Sezione Sostenibilità Economica Circolare

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CHEP Italia: nuovo pallet sostenibile

CHEP Italia propone il nuovo pallet europeo B1208A

Sostenibilità ed ottimizzazione della supply chain: i due pilastri sui quali si basa la visione di CHEP Italia vengono ulteriormente confermati dal nuovo pallet europeo B1208A che, a poco più di un anno dall’inizio delle consegne sta registrando risultati molto positivi.

A fronte di più di 1,5 milioni di pallet immessi, le difettosità del ripiano superiore risultano ridotte di oltre il 50%, sono stati utilizzati 500 alberi in meno ogni anno ed è stata rilevata una sensibile riduzione delle rilavorazioni, dei rischi ergonomici e degli incidenti, con una conseguente ottimizzazione delle risorse.

Il nuovo pallet B1208A ha una piattaforma più robusta che offre maggiore qualità e sicurezza, oltre a una durabilità superiore, mantenendo le stesse dimensioni e tolleranze in modo da non compromettere le operazioni nella catena di approvvigionamento e nei magazzini automatici.

Questo nuovo design aumenta la superficie coperta di materiale al 90,6%, riducendo il potenziale rischio di danni all’imballaggio.

La distribuzione di questo nuovo pallet conferma l’impegno di CHEP nell’applicazione concreta della strategia di sostenibilità del Gruppo Brambles e nel raggiungimento dei suoi obiettivi di sostenibilità per il 2020.

A confermare il valore aggiunto offerto da CHEP con il nuovo pallet B1208A, anche il prestigioso premio “Logistico dell’anno”, che gli è stato conferito in occasione dell’edizione 2019 nella categoria “Sostenibilità”. Questo riconoscimento conferma il significativo contributo di CHEP nell’ottimizzazione della Supply Chain grazie al design innovativo di questa soluzione, in grado di assicurare elevati standard in termini di qualità, rendimento ed uniformità dimensionale.

https://www.chep.com/it/it/consumer-goods/about-us/global-chep/about-us

 

 

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Attivo lo spazio virtuale del CREA a supporto delle imprese

Il 19 dicembre alle ore 10:00 presso la sede del CREA a Roma si è tenuto un primo evento informativo sulla creazione di uno spazio virtuale sul portale dell’Ente interamente dedicato alle imprese, già attivo al link https://www.crea.gov.it/spazio-impresa.

Attraverso questa iniziativa, che si colloca nell’ambito delle attività di trasferimento delle conoscenze e dei risultati prodotti dai propri Centri di ricerca, il CREA si propone di individuare nuove forme di comunicazione e partenariato con le imprese nonché di rafforzare sempre più il rapporto di collaborazione e condivisione nei diversi comparti, organizzando in modo più fruibile gli strumenti messi a disposizione finora.


Nell’intento di rafforzare il rapporto di collaborazione e partenariato con le imprese operanti nei diversi comparti del settore agroalimentare, il CREA offre servizi ed opportunità, adottando strumenti di comunicazione e collaborazione tradizionali o innovativi, nel reciproco interesse.

Le imprese interessate potranno iscriversi allo SPAZIO IMPRESA per accedere tempestivamente alle informazioni che il CREA intende rendere disponibili, previa condivisione degli scopi e dei principi che ne regolano l’utilizzo.

Con l’adesione allo SPAZIO IMPRESA si potranno ricevere direttamente informazioni su:

  • avvisi per manifestazione d’interesse sulle innovazioni dell’Ente per collaborazioni/licenze, anche organizzati per comparto produttivo/settore di riferimento
  • elenco delle altre innovazioni disponibili e dei risultati immediatamente trasferibili o in fase di sviluppo
  • eventi per le imprese organizzati presso i Centri di ricerca
  • aggiornamento continuo del catalogo dei risultati della ricerca, delle invenzioni industriali, delle privative per novità vegetali, delle varietà iscritte ai registri nazionali varietali

