Sezione Mercati e competitività di impresa

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Soddisfazione dopo un anno di Made in Nature

Tutti soddisfatti dopo un anno del progetto che finanziato dall’Unione Europea e CSO Italy per promuovere il biologico in Italia, Francia e Germania.

Piace, consente di far conoscere il mondo del biologico italiano con maggior forza comunicativa sia in Italia che all’estero ed ora altre iniziative partiranno in questa nuova stagione. A Berlino, nello spazio del CSO Italy Fruit Logistica, si è fatto il punto su Made In Nature, il progetto finanziato dall’Unione Europea e CSO Italy per un totale di 1,6 milioni di euro dedicato alla promozione del biologico in Italia, Francia e Germania e che vede partecipare aziende come BrioCanova, Conserve Italia, Veritas Biofrutta, RK Growers e Lagnasco Group.

Un anno fa qui a Berlino veniva presentato questo progetto e quest’anno siamo ancora qui per portare le testimonianze di quanto fatto e quello che faremo nel secondo anno di attività” ha spiegato Paolo Bruni, presidente del CSO Italy. Obiettivo: dare forza ed energia all’ortofrutta italiana. Un paese, il nostro, “che si è distinto per le proprie eccellenze produttive nelle denominazioni di origine ma anche del biologico, del quale è diventato leader del settore a livello europeo”.

“Stiamo facendo molti contatti con giornalisti e buyer per dare l’idea del biologico italiano come offerta di qualità superiore. Non dimentichiamoci che il biologico in Europa è nato in Italia, che è stato il primo bacino di produzione. Negli ultimi due mesi abbiamo registrato oltre 300 mila impression sui social a testimonianza del fatto che il biologico riesce ad emozionare” ha spiegato invece Alessandra Ravaioli, che ha condotto l’incontro.

Le considerazioni delle aziende

All’incontro hanno partecipato alcuni esponenti delle aziende che partecipano al progetto. A partire da Luca Zocca (Brio Spa), che ha sottolineato come il progetto stia consentendo di commercializzare e comunicare meglio i prodotti bio all’estero, come ad esempio con l’operazione svolta nei supermercati Tegut che verrà replicata anche quest’anno in Germania con kiwi e mele. “Abbiamo fatto incoming in Italia, workshop e una delle cose più importanti fatte con il CSO Italy è stata quella di ospitare i responsabili dei punti vendita o del reparto ortofrutta in azienda – ha continuato Zocca – per spiegare loro cosa è il biologico e questo permette agli addetti dei reparti di trasferire le informazioni poi ai consumatori. Paolo Pari (Almaverde Brio) ha evidenziato  come in Germania gli assortimenti del biologico si sono ampliati molto ormai, soprattutto nei discount. “Aumenta la competizione per noi  produttori anche se va ricordato come le eccellenze italiane dell’ortofrutta valgono anche nel biologico. Progetti come questi aumentano sicuramente il valore della percezione del biologico italiano soprattutto sul fronte del mercato estero”.

Antonio Cogo (Veritas Ortofrutta) ha ricordato come il mercato sia in costante evoluzione. “Stiamo cercando di far capire ai produttori produttore come si sta evolvendo il mercato facendogli vedere che il biologico sia il futuro. Siamo contenti del progetto, stiamo portando avanti la conoscenza in Francia e Germania e stanno arrivando ottime soddisfazioni. Massimo Perotto (Lagnasco Group), infine, ha evidenziato come il biologico stia crescendo molto nella grande distribuzione, ma come anche a grossisti e dettaglianti stiano donando molta importanza all’ortofrutta biologica. “Stiamo valutando di intensificare degustazioni verso i nostri clienti Germania – ha concluso – con i piccoli frutti e stiamo discutendo se fare un evento con mele biologiche a Parigi per farle conoscere alla ristorazione”.

Archiviato il primo anno, ora Made in Nature sarà attivo per i prossimi due anni, in cui sarà prevista la partecipazione a fiere di settore e l’organizzazione di workshop, attività instore nei paesi target e altre iniziative che proseguiranno nell’obiettivo di raggiungere oltre 24 milioni di utenti singoli e sensibilizzarli ai valori del biologico come scelta di benessere e sicurezza.

