Sezione Innovazione e Ecoinnovazione

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Studio CREA per contrastare HLB, la malattia degli agrumi

Il CREA, attraverso il progetto Horizon 2020 Pre-HLB  fa parte del team internazionale di enti di ricerca che hanno messo a punto un metodo di contrasto al diffondersi di un batterio che sta devastando le coltivazioni agrumicole europee.

Pre-HLB: Un progetto europeo H2020 per la prevenzione della diffusione della malattia Huanglongbing (HLB) nelle coltivazioni agrumicole europee

“Preventing HLB epidemics for ensuring citrus survival in Europe (PRE-HLB)” è un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma quadro Horizon2020 con uno stanziamento di 8.001.690 di euro. Il progetto, di durata quadriennale, ha come obiettivo la messa a punto di soluzioni efficaci per contrastare l’ingresso in Europa della malattia Huanglongbing (HLB), causata da batteri appartenenti al genere Liberibacter e, qualora ciò non fosse possibile, per mettere in atto le contromisure necessarie per contenerne la diffusione nel breve, medio e lungo periodo. Le attività del progetto hanno avuto inizio ufficialmente a Luglio nel corso di un meeting in Portogallo.
Pre-HLB coinvolge 24 centri di ricerca di 10 stati, europei ed extraeuropei (Brasile, Cina, Israele e Stati Uniti d’America). Il coordinamento del progetto è affidato al Dr. Leandro Peña dell’Instituto de biologia molecular y celular de plantas (IBMCP) di Valencia. L’Italia risulta coinvolta nel progetto attraverso il contributo di tre istituzioni: il dipartimento di Agricoltura, Alimentazione ed Ambiente (Di3a) dell’Università degli Studi di Catania; Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA, Centro di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, sede di Acireale) ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). A tali istituzioni di ricerca si aggiunge la presenza del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali attraverso il Servizio Fitosanitario Nazionale individuato come membro dell’advisory board del progetto al fine di contribuire ad una capillare diffusione delle informazioni, di presiedere alle attività di monitoraggio e di controllo e di collaborare per il raccordo fra le linee guida messe a punto nel progetto e il sistema produttivo agrumicolo Italiano.
IL PROGETTO:
Il progetto nasce dalla necessità di mettere a punto mezzi di contrasto efficaci per impedire o limitare la diffusione di HLB in Europa. Questa malattia ha avuto origine nel sud-est asiatico per poi, in poco più di un decennio, diffondersi in quasi tutte le aree del mondo a vocazione agrumicola (Cina, Stati Uniti d’America e Brasile) nelle quali ha determinato importanti perdite economiche. L’HLB è causata da tre specie batteriche afferenti al genere Candidatus Liberibacter, la cui sopravvivenza e movimentazione su larga scala è assicurata dalla presenza di due insetti vettori: Trioza erytreae e Diaphorina citri. Entrambi gli insetti sono stati già segnalati nelle isole Azzorre e nelle isole Canarie, mentre, al momento, solo Trioza erytreae è stato rinvenuto nella penisola Iberica. Anche se ad oggi la presenza di batteri responsabili dell’HLB nel territorio dell’Unione Europea non è stata riscontrata, il rischio che ciò accada in un futuro prossimo è concreto a causa della intensa circolazione di merci e persone ivi inclusa l’importazione non controllata di materiale di propagazione di agrumi dai paesi in cui la malattia è presente. I dati sulla diffusione della malattia nei paesi extra Europei hanno evidenziato, infatti, come l’introduzione del batterio, in paesi in cui è già presente l’insetto vettore, determini una diffusione inarrestabile della malattia. Da ciò consegue l’urgenza di mettere a punto strumenti utili per impedire l’introduzione di HLB in Europa e, in subordine, di mettere in atto strategie di controllo a partire dal rapido riconoscimento dei sintomi e dalle applicazione delle più idonee misure di contenimento. In tal senso il contributo dei Paesi già interessati dalla presenza della devastante malattia è di grande ausilio.
I ricercatori italiani spiegano: ‘Al giorno d’oggi, l’HLB è considerata la principale minaccia a livello mondiale per l’agrumicoltura. La particolare pericolosità della malattia è determinata da una serie di concause quali: la gravità dei sintomi (tali da compromettere le capacità produttive della pianta), l’assenza di una sintomatologia precoce e dunque la difficoltà di mettere in atto efficaci strumenti di prevenzione e l’assenza, ad oggi, di adeguati strumenti di controllo di lungo periodo. La veloce diffusione è determinata anche dal fatto che HLB può attaccare indifferentemente tutte le varietà ed i portainnesti di agrumi, ed al momento, non esistono varietà e portinnesti di agrumi resistenti’.
Per questa ragione, le prime linee di azione di Pre-HLB si rivolgono ad una capillare diffusione delle informazioni necessarie per evitare l’introduzione della malattia nelle aree indenni, riconoscerne i sintomi e mettere in atto tutte le strategia di prevenzione. A tal fine il progetto prevede anche il monitoraggio dei punti di ingresso in Europa del materiale vegetale così da verificare la presenza e la diffusione dei due insetti vettori. In un secondo momento verranno messi a punto modelli che simulino la diffusione dei vettori nelle diverse zone dell’Unione Europea così da prevederne gli spostamenti e garantire una rapida risposta per il loro contenimento. Al tempo stesso verranno sviluppati nuovi strumenti per il controllo degli insetti.
Nel medio e lungo termine il progetto si prefigge altresì l’obiettivo di studiare le eventuali fonti di resistenza e di utilizzarle in programmi di miglioramento genetico avvalendosi di tutte le metodologie sinora disponibili, ivi incluse, le New Breeding Techniques.
Manifestazione dei sintomi dovuti ad infezione di HLB in agrumi. (A) Nelle fasi iniziali della malattia gli alberi colpiti sono caratterizzati dalla presenza di uno o più rami clorotici. (B) Con il proseguire della malattia l’albero perde buona parte delle foglie. (C) Uno dei sintomi caratteristici dell’HLB è la manifestazione di clorosi fogliari asimmetriche. (D-E) Un altro sintomo caratteristico è il colore aranciato dei tessuti vascolari in prossimità del peduncolo, laddove le piante sane mantengono una colorazione verde dei vasi. (F) I frutti di piante colpite, durante la maturazione, presentano un’inversione dei colori. (G) Deformazione e necrosi dei tessuti vascolari. (H) I frutti di agrumi colpiti da HLB presentano inoltre aborto dei semi. Foto per gentile concessione di Fundecitrus (Fundo de Defensa da Citricultura).

