Sezione Innovazione e Ecoinnovazione

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Gestione on line delle aziende agricole: sistema integrato di Coldiretti

Coldiretti presenta a Fieragricola 2020 il primo sistema integrato a disposizione dei soci per la gestione on-line delle aziende agricole con lettura in tempo reale dello stato di salute delle coltivazioni, dati su previsioni meteo e temperature, fertilità dei terreni e stress idrico

«Le nuove tecnologie digitali per l’agricoltura 4.0 di precisione sono uno strumento strategico per lo sviluppo delle aziende, in un’ottica di una sempre maggiore efficienza ma anche per la sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici nell’ambito del grande piano per il Green Deal europeo» così il presidente della ColdirettiEttore Prandini,  sottolinea l’importanza dell’adozione delle tecnologie in agricoltura: dai sistemi gps all’utilizzo dei droni, dai sensori nei campi alle etichette intelligenti fino ai sistemi di avanguardia nella produzione ecocompatibile. Tra queste c’è anche il nuovo sistema integrato nel Portale del Socio della Coldiretti per la gestione on line dell’azienda agricola, presentato a Fieragricola 2020.

Check up online di siccità, fertilità e salute delle colture

Il sistema permette agli agricoltori di ottimizzare le rese e la produttività e affrontare le nuove sfide dei cambiamenti climatici. In particolare, fornisce una lettura in tempo reale dello stato di salute delle coltivazioni, dei dati su previsioni meteo e temperature, fertilità dei terreni e stress idrico. L’applicazione Demetra basata sulle tecnologie Abaco è il primo software agricolo aperto e condiviso dove i dati raccolti vengono valorizzati come patrimonio a disposizione di tutti. Una vera e propria rivoluzione che porta gli agricoltori direttamente nel mondo dell’agricoltura 4.0 di precisione dotandoli di un sistema avanzato di monitoraggio e controllo indispensabile per una gestione efficiente e sostenibile delle colture in campo.  Le nuove tecnologie in agricoltura si applicano anche ai macchinari– spiega Coldiretti – infatti in Italia sono già 1.600 le mietitrebbie con sistema di mappatura delle produzioni, mentre sono in continua espansione i trattori con guida satellitare Global Navigation Satellite System.

Troppi ritardi causati dal digital divide

L’agricoltura 4.0 di precisione rappresenta il futuro dei campi ed entro due anni – sottolinea la Coldiretti – mira a coinvolgere il 10% della superficie coltivata in Italia con lo sviluppo di applicazioni sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti: dall’ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla minimizzazione degli impatti ambientali con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell’uso di acqua e del consumo di carburanti. Le opportunità offerte dall’agricoltura 4.0 con l’utilizzo dei Big Data Analytics e del cosiddetto “Internet delle cose” rischiano però spesso di non poter essere colte a causa dei ritardi nell’espansione della banda larga nelle zone interne e montane. Esiste purtroppo – evidenzia la Coldiretti – un pesante “digital divide” tra città e campagna dove le nuove tecnologie sono uno strumento indispensabile per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire.

Il prezioso aiuto dei Consorzi agrari

L’obiettivo è introdurre sistemi digitali altamente tecnologici all’interno dei processi produttivi e tecnologie moderne finalizzate ad ottenere l’aumento della produttività accompagnata, però, dalla riduzione dei costi e da un aumento della sostenibilità ambientale. In questa nuova sfida – sottolinea la Coldiretti – l’Italia può anche contare sul sistema dei Consorzi agrari che è già il riferimento di 300mila aziende diffuse capillarmente su quasi tutto il territorio con circa 1300 recapiti, comprese le aree più difficili, ed ha esteso l’operatività, dall’innovazione tecnologica ai contratti di filiera, dalle agroenergie al giardinaggio, dalla fornitura dei mezzi tecnici alla salvaguardia delle sementi a rischio di estinzione.

