Sezione Mercati e competitività di impresa

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Disponibile il nuovo portale dei Finanziamenti Agevolati del Polo SACE SIMEST

Il Polo SACE SIMEST lancia il nuovo Portale dei Finanziamenti Agevolati che SIMEST eroga alle imprese su Fondi MISE.

Il nuovo Portale – sacesimest.it – rende più semplice e veloce l’accesso alle risorse ed è quindi ancor più di supporto alle imprese – in particolare alle PMI – che vogliono intraprendere il percorso di crescita internazionale o consolidare la propria competitività sui mercati extra-UE, attraverso la partecipazione alle fiere e missioni guidate da ICE Agenzia, gli studi di fattibilità per valutare investimenti, il rafforzamento della propria capacità di export o l’apertura di strutture commerciali all’estero.

Tutto il processo avviene online: attraverso un’area riservata l’impresa può seguire un percorso guidato ed essere costantemente aggiornata sullo stato di avanzamento della sua richiesta di finanziamento

Accedi all’Education to Export. Come attrezzarsi per crescere all’estero

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Promozione NATEXPORT Parigi 2019

Nell’ambito del Piano Export Sud 2 a favore delle PMI del Mezzogiorno l’ICE-Agenzia organizza una partecipazione collettiva in occasione della Fiera Natexpo Parigi 2019 dal 20 al 22 ottobre 2019. La partecipazione è riservata alla aziende provenienti da: Calabria, Puglia, Sicilia, Campania e Basilicata.

Natexpo oltre ad essere diventata la piattaforma dove nascono le future tendenze Bio in tutti i settori è anche il luogo ideale dove buyers professionisti e responsabili d’azienda, si incontrano sviluppando il proprio business nel settore.

Adesioni entro il 30 aprile

Accedi alla Circolare di adesione

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Partecipazione collettiva a fiera FRUIT ATTRACTION MADRID 2019

L’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane organizza la partecipazione collettiva italiana in occasione della Fiera FRUIT ATTRACTION 2019 che si svolgerà presso il quartiere fieristico di Madrid dal 22 al 24 ottobre 2019.

Adesioni entro il 7 maggio

Perchè partecipare

La Fiera Fruit Attraction costituisce uno degli eventi internazionali di maggior rilievo per il settore ortofrutticolo; l’iniziativa è organizzata dalla Fiera di Madrid (IFEMA) e dall’Associazione spagnola dei produttori ed esportatori di frutta, ortaggi, fiori e piante vive.

Nel 2018 l’export di ortofrutta italiana ha raggiunto il valore record di 5,1 miliardi di euro in crescita del 2,5%. I prodotti ortofrutticoli rappresentano il secondo comparto più esportato dell’agroalimentare nazionale con una produzione di oltre 10 milioni di tonnellate di frutta all’anno e circa 6 milioni di tonnellate di ortaggi.

Vai alle modalità di adesione

Contatti

ICE Agenzia 
ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane 

UFFICIO AGROALIMENTARE E VINI 
Dirigente: PASCARELLI ANNA FLAVIA 
Riferimento evento: GABRIELLA BITETTO 
Telefono: 06 59929595 
Fax: 06 59929595 
Email: AGROINDUSTRIA@ICE.IT 

MADRID 
ICE – Agencia italiana para el Comercio Exterior- Oficina de la Embajada de Italia para la promoción del intercambio comercial 
Agustín de Betancourt, 3 
Telefono: 0034 915974737 
Fax: 0034 915568146 
Email: madrid@ice.it 

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Il biologico protagonista a Macfrut con Ccpb

Macfrut 2019 (Rimini, 8 – 10 maggio), vedrà protagonista l’ortofrutta biologica con Macfrut Bio, uno spazio espositivo (pad. B7-D7/008) e una serie di workshop tematici organizzati in collaborazione con Ccpb.
La frutticoltura bio è uno dei punti di forza del biologico italiano: da anni ormai riscuote crescente successo nel mercato e nei consumatori. Macfrut e Ccpb organizzano quattro workshop tematici per approfondire e favorire lo sviluppo dell’innovazione per rafforzare la sostenibilità e l’efficienza.

