Ultime notizie dal mondo dell’ortofrutta

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In programma per il prossimo 27 giugno a Corigliano-Rossano il workshop “Le certificazioni nel settore agroalimentare”

Nell’ambito del  piano di attività informative/dimostrative “Ortofrutta 2030” cofinanziato dal PSR Calabria 2014-2020 Intervento 1.2.1 la O.P. Ortocal Soc. Coop. Agricola

Organizza il workshop dal titolo

 Le certificazioni nel settore agroalimentare. Global Gap, tracciabilità di filiera, HACCP e protocolli di sicurezza alimentare

Lo scopo dell’attività informativa è di illustrare le diverse certificazioni che nel settore agroalimentare assicurano a clienti e consumatori maggiore sicurezza sulla qualità dei prodotti.

Saranno affrontati ed approfonditi i contenuti degli standard di certificazione attualmente in vigore, affrontando i diversi requisiti a cui l’azienda deve ottemperare al fine di raggiungere e/o mantenere le certificazioni del proprio sistema.

Verranno inoltre discusse le opportunità che le certificazioni offrono per ottenere e mantenere accesso ai diversi mercati.

PROGRAMMA DEI LAVORI

Giorno 27 giugno 2019 ore 16:00 – 19:00

Presso la sede Direzionale della OP Ortocal Soc. Coop. Agr., Zona Industriale – CoriglianoRossano  (CS)

Ore 16:00 Registrazione dei partecipanti

Ore 16:30  Introduzione e presentazione delle attività a cura di OP Ortocal Soc. Coop. Agr.

Ore 16:45 Relazione tecnica a cura Dott. Carmelo Sposato  (esperto e consulente aziendale Sistemi di gestione della qualità e Sistemi di gestione ambientale)

Ore 18:00 Discussione tecnica con i partecipanti

Su richiesta dei partecipanti, sarà rilasciato l’attestato di partecipazione alle attività informative, valido per certificare gli impegni formativi/informativi assunti dai giovani agricoltori al primo insediamento, nell’ambito delle domande di sostegno  presentate a valere sul “Pacchetto Giovani” del PSR Calabria 2014-2020.

Scarica la  locandina informativa attività informative certificazioni e mercati_finale

Accedi per iscriviti per partecipare al workshop …….

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ISMEA: con l’embargo persi 2017 milioni di euro di export agroalimentare verso la Federazione Russa

E’ quanto emerge dal Report pubblicato da ISMEA. La perdita economica per le esportazioni agroalimentari italiane per effetto dalle sanzioni economiche emanate dalla UE nei confronti della Federazione Russa è di 217 milioni di euro, con frutta fresca, carni e latte e derivati che perdono rispettivamente 112, 57 e 48 milioni di euro rispetto al periodo pre-embargo. È quanto emerge dalle analisi dell’ISMEAsulla bilancia commerciale di prodotti agroalimentari della Federazione Russa.

La dinamica dell’import russo di prodotti agroalimentari italiani, che nel 2013 era in crescita del 124% rispetto al 2009 con l’affermazione di molti prodotti del Made in Italy, ha subito una forte battuta di arresto azzerando l’export per alcuni settori chiave come frutta fresca, carni, latte e derivati, penalizzando fortemente prodotti come uva, mele, kiwi, pesche, formaggi freschi e stagionati, carni bovine.
Si tratta di prodotti spesso fortemente legati ad aree circoscritte come Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Puglia e Lazio, per le quali il danno economico è ancora più rilevante.

Nonostante il perdurare dell’embargo, nel 2018 l’export agroalimentare italiano ha saputo parzialmente compensare le perdite subite grazie alla crescita di altri comparti del Made in Italy, come paste alimentari, pomodori pelati e polpe, tabacchi e olio.
Con un fatturato di 945 milioni di euro di export, l’Italia figura al settimo posto dei principali Paesi fornitori della Federazione Russa e si è posizionata al secondo posto, dietro la Germania, tra i fornitori comunitari. Il nostro Paese detiene il primato per le vendite di vino confezionato (l’Italia era seconda nel 2013) e il terzo posto per i prodotti della panetteria e pasticceria.

Scarica il report completo

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Cibus Tec 2019 alle Fiere di Parma dal 22 al 25 ottobre si incontra la filiera FoodTech

