Sezione Mercati e competitività di impresa

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In programma per il prossimo 27 giugno a Corigliano-Rossano il workshop “Le certificazioni nel settore agroalimentare”

Nell’ambito del  piano di attività informative/dimostrative “Ortofrutta 2030” cofinanziato dal PSR Calabria 2014-2020 Intervento 1.2.1 la O.P. Ortocal Soc. Coop. Agricola

Organizza il workshop dal titolo

 Le certificazioni nel settore agroalimentare. Global Gap, tracciabilità di filiera, HACCP e protocolli di sicurezza alimentare

Lo scopo dell’attività informativa è di illustrare le diverse certificazioni che nel settore agroalimentare assicurano a clienti e consumatori maggiore sicurezza sulla qualità dei prodotti.

Saranno affrontati ed approfonditi i contenuti degli standard di certificazione attualmente in vigore, affrontando i diversi requisiti a cui l’azienda deve ottemperare al fine di raggiungere e/o mantenere le certificazioni del proprio sistema.

Verranno inoltre discusse le opportunità che le certificazioni offrono per ottenere e mantenere accesso ai diversi mercati.

PROGRAMMA DEI LAVORI

Giorno 27 giugno 2019 ore 16:00 – 19:00

Presso la sede Direzionale della OP Ortocal Soc. Coop. Agr., Zona Industriale – CoriglianoRossano  (CS)

Ore 16:00 Registrazione dei partecipanti

Ore 16:30  Introduzione e presentazione delle attività a cura di OP Ortocal Soc. Coop. Agr.

Ore 16:45 Relazione tecnica a cura Dott. Carmelo Sposato  (esperto e consulente aziendale Sistemi di gestione della qualità e Sistemi di gestione ambientale)

Ore 18:00 Discussione tecnica con i partecipanti

Su richiesta dei partecipanti, sarà rilasciato l’attestato di partecipazione alle attività informative, valido per certificare gli impegni formativi/informativi assunti dai giovani agricoltori al primo insediamento, nell’ambito delle domande di sostegno  presentate a valere sul “Pacchetto Giovani” del PSR Calabria 2014-2020.

Scarica la  locandina informativa attività informative certificazioni e mercati_finale

Accedi per iscriviti per partecipare al workshop …….

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ISMEA: con l’embargo persi 2017 milioni di euro di export agroalimentare verso la Federazione Russa

E’ quanto emerge dal Report pubblicato da ISMEA. La perdita economica per le esportazioni agroalimentari italiane per effetto dalle sanzioni economiche emanate dalla UE nei confronti della Federazione Russa è di 217 milioni di euro, con frutta fresca, carni e latte e derivati che perdono rispettivamente 112, 57 e 48 milioni di euro rispetto al periodo pre-embargo. È quanto emerge dalle analisi dell’ISMEAsulla bilancia commerciale di prodotti agroalimentari della Federazione Russa.

La dinamica dell’import russo di prodotti agroalimentari italiani, che nel 2013 era in crescita del 124% rispetto al 2009 con l’affermazione di molti prodotti del Made in Italy, ha subito una forte battuta di arresto azzerando l’export per alcuni settori chiave come frutta fresca, carni, latte e derivati, penalizzando fortemente prodotti come uva, mele, kiwi, pesche, formaggi freschi e stagionati, carni bovine.
Si tratta di prodotti spesso fortemente legati ad aree circoscritte come Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Puglia e Lazio, per le quali il danno economico è ancora più rilevante.

Nonostante il perdurare dell’embargo, nel 2018 l’export agroalimentare italiano ha saputo parzialmente compensare le perdite subite grazie alla crescita di altri comparti del Made in Italy, come paste alimentari, pomodori pelati e polpe, tabacchi e olio.
Con un fatturato di 945 milioni di euro di export, l’Italia figura al settimo posto dei principali Paesi fornitori della Federazione Russa e si è posizionata al secondo posto, dietro la Germania, tra i fornitori comunitari. Il nostro Paese detiene il primato per le vendite di vino confezionato (l’Italia era seconda nel 2013) e il terzo posto per i prodotti della panetteria e pasticceria.