Il programma

Mercoledì 8 Maggio ore 15-16 – Sala Camelia Razionalizzazione dell’uso dell’acqua in frutticoltura biologica Moreno Toselli, Docente di Arboricoltura generale, Università di Bologna Francesca Ventura, Docente di Agroclimatologia e Microclimatologia, Università di Bologna Modera: Davide Pierleoni – Ccpb srl

Giovedì 9 Maggio ore 10-11 – Sala Diotallevi 2La sostenibilità e la sua certificazione in frutticoltura biologica Matteo Peyron, Life Cycle Engineering srl Giuseppe Maio – Ccpb srl Modera: Fabrizio Piva – Ccpb srl

Giovedì 9 Maggio ore 11-12 – Sala Diotallevi 2 Smart agriculture in frutticoltura biologica Costanza Fregoni, Horta srl Sara Legler, Horta srl Modera: Filippo Piredda – Ccpb srl

Venerdì 10 Maggio ore 11-12 – Sala Mimosa 2Frutticoltura biologica: la biodiversità e il ruolo del suoloMarco Acutis, Docente di Agronomia Università di MilanoMauro Piazzi, pedologo Timesis srlModera: Giuseppe Maio – Ccpb srl

Fonte: Ufficio stampa Ccpb 

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Fruitimprese: “Il futuro è delle imprese strutturate”

L’attuale scenario mondiale è caratterizzato da velocità, incertezza, rischio. È in atto una rivoluzione straordinaria dei comportamenti e delle abitudini delle persone sia nella loro sfera individuale e sociale sia in quella lavorativa. Il mondo dell’ortofrutta non sfugge al contesto”, così ha esordito Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna e della Op Minguzzi Spa di Alfonsine (Ravenna), nella relazione all’assemblea annuale dei soci dell’associazione, svoltasi tre giorni fa a Cesena.
 
“La cosa non sorprende – dice Minguzzi – ed è stata anche rilevata in un interessante rapporto diffuso in occasione di Fruit Logistica 2019 a Berlino. Lo studio, denominato “Surprises in Store”, realizzato da un’importante società di consulenza, ha evidenziato non solo le tendenze del settore, ma anche quanto questo stia rapidamente cambiando. Dai dati raccolti emerge che il 47% degli intervistati è disponibile a pagare di più per alimenti freschi di migliore qualità e che, all’atto dell’acquisto del prodotto, stanno acquisendo valore sempre maggiore gusto (23%), forma (32%) e dimensioni (12%)”.
 
Dati negativi, invece, sono stati diffusi nel corso della 70° assemblea di Fruitimprese nazionale. L’exportortofrutticolo italiano nel 2018 ha subito un calo di oltre 300 milioni di euro nel fatturato e di circa 450mila tonnellate in quantità. Il comparto della frutta fresca, da solo, ha perso il 16,2% in quantità(circa 425mila tonnellate) e l’11% in valore. Maggiormente colpiti sono stati i nostri prodotti di punta, quali mele, kiwi e uva da tavola. Nel contempo si registra in Europa un forte trend di crescita del settore biologico con oltre 92 miliardi di euro di fatturato complessivo, quasi 3 milioni di produttori e circa 70 milioni di ettari coltivati. L’Italia rappresenta una quota di circa il 2% con 3,14 miliardi di euro, ai quali si aggiungono circa 2 miliardi di export. I prodotti bio rappresentano il 5% del totale di esportazioni alimentari italiane. È un valore che si è quintuplicato dal 2008.
 
“In questo contesto – aggiunge Minguzzi – gli operatori devono adottare adeguate azioni di marketing e di comunicazione e indirizzare i propri sforzi a soddisfare il desiderio sempre più accentuato dei consumatori di avere prodotti sani e una produzione agroalimentare più sostenibile. Le avvisaglie del cambio di rotta dei mercati non mancano. Il classico paradigma del rapporto domanda-offerta non è più l’unico riferimento”.
 
