai giovani imprenditori) e può contare su una dotazione finanziaria di 35 milioni di euro, suddivisa in budget regionali.

Accedi alla tabella di ripartizione del budget per regione: Tabella regioni IsiInail2018

Le risorse servono a incentivare l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, ridurre il livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali, ciò al fine di soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione assicurando, al contempo, un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.

Il finanziamento in conto capitale sull’importo delle spese ritenute ammissibili è concesso nella misura del 40% per i soggetti destinatari dell’asse 5.1, ovvero la generalità delle imprese agricole, e del 50% per i soggetti destinatari dell’asse 5.2, cioè i giovani agricoltori.


Accedi al bando IsiInail 2018 per la regione Calabria: CALABRIA

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Tre mesi per testare il “Trip Advisor” dell’ortofrutta

Wefrood (We first good), la nuova piattaforma web e App di dialogo tra chi produce, vende e consuma frutta e verdure.

Tre mesi per testare il “Trip Advisor” dell’ortofrutta. Dal 15 marzo, infatti, e fino al 15 giugno la piattaforma Wefrood (che sta per We first good) sarà testata in cinque province italiane (Trento, Mantova, Reggio Emilia, Modena e Bologna), per un totale di tre milioni di abitanti, oltre quattromila aziende produttrici di ortofrutta, 700 distributori del dettaglio specializzato e una distribuzione organizzata radicata nel territorio.
Proprio come avviene per hotel e ristoranti, Wefrood offrirà alle aziende della produzione e della distribuzione l’opportunità di inserire il proprio profilo aggiornabile e caricare le proprie offerte; allo stesso tempo il consumatore potrà votare prodotti e negozi, andando così a creare una vasta fonte di informazione, aperta a tutti, su dove trovare il prodotto ortofrutticolo desiderato alle migliori condizioni di qualità e prezzo.

L’iniziativa – che dopo la prima fase test, sarà estesa all’ambtio nazionale – è di C2B4Food srl, start-up innovativa con sede legale in Emilia e sede operativa a Suzzara (Mantova), specializzata nello sviluppo di piattaforme e servizi innovativi a supporto del consumatore e delle imprese del settore agricolo.

«Attraverso l’App gratuita – precisa il promotore di Wefrood – il consumatore può individuare l’offerta che lo circonda, scorrere i giudizi espressi da altri consumatori e recensire a sua volta i propri acquisti. Con un sistema di notifiche personalizzate, poi, può essere avvisato sul proprio smartphone dei prodotti in dispensa che stanno scadendo o scambiare referenze e informazioni con amici e conoscenti sugli argomenti che più gli interessano. D’altro canto, le imprese anche più piccole potranno raggiungere la App per promuovere in modo semplice la propria offerta e analizzare lo stato di gradimento dei consumatori. Creiamo così un rapporto nuovo nel mercato: semplice, senza filtri e intermediazioni, il quale alla fine promuoverà i consumi secondo il principio che, maggiore è la soddisfazione dei clienti, maggiori saranno i consumi».
Nella prima fase il target di Wefrood sarà la produzione di prossimità e il rivenditore specializzato, con un progressivo coinvolgimento del più ampio numero possibile di attori della produzione e della distribuzione. C2B4Food stima di poter concludere i primi test in tempi brevi e di presentare pubblicamente Wefrood il prossimo maggio.

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Le infografiche del XVI Rapporto ISMEA Qualivita

Il Rapporto Qualivita – Ismea 2018 contiene l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del comparto food&wine italiano dei prodotti di qualità certificata DOP IGP STG. Nato dall’integrazione delle competenze sviluppate dall’Osservatorio Qualivita e dall’Osservatorio Ismea e dalla collaborazione con AICIG, Federdoc. Insieme alla rinnovata sezione dedicata ai valori e agli impatti economici a livello regionale, la novità del Rapporto 2018 è rappresentata da un innovativo monitoraggio delle conversazioni digitali mondiali relative alle Indicazioni Geografiche effettuato sui canali Web e Social Media.

Obiettivo della raccolta dei dati, condotta presso i Consorzi di tutela e gli organismi di certificazione, è l’elaborazione di un’analisi approfondita del comparto e degli scenari di mercato che possa fornire utili spunti di riflessione e di confronto per tutti gli attori coinvolti nel sistema della produzione di qualità certificata, dalle imprese ai Consorzi, dalla distribuzione alle istituzioni pubbliche competenti.

