Sezione Gli Osservatori

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Consultabile on line il report “Le filiere agroalimentari nelle regioni italiane”

Nel quadro del supporto della Rete Rurale Nazionale (RRN) alle Autorità di gestione dei programmi di sviluppo rurale per quanto riguarda la strategia per potenziare la competitività delle imprese agroalimentari e per l’organizzazione delle filiere, la scheda progetto Ismea 10.2 “Competitività e filiere agroalimentari” del piano biennale 2017-18 della RRN dedica particolare attenzione ai dati statistici ed economici a livello territoriale, attraverso la progettazione e la realizzazione di banche dati regionali e, laddove i dati siano disponibili, provinciali e comunali-
I dati e le analisi sono funzionali a supportare sia il monitoraggio e la valutazione degli impatti delle politiche adottate, sia l’individuazione di criteri di priorità e selezione per i bandi da emanare,
soprattutto per quanto riguarda specifici settori, oltre che le caratteristiche delle imprese destinatarie degli interventi per la competitività.

Il  Report restituisce al lettore un quadro dell’evoluzione delle principali variabili economiche e produttive per i più importanti comparti agricoli, con un’articolazione regionale, in un arco di tempo medio-lungo, dal 2007 al 2017. L’obiettivo è fornire una rappresentazione di benchmark per quanto riguarda le principali filiere agroalimentari, consentendo il confronto tra i vari sistemi agricoli regionali, su cui innestare un monitoraggio continuativo dell’evoluzione futura. Nelle tabelle si è deciso di evidenziare, da un lato, l’andamento complessivo tra il 2007 e il 2015 e, dall’altro lato, l’evoluzione degli anni più recenti anno per anno; questa scelta deriva dall’interesse a evidenziare separatamente le dinamiche economiche del periodo di programmazione 2007-13 rispetto a quelle del corrente periodo di programmazione 2014-20.

Accedi al Report ReportRegionale_n.2_2018_16012018

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ISMEA pubblica il Rapporto sulla gestione del Rischio in agricoltura 2019

Dopo il calo registrato negli ultimi anni, il mercato assicurativo agricolo agevolato in Italia cresce del 5% nel 2018, raggiungendo un valore di 7,8 miliardi di Euro. È quanto emerge dalle stime ISMEA contenute nel Rapporto sulla gestione del Rischio in agricoltura 2019 appena pubblicato.

A dare impulso al mercato, sottolinea l’Istituto, sono stati principalmente i recenti interventi normativi che hanno determinato una semplificazione delle procedure burocratiche. A ciò si è associata anche la maggiore attenzione al tema della prevenzione dei rischi, dopo le eccezionali perdite ai raccolti del 2017.  Le polizze sulle colture vegetali – che rappresentano il 70% del comparto agevolato – hanno infatti raggiunto il valore di 5,6 miliardi (+9%), il secondo più alto da inizio decennio. Complessivamente il mercato assicurativo coinvolge 77 mila aziende, di cui quasi 62 mila assicurate per le colture vegetali (+5% sul 2017).
A livello geografico, sempre in riferimento alle polizze per il comparto vegetale, si segnala una crescita dei valori assicurati particolarmente sostenuta nel Mezzogiorno (+20%). Il Sud, Isole comprese, resta tuttavia l’area con la più bassa incidenza assicurativa in ambito agricolo, pari ad appena il 7,7% del totale, a fronte dell’83% del Nord e del 9,3% del centro.
“Nell’ambito delle politiche per la gestione del rischio – dichiara il Direttore Generale dell’ISMEA Raffaele Borriello – le polizze assicurative rappresentano un importante strumento per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle produzioni e per tutelare il reddito degli agricoltori”.

Scarica il Rapporto_ISMEA

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Consultabile on line Osservatorio tendenze mercato ortofrutta, maggio 2019

Consultabile on line Osservatorio tendenze mercato ortofrutta maggio 2019

Osservatorio tendenze mercati maggio 2019

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Consultabile on line Osservatorio tendenze mercato ortofrutta, Aprile 2019

Osservatorio prezzi e andamento di mercato del settore ortofrutta


Osservatorio tendenze mercati aprile2019

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E’ consultabile on line il primo numero di CREAgritrend

Trimestrale dedicato all’andamento congiunturale del settore agricolo

Avere un quadro più aggiornato sul settore agroalimentare, dalla produzione all’occupazione, dalle imprese al commercio estero: questo lo scopo di CREAgritrend, uno strumento di facile consultazione messo a punto dal CREA, con il suo centro Politiche e Bioeconomia, da oggi on line. Il bollettino ha l’obiettivo di descrivere, su base trimestrale, l’andamento del settore agroalimentare italiano attraverso l’analisi delle principali variabili macroeconomiche e del commercio estero.

Dal primo numero emerge la prevalenza di un clima di fiducia generale nel settore agricolo con il 47% giudizi positivi, sulla base dei dati raccolti su twitter, tra gennaio e febbraio 2019, ed elaborati con applicazione della tecnica della “sentiment analysis”: un metodo in grado di estrarre informazioni soggettive da diverse fonti online, attraverso l’applicazione di tecniche di analisi automatica del linguaggio, come ad esempio l’assegnazione di punteggi (positivo, negativo, neutrale) alle parole.