Inoltre:

  • iscrizione automatica alle Comunità di pratiche del CREA
  • attivazione di eventuali tematiche di approfondimento (e-learning) anche su richiesta

Per iscriversi:

 

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Arrivano sulle tavole le prime clementine sostenibili

Arrivano sulle tavole le prime clementine sostenibili, che rispettano l’ambiente e la biodiversità, combattono lo sfruttamento e garantiscono un equo compenso agli agricoltori. L’iniziativa nasce da un protocollo d’intesa sottoscritto da Federdistrbuzione, Coldiretti e Fai – Filiera agricola italiana – che porterà sugli scaffali dei supermercati e ipermercati nazionali una selezione di prodotto di alta qualità proveniente soprattutto dalla Calabria e dalla Basilicata, sostenuta da una campagna di informazione sulle proprietà e le caratteristiche degli agrumi Made in Italy.
L’iniziativa di Coldiretti, Fai e Federdistribuzione punta quindi a valorizzare le clementine tricolori per l’intero periodo di raccolta che va da dicembre a fine marzo, per dare la possibilità al consumatore di trovare nella proposta dei punti vendita dalla GDO un prodotto nazionale con determinate caratteristiche e poter quindi meglio scegliere.
Il prodotto nazionale verrà presentato con un packaging dedicato che ne illustrerà anche le principali caratteristiche.
“L’obiettivo dell’intesa è aprire sbocchi di mercato e promuovere la competitività del prodotto italiano con concrete ricadute economiche sui territori – sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini -, ma anche garantire che dietro gli alimenti in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”.
“La firma del protocollo con Coldiretti e Filiera Agricola Italiana ha un duplice valore – osserva il Presidente Federdistribuzione Claudio Gradara -: da una parte si ripropone l’importante obiettivo di diffondere i prodotti italiani di qualità e in particolare il vero prodotto agricolo Made in Italy attraverso la fitta rete distributiva delle imprese associate a Federdistribuzione; dall’altra segna un importante accordo che vede la maggiore associazione di rappresentanza del comparto agricolo e la principale associazione della distribuzione moderna organizzata, unire gli sforzi per un lavoro sinergico che intende sempre più migliorare la consapevolezza del consumatore nelle scelte d’acquisto accompagnando l’azione economica con profili etici e di sostenibilità delle produzioni nazionali, delle eccellenze locali e dei prodotti della tradizione italiana”.
Fonte: Ufficio stampa Coldiretti
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Più alveari e apicoltori grazie al sostegno dell’UE: migliora la biodiversità

Il numero di alveari e di apicoltori nell’UE è aumentato nel corso degli anni, consentendo un incremento del 16 % della produzione di miele nell’UE tra il 2014 e il 2018. È questa una delle conclusioni principali della relazione sull’attuazione dei programmi apicoli nell’UE, pubblicata oggi dalla Commissione europea.

Janusz Wojciechowski, Commissario per l’Agricoltura, ha dichiarato: “Il settore dell’apicoltura è fondamentale per l’agricoltura e per la biodiversità in generale. Dobbiamo incoraggiare gli apicoltori in tutta l’UE. È per questo che sostengo pienamente l’aumento da 120 a 180 milioni di euro dei finanziamenti dell’UE per i prossimi programmi apicoli triennali nel quadro della proposta della Commissione per il prossimo bilancio agricolo.”

La relazione presentata oggi traccia una panoramica del settore e analizza l’attuazione delle misure di sostegno messe in atto nell’UE con i programmi apicoli.

Con 17,5 milioni di alveari, gestiti da 650 000 apicoltori, nel 2018 l’UE ha prodotto 280 000 tonnellate di miele. L’apicoltura è praticata in tutti gli Stati membri dell’UE e l’Unione europea è il secondo produttore mondiale di miele.