Accedi alle infografiche Qualivita-Ismea  infografiche Qualivita-Ismea ortofrutta   CS02_RAPPORTO-2018-ISMEA-QUALIVITA-_Impatto-territoriale

 

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Strumenti finanziari nello sviluppo rurale 2014-2020 – Valutazione ex ante nazionale

Valutazione ex ante nazionale – Aggiornamento capitolo 3 e capitolo 4

Il documento realizzato nell’ambito del Programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020 è finalizzato all’aggiornamento della valutazione ex ante nazionale per gli strumenti finanziari nello sviluppo rurale, realizzata nel 2015 dalla Rete Rurale Nazionale, al fine favorire l’utilizzo di tali strumenti nell’attuazione dei PSR 2014-2020.
Trascorsi tre anni dalla pubblicazione della valutazione ex ante, è stato revisionato il documento nazionale, con particolare riferimento all’aggiornamento delle condizioni di mercato esposte nella precedente versione della pubblicazione (capitoli 3 e 4), in modo da fornire alle Autorità di gestione dei Programmi di Sviluppo Rurale degli utili riferimenti per un eventuale aggiornamento delle proprie valutazioni.
Il documento, mediante gli aggiornamenti condotti, può anche fungere da supporto ai lavori preparatori inerenti alla definizione del Piano Strategico per la PAC post 2020, con particolare riguardo al tema dell’accesso al credito e dell’utilizzo degli strumenti finanziari nell’attuazione della politica per lo sviluppo rurale.

Accedi alla pubblicazione Vexa_SF_aggiornamento_2018_DEF

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RICA: aggiornamento valori serie 2013 relativa alle Produzioni Standard

Sul sito della RICA Italiana, alla pagina relativa alle Produzioni Standard (https://rica.crea.gov.it/public/it/rls_ps.php), sono disponibili i valori aggiornati per la “serie 2013”, distinti per Regione/Provincia Autonoma. I coefficienti della nuova serie 2013, calcolati dal Centro di Politiche e Bioeconomia del CREA, sono stati validati da Eurostat e vengono utilizzati nel quadro delle indagini sulla struttura delle aziende agricole e della RICA.
La nuova serie delle Produzioni Standard potrà inoltre essere utilizzata dalle Autorità di Gestione dei PSR per l’attuazione di alcune misure dello sviluppo rurale 2014-2020.

Redditi Lordi Standard (RLS) e Produzioni Standard (PS)

Per agevolare l’analisi delle caratteristiche strutturali delle aziende agricole e dei loro risultati economici è stata istituita una tipologia comunitaria delle aziende agricole, consistente in una classificazione uniforme delle aziende della Comunità.
La tipologia comunitaria è utilizzata principalmente per la presentazione dei dati rilevati nel quadro delle indagini comunitarie sulla struttura delle aziende agricole (Indagine SPA e Censimenti) e della rete d’informazione contabile agricola della Comunità (Indagine RICA).
La tipologia di classificazione è fondata sulla dimensione economica e sull’orientamento tecnico-economico, che devono essere determinati sulla base di un criterio economico. Fino all’anno 2009 questo criterio è stato identificato nel Reddito Lordo Standard (RLS), mentre a partire dal 2010 è coinciso con la Produzione Standard (PS).

Accedi alle serie di valori per la regione Calabria

PS Calabria 2013

PS Calabria 2010

PS Calabria 2007

PS Calabria 2004

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Fruitimprese: 2018 nero per l’export ortofrutta

I dati definitivi del commercio estero ortofrutticolo italiano elaborati da Fruitimprese su fonte Istat confermano le preoccupazioni già più volte espresse dal mondo delle imprese. L’export perde 447mila di tonnellate di prodotto (-11,2%) e si ferma in valore appena sotto 4,6 miliardi (-6,3%). Anche l’import frena, ma con perdite più contenute (-0,4% in quantità e -0,9% in valore). Il saldo economico resta positivo ma si allontana dal record del 2017 (1 miliardo di euro) per fermarsi a 781 milioni (-26,2%). In volumi il saldo negativo da un anno all’altro è di oltre 6,6 milioni di tonnellate. 
Tutte negative le voci del nostro export, tranne gli agrumi (+7,1%). Il calo più rilevante riguarda la frutta fresca che perde 400.000 tonnellate di prodotto e in valore oltre 300 milioni di euro (-11%). Le quantità di prodotti importati ed esportati si equivalgono, anzi l’import è di poco superiore (6671 tonnellate). A fronte di un calo dell’export di frutta fresca c’è un aumento dell’import  in valore (+4,6%).
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“Italia terra di agrumi”, festival dell’ortofrutta made in Italy

“Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?”, cantava Goethe in un empito d’entusiasmo mettendo piede su suolo italico. I limoni (“le trombe d’oro della solarità” del giovane Montale), gli aranci, gli agrumi in genere sono uno dei principali brand del nostro paese. Che ne è tra i maggiori produttori al mondo e che sforna agrumi di qualità proverbiale. Il Campidoglio ha dunque pensato di dedicare una grande kermesse ai più mediterranei tra i frutti della terra, a chi li coltiva e alla loro distribuzione.

Per due settimane tra 15 e 30 marzo Roma Capitale ospita il festival Italia terra di agrumi. Un evento patrocinato dalla Presidenza dell’Assemblea Capitolina e partecipato dai maggiori consorzi e associazioni di settore nazionali, con il supporto del Centro Agroalimentare di Roma (CAR).