Nonostante ciò, la fotografia dell’agricoltura scattata nel IV trimestre 2018 ci restituisce un quadro del settore in bianco e nero, con una caduta del valore aggiunto a prezzi di base, pari al -1,1% rispetto al trimestre precedente e a -0,3% rispetto allo stesso trimestre del 2017, ma, al contempo, un lieve aumento degli investimenti (+0,1% congiunturale e + 0,3% tendenziale). Scende anche l’occupazione agricola sia rispetto al III trimestre 2018 (-1,7%) sia rispetto al IV trimestre 2017 (-0,9%).

Infine, l’indice del fatturato dell’industria alimentare e delle bevande cresce, trainato dal mercato estero. Le esportazioni agroalimentari registrano un aumento dell’ 1,8%, a fronte di una riduzione delle importazioni dell’1,7%, rispetto al IV trimestre del 2017.

CREAgritrend 1° numero 2019

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Diffusi oggi dall’Istat i dati sull’andamento dell’economia agricola

I dati presentati nel Report diffuso oggi 14 maggio 2019 sono parte dei Conti Nazionali dell’agricoltura e forniscono un quadro generale dell’attività del settore nel 2018. Nella prima parte vengono presentati i risultati economici del settore agricoltura, silvicoltura e pesca e le informazioni generali sull’andamento del comparto agroalimentare, che include l’industria alimentare. Nella seconda parte la performance delle aziende agricole in senso stretto viene integrata dai risultati economici delle cooperative agricole produttrici di vino e olio. I risultati di questo settore agricolo “allargato” vengono esposti nel Conto Satellite dell’Agricoltura, elaborato secondo uno schema comune da tutti i paesi dell’Ue28 al fine di produrre una base omogenea per i confronti internazionali.

Dopo un 2017 nettamente sfavorevole (-3,9% il valore aggiunto in volume), il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha registrato nel 2018 una debole ripresa: in volume, la produzione è aumentata dello 0,6% e il valore aggiunto dello 0,9%. L’agricoltura in senso stretto ha fatto segnare una crescita dello 0,6% del volume della produzione e dello 0,8% del valore aggiunto. Segnali positivi sono emersi per la silvicoltura, con un significativo incremento sia della produzione (+1,5%) sia del valore aggiunto (+1,7%). Meno favorevole è stato il risultato del comparto della pesca, per il quale la produzione è cresciuta dello 0,5% e il valore aggiunto è rimasto sostanzialmente stabile (+0,1%).

L’espansione del valore aggiunto dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco è stata robusta, con un incremento del 2,7% in volume e del 2,9% espresso a prezzi correnti. Il complesso del comparto agroalimentare, che include agricoltura, silvicoltura e pesca e l’industria alimentare, ha così segnato una crescita del valore aggiunto dell’1,8% in volume e dell’1,3% a prezzi correnti. Nel comparto si è formato il 3,9% del valore aggiunto dell’intera economia, somma di una quota del 2,1% del settore primario e dell’1,8% dell’industria alimentare.

Nel 2018 l’occupazione nel settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, misurata in Unità di lavoro (Ula), è aumentata dello 0,7% rispetto all’anno precedente, a sintesi di una crescita del 2,5% della componente del lavoro dipendente e di un calo dello 0,2% di quella indipendente. Grazie all’andamento positivo dell’industria alimentare (+1,2%), l’input di lavoro del comparto agroalimentare ha registrato un incremento dello 0,8%.

I redditi da lavoro dipendente in agricoltura silvicoltura e pesca sono aumentati del 4,2%; in particolare le retribuzioni lorde sono cresciute del 4,0%. Gli investimenti fissi lordi nel settore hanno registrato un significativo incremento (+4,1% in valori correnti e +2,5% in volume).

Comunicato stampa ISTAT

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Inizia la stagione delle albicocche. Saranno troppe quest’anno?

Roma, 6 maggio 2019 – Con l’arrivo della primavera e l’avvicinarsi dell’estate aumentano l’offerta e la varietà di frutta, protagonista indiscussa della stagione calda dopo il lungo inverno degli ortaggi. Tra le varietà più generose della tarda primavera, alle porte dell’estate, troviamo il millenario frutto dell’albicocca. La stagione produttiva del 2019 potrebbe essere caratterizzata da quantitativi estremamente elevati in conseguenza di alcuni fattori. Primo fra tutti il forte incremento delle superfici coltivate ad albicocco che sta portando ad una produzione sempre più consistente. La regione Emilia Romagna, che ne è la maggior produttrice, è passata, infatti, da una superficie di 4.827 ettari nel 2009 a 6.265 ettari nel 2018. A questo, si aggiunge la sostituzione delle vecchie varietà con cultivar più produttive. Contribuisce ulteriormente all’incremento dell’offerta, la gelata tardiva di fine inverno 2018, che ha determinato la distruzione di un grande numero di fiori, con una conseguente forte induzione a fiore per la primavera 2019. Le informazioni raccolte nei mercati all’ingrosso confermano al momento questa tendenza verso un incremento elevato della produzione, con prezzi che potranno essere anche ampiamente inferiori ai costi di coltivazione e raccolta. “A fronte della previsione di un livello produttivo così alto, occorrerà attuare azioni necessarie a mantenere un elevato livello della domanda; in particolare bisognerà porre attenzione alla qualità del prodotto in vendita, evitando soprattutto la messa in commercio di frutti con un grado di maturazione insufficiente”, dichiara Fabio Massimo Pallottini, Presidente di Italmercati.