Cibus Tec 2019: crescita del 30% degli espositori e del 25% dell’area espositiva. A 4 mesi dall’apertura è praticamente sold out. Nel complesso 1.300 aziende (+30% rispetto la precedente edizione) che potranno attingere, anche grazie al supporto di Ice-Agenzia, al più grande programma top buyer di tutte le fiere FoodTec con oltre 3.000 operatori internazionali provenienti da 70 paesi. Hanno già aderito brand internazionali come Coca Cola, Dean Foods, Del Monte, Fonterra, Jbs, Kraft Heinz, Lactalis, Nadec, PepsiCo, Pinar, Schreiber Foods, Smithfield, Tiger Brands. E poi l’Italia, che oggi vanta la leadership indiscussa nelle tecnologie alimentari rappresentando, il 32% della produzione dell’Ue28 con una occupazione di circa 30mila addetti che dal 2013 al 2017 è cresciuta di 1.812 unità. Più di Germania (1.217) e Francia (550) (fonte Prometeia).
Sono stati questi, in sintesi, i temi proposti nella conferenza stampa di presentazione di Cibus Tec, dal 2016 braccio operativo di Kpe – Koeln Parma Exhibitions srl – tra le più importanti piattaforme globali dedicate alle tecnologie del Food & Beverage, che si svolgerà alle Fiere di Parma dal 22 al 25 ottobre. L’incontro con la stampa si è svolto il 12 giugno a Milano alla presenza di Thomas Rosolia, presidente Koeln Parma Exhibitions srl – Ceo Koelnmesse srl, Antonio Cellie ceo Koeln Parma Exhibitions srl – Ceo Fiere di Parma spa e Maria Ines Aronadio, direttore dell’Ufficio di coordinamento promozione del Made in Italy di Ice-Agenzia.
La 52° edizione di Cibus Tec nasce nel segno dell’internazionalizzazione. Saranno presenti in fiera 400 brand esteri del Food & Beverage provenienti da 25 nazioni con una crescita del 30% rispetto al 2016. Tra i Paesi più rappresentati la Germania. Seguono Paesi Bassi, Danimarca, Svizzera, Francia. Ben nutrite anche le partecipazioni di aziende provenienti da Cina, Usa e Turchia.
Risultati importanti, ottenuti anche grazie all’alleanza strategica con Koelnmesse che consente a Cibus Tec di far parte, dal 2016, della più grande piattaforma mondiale permanente del meccano-alimentare.
Altro segno distintivo dell’edizione 2019 il sold out. A quattro mesi dall’apertura della manifestazione, l’area espositiva disponibile – che prevede un padiglione aggiuntivo rispetto la precedente edizione – è già praticamente occupata. Riconferme di espositori storici come Alpma, Bizerba, Cft, Gea, Goglio, Grasselli, Ilpra, Ima, Jbt, Multivac, Pfm, Risco, Sacmi, Treif ma anche new entry come: Arol, Colussi Ermes, Elopak, Ipi/Flexlink (Gruppo Coesia), Krones, Ocme, Provisur, Smipack, Tecnopool e Tna solo per citarne alcuni.
Nel complesso 1.300 espositori (nel 2016 erano 1000), le tecnologie per tutte le filiere dell’agroalimentare (frutta e vegetali, latte e derivati, carne e prodotti Ittici, piatti pronti) e l’ingresso di un nuovo comparto: prodotti da forno e derivati dai cereali, snack e prodotti dolciari.
Per la prima volta, negli 80 anni di storia del salone, un intero padiglione sarà dedicato alle soluzioni tecnologiche più innovative per succhi, latte, acque, soft drinks, birra, liquori e vino potendo contare sulla presenza di oltre 150 tra i principali fornitori italiani ed internazionali  tra cui Adue, Cft, Della Toffola, Krones e Sacmi.
Nell’anno dei grandi appuntamenti internazionali, cresce del 20% la sezione Meat forte di un distretto, quello di Parma, che vanta 500 aziende alimentari di settore, e best practice esportate in tutto il mondo.
Infine, cambio di passo del comparto del packaging: dal confezionamento primario all’imballaggio, dal fine line alla logistica con una crescita dell’area del 40% rispetto alla precedente edizione.
 
Tutti  i settori, tutte le tecnologie. Ad andare in scena a Fiere di Parma, insomma non sarà più semplicemente una “manifestazione” dedicata al processing ma una “piattaforma” tecnologica completa e unica sul mercato.
Per aiutare l’export delle aziende italiane Cibus Tec organizzerà il più grande top buyer Program di tutte le fiere FoodTec che porterà a Parma più di 3.000 operatori internazionali prevenenti da 70 Paesi, e due iniziative speciali relative ad India Africa.
L’India è il 2° produttore mondiale di prodotti agricoli dopo la Cina ed il 6° mercato alimentare a livello mondiale. Tuttavia in India gli sprechi lungo la catena agroalimentare sfiorano il 40% rispetto alla produzione primaria. Ice-Agenzia, in partnership con le Confindustrie Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, ha avviato l’iniziativa “India Educational & Business Program”. Un progetto di azioni e servizi mirati allo sviluppo di accordi in India, rivolto alle imprese manifatturiere italiane della filiera agroindustriale e del food processing. In tale contesto, l’appuntamento di Parma è stato scelto quale piattaforma per incontri B2b fra le più importanti aziende Food & Beverage indiane e gli espositori di Cibus Tec.
In Africa le previsioni di crescita sono di un +5% del Pil all’anno. Entro il 2030 il Pil africano sarà il 5% del Pil mondiale (fonte: African Development Bank). In questo contesto, un ruolo importante lo gioca il settore frutta e vegetali, chiave di crescita economica dell’Africa. E’ da queste premesse che nasce il progetto Lab Innova, promosso da Ice-Agenzia, che intende contribuire a sviluppare la collaborazione tra imprese Ue28-Africa, puntando sul trasferimento tecnologico. Il programma coinvolge Etiopia, Mozambico, Uganda, Tanzania ed Angola e offrirà incontri B2b proprio in occasione di Cibus Tec. 
 