Nata per promuovere la cultura del viver sano e della corretta alimentazione – a base delle delizie del Made in Italy –, la manifestazione è articolata in una serie di appuntamenti disseminati in città e aperti a tutti: dagli show cooking dello chef Fabio Campoli a base di agrumi, organizzati nei mercati rionali capitolini, all’esposizione di piante e prodotti derivati nella due giorni prevista all’Aranciera di San Sisto.

Il tutto, anche nell’ottica di valorizzare le eccellenze ortofrutticole italiane e la filiera che ne cura produzione, distribuzione e commercializzazione e movimenta un indotto nazionale di settore che, nel 2018, ha totalizzato 41,8 miliardi di euro in termini di export, con un +1,8% sul 2017.

 

Qui gli appuntamenti in calendario

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E’ consultabile l’Annuario dell’agricoltura italiana 2017 del CREA

E’ stato presentato il 17 gennaio 2019 l’Annuario dell’agricoltura italiana 2017 del CREA.

I dati mostrano segnali positivi per il settore agricolo, confermandone, ancora una volta, il ruolo di componente chiave dell’economia italiana.

Nel 2017, la produzione del comparto agricoltura ha superato i 54,6 miliardi di euro con un aumento del 3,1% a valori correnti, trainato dalla crescita dei prezzi dei prodotti venduti. Le produzioni vegetali, rappresentano circa il 50% del valore totale, seguite per importanza dal comparto delle produzioni animali (30%). La componente più dinamica, tuttavia, si conferma quella costituita dall’insieme delle attività secondarie e di supporto all’agricoltura, che spiegano il rimanente 20%, con una crescita, pari rispettivamente a 4,9% e 1,2%. Da segnalare anche la sempre maggiore diffusione di queste attività, che coinvolgono circa l’8% delle aziende agricole italiane, con uno sviluppo maggiore di quelle legate alla trasformazione dei prodotti agricoli, all’agriturismo e alla produzione di energie rinnovabili.

Va sottolineato, inoltre, come l’ampio processo di ristrutturazione del settore, abbia portato con sé, da un lato, una diminuzione del numero di aziende agricole nell’ultimo triennio (pari a -22,1%), il cui numero si attesta a 1.145mila unità. Dall’altro, in contro tendenza rispetto ai periodi precedenti, si registra un aumento della SAU (+1,4%), che sfiora i 12,6 milioni di ettari, contribuendo a un accrescimento della dimensione media aziendale, che raggiunge così gli 11 ettari. Il numero degli occupati segna una tendenziale riduzione, ma al contempo si evidenzia una maggiore professionalizzazione e specializzazione, caratterizzate dalla contrazione dell’apporto di lavoro familiare e dall’incremento (+8,2%) del numero dei conduttori con laurea o diploma universitario ad indirizzo agrario.

A testimoniare lo stato di salute del settore nel 2017 si riscontrano, sia la ripresa degli investimenti (+3,9%), indice di un ritrovato clima di fiducia sulle prospettive economiche di medio e lungo periodo, sia i segnali di un timido risveglio di interesse per i beni fondiari, che vedono un aumento in valori correnti dell’indice del prezzo della terra, attestatosi poco oltre i 20.000 euro/ha, sebbene con un’ampia forbice fra Nord (40.000) e il Mezzogiorno (8.000/13.000).

In miglioramento anche tutti i principali indicatori del commercio con l’estero di prodotti agro-alimentari, grazie anche ad un aumento delle esportazioni pari al 5,7%, che si associa al sempre più evidente riconoscimento della centralità del Made in Italy, il cui peso supera il 73% dell’export totale del settore.

Il fatturato della bioeconomia nella sua accezione più ampia – che include la branca ASP, la produzione industriale di prodotti agro-alimentari, bevande, tabacco, carta e derivati, industria forestale, biocarbuanti, tessile, plastica e chimica bio-based – ammonta in Italia a oltre 300 miliardi di euro, confermando la posizione di leadership dell’Italia in Europa. Si segnala, inoltre, il primato del nostro paese per numero di impianti di produzione di biomateriali, prodotti chimici e farmaceutici di origine biologica.

Per quanto riguarda il settore della pesca, nonostante il progressivo ridimensionamento della flotta, si registra un incremento del valore del pescato. Inoltre, l’Italia vanta un significativo aumento della qualità della produzione, testimoniata dall’incremento delle aziende con certificazione ISO, dalla crescita dell’acquacoltura biologica, la presenza di 2 DOP e 3 IGP, a cui si uniscono in ambito nazionale oltre 150 prodotti agro-alimentari tradizionali (3% del totale).