Scopri tutte le innovazioni presentate a Fieragricola

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Agricoltura 4.0: convegno a cura di Greenplanner

Il Convegno dal titolo “Coltivare smart fa molto ECO. Ovvero l’agricoltura si fa 4.0”, organizzato da Edizioni Greenplanner e moderato dal direttore Cristina M. Ceresa, farà il punto sulle novità tecnologiche da mettere in campo per ottimizzare le coltivazioni e al contempo, ridurre costi, sprechi e impatto ambientale. Dal risparmio idrico, alle serre verticali; dai carburanti green derivati dal riutilizzo degli scarti agricoli, fino alle nuove frontiere della genetica. Queste le soluzioni 4.0 per ottimizzare le attività.

L’appuntamento è fissato per la giornata di mercoledì 26 febbraio dalle 9.30 alle 13.00 in occasione di Myplant & Garden, manifestazione fieristica internazionale dedicata all’orto-florovivaismo, al paesaggio e al garden in Italia che si rivolge ai professionisti del settore dal 26 al 28 febbraio 2020 nella cornice del polo fieristico di Milano Rho Fiera.

Per entrare gratuitamente in fiera richiedere il biglietto a scrivendo a iscrizioni@greenplanner.it

Il Convegno partecipa al programma di formazione professionale continua dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali per 0,406 CFP con riferimento al Regolamento CONAF n. 3/2013. È richiesta l’iscrizione anche tramite il SIDAF.

Qualche anticipazione sulle tematiche affrontate

L’evento si apre con l’intervento dell’Europarlamentare Paolo De Castro con qualche anticipazione sulla PAC (Politica agricola comune), che regola i finanziamenti e gli interventi sull’agricoltura. La politica futura a sostegno del settore, nel solco del Green Deal, avrà bisogno di risorse certe che nei prossimi mesi dovranno essere formalizzate con il nuovo Quadro finanziario pluriennale dell’UE. E di finanziamenti, bandi e incentivi a livello europeo parla anche Francesco Laera membro dell’ufficio della commissione europea a Milano.

Luigi Cattivellidirettore centro genomica e bioinformatica del Crea, spiega come la biodiversità agricola non sia quasi mai il risultato dell’evoluzione naturale, bensì e soprattutto il frutto dell’azione dell’uomo. Conoscere la genetica delle piante consente di ridurre l’uso della chimica in agricoltura e tutelare l’ambiente, affrontare i cambiamenti climatici e sostenere la competitività del made in Italy agro-alimentare.

Michele Festuccia, Direttore tecnico Cisco Italia, definisce i vantaggi della digitalizzazione applicata all’agricoltura. Lo fa tramite Safety4Food, l’iniziativa di Cisco Italia che divulga il messaggio di adozione del digitale nel comparto dell’agroalimentare nazionale. Un controllo digitale degli ecosistemi per valutazioni e valorizzazioni oggettive della qualità di una supply chain integrata che fornisce una nuova visione dell’agricoltura e dell’industria del cibo, migliorando i processi di produzione e offrendo soluzioni di tracciabilità dei prodotti.

biologi Daniele Brigolin (Università Ca’ Foscari Venezia) e Marco Francese, (Shoreline soc. coop c/o AREA S.P. Trieste) illustrano nuove produzioni basate sull’acquaponica. Carlo Carnevali, Centro studi Enama, Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola, descrive invece come ridurre le emissioni inquinanti della mobilità nei campi. Per concludere, Manuela Miloni, Consigliere nazionale Florovivaisti italiani, CIA, spiega alle giovani imprese come diventare smart e portare valore aggiunto al settore.

 

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Ispa: biofortificazione e qualità nutrizionale degli ortaggi

L’Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del Cnr ha tra le linee di attività una serie di ricerche sulla biofortificazione, cioè il processo che consente di migliorare la qualità nutrizionale di una pianta o di una porzione di essa. All’argomento il portale Food Hub dedica uno spazio di approfondimento.

