,

ISMEA: tendenze agrumi marzo 2020

Focus arance

Primi segnali di mercato positivi dopo un biennio.  Le difficoltà del comparto agrumicolo nazionale risiedono in gran parte nella propria struttura. L’eccessiva frammentazione della produzione agricola (dimensione media 2,5 ha) e gli impianti poco moderni e razionali provocano minore produttività, scarsa resistenza alle fitopatie (virus della Tristeza) e un calendario di raccolta più breve rispetto ai nostri diretti competitor spagnoli. Dal punto di vista commerciale permane la scarsa propensione degli agricoltori ad associarsi in cooperative e OP che in quanto eccessivamente numerose rimangono di dimensioni economiche medio-piccole e non in grado di svolgere appieno il ruolo di concentrazione dell’offerta. Il quadro si completa con la maturità dei consumi interni mentre aumenta la concorrenza dei paesi mediterranei (durante la stagione di raccolta) e dell’emisfero australe (in controstagione). Il risultato è un’estrema volatilità delle quotazioni del prodotto nazionale in funzione delle produzioni nazionali e dell’andamento del mercato internazionale. Dopo un biennio piuttosto negativo per la filiera, tuttavia, i dati della campagna 2019/2020 mostrano alcune conferme – come la riduzione delle superfici di produzione, anche se una quota in riconversione varietale – e qualche segnale positivo (produzioni di ottima qualità e prezzi all’origine in aumento).

La Calabria si conferma seconda regione per superficie in produzione di arance, dopo la Sicilia

Accedi da qui al Report completo ISMEA Tendenze_Agrumi_1_2020

,

La DopEconomy supera 16,2 miliardi di euro

DOP IGP 20% del valore agroalimentare nazionale. Export per la prima volta oltre 9 miliardi

,

Ministero per il Sud e Cassa Depositi e Prestiti firmano protocollo per crescita sostenibile del Mezzogiorno

Previste misure a supporto di Imprese, Infrastrutture e Pubblica amministrazione

 

Roma, 28 febbraio 2020 – Il Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Cassa Depositi e Prestiti hanno sottoscritto oggi un Protocollo d’Intesa, previsto dal Piano Sud 2030, volto a supportare le misure per lo sviluppo del Mezzogiorno e per le politiche di Coesione.

L’accordo, firmato dal Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, e dall’Amministratore delegato di CDP, Fabrizio Palermo, pone le basi per una collaborazione istituzionale rivolta al supporto delle imprese, delle infrastrutture e delle pubbliche amministrazioni delle Regioni e Comuni del Mezzogiorno attraverso la realizzazione di una serie di progetti e iniziative che promuovano gli investimenti e favoriscano lo sviluppo sostenibile dell’area.

La collaborazione fra CDP e il Ministro per il Sud si allargherà inoltre alla valorizzazione delle opportunità offerte dal nuovo piano di investimenti europeo “InvestEu”. Così come per il Piano Juncker, CDP punta ad affermarsi, anche per InvestEu, come primo Istituto Nazionale di Promozione europeo per risorse mobilitate e strumenti attivati. A tal fine si è già attivata per ottenere il ruolo di “implementing partner” in modo da essere immediatamente operativa contestualmente all’avvio del Piano previsto per il gennaio 2021.

Con la firma di oggi, le Parti s’impegnano a realizzare progetti congiunti nei seguenti ambiti:

  • Supporto alle imprese e alle infrastrutture del Mezzogiorno;
  • Supporto alla spesa dei fondi per la coesione;
  • Sviluppo Sostenibile.

Imprese
Per favorire il tessuto imprenditoriale, accanto al tradizionale strumento dei finanziamenti, saranno attivati strumenti di finanza alternativa come i basket bond; si punterà, inoltre, a favorire il ricorso al credito agevolato attraverso la concessione di finanziamenti a medio – lungo termine, mediante il Fondo Rotativo Imprese e investimenti in risk sharing attraverso la concessione di garanzie. Le Parti s’impegneranno per incentivare la conoscenza e la diffusione degli strumenti finanziari messi a disposizione da CDP a sostegno dell’accesso al credito e degli investimenti delle imprese del Sud.

Pubbliche amministrazioni
Il Protocollo prevede un possibile supporto di CDP alle Pubbliche Amministrazioni delle Regioni e Comuni del Mezzogiorno nella valutazione della sostenibilità finanziaria, dei rischi e della finanziabilità di interventi mediante l’utilizzo di schemi di Partenariato pubblico-privato. CDP inoltre, assisterà le amministrazioni, nelle fasi di sviluppo di nuove iniziative, mettendo a disposizione il proprio know how tecnico amministrativo, e servizi di consulenza gestionale, legale e ingegneristica.

Sostenibilità
Le Parti si impegneranno a promuovere nuovi investimenti nell’ambito della sostenibilità con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile, della transizione energetica, dell’economia circolare e delle infrastrutture sociali. Le parti, inoltre, valuteranno specifiche iniziative di educazione finanziaria nelle scuole con riferimento al risparmio, all’educazione finanziaria e allo sviluppo sostenibile
Le parti s’impegnano a costituire una Cabina di regia per l’attuazione degli obiettivi del Protocollo, composta da tre rappresentanti di CDP e tre rappresentanti del Ministro, prevedendo la partecipazione di rappresentanti di altri Ministeri, in relazione ai temi trattati.

Fonte: Ufficio Stampa Cassa Depositi e Prestiti

,

Banca delle terre ISMEA: 28 i terreni messi all’asta in Calabria

Sono 28 i terreni pubblici in Calabria messi all’asta dalla Banca nazionale delle terre agricole:

  • 15 in provincia di Reggio Calabria
  • 7 in provincia di Vibo Valentia
  • 3 in provincia di Crotone
  • 2 in provincia di Cosenza
  • 1 in provincia Catanzaro

L’elenco completo dei terreni messi all’asta è disponibile sul sito www.ismea.it/banca-delle-terre.

Le manifestazioni di interesse on line possono essere presentate fino al 19 aprile, mentre le offerte  potranno essere presentate dal  27 aprile  fino a 11 di giugno 2020.

La partecipazione è aperta a tutti. La finalità del bando è quella di favorire il ricambio generazionale in agricoltura e il ritorno dei giovani alla terra; infatti sono previsti mutui trentennali al 100%  con rate agevolate semestrali o annuali e sostegni ad hoc per l’imprenditoria agricola under 41.

La “Banca nazionale delle terre agricole”, istituita dall’art. 16 della legge 28 luglio 2016, n. 154, costituisce l’inventario completo dei terreni agricoli che si rendono disponibili anche a seguito di abbandono dell’attività produttiva e di prepensionamenti, raccogliendo, organizzando e dando pubblicità alle informazioni necessarie sulle caratteristiche naturali, strutturali ed infrastrutturali dei medesimi, sulle modalità e condizioni di cessione e di acquisto degli stessi. La Banca è gestita dall’ISMEA ed opera a livello nazionale.

,

Aperte le iscrizioni al corso Arsac per la potatura del limone

L’Arsac Centro Divulgazione Agricola n. 3 “Alto Ionio Cosentino” di Sibari, in collaborazione con il Consorzio di Tutela del “Limone di Rocca Imperiale IGP”, organizza un corso teorico-pratico  di potatura del limone.

Il corso si svolgerà presso la sala del “Convento dei Frati Osservanti” di Rocca Imperiale  il  20, 22 e 23 Aprile 2020, per un totale di 12 ore:

  • 2 lezioni  teoriche 
  • 1 lezione pratica-dimostrativa.

Per partecipare al corso è necessario compilare la domanda di partecipazione (clicca per scaricare)  la liberatoria di responsabilità (clicca per scaricare) ed allegare copia documento di riconoscimento valido.

La documentazione completa  dovrà  pervenire entro il 31 marzo 2020  al responsabile corso Dr. Domenico Lanza tramite e-mail domenico-lanza@libero.it e domenico.lanza@arsac.calabria.it.

Il corso prevede un massimo di 30 persone che saranno selezionate dall’ARSAC tra le persone che ne faranno richiesta.

, ,

Arsac: ripartono le attività sul miglioramento genetico della fragola

Riparte in Calabria il programma di miglioramento genetico su fragola grazie al rinnovato Accordo di collaborazione siglato nel 2019 tra A.R.S.A.C., Cooperativa Ortofrutticola Torrevecchia di Lamezia T. (CZ) e CREA–OFA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria Centro di Olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura) di Forlì. L’Accordo si prefigge di proseguire il programma di sviluppo avviato con un precedente ciclo progettuale che si è concluso con l’individuazione direttamente in territorio calabrese di alcune nuove selezioni attualmente in fase iniziale di diffusione commerciale. L’obiettivo finale del progetto, che mette insieme i Servizi di Sviluppo Regionali, un soggetto privato ed un organismo di ricerca, è di pervenire alla costituzione di nuove varietà di fragola pienamente adatte all’ambiente calabrese e più in generale alle aree a clima temperato, riducendo l’attuale dipendenza dall’esterno del “sistema fragola” calabrese nella scelta delle varietà da coltivare e quindi migliorare la competitività delle nostre produzioni sui mercati italiani ed esteri in virtù di una maggiore identificazione del prodotto. Nel 2019 nell’ambito del nuovo programma progettuale (della durata di 4 anni) l’Unità Operativa Fragola dell’ARSAC ha costituito nella Piana di Lamezia, presso l’azienda di un socio della Cooperativa Torrevecchia, un “campo semenzali” composto da circa 3.000 semenzali ottenuti da 34 nuove combinazioni di incrocio predisposte da CREA – OFA di Forlì.

L’attività di selezione si è conclusa a metà maggio con l’individuazione di 103 genotipi che sono stati trasferiti in Sila per essere moltiplicati nel vivaio del Centro Sperimentale -Dimostrativo dell’ARSAC di Camigliatello Silano (CS). Con le piante ottenute in vivaio è stato costituto, in ottobre, il campo di 1° livello 2019-2020 dove sul nuovo materiale genetico posto in parcelle proseguirà l’attività di selezione. Nel frattempo sono proseguite le azioni finalizzate alla valorizzazione ed alla diffusione delle nuove selezioni (contrassegnate con la sigla “LAM”) ottenute con il primo ciclo progettuale: LAM 18, LAM 68.4, LAM 22, LAM 85.17. Si tratta di nuovi genotipi che, superata la fase sperimentale preliminare e di collaudo finale in Calabria, hanno iniziato ad essere diffusi già nel 2018 e nel 2019 nelle aziende interessate in Calabria ed in altre Regioni del Sud Italia dove, valutate a confronto con le varietà convenzionali, sono stati in molti casi giudicati positivamente dai produttori e dai tecnici e quindi meritevoli di essere moltiplicati su scala più ampia.

Pertanto, come già accaduto nel 2018, anche nel 2019 si è deciso di affidare il nuovo materiale genetico ai Vivai COVIRO di Cervia (RA), che hanno manifestato interesse e costituito per il secondo anno consecutivo un vivaio in Spagna. Una piccola produzione vivaistica è stata realizzata anche dall’ARSAC nel vivaio del Centro Sperimentale Dimostrativo “Molarotta” di Camigliatello Silano (CS). La produzione complessiva di circa 185.000 piante è stata ritirata da aziende calabresi e da aziende di altre aree fragolicole del Sud Italia ed estere ed inserita nei nuovi impianti 2019-2020, realizzati a partire dal mese di ottobre.

Si ricorda che in Calabria la produzione della fragola è concentrata prevalentemente nella Piana di Lamezia, dove la coltivazione è attuata in coltura protetta su una superficie di circa 200 ettari (in tutta la Calabria la superficie è di circa 240 ettari). Le varietà adottate sono in ordine di importanza la varietà spagnola Sabrina seguita dalla californiana Camarosa e da altre due varietà spagnole Marisol e Melissa.

E’ da rilevare che nel 2019 per la selezione LAM 18 è stata avanzata un richiesta di autorizzazione alla brevettazione in Brasile da parte dell’Università Statale di Santa Catarina – UDESC (Universidade do Estado de Santa Caterina). LAM 18 dopo alcuni di anni di sperimentazione nelle aree fragolicole del Sud del Brasile si è contraddistinta per il suo comportamento costantemente positivo e innovativo per l’areale brasiliano ed il conseguente interesse da parte di ricercatori e produttori che ne prefigurano l’avvio di una diffusione commerciale. Le nuove selezioni contrassegnate con la sigla “LAM” vengono presentate di seguito in una scheda descrittiva.

LAM 18

Selezione a maturazione intermedia, con piante rustiche ad habitus assurgente che hanno elevato accestimento e notevole vigore. Oltre alla una buona produttività (circa 700 g/pianta nelle prove sperimentali ARSAC), l’interesse maggiore per questa selezione deriva dalla grande qualità dei frutti che sono di pezzatura medio-elevata, conico–allungati molto attraenti per la regolarità della forma ed il colore rosso intenso, uniforme anche in inverno. La consistenza della polpa è risultata tra le più elevate tra le varietà e selezioni studiate. La tenuta del frutto (consistenza e tonalità del colore) è buona anche in coincidenza delle alte temperature. Le qualità organolettiche dei frutti sono buone grazie ad un alto contenuto zuccherino ed un equilibrato rapporto acidi-zuccheri. Il contenuto in vitamina C è risultato piuttosto elevato. Il limite alla sua diffusione in Calabria è rappresentato dall’epoca non precoce di maturazione.

LAM 68.4

Pianta rustica e vigorosa. I punti forti di questa selezione sono la precocità di maturazione dei frutti che si abbina ad elevata produttività conseguita sia con piante fresche “cime radicate” che a “radice nuda” (intorno a 800 g/pianta nelle prove sperimentali ARSAC). I frutti hanno un calibro elevato che si riduce soltanto durante l’ultima parte del ciclo produttivo e sono conico regolari e rosso intenso uniforme. Il sapore è buono grazie ad un alto contenuto zuccherino ed un equilibrato rapporto acidi-zuccheri. I punti deboli riguardano la consistenza della polpa che cala in coincidenza delle elevate temperature pur mantenendosi su valori di sufficienza.

LAM 22

Selezione molto interessante per la precocità di maturazione, la buona produttività (circa 700 g/pianta nelle prove sperimentali ARSAC),conseguita con un flusso produttivo costante e per il colore brillante dei frutti. La pianta è rustica e mediamente vigorosa. I frutti, regolari e di grosso calibro, sono di colore rosso brillante piuttosto attraente, hanno una elevata consistenza della polpa ed un buon aroma e sapore.

LAM 85.17

Selezione a maturazione molto precoce con raccolte che, in alcune annate, hanno superato 400 g/pianta nel periodo gennaio – marzo. La pianta è molto vigorosa ed ha evidenziato, in questi anni, la produttività finale più elevata tra tutte le varietà e selezioni studiate nei campi sperimentali a Lamezia T. con produzioni di oltre 900 g/pianta. I frutti sono di forma conico-allungata molto regolare, hanno colore rosso intenso uniforme e consistenza elevata. L’elevata precocità e produttività determinano un calo di pezzatura dei frutti nella seconda parte del ciclo produttivo e una qualità organolettica non elevata ma accettabile, che rappresentano i punti deboli di questa selezione.

Fonte: ARSAC Ufficio Sperimentazione di Catanzaro, Ce.S.A: n. 5

, ,

Approvato dal CdM il disegno di legge sugli illeciti agroalimentari

Mipaaf, Bellanova: “Adesso maggiori tutele per prodotti, made in Italy, indicazioni geografiche, consumatori”

25.02.2020
Da oggi uno strumento in più per la tutela dei prodotti made in Italy, le indicazioni geografiche, i consumatori. E soprattutto per il riconoscimento del valore prioritario della identità dei cibi, uno degli elementi fondativi alla base della Dieta Mediterranea patrimonio dell’umanità.Con la riforma, proponente il Ministro Bonafede e co-proponente la Ministra Teresa Bellanova, approvata stasera dal CDM, si rafforzano gli strumenti normativi contro illeciti agroalimentari: frodi, contraffazioni e agropiraterie. “Il falso made in Italy”, ricorda la Ministra Bellanova, “costa al nostro Paese 100 miliardi di euro l’anno, contro i circa 42 di export dei prodotti autentici. Un vero e proprio furto di identità che danneggia i nostri produttori, mina la salute dei consumatori, ingannandoli, rischia di incrinare la reputazione del Paese. Oggi, con questo testo che prende le mosse da una proposta della Commissione Caselli, si garantisce l’effettiva tutela dei prodotti alimentari, si rielabora il il sistema delle sanzioni, si amplia la sfera delle tutele. Non a caso fin dal mio insediamento al Ministero ho sostenuto la necessita di rafforzare ulteriormente il sistema di controlli che già oggi ci pone fra i migliori al mondo per poter tutelare di più e meglio le nostre indicazioni geografiche e i nostri marchi e sconfiggere la concorrenza sleale che avvelena le filiere e produce distorsioni inaccettabili di mercato. Per questo un grazie a Giancarlo Caselli e a tutti i componenti dell’Osservatorio Agromafie che con il loro lavoro hanno contribuito in modo determinante alla definizione delle nuove norme”.

 

,

Distretti del cibo, dal Mipaaf 30 milioni

Parte il primo bando nazionale per il finanziamento dei Distretti del cibo, strumento per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori.
Al via anche il bando per il finanziamento di contratti di distretto nell’area colpita da Xylella, secondo quanto previsto dalle leggi di bilancio 2018 e 2019.

“Investiamo nella progettazione territoriale – ha detto la ministra Teresa Bellanova dalla Sicilia, dove è impegnata in incontri e visite istituzionali anche in alcune aziende agroalimentari del palermitano – per favorire la crescita dell’Italia. Dobbiamo sbloccare energie e investimenti. L’agricoltura e l’agroalimentare sono un motore di idee, progetti, nuovi posti di lavoro. Di futuro. Abbiamo lavorato con le Regioni per mettere a punto un bando, il primo, che dia stimolo a una nuova stagione dei distretti del cibo. C’è molto interesse e fermento in tutti i territori, già questa è una scommessa vinta. L’Italia può essere un laboratorio di buone pratiche, investendo sull’economia circolare, sulla ricerca e su formule più forti di collaborazione tra agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione e istituzioni. Noi ci siamo e vogliamo accompagnare questo sviluppo”.

Tutti i dettagli per la partecipazione, e per l’invio delle domande che dovrà avvenire entro il 17 aprile 2020, sono già disponibili sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Alla stessa pagina è pubblicato anche il Registro nazionale dei Distretti del cibo che raccoglie tutte le realtà riconosciute dalle Regioni. Il riconoscimento dei Distretti, infatti, viene affidato per legge alle Regioni e alle Province autonome che provvedono a comunicarlo al Mipaaf presso il quale è istituito il Registro nazionale.

I bandi finanziano progetti da 4 a 50 milioni di euro di investimenti con un’ampia tipologia di spese ammissibili.
Il Contratto di distretto ha lo scopo di promuovere lo sviluppo, la coesione e l’inclusione sociale, favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari.

Il Contratto di distretto Xylella, oltre quanto previsto sopra, ha lo scopo di realizzare un programma di rigenerazione dell’agricoltura nei territori colpiti dal batterio Xylella fastidiosa, anche attraverso il recupero di colture storiche di qualità.

Le risorse disponibili per il finanziamento in conto capitale ammontano a 18 milioni di euro per il bando dei distretti del cibo e a 13 milioni di euro per il distretto Xylella, che utilizza fondi diversi rispetto allo stanziamento di 300 milioni di euro del Piano recentemente approvato in Conferenza Stato-Regioni.

Laddove la richiesta di fondi superasse la disponibilità, è previsto un tetto massimo al contributo a fondo perduto per singolo programma di investimenti pari a 2,5 milioni di euro.

I DISTRETTI DEL CIBO

La legge definisce Distretti del cibo:
– i distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere;
– i distretti localizzati in aree urbane o periurbane caratterizzati da una significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;
– i distretti caratterizzati dall’integrazione fra attività agricole e attività di prossimità.
– i distretti biologici.
Per garantire lo sviluppo di tutto il territorio e non solo delle singole filiere, i Distretti opereranno attraverso programmi di progettazione integrata territoriale.

Fonte: Mipaaf

,

ISMEA, il futuro della nocciola Made in Italy

Uno scontro goloso al gusto di nocciola. L’eco della “guerra” commerciale, scoppiata tra le più importanti industrie dolciarie italiane nel settore delle creme spalmabili alla nocciola, è arrivata anche oltreoceano, sulle pagine del New York Times, che ha dedicato al tema un reportage dal titolo “In Italia una guerra civile alla crema di nocciola”. Che alla fine le preferenze dei consumatori vadano verso l’uno o l’altro prodotto in realtà poco importa: il vincitore assoluto di questo goloso scontro è senza dubbio la nocciola ma quella italiana, pur protagonista, non ha colto ancora tutte le potenzialità, come evidenziano i dati Ismea su consumi, export e produzione.

Nocciole italiane: un frutto amato dai consumatori dal Nord al Sud. Sarà per il gusto, sarà per le proprietà nutrizionali, ma l’acquisto di nocciole da parte delle famiglie italiane negli ultimi tre anni è andato costantemente crescendo; le vendite a volume di nocciole confezionate presso la Grande Distribuzione, sono aumentate del 6,3% nel 2019 rispetto all’anno precedente, per un valore totale di circa 38 milioni di euro. Una crescita che si registra su tutto il territorio italiano, con un picco nel Nord-Ovest del Paese, con vendite di circa 700 mila kg, per un valore di circa 12 milioni di euro. Le nocciole piacciono alle famiglie italiane, e non solo a Natale: i dati del Consumer Panel di Ismea evidenziano, per il 2019, una crescita di spesa del 6,9% rispetto al 2018, favorita anche dall’aumento delle vendite in promozione (+5,2% nel 2019) e da un prezzo medio in contrazione (-2,3% nel 2019).

Le nostre varietà Igp e Dop
. L’Italia è un territorio d’elezione per la coltivazione delle nocciole, e oggi rappresenta il secondo player mondiale – alle spalle della Turchia. Nel 2019, il totale della superfice coltivata in Italia è arrivata a 86mila ettari, con una prevalenza geografica nel Lazio (29%), in Piemonte (28%) e in Campania (25%). Si tratta delle aree da cui hanno origine anche le varietà più note e tradizionali tanto da poter vantare la protezione comunitaria in quanto Dop e Igp: le più rappresentative sono la Tonda Gentile delle Langhe Igp (da sola costituisce il 90% della produzione certificata di frutta in guscio italiana Dop/Igp) che nel 2018 contava oltre 8.000 tonnellate certificate per un valore di 29 milioni di euro, la Nocciola di Giffoni Igp e la Tonda Romana Gentile Dop.

Un futuro con qualche ombra. Mentre aumentano le coltivazioni di nocciolo a livello mondiale, il saldo della bilancia commerciale italiana per questo settore è passivo e, nell’ultima campagna, il deficit è cresciuto del 75%, arrivando a 90 milioni di euro. Le ragioni di questo conto al negativo sono imputabili al fatto che la domanda da parte dell’industria dolciaria italiana è superiore di circa un terzo alla produzione nazionale, determinando quindi la necessità di importare nocciole. Il futuro dei corilicoltori italiani appare segnato: valorizzare le produzioni facendo leva su qualità e origine, per sfuggire a dinamiche di mercato internazionali che vedono spesso i prezzi a bordo di montagne russe mozzafiato.

Fonte: Ismea

,

Soddisfazione dopo un anno di Made in Nature

Tutti soddisfatti dopo un anno del progetto che finanziato dall’Unione Europea e CSO Italy per promuovere il biologico in Italia, Francia e Germania.

Piace, consente di far conoscere il mondo del biologico italiano con maggior forza comunicativa sia in Italia che all’estero ed ora altre iniziative partiranno in questa nuova stagione. A Berlino, nello spazio del CSO Italy Fruit Logistica, si è fatto il punto su Made In Nature, il progetto finanziato dall’Unione Europea e CSO Italy per un totale di 1,6 milioni di euro dedicato alla promozione del biologico in Italia, Francia e Germania e che vede partecipare aziende come BrioCanova, Conserve Italia, Veritas Biofrutta, RK Growers e Lagnasco Group.

Un anno fa qui a Berlino veniva presentato questo progetto e quest’anno siamo ancora qui per portare le testimonianze di quanto fatto e quello che faremo nel secondo anno di attività” ha spiegato Paolo Bruni, presidente del CSO Italy. Obiettivo: dare forza ed energia all’ortofrutta italiana. Un paese, il nostro, “che si è distinto per le proprie eccellenze produttive nelle denominazioni di origine ma anche del biologico, del quale è diventato leader del settore a livello europeo”.

“Stiamo facendo molti contatti con giornalisti e buyer per dare l’idea del biologico italiano come offerta di qualità superiore. Non dimentichiamoci che il biologico in Europa è nato in Italia, che è stato il primo bacino di produzione. Negli ultimi due mesi abbiamo registrato oltre 300 mila impression sui social a testimonianza del fatto che il biologico riesce ad emozionare” ha spiegato invece Alessandra Ravaioli, che ha condotto l’incontro.

Le considerazioni delle aziende

All’incontro hanno partecipato alcuni esponenti delle aziende che partecipano al progetto. A partire da Luca Zocca (Brio Spa), che ha sottolineato come il progetto stia consentendo di commercializzare e comunicare meglio i prodotti bio all’estero, come ad esempio con l’operazione svolta nei supermercati Tegut che verrà replicata anche quest’anno in Germania con kiwi e mele. “Abbiamo fatto incoming in Italia, workshop e una delle cose più importanti fatte con il CSO Italy è stata quella di ospitare i responsabili dei punti vendita o del reparto ortofrutta in azienda – ha continuato Zocca – per spiegare loro cosa è il biologico e questo permette agli addetti dei reparti di trasferire le informazioni poi ai consumatori. Paolo Pari (Almaverde Brio) ha evidenziato  come in Germania gli assortimenti del biologico si sono ampliati molto ormai, soprattutto nei discount. “Aumenta la competizione per noi  produttori anche se va ricordato come le eccellenze italiane dell’ortofrutta valgono anche nel biologico. Progetti come questi aumentano sicuramente il valore della percezione del biologico italiano soprattutto sul fronte del mercato estero”.

Antonio Cogo (Veritas Ortofrutta) ha ricordato come il mercato sia in costante evoluzione. “Stiamo cercando di far capire ai produttori produttore come si sta evolvendo il mercato facendogli vedere che il biologico sia il futuro. Siamo contenti del progetto, stiamo portando avanti la conoscenza in Francia e Germania e stanno arrivando ottime soddisfazioni. Massimo Perotto (Lagnasco Group), infine, ha evidenziato come il biologico stia crescendo molto nella grande distribuzione, ma come anche a grossisti e dettaglianti stiano donando molta importanza all’ortofrutta biologica. “Stiamo valutando di intensificare degustazioni verso i nostri clienti Germania – ha concluso – con i piccoli frutti e stiamo discutendo se fare un evento con mele biologiche a Parigi per farle conoscere alla ristorazione”.

Archiviato il primo anno, ora Made in Nature sarà attivo per i prossimi due anni, in cui sarà prevista la partecipazione a fiere di settore e l’organizzazione di workshop, attività instore nei paesi target e altre iniziative che proseguiranno nell’obiettivo di raggiungere oltre 24 milioni di utenti singoli e sensibilizzarli ai valori del biologico come scelta di benessere e sicurezza.

Fonte: MyFruit

, ,

Clementina Sanzo, la tardiva della sibaritide

Presentata a Fruit Logistica da Op Armonia, si chiamerà Perrina in onore del costitutore, Francesco Perri. Primi frutti nel 2023

Circa dieci anni fa in Contrada Sanzo, a Corigliano Calabro, l’agronomo Francesco Perri ha trovato la mutazione di clementina comune che ieri al Fruit Logistica di Berlino è stata presentata come la nuova varietà tardiva capace di raddoppiare la finestra commerciale dei frutti, la Clementina Sanzo.

“Sarà disponibile per tutto gennaio e fino a metà febbraio, garantendo le stesse caratteristiche (agronomiche, qualitative e organolettiche) della comune, ma per quattro mesi – ha detto l’Ad di Op Armonia, Marco Eleuteri –. Sviluppata da Perri, la presentiamo dopo una decina d’anni di test perché partiremo a breve con i primi impianti (15-20 ettari di superficie, ndr) per essere pronti a commercializzare i primi frutti tra tre anni. E, visto che è stata sviluppata da Francesco Perri, abbiamo scelto Perrina come nome commerciale”.

Eleuteri ha anche spiegato che in questo primo triennio, l’obiettivo è raggiungere i 250 ettari di superficie, allargando ad altre realtà produttive con accordi non inferiori ai 50 ettari in modo da garantire da subito volumi di offerta significativi.

Francesco Perri ha quindi illustrato le caratteristiche principali della varietà, che non è sensibile alle principali fitopatie e presenta calibro, colore e sapore ottimi. “Grazie ai nuovi sistemi di diagnostica che permettono screening precoci sugli incroci – ha spiegato Perri – Sanzo non è l’unico frutto ottenuto dalla collaborazione con i ricercatori del Crea. E l’Op Armonia è tra le poche aziende lungimiranti che partecipa a questi progetti garantendo la corretta fase di osservazione e di test di campo”.

Ha chiuso l’avvocato Roberto Manno, esperto di diritto industriale, che ha illustrato le azioni messe in campo per proteggere varietà e nome commerciale.

, ,

Online il CREAAgritrend sul III trimestre 2019

La fotografia scattata nel III trimestre del 2019 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, conferma un’ulteriore fase di ristagno dell’attività economica generale, rispetto al trimestre precedente.

I dati evidenziano, infatti, una diminuzione del valore aggiunto (-2% rispetto al trimestre precedente e del -4,2% rispetto allo stesso trimestre nel 2018) e degli investimenti fissi lordi (-0,2%). Aumenta invece l’occupazione, registrando un +2,3% di ore lavorate e +1,6% di unità di lavoro.

L’indice del fatturato dell’industria alimentare e delle bevande cresce (rispettivamente +3,7% e + 10%), trainato dal mercato estero. Le esportazioni agroalimentari, pari a circa a 10,77 miliardi di euro, registrano, rispetto allo stesso periodo del 2018, un aumento del 6%, mentre le importazioni crescono del 4,5%. In aumento i flussi verso gli USA (+19,4%), Spagna e Danimarca. I settori merceologici maggiormente dinamici sono i derivati dei cereali e i prodotti lattiero-caseari, entrambi con un tasso di crescita superiore al 10% e delle bevande, leggermente al di sotto del 10%.

Sulla base dei dati raccolti su twitter, emerge, in ogni caso, un clima di fiducia nel settore agricolo con il 58,1%% dei giudizi “positivo e molto positivo” sulle condizioni del settore e sulle politiche attuate (+2,1% rispetto al trimestre precedente).

 

Ulteriori informazioni sono contenute nel trimestrale CREAgritrend.

,

Le priorità dell’ortofrutta italiano, documento congiunto consegnato alla Ministra

Incrementare l’export di ortofruttasalvaguardare e garantire le produzioni, sia in termini di quantità che di qualità, mettendo a disposizione dei produttori mezzi di difesa e prodotti fitosanitari efficaci, salvaguardando l’ottica della sostenibilità a partire da una sicurezza alimentare in cui l’Italia è da primato in Europa.

Queste le “assolute necessità per l’Italia” contenute nel documento consegnato a Berlino  nell’ambito Fruit Logistica 2020, all’inaugurazione della collettiva “Italy.The Beauty of Quality” alla Fruit Logistica 2020alla ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanovadal presidente di CSO Italy Paolo Bruni. Una richiesta congiunta, firmata dal coordinatore Ortofrutta di Alleanza delle Cooperative Italiane Davide Vernocchi,  dal presidente di Assomela Ennio Magnani, dal presidente di Fruitimprese Marco Salvi, dal presidente di Italia Ortofrutta Gennaro Velardo, oltre che dallo stesso Bruni.

Il presidente Bruni ha sintetizzato il contenuto del documento al ministro, davanti a un settore rappresentato dai suoi vertici, un settore che ha dato il segno della compattezza e della determinazione a fare gioco di squadra attorno a questi due punti essenziali. Obiettivi condivisi sia da Coldiretti, presente con il presidente Ettore Prandini, che da Confagricoltura, pure rappresentata dal suo presidente nazionale, Massimiliano Giansanti.

Per esportare di più, l’Italia deve aprire nuovi mercati “ancor oggi chiusi da barriere fitosanitarie”. Il documento evidenzia i risultati positivi ottenuti negli ultimi mesi, che riguardano Messico e Colombia per il kiwi, Taiwan, Vietnam e Tailandia per le mele e puntualizza i prossimi obiettivi. Con il Brasile è in corso un negoziato per la ripresa delle esportazioni di susine angeleno, la varietà più importante. Con il Messico sono sul tappeto i dossier congiunto su mele e pere. E’ poi in fase di negoziazione il dossier pere con la Cina, quello sul kiwi con il Vietnam, quelli su kiwi, pere, uva da tavola e altri prodotti con la Tailandia.

Nuove prospettive per l’ortofrutta italiana in Cina: export con la nave stiva

Per l’ortofrutta italiana in Cina si sta poi aprendo una nuova prospettiva. E’ infatti in fase di ultimazione l’addendum per esportare i prodotti ortofrutticoli utilizzando anche la nave stiva, un mezzo alternativo all’aereo e alla nave porta-container già ammessi, ma che permette di accorciare il transit-time a circa 20 giorni, contro i canonici 45 del container.

In questo contesto – sottolinea il documento – “non bisogna tralasciare un aspetto di primaria importanza anche per andare verso nuovi mercati, ovvero salvaguardare e garantire le nostre produzioni. Infatti ad oggi ci troviamo in una situazione quanto mai drammatica che a causa della presenza di nuovi organismi nocivi (vedi ad esempio la cimice asiatica) e dei cambiamenti climatici, vede una drastica riduzione delle produzioni”.

Diventa quindi indispensabile – precisa la dichiarazione congiunta – “mettere a disposizione dei produttori i mezzi di difesa e prodotti fitosanitari efficaci, pur sempre in un’ottica di sostenibilità per garantire le produzioni”.

Il documento specifica quindi alcuni strumenti ritenuti indispensabili per affrontare le crisi sul fronte delle fitopatie.

Tavolo dell’ortofrutta convocato per il 25 febbraio

Immediata la risposta di Teresa Bellanova: tavolo dell’ortofrutta convocato per il 25 febbraio prossimo per fissare le modalità di lavoro e raggiungere, “tutti insieme”, finalità condivise.

,

Nocciole calabresi, Consorzio di tutela dice no a Ferrero

“La Ferrero in Calabria? La nostra produzione di nocciole è incompatibile con una logica globalizzata”. E’ quanto afferma in una nota Giuseppe Rotiroti, presidente del Consorzio di Valorizzazione e Tutela della Nocciola di Calabria di Torre di Ruggiero“Da giorni ha trovato spazio – afferma il presidente Rotiroti – la notizia sull’arrivo salvifico in Calabria della Ferrero, multinazionale che, questa la narrazione, determinerebbe la rinascita ed il rilancio della filiera corilicola calabrese. Siamo stati contattati tre anni fa dalla Ferrero che si apprestava a lanciare il progetto Nocciola Italia e abbiamo risposto no. In primo luogo gli alberi, che ci donano la tonda Calabrese, non hanno le caratteristiche per una produzione più intensiva; per gli obiettivi della Ferrero di fatto non basterebbe l’intero territorio vocato alla produzione e ricompreso tra i Comuni di Cardinale, Torre di Ruggiero e Simbario”.
 
“Qui una storia produttiva che parte dal Regno delle Due Sicilie – prosegue Rotiroti – ha disegnato il territorio e consentito il raggiungimento di una qualità riconosciuta ormai a livello nazionale ed internazionale; il progetto della multinazionale invece richiederebbe grandi distese, una qualità ridotta a fronte di una quantità che sarebbe invece enormemente superiore. Le nocciole sarebbero poi trasformate fuori. La nostra scelta è quella della qualità e di una trasformazione del prodotto che deve avvenire qui, consentendo alle imprese di strutturarsi ed ai territori di mantenere la propria identità”. 
 
“Noi, come Consorzio – sostiene ancora il presidente Rotiroti – abbiamo un sogno che, per fortuna, si sta lentamente trasformando in realtà; abbiamo deciso di puntare sul piccolo imprenditore che intende diventare grande attraverso la qualità del proprio prodotto. Ecco perché, ad esempio, chiediamo da tempo al ministro Bellanova la convocazione del Tavolo Corilicolo nazionale e condividiamo le valutazioni espresse del presidente nazionale Città della nocciola Rosario d’Accunto, secondo cui la corilicoltura non può e non deve essere abbandonata alle scelte delle multinazionali”. 
 
Fonte: Ansa 
, ,

Rete Rurale: l’agricoltura sociale nella normativa regionale italiana

L’agricoltura sociale è presente nella normativa di quasi tutte le regioni italiane, alcune della quali hanno provveduto anche a modificare e adeguare le norme a seguito dell’approvazione della legge nazionale (141/2015).
Il documento elaborato da Rete Rurale Nazionale propone una panoramica aggiornata ad Ottobre 2019 del quadro normativo disponibile in Italia in materia di Agricoltura Sociale.

“A seguito dell’approvazione della Legge n. 141/2015, recante “Disposizioni in materia di agricoltura sociale”, alcune regioni italiane hanno legiferato in materia, modificando e adeguando la normativa regionale previgente. Il rinnovato panorama legislativo in materia di agricoltura sociale rende importante un aggiornamento del lavoro realizzato dalla Rete Rurale Nazionale nel mese di aprile 2016 offrendo una lettura delle leggi regionali ad oggi disponibili nel panorama normativo italiano, dei relativi regolamenti attuativi e linee guida.
L’obiettivo è fornire un quadro utile a quanti si occupano, a vario titolo, di questo tema anche in considerazione della recente approvazione del decreto attuativo della legge n. 141/2015, ossia il Decreto Ministeriale (MIPAAFT) n. 12550 del 21 dicembre 2018 sulla “Definizione dei requisiti minimi e delle modalità relative alle attività di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 141/2015”.
Il D.M. n. 12550/2018 fornisce, innanzitutto, indicazioni generali sui requisiti di carattere temporale e sulle modalità di esercizio delle attività di agricoltura sociale (art. 1), stabilendo che sono riconosciute come attività di agricoltura sociale (di seguito “AS”) quelle esercitate “regolarmente e con continuità, anche con carattere stagionale” e rimettendo alle Regioni il compito di fissare i termini temporali atti a garantire il carattere continuativo. Individua, poi, le categorie di soggetti pubblici e privati con le quali gli operatori dell’AS, che possono ricorrere anche a strumenti contrattuali di natura associativa, sono chiamati a collaborare nell’esercizio delle attività, ove previsto dalle normative di settore; tale collaborazione può essere attestata con convenzione, accordo o altra forma contrattuale riconosciuta dalla normativa vigente. Con riguardo, poi, alle singole tipologie di attività identificate all’art. 2, comma 1, della Legge n. 141/2015 (inserimento sociolavorativo; prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali; prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative; progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità), il Decreto Ministeriale individua i requisiti minimi, le modalità di svolgimento e le categorie dei destinatari (artt. 2-5), prevedendo la possibilità di esercitare congiuntamente anche più attività di AS a condizione che sia garantite la “compresenza dei requisiti” indicati per ciascuna attività dal medesimo decreto. All’art. 7, infine, sono fornite indicazioni di dettaglio sulle caratteristiche delle strutture e dei luoghi utilizzati per l’esercizio delle attività di AS.

Accedi da qui per consultare e scaricare la pubblicazione completa Normativa_regionale_AS_aggiornamento_14

, ,

Consultabile il Manuale di Statistica europea 2020 del Fruit Logistica

Berlino, 3 febbraio 2020 – L’importanza che l’Europa continua a rivestire come importante mercato di frutta e verdura fresca è sottolineata nella terza edizione annuale del Manuale di Statistica Europea, pubblicato questa settimana alla fiera FRUIT LOGISTICA di Berlino. Offrendo una comoda raccolta di preziose informazioni sui principali mercati e produttori del continente, nonché sui principali flussi commerciali di frutta e verdura che sostengono la sua attività di import-export, la pubblicazione annuale può aiutare gli operatori del settore a prendere decisioni migliori e più informate.

Infatti, la pubblicazione non contiene solo numeri, ma anche analisi informate, utili all’industria per dare un senso alla produzione, all’offerta e ai dati commerciali in diversi mercati in tutta Europa. Ad esempio, i dati sulla produzione di frutta e verdura fresca in Europa potrebbero sembrare normali in termini di volume complessivo, ma all’interno di categorie specifiche le tendenze sono più complicate: il calo della produzione di mele in Polonia rispetto a una maggiore coltivazione di pesche in Spagna è solo un esempio delle differenze regionali e settoriali – comprese le contrastanti fortune legate al tempo – che sono documentate nell’edizione di quest’anno.

Sebbene la sostenibilità sia ormai una priorità per il business internazionale dei prodotti freschi, le indicazioni all’interno di questo Manuale di Statistica Europea indicano che il commercio di frutta e verdura fresca sta diventando sempre più internazionale, con la comparsa di nuovi fornitori per l’UE. Per questo motivo, per la prima volta vengono inclusi alcuni paesi dell’Europa dell’Est.

In termini commerciali, il tasso di cambiamento nel mercato europeo dei prodotti freschi potrebbe non essere così pronunciato, ma ci sono segnali che il consumo, soprattutto in alcuni dei mercati più piccoli dell’UE, potrebbe essere in aumento. Germania, Francia e Regno Unito sono rimasti i principali mercati di importazione di prodotti freschi nell’ultimo anno, ma i loro tassi di crescita sono stati apparentemente superati dai paesi dell’Europa orientale e meridionale, anche se da una base inferiore. Detto questo, i cinque grandi paesi europei in termini di spesa dei consumatori di frutta e verdura fresca – Germania, Italia, Regno Unito, Francia e Spagna – hanno raggiunto nel 2019 un valore complessivo di oltre 64 miliardi di euro, una cifra significativa anche nel contesto della recente uscita del Regno Unito dall’UE.

Fonte: Ufficio Stampa Fruit Logistica 2020

Accedi da qui per scaricare e consultare la pubblicazione European_Statistics_Handbook_2020

 

Il Manuale di Statistica Europea 2020 2020 è prodotto da Agrarmarkt Informations-Gesellschaft (AMI) e pubblicato dalla fiera leader mondiale dei prodotti freschi FRUIT LOGISTICA in collaborazione con Fruitnet Media International. Il manuale può essere scaricato gratuitamente

, ,

NutrInform Battery per la tutela del Made in Italy

Lo scorso 27 gennaio è stata notificata alla Commissione europea la proposta italiana relativa a un sistema di etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari, che ha l’obiettivo di costituire un’alternativa al sistema francese del Nutriscore.

Si tratta di un decreto interministeriale predisposto dai Ministeri dello Sviluppo Economico, della Salute, delle Politiche Agricole, Alimentari e forestali, frutto di un lavoro sinergico portato avanti, insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, al Dipartimento per le Politiche Europee e a tutta la filiera agroalimentare, per tutelare i prodotti del Made in Italy.

Il sistema proposto dall’Italia si basa su un simbolo “a batteria”, denominato NutrInform Battery, che indicherà al consumatore l’apporto nutrizionale dell’alimento in rapporto al suo fabbisogno giornaliero e al corretto stile alimentare, evidenziando la percentuale di calorie, grassi, zuccheri e sale per singola porzione rispetto alla quantità raccomandata dall’Unione europea.

La proposta italiana mira a superare gli effetti penalizzanti per il Made in Italy, derivanti dal sistema Nutriscore che utilizza invece i colori del semaforo per esprimere un giudizio sui prodotti agroalimentari, attraverso un algoritmo di misurazione che, basato su 100 gr, li classifica dalla A alla E, in contrapposizione ai principi della dieta mediterranea che si basa su un consumo bilanciato di tutti gli alimenti.

I produttori e i distributori del settore alimentare potranno adottare volontariamente il nuovo sistema di etichettatura ‘a batteria’, dopo il via libera della Commissione europea.
Con il sistema italiano di etichettatura nutrizionale il Governo si pone l’obiettivo sia di fornire al consumatore una informazione chiara e sintetica sulla presenza di alcuni nutrienti negli alimenti, utile a collocarli all’interno di una dieta varia e bilanciata, quale quella mediterranea, sia di valorizzare e tutelare tutta la filiera agroalimentare italiana.

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

,

Fedagromercati: nuova piattaforma di trade finance

“Analizzare le diverse opportunità di finanziamento per il credito commerciale a disposizione dei grossisti ortofrutticoli, migliorare la gestione delle fatture commerciali attraverso la digitalizzazione e creare un servizio dedicato per gli associati di Fedagromercati: sono questi gli obiettivi del nuovo progetto di Fedagromercati sulla cessione dei crediti, che vede la realizzazione di una Piattaforma Trade Finance con la collaborazione di Deloitte e del Mof, in partnership con 0KM Finance e Kobo.
L’iniziativa, promossa da Confcommercio come esempio di sviluppo a favore delle piccole e medie imprese italiane, sarà presentata in occasione della fiera Fruit Logistica 2020 il prossimo giovedì 6 febbraio alle ore 11.30 presso lo stand B07 nella Hall 6.2 (stand Mof). Oltre alla dimostrazione di una demo della Piattaforma, si svolgerà una tavola rotonda a cui interverranno Valentino Di Pisa, presidente di Fedagromercati-Confcommercio, Enzo Addessi, amministratore delegato del Mof, Bernardino Quattrociocchi, presidente del Mof, Stefano Andolina per Deloitte Consulting, Filippo Sabatini per Kobo Capital e Antonio Castagna per 0KM Finance. 
 
Inoltre, durante la giornata si svolgeranno delle sessioni individuali fra i consulenti della finanza e gli imprenditori all’ingrosso per approfondire l’attività imprenditoriale ed avere un’analisi dettagliata delle opportunità a favore di ciascuna azienda”.
 
L’appuntamento è per giovedì 6 febbraio 2020 alle ore 11.30 presso lo stand B07 Hall 6.2 (Stand Mof) alla fiera Fruit Logistica di Berlino.
Fonte: Ufficio stampa Fedagromercati
,

Formazione: seminari Storytelling a Catanzaro

ICE Agenzia organizza nell’ambito del Piano Export Sud 2, in collaborazione con Confartigianato Imprese, un percorso gratuito di seminari su Storytelling e Comunicazione di Impresa
rivolto a PMI, start-up, cooperative, consorzi e reti di impresa delle c.d. Regioni meno sviluppate (Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Sicilia).
Il percorso, costituito da tre giornate di formazione e una di incontri individuali, offre un approfondimento su una tematica fondamentale PER PROMUOVERE E COMUNICARE L’IMPRESA E
I PRODOTTI sui mercati internazionali.

Obiettivi: Acquisire conoscenze e competenze pratiche suIlo Storytelling per una comunicazione efficace
dell’azienda.

Esercitarsi e analizzare alcuni casi di Storytelling d’impresa.
La partecipazione è gratuita.

Come aderire
Per iscriversi, compilare la scheda di adesione, entro il 3 febbraio, su https://www.ice.it/it/pianoexport-il-sud

Contatti
ICE Agenzia
formazione.pianosud@ice.it
06.5992.6070/6075
Eliana Zappalà/Libero Tessitore
Confartigianato Imprese Calabria
info@confartigianatocalabria.it
0961.746328

,

Servizio Valutazione Azienda di SACE Simest

Un servizio per far crescere il business in sicurezza grazie a una valutazione professionale sull’affidabilità delle aziende con si opera in Italia e all’estero.

Valutazione Azienda  permette di conoscere la capacità dei partner commerciali di far fronte ai propri impegni di pagamento, grazie all’attenta analisi del  team SACE Simest espressa con l’importo di credito massimo consigliato e un indice di affidabilità.