Il patrimonio forestale nazionale registra un importante aumento dell’area boscata, che raggiunge 11,7 milioni di ettari (il 39% della superficie totale nazionale), con un incremento di oltre 3 milioni in 30 anni. Al crescere di tale estensione, il paese ha risposto con il varo del Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali, che fornisce indirizzi e linee guida necessari ad avviare il settore sul sentiero della gestione forestale sostenibile.

Nell’anno il sostegno pubblico agli agricoltori è di circa 11 miliardi di euro con una riduzione del -6,4%, legata alla diminuzione sia della componente dei trasferimenti di politica agraria (-26%) che delle agevolazioni fiscali (-8%). Resta cruciale il ruolo della politica agricola comune (PAC), al centro di un importante processo di revisione ancora in corso.

Accedi all’Annuario Annuario_2017

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Fruit Logistica 2019. Convegno: Il ruolo delle Organizzazioni di Produttori nella PAC

Le principali sigle dell’agricoltura italiana insieme a Fruit Logistica di Berlino per parlare del futuro del sistema ortofrutticolo al Convegno promosso dall’OP Alma Seges – con il supporto organizzativo di UNAPROA

Quali politiche per un reale sviluppo dell’aggregazione?”, è il titolo del Convegno organizzato da Alma Seges – con la collaborazione di UNAPROA che ha visto confrontarsi i Presidenti delle Confederazioni Nazionali Coldiretti e Confagricoltura, Ettore Prandini e Massimiliano Giansanti, insieme ai referenti delle Unioni Nazionali, Gennaro Velardo, Presidente di Italia Ortofrutta e Giuseppe Micucci, Consigliere di Amministrazione di Unaproa nonché delle OP Alma Seges e TerraOrti, Fabrizio Marzano e Emilio Ferrara.

All’incontro hanno partecipato il Consigliere del Presidente della Regione Campania per l’agricoltura, Francesco Alfieri e il Sottosegretario di Stato delle politiche agricole alimentari e forestali, con delega per l’ortofrutta, Alessandra Pesce.

Aggregazione, semplificazione ed internazionalizzazione sono le chiavi di accesso evidenziate per favorire lo sviluppo del sistema ortofrutticolo e il consolidamento delle Organizzazioni di Produttori.

A conclusione dell’evento, il Sottosegretario nel condividere l’importanza strategica delle tematiche affrontate, ha tra l’altro annunciato che entro la fine di marzo prossimo sarà definito il testo del Decreto ministeriale per l’attuazione del catasto frutticolo e la convocazione entro febbraio del tavolo di lavoro con i soggetti interessati.

Il Presidente di Alma Seges Aristide Valente ha aperto e chiuso il Convegno sottolineando l’eccezionalità della contestuale presenza di così autorevoli rappresentanti che, con semplicità e chiarezza, hanno offerto il proprio contributo
all’evento.

 

CLICCA QUI PER SCARICARE  L’AUDIO DEL CONVEGNO

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Il commercio estero di prodotti agroalimentari negli ultimi 10 anni

Il Rapporto “Il commercio estero delle Regioni italiane di prodotti agroalimentari” è curato dall’Ismea per la Rete Rurale Nazionale e si pone l’obiettivo di approfondire gli scambi commerciali con l’estero delle singole regioni italiane, di seguito una sintesi di quanto è emerso dall’indagine.

Nell’ultimo decennio le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani hanno evidenziato performance molto significative sui mercati internazionali, superando in larga misura la soglia di 40 miliardi di euro nel 2017, con un tasso di crescita medio annuo pari a più che il doppio di quello delle esportazioni complessive del paese.

Partendo da questa osservazione, il Rapporto evidenza in quale misura le singole regioni hanno contribuito al risultato generale, quantificando per ciascuna di esse il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari, la quota sul totale nazionale, la dinamica nel lungo periodo, i principali prodotti esportati e paesi di destinazione.

La Calabria, nel 2017, esporta 179 milioni di euro di prodotti agroalimentari, che corrispondono allo 0,4% delle esportazioni agroalimentari nazionali, quota che non ha subito sostanziali variazioni nell’arco degli ultimi dieci anni. Tuttavia il commercio estero del settore agroalimentare ha forte rilevanza per la regione, raggiungendo un peso del 38% sulle esportazioni totali.
La quota più rilevante di queste esportazioni deriva dall’industria alimentare, dato che l’agricoltura contribuisce al valore dell’export agroalimentare per circa il 28%. Il saldo commerciale risulta negativo (-57 milioni di euro), anche se il deficit si è ridotto notevolmente nell’ultimo decennio, riducendo il disavanzo di 66 milioni rispetto al 2008.

