Sezione Gli Osservatori

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Le filiere del biologico si raccontano

Tra le attività della rete Rurale Nazionale per l’agricoltura biologica, l’Ismea si è fatto promotore di tre focus group incentrati su alcune delle principali filiere del biologico: filiera del latte vaccino, cerealicola del frumento duro e orticola.
Gli incontri hanno permesso un confronto costruttivo tra i principali attori dei comparti: produttori, aziende di distribuzione e/o trasformazione (intermediari commerciali), enti di certificazione, istituzioni regionali e nazionali, aziende di prodotti per la difesa e la nutrizione delle piante, ditte sementiere. Le tre discussioni sono state aperte con l’analisi dei trend di filiera, per capire se il biologico sia ancora un settore che continua a crescere in risposta alla richiesta dei consumatori di prodotti sostenibili, salutari e ad alto valore nutrizionale.
Dai focus emerge come il mondo del bio non sia esente da una serie di problematiche a partire dai costi di produzione elevati e le basse marginalità di guadagno dei produttori, la concorrenza con il biologico estero, le difficoltà territoriali e strutturali, fino alla rigidità degli iter igienico-sanitari. I tavoli sono stati organizzati presso alcune strutture dei centri del Crea coinvolti in attività di ricerca in tema di biologico. Con l’occasione i partecipanti sono stati aggiornati sui risultati dei progetti di innovazione e sviluppo del settore biologico condotti su tutto il territorio italiano.

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Consumi alimentari, salutismo e praticità d’uso trainano la spesa degli italiani

Il 2018 chiude con una spesa alimentare in modesta crescita sul 2017 (+0,3%).
È il bilancio complessivo che emerge dalle elaborazioni ISMEA sui dati Nielsen relative agli acquisti di alimenti e bevande delle famiglie italiane per l’intero anno appena trascorso.
In un contesto di generale stagnazione, non mancano tuttavia i comparti che registrano buone performance, come le uova che hanno messo a segno una crescita della spesa pari al 14%, la più elevata tra tutte le referenze monitorate. Grazie alla tracciabilità di filiera e a una maggiore attenzione verso il benessere degli animali, le uova sono state negli ultimi anni rivalutate dal punto di vista salutistico, nutrizionale ed etico.
La positiva dinamica della spesa, sottolinea l’ISMEA, risente dell’effetto sostituzione del prodotto allevato in gabbia (oramai quasi irreperibile nelle grandi catene distributive) con quello, di maggiore qualità e prezzo, allevato a terra, all’aperto o bio. Più nel dettaglio le uova allevate all’aperto registrano un incremento del 32% per la spesa e del 22% sui volumi, le uova bio un +16% nella spesa e +8% nei volumi, a fronte di una flessione significativa delle uova prodotte in gabbia (rispettivamente -7% e -19 %).
Anche per altre categorie merceologiche si rileva l’effetto sostituzione di prodotti maturi con altri, più elaborati e costosi, che meglio interpretano i bisogni del consumatore contemporaneo. Esempi eclatanti sono il latte ad alta digeribilità(+9,4% i volumi e +4,9% la spesa) a fronte di un trend per il latte fresco generico negativo (-1,9%), la pasta integrale(+3,7%), in contrapposizione alla flessione della pasta tradizionale (-1,9%), e i dolcificanti che aumentano del +10% in volume e del 2,6% in valore, a fronte di una diminuzione degli acquisti di zucchero rispettivamente del 6% e del 10%.   Allo stesso modo la praticità d’uso e la velocità di preparazione si confermano nel 2018 elementi trainanti degli acquisti, come dimostra il segmento dei cibi pronti con un +10% della spesa nel 2018 e consumi più che duplicati negli ultimi 5 anni.   Da segnalare, infine, anche la dinamica molto positiva delle bevande alcoliche, dove spiccano gli incrementi in particolare della della spumantistica (+5,4%) e dei vini fermi (+4,6%), in un contesto positivo anche per la birra (+3%) e per le altre bevande alcoliche (+1,4%).