Inoltre, con il servizio di credit management, l’azienda può avvalersi dell’esperienza dei nostri analisti di valutazione dei rischi sia per una consulenza telefonica che per il monitoraggio di 12 mesi della valutazione richiesta.

A chi è dedicato

A tutte le imprese che devono prendere decisioni di business in Italia o all’estero.

Opportunità

  • Prendere decisioni consapevoli prima di concludere un affare con nuovi partner
  • Aumentare il tuo fatturato riducendo i rischi di insolvenza grazie alla conoscenza di clienti e fornitori
  • Risparmiare il tuo tempo grazie a un’analisi attenta e precisa sul rischio del credito
  • Avere un analista dedicato e un monitoraggio costante sulla valutazione acquistata.

Per saperne di più accedi da qui: https://www.sacesimest.it/landing-page/valutazione-azienda

,

Il progetto Made in Nature presenta il bio italiano agli influencer parigini

Il 2020 del progetto Made in Nature – Scopri i valori del biologico europeo, finanziato dall’Unione Europea e Cso Italy che coinvolge le aziende leader del settore (Brio, Canova, Conserve Italia, Lagnasco Group, Rk Growers e VeryBio), comincia alla grande con un’iniziativa organizzata nel cuore di Parigi che ha visto coinvolti un gruppo di giornalisti, food blogger e influencer francesi selezionati. Gli invitati hanno potuto gustare il meglio del biologico fresco e confezionato made in Italy attraverso uno show cooking esclusivo di Jean-Yves Vuong, vincitore della prima edizione di Masterchef Francia, che ha aperto le porte del suo home restaurant per questo evento speciale.

Il menù, ideato dallo stesso chef per valorizzare, a modo suo,  alcuni prodotti protagonisti del progetto, ha visto la preparazione di un apprezzatissimo cocktail molecolare con champagne, litchi e frutti rossi, due entrèe di cucina fusion con ampia proposta di verdure biologiche made in Italy come zucchine, peperoni, pomodori e ancora un secondo piatto a base di carne  bianca, arricchito da verdure bio e un fantastico dolce macaron du chef al melone e passion fruit con mango, fragola, succo d’arancia e limone.
L’evento è stato l’occasione per spiegare agli invitati gli obiettivi del progetto, e l’importanza del biologico italiano, dei suoi valori e delle sue potenzialità. La Francia, insieme a Italia e Germania, è fra i paesi target del progetto e fra le nazioni che negli ultimi anni hanno visto un incremento delle aree di coltivazione destinate al biologico (+17%, da 1,7 milioni di ettari a più di 2) creando un mercato, in costante aumento, che si attesta attorno ai 9,7 milioni di euro (+15% rispetto al 2017) tra produzione ed export che ne fanno  il secondo mercato europeo assoluto per dimensione.
Per raggiungere l’obiettivo comunicativo e, quindi, diffondere i pregi del biologico, si è scelto di affiancare ai giornalisti di settore, alcuni fra i più importanti e seguiti influencer e food blogger francesi che hanno permesso, attraverso l’uso dei propri canali social, di condividere con i follower lo svolgimento della serata in diretta, raggiungendo già numerosi contatti in tempo reale e rendendo l’evento ancora più efficace. Un successo, quindi, che si sposa appieno con i numeri del primo anno di Made in Nature che, continuerà a puntare su un duplice percorso comunicativo, offline e online, in modo da allargare target e la quantità di pubblico.
Questo format di evento, visto il successo, sarà presto riproposta in altre città dei paesi target che caratterizzeranno i tre anni di progetto (con conclusione il 31 gennaio 2022) e che vede un finanziamento di 1,5 milioni di euro di cui il 70% dall’Unione Europea, e il 30% dalle aziende socie di Cso Italy coinvolte nel progetto.
Il prossimo appuntamento con i media  vedrà il progetto Made in Nature presente a Fruit Logistica di Berlino con un evento che vedrà protagoniste le aziende leader del biologico italiano che presenteranno i risultati dell’anno, il 6 febbraio nell’area Ice del Pad 2.2 Stand Italy The Beauty of Quality.
,

L’andamento della campagna 19-20 delle clementine

I dati dell’analisi della campagna commerciale delle clementine 2019-2020 a cura di Bmti-Italmercati: le superfici investite, i prezzi e il commercio estero.

Il clementino Comune è ancora la cultivar più coltivata nelle regioni produttive italiane. L’andamento delle quotazioni si è mantenuto molto simile nel corso degli anni, mostrando un forte calo nel periodo di maggiore produzione, che coincide con le prime settimane di dicembre.

La raccolta 2019 non ha fatto eccezione, anche se il livello delle quotazioni è sempre stato notevolmente più elevato rispetto alle precedenti campagne: si è osservato un inizio della produzione ritardato e con un livello qualitativo poco omogeneo (soprattutto per quanto riguarda la cultivar Spinoso). La qualità del prodotto è successivamente migliorata raggiungendo livelli ottimali, mentre i quantitativi offerti sono risultati sempre inferiori rispetto alle annate precedenti, determinando il livello elevato dei prezzi. La campagna sta terminando con forte anticipo e la riduzione dei prodotti offerti ha causato una notevole impennata delle quotazioni già dai primi giorni del 2020.

Superfici investite a clementine

Le superfici investite a clementina si sono mantenute sostanzialmente stabili tra il 2015 e il 2019, attestandosi poco sotto i 26mila ettari. Le aree coltivate si concentrano in Calabria, che comprende il 62% delle superfici nazionali. Seguono Puglia e Sicilia, con quota rispettivamente del 19% e del 9%. Da un punto di vista produttivo, nel 2019 si è verificato un calo della produzione determinato dal cattivo andamento climatico, caratterizzato da frequenti piogge sia nel periodo della fioritura che della raccolta, da elevate temperature in autunno che hanno ritardato la maturazione e dalla siccità estiva la quale, oltre a rallentare l’incremento ponderale dei frutti, ha rallentato l’entrata in produzione.

Andamento delle superfici italiane dal 2015 al 2019 e andamento delle superfici in Calabria e in Puglia

I prezzi della clementina comune per calibro

La campagna è stata caratterizzata da una leggera prevalenza di frutti di calibro medio piccolo e le differenze di prezzo tra i vari calibri si sono mantenute nella norma.

Da segnalare la bassa presenza di clementine di grandi dimensioni, motivo per cui le quotazioni di queste ultime sono risultate sostanzialmente equivalenti a quelle della classe di calibrazione inferiore.

I prezzi delle varietà di clementina

Anche per questa campagna si rileva come la produzione nazionale di clementine precoci sia quasi inesistente, per cui i consumi vengono coperti dall’importazione di prodotto prevalentemente spagnolo. Nello specifico, la cultivar Clemenruby, prodotto che è risultato di buona qualità, ha mostrato un andamento costante delle quotazioni su livelli medio alti. Verso la metà di ottobre si è aggiunta la cultivar Oronules, ben apprezzata dai consumatori in quanto simile al clementino comune che ha avuto buon esito. Mantenendosi le quotazioni su livelli più elevati, la vendita di prodotto spagnolo è proseguita fino ai primi giorni del mese di dicembre.

Il commercio estero delle clementine

Le importazioni nella campagna 2018/19 si sono attestate oltre le 51.500 tonnellate, per un valore di 61,1 milioni di euro, in calo rispetto alla campagna precedente. Si osserva come l’import sia rappresentato principalmente da prodotto spagnolo.

Dal lato dell’export, i volumi si sono attestati sulle 72.800 tonnellate, con un valore monetario di 43,8 milioni di euro, particolarmente inferiore al valore dei volumi importati. Questa dinamica ha determinato una bilancia commerciale positiva in volume e negativa in termini monetari.

Fonte: Fresh Point Magazine

,

Federbio, progetto “prezzo equo”

“Per assicurare un futuro prospero alla filiera del biologico e garantire al consumatore un prodotto sano e sicuro, dobbiamo salvaguardare prima di tutto gli agricoltori”. È questo il concetto chiave che Roberto Zanoni, presidente di Assobio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e naturali, ha voluto sottolineare al convegno “BIO: il prezzo è giusto?” tenutosi a MarcabyBolognafiere. Come è emerso dall’incontro, riconoscere il prezzo giusto ai prodotti biologici é un’operazione che richiede ai soggetti acquirenti – buyer delle aziende di produzione che comprano le materie prime (ortofrutta, grano, pomodoro, latte) o buyer della GDO – un contributo fondamentale. “Vogliamo che durante l’atto dell’acquisto si accenda nella testa del buyer una lampadina che gli faccia immediatamente sorgere un dubbio in merito al prezzo di acquisto se quest’ultimo è troppo basso” afferma Zanoni.

In base ai dati Istat negli ultimi 27 anni il numero delle aziende agricole italiane è diminuito fortemente, il 62% ha chiuso ed è importante interrogarsi sulle motivazioni che spingono gli agricoltori italiani a smettere di fare gli agricoltori. Assobio ha finanziato questo studio proprio per impedire che ciò avvenga anche nel mondo del biologico.

“Il fatto che AssoBio abbia finanziato questo studio potrebbe sembrare atipico in quanto i suoi consociati (produttori e i distributori) dovrebbero poter comprare al prezzo più basso per essere competitivi. AssoBio crede invece che sia importante che l’azienda agricola abbia il giusto compenso affinchè i valori del biologico siano rispettati da tutta la filiera” aggiunge Roberto Zanoni.

Se l’obiettivo è quello di corrispondere il prezzo giusto all’agricoltore biologico, la proposta di AssoBio comprende “l‘istituzione di una Commissione unica nazionale che lavori su una filiera trasparente e correttamente tracciata in relazione alle zone di produzione per evidenziare i costi reali dei processi. Un lavoro da portare avanti assieme alle organizzazioni professionali e di concerto con il mondo dell’agricoltura convenzionale”.

Il progetto sul ‘prezzo equo’ sarà presentato al MIPAAF, alle associazioni di categoria, agli enti certificatori, a tutti i soggetti interessati. L’intento è quello di creare un percorso condiviso e sinergico a sostegno di tutte le aziende biologiche che lavorano in modo serio. Il fine è quello di dare agli agricoltori biologici prospettive di sviluppo e incentivare gli agricoltori convenzionali alla conversione al biologico, raggiungendo così anche l’obiettivo di proteggere e/o rigenerare porzioni di suolo asfittico, in nome di una sostenibilità ambientale che giovi trasversalmente all’intero comparto e rappresenti una speranza di sostenibilità anche economica per tutta l’agricoltura italiana.

AssoBio ha incaricato e supportato FederBio Servizi nell’analisi delle linee tecniche di coltivazione e allevamento e dei costi di produzione nei diversi territori, a partire dalle produzioni più diffuse. Nel corso del convegno sono state presentate le linee tecniche e i costi di produzione per le filiere del pomodoro, del frumento, del latte e del formaggio; un’indagine che sarà allargata a molte altre produzioni italiane, fornendo così alle imprese e al mercato informazioni trasparenti e riferimenti certi per contratti di compravendita, consentendo ai consumatori l’accesso a tutte le informazioni per un acquisto sempre più consapevole.

La tracciabilità rappresenta un altro degli strumenti principali per garantire un futuro da protagonista al biologico. Esso prevede un patto di coerenza tra tutti gli attori della filiera: dalle aziende agricole ai distributori di alimenti e servizi, fino al consumatore finale, tramite una piattaforma di tracciabilità che dovrà essere validata dal Ministero e dove tutti saranno obbligati a inserire i passaggi dell’intero processo produttivo.

AssoBio crede che per poter indirizzare in modo coerente i processi produttivi del biologico, sostenere tale mercato e proteggere l’ambiente, gli agricoltori debbano essere messi nelle condizioni di poter lavorare serenamente ed essere adeguatamente compensati. E’ determinante per il futuro del biologico e del pianeta pagare in modo corretto chi produce in maniera coerente.

Fonte: Corriere Ortofrutticolo

,

ISTAT: nel 2019 produzione agricola in calo

Nel 2019 la produzione dell’agricoltura si è ridotta dell’1,3% in volume. Il valore aggiunto lordo ai prezzi di base è sceso del 2,7% in volume e le unità di lavoro sono diminuite dello 0,1%. Lo rileva l’Istat che ha diffuso la stima preliminare dei conti economici dell’agricoltura per l’anno 2019. Secondo l’istituto di statistica, la flessione “è stata determinata principalmente da fattori climatici sfavorevoli”.

L’Istat rileva che è pari a 31,9 miliardi di euro il valore aggiunto dell’agricoltura in Italia. L’Italia si conferma al primo posto nella Ue28 davanti a Francia (31,0 miliardi di euro) e Spagna (26,5 miliardi) segnala l’Istituto di Statistica nella stima preliminare dei conti economici dell’agricoltura per l’anno 2019. Il valore aggiunto dell’agricoltura per l’insieme della Ue28 è pari a 188,1 miliardi di euro. L’indicatore di reddito agricolo per l’Italia è -2,6%, in controtendenza rispetto alla Ue28 (+2%). Le Unità di Lavoro (Ula) hanno subito un modesto calo (-0,1%), sintesi di un incremento dei lavoratori dipendenti (+0,4%) e di un calo di quelli indipendenti (-0,4%) rileva ancora l’Istat. I contributi alla produzione ricevuti dal settore sono aumentati del 3,8%, valore che segue il forte incremento del 16,8% registrato nel 2018. Il reddito dei fattori è diminuito del 2,2% in valore e, conseguentemente, l’indicatore di reddito agricolo ha subito un decremento del 2,6%, conclude l’Istat.

E’ stato vistoso il calo della produzione del vino (-12,0%) mentre un buon recupero si è avuto per l’olio di oliva (+32,0%), rileva ancora l’Istat, che indica diminuzioni rilevanti anche per frutta (-3%) e cereali (-2,6%) mentre è proseguito il trend positivo delle attività secondarie (+1,3%) e delle attività dei servizi (+0,4%). Più contenuta, rispetto al 2018, la crescita sia dei prezzi alla produzione (+0,7%) sia di quelli relativi ai costi (input) sostenuti dagli agricoltori (+0,9%), segnala ancora l’Istat.

In particolare, l’Istat rileva che risultati decisamente negativi si sono registrati per la produzione di vino, diminuita del 12,0% dopo l’exploit del 2018, quando era aumentata del 14,3%. Altri settori hanno subìto cali rilevanti quali: frutta (-3,0% contro il +1,4% del 2018), cereali (-2,6%, +3,5% nel 2018), piante industriali (-1,6% contro +7,0% del 2018) e produzione zootecnica (-0,3%, -0,5% nel 2018).

Al contrario, il 2019 è stato un anno favorevole per la produzione di olio, cresciuta del 32,0% dopo il crollo registrato nel 2018 (-36,9%). Dinamiche positive, come nel 2018, anche per le coltivazioni foraggere (+3,5%), le patate (+2,0%) e gli ortaggi (+1,1%). Confermato il trend positivo delle attività secondarie (+1,3%) e delle attività dei servizi (+0,4%).

Più contenuta, rispetto al 2018, la crescita sia dei prezzi alla produzione (+0,7% contro +1,4% dell’anno precedente) sia di quelli relativi ai costi (input) sostenuti dagli agricoltori (+0,9% contro +4,4%). L’andamento congiunto dei prezzi dell’output e dell’input ha indotto nel 2019 un lieve peggioramento della ragione di scambio per il settore agricolo (-0,2%). Nel complesso, il valore aggiunto lordo a prezzi base è diminuito del 2,7% in volume.

,

Consorzio di Pachino IGP: gli obiettivi per il 2020

Risparmio energetico, totale tracciabilità e rintracciabilità anche tramite l’utilizzo di Blockchain, sostenibilità e salubrità, insieme a produzione integrata: sono queste le linee guida che il Consorzio pomodoro di Pachino IGP intende seguire e, dopo gli ottimi risultati raggiunti nel 2019, sempre più approfondire anche nel 2020. Si tratta di obiettivi messi in evidenza nell’ambito quarta edizione dell’IGP Day, appuntamento annuale organizzato nei giorni scorsi dal Consorzio con i suoi soci produttori a Portopalo.

A breve sarà formalizzato un protocollo d’intesa per realizzare il progetto di una serra vetrina in cui verrà svolta attività formativa sulle tecniche di produzione completamente sostenibile del pomodoro. Perché la formazione è uno dei punti su cui il Consorzio vuole insistere, dando una svolta sociale e di educazione, oltre che di consapevolezza, alle nuove generazioni di giovani imprenditori agricoli. La serra vetrina verrà realizzata nell’ambito di un progetto che vede coinvolti, tra gli altri, enti e istituzioni come il dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, l’Ispettorato dell’Agricoltura di Siracusa, l’Istituto superiore Agrario-Alberghiero Paolo Calleri di Pachino e il Servizio Fitosanitario della Regione Sicilia.

Sostenibilità ambientale, così come risparmio e basso input energetico, sono altri due obiettivi perseguiti dal Consorzio di Pachino a livello di comunicazione. I pomodori prodotti nell’areale, grazie a un micro clima unico al mondo in cui la luce raggiunge i livelli d’intensità e durata più alti d’Europa e la temperatura difficilmente scende sotto i 5°C, sono coltivati in serre fredde – ovvero le tipiche serre mediterranee dove il riscaldamento avviene solo attraverso l’effetto serra determinato dal materiale di copertura – senza emissione di CO2.

http://www.igppachino.it/

, ,

La rivoluzione digitale dell’agroalimentare al Marca

Blockchain Plaza, innovazione e sostenibilità arrivano a Marca by BolognaFiere 2020
Nei giorni 15 e 16 gennaio 2020 numerosi appuntamenti dedicati alla Blockchain, per garantire tracciabilità e controllo delle frodi
La digital innovation dell’agroalimentare arriva a Marca, il grande Salone internazionale sui prodotti a marca del distributore che si è tenuto a Bologna il 15 e 16 gennaio 2020, grazie a Blockchain Plaza, il nuovo format ideato da CSQA – Ente di Certificazione leader in Europa per il settore agroalimentare – ed Euranet – Società di consulenza e tecnologie per la compliance – per condividere esperienze, idee e proposte su una grande tematica di sviluppo del settore Food.

Ad aprire il programma, il 15 gennaio,è stato Pietro Marchionni, coordinatore dell’infrastruttura blockchain Europea EBSI.
Ospite del Salone SANA UP – dedicato alle soluzioni innovative in tema di tracciabilità, Blockchain, BIO e Free from – Blockchain Plaza racconterà alle aziende i nuovi innovativi processi per assicurare, a produttori e consumatori, tracciabilità e rintracciabilità, anti-contraffazione e controllo delle frodi. L’obiettivo finale è quello di diventare il punto di incontro tra imprese e aziende delle filiere agroalimentari per lo sviluppo della “Data Economy” italiana.

Un progetto di ampio respiro nato dalla collaborazione di aziende leader, provenienti da vari settori e con know-how differenti. Hanno infatti aderito all’iniziativa come partner: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano, InfoCert, GS1 Italy, Becker LLC, Antares Vision e A2A Smart City.
Argomenti principali delle numerose relazioni che, durante Marca, hanno composto il programma di Blockchain Plaza grazie agli interventi dei partner e delle aziende coinvolte: “L’utilizzo delle Blockchain pubbliche e private per la tracciabilità dei prodotti food”, “La Blockchain per il virtual audit dell’Ente di Certificazione”, “Il valore della blockchain per imprese e consumatori”, “I prodotti si raccontano: dal package al gemello digitale con gli standard GS1”, “Qualità e tracciabilità in un ecosistema intelligente”, “Il Passaporto Digitale dei prodotti agroalimentari di qualità”, “Gli smart contract della Blockchain”, “Blockchain e IOT: la catena di filiera sicura”, “La filiera agroalimentare con informazioni qualificate e valore legale”.
Blockchain Plaza è all’interno del Salone SANA UP pad. 28 stand A3
Info e programma dettagliato su https://www.blockchainplaza.it

,

UniCaLab: al via il bando per studenti e laureati

C’è tempo fino al 10 febbraio per candidarsi all’innovativo e avvincente percorso di contaminazione e formazione che fa diventare startupper

Dopo le precedenti edizioni che hanno riscosso tanto successo in termini di partecipazione e di ricadute, l’Università della Calabria ha lanciato il bando per la selezione dei partecipanti al III ciclo di UniCaLab, il percorso di formazione e contaminazione che mira a promuovere l’attitudine imprenditoriale attraverso la contaminazione dei talenti.

L’opportunità è rivolta a studenti delle lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, di master universitari di I e II livello, di corsi di perfezionamento, di corsi di dottorato di ricerca e a laureati da non più di 18 mesi.
UniCaLab, oltre a dare la possibilità ai partecipanti di imparare a sviluppare un’idea trasformandola in progetto di impresa, favorisce l’arricchimento del curriculum con attività formative aggiuntive rispetto all’offerta didattica del proprio corso di studio.
Il bando selezionerà 100 partecipanti che accederanno, innanzitutto, al programma formativo, denominato Academy: 3 mesi di formazione durante i quali si svolgeranno lezioni, laboratori e challenge con il coinvolgimento di importanti aziende del territorio.
A supporto dell’azione formativa saranno organizzati: incontri con esperti; iniziative ed esperienze di contaminazione (come talk con ospiti di eccezione, party meeting, partecipazione a eventi attinenti al percorso UniCaLab); testimonianze di startup e aziende di successo; community project; giornate di team building fuori dalle aule per consolidare le relazioni fra i gruppi di UniCaLab, incrementare il livello di fiducia nei compagni di avventura e stimolare la creatività.
Dopo l’Academy, le 15 idee progettuali con maggiori potenzialità di sviluppo imprenditoriale accederanno alla fase di Pre-Acceleration, della durata di 3 mesi, che si configura come un percorso basato sul lavoro di gruppo, fortemente orientato a rafforzare il processo di sviluppo dei progetti definiti. E, infine, avrà luogo una competizione basata su una pitch session durante la quale verranno presentate le idee progettuali a una platea di esperti interni ed esterni (potenziali investitori quali business angel, acceleratori) al fine di premiare 3 gruppi che seguiranno il percorso di accelerazione.
Le 3 idee vincitrici si aggiudicheranno servizi di incubazione gratuita nello spazio di co-working di TechNest dell’Unical, di mentorship e un budget di 3mila euro da spendere in viaggi e trasferte, pubblicità e divulgazione verso i targetfocus group con potenziali clienti, ecc.
La domanda di partecipazione deve essere presentata online all’indirizzo https://forms.gle/BxZW6zupD6h3creS7, a cui è possibile accedere esclusivamente autenticandosi con un account Google entro e non oltre il 10 febbraio 2020.
Per informazioni è possibile fare riferimento al Liaison Office d’Ateneo all’indirizzo unicalab@unical.it
Il bando è disponibile in allegato e a questoLINK
Seguici sulla pagina Facebook Contamination Lab Cosenza – Unicalab
,

Blockchain Plaza, innovazione e sostenibilità arrivano a MARCA 2020

La rivoluzione digitale dell’agroalimentare protagonista a Bologna

Nei giorni 15 e 16 gennaio 2020 numerosi appuntamenti dedicati alla Blockchain, per garantire tracciabilità e controllo delle frodi

La digital innovation dell’agroalimentare arriva a Marca, il grande Salone internazionale sui prodotti a marca del distributore che si terrà a Bologna il 15 e 16 gennaio 2020, grazie a Blockchain Plaza, il nuovo format ideato da CSQA – Ente di Certificazione leader in Europa per il settore agroalimentare – ed Euranet – Società di consulenza e tecnologie per la compliance – per condividere esperienze, idee e proposte su una grande tematica di sviluppo del settore Food. Ad aprire il programma, il 15 gennaio, sarà Pietro Marchionni, coordinatore dell’infrastruttura blockchain Europea EBSI.

Ospite del Salone SANA UP – dedicato alle soluzioni innovative in tema di tracciabilità, Blockchain, BIO e Free from – Blockchain Plaza racconterà alle aziende i nuovi innovativi processi per assicurare, a produttori e consumatori, tracciabilità e rintracciabilitàanti-contraffazione e controllo delle frodi. L’obiettivo finale è quello di diventare il punto di incontro tra imprese e aziende delle filiere agroalimentari per lo sviluppo della “Data Economy” italiana. Un progetto di ampio respiro nato dalla collaborazione di aziende leader, provenienti da vari settori e con know-how differenti. Hanno infatti aderito all’iniziativa come partner: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano, InfoCertGS1 ItalyBecker LLCAntares Vision e A2A Smart City.

Argomenti principali delle numerose relazioni che, durante Marca, comporranno il programma di Blockchain Plaza grazie agli interventi dei partner e delle aziende coinvolte: “L’utilizzo delle Blockchain pubbliche e private per la tracciabilità dei prodotti food”, “La Blockchain per il virtual audit dell’Ente di Certificazione”, “Il valore della blockchain per imprese e consumatori”, “I prodotti si raccontano: dal package al gemello digitale con gli standard GS1”, “Qualità e tracciabilità in un ecosistema intelligente”, “Il Passaporto Digitale dei prodotti agroalimentari di qualità”, “Gli smart contract della Blockchain”, “Blockchain e IOT: la catena di filiera sicura”, “La filiera agroalimentare con informazioni qualificate e valore legale”.

SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO DELL’INIZIATIVA

,

ICE Agenzia e Confartigianato Imprese Calabria per l’internazionalizzazione

ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane organizza, nell’ambito del Piano Export Sud 2 ed in collaborazione con Confartigianato Imprese Calabria , il percorso formativo “STORYTELLING: Evocare le emozioni per conquistare i mercati internazionali”

Il percorso, gratuito, è costituito da tre giornate di formazione e una di incontri individuali, offre un approfondimento su una tematica fondamentale per promuovere e comunicare l’impresa e i prodotti sui mercati internazionali.

Le aziende avranno l’opportunità di:

  • acquisire conoscenze, competenze ed obiettivi dello Storytelling per una comunicazione efficace d’impresa;
  • approfondire le tecniche: dal brief alla realizzazione finale;
  • esercitarsi e analizzare alcuni casi di storytelling in diversi settori

Per conoscere i requisiti di ammissione, il programma e il calendario didattico:

 

 SCARICA LA CIRCOLARE 

,

Export Tips: l’Export in pillole

Il corso gratuito dell’ICE, facile e online per esportare.

Segui Export Tips, il corso

  • Facile e Veloce
  • Completo
  • Gratuito

15 video di pochi minuti su tutte le tematiche di Export Management, che puoi approfondire scaricando gratuitamente il materiale in pdf

Accedi da qui ai contenuti formativi

,

Dazi USA: nuovo Piano di supporto dell’ICE

L’Agenzia ICE vuole aiutare le aziende produttrici delle merceologie colpite dai dazi Usa e ha elaborato un articolato programma di supporto.

Ecco le azioni previste:

  • Azioni a favore delle imprese produttrici di beni direttamente colpiti dai dazi su altri mercati esteri.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Agroalimentare e Vini: agro.alimentari@ice.it

SERVIZI DI ASSISTENZA GRATUITI

Dal 1° Gennaio, fino al 30 Giugno 2020, per le aziende produttrici delle merceologie colpite dai dazi, i seguenti servizi ICE, normalmente a corrispettivo, saranno forniti gratuitamente dalla Rete degli Uffici ICE negli USA:

  • Ricerca partner e clienti esteri
  • Organizzazione incontri d’affari
  • Distribuzione materiale informativo
  • Ricerca professionisti locali
  • Ricerche di mercato personalizzate

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Relazioni con il Pubblico:
– urp@ice.it  tel 800 98 98 00 dal lunedì al venerdì 10:00/12:30
oppure all’Ufficio ICE di New York, competente per il settore agroalimentare negli Stati Uniti:
– newyork@ice.it

HELP DESK

L’ICE, inoltre, ha attivato un canale diretto per il supporto alle aziende presso l’ufficio ICE di New York, dedicato agli adempimenti amministrativi e doganali connessi al nuovo regime doganale USA.
Per ogni informazione, scrivere a: newyork@ce.it

, ,

L’innovazione nel frigorifero: frutta e verdura alla luce del sole

Active Fresh Blue Light™ è la nuova tecnologia che simula la luce del sole per conservare frutta a verdura in maniera ottimale come se fosse appena raccolta nell’orto. E’ stata presentata da Beko, marchio internazionale di elettrodomestici del gruppo turco Arçelik, che ha lanciato i frigoriferi che riproducono la luce del sole, fonte di energia essenziale per la vita delle piante e quindi anche per la crescita di frutta e verdura.
I prodotti vengono riposti in un innovativo cassetto trasparente che cambia colore nel corso della giornata. Questa nuova tecnologia riproduce e mantiene le proprietà della luce solare dopo la raccolta, all’interno dei frigoriferi con un contenitore trasparente che simula il ciclo di questa luce naturale, dall’alba al tramonto sfruttando tre diverse colorazioni (verde, blu e rossa) attraverso un innovativo sistema di illuminazione a led. In questo modo è possibile ricreare e mantenere, anche per molto tempo dopo l’acquisto, la condizione naturale in cui frutta e verdura crescono e maturano.
L’obiettivo è quello di conservare ortaggi e frutta fresca, garantire più sapore e preservare i livelli di vitamine (soprattutto A e C).
Secondo uno studio della multinazionale, che ha eseguito test di laboratorio misurando i livelli delle vitamine nel pomodoro e nel peperone verde esposti alla luce diretta per 7 giorni, grazie a questa tecnologia i livelli di questi micronutrienti vengono preservati molto più a lungo.
, ,

Arrivano sulle tavole le prime clementine sostenibili

Arrivano sulle tavole le prime clementine sostenibili, che rispettano l’ambiente e la biodiversità, combattono lo sfruttamento e garantiscono un equo compenso agli agricoltori. L’iniziativa nasce da un protocollo d’intesa sottoscritto da Federdistrbuzione, Coldiretti e Fai – Filiera agricola italiana – che porterà sugli scaffali dei supermercati e ipermercati nazionali una selezione di prodotto di alta qualità proveniente soprattutto dalla Calabria e dalla Basilicata, sostenuta da una campagna di informazione sulle proprietà e le caratteristiche degli agrumi Made in Italy.
L’iniziativa di Coldiretti, Fai e Federdistribuzione punta quindi a valorizzare le clementine tricolori per l’intero periodo di raccolta che va da dicembre a fine marzo, per dare la possibilità al consumatore di trovare nella proposta dei punti vendita dalla GDO un prodotto nazionale con determinate caratteristiche e poter quindi meglio scegliere.
Il prodotto nazionale verrà presentato con un packaging dedicato che ne illustrerà anche le principali caratteristiche.
“L’obiettivo dell’intesa è aprire sbocchi di mercato e promuovere la competitività del prodotto italiano con concrete ricadute economiche sui territori – sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini -, ma anche garantire che dietro gli alimenti in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”.
“La firma del protocollo con Coldiretti e Filiera Agricola Italiana ha un duplice valore – osserva il Presidente Federdistribuzione Claudio Gradara -: da una parte si ripropone l’importante obiettivo di diffondere i prodotti italiani di qualità e in particolare il vero prodotto agricolo Made in Italy attraverso la fitta rete distributiva delle imprese associate a Federdistribuzione; dall’altra segna un importante accordo che vede la maggiore associazione di rappresentanza del comparto agricolo e la principale associazione della distribuzione moderna organizzata, unire gli sforzi per un lavoro sinergico che intende sempre più migliorare la consapevolezza del consumatore nelle scelte d’acquisto accompagnando l’azione economica con profili etici e di sostenibilità delle produzioni nazionali, delle eccellenze locali e dei prodotti della tradizione italiana”.
Fonte: Ufficio stampa Coldiretti
,

Manovra 2020, i principali provvedimenti per l’agricoltura

Approvata in via definitiva dalla Camera lo scorso 23 dicembre, la legge di Bilancio per l’anno 2020 (legge n. 160 del 27 dicembre 2019) è stata pubblicata sul Supplemento ordinario n. 45 della Gazzetta ufficiale n. 304 del 30 dicembre.

Di seguito ecco una illustrazione di sintesi dei principali aspetti fiscali e finanziari della manovra che risultano di interesse agricolo.

Terreni esenti da Irpef

L’art. 1, comma 183, conferma per l’anno 2020 l’esenzione totale dall’Irpef dei redditi dominicali e agrari dei terreni dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

Redditi da florovivaismo

Per le attività dirette alla commercializzazione di piante vive e prodotti della floricoltura acquistate da imprenditori agricoli florovivaistici di cui all’articolo 2135 del codice civile, nei limiti del 10% del volume di affari, da altri imprenditori agricoli florovivaistici, il reddito è determinato applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell’Iva il coefficiente di redditività del 5%.

Investimenti innovativi

L’art. 1, al comma 123, istituisce un fondo per gli investimenti innovativi nel settore agricolo, con una dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2020 (che costituisce il limite massimo di spesa).

Le imprese agricole destinatarie sono quelle che determinano il reddito agrario ai sensi dell’art. 32 del testo unico delle imposte dirette di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o i soggetti che effettuano investimenti in beni immateriali strumentali compresi nell’elenco di cui all’allegato B annesso alla legge n. 232 del 2016, n. 232, come integrato dall’art. 1, comma 32, della legge n. 205 del 2017, n. 205.

Imprese colpite da cimice asiatica

I commi 501 e 502 dell’art. 1 prevedono che le imprese agricole ubicate nei territori che hanno subito danni derivanti dalla cimice asiatica, e che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi, possano beneficiare degli interventi compensativi finanziati dal Fondo di solidarietà nazionale-interventi indennizzatori, che viene appositamente incrementato di 40 milioni di euro per l’anno 2020 e di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

Nuovi impianti di arboree pluriennali

Il comma 509 dispone, nell’ambito della determinazione del reddito imponibile delle società e degli enti commerciali, per gli esercizi 2020-2022, l’incremento del 20% della quota di ammortamento deducibile dalle imposte sui redditi (art. 108, comma del Tuir), a fronte di spese sostenute per investimenti in nuovi impianti di colture arboree pluriennali.

Imprenditoria agricola femminile

I commi da 504 a 506 dell’art. 1, prevedono la concessione di mutui a tasso zero, nel limite di 300mila € e per la durata massima di 15 anni comprensiva del periodo di preammortamento, in favore di iniziative finalizzate allo sviluppo o al consolidamento di aziende agricole condotte da imprenditrici attraverso investimenti nel settore agricolo e in quello della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Le risorse stanziate sono pari a 15 milioni di euro per l’anno 2020.

Altri provvedimenti significativi

  • la proroga del credito d’imposta in favore delle piccole e medie imprese per la partecipazione a manifestazioni internazionali di settore, con una dotazione elevata da 5 a 10 milioni di euro per l’anno 2019, e di 5 milioni per il 2020;
  • il fondo per l’agricoltura biologica (4 milioni di euro per il 2020 e a 5 annui a decorrere dal 2021);
  • una nuova disciplina incentivante a favore degli esercenti impianti di produzione di energia elettrica esistenti alimentati a biogas;
  • l’estensione alle attività di “oleoturismo” delle disposizioni relative all’attività di enoturismo; le disposizioni per il cosiddetto “Green new deal” che coinvolgono anche le imprese agricole;
  • la revisione della disciplina del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali;
  • il fondo di 15 milioni di euro per l’anno 2020 e di 14,5 milioni di euro per l’anno 2021, dedicato al sostegno alla competitività del settore agricolo e agroalimentare;
  • la proroga del “bonus verde”.
,

In crescita l’agriturismo italiano, molto bene la domanda estera

L’agriturismo italiano continua a crescere. Secondo l’ultimo report ISMEA, arrivi e presenze, segnano un incremento positivo di quasi il 6% rispetto all’anno precedente.

Sono principalmente i turisti stranieri a sostenere la domanda: la presenza negli agriturismi italiani di turisti provenienti da Paesi esteri ha superato il milione e seicentomila. Provengono soprattutto da Germania, Paesi Bassi, Francia e Stati Uniti e acquistano il 59% degli oltre 13 milioni di pernottamenti. Nell’ultimo anno anche Portogallo, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, Canada, Brasile e Australia hanno fatto registrare incrementi a doppia cifra sia per numero di turisti che di notti prenotate negli agriturismi italiani.

Il settore nazionale continua a crescere anche sul fronte dell’offerta, con 23.615 aziende agrituristiche autorizzate (+ 0,9%), per un totale di oltre 262.000 posti letto e 460.000 posti a tavola, il fatturato complessivo sfiora la quota di 1,4 miliardi di euro nel 2018, con una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente.

Accedi da qui al Rapporto completo Rapporto_2019_WEBpdf

, ,

Al via il nuovo Smart&Start Italia

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato la circolare che definisce i nuovi criteri e le modalità di presentazione delle domande per richiedere l’agevolazione prevista dalla misura Smart&Start Italia, che ha l’obiettivo di sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di startup innovative.

Smart&Start Italia ha a disposizione circa 90 milioni di euro di risorse per finanziare piani d’impresa, di importo compreso tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro, finalizzati alla produzione di beni e l’erogazione di servizi ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Questi piani d’impresa potranno essere realizzati anche in collaborazione con organismi di ricerca, incubatori e acceleratori d’impresa, Digital Innovation Hub.

Le principali novità introdotte, sulla base del decreto ministeriale del 30 agosto 2019, riguardano la semplificazione dei criteri di valutazione e di rendicontazione, l’introduzione di nuove premialità, l’incremento del finanziamento agevolato fino al 90%, un fondo perduto fino al 30% per le imprese del Sud e un periodo di ammortamento fino a 10 anni.

A partire dal 20 gennaio 2020 le domande con i nuovi criteri per la richiesta dell’agevolazione potranno essere inviate a Invitalia, soggetto gestore della misura.

Per maggiori informazioni

Smart & Start Italia – Sostegno alle startup innovative

, ,

Transizione 4.0, una nuova politica industriale per il Paese

Lettera del Ministro a “Il Sole 24 Ore”

Mercoledì, 18 Dicembre 2019

Gentile Direttore,

la ringrazio per lo spazio concessomi. In queste settimane la polemica politica ha infuriato a scapito del buon senso e di una corretta narrazione della Legge di Bilancio. In questa Manovra sono infatti presenti importantissime misure per le imprese: l’Italia si dota di una nuova politica industriale 4.0, più inclusiva e attenta alla sostenibilità, che ho avuto modo di anticipare proprio su queste pagine appena insediato. Diciamo, senza alcuno slogan, una promessa mantenuta. Il Piano Transizione 4.0 oggi è realtà grazie anche al contributo delle associazioni che abbiamo coinvolto da subito.

Entriamo nel merito e nel metodo. I numeri ci hanno confermato l’effetto le-va sugli investimenti del piano Impresa 4.0, evidenziando al contempo criticità. Se prendiamo come riferimento il valore complessivo degli investi-menti in beni materiali e immateriali connessi a tecnologie 4.0, pari a circa 13 miliardi di euro, il dato è positivo. Se lo confrontiamo con il numero di imprese beneficiare, circa 53 mila, e soprattutto con il numero di quelle che hanno goduto del superammortamento (oltre un milione di contribuenti) ci rendiamo conto che la platea di potenziali beneficiari delle misure è ancora ampia.

Se si scende nel dettaglio ci si accorge che i 2/3 degli incentivi sono andati a medio grandi imprese; gli investimenti hanno riguardato principalmente la componente macchinari (10 miliardi d’investimenti in beni materiali contro i 3 miliardi in beni immateriali). Inoltre, solo 95 imprese in Italia hanno effettuato investimenti in beni di valore superiore ai 10 milioni di euro; 233 sono state invece interessate da progetti di ricerca e sviluppo di valore superiore ai 3 milioni di euro.

Tutto questo ci ha spinti a rivedere alcuni meccanismi e caratteristiche del mondo 4.0. Anzitutto, abbiamo dato alle misure una maggiore stabilità programmando la revisione in ottica pluriennale, così da garantire alle imprese un respiro di medio lungo periodo. Poi siamo passati agli strumenti di accesso, individuando il credito d’imposta come principale canale. Con la trasformazione del super e iper ammortamento nel nuovo credito d’imposta per beni strumentali, genereremo un significativo ampliamento della platea dei potenziali beneficiari: le stime sono +40%. Le misure diverrebbero infatti fruibili anche dai soggetti senza “utili” e in regime forfettario (penso alle imprese agricole).

Inoltre, il ricorso al credito d’imposta compensabile in 5 anni comporta una riduzione del tempo di rientro dell’incentivo (soprattutto per i beni materiali, se si considera un periodo medio di ammortamento di 8 anni) e un’anticipazione del momento di fruizione già da gennaio dell’anno successivo. Mentre oggi bisogna aspettare la dichiarazione fiscale dell’anno seguente a quello dell’investimento: un recupero di tempo pari a circa 7 mesi.

In ogni caso abbiamo preservato l’automatismo degli incentivi ed escluso ogni limite alla compensazione. Oltre a garantire un maggiore accesso, abbiamo potenziato l’incentivo per acquisto di software, incrementandone l’intensità per l’acquisto di beni immateriali ed eliminando il vincolo d’investimento con i beni materiali.

Soprattutto, abbiamo caratterizzato il Piano Transizione 4.0 con una maggiore attenzione all’innovazione, agli investimenti green e per le attività di design e ideazione estetica svolte dalle imprese operanti nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo e della ceramica. Il tutto per valorizzare ulteriormente le produzioni del nostro Made in Italy.

Siamo convinti delle potenzialità delle nuove misure anche perché garanti-ranno una maggiore competitività, tendendo a premiare maggiormente chi più investe in innovazione sostenibile, ricerca, sviluppo e formazione.

L’intero piano comporta un’iniezione di risorse per le imprese pari a circa 7 miliardi di euro. Nessuno può considerarsi escluso, nemmeno le grandi: i nuovi tetti alle misure comportano comunque la possibilità di beneficiare dell’incentivo nei limiti della nuova soglia. Inoltre, avranno la possibilità di accedere alle ulteriori risorse disponibili presso il MiSE per circa un miliardo di euro, dedicate specificamente a grandi progetti di ricerca, sviluppo e in-novazione.

Il Piano Transizione 4.0 non è l’unica misura prevista in manovra a favore delle imprese: penso allo stanziamento dei 100 milioni per l’IPCEI sulle batterie; al rifinanziamento di tutte le misure strategiche del MiSE come la “Nuova Sabatini”; i Contratti di sviluppo per il sostegno all’innovazione dell’organizzazione, dei processi e della tutela ambientale; le aree di crisi industriale; il Fondo di garanzia PMI rifinanziato con ben 670 milioni; fino al potenziamento degli ITS.

Non possiamo tuttavia limitarci a stanziare risorse. La crescita tecnologica è un processo che va supportato anche con il sostegno in termini di formazione e informazione. Per questo motivo abbiamo lanciato la misura dei manager dell’innovazione e vogliamo creare una solida e stabile connessione tra il mondo produttivo e quello della ricerca. Il fine è garantire un adeguato livello di trasferimento tecnologico: a breve presenteremo il pro-getto Atlante 4.0, il primo portale nato con la collaborazione di Unioncamere per far conoscere le strutture che operano a supporto dei processi di trasferimento tecnologico e trasformazione digitale delle imprese; con Enea stiamo elaborando un piano che, grazie anche al sostegno del Fondo Nazionale Innovazione, contribuirà alla crescita degli investimenti in in-novazione nel nostro Paese.

La Transizione è una grande sfida, ma il nostro tessuto imprenditoriale saprà coglierla avendo il MiSE come primo alleato.

Sterfano Patuanelli

Ministro dello Sviluppo Economico

Fonte: Ufficio Stampa MISE

,

ICE e Confartigianato Imprese Calabria: percorso formativo Storytelling

ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane organizza, nell’ambito del Piano Export Sud 2 ed in collaborazione con Confartigianato Imprese Calabria , il percorso formativo “STORYTELLING: Evocare le emozioni per conquistare i mercati internazionali”

 

Il percorso, gratuito, è costituito da tre giornate di formazione e una di incontri individuali, offre un approfondimento su una tematica fondamentale per promuovere e comunicare l’impresa e i prodotti sui mercati internazionali.

Le aziende avranno l’opportunità di:

  • acquisire conoscenze, competenze ed obiettivi dello Storytelling per una comunicazione efficace d’impresa;
  • approfondire le tecniche: dal brief alla realizzazione finale;
  • esercitarsi e analizzare alcuni casi di storytelling in diversi settori.

Per conoscere i requisiti di ammissione, il programma e il calendario didattico:

 SCARICA LA CIRCOLARE 

,

Programma promozionale in Texas e West Coast USA: manifestazione di interesse per l’agroalimentare

La Camera di Commercio Italiana in Texas e la Camera di Commercio Italiana per la West Coast USA, nel quadro del progetto di promozione delle aziende calabresi in Texas, Louisiana e California, attuati in cooperazione con la Regione Calabria, indicono una manifestazione di interesse per le aziende del territorio operanti nel settore agroalimentare.Scadenza adesioni : 31 dicembre 2019; N.B. Per la sola Azione C la scadenza adesioni è fissata per il 18 dicembre 2019.

, ,

Notizie dai Gruppi Operativi PEI: nuove tecniche per la peschicoltura

Pubblicata nella banca dati la scheda del Gruppo Operativo VPM – Introduzione di nuove tecniche a basso impatto ambientale per la valorizzazione della peschicoltura nelle Marche. Il principale obiettivo è quello di orientare la produzione del pesco verso un completo riconoscimento della qualità e tipicità del prodotto, identificando i principali elementi che la contraddistinguono e sviluppando tecniche a basso impatto così da aumentarne la competitività rispetto ad altre realtà produttive caratterizzate da costi di produzione bassi ma non attente alla sostenibilità ambientale. A questo fine si intende perseguire una strategia basata sull’introduzione di tecniche e tecnologie innovative nei punti più critici della filiera di produzione ed informare il consumatore del valore aggiunto del prodotto.

Vai alla scheda del Gruppo Operativo

,

RRN Magazine: “I love turismo rurale”

Il profondo cambiamento che ha caratterizzato, a partire dagli anni ’80, le aree rurali italiane ed europee trova la sua principale motivazione nella visione multifunzionale dell’agricoltura che ha rafforzato l’azienda agricola ampliandone il campo di azione: essa, infatti, non è più solo luogo di produzione di beni alimentari, trasformati e non, ma anche di offerta di servizi alla popolazione e di azioni di tutela dell’ambiente e del paesaggio che contribuiscono alla creazione di nuovi posti di lavoro, incoraggiano l’economia locale e promuovono la resilienza nelle aree rurali.

Lo sviluppo di questa nuova visione che ha investito e cambiato il carattere delle aree rurali europee trova il supporto, oltre che dal ruolo assegnato dalle politiche di sviluppo al settore agricolo, dalla crescente domanda di consumo manifestata dalla società civile sempre più sensibile nei confronti dell’ambiente e alla ricerca di ritmi di vita più lenti e prodotti salubri e di qualità.

Tra le diverse attività che hanno caratterizzato la nuova impresa agricola multifunzionale senz’altro l’agriturismo è quella che ha rappresentato, e rappresenta tutt’ora, il cavallo di battaglia ma soprattutto è l’iniziativa che ha contribuito ad aprire i territori rurali, tendenzialmente caratterizzati da una minore apertura economica e sociale, verso l’esterno grazie all’accoglienza dei flussi turistici, nazionali e non, e alla nascita di nuovi canali commerciali. Questo processo di cambiamento, accompagnato all’avvio di nuove relazioni tra l’identità locale, l’ambiente e la produzione agricola, ha reso le aree rurali nel loro complesso una destinazione attrattiva dal punto di vista turistico.

Per l’instaurarsi di queste relazioni, per la possibilità di svolgere diverse attività e, infine, per gli effetti prodotti sul territorio, non è possibile ricondurre il turismo rurale a un’unica definizione ma a molteplici essendo questo collegato ai diversi tipi di “capitale territoriale” (ambientale, culturale, gastronomico, ecc.) che caratterizzano una specifica area. Ecoturismo, turismo enogastronomico, turismo religioso, cicloturismo, birdwhatching, turismo didattico, ittiturismo sono solo alcune delle tante declinazioni attribuite all’offerta turistica rurale che trovano il loro comune denominatore nell’approccio esperienziale e cioè nell’opportunità offerta al turista di vivere la propria vacanza a contatto con le persone, il territorio e le tradizioni del luogo in un’ottica sostenibile e in maniera tutt’altro che standardizzata.

