Sezione Mercati e competitività di impresa

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ISMEA: tendenze agrumi marzo 2020

Focus arance

Primi segnali di mercato positivi dopo un biennio.  Le difficoltà del comparto agrumicolo nazionale risiedono in gran parte nella propria struttura. L’eccessiva frammentazione della produzione agricola (dimensione media 2,5 ha) e gli impianti poco moderni e razionali provocano minore produttività, scarsa resistenza alle fitopatie (virus della Tristeza) e un calendario di raccolta più breve rispetto ai nostri diretti competitor spagnoli. Dal punto di vista commerciale permane la scarsa propensione degli agricoltori ad associarsi in cooperative e OP che in quanto eccessivamente numerose rimangono di dimensioni economiche medio-piccole e non in grado di svolgere appieno il ruolo di concentrazione dell’offerta. Il quadro si completa con la maturità dei consumi interni mentre aumenta la concorrenza dei paesi mediterranei (durante la stagione di raccolta) e dell’emisfero australe (in controstagione). Il risultato è un’estrema volatilità delle quotazioni del prodotto nazionale in funzione delle produzioni nazionali e dell’andamento del mercato internazionale. Dopo un biennio piuttosto negativo per la filiera, tuttavia, i dati della campagna 2019/2020 mostrano alcune conferme – come la riduzione delle superfici di produzione, anche se una quota in riconversione varietale – e qualche segnale positivo (produzioni di ottima qualità e prezzi all’origine in aumento).

La Calabria si conferma seconda regione per superficie in produzione di arance, dopo la Sicilia

Accedi da qui al Report completo ISMEA Tendenze_Agrumi_1_2020

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La DopEconomy supera 16,2 miliardi di euro

DOP IGP 20% del valore agroalimentare nazionale. Export per la prima volta oltre 9 miliardi

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Ministero per il Sud e Cassa Depositi e Prestiti firmano protocollo per crescita sostenibile del Mezzogiorno

Previste misure a supporto di Imprese, Infrastrutture e Pubblica amministrazione

 

Roma, 28 febbraio 2020 – Il Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Cassa Depositi e Prestiti hanno sottoscritto oggi un Protocollo d’Intesa, previsto dal Piano Sud 2030, volto a supportare le misure per lo sviluppo del Mezzogiorno e per le politiche di Coesione.

L’accordo, firmato dal Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, e dall’Amministratore delegato di CDP, Fabrizio Palermo, pone le basi per una collaborazione istituzionale rivolta al supporto delle imprese, delle infrastrutture e delle pubbliche amministrazioni delle Regioni e Comuni del Mezzogiorno attraverso la realizzazione di una serie di progetti e iniziative che promuovano gli investimenti e favoriscano lo sviluppo sostenibile dell’area.

La collaborazione fra CDP e il Ministro per il Sud si allargherà inoltre alla valorizzazione delle opportunità offerte dal nuovo piano di investimenti europeo “InvestEu”. Così come per il Piano Juncker, CDP punta ad affermarsi, anche per InvestEu, come primo Istituto Nazionale di Promozione europeo per risorse mobilitate e strumenti attivati. A tal fine si è già attivata per ottenere il ruolo di “implementing partner” in modo da essere immediatamente operativa contestualmente all’avvio del Piano previsto per il gennaio 2021.

Con la firma di oggi, le Parti s’impegnano a realizzare progetti congiunti nei seguenti ambiti:

  • Supporto alle imprese e alle infrastrutture del Mezzogiorno;
  • Supporto alla spesa dei fondi per la coesione;
  • Sviluppo Sostenibile.

Imprese
Per favorire il tessuto imprenditoriale, accanto al tradizionale strumento dei finanziamenti, saranno attivati strumenti di finanza alternativa come i basket bond; si punterà, inoltre, a favorire il ricorso al credito agevolato attraverso la concessione di finanziamenti a medio – lungo termine, mediante il Fondo Rotativo Imprese e investimenti in risk sharing attraverso la concessione di garanzie. Le Parti s’impegneranno per incentivare la conoscenza e la diffusione degli strumenti finanziari messi a disposizione da CDP a sostegno dell’accesso al credito e degli investimenti delle imprese del Sud.