Scarica il Report ISMEA Report_consumi__2018anno Report_consumi__2018anno

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Progetto SISPRINT. 1° Report su economia, imprese e territori regione Calabria

Il progetto SISPRINT si propone di rafforzare la capacità delle Amministrazioni titolari della programmazione di dare risposta alle esigenze puntuali delle imprese e dei territori, rendendo
disponibile una strumentazione in grado di qualificare la progettualità per lo sviluppo e sostenere la competitività. Questa strumentazione valorizzerà il patrimonio di dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio e di altre fonti camerali, integrandolo con fonti statistiche e le informazioni di cui dispone l’Agenzia per la Coesione territoriale.
Il progetto prevede anche lo sviluppo di modalità interattive di consultazione dei dati per ambiti di policy specifici, che guideranno i decisori a utilizzare efficacemente i dati disponibili. Gli strumenti messi in campo saranno inoltre utili a rafforzare la capacità di identificazione, lettura e interpretazione dei dati
da parte dei soggetti attuatori degli interventi.
Contestualmente, l’attivazione nei territori di una rete fisica e virtuale, attraverso 21 Camere di commercio, consentirà di monitorare costantemente le esigenze delle imprese per rendere l’offerta distrumenti da parte delle PA sempre più coerente e capillarmente comunicata e diffusa.

Report realizzati nell’ambito del progetto SISPRINT offrono una lettura innovativa delle dinamiche economiche territoriali attraverso l’integrazione, la sistematizzazione e la valorizzazione del patrimonio di dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, di altre fonti camerali e non camerali, integrandolo con fonti statistiche e informazioni di cui dispone l’Agenzia per la Coesione territoriale.

Queste analisi presentano elementi particolarmente innovativi, assai utili alla programmazione degli interventi finanziati dalla politica di coesione. Tra questi: l’impegno nella selezione e correlazione dei set degli indicatori con i temi inerenti l’Accordo di Partenariato 2014-2020 e, in particolare, gli Obiettivi Tematici 1 (Ricerca e innovazione) e 3 (Competitività delle PMI) della programmazione; l’analisi degli andamenti di alcuni parametri anche all’interno di aree sovracomunali di particolare interesse, come, ad esempio, aree interne e aree di crisi. Questi strumenti consentono sia un’immediata lettura – attraverso prospetti sintetici e infografiche – che la discesa in profondità grazie a tabelle e grafici di dettaglio. 

Accedi alla documentazione del 1° Report Regione Calabria

Presentazione Report Calabria

Report regionale Calabria

Sintesi Report Calabria

 

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Pubblicato Osservatorio tendenze mercati ortofrutta- Aprile 2019

E’ stato pubblicato l’Osservatorio tendenze mercati ortofrutta Aprile 2019

Accedi da qui alla pubblicazione Osservatorio tendenze mercati aprile2019

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Ismea, nel 2018 diminuiscono le esportazioni di frutta fresca

Il saldo della bilancia commerciale si ferma a 1.130 milioni di Euro, – 24% rispetto al 2017

Roma, 2 aprile 2019

Nel 2018 le esportazioni di frutta fresca, esclusi agrumi e frutta in guscio, sono ammontate a 2,5 miliardi di euro ma hanno registrato una battuta d’arresto rispetto all’anno precedente, a causa della flessione dell’offerta di alcuni importanti prodotti come le mele e i kiwi. Il calo delle spedizioni è stato del 15% ed ha determinato una flessione dei ricavi dell’11%. Di contro, sono aumentate le importazioni, + 2% in quantità e + 3% il relativo esborso che ha raggiunto 1,4 miliardi di euro.Mele, uve e kiwi sono i prodotti più esportati mentre la frutta tropicale (principalmente banane ed ananas), pesche, nettarine, fragole e kiwi sono i prodotti maggiormente importati.Il calo delle esportazioni ha riguardato tutti i principali mercati di sbocco. In particolare, le spedizioni di frutta verso la Spagna si sono ridotte del 30% in termini di valore.Per quanto concerne le importazioni crescono gli approvvigionamenti dai primi tre mercati, Spagna (+15%), Ecuador e Costarica (+5%).

Qui di seguito è possibile scaricare il report sugli scambi con l’estero dell’Italia.