Partendo dal crescente interesse manifestato nei confronti del turismo rurale, il presente numero del Magazine cerca di evidenziare, attraverso il racconto di esperienze il ruolo del territorio e delle sue peculiarità nel favorire lo sviluppo delle interconnessioni tra il settore agricolo e quello turistico, ambiti strumentali per la definizione di un’offerta turistica sostenibile capace di stimolare sui territori l’avvio di percorsi di recupero e qualificazione che vanno dalle infrastrutture alle tradizioni, dal patrimonio culturale a quello colturale. Per porsi come settore potenzialmente strategico per lo sviluppo delle aree rurali, il turismo rurale necessita tuttavia della creazione di un sistema di governance territoriale capace di mettere a sistema gli attori locali e i capitali territoriali, e garantire allo stesso tempo un equilibrio tra il consumo e la riproduzione di quest’ultimi.

,

Treccani accoglie le DOP e le IGP nel patrimonio culturale italiano

Pubblicata dall’Istituto della Enciclopedia Italiana l’edizione 2020 dell’Atlante Qualivita

, ,

Arancia Rossa di Sicilia IGP, arriva la blockchain contro le contraffazioni

L’Arancia Rossa di Sicilia IGP da oggi è protetta dalle contraffazioni anche con tecnologia Blockchain, che garantisce l’autenticità e integrità del frutto in Italia e all’estero. Un bollino tecnologico che racconta l’origine e le caratteristiche del prodotto, facilita le procedure doganali e monitora le condizioni e la temperatura delle arance durante il trasporto per garantire ovunque un frutto di eccellenza.

R.O.U.G.E. “Red Orange Upgrading Green Economy” progetto del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP dal raccolto 2019/2020 offre soluzioni di tracciabilità Smart grazie a una piattaforma digitale ad hoc, progettata e realizzata da Almaviva, e basata su tecnologia Blockchain, su modelli di Agricoltura 4.0 e sui principi della Green Economy per la tutela di produttori e consumatori.

Il progetto è stato presentato al Convegno “Rouge, l’Arancia Rossa di Sicilia IGP diventa “Smart”, organizzato dal Consorzio di tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP con il patrocinio del Mipaaf, presso la Sala Cavour del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

“Le arance sono un’eccellenza del Made in Italy: oltre il 50% della produzione totale nazionale viene dalla Sicilia, nel 2018 un milione di tonnellate circa su una produzione italiana di un milione e 622 mila tonnellate. Contraffazioni e frodi rappresentano un danno per il consumatore e una perdita per i produttori. La piattaforma nasce per tutelare l’Arancia Rossa di Sicilia IGP e l’esportazione di questo prodotto unico al mondo che, quest’anno, ha raggiunto anche il mercato cinese” afferma Giovanni Selvaggi, Presidente del Consorzio di tutela Arance Rosse di Sicilia IGP.

I principali vantaggi derivanti da Rouge sono il miglioramento delle operazioni di controllo e quindi della tutela della denominazione insieme alla lotta alla contraffazione, la semplificazione degli adempimenti burocratici e la diminuzione della documentazione cartacea, la riduzione degli errori di imputazione dei dati, il monitoraggio del settore da parte dell’Amministrazione e la possibilità di attuare strategie di promozione dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP sui mercati nazionali ed internazionali.

“Attraverso un bollino TAG/NFC apposto sulla cassetta di frutta e sofisticati sensori che verificano le condizioni di viaggio, come l’umidità e la temperatura, l’App permette di monitorare il campo di produzione grazie a un sistema di geolocalizzazione della mappa fornita da fonte pubblica, la data del raccolto, le modalità di conservazione e di distribuzione”, dichiara Fulvio Conti, responsabile Practice Agricoltura e Ambiente di Almaviva “Il consumatore può conoscere tutta la storia di ogni singola confezione di Arancia Rossa di Sicilia IGP attraverso il proprio smartphone”.

Il bollino hi-tech collegato al sistema Blockchain garantisce la riconoscibilità certa dei dati, basati su informazioni provenienti dalla pubblica amministrazione e dalle aziende legate al Consorzio di tutela. Il

Progetto infatti unisce le competenze del CREA, che raccoglie ed elabora dati di produzione, dell’Università di Catania che sviluppa modelli economici rispetto ai dati raccolti sul campo a supporto delle decisioni di produzione, del Consorzio e dei soci che tracciano il precorso delle produzioni e di Almaviva quale partner tecnologico.

Con la collaborazione e adesione delle GDO alla filiera, Rouge è di supporto anche nella fase di export. grazie alla certificazione delle GDO, che diventa così garante del prodotto, sarà possibile semplificare e snellire gli adempimenti amministrativi, standardizzando le modalità di controllo e riducendo così tempi e costi dell’intero processo di sdoganamento.

 

,

Radicchio di Chioggia IGP, una buona prassi per sostenere il turismo locale

Nei giorni scorsi, all’ortomercato di Chioggia è stato sottoscritto il protocollo d’intesa che unisce il mondo dell’agricoltura e del turismo in un accordo volto allo sviluppo di un progetto per la realizzazione di sette percorsi destinati al turismo lento all’interno dell’area di produzione del Radicchio di Chioggia Igp, tra le provincie di Padova, Venezia e Rovigo. Ossia una macro area che dà precisi confini, oltre al paesaggio creato dallo sviluppo dell’orticoltura di cui il Principe Rosso è indubbiamente il prodotto più rappresentativo, agli ambienti naturali più suggestivi di questa parte del Veneto, ossia la Laguna di Venezia, che con i suoi 550 chilometri quadrati la rendono la più grande d’Italia, e il Delta del Po, con una superficie di oltre 700 chilometri quadrati che lo colloca tra i più grandi apparati deltizi in Europa, insieme alla Camargue, al Delta del Danubio e al Parco Nazionale delle Doñana in Spagna.

La firma costituisce un precedente unico nella collaborazione tra il mondo del primario e quello turistico, in quanto mai in precedenza gli interessi di sviluppo turistico hanno trovato una convergenza così larga. Il progetto “Gli itinerari del Radicchio di Chioggia Igp”, dopo il convegno di presentazione dello scorso 8 novembre, è diventato un volano aggregativo che oggi ha riunito attorno ad un tavolo per la firma i presidenti e i rappresentanti di ben sette realtà operative, ossia: il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp; il Consorzio di promozione turistica Lidi di Chioggia; l’A.S.A. Associazione Albergatori di Chioggia, Sottomarina Lido, Isola Verde; l’Ascot Associazione Operatori Balneari; La società Ortomercato del Veneto e la società di comunicazione Speak Out Srl, che si sono presi l’impegno di portare avanti congiuntamente un programma di azioni progettuali rivolte alla valorizzazione e il sostegno del settore turistico. Un risultato storico dunque in quanto sotto alle sigle elencate, tra alberghi, Bed&Breakfast, stabilimenti balneari, campeggi, aziende produttive e di trasformazione agricola, si ritrovano più di 200 realtà del territorio che saranno coinvolte nelle opportunità di sviluppo che il cicloturismo, il turismo gastronomico e quello di visitazione possono portare nel territorio.

“Al Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp – spiega il presidente, Giuseppe Boscolo Palo – è appena stato rinnovato per un altro triennio, dal Ministero delle Politiche Agricole, l’incarico per la tutela e la vigilanza del prodotto e mi pare che questo sia già un risultato che ci pone in continuità con il nostro mandato. Promuovendo il Chioggia Igp, facciamo conoscere anche la sua terra sia in termini di realtà unica nel suo genere, e per questo capace di trasferire valori inimitabili al Radicchio, sia come area piena di fascino e suggestioni che possono essere importanti anche ai fini turistici”.

L’unione porterà più forza nel realizzare progetti strutturali e nel reperire contributi europei, nazionali, regionali e comunali necessari alla promozione dell’offerta “slow”.

“Il turismo rurale, quello naturalistico e il cicloturismo – spiega Giuliano Boscolo Cegion, presidente Associazione Albergatori Chioggia – sono tutte forme dell’offerta che possono contribuire nell’integrare le presenze e gli arrivi degli attuali centri turistici. Chioggia, infatti, potrebbe aumentare l’attuale milione e 400 mila turisti che arrivano ogni anno, ma sarà anche possibile aumentare la loro spesa media. Infatti, il turista standard della vacanza al mare spende circa 67 euro al giorno, mentre chi si sposta verso itinerari culturali, naturalistici o con scopi enogastronomici è disposto a tirare fuori dal portafogli anche 134 euro al giorno. Inoltre l’offerta per il turismo lento può estendere la stagione turistica, aggiungendo al periodo estivo anche la primavera e l’autunno, i migliori momenti dell’anno per viaggiare su due ruote”.

Ed è questa la fetta che potrebbe essere ampliata, proponendo al turista non solo le località più rinomate, ma attirandolo verso le altre preziose e molteplici destinazioni di cui l’area di produzione del Radicchio di Chioggia Igp è punteggiata.

“Creare degli itinerari di visitazione che conducono alla conoscenza di un territorio attraverso i prodotti tipici – spiega Renzo Bonivento, presidente del Consorzio di promozione turistica riconosciuto dalla Regione Veneto Lidi di Chioggia – è un modo di accrescere la conoscenza sia del prodotto che del territorio. Perché, a tutti gli effetti, i prodotti tipici sono forme commestibili della terra che li produce, elementi che rientrano come ingredienti nella cucina locale, ossia in quella cucina che il mondo ci invidia e che sta diventando uno dei driver per orientare il turismo internazionale. I prodotti tipici, infatti, stanno diventando sempre più dei punti di riferimento per l’individuazione delle destinazioni turistiche. Erano il 21% tre anni fa quelli che per la scelta delle loro vacanze cercavano la visita di musei del gusto, l’escursione lungo le strade del Vino o il soggiorno in agriturismo e oggi sono diventati il 48%”.

I sette percorsi dedicati all’area di produzione del celebre Radicchio sono stati pensati per collegare le principali ciclovie che attraversano l’area tra la Laguna di Venezia e il Delta del Po. Da Ovest raggiungono l’Adriatico la Destra Adige, che collega il centro Europa con Rosolina, la B12 Ciclovia del Po, che dalle foci del grande fiume giunge nella zona meridionale del Delta veneto, la Ciclovia VenTo, che da Torino raggiunge Venezia e attraversa il centro di Chioggia, l’Itinerario Tartaro-Fissero-Canalbianco che dal Medio Polesine raggiunge Porto Levante. Da Nord invece scende il Corridoio Adriatico che da Trieste raggiunge Santa Maria di Leuca in Puglia.

“Questa interessante contaminazione tra importanti realtà produttive del territorio, che insieme formano un unicum senza repliche in altre località- ha concluso Giorgio Bellemo, presidente di Ascot, Associazione Operatori Balneari – sono la spinta propulsiva per valorizzare il patrimonio di bellezze, culturale, storico ed altro che non siamo mai riusciti a far ben comprendere”.

Per i primi mesi del nuovo anno, intanto sarà pronta, la cartina dei sette percorsi, con testi in due lingue, interattiva con il web attraverso dei Qr-Code, nella quale sarà possibile trovare tutti gli itinerari comprensivi di roadmap e schede di presentazione dei siti di interesse storico, architettonico e paesaggistico, nonché le aziende disponibili per una visita e per far conoscere le produzioni connesse al Radicchio di Chioggia Igp e alla sua trasformazione.

, ,

Il MISE mette a disposizione 50 milioni di euro per brevetti, marchi e trasferimento tecnologico

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato cinque Bandi per la valorizzazione di brevetti, marchi, disegni e per il trasferimento tecnologico delle attività di ricerca e sviluppo. Le risorse finanziarie disponibili sono circa 50 milioni di euro.

“Lo sviluppo del nostro sistema produttivo passa anche attraverso la tutela della proprietà intellettuale dei marchi e dei brevetti industriali – ha dichiarato il Ministro Stefano PatuanelliIl pacchetto di misure previsto dal Decreto Crescita va, infatti, nella direzione di facilitare e promuovere la brevettabilità delle innovazioni. L’obiettivo è quello di fornire un quadro di strumenti finanziari e normativi in grado di dare, nei prossimi mesi, stabilità e certezza sia alle imprese che investono sul loro know how che alle università e agli enti di ricerca impegnati in progetti di ricerca e sviluppo da trasferire in campo industriale”.

Le micro, piccole e medie imprese potranno presentare la richiesta di accesso agli incentivi per l’acquisto di servizi, fino all’esaurimento delle risorse, a partire:

  • dal 30 gennaio 2020 per le domande relative al bando Brevetti+, a cui sono destinati 21,8 milioni di euro, gestiti da Invitalia;
  • dal 27 febbraio 2020 per le domande relative al bando Disegni+, a cui sono destinati 13 milioni di euro, gestiti da Unioncamere;
  • dal 30 marzo 2020 per le domande relative al bando Marchi+, a cui sono destinati 3,5 milioni di euro, gestiti da Unioncamere.

Le Università e gli enti pubblici di ricerca potranno, invece, presentare richiesta di accesso agli incentivi per finanziare progetti a partire:

Per maggiori informazioni

,

Consultazione europea: valutazione delle indicazioni geografiche e specialità tradizionali UE

Unioncamere Calabria, in qualità di partner della rete Enterprise Europe Network, promuove la Consultazione “Valutazione delle indicazioni geografiche e delle specialità tradizionali garantite protette nell’UE”.

La Commissione ha avviato una consultazione pubblica e chiede un feedback sulle indicazioni geografiche (IG) e le specialità tradizionali garantite (STG), entrambe parte delle politiche in materia di qualità dell’UE.

Questa consultazione pubblica si rivolge al grande pubblico e alle parti interessate quali produttori, trasformatori, autorità nazionali e ricercatori. L’obiettivo è raccogliere feedback sulla comprensione e percezione dei regimi di qualità dell’UE. La consultazione pubblica è disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’UE ed è aperta per un periodo di 12 settimane.

Le IG sono denominazioni protette di prodotti che hanno un legame speciale con la loro origine geografica. Esistono tre tipi di IG (denominazione di origine protetta (DOP), indicazione geografica protetta (IGP) e indicazione geografica (IG)), a seconda del tipo di prodotto e della forza del legame con la loro regione di origine. La designazione STG evidenzia invece l’aspetto tradizionale del prodotto, come il modo in cui è realizzato o la sua composizione, senza che sia collegato ad una specifica area geografica.

I partecipanti alla consultazione pubblica avranno la possibilità di esprimere il proprio parere sulla performance dei sistemi e su come migliorare l’efficienza e semplificare le procedure dei regimi di qualità dell’UE. Ciò include la registrazione di un nome, le modifiche alle specifiche del prodotto e la cancellazione di un nome registrato.

La consultazione pubblica fa parte di una valutazione generale dei regimi di qualità dell’UE. La valutazione stabilirà quanto siano efficaci, efficienti, pertinenti e coerenti questi sistemi.

Contesto

Le tre diverse tipologie di IG includono:

  • La denominazione di origine protetta (DOP) può essere denominazione di vini e prodotti agroalimentari. Per essere riconosciuto come DOP, ogni parte del processo di produzione, trasformazione e preparazione del prodotto deve avvenire in una regione specifica.
  • L’indicazione geografica protetta (IGP) può anch’essa essere denominazione di vini e prodotti agricoli e alimentari. Tuttavia, le IGP possono essere riconosciute se almeno una delle fasi della produzione, trasformazione o preparazione ha luogo nella regione.
  • Le IG per le bevande spiritose e i vini aromatizzati possono essere riconosciute solo se almeno una delle fasi di distillazione o preparazione è eseguita nella regione. Tuttavia, gli ingredienti grezzi non devono provenire obbligatoriamente da quella regione.

Le STG – che indicano prodotti tradizionali – possono applicarsi solo ai nomi di prodotti agricoli e alimentari.

Tutti e quattro gli regimi proteggono la denominazione dalla falsificazione e dall’uso improprio. Le IG appartengono al sistema di diritti di proprietà intellettuale dell’UE, essendo legalmente protette dall’imitazione e dall’abuso all’interno dell’UE e nei paesi extra-UE in cui una protezione specifica si applica attraverso un accordo o un’applicazione diretta da parte del titolare del diritto.

Si invitano, le parti interessate a rispondere a questa breve indagine e a trasmettere, entro il prossimo 15.12.2019, al seguente indirizzo e-mail bridge@unioncamere-calabria.it, il questionario allegato, debitamente compilato, prestando particolare attenzione ai campi obbligatori (contrassegnati con un *).

 

Allegato:

Per ulteriori informazioni è possibile contattare:

Unioncamere Calabria, dott.sse Porzia Benedetto e Irene Lupis

Tel. 096851481

, ,

Made in Nature: il bio italiano punta su differenziazione ed identità

Il progetto Made in Nature, finanziato da Unione Europea e dai principali produttori di biologico in Italia come Brio, Canova, Conserve Italia, Lagnasco RK Growers, VeryBio coordinati da CSO Italy, ha organizzato a Bologna un incontro con i media per sintetizzare l’andamento di una annata che ha visto soprattutto penalizzate le quantità disponibili a causa di problemi climatici che hanno determinato una perdita di produzione superiore al 30% su base annua.
Il problema del clima per il biologico è importante e va certamente a ridimensionare il potenziale produttivo vegetale ma va anche detto che il biologico, secondo studi recenti, è un modello che limita le emissioni di gas serra e favorisce la fissazione del carbonio nel terreno quindi è da considerare un potenziale strumento per ridurre il riscaldamento globale.
Sul fronte dei produttori comunque si sono rilevati problemi produttivi anche per le produzioni autunnali biologiche come pere, mele e uva anche se fortunatamente la qualità dell’offerta italiana è straordinaria e la domanda vivace.

A livello distributivo il biologico si sta sempre più concentrando sulla GDO, un fenomeno in atto vistosamente in Italia negli ultimi anni ma anche in altri paesi Europei come Germania e Francia che sono i due paesi target del progetto Made in Nature insieme all’Italia.

La Francia, importante paese di sbocco del biologico italiano, sta investendo massicciamente sulla sostenibilità ambientale e quindi sul bio e i consumatori sono particolarmente sensibili ai temi ambientali come dimostra la ricerca pubblicata il 12 novembre su statista.com nella quale si evidenzia che il 32% dei francesi dichiara di acquistare regolarmente biologico e il 52 % saltuariamente. Percentuali importanti di attenzione sul prodotto. In tale contesto l’offerta italiana deve essere identificabile e di qualità percepita elevata per penetrare un mercato sempre più affollato.

Anche per la Germania il tema chiave è l’identità del prodotto italiano che deve differenziarsi e caratterizzarsi in un mercato estremamente recettivo per il biologico ma certamente molto esigente sia in termini di qualità che di prezzo.

Negli ultimi dieci anni il mercato del biologico in Germania è passato da 5,8 miliardi di euro del 2008 ai 10,9 miliardi di euro del 2018 e con la crescita costante dell’attenzione dei consumatori verso stili di vita salutistici e consapevolezza sulle modalità di produzione del cibo, certamente le previsioni future sono di crescita.

Tutti gli indicatori sono positivi per il biologico a livello globale e da questo successo si deve riuscire a creare diversità legata al Made in Italy.

L’Italia, va ricordato, è stata primo produttore di biologico al mondo fino a pochi anni fa. È stata anticipatrice di questo trend produttivo e detiene la cultura di prodotto più profonda d’Europa.

Una produzione che viene dal basso, dalle specifiche caratteristiche delle aziende bio nazionali. Piccole realtà produttive spesso a gestione famigliare condotte da giovani imprenditori molto attenti all’ambiente e alla sostenibilità.

La realtà produttiva agricola italiana è unica e rispecchia un modello qualificato di offerta spesso aggregata in organizzazioni evolute ma sempre vicina alla terra e ai suoi produttori.

Fonte: CSO Italy Centro Servizi Ortofrutticoli

,

La Banca Europea degli Investimenti da il via ai prestiti agli agricoltori

Bei ha firmato i protocolli con Intesa Sanpaolo  per 100 milioni, Unicredit per 100 milioni, e Credit Agricole Italia  per 50 milioni. In arrivo anche l’adesione formale di Bpm (100 milioni). I prestiti riguardano il finanziamento di nuovi progetti e avranno durata massima 12 anni. Corsia preferenziale per i giovani agricoltori

I prestiti della Banca Europea degli Investimenti destinati all’agricoltura decisi ad aprile 2019, divengono operativi e l’Italia è in prima fila nell’utilizzo dei 700 milioni di euro destinati al settore agricolo.

La Bei ha firmato nelle scorse settimane i protocolli d’intesa con le banche italiane che riceveranno ed istruiranno le richieste di finanziamento da parte degli agricoltori, per un ammontare complessivo di 350 milioni di euro e, quindi per il 50% del programma di prestiti da 700 milioni della Banca europea degli investimenti (Bei) e dedicato ai giovani agricoltori a cui riserva almeno il 10% dei fondi e alla bioeconomia.

In particolare la Bei ha sottoscritto i protocolli con le banche Intesa Sanpaolo  per 100 milioni di euro, Unicredit per 100 milioni, e Credit Agricole Italia  per 50 milioni, mentre l’adesione formale di Bpm (100 milioni), che si è già impegnata con la Bei, potrebbe arrivare entro la fine dell’anno 2019.

Gli accordi stabiliti tra la Bei e i singoli istituti bancari italiani prevedono che i fondi europei vengano integrati da quelli messi a disposizione dalle singole banche in modo da consentire prestiti per investimenti pari al almeno 700 milioni di euro.

I prestiti saranno destinati alle piccole e medie imprese con un organico di meno di 250 dipendenti e alle imprese con un minimo di 250 e meno di 3.000 dipendenti, operanti nei settori dell’agricoltura e della bioeconomia.

Ogni banca, cui spetta il compito di selezionare i progetti e gestire i finanziamenti alle aziende, può arrivare a coprire con fondi BEI fino a 12,5 milioni di euro in caso di progetti di investimento con valore inferiore a 25 milioni di euro, e fino al 50% per progetti di investimento il cui valore è compreso tra 25 e 50 milioni di euro. Almeno il 10% del prestito sarà destinato ai giovani agricoltori di età inferiore a 41 anni. I prestiti riguardano il finanziamento di nuovi progetti, e avranno durata massima 12 anni.

Nel caso dei giovani imprenditori agricoli, il programma, fatto di piccoli finanziamenti in partnership con le banche con tassi più bassi e durata più lunga, prevede prestiti fino a 15 anni.

,

A Milano gli Stati Generali dell’ortofrutta: il Manifesto programmatico

Alla 20° edizione dello speciale Frutta & Verdura di Mark Up al centro i temi cardine della filiera ortofrutticola. Sul palco tanti ospiti della produzione, della politica e della grande distribuzione

Un carrello della spesa colmo di frutta e verdura, quasi fuso insieme ad un carretto, anch’esso ricco di ortofrutta e usato più a monte della filiera di questo settore. Campeggiava questo strano oggetto sul palco del Teatro Manzoni di Milano durante la presentazione della 20esima edizione dello Speciale Frutta & Verdura edito da Mark Up e curato da Roberto Della Casa in collaborazione con Italiafruit news.

Quasi una metafora fisica che sicuramente ben raffigura uno degli obiettivi, forse da sempre il più evocato e mai completamente realizzato, del settore: fare sistema e cambiare finalmente i rapporti di filiera. Cercare di stare uniti senza incomprensioni al fine di generare conoscenza nei confronti del consumatori. Una speranza evocata a più riprese durante le 3 ore e mezza di questo ormai classico appuntamento del settore ortofrutticolo che anche questa volta ha attirato moltissimi partecipanti. E, non a caso, è anche uno dei punti cardine del “Manifesto dell’ortofrutta”, presentato alla fine di quelli che sono stati definiti dei veri e propri Stati Generali.

Per sviscerare i tanti temi presenti nel voluminoso speciale di Mark Up, anche quest’anno si sono avvicendati sul palco molti protagonisti, i cui interventi sono stati intervallati da brevi video degli sponsor, chiamati anch’essi a proporre spunti, riflessioni e soluzioni.

Paolo De Castro, parlamentare europeo e primo vice-presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, ha aggiornato la platea sui tempi della nuova Pac, la cui riforma verrà prorogata a fine 2022. “C’è tempo per lavorare ai regolamenti di riferimento. Noi vogliamo che rimanga comune a tutti i Paesi europei, magari più flessibile, ma non smembrata in tante differenti politiche regionali. Non vogliamo tanti piani strategici regionali». Per quanto riguarda le nuove misure che proteggono gli agricoltori dalle pratiche commerciali sleali, approvate dal Parlamento europeo a marzo di quest’anno e che hanno visto proprio l’europarlamentare italiano protagonista come relatore del dossier, sembra non mancare molto alla loro reale applicazione che ha ammesso come in futuro bisognerà apportare delle modifiche poiché, in questo momento non c’è la reciprocità. «Non potevamo prendere in considerazione gli atti sleali dei fornitori contro la Gdo. Non c’è reciprocità al momento e la chiederemo. In questo momento la Gdo non può denunciare in forma anonima eventuali pratiche sleali fornitori».

Molto interessante la case history del colosso spagnolo San Lucar, raccontata direttamente dal ceo e fondatore Stephan Rötzer, nato in una famiglia di commercianti e ingrosso di ortofrutta e oggi, dopo tante esperienze a capo di una realtà che produce 90 referenze di ortofrutta in 35 paesi, vendute in 36 e che riesce a brandizzare circa 1000 punti vendita di insegne di primo piano della grande distribuzione nel mondo. «In questi posti noi non siamo solo il primo fornitore di ortofrutta, ma di tutto il supermercato. Come ci riusciamo? I supermercati vogliono sempre fare cose diverse, noi abbiamo la capacità di farlo». E a proposito della capacità di fare cose nuove, ha colpito il progetto denominato “Dreams” acronimo di “Developing Responsible Environments And Multicultural Societies”, con il quale San Lucar sviluppa progetti locali che portano benefici immediati ai suoi dipendenti e alle loro famiglie e comunità in paesi produttori che hanno concrete difficoltà.

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha puntato il dito su alcuni dei problemi che affliggono da tempo la filiera ortofrutticola: dalle barriere fitosanitarie che non ci consentono di esportare in paesi come la Cina, nonostante questi ultimi possano invece farlo liberamente esercitando, di fatto, una “concorrenza sleale”, all’importanza dell’educazione alimentare nei confronti dei piccoli, dopo il fallimentare progetto Frutta nelle Scuole, che “è stato quasi un disincentivo per i bambini a causa di una proposta sempre identica e spesso di bassa qualità». Prandini ha invocato maggiori controlli per le importazioni per evitare altri casi come quello della cimice asiatica e un desiderio: «Avere non un ministro dell’agricoltura, ma dell’agroalimentare, un ministero di filiera che si occupi di tutti i tanti problemi del settore e possa così rapportarsi alla politica per avere delle risposte».

Tra i tanti ospiti – Angelo Benedetti di Unitec ha mostrato i risultati ottenuti dai produttori cileni di ciliegie con gli investimenti in tecnologia e l’elevazione degli standard minimi; Andrea Segrè ha evidenziato quanto ancora ci sia da fare sul tema nello spreco di frutta e verdura, aspetto cardine della sostenibilità; Francesco Mutti, ceo dell’omonima azienda di conserve di pomodoro, ha narrato la storia dell’aziende e le sue politiche rivolte alla qualità più che alla quantità – anche due esponenti della distribuzione moderna, spesso evocata durante la mattinata.

Maniele Tasca, general manager di Selex, ha mostrato i plus di un modello organizzativo che sino ad ora si è dimostrato vincente riuscendo a tenere assieme molte anime e insegne differenti su tutto il territorio. Il ruolo dell’ortofrutta? «Centrale. I freschissimi sono fondamentali in tutte le imprese del nostro gruppo. Al di là di aver messo l’ortofrutta nel posto giusto, il passaggio chiave è averci messo la faccia con la marca del distributore sviluppando 150 prodotti. Ma un altro passaggio chiave è stato creare nei punti vendita layout standardizzati e ora siamo in fase di segmentazione e valorizzazione dell’offerta. Aumentiamo l’offerta con segmenti specifici e cerchiamo di aumentare la penetrazione del reparto ortofrutta per cercare di aumentare i consumi. Per fare tutto questo serve metodo».

Maura Latini, invece, amministratore delegato di Coop Italia, ha focalizzato il suo intervento per spiegare le ragioni dell’ormai famosissimo spot “La spesa Coop cambia il mondo” che ha suscitato più di qualche polemica quando è apparso per la prima volta. «Spot contro agricoltura? No, il nostro è un messaggio “per” e non “contro” qualcuno» ha chiarito. «Lo spot nasce da una consapevolezza ed è una proposta collettiva. Ci occupiamo di sostenibilità da decenni, ma lo stato della terra, dell’economia e del modo consumare è tale che la buona volontà delle singole imprese non basta più. Allora abbiamo alzato l’asticella con una proposta che fa intravedere un futuro: tanti atti di acquisto, se consapevoli, indirizzano l’economia. La “buona spesa” non è quella della Coop, ma di tutti quelli che vogliono fare cose positive».

, ,

Il CREA celebra in Calabria la Giornata Internazionale dell’Olivo 2019

Il 26 novembre, in occasione della Giornata Internazionale dell’Olivo 2019, il CREA organizza l’evento “Olivo in festa: laboratori ludico-didattici per bambini”, presso l’Istituto comprensivo statale di San Fili (CS).

Nell’ambito della prima giornata internazionale dell’olivo, il CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura organizza un incontro dedicato ai bambini per avvicinarli al meraviglioso mondo dell’olivicoltura, alla scoperta dell’olivo e dei suoi prodotti, in particolare dell’olio extravergine di oliva, elemento cardine della Dieta Mediterranea, riconosciuta  nel 2010  dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Relatori  del CREA Olivicoltura, Frutticoltura, Agrumicoltura saranno Elvira Romano, Gabriella Lo Feudo, Massimiliano Pellegrino.

GUARDA LA LOCANDINA IN ALLEGATO LOC GIORN INTERNAZ OLIVICOLTURA_26 nov 2019 (1)

,

Più di 200 milioni di € per promuovere i prodotti agroalimentari europei

Nel 2020 la Commissione europea stanzierà 200,9 milioni di € per finanziare attività di promozione dei prodotti agroalimentari europei all’interno e all’esterno dell’UE.

Il programma di lavoro 2020 relativo alla politica di promozione, adottato oggi dalla Commissione, definisce le principali priorità del sostegno. La politica dell’UE nella promozione dei prodotti agroalimentari si prefigge di aiutare il settore ad approfittare al meglio del mercato agroalimentare globale, sempre più grande e dinamico, di sensibilizzare i cittadini sui regimi di qualità, compresi i prodotti biologici, e di sostenere i produttori che si trovano a far fronte a turbative di mercato o alla perdita di fiducia dei consumatori.

Phil Hogan, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “La reputazione dei prodotti agroalimentari europei nel mondo non ha uguali. Non a caso l’UE è il principale esportatore agroalimentare mondiale: la nostra politica di promozione, il cui bilancio è in costante crescita, aiuta i produttori non solo a far conoscere i loro prodotti sia all’interno che all’esterno dell’UE ma anche a far fronte alle difficoltà del mercato, sensibilizzando ulteriormente i cittadini sulla loro produzione. Gli accordi commerciali in vigore creano inoltre condizioni favorevoli all’aumento delle esportazioni verso mercati a forte crescita.”

Nel 2020 più della metà del bilancio (118 milioni di €) sarà destinato a campagne per mercati al di fuori dell’UE con un elevato potenziale di crescita, come Canada, Cina, Giappone, Corea, Messico e Stati Uniti. Le campagne selezionate dovrebbero migliorare la competitività e il consumo dei prodotti agroalimentari dell’Unione, ottimizzarne l’immagine e aumentare la loro quota di mercato nei paesi interessati.

Le campagne informeranno inoltre i consumatori dell’UE e del resto del mondo dei vari regimi e delle diverse etichette di qualità dell’UE, quali le indicazioni geografiche o i prodotti biologici. Le campagne intendono inoltre mettere in evidenza gli elevati standard di sicurezza e qualità, la diversità e gli aspetti tradizionali dei prodotti agroalimentari dell’UE. Infine, all’interno dell’UE, l’accento sarà posto sulla promozione di un’alimentazione sana e sull’aumento del consumo di frutta e verdura fresca nel quadro di un’alimentazione equilibrata.

Gli inviti a presentare proposte per le prossime campagne saranno pubblicati nel gennaio 2020. Un’ampia gamma di organismi, come le organizzazioni professionali, le organizzazioni di produttori e i gruppi agroalimentari responsabili delle attività di promozione, possono presentare proposte e richiedere finanziamenti.

I cosiddetti programmi “semplici” possono essere presentati da una o più organizzazioni del medesimo Stato membro; i programmi “multipli” coinvolgono almeno due organizzazioni nazionali provenienti da almeno due Stati membri o da almeno una o più organizzazioni europee.

Per il 2020 i programmi semplici riceveranno 100 milioni di € e i programmi multipli 91,4 milioni di €.

Un importo supplementare di 9,5 milioni di € è riservato alle iniziative della Commissione. Tra queste figurano la partecipazione a fiere e campagne di comunicazione, nonché iniziative diplomatiche promosse dal commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale e accompagnate da una delegazione commerciale.

Per ulteriori informazioni

Programma di lavoro annuale 2020

Per ulteriori informazioni sulla politica di promozione dei prodotti agricoli dell’UE

, ,

Storia della bergamotticoltura dalla sua nascita ad oggi

La coltivazione del bergamotto (Citrus bergamia Risso & Poit) e la produzione della sua essenza, costituiscono da oltre due secoli, un raro momento di imprenditorialità agricola di respiro internazionale per la Calabria. Lo sviluppo di questa coltura, com’è noto, è legata all’invenzione in Germania dell’”aqua mirabilis” (in seguito denominata acqua di Colonia in ricordo della città dove venne prodotta per la prima volta) da parte di un emigrante italiano, G.P. Feminis, che la ideò e ne ottenne il brevetto negli anni a cavallo del 1700. Ben presto l’essenza del bergamotto diventa l’ingrediente più prezioso e ricercato per la preparazione dei più prestigiosi profumi destinati all’aristocrazia ed alla borghesia internazionale. Nascono così, intorno alla metà del 1700, i primi bergamotteti nei giardini di alcune delle famiglie più abbienti di Reggio Calabria.
La crescente domanda di olio essenziale di bergamotto sui mercati nazionali ed internazionali nei decenni successivi determina un’intensificazione della coltura sia nella zona costiera prospiciente lo Stretto di Messina che lungo la fascia litoranea jonica. L’aumento della capacità produttiva e le nuove opportunità commerciali legate alla diffusione dell’acqua di Colonia portano ben presto importanti benefici in tutto l’areale di coltivazione. Intorno alla metà del 1800 si registra poi la prima vera e propria industrializzazione del processo di estrazione dell’essenza di bergamotto con l’invenzione, da parte del reggino Nicola Barillà, di una macchina per l’estrazione denominata “macchina calabrese”. Tale invenzione non solo consente di abbreviare sensibilmente i tempi di estrazione, snellendo le operazioni, ma ha anche il grande merito di fare aumentare le rese e di permettere di ottenere una migliore qualità dell’essenza rispetto a quella ottenuta con il procedimento “a spugna” (De Domenico, 1854). In breve tempo l’utilizzo della macchina calabrese si diffonde presso tutti i coltivatori di bergamotto e la produzione dell’essenza aumenta in modo esponenziale, riuscendo ad assecondare la crescente domanda da parte dell’industria cosmetica e delle grandi case profumiere. Pur con delle fluttuazioni, la superficie coltivata a bergamotto in provincia di Reggio Calabria va gradualmente incrementandosi fino a raggiungere negli anni ’60 la sua massima espansione (circa 4000 ettari). A partire dagli anni ’70, a causa dello sviluppo urbanistico, delle forti fluttuazioni del prezzo dell’essenza e della diffusione delle essenze sintetiche, per la bergamotticoltura in provincia di Reggio Calabria inizia un periodo di profonda regressione che porta ad una drastica riduzione della superficie coltivata. Agli inizi degli anni ’90 la superficie coltivata non supera i 1000 ettari, con la maggior parte dei bergamotteti ormai circoscritta nella zona litoranea più meridionale della provincia di Reggio Calabria, tra Capo d’Armi e Capo Spartivento. Verso la fine del secolo scorso cominciano, tuttavia, ad intravedersi i primi segnali di ripresa della coltura. Uno di questi segnali è rappresentato dal riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) “Bergamotto di Reggio Calabria – olio essenziale”. Con l’inizio del XXI secolo, una serie di eventi favorevoli creano poi le premesse per il definitivo rilancio della coltivazione del bergamotto. Tra essi vanno annoverati la stabilizzazione del prezzo dell’essenza, l’aumento dell’associazionismo tra i produttori e la multifunzionalità del prodotto. In particolare, quest’ultimo aspetto diventa un grande volano per la rinascita della coltivazione. L’essenza di bergamotto, oltre al suo tradizionale utilizzo in campo cosmetico nella produzione di acque di colonia, profumi, deodoranti, lozioni antiforfora, prodotti solari (grazie alla presenza di sostanze fotodinamiche), dentifrici, grazie alle sue proprietà antisettiche, antibatteriche, antireumatiche, diuretiche, dermatologiche e di riattivante della circolazione, trova sempre più utilizzo in ambito farmaceutico.
Le notevoli caratteristiche salutistiche del succo del bergamotto, caratterizzato da importanti proprietà ipocolesterolemizzanti, ipotrigliceridemizzanti ed ipoglicemizzanti, antinfiammatorie e antiproliferative, consentono di avviare, parallelamente a quello tradizionale dell’essenza, un nuovo mercato che è quello dei frutti destinati al consumo fresco. Un contributo importante al successo della filiera viene anche dato dall’industria alimentare con la produzione di bevande analcoliche, di liquori e di dolciumi (gelati, caramelle, torroni, ecc.) al caratteristico aroma di bergamotto.
La crescente domanda di bergamotto porta ad un graduale aumento della superficie coltivata. Nonostante l’assenza di dati ufficiali, è plausibile pensare che l’attuale superficie coltivata a bergamotto si aggiri intorno a 1600-2000 ettari. Nuovi impianti vengono realizzati sia nella parte più meridionale (tra Capo d’Armi e Capo Spartivento) che lungo la zona litoranea più orientale della provincia. Inoltre, c’è da segnalare che altri bergamotteti sono realizzati anche al difuori del tradizionale areale di coltivazione di questa specie. Nuovi impianti vengono, infatti, realizzati nella Piana di Gioia Tauro, in quella di Sant’Eufemia Lamezia e nell’Alto Ionio cosentino. Ovviamente si tratta di impianti di piccole dimensioni (raramente con superfici superiori ad un ettaro), essenzialmente dei campi pilota, realizzati con la finalità di verificare se in questi territori ci siano le condizioni per produrre bergamotto destinato al mercato del fresco. Tuttavia, nonostante negli ultimi anni vi siano state efficaci azioni volte a favorire la crescita e l’ammodernamento della filiera, i bergamotteti hanno continuato a ricevere scarse attenzioni. Ciò ha determinato che buona parte degli attuali impianti di bergamotto sia “sottoproduttiva”, riuscendo raramente a fornire rese annue superiori ai 200 quintali per ettaro, quando, invece, le potenzialità produttive della specie consentirebbero di raggiungere rese molto più alte. Questa situazione riguarda sia i vecchi impianti, costituiti da piante vecchie che hanno superato la loro durata economica, disetanee, di più varietà e disposte con sesti inadeguati, che quelli di recente realizzazione, che spesso si portano dietro gravi errori effettuati di sede di progettazione. La fretta di realizzare nuove piantagioni, incentivata dai buoni redditi che attualmente la coltura è in grado di assicurare, ha portato gli agricoltori ha fare impianti in aree non vocate nonché a scegliere molto frettolosamente ed in modo non adeguato il portinnesto. Relativamente a quest’ultimo aspetto la possibile diffusione del virus della tristezza degli agrumi (Citrus Tristeza Virus) sta portando gli agricoltori a sostituire l’arancio amaro, storico portinnesto del bergamotto, con altri soggetti. In assenza di adeguati risultati sperimentali, circa gli effetti di altri portinnesti sul comportamento vegeto-produttivo delle piante di bergamotto, molti vivaisti propongono di sostituire l’arancio amaro con i citrange (generalmente con il “Troyer” ma anche con il “Carrizo”). Il ricorso massiccio a questo tipo di portinnesto sta, tuttavia, determinando una serie di problemi (fenomeni di clorosi ferrica, accrescimento stentato delle piante, ect.) in molti nuovi impianti. I citrange non hanno, infatti, la plasticità edafica che invece possiede l’arancio amaro. In considerazione della notevole variabilità che caratterizza i terreni dell’area del bergamotto, sostituire integralmente l’arancio amaro con i citrange appare dunque una grande forzatura. La scelta del portinnesto dovrebbe invece essere fatta con maggiore ponderazione tenendo conto delle caratteristiche pedologiche dei diversi ambienti. Anomalie si riscontrano anche riguardo alla scelta varietale, con una diffusione sempre maggiore della cultivar “Fantastico” a discapito della “Castagnaro” e della “Femminello”. Se appaiono abbastanza intuibili i motivi che inducono ad impiegare sempre meno la cultivar “Castagnaro”, meno comprensibili sono quelli che stanno portando al ridimensionamento della “Femminello”. Quest’ultima cultivar è, infatti, in possesso di una serie di caratteristiche bio-agronomiche di grande pregio che potrebbero consentire di innalzare in modo significativo sia le rese che la qualità della produzione. Su tale scelta più che le motivazioni agronomiche incidono fattori di natura commerciali legati all’offerta vivaistica. I vivaisti preferiscono propagare maggiormente la cultivar “Fantastico” perché ha uno sviluppo più rapido della “Femminello”.
Poca razionalità si riscontra anche nella gestione agronomica dei bergamotteti. Spesso gli impianti vengono condotti utilizzando tecniche agronomiche tramandate da generazione in generazione sulla base di esperienze empiriche e del tutto prive di basi scientifiche.  In considerazione della crescente richiesta di prodotto, appare evidente come risulti particolarmente urgente sottoporre il sistema produttivo ad un inciso rinnovamento che però richiede tempi relativamente lunghi, presenta difficoltà di esecuzione ed esige elevati investimenti. Tuttavia, per assecondare la crescita del settore diventa fondamentale creare strutture produttive moderne efficienti che siano nel contempo produttive ed economiche nella conduzione.

di Rocco Mafrica

GeorgofiliINFO

,

On line il portale “Osservatorio Internazionalizzazione” della regione Calabria

E’ on line la piattaforma informativa del Settore Internazionalizzazione della Regione Calabria dalla quale è possibile accedere a servizi conoscitivi e di supporto alle decisioni dell’amministrazione regionale, delle imprese, degli investitori e dei ricercatori.Il sistema di consultazione on line con dati e indicatori aggiornati consente di analizzare e monitorare gli interscambi commerciali della regione, il grado di apertura commerciale e gli andamenti dei flussi turistici internazionali. L’Osservatorio realizza analisi settoriali e territoriali sulle recenti dinamiche del commercio estero regionale, nazionale e internazionale e promuove studi empirici sui processi di internazionalizzazione e sui modelli di export delle imprese calabresi. Pubblica trimestralmente un periodico con le principali statistiche sulle esportazioni della regione con il resto del mondo. Fornisce, inoltre, un quadro aggiornato delle politiche per la promozione internazionale del Sistema Calabria e delle iniziative promosse a livello nazionale per favorire i processi di apertura commerciale delle imprese.

Accedi al portale: https://osservatoriointernazionalizzazione.regione.calabria.it/website/sitiregione/osservatorio/

,

Osservatorio UE per gli agrumi. Può essere davvero utile

Elena Albertini (Alleanza delle Cooperative – Cogeca): “Strumento che ci può servire per avere una visione globale del mercato e per prevenire situazioni di volatilità dei prezzi”

«L’impressione, anche in questo caso, così come per il gruppo di contatto degli agrumi di Parigi che si è tenuto lo scorso luglio, è certamente positiva». C’era anche Elena Albertini, vicepresidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia Igp, a Bruxelles mercoledì 13 al secondo incontro dell’Osservatorio sul mercato dei prodotti ortofrutticoli, recentemente istituito dalla Commissione Europea, in rappresentanza di Cogeca, la Confederazione generale delle cooperative agricole dell’Unione Europea, alla quale aderisce l’Alleanza delle Cooperative.

Articolato in 4 sottogruppi – pomacee, pomodoro, agrumi, drupacee –  vi partecipano le organizzazioni professionali (ne sono state selezionate 12) che a loro volta nominano esperti che, su specifica richiesta, devono essere professionisti competenti di uno dei settori ortofrutticoli in questione: 6 appartenenti alla produzione, 2 alla trasformazione, 2 al commercio e 2 per quanto riguarda i rivenditori all’ingrosso ed al dettaglio.

Dopo il primo incontro di ottobre dedicato al sottogruppo del pomodoro, mercoledì è stata la volta di quello degli agrumi. Per l’Italia, oltre a Elena Albertini, hanno partecipato anche Gerardo Diana per Copa (Comitato delle organizzazioni professionali agricole) e Maruzza Cupane (Confagricoltura-Anga).  

L’obiettivo dell’Osservatorio è quello di aiutare il settore agricolo europeo ad affrontare meglio la volatilità dei mercati e garantire una maggior trasparenza. «Sì, come ci è stato illustrato durante il nostro incontro, l’obiettivo, anche nel caso dell’Osservatorio per gli agrumi, è quello di monitorare i prezzi per capire l’andamento in tempo reale. È, se ben strutturato, sicuramente uno strumento molto utile per prevenire situazioni di volatilità dei prezzi, anche soprattutto quando ci sono avvenimenti particolari. Si pensi a quando iniziò l’embargo della Russia nei confronti di prodotti ortofrutticoli dei paesi UE». 

L’Osservatorio avrà una periodicità settimanale (vedi qui il sito di riferimento), prenderà in considerazione i prezzi dei prodotti confezionati di 7 varietà di arance e poi di limoniclementinemandarini e altri agrumi ancora, elaborando report sull’andamento del mercato. «Sarà il Mipaaf a fornire i dati e noi, come organizzazioni, saremo operativi e faremo rete per fornire il nostro supporto all’Osservatorio –conclude Elena Albertini –. Sono contenta di far parte di questo nuovo progetto. Possiamo dare il nostro contributo, ed è giusto farlo».

A dicembre sarà la volta del sottogruppo delle pomacee, nel 2020 l’incontro sulle drupacee.

Fonte: MyFruit

,

Export Flyind Desk dell’ICE per le aziende calabresi

L’Agenzia ICE, in collaborazione con la Regione Calabria e mette a disposizione delle aziende calabresi un desk regionale di assistenza dedicato a favorirne l’internazionalizzazione.

Un funzionario dedicato sarà presente per un giorno alla settimana presso la Sede Regionale, quale punto di riferimento locale, in collegamento con gli uffici ICE di promozione settoriale e la rete dei 79 uffici all’estero.

Se sei interessato a incontrare il funzionario ICE della tua Regione per approfondire l’offerta dei servizi dell’Agenzia mirati ad affrontare nuovi mercati, puoi richiedere un appuntamento su questa pagina. Verrai ricontattato per concordare i dettagli dell’incontro.

, ,

Noberasco rivoluziona il modo di mangiare le caldarroste

Sono disponibili da qualche giorno sul mercato le Caldarroste Express di Noberasco: una vera novità per il reparto ortofrutta, che conferisce contenuto di servizio ad un tipico frutto autunnale rendendone facile e pratico il consumo.

Grazie all’innovativa tecnologia produttiva utilizzata dall’azienda ligure, la qualità organolettica e nutrizionale della castagna viene preservata e proposta a scaffale in formato ready to eat.