La produzione di vegetali biofortificati può essere ottenuta mediante differenti approcci: tecniche di ingegneria genetica, sistemi convenzionali di miglioramento genetico delle piante, approcci di tipo agronomico.

Tra gli approcci agronomici, notevole interesse suscitano i sistemi di coltivazione senza suolo in quanto permettono di gestire in maniera molto precisa e appropriata la nutrizione della pianta, modulando l’accumulo e/o la riduzione di elementi minerali utili o meno per la salute umana.

Aumentare la quantità di micronutrienti biodisponibili in alimenti vegetali per il consumo umano è una sfida particolarmente importante sia per i Paesi in via di sviluppo che per quelli industrializzati; tale processo potrebbe anche rappresentare un valore aggiunto per le produzioni ottenute in società economicamente più evolute, in quanto possono favorire una maggiore competitività dei prodotti.

Per informazioni:
Francesco Serio
CNR – Istituto di scienze delle produzioni alimentari
Via G. Amendola 122/0 Bari
francesco.serio@ispa.cnr.it
080.5929313
Massimiliano D’imperio, Cnr – Istituto di scienze delle produzioni alimentari, Via G. Amendola 122/0 Bari – massimiliano.dimperio@ispa.cnr.it

Per saperne di più sulla biofortificazione: https://www.foodhubmagazine.com/2020/01/31/alimenti-calibrati-per-specifiche-esigenze-nutrizionali/

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Trattori del futuro a guida autonoma ed energia solare

Da qui a dieci anni in Giappone gran parte dei contadini saranno troppo anziani per le dure incombenze nei campi e in risaia. E le nuove leve troppo attaccate al telefonino per sporcarsi le mani con i lavori di campagna. Due problematiche a cui il colosso nipponico Kubota ha pensato di rispondere mettendo a punto X-Tractor 130, un mezzo del futuro a guida autonoma, alimentato con pannelli solari e con i quattro cingolati triangolari per non affondare nelle risaie e sulla sabbia.
 
Il prototipo, dal design in stile navicella spaziale, è stato presentato nei giorni scorsi a Kyoto dal presidente di Kubota, Yuichi Kitao, in occasione del 130/o anniversario del gruppo con sede a Osaka. 
E a Verona è stato illustrato all’Ansa in occasione di Fieragricola dalla Marketing manager divisione trattori della Kubota Europe, Elisabetta Rivolta: “Si tratta di un prototipo e non sappiamo neanche se e quando arriverà sul mercato europeo. Questo prodotto, una sorta di Tesla dei trattori, sarà familiare e compreso tra una decina d’anni” ha premesso. 
L’ultima rivoluzione nel comparto portata in Italia dai giapponesi si avvale di un drone che mappa il terreno e lo guida laddove c’è bisogno di concimare o di irrigare, mentre un agricoltore smart lo controlla da remoto con un telefonino.
 
“L’Italia – ha spiegato Rivolta – è un mercato molto tradizionale e il trattore è identitario per una famiglia di agricoltori. In questo contesto Kubota ha saputo conquistare il 6% del mercato italiano, realizzando qui un fatturato di 45 milioni di euro, rivoluzionando i parametri di qualità del mercato. Prima il trattore si comprava a peso: più era pesante e extra large più valeva. L’industria giapponese propone invece trattori leggeri, quindi a basso consumo di carburanti e sostenibili, ma più potenti e versatili. In linea col motto che campeggia sul marchio ‘per la terra, per la vita’ “.
 