Scarica il report completo

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Cibus Tec 2019 alle Fiere di Parma dal 22 al 25 ottobre si incontra la filiera FoodTech

Cibus Tec 2019: crescita del 30% degli espositori e del 25% dell’area espositiva. A 4 mesi dall’apertura è praticamente sold out. Nel complesso 1.300 aziende (+30% rispetto la precedente edizione) che potranno attingere, anche grazie al supporto di Ice-Agenzia, al più grande programma top buyer di tutte le fiere FoodTec con oltre 3.000 operatori internazionali provenienti da 70 paesi. Hanno già aderito brand internazionali come Coca Cola, Dean Foods, Del Monte, Fonterra, Jbs, Kraft Heinz, Lactalis, Nadec, PepsiCo, Pinar, Schreiber Foods, Smithfield, Tiger Brands. E poi l’Italia, che oggi vanta la leadership indiscussa nelle tecnologie alimentari rappresentando, il 32% della produzione dell’Ue28 con una occupazione di circa 30mila addetti che dal 2013 al 2017 è cresciuta di 1.812 unità. Più di Germania (1.217) e Francia (550) (fonte Prometeia).
Sono stati questi, in sintesi, i temi proposti nella conferenza stampa di presentazione di Cibus Tec, dal 2016 braccio operativo di Kpe – Koeln Parma Exhibitions srl – tra le più importanti piattaforme globali dedicate alle tecnologie del Food & Beverage, che si svolgerà alle Fiere di Parma dal 22 al 25 ottobre. L’incontro con la stampa si è svolto il 12 giugno a Milano alla presenza di Thomas Rosolia, presidente Koeln Parma Exhibitions srl – Ceo Koelnmesse srl, Antonio Cellie ceo Koeln Parma Exhibitions srl – Ceo Fiere di Parma spa e Maria Ines Aronadio, direttore dell’Ufficio di coordinamento promozione del Made in Italy di Ice-Agenzia.
La 52° edizione di Cibus Tec nasce nel segno dell’internazionalizzazione. Saranno presenti in fiera 400 brand esteri del Food & Beverage provenienti da 25 nazioni con una crescita del 30% rispetto al 2016. Tra i Paesi più rappresentati la Germania. Seguono Paesi Bassi, Danimarca, Svizzera, Francia. Ben nutrite anche le partecipazioni di aziende provenienti da Cina, Usa e Turchia.
Risultati importanti, ottenuti anche grazie all’alleanza strategica con Koelnmesse che consente a Cibus Tec di far parte, dal 2016, della più grande piattaforma mondiale permanente del meccano-alimentare.
Altro segno distintivo dell’edizione 2019 il sold out. A quattro mesi dall’apertura della manifestazione, l’area espositiva disponibile – che prevede un padiglione aggiuntivo rispetto la precedente edizione – è già praticamente occupata. Riconferme di espositori storici come Alpma, Bizerba, Cft, Gea, Goglio, Grasselli, Ilpra, Ima, Jbt, Multivac, Pfm, Risco, Sacmi, Treif ma anche new entry come: Arol, Colussi Ermes, Elopak, Ipi/Flexlink (Gruppo Coesia), Krones, Ocme, Provisur, Smipack, Tecnopool e Tna solo per citarne alcuni.
Nel complesso 1.300 espositori (nel 2016 erano 1000), le tecnologie per tutte le filiere dell’agroalimentare (frutta e vegetali, latte e derivati, carne e prodotti Ittici, piatti pronti) e l’ingresso di un nuovo comparto: prodotti da forno e derivati dai cereali, snack e prodotti dolciari.
Per la prima volta, negli 80 anni di storia del salone, un intero padiglione sarà dedicato alle soluzioni tecnologiche più innovative per succhi, latte, acque, soft drinks, birra, liquori e vino potendo contare sulla presenza di oltre 150 tra i principali fornitori italiani ed internazionali  tra cui Adue, Cft, Della Toffola, Krones e Sacmi.
Nell’anno dei grandi appuntamenti internazionali, cresce del 20% la sezione Meat forte di un distretto, quello di Parma, che vanta 500 aziende alimentari di settore, e best practice esportate in tutto il mondo.
Infine, cambio di passo del comparto del packaging: dal confezionamento primario all’imballaggio, dal fine line alla logistica con una crescita dell’area del 40% rispetto alla precedente edizione.
 
