Sezione Sostenibilità Economica Circolare

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Siena Summer School on Sustainable Development – Seconda edizione 9-20 settembre 2019

Dopo il successo della prima edizione, che ha visto la nascita di alcuni progetti in tema di sviluppo sostenibile, negli spazi del Santa Chiara Lab dell’Università di Siena si svolgerà dal 9 al 20 settembre 2019 la seconda edizione della Siena Summer School on Sustainable Development.

La Scuola è organizzata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), in collaborazione con Fondazione Enel, Leonardo, la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (Rus), Sustainable Development Solutions Network Italia, Sustainable Development Solutions Network Mediterraneo ed il Santa Chiara LAB dell’Università di Siena.
Si tratta di una proposta educativa nata dalla volontà di promuovere i contenuti dell’Agenda 2030 e diffondere la conoscenza degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile al fine di sensibilizzare comunità, imprese e singoli individui sui temi della sostenibilità.

Mediante un’impostazione interdisciplinare, la Scuola mira al raggiungimento di una formazione di alto profilo e qualificazione sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Affronta le sfide sistemiche dello sviluppo sostenibile e promuovere l’adozione di soluzioni concrete ed efficaci.

La Summer School, della durata di due settimane, e che quest’anno prevedrà anche lezioni in lingua inglese, si articolerà in insegnamenti teorici, seminari e lavori di gruppo, con la partecipazione attiva sia di accademici sia di rappresentanti di istituzioni, imprese e organizzazioni internazionali. Alcune sessioni del programma si svolgeranno in luoghi di interesse storico e particolarmente rilevanti per i temi dello Sviluppo Sostenibile, anche a contatto con esperti del mondo delle imprese.

Sono disponibili 10 Full Scholarship e 30 Partial Scholarship per un programma didattico-scientifico di alto livello. La deadline per le iscrizioni è il 20 Giugno p.v..

Programma e info: http://santachiaralab.unisi.it/siena-summer-school-on-sustainable-develo…

Iscrizioni: http://www.congressi.unisi.it/?page_id=1136

Promo: https://www.youtube.com/watch?v=aAg6V9-qL3Q

Contatti: sienasummerschool@unisi.it.

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Workshop conclusivo regionale del Focus Chimica Verde per l’ortofrutta

Il 25 giugno prossimo si terrà a Latina l’ultimo evento del Focus della Rete rurale ‘Chimica verde per l’ortofrutta’.

Durante il workshop saranno presentati i risultati del lavoro svolto per l’individuazione di soluzioni innovative e sostenibili ai problemi del comparto ortofrutticolo. Analogamente agli altri workshop del Focus, sulle innovazioni proposte si aprirà un confronto con gli stakeholders del territorio e, successivamente, sarà possibile  visitare l’impianto di produzione di energia da biogas dell’azienda che ospita l’evento.

Il Focus Chimica Verde intende individuare soluzioni innovative e ad elevata sostenibilità per risolvere problemi delle fasi di produzione e trasformazione del settore ortofrutticolo e assicurarne la diffusione ai diversi portatori di interesse.Sarà condotto da un gruppo di coordinamento (Comitato scientifico), costituito da ricercatori di diversa provenienza e coordinato dal CREA-PB. L’approccio partecipativo sarà alla base del Focus, garantendo così il coinvolgimento di portatori di interesse del comparto, di rappresentanti del mondo della ricerca e di quello delle istituzioni in un confronto costante nel corso di un anno circa di attività.

Scarica la locandina del Focus Chimica Verde

Scarica “Il Focus Chimica Verde in sintesi”

Scarica il documento “Per una ortofrutticoltura sostenibile: Le proposte della Chimica Verde” (Maggio 2019)

Scarica il documento “Risultati dei tavoli d’ascolto sui problemi dell’ortofrutta” (Maggio 2019)


L’8 maggio 2019 si tenuto a Rimini, presso la Sala Diotallevi la Fiera MACFRUT,  un Workshop “La chimica verde e la bioeconomia per un’ortofrutticoltura sostenibile”. Il workshop ha avuto un duplice obiettivo:  ha illustrato i risultati del lavoro svolto durante il Focus Chimica verde per l’ortofrutta in cui sono state individuate soluzioni sostenibili per risolvere alcuni dei principali problemi dell’ortofrutta italiana e, in secondo luogo, ha aperto un confronto con operatori (associazioni e organizzazioni) e rappresentanti istituzionali per dibattere sulle possibili azioni utili allo sviluppo del settore.