Essere top di gamma non ha fatto dimenticare l’impegno etico non come idea ma come investimento. Al punto che Kubota è già pronta rispetto ai 17 obiettivi per la sostenibilità 2030 indicati dalle Nazioni Unite”. “Puntiamo a garantire una vita di abbondanza per tutti ma proteggendo allo stesso tempo il bellissimo ambiente naturale della terra. E vogliamo mantenere lo spirito del fondatore, Gonshiro Kubota, che a 19 anni fabbricò il primo impianto idraulico in ghisa per preservare i concittadini dal colera. Ed è per questo ricordato tra i grandi nel museo degli imprenditori di Tokyo ” ha sottolineato l’attuale presidente Kitao ricordando che attualmente Kubota ha 40.202 dipendenti, dei quali 3862 in Europa presso 44 società consolidate e produce in tutto il mondo oltre quattro milioni di trattori.
 
Fonte: Ansa.it
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Clementina Sanzo, la tardiva della sibaritide

Presentata a Fruit Logistica da Op Armonia, si chiamerà Perrina in onore del costitutore, Francesco Perri. Primi frutti nel 2023

Circa dieci anni fa in Contrada Sanzo, a Corigliano Calabro, l’agronomo Francesco Perri ha trovato la mutazione di clementina comune che ieri al Fruit Logistica di Berlino è stata presentata come la nuova varietà tardiva capace di raddoppiare la finestra commerciale dei frutti, la Clementina Sanzo.

“Sarà disponibile per tutto gennaio e fino a metà febbraio, garantendo le stesse caratteristiche (agronomiche, qualitative e organolettiche) della comune, ma per quattro mesi – ha detto l’Ad di Op Armonia, Marco Eleuteri –. Sviluppata da Perri, la presentiamo dopo una decina d’anni di test perché partiremo a breve con i primi impianti (15-20 ettari di superficie, ndr) per essere pronti a commercializzare i primi frutti tra tre anni. E, visto che è stata sviluppata da Francesco Perri, abbiamo scelto Perrina come nome commerciale”.

Eleuteri ha anche spiegato che in questo primo triennio, l’obiettivo è raggiungere i 250 ettari di superficie, allargando ad altre realtà produttive con accordi non inferiori ai 50 ettari in modo da garantire da subito volumi di offerta significativi.

Francesco Perri ha quindi illustrato le caratteristiche principali della varietà, che non è sensibile alle principali fitopatie e presenta calibro, colore e sapore ottimi. “Grazie ai nuovi sistemi di diagnostica che permettono screening precoci sugli incroci – ha spiegato Perri – Sanzo non è l’unico frutto ottenuto dalla collaborazione con i ricercatori del Crea. E l’Op Armonia è tra le poche aziende lungimiranti che partecipa a questi progetti garantendo la corretta fase di osservazione e di test di campo”.

Ha chiuso l’avvocato Roberto Manno, esperto di diritto industriale, che ha illustrato le azioni messe in campo per proteggere varietà e nome commerciale.

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Il CREA svela il segreto degli agrumi più dolci

Gli agrumi rappresentano una delle fonti privilegiate di vitamina C nella nostra alimentazione, tuttavia, una delle maggiori barriere al loro consumo è rappresentato dal sapore acido, che li rendono per molti poco gradevoli, se non indigesti.

A breve, però, potremo avere agrumi meno acidi, grazie ai ricercatori del laboratorio di Biotecnologie del CREA Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura che, in collaborazione con il John Innes Centre di Norwich, hanno caratterizzato la mutazione “acidless” (letteralmente “per nulla acido”) nei frutti di cedro, limone, limetta e arancio, in grado di addolcire il succo rispetto alle varietà classicamente acide.

Le mutazioni acidless hanno da sempre incuriosito nel tempo i ricercatori tanto da consentirne il riconoscimento e l’isolamento in molte specie di agrumi che venivano comunemente indicate come “dolci”, a causa dell’estrema riduzione dell’acidità nel succo. Gli agrumi “dolci”, oltre a perdere l’acidità, hanno anche perso la capacità di colorare di rosso intenso foglie e fiori di molte specie. L’analisi genetica, sviluppata mettendo a confronto varietà acide e “dolci” della stessa specie, ha consentito l’identificazione di un gene, chiamato Noemi, fattore chiave in grado di regolare l’acidità dei frutti e che funziona in stretta sinergia con il gene Ruby (identificato qualche anno fa dallo stesso team https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3336134/pdf/1242.pdf), responsabile della sintesi delle antocianine, ovvero i pigmenti chiave della colorazione rosso porpora.