Fonte: MyFruit

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Clementina Sanzo, la tardiva della sibaritide

Presentata a Fruit Logistica da Op Armonia, si chiamerà Perrina in onore del costitutore, Francesco Perri. Primi frutti nel 2023

Circa dieci anni fa in Contrada Sanzo, a Corigliano Calabro, l’agronomo Francesco Perri ha trovato la mutazione di clementina comune che ieri al Fruit Logistica di Berlino è stata presentata come la nuova varietà tardiva capace di raddoppiare la finestra commerciale dei frutti, la Clementina Sanzo.

“Sarà disponibile per tutto gennaio e fino a metà febbraio, garantendo le stesse caratteristiche (agronomiche, qualitative e organolettiche) della comune, ma per quattro mesi – ha detto l’Ad di Op Armonia, Marco Eleuteri –. Sviluppata da Perri, la presentiamo dopo una decina d’anni di test perché partiremo a breve con i primi impianti (15-20 ettari di superficie, ndr) per essere pronti a commercializzare i primi frutti tra tre anni. E, visto che è stata sviluppata da Francesco Perri, abbiamo scelto Perrina come nome commerciale”.

Eleuteri ha anche spiegato che in questo primo triennio, l’obiettivo è raggiungere i 250 ettari di superficie, allargando ad altre realtà produttive con accordi non inferiori ai 50 ettari in modo da garantire da subito volumi di offerta significativi.

Francesco Perri ha quindi illustrato le caratteristiche principali della varietà, che non è sensibile alle principali fitopatie e presenta calibro, colore e sapore ottimi. “Grazie ai nuovi sistemi di diagnostica che permettono screening precoci sugli incroci – ha spiegato Perri – Sanzo non è l’unico frutto ottenuto dalla collaborazione con i ricercatori del Crea. E l’Op Armonia è tra le poche aziende lungimiranti che partecipa a questi progetti garantendo la corretta fase di osservazione e di test di campo”.

Ha chiuso l’avvocato Roberto Manno, esperto di diritto industriale, che ha illustrato le azioni messe in campo per proteggere varietà e nome commerciale.

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Online il CREAAgritrend sul III trimestre 2019

La fotografia scattata nel III trimestre del 2019 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, conferma un’ulteriore fase di ristagno dell’attività economica generale, rispetto al trimestre precedente.

I dati evidenziano, infatti, una diminuzione del valore aggiunto (-2% rispetto al trimestre precedente e del -4,2% rispetto allo stesso trimestre nel 2018) e degli investimenti fissi lordi (-0,2%). Aumenta invece l’occupazione, registrando un +2,3% di ore lavorate e +1,6% di unità di lavoro.

L’indice del fatturato dell’industria alimentare e delle bevande cresce (rispettivamente +3,7% e + 10%), trainato dal mercato estero. Le esportazioni agroalimentari, pari a circa a 10,77 miliardi di euro, registrano, rispetto allo stesso periodo del 2018, un aumento del 6%, mentre le importazioni crescono del 4,5%. In aumento i flussi verso gli USA (+19,4%), Spagna e Danimarca. I settori merceologici maggiormente dinamici sono i derivati dei cereali e i prodotti lattiero-caseari, entrambi con un tasso di crescita superiore al 10% e delle bevande, leggermente al di sotto del 10%.

Sulla base dei dati raccolti su twitter, emerge, in ogni caso, un clima di fiducia nel settore agricolo con il 58,1%% dei giudizi “positivo e molto positivo” sulle condizioni del settore e sulle politiche attuate (+2,1% rispetto al trimestre precedente).

 

Ulteriori informazioni sono contenute nel trimestrale CREAgritrend.

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Le priorità dell’ortofrutta italiano, documento congiunto consegnato alla Ministra

Incrementare l’export di ortofruttasalvaguardare e garantire le produzioni, sia in termini di quantità che di qualità, mettendo a disposizione dei produttori mezzi di difesa e prodotti fitosanitari efficaci, salvaguardando l’ottica della sostenibilità a partire da una sicurezza alimentare in cui l’Italia è da primato in Europa.