Racchiuse in una pratica confezione doypack microondabile, per la preparazione bastano 30 secondi in microonde o 4 minuti in forno.

Noberasco presenta la novità dell’autunno: Caldarroste Express, un’idea per rendere più facile il consumo delle castagne.
Per le Caldarroste EXPRESS Noberasco ha selezionato le migliori castagne italiane che offrono in pochi secondi tutto il piacere e la fragranza delle caldarroste già sbucciate e appena sfornate.
Racchiuse in una pratica confezione doypack microondabile, senza forare o aprire la confezione bastano 30 secondi in microonde o 4 minuti in forno per soddisfare la voglia di autunno a tavola.

Frutto privo di glutine, fonte di energia e dalle importanti proprietà nutrizionali come magnesio, vitamine del complesso B e Ferro, Noberasco grazie all’innovativa tecnologia produttiva utilizzata preserva le qualità della castagna, togliendo lo stress della preparazione e lasciando solo il momento piacevole della degustazione.
Infatti, la praticità della preparazione rende facile il consumo del frutto anche in altri contesti in modo che possa essere scelto, ad esempio, come merenda salutare o anche come ingrediente per sperimentare nuove ricette.
Nessuna variazione nel gusto che è quello delle migliori caldarroste preparate tradizionalmente ma senza nessun lungo procedimento!

Il lancio delle Caldarroste EXPRESS è accompagnato dalla simpatica campagna #ZeroSbattimenti su Instagram, Facebook e Linkedin. https://www.facebook.com/watch/Noberasco/

,

La Patata di Bologna DOP totalmente rintracciabile

Anche la Patata di Bologna DOP chiude il cerchio della rintracciabilità, il tutto a favore del consumatore. Il 6 novembre 2019 è stato presentato il progetto “Coltivatori di Valori“: tramite un QR Code, si risale allo specifico produttore e al campo in cui la patata è stata coltivata.

“Su ogni sacchetto di Patata di Bologna DOP – ha spiegato il presidente Davide Martelli – è possibile trovare un QR Code e un Codice di Rintracciabilità. Inquadrando il QR Code con il proprio smartphone oppure accedendo al sito, verrà richiesto di inserire il Codice di Rintracciabilità”. Dopo l’inserimento, il consumatore accederà direttamente a una pagina dedicata al produttore e al campo dove sono state coltivate le patate acquistate. All’interno di questo spazio web è possibile trovare informazioni sugli ettari coltivati, curiosità e cenni storici relativi a quel produttore e a quel determinato terreno. Sempre dal sito è possibile operare una ricerca dei coltivatori per Comune, oppure sfogliare le pagine dei singoli coltivatori scorrendo la gallery fotografica”.

Nel 2019 il raccolto di Patata di Bologna DOP è stato di circa 11 mila tonnellate. I soci del Consorzio sono 18 e i produttori 64. Il territorio di produzione è circoscritto nell’ambito della provincia di Bologna. Alla presentazione presso Fico, la Fabbrica Italiana Contadina, hanno partecipato diversi produttori.

“Un’iniziativa che punta a far conoscere sempre meglio la produzione della Patata di Bologna DOP e tutto il mondo di produttori che unisce tradizione agricola e innovazione – ha concluso l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli – La rintracciabilità diventa il vero e proprio biglietto da visita di un prodotto che continua a crescere, valorizzando il territorio e la sua storia”.

Fonte: Fresh Plaza

, ,

Alce Nero allarga la gamma con le clementine calabresi BIO

Alce Nero, marchio di agricoltori e trasformatori biologici, sempre attento all’offerta di prodotti freschi, biologici e stagionali, propone a scaffale, insieme al socio Brio, una referenza che andrà ad arricchire la gamma di ortofrutta fresca.

In concomitanza con l’arrivo dell’autunno, l’azienda bolognese lancia sul mercato le clementineitaliane e 100% biologiche, quindi non trattate con conservanti o prodotti chimici di sintesi.

Prodotte in Calabria, regione vocata e di eccellenza per la coltivazione di questo agrume, le clementine Alce Nero sono prive di semi, succose ed aromatiche, facili da sbucciare, ideali anche come snack. Gradevole da gustare,  questo “piccolo agrume” si presta per la preparazione di spremute ed estratti garantendo un buon livello di succo.

Dal punto di vista organolettico le clementine Alce Nero si presentano con un giusto grado di maturazione e un ottimale rapporto fra dolcezza e acidità rispetto al periodo di raccolta.

Le clementine Alce Nero provengono da soci produttori certificati Global Grasp o SA 8000, standard internazionali che garantiscono il rispetto dei diritti dei lavoratori, la tutela contro lo sfruttamento dei minori, la sicurezza e la salubrità sul posto di lavoro.

Le clementine Alce Nero sono disponibili in confezione girsac da 1kg.

 

,

Prodotti di Qualità: Salumi-italiani, il grande portale della salumeria italiana

E’ online la nuova versione del sito dell’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani www.salumi-italiani.it. Una nuova veste grafica, maggiore funzionalità, contenuti mirati e più razionalizzati, news ed approfondimenti, sono tra le principali novità del sito dell’Istituto, che diventa a tutti gli effetti un grande portale sulla salumeria. Attraverso questo strumento, l’IVSI mira a mantenere il ruolo di riferimento per gli amanti della salumeria e della cucina italiana

Il sito è stato negli ultimi anni sì lo strumento attraverso cui l’Istituto ha diffuso le notizie sui tanti eventi e programmi di promozione che realizza in Italia e all’estero, ma soprattutto è diventato per molti il luogo dove trovare migliaia di informazioni utili sui salumi, dai processi produttivi dei salumi, alle caratteristiche nutrizionali, alle curiosità. Per intercettare le nuove esigenze degli utenti – seguendo l’analisi dei dati di traffico sul sito – è stata creata la sezione SalumiAmo Magazine, che come un vero e proprio ‘magazine’ raccoglie notizie provenienti da tutto il settore della salumeria italiana, come i consorzi di tutela e altre realtà d’interesse per gli utenti del sito.

Le nuove collaborazioni con cheffotografi e nutrizionisti, contribuiranno a rendere il sito uno strumento unico per tenere aggiornati i lettori sulle molte attività dell’Istituto, intrattenerli con proposte creative, ma soprattutto informarli in modo completo su tutto quello che accade nel nostro mondo.

Grande rilievo sul sito anche al Manifesto IVSI, una carta che enuncia 7 valori (storia e tradizione, informazione e cultura, qualità e sostenibilità, legame con il territorio, stile di vita italiano, gioco di squadra e orientamento al futuro) che fungono da linea guida per le aziende che decidono di aderirvi e sottoscriverlo.

Presto sarà disponibile anche la versione inglese della maggior parte delle pagine, per consentire anche agli utenti esteri di fruire di quanto pubblicato dall’Istituto.

Negli ultimi mesi è stata inoltre rafforzata la presenza di IVSI sui social: con il nome di SalumiAmo siamo presenti su Facebook, Twitter, Youtube, e da pochissimo anche su Instagram.

Fonte: Istituto Valorizzazione Salumi Italiani

,

Unaproa e le Op incontrano il Mipaaf

UNAPROA promuove il dialogo tra Pubblico e privato per aggiornare le norme in materia di OP/AOP e Programmi Operativi nei settori di I gamma evoluta, IV e V gamma

Si è tenuto il 7 novembre a Carobbio degli Angeli (BG), presso OP MIOORTO, l’incontro organizzato da UNAPROA con i rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole (MIPAAF), della Regione Lombardia, di OPLO e delle OP/AOP associate di orticoli di I gamma evoluta, IV e V gamma per approfondire le tematiche produttive ed operative del sistema organizzato, in vista della prossima revisione dell’impianto normativo comunitario e nazionale che disciplina la materia.

Possiamo dire con orgoglio di aver ancora una volta creato le condizioni per un costruttivo dialogo tra Pubblico e Privato” – commenta Felice Poli, legale rappresentante di UNAPROA – “e questo grazie alla sensibilità di una Amministrazione attenta e disponibile a migliorare l’assetto normativo del sistema produttivo organizzato, nell’ambito delle diverse gamme di valorizzazione. Vorrei evidenziare l’importanza di ampliare a livello comunitario le azioni riguardanti la disciplina ambientale nei Programmi Operativi”.

Roberto Cherubini, Dirigente dell’Ufficio PIUE V della D.G. Politiche comunitarie e internazionali del MiPAAF, ha confermato che “con l’emanazione della recente normativa Nazionale in materia di OP e Programmi Operativi 2020 si è raggiunto un primo traguardo. Ma il percorso di ottimizzazione della normativa alle esigenze delle OP non si deve ritenere concluso. In quanto processo dinamico, il Ministero è un interlocutore in grado di recepire le esigenze del sistema organizzato per individuare le proposte da sottoporre in sede comunitaria e permettere alle OP/AOP di migliorare le proprie performance e il livello di competitività.

Andrea Guarnieri, in rappresentanza dell’Organismo pagatore della Regione Lombardia, ha espresso l’attenzione dell’amministrazione per l’intero settore ortofrutticolo, incluso quello della I gamma evoluta, IV e V gamma, rappresentati in regione, sostenendo l’opportunità di condividere i contenuti dell’incontro anche con gli altri Organismi pagatori.

La capacità collaborativa dimostrata dalle OP quest’oggi va riconosciuta personalmente a ciascun rappresentante – prosegue Felice Poli – per cui desidero ringraziare coloro che hanno voluto dare il proprio contributo ai lavori, ovvero AOP Uno Lombardia, OP CULTIVA, OP IL TRICOLORE, OP ISOLA VERDE, OP OASI, OP RAGGIO DI SOLE, OP SOLE E RUGIADA e OP MIOORTO che ha ospitato in maniera encomiabile quest’evento da tutti fortemente sentito e voluto. Questo è il primo di una serie di incontri – conclude Felice Poli – che UNAPROA organizzerà con le OP associate degli altri comparti produttivi, affinché si possano individuare proposte operative specifiche da sottoporre all’attenzione del Ministero e delle rispettive Regioni”.

Fonte: Unaproa

,

Ad Altomonte la presentazione del progetto “I cercatori di pani”

Sabato 16 novembre 2019 alle ore 16.30 , presso il salone Razetti del Convento Domenicano di Altomonte (Cosenza), si svolgerà il Convegno dal titolo “I CERCATORI DI PANI la conoscenza delle produzioni per la promozione e la valorizzazione dei pani del territorio”

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un continuo depauperamento della qualità dei prodotti da forno, in particolare ad opera della GDO e delle grandi strutture di produzione industriale, che distolgono l’interesse dei consumatori dai prodotti da forno tradizionali.Fortunatamente, da più fronti, si sta cercando di limitare il fenomeno attraverso una serie di azioni concrete, con la finalità di suscitare “nuove” attenzioni nei confronti delle produzioni di grano dei nostri territori, ed in particolare dalle varietà autoctone che caratterizzano, assieme all’utilizzo dei “Lieviti Madre” ed alle capacità Artigianali, le produzioni panarie tradizionali e tipiche. L’ARSAC grazie alla disponibilità di INAP e alla collaborazione della Confcommercio della provincia di Cosenza, ha  avviato in Calabria una attività di promozione e valorizzazione del comparto panario con un piano operativo denominato “I Cercatori di Pane”. Il gruppo di lavoro “I Cercatori di Pani”, è costituito da funzionari ARSAC “Assaggiatori di Pane” (formati da INAP), il cui compito è quello di effettuare una rigorosa indagine sulle produzioni panarie presenti nella nostra Regione, che consentirà una mappatura della consistenza del comparto, evidenziando alcuni aspetti quali la tradizionalità, le materie prime, la tecnologia utilizzata e le caratteristiche sensoriali dei prodotti (profilo sensoriale). In occasione della XIII edizione della “Gran Festa del Pane” di Altomonte (CS), si è pensato di offrire a tutti gli operatori coinvolti nella filiera, agli interessati a vario titolo (ristoratori, agricoltori, proprietari di piccoli mulini… consumatori), un Convegno che ha la finalità di “fotografare” lo stato dell’arte, “individuare” le potenzialità e “proiettarne” le prospettive, e valorizzare al meglio le produzioni panarie regionali con opportuni strumenti e azioni.

L’incontro, promosso dal Comune di Altomonte, con il supporto tecnico di INAP ed il patrocinio di ARSAC, si svolgerà nell’ambito della manifestazione “Gran festa Del pane” che si terrà ad Altomonte nelle giornate del 16 e 17 febbraio 2019.

Accedi da qui per scaricare il programma 

 

,

Un accordo storico proteggerà 100 indicazioni geografiche europee in Cina

L’UE e la Cina hanno concluso oggi i negoziati relativi ad un accordo bilaterale per proteggere da imitazioni e usurpazioni 100 indicazioni geografiche europee (IG) in Cina e 100 IG cinesi nell’UE.

Questo accordo storico dovrebbe determinare vantaggi commerciali reciproci e una domanda di prodotti di elevata qualità da entrambe le parti. Onorando gli impegni assunti in occasione dell’ultimo vertice UE-Cina dell’aprile 2019, l’accordo costituisce un esempio concreto di cooperazione tra l’Unione europea e la Repubblica popolare cinese e rispecchia lo spirito di apertura di entrambe le parti e la loro adesione alle norme internazionali in quanto base delle loro relazioni commerciali.

Phil Hogan, commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “I prodotti a indicazione geografica europea sono rinomati in tutto il mondo per la loro qualità e i consumatori sono disposti a pagare un prezzo più elevato perché si fidano dell’origine e dell’autenticità di questi prodotti, ricompensando in questo modo gli agricoltori. L’accordo dimostra il nostro impegno a collaborare strettamente con i partner commerciali di tutto il mondo, come la Cina. Si tratta di una vittoria per tutti in quanto rafforza le relazioni commerciali, apportando benefici al settore agroalimentare e ai consumatori di entrambe le parti.

Con un volume che ha raggiunto i 12,8 miliardi di € nel periodo di dodici mesi compreso tra settembre 2018 e agosto 2019), per l’UE la Cina è la seconda destinazione delle esportazioni agroalimentari nonché la seconda destinazione delle esportazioni di prodotti protetti come indicazioni geografiche (di cui costituiscono il 9 % del valore) che comprendono vini, prodotti agroalimentari e bevande spiritose.

Il mercato cinese, con una classe media in aumento che apprezza i prodotti europei autentici, iconici e di alta qualità, ha un potenziale di crescita elevato per le bevande e i prodotti alimentari europei e vanta inoltre un proprio sistema di indicazioni geografiche consolidato, con specialità che grazie a questo accordo i consumatori europei potranno ora esplorare ulteriormente.

L’elenco UE delle IG da proteggere in Cina comprende prodotti quali Cava, Champagne, Feta, Irish whisky, Münchener Bier, Ouzo, Polska Wódka, Porto, Prosciutto di Parma e Queso Manchego. Tra i prodotti cinesi nell’elenco vi sono ad esempio Pixian Dou Ban (Pasta di fagioli Pixian), Anji Bai Cha (Tè bianco Anji), Panjin Da Mi (Riso Panjin) e Anqiu Da Jiang (Zenzero Anqiu).

In seguito alla conclusione dei negoziati, l’accordo sarà ora sottoposto a un controllo giuridico. Per quanto riguarda l’UE spetterà poi al Parlamento europeo e al Consiglio dare l’approvazione. L’accordo dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2020.

Quattro anni dopo l’entrata in vigore, l’ambito di applicazione dell’accordo sarà esteso ad altre 175 indicazioni geografiche per parte. Per queste denominazioni si dovrà seguire la stessa procedura usata per le 100 già comprese nell’accordo (ad esempio valutazione e pubblicazione per osservazioni).

La cooperazione UE-Cina in materia di indicazioni geografiche è iniziata oltre un decennio fa (nel 2006) e nel 2012, con la registrazione e la protezione di dieci indicazioni geografiche di entrambe le parti, ha posto le basi della cooperazione odierna.

Contesto

regimi di qualità dell’UE intendono proteggere le denominazioni di prodotti specifici per promuoverne le caratteristiche uniche legate all’origine geografica e alle competenze tradizionali. Si tratta di uno dei maggiori successi dell’agricoltura europea con oltre 3 300 denominazioni UE registrate come indicazione geografica protetta (IGP) o denominazione di origine protetta (DOP). Vi sono poi circa 1 250 denominazioni di paesi terzi protette nell’UE, principalmente grazie ad accordi bilaterali come quello che ci si accinge a concludere con la Cina. In termini di valore, il mercato delle indicazioni geografiche dell’UE è di circa 74,8 miliardi di € e complessivamente rappresenta il 15,4 % di tutte le esportazioni UE di prodotti alimentari e bevande.

,

The European House – Ambrosetti sulla creazione di valore nella filiera agroalimentare

Ogni 100 euro spesi dagli italiani per consumi agroalimentari solo 90 centesimi finiscono nelle tasche degli agricoltori. A dirlo è il rapporto “La creazione di valore lungo la filiera agroalimentare estesa in Italia” realizzato da The European House – Ambrosetti

Come si distribuisce il valore nella filiera estesa in Italia? Su 100 euro di spesa alimentare chi ci guadagna? La risposta è nel rapporto “La creazione di valore lungo la filiera agroalimentare estesa in Italia” realizzato da The European House – Ambrosetti. Lo studio, analizzando la ripartizione degli utili tra tutti gli attori della filiera, evidenzia come la quota della distribuzione sia poco più di un quarto di quella dell’industria di trasformazione e quella dell’agricoltura sia poco meno della metà.

Partendo dai consumi alimentari, il rapporto ricostruisce l’utile di filiera: ogni 100 Euro di consumi alimentari degli italiani, il 32,8% remunera i fornitori di logistica, packaging e utenze, il 31,6% il personale della filiera, il 19,9% le casse dello Stato, l’8,3% i fornitori di macchinari e immobili, l’1,2% le banche, l’1,1% le importazioni nette e solo il 5,1% gli operatori di tutta la filiera agroalimentare estesa.

I 5,1 euro di utile per ogni 100 euro di consumi alimentari si ripartiscono nelle seguenti proporzioni: l’Industria di trasformazione alimentare ottiene la quota maggiore, pari al 43,1%; il 19,6% va all’Intermediazione (grossisti e intermediari in ambito di agricoltura, industria e commercio); il 17,7% all’Agricoltura; l’11,8% alla Distribuzione e il 7,8% alla Ristorazione.

Il dato relativo alla Distribuzione smentisce le fake news sull’argomento, tanto più se si considera che il trend degli ultimi 6 anni vede la quota di utile di filiera della Distribuzione ridursi del 9,9%, al contrario della quota dell’Industria che cresce del +4,9%.

Il rapporto, infine, sottolinea anche che, all’interno dell’Industria di trasformazione alimentare, la ripartizione dell’utile è altamente concentrata: le aziende leader con una quota di mercato superiore al 40% nei propri mercati di riferimento (57 aziende su 56.757) catturano il 31,1% dell’utile di tutta l’Industria alimentare e il 13,4% dell’utile dell’intera filiera.

Le associazioni della Grande Distribuzione (Federdistribuzione, ANCC Coop, ANCD Conad, ADM – Associazione Distribuzione Moderna) hanno partecipato unitariamente alla conferenza stampa con i loro leader: Claudio Gradara, Presidente di Federdistribuzione; Marco Pedroni, Presidente di Coop Italia; Francesco Pugliese, Amministratore Delegato di Conad; Giorgio Santambrogio, Presidente di ADM. E hanno rilasciato una dichiarazione comune, seguendo una prassi inconsueta, a dimostrazione della determinazione di voler offrire un quadro veritiero sulla Distribuzione: “L’analisi di The European House – Ambrosetti pone in luce una situazione inequivocabile: la filiera agroalimentare in Italia produce poco utile per i suoi azionisti diretti e la ripartizione di questo utile è dominata dall’Industria di Trasformazione, con una quota in crescita significativa negli ultimi 6 anni e un estremo livello di concentrazione, considerando che solo 57 grandi imprese industriali, in gran parte multinazionali, assorbono un utile complessivo superiore a quello dell’intera Distribuzione.

Un quadro di squilibrio che dura da anni e che si è accentuato nel tempo, lasciando alle altre componenti della filiera la ripartizione di un utile sempre minore. La quota di utile ottenuta dalla Distribuzione è infatti poco più di un quarto di quella dell’Industria ed è in diminuzione, come lo è anche quella dell’agricoltura. Il fatto che solo l’1 per mille delle imprese industriali assorba un utile di filiera così elevato pone un serio problema di equilibrio: questi pochi gruppi si pongono di fronte alle altre componenti di filiera, a monte e a valle, in una posizione di grande forza, capace di superare ogni confronto e di imporre le proprie condizioni in tutte le forme di negoziazione e trattativa”.

Questo studio – prosegue la dichiarazione delle associazioni della Grande Distribuzione – offre dunque chiarezza e accende la luce su una realtà spesso dominata da informazioni distorte che però rischiano di guidare scelte importanti che possono influenzare gli assetti competitivi e strategici e i pesi tra i diversi operatori”.

La dichiarazione delle quattro associazioni della Grande Distribuzione si conclude con un appello alle istituzioni ed al mondo politico:

La filiera agroalimentare italiana è un patrimonio che dobbiamo coltivare e sviluppare, non solo per il valore che ha di per sé ma anche per la sua capacità di attivare indotto e crescita dei territori. È necessario che il mondo delle istituzioni favorisca questa dinamica positiva, creando le condizioni per ridare slancio ai consumi e agli investimenti delle imprese, ponendo in questo modo le basi per aumentare il valore complessivo creato nella filiera. Occorrono decisioni che partano da un’analisi corretta e oggettiva della situazione e che favoriscano la collaborazione tra tutti gli stakeholders coinvolti, pubblici e privati, contribuendo così ad aumentare la capacità complessiva della filiera agroalimentare di produrre sviluppo per sé e per l’intera collettività, rendendola in questo modo ancor più protagonista della ripresa del Paese”.

Scarica da qui la mappa concettuale  La creazione di valore lungo la filiera agroalimentare estesa in Italia Filo20logico_La20creazione20di20valore20lungo20la20filiera20agroalimentare20estesa20in20Italia


Il rapporto di The European House – Ambrosetti è disponibile alla stampa in forma di abstract. Per analizzare il valore generato dalla filiera agroalimentare estesa, The European House – Ambrosetti ha ricostruito una base dati estensiva: sono stati analizzati circa 90.000 bilanci di imprese su un orizzonte temporale di 7 anni per 40 Key Performance Indicator, per un totale di 25 milioni di osservazioni.

 

,

Copagri, su agrumi e competitività nell’UE

Agrumi, i produttori italiani spendono di più e guadagnano di meno dei competitor Ue

La produzione vale quasi 1 miliardo, ma paga aggressiva concorrenza di altri paesi, clima avverso ed emergenze fitosanitarie sempre più frequenti

“I produttori di agrumi del nostro Paese si trovano ormai a doversi confrontare con una situazione paradossale, nella quale sono costretti a produrre con costi nettamente più alti dei loro principali competitor europei, a fronte di remunerazioni inferiori; basti pensare, a titolo esemplificativo, che ad oggi le clementine italiane vengono pagate dal consumatore meno di quelle spagnole”. Lo ha sottolineato la Copagri intervenendo in audizione informale davanti alla Commissione Agricoltura del Senato della Repubblica sulle problematiche del settore agrumicolo in Italia.

“I produttori scontano una forte e aggressiva concorrenza da parte di altri paesi europei, primi fra tutti la Spagna, ma anche extra-UE, quali ad esempio l’Egitto e la Turchia, che hanno fortemente investito nel comparto agrumicolo; i produttori di tutti questi paesi, inoltre, beneficiano di diverse concessioni fitosanitarie, che penalizzano ulteriormente il nostro primario”, ha aggiunto la Confederazione, ricordando che l’Italia è il secondo produttore agrumicolo europeo, dietro la Spagna, con oltre 2,8 milioni di tonnellate e circa 155.000 ettari dedicati, per un valore della produzione che sfiora 1 miliardo di euro (941 milioni di euro, -6% sul 2018/2017).

“Il comparto paga poi lo scotto dell’andamento climatico avverso e di numerose problematiche di carattere fitosanitario, che si verificano con sempre maggiore frequenza e si propagano con maggiore rapidità”, ha evidenziato la Copagri

“In ragione di ciò, bisogna sfruttare i fondi a disposizione del comparto per rafforzare i contratti di filiera, ristrutturare il settore e puntare su azioni di promozione e informazione dei consumatori, senza tralasciare la ricerca e la riconversione varietale; parimenti necessario è, inoltre, la realizzazione del catasto agrumicolo nazionale, così da favorire la programmazione e lo sviluppo, e attenzionare gli scambi commerciali con i paesi esteri, assicurando condizioni di reciprocità delle regole produttive e rafforzando i controlli fitosanitari sulle importazioni. Nel medio e nel lungo periodo bisogna lavorare per strutturare un piano agrumicolo di settore pluriennale, che possa costituire un punto di riferimento per l’organizzazione del comparto, sia in termini di produzione che di commercializzazione e internazionalizzazione”, ha concluso la Confederazione.

Fonte: Copagri

, ,

La Commissione europea inaugura un osservatorio del mercato del vino

L’osservatorio si occuperà dei vini rossi, bianchi e rosé. L’UE è il primo produttore di vino al mondo, con il 65% della produzione mondiale e il 70% delle esportazioni.

Un consiglio d’amministrazione composto di esperti del settore si riunirà regolarmente, secondo il modello degli altri osservatori esistenti nei settori del latte, della carne, dei cereali, dei prodotti ortofrutticoli e dello zucchero. Maggiori informazioni sono disponibili on line.

,

L’ICE apre nuovo Desk di assistenza per l’internazionalizzazione delle imprese in Calabria

La visione dell’Agenzia ICE di accompagnare il maggior numero di piccole e medie imprese verso l’internazionalizzazione è entrata in una fase nuova, che richiede una più stretta vicinanza al tessuto produttivo del nostro Paese e, conseguentemente, una nostra maggiore presenza sul territorio.

Per questo, in aggiunta alle sedi di Roma e di Milano, l’ICE ha aperto 16 nuovi desk regionali di assistenza, dedicati a favorire l’internazionalizzazione delle imprese, in collaborazione con partner territoriali di rilievo quali Regioni, Cassa Depositi e Prestiti, Gruppo CDP con Sace-Simest, Sistema camerale.

Un team dedicato di professionisti sarà sistematicamente presente, per un giorno alla settimana, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto,  quale punto di riferimento locale in collegamento con i nostri uffici di promozione settoriale e la rete dei nostri 79 uffici all’estero.

Se sei interessato ad incontrare un funzionario ICE per approfondire l’offerta dei servizi dell’Agenzia mirati ad affrontare nuovi mercati, puoi richiedere un appuntamento attraverso il seguente form online. Sarai subito contattato e potrai far volare anche tu la tua impresa sui mercati esteri.

RICHIEDI UN APPUNTAMENTO

, ,

Sostegno per valorizzare i titoli di proprietà industriale, a breve modalità e tempi per presentare domande

Pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale il decreto di programmazione 2019 dei bandi Brevetti+, Marchi+ e Disegni+.

Le risorse a disposizione delle PMI per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale sono:

  • 21,8 milioni di euro per la misura brevetti+
  • 13 milioni di euro per la misura disegni+
  • 3,5 milioni di euro per la misura marchi+.

Gli avvisi di riapertura degli incentivi saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale entro 30 giorni e indicheranno modalità e tempi per presentare le domande.

Accedi da qui al decreto di programmazione Decreto_programmazione_bandi_-18-10-2019

, ,

Ismea, Rapporto sulla competitività dell’agroalimentare nel Mezzogiorno

Presentato all’Università degli Studi di Salerno, con Fiere di Parma e Federalimentare.

Lo studio di prefigge come obiettivo quello di identificare e analizzare i nuovi comportamenti delle imprese agroalimentari del Mezzogiorno sia rispetto al mercato interno ed estero (con particolare riferimento alle esportazioni) sia nei confronti degli altri attori delle filiere (accordi con la GDO, approvvigionamenti delle materie prime, ecc.).

Lo studio è articolato in tre parti:
– Evoluzione dello scenario macroeconomico e delle dinamiche competitive del settore agroalimentare italiano e del Mezzogiorno;
– Analisi della performance delle grandi  imprese agroalimentari (fatturato superiore a 10 milioni di euro) attraverso i dati di bilancio;
– Indagine diretta con interviste telefoniche con un sotto-campione di imprese del Mezzogiorno “eccellenti”


Nell’ambito del diffondersi di processi di disintermediazione in cui le filiere tendono ad accorciarsi, il settore agroalimentare del Mezzogiorno sembra avere le carte in regola per acquisire un nuovo ruolo a livello nazionale e internazionale, mantenendo l’obiettivo del posizionamento in termini di qualità.Peraltro, in alcune imprese del settore agroalimentare del Mezzogiorno, anche come conseguenza di un rinnovamento generazionale, sembrano scorgersi elementi di dinamicità e capacità di aggredire il mercato che, forse, il successo acquisito e le dimensioni già raggiunte, hanno leggermente sopito nelle imprese del Nord. Il “Rapporto sulla competitività dell’agroalimentare nel Mezzogiorno” è stato presentato in anteprima al Convegno inaugurale di Cibus Connect 2019 a Parma il 10 aprile 2019 e presentato nella sua interezza il 30 ottobre presso l’Università degli Studi di Salerno nell’ambito di una conferenza stampa congiunta con Fiere di Parma e Federalimentare.

A questo riguardo, si pensi alle opportunità offerte dalla disciplina sull’etichettatura obbligatoria – in risposta alla richiesta sempre maggiore di trasparenza sull’origine e gli ingredienti dei prodotti – attuata in via sperimentale nel 2018 in Italia per olio, lattiero-caseari, derivati dei cereali e conserve di pomodoro.

In parallelo, il rinnovamento generazionale che ha interessato alcune imprese del settore agroalimentare del Mezzogiorno sembra far emergere elementi di dinamicità e capacità di aggredire il
mercato che, forse, il successo acquisito e le dimensioni già raggiunte, hanno leggermente sopito nelle imprese del Nord.
Nel corso del decennio di crisi economica appena trascorso, il sistema agro-alimentare italiano è stato in grado di resistere meglio di altri settori industriali e, contemporaneamente, di adeguarsi alle nuove sfide emergenti, dimostrando resilienza e grande vitalità (Ismea, 2018a). Ciò è avvenuto grazie a due capacità mostrate dal comparto agroalimentare: quella di rinnovarsi e quella di orientarsi ai mercati esteri.
Nell’ambito di questo sistema rientrano, tuttavia, realtà molto differenti tra loro, sia in termini di caratteristiche strutturali che in termini di performance, per le quali è possibile immaginare diversi percorsi di sviluppo e prospettive future. In questo lavoro sono state analizzate queste differenze al fine di rispondere ad alcuni quesiti: in che misura lo sviluppo dell’agroalimentare negli ultimi anni è stato omogeneo al suo interno o piuttosto le performance positive hanno riguardato solo alcune filiere o alcune componenti del settore? In che misura le diverse aree territoriali hanno partecipato all’evoluzione che si è registrata negli ultimi anni?
In questo ambito, esiste un Mezzogiorno più dinamico del Centro-Nord? Quali componenti hanno trainato le performance del Mezzogiorno e quali sono gli elementi di debolezza?
Questi quesiti sono stati affrontati analizzando la struttura e le dinamiche recenti del settore agroalimentare meridionale in confronto al Centro-Nord e, in questo contesto, la performance economico-finanziaria dell’industria alimentare nel triennio 2015- 2017, attraverso l’analisi dei bilanci di medie e grandi imprese di trasformazione alimentare con un fatturato 2017 superiore a 10 milioni di euro. Dopo aver descritto le caratteristiche e l’andamento delle imprese oggetto di analisi a livello nazionale, le imprese del Sud sono state messe a confronto con quelle del Centro-Nord appartenenti agli stessi comparti.
La scelta di esaminare le differenze territoriali all’interno dell’industria alimentare italiana deriva dalla considerazione che il Mezzogiorno, storicamente più specializzato nell’agroalimentare, ma strutturalmente più debole rispetto al Centro-Nord, abbia proprio in questo settore grandi margini di sviluppo, e oggi sembri essere sempre più il fulcro del rilancio del settore. Nello specifico, la realtà dell’agroalimentare appare molto differenziata in relazione alle tipologie di impresa, ai singoli comparti e alla loro differente concentrazione, e, soprattutto, alle differenti dinamiche dei mercati. La performance territoriale può dipendere, dunque, dalla composizione settoriale e tipologica che caratterizza il territorio, ma anche da fattori di contesto che possono condizionare i risultati delle singole imprese.
Scopo ultimo del lavoro è stato identificare e analizzare i “nuovi comportamenti” delle imprese agroalimentari del Mezzogiorno, sia rispetto al mercato interno ed estero (con particolare riferimento alle esportazioni) sia nei confronti degli altri attori delle filiere (in riferimento a questioni specifiche quali gli accordi con la GDO, gli approvvigionamenti delle materie prime, ecc.). Per questo è stata infine condotta un’indagine diretta con interviste telefoniche a un sotto-campione delle imprese medio-grandi del Mezzogiorno.

Scarica da qui il Rapporto completo ISMEA: Rapporto_Agro_300519

 

,

Nuova veste per Marinella, la clementina si fa social

La campagna agrumicola è ai nastri di partenza per la Ortocal di Corigliano Rossano (Cosenza). E dopo il debutto dello scorso anno con “Marinella La Clementina Dolce e Bella”, anche quest’anno l’azienda proporrà con questo brand le migliori clementine della sua produzione nella Piana di Sibari. Il marchio è nato dalla collaborazione tra la Ortocal e la Flavor Box, e nell’anno del debutto si è fatto conoscere tra i principali operatori del settore.

Le prospettive della prossima campagna agrumicola sembrano positive. C’è un ritardo generalizzato rispetto al 2018, ma sul fronte qualitativo, come spiega il direttore commerciale Giacomo Russo, gli agrumi dovrebbero dare soddisfazioni.

“L’esperienza degli anni trascorsi evidenzia che il fattore climatico influenza in maniera determinate il buon esito della commercializzazione, imprescindibile per la riuscita della prossima campagna agrumicola – evidenzia Russo – Grazie alla linea commerciale Marinella rafforzeremo l’obiettivo di offrire ai consumatori prodotti di elevata qualità. Tale obiettivo si raggiunge iniziando a seguire la produzione nei campi con scrupoloso riguardo verso tecniche colturali che prevedono l’impiego di prodotti rispettosi della salute e del benessere umano”.

Un approccio che strizza l’occhio alla sostenibilità, che mira ad offrire una clementina premium, associata a un areale di produzione vocato. “Ci auguriamo che la clementina Marinella sarà su tutte le tavole dei consumatori – conclude Russo – anche perché è l’unica vera clementina Dolce e Bella della Piana di Sibari”.
Marinella ha fatto il suo debutto anche nei canali social, come Facebook (clicca qui per accedere alla pagina) e Instagram.
,

On line il video dedicato all’edizione 2019 di Fruit Attraction

È on line da oggi, mercoledì 30 ottobre, sul canale Youtube FreshProduceReview il video dedicato all’ultima edizione di Fruit Attraction, la rassegna dedicata all’ortofrutta organizzata da IFEMA e FEPEX che si è svolta a Madrid dal 22 al 24 ottobre scorsi. Nel servizio curato da Andrea Felice tra l’altro il direttore della fiera, Raul Calleja, ricorda i numeri in crescita della manifestazione spagnola che ha visto la partecipazione di 1.800 aziende dislocate su una superficie di oltre 50.000 mq con la presenza di 150 aziende italiane. 90.000 i professionisti del settore provenienti da 130 Paesi. Oltre 1.000 i buyer provenienti da 80 nazioni.

Il video è sottotitolato in italiano cliccando sull’apposito pulsante dei sottotitoli in basso a destra del lettore video.

Accedi al video su youtube

,

A Reggio Calabria nasce Bergamia, la coop dei produttori di bergamotto

Si chiama “Bergamia” la nuova cooperativa agricola che si apre ai bergamotticoltori della provincia di Reggio Calabria. Voluta da giovani intraprendenti e da aziende innovative del comparto bergamotticolo come l’azienda agricola “Patea” di Brancaleone (RC), la cooperativa “Bergamia” punta all’innovazione, alla sostenibilità e alla nutraceutica del food e si pone come cerniera concreta tra il vasto tessuto agricolo locale e il mercato nazionale ed europeo del prodotto fresco e del prodotto trasformato.

“Il bergamotto di Reggio Calabria sta assumendo ormai connotati di prodotto non più di nicchia, ma diffuso e nutraceutico, sia come prodotto fresco che come prodotto trasformato; un agrume non più relegato solamente all’estrazione della preziosa essenza destinata all’industria profumiera, comparto che continua a rivestire la sua grande importanza, ma dalle infinite potenzialità salutistiche” sostiene il giovane presidente Tommaso Trunfio per il quale “con “Bergamia”, con sedi operative a Brancaleone e a Locri, agiremo anche in termini di valorizzazione della biodiversità e di turismo esperienziale e didattico connesso alle numerose produzioni di qualità a base di bergamotto di Reggio Calabria, con un occhio rivolto alle nuove sfide sui cambiamenti climatici e il sequestro di anidride carbonica in agricoltura” .

 

,

La mela dell’estate: arriva anche in Europa SweeTango

SweeTango sarà la regina delle nostre prossime estati. Dopo gli USA, la Nuova Zelanda e il South Africa, entra nel mercato europeo la “mela dell’estate” e lo fa con tutte le carte in regola per diventare una leader nel comparto dell’ortofrutta premium. Ottimo rapporto zucchero-acido, colore rosso rubino, buccia sottile ed polpa dalla croccantezza unica e inedita, SweeTango, oltre ad essere il nome di una nuova mela, è il marchio registrato che identifica la varietà precoce Minneiska sviluppata dal breeder David Bedford dell’Università del Minnesota negli Stati Uniti.

Incrocio naturale di due diverse varietà di mele, Honeycrisp e Zestar, entrambe originarie del ricco suolo del fiume Mississipi, questa nuova varietà premium è stata introdotta per la prima volta nel mercato europeo in Svizzera, nell’estate 2015, attraverso un progetto di impianto che continuerà fino al 2022, per raggiungere i 600 ettari previsti e una produzione stimata intorno alle 20 mila tonnellate di mele.

Oggi il prodotto inizia ad essere distribuito in alcuni paesi. I produttori che attualmente stanno partecipando al progetto di ingresso nel mercato europeo sono sette, in cinque Paesi: DOSK in Germania – con WOG, Mabo, M.A.L e Elbe Obst, GEISER agro.com in Svizzera, F. Kröpfl in Austria, Nufri in Spagna, Melinda, VI.P. e VOG in Italia.

 

Accedi da qui per saperne di più

,

In Gazzetta Ufficiale disposizioni per Fondo nazionale agrumicolo

DECRETO 25 luglio 2019. Criteri e modalità di ripartizione delle risorse del Fondo nazionale agrumicolo. (GU Serie Generale n.251 del 25-10-2019)

Ambito di applicazione del Fondo nazionale agrumicolo

Il fondo persegue le seguenti finalità:

a) incentivare e sostenere l’aggregazione e l’organizzazione economica dei produttori di agrumi e dell’intera filiera produttiva e favorire le ricadute positive sulle produzioni agricole;

b) valorizzare gli accordi e i contratti di filiera nel comparto agrumicolo;

c) favorire l’internazionalizzazione,

d) sostenere e promuovere la competitività e la produzione di qualità nel settore agrumicolo, anche attraverso azioni di comunicazione e informazione al consumatore.

Le risorse da assegnare ammontano a 10 milioni di euro.

Le risorse disponibili sono ripartite nelle seguenti attività finanziabili:

a) concessione di contributi per il sostegno al ricambio varietale delle aziende agrumicole;

b) finanziamento di campagne di comunicazione istituzionale e promozione rivolte ai consumatori funzionali alle attività di investimento del decreto e con l’obiettivo di sostenere la competitività, lo sviluppo del mercato e la qualità del settore agrumicolo;

c) concessione di contributi per la conoscenza, salvaguardia e sviluppo dei prodotti agrumicoli DOP/IGP ai sensi del decreto ministeriale del 1° marzo 2016, n. 15487.

Gli interventi sono attuati dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, anche per l’eventuale tramite dei propri enti collegati come Ismea e Crea, con provvedimenti che individuano, oltre a quanto già previsto dal  decreto, l’ammontare delle risorse disponibili, le spese ammissibili, tipologia ed entità delle agevolazioni, le modalità di presentazione delle domande e per la concessione e l’erogazione degli aiuti.

 

,

Promozione in Bulgaria prodotti e servizi Made in Calabria

La Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, nell’ambito del progetto “Calabria Food & Tourism” cofinanziato dalla Regione Calabria – Dipartimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, intende acquisire manifestazioni di interesse per la realizzazione di quattro eventi di promozione di prodotti e servizi “MADE IN CALABRIA” e afferenti ai settori agroalimentare e turistico della Regione Calabria a beneficio delle aziende calabresi.Scadenza adesioni : 4 novembre 2019.
,

In Calabria pronte le prime castagne

Con l’autunno sono arrivate le prime castagne, quelle che il poeta Giovanni Pascoli chiamava “l’italico albero del pane”, perche´ il suo frutto, detto “il pane di montagna”, e` stato a lungo alla base dell’alimentazione di gran parte della popolazione contadina  anche nella nostra regione. Un frutto che si trova dal nord al sud della penisola, dove ci sono diverse varietà anche con il riconoscimento europeo. Dopo la terribile situazione castanicola calabrese flagellata, a partire dal 2009, dal temibile cinipide galligeno che ne ha quasi azzerato l’intera produzione regionale oggi lentamente grazie anche all’azione e impegno di valenti agronomi dell’Arsac, la situazione va migliorando. Infatti, dopo sei anni consecutivi di interventi nei castagneti di tutta la regione, si sta registrando un interessante livello di parassitizzazione raggiunto, con la guerra biologica il che significa una buona presenza dell’antagonista (Torymus sinensis) che sempre più contribuirà a limitare la proliferazione della vespa cinese.
“Il raccolto in Calabria quest’anno è in aumento di circa il 20-25% rispetto all’anno scorso che registrava però una bassissima produzione con minimi storici – informa Coldiretti – Vanno di pari passo alla lotta biologica gli interventi colturali necessari per ridare respiro ad una castanicoltura in crisi, focalizzando l’attenzione sulla tecnica della potatura del castagno e sui principi fisiologici che la governano”.
Coldiretti a tal proposito, ha svolto nelle zone a maggiore vocazione castanicola, chiamando a raccolta produttori ed esperti ed effettuando prove pratiche di potatura sul campo avvalendosi di tecniche moderne come il tree climbing una competenza tecnica questa che si acquisisce frequentando un corso di formazione di 32 ore e che consente al potatore di salire e di potare ad altezze elevate (15-20 metri) in condizioni di sicurezza, scongiurando i rischi di incidenti. “Certamente – commenta Francesco Cosentini direttore di Coldiretti Calabria – il 2019 rappresenta l’anno di svolta per la ripartenza ed il rilancio della castanicoltura calabrese. C’è bisogno di far ripartire questo comparto strategico per l’economia delle aree interne e per il presidio del territorio e continueremo a farlo con corsi di formazione in potatura tree climbing, corsi di innesto, ed anche le istituzioni ad ogni livello.”
 
Fonte: Ufficio Stampa Coldiretti Calabria
,

Agricoltura, via a osservatorio Ue prodotti ortofrutticoli

Maggiore trasparenza e analisi a breve termine del mercato europeo di frutta e verdura. E’ il nuovo osservatorio europeo per il mercato dell’ortofrutta, che sarà aggiornato regolarmente con una vasta gamma di dati di mercato come prezzi, produzione e commercio. L’osservatorio si concentrerà su mele e pere, agrumi, drupacee (pesche e nettarine) e pomodori. Gli ortofrutticoli rappresentano circa il 24% del valore della produzione agricola dell’Ue. L’osservatorio di mercato per il settore arriva dopo l’avvio di iniziative analoghe sui seminativi, zucchero, carne e latte.
Seguirà l’osservatorio europeo per il vino, che sarà lanciato il 4 novembre.

Accedi all’Osservatorio ( https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/farming/facts-and-figures/markets/overviews/market-observatories/fruit-and-vegetables_en)

,

Promozione dei prodotti agroalimentari UE: al via la campagna 2019

La Commissione europea e l’Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (CHAFEA) hanno approvato 81 campagne di promozione dei prodotti agroalimentari europei all’interno e all’esterno dell’UE nei prossimi tre anni. Le campagne selezionate beneficeranno di un finanziamento complessivo di 200 milioni di euro a carico del bilancio agricolo dell’UE.

Phil Hogan, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “I prodotti agroalimentari europei sono rinomati in tutto il mondo per la loro qualità e genuinità. Ho potuto constatarlo personalmente in occasione delle visite che ho effettuato in diversi paesi del mondo – Cina, Giappone, Indonesia, Messico, Colombia – insieme ai produttori del settore agroalimentare dell’UE. La Commissione europea sostiene il loro duro lavoro diffondendo e mantenendo questa buona reputazione a livello globale. 

I programmi di promozione mirano ad aiutare i produttori a comunicare la qualità dei loro prodotti, a promuoverli all’interno e all’esterno dell’UE e a trovare nuovi sbocchi di mercato. Tra le priorità dei programmi figurano l’attenzione alla qualità dei prodotti alimentari europei con indicazione geografica e i metodi di produzione biologici.

Delle 81 campagne approvate, 55 si rivolgono a paesi al di fuori dell’UE, come il Brasile, il Canada, la Cina, il Messico e l’India. Le campagne selezionate riguarderanno un’ampia gamma di prodotti, quali i prodotti lattiero-caseari, le olive e gli ortofrutticoli. Ad esempio, il settore ortofrutticolo disporrà di 16 programmi dedicati, mentre quello lattiero-caseario ne avrà otto. Quest’anno i programmi selezionati provengono da candidati di 19 Stati membri.

 

Contesto

Metà del bilancio stanziato per la politica di promozione è destinato ai “programmi di promozione semplici”, mentre gli altri 100 milioni di euro sono destinati ai programmi multipli (90,5 milioni di €) e alle iniziative della Commissione (9,5 milioni di €).

I programmi di promozione semplici sono presentati da una o più organizzazioni proponenti di uno stesso Stato membro, mentre i programmi multipli sono presentati da almeno due organizzazioni proponenti di almeno due Stati membri o da una o più organizzazioni europee. I programmi multipli sono gestiti direttamente dalla CHAFEA mentre quelli semplici sono gestiti dalle amministrazioni nazionali. Quest’anno sono state selezionate 56 campagne per i programmi di promozione semplici e 25 per i programmi multipli.

Per tutti i programmi di promozione, l’invito a presentare proposte pubblicato a gennaio 2019 dava la possibilità di presentare domanda di finanziamento a un’ampia gamma di organizzazioni, come ad esempio organizzazioni di categoria, organizzazioni di produttori e organismi dell’agroalimentare che si occupano di attività di promozione. La CHAFEA ha poi proceduto, con l’aiuto di esperti esterni, alla valutazione e alla classifica delle proposte.

Per ulteriori informazioni

Elenco dei programmi selezionati

Politica UE di promozione dei prodotti agricoli

, ,

Qualivita: frodi alimentari e nuovi sistemi di prevenzione a difesa dei consumatori

Il 24 ottobre a Bologna il seminario CSQA per confrontarsi con le imprese e i professionisti del settore agroalimentare

Crescono i numeri dei prodotti contraffatti in commercio, con una presenza che a livello mondiale raggiunge i 338 mld di euro di valore attraverso la contaminazione di numerose categorie merceologiche: agroalimentare, medicinali, cosmetici, tessile, elettronica, etc. Un reato, quello della frode, che favorisce i soggetti che agiscono contro la comunità danneggiando i consumatori e che viene aggravato da quelle tipologie di illecito con ricadute sulla salute e la sicurezza dei cittadini. Un esempio su tutti il caso delle Indicazioni Geografiche europee, un’eccellenza comunitaria, dove le frodi arrivano a valere 4,3 mld rappresentando quasi il 10% della produzione legale.