Lo studio inoltre chiarisce come, attraverso il percorso di domesticazione del cedro (una delle specie vere, insieme a pummelo e mandarino), una mutazione a carico di Noemi sia stata poi trasmessa a tutti gli agrumi da esso derivanti a seguito di incroci interspecifici.

Oggi l’identificazione di Noemi e la possibilità di modulare la sua espressione rappresentano un tassello strategico per il miglioramento genetico degli agrumi, soprattutto per le arance e i mandarini, in quanto il controllo dell’acidità è determinante nell’isolamento di selezioni a diversa epoca di maturazione, di grande impatto per un consumatore attento ed esigente.

Fonte: CREA

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Agrotessili di nuova generazione alla Fruit Logistica di Berlino

Sono state presentate lo scorso 5 febbraio 2020, durante la Fruit Logistica di Berlino, presso l’area del Tech Stage (Padiglione 9) le nuove soluzioni di copertura proposte dalla ditta italiana Arrigoni, in occasione del seminario “Advanced Agrotextilees for Green Healthcare – Air flow/Rain control/Drift control”.

Schemi protettivi per l’agricoltura, in grado di favorire il passaggio dell’aria e, al contempo, il controllo dalla pioggia. Un risultato importante, ottenuto soprattutto grazie ai ricercatori dell’Unversità di Napoli e alla Fondazione “Edmund Mach”.

“Il passaggio dell’aria è sicuramente uno dei problemi più sentiti, per chi coltiva in serra. A un maggior tasso di protezione corrisponde purtroppo un minor passaggio dell’aria, con conseguenze significative in termini di riduzione della resa produttiva”, spiega Davide Daresta di Arrigoni, aggiungendo: “Attraverso il nostro studio, siamo riusciti a ottenere uno schermo con fori molto piccoli, impedendo così l’ingresso persino ad afidi e tripidi, in grado di garantire tuttavia un passaggio d’aria fino al.32% in più”

Una soluzione all’avanguardia, presentata in un contesto importante e perfettamente illustrata da Stefania De Pascale, professore ordinario di orticoltura dell’Università Federico II di Napoli.

Accedi da qui per saperne di più

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Banca Monte Paschi di Siena per innovazione e sostenibilità agroalimentare

Dalle tecnologie digitali alla riduzione degli sprechi, dalla finanza alla semplificazione della filiera. Sono cinque le sezioni per le quali start up e pmi possono presentare progetti innovativi

Innovazione e sostenibilità nel settore agroalimentare. Questo il tema nella nuova iniziativa lanciata da OfficinaMps, laboratorio permanente e community di Banca Monte dei Paschi di Siena, realizzato in collaborazione con Accenture, dedicato alle start up e Pmi innovative. Officina Mps vuole supportare l’innovazione partendo dai territori e da uno dei settori di eccellenza del nostro Paese.

Questa nuova iniziativa di Officina Mps vuole supportare e facilitare l’incontro tra nuove realtà imprenditoriali, start up e Pmi innovative, che offrono soluzioni in campo agroalimentare, e il tessuto più tradizionale dell’economia italiana. Il contest si articola attraverso un processo di selezione delle idee imprenditoriali che vantano soluzioni innovative applicabili lungo l’intera filiera agroalimentare.

Le cinque sezioni del concorso

Sono cinque gli ambiti in cui concorrere. Tecnologie per l’agroalimentare. Rientrano in questa categoria le soluzioni abilitate da nuove tecnologie digitali per migliorare i processi produttivi e di trasformazione.

Semplificazione della filiera. Si tratta dell’ambito dei nuovi modelli di business che connettono i diversi attori, fornitori, produttori, distributori e clienti, in maniera più efficiente ed efficace.