Pubbliche amministrazioni
Il Protocollo prevede un possibile supporto di CDP alle Pubbliche Amministrazioni delle Regioni e Comuni del Mezzogiorno nella valutazione della sostenibilità finanziaria, dei rischi e della finanziabilità di interventi mediante l’utilizzo di schemi di Partenariato pubblico-privato. CDP inoltre, assisterà le amministrazioni, nelle fasi di sviluppo di nuove iniziative, mettendo a disposizione il proprio know how tecnico amministrativo, e servizi di consulenza gestionale, legale e ingegneristica.

Sostenibilità
Le Parti si impegneranno a promuovere nuovi investimenti nell’ambito della sostenibilità con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile, della transizione energetica, dell’economia circolare e delle infrastrutture sociali. Le parti, inoltre, valuteranno specifiche iniziative di educazione finanziaria nelle scuole con riferimento al risparmio, all’educazione finanziaria e allo sviluppo sostenibile
Le parti s’impegnano a costituire una Cabina di regia per l’attuazione degli obiettivi del Protocollo, composta da tre rappresentanti di CDP e tre rappresentanti del Ministro, prevedendo la partecipazione di rappresentanti di altri Ministeri, in relazione ai temi trattati.

Fonte: Ufficio Stampa Cassa Depositi e Prestiti

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Banca delle terre ISMEA: 28 i terreni messi all’asta in Calabria

Sono 28 i terreni pubblici in Calabria messi all’asta dalla Banca nazionale delle terre agricole:

  • 15 in provincia di Reggio Calabria
  • 7 in provincia di Vibo Valentia
  • 3 in provincia di Crotone
  • 2 in provincia di Cosenza
  • 1 in provincia Catanzaro

L’elenco completo dei terreni messi all’asta è disponibile sul sito www.ismea.it/banca-delle-terre.

Le manifestazioni di interesse on line possono essere presentate fino al 19 aprile, mentre le offerte  potranno essere presentate dal  27 aprile  fino a 11 di giugno 2020.

La partecipazione è aperta a tutti. La finalità del bando è quella di favorire il ricambio generazionale in agricoltura e il ritorno dei giovani alla terra; infatti sono previsti mutui trentennali al 100%  con rate agevolate semestrali o annuali e sostegni ad hoc per l’imprenditoria agricola under 41.

La “Banca nazionale delle terre agricole”, istituita dall’art. 16 della legge 28 luglio 2016, n. 154, costituisce l’inventario completo dei terreni agricoli che si rendono disponibili anche a seguito di abbandono dell’attività produttiva e di prepensionamenti, raccogliendo, organizzando e dando pubblicità alle informazioni necessarie sulle caratteristiche naturali, strutturali ed infrastrutturali dei medesimi, sulle modalità e condizioni di cessione e di acquisto degli stessi. La Banca è gestita dall’ISMEA ed opera a livello nazionale.

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Aperte le iscrizioni al corso Arsac per la potatura del limone

L’Arsac Centro Divulgazione Agricola n. 3 “Alto Ionio Cosentino” di Sibari, in collaborazione con il Consorzio di Tutela del “Limone di Rocca Imperiale IGP”, organizza un corso teorico-pratico  di potatura del limone.

Il corso si svolgerà presso la sala del “Convento dei Frati Osservanti” di Rocca Imperiale  il  20, 22 e 23 Aprile 2020, per un totale di 12 ore:

  • 2 lezioni  teoriche 
  • 1 lezione pratica-dimostrativa.

Per partecipare al corso è necessario compilare la domanda di partecipazione (clicca per scaricare)  la liberatoria di responsabilità (clicca per scaricare) ed allegare copia documento di riconoscimento valido.

La documentazione completa  dovrà  pervenire entro il 31 marzo 2020  al responsabile corso Dr. Domenico Lanza tramite e-mail domenico-lanza@libero.it e domenico.lanza@arsac.calabria.it.