Scarica e consulta i documenti di presentazione:

presentazione_chiomica_verde_8_5_19_sofia_mannelli

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Scarica e consulta i casi di studio:

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Giovedì 8 novembre 2018 si tenuto a Bologna un Workshop “La Chimica verde per un ortofrutticoltura sostenibile” L’obiettivo del seminario è duplice. Si intende in primo luogo presentare i risultati del lavoro svolto fino ad oggi e, in secondo luogo, si vuole aprire un confronto tra rappresentanti del mondo della ricerca, delle istituzioni pubbliche e dell’industria. Il confronto, in particolare, ha la finalità di far emergere le possibili tappe di un percorso comune dove, tenendo conto delle istanze che provengono dal mondo operativo, si possa convergere verso l’individuazione, la valorizzazione e la diffusione di soluzioni sostenibili per l’agricoltura e la società.

Scarica e consulta i documenti di presentazione:

CREA Mannelli

Opuntia_Biotech_2018.11.08


Il 16 marzo 2018 a Roma si è tenuto il primo incontro del Focus Chimica Verde, durante il quale sono stati organizzati dei tavoli d’ascolto sui problemi dell’ortofrutta che hanno coinvolto esponenti dei comparti orticolo e frutticolo (Organizzazioni dei produttori, Organizzazioni professionali). Il Comitato scientifico del Focus Chimica verde ha coordinato i lavori orientando il dibattito dei tavoli sui problemi tecnici e organizzativi delle aziende e delle filiere ortofrutticole che non hanno ad oggi soluzioni tecniche adeguate e/o sostenibili sul duplice piano ambientale (impatto di rilievo noto) ed economico (costi elevati). In particolare, sono state affrontate problematiche a livello di:

– nutrizione piante/suolo,
– difesa colture,
– processi di trasformazione materie prime,
– processi di conservazione,
– utilizzazione residui e scarti,
– ostacoli allo sviluppo di processi innovativi nel settore

Scarica e consulta i documenti di presentazione:

Presentazione 16 3 Zezza

Presentazione 16 3 Lazzeri

Raccuia 2018 Roma

S Mannelli cvb Focus CV 16 03 2018

CARBONE_16318

 

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Pubblicata la Direttiva UE “single use plastic”

Il 12 giugno scorso è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE L 155/1 la “Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente” – c.d. Direttiva SUP (single use plastic).

Consulta il testo della direttiva Direttiva Plastica


Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, entrerà in vigore trascorsi 20 giorni. Da quel momento gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepire la legislazione nel loro ordinamento nazionale.

La direttiva mira a prevenire e contrastare i rifiuti marini e si basa sulla legislazione dell’Ue già esistente. Ma si spinge oltre e stabilisce norme più severe per i tipi di prodotti e di imballaggi che rientrano tra i dieci prodotti inquinanti più spesso rinvenuti sulle spiagge europee. Le nuove norme vietano, con decorrenza al 2021, l’utilizzo di determinati prodotti in plastica usa e getta per i quali esistono alternative in commercio.

La direttiva prevede inoltre l’introduzione di misure che entrano in vigore con date differenziate rispetto al recepimento della direttiva come:

Regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR) per alcuni prodotti tra i quali: tazze da caffè, contenitori di alimenti per cibo da asporto pronto al consumo, filtri di sigarette, palloncini, reti da pesca, salviette umidificate. Per tali prodotti le attività di raccolta a fine vita e di pulizia che devono essere finanziatei dai produttori (sia come attività di raccolta a fine vita che di pulizia). A seconda del prodotto, tra gennaio 2023 e il 31 dicembre 2024 debbono essere soddisfatti gli obblighi aggiuntivi;

Obiettivi di raccolta e riciclo per le bottiglie: i paesi membri dovranno raccogliere separatamente da altri flussi  il 77% di quanto immesso al consumo entro il 2025 e il 90% entro il 2029;