Crisi di prodotto
 
“È esperienza condivisa che la crisi di pesche e nettarine si manifesta anche quando l’offerta è scarsa. Anche le pere, quest’inverno, hanno avuto problemi di mercato nonostante un’offerta contenuta. Analoga situazione si è verificata due anni fa con le mele. Non è un problema di pesche o pere, è un problema di qualità. E’ il consumatore, elemento finale della filiera ortofrutticola, che determina l’andamento del mercato. Le scelte, in pratica, si basano su pochi ma essenziali elementi che devono essere sempre presenti agli operatori: qualità, presenza o meno di certificazioniprezzogusto e conservabilità del prodotto. Ma è a casa del consumatore che avviene l’esame, forse più importante, quello che determinerà le scelte di acquisto future: quello su gusto e conservabilità”.
 
L’ortofrutta in Gdo
 
La critica più diffusa rivolta ai gestori dei reparti ortofrutta della Gdo è quella di vendere prodotti insipidi, senza sapore e che la loro tenuta in termini di shelf life (conservabilità) è irrisoria, in particolare nel periodo estivo, in quanto si presentano già deteriorati nel momento del consumo. Gli effetti di questa scarsa considerazione dei prodotti si riflette inevitabilmente sulle vendite. “Non ci si deve stupire pertanto se a questa bassa considerazione corrisponde un calo considerevole dei consumi con effetti negativi, a cascata, su tutti i soggetti della filiera. Tutto sta cambiando. Tutto è perduto? Assolutamente no. Lo è solo se non ci si adegua al cambiamento – argomenta Minguzzi – Le imprese che sapranno cogliere le opportunità prospereranno, quelle che non lo faranno saranno destinate a scomparire, così come hanno già fatto tante negli ultimi vent’anni”.
 
Esempi virtuosi
 
“È vero che il contesto non aiuta e che è necessario un ripensamento complessivo della fillera dell’ortofrutta nel segno di una qualità adeguata e continuativa, tuttavia ciascuno di noi è chiamato a fare del proprio meglio. Mi piace ricordare gli esempi virtuosi di aggregazioni commerciali di imprese nostre associate che hanno saputo coinvolgere i propri produttori, affermarsi sui mercati internazionali con nuove varietà o con la costituzione di consorzi di filiera. A tal proposito non si può non ricordare che, per la prima volta, un’azienda italiana – la Jingold SpA – espressione di imprese della nostra associazione, ha vinto a Berlino, lo scorso febbraio, il prestigioso Innovation Award di Fruit Logistica di fronte a concorrenti di tutto il mondo. Nulla può essere lasciato all’improvvisazione”.
 
Il mercato chiede imprese strutturate
 
La Gdo chiede ai suoi fornitori organizzazione e affidabilità in modo da poter meglio dialogare in termini di completezza, qualità e continuità delle forniture al fine di ridurre i rischi commerciali, amministrativi e penali connessi alla commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. Per essere parte della catena di fornitura è necessario essere aziende rispettose delle norme che disciplinano i requisiti sociali e ambientali, la sicurezza alimentare, la salute e sicurezza dei lavoratori, la trasparenza e l’anticorruzione, la gestione dell’energia, la sicurezza dei dati. “È in questa logica che il nuovo codice della crisi dell’impresa, entrato parzialmente in vigore il mese scorso, è intervenuto sull’organizzazione imprenditoriale imponendo alle società di dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle loro dimensioni, in grado di effettuare una rilevazione tempestiva della crisi e della possibile perdita della continuità operativa. Sotto questi delicati aspetti di gestione aziendale, con sincero orgoglio, rivendico il ruolo strategico della nostra associazione che, con elevata professionalità, è di supporto agli uffici delle nostre aziende”, conclude Minguzzi.
 