Sk_export_frutta_aprile_2019

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Lavoro il futuro è green: 500 mila occupati entro il 2023

Lavoro, il futuro è green, entro il 2023 mezzo milione di nuovi posti, più del doppio del digitale. Già oggi il settore vale il 2,4% del PIL


Il green è il nuovo eldorado dell’occupazione italiana, da oggi al 2023 ogni 5 nuovi posti di lavoro creati dalle imprese attive in Italia 1 sarà generato da aziende ecosostenibili: oltre il 50% in più di quelli generati dal digitale, che non riuscirà ad andare oltre 214mila nuovi occupati, e il 30% in più di quelli prodotti dalla tutte le imprese della filiera salute e benessere, che si attesterà a quota 324 mila assunzioni.

I dati, elaborati dal Sistema Informativo Exclesior, sono contenuti nel Focus CensisConfcoperative “Smart &Green, l’economia che genera futuro“, presentato questa mattina a Roma.

La transizione verso un’economia pulita sta determinando una modifica strutturale all’interno dell’occupazione nei paesi avanzati e in quelli emergenti. Il bisogno di competenze green e l’adozione di tecnologie nuove nel campo della sostenibilità rappresentano alcune delle tante derive che stanno accompagnando la generale riconversione dei modi di produrre e – di conseguenza – l’orientamento della crescita economica perseguita a livello globale.

«Nel 2017 – sottolinea Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – la stima economica degli effetti disastrosi di eventi collegati al cambiamento climatico ha raggiunto i 290 miliardi di euro. In uno scenario di ulteriore riscaldamento, le stime convergono su una media annua compresa fra i 120 e i 190 miliardi di euro. Evitare tali costi, potrebbe incrementare, entro il 2050% il Pil dei paesi G20 del 4,7% netto».

Accedi al comunicato stampa Censis – Confcooperative Smart & Green Censis Confcooperative

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Pubblicati nell’area Osservatori le informazioni settoriali competitività settori produttivi, ISTAT 2019

Il Rapporto ISTAT sulla competitività dei settori produttivi, giunto alla sua settima edizione,
presenta annualmente approfondimenti informativi e analitici finalizzati alla valutazione delle dinamiche strutturali e congiunturali del sistema produttivo italiano.
L’edizione 2019, avvalendosi del crescente sviluppo del potenziale informativo dell’Istat sul sistema delle imprese, da un lato rafforza le analisi sulla competitività del nostro sistema produttivo attraverso un approccio che coniuga le dinamiche macro, meso e microeconomiche; dall’altro aumenta l’offerta degli indicatori settoriali, fornendo maggiori dettagli relativi alle caratteristiche del lavoro impiegato dalle imprese, alle modalità di commercio con l’estero, alla partecipazione a gruppi d’impresa

Accedi alla sintesi del Rapporto introduzione-sintesi-Competitivita-2019

Accedi all’infografica Industrie alimentari

Accedi all’infografica Industria delle bevande

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Nuovo record per le esportazioni agroalimentari nazionali

ISMEA pubblica i dati sulla bilancia agroalimentare nazionale nel 2018


Le esportazioni nazionali di prodotti agroalimentari hanno stabilito un nuovo record attestandosi a circa 41,8 miliardi di euro nel 2018, in aumento dell’1,2% sull’anno precedente. Tale risultato, tuttavia, segna un rallentamento della crescita dell’export agroalimentare nazionale: se si considerano, infatti, i tassi di crescita annuali nell’ultimo decennio, la performance dello scorso anno è risultata la più modesta.Le importazioni invece si sono ridotte dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Nel medio termine i tassi di crescita annuali degli acquisti all’estero di prodotti agroalimentari si sono ridotti costantemente, evidenziando in particolare una dinamica negativa nel 2012 e nel 2018.

Roma, 25 marzo 2019


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Arance, bilancio negativo Focus sui prezzi della campagna 2018/2019

Roma, 19 marzo 2019 – Tendenza non particolarmente positiva per la campagna delle arance 2018/19.