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Sarma Group lancia nuova linea confezioni eco-friendly per l’ortofrutta

Compostabilità e sostenibilità sono le parole chiave della nuova gamma di pack che Sorma Group presenterà per la prima volta in fiera a Fruit Attraction 2019, la manifestazione internazionale dedicata a frutta e verdura, che si terrà dal 22 al 24 ottobre in Spagna. Le novità saranno esposte allo stand di Sorma Iberica, sede operativa spagnola del Gruppo Sorma, la multinazionale di riferimento per i sistemi di selezione, pesatura e confezionamento dei prodotti ortofrutticoli.

In seguito a un lungo periodo di ricerca e con l’obiettivo di fornire un’ulteriore risposta concreta alle esigenze del consumatore moderno, l’azienda è riuscita infatti a creare una linea intera di confezioni plastic free, convertendo ogni singola proposta di packaging di Sorma Group in una nuova versione 100% compostabile.

Vertbag, ad esempio, è un packaging per arance, patate e fagiolini costituito da una banda realizzata con una speciale carta compostabile che già a prima vista si differenzia dalle normali confezioni. La rete, invece, è realizzata con una mescola plastic free, anch’essa compostabile. Questo innovativo packaging è stato presentato in anteprima alla quarta edizione di Fresh Retailer: Show&Conference: il 26 settembre scorso a Milano Vertbag era infatti tra le soluzioni eco-friendly selezionate per essere esposte nella vetrina Inspiring Packaging Showcase.

Per saperne di più e scoprire tutte le altre soluzioni l’appuntamento è a Fruit Attraction, Pad. 3, Stand D11 – Sorma Iberica.

Sorma Group opera dal 1973. Attualmente è l’unico complesso di aziende al mondo in grado di offrire ‘chiavi in mano’ l’intera linea di macchinari necessari a selezionare, pesare e confezionare automaticamente i prodotti ortofrutticoli, congiuntamente alla fornitura del materiale tecnico per creare tutte le forme di packaging. Sono oltre 160 i modelli di macchine automatiche proposti, protetti da 60 brevetti interamente sviluppati da un team interno di 35 ingegneri. Più di 30 referenze ortofrutticole possono essere selezionate e “vestite” con la massima precisione e affidabilità, per rispondere efficacemente ai requisiti, sempre più severi, della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Il Gruppo è presente con le proprie sedi operative in: Spagna, Germania, Francia, Turchia, Olanda, USA e Brasile. A queste filiali si aggiungono oltre 40 distributori specializzati, che operano a livello globale.