Sicurezza informatica
 
In particolare per quanto riguarda la sicurezza informatica delle aziende, sempre più oggetto di attacchi di hacker e di furti di dati (che costano alle aziende italiane quasi 900 milioni di dollari/anno) Minguzzi ha lanciato un allarme: “Anche il settore ortofrutticolo è sotto attacco. La nostra associazione non trascura certamente la questione. Al contrario, effettua costante opera di aggiornamento e informazione sui rischi della rete e sugli obblighi severi connessi al trattamento dei dati”.
 
L’assemblea ha approvato all’unanimità la relazione di Minguzzi e il bilancio dell’associazione. All’assemblea hanno partecipato Silvia Carpio, general manager assistant and new business del Gruppo Mazzoni e Arturo Barbato e Flavio Rossini di Euler Hermes Italia – Assicurazione dei crediti.
 
Fonte: ufficio stampa Fruitimprese Emilia-Romagna
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Integrazione orizzontale, il Sud ci prova. Anche con la IV Gamma

Con un finanziamento del ministero dell’Agricoltura di 45 milioni di euro, appena stanziato, passa alla fase operativa il contratto di filiera ortofrutticola coordinato da Agrocepi con capofila l’OP calabrese Pomez e il coinvolgimento di 26 aziende agricole, di otto regioni produttive italiane, fra cui tre trasformatori.

Tra le novità del progetto, la nascita del concetto inedito per il mercato, di paniere di beni da proporre alla distribuzione in forma aggregata. Si realizza così un’aggregazione produttiva di tipo orizzontale tra filiere, che darà il via all’ingresso in pompa magna di Soleo, trasformatore campano di frutta in guscio, nel settore dell’ortofrutta fresca e (in termini di investimenti infrastrutturali) all’ampliamento degli stabilimenti di Ortoromi e Finagricola che sono gli altri due trasformatori della rete.

Il finanziamento ministeriale è arrivato dopo l’estensione dei fondi disponibili per i contratti di filiera a complessivi 500 milioni di euro (+220 milioni disposti dal ministro Centinaio) e il contratto di filiera ortofrutticola guidato dall’OP Pomez, è il primo in graduatoria tra i nuovi ammessi.

“Nella prima riunione che si è tenuta nei giorni scorsi a Battipaglia – spiega Corrado Martinangelo, presidente di Agrocepi – abbiamo iniziato a lavorare per creare una sorta di aggregazione produttiva di filiera in senso orizzontale, e non verticale, come comunemente intesa, introducendo il concetto inedito di paniere di prodotti diversificati da presentare congiuntamente sul mercato. Un’offerta unica di più prodotti diversi, dalla IV alla V Gamma, al pomodoro da mensa, kiwi o clementine fresche che costituiranno un’offerta unica con un marchio e un disciplinare comuni. Attraverso il contratto di filiera le aziende coinvolte potranno trovare nuovi sbocchi di mercato sia fuori dalla filiera che dentro la filiera stessa, diventando, ad esempio, fornitori delle aziende di trasformazione coinvolte”.

Questi ultimi due punti saranno oggetto di altrettanti procedimenti burocratici appena avviati che porteranno alla nascita di un marchio (ombrello o collettivo è da decidere) e di un disciplinare unico di produzione.

“Fra le iniziative che si svilupperanno nel quadro del contratto di filiera – continua Martinangelo – c’è la creazione di un nuovo Opificio di Soleo, storico trasformatore campano di frutta in guscio, che aprirà la sua attività anche all’imbustamento di ortofrutta e alla creazione di succhi. Il progetto del contratto di filiera, nel suo complesso, sarà presentato a Macfrut”.