L’UE cofinanzia i programmi apicoli, che sono formulati a livello nazionale in cooperazione con il settore per migliorare le condizioni del settore dell’apicoltura e la commercializzazione dei relativi prodotti. I programmi hanno una durata di tre anni, e nel triennio 2017-2019 l’UE ha messo a disposizione un contribuito annuo di 36 milioni di euro, importo raddoppiato grazie ai contributi nazionali. Per il triennio 2020-2022 il contributo annuale dell’UE è passato da 36 milioni di euro a 40 milioni di euro. I fondi sono assegnati a ciascuno Stato membro sulla base del numero di alveari comunicato all’UE.

Nel 2018, tra le otto misure ammissibili per i programmi apicoli, le azioni di assistenza tecnica (ad esempio, formazione, sostegno per l’acquisto di attrezzature tecniche, sostegno ai giovani apicoltori) e le azioni di lotta contro gli aggressori degli alveari hanno ricevuto la maggior parte dei finanziamenti disponibili, con una percentuale complessiva del 60 %. Il ripopolamento del patrimonio apicolo e l’assistenza nella gestione dei movimenti degli alveari durante la stagione della fioritura hanno ricevuto complessivamente oltre il 30 % dei fondi. Le altre misure ammissibili riguardano la ricerca applicata, l’analisi dei prodotti dell’apicoltura, il miglioramento dei prodotti e il monitoraggio del mercato.

Per quanto riguarda la PAC post-2020, la Commissione ha proposto di includere i programmi apicoli nei piani strategici della PAC. Questi piani, elaborati a livello nazionale, definiscono le modalità secondo le quali ciascuno Stato membro intende conseguire gli obiettivi della PAC. Sarà in tal modo accresciuta la visibilità del settore dell’apicoltura, garantendone allo stesso tempo il contributo agli obiettivi generali della PAC, anche per quanto riguarda l’azione per il clima.

I programmi saranno inoltre resi obbligatori per gli Stati membri, così da garantire l’adozione e il sostegno continui.

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“Coltiviamo Agricoltura Sociale 2019” di Confagricoltura: tra i tre premiati un’azienda calabrese

Un settore in espansione in tutta Italia a testimonianza della risposta al cambiamento sociale in atto

Sono stati premiati oggi a Palazzo Della Valle, sede di Confagricoltura, i tre progetti vincitori del Bando Agricoltura Sociale, giunto alla sua IV edizione.

Il bando, nato da un’idea di Confagricoltura, Onlus Senior-L’Età della Saggezza a Roma e Rete fattorie sociali, ha visto una progressiva espansione garantendosi quest’anno la collaborazione attiva di Reale Foundation e ottenendo il patrocinio del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, oltre alla sempre proficua collaborazione dell’Università di Roma Tor Vergata.

A ciascuno dei vincitori sono stati assegnati 40mila euro e una borsa di studio per la partecipazione al Master di agricoltura sociale organizzato dall’Università di Tor Vergata.

L’agricoltura sociale è in forte espansione, segue il cambiamento del concetto di welfare in atto nel Paese e suscita sempre più attenzione da parte dei giovani. Il numero e il livello qualitativo crescente dei progetti presentati, l’ampliamento della platea dei beneficiari, che spazia dai bambini agli anziani, dai portatori di handicap ai detenuti, ne sono la prova concreta. La piattaforma web “Coltiviamo agricoltura sociale” ha registrato quasi 2 milioni di visualizzazioni e 250mila accessi, di cui 70mila soltanto nell’ultimo anno.

“Confagricoltura prima di altri ha creduto nelle opportunità dell’agricoltura sociale – ha ricordato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti durante la premiazione – attivandosi da subito con gli interlocutori politici ed istituzionali, partecipando ai lavori dell’Osservatorio per la stesura dei decreti attuativi della Legge 141/2015 che, ad oggi, sono ancora in corso di definizione. Fare agricoltura sociale significa fare innovazione nel welfare, dare slancio a questa rete virtuosa di professionalità”.