Tutti  i settori, tutte le tecnologie. Ad andare in scena a Fiere di Parma, insomma non sarà più semplicemente una “manifestazione” dedicata al processing ma una “piattaforma” tecnologica completa e unica sul mercato.
Per aiutare l’export delle aziende italiane Cibus Tec organizzerà il più grande top buyer Program di tutte le fiere FoodTec che porterà a Parma più di 3.000 operatori internazionali prevenenti da 70 Paesi, e due iniziative speciali relative ad India Africa.
L’India è il 2° produttore mondiale di prodotti agricoli dopo la Cina ed il 6° mercato alimentare a livello mondiale. Tuttavia in India gli sprechi lungo la catena agroalimentare sfiorano il 40% rispetto alla produzione primaria. Ice-Agenzia, in partnership con le Confindustrie Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, ha avviato l’iniziativa “India Educational & Business Program”. Un progetto di azioni e servizi mirati allo sviluppo di accordi in India, rivolto alle imprese manifatturiere italiane della filiera agroindustriale e del food processing. In tale contesto, l’appuntamento di Parma è stato scelto quale piattaforma per incontri B2b fra le più importanti aziende Food & Beverage indiane e gli espositori di Cibus Tec.
In Africa le previsioni di crescita sono di un +5% del Pil all’anno. Entro il 2030 il Pil africano sarà il 5% del Pil mondiale (fonte: African Development Bank). In questo contesto, un ruolo importante lo gioca il settore frutta e vegetali, chiave di crescita economica dell’Africa. E’ da queste premesse che nasce il progetto Lab Innova, promosso da Ice-Agenzia, che intende contribuire a sviluppare la collaborazione tra imprese Ue28-Africa, puntando sul trasferimento tecnologico. Il programma coinvolge Etiopia, Mozambico, Uganda, Tanzania ed Angola e offrirà incontri B2b proprio in occasione di Cibus Tec. 
 
L’Italia, in effetti, vanta oggi la leadership indiscussa nelle tecnologie alimentari con 7.3 miliardi di euro di fatturato e una una produzione che rappresenta il 32% della produzione dell’Ue28. Seguono sul podio la Germania con 5.9 miliardi di euro (25% del totale produzione UE28) e Francia con 1.8 miliardi (8%) (fonte Prometeia). Un settore poco noto al grande pubblico – c.d hidden champion – ma che incarna il meglio della manifattura Made in Italy: leadership di nicchia, produzioni ad alto valore aggiunto, e forte propensione all’export.
Nel 2017 l’export italiano si collocava sul podio dei principali esportatori in molti comparti del tecno-alimentare: apparecchi per preparazione di bevande e cibi caldi (924 milioni di export), macchine, apparecchi e strumenti per prodotti da forno (777 milioni), macchine per la lavorazione frutta e ortaggi (141 milioni), macchine e apparecchi per lavorazione di oli e grassi (113) e macchine per il vino (74 milioni). 
Nel 2018, pur avendo perso la leadership assoluta in tre settori, con una quota di mercato del 16.1%, l’Italia si colloca ancora saldamente al primo posto tra i principali esportatori mondialiRispetto a dieci anni prima, il valore delle vendite estere di macchine per alimentare  e bevande è cresciuto del 63%, arrivando nel 2018 a superare la soglia record dei 4 miliardi di euro.
A Cibus Tec, le innovazioni proposte strizzeranno l’occhio al futuro, assecondando la necessità di produzioni sempre più sostenibili, per offrire al consumatore prodotti nutrienti e soprattutto caratterizzati da elevati standard di sicurezza. E’ in tale ottica che sarà ospitato l’Ibs – International Biofilm Summit. La più importante conferenza mondiale dedicata alle problematiche da biofilm nell’industria alimentare. Nel mondo ogni anno, più di un miliardo di tonnellate di cibo è sprecato proprio a causa delle contaminazioni.
Va invece nella direzione dell’innovazione tecnologica, il Cibus Tec Industry, il progetto che riprodurrà in fiera 4 linee altamente automatizzate e funzionanti dedicate al settore caseario, delle carni, dei piatti pronti e dei prodotti da forno. Linee di produzione a ciclo completo dalla materia prima, al prodotto finito fino a soluzioni avanzate di stoccaggio.
Altri eventi in agenda sono: Il Tomato Day, in collaborazione con Amitom e Wptc, Logisticamente On Food 2019 realizzato con Logisticamente, Diu Design for Intended Use For Food Packaging Showcases organizzato da Netherlands Packaging Center, e gli innovativi workshops organizzati da Ehedg (European Hygienic Engineering and Design Group) e dal Consiglio nazionale dell’ordine dei tecnologi alimentari.
 