Tra i settori più sensibili al fenomeno c’è proprio l’agroalimentare, non solo per le ripercussioni sul consumatore, ma anche per le conseguenze giudiziarie che potrebbero investire le aziende cui viene imputata una condotta fraudolenta, legata a reati previsti dal decreto legislativo che disciplina responsabilità amministrativa (D.lgs 231/01).

livello internazionale, il tema delle frodi nel settore agroalimentare è affrontato anche dagli standard volontari più diffusi in materia di food safety quali GGFSI, FSSC 22000 e IFS. Più recentemente ISO ha pubblicato la ISO 22380:2018, ‘Security and resilience– Authenticity, integrity and trust for products and documents – General principles for product fraud risk and counter measures’. Si tratta di una linea guida che propone una metodologia per la valutazione del rischio frode e la valutazione dell’efficacia delle azioni poste in atto per la diminuzione del rischio, sempre in ottica di prevenzione. Uno degli elementi innovativi introdotti dalla ISO 22380 è la richiesta di mappare/ valutare / gestire l’intera Supply Chain e non il singolo sito operativo o la semplice relazione cliente fornitore.

Il tema generale della compliance, la relazione fra standard volontari e obblighi di legge, l’integrazione dei sistemi di prevenzione e garanzia con gli strumenti di governance aziendale saranno al centro del seminario “Autenticità e frodi” organizzato da CSQA il 24 ottobre a Bologna con l’obiettivo di confrontarsi sul tema con le imprese agroalimentari e i professionisti del settore.

“Con questo seminario vogliamo supportare le imprese italiane nell’individuazione degli strumenti per la prevenzione e la gestione delle frodi, inquadrando il tema nel contesto più generale della compliance e dei modelli organizzativi aziendali. Vogliamo promuovere l’adozione di modelli organizzativi che integrino governance aziendale, sistemi di gestione della compliance, valutazione e gestione dei rischi – dichiara Maria Chiara Ferrarese Vice direttrice di Csqa.

Info e iscrizioni al seminario “Autenticità e frodi” su http://bit.ly/35lIEoj

 

,

Ocm: il sistema Unaproa si confronta con il Mipaaf

Il 17 ottobre si è tenuta a Roma presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi la riunione tecnica con le Op/Aop associate ad Unaproa sull’Ocm ortofrutta, alla presenza dei referenti ministeriali Roberto Cherubini e Antonio Fallacara. La riunione è stata introdotta dal consigliere Cesare Bellò che ha salutato i partecipanti sottolineando che “l’obiettivo principale dell’incontro tecnico è quello di trasferire agli operatori delle Op/Aop associate le informazioni che riguardano il sistema aggregato in una logica comunitaria e nazionale con riferimento all’attuazione dei programmi operativi”.
 
“Questo è il primo evento che Unaproa organizza dopo la presentazione della Strategia Nazionale per i Po 2018/22 all’Accademia dei Georgofili” al quale ho partecipato in prima persona anche con una testimonianza dell’Op Opo Veneto – prosegue Cesare Bellò – e dalla  successiva scomparsa di Antonio Schiavelli che teneva molto a questi incontri tecnici, perché sono l’occasione per confrontarsi con le persone che devono affrontare i problemi quotidiani riguardanti l’operatività delle società che operano come Op/Aop”.
 
“Dall’analisi dei dati presentati sul sistema aggregato in Op/Aop, sia a livello comunitario che nazionale – precisa Roberto Cherubini, dirigente Mipaaf – emerge in modo inequivocabile  come l’efficienza e l’efficacia del sistema organizzato passino attraverso una migliore organizzazione societaria e una congrua dimensione della rappresentatività economica”.
 
Nel corso della riunione tecnica sono state prese in esame alcune questioni operative introdotte recentemente dalla normativa nazionale che disciplina la materia delle Op/Aop e del Programma operativo. Altresì è stato effettuato un approfondimento sulle azioni di sistema che sono previste dalla Strategia nazionale vigente, nonché una disamina puntuale e precisa delle recenti disposizioni applicative della Disciplina ambientale.
 
“Considerata la complessità e delicatezza della Disciplina ambientale – dichiara Antonio Fallacara, funzionario Mipaaf  – è stato importante e costruttivo poter interagire con i soggetti che quotidianamente applicano le norme sui Programmi operativi e rispondere alle diverse sollecitazioni dei partecipanti”.
 
Unaproa esprime grande soddisfazione per la nutrita partecipazione all’incontro – nonostante l’imminente scadenza del termine per la presentazione dei Programmi operativi – perché crede che questi appuntamenti rappresentino la strada obbligata per una maggiore qualificazione del sistema aggregato e per una filiera sempre più performante.
 
Fonte: Ufficio stampa Unaproa 
, ,

Ortofrutta “free from”, una nicchia sempre più di successo

Il cosiddetto universo dei prodotti “free from” rappresenta ormai una tendenza di consumo sempre più radicata nelle abitudini alimentari un po’ in tutto il mondo, tanto che anche in Italia sono comparse nella grande distribuzione vere e proprie corsie dedicata a questi prodotti, a partire da quelli “senza lattosio” e “senza glutine”, sicuramente le due tipologie più richieste. Vanno incontro alle esigenze di chi è realmente intollerante o allergico, ma anche ad una percentuale di consumatori che desidera introdurre nella propria dieta alimentare dei prodotti “senza”.

Il mondo dell’ortofrutta è, però, probabilmente quello che meno di altri ha cavalcato questa tendenza, non enfatizzando l’eventuale “non presenza” di determinati elementi. Recentemente non è passata inosservata il lancio di una linea “Senza diserbanti” di mele presentata dal Consorzio melicolo della Val Venosta, dove la parola “Senza” spicca in modo davvero predominante, ma in generale sono pochi gli esempi di brand della filiera ortofrutticola che enfatizzano questi aspetti.

Anche per il pomodoro, invece, qualcosa si sta muovendo e, dall’esame di due case history sembra proprio che la presenza di pomodori “nichel free” vada a colmare una domanda ben presente e che sino ad ora non era coperta da una offerta ad hoc.


Si chiama Sfera ed in pochissimo tempo è arrivata ad impiegare 250 dipendenti. Nella loro strategia di impresa entra il  free from – oltre il pomodoro nichel free producono anche insalata, basilico e cavolo – in grado di intercettare un bisogno.

La visione aziendale. «Il consumatore consuma di meno, ma vuole qualità più alta. È sempre più attento a tutti i meccanismi, per esempio se vengono pagati stipendi e contributi. La sostenibilità è a più ampio raggio, anche sociale e culturale. Significa condividere i nostri valori con i dipendenti, i primi consumatori. E la nostra cultura si riverbera sul territorio in cui viviamo e lavoriamo e di cui ci prendiamo cura».

E la produzione nichel free è diventata anche una community. Su Facebook si è creato un gruppo dedicato: “Sfera Agricola Customer care con oltre 10 mila gli iscritti, compresi moltissimi chef.

Clicca qui per saperne di più sull’Azienda Sfera 


L’Azienda Gandini, certificata nichel free, è un altro esempio di successo.

In questo caso, la sperimentazione e l’introduzione di innovazioni tecnologiche ha portato alla scelta idroponica e, quasi inconsapevolmente, al pomodoro nichel free.

La visione aziendale. «I nostri pomodori non assorbono nichel dal terreno, perché sono coltivati fuori suolo. I livelli sono così bassi che non hanno conseguenze sul consumatore. Siamo stati primi a presentare la richiesta di certificazione. Prima erano presenti sul mercato creme e bracciali nichel free, ma per quanto riguarda il cibo non c’era niente». Per chi deve rinunciare al pomodoro a causa dell’intolleranza al metallo è un’ancora di salvezza.

Clicca qui per saperne di più sull’Azienda Gandini 

,

Agrinsieme chiede al Mipaaf la riconvocazione del tavolo per il settore agrumicolo

“Quello agrumicolo è un comparto di notevole rilevanza per l’economia del Paese, rappresentando circa il 25% degli acquisti di frutta per il consumo domestico, anche se nell’ultimo decennio, a causa di numerose avversità di carattere atmosferico e sanitario, quale ad esempio il cosiddetto virus della tristezza, si è registrata una sensibile riduzione delle superfici e della produzione; tale calo ha danneggiato l’Italia nei confronti dei propri competitor europei, primi fra tutti la Spagna, che nel medesimo periodo ha aumentato la produzione di arance del 24%, diventandone il primo esportatore mondiale, e ha raggiunto un primato analogo in relazione alla produzione di mandarini e clementine”. Lo ha sottolineato il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, intervenendo in audizione in Commissione Agricoltura della Camera dei deputati nell’ambito della discussione congiunta di risoluzioni per iniziative a sostegno del settore agrumicolo.
 
“In ragione di ciò, è sempre più urgente la redazione di un Piano nazionale agrumicolo, adeguatamente accompagnato da risorse finanziarie, utile per programmare gli interventi necessari nel breve e nel lungo periodo e per orientare concretamente il rilancio dell’agrumicoltura nazionale, anche attraverso il coordinamento con gli strumenti di programmazione regionale”, ha suggerito Agrinsieme.
 
“In tale ottica, è prioritario riconvocare il prima possibile il Tavolo di settore al Ministero delle Politiche agricole e riavviare l’iter di approvazione e il confronto sullo schema di decreto del Mipaaf per l’avvio del Fondo nazionale agrumicolo, approvato dalla Conferenza unificata lo scorso febbraio”, ha proseguito il Coordinamento, ricordando che “in Italia manca una base di dati univoca che consenta di avere contezza del patrimonio agrumicolo nazionale ed è pertanto indispensabile l’istituzione di un catasto”.
 
Quanto al commercio internazionale, ad avviso di Agrinsieme “bisogna prevedere una valutazione preventiva e accurata delle concessioni oggetto di accordi bilaterali e di provvedimenti unilaterali, in maniera che queste non perturbino le condizioni del mercato interno; in ogni caso vanno previste clausole di salvaguardia di immediata attivazione nel caso di pregiudizio ai produttori europei, anche con specifico riferimento a determinati areali produttivi”, ha concluso il Coordinamento.
 
Fonte: Ufficio stampa Agrinsieme 
,

Top Fresh Retailer 2020: i migliori gruppi distributivi per i fornitori di ortofrutta

Qual è il miglior gruppo distributivo operante in Italia secondo il giudizio dei fornitori di ortofrutta? Per il quarto anno consecutivo in cima alle preferenze c’è Esselunga, il gruppo che nel 2018 ha raggiunto un fatturato di 7,9 miliardi di euro, con una presenza importante nel Nord Ovest. Il premio, giunto alla sesta edizione, è frutto di un’indagine accurata che la testata giornalistica specializzata Fm – Fruitbook Magazine svolge presso i più qualificati produttori/fornitori italiani di ortofrutta: sono loro infatti, con il loro giudizio, a decidere chi premiare.

Passano gli anni, ma non cambia in modo sostanziale il giudizio dei fornitori di ortofrutta per l’uno o l’altro gruppo distributivo operante in Italia, almeno nelle posizioni di vertice. Esselunga si aggiudica anche per l’edizione 2020 il Top Fresh Retailer – è il quarto anno consecutivo – avendo preso le maggiori preferenze alla domanda: “Quali sono, tutto considerato, quelli che giudicate i migliori gruppi distributivi operanti in Italia con cui avere rapporti?”. Chiaramente incidono in modo significativo le condizioni economiche, ma sono elementi determinanti anche la professionalità dei buyer, la capacità di programmazione e di fare partnership, l’apertura alle novità e la flessibilità nella gestione delle criticità, la logistica di approvvigionamento, l’attenzione agli aspetti organolettici, etici e della sicurezza alimentare.

Sul podio dei “migliori” d’Italia vanno anche Coop Consorzio Nord Ovest (vincitore delle prime due edizioni del premio) e l’universo Conad. Precisiamo che non si chiede di premiare un’insegna, ma la centrale di acquisto, legata all’insegna, con cui si hanno i rapporti commerciali. Quindi l’universo Conad non è considerato come un’unica entità ma come 7 cooperative (ora in via di fusione) separate cui si aggiungono gli uffici centrali di Bologna. E a svettare in questo caso è ancora una volta Conad PAC 2000A, che si aggiudica il premio Top Fresh Retailer 2020 nella categoria “Il miglior gruppo distributivo del Centro Sud Italia”, davanti alla pugliese Megamark e alla toscana Unicoop Firenze.

Restando in ambito geografico, quello che viene considerato dai fornitori di ortofrutta come il miglior gruppo del Nordest – questa categoria è una novità del 2019 – risulta essere dall’indagine Aspiag Service, la concessionaria del marchio Despar nel Nordest. In vetta alle preferenze dei fornitori per quest’area c’è anche Alì Supermercati e, in crescita rispetto agli anni scorsi, anche Pam Panorama. La padovana Alì Supermercati peraltro vince per il terzo anno di fila il premio come “Il miglior reparto ortofrutta d’Italia”.

Un’altra categoria introdotta nel 2019 è l’attenzione a tutto ciò che attiene alla sfera della sicurezza alimentare, un tema su cui è sempre più attento il consumatore finale. Premesso che la distribuzione moderna è in generale molto attenta alla food safety, in questo caso il gruppo distributivo più attento, secondo il giudizio dei fornitori, è Lidl Italia, seguito da vicino da Esselunga e Coop Italia. Per quanto riguarda invece il tema dell’innovazione a 360 gradi, è Aldi Italia che, fresco di debutto in Italia, riscuote i maggiori consensi rispetto agli altri gruppi distributivi. Determinanti in questo caso sono la politica di prezzo (e scontistica) chiara, la capacità di fare programmi e rispettarli, l’attenzione elevata agli aspetti organolettici, l’estrema efficienza di tutti i processi: tutte qualità oggi poco riscontrabili nel panorama distributivo italiano, che nella maggior parte dei casi risulta ancora frammentato, inefficiente e, nel rapporto con i fornitori, sempre più mono-focalizzato sul prezzo.


Le dichiarazioni dei vincitori

TOP FRESH RETAILER 2020 – IL MIGLIOR GRUPPO DISTRIBUTIVO D’ITALIA
ESSELUNGA – Francesco Piacenti – Responsabile Acquisti Frutta e Verdura
“Il premio Top Fresh Retailer 2020, che Esselunga è lieta di aver ricevuto, riconosce l’impegno quotidiano nel cercare di offrire, con la proficua collaborazione dei nostri fornitori, oltre 500 prodotti di elevata qualità e freschezza provenienti dalle zone più vocate per le produzioni ortofrutticole”.TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR REPARTO ORTOFRUTTA D’ITALIA”
ALÌ SUPERMERCATI – Giuliano Canella – Responsabile Freschissimi
“Il nostro gruppo da sempre, ma oggi ancor di più, ritiene che la qualità del prodotto sia alla base di tutto, una priorità assoluta. Laddove la qualità sia estetica che gustativa deve essere reale, tangibile e soprattutto percepita in quanto tale dal consumatore finale, si devono aggiungere poi continue e numerose attività rivolte a valorizzare al meglio l’ortofrutta. Quindi si ripercorrono per esempio progetti con legami forti con il territorio in cui si è presenti e collaborazioni con enti sociali per promuovere tematiche sensibili al fattore umano. In quarta e quinta gamma abbiamo implementato planogrammi con gestione puntuale dello scaffale, mentre una profondità assortimentale di prodotti ad alto contenuto di servizio completa una politica dell’insegna rivolta alla freschezza e al servizio. Infine un personale attento, preparato e disponile racchiude la differenziazione e la distintività che il reparto ortofrutta di Alì vuole esprimere”.TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL GRUPPO PIÙ INNOVATIVO”
ALDI ITALIA – Carlo Fallico – Corporate Buying Director
“Grazie per questo importante riconoscimento che premia l’impegno di ALDI per il secondo anno di seguito. Siamo veramente felici che molti dei nostri fornitori parlino positivamente di noi, come un’azienda seria con la quale poter avviare collaborazioni di lungo periodo. Ed è proprio questo il nostro impegno: crescere insieme instaurando veri e propri rapporti di partnership. Cogliamo l’occasione anche per ringraziare i nostri fornitori per il sostegno che ci hanno dato fin dal nostro arrivo in Italia. ALDI crede nei fornitori italiani e il 75% di tutti i prodotti alimentari in assortimento nasce proprio dalla collaborazione con loro. Selezione efficace dei prodotti e ricerca della qualità, unite a sicurezza e innovazione, guidano le nostre scelte con l’obiettivo di soddisfare i nostri clienti con prodotti di ottima qualità al giusto prezzo”.
TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL GRUPPO PIÙ ATTENTI ALLA FOOD SAFETY”
LIDL ITALIA – Angela Cossu – Responsabile Assicurazione Qualità
“Siamo davvero molto orgogliosi di ricevere per il secondo anno consecutivo il premio Top Fresh Retailer nella categoria “Food Safety”, un ambito, quello della sicurezza alimentare, a cui noi di Lidl teniamo molto. Siamo inoltre molto soddisfatti del fatto che questo premio ci venga attribuito dai nostri fornitori. Riteniamo infatti che la sicurezza alimentare non debba essere interpretata come un processo di controlli a scopo puramente punitivo o sanzionatorio, ma debba essere considerata un percorso di miglioramento costante per entrambe le parti. È solo infatti attraverso una stretta collaborazione con i nostri fornitori che si riescono a ottenere i risultati migliori. Ringrazio quindi tutti i nostri fornitori che con noi lavorano duramente per garantire ai nostri clienti prodotti sempre più sani, sicuri e sostenibili”.

TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR GRUPPO DEL NORDEST”
ASPIAG SERVICE – Nicola Faccio – Area Manager Acquisti Frutta e Verdura
“Siamo onorati, come azienda, di aver ricevuto questo riconoscimento e di averlo ricevuto proprio da quei fornitori che ormai per noi sono diventati veri e propri Partner. Crediamo fortemente che il cambiamento e l’innovazione siano fondamentali nella nostra attività quotidiana; e la collaborazione di questi anni con i nostri fornitori, con i nostri partner, ci ha permesso di cambiare, di migliorarci e di crescere. La crescita e l’innovazione sono stati reciproci: hanno portato sempre a un’innovazione tecnica e di prodotto e a un miglioramento che vediamo riconosciuto non solo in quello che vendiamo, ma anche nella soddisfazione dei nostri clienti, mai come oggi evoluti e informati. Crediamo che questa sia la strada da percorrere in futuro, in una collaborazione positiva che mette al centro prodotto e cliente e che ci consente di stare al passo con questi tempi veloci”.

TOP FRESH RETAILER 2020 – CATEGORIA “IL MIGLIOR GRUPPO DEL CENTRO-SUD”
CONAD PAC 2000A – Michele Capoccia – Direzione Generale Ortofrutta
“Siamo veramente felici di ricevere per il quinto anno consecutivo questo prestigioso premio che, in un certo qual modo, avvalora le scelte in temine di politiche commerciali e programmazione fatte negli anni con i nostri fornitori che ci piace definire partner. Grazie anche al Consorzio Nazionale per aver sempre più negli anni implementato la filiera dei prodotti a marchio nei vari brand – Conad Percorso Qualità, Conad Verso Natura Bio e Sapori&Dintorni – creando un forte elemento di distintività sul mercato e un processo di selezione e garanzia sui prodotti. Non possiamo dimenticare anche i nostri soci e tutte le maestranze che operano nei punti vendita che quotidianamente ci danno fiducia e finalizzano in modo perfetto le scelte fatte, con grande impegno e sacrificio. Ci aspettano sicuramente sfide sempre più importanti, nuovi scenari di mercato da interpretare, ma siamo convinti che, se continueremo a dare e ricevere fiducia dai nostri partner, raggiungeremo gli obiettivi attesi”.

Fonte: Corriere Ortofrutticolo

,

A Novembre il B2B internazionale dell’ortofrutta

Manca un mese al più importante appuntamento dell’anno in Italia per incrementare le esportazioni di ortofrutta The Rome Table, il B2B internazionale che si terrà presso l’A.Roma Lifestyle Hotel giovedì 7 e venerdì 8 novembre 2019.

In due giorni, le aziende partecipanti avranno l’opportunità di conoscere buyer esteri attentamente selezionati in base al loro interesse per le produzioni italiane e per alcuni prodotti in particolare e di incontrarne fino a 20 in incontri d’affari individuali pre-ordinati secondo un preciso calendario prefissato: un’opportunità unica nel nostro Paese in una location comoda, sia per chi venga da Sud che per chi venga da Nord, come Roma.

È prevista la presenza di 30 aziende-buyer25 straniere oltre a 5 catene della GDO italiana. I Paesi europei di provenienza dei buyer sono:  Belgio,  Croazia, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Polonia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria. I Paesi extra-UE che saranno rappresentati a Roma sono: Arabia Saudita, Argentina, Brasile, Emirati Arabi, Giordania, Khazakistan, Kenya,  India, Libano, Uganda. Sono presenti tutte e tre le principali tipologie di buyer: category manager di catene della distribuzione organizzata, importatori con magazzino, agenzie di import-export.

Scarica il programma Brochure_The_Rome_Table_2019

Iscriviti all’Evento

,

Consorzio Bestack innova la comunicazione dell’ortofrutta con flash mob

Mercoledì 25 settembre scorso una performance con 15 attori, ispirata al classico Disney La Bella e La Bestia, ha animato lo storico mercato coperto bolognese, coinvolgendo pubblico e passanti

L’evento, promosso dal Consorzio Bestack con il coinvolgimento di 13 brand leader del settore ortofrutticolo, ha come scopo quello di far conoscere il mondo della frutta e verdura da una prospettiva completamente inedita

Tra i banchi del Mercato delle Erbe di Bologna, mercoledì 25 settembre, è successo qualcosa di insolito. Belle, la protagonista del grande classico Disney “La Bella e la Bestia”, si è aggirata tra piramidi di mele e susine, pere e uva, kiwi e pomodori, incerta nella scelta, tra tante bontà. Sono stati i negozianti a consigliarla, svelando, in un irresistibile dialogo in musica, i segreti della loro merce migliore. È stato infatti un vero e proprio FLASH MOB teatrale e musicale unico nel suo genere, quello che si è svolto nel cuore città felsinea. Un musical mai realizzato prima d’ora, ambientato in uno dei luoghi quotidiani più animati, frequentati, colorati e caratteristici di Bologna, che unisce due mondi apparentemente lontani, ma uniti dalla passione: l’ortofrutta e il teatro.

L’evento bolognese del 25 settembre, organizzato sotto la direzione artistica di Alberto Ricci, è la seconda tappa di un progetto innovativo di comunicazione e informazione sul mondo ortofrutticolo ideato da Bestack, il Consorzio nazionale dei produttori di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta.  Tutto è iniziato con il contest teatrale “Spettacoli alla Frutta”, realizzato lo scorso maggio alla fiera Macfrut di Rimini, in partnership con 13 aziende leader del settore ortofrutticolo. “Spettacoli alla Frutta” ha aperto una strada in questa direzione, creando grande sintonia tra le aziende coinvolte e spingendole a esplorare una nuova modalità di comunicazione per il settore, capace di raccontare l’eccellenza del prodotto attraverso un linguaggio appassionato e coinvolgente, quello del teatro, dando allo stesso tempo l’opportunità a compagnie amatoriali di sperimentare la propria abilità e di esibirsi in contesti decisamente fuori dal comune, affrontando testi curiosi e insoliti.

Protagonisti del flash mob bolognese del 25 settembre sono stati 15 attori, alcuni in abiti di scena e altri mimetizzati tra negozianti e clienti, provenienti da tre compagnie amatoriali romagnole: Qaos, OGM-Organismi Geneticamente Musicalizzati e Compagnia delle Rose. Nei panni di Belle c’era Bianca Sabiu, giovane talento forlivese, figlia di Marco Sabiu, spumeggiante direttore d’orchestra del Festival di Sanremo e collaboratore di Ligabue, Pavarotti e Morricone, che ha collaborato alla realizzazione della parte musicale dell’evento.

La performance, nata come originale sorpresa per le aziende coinvolte in omaggio ai loro prodotti – l’arancia rossa di Sicilia di Oranfrizer, la fragola Solarelli della Basilicata, la mela Melinda della Val di Non, le pesche e nettarine dell’Emilia Romagna Valfrutta Fresco, il pomodoro autentico di Sicilia e Sardegna iLcamone, l’uva di Puglia Viviana, il kiwi Jingold dal cuore colorato, la susina-albicocca Metis, il carciofo di qualità Violì, il melone dolce e precoce di Sicilia del Consorzio Mundial, l’anguria midi dal look fashion Perla Nera, la regina delle pere Angelys e i piccoli frutti Delizie di bosco del Piemonte – si è trasformata presto in una sorpresa per l’intera città e in un’occasione per raccontare in maniera inedita il mondo della frutta a un pubblico ampio e variegato.

“Quella del flash mob – spiega il direttore artistico Alberto Ricci – è un’idea che piace, perché coinvolge e allo stesso tempo ‘fa festa’. Ecco perché nuovamente abbiamo unito il teatro, l’ortofrutta e le confezioni in cartone ondulato di Bestack, attive contro gli sprechi: perché ci piace l’idea di festeggiare e sorprendere, cosi come è sorprendente il legame che unisce la passione di chi fa teatro e quella di chi lavora tutti i giorni nell’ortofrutta e studia nuove idee per proteggerla, anche attraverso il packaging. Spettacoli alla Frutta 2.0 parte proprio da qui!”.

“Crediamo che sia compito di tutti gli attori della filiera contribuire alla promozione del settore ortofrutticolo – dichiara il direttore di Bestack, Claudio Dall’Agata -. Noi lo facciamo facendo innovazione, con un brevetto, quello dell’imballaggio Attivo in cartone ondulato, che mantiene la qualità della frutta nel tempo e riduce gli sprechi alimentari, ma anche proponendo modalità innovative di comunicazione e di informazione. Nasce così l’idea di organizzare un flash mob teatrale ‘al sapore di frutta’ in luogo iconico di Bologna, dove si acquista di frutta e verdura. Con questo evento al Mercato delle Erbe abbiamo parlato di frutta e verdura ai presenti, facendo vivere a ognuno una shopping experience da ricordare. Crediamo infatti che l’incremento dei consumi di ortofrutta possa passare anche da iniziative di questo tipo, mettendo al centro la bontà dei prodotti dell’eccellenza italiana, comunicando le loro peculiarità e occupandosi anche di come e dove vengono venduti, al fine di suscitare un’emozione nel consumatore”.

Per saperne di più su Consorzio Bestack

, ,

Pubblicato in GU il Decreto per creazione e consolidamento dei distretti del cibo

Con il DECRETO 22 luglio 2019 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, forestali e del Turismo, pubblicato in GU il 23.09.2019, sono stati definiti i criteri, le modalità e le procedure per l’attuazione degli interventi per la creazione e il consolidamento dei distretti dei cibo.

La creazione e consolidamento dei “distretti del cibo” viene attuata attraverso i  Contratti di distretto e Contratto di distretto Xylella.

Il Contratto di distretto ha lo scopo di promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole a agroalimentari. Il Contratto di distretto deve quindi anche favorire processi di riorganizzazione delle relazioni tra i differenti soggetti delle filiere operanti nel territorio del distretto del cibo, al fine di promuovere la collaborazione e l’integrazione fra i soggetti delle filiere, stimolare la creazione di migliori relazioni di mercato e garantire prioritariamente ricadute positive sulla produzione agricola.

Il Contratto di distretto Xylella, oltre quanto previsto per i Contratti del Cibo, ha lo scopo di realizzare un programma di rigenerazione dell’agricoltura nei territori colpiti dal batterio Xylella fastidiosa, anche attraverso il recupero di colture storiche di qualità.

Il Contratto di distretto si fonda su un Accordo di distretto sottoscritto tra i diversi soggetti operanti nel territorio, che individua il soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, incluso il programma, i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci.

Al Contratto di distretto possono partecipare sia soggetti beneficiari, impegnati direttamente nella realizzazione di specifici progetti, sia soggetti coinvolti indirettamente che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi di integrazione di filiera. In ogni caso, il Contratto di distretto è sottoscritto dai soli soggetti facenti parte dell’Accordo di distretto che sono beneficiari delle agevolazioni in quanto direttamente coinvolti nella realizzazione del Programma.

Sono soggetti beneficiari delle agevolazioni del Contratto di distretto le seguenti categorie di imprese:

a) le imprese come definite dalla normativa vigente, anche in forma consortile, le società cooperative e loro consorzi, nonché le imprese organizzate in reti di imprese, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

b) le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente;

c) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51 per cento del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente. Il capitale delle predette società può essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, agricole o commerciali;

d) i distretti di cui al comma 1 del Decreto 22 luglio 2019,  laddove costituiti in forma societaria.

Il Programma deve essere articolato in diverse tipologie di interventi ammissibili in relazione all’attività svolta dai soggetti beneficiari e dimostrare l’integrazione fra i differenti soggetti in termini di miglioramento del grado di relazione organizzativa, commerciale e in termini di distribuzione del reddito e di vantaggio distrettuale.

Gli interventi ammissibili alle agevolazioni comprendono le seguenti tipologie:

a. investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;

b. investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari;

c. investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli, nei limiti individuati nei provvedimenti;

d. costi per la partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualita’ e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;

e. investimenti per la promozione dell’immagine e delle attivita’ del distretto;

f. progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo e agroalimentare.

criteri definiti dal decreto pongono le basi per la futura pubblicazione dei bandi a sostegno dei Distretti del cibo. Gli interventi agevolativi saranno infatti attuati con successivi provvedimenti che individueranno, oltre a quanto previsto nel decreto, le condizioni di ammissibilità dei progetti, i requisiti di accesso dei beneficiari, le spese ammissibili, la forma e l’intensità delle agevolazioni, nonché i termini e le modalità per la presentazione delle domande.

 


, ,

Ad Amendolara (CS), la prima edizione della festa della mandorla

Domenica 29 settembre ad Amendolara,  l’Amministrazione Comunale ha organizzato la prima edizione della festa della mandorla di Amendolara.

Già in mattinata il Sindaco, Avv. Ciminelli, in una partecipata manifestazione pubblica ha fatto il punto della situazione sul processo di valorizzazione della mandorla. In particolare si è sottolineato che già nel corso dell’anno, grazie al prezioso contributo scientifico del CRSFA di Locorotondo Basile Caramia e dell’ARSAC,  è stata ottenuta   la prestigiosa iscrizione della mandorla di Amendolara  al Registro Nazionale delle varietà di piante da frutto di varietà storiche e autoctone calabresi .

Nel pomeriggio ed in serata nella piazza principale del Paese sono stati predisposti stand di degustazione di prodotti trasformati a base di  mandorla di Amendolara che sono stati molto apprezzati dai visitatori.

, ,

In 20 anni il frutteto in Italia ha perso un quarto delle superfici

Il cambiamento climatico e l’omologazione dei consumi stanno colpendo anche i frutteti. E questo è un problema per diverse ragioni. Per la nostra dieta, per quella degli altri animali, ma anche per la lotta al climate change. Meno piante significa meno lavoro e meno contrasto all’inquinamento. A sostenerlo è l’ultimo report della Coldiretti, diffuso al Villaggio contadino di Bologna con l’Arca di Noè della fattoria italiana. A presenziare all’evento, nel giorno del terzo Friday for Future, flora, fauna, cibi a rischio di estinzione e agricoltori, giovani e studenti.

Il Secolo scorso e il confronto con oggi

Nel corso degli ultimi 100 anni sono scomparse dalla nostra tavola tre varietà di frutta su quattro. La perdita di biodiversità riguarda l’intero sistema agricolo e di allevamento: il rischio di estinzione si estende dalle piante coltivate agli animali allevati.

Se nel XX secolo potevamo contare sulla presenza di 8.000 varietà di fruttaoggi il numero è sceso a poco meno di 2.000. Di queste, 1.500 sono considerate a rischio “estinzione” anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale, che privilegiano le grandi quantità e la spersonalizzazione dell’offerta.

L’omologazione e la standardizzazione delle produzioni a livello internazionale concorrono a mettere in pericolo gli antichi semi della tradizione italiana, sapientemente custoditi da generazioni di agricoltori. E questo è un pericolo sia per i produttori che per i consumatori. A rischio c’è il patrimonio alimentare, culturale e ambientale del Made in Italy. Sovranità alimentare e biodiversità sono ora sotto attacco.

Tuttavia, negli ultimi anni l’agricoltura italiana ha invertito la rotta, diventando la più green d’Europa. L’Italia, evidenziano i dati di Coldiretti, è l’unico Paese al mondo che può vantare 5.155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg. È anche leader europeo con quasi 60 mila aziende agricole biologiche, forte della scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni, a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare.

L’Italia conta 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei vicini francesi e 533 varietà di olive autoctone contro le 70 spagnole.

Quanto offre oggi il “frutteto” italiano

Nell’arco di un ventennio, il “frutteto italiano” ha visto un crollo netto del 23%. A risentirne di più sono state le pesche, con la superficie coltivata a loro disposizione ridotta del 38%. Seguono uva da tavola (-35%), pere (-34 %), limoni (-27%), arance (-23%), mele (-17%), clementine e mandarini (-3%). Un grave danno non solo economico ed occupazionale ma anche ambientale.

“Con l’estinzione dei frutteti viene a mancare il prezioso ruolo di contrasto dell’inquinamento e del cambiamento climatico svolto proprio dalle piante, capaci di ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri pm10”, sottolinea il report Coldiretti.

Frutta salva-ambiente

La superficie italiana destinata a colture legnose (come frutteti e vigneti) è di circa 2.5 milioni di ettari: il 25% della superficie boschiva totale. Il ruolo della frutticoltura nella tutela dell’ambiente deriva dalla sua capacità di catturare CO2: un’azione che potrebbe ulteriormente essere potenziata.

Un ettaro di frutteto in produzione è in grado di catturare 20mila kg di anidride carbonica all’anno, contrastando le polveri sottili PM10 e abbassando la temperatura dell’ambiente circostante durante le estati più calde e afose. Non a caso, rilevano i dati Ispra, la differenza di temperatura estiva delle aree urbane rispetto a quelle rurali raggiunge spesso valori superiori a 2°C nelle città più grandi.

Se le emissioni inquinanti non verranno ridotte entro la fine del secolo, la produzione di grano potrebbe calare del 20%, del 40% quella della soia e del 50% quella del mais. “Ma i cambiamenti climatici” continua Coldiretti “hanno un impatto negativo anche sullo stesso valore dei terreni che potrebbero subire una perdita tra il 34 e il 60% nei prossimi decenni rispetto alle quotazioni attuali. E questo proprio a causa dell’innalzamento delle temperature che minaccia anche i redditi agricoli, rischiando di far aumentare la domanda di acqua per l’irrigazione dal 4 al 18%”.

“Un conto salato per un’agricoltura che ha già perso negli ultimi dieci anni ben 14 miliardi di euro tra danni alla produzione agricola nazionale e alle strutture e alle infrastrutture a causa delle anomalie del clima”. L’attuale tendenza alla tropicalizzazione è un nemico, per le coltivazioni, sempre più difficile da affrontare. Sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense, il rapido passaggio dal sole al maltempo, ma anche sbalzi termici significativi compromettono i raccolti.

Allora come aiutare il mondo ortofrutticolo? Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini non ha dubbi. “Mettere più frutta italiana nelle bibite per far tornare conveniente piantare alberi nel nostro Paese sarebbe la vera svolta green che aiuta l’ambiente, la salute e l’economia e l’occupazione Made in Italy”.

“Oggi si continua a tollerare la presenza nelle bevande analcoliche di appena il 12% di frutta senza neanche l’obbligo di indicarne la provenienza, con un inganno per i consumatori ed un danno per i produttori. Occorre dire basta alle aranciate senza arance ed impegnarsi concretamente – conclude Prandini – nell’educazione alimentare a partire dalle scuole”.

L’azione di recupero della biodiversità è da attribuire ai nuovi sbocchi commerciali aperti dai mercati degli agricoltori e dalle fattorie di Campagna Amica, attivi in tutte le Regioni. Si tratta di opportunità che offrono, ad allevatori e coltivatori, varietà e razze a rischio di estinzione. Una parte di biodiversità che altrimenti non sarebbe mai sopravvissuta alle  attuali dinamiche di produzione e distribuzione.

“La difesa dell’ambiente – sottolinea la Coldiretti – è il vero valore aggiunto delle produzioni agricole Made in Italy. Investire sulla distintività è una condizione necessaria per le imprese agricole. Questo perché permette di distinguersi in termini di qualità delle produzioni e affrontare così il mercato globalizzato salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo”.

 

,

In arrivo il nuovo standard ISO per i prodotti vegetariano e vegano

L’organizzazione internazionale per gli standard (ISO), con sede in Svizzera, sta lavorando ad una nuova certificazione per gli alimenti vegetariani e vegani che armonizzerà tutti gli standard normativi internazionali. Si chiamerà ISO 23662.

Si tratta di una risposta di disciplina, su base volontaria, che risponde ad una esigenza sentita da 30 milioni di cittadini europei i quali, secondo il rapporto Eurispes 2019, lamentano la difficoltà di individuare e acquistare alimenti adeguati alla loro dieta, esigendo di poter leggere con maggior chiarezza nelle etichette la tipologia di prodotto che acquistano.

Anche per questo, a novembre 2018 è partita la prima raccolta firme all’interno dell’Unione, che scadrà dopo un anno, ossia tra due mesi, con l’obiettivo di avviare all’interno della Commissione europea, la discussione dell’etichettatura per alimenti espressamente indicati come ‘non vegetariani’, ‘vegetariani’ e ‘vegani’.

Le tendenze alimentari Veg sono in continua crescita ma da un punto di normativo non hanno ancora una definizione e un significato univocamente riconosciuti. È stato questo gap a spingere l’iniziativa di ISO che sta lavorando già da nove mesi per individuare degli standard internazionali comuni. Il progetto di regolamentazione è partito, infatti, a gennaio di quest’anno e riguarderà esclusivamente la materia prima (il prodotto venduto) e non anche gli imballaggi.

Una certificazione del genere rappresenta un’opportunità per le aziende che vogliono inserirsi in questo trend di consumo in grande crescita che si basa su una maggiore attenzione agli aspetti etici dell’agricoltura, a quelli salutistici e al rispetto dell’ambiente e che interessa (tra vegani e vegetariani), il 7,3% della popolazione italiana, con una maggiore incidenza in Sicilia e Sardegna dove si registrano picchi superiori al 10%.

In Italia manca una normativa specifica che definisca i requisiti di questo specifico settore alimentare anche se nel 2018 erano state presentate due proposte di legge. Nell’attuale incertezza normativa sono nati molti marchi per prodotti vegetariani o per certificazioni per prodotti vegetariani creando molta confusione fra i consumatori e che peraltro hanno due significati profondamente diversi.

Il marchio ‘prodotto vegetariano’ è un’autocertificazione che le aziende ottengono riconoscendo una royalty al titolare del marchio il quale concede i diritti di utilizzo e può effettuare dei controlli periodici sull’azienda. È un processo che risponde unicamente alla normativa UNI EN ISO 14021 cioè lo standard internazionale relativo alla certificazione ambientale di prodotto e indica che l’azienda produttrice è responsabile di quanto dichiarato sui propri prodotti.

La certificazione ‘prodotto vegetariano’ prevede invece il rispetto di un disciplinare molto più rigido e viene rilasciata a fronte di controlli approfonditi e ripetuti da parte di un ente certificatore esterno riconosciuto che ha la responsabilità di garantire il rispetto dei requisiti del disciplinare.

In Italia la certificazione più diffusa nell’ambito vegetariano è Qualità Vegetariana (V label, anche conosciuta come ‘Germoglio’) promossa dall’AVI, l’Associazione vegetariana italiana, che ha sviluppato un disciplinare di produzione sia per prodotti vegetariani che vegani. In questo caso la certificazione viene rilasciata dopo il superamento di un’ispezione (audit) da parte di un ente terzo riconosciuto. Queste certificazioni sono diffuse in tutt’Europa grazie alle ollaborazioni fra l’Avi e le altre associazioni Ue di vegetariani riunite nell’Evu ossia la European Vegetarian Union.

, ,

Ministra Bellanova: “Agricoltura strategica per gli obiettivi Agenda 2030

I nostri suoli vanno protetti e curati: fondamentali per invertire la rotta. Coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica”.

L’agricoltura può svolgere un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030. La sostenibilità ambientale deve però essere coniugata sempre alla sostenibilità economica dei processi produttivi, senza la quale le imprese agricole non sarebbero messe nelle condizioni di operare al meglio. Questi i temi al centro del dibattito del consiglio informale dei Ministri dell’Agricoltura riuniti oggi, 24 settembre 2019, a Helsinki sotto la Presidenza finlandese.

In questo contesto, è stata analizzata anche la proposta di riforma della Politica agricola comune post 2020 ed evidenziata l’esigenza di prevedere la necessaria sussidiarietà e flessibilità, perché l’agricoltura europea è molto diversa da regione a regione. Occorre inoltre tenere sempre presente l’obiettivo della semplificazione, evitando le complesse sovrapposizioni di azioni e misure con i tre livelli di impegno previsti dalla proposta di riforma: condizionalità rafforzata, eco-schema, misure agro-ambientali del secondo pilastro.

Sono alcune delle questioni sollevate stamane dalla Ministra Teresa Bellanova nel corso della riunione di Helsinki.
“Affrontare insieme la crisi climatica in atto è fondamentale – ha affermato la Ministra – e l’Italia vuole essere in prima fila con un modello di agricoltura sostenibile a livello economico, sociale e ambientale. I nostri suoli vanno protetti e curati, perché possono essere una delle chiavi fondamentali per invertire la rotta. Sul piano operativo, non esiste una ricetta buona per tutte le agricolture europee perché le misure per aumentare il contenuto di sostanza organica nei terreni sono profondamente diverse da regione a regione. Per questo crediamo che ogni Stato membro deve avere la possibilità, nell’ambito del proprio Piano strategico, di definirne una lista in grado di rappresentare la migliore soluzione possibile per aumentare la percentuale di carbonio nei suoli. Proponiamo impegni flessibili e adattabili alle diverse realtà territoriali. Pensiamo per esempio al ruolo importante dei pascoli permanenti, agli allevamenti estensivi che utilizzano pascoli legati a pratiche tradizionali, alle buone pratiche nei frutteti, alla gestione forestale sostenibile e all’utilizzo dei prodotti legnosi derivati”.

“Se i futuri Piani strategici della PAC consentiranno questi adattamenti – ha concluso Bellanova – avremo posto basi più solide per rendere più moderna l’agricoltura. Con risposte utili per le imprese agricole che dovranno essere consapevoli dell’importanza delle sfide che hanno di fronte e anche del loro ruolo primario. Non bisogna dimenticare, infine, che il contenimento delle emissioni di gas serra in agricoltura è un tema globale, non solo europeo. Per questo le politiche commerciali dell’Unione dovranno necessariamente considerare questi aspetti negli accordi commerciali con i Paesi terzi e l’Unione europea dovrà pretendere, nel rispetto del principio di reciprocità, garanzie equivalenti per i prodotti importati, in termini di sostenibilità ambientale, qualitativa e di sicurezza alimentare”.

A latere della riunione, la Ministra Bellanova ha incontrato il collega francese Didier Guillaume al quale ha ribadito la forte contrarietà italiana a eventuali tagli di bilancio sulla Pac, la necessità di semplificare le norme a favore degli agricoltori e riequilibrare la dotazione per l’Italia alla luce delle penalizzazioni subite con l’attuale programmazione, la necessità di rafforzare nel primo pilastro gli interventi settoriali e quella di salvaguardare ruolo e competenze delle Regioni, oggi penalizzate dalla proposta della Commissione.
Si è discusso anche di etichettatura dei prodotti alimentari, tema su cui la Ministra Bellanova ha ribadito l’importanza della trasparenza sull’indicazione dell’origine di tutti i prodotti agricoli.

Ufficio Stampa Mipaaf

, ,

Donne in Campo-Cia lancia Agritessuti

Nuova filiera vale già 30 mln di euro, unendo agricoltura e moda ecofriendly. A Roma sfilata etica e case history per chiedere investimenti

Dimostrare che un’altra moda è possibile, il fashion agricolo può esistere, creando una filiera del tessile Made in Italy 100% ecosostenibile, con tessuti naturali e tinture green realizzate con prodotti e scarti agricoli. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Paesaggi da indossare – Le Donne in Campo coltivano la moda”, organizzata oggi a Roma dall’associazione femminile di Cia-Agricoltori Italiani, che ha appena lanciato anche il marchio registrato Agritessuti.

Le case history aziendali, così come la sfilata etica di abiti da sera e prêt-à-porter realizzati in stoffe bio e colorati con ortaggi, frutta, radici, foglie e fiori, hanno fatto da testimonial al progetto portato avanti da Donne in Campo-Cia per mettere insieme agricoltura, ambiente e abbigliamento. Una sfida che risponde prima di tutto alle richieste dei consumatori: la domanda di capi sostenibili in Italia, infatti, è cresciuta del 78% negli ultimi due anni e oggi il 55% degli utenti è disposto a pagare di più per capi ecofriendly.

Ma quali sono i numeri di questa filiera inedita degli agritessuti? Secondo stime Ciala produzione di lino, canapa, gelso da seta, oggi coinvolge circa 2.000 aziende agricole in Italia, per un fatturato di quasi 30 milioni di euro con le attività connesse. Se la filiera degli Agritessuti venisse incoraggiata -osservano le Donne in Campo- questa cifra potrebbe triplicare già nel prossimo triennio. Per esempio, coinvolgendo nell’immediato le 3.000 imprese produttrici di piante officinali, alcune anche tintorie, come lavanda e camomilla, allargandone il campo. E associando, ovviamente, la tintura dagli scarti dell’agricoltura: come le foglie dei carciofi, le scorze del melograno, le bucce della cipolla, i residui di potatura di olivi e ciliegi, i ricci del castagno.

“E’ una filiera tutta da costruire, ma di cui abbiamo il know-how, considerata la vicinanza tra le donne e la tradizione tessile, nella storia e ancora oggi -sottolinea la presidente nazionale di Donne in Campo-Cia Pina Terenzi-. Per questo, ribadiamo la necessità di dare vita a tavoli di filiera dedicati, al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestalia sostegno della produzione di fibre naturali, a cui andrà affiancata la creazione di impianti di trasformazione, diffusi sul territorio e in particolare nelle aree interne, per mettere a disposizione dell’industria e dell’artigianato un prodotto di qualità, certificato, tracciato e sostenibile”.

D’altra parte, è l’ONU per primo, con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, a sollecitare la costruzione di nuovi sistemi di produzione a minore impatto ambientale, e che anzi possano avere un ruolo positivo nei processi di riduzione dell’inquinamento, nel riciclo delle risorse e nella mitigazione dei cambiamenti climatici.

Oggi invece -sottolineano le Donne in Campo di Cia- l’industria tessile è la seconda più inquinante al mondo, responsabile del 20% dello spreco globale di acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica. Una maglietta richiede, in media, 2.700 litri d’acqua per essere prodotta, un jeans fino a 10.000 litri, utilizzando soprattutto fibre e coloranti di sintesi. Considerato che il consumo mondiale di indumenti è destinato a crescere di oltre il 60% entro il 2030, è evidente quanto siano enormi le potenzialità di una filiera del tessile ecologicamente orientata, fino a rappresentare il 15-20% del fatturato del settore in Italia (4,2 miliardi).

“La sostenibilità, come chiede l’ONU, deve permeare tutto il business del tessile -conclude Pina Terenzi- chiamato come gli altri settori a riformare se stesso: metodi di produzione salva-ambiente, con l’uso di tinture che sprecano meno acqua o l’utilizzo di rifiuti come materia prima. L’agricoltura dimostra di essere in prima linea in questo processo di cambiamento, con le donne promotrici di un nuovo modo di vivere la moda nel rispetto del pianeta”.