L’Italia, in effetti, vanta oggi la leadership indiscussa nelle tecnologie alimentari con 7.3 miliardi di euro di fatturato e una una produzione che rappresenta il 32% della produzione dell’Ue28. Seguono sul podio la Germania con 5.9 miliardi di euro (25% del totale produzione UE28) e Francia con 1.8 miliardi (8%) (fonte Prometeia). Un settore poco noto al grande pubblico – c.d hidden champion – ma che incarna il meglio della manifattura Made in Italy: leadership di nicchia, produzioni ad alto valore aggiunto, e forte propensione all’export.
Nel 2017 l’export italiano si collocava sul podio dei principali esportatori in molti comparti del tecno-alimentare: apparecchi per preparazione di bevande e cibi caldi (924 milioni di export), macchine, apparecchi e strumenti per prodotti da forno (777 milioni), macchine per la lavorazione frutta e ortaggi (141 milioni), macchine e apparecchi per lavorazione di oli e grassi (113) e macchine per il vino (74 milioni). 
Nel 2018, pur avendo perso la leadership assoluta in tre settori, con una quota di mercato del 16.1%, l’Italia si colloca ancora saldamente al primo posto tra i principali esportatori mondialiRispetto a dieci anni prima, il valore delle vendite estere di macchine per alimentare  e bevande è cresciuto del 63%, arrivando nel 2018 a superare la soglia record dei 4 miliardi di euro.
A Cibus Tec, le innovazioni proposte strizzeranno l’occhio al futuro, assecondando la necessità di produzioni sempre più sostenibili, per offrire al consumatore prodotti nutrienti e soprattutto caratterizzati da elevati standard di sicurezza. E’ in tale ottica che sarà ospitato l’Ibs – International Biofilm Summit. La più importante conferenza mondiale dedicata alle problematiche da biofilm nell’industria alimentare. Nel mondo ogni anno, più di un miliardo di tonnellate di cibo è sprecato proprio a causa delle contaminazioni.
Va invece nella direzione dell’innovazione tecnologica, il Cibus Tec Industry, il progetto che riprodurrà in fiera 4 linee altamente automatizzate e funzionanti dedicate al settore caseario, delle carni, dei piatti pronti e dei prodotti da forno. Linee di produzione a ciclo completo dalla materia prima, al prodotto finito fino a soluzioni avanzate di stoccaggio.
Altri eventi in agenda sono: Il Tomato Day, in collaborazione con Amitom e Wptc, Logisticamente On Food 2019 realizzato con Logisticamente, Diu Design for Intended Use For Food Packaging Showcases organizzato da Netherlands Packaging Center, e gli innovativi workshops organizzati da Ehedg (European Hygienic Engineering and Design Group) e dal Consiglio nazionale dell’ordine dei tecnologi alimentari.
 
La presentazione di Cibus Tec a Milano è iniziata con il saluto di Thomas Rosolia presidente Koeln Parma Exhibitions srl – ceo Koelnmesse srl  che, dopo aver ringraziato Ice-Agenzia ha affermato: “40mila visitatori attesi di cui 25% esteri. Più 30% di espositori stranieri e 3.000 top buyer. Capitalizziamo in questa 52° edizione i risultati di una partnership, quella tra Koelnmesse e Fiere di Parma, grazie alla quale Cibus Tec fa oggi parte della più grande piattaforma mondiale permanente per il food ed il food tech. Insieme ad Anuga, Cibus, Ism, Anuga FoodTec, Prosweets Cologne e ad altre dodici manifestazioni del nostro circuito, infatti, abbiamo creato una community di 11.000 imprese. Un circuito virtuoso che se da un lato ha rafforzato il processo di internazionalizzazione dell’appuntamento di Parma,  dall’altro ha contribuito a valorizzare le tecnologie Made in Italy oltre confine: ad Anuga FoodTec gli espositori italiani sono infatti cresciuti dell’11% mentre a Prosweets Cologne del 14%.
Antonio Cellie, ceo Koeln Parma Exhibitions srl – ceo Fiere di Parma spa è intervenuto aggiungendo: “Le Fiere di Parma dagli anni ’30 sono il teatro fieristico di riferimento per il settore del food processing nonché del packaging&bottling. Oggi siamo a pieno titolo nella élite internazionale grazie ad un quartiere baricentrico, a un rapporto privilegiato, attraverso Cibus, con l’industria alimentare e alla partnership con Koelnmesse. Una joint venture tra due leader mondiali nel settore alimentare, grazie alla quale grandi gruppi ma anche le pmi operanti nel ‘food &beverage processing&packaging’ hanno accesso ad una piattaforma di mercato unica, permanente e globale. Un volano per l’export delle tecnologie Made in Italy perfettamente sincrone alla domanda internazionale che richiede specializzazione e competenza distintive”.
 