La presentazione di Cibus Tec a Milano è iniziata con il saluto di Thomas Rosolia presidente Koeln Parma Exhibitions srl – ceo Koelnmesse srl  che, dopo aver ringraziato Ice-Agenzia ha affermato: “40mila visitatori attesi di cui 25% esteri. Più 30% di espositori stranieri e 3.000 top buyer. Capitalizziamo in questa 52° edizione i risultati di una partnership, quella tra Koelnmesse e Fiere di Parma, grazie alla quale Cibus Tec fa oggi parte della più grande piattaforma mondiale permanente per il food ed il food tech. Insieme ad Anuga, Cibus, Ism, Anuga FoodTec, Prosweets Cologne e ad altre dodici manifestazioni del nostro circuito, infatti, abbiamo creato una community di 11.000 imprese. Un circuito virtuoso che se da un lato ha rafforzato il processo di internazionalizzazione dell’appuntamento di Parma,  dall’altro ha contribuito a valorizzare le tecnologie Made in Italy oltre confine: ad Anuga FoodTec gli espositori italiani sono infatti cresciuti dell’11% mentre a Prosweets Cologne del 14%.
Antonio Cellie, ceo Koeln Parma Exhibitions srl – ceo Fiere di Parma spa è intervenuto aggiungendo: “Le Fiere di Parma dagli anni ’30 sono il teatro fieristico di riferimento per il settore del food processing nonché del packaging&bottling. Oggi siamo a pieno titolo nella élite internazionale grazie ad un quartiere baricentrico, a un rapporto privilegiato, attraverso Cibus, con l’industria alimentare e alla partnership con Koelnmesse. Una joint venture tra due leader mondiali nel settore alimentare, grazie alla quale grandi gruppi ma anche le pmi operanti nel ‘food &beverage processing&packaging’ hanno accesso ad una piattaforma di mercato unica, permanente e globale. Un volano per l’export delle tecnologie Made in Italy perfettamente sincrone alla domanda internazionale che richiede specializzazione e competenza distintive”.
 
Maria Ines Aronadio, direttore dell’Ufficio di coordinamento promozione del Made in Italy di Ice-Agenzia ha invece sottolineato il ruolo di Cibus Tec nel panorama internazionale: “Il settore delle macchine alimentari è una delle eccellenze della tecnologia italiana, su cui il sistema Italia punta in maniera sempre più decisa,triplicando nell’ultimo triennio gli investimenti promozionali per le attività in Italia e sui mercati esteri. Cibus Tec è uno degli appuntamenti principali, su cui concentriamo un’operazione ad alto valore aggiunto che porterà quest’anno circa 130 operatori professionali provenienti da 35 Paesi, oltre alle delegazioni daAngolaEtiopiaMozambico coinvolte nell’ambito del progetto Lab Innova. Un impegno rilevante per sostenere uno dei comparti più dinamici della tecnologia tricolore, che continua anche nel follow up della fiera con i servizi che i nostri uffici esteri possono offrire alle imprese per accedere e radicarsi sui mercati target”.
 
Fonte: ufficio stampa Cibus Tec
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Made in Italy. Agenzia ICE a fianco delle aziende italiane per il digital-export

Piano straordinario per la promozione del Made in Italy 2018, nuova iniziativa Agenzia ICE dedicata ai canali digitali della distribuzione e-commerce.

Nasce la collaborazione tra Agenzia ICE e AMAZON (Presentazione del progetto).

Principali vantaggi della collaborazione:

  • Supporto alla registrazione di almeno 600 nuove aziende nella vetrina Made in Italy di Amazon di cui 350 nella condizione di zero export (<25mila euro di fatturato sui mercati internazionali).
  • Per 18 mesi, le aziende presenti nella vetrina Made in Italy di Amazon beneficeranno di un flusso aggiuntivo di traffico generato dalle campagne di advertising digitale finanziate dall’Agenzia ICE.
  • Sarà data visibilità ai prodotti delle aziende ammesse nella vetrina Made in Italy di Amazon sui siti esteri Amazon.co.uk, Amazon.de, Amazon.fr, Amazon.es e Amazon.com per portarle a vendere online in questi marketplace.
  • La partecipazione è gratuita e non comporta costi aggiuntivi rispetto alle tariffe applicabili ai servizi di Vendita su Amazon. 