Sono intervenute all’evento Paola Ungaro, stilista e docente di tipologia dei materiali tessili; le imprenditrici agricole Luisa Bezzi con la “Canapa per il luxury Made in Italy” e Francesca Cosentino su “Dal Gelso alla Seta”; la ricercatrice del Crea Silvia Cappellozza. Per Cia-Agricoltori Italiani hanno partecipato Rosa Giovanna Castagna della Giunta nazionale e il direttore Rossana Zambelli.

Ha moderato l’iniziativa Fabiana Giacomotti, giornalista e storica della moda. La sfilata etica ha portato in passerella gli abiti dell’eco-stilista Eleonora Riccio.

Fonte: CIA – Agricoltori Italiani

,

In Italia nasce il Digital Food Marketing Lab

,

L’evoluzione della peschicoltura italiana:competitività e prospettive

Faenza, 12 settembre 2019 – Denis Pantini, responsabile di Agrifood Monitor, analizza l’evoluzione del comparto ortofrutticolo romagnolo e italiano negli ultimi anni nel corso dell’inaugurazione della “Cantina didattica e sperimentale Leonardo da Vinci” presso l’istituto professionale agrario di Persolino.

«La flessione nell’export di nettarine e di vino sfuso dalla Romagna discende da un trend negativo di mercato che ha interessato il settore a livello nazionale da diversi anni: si pensi che dal 2008 l’export di pesche e nettarine italiane è diminuito a volume di oltre il 50%, mentre quello di vino sfuso più del 20% – osserva Denis Pantini, direttore Agroalimentare Nomisma -.

Nel caso delle pesche e nettarine, la causa principale di tale calo discende da una saturazione del mercato europeo determinata da incrementi produttivi che non hanno trovato una valvola di sfogo in un aumento proporzionale dei consumi: basti pensare che cinquant’anni fa, quando la coltivazione era nel pieno del boom, l’Italia rappresentava il primo produttore europeo di pesche e nettarine con un peso dell’80% sui volumi prodotti dei 3 top paesi (Italia, Spagna e Grecia). Oggi tale incidenza è scesa al 35% pur mantenendo volumi di produzione poco distanti da allora, superiori a 1,3 milioni di tonnellate. Questo perché nel frattempo la Spagna – ma anche la Grecia – hanno aumentato sensibilmente le produzioni».

I motivi di tale “affollamento” di mercato sono diversi. Nel caso delle nettarine – come per il vino – la Spagna non solo può vantare una maggior efficienza grazie a minori costi di produzione (solo nella manodopera il gap di costo è di quasi il 40%) ma anche una miglior organizzazione e programmazione sia produttiva che commerciale. Senza contare che attualmente, sempre nel caso del mercato della frutta fresca, i consumatori possono contare su una maggior disponibilità di prodotti differenti lungo tutto l’anno (sia italiani che di importazione), mettendo in concorrenza pesche e nettarine con altri frutti che fino a pochi anni fa non erano in vendita nello stesso periodo.

Ed è anche per questo che è cambiata nel decennio la geografia dei frutteti romagnoli. La superficie investita a nettarine e pesche è crollata rispettivamente del 51% e del 54%, anche la Sau a pere è diminuita del 25%. Gli agricoltori romagnoli hanno convertito questi ettari ad altre produzioni: le superfici investite a kiwi sono passate da 3.062 a 4.419 ettari (+44%), quelle ad albicocco da 2.483 a 4.466 ettari (+80%). Il vigneto ha subito un ridimensionamento, ma da tre anni si è stabilizzato sui 23-24 mila ettari totali (nel 2008 copriva una estensione di oltre 28 mila ettari).

Scarica di seguito un estratto della presentazione di Denis Pantini

Agrifood Monitor – Pantini workshop confagricoltura Ravenna 12-9-19

Fonte: Agrifood Monitor

,

SACE SIMEST, un kit operativo per iniziare a programmare le attività di export

Con un percorso strutturato per step, SACE SIMEST mette a disposizione i primi strumenti utili per iniziare a programmare le tue attività di export e internazionalizzazione, con un occhio sempre vigile sui rischi.

Accedi ai contenuti del kit


Utilizzando la piattaforma SACE SIMEST in qualsiasi momento è possibile personalizzare la propria esperienza, scegliendo di passare ai contenuti che interessano di più. Oppure è possibile continuare il percorso in maniera lineare, così come strutturato, e acquisire gradualmente le informazioni più utili per la propria impresa.

I livelli dell’Education to Export

BASE. Come iniziare: Export e internazionalizzazione sono fattori decisivi per espandersi. Inizia subito a pianificare la tua strategia.

INTERMEDIO. Come strutturarsi. Le sfide dei mercati globali si affrontano con gli strumenti giusti. Scopri quelli più adatti alla tua impresa.

AVANZATO. Come essere competitivi. Ogni mercato richiede una strategia di ingresso e consolidamento differente. Aumenta il tuo potenziale nei Paesi più promettenti.

PRO. Come espandersi. Con l’esperienza che hai maturato nessun mercato è fuori dalla tua portata. Aggiudicati le migliori opportunità.

Accedi da qui ai contenuti dell’Education to Export 

,

Puglia, sabato 21 a Bari convegno sulla catena del valore in agricoltura

Bari, 19 settembre 2019 – “Agricoltura in Puglia: riequilibrare la catena del valore” è il tema al centro di un convegno promosso dal coordinamento di Agrinsieme Puglia, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italianiConfagricolturaCopagri Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che si terrà sabato 21 settembre, dalle ore 10:00 alla Fiera del Levante di Bari, nel padiglione 18-Sala Agorà.

Al momento di confronto, nell’ambito del quale verranno discusse numerose tematiche di stringente attualità inerenti al comparto primario, quali il costo del lavoro, la distribuzione del valore lungo la filiera e le possibili misure per riequilibrare la catena del valore in agricoltura, interverranno il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali Giuseppe L’Abbate e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Ai lavori sono inoltre previsti gli interventi del coordinatore nazionale di Agrinsieme Franco Verrascina e dei copresidenti del coordinamento Massimiliano GiansantiDino Scanavino e Giorgio Mercuri. Il convegno verrà introdotto dal coordinatore regionale di Agrinsieme Tommaso Battista e moderato dal presidente dell’Associazione Giornalisti Agricoli di Puglia-AGAP Michele Peragine.

“Durante l’incontro – spiega Agrinsieme Puglia – porteremo all’attenzione degli importanti ospiti istituzionali presenti la necessità di continuare a lavorare con sempre maggiore determinazione verso una reale semplificazione e sburocratizzazione a vantaggio del primario, anche in riferimento, ad esempio, alla pluralità di controlli ai quali sono sottoposte le aziende agricole. Oggetto del confronto, inoltre, sarà la situazione dell’ARIF, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, ma anche quella dei consorzi di bonifica e del PSR 2014-20; non mancherà poi, inevitabilmente, una riflessione sulla Xylella fastidiosa, anche alla luce degli esiti dell’odierno tavolo di confronto tenutosi al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali”.

Fonte: Agrinsieme

, ,

Nocicoltura da frutto: innovazione e sostenibilità

I lavori di venerdì 20 si svolgeranno nell’Aula magna del Dipartimento di scienze e tecnologie agroalimentari in viale Fanin, 44-46, con inizio alle ore 8:30. Le diverse sessioni saranno dedicate a: evoluzione e prospettive della nocicoltura; propagazione, fisiologia, nutrizione e meccanizzazione; germoplasma, genetica e varietà; avversità e difesa; territorio, filiere e aspetti salutistici. Sabato 21 sono in programma visite tecniche a noceti della zona.

È prevista una quota di iscrizione.

Per ulteriori informazionisegreteria@soihs.orgwww.soihs.it

Per saperne di più Accedi da qui  Atti_9_9   agli Atti delle Giornate Tecniche “Nocicoltura da Frutto”

,

EXPORT PASSport, corso di formazione ICE-Agenzia e Regione Calabria

Sono attualmente aperte le iscrizioni per il corso di formazione EXPORT PASSport – Tecniche per il commercio Estero realizzato da ICE-Agenzia su commissione della Regione Calabria.

Il corso, in partenza il 16 ottobre, è organizzato in sei giornate formative che si svolgeranno a cadenza settimanale dalle ore 09.00 alle ore 17.00.

Per consultare la Circolare informativa cliccare QUI.

Per iscriversi compilare entro l’08 ottobre il Modulo di adesione cliccando QUI.

Le lezioni si svolgeranno presso la sede della Regione Calabria – Viale Europa 88100 Catanzaro (Località Germaneto).

Durante il percorso le aziende partecipanti avranno modo di approfondire le seguenti tematiche:

Al termine del Modulo formativo le aziende potranno usufruire di un affiancamento personalizzato “Coaching” della durata complessiva di 15 ore erogato da un esperto della Faculty ICE.

Per la partecipazione alla fase di Coaching sarà attribuito a ciascuna azienda un aiuto di stato figurativo in regime “De Minimis” di importo pari a 1.650,00€

I settori ammissibili sono quelli che rientrano nel campo di applicazione del REGOLAMENTO (UE) n. 1407/2013 “De Minimis ART. 1 – aziende della pesca, dell’acquacoltura e della produzione primaria.

Non sono ammesse a partecipare le società di consulenza e/o i consulenti liberi professionisti.

Le aziende verranno ammesse in ordine cronologico fino all’esaurimento dei posti in sala.

 

,

Come agiscono le promozioni sui consumi alimentari

Un prodotto alimentare su quattro viene acquistato dagli italiani in promozione con l’obiettivo di cercare il risparmio è ridurre i costi del carrello della spesa, con effetti evidenti sul contenimento dell’inflazione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti nel commentare i dati Istat sull’inflazione che ad agosto rimane contenuta.

Gli italiani – sottolinea la Coldiretti – sempre più spesso vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount, ma anche sperimentando canali alternativi come gli acquisti di gruppo, quelli on line o dal contadino. Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio – continua la Coldiretti – si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti: dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. Tra i prodotti alimentari venduti in offerta piu’ frequentemente ci sono – precisa la Coldiretti – quelli simbolo della dieta mediterranea che non possono mancare dalle tavole degli italiani e hanno quindi un effetto calamita sui clienti: dall’olio di oliva alla pasta, dalle conserve di pomodoro ai vini fino alla frutta.

Un onere che spesso ricade sui fornitori per effetto delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera a causa degli evidenti squilibri di potere contrattuale. Nei campi infatti è deflazione profonda con gli agricoltori che – denuncia Coldiretti – si vedono oggi pagare la frutta, dalle albicocche alle pesche, pochi centesimi, circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione. Gli agricoltori – sottolinea la Coldiretti – per potersi permettere un caffè devono vendere tre chili di frutta sulla quale pesano quest’anno i drammatici attacchi della cimice asiatica che nelle regioni del Nord ha distrutto i raccolti in numerose aziende.

Serve intensificare l’attività di controllo e vigilanza anche per evitare che vengano spacciati come nazionali prodotti importati ma è anche necessario al più presto il recepimento della direttiva (Ue) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali del 17 aprile 2019 per ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena di distribuzione degli alimenti, con l’introduzione di elementi contrattuali e sanzionatori certi rispetto a prassi che finora hanno pesantemente penalizzato i produttori.

Fonte: Coldiretti

, ,

Rapporto Coop 2019, consumatori sostenibili e salutisti

Veloce, proteico, sostenibile ma soprattutto economico. Sono questi gli ultimi trend del cibo che sono emersi nel Rapporto Coop 2019 presentato a Milano lo scorso 11 settembre che disegnano un quadro delle tendenze di consumo e distribuzione del ready-to-eat che in cui emerge con molta nitidezza il crescente peso che stanno acquistando i discount in questo settore. Ma a patto che si convertano alle politiche  ‘green’.

“In un quadro di raffreddamento dei consumi e di accelerazione dei trend di fondo nei comportamenti delle persone – spiega Marco Pedroni, presidente Coop Italia -, abbiamo avviato nel 2019 una revisione profonda delle nostre politiche. A fine settembre lanceremo una nuova campagna di informazione e comunicazione che evidenzierà lo stretto rapporto tra i valori di Coop e la sua offerta di prodotti e servizi. Il prodotto a marchio Coop, che continua a crescere nelle quote, sarà il perno delle nostre azioni future e lavoriamo su questo in stretta correlazione con la propensione green degli italiani e le loro scelte d’acquisto. In questa fase gli investimenti di Coop, per oltre 500 milioni, sono rivolti in gran parte al miglioramento dell’offerta nell’attuale rete di punti vendita piuttosto che a nuove aperture”.

Secondo il Rapporto, i consumatori italiani con un potere di acquisto sempre più eroso, sono a caccia di ‘medietà’, cioè di rifugiarsi in un alone di normalità da ceto medio. Il rapporto li classifica in Perennials e Generazione Greta. I primi sono i nuovi italiani ‘senza età’ che superati i 40 anni, non si rassegnano al passare del tempo e si reinventano ogni giorno nel corpo e nello spirito. Sono caratterizzati da un’attitudine mentale aperta, di indole curiosa, in buona condizione fisica, il 44% di loro è ottimista, nei loro comportamenti sono persino più ‘green’ dei millenials. I secondi, sono invece quei giovani (agli antipodi rispetto ai Neet) più consapevoli dei rischi climatici e votati alla salvaguardia dell’ambiente (l’82% è disposto a ridurre al minimo gli sprechi), impegnati anche in politica e nella difesa dei diritti (il 70% fa volontariato) e comunque sensibili e consapevoli delle difficoltà del mercato del lavoro ma non rassegnati: sono sostanzialmente, ecologisti convinti.

La sostenibilità è un valore importante per entrambi considerato che l’88% degli italiani esegue meticolosamente la raccolta differenziata e che il 68% è favorevole a far pagare un supplemento per i prodotti in plastica monouso così da disincentivarne l’acquisto. Un atteggiamento dovuto, se si pensa che ogni settimana ingeriamo involontariamente con gli alimenti 5 grammi di microplastiche pari al peso di una carta di credito mentre in una sola bottiglia d’acqua ci possono essere fino a 240 microplastiche a litro.

I nuovi consumatori sono ambientalisti e salutisti anche nella scelta del cibo benché il tempo per cucinare sia sempre minore. Impegnati a rincorrere il lavoro e a gestire la vita personale, gli italiani abbandonano i fornelli di casa a dispetto della passione per la cucina, (in 20 anni il tempo passato ai fornelli si è dimezzato. Oggi è di 37 minuti al giorno).

Lievita la spesa delle famiglie per la ristorazione fuori casa e nel 2018 è arrivata a 83 miliardi di euro. I cibi pronti o rapidi da preparare sono i preferiti anche per il consumo casalingo. È boom per il food delivery, utilizzato ormai da più di un italiano su quattro. E anche negli acquisti al supermercato vince l’instant food, +9,3% tra il 2018 e il 2017.

Su questa scia ‘very fast’ esplode il fenomeno delle instant pot, le pentole elettriche (+72,8% le vendite nei primi 7 mesi dell’anno), che promettono successi culinari istantanei e che aprono le porte al convenience food a 360°.

In questa rivoluzione gastronomica si perde di vista anche il concetto di “portata” e al primo e secondo piatto della tradizione sono preferiti gli snack di frutta e verdura (dolci o salati, poco importa, crescono entrambi a doppia cifra) meglio se già confezionati, come ad esempio le barrette sostitutive dei pasti o comunque rappresentativi di un piatto pronto.

Non è un caso la crescente attenzione degli italiani per fibre e proteine: nel 2018 su Google alla parola proteina sono associate 64 milioni di ricerche a scapito di grassi e carboidrati. Se da un lato la sostenibilità è una componente fondamentale della reputazione d’impresa per il consumatore italiano, si registra anche una sua maggiore apertura, rispetto ai cugini europei, alle sperimentazioni e alle novità. Soprattutto quelle a basso prezzo, visto che un quarto della popolazione non arriva a fine mese.

Unico neo: il consumatore italiano non è fedele ai brand. Per questo la competizione sulla IV Gamma tende a orientarsi fortemente sulla leva prezzo e sposta la bilancia della private label verso il nuovo settore dei discount che stanno erodendo pesanti quote di mercato ai tradizionali super e ipermercati e si stanno aprendo al fresh cut ‘avanzato’, sempre che riescano a cavalcare l’onda green che oggi è un presupposto irrinunciabile.

Sicurezza, infine, è la parola vincente anche a tavola. Il 78% dei consumatori è rassicurato dall’origine 100% italiana e questi prodotti crescono del 4,8% in un anno (2018 su 2017).

Accedi da qui alla sintesi del Rapporto Coop 2019 presentazione-rapporto-coop-2019-anteprima-digitale

,

La GDO italiana incontra i migliori fornitori di ortofrutta

Tra due settimane ci sarà la quarta edizione di Fresh Retailer: Show & Conference, l’evento premium biennale pensato per i professionisti dell’ortofrutta. L’evento si svolgerà a Milano presso gli East End Studios nella giornata di giovedì 26 settembre 2019.

La conferenza

Il tema della conferenza e la missione dell’evento Fresh Retailer è il miglioramento dei rapporti di filiera e delle performance del reparto ortofrutta, per dare agli italiani una più appagante esperienza di acquisto e consumo. Con la prospettiva di far crescere l’evento e di dare ancora più suggestioni e stimoli a quanti vi parteciperanno, sia dal lato fornitori che da quello distributori, la conferenza di Fresh Retailer 2019 si svilupperà in tre sessioni e vedrà per la prima volta il coinvolgimento di Retail Institute Italy, associazione che opera nel marketing per il retail e che conta tra i suoi soci anche gruppi della distribuzione moderna. Si conferma peraltro la collaborazione con SG Marketing, società specializzata in food strategy con oltre 20 anni di esperienza nella valorizzazione dei freschissimi.

La prima sessione, organizzata da Retail Institute Italy, si svolgerà alla mattina (11.30 – 12.45) e darà una prospettiva internazionale, analizzando alcune case history di Nord America, Asia ed Europa, di particolare interesse per il mercato italiano. La seconda sessione, organizzata dalla testata di settore Fm, si svolgerà nel primo pomeriggio (14.00 – 15.15) e approfondirà alcuni trend che stanno coinvolgendo la filiera ortofrutticola. La terza sessione, organizzata da SG Marketing, si svolgerà nel pomeriggio (16.00 17.15) e presenterà un’indagine esclusiva sul rapporto fornitori – distribuzione moderna che sarà poi commentata da alcuni rappresentanti della GDO

Riflettori su: Inspiring Packaging Showcase

Mai come oggi è elevata l’attenzione di consumatori e distribuzione sul tema della sostenibilità degli imballaggi. La tendenza è quella di usare meno imballaggio e possibilmente a basso impatto ambientale. In particolare si cercano e sperimentano soluzioni alternative alla plastica “tradizionale”, che per l’opinione pubblica avrebbe conseguenze devastanti per il pianeta, nonostante il problema non sia la plastica in sé ma il suo corretto recupero. Per questo cresce l’utilizzo di soluzioni in fibre naturali, come cartoncino e carta erba, oppure di bioplastiche come l’acido polilattico (PLA).

Una ricerca e una sfida non facile per gli operatori del settore ortofrutta considerando che in termini di visibilità del prodotto, prestazioni meccaniche ed economicità la plastica tradizionale, sempre più proposta anche in forma riciclata e riciclabile (R-PET), rimane tutt’ora insuperata. Ma quali sono le ultime soluzioni proposte dall’industria e quali quelle adottate dalla distribuzione in alcune delle zone più evolute del mondo? Sia in termini di sostenibilità che di appeal nei confronti del consumatore? A Fresh Retailer 2019 sarà presente per la prima volta in Italia una vetrina dedicata, la Inspiring Packaging Showcase.

Accedi da qui per saperne di più

,

Buone prospettive di mercato per il kiwi. IKO no alle raccolte anticipate

Si è conclusa con ottimismo la 38esima Convention dell’International Kiwi Organization – IKO (Torino, 8-10 settembre 2019), sentimento incoraggiato da uno scenario di mercato favorevole e caratterizzato da stock inferiori.

“E’ un onore per me presiedere questa assemblea, che da molti anni rappresenta un momento importante per fare il punto sullo stato dell’arte del comparto dell’actinidia a livello mondiale”, ha dichiarato Patrizio Neri, coordinatore del summit torinese. “Le delegazioni qui riunite rappresentano da sempre gli interessi del settore nei principali Paesi produttori in un’ottica di ulteriore sviluppo e crescita. E’ per questo motivo – continua Neri – che questo Tavolo non deve essere impreparato di fronte alle nuove dinamiche del mercato e deve sapersi adattare ad un ‘campo da gioco’ che sta cambiando. La mia proposta, approvata dai presenti all’unanimità, è creare un Comitato ad hoc in grado di raccogliere ed elaborare concretamente dati e numeri circa quei Paesi che si stanno affermando con prepotenza sulla scena internazionale ma rispetto ai quali non si hanno informazioni precise. Ritengo sia il solo modo per continuare ad essere protagonisti dell’evoluzione del comparto e non confinarci nel ruolo di meri osservatori dei fatti”.

La stagione del kiwi nell’Emisfero Sud volge al termine, seguendo un andamento commerciale regolare, con il Cile che chiude in questi giorni gli imbarchi verso mete oltreoceano e la Nuova Zelanda che si presta a concludere le spedizioni tra qualche settimana.

Per quanto riguarda l’Emisfero Nord, IKO prevede per il 2019 una produzione equilibrata, non eccedentaria e di buona qualità. Alla sostanziale stabilità dei quantitativi in Grecia e Francia si affiancherà una contrazione nell’ordine del 10% del raccolto italiano.

Con un quadro generale come questo, i 38 delegati IKO riuniti attorno al Tavolo torinese sono decisi nello schierarsi a difesa della qualità e della corretta valorizzazione del prodotto. A tale scopo va assolutamente scongiurato il rischio di raccolte anticipate, una tentazione per alcuni produttori ancor più forte in una situazione come quella attuale. Le conseguenze sarebbero pesanti e potrebbero incidere negativamente sulla stagione sin dalle sue battute iniziali non solo per gli operatori della filiera ma anche per i distributori che potrebbero vedere pregiudicata la loro redditività nel medio lungo termine a causa di un giudizio falsato del consumatore sulla qualità generale proposta. La raccomandazione è di preservare tale congiuntura positiva del mercato aspettando il giusto grado di maturazione del frutto in pianta, nel rispetto dei diversi parametri definiti nei vari Paesi di produzione, per offrire un prodotto qualitativamente buono, dal gusto ineccepibile, sostenendone così il consumo.

Un secondo aspetto particolarmente caro all’assemblea riguarda lo spinoso tema della contraffazione dell’origine. Dopo gli spiacevoli casi verificatisi lo scorso anno in Francia e in Italia, per cui Oltralpe è in corso una procedura giudiziaria che si concluderà tra pochi mesi nelle aule dei tribunali, IKO raccomanda molta attenzione affinché tali illegalità non si ripetano e si schiera a difesa della valorizzazione dell’origine del prodotto. Ogni areale produttivo è in grado di offrire kiwi di ottima qualità, caratterizzato da specifiche peculiarità organolettiche dovute al territorio di provenienza; è dunque dovere degli operatori comunicare ed esaltare questo aspetto in ottica di maggior trasparenza e di fiducia anche nei confronti del consumatore finale.

Durante la seconda giornata di lavori sono state affrontate tematiche prettamente tecniche, legate agli aspetti fitosanitari che maggiormente interessano la coltura nei principali Paesi di produzione, quali la batteriosi e la moria dei kiwi, soffermandosi inoltre a lungo sulla questione relativa alla cimice asiatica (Halyomorpha halys). In merito a questo, i delegati hanno riconosciuto la necessità di sensibilizzare le singole Istituzioni dei diversi Paesi, adottando al contempo un’azione congiunta in Europa, per una reale presa di coscienza del problema, nella speranza di riuscire a far fronte in modo efficace a tale emergenza.

“Negli ultimi anni a livello mondiale l’industria del kiwi è cresciuta moltissimo; è dunque necessario, oggi più che mai, continuare a lavorare insieme per sostenere tale tendenza e valorizzare al massimo l’intera filiera”, ha affermato nelle sue conclusioni il presidente della 38esima edizione dell’IKO.

Fonte: CSO Italy

 

,

Progetto La Calabria in Spagna, promozione filiera agroalimentare calabrese

La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS) organizza con la Regione Calabria – Dipartimento Presidenza, il workshop di presentazione “Paese Spagna”, che si terrà il giorno Giovedì 12 Settembre, Cittadella Regionale – Germaneto – Catanzaro.

L’evento, si inserisce nell’ambito del progetto “La Calabria in Spagna mercato spagnolo”, realizzato in cooperazione tra il Settore Internazionalizzazione della Regione Calabria e la Camera Commercio Italiana per la Spagna ed è finalizzato a presentare le opportunità PMI calabresi e le modalità di penetrazione commerciale proposte a modalità di adesione alle iniziative previste e di selezione

La partecipazione è gratuita

Accedi da qui al programma del workshop Locandina-Country-Presentation-Spagna

,

Workshop di presentazione “Paese Grecia”

La Camera di Commercio Italo-Ellenica di Atene, organizza con la Regione Calabria – Dipartimento Presidenza, ed il supporto operativo di Confapi Calabria, il workshop di presentazione “Paese Grecia”, che si terrà il 18 Settembre 2019 presso la Sala Conferenza di Cittadella Regionale – Germaneto – CATANZARO. iL’evento, realizzato nell’ambito del progetto “Agora’ Calabria”, realizzato in cooperazione tra il Settore Internazionalizzazione della Regione Calabria e la Camera di Commercio Italo-Ellenica di Atene ed è finalizzato a presentare le opportunità commerciali del mercato Greco per il settore agroalimentare Calabrese.

La partecipazione è gratuita

Scarica da qui la locandina di presentazione del workshop locandina-Grecia

,

Aggiornati gli osservatori tematici ISMEA

L’Ismea, nell’ambito delle attività del programma Rete Rurale Nazionale, ha aggiornato gli Osservatori dedicati all’imprenditoria giovanile e all’imprenditoria femminile.

I due Osservatori nascono con l’obiettivo raccogliere e catalogare in maniera sistematica dati e informazioni di differente natura che possano rappresentare strumenti utili per comprendere i diversi fenomeni che interessano il mondo agricolo giovanile e femminile.

Gli Osservatori contengono dati aggiornati di tipo quantitativo e qualitativo di fonte Eurostat (Farm structure survey – FSS 2016) Istat e Unioncamere (2018) e elaborazioni Ismea come l’indice del Clima di Fiducia (ICF) delle imprese agricole che sintetizza i giudizi degli operatori intervistati dall’ISMEA ogni tre mesi sull’andamento corrente degli affari della loro azienda e le loro attese sull’evoluzione economica della stessa nei prossimi 2-3 anni.

Gran parte dei dati sono scaricabili in formato excel.

, ,

Bio in cifre 2019, antipazioni Sinab su dati strutturali

Al 31 dicembre 2018, la superficie coltivata in Italia ad agricoltura biologica è di quasi 2 milioni di ettari, con un numero di operatori che arriva a sfiorare le 80.000 unità. Le elaborazioni effettuate dal SINAB indicano che dal 2010 gli incrementi registrati sono di oltre 800 mila ettari e 27 mila aziende agricole.
Rispetto all’anno 2017, le Superfici biologiche sono aumentate del 3% con 49 mila ettari in più. Nel 2018, come per l’agricoltura italiana, anche per l’agricoltura biologica i 3 principali orientamenti produttivi restano i Prati pascolo (540.012 ha), le Colture foraggere (392.218 ha) ed i Cereali (326.083 ha). A queste categorie seguono, per estensione, le superfici biologiche investite ad Olivo (239.096 ha) e a Vite (106.447 ha). Dal confronto con l’anno 2017, la variazione di superficie degli orientamenti produttivi considerati risulta in crescita per i Cereali (7%), le Colture foraggere (4%), è tendenzialmente stabile per la Vite e l’Olivo (entrambe aumentano dell’1%), mentre è in diminuzione per i Prati pascolo nel complesso, a causa del calo degli ettari di Pascolo magro (-8%)-
Nel dettaglio, è da sottolineare l’incremento registrato dalle coltivazioni biologiche di Grano duro (4%), Grano tenero e farro (20%) e Orzo (11%); Girasole (14%) e Soia (25%); Erba medica (11%); Pomodori (12%) e Legumi (7%).
Per quanto concerne le colture permanenti, l’anno 2018 registra, rispetto all’anno precedente, un’evoluzione positiva dei principali gruppi con valori superiori al dato nazionale del 3%. La Frutta da zona temperata cresce del 10%, i Piccoli frutti dell’11% e la Frutta da zona subtropicale del 7%, mentre per gli Agrumi si verifica una diminuzione del 10%.
L’analisi della distribuzione regionale delle superfici biologiche, nel 2018, indica che le estensioni maggiori si trovano in Sicilia (385.356 ha), Puglia (263.653 ha), Calabria (200.904 ha) ed Emilia-Romagna (155.331); in queste 4 Regioni è presente il 51% dell’intera superficie biologica nazionale.
Dal confronto con l’anno 2017 si osserva che le 4 Regioni, con maggiore estensione di superficie biologica, presentano una dinamica differente. In Sicilia e Calabria si verifica una diminuzione in ettari, rispettivamente del 10% e dell’1%; in Puglia un aumento del 4%, mentre in Emilia-Romagna l’incremento raggiunge il 15%. Tale valore è superato ampiamente dalle prime 4 aree del Paese che, nel 2018, crescono maggiormente, si tratta di Campania (44%), Veneto (38%), Provincia Autonoma di Bolzano (26%) e Lombardia (19%).
L’elaborazione dei dati nazionali relativi agli Operatori biologici evidenzia, rispetto all’anno 2017, un incremento del 4%, con oltre 3 mila operatori in più, per un numero totale di 79.046 unità, inseriti nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica.
Nel dettaglio, si hanno 58.954 produttori esclusivi (aziende agricole) che rispetto all’anno precedente hanno un incremento del 3%; 9.257 preparatori esclusivi che aumentano del 7%;  10.363 produttori/preparatori che aumentano del 10%; e 472 importatori che crescono del 15% rispetto al 2017.
L’analisi della distribuzione a livello regionale degli operatori biologici conferma il primato di Calabria (11.030 unità), Sicilia (10.736 unità) e Puglia (9.275 unità). Nel 2018, si registrano incrementi a doppia cifra, rispetto all’anno precedente, in Campania (43%), Emilia-Romagna (20%), Lombardia (18%), Provincia Autonoma di Bolzano (15%), Friuli-Venezia Giulia (13%) e Abruzzo (11%).
L’incidenza dell’agricoltura biologica rispetto ai dati nazionali (ISTAT SPA 2016) indica che, sul totale della superficie coltivata in Italia, il biologico arriva ad interessare il 15,5% della SAU nazionale. L’elaborazione dei dati di superficie per aree geografiche mostra che, in Italia, ogni 100 ettari di SAU sono biologici: 5,6 ettari nel Nord-Ovest; 9,3 ettari nel Nord-Est; 20,1 ettari nel Centro e nel Sud e 19,2 ettari nelle Isole.
Le aziende agricole biologiche in Italia rappresentano il 6,1% delle aziende agricole totali; tale incidenza è abbastanza uniforme per le 5 aree principali del Paese, e si registra una variazione massima del più e meno 1,3%, rispettivamente nel Centro e nel Nord-Ovest.
I dati relativi alla dimensione media aziendale in Italia, nell’anno 2018, indicano che la dimensione media di un’azienda biologica in Italia raggiunge quota 28,2 ettari, a fronte del dato nazionale di 11,0 ettari. Anche per l’anno 2018 il valore resta elevato, a causa della differenza tra le incidenze nazionali delle superfici (15,5%) e delle aziende agricole (6,1%) biologiche. A livello delle aree geografiche, il divario maggiore interessa, come prevedibile, le aree del Centro, Sud e Isole, mentre esso risulta più contenuto nel Nord-Ovest e nel Nord-Est del Paese in cui la superficie media di un’azienda biologica è rispettivamente di 22,9 ettari e di 21,4 ettari.

Scarica da qui il Report completo BIO IN CIFRE 2019 – Anticipazioni_0

, ,

SANA 2019, si chiude con successo la 31° edizione

Sana, Salone internazionale del biologico e del naturale si conferma e rafforza il proprio ruolo di capitale del biologico e del naturale, a supporto dell’agricoltura e dell’agroalimentare del nostro
Paese, in progressivo sviluppo e con un ruolo sempre più importante per l’ambiente e l’economia.
Ne è testimonianza la presenza, in questa edizione, di 1.000 aziende espositrici, 950 novità di prodotto, 60.000 mq di area espositiva e una incisiva partecipazione di buyer internazionali che
hanno dato vita ad una agenda di oltre 2.500 incontri.
Forte la capacità dell’evento di coinvolgere e creare sinergie fra le maggiori Istituzioni e le associazioni di categoria del settore.


Biologico e buone pratiche agronomiche tra le priorità del nuovo Governo
In occasione di Sana – organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con AssoBio e FederBio, con i patrocini del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e con il supporto di ITA, Italian trade agency e il contributo di Cosmetica Italia –, la neo Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Teresa Bellanova, ha indirizzato agli operatori del settore, un significativo messaggio: “Il nostro obiettivo è evidente: rimettere l’agricoltura e l’alimentare al centro dell’Agenda del Paese, sostenere sempre più e sempre meglio qualità, eccellenza, tracciabilità, sicurezza, posizionamento delle nostre imprese e dei nostri prodotti in Italia e nel mondo.
E questo anche alla luce dei dati diffusi proprio in questa occasione che certificano il nostro Paese come leader in Europa per imprese e 2 milioni di ettari di superfici biologiche certificate.
La buona agricoltura e il buon mangiare sono irrinunciabili, il che significa da parte nostra assoluto sostegno alle imprese di qualità e contemporaneamente contrasto altrettanto assoluto e prioritario alle contraffazioni, alla pirateria alimentare, alle agromafie, al falso Made in Italy, al lavoro irregolare in tutte le sue forme. L’incremento dei terreni destinati alle coltivazioni biologiche è un buon segno ma non è ovviamente l’unico.
Vogliamo lavorare per rendere sempre più sostenibili le nostre produzioni e per garantire sicurezza al consumatore attraverso controlli rigorosi. Anche per questo va completato l’iter della legge sul biologico. Le nostre imprese meritano regole più chiare, efficaci, meno burocratiche. In questa direzione il ruolo che svolge una Fiera come il Sana, ormai punto di riferimento
internazionale per il bio, è di grande importanza. Auguro a tutti voi buon lavoro e buona conclusione della Fiera”.


I numeri del biologico italiano sono la testimonianza della dinamicità del settore: in Italia sono quasi 2 milioni gli ettari di superfici agricole a coltura bio (+3% rispetto al 2017, 15,5% della SAU
nazionale), il Paese è primo esportatore dell’Unione europea (2 miliardi di fatturato annuo) ed é ai  vertici mondiali per il numero di aziende che trasformano prodotti biologici. Un settore che ha in Sana il suo Appuntamento di riferimento annuale.

“Il successo di questa 31esima edizione di Sana, che è espressione anche della forte dinamicità del settore, e la ricerca di ulteriori canali distributivi per i prodotti biologici, sono alla base di una nuova iniziativa di BolognaFiere – spiega Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere – che faciliterà il contatto fra i produttori (bio food e non food) e le grandi insegne della distribuzione moderna che ogni anno, nel mese di gennaio, si ritrovano a MarcabyBolognaFiere, Private label conference and Exhibition. L’iniziativa, che abbiamo chiamato SANA UP, presenterà le novità esposte a Sana agli operatori di Marca 2020. Nel novembre 2019 daremo inoltre vita a un percorso formativo per illustrare, agli operatori del
bio, le migliori strategie per entrare e crescere nella grande distribuzione sempre più sensibile alle filiere bio. In 5 anni- conclude Calzolari – è raddoppiato il fatturato dei prodotti
bio in GDO: SANA UP nasce per rispondere a questa esigenza del mercato”.

Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, ha commentato: “Si è appena conclusa una settimana molto importante per il biologico, iniziata con gli Stati Generali dove sono stati presentati i punti al centro del Manifesto 2030, proseguita con il grande successo della 31a edizione di SANA e la Festa del Bio. Il Manifesto del bio 2030 rappresenta un contributo concreto e importante che
FederBio, insieme ad AssoBio e a BolognaFiere, propongono per impostare una strategia all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte. A consolidare il ruolo di protagonista del biologico e la valenza di questa edizione di SANA anche le dichiarazioni del neo Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, che punta sul bio come motore di sviluppo dell’agricoltura italiana. La crescita continua del settore richiede una serie di strumenti indispensabili per strutturare in maniera adeguata il sistema d’imprese e garantire il rispetto dei valori fondanti del vero biologico e per questo è fondamentale che l’approvazione in via definitiva della legge sul bio avvenga in tempi rapidi. Questa posizione del Ministro è sicuramente un buon inizio per il mondo del biologico e può essere l’avvio di un percorso per una programmazione strategica del settore, che possa cogliere le opportunità che il biologico offre all’agricoltura italiana. I dati presentati a SANA ne attestano l’incremento costante sia in termini di mercato, sia come numero di operatori e superfici dedicate”.


DALLA RIVOLUZIONE VERDE ALLA RIVOLUZIONE BIO: gli Stati Generali lanciano il MANIFESTO DEL BIO 2030
Gli “Stati Generali del bio” – l’iniziativa, promossa da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e AssoBio e con il sostegno di ITA, che si è conclusa con il Convegno di apertura di SANA – hanno portato alla presentazione “Manifesto del Bio 2030”, frutto del confronto delle istituzioni e associazioni coinvolte e articolato in 10 punti programmatici:
1 – un’agricoltura attiva per affrontare la sfida climatica;
2 – l’importanza dell’approccio agro-ecologico;
3 – rafforzare gli elementi di distintività del biologico;
4 – conversione della zootecnia al biologico;
5 – il ruolo cruciale di regolamentazione e controlli;
6 – il ruolo fondamentale di innovazione e rivoluzione digitale;
7 – modelli di sviluppo territoriale;
8 – informazione e importanza della tracciabilità;
9 – adozione di un logo nazionale;
10 – comunicazione e consapevolezza: potenziamento dell’educazione alimentare diffusa e il ruolo
del consumatore proattivo.

“Come AssoBio, siamo particolarmente contenti di aver contribuito insieme a Fiera Bologna, all’organizzazione dell’evento “Dalla Rivoluzione Verde alla Rivoluzione Bio. Il biologico tra presente e futuro. L’incontro è servito per fare il punto sul mercato del biologico e più che mai a creare il manifesto da attuarsi entro il 2030” – così Roberto Zanoni, presidente di AssoBio, che ha proseguito – “I numeri sono particolarmente soddisfacenti sia per quanto riguarda l’Italia (cresce in tutti i settori) e sia per l’estero (cresce del 10%), quest’ultimo consente al biologico italiano di essere
il primo esportatore in Europa e il secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti d’America. Ancora una volta le imprese associate hanno avuto la possibilità di confrontarsi con gli operatori internazionali del bio presenti a SANA attivando importanti opportunità di business”.

Al successo di questa prima edizione si aggiunge la soddisfazione di tutti gli operatori, dalla produzione alla distribuzione al sempre più presente segmento ho.re.ca.
Grande soddisfazione anche per l’area Care&Beauty. Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia, ha dichiarato: “La cosmesi vive pelle a pelle col consumatore e soddisfa le sue esigenze quotidiane. Lo abbiamo visto nel concreto anche in questi giorni a SANA dove le numerose aziende del settore presenti nei padiglioni dedicati al care&beauty hanno risposto a un’attenzione
crescente verso i prodotti a connotazione naturale. Il comparto cosmetico lo scorso anno ha fatturato 11,4 miliardi di euro, di cui il 42% destinato all’export: anche all’estero, infatti, il nostro
settore è riconosciuto come un’eccellenza che si distingue per sicurezza, qualità, affidabilità, ricerca. Questi capisaldi della reputazione dell’industria cosmetica nazionale promossi in manifestazione attraverso il progetto ABC cosmetici (www.abc-cosmetici.it).”

Fonte: ufficio stampa SANA

Accedi da qui ai resoconti di tutte le attività di SANA 2019 

,

The Rome Table 2019: due giorni dedicati al business ortofrutticolo

Si svolgerà all’A.Roma Lifestyle Hoteldal 7 all’8 novembre prossimi, la terza edizione di ‘The RomeTable – Fresh World B2B Meetings’, la due giorni dedicata al business ortofrutticolo e ai contatti con i buyer esteri, organizzata dall’agenzia specializzata Omnibus. L’evento prevede quest’anno anche la presenza di alcune catene della grande distribuzione italiana desiderose di valutare eventuali nuovi fornitori. I Paesi esteri su cui si sta concentrando il lavoro di Omnibus sono quelli del Nord e dell’Est Europa, il mondo arabo (in particolare Arabia Saudita ed Emirati), il Sudamerica (in particolare il Brasile) senza dimenticare Austria, Belgio, Francia, Spagna e Svizzera, oltre al Far East. Il lavoro di ingaggio dei buyer, avviato poco prima dell’estate, terminerà tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre.

La formula è quella delle prime due edizioni: buyer selezionati e qualificati da una parte e aziende italiane della produzione e del commercio ortofrutticolo dall’altra siedono attorno a un tavolo per una reciproca conoscenza e per stabilire accordi di comune interesse. Ogni incontro è riservato, programmato in anticipo dagli organizzatori secondo un preciso calendario che viene diffuso una settimana prima dell’evento, e dura 20 minuti. Ogni azienda italiana può avere da un minimo di 10 a un massimo di 20 incontri programmati, da essa stessa prescelti attraverso l’elenco buyer (25 esteri e 5 italiani) fornito dall’organizzazione. Gli incontri ai tavoli si susseguono per due giorni e nei momenti comuni (coffee break, light lunch, aperitivo) le aziende aderenti hanno l’opportunità di fare comunque matching con tutti i presenti. Si instaura così una vera e propria business community. Non ci sono in Italia altre iniziative del genere riservate al settore ortofrutticolo: una formula agile, senza discorsi, seminari e altro, solo un grande meeting d’affari durante il quale viene garantito il massimo di confort e un’organizzazione efficiente. Senza scomodarsi in difficili trasferte internazionali dagli esiti incerti, il mondo sarà a Roma a portata di mano e già si sa che la curiosità tra i buyer è forte per le specialità ortofrutticole italiane malgrado il difficile momento dell’export.
Lo staff di Omnibus ha affinato la sua esperienza dopo le prime due edizioni e ha preso tutte le contromisure perché tutto si svolga nel migliore dei modi. Le iscrizioni all’evento sono aperte. Il costo è di euro 1.000 + Iva ad azienda che scende a 900 se l’azienda aderisce ad una delle organizzazioni partner, che sono FruitImprese, Italia Ortofrutta Unione Nazionale, CSO Italy, Confagricoltura, Italmercati e Fedagromercati. Su richiesta le aziende hanno la possibilità di acquistare un corner espositivo collocato lungo le pareti della sala di servizio dove avvengono coffee break e light lunch. L’esposizione ha un costo di 600 euro + Iva.
Nel corso dell’estate sono giunte a Omnibus le prime adesioni da parte dei buyer esteri. Si tratta di aziende particolarmente significative dal mondo arabo e dalla Scandinavia. Prima adesione da parte della GDO italiana è stata quella di CONAD.
Tra i sostenitori dell’evento, per il secondo anno consecutivo, Euler Hermes, la compagnia di assicurazione del credito del gruppo Allianz, presente in cinque continenti e in oltre 50 Paesi in tutto il mondo.
, ,

Ortofrutta “residuo zero”, la linea La Bella Stagione

Frutta e ortaggi coltivati secondo metodi produttivi rispettosi dell’ambiente e della salute del consumatore, facendo ricorso a prodotti di difesa e a concimi naturali, in modo da garantire in post raccolta l’assenza di tracce di fitofarmaci. Quella del residuo zero pare essere la nuova frontiera nella produzione di ortofrutta. Sempre più aziende, oggi, scommettono su questo tipo di produzione sostenibile, che conquista i consumatori particolarmente sensibili a certe tematiche e riscuote sempre di più l’interesse della Gdo.

Una delle ultime novità dal settore viene dal riminese: si tratta della linea La Bella Stagione, lanciata dalla Bernardi srl, storica azienda romagnola specializzata da oltre 60 anni nella produzione, lavorazione e commercializzazione di frutta e ortaggi freschi. Con un network di aziende partner nelle zone più vocate d’Italia e con un sito produttivo di proprietà, l’Azienda Agricola Bernardi dal 1953 di Santa Giustina (Rimini), oggi la Bernardi srl distribuisce ortofrutta a numerosi grossisti internazionali e alla grande distribuzione.

La linea La Bella Stagione, lanciata con la campagna estiva 2019 è una gamma di prodotti ortofrutticoli 100% italiani che non presentano tracce di fitofarmaci, come attesta la certificazione DNV-GL Pesticide Free, la cui tracciabilità di filiera è  garantita dallo standard ISO 22005.

Clicca qui per saperne di più

Approfondisci la certificazione di prodotto DNV Free From

,

Siccità in Europa: gli Stati membri approvano le misure di sostegno della Commissione

Ieri, 28 agosto, gli Stati membri hanno approvato oggi una serie di misure di sostegno per alleviare le difficoltà finanziarie cui gli agricoltori devono far fronte a causa di condizioni meteorologiche avverse e per aumentare la disponibilità di alimenti per gli animali.

Phil Hogan, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “Da quando gli eventi climatici estremi hanno iniziato a manifestarsi abbiamo seguito attentamente la situazione e siamo pronti a sostenere i nostri agricoltori. La Commissione è in stretto contatto con tutti gli Stati membri e reagisce rapidamente laddove necessario. Le misure attuali intendono sostenere finanziariamente gli agricoltori europei e proteggerli in caso di penuria di foraggio per il bestiame”.

Le misure, concordate oggi dagli Stati membri in una riunione di comitato, prevedono la possibilità di pagamenti anticipati più elevati e, in via eccezionale, diverse deroghe alle norme in materia di inverdimento affinché gli agricoltori dispongano di alimenti sufficienti per gli animali. Gli agricoltori interessati potranno usufruire di una percentuale più elevata dei pagamenti della politica agricola comune (PAC) per migliorare il flusso di cassa e potranno tra l’altro ricevere:

fino al 70 % dei pagamenti diretti a partire da metà ottobre;
l’85 % dei pagamenti per lo sviluppo rurale non appena il pacchetto di misure sarà formalmente adottato ad inizio settembre.
Saranno inoltre consentite deroghe a determinate norme sull’inverdimento per aumentare la disponibilità di foraggio, tra cui la possibilità di:

considerare i terreni lasciati a riposo come colture distinte o aree di interesse ecologico, anche se sono stati utilizzati per il pascolo o la raccolta;
seminare “colture intercalari” in “coltura pura” (anziché in coltura mista, come attualmente prescritto), se destinate al pascolo o alla produzione foraggera;
accorciare il periodo minimo di 8 settimane previsto per le colture intercalari per consentire ai produttori di seminativi di seminare in tempo utile le colture invernali dopo quelle intercalari.
A seguito della decisione approvata, il pacchetto di misure dovrebbe essere formalmente adottato all’inizio di settembre.

,

A Messina “GDO chiavi in mano !”, ICE-Agenzia

Nell’ambito del Piano Export Sud II è realizzato a valere sulle risorse del PONIC 2014-2020 FESR Asse III, Azione 3.4.1 “Progetti di promozione dell’export destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale”.
ICE–Agenzia organizza “GDO chiavi in mano!” Le ultime tendenze della Grande Distribuzione Organizzata. La presentazione dei prodotti ai buyers. Ho.RE.CA/Food Service.


SEMINARIO E INCONTRI B2B

10 SETTEMBRE – MESSINA

Obiettivo del seminario è fornire un approfondimento sulle nuove dinamiche di mercato, prodotti e distribuzione del settore Agroalimentare e Vini, con un Focus specifico sulla presentazione ai buyer.