«Il mondo agricolo continua a svolgere un ruolo di rilievo nell’economia italiana e Reale Foundation, la fondazione corporate di Reale Group, ha voluto sostenere questa iniziativa, il cui obiettivo coniuga bene innovazione sociale e inclusione socio-economica – ha dichiarato Luca Filippone, direttore generale di Reale Mutua – Reale Foundation è orgogliosa di poter lavorare con partner di eccellenza come Confagricoltura al fine di partecipare alla generazione di impatti positivi, misurabili e intenzionali, in linea con i valori della mutualità che da sempre guidano il nostro modo di fare impresa».

“In quattro anni il nostro bando è cresciuto, ha incentivato forme di produzioni e servizi ad alto valore aggiunto sociale – ha detto il segretario generale della Onlus Senior-L’Età della Saggezza, Angelo Santori – favorendo l’integrazione tra i diversi attori dell’agricoltura sociale e la realizzazione di modelli di buone pratiche”.

I tre vincitori del Bando Coltiviamo agricoltura sociale 2019 – IV edizione sono:

Azienda agricola La Pesa, di Castellamonte (Torino), con il progetto “Io ho un sogno oggi”, che ha come obiettivo di favorire l’inclusione sociale e lavorativa di soggetti fragili, favorendo pratiche innovative e sostenibili nelle comunità agricole pre-montane della Valle Sacra, caratterizzate da una forte emigrazione, soprattutto giovanile, diffusa disoccupazione e significativo calo demografico.
Azienda agricola Casa del Pietro, di Capolona (Arezzo), con il progetto “Eureka: Solleviamo l’orto”, destinato a disabili, minori e giovani con disagio sociale. L’obiettivo è creare una rete di supporto per le famiglie inserendo questi soggetti nella cura di un orto, nella realizzazione di un pollaio, nella successiva trasformazione degli ortaggi e delle erbe aromatiche, fino alla vendita dei prodotti.
Don Milani Società Cooperativa Sociale, di Acri (Cosenza), con il progetto “Gli Agri-Saggi del Villaggio” rivolto agli anziani del territorio, che verranno integrati nelle attività aziendali con l’obiettivo di offrire loro la possibilità di stare all’aria aperta, di fare una moderata attività fisica e di uscire dall’isolamento intessendo nuove relazioni. E’ prevista la creazione di una serra, la realizzazione di un orto, la sistemazione del giardino e dei sentieri botanici esistenti.
Ai tre vincitori Confagricoltura assicura il supporto necessario per lo svolgimento dei progetti secondo l’accordo siglato oggi, che stabilisce anche modalità e tempi di erogazione dei premi.

Fonte: Ufficio Stampa Confagricoltura

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Federbio soddisfatta: il biologico al centro del Green Deal Europeo

Il documento presentato dalla presidente della commissione EU Ursula Von Der Leyen punta su una strategia di crescita verde che dovrà portare l’Europa a essere il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050.

Bologna, 12 dicembre 2019 – L’incremento dei terreni coltivati ad agricoltura biologica è tra le 50 proposte della roadmap del Green Deal europeo presentato dalla Presidente della Commissione europea. Il piano prevede iniziative volte a favorire l’economia circolare, gli investimenti verdi in Europa e la strategia “Dal produttore al consumatore” per progettare  un sistema alimentare giusto, sano e rispettoso dell’ambiente attraverso la diffusione di pratiche sostenibili come l’agricoltura e l’allevamento biologici.

FederBio valuta estremamente positivi anche i piani strategici finalizzati a ridurre significativamente l’uso di pesticidi chimici, fertilizzanti e antibiotici la cui attuazione non può prescindere dalla conversione al biologico.