I settori e i prodotti ammessi 

Scarica la circolare

Scadenza adesioni 15 luglio 2019

 

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Webinar “Content per l’Ecommerce: l’evoluzione degli strumenti a disposizione delle imprese

Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano School of Management
13 Giugno | 12.00 – 13.00 | ONLINE STREAMING
Il Webinar si propone di fornire una serie di consigli e suggerimenti per usare al meglio i contenuti a supporto del processo di eCommerce.
A chi si rivolge
Il Webinar si rivolge ai responsabili marketing e commerciali di siti ecommerce, responsabili content marketing, e category manager di siti di ecommerce.
Domande chiave
In che modo si possono sviluppare contenuti che aiutino la ricercabilità dei nostri prodotti sul sito di ecommerce?
Come un sito di ecommerce dovrebbe sviluppare una strategia di content marketing efficace?
Come pubblicare contenuti che aiutino il processo di selezione e di scelta dell’acquirente online?
Come scrivere e promuovere social content per incrementare l’awareness di prodotti e siti di ecommerce?
Come misurare l’efficacia dei contenuti a supporto dell’ecommerce?

Accedi per iscriverti al webinar 

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Manifestazione di interesse per la partecipazione delle imprese calabresi a “Villaggio Calabria” Lione

La Camera di Commercio Italiana di Lione, nel quadro del progetto “TIPICITÀ CALABRESI IN FRANCIAcofinanziato dalla Regione Calabria, indice una manifestazione di interesse per la partecipazione di una collettiva di aziende al VILLAGGIO CALABRIA, mostra-mercato che avrà luogo a LIONE (FRANCIA), dal 12 SETTEMBRE al 15 SETTEMBRE 2019. Il Villaggio Calabria si svolge nell’ambito della 9° edizione della mostra-mercato “PASSIONE ITALIANA – VILLAGGIO ITALIANO” di Lione, evento particolarmente atteso e amato dal pubblico lionese, e che ogni anno registra circa 150.000 visitatori in quattro giorni di esposizione.  Nella splendida cornice di Place de la République, situata nel cuore di Lione (terza città più grande di Francia), le aziende calabresi avranno la possibilità di unirsi alla ventina di artigiani italiani presenti ogni anno, con l’obiettivo di proporre ai numerosi visitatori un piacevole viaggio nelle eccellenze della produzione d’eccellenza calabrese. Trattandosi di un evento di grandissimo rilievo e rivolto al grande pubblico, oltre che promuovere il proprio brand, le aziende potranno vendere direttamente i propri prodotti, con evidenti ritorni economici a breve termine.  Il giovedì 12 settembre, primo giorno del Villaggio, si svolgerà a partire dalle ore 19:30 una cerimonia ufficiale di inaugurazione riservata agli espositori, autorità locali e alla stampa specializzata. Saranno coinvolte anche le istituzioni italiane e le associazioni di calabresi in Francia.  Le imprese calabresi otterranno una grande visibilità grazie ad una campagna mediatica organizzata dalla Camera di Commercio Italiana di Lione attraverso i propri canali di comunicazione e note testate locali (Le Progrès).

All’interno dello “Villaggio Italiano” dedicato ai prodotti agroalimentari italiani d’eccellenza, si prevede la partecipazione di imprese calabresi in un’area collettiva di 90 m², costituita da un paniere di produzioni il più rappresentativo possibile delle identità territoriali calabresi.

Il costo di partecipazione all’iniziativa, per le spese sopracitate, è coperto dai fondi progettuali “TIPICITÀ CALABRESI IN FRANCIA”.

Restano a carico dei partecipanti le spese di viaggio e di permanenza in loco per l’intera durata del periodo comprensivo della fase allestitiva e disallestitiva; le spese di spedizione dei prodotti; eventuale personale assunto in loco; quanto non previsto dall’allestimento pagoda di cui sopra.

Le aziende che intendono partecipare alla manifestazione dovranno compilare il modello di istanza di adesione allegato, e trasmetterlo entro e non oltre il 05/07/2019 al seguente indirizzo ccil@ccielyon.com

Scarica:

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Sono aperte le iscrizioni per partecipare alle tre sessioni pratiche “digitalizzazione di impresa”

Nell’ambito del progetto Ortofrutta 2030, cofinanziato dall’Intervento 1.2.1 del PSR Calabria, sono programmate tre sessioni pratiche che si svolgeranno nel mese di giugno e di settembre durante le quali saranno affrontati, in modalità operativa, i temi della digitalizzazione delle operazioni di gestione aziendale nel comparto ortofrutta.