Riduzione sprechi. Include tutte quelle soluzioni per l’ottimizzazione degli scarti di materie prime, risorse  e prodotti finiti lungo tutta la catena del valore.

Affidabilità e sicurezza. Per le soluzioni e le tecnologie in grado di tracciare i prodotti alimentari e garantire sicurezza, originalità, conformità e tutela della proprietà intellettuale.

Finanza per l’agroalimentare. È la categoria dei prodotti e servizi finanziari specifici per il settore agroalimentare. Le start up e le Pmi individuate entreranno nella community di Officina Mps e verranno selezionate dalla banca per partecipare a eventi sul territorio, dove incontreranno attori di rilievo del settore agroalimentare a cui potranno presentare le proprie soluzioni e creare così opportunità di sviluppo tra tutte le parti coinvolte.

L’iniziativa si conferma un’occasione di crescita per tutte le parti coinvolte. Start up e Pmi potranno confrontarsi con attori di filiera rilevanti, i rappresentanti delle aziende  agroalimentari avranno una panoramica sulle nuove tecnologie e sulle prospettive future del proprio settore e i professionisti Mps accresceranno le loro competenze contaminandosi direttamente con chi fa innovazione. Alla fine di ogni evento sul territorio, una giuria di esperti valuterà start up e Pmi e sceglierà una finalista.

Innovazione e sostenibilità: premio da 25mila euro

Tutte le finaliste concorreranno per aggiudicarsi il premio finale di 25.000 euro che verrà assegnato alla vincitrice durante un evento conclusivo. La Banca riconoscerà un premio speciale di 10.000 euro alla proposta in grado di generare valore nel tempo per il territorio di riferimento, gli stakeholder e per la collettività.

Le start up interessate potranno partecipare, a partire dal 5 febbraio 2020 e fino al 5 aprile 2020, al contest agrifood sul sito, www.officina.mps.it, in cui è presente l’informativa completa. Per potersi candidare basterà registrarsi nella community OfficinaMps e partecipare al contest dalla propria area riservata.

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Start-up innovativa per riconoscere batteri in frutta e verdura

Instabact, start-up innovativa italiana nata per portare sul mercato il rivoluzionario sistema per l’autocontrollo aziendale che permette l’identificazione rapida dei principali batteri patogeni, e la loro quantificazione, è stata selezionata tra le 20 realtà che parteciperanno alla seconda edizione dello Start Up Day che avrà luogo venerdì 7 febbraio 2020 a Berlino. L’evento è infatti promosso da Fruit Logistica, fiera di riferimento a livello mondiale del commercio ortofrutticolo del fresco.
 
Ad instabact è stato riconosciuto dagli esperti del settore il carattere innovativo della tecnologia adottata che permette di abbattere i rischi per la salute delle persone garantendo un processo di autocontrollo rapido ed efficiente dei prodotti freschi, innalzando così al contempo gli standard di sicurezza e qualità dell’industria. 
 
La contaminazione batterica in prodotti quali frutta verdura costituisce, ancora oggi, una delle maggiori minacce per la salute del consumatore e per l’intero settore agricolo; la presenza di pericolosi batteri quali E.coliSalmonella o Listeria nel prodotto, genera danni gravissimi in termini economici e di immagine, sia ai coltivatori sia ai distributori. 
 
Per il proprio rivoluzionario sistema di autocontrollo, Instabact ha adottato la tecnologia israeliana Yarok, già validata dall’Institute for Food Microbiology and Consumer Goods selezionata e premiata da esclusive istituzioni di settore, come lo storico Istituto statunitense per le tecnologie alimentari, e l’organizzazione per lo sviluppo industriale dell’Onu, consente l’individuazione ultrarapida di batteri nocivi attivi senza incorrere in falsi positivi derivanti dalla rilevazione di agenti patogeni non attivi o presenti in concentrazioni minime. A differenza dei test tradizionali, i risultati sono ottenibili in poche ore anziché in giorni, permettendo il controllo del prodotto agricolo prima della sua commercializzazione e senza comprometterne la freschezza.
 