“Esprimiamo grande soddisfazione per la nuova strategia di crescita verde per l’Europa presentata al Parlamento EU da Ursula von der Leyen. Il Green Deal europeo è un vero e proprio cambio di paradigma e tra le proposte l’approccio agroecologico e la transizione verso l’agricoltura biologica per favorire la biodiversità e il contrasto al cambiamento climatico rappresentano alcuni dei punti fondamentali.  Inoltre, c’è una chiara indicazione affinché i piani strategici nazionali della Politica Agricola Comunitaria (PAC) riflettano pienamente l’ambizione del Green Deal e siano indirizzati a ridurre significativamente l’utilizzo dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici nonché l’uso di antibiotici e a premiare gli agricoltori per il miglioramento delle prestazioni ambientali e climatiche. Auspichiamo che le direttive europee siano propulsive per una veloce approvazione al Senato della proposta di legge sull’agricoltura biologica, già approvata a grande maggioranza alla Camera”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

Ufficio Stampa FederBio

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La delegazione FAI del Pollino, si discute di biodiversità dei prodotti locali

Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) delegazione del Pollino organizza l’iniziativa dal titolo “La biodiversità alimentare nel Parco Nazionale del Pollino” che si svolgerà martedì 10 dicembre alle ore 17,00 a Castrovillari (CS) presso i locali dell’Ente Parco Nazionale del Pollino “Palazzo Gallo”, in Corso Garibaldi. Nell’ambito di questa iniziativa è previsto il contributo di Luigi Gallo dell’ARSAC sul tema: Lbiodiversità dei prodotti locali”.

PROGRAMMA

Saluti

Domenico Lo Polito – Sindaco di Castrovillari

Donatella Laudadio – Capodelegazione FAI Pollino

Carlo Sangineti – Presidente Centro Aggregazione Anziani “A. Varcasia” – Castrovillari

Interventi

Luigi Blotta – Docente IPSEOA Castrovillari “Il cibo tra alimentazione e cultura”

Luigi Gallo – ARSAC – Ce.D.A. n.2 Castrovillari  “ La biodiversità dei prodotti locali”

Conclusioni

Domenico Pappaterra – Presidente Parco Nazionale del Pollino

Modera: Mario Alvaro – giornalista

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Accordo provvisorio sulle prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua in agricoltura

La Commissione accoglie con favore l’accordo provvisorio raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio sulle prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua. Le nuove norme, proposte dalla Commissione nel maggio 2018, stabiliranno prescrizioni minime armonizzate riguardo alla qualità delle acque per un riutilizzo sicuro delle acque reflue urbane trattate nell’irrigazione agricola.

03-12-2019

Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Questo accordo provvisorio fornisce all’UE un potente strumento per affrontare alcune delle sfide poste dai cambiamenti climatici. Insieme alle misure su risparmio ed efficienza idrica, l’utilizzo di acque depurate nel settore agricolo può svolgere un ruolo importante per combattere lo stress idrico e la siccità, garantendo contemporaneamente la piena sicurezza dei nostri cittadini“.

Attualmente la pratica del riutilizzo dell’acqua è attiva solo in pochi Stati membri ed è sfruttata molto al di sotto del suo potenziale. Le nuove norme concordate faciliteranno e incoraggeranno l’adozione di questa pratica positiva che può garantire un approvvigionamento più prevedibile di acqua pulita agli agricoltori dell’UE, aiutandoli ad adattarsi ai cambiamenti climatici e a mitigarne gli effetti. Grazie alle prescrizioni minime, le nuove norme assicureranno la sicurezza della pratica e rafforzeranno la fiducia dei cittadini nei prodotti agricoli sul mercato interno dell’UE.

L’accordo provvisorio deve ora essere formalmente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE. Il testo integrale del comunicato stampa è disponibile online.