Maria Ines Aronadio, direttore dell’Ufficio di coordinamento promozione del Made in Italy di Ice-Agenzia ha invece sottolineato il ruolo di Cibus Tec nel panorama internazionale: “Il settore delle macchine alimentari è una delle eccellenze della tecnologia italiana, su cui il sistema Italia punta in maniera sempre più decisa,triplicando nell’ultimo triennio gli investimenti promozionali per le attività in Italia e sui mercati esteri. Cibus Tec è uno degli appuntamenti principali, su cui concentriamo un’operazione ad alto valore aggiunto che porterà quest’anno circa 130 operatori professionali provenienti da 35 Paesi, oltre alle delegazioni daAngolaEtiopiaMozambico coinvolte nell’ambito del progetto Lab Innova. Un impegno rilevante per sostenere uno dei comparti più dinamici della tecnologia tricolore, che continua anche nel follow up della fiera con i servizi che i nostri uffici esteri possono offrire alle imprese per accedere e radicarsi sui mercati target”.
 
Fonte: ufficio stampa Cibus Tec
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Siena Summer School on Sustainable Development – Seconda edizione 9-20 settembre 2019

Dopo il successo della prima edizione, che ha visto la nascita di alcuni progetti in tema di sviluppo sostenibile, negli spazi del Santa Chiara Lab dell’Università di Siena si svolgerà dal 9 al 20 settembre 2019 la seconda edizione della Siena Summer School on Sustainable Development.

La Scuola è organizzata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), in collaborazione con Fondazione Enel, Leonardo, la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (Rus), Sustainable Development Solutions Network Italia, Sustainable Development Solutions Network Mediterraneo ed il Santa Chiara LAB dell’Università di Siena.
Si tratta di una proposta educativa nata dalla volontà di promuovere i contenuti dell’Agenda 2030 e diffondere la conoscenza degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile al fine di sensibilizzare comunità, imprese e singoli individui sui temi della sostenibilità.

Mediante un’impostazione interdisciplinare, la Scuola mira al raggiungimento di una formazione di alto profilo e qualificazione sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Affronta le sfide sistemiche dello sviluppo sostenibile e promuovere l’adozione di soluzioni concrete ed efficaci.

La Summer School, della durata di due settimane, e che quest’anno prevedrà anche lezioni in lingua inglese, si articolerà in insegnamenti teorici, seminari e lavori di gruppo, con la partecipazione attiva sia di accademici sia di rappresentanti di istituzioni, imprese e organizzazioni internazionali. Alcune sessioni del programma si svolgeranno in luoghi di interesse storico e particolarmente rilevanti per i temi dello Sviluppo Sostenibile, anche a contatto con esperti del mondo delle imprese.

Sono disponibili 10 Full Scholarship e 30 Partial Scholarship per un programma didattico-scientifico di alto livello. La deadline per le iscrizioni è il 20 Giugno p.v..

Programma e info: http://santachiaralab.unisi.it/siena-summer-school-on-sustainable-develo…

Iscrizioni: http://www.congressi.unisi.it/?page_id=1136

Promo: https://www.youtube.com/watch?v=aAg6V9-qL3Q

Contatti: sienasummerschool@unisi.it.

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Workshop conclusivo regionale del Focus Chimica Verde per l’ortofrutta

Il 25 giugno prossimo si terrà a Latina l’ultimo evento del Focus della Rete rurale ‘Chimica verde per l’ortofrutta’.

Durante il workshop saranno presentati i risultati del lavoro svolto per l’individuazione di soluzioni innovative e sostenibili ai problemi del comparto ortofrutticolo. Analogamente agli altri workshop del Focus, sulle innovazioni proposte si aprirà un confronto con gli stakeholders del territorio e, successivamente, sarà possibile  visitare l’impianto di produzione di energia da biogas dell’azienda che ospita l’evento.

Il Focus Chimica Verde intende individuare soluzioni innovative e ad elevata sostenibilità per risolvere problemi delle fasi di produzione e trasformazione del settore ortofrutticolo e assicurarne la diffusione ai diversi portatori di interesse.Sarà condotto da un gruppo di coordinamento (Comitato scientifico), costituito da ricercatori di diversa provenienza e coordinato dal CREA-PB. L’approccio partecipativo sarà alla base del Focus, garantendo così il coinvolgimento di portatori di interesse del comparto, di rappresentanti del mondo della ricerca e di quello delle istituzioni in un confronto costante nel corso di un anno circa di attività.