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Arriva il primo pane di grano arricchito con fibre di agrumi

Crea, benefico per la salute e nuova alternativa ecologica

Le fibre alimentari aiutano a mantenersi in salute e contribuiscono a prevenire le malattie cardiovascolari e l’insorgenza del diabete di tipo 2. Proprio per queste ragioni, i ricercatori del CREA (centri di Cerealicoltura e Colture Industriali e di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura) hanno sviluppato un pane “ad alto contenuto di fibre”, arricchito per la prima volta con le fibre contenute nella farina di agrumi. Quest’ultima, costituita per oltre il 70% da fibra di cui, per circa il 60% da fibre insolubili e per il 40% da fibre solubili, si ottiene dopo numerosi lavaggi ed essiccazione, dal pastazzo (buccia, polpa e semi), un sottoprodotto della lavorazione degli agrumi, che ancora oggi rappresenta un oneroso rifiuto, con elevati costi di smaltimento e problematiche ambientali, vista la produzione pari a circa 500.000 t all’anno.

A partire dalla semola e dalle parti della crusca più facilmente digeribili dal nostro organismo (differenti percentuali di cruschello e tritello), sono state prodotte in un panificio industriale pagnotte di pane, di circa 1 kg, con l’aggiunta di 2 tipologie di fibre di agrumi (arancia rossa e limone), da sole o miscelate, a 2 differenti livelli (1,5 e 2%). I ricercatori, quindi, hanno valutato gli effetti delle diverse tipologie e livelli di fibra di agrumi, dei differenti tempi di conservazione (fino a 120 giorni) e della loro interazione sui parametri chimico-fisici e sensoriali del pane dopo la cottura e durante la lunga conservazione, grazie al confezionamento delle pagnotte con speciali film plastici in atmosfera modificata (ATM).

Dal punto di vista chimico-fisico, le fibre di agrumi, di differenti tipologie e in diverse percentuali, non hanno avuto alcun impatto sulla conservabilità del pane, sul volume e sul peso, sulla struttura interna e sul pH. Dal punto di vista sensoriale, i pani arricchiti con fibre di arance rosse e di limone presentano un leggero sapore agrumato, ma qualitativamente risultano simili ai pani che ne sono privi. Inoltre, l’aggiunta di fibre di arance rosse e di limone nella farina di grano duro consente di produrre pane “ad alto contenuto di fibre”, perché presenta valori superiori ai 6 g per 100 g di prodotto, soglia minima secondo quanto previsto dal Reg. CE 1924/2006. Il pane integrale tradizionale, invece, si compone anche dello strato più esterno del seme (la cosiddetta crusca a foglia larga), quella parte che contiene fibra 100% insolubile, non digeribile e che può incidere negativamente sulle caratteristiche fisiche e sensoriali dei prodotti da forno (volume, altezza, alveolatura interna, aspetto esterno, rugosità della crosta, odore, colore, sapore). A differenza, quindi, di un pane prodotto con uno sfarinato integrale 100% di grano, quello arricchito con le farine di agrumi preserva le caratteristiche fisiche e sensoriali del pane tradizionale, ma con un maggiore valore nutrizionale.

L’uso di fibre di agrumi nella panificazione, infine, può essere considerato un’alternativa ecologica per il riutilizzo e la valorizzazione degli scarti e dei sottoprodotti della lavorazione degli agrumi.

Lo studio, realizzato insieme al Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Frontiers in Nutrition, ed è consultabile al link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6381019/

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PSR Calabria e accesso al credito

E’ possibile accedere alle informazioni necessarie per poter usufruire del Fondo di Fondi Regionale, che offre condizioni agevolate rispetto all’accesso ai finanziamenti nel settore agricolo e della trasformazione, per quanti riguarda gli investimenti previsti dalle sotto-misure del PSR 4.1 “Sostegno a investimenti nelle aziende agricole” e 4.2 “Sostegno a investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli”.
Grazie all’Accordo di Finanziamento della Regione Calabria con il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI),  insieme alle altre Autorità di Gestione dei PSR delle Regioni Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Veneto, Umbria, Campania e Toscana, le condizioni agevolate riguarderanno tassi d’interesse più bassi di quelli ordinari e/o in termini di minori garanzie collaterali prestate.
In Calabria saranno operativi tre istituti di Credito: Credem, Iccrea BancaImpresa e Monte dei Paschi di Siena.