Clicca qui per saperne di più 

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La rivoluzione digitale dell’agroalimentare a CIBUS TEC

Sarà CIBUS TEC, l’innovativa manifestazione sulla tecnologia alimentare, ad ospitare, dal 22 al 25 ottobre, presso Fiere di Parma, il secondo appuntamento annuale per la diffusione della cultura della blockchain, grazie a Blockchain Plaza, il nuovo format ideato da CSQA – Ente di Certificazione leader in Europa per il settore agroalimentare – ed Euranet – Società di consulenza e tecnologie per la compliance – per condividere esperienze, idee e proposte su una grande tematica di sviluppo del settore agroalimentare. Un’iniziativa inedita sull’elemento che oggi rappresenta la vera innovazione per implementare tracciabilità e rintracciabilitàanti-contraffazione e controllo delle frodi.

L’obiettivo di Blockchain Plaza, è infatti quello di diventare il punto di incontro e confronto tra imprese e aziende delle filiere agroalimentari per lo sviluppo della “Data Economy” italiana. Un progetto di ampio respiro nato dalla collaborazione di aziende leader, provenienti da vari settori e con know-how differenti. Hanno infatti aderito all’iniziativa come partner: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano, InfoCertGS1 ItalyBecker LLCAntares Vision e A2A Smart City.

Temi centrali dei numerosi seminari che, durante il CIBUS TEC di Parma, comporranno il programma di Blockchain Plaza grazie alle relazioni dei partners: “La legalità della Blockchain”, “L’integrazione tra Enterprise Blockchain e sistemi informativi esistenti”, “Food Certification Systems”, “Agricoltura di precisione”, “Tracciabilità automatica per l’olio EVO”, “Tracciabilità univoca nel Food & Beverage”, “Smartcontract, proprietà intellettuale e GDPR”, “I prodotti si raccontano: dal package al gemello digitale con gli standard GS1”, oltre alla case history della blockchain applicata all’eccellenza dell’Aceto Balsamico di Modena IGP.

Blockchain Plaza è nel Padiglione 03 – Stand n. F 062/068

Info e programma dettagliato su www.blockchainplaza.it

Fonte: CSQA Certificazioni

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Fiera A&T: l’innovazione a portata di tutti

Si prepara a Torino, Oval Lingotto Fiere,  la 14a edizione (12-14 febbraio) dell’esposizione dedicata alla produzione industriale: industria 4.0, innovazione, ricerca, testing e automazione… ready to use!

Oltre 400 aziende specializzate parteciperanno al primo evento annuale di aggiornamento e miglioramento industriale: un approccio orientato alla sperimentazione, dove si potranno vedere all’opera i macchinari e i vantaggi che la loro implementazione garantisce, direttamente in linea.

In più…

A&T organizza un percorso di avvicinamento in tre eventi, tra loro complementari: è possibile per le PMI introdurre tecnologie innovative e, nel contempo, trasformare digitalmente i modelli aziendali?

Se ne parlerà qui:

> Additive Manufacturing Metallo, 8 novembre, Milano

> Robotica e Intelligenza Artificiale, 22 novembre, Milano

> Lean manufacturing e Logistica Integrata, 29 novembre, Bologna

Parteciperanno gli esperti del Comitato Scientifico di A&T e rappresentanti di alto livello del mondo industriale.
Ingresso gratuito previa registrazione.

Inoltre, due nuovi percorsi espositivi: uno verticale, dedicato a Prove e Misure; l’altro trasversale, con le più recenti innovazioni sul fronte digitalizzazione dei processi industriali.

Clicca qui per saperne di più e per partecipare

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Grandi progetti di Ricerca e Sviluppo, il Mise ha stabilito le modalità di accesso

A partire dall’8 e dal 10 ottobre le imprese potranno avviare la procedura per richiedere le agevolazioni in favore dei grandi progetti di R&S, per i quali sono stati stanziati complessivamente risorse 519 milioni di euro.

Sono stati pubblicati dal MiSE i due decreti che disciplinano le modalità e i termini per la presentazione delle domande relative ai due bandi emanati lo scorso 2 agosto.

Il primo bando stanzia 190 milioni di euro per progetti nelle aree tecnologiche “Fabbrica intelligente”, “Agrifood”, “Scienze della vita” e “Calcolo ad alte prestazioni” coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente. La misura si rivolge alle imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria in tutto il territorio nazionale, con una riserva di 50 milioni dedicata alle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

Il secondo bando rifinanzia con 329 milioni di euro progetti su tutto il tutto il territorio nazionale nei settori “Agenda digitale” e “Industria sostenibile”, con particolare attenzione alla riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare.