L’iniziativa è organizzata con il supporto tecnico di Wabel, società francese specializzata nella ricerca fornitori e gestione dei rapporti i più importanti operatori della GDO e il Food Service.

Programma della mattinata di formazione (9.00 – 13.30)

Il mercato europeo del Food & Beverage

Quali sono le principali dinamiche del mercato?

Trend attuali seguiti dai buyer

Caratteristiche e requisiti richiesti

Panoramica dei buying offices strategici in Europa

Come ottenere extra meetings con buyers interessati

Lancio di una nuova gamma di prodotti

Implementare un’innovazione di processo

Realizzare una presentazione aziendale accattivante

Il tuo company profile è la tua carta di identità!

 

Sessione pomeridiana (B2B e Workshop) – dalle 14.30

  • Incontri B2B con gli esperti della società Wabel, riservati a 20/30 aziende, in base all’ordine cronologico di arrivo delle richieste.
  • Workshop formativo sulle caratteristiche delle certificazioni richieste e i requisiti necessari per ottenerle.

 

Le imprese interessate, in regola con i requisiti di ammissibilità del PES2, possono iscriversi compilando la scheda di adesione entro il 4 settembre 2019.

Clicca qui per saperne di più e per iscriverti agli eventi

 

,

Taste of Calabria, manifestazione di interesse per missione incoming buyer tedeschi settore alimentare

La Camera di Commercio Italo -Tedesa di Monaco, in collaborazione con il Dipartimento Presidenza della Regione Calabria e con il supporto operativo di Unioncamere  Calabria, indice una Manifestazione di interesse a partecipare alla Missione incoming di buyers tedeschi del settore alimentare che si svolgerà in Calabria il 30 ottobre 2019.

L’iniziativa  è organizzata nel quadro del progetto “TASTE OF CALABRIA”, ammesso a finanziamento dalla Regione Calabria, ed è di rivolta alle imprese calabresi del settore del alimentare che possiedano i requisiti di cui al  punto 2) della manifestazione di interesse.

Nello specifico le attività consisteranno in incontri B2B con una delegazione di n. 5 buyers tedeschi.

Scarica la manifestazione di interesse

,

Taste of Calabria, manifestazione di interesse per imprese turismo ed enogastronomia

La Camera di Commercio Italo -Tedesa di Monaco, in collaborazione con il Dipartimento Presidenza della Regione Calabria e con il supporto operativo di Unioncamere  Calabria, indice una Manifestazione di interesse a partecipare alla Missione incoming di operatori tedeschi del settore turistico che si svolgerà in Calabria dal 8 al 11 ottobre 2019.

L’iniziativa  è organizzata nel quadro del progetto “TASTE OF CALABRIA”, ammesso a finanziamento dalla Regione Calabria, ed è di rivolta alle imprese calabresi del settore del turismo enogastronomico che possiedano i requisiti di cui al  punto 2) della manifestazione di interesse.

Nello specifico le attività consisteranno in visite aziendali e educational tour da parte di una delegazione di n. 5 operatori tedeschi costituita da tour operator e giornalisti.

Scarica la manifestazione di interesse

,

Al via la quarta edizione del bando nazionale “Coltiviamo agricoltura sociale”

Indetto da Confagricoltura con la Onlus Senior L’Età della Saggezza, insieme a Reale Foundation (la fondazione corporate di Reale Group), in collaborazione con la Rete delle Fattorie Sociali e l’Università di Roma Tor Vergata, il bando mette in palio tre premi da 40.000 Euro ciascuno, a copertura totale dei costi, per altrettanti progetti innovativi di agricoltura sociale: due premi sono erogati dalla ONLUS Senior – L’Età della Saggezza e uno, da quest’anno, da Reale Foundation.

A testimoniare l’importanza che i proponenti ripongono nella formazione in questo settore, ai capofila dei tre progetti selezionati sarà assegnata una borsa di studio per la frequenza al Master di Agricoltura Sociale all’Università di Roma Tor Vergata.

Nei primi tre anni il bando ha raccolto centinaia di proposte progettuali, a conferma della crescita del comparto e della capacità di dare risposte concrete a esigenze reali, dialogando attivamente con interlocutori pubblici e privati. I progetti vincitori, seguiti direttamente da Confagricoltura sin dalle prime edizioni, hanno assunto nel tempo contorni di stabilità e continuità operativa, avvalorando gli obiettivi del concorso.

Al bando possono partecipare imprenditori agricoli e cooperative o associazioni di più soggetti, a patto che il capofila sia uno delle prime due categorie, con progetti dedicati a minori e giovani in condizione di disagio sociale, anziani, disabili, immigrati che godano dello stato di rifugiato o richiedenti asilo.

Le proposte devono riguardare una delle seguenti aree: il potenziamento e lo sviluppo di servizi socio educativi e/o socio assistenziali già esistenti; la costruzione di reti e partenariati tra diversi attori territoriali idonei; la sperimentazione e la modellizzazione di nuovi servizi socio educativi e/o socio assistenziali.

Un’equilibrata presenza di genere nell’individuazione del target e nella realizzazione delle attività sarà valutata positivamente, così come la collaborazione con i servizi socio-sanitari e con gli enti pubblici competenti per territorio.

Tutte le informazioni e i dettagli relativi al bando sono disponibili sul sito www.coltiviamoagricolturasociale.it.

La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata al 15 ottobre 2019.

Nei giorni immediatamente successivi sarà possibile conoscere nel dettaglio tutti i progetti partecipanti. Per la selezione dei vincitori, in considerazione del valore sociale dell’iniziativa e con l’obiettivo di dare alle diverse proposte il massimo della diffusione, la procedura prevede due fasi distinte: una votazione online e una valutazione di merito.

Dopo la votazione online sul sito, i 30 progetti che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze accederanno alla fase di valutazione da parte della Commissione di Esperti nominata da Confagricoltura, Onlus Senior, Reale Foundation e Rete Fattorie Sociali.

I vincitori saranno decretati dalla giuria entro la fine di dicembre 2019. I tre progetti dovranno essere realizzati entro fine 2020.

,

Fichi di Cosenza Dop, si prevede una buona annata

Annata produttiva 2019: i primi frutti di fico della varietà “Dottato Bianco di Cosenza” sono già arrivati a maturazione con circa due settimane di anticipo rispetto al naturale periodo per effetto delle temperature più elevate. I’anticipo di maturazione, comunque, non modifica il sapore di questo magnifico frutto che rimane identico, unico, ineguagliabile.
Si consiglia ai buongustai ed agli appassionati della natura di assaggiarlo a prima colazione direttamente sotto l’albero, accompagnato con una fetta di buon pane casereccio, così come facevano i nostri contadini tanti anni fa.

La produzione di questa annata, stante le attuali condizioni climatiche, si prevede buona sia per quantità che per qualità.

Fonte: Consorzio Fichi di Cosenza Dop

,

DOP e IGP tra catena del valore, innovazione e sviluppo locale

Si terrà a FICO Eataly World il 30 agosto prossimo il convegno “DOP e IGP TRA CATENA DEL VALORE, INNOVAZIONE E SVILUPPO LOCALE: FUTURE POLITICHE E STRATEGIE COMMERCIALI” promosso da FICO, Regione Emilia-Romagna e Fondazione FICO, con la collaborazione di Origin Italia e Fondazione Qualivita, e vedrà la partecipazione di Consorzi di tutela, rappresentanze politiche nazionali ed europee, docenti universitari ed altri esperti.

L’appuntamento sarà l’evento di apertura della tre giorni “Identità d’origine: Dop e Igp dall’Italia e dall’Europa”, in programma a FICO Eataly World dal 30 agosto al 1 settembre.

Link manifestazione https://www.eatalyworld.it/it/identita-di-origine-dop-igp

Programma convegno 30 agosto 2019 ore 10-12

Incontro tecnico internazionale – con la partecipazione di consorzi di tutela, rappresentanze politiche nazionali ed europee, docenti universitari, media specializzati, addetti alla ristorazione e alla distribuzione dei prodotti stessi – in cui verranno approfonditi diversi temi di questo settore con particolare attenzione all’analisi della catena del valore rispetto alla internalizzazione dei prodotti agroalimentari e allo sviluppo sostenibile dei territori di realizzazione.

Saluti iniziali:
TIZIANA PRIMORI, Amministratore Delegato Eatalyworld
ANDREA SEGRÈ, Presidente Fondazione FICO (T.B.C.)

Relazione introduttiva:
SIMONA CASELLI, Assessore Agricoltura Regione Emilia-Romagna
Prof. FILIPPO ARFINI, Docente di Economia Agroalimentare Università di Parma
Prof. ALESSANDRO OLPER,Docente di Economia Agraria Università di Milano

Tavola rotonda:
JOAN GODIA TRESANCHEZ, Vicedirettore Generale Industrie e Qualità Agroalimentare della Catalogna e Tesoriere AREPO (Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine)
SANTOS RUIZ, Direttore della D.O. Arroz de Valencia

Un rappresentante FAO
MASSIMO VITTORI, Direttore di OriGIn
CORRADINO MARCONI, Origin Italia
CESARE MAZZETTI, Presidente Fondazione Qualivita
SEBASTIANO SARDO, Responsabile Marketing Strategico Eatalyworld
Ed altri

Modera DUCCIO CACCIONI – responsabile scientifico Fondazione FICO

Fonte: Qualivita

,

Registro centralizzato delle indicazioni geografiche eAmbrosia, inserite anche le bevande spiritose

Concepito per diventare lo sportello unico per le indicazioni geografiche dell’UE, eAmbrosia aggiunge ora i termini protetti delle bevande spiritose a quelle dei vini, già presenti in questo nuovo registro unico e centralizzato.

Fino ad oggi esistevano tre distinte basi dati, contenenti rispettivamente le indicazioni geografiche (IGP) dei vini, delle bevande spiritose e dei prodotti alimentari (e-Bacchuse-Spirit et DOOR). Ai fini della semplificazione e della trasparenza, nell’aprile 2019 la Commissione ha lanciato la base dati pubblica eAmbrosia, nella quale sono state via via inserite tutte le 3200 denominazioni protette nell’UE. Entro la fine dell’anno vi dovrebbero essere inseriti anche i prodotti agricoli e alimentari della base DOOR.

Tutte queste denominazioni si contraddistinguono per particolari caratteristiche o godono di una reputazione speciale  grazie alle peculiarità della propria regione di produzione, vale a dire le particolarità dell’ambiente o il know-how dei produttori locali.

Le indicazioni geografiche promuovono tali competenze e lo status particolare di tali prodotti. Maggiori informazioni sono disponibili sulle pagine dedicate alla politica per la qualità della Commissione europea.

,

La Calabria in Spagna – promozione filiera agroalimentare, al via le candidature delle aziende calabresi

La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna di Madrid (CCIS), nel quadro del Progetto “LA CALABRIA IN SPAGNA – PROMOZIONE DELLA FILIERA AGROALIMENTARE”, cofinanziato dalla Regione Calabria, indice una manifestazione di interesse per la partecipazione di una collettiva di 25 aziende calabresi del settore agroalimentare alle varie azioni previste, che avranno luogo tra settembre 2019 e luglio 2020. Scadenza adesioni: 20 settembre 2019.

,

FruttaWeb si conferma leader dell’e-comerce nel settore ortofrutta

Fruttaweb, leader nella vendita online di ortofrutta, si conferma fra i protagonisti dell’e-commerce italiano, ponendosi fra i principali interpreti di un mercato in continua espansione e sempre più diffuso nel nostro paese. Basti pensare che, solo nel 2018, il valore dell’e-commerce ha superato i 27,4 miliardi di euro,con un aumento del 16% nei confronti dell’anno precedente. L’istituto tedesco Netcomm, in collaborazione con Polimi, ha sviluppato la prima ricerca in Italia sul settore, analizzando oltre 1.500 realtà attive del territorio. 

 
La ricerca, nominata Top Shop 2019/2020 è stata pubblicata in esclusiva su Affari&Finanza. L’istituto di ricerca ha studiato oltre 40 segmenti commerciali, passando al setaccio una “long list” di 1.500 portali, prendendo in esame 36 parametri e integrando un doppio canale di valutazione: da un lato, i voti degli esperti, e dall’altro, i giudizi degli utenti. Dalla prima selezione sono stati, poi, estrapolati i 545 migliori portali, divisi in base al mercato di riferimento, e valutati su alcuni parametri specifici (design del sito, condizioni di consegna, attività sui social media e molti altri). Infine, combinandoli con i punteggi degli esperti e degli utenti (sfruttando più di 8500 opinioni raccolte), sono state segnalate 200 eccellenze.
 
Fra i Top Shop della categoria alimentari si è posizionata Fruttaweb, unica rappresentante del settore ortofrutta, al 14mo posto generale e addirittura al terzo posto per la sottocategoria gastronomia. Il punteggio elevatissimo raggiunto da Fruttaweb nella ricerca Netcomm conferma il ruolo guida del portale sul fronte della innovazione del settore ortofrutticolo italiano, segnalandosi come una realtà unica e di successo, soprattutto se si tiene in considerazione che, a differenza degli altri marketplace della gastronomia, l’azienda propone ai suoi clienti una scelta legata esclusivamente a frutta e verdura. Il successo di Fruttaweb  è un risultato coltivato nel tempo e dimostrato dai numeri dell’ultimo anno in cui sono stati venduti più di 3.6 milioni di prodotti, con oltre 3 milioni di visite all’anno al sito e più di 120 mila follower sui social networks.
 
“Si tratta di un riconoscimento importante che dimostra il successo del nostro progetto e ci fa guardare con ottimismo al futuro”, afferma Marco Biasin, Founder e COO di Fruttaweb, Ritrovarsi vicini a veri e propri colossi dimostra le capacità e gli sforzi fatti nella realizzazione di uno shop online che all’estrema qualità dei prodotti, associa la ricerca e la facilità di utilizzo degli utenti”.
La startup nata a Molinella di Bologna nel 2015, continua a raccogliere riconoscimenti e successi non solo di tipo commerciale, dimostrandosi fra le realtà più innovative e funzionali in grado di cambiare la visione di un settore tradizionale come quello dell’ortofrutta, ma “per continuare a raggiungere risultati” afferma Biasin “ è necessario e vitale aggiungere nuove referenze a catalogo per coprire/esaudire/accogliere la sempre maggiore richiesta di ortofrutta di nicchia e d’eccellenza, Fruttaweb infatti è alla continua ricerca di prodotti e produttori nelle zone a maggior vocazione d’Italia”. I produttori possono contattare FruttaWeb alla mail commerciale@fruttaweb.com.
Fonte: Fruttaweb
,

Coldiretti chiede semplificazione sull’uso dei voucher in agricoltura

Una semplificazione dell’attuale normativa sui voucher potrebbe consentire di recuperare con trasparenza circa 50mila posti di lavoro occasionali nelle attività stagionali in campagna. E’ questa una delle richieste del presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione del tavolo sul lavoro convocato dal premier Giuseppe Conte alla vigilia dell’avvio della vendemmia dove i buoni lavoro sono stati introdotti per la prima volta in Italia. In campagna non si sono verificati gli abusi di altri settori, anche perché – sottolinea la Coldiretti – i beneficiari possono essere soltanto disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti che non siano stati operai agricoli l’anno precedente. Meno del 2% del totale dei voucher – ricorda la Coldiretti – è stato in passato impiegato in passato in agricoltura dove sono nati e rappresentano un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso.

Ora – evidenzia la Coldiretti – è importante assicurare al settore uno strumento che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva e disponibilità all’impiego e dall’altra sia in grado di garantire forme di integrazione del reddito alle categorie più deboli in un momento in cui ne hanno particolarmente bisogno. E’ fondamentale poi – continua Prandini – ridurre i costi per le imprese per colmare il divario con il resto della Ue attraverso il taglio del cuneo fiscale. Abbassando il costo del lavoro si potrebbe destinare il risparmio ottenuto ai lavoratori che avrebbero così più risorse da spendere per i consumi innescando un moltiplicatore di ricchezza utile alla ripresa. Inoltre verrebbe recuperato quello svantaggio competitivo con Francia e Spagna dove il costo del lavoro è più basso e la burocrazia più snella rispetto all’Italia.

Ma è anche strategico – precisa Prandini – arrivare a una reale semplificazione burocratica del lavoro anche sull’istituto dello scambio di manodopera e servizi fra piccoli imprenditori agricoli che rappresenta un vero e proprio sistema di sussidiarietà interna fra le aziende. Ed è altresì necessario – sottolinea la Coldiretti – eliminare ogni dubbio legislativo sul sistema del “Pick your own”, una tipologia di vendita dei prodotti agricoli con la possibilità offerta ai consumatori di scegliere e raccogliere direttamente da soli frutta e verdura. Una modalità non sempre riconosciuta o correttamente interpretata dagli organismi di vigilanza in Italia, per questo – evidenzia la Coldiretti – è importante che venga inserita ufficialmente e codificata fra le opzioni di vendita del prodotto dall’impresa agricola al consumatore.

Con una vera semplificazione burocratica e riducendo i costi per imprese e lavoratori si potrebbe così valorizzare ancora di più un settore come quello agroalimentare italiano che vale 205 miliardi, pari al 12% del Pil – evidenzia Prandini – e rappresenta il vero simbolo del Made in Italy con 41,8 miliardi di euro di esportazioni. Una capacità di presenza sui mercati esteri che – conclude Prandini – va anche sostenuta con lo sviluppo del ruolo dell’ICE, un’Agenzia unica che accompagni le imprese verso l’internazionalizzazione, potenziando al tempo stesso il ruolo delle Ambasciate con l’introduzione di principi di valutazione legati al numero di contratti commerciali.

Fonte: Coldiretti

,

ANUGA 2019, la Regione Calabria seleziona le aziende agroalimentari

La Regione Calabria – Dipartimento Presidenza – Settore Internazionalizzazione, indice una manifestazione di interesse relativa alla selezione di aziende calabresi operanti nel comparto agroalimentare, ai fini della partecipazione all’evento fieristico: “ ANUGA – TASTE THE FUTURE” – Colonia (Germania) 5/9 ottobre 2019

, ,

Prodotti Dop e Igp è online il portale del Mipaaft

Viaggiare inseguendo il gusto e i prodotti Dop e Igp mettendo in tavola anche beni culturali ed eventi. E’ on line il primo portale web  che il ministero delle Politiche agricole e del Turismo ha messo a punto per unire la passione per il cibo di qualità made in Italy e il turismo. Ci sarà anche unahttps://dopigp.politicheagricole.it/web/guest App il cui lancio è previsto a ottobre prossimo.

Si tratta di 823 pagine, una per ogni denominazione che caratterizzano ciascuna delle regioni italiane: 299 prodotti agroalimentari, 524 vini, con specifiche sulle caratteristiche, metodi di produzione e aree geografiche di nascita. Un patrimonio informativo, tratto direttamente dai disciplinari di produzione, ora fruibile da turisti, curiosi e addetti ai lavori.

Aprendo una singola denominazione nella sezione appositamente dedicata sul portale web, compare la fotografia, la descrizione del prodotto ma anche la localizzazione sulla cartina dell’ Italia e i possibili siti di interesse culturale abbinati al luogo della Dop e della Igp ricercata. Una sezione è inoltre dedicata a eventi e notizie. La app riprodurrà il portale in forma più smart e più social.

Il portale è stato presentato il 25 luglio a roma alla presenza del ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio. “Non ricordo uno strumento di questo tipo – ha detto Centinaio – e voglio diventi lo strumento della comunicazione del ministero. Dobbiamo continuare a lavorare sulla promozione, l’innovazione e la tutela. Unire i prodotti agroalimentari al turismo. Celebrare il made in Italy nel mondo. Oggi – ha proseguito il ministro – il mondo chiede informazione attraverso la rete ed è in questa direzione che ci dobbiamo muovere, per cogliere appieno il potenziale che offre il digitale. Questo portale può contribuire a rafforzare l’immagine delle Dop e delle Igp e attrarre visitatori che vogliono mangiare, bere, vivere ciò che offrono i nostri territori”.

Fonte: Ansa


Un legame con il territorio da scoprire

In ogni regione italiana, ci sono in media oltre 40 Denominazioni DOP, IGP, STG riconosciute dal MiPAAFT, che insieme ai siti culturali ed ai beni paesaggistici, rendono il nostro territorio unico al mondo.

Nella sezione “Scopri il territorio”, si possono conoscere i prodotti con Denominazione che caratterizzano ciascuna delle nostre regioni. Troverai descritte le caratteristiche dei prodotti, i metodi di produzione, potrai vedere le aree geografiche dove nascono le Denominazioni riconosciute. Un patrimonio informativo, tratto direttamente dai disciplinari di produzione, facilmente fruibile.

E, inoltre una sezione Eventi & Notizie nella quale sono selezionati gli eventi principali e le iniziative  patrocinate dal MiPAAFT

Accedi da qui al Portale Mipaaft 

,

Cassa Depositi e Prestiti, accordo con il FEI per 3 miliardi di garanzie a supporto delle PMI italiane

Con l’operazione via a €5,8 miliardi di finanziamenti per 65mila piccole e medie imprese italiane tramite il Fondo di Garanzia per le PMI

  • L’accordo sottoscritto nell’ambito del programma europeo COSME, gestito dal Fondo Europeo per gli Investimenti, attiverà nuovi investimenti fino a €8 miliardi
  • L’iniziativa è sostenuta dall’Unione Europea attraverso le risorse del Piano di Investimenti per l’Europa

Cassa Depositi e Prestiti ha sottoscritto con il Fondo Europeo per gli Investimenti un accordo finalizzato a potenziare notevolmente la capacità operativa del Fondo di Garanzia per le PMI (Fondo) a supporto del tessuto produttivo italiano. Grazie all’intesa, CDP concederà in favore del Fondo 3 miliardi di euro di contro-garanzie su un portafoglio del valore complessivo di 3,75 miliardi di euro.

Le risorse finanziarie che CDP veicolerà – ottenute attraverso il Programma europeo COSME (Competitiveness of Small and Medium-Sized Enterprises) gestito dal FEI – permetteranno di erogare fino a 5,8 miliardi di finanziamenti in favore di 65 mila piccole e medie imprese operanti in quasi tutti i settori merceologici, e attiveranno nuovi investimenti per un totale stimato in circa 8 miliardi di euro.

Si tratta della seconda operazione realizzata da CDP in favore del Fondo PMI attraverso il Programma COSME e, insieme alla precedente, rappresenta l’intervento d’importo più rilevante realizzato in un singolo Paese europeo.

Infatti, grazie alla prima operazione attivata da CDP nel 2017, oltre 47 mila PMI italiane hanno ricevuto, in poco più di 18 mesi, nuovi finanziamenti per circa 4,1 miliardi di euro, che hanno attivato investimenti per un ammontare stimato di circa 5,7 miliardi di euro.

Per accedere ai finanziamenti – importo massimo 150 mila euro e durata non inferiore ai 12 mesi – le imprese interessate potranno rivolgersi direttamente alla propria banca o al proprio Confidi. L’esito della domanda sarà comunicato nell’arco di 7 giorni lavorativi. Tutte le informazioni sono disponibili alla seguente pagina web: www.fondidigaranzia.it .

Elżbieta Bieńkowska, Commissario UE per il mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le piccole e medie imprese ha dichiarato: “Questa è un’ottima notizia, nonché un passo avanti per far sì che le PMI abbiano l’accesso al credito necessario per crescere ed innovare. Grazie al Piano Juncker si prospetta che 291.300 PMI italiane potranno beneficiare di un miglior accesso al credito. Quest’ultimo accordo aumenterà in modo significativo le loro capacità di sviluppo.”

Fabrizio Palermo¸ Amministratore delegato di CDP ha dichiarato: “Il sostegno alle piccole e medie imprese è uno degli obiettivi principali del Piano industriale 2019 – 2021, e l’intesa sottoscritta oggi rappresenta un importante passo in questa direzione. Grazie alla stretta collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte, CDP – facendo leva su risorse europee – contribuisce a consolidare il Fondo di Garanzia per le PMI, uno strumento decisivo per supportare gli investimenti delle imprese, vero motore della crescita del Paese”.

“L’iniziativa” ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Mediocredito Centrale, Bernardo Mattarella. “si inserisce in un programma più ampio di azioni che Mediocredito Centrale, attraverso lo sviluppo di specifiche partnership, mette in atto per incrementare le risorse finanziarie a disposizione del Fondo di Garanzia, al fine di ampliare il numero di piccole e medie imprese che possono beneficiarne, con conseguente agevolazione nell’accesso al credito. Esistono ancora significativi margini di crescita nell’utilizzo della garanzia pubblica ed è quindi fondamentale trovare sempre nuove opportunità da mettere a disposizione del Fondo e quindi delle PMI.”

Il Chief Executive del FEI, Pier Luigi Gilibert, ha affermato: “Quest’operazione è di grande importanza sia come volume, sia in termini di impatto economico. Siamo fieri di lavorare a fianco dei nostri partner italiani per facilitare l’accesso al credito per quelle PMI italiane che ne hanno bisogno. Creatività ed espansione implicano sempre un certo grado di rischio e grazie al Piano Juncker e al programma COSME dell’Unione Europea, il FEI può coprire parte di quel rischio, a beneficio delle imprese italiane.”
L’accordo odierno si inserisce nel perimetro della “Piattaforma di risk-sharing per le PMI” strutturata da CDP in cooperazione con il FEI, nell’ambito delle iniziative sviluppate attraverso il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici del Piano di Investimenti per l’Europa.

Fonte: Cassa Depositi e Prestiti

,

Entrate in vigore le nuove norme europee pratiche commerciali sulle piattaforme online

Oggi 31 luglio entrano in vigore nuove norme dell’UE che mirano a creare un ambiente equo, affidabile e all’insegna dell’innovazione per le imprese e gli operatori che utilizzano piattaforme online, compresi i mercati online, i siti di prenotazione, gli app store e i motori di ricerca.

Le norme troveranno diretta applicazione in tutti gli Stati membri dell’UE a partire dal 12 luglio 2020.

Il cosiddetto regolamento sulle relazioni piattaforme-imprese garantirà che un milione di imprese che vendono beni e servizi in tutta Europa ricevano informazioni più complete in merito alle pratiche online e beneficino di norme chiare e di meccanismi efficaci di risoluzione delle controversie, il che renderà le interazioni tra le imprese e le piattaforme online più eque e trasparenti.

Questo insieme unico di norme a livello dell’UE stabilisce obblighi per le piattaforme online e i motori di ricerca all’interno del mercato unico, rendendo più chiari i diritti delle imprese, in particolare per quanto riguarda il posizionamento nei risultati di ricerca, l’accesso ai dati e la risoluzione delle controversie.

Le norme garantiranno un aumento della concorrenza, il che a sua volta significherà che i consumatori godranno di una maggiore scelta di beni e servizi, di migliore qualità e a prezzi inferiori.

Il regolamento rappresenta un primo passo e rientra nei lavori in corso della Commissione relativi all’economia in rapida espansione delle piattaforme online, lavori che comprendono l’istituzione di un nuovo osservatorio dell’UE sull’economia delle piattaforme online , tra i cui compiti figura il monitoraggio dell’attuazione delle nuove norme.

 

Il testo completo in tutte le lingue ufficiali può essere consultato qui.

Ulteriori informazioni sulle nuove norme sono disponibili in questa scheda informativa e sul sito web del mercato unico digitale

,

Progetto “Calabria in Tour”, manifestazione di interesse per la partecipazione

Unioncamere Calabria, nel quadro del progetto “CALABRIA IN TOUR”, cofinanziato dalla Regione Calabria – Dipartimento Presidenza, Settore internazionalizzazione, indice una manifestazione di interesse per la selezione di aziende calabresi da coinvolgere nelle azioni dedicate del progetto.
Il progetto si propone di aprire nuovi mercati per la commercializzazione dei prodotti delle aziende calabresi coinvolte, attuando azioni in linea con le dimensioni aziendali (PMI) e con il piano per
l’internazionalizzazione della Regione Calabria.
Gli Obiettivi principali sono quelli di:
 promuovere le eccellenze del comparto turistico, enogastronomico e dell’artigianato della Calabria presso i mercati europei dei paesi target Romania, Olanda, Repubblica Ceca;
 incrementare il business per le imprese attraverso la Rete dei “Ristoranti Italiani nel Mondo” certificati “Ospitalità Italiana” presenti nei 3 Paesi UE utilizzando la Rete delle Camere di
Commercio Italiane all’estero (CCIE);
 cogliere le opportunità legate alla crescita della domanda di prodotti di qualità;
 promuovere la vendita dei prodotti on-line facendo provare le eccellenze calabresi.

Azioni da realizzare in Olanda, Repubblica Ceca e Romania

Le aziende calabresi che si intendono coinvolgere appartengono ai seguenti tre settori:
 Settore agroalimentare (ad esclusione del settore agricolo, salvo il possesso del codice Ateco legato alla commercializzazione dei prodotti)
 Settore turismo
 Settore artigianato

I titolari delle aziende che intendono partecipare alla manifestazione dovranno compilare il modello di istanza di adesione e la scheda informativa privacy allegati, e trasmetterli al seguente indirizzo e-mail: areapromozione@unioncamere-calabria.it  entro e non oltre il 09/09/2019.
Le aziende inoltre, dovranno compilare, previa esclusione, il Company profile accessibile dal seguente
link https://forms.gle/D37ZQhXcrv7wv9cm8

Per saperne di più e partecipare accedi da qui all’Avviso Pubblico

, ,

Il “fagiolo poverello bianco” conquista la De.Co.

I comuni di Mormanno, Laino Castello e Laino Borgo, in associazione, hanno deciso di istituire la Denominazione Comunale (De.Co.) per il Fagiolo Poverello bianco. È uno dei pochi casi in cui comuni limitrofi riconoscono allo stesso prodotto agricolo un’unica De.Co. Ha contribuito a questo importante riconoscimento l’ARSAC che ha offerto la collaborazione necessaria ai tre Comuni con riunioni tra amministratori e produttori, con la predisposizione del disciplinare di produzione, ecc.. Il Fagiolo Poverello bianco, come è noto, è un ecotipo locale di Phaseolus vulgaris L. che si coltiva nel territorio del Parco Nazionale del Pollino, nelle aree irrigue dei tre Comuni della Provincia di Cosenza. Qualitativamente si caratterizza per un grosso seme di forma ovale e di colore bianco privo di screziature, con bassa percentuale di tegumento e un ridotto tempo di cottura. Ha un elevato contenuto proteico mediamente pari a circa 26% e alti valori di proteine solforate. La coltivazione di questo fagiolo, come tutte le leguminose ha anche un grande valore ambientale per il tipo di radice a fittone che, penetrando in profondità, mantiene una buona struttura del terreno preservandolo anche dall’erosione. Le radici, inoltre, sviluppano dei tubercoli come conseguenza del rapporto di simbiosi con i batteri del genere Rhizobium, che sono in grado di fissare l’azoto gassoso atmosferico trasformandolo in forme nitriche e ammoniacali facilmente assimilabili dalle piante e fornendo una discreta dotazione di azoto nel terreno.

Per questi motivi, nelle rotazioni colturali, la coltivazione del fagiolo poverello bianco, come tutte le leguminose, è considerata miglioratrice delle condizioni fisico-chimiche del terreno. Partendo da una indagine conoscitiva e dalla caratterizzazione qualitativa della granella, il Centro di Divulgazione Agricola (Ce.D.A.) n. 2 dell’ARSAC di Castrovillari (CS), in collaborazione con prestigiose istituzioni di ricerca come l’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Bari e il CREA-Centro Ricerca per l’Orticoltura di Pontecagnano (SA), l’Unversità Mediteranea di Reggio Calabria, l’ENEA, ecc., dall’inizio degli anni 90 del secolo scorso ha realizzato diverse iniziative finalizzate al rilancio del Fagiolo Poverello bianco, determinando così un maggiore interesse da parte dei produttori e dei consumatori e un conseguente aumento della superficie coltivata. In tutti questi anni, oltre che assistere singolarmente i produttori, i Tecnici del Ce.D.A.n 2  hanno realizzato indagini riguardanti la tecnica agronomica, la difesa dai parassiti e la qualità della granella pubblicandone i dati su prestigiose riviste sia nazionali che internazionali ed in atti di convegni. Il Ce.D.A. n. 2, anche più recentemente ha svolto dei seminari frequentati da giovani imprenditori e riguardanti sia questo ecotipo che l’orticoltura tipica e di qualità del Pollino portando alla costituzione di una cooperativa denominata “Pollino Food Exeperience”. La semina di questo fagiolo si effettua entro la prima metà di giugno mentre la raccolta avviene entro ottobre. Come nella tradizione, la tecnica di coltivazione esclude l’uso di prodotti chimici di sintesi. Il prodotto viene commercializzato sia sfuso che in confezioni sottovuoto di 700 e 350 grammi.

Da un’analisi economica della coltivazione di questo ecotipo di fagiolo, è emerso che potenzialmente su un ettaro è possibile ottenere una produzione di circa 13 quintali (pari a 1.300 kg) di granella secca, che, ad un prezzo medio di vendita di circa 10,00 Euro al kg, fornirebbe una Produzione Lorda Vendibile (PLV) di circa 13.000,00 Euro. Considerato che i costi espliciti sostenuti per un ciclo produttivo sono mediamente pari al 40% del valore della PLV – e quindi di circa 5.200,00 €, si calcola un probabile reddito di circa 8.000,00 Euro per ettaro. Un valore aggiunto deriva dalla utilizzazione di questo fagiolo insieme ad altri nostri prodotti di eccellenza nella ristorazione locale. In conclusione, alla luce delle caratteristiche descritte e del riconoscimento della De.Co, anche questo eccellente prodotto del nostro territorio, oltre a contribuire all’ulteriore affermazione di un’agricoltura a basso impatto ambientale e alla salvaguardia della biodiversità, rappresenta un’altra opportunità di reddito per le giovani generazioni.

Fonte: ARSAC

,

Italia, prima al mondo nella trasformazione dei prodotti biologici

L’Italia è tra i leader della produzione biologica a livello globale.
Siamo i maggiori produttori di agrumi al mondo (il 27% dell’intera superficie agrumicola italiana è biologica), il primo Paese europeo per l’ulivo (è biologica oltre il 20% della superficie nazionale a oliveti), per la frutta (quasi 25mila ettari, oltre l’11% della superficie totale) e per gli ortaggi (55.000 ettari, quasi l’11% della superficie nazionale a orticole).
Siamo al secondo posto al mondo per superficie a vite biologica (oltre 105mila ettari il 15,8% della superficie nazionale a vite), il secondo produttore al mondo di cereali (dopo la Cina): 10 ettari su 100 sono biologici, siamo al primo posto in Europa per numero di aziende biologiche.
“A questi primati nell’ambito della produzione agricola – aggiunge Roberto Zanoni, presidente di AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici – si affianca la leadership mondiale delle aziende che trasformano i prodotti biologici: si tratta di oltre 18.000 imprese di ogni dimensione, cioè oltre 3mila in più di quelle tedesche e francesi, 15mila in più della Spagna. Siamo il primo esportatore dell’Unione Europea (con oltre 2 miliardi di euro) e il secondo al mondo dopo gli Stati Uniti: prodotti biologici italiani si trovano negli scaffali dei negozi specializzati e dei supermercati di un’ottantina di Paesi, a testimonianza della fiducia e dell’apprezzamento per la qualità dei prodotti delle aziende italiane”.
“Questi numeri” – continua Zanoni – da un lato fanno naturalmente piacere, dall’altro ci caricano di responsabilità per il nostro ruolo di rappresentanti del settore più dinamico e performante dell’agro-alimentare italiano, che vede continuamente nuovi player via via affiancare i pionieri del settore”.
“L’impegno è mantenere la leadership continentale per l’export, ma contemporaneamente aumentare la quota di consumi nazionali. L’Italia è al quinto posto al mondo e al terzo posto in Europa per entità del mercato interno, ma la spesa pro capite è ancora contenuta: parliamo di 52 EUR/anno, più o meno come il Belgio, più dei 42 della Spagna o dei 35 della Gran Bretagna, ma pochi se confrontati con i 288 EUR della Svizzera, i 278 della Danimarca o i 237 della Svezia”.
Gli strumenti per accompagnare e favorire la crescita del mercato interno?
“Migliorare continuamente il presidio della qualità, lavorare in ricerca e sviluppo per rispondere a anticipare la domanda del consumatore, potenziare il sistema di controllo con nuovi strumenti tecnologici, come le piattaforme per la tracciabilità delle transazioni. Ma anche lavorare sempre più sul versante dell’informazione, come Sana fa da oltre trent’anni. L’impegno su informazione e promozione deve coinvolgere il sistema delle imprese e, auspicabilmente, il ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del  turismo. Il regolamento europeo riconosce che la produzione biologico esplica una duplice funzione sociale, non solo rispondendo alla domanda dei consumatori di prodotti naturali, genuini e affidabili, ma anche fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale. Il ministro Centinaio ha espresso la sua convinzione che la produzione biologica è uno degli strumenti più efficaci per salvaguardare l’immensa ricchezza della nostra biodiversità. Contiamo su un Piano d’azione nazionale che contribuisca a rafforzare la conoscenza della produzione biologica e dei suoi benefici ambientali e sociali, irrobustendo un settore che si fonda sulla sostenibilità e garantisce occupazione “pulita”

Fonte: Comunicato stampa AssoBio

, ,

Nuove agevolazioni alle imprese per E-commerce e Temporary Export Manager

Da oggi 25 luglio 2019, con la pubblicazione delle circolari attuative, si ampliano gli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane previsti dal Decreto del Ministro Di Maio dell’8 aprile 2019.

Le società di capitali in forma singola o rete d’impresa, potranno accedere a finanziamenti a tassi agevolati per l’inserimento temporaneo in azienda di un Temporary Export Manager (TEM) e per lo sviluppo di piattaforme E-commerce attraverso un market place o un proprio sito web, in entrambi i casi per progetti da realizzare in Paesi extra-UE.

Per l’inserimento temporaneo in azienda di un TEM, il finanziamento dovrà essere compreso fra 25.000 € e 150.000 € e i progetti dovranno essere finalizzati all’erogazione di servizi volti a facilitare i processi di internazionalizzazione d’impresa.

Per lo sviluppo di soluzioni di e-commerce, è previsto invece un finanziamento da 25.000 € a 300.000 € e i progetti dovranno riguardare beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano.

In entrambi i casi il finanziamento potrà coprire il 100% delle spese, a un tasso d’interesse pari al 10% del tasso di riferimento europeo (attualmente pari a 0,089%), con durata massima di 4 anni.

La domanda di finanziamento dovrà essere presentata sull’apposita piattaforma online gestita da SACE SIMEST.

Per saperne di più:

Ulteriori approfondimenti sul portale www.sacesimest.it

,

Mipaaft, nasce il portale Web e App per la valorizzazione delle denominazioni DOP e IGP

Nasce il primo portale web istituzionale dedicato alle Denominazioni Dop e Igp. 823 pagine, una per ogni denominazione. Un enorme patrimonio informativo disponibile on line per i consumatori e i turisti. È stato presentato oggi, dal Mipaaft, alla presenza del Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio, il sito dopigp.politicheagricole.it, on line in italiano e in inglese dal 1 agosto
Saranno finalmente resi disponibili sul web, e a breve anche sul mobile attraverso un App dedicata, tutti i prodotti di Denominazione che caratterizzano ciascuna delle nostre regioni: 299 prodotti agroalimentari, 524 vini, con specifiche sulle caratteristiche, metodi di produzione e aree geografiche di nascita. Un patrimonio informativo, tratto direttamente dai disciplinari di produzione, ora facilmente fruibile da turisti, curiosi e addetti ai lavori.
Un progetto innovativo, per Target (mette insieme Consumatori, Turisti, Operatori Economici), per le Tematiche (Valorizzazione, Educazione, Nuove Tecnologie), per l’Approccio (condotte survey dedicate per raccogliere le esigenze degli Operatori) e per le Informazioni (il patrimonio dei disciplinari reso fruibile ad un vasto pubblico).
“I prodotti Dop e Igp rappresentano uno strumento di tutela delle eccellenze italiane e delle produzioni legate al territorio ma anche un’attrattiva per il settore turistico con importanti ricadute sull’economia locale.  Lo sviluppo del territorio è sempre più connesso a quelle che sono le sue tipicità. Dobbiamo continuare a lavorare sulla promozione, l’innovazione e la tutela. Unire i prodotti agroalimentari al turismo. Celebrare il made in Italy nel mondo”, è quanto dichiara il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio. “Il mondo oggi chiede informazione attraverso la rete ed è in questa direzione che ci dobbiamo muovere, per cogliere appieno il potenziale che offre il digitale. Questo portale può contribuire a rafforzare l’immagine delle DOP e delle IGP e attrarre visitatori che vogliono mangiare, bere, vivere ciò che offrono i nostri territori”.
Il Mipaaft, con il portale Dop-Igp, continua sulla strada della promozione del turismo e dell’agricoltura attraverso le nuove tecnologie e il digitale, strumenti sempre più richiesti dagli utenti, – siano essi consumatori o turisti –  che utilizzano il web per ricercare informazioni sui nostri prodotti di qualità, piuttosto che su luoghi e beni di attrattività turistica del nostro Paese.
Il Portale può diventare una opportunità per i tanti Territori e Denominazioni che rappresentano un Patrimonio del nostro Paese, talvolta ancora poco esplorato. Tutti i prodotti e territori, con questo Portale, hanno occasione di essere allo stesso modo presenti in rete, di farsi conoscere, creare rete.
Il Ministero sta già lavorando, per quanto riguarda l’App a integrare i dati sugli Agriturismi riconosciuti dal Mipaaft e i dati relativi ai Beni Culturali.

Fonte: Ufficio Stampa Mipaaft

,

Il programma Caep, stage e scambi culturali in USA per i giovani in agricoltura

L’organizzazione statunitense Caep (Communication Agricoltural Education Programs) offre la possibilità ai giovani under 30 di specializzarsi nel settore dell’agricoltura a livello mondiale

Studiare o svolgere un’attività lavorativa all’estero è stata da sempre – e lo è tuttora – una preziosa opportunità per i giovani.
Imparare una nuova lingua, confrontare le tecniche del proprio paese con quelle di un altro, mettersi in gioco in una realtà differente dalla propria sono tutte sfide che i ragazzi dovrebbero cogliere per ampliare i propri orizzonti e valutare con coscienza quale meta inseguire. Anche all’interno del settore agricolo.
Le opzioni sono tante, c’è chi parte in autonomia, chi in compagnia di amici, chi sfida la sorte senza un obiettivo ben preciso e chi sfrutta programmi istituzionali di scambio, Caep ne è un esempio. Communication Agricoltural Education Programs è l’organizzazione statunitense, che da più di 30 anni si occupa di scambi culturali e di stage di specializzazione nel settore dell’agricoltura a livello mondiale (44 partners), offre stage retribuiti per periodi dai 3 ai 18 mesi a studenti, laureati e agricoltori con esperienza nel settore agricoltura.

Antonio Mastrodomenico, responsabile e referente dell’iniziativa nel nostro Paese, racconta nel dettaglio a TerraéVita in cosa consiste il programma Caep e quali sono le modalità per partecipare.

Chi può partecipare

Quali settori sono coinvolti dal progetto e a chi si rivolge?
«I programmi del Caep – risponde Mastrodomenico – abbracciano l’enologia, la zootecnia, l’orticoltura, l’equitazione, l’apicoltura, la floricoltura, la gestione dei tappeti erbosi e l’agribusiness e si rivolgono a due categorie di giovani con età massima di 30 anni:

–    Intern program (stagista): per studenti correntemente iscritti in una Università estera o che hanno conseguito la laurea non più di 12 mesi prima dell’inizio dello stage;

–  Trainee (tirocinanti): per tirocinanti in possesso di un diploma o certificato professionale e di almeno un anno di esperienza lavorativa nel proprio campo professionale.

Che tipologia di visto serve per partire?

«Il visto J1 (Student and Exchange Visitor Program) è rivolto a coloro che vogliono recarsi negli Stati Uniti per un programma di scambio culturale – spiega Mastrodomenico -. Offre innumerevoli opportunità per i candidati che cercano di viaggiare e acquisire esperienza negli Stati Uniti. Permette di lavorare, ma è soggetto anche a regole particolari, diverse a seconda del tipo di programma. Per ottenere un J1 è spesso necessario avere uno sponsor e un datore di lavoro (Host Company) e una solida padronanza dell’inglese. Il visto J1 mette a disposizione diversi programmi di formazione, progettati per consentire ai professionisti stranieri di venire negli Stati Uniti e ricevere una formazione nel settore professionale prescelto. Inoltre, questi programmi offrono opportunità illimitate, sia per i visitatori che per gli americani: intercambiare conoscenze e opinioni, abbattere pregiudizi e incomprensioni e rafforzare le relazioni».

Prima di richiedere un J1 in un Consolato o Ambasciata degli Stati Uniti, precisa Mastrodomenico -«È necessario previamente essere accettato in un programma di scambio da un’Organizzazione o Istituzione designata. Allo scadere del visto J1, si può rimanere negli Stati Uniti per altri 30 giorni, definito questo come “periodo di grazia”».
Fonte https://www.simonebertollini.com/avvocato/immigrazione-lavoro/visto-j1/
«Ogni categoria del J1 – conclude Mastrodomenico – dispone di organismi che funzionano da sponsor e vengono designati dal Dipartimento di Stato americano. Il loro ruolo è di autorizzare l’ingresso di un cittadino straniero ai fini di completare gli obiettivi di un programma specifico. Per richiedere un visto J-1 bisogna compilare gli appositi modelli DS-2109 e DS-7002 che, insieme ad altri documenti necessari, devono essere presentati presso l’Ambasciata degli Stati Uniti.

 

Previsioni di spese

Quanto costa partecipare al programma?
«Per quanto concerne le spese la somma da anticipare consiste in circa 3000$ e comprende le seguenti voci:

  • Richiesta per il Passaporto elettronico;
  • Richiesta visto j1 presso l’ambasciata americana;
  • Viaggio di andata e ritorno;
  • Spese amministrative per l’organizzazione e sponsorizzazione del progetto (1500$);
  • Assicurazione sanitaria obbligatoria (circa 100$ al mese per il n. di mesi di tirocinio);

La quota certamente è sostanziosa – afferma Mastrodomenico – ma il tirocinio è ben retribuito: il visto j1 garantisce una paga oraria pari a quella di un cittadino americano, inclusi straordinari, ferie e malattie e facendo un calcolo approssimativo le spese sostenute nella fase iniziale si recuperano in 2/3 mesi di lavoro».

Come candidarsi

Qual è il procedimento da seguire per candidarsi e partecipare al programma Caep?
«Per prima cosa controllare se il passaporto è ancora valido e fare l’eventuale richiesta. In seconda battuta compilare il modulo di iscrizione al Caep sul sito web stage.caep.org e al termine del processo di iscrizione (che non comporta costi iniziali) cliccare Submit. L’agenzia analizzerà la candidatura e inviterà il candidato a un colloquio su Skype. In base alle proprie preferenze (come fu Horticulture training programme nel mio caso) verranno elencati possibili datori di lavoro. L’agenzia manderà il curriculum a quello scelto e se idonei seguirà una seconda intervista via Skype. Passato il colloquio e accettata l’offerta di lavoro da parte del candidato – spiega Mastrodomenico -, è necessario effettuare i primi pagamenti (la tassa del visto e la prima rata del programma). Solo quando lo sponsor riceverà il pagamento potrà spedire via corriere tutti i documenti utili per prendere appuntamento all’ambasciata. Con questi sarà possibile recarsi all’ambasciata e dopo pochi giorni ricevere il passaporto con il visto. A questo punto sarà possibile acquistare il biglietto di andata. Una volta arrivati lo sponsor ha il dovere di seguire il giovane durante tutto il programma, richiedendo per esempio la compilazione di rapporti ogni tot mesi».