Obiettivi di riduzione per i prodotti monouso in plastica considerati ancora non facilmente sostituibili come tazze da passeggio e contenitori di alimenti per cibo da asporto pronto al consumo (e loro eventuali tappi o coperchi). Gli obiettivi di  riduzione vengono demandati ai paesi dell’UE, così come le misure per raggiungerli tra possibilità di restrizioni all’uso e promozione di alternative riutilizzabili, con o senza incentivazioni economiche;

Contenuto di materiale riciclato obbligatorio: a partire dal 2025, le bottiglie in plastica dovranno contenere un minimo del 25% di materiale riciclato, percentuale che salirà al 30% nel 2030;

Tappi  e coperchi solidali con il contenitore per le confezioni di bevande in plastica (al più tardi cinque anni dopo l’entrata in vigore della direttiva i tappi dovranno essere non separabili dal contenitore);

Etichettatura obbligatoria per prodotti come filtri di sigaretta, bicchieri di plastica, assorbenti e salviette umidificate, per informare i consumatori sugli impatti negativi in caso di abbandono nell’ambiente e fornire indicazione sul corretto smaltimento (due anni dopo l’entrata in vigore della direttiva);

Attività di informazione e sensibilizzazione ambientale destinate ai consumatori rispetto all’utilizzo dei prodotti che possono comprendere anche le informazioni presenti sul prodotto.
Alcune di queste misure possono interessare contemporaneamente un determinato prodotto. Per fare un esempio chiarificatore, le bottiglie in plastica sono soggette ad obiettivi di raccolta vincolanti, ad avere una quantità minima di materia riciclata, ad avere tappi solidali con i contenitori e a regimi EPR che finanzino sia i costi di raccolta e avvio a riciclo che i costi di pulizia ambientale e di campagne di sensibilizzazione.

Quali sono i materiali e i prodotti vietati al 2021

Come introdotto, la direttiva prende di mira i dieci prodotti in plastica più inquinanti per affrontare l’emergenza dei rifiuti marini. Ecco che allora diventa fondamentale evitare che questi prodotti per i quali esistono alternative, vengano sostituiti da prodotti omonimi realizzati con altri polimeri che non si biodegradano velocemente in mare. Già nel 2015 il Rapporto delle Nazioni Unite “Biodegradable Plastics and Marine Litter. Misconceptions, Concerns and Impacts on Marine Environments” aveva allertato che l’adozione diffusa di prodotti etichettati come ‘biodegradabili’ non avrebbe ridotto in modo significativo i volumi di plastica che entrano negli oceani e i rischi connessi per gli ambienti marini.

Il rapporto evidenziava infatti che la biodegradazione completa della plastica si verifica in condizioni che raramente sussistono negli ambienti marini. Successivamente, il 5 dicembre 2017, l’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente ha adottato una Risoluzione sui rifiuti marini e sulla microplastica coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile sanciti dalle Nazioni Unite che mira, entro il 2025, a prevenire e ridurre in modo significativo l’inquinamento marino di ogni tipo. Ora i paesi europei hanno la possibilità di andare oltre ai limiti di questi accordi e risoluzioni globali che non hanno natura vincolante per i governi che li sottoscrivono, agendo direttamente sulle fonti di produzione di questi rifiuti marini che arrivano però dalla terraferma.

La direttiva SUP dice esplicitamente all’art. 3 che gli unici polimeri esclusi dal suo campo di applicazione sono quelli naturali, non modificati chimicamente. Le plastiche biodegradabili e compostabili siano esse derivate da fonti rinnovabili (totalmente o parzialmente) che di origine fossile, rientrano tra i polimeri modificati chimicamente e quindi fra i materiali vietati. Nel caso delle stoviglie non sono ammesse al pari della plastica e bioplastica neanche i manufatti realizzati in materiale poliaccoppiato composto da carta e da un rivestimento in materiale plastico.