Il corso prevede un massimo di 30 persone che saranno selezionate dall’ARSAC tra le persone che ne faranno richiesta.

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Arsac: ripartono le attività sul miglioramento genetico della fragola

Riparte in Calabria il programma di miglioramento genetico su fragola grazie al rinnovato Accordo di collaborazione siglato nel 2019 tra A.R.S.A.C., Cooperativa Ortofrutticola Torrevecchia di Lamezia T. (CZ) e CREA–OFA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria Centro di Olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura) di Forlì. L’Accordo si prefigge di proseguire il programma di sviluppo avviato con un precedente ciclo progettuale che si è concluso con l’individuazione direttamente in territorio calabrese di alcune nuove selezioni attualmente in fase iniziale di diffusione commerciale. L’obiettivo finale del progetto, che mette insieme i Servizi di Sviluppo Regionali, un soggetto privato ed un organismo di ricerca, è di pervenire alla costituzione di nuove varietà di fragola pienamente adatte all’ambiente calabrese e più in generale alle aree a clima temperato, riducendo l’attuale dipendenza dall’esterno del “sistema fragola” calabrese nella scelta delle varietà da coltivare e quindi migliorare la competitività delle nostre produzioni sui mercati italiani ed esteri in virtù di una maggiore identificazione del prodotto. Nel 2019 nell’ambito del nuovo programma progettuale (della durata di 4 anni) l’Unità Operativa Fragola dell’ARSAC ha costituito nella Piana di Lamezia, presso l’azienda di un socio della Cooperativa Torrevecchia, un “campo semenzali” composto da circa 3.000 semenzali ottenuti da 34 nuove combinazioni di incrocio predisposte da CREA – OFA di Forlì.

L’attività di selezione si è conclusa a metà maggio con l’individuazione di 103 genotipi che sono stati trasferiti in Sila per essere moltiplicati nel vivaio del Centro Sperimentale -Dimostrativo dell’ARSAC di Camigliatello Silano (CS). Con le piante ottenute in vivaio è stato costituto, in ottobre, il campo di 1° livello 2019-2020 dove sul nuovo materiale genetico posto in parcelle proseguirà l’attività di selezione. Nel frattempo sono proseguite le azioni finalizzate alla valorizzazione ed alla diffusione delle nuove selezioni (contrassegnate con la sigla “LAM”) ottenute con il primo ciclo progettuale: LAM 18, LAM 68.4, LAM 22, LAM 85.17. Si tratta di nuovi genotipi che, superata la fase sperimentale preliminare e di collaudo finale in Calabria, hanno iniziato ad essere diffusi già nel 2018 e nel 2019 nelle aziende interessate in Calabria ed in altre Regioni del Sud Italia dove, valutate a confronto con le varietà convenzionali, sono stati in molti casi giudicati positivamente dai produttori e dai tecnici e quindi meritevoli di essere moltiplicati su scala più ampia.

Pertanto, come già accaduto nel 2018, anche nel 2019 si è deciso di affidare il nuovo materiale genetico ai Vivai COVIRO di Cervia (RA), che hanno manifestato interesse e costituito per il secondo anno consecutivo un vivaio in Spagna. Una piccola produzione vivaistica è stata realizzata anche dall’ARSAC nel vivaio del Centro Sperimentale Dimostrativo “Molarotta” di Camigliatello Silano (CS). La produzione complessiva di circa 185.000 piante è stata ritirata da aziende calabresi e da aziende di altre aree fragolicole del Sud Italia ed estere ed inserita nei nuovi impianti 2019-2020, realizzati a partire dal mese di ottobre.

Si ricorda che in Calabria la produzione della fragola è concentrata prevalentemente nella Piana di Lamezia, dove la coltivazione è attuata in coltura protetta su una superficie di circa 200 ettari (in tutta la Calabria la superficie è di circa 240 ettari). Le varietà adottate sono in ordine di importanza la varietà spagnola Sabrina seguita dalla californiana Camarosa e da altre due varietà spagnole Marisol e Melissa.