Scarica il programma delle attività ed iscriviti per partecipare ai lavori delle tre sessioni pratiche locandina informativa sessioni praticherevfin

La partecipazione è gratuita.

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Agrifood Monitor: Giappone in aumento l’import agroalimentare dall’Italia

GIAPPONE, NEL DECENNIO 2008-2018 IMPORT AGROALIMENTARE DALL’ITALIA: +51%. E ANCHE NEL I° QUADRIMESTRE 2019 L’AUMENTO E’ DEL +13%
Con un valore superiore ai 57 miliardi di euro, il Giappone rappresenta il quinto mercato al mondo per import di prodotti agroalimentari. L’Italia non rientra tra i principali fornitori, pesando per appena l’1,5% ma il Made in Italy alimentare è molto apprezzato e in crescita: nell’ultimo decennio, l’import di vino italiano è cresciuto ad un tasso medio annuo (Cagr) del 4%, quello di formaggi del 5,9%, l’olio d’oliva del 7,5%. Usa, Australia e paesi asiatici i principali concorrenti, ma con l’accordo di libero scambio in vigore dal 1 febbraio tra Ue e Giappone i prodotti italiani diventano più competitivi, grazie all’abbattimento dei dazi e delle barriere non tariffarie.


Bologna, 10 giugno – Con una popolazione doppia e un Pil pro-capite superiore del 10% a quello italiano, il Giappone rappresenta un mercato di estremo interesse per il nostro export di Food & Beverage. Sebbene degli oltre 57 miliardi di euro di beni agroalimentari importati nel 2018 dal paese del sol levante solamente l’1,5% era di provenienza italiana, nel corso dell’ultimo decennio il valore degli acquisti dal nostro paese sono passati da 537 a 865 milioni di euro, denotando una crescita superiore al 50%.
Ed anche i primi dati relativi al 2019 evidenziano un ulteriore crescita. Nel primo quadrimestre di quest’anno, le importazioni di prodotti agroalimentari italiani in Giappone sono cresciute di quasi il 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, rispetto ad una media di mercato che ha visto aumentare l’import totale di food&beverage di circa il 9%. Un trend favorevole che dovrebbe trovare ulteriore spinta dall’accordo di libero scambio entrato in vigore dal 1 febbraio scorso tra i paesi dell’Unione Europea e il Giappone e che porterà, da subito per circa il 90% delle importazioni Ue che gradualmente per il resto dei prodotti, all’azzeramento dei dazi (e delle altre barriere non tariffarie) vigenti sui prodotti agroalimentari europei. Dazi che per alcuni prodotti bandiera del Made in Italy come il vino , la pasta e i formaggi vanno dal 15% al 40%.
Sono questi alcuni dei temi approfonditi durante il IV Forum Agrifood Monitor organizzato da Nomisma e Crif tenutosi oggi presso il Palazzo di Varignana sulle colline bolognesi e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’ambasciatore Umberto Vattani, presidente della Fondazione Italia-Giappone, di Paolo De Castro, europarlamentare, Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte, Daniele Salvagno, presidente di Redoro Frantoi Veneti, Gian Paolo Gavioli, direttore commerciale Caviro nonché di Koji Misawa, direttore commerciale di Elisir co. Ltd e Miciyo Yamada, giornalista ed esperta di consumi alimentari nel mercato giapponese.
“Sebbene il Giappone pesi solo per il 2% sull’export agroalimentare italiano, la rilevanza di questo mercato è molto più strategica per alcuni prodotti, sia oggi che in prospettiva. Basti pensare all’olio d’oliva, dove il paese del Sol Levante incide per il 7% sull’export di questo prodotto del Made in Italy e arriva al 17% nel caso degli olii esportati dal Sud Italia” dichiara Denis Pantini, Responsabile dell’Area Agroalimentare di Nomisma.
Tra tutti i mercati di destinazione dell’olio extravergine di oliva italiano, il Giappone assieme alla Svizzera rappresentano i paesi con il prezzo medio all’export più alto (rispettivamente 5,6 e 6 euro/kg) contro una media mondo pari a 5 euro/kg. Ma anche per quanto riguarda i formaggi, l’Italia