L’elenco dei prodotti o imballaggi soggetti al divieto:

– Bastoncini cotonati per la pulizia delle orecchie;
– Posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette)
– Piatti (sia in plastica che in carta con film plastico)
– Cannucce
– Mescolatori per bevande
– Aste per palloncini (esclusi per uso industriale o professionale)
– Contenitori con o senza coperchio (tazze, vaschette con relative chiusure) in polistirene espanso (EPS) per consumo immediato (fast-food) o asporto (take-away) di alimenti senza ulteriori preparazioni
– Contenitori per bevande e tazze sempre in EPS
– Tutti gli articoli monouso in plastica oxo-degradabile

Fonte Italia che Cambia

www.italiachecambia.org

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Sana, le anticipazioni sull’edizione 2019

La 31esima edizione di Sana, Salone internazionale del biologico e del naturale, si terrà a Bologna dal 6 al 9 settembre 2019. Organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con Assobio e Federbio, con il patrocinio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il supporto di Ita, Italian trade agency, Sana è molto di più di un evento fieristico: è la destinazione per il business collegato al mondo del biologico, la piattaforma di confronto culturale sui temi a esso collegato, il luogo in cui incontrare operatori provenienti da tutto il mondo.
 
Evento business oriented, dunque, che si avvale dell’esperienza di BolognaFiere, secondo operatore fieristico nazionale, fra i primi a livello europeo con un forte know-how nell’organizzazione di eventi b2b leader internazionali nei rispettivi settori. 
 
“La nostra società – dichiara Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere – ha sviluppato un know-how che ci posiziona ai primissimi posti su scala internazionale e ci connota come destinazione e partner privilegiato per il business fieristico. Anche il Salone del biologico e del naturale è dimostrazione di questa specificità che si esplicita in un costante trend di crescita in termini di espositori e operatori e in un confronto sempre più incisivo con i buyer internazionali. Le novità dell’edizione 2019 rafforzeranno ulteriormente Sana come piattaforma di confronto per il biologico e per la discussione di temi fondamentali per il futuro, in termini economici e ambientali.” 
 
Sana 2019 si articola anche in questa edizione l’ampia proposta espositiva – oltre 900 gli espositori, su una superficie di più di 52.000 metri quadrati – nei settori:
 
• Food, che avrà per protagoniste le più importanti aziende del settore alimentazione biologica italiana e internazionale (padiglioni 29 e 30);
• Care&Beauty sarà lo spazio dedicato ai produttori di: cosmetici biologici e naturali, prodotti per la cura del corpo, integratori alimentari, prodotti/servizi naturali per la cura della persona (padiglioni 25 e 26);
• Green Lifestyle proporrà, infine, tecnologie, prodotti e soluzioni ecocompatibili, per uno stile di vita sano e responsabile (padiglione 28).
 
L’offerta espositiva di Sana si completerà con un ricco programma di convegni, workshop e seminari e un importante azione di incoming di delegazioni commerciali estere; nel 2018 sono stati più di 2.000 gli incontri programmati tra le aziende espositrici e i buyer internazionali.
Confermata, anche nel 2019, la presentazione dell’Osservatorio Sana con un focus dedicato al dimensionamento dell’export italiano dei prodotti agroalimentari biologici (a cura di Nomisma) e gli incontri dedicati alla formazione di Sana Academy che nell’ultima edizione hanno registrato il +27 per cento di partecipanti.
 
Sana 2019 “Plastic Free”
Per essere ancora più coerente con i temi al centro della manifestazione, Sana 2019 si trasformerà in evento “plastic free” negli ambiti della ristorazione riducendo così, ulteriormente, l’impatto ambientale dell’evento. Al bando la platica monouso, via libera al vetro e ai materiali compostabili per contenitori e suppellettili; l’acqua minerale sarà erogata in modalità free-beverage da distributori dedicati e i visitatori potranno utilizzare speciali borracce messe a loro disposizione. 
 
Anche le proposte di food and beverage avranno una declinazione bio, proponendo snack, panini, brioches, pizze, insalate, frutta e bevande, vini inclusi, rigorosamente bio e in contenitori compostabili. Piccoli gesti, che diventano significativi per l’ambiente quando diventano scelte che ognuno di noi porta nel vissuto quotidiano.
 
L’edizione 2019 di Sana vede riconosciuta e accresciuta la sua centralità per il mondo del biologico dallo svolgimento a Bologna – nelle giornate del 5 e del 6 settembre – dell’iniziativa Dalla rivoluzione verde alla rivoluzione bio, due giornate di “stati generali del bio”, con confronti ad altissimo livello in cui si delineeranno le scelte strategiche per il futuro dell’agricoltura e di ambiti fondamentali come la sostenibilità, il rispetto dell’ambiente e il corretto utilizzo delle risorse. 
 