E’ quanto emerge dall’analisi di Borsa Merci Telematica Italiana e Italmercati.
L’aumento delle temperature, registrato in particolar modo dal mese di gennaio, ha determinato una netta diminuzione della domanda con conseguente riduzione dei prezzi per quanto riguarda soprattutto i frutti di medie e grandi dimensioni. La percezione di un inverno più mite rispetto alla media generale ha, infatti, orientato i consumatori verso l’acquisto di prodotti meno stagionali. Questo a discapito di una raccolta che è risultata in generale migliore rispetto alle previsioni di inizio campagna.

Nello specifico, dalla fine di settembre 2018 fino agli ultimi giorni del mese di gennaio 2019, la produzione nazionale di arance bionde, nonostante fosse partita in ritardo rispetto a quella spagnola, è risultata sufficiente, di buona qualità e di calibro medio e grande. Per quanto riguarda, invece, le arance pigmentate, la campagna del Tarocco è iniziata regolarmente, con una percentuale maggiore di frutti di calibro medio/grande rispetto ai prodotti di calibro medio/piccolo.

Osservando i prezzi medi della campagna in corso e confrontandoli con quelli delle due precedenti campagne, si nota un consistente incremento dei prezzi per i prodotti di calibro piccolo, la cui domanda si mantiene costante e su livelli elevati per il consumo di spremute fresche. Vediamo, infatti, come nella campagna scorsa il prezzo medio di un Tarocco calibro 9 fosse di 72 centesimi al kg, mentre nella campagna in corso abbia una media del prezzo di 82 centesimi.

Considerando l’andamento dei prezzi di un’arancia di calibro medio, quale n. 8, osserviamo come le quotazioni della prima parte della campagna, coincidenti con il periodo delle festività natalizie e con un clima più rigido nelle zone di consumo, evidenzino dati più elevati rispetto alle campagne precedenti. Al contrario, dall’inizio di febbraio, le quotazioni calano sensibilmente portandosi sui livelli simili a quelli del 2018, annata che ha avuto un esito molto  negativo. Uno spiraglio di luce si riesce ad intravedere in questi ultimi giorni, durante i quali si sta verificando un incremento della domanda, soprattutto per quanto riguarda le varietà molto pigmentate di recente introduzione, che fa sperare in una prosecuzione della campagna più favorevole.

Vai all’andamento dei prezzi (€/kg) prezzi arance tarocco

 

Fonte: elaborazione BMTI e Italmercati su dati mercati all’ingrosso

Italmercati è la rete d’imprese a cui aderiscono i principali mercati all’ingrosso italiani finalizzata a restituire centralità ai mercati e agli operatori come obiettivo principale.

Borsa Merci Telematica Italiana S.c.p.A. (BMTI) è il mercato telematico dei prodotti agricoli, agroenergetici, agroalimentari, ittici e dei servizi logistici.

Comunicato stampa BMTI

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Le infografiche del XVI Rapporto ISMEA Qualivita

Il Rapporto Qualivita – Ismea 2018 contiene l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del comparto food&wine italiano dei prodotti di qualità certificata DOP IGP STG. Nato dall’integrazione delle competenze sviluppate dall’Osservatorio Qualivita e dall’Osservatorio Ismea e dalla collaborazione con AICIG, Federdoc. Insieme alla rinnovata sezione dedicata ai valori e agli impatti economici a livello regionale, la novità del Rapporto 2018 è rappresentata da un innovativo monitoraggio delle conversazioni digitali mondiali relative alle Indicazioni Geografiche effettuato sui canali Web e Social Media.

Obiettivo della raccolta dei dati, condotta presso i Consorzi di tutela e gli organismi di certificazione, è l’elaborazione di un’analisi approfondita del comparto e degli scenari di mercato che possa fornire utili spunti di riflessione e di confronto per tutti gli attori coinvolti nel sistema della produzione di qualità certificata, dalle imprese ai Consorzi, dalla distribuzione alle istituzioni pubbliche competenti.

Accedi alle infografiche Qualivita-Ismea  infografiche Qualivita-Ismea ortofrutta   CS02_RAPPORTO-2018-ISMEA-QUALIVITA-_Impatto-territoriale