E’ da rilevare che nel 2019 per la selezione LAM 18 è stata avanzata un richiesta di autorizzazione alla brevettazione in Brasile da parte dell’Università Statale di Santa Catarina – UDESC (Universidade do Estado de Santa Caterina). LAM 18 dopo alcuni di anni di sperimentazione nelle aree fragolicole del Sud del Brasile si è contraddistinta per il suo comportamento costantemente positivo e innovativo per l’areale brasiliano ed il conseguente interesse da parte di ricercatori e produttori che ne prefigurano l’avvio di una diffusione commerciale. Le nuove selezioni contrassegnate con la sigla “LAM” vengono presentate di seguito in una scheda descrittiva.

LAM 18

Selezione a maturazione intermedia, con piante rustiche ad habitus assurgente che hanno elevato accestimento e notevole vigore. Oltre alla una buona produttività (circa 700 g/pianta nelle prove sperimentali ARSAC), l’interesse maggiore per questa selezione deriva dalla grande qualità dei frutti che sono di pezzatura medio-elevata, conico–allungati molto attraenti per la regolarità della forma ed il colore rosso intenso, uniforme anche in inverno. La consistenza della polpa è risultata tra le più elevate tra le varietà e selezioni studiate. La tenuta del frutto (consistenza e tonalità del colore) è buona anche in coincidenza delle alte temperature. Le qualità organolettiche dei frutti sono buone grazie ad un alto contenuto zuccherino ed un equilibrato rapporto acidi-zuccheri. Il contenuto in vitamina C è risultato piuttosto elevato. Il limite alla sua diffusione in Calabria è rappresentato dall’epoca non precoce di maturazione.

LAM 68.4

Pianta rustica e vigorosa. I punti forti di questa selezione sono la precocità di maturazione dei frutti che si abbina ad elevata produttività conseguita sia con piante fresche “cime radicate” che a “radice nuda” (intorno a 800 g/pianta nelle prove sperimentali ARSAC). I frutti hanno un calibro elevato che si riduce soltanto durante l’ultima parte del ciclo produttivo e sono conico regolari e rosso intenso uniforme. Il sapore è buono grazie ad un alto contenuto zuccherino ed un equilibrato rapporto acidi-zuccheri. I punti deboli riguardano la consistenza della polpa che cala in coincidenza delle elevate temperature pur mantenendosi su valori di sufficienza.

LAM 22

Selezione molto interessante per la precocità di maturazione, la buona produttività (circa 700 g/pianta nelle prove sperimentali ARSAC),conseguita con un flusso produttivo costante e per il colore brillante dei frutti. La pianta è rustica e mediamente vigorosa. I frutti, regolari e di grosso calibro, sono di colore rosso brillante piuttosto attraente, hanno una elevata consistenza della polpa ed un buon aroma e sapore.

LAM 85.17

Selezione a maturazione molto precoce con raccolte che, in alcune annate, hanno superato 400 g/pianta nel periodo gennaio – marzo. La pianta è molto vigorosa ed ha evidenziato, in questi anni, la produttività finale più elevata tra tutte le varietà e selezioni studiate nei campi sperimentali a Lamezia T. con produzioni di oltre 900 g/pianta. I frutti sono di forma conico-allungata molto regolare, hanno colore rosso intenso uniforme e consistenza elevata. L’elevata precocità e produttività determinano un calo di pezzatura dei frutti nella seconda parte del ciclo produttivo e una qualità organolettica non elevata ma accettabile, che rappresentano i punti deboli di questa selezione.

Fonte: ARSAC Ufficio Sperimentazione di Catanzaro, Ce.S.A: n. 5

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Approvato dal CdM il disegno di legge sugli illeciti agroalimentari

Mipaaf, Bellanova: “Adesso maggiori tutele per prodotti, made in Italy, indicazioni geografiche, consumatori”