L’evento, promosso da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e AssoBio, andrà a stimolare una riflessione sul ruolo del biologico per l’agricoltura italiana e sulla sua correlazione con fattori essenziali in chiave prospettica come: la biodiversità, la protezione delle acque e il climate change.
 
Nella prima giornata di lavoro Dalla rivoluzione verde alla rivoluzione bio andrà a toccare, con un approccio multi-disciplinare, i temi d’interesse fondamentali per lo scenario 2030 dell’agricoltura biologica e, nella seconda giornata, attiverà un momento di dibattito con le principali istituzioni e i più rilevanti attori nazionali e internazionali della filiera. 
 
Lo svolgimento degli “stati generali del bio” parallelamente a Sana darà vita a un momento di massima visibilità per il biologico, ribadendo la manifestazione quale accreditata sede in cui, ogni anno, le associazioni e le istituzioni di competenza, gli esperti, gli operatori e le aziende del settore si danno appuntamento per confrontarsi sugli ambiti di maggior importanza per la tutela dell’ambiente e la sua salvaguardia.
 
Sana si inserisce in una piattaforma espositiva di networking e confronto negli ambiti rivolti al largo consumo che si completa con MarcabyBolognaFiere, l’evento di riferimento europeo per i prodotti a marca del distributore, che coinvolge la quasi totalità delle insegne della Mdd, e Zoomark International, leader per l’industria del pet.
 
Fonte: Ufficio stampa Sana 
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ESEE 2019: Agricultural education and extension turned on innovation for sustainability

Acireale, 18-21 giugno 2019

La conferenza internazionale è incentrata sui nuovi strumenti per stimolare l’innovazione attraverso processi multi-attore e aprire la strada a innovazioni bottom-up, capitalizzazione della conoscenza, sviluppo di scambi di conoscenze basati su caratteristiche e specificità territoriali.

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Cimice asiatica: approvata in Senato la risoluzione per il controllo biologico

Approvata in Senato la risoluzione che impegna il Governo a dare la massima priorità alle misure legislative per valutare le potenzialità di Controllo biologico ed effettuare una corretta Valutazione dei rischi ambientali per l’introduzione della Vespa samurai (Trissolcus japonicus), allo scopo di contrastare il flagello della esotica Cimice asiatica, che tanti danni sta provocando all’agricoltura italiana.

La Vespa samurai è un importante antagonista naturale della Cimice nella sua area di origine. Infatti, negli ecosistemi in cui è presente, la Vespa depone le sue uova in quelle della Cimice, contenendone in tal modo le popolazioni, senza ricorrere ad agenti chimici nocivi come pesticidi ed insetticidi. Il nome comune con cui è indicato l’antagonista naturale “Samurai Wasp” non deve preoccupare, in quanto questo minuscolo Insetto utile, poco più grande di 1 mm, non ha nulla a che vedere con le comuni e temute vere Vespe.

Il CREA, il più importante ente di ricerca in Italia sull’agroalimentare, su richiesta del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo, è impegnato con il suo Centro di Ricerca Difesa e Certificazione proprio per lo sviluppo di un programma di Lotta Biologica Classica contro la Cimice asiatica, per testare le potenzialità e fare una valutazione di impatto ambientale sull’uso di antagonisti naturali.

Le Istituzioni hanno compreso e sostenuto la posizione della ricerca di cui il CREA è capofila, in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Centrale del MIPAAFT e questo permetterà a breve di completare le ricerche, non solo con riferimento alle indagini sull’efficacia della Vespa samurai, ma anche, come giustamente richiesto da più parti, di terminare una corretta Valutazione di Impatto Ambientale, basata sugli Standard Internazionali definiti dalla FAO e dalla European and Mediterranean Plant Protection Organization, per gli aspetti connessi alla tutela della biodiversità negli interventi di Lotta Biologica.