Queste le “assolute necessità per l’Italia” contenute nel documento consegnato a Berlino  nell’ambito Fruit Logistica 2020, all’inaugurazione della collettiva “Italy.The Beauty of Quality” alla Fruit Logistica 2020alla ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanovadal presidente di CSO Italy Paolo Bruni. Una richiesta congiunta, firmata dal coordinatore Ortofrutta di Alleanza delle Cooperative Italiane Davide Vernocchi,  dal presidente di Assomela Ennio Magnani, dal presidente di Fruitimprese Marco Salvi, dal presidente di Italia Ortofrutta Gennaro Velardo, oltre che dallo stesso Bruni.

Il presidente Bruni ha sintetizzato il contenuto del documento al ministro, davanti a un settore rappresentato dai suoi vertici, un settore che ha dato il segno della compattezza e della determinazione a fare gioco di squadra attorno a questi due punti essenziali. Obiettivi condivisi sia da Coldiretti, presente con il presidente Ettore Prandini, che da Confagricoltura, pure rappresentata dal suo presidente nazionale, Massimiliano Giansanti.

Per esportare di più, l’Italia deve aprire nuovi mercati “ancor oggi chiusi da barriere fitosanitarie”. Il documento evidenzia i risultati positivi ottenuti negli ultimi mesi, che riguardano Messico e Colombia per il kiwi, Taiwan, Vietnam e Tailandia per le mele e puntualizza i prossimi obiettivi. Con il Brasile è in corso un negoziato per la ripresa delle esportazioni di susine angeleno, la varietà più importante. Con il Messico sono sul tappeto i dossier congiunto su mele e pere. E’ poi in fase di negoziazione il dossier pere con la Cina, quello sul kiwi con il Vietnam, quelli su kiwi, pere, uva da tavola e altri prodotti con la Tailandia.

Nuove prospettive per l’ortofrutta italiana in Cina: export con la nave stiva

Per l’ortofrutta italiana in Cina si sta poi aprendo una nuova prospettiva. E’ infatti in fase di ultimazione l’addendum per esportare i prodotti ortofrutticoli utilizzando anche la nave stiva, un mezzo alternativo all’aereo e alla nave porta-container già ammessi, ma che permette di accorciare il transit-time a circa 20 giorni, contro i canonici 45 del container.

In questo contesto – sottolinea il documento – “non bisogna tralasciare un aspetto di primaria importanza anche per andare verso nuovi mercati, ovvero salvaguardare e garantire le nostre produzioni. Infatti ad oggi ci troviamo in una situazione quanto mai drammatica che a causa della presenza di nuovi organismi nocivi (vedi ad esempio la cimice asiatica) e dei cambiamenti climatici, vede una drastica riduzione delle produzioni”.

Diventa quindi indispensabile – precisa la dichiarazione congiunta – “mettere a disposizione dei produttori i mezzi di difesa e prodotti fitosanitari efficaci, pur sempre in un’ottica di sostenibilità per garantire le produzioni”.

Il documento specifica quindi alcuni strumenti ritenuti indispensabili per affrontare le crisi sul fronte delle fitopatie.

Tavolo dell’ortofrutta convocato per il 25 febbraio

Immediata la risposta di Teresa Bellanova: tavolo dell’ortofrutta convocato per il 25 febbraio prossimo per fissare le modalità di lavoro e raggiungere, “tutti insieme”, finalità condivise.

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Nocciole calabresi, Consorzio di tutela dice no a Ferrero

“La Ferrero in Calabria? La nostra produzione di nocciole è incompatibile con una logica globalizzata”. E’ quanto afferma in una nota Giuseppe Rotiroti, presidente del Consorzio di Valorizzazione e Tutela della Nocciola di Calabria di Torre di Ruggiero“Da giorni ha trovato spazio – afferma il presidente Rotiroti – la notizia sull’arrivo salvifico in Calabria della Ferrero, multinazionale che, questa la narrazione, determinerebbe la rinascita ed il rilancio della filiera corilicola calabrese. Siamo stati contattati tre anni fa dalla Ferrero che si apprestava a lanciare il progetto Nocciola Italia e abbiamo risposto no. In primo luogo gli alberi, che ci donano la tonda Calabrese, non hanno le caratteristiche per una produzione più intensiva; per gli obiettivi della Ferrero di fatto non basterebbe l’intero territorio vocato alla produzione e ricompreso tra i Comuni di Cardinale, Torre di Ruggiero e Simbario”.
 