In Calabria il comparto maggiormente interessato dagli scambi con il mercato internazionale, secondo l’analisi delle esportazioni dei prodotti agroalimentari classificati secondo i codici HS2, è quello delle preparazioni di ortaggi, legumi e frutta: l’export dei prodotti appartenenti a questo capitolo merceologico rappresenta circa il 28% delle esportazioni agroalimentari regionali; a seguire c’è il comparto della frutta che rappresenta il 25%.
Per quanto riguarda i principali prodotti destinati ai mercati esteri, l’analisi delle esportazioni regionali secondo i codici HS6 fa emergere i succhi d’arancia e il succo di limone, che sono cresciuti tra il 2008 e il 2017 con un tasso di variazione medio annuo del 7% e del 12% rispettivamente.

Ancora una volta la Germania si conferma il primo paese di destinazione delle esportazioni agroalimentari regionali, in particolare per la Calabria il 14,3% dell’export agroalimentare regionale si colloca sul mercato tedesco. Al secondo posto figurano gli Stati Uniti.

Accedi al Rapporto

COMMERCIO_ESTERO_REGIONI__DI_PRODOTTI_AGROALIMENTARI

 

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RICA: aggiornamento valori serie 2013 relativa alle Produzioni Standard

Produzione Standard di cosa si tratta?

Per agevolare l’analisi delle caratteristiche strutturali delle aziende agricole e dei loro risultati economici è stata istituita una tipologia comunitaria delle aziende agricole, consistente in una classificazione uniforme delle aziende della Comunità.
La tipologia comunitaria è utilizzata principalmente per la presentazione dei dati rilevati nel quadro delle indagini comunitarie sulla struttura delle aziende agricole (Indagine SPA e Censimenti) e della rete d’informazione contabile agricola della Comunità (Indagine RICA).
La tipologia di classificazione è fondata sulla dimensione economica e sull’orientamento tecnico-economico, che devono essere determinati sulla base di un criterio economico. Fino all’anno 2009 questo criterio è stato identificato nel Reddito Lordo Standard (RLS), mentre a partire dal 2010 è coinciso con la Produzione Standard (PS).

Sul sito della RICA (Rete di Informazione Contabile Agricola) Italiana, alla pagina relativa alle Produzioni Standard (https://rica.crea.gov.it/public/it/rls_ps.php), sono disponibili i valori aggiornati per la “serie 2013”, distinti per Regione/Provincia Autonoma. I coefficienti della nuova serie 2013, calcolati dal Centro di Politiche e Bioeconomia del CREA, sono stati validati da Eurostat e vengono utilizzati nel quadro delle indagini sulla struttura delle aziende agricole e della RICA. La nuova serie delle Produzioni Standard potrà inoltre essere utilizzata dalle Autorità di Gestione dei PSR per l’attuazione di alcune misure dello sviluppo rurale 2014-2020.

La Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA) è uno strumento comunitario finalizzato a conoscere la situazione economica dell’agricoltura europea e a programmare e valutare la Politica Agricola Comunitaria (PAC).

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Accedi al programma formativo Export Tips per l’internazionalizzazione

Export Tips è un programma formativo multimediale dell’Agenzia ICE Italian Trade & Investment Agency, costituito da una collana di 15 unità video sulle principali tematiche attinenti ai processi di internazionalizzazione d’impresa.

Attraverso un percorso guidato gli utenti potranno entrare nel mondo dell’export per scoprire tematiche e parole chiave. Potranno raccogliere i primi elementi per orientarsi nei processi più utili al perfezionamento delle proprie competenze e allo sviluppo delle attività imprenditoriali.

Come scegliere il mercato internazionale? Come si ricevono i pagamenti dall’estero? A queste e ad altre domande, risponde Export Tips in un formato innovativo e di facile accesso. Il programma è consultabile, sia nella sua totalità, che secondo le tematiche di interesse.

Ogni video è corredato da materiale di approfondimento scaricabile previa registrazione sul sito dell’Agenzia

L’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane è l’organismo attraverso cui il Governo favorisce il consolidamento e lo sviluppo economico-commerciale delle nostre imprese sui mercati esteri. Agisce, inoltre, quale soggetto incaricato di promuovere l’attrazione degli investimenti esteri in Italia. Con una organizzazione dinamica motivata e moderna e una diffusa rete di uffici all’estero, l’ICE svolge attività di informazione, assistenza, consulenza, promozione e formazione alle piccole e medie imprese italiane. Grazie all’utilizzo dei più moderni strumenti di promozione e di comunicazione multicanale, agisce per affermare le eccellenze del Made in Italy nel mondo.

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Agricoltura biologica nell’UE. Un settore in rapida crescita

La produzione biologica acquista sempre maggiore importanza nell’agricoltura della UE. E’ quanto confermano i risultati presentati dalla DG Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione.