 

Contrasto alla Cimice Asiatica: lo stato delle ricerche al CREA Difesa e Certificazione

Nel quadro della definizione di un programma di Controllo Biologico della Cimice asiatica, dopo un primo avvio delle indagini nell’ambito del Progetto “ASPROPI” finanziato dal MIPAAFT, le ricerche del Centro CREA Difesa e Certificazione sono attualmente in fase di pieno sviluppo nell’ambito di un altro Progetto MIPAAFT denominato “PROTEZPIANTE” (MIPAAFT – Direzione generale dello Sviluppo Rurale – Servizio Fitosanitario Centrale).

Nell’ambito di “PROTEZPIANTE” il CREA-Difesa e Certificazione, previa acquisizione di tutte le necessarie autorizzazioni internazionali, nazionali e regionali, ha introdotto nel 2018 in condizioni di quarantena Trissolcus japonicus dagli USA avviando test di Laboratorio per verificarne potenzialità e impatto ambientale.

Il MIPAAFT inoltre, ha incaricato al tempo stesso il CREA di intensificare le ricerche su tutti gli antagonisti naturali della Cimice asiatica, che si sono adattati ad utilizzare questo ospite nei nuovi territori. Le indagini condotte in Italia a tale scopo hanno portato ad ottenere anche altre specie di Parassitoidi provenienti dalle aree di origine che hanno seguito accidentalmente la specie dannosa nella sua conquista di nuovi spazi. Dalle indagini effettuate nell’estate 2018, da ovature della Cimice, raccolte sia dal CREA Difesa e Certificazione nel Comune di Lodi su piante ornamentali sia dal Servizio Fitosanitario Regionale nel Friuli-Venezia-Giulia sono stati rinvenuti esemplari classificati come Trissolcus japonicus cioè Vespa Samurai nel casi di Lodi, mentre per quanto attiene ai reperti del Friuli-Venezia-Giulia, questi sono stati attribuiti ad una altra specie antagonista naturale della Cimice, Trissolcus mitsukurii.

I due ceppi di antagonisti naturali sono attualmente mantenuti in allevamento su uova della Cimice nei laboratori del CREA di Firenze, nelle medesime condizioni di sicurezza biologica in cui è stoccata la popolazione di Trissolcusimportata per motivi di studio dagli USA.

Con la decisione del Senato approvata nella Seduta Pubblica del 12 giugno le azioni di contrasto alla diffusione epidemica della Cimice marmorata asiatica e ai danni causati da questo Insetto, fanno un deciso balzo in avanti per permettere al mondo della ricerca di supportare adeguatamente l’agricoltura del nostro Paese, nel pieno e rispetto di principi di ecologia applicata alla tutela dell’ambiente.

In tale contesto, il CREA coordina inoltre una apposita rete di monitoraggio territoriale avviata a inizio 2019 per accertare la diffusione della Vespa samurai in Italia e nel contempo raccogliere informazioni per la Valutazione di Impatto Ambientale, cui partecipano attivamente le Università di Torino, Padova, Udine e Modena-Reggio Emilia, i Servizi Fitosanitari Regionali di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e le relative strutture di supporto (Ersa ed Ersaf), il Consorzio Fitosanitario di Modena e di Piacenza, il Servizio Fitosanitario del Canton Ticino (Svizzera), Agrion, Astra, CRPV, Condifesa Lombardia NE, Fondazione Fojanini, Fondazione Edmund Mach, Lamburg e CABI.

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La Piattaforma delle Conoscenze: nuovo strumento di condivisione di buone pratiche in materia di ambiente e clima

La Piattaforma delle Conoscenze è stata concepita quale strumento di condivisione delle buone pratiche in materia di ambiente e clima adatte ad essere replicate e trasferite, nonchè di networking tra tutti coloro che hanno sviluppato le buone pratiche nei settori Ambiente e Clima con i potenziali “replicatori”.

Che cos’è la Piattaforma delle Conoscenze?