“Qui una storia produttiva che parte dal Regno delle Due Sicilie – prosegue Rotiroti – ha disegnato il territorio e consentito il raggiungimento di una qualità riconosciuta ormai a livello nazionale ed internazionale; il progetto della multinazionale invece richiederebbe grandi distese, una qualità ridotta a fronte di una quantità che sarebbe invece enormemente superiore. Le nocciole sarebbero poi trasformate fuori. La nostra scelta è quella della qualità e di una trasformazione del prodotto che deve avvenire qui, consentendo alle imprese di strutturarsi ed ai territori di mantenere la propria identità”. 
 
“Noi, come Consorzio – sostiene ancora il presidente Rotiroti – abbiamo un sogno che, per fortuna, si sta lentamente trasformando in realtà; abbiamo deciso di puntare sul piccolo imprenditore che intende diventare grande attraverso la qualità del proprio prodotto. Ecco perché, ad esempio, chiediamo da tempo al ministro Bellanova la convocazione del Tavolo Corilicolo nazionale e condividiamo le valutazioni espresse del presidente nazionale Città della nocciola Rosario d’Accunto, secondo cui la corilicoltura non può e non deve essere abbandonata alle scelte delle multinazionali”. 
 
Fonte: Ansa 
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Rete Rurale: l’agricoltura sociale nella normativa regionale italiana

L’agricoltura sociale è presente nella normativa di quasi tutte le regioni italiane, alcune della quali hanno provveduto anche a modificare e adeguare le norme a seguito dell’approvazione della legge nazionale (141/2015).
Il documento elaborato da Rete Rurale Nazionale propone una panoramica aggiornata ad Ottobre 2019 del quadro normativo disponibile in Italia in materia di Agricoltura Sociale.

“A seguito dell’approvazione della Legge n. 141/2015, recante “Disposizioni in materia di agricoltura sociale”, alcune regioni italiane hanno legiferato in materia, modificando e adeguando la normativa regionale previgente. Il rinnovato panorama legislativo in materia di agricoltura sociale rende importante un aggiornamento del lavoro realizzato dalla Rete Rurale Nazionale nel mese di aprile 2016 offrendo una lettura delle leggi regionali ad oggi disponibili nel panorama normativo italiano, dei relativi regolamenti attuativi e linee guida.
L’obiettivo è fornire un quadro utile a quanti si occupano, a vario titolo, di questo tema anche in considerazione della recente approvazione del decreto attuativo della legge n. 141/2015, ossia il Decreto Ministeriale (MIPAAFT) n. 12550 del 21 dicembre 2018 sulla “Definizione dei requisiti minimi e delle modalità relative alle attività di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 141/2015”.
Il D.M. n. 12550/2018 fornisce, innanzitutto, indicazioni generali sui requisiti di carattere temporale e sulle modalità di esercizio delle attività di agricoltura sociale (art. 1), stabilendo che sono riconosciute come attività di agricoltura sociale (di seguito “AS”) quelle esercitate “regolarmente e con continuità, anche con carattere stagionale” e rimettendo alle Regioni il compito di fissare i termini temporali atti a garantire il carattere continuativo. Individua, poi, le categorie di soggetti pubblici e privati con le quali gli operatori dell’AS, che possono ricorrere anche a strumenti contrattuali di natura associativa, sono chiamati a collaborare nell’esercizio delle attività, ove previsto dalle normative di settore; tale collaborazione può essere attestata con convenzione, accordo o altra forma contrattuale riconosciuta dalla normativa vigente. Con riguardo, poi, alle singole tipologie di attività identificate all’art. 2, comma 1, della Legge n. 141/2015 (inserimento sociolavorativo; prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali; prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative; progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità), il Decreto Ministeriale individua i requisiti minimi, le modalità di svolgimento e le categorie dei destinatari (artt. 2-5), prevedendo la possibilità di esercitare congiuntamente anche più attività di AS a condizione che sia garantite la “compresenza dei requisiti” indicati per ciascuna attività dal medesimo decreto. All’art. 7, infine, sono fornite indicazioni di dettaglio sulle caratteristiche delle strutture e dei luoghi utilizzati per l’esercizio delle attività di AS.