25.02.2020
Da oggi uno strumento in più per la tutela dei prodotti made in Italy, le indicazioni geografiche, i consumatori. E soprattutto per il riconoscimento del valore prioritario della identità dei cibi, uno degli elementi fondativi alla base della Dieta Mediterranea patrimonio dell’umanità.Con la riforma, proponente il Ministro Bonafede e co-proponente la Ministra Teresa Bellanova, approvata stasera dal CDM, si rafforzano gli strumenti normativi contro illeciti agroalimentari: frodi, contraffazioni e agropiraterie. “Il falso made in Italy”, ricorda la Ministra Bellanova, “costa al nostro Paese 100 miliardi di euro l’anno, contro i circa 42 di export dei prodotti autentici. Un vero e proprio furto di identità che danneggia i nostri produttori, mina la salute dei consumatori, ingannandoli, rischia di incrinare la reputazione del Paese. Oggi, con questo testo che prende le mosse da una proposta della Commissione Caselli, si garantisce l’effettiva tutela dei prodotti alimentari, si rielabora il il sistema delle sanzioni, si amplia la sfera delle tutele. Non a caso fin dal mio insediamento al Ministero ho sostenuto la necessita di rafforzare ulteriormente il sistema di controlli che già oggi ci pone fra i migliori al mondo per poter tutelare di più e meglio le nostre indicazioni geografiche e i nostri marchi e sconfiggere la concorrenza sleale che avvelena le filiere e produce distorsioni inaccettabili di mercato. Per questo un grazie a Giancarlo Caselli e a tutti i componenti dell’Osservatorio Agromafie che con il loro lavoro hanno contribuito in modo determinante alla definizione delle nuove norme”.

 

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Distretti del cibo, dal Mipaaf 30 milioni

Parte il primo bando nazionale per il finanziamento dei Distretti del cibo, strumento per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori.
Al via anche il bando per il finanziamento di contratti di distretto nell’area colpita da Xylella, secondo quanto previsto dalle leggi di bilancio 2018 e 2019.

“Investiamo nella progettazione territoriale – ha detto la ministra Teresa Bellanova dalla Sicilia, dove è impegnata in incontri e visite istituzionali anche in alcune aziende agroalimentari del palermitano – per favorire la crescita dell’Italia. Dobbiamo sbloccare energie e investimenti. L’agricoltura e l’agroalimentare sono un motore di idee, progetti, nuovi posti di lavoro. Di futuro. Abbiamo lavorato con le Regioni per mettere a punto un bando, il primo, che dia stimolo a una nuova stagione dei distretti del cibo. C’è molto interesse e fermento in tutti i territori, già questa è una scommessa vinta. L’Italia può essere un laboratorio di buone pratiche, investendo sull’economia circolare, sulla ricerca e su formule più forti di collaborazione tra agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione e istituzioni. Noi ci siamo e vogliamo accompagnare questo sviluppo”.

Tutti i dettagli per la partecipazione, e per l’invio delle domande che dovrà avvenire entro il 17 aprile 2020, sono già disponibili sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Alla stessa pagina è pubblicato anche il Registro nazionale dei Distretti del cibo che raccoglie tutte le realtà riconosciute dalle Regioni. Il riconoscimento dei Distretti, infatti, viene affidato per legge alle Regioni e alle Province autonome che provvedono a comunicarlo al Mipaaf presso il quale è istituito il Registro nazionale.

I bandi finanziano progetti da 4 a 50 milioni di euro di investimenti con un’ampia tipologia di spese ammissibili.
Il Contratto di distretto ha lo scopo di promuovere lo sviluppo, la coesione e l’inclusione sociale, favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari.

Il Contratto di distretto Xylella, oltre quanto previsto sopra, ha lo scopo di realizzare un programma di rigenerazione dell’agricoltura nei territori colpiti dal batterio Xylella fastidiosa, anche attraverso il recupero di colture storiche di qualità.

Le risorse disponibili per il finanziamento in conto capitale ammontano a 18 milioni di euro per il bando dei distretti del cibo e a 13 milioni di euro per il distretto Xylella, che utilizza fondi diversi rispetto allo stanziamento di 300 milioni di euro del Piano recentemente approvato in Conferenza Stato-Regioni.

Laddove la richiesta di fondi superasse la disponibilità, è previsto un tetto massimo al contributo a fondo perduto per singolo programma di investimenti pari a 2,5 milioni di euro.