Le recenti produzioni e le tendenze del mercato mostrano l’importanza che hanno acquisito i prodotti organici nell’ultima decade. L’agricoltura biologica risponde a una domanda specifica di prodotti alimentari sostenibili da parte dei consumatori, promuovendo pratiche agricole più sostenibili in grado di contribuire alla protezione dell’ambiente e migliorare il benessere degli animali. La crescente domanda di prodotti biologici è accompagnata da una produzione in rapida crescita: l’area biologica dell’UE è aumentata del 70% negli ultimi dieci anni e le vendite al dettaglio di prodotti biologici hanno raggiunto 34 miliardi di € nel 2017, fornendo agli agricoltori un ulteriore valore aggiunto sulla loro produzione.

consulta la pubblicazione

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WEB DOP, la prima ricerca su diffusione e reputazione digitale delle DOP IGP

WEB DOP : Monitoraggio e analisi delle IG italiane sul web

Oltre 6.500 contenuti al giorno veicolati su blog, forum, siti di notizie, social network in tutto il mondo, con oltre la metà delle conversazioni all’estero (55%), soprattutto negli USA (26%), e con più di 100.000 utenti ingaggiati quotidianamente. Questi i principali numeri della presenza delle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane certificate DOP IGP. A livello di reputazione le conversazioni digitali con sentiment positivo sono quindici volte più alte di quelle a sentiment negativo (46% contro il 3% sul totale delle menzioni) con Instagram che si afferma come il canale privilegiato per Food&Wine con trend in continua crescita. Bene il Food che con 28 milioni di utenti coinvolti in nove mesi supera i risultati del Wine(23 milioni di utenti) che però mostra una più marcata la presenza di conversazioni all’estero (solo negli USA quasi mille contenuti al giorno contengono riferimenti a vini italiani a denominazione di origine).

Sono alcuni dei numeri che emergono dallo studio WEB DOP, la prima ricerca sulla presenza online e l’attività digitale delle DOP IGP italiane realizzata dalla Fondazione Qualivita. Lo studio è frutto di un progetto durato nove mesi, durante i quali la sono stati indagati sia la capacità dei prodotti DOP IGP italiani di generare conversazioni online, sia l’insieme delle azioni web e di digital marketing attuate dai Consorzi di tutela.

Risultato finale del progetto è il primo report di analisi sulla presenza e la reputazione delle IG italiane sul web, con un focus sull’attività digitale dei Consorzi. Obiettivo a lungo termine supportare le azioni del sistema a produzione certificata con dati e informazioni in grado di favorire strategie di promozione e tutela nel mondo web.

CANALI DIGITALI ‘OFFICIAL IG’: AZIONI WEB DEI CONSORZI

La prima sezione del report (frutto di un monitoraggio sulla rete e di un’indagine diretta sui Consorzi di tutela IG Food e Wine) fornisce dati e informazioni sui canali web ufficiali delle DOP IGP italiane, le evoluzioni degli ultimi anni e le case history di successo, gli investimenti digitali dei Consorzi e le prospettive per lo sviluppo del sistema sul web. Emerge soprattutto il boom social DOP IGP degli ultimi due anni, con un +63% delle IG italiane con almeno un account ufficiale (436 prodotti nel 2019 contro 268 di due anni fa) e con l’88% dei Consorzi che ha investito risorse sui social media, l’86% sul sito web e il 63% in digital marketing. Il web è visto dai Consorzi come un canale di informazione e diffusione globale, con azioni digitali rivolte anche al target straniero nel 61% dei casi. Il web è oggi voce stabile nel budget dei Consorzi, consapevoli che non è un ambito da gestire in modo amatoriale ma merita investimenti: è chiaro in questo senso il sostegno pubblico con quasi la metà dei Consorzi (46%) che solo nell’ultimo anno ha beneficiato di finanziamenti. E le prospettive sono di crescita, come dimostra la volontà manifestata dal 28% dei Consorzi di aumentare le risorse da investire sul web già a partire dal prossimo anno.

DIGITAL BIG DATA: LE IG ITALIANE SUL WEB

La seconda sezione del report è il risultato dell’analisi dei contenuti di blog, forum, siti di notizie, portali tematici e numerose piattaforme social network in tutto il mondo per valutare la presenza e reputazione delle DOP IGP italiane sul web. Le conversazioni digitali legate ai prodotti DOP IGP mostrano un lessico molto ricco e complesso che accanto ai “temi tipici” delle IG come qualità, tradizione, territorio, fa emergere termini come turismoculturasostenibilitàambientesalute che sottolineano come cibo e vino made in Italy non rappresentano solo beni di consumo, ma sono veicolo di un valore più ampio che sostiene la crescita del Paese e l’affermarsi della sua reputazione nel mondo. 51 milioni di utenti raggiunti in 9 mesi, con 1,8 milioni di menzioni riferite alle principali IG italiane veicolate 968mila autori sul web. All’estero più della metà dei contenuti (55%), mentre in termine di sentiment i risultati positivi sono è quindici volte più alti dei negativi (46% contro il 3% delle menzioni IG). Instagram e Blog sono i canali per passionisti, mentre su Twitter e portali News passano anche temi di attualità non sempre connotati positivamente. Nei 9 mesi oggetto di analisi le menzioni delle DOP IGP sono passate da 170mila a 230mila per un +37%: emerge perciò con chiarezza che la crescita delle IG sul web è un fenomeno in atto, da conoscere, supportare e “presidiare”.

consulta il Rapporto:

WEB-DOP-REPORT

Il progetto “WEB DOP”, attuato dalla Fondazione QualiVita, dalla  ha l’obiettivo di sviluppare un sistema di monitoraggio, ricerca e analisi sul “mondo digitale” legato alle Indicazioni Geografiche italiane, per realizzare uno studio approfondito sull’attuale presenza e reputazione delle DOP IGP nella rete internet.