presenta il posizionamento di prezzo più alto su questo mercato rispetto a tutti i diretti competitor (7,64 €/kg di prezzo medio all’import contro 3,62 euro dell’Australia o 3,97€ degli Usa). “Il posizionamento di prezzo più elevato dei nostri prodotti riflette una composizione del paniere esportato di più alta qualità che a sua volta discende da una maggior attenzione del consumatore giapponese verso il Made in Italy”, sottolinea Pantini. Non è infatti un caso se tra il 2013 e il 2018 l’export di Parmigiano Reggiano e Grana Padano in questo mercato è cresciuto a valore del 113%, quello di Gorgonzola del 109%.
Ma se vogliamo aumentare la nostra penetrazione nel mercato giapponese, oltre alla spinta propulsiva che può arrivare dall’accordo di libero scambio, dobbiamo capire bene come siamo percepiti presso il consumatore locale, qual è la reputazione dei nostri prodotti agroalimentari e soprattutto come possiamo conquistare la sua fiducia, chiave di volta per costruire rapporti consolidati di fornitura.
“La survey che abbiamo realizzato in occasione del Forum su 1.100 consumatori giapponesi ha confermato l’Italia come il paese più rappresentativo del food di qualità nel percepito della popolazione, surclassando sia la Francia che gli Stati Uniti, questi ultimi principali fornitori di prodotti agroalimentari nel mercato giapponese”, ha evidenziato Evita Gandini, Project Manager dell’Area agroalimentare di Nomisma.
Non tutti i consumatori, però, si dicono pronti ad acquistare ad occhi chiusi un nostro prodotto: la stragrande maggioranza dei giapponesi, infatti, è sensibile al prezzo e razionale nelle scelte di acquisto. Si tratta dei “Tradizionalisti-cauti”, il gruppo individuato tramite la cluster analysis di Agrifood Monitor in cui ricade ben il 48% dei consumatori. Il secondo gruppo più numeroso è rappresentato dai “Millennials Sperimentatori” (36%), giovani dai 18 ai 38 anni, curiosi, aperti alle novità sono attratti dalla cultura occidentale e per questo la propensione all’acquisto di prodotti Made in Italy è più elevata della media.
“Ma il segmento più interessante per il nostro Made in Italy è rappresentato dai “Giramondo spensierati” (10% della popolazione): consumatori della Generation X (39-54 anni) con alta capacità di spesa, amano viaggiare e conoscere nuove culture. Internet, degustazioni, cooking show, abbinamento cibo-vino sono le parole chiave per conquistare questo tipo di consumatori” conclude Gandini.
“Nel settore agroalimentare come del resto in molti altri comparti della nostra economia, lo sviluppo dell’export è un processo complesso per le imprese, specie per quelle di piccola dimensione. Molto spesso per una PMI entrare in un nuovo mercato significa sostenere investimenti economici e di tempo per gestire procedure doganali, attività fieristiche, di comunicazione e distribuzione. Essendo partner di oltre 15.000 aziende in Italia, possiamo affermare che le PMI che hanno maggior successo nell’export sono quelle che riescono ad accelerare la fase di ricerca degli importatori e distributori utilizzando i canali digitali ma anche riuscendo ad individuare, avvalendosi di servizi specializzati, i potenziali partner prima ancora di investire in trasferte e attività di promozione su mercati lontani” – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS.

Agrifood Monitor è un’iniziativa congiunta di Nomisma e CRIF www.agrifoodmonitor.com

Per informazioni:
Ufficio Stampa Nomisma
ufficiostampa@nomisma.it
Edoardo Caprino – 339 5933457 Giulia Fabbri – 345 6156164

 

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The european art of taste, nuovo progetto di Cso Italy per promuovere l’ortofrutta italiana in Asia

Trasmettere i valori dell’ortofrutta europea e, in particolare, della produzione italiana, è l’obiettivo per cui nasce The European Art of Taste: Italian Fruit & Veg Masterpieces, la nuova campagna finanziata dall’Unione Europea e da Cso Italy. Per i prossimi tre anni il progetto coinvolgerà consumatori, giornalisti e professionisti del settore di Cina, Giappone, Taiwan e Hong Kong attraverso una serie di iniziative pensate per promuovere la qualità e le garanzie di sicurezza e salubrità certificate dalle rigide norme di produzione europea. 