Scarica la locandina del Focus Chimica Verde

Scarica “Il Focus Chimica Verde in sintesi”

Scarica il documento “Per una ortofrutticoltura sostenibile: Le proposte della Chimica Verde” (Maggio 2019)

Scarica il documento “Risultati dei tavoli d’ascolto sui problemi dell’ortofrutta” (Maggio 2019)


L’8 maggio 2019 si tenuto a Rimini, presso la Sala Diotallevi la Fiera MACFRUT,  un Workshop “La chimica verde e la bioeconomia per un’ortofrutticoltura sostenibile”. Il workshop ha avuto un duplice obiettivo:  ha illustrato i risultati del lavoro svolto durante il Focus Chimica verde per l’ortofrutta in cui sono state individuate soluzioni sostenibili per risolvere alcuni dei principali problemi dell’ortofrutta italiana e, in secondo luogo, ha aperto un confronto con operatori (associazioni e organizzazioni) e rappresentanti istituzionali per dibattere sulle possibili azioni utili allo sviluppo del settore.

Scarica e consulta i documenti di presentazione:

presentazione_chiomica_verde_8_5_19_sofia_mannelli

presentazione_lazzeri_matteo_focus_08_05_2019

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presentazione_davino_ricerca_e_sostenibilita_in_ortofrutta

Scarica e consulta i casi di studio:

presentazione_chimica_verde_caso_studio_marcello_ficicchiapresentazione_chimica_verde_caso_studio_lamberto_gravina


Giovedì 8 novembre 2018 si tenuto a Bologna un Workshop “La Chimica verde per un ortofrutticoltura sostenibile” L’obiettivo del seminario è duplice. Si intende in primo luogo presentare i risultati del lavoro svolto fino ad oggi e, in secondo luogo, si vuole aprire un confronto tra rappresentanti del mondo della ricerca, delle istituzioni pubbliche e dell’industria. Il confronto, in particolare, ha la finalità di far emergere le possibili tappe di un percorso comune dove, tenendo conto delle istanze che provengono dal mondo operativo, si possa convergere verso l’individuazione, la valorizzazione e la diffusione di soluzioni sostenibili per l’agricoltura e la società.

Scarica e consulta i documenti di presentazione:

CREA Mannelli

Opuntia_Biotech_2018.11.08


Il 16 marzo 2018 a Roma si è tenuto il primo incontro del Focus Chimica Verde, durante il quale sono stati organizzati dei tavoli d’ascolto sui problemi dell’ortofrutta che hanno coinvolto esponenti dei comparti orticolo e frutticolo (Organizzazioni dei produttori, Organizzazioni professionali). Il Comitato scientifico del Focus Chimica verde ha coordinato i lavori orientando il dibattito dei tavoli sui problemi tecnici e organizzativi delle aziende e delle filiere ortofrutticole che non hanno ad oggi soluzioni tecniche adeguate e/o sostenibili sul duplice piano ambientale (impatto di rilievo noto) ed economico (costi elevati). In particolare, sono state affrontate problematiche a livello di:

– nutrizione piante/suolo,
– difesa colture,
– processi di trasformazione materie prime,
– processi di conservazione,
– utilizzazione residui e scarti,
– ostacoli allo sviluppo di processi innovativi nel settore

Scarica e consulta i documenti di presentazione:

Presentazione 16 3 Zezza

Presentazione 16 3 Lazzeri

Raccuia 2018 Roma

S Mannelli cvb Focus CV 16 03 2018

CARBONE_16318

 

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Consultabile on line il report “Le filiere agroalimentari nelle regioni italiane”

Nel quadro del supporto della Rete Rurale Nazionale (RRN) alle Autorità di gestione dei programmi di sviluppo rurale per quanto riguarda la strategia per potenziare la competitività delle imprese agroalimentari e per l’organizzazione delle filiere, la scheda progetto Ismea 10.2 “Competitività e filiere agroalimentari” del piano biennale 2017-18 della RRN dedica particolare attenzione ai dati statistici ed economici a livello territoriale, attraverso la progettazione e la realizzazione di banche dati regionali e, laddove i dati siano disponibili, provinciali e comunali-
I dati e le analisi sono funzionali a supportare sia il monitoraggio e la valutazione degli impatti delle politiche adottate, sia l’individuazione di criteri di priorità e selezione per i bandi da emanare,
soprattutto per quanto riguarda specifici settori, oltre che le caratteristiche delle imprese destinatarie degli interventi per la competitività.

Il  Report restituisce al lettore un quadro dell’evoluzione delle principali variabili economiche e produttive per i più importanti comparti agricoli, con un’articolazione regionale, in un arco di tempo medio-lungo, dal 2007 al 2017. L’obiettivo è fornire una rappresentazione di benchmark per quanto riguarda le principali filiere agroalimentari, consentendo il confronto tra i vari sistemi agricoli regionali, su cui innestare un monitoraggio continuativo dell’evoluzione futura. Nelle tabelle si è deciso di evidenziare, da un lato, l’andamento complessivo tra il 2007 e il 2015 e, dall’altro lato, l’evoluzione degli anni più recenti anno per anno; questa scelta deriva dall’interesse a evidenziare separatamente le dinamiche economiche del periodo di programmazione 2007-13 rispetto a quelle del corrente periodo di programmazione 2014-20.