Accedi da qui per consultare e scaricare la pubblicazione completa Normativa_regionale_AS_aggiornamento_14

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Consultabile il Manuale di Statistica europea 2020 del Fruit Logistica

Berlino, 3 febbraio 2020 – L’importanza che l’Europa continua a rivestire come importante mercato di frutta e verdura fresca è sottolineata nella terza edizione annuale del Manuale di Statistica Europea, pubblicato questa settimana alla fiera FRUIT LOGISTICA di Berlino. Offrendo una comoda raccolta di preziose informazioni sui principali mercati e produttori del continente, nonché sui principali flussi commerciali di frutta e verdura che sostengono la sua attività di import-export, la pubblicazione annuale può aiutare gli operatori del settore a prendere decisioni migliori e più informate.

Infatti, la pubblicazione non contiene solo numeri, ma anche analisi informate, utili all’industria per dare un senso alla produzione, all’offerta e ai dati commerciali in diversi mercati in tutta Europa. Ad esempio, i dati sulla produzione di frutta e verdura fresca in Europa potrebbero sembrare normali in termini di volume complessivo, ma all’interno di categorie specifiche le tendenze sono più complicate: il calo della produzione di mele in Polonia rispetto a una maggiore coltivazione di pesche in Spagna è solo un esempio delle differenze regionali e settoriali – comprese le contrastanti fortune legate al tempo – che sono documentate nell’edizione di quest’anno.

Sebbene la sostenibilità sia ormai una priorità per il business internazionale dei prodotti freschi, le indicazioni all’interno di questo Manuale di Statistica Europea indicano che il commercio di frutta e verdura fresca sta diventando sempre più internazionale, con la comparsa di nuovi fornitori per l’UE. Per questo motivo, per la prima volta vengono inclusi alcuni paesi dell’Europa dell’Est.

In termini commerciali, il tasso di cambiamento nel mercato europeo dei prodotti freschi potrebbe non essere così pronunciato, ma ci sono segnali che il consumo, soprattutto in alcuni dei mercati più piccoli dell’UE, potrebbe essere in aumento. Germania, Francia e Regno Unito sono rimasti i principali mercati di importazione di prodotti freschi nell’ultimo anno, ma i loro tassi di crescita sono stati apparentemente superati dai paesi dell’Europa orientale e meridionale, anche se da una base inferiore. Detto questo, i cinque grandi paesi europei in termini di spesa dei consumatori di frutta e verdura fresca – Germania, Italia, Regno Unito, Francia e Spagna – hanno raggiunto nel 2019 un valore complessivo di oltre 64 miliardi di euro, una cifra significativa anche nel contesto della recente uscita del Regno Unito dall’UE.

Fonte: Ufficio Stampa Fruit Logistica 2020

Accedi da qui per scaricare e consultare la pubblicazione European_Statistics_Handbook_2020

 

Il Manuale di Statistica Europea 2020 2020 è prodotto da Agrarmarkt Informations-Gesellschaft (AMI) e pubblicato dalla fiera leader mondiale dei prodotti freschi FRUIT LOGISTICA in collaborazione con Fruitnet Media International. Il manuale può essere scaricato gratuitamente

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NutrInform Battery per la tutela del Made in Italy

Lo scorso 27 gennaio è stata notificata alla Commissione europea la proposta italiana relativa a un sistema di etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari, che ha l’obiettivo di costituire un’alternativa al sistema francese del Nutriscore.

Si tratta di un decreto interministeriale predisposto dai Ministeri dello Sviluppo Economico, della Salute, delle Politiche Agricole, Alimentari e forestali, frutto di un lavoro sinergico portato avanti, insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, al Dipartimento per le Politiche Europee e a tutta la filiera agroalimentare, per tutelare i prodotti del Made in Italy.

Il sistema proposto dall’Italia si basa su un simbolo “a batteria”, denominato NutrInform Battery, che indicherà al consumatore l’apporto nutrizionale dell’alimento in rapporto al suo fabbisogno giornaliero e al corretto stile alimentare, evidenziando la percentuale di calorie, grassi, zuccheri e sale per singola porzione rispetto alla quantità raccomandata dall’Unione europea.