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Un fondo europeo a sostegno della bioeconomia circolare

Il futuro fondo, istituito nell’ambito della strategia dell’UE per la bioeconomia, mira a raccogliere 250 milioni di euro di fondi da investitori pubblici e privati entro l’inizio del 2020, che investirà in settori come l’agricoltura e l’allevamento, l’acquacoltura, la pesca, la silvicoltura, i prodotti biochimici, i biomateriali e l’alimentazione. La Banca europea per gli investimenti dovrebbe investire fino a 100 milioni di euro nel fondo, che è sostenuto da una garanzia di InnovFin – Finanziamento dell’UE per l’innovazione , un’iniziativa finanziata nel quadro di Orizzonte 2020.

Accedi da qui per saperne di più: https://www.ecbf.vc/

 

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Eni-Cnr per la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile della risorsa idrica

Lo scorso 26 novembre  è stato inaugurato a Metaponto alla presenza del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, il centro di ricerca congiunto Eni – Cnr dedicato alla promozione di soluzioni e tecnologie innovative per l’efficienza e l’ottimizzazione della gestione delle acque volte ad una corretta valorizzazione delle risorse idriche. Le attività si svilupperanno su tre direttrici progettuali: l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua in agricoltura, le tecnologie avanzate di riutilizzo di acque urbane e industriali e la gestione ottimale delle acque sotterranee costiere e dei rischi di salinizzazione, per un investimento economico di oltre 7 milioni di euro in 5 anni (2019 -2024).

L’avvio del centro si inquadra all’interno della collaborazione a livello nazionale fra Eni e Cnr (Joint Research Agreement) siglata lo scorso 24 marzo che prevede la costituzione di quattro poli di ricerca di eccellenza nel Mezzogiorno per uno sviluppo ambientale ed economico sostenibile. Il centro di ricerca congiunto nella fase iniziale prevede l’impegno di 13 ricercatori e tre assegnatari di borse di dottorato dell’Università della Basilicata e disporrà di laboratori dotati di strumentazioni tecnologiche d’eccellenza e di 2 serre sperimentali.

Il tema della disponibilità di acqua dolce rivestirà un ruolo sempre più rilevante nel prossimo futuro e per questo l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ha inserito tra i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile l’accesso sicuro alla risorsa idrica. In linea con questo obiettivo, i ricercatori Eni e Cnr lavoreranno insieme in quello che è destinato a diventare un centro di riferimento per quanto riguarda la ricerca nell’ambito dell’economia circolare per tutto il Mediterraneo. Un particolare impegno inoltre sarà dedicato alla promozione di soluzioni e tecnologie innovative in grado di aumentare la produttività e l’efficienza dell’uso dell’acqua nel comparto agricolo e alla  mitigazione degli impatti crescenti della siccità nel Mediterraneo.

Nel corso dell’evento sono stati anticipati i risultati dello studio ‘Opportunità per la Basilicata’, che nasce dalla collaborazione di Eni con le eccellenze scientifiche e tecnologiche del Mezzogiorno: Cnr-Alasia di Metaponto, Enea della Trisaia, Università della Basilicata, Fondazione Eni Enrico Mattei di Potenza ed Università Federico II di Napoli. Lo studio intende fornire un contributo per valorizzare le risorse energetiche e le potenzialità legate al territorio della Basilicata attraverso 11 traiettorie tecnologiche prioritarie per uno sviluppo ‘innovation-driven‘. I risultati saranno utilizzati per individuare congiuntamente agli stakeholder regionali e locali le linee di potenziali interventi nei settori dello Smart Farming, della bioeconomia ed economia circolare, dell’energia e mobilità sostenibili e dell’Industria culturale e creativa nell’ambito di una progettualità partecipata per la creazione di valore nel lungo periodo.

Per informazioni:
Francesco Loreto, Cristina Battaglia
francesco.loreto@cnr.it
cristina.battaglia@cnr.it
Contatti Eni: Ufficio Stampa, tel. +39/02/52031875, +39/06/598220300 email: ufficio.stampa@eni.com; Centralino Eni: +39/06/59821