I DISTRETTI DEL CIBO

La legge definisce Distretti del cibo:
– i distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere;
– i distretti localizzati in aree urbane o periurbane caratterizzati da una significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;
– i distretti caratterizzati dall’integrazione fra attività agricole e attività di prossimità.
– i distretti biologici.
Per garantire lo sviluppo di tutto il territorio e non solo delle singole filiere, i Distretti opereranno attraverso programmi di progettazione integrata territoriale.

Fonte: Mipaaf

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ISMEA, il futuro della nocciola Made in Italy

Uno scontro goloso al gusto di nocciola. L’eco della “guerra” commerciale, scoppiata tra le più importanti industrie dolciarie italiane nel settore delle creme spalmabili alla nocciola, è arrivata anche oltreoceano, sulle pagine del New York Times, che ha dedicato al tema un reportage dal titolo “In Italia una guerra civile alla crema di nocciola”. Che alla fine le preferenze dei consumatori vadano verso l’uno o l’altro prodotto in realtà poco importa: il vincitore assoluto di questo goloso scontro è senza dubbio la nocciola ma quella italiana, pur protagonista, non ha colto ancora tutte le potenzialità, come evidenziano i dati Ismea su consumi, export e produzione.

Nocciole italiane: un frutto amato dai consumatori dal Nord al Sud. Sarà per il gusto, sarà per le proprietà nutrizionali, ma l’acquisto di nocciole da parte delle famiglie italiane negli ultimi tre anni è andato costantemente crescendo; le vendite a volume di nocciole confezionate presso la Grande Distribuzione, sono aumentate del 6,3% nel 2019 rispetto all’anno precedente, per un valore totale di circa 38 milioni di euro. Una crescita che si registra su tutto il territorio italiano, con un picco nel Nord-Ovest del Paese, con vendite di circa 700 mila kg, per un valore di circa 12 milioni di euro. Le nocciole piacciono alle famiglie italiane, e non solo a Natale: i dati del Consumer Panel di Ismea evidenziano, per il 2019, una crescita di spesa del 6,9% rispetto al 2018, favorita anche dall’aumento delle vendite in promozione (+5,2% nel 2019) e da un prezzo medio in contrazione (-2,3% nel 2019).

Le nostre varietà Igp e Dop
. L’Italia è un territorio d’elezione per la coltivazione delle nocciole, e oggi rappresenta il secondo player mondiale – alle spalle della Turchia. Nel 2019, il totale della superfice coltivata in Italia è arrivata a 86mila ettari, con una prevalenza geografica nel Lazio (29%), in Piemonte (28%) e in Campania (25%). Si tratta delle aree da cui hanno origine anche le varietà più note e tradizionali tanto da poter vantare la protezione comunitaria in quanto Dop e Igp: le più rappresentative sono la Tonda Gentile delle Langhe Igp (da sola costituisce il 90% della produzione certificata di frutta in guscio italiana Dop/Igp) che nel 2018 contava oltre 8.000 tonnellate certificate per un valore di 29 milioni di euro, la Nocciola di Giffoni Igp e la Tonda Romana Gentile Dop.

Un futuro con qualche ombra. Mentre aumentano le coltivazioni di nocciolo a livello mondiale, il saldo della bilancia commerciale italiana per questo settore è passivo e, nell’ultima campagna, il deficit è cresciuto del 75%, arrivando a 90 milioni di euro. Le ragioni di questo conto al negativo sono imputabili al fatto che la domanda da parte dell’industria dolciaria italiana è superiore di circa un terzo alla produzione nazionale, determinando quindi la necessità di importare nocciole. Il futuro dei corilicoltori italiani appare segnato: valorizzare le produzioni facendo leva su qualità e origine, per sfuggire a dinamiche di mercato internazionali che vedono spesso i prezzi a bordo di montagne russe mozzafiato.

Fonte: Ismea

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Soddisfazione dopo un anno di Made in Nature

Tutti soddisfatti dopo un anno del progetto che finanziato dall’Unione Europea e CSO Italy per promuovere il biologico in Italia, Francia e Germania.