In Italia sono presenti un numero importante di progetti, finanziati dalla Commissione europea (LIFE, CIP Eco Innovazione, CIP Europa Intelligente Energia, VII Programma Quadro di Ricerca) che hanno sperimentato con successo soluzioni, tecniche, metodi ed approcci, in materia di ambiente ed hanno contribuito a migliorare la base delle conoscenze nonchè favorito l’attuazione e lo sviluppo delle politiche e della legislazione dell’Unione. A fronte di un notevole numero di progetti di eccellenza, rispetto alle principali tematiche ambientali (rifiuti, efficienza delle risorse, tutela del suolo, inquinamento atmosferico, ambiente e salute, sostanze chimiche, adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici), si è ritenuto necessario compiere una scelta strategica e pragmatica diretta a mettere a sistema tutte le buone pratiche ambientali e sul clima per valorizzare e capitalizzare le esperienze a livello nazionale.

A chi è rivolta?

La Piattaforma delle Conoscenze è stata concepita quale mezzo di condivisione delle buone pratiche e di networking tra tutti coloro che hanno sviluppato la buona pratica con i potenziali “replicatori”.

La Piattaforma delle Conoscenze è rivolta a tutti quei soggetti pubblici e privati che programmano investimenti in campo ambientale, offrendo metodi, tecniche e modelli già sperimentati a livello locale e potenzialmente replicabili.

Che cosa contiene?

La Piattaforma delle Conoscenze è un sito web dinamico, collegato al portale del Ministero dell’Ambiente, che contiene le schede tecniche di dettaglio delle buona pratiche con i relativi risultati raggiunti. Tali schede sono state raggruppate per settore tematico (rifiuti, natura, biodiversità, acqua, ambiente urbano, clima, energia, suolo e uso efficiente delle risorse). Il sito web inoltre, comprende un’area dedicata alla normativa ambientale, nazionale e comunitaria, e una sezione riservata ai programmi di finanziamento che prevedono sovvenzioni di azioni nei settori dell’ambiente e del clima. La Piattaforma consentirà di tenersi al passo sui sistemi e le tecnologie ambientali in determinati settori chiave.

Qual è l’obiettivo?

La Piattaforma delle Conoscenze ha come principale obiettivo quello di facilitare l’accesso alle buone pratiche contribuendo a trasferirle a coloro che sono alla ricerca di una soluzione già testata, prontamente cantierabile ed implementabile dalle autorità pubbliche (Amministrazioni centrali, Regioni, Enti Locali, Enti di ricerca, Parchi, Università) o dal sistema produttivo. Tutto ciò nell’ottica di migliorare l’efficacia dell’utilizzo dei finanziamenti pubblici ed aumentarne l’impatto.

I Focus della Piattaforma delle Conoscenze:

  • Complementarietà: rendere effettivo l’uso ottimale dei fondi e dei finanziamenti dell’Unione Europea, nei settori della tutela dell’ambientale e dell’adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, massimizzando l’impatto e l’efficienza dei finanziamenti pubblici dell’Unione attraverso i programmi a gestione diretta ed indiretta ed evitando il rischio del doppio finanziamento.
  • Sinergia: evitare che gli investimenti siano fine a sé stessi, ma abbiano invece un maggiore impatto ed una sostenibilità nel tempo. In questo senso sinergia significa anche ampliare l’impatto dei Fondi.
  • Condivisione: mettere a sistema tutte le buone pratiche finanziate in Italia nel corso delle programmazioni 2007-2013 e 2014-2020.
  • Suggerire i fondi e gli strumenti finanziari attivi per l’implementazione dei risultati.
  • Coordinare tutte le iniziative nazionali o locali su uno specifico settore ambientale (Acqua, Rifiuti, Adattamento, ecc.).
  • Favorire il Networking con le reti tematiche e le piattaforme esistenti.
  • Ispirare aggiornamenti normativi.
  • Favorire partnership pubblico – private.
  • Fornire una rassegna aggiornata della normativa e delle politiche nazionali e dell’Unione in campo ambientale e del clima

La Piattaforma delle Conoscenze non si limiterà a mettere a sistema tutte le buone pratiche, ma rappresenterà anche il perno di una campagna di comunicazione nazionale che verrà promossa per aumentare la conoscenza delle soluzioni sperimentate rivolta a tutti gli stakeholders.

Accedi per sapere di più … 

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I nuovi seminari Irritec Academy di giugno: risparmio idrico e ottimizzazione risorse

Irritec Academy, è il centro di formazione Irritec che punta a diffondere la cultura del risparmio idrico e l’ottimizzazione delle risorse per ottenere il massimo rendimento con il minimo consumo di acqua, energia e sostanze nutritive. Lo fa attraverso convegni, seminari, corsi e incontri, presso enti, istituzioni, università, centri di ricerca e anche presso i rivenditori, di tutte le parti del mondo.