È fondamentale – aggiunge Mastrodomenico – «Viaggiare con in tasca circa $1000 per le prime settimane negli Usa, in attesa del primo stipendio consegnato in genere dopo le prime due settimane di attività».

Per informazioni:
www.stage.caep.org
www.facebook.com/stage.caep

 

Fonte: TerraèVita

,

Proposta di legge bio, Federbio: bene il marchio nazionale

FederBio, la Federazione che dal 1992 tutela e valorizza lo sviluppo dell’intera filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, esprime soddisfazione al termine dell’audizione in Commissione Agricoltura del Senato sulla Proposta di legge (pdl) sull’agricoltura biologica, già approvata a grande maggioranza dalla Camera dei deputati. Hanno partecipato all’audizione Maria Grazia Mammuccini, neo presidente di FederBio e Paolo Carnemolla, Segretario Generale della Federazione.
 
“Riteniamo estremamente importante che l’agricoltura biologica sia riconosciuta come attività economica di interesse nazionale e che siano valorizzate le funzioni ambientali ed economico-sociali. Molto positiva anche l’introduzione del marchio biologico italiano che contribuisce a consolidare le coltivazioni, dando più forza ai produttori agricoli nazionali” ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio.
 
“Il proposta di legge contiene strumenti e proposte che favoriscono e sostengono la fase di conversione al biologico: in 7 anni, dal 2011 al 2017, la superficie agricola bio è aumentata del 71%, mentre le vendite di prodotti da agricoltura biologica in Italia (rilevati dall’osservatorio di Nomisma su dati Nielsen/Assobio) registrano un incremento dell’8% anche nel 2018, con un giro di affari globale di oltre 5 miliardi e mezzo. Quindi un settore economico importante, che va strutturato con strumenti utili a sostenere una crescita di questa natura e a garantire il rispetto dei valori fondanti del vero biologico”.
 
“Rilevante il punto relativo alla ricerca, all’innovazione e alla formazione – prosegue Mammuccini – che è strategico per il futuro e l’articolo relativo ai distretti bio che si stanno diffondendo in tutto il Paese e l’attivazione di strumenti d’integrazione tra produttori e operatori della filiera biologica, a partire dal riconoscimento dell’interprofessione. L’unico punto che manca è il coordinamento del Piano d’azione previsto dalla legge col piano strategico nazionale sulla Pac, che dovrà essere redatto, e con il piano d’azione nazionale per la riduzione dei prodotti fitosanitari, perché integrare le programmazioni è fondamentale anche per integrare le risorse. Una veloce approvazione della legge sull’agricoltura biologica consentirebbe di mettere subito in campo questo strumento per orientare anche il Pan e il piano nazionale strategico sulla Pac che sono imminenti”. 
 
Fonte: Ufficio stampa FederBio 
,

Mango Day con i primi raccolti Made in Italy

Il Mango day quest’anno si festeggia con i primi raccolti Made in Italy che insieme a tante altre produzioni esotiche è arrivato in Italia sotto la spinta dei cambiamenti climatici. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della giornata dedicata alla pianta dii origine indiana che produce grandi frutti ovoidali coltivata dall’Africa al Sud America ed ora anche in Italia. Quello della frutta tropicale Made in Italy – sottolinea la Coldiretti – è un fenomeno esploso per gli effetti del surriscaldamento determinati dalle mutazioni del clima e destinato a modificare in maniera profonda i comportamenti di consumo nei prossimi anni, ma anche le scelte produttive delle stesse aziende agricole.

Lo dimostra il fatto che si è passati da pochi ettari piantati con frutti tropicali a oltre 500 ettari con un incremento di 60 volte nel giro di appena cinque anni. La coltura è presente attualmente in Calabria e Sicilia – spiega Coldiretti – con coltivazioni a mango di diverse varietà nelle campagne tra Messina, l’Etna e Acireale, ma anche ad avocado, frutto della passione, zapote nero (simile al cachi, di origine messicana), sapodilla (dal quale si ottiene anche lattice), litchi, il piccolo frutto cinese che ricorda l’uva moscato.

Il tutto grazie all’impegno di giovani agricoltori – ricorda la Coldiretti – che hanno scelto questo tipo di coltivazione, spesso recuperando e rivitalizzando terreni abbandonati proprio a causa dei mutamenti climatici, in precedenza destinati alla produzione di arance e limoni. Un segmento di mercato che sta crescendo vertiginosamente considerato che oltre sei italiani su 10 (61%) acquisterebbero tropicali italiani se li avessero a disposizione invece di quelli stranieri, secondo un sondaggio Coldiretti-Ixè.

Il 71% dei cittadini sarebbe inoltre disposto a pagare di più per avere la garanzia dell’origine nazionale dei tropicali. Una scelta motivata dal maggiore grado freschezza ma anche dalle preoccupazioni sulle garanzie di sicurezza del prodotto importato. L’Italia – conclude la Coldiretti – è al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,8%), quota inferiore di 1,6 volte alla media dell’Unione Europea (1,3%) e ben 7 volte a quella dei Paesi extracomunitari (5,5%) dove spesso si utilizzano prodotti vietati in Italia da decenni.

 

Fonte: Coldiretti

,

MiSe ed ICE elaboreranno iniziative promozionali per rafforzare le esportazioni di agrumi

Si è svolto ieri, 22 luglio, al Ministero dello Sviluppo Economico il tavolo tecnico per l’export agrumicolo in Cina, a cui hanno preso parte i rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura, la Regione Siciliana, l’ICE, il Presidente del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia Federica Argentati, gli enti e le associazioni d’impresa del settore.

Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sullo stato di attuazione del Protocollo sui requisiti fitosanitari per l’esportazione di agrumi freschi dall’Italia alla Cina.

L’export di agrumi in Cina rappresenta infatti una opportunità per la commercializzazione di prodotti italiani di qualità, come quella delle arance rosse siciliane il cui trasporto aereo è stato reso possibile grazie al lavoro di squadra avviato dal Ministro Di Maio nel corso delle missioni istituzionali nel Paese asiatico.

Al tavolo è stata, inoltre, esaminata la possibilità di estendere l’applicazione del Protocollo ad altri prodotti agrumicoli italiani, nonché la possibilità di affrontare in un successivo incontro il tema specifico della logistica legata a questa tipologia di esportazioni.

Per rafforzare nei prossimi anni le esportazioni di agrumi nel mercato cinese, il MiSE e l’ICE elaboreranno una serie di iniziative promozionali, che verranno condivise con gli operatori del settore.

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

,

Alsia Basilicata. Agrumi: innovazione varietale per rilanciare il settore

In Italia le superfici agrumetate nel 2016 si attestano intorno ai 145 mila ettari (Tab. 1), con una netta preponderanza di quelle investite ad arancio (57%), seguite dal clementi-ne (18%), dal limone (17%) e dal mandarino (7%), infine dagli agrumi minori, bergamotto, pompelmo, cedro e chinotto (1%) 

Nell’ultimo decennio la superficie coltivata ad agrumi è fortemente diminuita, di circa il 16%: arancio -20%, limone -18%, gruppo del mandarino -5%, l’unica specie rimasta più o meno stabile è il clementine. La Sicilia è la regione più importante dal punto di vista produttivo, soprattutto per la produzione di arance, limoni e mandarini, mentre la Calabria è quella più importante per la produzione di clementine. Puglia e Basilicata, anche se non con grandi estensioni, producono arance navel e clementine di qualità.

Negli ultimi due decenni, il comparto agrumicolo nazionale ha subito notevoli cambiamenti determinati dall’aumento del costo del lavoro e dei mezzi tecnici, dall’inasprimento delle politiche fiscali e previdenziali, dalla riduzione dei prezzi alla produzione, dallo smantellamento delle politiche comunitarie di tutela e di sostegno del reddito degli agrumicoltori.

A livello della produzione, tale stato si è accentuato soprattutto negli ultimi 5-10 anni, con forti squilibri fra costi e ricavi, che hanno portato alla conseguente minore attenzione nei confronti della coltura, determinando in alcuni casi persino l’abbandono dei campi con effetti negativi sulle produzioni, sui redditi e sull’occupazione dell’intera filiera agrumicola nazionale. Gli operatori del comparto hanno introdotto un’ampia gamma di innovazioni tecniche e agronomiche basate su modalità di conduzione degli impianti diverse dal passato per irrigazione e gestione del suolo, adozione di protocolli per le produzioni biologiche, eccetera.

Ma come sempre accade in frutticoltura, l’innovazione è immediatamente intesa e percepita quando si parla di nuove varietà e portinnesti che tendono a soddisfare l’adattamento del prodotto alla domanda dei mercati. Per le arance il gruppo a polpa bionda, che comprende quelle ombelicate e non, si differenzia dalle pigmentate in quanto coltivate e diffuse in tutte le regioni, con diversi ecotipi locali selezionati nel tempo dagli agrumicoltori.

Le arance bionde ombelicate dette anche navel, così denominate per la presenza di un secondo frutto interno (sincarpia) di dimensioni variabili rispetto alla varietà e clone, producono frutti destinati principalmente al mercato fresco, con varietà (Navelina e suoi cloni), che coprono un calendario di raccolta che va da fine ottobre a maggio, con un prodotto di caratteristiche organolettiche abbastanza costanti che rendono più semplice la fidelizzazione del consumatore. Purtroppo ancora oggi tale assortimento non è abbastanza presente nella strutturazione della nostra agrumicoltura, aspetto che invece rappresenta uno dei punti di forza dei Paesi concorrenti.

Tab. 1 – Confronto decennale 2006-2016 delle superfici coltivate ad agrumi in Italia.

Le nuove varietà a livello mondiale

Tra le varietà di recente selezione, già significativamente diffuse in campi commerciali si ricorda la cv Fukumoto, che matura anche una settimana prima degli altri cloni di Navelina, con frutti di forma rotonda, di buona pezzatura e buccia di colore aranciato intenso. Da verificare, vista la recente introduzione nel nostro areale, l’affinità con portinnesti Citrange, che in alcuni Paesi agrumicoli ha dato risultati contrastanti, manifestando fenomeni di decadimento e moria delle piante, di cui non si è ancora identificata la causa. Nel periodo tardivo si raccoglie Powell Summer Navel, caratterizzata da una discreta produttività e buona pezzatura dei frutti.

Per le arance ombelicate diverse sono le novità selezionate ed in corso di valutazione. Dall’Australia provengono tutte le varietà di seguito descritte. Nel periodo precoce si segnala l’M7, mutazione di Navelina 7.5 selezionata nel 2004, oggetto di privativa per le novità vegetali. Si raccoglie circa 2 setti-mane prima del Navelina, con ottima tenuta in pianta fino a febbraio. Nel periodo di maturazione tardivo si annoverano diverse varietà come Chislett Summer Navel, RhodeSummer Navel e Barnfield Late. La cv Chislett, mutazione spontanea di W. Navel selezionata nel 1988, presenta pianta con portamento espanso e buona vigoria; il frutto è simile a quello di W. Navel, leggermente più arrotondato, si raccoglie da gennaio a maggio.

La Rhode Summer Navel, originatasi da mutazione spontanea di un Navel e rinvenuta nel 1982, è caratterizzata da un albero vigoroso, con portamento espanso e frutto simile a quello di Washington Navel, di colore arancio con buona succosità; si raccoglie da gennaio a maggio; è coperta da protezione brevettuale. In ultimo Barnfield Late, derivata da mutazione spontanea di W. Navel nel 1980.

La pianta è molto produttiva e vigorosa, ha portamento espanso; il frutto simile a quello di W. Navel, di colore arancio, si raccoglie da gennaio a maggio. Dal Sudafrica provengono invece Cambria che presenta dei frutti di forma rotonda, con polpa di colore arancio e contenuto in succo molto alto; non manifesta incrinatura dell’albedo – fisiopatia meglio nota come creasing – con raccolta che si protrae fino a maggio; da una mutazione di Palmer navel del 2005 è stata selezionata Carninka, interessante per la notevole tardività di raccolta, con buona pezzatura e qualità, elevata produttività, non alternante.

Al gruppo delle arance a polpa bionda non ombelicate appartengono la maggior parte delle varietà di arancio conosciute a livello mondiale. La destinazione principale è la trasformazione industriale per la produzione di succhi concentrati.

Alcuni ecotipi locali sono idonei per la produzione di succhi bevibili freschi. Tra le nuove selezioni in corso di valutazione si ricorda la Valencia Delta, riconosciuta sui principali mercati europei come ‘Delta Seedless’, selezione migliorata di Valencia Late individuata a Pretoria (Sud Africa). Ha un vigore simile ad altri cloni di Valencia ma con accrescimento più eretto. Molto produttiva all’interno della chioma, è meno suscettibile ai danni da freddo e vento. Il frutto di questa varietà ha una pezzatura leggermente superiore rispetto a Valencia; non è sensibile al creasing, ha una buccia molto fine, di aspetto attraente e in assenza di impollinazione non produce semi. I frutti sono di eccellente qualità con portinnesti come il Citrange carrizo, il Mandarino Cleopatra e il Citrumelo Swingle, così come evidenziato in Spagna. Si raccoglie 2-3 settimane prima del Valencia.


Le varietà triploidi, presentano il vantaggio di produrre frutti apireni dato lo sbilanciamento cromosomico 3X (27 cromosomi) che non determina la produzione di gameti fertili.

L’istituto di agrumicoltura di Acireale, ora noto come CREA – OFA, è stato pioniere in tale filone di ricerca, conducendo un programma di selezione sin dal 1978 , che ha consentito di ottenere a partire dagli anni ’90 diverse varietà comeTacleClara e Camel, a cui sono seguite nel 2000 AlkantaraMandalate e Mandared.

Le ultime selezioni sono:

– Early Sicily, che deriva dall’incrocio tra Clementine Oroval e Arancio Tarocco, che presenta pianta vigorosa e produttiva, frutto con caratteristiche interne intermedie tra i due parentali, peso di circa 150 g e raccolta ai primi di novembre;

 Sweet Sicily, presenta pianta produttiva e scarsamente spinescente, con frutto che supera i 150 g di peso, di elevata succosità e colorazione antocianica della polpa a gennaio; si può raccogliere a partire da novembre.In Spagna, presso l’IVIA di Valencia, sono stati selezionati altri ibridi triploidi come Safor e Garbì. Il Safor deriva dall’incrocio tra Fortune e Kara, matura tra fine febbraio e principi di marzo e può essere raccolto fino ad aprile, il frutto è di colore arancio intenso, facile da sbucciare, con polpa molto succosa e buon sapore; pianta di buon vigore e produzione con foglie grandi, buona l’affinità con il Citrange carrizo.

Successivamente matura Garbì che presenta caratteristiche simili, con raccolta nella II decade di marzo. Un triploide spontaneo è il Winola (ibrido tra Wilking e Minneola) ottenuto in Israele presso il Volcani Center; interessante per le caratteristiche del frutto e la tardività di maturazione, la produzione è elevata ma alternante. Dall’Università di Riverside in California sono stati licenziati 3 triploidi tardivi Shasta Gold, Tahoe Gold e Yosemite Gold, che derivano dall’incrocio tra (Temple x Dancy 4N) x Encore 2N; presentano frutti a maturazione tardiva (da gennaio-febbraio a marzo aprile), con pochi semi, buona qualità del frutto, colore intenso della buccia, elevato grado zuccherino e succosità, buona tenuta del frutto sulla pianta. La produttività è elevata ma può essere alternante.

I Mandarino-simili

In questo gruppo rientrano una serie di specie ed ibridi che hanno in comune alcuni caratteri pomologici quali pezzatura media, sbucciabilità, assenza di semi, pur con leggere differenze organolettiche. Tutti gli ibridi ed i mandarini considerati necessitano di un’attenta validazione prima della loro diffusione in quanto possono determinare impollinazione incrociata con varietà di clementine molto diffuse nei nostri areali, favorendo la presenza di semi nei frutti. Nella fase medio-tardiva si conferma l’interesse per la cv Afourer. I frutti, di colore arancio intenso e facili da sbucciare, sono però soggetti a impollinazione incrociata; la buona succosità e l’elevata acidità consente la raccolta a febbraio. Negli ultimi anni dall’IVIA di Valencia sono stati selezionati alcuni ibridi come Moncada (Clementine Oroval per mandarino Kara), con pianta a portamento aperto, vigorosa, con frutto di grosse dimensioni ma con molti semi, ridotti in numero nella varietà irradiata (Moncalina), si raccoglie da fine gennaio.

Dall’Università di Riverside in California è stato selezionato il Gold Nugget, (mand. Kincy per mand. Wilking), pianta di elevata produttività, con frutto apireno a maturazione tardiva (febbraio-marzo); elevato grado zuccherino, buccia di colore giallo pallido e molto corrugata.Una varietà a maturazione tardiva è l’Orri, selezionato in Israele dalla varietà Orah irradiata con raggi gamma, si raccoglie da febbraio a aprile, la buccia è di colore arancio e facile da sbucciare. Un’altra varietà ottenuta in Israele per mutazione indotta di Murcott, è la Mor, con frutti simili a quelli di Murcott ma con qualche seme.

In California è stato ottenuto il Tango, mutazione indotta di Nadorcott, caratterizzato da pianta di buona produzione, con frutti apireni di colore arancio intenso.

Il Clementine

Per questa specie sono disponibili diverse varietà che consentirebbero di avere un calendario di produzione abbastanza ampio a partire da ottobre fino a febbraio.Capostipite di molte delle varietà disponibili è il Clementinecomune, coltivato principalmente in Calabria, seguita dalla Puglia, dalla Sicilia e dalla Basilicata, dove ha trovato le migliori condizioni ambientali che permettono di conseguire ottime produzioni quanti-qualitative, compresa l’apirenia, determinata dall’autoincompatibilità e dalla coltivazione in purezza, in assenza di specie ed ibridi interfertili.

Dal Clementine comune, che alle ottime caratteristiche organolettiche purtroppo associa una scarsa conservazione sulla pianta che poi determina un deprezzamento della produzione con limitato periodo di commercializzazione, sono derivate direttamente o indirettamente le varietà maggiormente coltivate. Le innovazioni introdotte negli ultimi anni sono prevalentemente di origine spagnola, ottenute da mutazione di Oronules, con calendario di produzione nel periodo precoce. La prima a maturare è Prenules, rilevata a Valencia nel 1996, con frutti di colore arancio intenso, e buccia di medio spessore facile da sbucciare; si raccoglie in Spagna a partire da metà settembre.

Di pari epoca è Basol, riscontrata nel 1999 a Castellon (Spagna), con frutti di colore arancio intenso. Cultifort, riscontrata nel 1997 ad Alicante, con pianta di buon vigore e portamento aperto, foglie di piccole dimensioni, coriacee e di colore verde scuro; frutto simile per pezzatura ad Oronules di colore arancio intenso, si sbuccia con facilità, polpa apirena con un buon contenuto in succo, che però può impollinare ed impollinarsi con varietà compatibili. Dopo qualche giorno si raccoglie Orogros o Pri 26 originatosi da una mutazione spontanea di Oronules scoperta nel 1996 a Valencia, simile al precedente per caratteri della pianta e del frutto.

Tutte queste varietà presentano la produzione di gemme multiple nelle combinazioni di innesto con i potinnesti Citrange, che determina un minore accrescimento e uno stato debilitato che può portare al disseccamento della pianta. Questo fenomeno si manifesta con protuberanze esterne, a cui corrispondono estroflessioni all’interno del tronco che provocano un restringimento dei vasi, che determina una precoce entrata in produzione delle piante e una produttività interessante nei primi anni.

Per risolvere tale problematica, la cui eziologia non è ancora ben chiara, viene consigliata la schermatura del tronco con materiale plastico o appositi shelter così come, l’utilizzo di un intermedio vigoroso. Nella fase tardiva per irradiazione di Clemenules è stata ottenuta Clemenverd, che matura da metà gennaio, con colorazione della buccia ritardata. Quanto sopra illustrato rappresenta lo scenario dell’innovazione varietale nel breve e medio periodo; un’innovazione che è bene sottolineare e ripetere, merita di essere interpretata correttamente per produrre i benefici e vantaggi che l’imprenditore e consumatore si aspettano.

Autore: Carmelo Mennone AASD Pantanello – Alsia Regione Basilicata

,

ICE, “Pillole di un futuro attuale” dedicato agli scenari internazionali futuri e alle strategie per la conquista di nuovi mercati

ICE–Agenzia organizza, nell’ambito del Piano Export Sud 2, un seminario dal titolo “PILLOLE DI UN FUTURO ATTUALE” dedicato agli scenari internazionali futuri e alle più adatte strategie aziendali per la conquista di nuovi mercati. L’intervento – destinato a PMI, cooperative, start-up, consorzi e reti di impresa delle Regioni c.d. meno sviluppate – si svolgerà il 20 settembre 2019 presso la Fiera del Levante di Bari.


PROGRAMMA DEL SEMINARIO (9.00 – 14.00)

 

OPEN MIND

Osare oggi più che in passato: trasformare il mercato, costruire nuovi vantaggi e conquistare nuovi mercati.

 

L’IMPRESA STRAORDINARIA E IL DIGITAL MINDSET

Abilità, sensibilità e progettualità capaci di cogliere nuove opportunità.

 

IL BLUE RING

Il metodo con cui progettare la propria trasformazione e analisi rapida delle leve: identità, mercato, servizi di impresa, spazi/luoghi, persone, modello di vendita e comunicazione.

L’obiettivo è fornire un modello (take away) che permette ai presenti di sviluppare riflessione e decisione con i propri colleghi/collaboratori.

CIRCOLARE INFORMATIVA: CLICCA QUI

SCHEDA DI ADESIONE: CLICCA QUI

 

Partecipazione gratuita

Aderisci entro il 17 settembre 2019

,

Due giornate tecniche dedicate al noce, nuove opportunità di mercato per il rilancio della filiera

Negli ultimi anni in Italia, così come all’estero, si assiste all’aumento della domanda di noci in virtù della maggiore attenzione da parte dei consumatori nei riguardi degli aspetti salutistici della dieta e dei benefici nutraceutici garantiti dalla frutta secca in genere. Questo trend sembra essere la spinta che serve per aprire nuovi spazi per la nocicoltura da frutto.

Due giornate tecniche dedicate al noce
Per illustrare le potenzialità del mercato e divulgare le più recenti acquisizioni scientifiche per la specie, proponendo strategie di gestione innovative e sostenibili, la SOI (Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana), in collaborazione con l’Università di Bologna, l’Università Politecnica delle Marche e il Crea-Forlì, sta organizzando le Giornate Tecniche dedicate al noce da frutto.

Per illustrare le potenzialità del mercato e divulgare le più recenti acquisizioni scientifiche per la specie, proponendo strategie di gestione innovative e sostenibili, la SOI (Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana), in collaborazione con l’Università di Bologna, l’Università Politecnica delle Marche e il Crea-Forlì, sta organizzando le Giornate Tecniche dedicate al noce da frutto.

Le Giornate Tecniche SOI 2019 dal titolo “Nocicoltura da frutto: innovazione e sostenibilità” si terranno a Bologna il 20 e 21 settembre 2019 presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna (Aula Magna Distal), viale G. Fanin 46.

  • Il Convegno Nazionale: nella prima giornata dell’evento, con il contributo di esperti nazionali e internazionali, verranno trattati i diversi aspetti della coltivazione e della commercializzazione della noce. In particolare, il convegno sarà articolato in cinque sessioni:

I – Evoluzione e prospettive della nocicoltura;

nocicoltura

II – Propagazione, fisiologia, nutrizione e meccanizzazione;

III – Germoplasma, genetica e varietà;

IV – Avversità e difesa;

V – Progetti e territorio, filiere e aspetti salutistici.

La giornata si concluderà con la tavola rotonda alla quale parteciperanno gli attori della filiera (Istituzioni, produzione e imprese, Enti di ricerca) per definire una proposta operativa di coordinamento nonché tracciare le priorità per supportare la filiera in espansione.

  • Le visite in campo: la seconda giornata prevede visite tecniche guidate presso realtà produttive e commerciali del territorio romagnolo nelle quali verranno illustrati e confrontati i sistemi e le tecniche di gestione del noceto, i materiali vegetali, la meccanizzazione delle operazioni colturali, la selezione e la classificazione del prodotto.

LEGGI IL PROGRAMMA E ISCRIVITI

, ,

Rete Rurale, il sostegno alla distribuzione dei prodotti biologici attraverso i PSR

Negli ultimi anni, il crescente interesse da parte del mercato per i prodotti biologici ha permesso un consolidamento della loro presenza nei canali tradizionali ma anche messo in discussione il modello distributivo sulla filiera lunga, che non sempre permette di remunerare adeguatamente il lavoro dell’agricoltore biologico.

Il settore si rivolge con sempre maggior frequenza a forme di commercializzazione alternativa, basate sulla riduzione del numero degli intermediari. La crescita di tali canali è supportata soprattutto dalle politiche di sviluppo rurale, che da sempre stimolano le azioni per le filiere locali e quelle volte alla riduzione degli intermediari.

Il presente rapporto offre quindi un primo contributo al dibattito sull’efficacia delle politiche nel sostenere questi percorsi di commercializzazione alternativi, verificando con quali modalità e secondo quali modelli la politica di sviluppo rurale favorisca la commercializzazione dei prodotti biologici in Italia e stimoli processi di integrazione orizzontale e verticale delle imprese.

,

Ortofrutta Italia, parte la campagna di promozione pesche e nettarine italiane

Al via questa settimana la Campagna di promozione istituzionale a favore di pesche e nettarine italiane, promossa dall’Organizzazione Interprofessionale ORTOFRUTTA ITALIA, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo.

Valorizzare la migliore ortofrutta italiana presso i consumatori si può. Da questa settimana fino al 31 agosto, prende il via la Campagna di comunicazione istituzionale di filiera dedicata alle pesche e nettarine italiane, che si propone di promuovere a tutto tondo questi straordinari frutti, con il duplice obiettivo di un miglioramento qualitativo generalizzato del comparto e una valorizzazione del prodotto Made in Italy presso i consumatori.

“Pesche e nettarine sono il comparto più ‘sensibile’ della frutta estiva – dichiara Nazario Battelli, Presidente dell’Organizzazione Interprofessionale Ortofrutta Italia nel corso della conferenza stampa di presentazione della Campagna (promossa da ORTOFRUTTA ITALIA con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo) che si è tenuta oggi presso il MiPAAFT alla presenza del Sottosegretario di Stato con delega all’ortofrutta Alessandra Pesce – spessissimo soggetto a devastanti crisi di mercato e sottoposto alla concorrenza diretta dei paesi mediterranei. Come Organismo Interprofessionale, con questa campagna di promozione a favore delle pesche, abbiamo voluto cogliere la volontà delle rappresentanze dell’intera filiera del comparto peschicolo di dare un segnale importante ai consumatori italiani.”

La Campagna sarà dunque caratterizzata da un impegno proattivo di filiera, che vedrà la partecipazione della produzione insieme a quella delle principali catene della Moderna Distribuzione e dei negozi specializzati e di prossimità, con il coinvolgimento degli operatori Grossisti dei mercati agroalimentari. In circa cinquemila punti vendita dislocati sul territorio nazionale, saranno esposti poster informativi per i consumatori, con indicazioni sulle principali tipologie di pesche: una comunicazione istituzionale, collettiva e “generica” del prodotto, realizzata con il rinnovato patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, che interesserà solo produzioni che rispetteranno un capitolato condiviso in sede interprofessionale, che innalza alcuni parametri qualitativi delle pesche, dal colore alla dolcezza.

“La situazione produttiva di pesche, nettarine e percoche in Italia, prevede una produzione di 1.296.000 tons, che equivale a un incremento del 13% rispetto al 2018. Le condizioni climatiche avverse del mese di maggio hanno inciso fortemente sugli standard produttivi e la campagna commerciale risulta complessa e difficoltosa e solo lo sforzo unito dell’intera filiera può affrontarla – spiega Gabriele Ferri, Coordinatore del Comitato di Prodotto di Ortofrutta Italia per le Pesche – l’obiettivo di questa campagna è quindi quello di fare conoscere di più e meglio rendendolo attraente agli occhi dei consumatori, un prodotto di eccellenza come le nostre pesche e nettarine. Il racconto del gusto delle diverse varietà e di tutta la filiera produttiva, diventa fondamentale per fare comprendere al consumatore il valore umano, ma anche economico, che sta dietro alla produzione delle nostre pesche. Il ruolo del consumatore è quindi fondamentale in questo momento, perché con la sua scelta di acquisto può incidere davvero su una produzione di eccellenza come questa, che sta soffrendo terribilmente, al punto di mettere in dubbio il proseguo della coltivazione stessa di pesche e nettarine in Italia.”

“Come negli anni passati, la GDO aderisce alla campagna di promozione delle pesche e nettarine in maniera massiccia, con migliaia di esercizi commerciali che mettono a disposizione i propri punti vendita per informare e comunicare la qualità, la territorialità e la stagionalità delle pesche e nettarine a tutto vantaggio dei consumi della frutta di qualità”, aggiunge Piero Cardile, Vice Presidente Vicario di Ortofrutta Italia. “L’auspicio è che questa iniziativa possa aiutare, soprattutto in una fase come quella attuale, ad aumentare i consumi di frutta fresca.”

“Commercio all’ingrosso e dettaglio sono un altro segmento del sistema distributivo dell’ortofrutta italiana – sottolinea Valentino Di Pisa, Presidente di Fedagromercati Nazionale – ed i due attori, seppur differenti, sono fortemente collegati fra di loro dal rapporto fornitore-cliente. Ogni giorno infatti, le aziende dei Mercati all’ingrosso riforniscono con prodotti controllati e di qualità i dettaglianti, che a loro volta sono in contatto con i consumatori finali attraverso i loro negozi specializzati, offrendo così una vasta gamma di prodotti freschi ed influenzando le scelte dei cittadini. Per questo motivo il coinvolgimento di questi due comparti attraverso le associazioni di riferimento, FEDAGRO e FIDA, rappresenta un valore aggiunto per l’iniziativa presentata oggi in conferenza con l’obiettivo di stimolare il consumo di ortofrutta nel nostro paese.”

“Nel periodo di maggiore potenziale qualitativo delle pesche, e nel contesto di un progetto annuale di Ortofrutta Italia che coinvolge mese per mese una decina di prodotti – conclude il Presidente Battelli – la Campagna di Ortofrutta Italia rappresenta in modo esemplare la possibilità di dare un messaggio di pubblica utilità al consumatore, stimolando il consumo di frutta e verdura di stagione sia per la valorizzazione economica della nostra filiera, ma soprattutto per la comprovata ricaduta benefica sulla salute dei cittadini che questo comporta.”

Scarica qui la locandina della promozione

Fonte: Ortofrutta Italia

,

A settembre Agroinsecta, gli insetti utili per l’uomo e per l’ambiente

Il 26 settembre 2019 nasce a Tortona AgroInsecta, il primo evento specializzato sull’insetticoltura per destinazione agroindustriale.

Un programma di conferenze sui principali temi che interessano la filiera, dalle interazioni e sinergie con il biogas, dagli insetti per la lotta biologica, alla mangimistica in sostituzione di altre farine proteiche e ad altri derivati per bioplastiche specialistiche.

AgroInsecta è un’opportunità per scoprire nuovi mercati ed applicazioni, nuove tipologie di allevamento zootecnico, per incontrare operatori del mondo agricolo, industriale e finanziario interessati a questo settore dalle grandi potenzialità.

AgroInsecta ha al centro del suo programma l’allevamento degli insetti per i più diversi scopi. In modo particolare, l’evento si focalizzerà sull’allevamento di insetti destinati a scopi alimentari, diretti o indiretti.

Le conferenze riguarderanno quindi i seguenti temi:

  • Esperienze di allevamento nell’insetticoltura:
    • Insetti per alimentazione umana:
    • Tenebrio molitor
    • Baco da seta
    • Grillo
  • Insetti per alimentazione animale:
    • Hermetia Illucens
    • Galleria Mellonella
  • Gli impollinatori e la protezione degli ecosistemi degli insetti
  • Tipologie di substrati adatti per insetticoltura
  • Lotta biologica e valorizzazione dei cicli naturali
  • Il biogas e l’allevamento di insetti: due filiere in simbiosi per una migliore sostenibilità ambientale
  • Sistemi automatizzati per insetticoltura
  • Impiego d’insetti e larve per ridurre il volume e la carica microbica di FORSU e liquami, senza vincolo di reimpiego della larva
  • Mangimistica ed insetticoltura
  • Lotta alle patologie nell’insetticoltura
  • Nuovi mercati di sbocco dei derivati dall’insetticoltura
  • Miglioramento della componente proteica delle larve

 

PER ISCRIVERSI, CLICCARE QUI

,

Unioncamere Calabria, evento regionale promozione turismo, strategie e nuovi strumenti

Le Camere di commercio calabresi per la promozione del turismo, le strategie e i nuovi strumenti del sistema camerale”- Giovedì 25 luglio 2019, ore 9.30.

Unioncamere Calabria, in rappresentanza del sistema camerale calabrese, sta organizzando l’evento regionale “Imprese/Turismo – Le Camere di commercio calabresi per la promozione del turismo, le strategie e i nuovi strumenti del sistema camerale”, che si terrà il prossimo 25 luglio presso la Sala conferenze di Unioncamere Calabria, a Lamezia Terme, a partire dalle ore 09.30.

Nell’ambito dell’evento saranno presentate le due piattaforme basate sull’A.I. e i Big data – “Turismo BigData” e “SIMOO”, realizzate dal sistema camerale nazionale con il supporto operativo di ISNART, nonchè una nuova metodologia per l’osservazione economica del turismo che permette di analizzare la capacità di connessione tra le risorse culturali e naturali e il sistema turistico territoriale.

Nella sessione mattutina saranno, inoltre, presentati i dati dell’Osservatorio regionale su Turismo, mentre in quella pomeridiana è previsto un laboratorio operativo nell’ambito del quale, oltre ad essere presentate alcune avanguardie/best practices calabresi del settore, sarà realizzato un Tavolo di lavoro per la creazione di reti/Partenariati.

Per sapehttps://forms.gle/FvUYFLGAkvjHRWwM7rne di più, partecipa all’evento!

Iscriviti dal seguente link: https://forms.gle/FvUYFLGAkvjHRWwM7 

,

Bio Bank, il punto delle vendite bio tra supermercati e specializzati

La crescita bio passa dalla Gdo con il 45% delle vendite. Al 24% i negozi bio.

Bio Bank pubblica on line il terzo Focus sul bio tra supermercati e specializzati. La serie storica di dati è quella raccolta da Bio Bank dal 1993 nei negozi bio e dal 1996 nella grande distribuzione alla quale si aggiunge il censimento 2018.


Secondo i dati Bio Bank il biologico in Italia è in continua crescita ma è la grande distribuzione ad intercettarla. Se nel 2009 il 45% delle vendite passava dagli specializzati e il 29% dai supermercati, nel 2018 la situazione è capovolta.

Negli ultimi 3 anni le vendite bio nei supermercati sono cresciute con incrementi a due cifre, anche se via via meno elevati: +36% nel 2016, +21% nel 2017, +11 nel 2018. Mentre i negozi bio hanno mantenuto le vendite del 2015, come emerge dai dati dell’Osservatorio Sana.

Un’accelerazione impressa dalla massiccia offerta di prodotti bio nel largo consumo. Continua, infatti, la corsa alle marche bio da parte dei supermercati e discount: le catene censite da Bio Bank salgono da 22 a 26 e le referenze alimentari delle private label passano da 3.500 a 4.300. In crescita anche la cosmesi bio con 10 catene e circa 170 referenze certificate.

Un’offerta in pieno fermento in un panorama assai dinamico, pieno di sfide. Non solo tra supermercati e specializzati, Ma anche tra discount e supermercati (mentre perdono quota gli ipermercati), tra insegne italiane ed europee che aprono a ripetizione in italia e sono tradizionalmente molto forti sul bio. Poi tra l’industria di marca e marca de distributore. E infine, la sfida più virtuale, dell’e-commerce.

Fonte: Bio Bank

Sfoglia il Focus Bio Bank – Supermercati & Specializzati 2019 su Issuu

 

,

Nasce la rete d’impresa “Calabria in Guscio”

Nasce ufficialmente “Calabria in Guscio” il progetto ambizioso per la produzione di nocciole voluto da Cia-Agricoltori Italiani Calabria.

La rete andrà a sottoscrivere il contratto di filiera con il colosso internazionale Ferrero per l’uso delle nocciole calabresi in prodotti della multinazionale a base del pregiato frutto in guscio. Quello di Cia-Agricoltori Italiani Calabria è un intento che parte da lontano e dopo un’attenta programmazione si sta giungendo, attraverso l’iniziativa, alla sua concretizzazione.

All’incontro, tenutosi a Cosenza, per la firma ufficiale dal notaio, erano presenti il presidente di Cia-Agricoltori Italiani di Calabria Nord, Luca Pignataro; il direttore di Cia-Agricoltori Italiani di Calabria Nord, Davide Vena; Franco Belmonte, direttore di Cia-Agricoltori Italiani Calabria; Mario Caligiuri, in rappresentanza dell’Azienda Torre di Mezzo, partner importante del progetto, insieme alla società Kalnut, capofila della rete stessa.

I vertici di Cia-Agricoltori Italiani Calabria esprimono immensa soddisfazione per il risultato ottenuto che risponde ad una elevata richiesta della materia prima, da parte dell’industria dolciaria che si avvarrà dell’utilizzo delle nocciole calabresi.

Fonte: CIA – Agricoltori Italiani

,

Equity crowdfunding, nel 2019 già raccolti 29 milioni di euro

L’equity crowdfunding continua a macinare numeri importanti in Italia. Dal primo gennaio al 30 giugno 2019 sono state infatti finanziate 65 campagne sulle 9 piattaforme più attive del Paese, per un totale di 25,4 milioni di euro raggiunti. Una cifra ragguardevole che potrebbe permettere di superare agevolmente il record del 2018 (114 campagne finanziate per 36 milioni raccolti).

Gli ultimi dati forniti da StartupItalia permettono infatti di aggiornare il counter alla cifra significativa di 29 milioni di euro per quanto riguarda il totale del mercato italiano, con il coinvolgimento di oltre 9.744 investitori. Aumenta dunque la propensione all’investimento da parte dei piccoli risparmiatori.

E se il panorama italiano risulta positivo, gran parte del merito, numeri alla mano, va a Mamacrowd, del network SiamoSoci e autorizzata da Consob. La piattaforma italiana di equity crowdfunding si conferma essere la prima per capitale raccolto: 7,6 milioni in poco più di sei mesi, sul totale italiano di 29 (26% del totale). Così come risulta prima per success rate (90%) e per numero di campagne milionarie, ben cinque.

StartupItalia 


Che cos’è e come funziona l’equity crowdfunding

Il termine crowdfunding indica il processo con cui più persone (“folla” o crowd) conferiscono somme di denaro (funding), anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere utilizzando siti internet (“piattaforme” o “portali“) e ricevendo talvolta in cambio una ricompensa.

Si parla di “equity-based crowdfunding” quando tramite l’investimento on-line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, la “ricompensa” per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa.

È possibile distinguere altri modelli di crowdfunding a seconda del tipo di rapporto che si instaura tra il soggetto che finanzia e quello che ha richiesto il finanziamento.

Vi sono anzitutto piattaforme in cui è possibile fare donazioni per sostenere una determinata causa o iniziativa senza ricevere nulla in cambio (è il c.d. modello “donation based“): ad esempio, si sostiene la campagna elettorale di un candidato con lo scopo di favorirne l’elezione.

È poi possibile partecipare al finanziamento di un progetto ricevendo in cambio un premio o una specifica ricompensa non in denaro (è il c.d. modello “reward based“): ad esempio, si finanzia uno spettacolo teatrale e in cambio si ottiene il biglietto per assistere alla sua rappresentazione. Questo è il modello di crowdfunding ad oggi più diffuso.

Con il crowdfunding inoltre è possibile realizzare prestiti tra privati, ricompensati con il pagamento di interessi ed effettuati per il tramite di piattaforme on-line (c.d. modello di “social lending” o “peer to peer lending“).

Quelli ora descritti peraltro sono modelli esemplificativi e non esauriscono l’insieme delle forme di crowdfunding esistenti a livello globale (si sta ad esempio diffondendo il nuovo modello “royalty based” nel quale si finanzia una determinata iniziativa ricevendo in cambio una parte dei profitti).

 

leggi di più …….


Il Registro dei gestori di portali per la raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line e i provvedimenti che integrano o modificano le informazioni in esso contenute sono pubblicate nel Bollettino della Consob, istituito in formato elettronico con delibera Consob n. 15695 del 20 dicembre 2006. Il Registro è previsto dall’art. 50-quinquies del d.lgs.n. 58/1998 e contiene:

  • una sezione ordinaria in cui sono iscritti i gestori di portali che sono autorizzati dalla Consob in seguito alla positiva verifica della sussistenza dei requisiti richiesti dal Tuf e dal Regolamento adottato dalla Consob con delibera 26 giugno 2013 n. 18592.
  • una sezione speciale in cui sono annotate le banche e le imprese di investimento autorizzate alla prestazione dei relativi servizi di investimento che hanno comunicato alla Consob, prima dell’avvio dell’operatività, lo svolgimento dell’attività di gestione di un portale.
,

Cipolla Rossa di Tropea IGP, campagna migliore dello scorso anno

Quest’anno il sole di giugno è stato clemente per la cipolla calabrese. Nel mese di maggio, si erano registrate almeno otto perturbazioni in Calabria, che avevano allertato produttori e commercianti. “Un prodotto di qualità, con calibri che hanno soddisfatto pienamente le esigenze di mercato. Lo scorso anno avevamo invece registrato dimensioni piccole del prodotto” spiega Vincenzo Sorace della OP Monte di Polistena (RC), che dal 1 gennaio 2018 annovera tra i suoi soci anche la Soc. Agricola Veltri, specializzata nella produzione di cipolla rossa di Tropea Calabria IGP ( cfr. FreshPlaza del 14/02/2018 ).

“Alla cipolla in Calabria sono dedicate quattro segmenti. Uno di questi, riguarda il cipollotto di Tropea , dove abbiamo risentito del calo qualitativo dello scorso anno, con scarse rese in campagna e il cipollotto rosso della Sila , coltivato in montagna in quantitativi limitati, al momento, con il quale cominceremo ad agosto”. Con il cipollotto fresco, l’azienda Veltri lavora in maniera intensiva da circa tre anni a questa parte. “Avendo dalla sua relazioni commerciali avviate e importanti, consolidate negli anni, ha registrato una buona crescita dal punto di vista dei quantitativi. Il focus non è però solo sui volumi: qualità e valorizzazione del prodotto sono gli aspetti sui quali basiamo la nostra attività e che vogliamo trasmettere”.

Sono, infatti, le condizioni pedoclimatiche – terreno, temperatura, umidità, ore di luce – del comprensorio della costa medio-alta del Tirreno calabrese, il peculiare corredo genetico e l’ingegno umano, a essere responsabili delle tipiche caratteristiche fisico-chimiche e organolettiche di questo bulbo. “Negli ultimi due-tre anni, i produttori hanno puntato maggiormente a coltivare il cipollotto con raccolta anticipata tra marzo e maggio, per non correre il rischio di scontrarsi con un clima sfavorevole nel mese di maggio, appunto”.

Fonte: FreshPlaza.it

SCARICA ARTICOLO STAMPA COMPLETO

,

Innovazione, siglata intesa tra Unindustria Calabria e Ubi Banca

Cosenza, 11 luglio 2019 – Accompagnare le aziende del territorio nei processi di crescita, per competere in un contesto sempre più globale, facendo leva su innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione, credito di filiera e sostenibilità: è l’obiettivo del protocollo di intesa firmato questa mattina da UBI Banca e Unindustria Calabria.

L’accordo rappresenta un ulteriore tassello nella sinergia attivata tra l’istituto di credito ed il sistema Confindustria e prevede iniziative specifiche per offrire un supporto finanziario e una consulenza mirata alle imprese intenzionate a beneficiare delle opportunità del Piano Nazionale Impresa 4.0.

L’intesa affida al Digital Innovation Hub Calabria un ruolo chiave per offrire un sostegno concreto alle aziende associate a Unindustria Calabria attraverso l’avvio di un percorso di formazione congiunta tra UBI Banca e l’associazione degli industriali sulle modalità di valutazione dei progetti di investimento delle imprese, del credito e degli strumenti di agevolazione offerti da Impresa 4.0. Grazie all’accordo le imprese avranno la possibilità di accedere al Plafond Ricerca, Sviluppo e Innovazione da 1 miliardo di euro tramite un’offerta bancaria con finanziamenti a medio e lungo termine e leasing.

L’intesa punta ad approfondire i bisogni delle imprese appartenenti alle filiere industriali e saranno definiti progetti di investimento a cui si adegueranno delle specifiche offerte di credito. Grande attenzione alla responsabilità sociale come strategia di competitività: i progetti orientati alla sostenibilità sono target delle analisi di investimento. Si tratta di iniziative imprenditoriali volte a ridurre l’impatto ambientale, mantenere o creare nuova occupazione, realizzare partnership tra pubblico e privato, migliorare i livelli di welfare e contribuire, con progetti dedicati, al supporto di territori svantaggiati o colpiti da disastri naturali.

“Competitività delle imprese e innovazione nel mondo produttivo sono gli obiettivi della partnership siglata oggi con Unindustria Calabria” afferma Alberto Pedroli, Responsabile della Macro Area Territoriale Sud di UBI Banca. “Il nostro istituto di credito mette a disposizione una rete di specialisti collegati al Digital Innovation Hub competenti sugli strumenti del Piano Nazionale Impresa 4.0 e sul finanziamento di progetti di trasformazione. Come UBI Banca stiamo facendo la nostra parte lavorando insieme ai protagonisti del sistema economico locale”.
“L’accesso al credito – sottolinea il presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca, che presiede anche il Digital Innovation Hub Calabria – continua a rappresentare un fattore di competitività strategico per il sistema delle piccole e medie imprese calabresi. Il protocollo che abbiamo appena sottoscritto con Ubi Banca permette alle aziende di poter cogliere delle opportunità per crescere. Con il Digital Innovation Hub Calabria, che abbiamo creato insieme alle tre università calabresi, la Regione Calabria, Cluster Fabbrica Intelligente e Confindustria Digitale, stiamo analizzando i fabbisogni di innovazione per accompagnare le imprese su quel percorso di innovazione che è fondamentale per stare sui mercati”.

Fonte: Unindustria Calabria

,

Fresh Retailer Show Conference, torna a settembre con l’evento premium per i professionisti dell’ortofrutta

Fresh Retailer Show&Conference, evento premium di business e di networking pensato per i professionisti dell’ortofrutta e i buyer della grande distribuzione, torna nella sua veste biennale giovedì 26 settembre a Milano, agli East End Studio.

Organizzato dalla testata Fruitbook Magazine, Fresh Retailer si presenta in questa sua quarta edizione con più contenuti, più esposizione, più suggestioni, più concretezza. Durante la giornata saranno assegnati i premi Top Fresh Retail 2020 e sarà presentata la nuova edizione della Guida alla GDO italiana con focus sull’ortofrutta. Tra le novità la collaborazione con Retail Institute Italy, che va ad aggiungersi a quella consolidata con SG Marketing

 

Il Premio Top Fresh Retailer

I più qualificati fornitori di ortofrutta esprimono le proprie preferenze sui gruppi distributivi italiani, in base a una serie di parametri. Il premio Top Fresh Retailer nasce nel 2015 su iniziativa della testata Fm e fin da subito ottiene visibilità presso il consumatore finale a seguito dell’attività di comunicazione dei gruppi vincitori, declinata sui diversi mezzi. I vincitori dell’edizione 2020 saranno comunicati durante Fresh Retailer: Show&Conference (Milano, 26 settembre 2019). Oltre al vincitore a livello nazionale, vengono premiati i gruppi che ottengono i maggiori apprezzamenti per macro-area geografica e in speciali categorie.

Nel 2019 il primo premio è stato vinto da Es