Accedi al Report ReportRegionale_n.2_2018_16012018

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Pubblicata la Direttiva UE “single use plastic”

Il 12 giugno scorso è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE L 155/1 la “Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente” – c.d. Direttiva SUP (single use plastic).

Consulta il testo della direttiva Direttiva Plastica


Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, entrerà in vigore trascorsi 20 giorni. Da quel momento gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepire la legislazione nel loro ordinamento nazionale.

La direttiva mira a prevenire e contrastare i rifiuti marini e si basa sulla legislazione dell’Ue già esistente. Ma si spinge oltre e stabilisce norme più severe per i tipi di prodotti e di imballaggi che rientrano tra i dieci prodotti inquinanti più spesso rinvenuti sulle spiagge europee. Le nuove norme vietano, con decorrenza al 2021, l’utilizzo di determinati prodotti in plastica usa e getta per i quali esistono alternative in commercio.

La direttiva prevede inoltre l’introduzione di misure che entrano in vigore con date differenziate rispetto al recepimento della direttiva come:

Regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR) per alcuni prodotti tra i quali: tazze da caffè, contenitori di alimenti per cibo da asporto pronto al consumo, filtri di sigarette, palloncini, reti da pesca, salviette umidificate. Per tali prodotti le attività di raccolta a fine vita e di pulizia che devono essere finanziatei dai produttori (sia come attività di raccolta a fine vita che di pulizia). A seconda del prodotto, tra gennaio 2023 e il 31 dicembre 2024 debbono essere soddisfatti gli obblighi aggiuntivi;

Obiettivi di raccolta e riciclo per le bottiglie: i paesi membri dovranno raccogliere separatamente da altri flussi  il 77% di quanto immesso al consumo entro il 2025 e il 90% entro il 2029;

Obiettivi di riduzione per i prodotti monouso in plastica considerati ancora non facilmente sostituibili come tazze da passeggio e contenitori di alimenti per cibo da asporto pronto al consumo (e loro eventuali tappi o coperchi). Gli obiettivi di  riduzione vengono demandati ai paesi dell’UE, così come le misure per raggiungerli tra possibilità di restrizioni all’uso e promozione di alternative riutilizzabili, con o senza incentivazioni economiche;

Contenuto di materiale riciclato obbligatorio: a partire dal 2025, le bottiglie in plastica dovranno contenere un minimo del 25% di materiale riciclato, percentuale che salirà al 30% nel 2030;

Tappi  e coperchi solidali con il contenitore per le confezioni di bevande in plastica (al più tardi cinque anni dopo l’entrata in vigore della direttiva i tappi dovranno essere non separabili dal contenitore);

Etichettatura obbligatoria per prodotti come filtri di sigaretta, bicchieri di plastica, assorbenti e salviette umidificate, per informare i consumatori sugli impatti negativi in caso di abbandono nell’ambiente e fornire indicazione sul corretto smaltimento (due anni dopo l’entrata in vigore della direttiva);

Attività di informazione e sensibilizzazione ambientale destinate ai consumatori rispetto all’utilizzo dei prodotti che possono comprendere anche le informazioni presenti sul prodotto.
Alcune di queste misure possono interessare contemporaneamente un determinato prodotto. Per fare un esempio chiarificatore, le bottiglie in plastica sono soggette ad obiettivi di raccolta vincolanti, ad avere una quantità minima di materia riciclata, ad avere tappi solidali con i contenitori e a regimi EPR che finanzino sia i costi di raccolta e avvio a riciclo che i costi di pulizia ambientale e di campagne di sensibilizzazione.

Quali sono i materiali e i prodotti vietati al 2021

Come introdotto, la direttiva prende di mira i dieci prodotti in plastica più inquinanti per affrontare l’emergenza dei rifiuti marini. Ecco che allora diventa fondamentale evitare che questi prodotti per i quali esistono alternative, vengano sostituiti da prodotti omonimi realizzati con altri polimeri che non si biodegradano velocemente in mare. Già nel 2015 il Rapporto delle Nazioni Unite “Biodegradable Plastics and Marine Litter. Misconceptions, Concerns and Impacts on Marine Environments” aveva allertato che l’adozione diffusa di prodotti etichettati come ‘biodegradabili’ non avrebbe ridotto in modo significativo i volumi di plastica che entrano negli oceani e i rischi connessi per gli ambienti marini.

Il rapporto evidenziava infatti che la biodegradazione completa della plastica si verifica in condizioni che raramente sussistono negli ambienti marini. Successivamente, il 5 dicembre 2017, l’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente ha adottato una Risoluzione sui rifiuti marini e sulla microplastica coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile sanciti dalle Nazioni Unite che mira, entro il 2025, a prevenire e ridurre in modo significativo l’inquinamento marino di ogni tipo. Ora i paesi europei hanno la possibilità di andare oltre ai limiti di questi accordi e risoluzioni globali che non hanno natura vincolante per i governi che li sottoscrivono, agendo direttamente sulle fonti di produzione di questi rifiuti marini che arrivano però dalla terraferma.