Con tale accordo l’AdG del PSR della Regione Calabria ha affidato al FEI i compiti di esecuzione – ai sensi dell’articolo 38(4)(b)(i) del Reg. (UE) n. 1303/2013 – per l’attuazione del Fondo di Fondi Regionale (FdF) (come definito all’articolo 2(27) del medesimo regolamento).

Che cos’è

Vai al link  Piattaforma Multiregionale di Garanzia FEI per l’Agricoltura

Obiettivo

Obiettivo del Fondo di Fondi Regionale è di facilitare l’accesso ai finanziamenti nel settore agricolo e della trasformazione, attraverso l’implementazione di una garanzia illimitata di portafoglio a sostegno delle misure d’investimento previste dalle sotto-misure 4.1 “sostegno a investimenti nelle aziende agricole” e 4.2 “sostegno a investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli”.

Il prodotto finanziario

Il prodotto finanziario che sarà utilizzato nell’ambito del “FdF Regionale”, è una garanzia senza limiti di portafoglio (c.d. un-capped guarantee) che copre il 50% del rischio di perdite sui prodotti di finanziamento del debito che saranno erogati ai percettori finali da parte degli intermediari finanziari selezionati dal FEI.

La modalità di attuazione

La strategia di investimento concordata all’interno dell’Accordo di Finanziamento (Funding Agreement) prevede la selezione, da parte del FEI, degli intermediari finanziari. Saranno gli intermediari stessi che erogheranno, di fatto, il finanziamento del debito ai percettori finali nel territorio della Regione e che – previa verifica dei criteri di eleggibilità previsti negli accordi operativi da sottoscriversi tra FEI e intermediari finanziari selezionati – includeranno tale finanziamento del debito nel portafoglio garantito dal Fondo di Fondi.

Nella Regione Calabria saranno operativi tre istituti di Credito: Credem, che ha già sottoscritto con il FEI l’accordo di finanziamento, Iccrea BancaImpresa, che ha già ottenuto l’approvazione della propria candidatura da parte del Consiglio di Amministrazione del FEI e Monte dei Paschi di Siena la cui candidatura è in fase di approvazione.

Nel corso dell’ultimo Comitato di Investimento tenutosi il 12 marzo 2019 è stato chiarito che il contributo regionale impegnato, pari ad euro 10.000.000, garantirà un volume minimo di prestiti che gli Istituti di Credito erogheranno, anche grazie all’impiego di risorse FEI, BEI e Cassa Depositi e Prestiti, sarà di 4 volte tale contributo, ossia euro trentaseimilioni. Raggiunto questo volume, il portafoglio garantito potrà crescere fino al volume target di euro 48.400.000,00

Vantaggio

Il vantaggio per ciascun percettore finale dalla garanzia consisterà nel vedersi applicate condizioni agevolate in termini di tassi d’interesse più bassi di quelli ordinari e/o in termini di minori garanzie collaterali prestate.

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Aggiornato dal Mipaaft l’elenco dei prodotti DOP, IGP e STG

Elenco delle denominazioni italiane, iscritte nel Registro delle denominazioni di origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite
(Regolamento UE n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012) – aggiornato al 26 marzo 2019-

Accedi all’Elenco: 01___DOP__IGP_e_STG_Registrati_aggiornato_al_12_aprile_2019

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Cibus Connect 2019 da risalto alle novità del settore Food&Beverage

L’edizione 2019 di Cibus Connect  da risalto alle novità del settore Food & Beverage con un’apposita sezione “Novità di Prodotto e un’area espositiva speciale “Cibus Innovation Corner” 

Tramite il catalogo online, consultabile a partire dall’8 di Aprile sul sito e sulla App Cibus, è possibile consultare una vetrina straordinaria e una guida virtuale per acquirenti e professionisti del settore sui prodotti  Food & Beverage Authentic Italian più innovativi, presentati in fiera dalle aziende espositrici.

Accedi da qui alle 100 alle novità di prodotto selezionate