La proposta italiana mira a superare gli effetti penalizzanti per il Made in Italy, derivanti dal sistema Nutriscore che utilizza invece i colori del semaforo per esprimere un giudizio sui prodotti agroalimentari, attraverso un algoritmo di misurazione che, basato su 100 gr, li classifica dalla A alla E, in contrapposizione ai principi della dieta mediterranea che si basa su un consumo bilanciato di tutti gli alimenti.

I produttori e i distributori del settore alimentare potranno adottare volontariamente il nuovo sistema di etichettatura ‘a batteria’, dopo il via libera della Commissione europea.
Con il sistema italiano di etichettatura nutrizionale il Governo si pone l’obiettivo sia di fornire al consumatore una informazione chiara e sintetica sulla presenza di alcuni nutrienti negli alimenti, utile a collocarli all’interno di una dieta varia e bilanciata, quale quella mediterranea, sia di valorizzare e tutelare tutta la filiera agroalimentare italiana.

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

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Fedagromercati: nuova piattaforma di trade finance

“Analizzare le diverse opportunità di finanziamento per il credito commerciale a disposizione dei grossisti ortofrutticoli, migliorare la gestione delle fatture commerciali attraverso la digitalizzazione e creare un servizio dedicato per gli associati di Fedagromercati: sono questi gli obiettivi del nuovo progetto di Fedagromercati sulla cessione dei crediti, che vede la realizzazione di una Piattaforma Trade Finance con la collaborazione di Deloitte e del Mof, in partnership con 0KM Finance e Kobo.
L’iniziativa, promossa da Confcommercio come esempio di sviluppo a favore delle piccole e medie imprese italiane, sarà presentata in occasione della fiera Fruit Logistica 2020 il prossimo giovedì 6 febbraio alle ore 11.30 presso lo stand B07 nella Hall 6.2 (stand Mof). Oltre alla dimostrazione di una demo della Piattaforma, si svolgerà una tavola rotonda a cui interverranno Valentino Di Pisa, presidente di Fedagromercati-Confcommercio, Enzo Addessi, amministratore delegato del Mof, Bernardino Quattrociocchi, presidente del Mof, Stefano Andolina per Deloitte Consulting, Filippo Sabatini per Kobo Capital e Antonio Castagna per 0KM Finance. 
 
Inoltre, durante la giornata si svolgeranno delle sessioni individuali fra i consulenti della finanza e gli imprenditori all’ingrosso per approfondire l’attività imprenditoriale ed avere un’analisi dettagliata delle opportunità a favore di ciascuna azienda”.
 
L’appuntamento è per giovedì 6 febbraio 2020 alle ore 11.30 presso lo stand B07 Hall 6.2 (Stand Mof) alla fiera Fruit Logistica di Berlino.
Fonte: Ufficio stampa Fedagromercati
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Formazione: seminari Storytelling a Catanzaro

ICE Agenzia organizza nell’ambito del Piano Export Sud 2, in collaborazione con Confartigianato Imprese, un percorso gratuito di seminari su Storytelling e Comunicazione di Impresa
rivolto a PMI, start-up, cooperative, consorzi e reti di impresa delle c.d. Regioni meno sviluppate (Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Sicilia).
Il percorso, costituito da tre giornate di formazione e una di incontri individuali, offre un approfondimento su una tematica fondamentale PER PROMUOVERE E COMUNICARE L’IMPRESA E
I PRODOTTI sui mercati internazionali.

Obiettivi: Acquisire conoscenze e competenze pratiche suIlo Storytelling per una comunicazione efficace
dell’azienda.

Esercitarsi e analizzare alcuni casi di Storytelling d’impresa.
La partecipazione è gratuita.

Come aderire
Per iscriversi, compilare la scheda di adesione, entro il 3 febbraio, su https://www.ice.it/it/pianoexport-il-sud

Contatti
ICE Agenzia
formazione.pianosud@ice.it
06.5992.6070/6075
Eliana Zappalà/Libero Tessitore
Confartigianato Imprese Calabria
info@confartigianatocalabria.it
0961.746328