La direttiva SUP dice esplicitamente all’art. 3 che gli unici polimeri esclusi dal suo campo di applicazione sono quelli naturali, non modificati chimicamente. Le plastiche biodegradabili e compostabili siano esse derivate da fonti rinnovabili (totalmente o parzialmente) che di origine fossile, rientrano tra i polimeri modificati chimicamente e quindi fra i materiali vietati. Nel caso delle stoviglie non sono ammesse al pari della plastica e bioplastica neanche i manufatti realizzati in materiale poliaccoppiato composto da carta e da un rivestimento in materiale plastico.

L’elenco dei prodotti o imballaggi soggetti al divieto:

– Bastoncini cotonati per la pulizia delle orecchie;
– Posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette)
– Piatti (sia in plastica che in carta con film plastico)
– Cannucce
– Mescolatori per bevande
– Aste per palloncini (esclusi per uso industriale o professionale)
– Contenitori con o senza coperchio (tazze, vaschette con relative chiusure) in polistirene espanso (EPS) per consumo immediato (fast-food) o asporto (take-away) di alimenti senza ulteriori preparazioni
– Contenitori per bevande e tazze sempre in EPS
– Tutti gli articoli monouso in plastica oxo-degradabile

Fonte Italia che Cambia

www.italiachecambia.org

Soluzione selettiva per il controllo di insetti parassiti ad apparato boccale pungente-succhiante

CLOSER  di CORTEVA Agriscience™ 

 

CLOSER™: l’importanza di un ottimo controllo dei parassiti chiave degli agrumi. 

CLOSER™ possiede un’eccezionale efficacia su cocciniglie ed afidi degli agrumi riducendo pertanto il rischio della trasmissione del Virus della Tristeza degli Agrumi (CTV),

CLOSER™ grazie alla rapità d’azione, limita il danno su frutto riducendo lo scarto alla raccolta. Si caratterizza per la buona selettività nei confronti dell’entomofauna utile (e.g.: Aphytis melinus, coccinellidi, crisope) e non interferisce con l’attività dei fitoseidi. Caratteristica per la quale CLOSER™ non è acaro stimolante.

 

CLOSER™: monitoraggio delle cocciniglie degli agrumi

Corteva Agriscience™ offre un servizio di monitoraggio che si avvale di una rete di stazioni per i monitoraggi aziendali. Ogni settimana verranno rese disponibili le informazioni sulla dinamica delle popolazioni, accompagnate da indicazioni per il miglior controllo del fitofago.

Cliccando sulla mappa, sarà possibile selezionare la regione di interesse e l’areale in cui ricade  la propria azienda. In base allo  stadio evolutivo dell’insetto e le relative allerte indicate, potrà definire il miglior momento d’intervento con Closer per la gestione dell’infestazione.

È sempre consigliabile, indipendentemente dalle indicazioni fornite, effettuare un sopralluogo presso la propria azienda, prima di eseguire il trattamento.

Scarica la brochure Agrumi Corteva-Closer-Agrumi

 

CORTEV Agriscience™ – Agriculture division of DowDuPont – visita il sito

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Made in Italy. Agenzia ICE a fianco delle aziende italiane per il digital-export

Piano straordinario per la promozione del Made in Italy 2018, nuova iniziativa Agenzia ICE dedicata ai canali digitali della distribuzione e-commerce.

Nasce la collaborazione tra Agenzia ICE e AMAZON (Presentazione del progetto).

Principali vantaggi della collaborazione:

  • Supporto alla registrazione di almeno 600 nuove aziende nella vetrina Made in Italy di Amazon di cui 350 nella condizione di zero export (<25mila euro di fatturato sui mercati internazionali).
  • Per 18 mesi, le aziende presenti nella vetrina Made in Italy di Amazon beneficeranno di un flusso aggiuntivo di traffico generato dalle campagne di advertising digitale finanziate dall’Agenzia ICE.
  • Sarà data visibilità ai prodotti delle aziende ammesse nella vetrina Made in Italy di Amazon sui siti esteri Amazon.co.uk, Amazon.de, Amazon.fr, Amazon.es e Amazon.com per portarle a vendere online in questi marketplace.
  • La partecipazione è gratuita e non comporta costi aggiuntivi rispetto alle tariffe applicabili ai servizi di Vendita su Amazon. 

I settori e i prodotti ammessi 

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Scadenza adesioni 15 luglio 2019

 

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Sana, le anticipazioni sull’edizione 2019

La 31esima edizione di Sana, Salone internazionale del biologico e del naturale, si terrà a Bologna dal 6 al 9 settembre 2019. Organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con Assobio e Federbio, con il patrocinio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il supporto di Ita, Italian trade agency, Sana è molto di più di un evento fieristico: è la destinazione per il business collegato al mondo del biologico, la piattaforma di confronto culturale sui temi a esso collegato, il luogo in cui incontrare operatori provenienti da tutto il mondo.
 