La ricerca, oltre a rappresentare il primo studio completo e analitico sullo stato delle IG italiane sul web, intende produrre informazioni e reportistiche utili all’evoluzione del settore e alla valorizzazione di tali produzioni sulla rete – ambito particolarmente strategico negli ultimi anni.

Per rispondere a questa esigenza, gli output della ricerca si articoleranno in tre strumenti principali:

  1. Monitor mensile sui trend online del Sistema IG italiano
  2. Web Listening mensile delle principali notizie sui prodotti DOP IGP italiani
  3. Report finale di ricerca “Analisi della presenza e reputazione Web delle IG italiane”

WEB DOP – Ricerca, monitoraggio e analisi delle IG italiane sul web per lo sviluppo digitale del sistema. Progetto cofinanziato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (DIQPAI – Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca; PQAI IV- Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica) con DM n. 89537 dell’11 dicembre 2017.

 

Report dell’Osservatorio regionale sul credito agricolo Novembre 2018

Nella seconda parte del 2018 la Rete Rurale Nazionale ha proseguito le attività dell’Osservatorio per l’analisi del mercato del credito su base territoriale prendendo in esame i dati della Banca d’Italia aggiornati a giugno 2018. Come di consueto, si è partiti dal contesto nazionale per poi procedere con l’analisi del credito agricolo nelle regioni italiane, al fine di fornire un aggiornamento dettagliato sull’accesso al credito delle imprese agricole soprattutto agli attori della programmazione e attuazione delle politiche di sviluppo rurale. A livello nazionale, secondo le informazioni della Banca d’Italia, il credito concesso al sistema produttivo nel suo complesso, a giugno 2018 è diminuito del 7,5% su base annua. Di minore entità il ridimensionamento che ha riguardato il credito intercettato dal settore primario (-2,7%) e quello dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (-1,6%). Ciononostante, nel corso del 2018, i finanziamenti a medio-lungo termine al settore primario hanno comunque proseguito la ripresa in parte già osservata nei primi mesi dell’anno, probabilmente anche in virtù dell’accelerazione della spesa pubblica per lo sviluppo rurale.  I dati sull’avanzamento della spesa pubblica per lo sviluppo rurale a giugno 2018 riportano una percentuale di esecuzione nazionale del 22,57% (quota FEASR – comprende il prefinanziamento e include la riserva di efficacia di attuazione), per un totale di 3,8 miliardi di euro di spesa pubblica complessivamente sostenuta.

A livello territoriale, il credito agricolo è molto concentrato, infatti, in appena sei regioni si convoglia quasi il 70% dell’intero stock nazionale: Lombardia (19%), Veneto ed Emilia Romagna (13%), Toscana (10%), Piemonte (8%), Trentino Alto Adige (6%).
La flessione complessiva del credito agricolo, avvenuta a giugno 2018, rispetto a giugno 2017 (-2,7%), è stata determinata da tutte le regioni, ad eccezione del Trentino Alto Adige, del Friuli e della Valle d’Aosta, che comunque rappresenta una minima parte del credito nazionale; in Campania e in Veneto, invece, lo stock di prestiti è rimasto sostanzialmente allineato al livello di giugno 2017.
Anche i prestiti oltre il breve termine, quindi quelli richiesti dagli agricoltori per finanziare i loro investimenti, risultano concentrati in poche regioni: Lombardia (20%), Veneto ed Emilia Romagna (13%), Toscana (9%), Piemonte (8%), Lazio e Puglia (6%).
La lieve crescita dello stock nazionale (+0,5%) deriva da dinamiche abbastanza diversificate tra le regioni. Il credito è risultato in aumento per la maggior parte di esse, in flessione per altre, come Lombardia, Piemonte, Lazio, Trentino, Sicilia, Abruzzo e Valle d’Aosta; per lo più allineati al livello di giugno 2017, i prestiti richiesti dalle imprese agricole umbre.

L’esame delle destinazioni di finanziamento dei prestiti oltre il breve termine rivela una diffusa riduzione del credito finalizzato alla costruzione di fabbricati rurali, con qualche segnale positivo in Emilia Romagna, Veneto, Marche, Calabria e Liguria.