L’iter di presentazione delle domande di agevolazioni è articolato nelle seguenti fasi:

  • pre-compilazione delle relative domande di accesso alle agevolazioni, rispettivamente l’8 e il 10 ottobre 2019
  • apertura dello sportello per la presentazione delle relative domande, rispettivamente il 12 e 26 novembre 2019

Per maggiori informazioni

 

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Il progetto ES-PA ad Agrilevante, Bari

Sostenibilità energetica ed ambientale del settore agricolo. Agrilevante, la piu importante fiera del settore agricolo del Sud Italia ospita una sessione di approfondimento e divulgazione sui contributi che il  progetto ES_PA offre al  sistema delle imprese agricole ed agroalimentari italiane ed  alle istituzioni preposte alle politiche di settore.

Alcune delle linee del progetto ES_PA, curato da ENEA, hanno a riferimento i temi della sostenibilità energetica ed  ambientale del settore primario sia attraverso l’introduzione razionale delle soluzioni tecnologiche rinnovabili e l’efficientamento energetico sia attraverso una valorizzazione in una ottica di economia circolare delle biorisorse che il sistema agroalimentare produce.

I ricercatori dell’ENEA illustreranno le attività ed i prodotti che sono in corso di realizzazione nell’ambito di tre delle linee di attività presenti in ES_PA: Le rinnovabili e l’efficienza energetica per le aziende agricole, la normativa e le  tecnologie delle biomasse e la qualità e la caratterizzazione degli scarti agroalimentari per una loro valorizzazione completa.

Sarà l’occasione per un confronto con diversi stakeholder anche al fine di meglio indirizzare e definire le attività progettuali.

La sessione di interventi dedicati al progetto ESPA si terrà nel pomeriggio del giorno 11 ottobre p.v., all’interno di una sessione, dedicata alle biomasse residuali agricole, all’energia ed alla bioeconomia circolare, organizzata da Chimica Verde, Itabia e federcanapa, presso i locali della  fiera (Sala 5):

14:00 – 16:30 Sessione biomasse residuali agricole, energia e bioeconomia circolare

Energia e Sostenibilità per la Pubblica Amministrazione” Il Progetto ES-PA dell’ENEA

o Fonti rinnovabili ed efficienza energetica in agricoltura: indirizzi tecnici – Nicola Colonna, ENEA

o Conoscere la qualità dei sottoprodotti agroindustriali per un loro impiego razionale –    Antonella Del Fiore e Daniela Cuna, ENEA

o Normative, incentivi e tecnologie per la valorizzazione energetica delle biomasse – Vincenzo Gerardi, ENEA

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Filiere agroalimentari e innovazioni digitali

Conoscere le principali innovazioni digitali nelle filiere agroalimentari come l’agricoltura 4.0, veicoli aerei e robot, mobility e geolocalizzazione, IoT, data & advanced analytics, blockchain, l’appuntamento è al Mip, School of Management Politecnico di Milano il e il 6 dicembre 2019 con il corso “Filiere agroalimentari e innovazioni digitali“.

Le nuove opportunità per le produzioni agricole, l’industria della trasformazione, la distribuzione e la nuova gestione del consumatore saranno al centro del corso che illustrerà inoltre come le innovazioni digitali inneschino un nuovo rapporto con i mercati, nuovi standard di conoscenza del prodotto, di comprensione dei suoi percorsi di produzione e di provenienza (sistemi territoriali/terroir), nonché nuovi livelli di garanzia della qualità al consumo, di efficienza, di certificazione.

Nello specifico, durante il corso si parlerà dei processi delle filiere agroindustriali e le principali innovazioni digitali nelle diverse fasi: agricoltura (campo e allevamento), trasformazione, distribuzione e mercati. Con focus su alcuni principali settori agroalimentari.
Ma non solo. Saranno infatti illustrati i nuovi dati emergenti dall’agricoltura 4.0, i percorsi informativi dalle fasi agricole alle fasi di trasformazione, distribuzione, sino alle esigenze informative dei diversi mercati; inoltre focus sulle dimensioni della qualità alimentare (l’Eptagono della Qualità) e gli strumenti della tracciabilità digitale di filiera come certificazioni, Internet of Things, blockchain,  scenario dell’innovazione a supporto della food sustainability di filiera e di prodotto, i sistemi innovativi di supply chain management, con particolare attenzione alla logistica 4.0, i nuovi strumenti di supply chain finance volti a creare efficienza nella gestione capitale circolante delle aziende agroalimentari, il ruolo innovativo che hanno le startup sviluppate in ambito smart agrifood e food sustainability.