Attraverso la sua attività, Irritec Academy, oltre a promuovere le più innovative soluzioni per l’irrigazione di campi, serre e giardini, contribuisce a formare piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo contribuendo a inserirli nel tessuto produttivo e sociale.

I nostri qualificati agronomi, con una grande esperienza nel mondo dell’irrigazione per l’agricoltura e il giardinaggio professionale, saranno per te una vera e propria guida, alla quale potrai chiedere utili consigli.

Consulta il calendario degli appuntamenti e prenota il tuo posto.

Scopri i prossimi seminari e workshop

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Primo WorldFoodSafetyDay

Il primo #WorldFoodSafetyDay e l’OMS / Europa si uniranno ai partner di tutto il mondo per celebrare la giornata per sensibilizzare e promuovere l’azione per garantire che il cibo sia sicuro.

La prima Giornata mondiale della sicurezza alimentare (WFSD) sarà celebrata il 7 giugno 2019 per attirare l’attenzione e ispirare azioni volte a prevenire, individuare e gestire i rischi alimentari, contribuire alla sicurezza alimentare, alla salute umana, alla prosperità economica, all’agricoltura, all’accesso al mercato, al turismo e sviluppo sostenibile.

https://www.fondazionefico.org/2019/06/06/worldfoodsafetyday/

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Assobioplastiche ha presentato il suo 5° Rapporto Annuale: in crescita il film per l’agricoltura

Roma, 5 giugno 2019 – Assobioplastiche ha presentato oggi a Roma il suo 5° rapporto annuale

Nel 2018, in Italia, in base ai risultati dello studio effettuato da Plastic Consult, società indipendente che svolge studi e analisi di mercato nel settore delle materie plastiche, l’industria delle plastiche biodegradabili e compostabili è rappresentata da 252 aziende – suddivise in produttori di chimica e intermedi di base (5), produttori e distributori di granuli (20), operatori di prima trasformazione (162), operatori di seconda trasformazione (65), con 2.550 addetti dedicati per 88.500 tonnellate di manufatti compostabili prodotti in Italia, con un fatturato complessivo di 685 milioni di euro.

Relativamente ai settori applicativi, in base allo studio Plastic Consult, nel 2018, delle 88.500 tonnellate di polimeri lavorati, il 61% è stato destinato alla produzione degli shopper monouso per la spesa, il 19% ai sacchi ultraleggeri e il restante 20% suddiviso tra i sacchi per la raccolta della frazione organica, manufatti per l’agricoltura, la ristorazione, il packaging alimentare e l’igiene della persona.

Il film per agricoltura è arrivato a poco meno di 2.000 tonnellate, con un incremento superiore al 10% rispetto all’anno precedente.

Secondo lo studio Plastic Consult, nel 2018 la produzione di altre tipologie di film rappresenta il 23% del totale produzione film flessibile da polimeri compostabili. Tra le voci in crescita, sia l’imballaggio alimentare, dopo alcuni anni di andamento altalenante, sia quello del film compostabile per pacciamatura, in diffusione crescente anche su mercati internazionali.
Assobioplastiche ritiene che l’accordo di collaborazione recentemente siglato con Federbio per l’impiego dei bioteli nell’agricoltura biologica potrà rappresentare un ulteriore volano di crescita per questa tipologia applicativa.

Leggi il report completo CS_Assobioplastiche 5 rapporto 5 giugno 2019


L’Associazione Italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili – Assobioplastiche – è stata fondata nel 2011 da produttori di bioplastiche, trasformatori di bioplastiche in manufatti, commercianti e distributori di prodotti in bioplastiche, enti di ricerca, associazioni e gestori degli impianti di trattamento della frazione organica per promuovere la diffusione dei prodotti compostabili e della raccolta differenziata della frazione organica secondo i principi dell’economia circolare, per rappresentare il settore nei confronti delle istituzioni e dei policy maker e per proteggere l’intera filiera contro pratiche scorrette e concorrenza sleale.

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