Il livello dei prestiti richiesti per l’acquisto di macchinari e attrezzature a giugno 2018 è cresciuto su base annua in quasi tutte le aree, ad eccezione di Lombardia, Piemonte, Lazio, Sicilia, Trentino, Basilicata e Abruzzo.
Stesso discorso vale per il credito destinato all’acquisto di fabbricati rurali, che risulta abbastanza vivace in tutti i territori ad eccezione di Emilia Romagna, Piemonte, Toscana, Trentino, Marche e Valle d’Aosta.

Per quanto riguarda i prestiti richiesti dal settore alimentare, delle bevande e del tabacco, alla flessione nazionale hanno contribuito quasi tutte le regioni. Tendenze opposte sono state registrate solo in Veneto, Piemonte, Trentino, Friuli e Liguria.
Infine, le informazioni sul tasso di deterioramento, disponibili al massimo livello di dettaglio per ripartizione geografica, indicano una migliore qualità del credito nelle regioni del Nord, rispetto a quelle del Centro e del Mezzogiorno.

Insieme all’analisi, è stata anche aggiornata la banca dati (BD) contenente i dati regionali del credito bancario concesso al settore agricolo e all’industria alimentare.

accedi al Report:

Report_credito_regionale_N.2_2018_T2_2018

 

 

Sintesi della congiuntura agroalimentare III trimestre 2018

Report – AgrOsserva ISMEA, relativo al III trimestre 2018

La congiuntura agroalimentare, segnali positivi dal settore agricolo.

La crescita dell’economia italiana è rallentata; il PIL nazionale nel terzo trimestre del 2018 è aumentato dello 0,7% su base tendenziale, dopo il +1,4% e il +1,2% dei primi due trimestri dell’anno.
L’occupazione complessiva, dopo il +1,1% del secondo trimestre, ha tracciato un meno brillante +0,3%.
Molto positivi, invece, i segnali provenienti dal settore agricolo: nel terzo trimestre il valore aggiunto è cresciuto su base annua del 4,8% e gli occupati del 3,1%, sintesi di un +2,5% dei dipendenti e di un +3,8% degli indipendenti.
Per lo più stabile il numero delle imprese agricole rispetto al terzo trimestre del 2017 (-0,4%), mentre continuano i progressi di quelle giovanili, aumentate del 5% rispetto all’anno precedente.

Report_AgrOsserva_T3_2018

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Ismea, 100 milioni per investimenti nel settore agroalimentare: aperto il bando per la presentazione dei progetti

Fino al 20 maggio 2019 è aperto il bando per il finanziamento di investimenti nel settore agroalimentare. Per accedere ai finanziamenti è necessario presentare sul portale dedicato ISMEA la domanda di ammissione, corredata dallo studio di fattibilità, dal programma degli investimenti e dalle relative previsioni economico-finanziarie.

  1. A cosa serve: sostenere finanziariamente i progetti di investimento delle imprese del settore agricolo e agroalimentare
  2. A chi si rivolge: società di capitali, anche in forma cooperativa, finanziariamente sane:
  • che operano nella produzione agricola primaria, nella trasformazione di prodotti agricoli e nella commercializzazione di prodotti agricoli, compresi nell’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;
  • che operano nella produzione di beni prodotti nell’ambito delle relative attività agricole, individuati ai sensi dell’art. 32, comma 2, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
  • partecipate almeno al 51 per cento da imprenditori agricoli, cooperative agricole a mutualità prevalente e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente, ovvero le cooperative i cui soci siano in maggioranza imprenditori agricoli, che operano nella distribuzione e nella logistica, anche su piattaforma informatica, dei prodotti agricoli compresi nell’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
  1. Cosa finanzia: progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari, nonché nella distribuzione e nella logistica, con un ammontare di spese ammissibili compreso tra 2 milioni e 20 milioni di euro, riguardanti in particolare:
  • investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;
  • investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli;
  • investimenti concernenti beni prodotti nell’ambito delle relative attività agricole, individuati ai sensi dell’art. 32, comma 2, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
  • investimenti per la distribuzione e la logistica, anche su piattaforma informatica, di prodotti agricoli compresi nell’allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Caratteristiche dell’intervento agevolato

  1. Finanziamento agevolato:
  • a tasso di interesse agevolato (pari al 30% del tasso di mercato e comunque non inferiore allo 0,50%);
  • di durata massima di quindici anni, di cui fino a un massimo di 5 anni di preammortamento e fino a un massimo di 10 anni di ammortamento, con rate semestrali posticipate a capitale costante;
  • di importo fino al 100% per cento delle spese ammissibili;
  • assistito, per l’intero importo concesso, maggiorato del 20 per cento, da idonee garanzie ipotecarie.
  1. Cosa non finanzia: acquisto di diritti di produzione, diritto all’aiuto e piante annuali; impianto di piante annuali; acquisto di animali; impianti e macchinari usati capitale circolante.

per saperne di più: http://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9755