“A solo un anno dalla presentazione al mercato della nostra soluzione, siamo particolarmente onorati di essere stati selezionati e invitati a presentare il nostro progetto all’interno di un evento esclusivo come lo Start Up Day di Fruit Logistica e come unica realtà operante nel segmento del foodsafety” ha commentato Stefano Sanese, direttore generale di instabact. “Lavoriamo costantemente con il chiaro obiettivo di favorire una positiva rivoluzione all’interno dell’intero sistema di autocontrollo aziendale che porti benefici tangibili alla salute delle persone mettendo fine alle problematiche dovute al consumo di alimenti contaminati generando così al contempo un grande valore per l’industria”.
 
La soluzione instabact si basa sull’uso di speciali reagenti e di un software bioanalitico proprietario, utilizzati con un semplice pacchetto integrato di attrezzature di laboratorio. Grazie a strumenti di facile impiego i produttori, singoli o in consorzio, ai trasformatori ed ai distributori di disporre di un proprio laboratorio, dove utilizzare kit di analisi che possono essere acquistati con cadenza periodica.
 
La procedura di analisi è semplice e non richiede da parte dell’operatore una precedente esperienza di laboratorio. I risultati presentati dal software sono espressi come richiesto dalla normativa europea, ovvero in unità indicanti la presenza di batteri vivi e quindi attivamente pericolosi.
 
Fonte: Ufficio stampa Instabact
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A Fruit Logistica la vetrina delle novità

Ben 81 novità provenienti da 14 Paesi, tra cui 38 prime mondiali, sono presenti nella collezione Spotlight di Fruit Logistica 2020, consultabile anche sul sito della Fiera.

Tante idee di packaging plastic free, ma anche nuove varietà e idee per la quarta gamma

La vetrina è dedicata alle prime mondiali, anteprime europee e ai debuttanti all’evento. Un facile accesso alle ultime tendenze, come prodotti e innovazioni. Tra le varie soluzioni ideate, molte guardano alla sostenibilità. Come la polacca Sofrupak, la britannica Keymac e la canadese CKF, che sveleranno le idee di packaging ecocompatibile. Il gruppo olandese VAM WaterTech esporrà, invece, una nuova soluzione per il riciclo dell’acqua. BASF Vegetable Seeds  lancerà la piccola e pratica anguria Kisy, pronta da mangiare. Tra le aziende sementiere, occhi puntati sulle novità che verranno proposte da Top Seeds e Syngenta.

McGarlet presenta Biopac, il nuovo packaging ecosostenibile e completamente plastic free. Viene realizzato con cartone, che deriva dalla lavorazione di legname proveniente da foreste rinnovabili, biodegradabile e certificato FSC. Tra le altre italiane in vetrina, da segnalare L’insalata Dell’Orto, con il nuovo marchio MissaladLa Linea Verde, che ha sviluppato un nuovo design di imballaggio per le sue insalate; Zerbinati con nuove ricette e ingredienti innovativi.

L’impegno per l’ambiente protagonista della nuova edizione

Spotlight  è un esempio dello spirito innovativo della Fiera. Come il premio annuale Fruit Logistica Innovation Award, le sessioni informative sul palco del Future Lab, lo Start-up Day.

L’attenzione di Fruit Logistica per la sostenibilità gioca un ruolo da protagonista per la nuova edizione.  Come dimostra anche un importante studio sulle sfide affrontate dalle aziende del settore mondiale della frutta e verdura fresca, Do The Right Thing (Right). Il Trend Report 2020 sarà pubblicato in occasione di Fruitnet World of Fresh Ideas, l’evento ufficiale di apertura della Fiera, che si terrà il 4 febbraio.

Per saperne di più accedi da qui https://www.fruitlogistica.it/