Le azioni del progetto si snoderanno sia attraverso una serie di eventi e iniziative negli stores delle città principali, che tramite la comunicazione online con la creazione di un sito web dedicato e la diffusione di contenuti sui social network più utilizzati nei paesi target e sulle principali testate del settore food e lifestyle. Creare un legame con i media influencer sarà uno dei punti fondamentali della campagna che, per questa ragione, prevede l’organizzazione di workshop ed esperienze gastronomiche dedicate ai giornalisti. Il lato trade, invece, verrà coinvolto in una serie di appuntamenti e b2b all’interno delle maggiori fiere (da Asia Fruit Logistica, Macfrut Attraction China a Foodex Japan) al fine di creare nuove opportunità di contatto tra gli operatori leader dell’ortofrutta made in Europe e i mercati di destinazione del progetto.
 

L’idea di celebrare i capolavori della natura è al centro dell’immagine di comunicazione con cui si presenta il progetto, una vera e propria opera d’arte realizzata dall’artista italiano Antonio Pronostico, originario di Matera e da anni nel mondo delle illustrazioni e del fumetto. L’Italia è, infatti, riconosciuta in tutto il mondo come arte nel senso più esteso, dalle discipline visive a quella culinaria, favorita dalle eccellenze del suo territorio e dalla capacità di creare ricette conosciute in tutto il mondo. Le materie prime come frutta e verdura non fanno eccezione, disponendo di varietà uniche nel loro genere (93 fra Dop e Igp). Mr Good Fruit è un personaggio fantastico che nasce dalla sintesi dei fantastici prodotti che saranno presentati e sostenuti nel progetto. Tra questi i kiwi e le arance rosse in particolare, ma anche i tanti altri prodotti che caratterizzano l’offerta europea di frutta e verdura (dalle ciliegie ai pomodori per non parlare di mele e pere e delle tantissime verdure) per concludere con i prodotti trasformati, dai succhi alle passate di pomodoro, alle tante verdure conservate con il pieno dei loro requisiti salutistici. Lo stile originale e colorato con cui è stato rappresentato Mr Good Fruit, dalla versione cartoon e dalle tinte rosse e giallo predominanti, vuole celebrare la tradizione italiana e la comunione con gli stilemi asiatici, oltre a rappresentare in tutto e per tutto l’artigianalità e la verve artistica italiana.

I valori fondamentali che vuole trasmettere The European Art of Taste si fondano sulla qualità e la sicurezza che contraddistinguono i prodotti ortofrutticoli, freschi e trasformarti, dell’Unione Europea. Un sistema di produzione sano e sostenibile, che tutela i consumatori e difende la naturalità dei prodotti. L’Italia vanta, nel campo della produzione integrata, un’esperienza storica che parte dagli anni ’70 e che si è fatta riconoscere in tutto il mondo per la sua elevatissima qualità.

I prodotti ambassador del progetto saranno kiwiarance rosse e pere, oltre alle verdure fresche trasformate e i succhi di arancia e altra frutta, referenze principe del nostro paese che vuole creare un legame solido e duraturo con i paesi asiatici.

I produttori – raccolti intorno a Cso Italy, promotore del progetto insieme all’Ue – sono Oranfrizer, Apofruit, Apo Conerpo con Alegra e Naturitalia, Consorzio Jingold, Cico, Lagnasco Group, Origine Group. The European Art of Taste fino al 31 gennaio 2022 svilupperà azioni di promozione e campagne per un valore totale di 3,7 milioni di euro.

Fonte: Ufficio stampa Cso

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ICE Business forum Italia-Biellorussia: tra i settori interessati anche Agricoltura e Food processing

L’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e la CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), in collaborazione con le Istituzioni bielorusse, organizzano a Roma il 24 giugno 2019 un Business Forum Italia-Bielorussia.

Il Forum avrà luogo presso l’Auditorium CNA, Piazza M. Armellini, 9A e l’inizio dei lavori è previsto per le ore 10,30.

I settori focus saranno: Agricoltura, Food processing, Meccanica, Abbigliamento, Calzature, Arredamento, Complemento d’arredo, Farmaceutico, Energie Rinnovabili e ICT.

L’iniziativa è gratuita. Per aderire entro il 23 giugno clicca qui.

Per ulteriori informazioni contattare:

CNA – Ufficio Promozione e Mercato Internazionale email: internazionale@cna.it Tel. 06 44188 508

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