Evento business oriented, dunque, che si avvale dell’esperienza di BolognaFiere, secondo operatore fieristico nazionale, fra i primi a livello europeo con un forte know-how nell’organizzazione di eventi b2b leader internazionali nei rispettivi settori. 
 
“La nostra società – dichiara Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere – ha sviluppato un know-how che ci posiziona ai primissimi posti su scala internazionale e ci connota come destinazione e partner privilegiato per il business fieristico. Anche il Salone del biologico e del naturale è dimostrazione di questa specificità che si esplicita in un costante trend di crescita in termini di espositori e operatori e in un confronto sempre più incisivo con i buyer internazionali. Le novità dell’edizione 2019 rafforzeranno ulteriormente Sana come piattaforma di confronto per il biologico e per la discussione di temi fondamentali per il futuro, in termini economici e ambientali.” 
 
Sana 2019 si articola anche in questa edizione l’ampia proposta espositiva – oltre 900 gli espositori, su una superficie di più di 52.000 metri quadrati – nei settori:
 
• Food, che avrà per protagoniste le più importanti aziende del settore alimentazione biologica italiana e internazionale (padiglioni 29 e 30);
• Care&Beauty sarà lo spazio dedicato ai produttori di: cosmetici biologici e naturali, prodotti per la cura del corpo, integratori alimentari, prodotti/servizi naturali per la cura della persona (padiglioni 25 e 26);
• Green Lifestyle proporrà, infine, tecnologie, prodotti e soluzioni ecocompatibili, per uno stile di vita sano e responsabile (padiglione 28).
 
L’offerta espositiva di Sana si completerà con un ricco programma di convegni, workshop e seminari e un importante azione di incoming di delegazioni commerciali estere; nel 2018 sono stati più di 2.000 gli incontri programmati tra le aziende espositrici e i buyer internazionali.
Confermata, anche nel 2019, la presentazione dell’Osservatorio Sana con un focus dedicato al dimensionamento dell’export italiano dei prodotti agroalimentari biologici (a cura di Nomisma) e gli incontri dedicati alla formazione di Sana Academy che nell’ultima edizione hanno registrato il +27 per cento di partecipanti.
 
Sana 2019 “Plastic Free”
Per essere ancora più coerente con i temi al centro della manifestazione, Sana 2019 si trasformerà in evento “plastic free” negli ambiti della ristorazione riducendo così, ulteriormente, l’impatto ambientale dell’evento. Al bando la platica monouso, via libera al vetro e ai materiali compostabili per contenitori e suppellettili; l’acqua minerale sarà erogata in modalità free-beverage da distributori dedicati e i visitatori potranno utilizzare speciali borracce messe a loro disposizione. 
 
Anche le proposte di food and beverage avranno una declinazione bio, proponendo snack, panini, brioches, pizze, insalate, frutta e bevande, vini inclusi, rigorosamente bio e in contenitori compostabili. Piccoli gesti, che diventano significativi per l’ambiente quando diventano scelte che ognuno di noi porta nel vissuto quotidiano.
 
L’edizione 2019 di Sana vede riconosciuta e accresciuta la sua centralità per il mondo del biologico dallo svolgimento a Bologna – nelle giornate del 5 e del 6 settembre – dell’iniziativa Dalla rivoluzione verde alla rivoluzione bio, due giornate di “stati generali del bio”, con confronti ad altissimo livello in cui si delineeranno le scelte strategiche per il futuro dell’agricoltura e di ambiti fondamentali come la sostenibilità, il rispetto dell’ambiente e il corretto utilizzo delle risorse. 
 
L’evento, promosso da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e AssoBio, andrà a stimolare una riflessione sul ruolo del biologico per l’agricoltura italiana e sulla sua correlazione con fattori essenziali in chiave prospettica come: la biodiversità, la protezione delle acque e il climate change.
 
Nella prima giornata di lavoro Dalla rivoluzione verde alla rivoluzione bio andrà a toccare, con un approccio multi-disciplinare, i temi d’interesse fondamentali per lo scenario 2030 dell’agricoltura biologica e, nella seconda giornata, attiverà un momento di dibattito con le principali istituzioni e i più rilevanti attori nazionali e internazionali della filiera. 
 
Lo svolgimento degli “stati generali del bio” parallelamente a Sana darà vita a un momento di massima visibilità per il biologico, ribadendo la manifestazione quale accreditata sede in cui, ogni anno, le associazioni e le istituzioni di competenza, gli esperti, gli operatori e le aziende del settore si danno appuntamento per confrontarsi sugli ambiti di maggior importanza per la tutela dell’ambiente e la sua salvaguardia.
 
Sana si inserisce in una piattaforma espositiva di networking e confronto negli ambiti rivolti al largo consumo che si completa con MarcabyBolognaFiere, l’evento di riferimento europeo per i prodotti a marca del distributore, che coinvolge la quasi totalità delle insegne della Mdd, e Zoomark International, leader per l’industria del pet.
 
Fonte: Ufficio stampa Sana