Piace, consente di far conoscere il mondo del biologico italiano con maggior forza comunicativa sia in Italia che all’estero ed ora altre iniziative partiranno in questa nuova stagione. A Berlino, nello spazio del CSO Italy Fruit Logistica, si è fatto il punto su Made In Nature, il progetto finanziato dall’Unione Europea e CSO Italy per un totale di 1,6 milioni di euro dedicato alla promozione del biologico in Italia, Francia e Germania e che vede partecipare aziende come BrioCanova, Conserve Italia, Veritas Biofrutta, RK Growers e Lagnasco Group.

Un anno fa qui a Berlino veniva presentato questo progetto e quest’anno siamo ancora qui per portare le testimonianze di quanto fatto e quello che faremo nel secondo anno di attività” ha spiegato Paolo Bruni, presidente del CSO Italy. Obiettivo: dare forza ed energia all’ortofrutta italiana. Un paese, il nostro, “che si è distinto per le proprie eccellenze produttive nelle denominazioni di origine ma anche del biologico, del quale è diventato leader del settore a livello europeo”.

“Stiamo facendo molti contatti con giornalisti e buyer per dare l’idea del biologico italiano come offerta di qualità superiore. Non dimentichiamoci che il biologico in Europa è nato in Italia, che è stato il primo bacino di produzione. Negli ultimi due mesi abbiamo registrato oltre 300 mila impression sui social a testimonianza del fatto che il biologico riesce ad emozionare” ha spiegato invece Alessandra Ravaioli, che ha condotto l’incontro.

Le considerazioni delle aziende

All’incontro hanno partecipato alcuni esponenti delle aziende che partecipano al progetto. A partire da Luca Zocca (Brio Spa), che ha sottolineato come il progetto stia consentendo di commercializzare e comunicare meglio i prodotti bio all’estero, come ad esempio con l’operazione svolta nei supermercati Tegut che verrà replicata anche quest’anno in Germania con kiwi e mele. “Abbiamo fatto incoming in Italia, workshop e una delle cose più importanti fatte con il CSO Italy è stata quella di ospitare i responsabili dei punti vendita o del reparto ortofrutta in azienda – ha continuato Zocca – per spiegare loro cosa è il biologico e questo permette agli addetti dei reparti di trasferire le informazioni poi ai consumatori. Paolo Pari (Almaverde Brio) ha evidenziato  come in Germania gli assortimenti del biologico si sono ampliati molto ormai, soprattutto nei discount. “Aumenta la competizione per noi  produttori anche se va ricordato come le eccellenze italiane dell’ortofrutta valgono anche nel biologico. Progetti come questi aumentano sicuramente il valore della percezione del biologico italiano soprattutto sul fronte del mercato estero”.

Antonio Cogo (Veritas Ortofrutta) ha ricordato come il mercato sia in costante evoluzione. “Stiamo cercando di far capire ai produttori produttore come si sta evolvendo il mercato facendogli vedere che il biologico sia il futuro. Siamo contenti del progetto, stiamo portando avanti la conoscenza in Francia e Germania e stanno arrivando ottime soddisfazioni. Massimo Perotto (Lagnasco Group), infine, ha evidenziato come il biologico stia crescendo molto nella grande distribuzione, ma come anche a grossisti e dettaglianti stiano donando molta importanza all’ortofrutta biologica. “Stiamo valutando di intensificare degustazioni verso i nostri clienti Germania – ha concluso – con i piccoli frutti e stiamo discutendo se fare un evento con mele biologiche a Parigi per farle conoscere alla ristorazione”.

Archiviato il primo anno, ora Made in Nature sarà attivo per i prossimi due anni, in cui sarà prevista la partecipazione a fiere di settore e l’organizzazione di workshop, attività instore nei paesi target e altre iniziative che proseguiranno nell’obiettivo di raggiungere oltre 24 milioni di utenti singoli e sensibilizzarli ai valori del biologico come scelta di benessere e sicurezza.

Fonte: MyFruit