Italmercati è la rete d’imprese a cui aderiscono i principali mercati all’ingrosso italiani finalizzata a restituire centralità ai mercati e agli operatori come obiettivo principale. Borsa Merci Telematica Italiana S.c.p.A. (BMTI) è il mercato telematico dei prodotti agricoli, agroenergetici, agroalimentari, ittici e dei servizi logistici.

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Consultabile la scheda di settore della Filiera Agrumicola italiana redatta da ISMEA

La scheda di settore illustra le caratteristiche ed i principali numeri della filiera agrumicola italiana

Accedi alla Scheda di Settore

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Le filiere del biologico si raccontano

Tra le attività della rete Rurale Nazionale per l’agricoltura biologica, l’Ismea si è fatto promotore di tre focus group incentrati su alcune delle principali filiere del biologico: filiera del latte vaccino, cerealicola del frumento duro e orticola.
Gli incontri hanno permesso un confronto costruttivo tra i principali attori dei comparti: produttori, aziende di distribuzione e/o trasformazione (intermediari commerciali), enti di certificazione, istituzioni regionali e nazionali, aziende di prodotti per la difesa e la nutrizione delle piante, ditte sementiere. Le tre discussioni sono state aperte con l’analisi dei trend di filiera, per capire se il biologico sia ancora un settore che continua a crescere in risposta alla richiesta dei consumatori di prodotti sostenibili, salutari e ad alto valore nutrizionale.
Dai focus emerge come il mondo del bio non sia esente da una serie di problematiche a partire dai costi di produzione elevati e le basse marginalità di guadagno dei produttori, la concorrenza con il biologico estero, le difficoltà territoriali e strutturali, fino alla rigidità degli iter igienico-sanitari. I tavoli sono stati organizzati presso alcune strutture dei centri del Crea coinvolti in attività di ricerca in tema di biologico. Con l’occasione i partecipanti sono stati aggiornati sui risultati dei progetti di innovazione e sviluppo del settore biologico condotti su tutto il territorio italiano.

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Consumi alimentari, salutismo e praticità d’uso trainano la spesa degli italiani

Il 2018 chiude con una spesa alimentare in modesta crescita sul 2017 (+0,3%).
È il bilancio complessivo che emerge dalle elaborazioni ISMEA sui dati Nielsen relative agli acquisti di alimenti e bevande delle famiglie italiane per l’intero anno appena trascorso.
In un contesto di generale stagnazione, non mancano tuttavia i comparti che registrano buone performance, come le uova che hanno messo a segno una crescita della spesa pari al 14%, la più elevata tra tutte le referenze monitorate. Grazie alla tracciabilità di filiera e a una maggiore attenzione verso il benessere degli animali, le uova sono state negli ultimi anni rivalutate dal punto di vista salutistico, nutrizionale ed etico.
La positiva dinamica della spesa, sottolinea l’ISMEA, risente dell’effetto sostituzione del prodotto allevato in gabbia (oramai quasi irreperibile nelle grandi catene distributive) con quello, di maggiore qualità e prezzo, allevato a terra, all’aperto o bio. Più nel dettaglio le uova allevate all’aperto registrano un incremento del 32% per la spesa e del 22% sui volumi, le uova bio un +16% nella spesa e +8% nei volumi, a fronte di una flessione significativa delle uova prodotte in gabbia (rispettivamente -7% e -19 %).
Anche per altre categorie merceologiche si rileva l’effetto sostituzione di prodotti maturi con altri, più elaborati e costosi, che meglio interpretano i bisogni del consumatore contemporaneo. Esempi eclatanti sono il latte ad alta digeribilità(+9,4% i volumi e +4,9% la spesa) a fronte di un trend per il latte fresco generico negativo (-1,9%), la pasta integrale(+3,7%), in contrapposizione alla flessione della pasta tradizionale (-1,9%), e i dolcificanti che aumentano del +10% in volume e del 2,6% in valore, a fronte di una diminuzione degli acquisti di zucchero rispettivamente del 6% e del 10%.   Allo stesso modo la praticità d’uso e la velocità di preparazione si confermano nel 2018 elementi trainanti degli acquisti, come dimostra il segmento dei cibi pronti con un +10% della spesa nel 2018 e consumi più che duplicati negli ultimi 5 anni.   Da segnalare, infine, anche la dinamica molto positiva delle bevande alcoliche, dove spiccano gli incrementi in particolare della della spumantistica (+5,4%) e dei vini fermi (+4,6%), in un contesto positivo anche per la birra (+3%) e per le altre bevande alcoliche (+1,4%).

Scarica il Report ISMEA Report_consumi__2018anno Report_consumi__2018anno