Il corso breve di gestione strategica della digital innovation si terrà nella sede del Mip, in lingua italiana e avrà un costo di 1200 euro + Iva.

ContattiFrancesca Muzzi marketing & recruitment – Tel 02 2399 4874 – Email: corsibrevi@mip.polimi.it

Scopri i dettagli del corso Filiere agroalimentari e innovazioni digitali

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CNR, metodo innovativo per la valorizzazione degli scarti delle arance

Un processo efficiente, economico e veloce per estrarre in acqua, senza solventi, composti bioattivi e funzionali partendo dal pastazzo di arancia. Lo studio, condotto da un team di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibe, Ismn), insieme al Dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari ambientali e forestali dell’Università di Firenze e al Centro de Química-Física Molecular and IN-Institute of Nanoscience and Nanotechnology di Lisbona, è pubblicato su Processes

Una soluzione a base di acqua e di pastazzo, lo scarto delle industrie di produzione di succo di arancia, costituito da bucce e residui di polpa, ottenuta attraverso un processo innovativo di cavitazione idrodinamica controllata, ha dimostrato la possibilità di valorizzare questo scarto agro-industriale, prodotto in milioni di tonnellate all’anno, ottenendo oli essenziali, polifenoli antiossidanti e pectina, mentre gli scarti di processo, polverizzati e ricchi di cellulosa ed emicellulosa, diventano fonti di biometano. È quanto emerge da uno studio coordinato da ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche – HCT-Agrifood Laboratory dell’Istituto per la bioeconomia (Ibe-Cnr) e Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn-Cnr) – dal titolo “Real-scale integral valorization of waste orange peel via hydrodynamic vavitation”, pubblicato dalla rivista Processes.

“L’esperienza col pastazzo d’arancia conferma che i metodi di estrazione di composti bioattivi basati su processi di cavitazione idrodinamica si stanno dimostrando i più efficienti, rapidi ed economici”, osserva Francesco Meneguzzo di Ibe-Cnr, editor dello special issue: “In estrema sintesi, la cavitazione è un fenomeno di formazione, accrescimento e implosione di bolle di vapore in un liquido a temperature inferiori rispetto al punto di ebollizione, che genera microambienti caratterizzati da temperature localmente elevatissime e intense onde di pressione e getti idraulici, capaci di intensificare una serie di processi fisici, chimici e biochimici, in modo efficiente e ‘verde’. Per la prima volta, è stato applicato al processamento degli scarti dell’industria dei succhi di arancia prodotti in Sicilia”.

La possibilità di produrre soluzioni funzionali e di estrarre materiali biologici preziosi come la pectina, senza l’uso di alcun solvente sintetico e in modo rapido (pochi minuti) ed economico rappresenta una grande opportunità per molti settori. “Un ulteriore valore aggiunto del processo utilizzato è che consente di preservare interamente la struttura e la funzionalità dei composti bioattivi, come i polifenoli e la pectina. Quest’ultima mostra un grado di esterificazione particolarmente basso che ne esalta le proprietà ai fini dei processi di trasformazione alimentare”, conclude Meneguzzo.

“Come abbiamo illustrato alla Conferenza internazionale sullo sviluppo sostenibile, le tecnologie basate sulla cavitazione idrodinamica appaiono sempre più funzionali alla bioeconomia”, sostiene Federica Zabini di Ibe-Cnr, che prosegue. “In questa applicazione siamo partiti da uno scarto il cui smaltimento è costoso e il cui recupero finora è insufficiente, per restituire prodotti di grande valore alimentare, nutraceutico, farmaceutico ed energetico”.

“Il metodo utilizzato è scalabile al livello industriale, aprendo una nuova strada per la valorizzazione degli scarti agro-industriali, non solo delle arance, ma di tutti gli agrumi”, conclude Lorenzo Albanese, sempre dello stesso Istituto, che per mezzo della cavitazione idrodinamica ha già realizzato un nuovo metodo di birrificazione, per pastorizzare i liquidi alimentari e valorizzare gli aghi di abete.

Roma, 3 ottobre 2019

Scheda

Chi: Istituto per la bioeconomia del Cnr (Ibe-Cnr) e Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr (Ismn-Cnr)

Che cosa: ricerca pubblicata sulla rivista internazionale Processes (open access), Special Issue Controlled Hydrodynamic Cavitation: An Emerging Class of Greener Processing Technologies (Guest Editor: Francesco Meneguzzo, Ibe-Cnr), che illustra il metodo innovativo di estrazione in acqua degli scarti di arancia e la relativa funzionalizzazione; DOI https://doi.org/10.3390/pr7090581

Per approfondimenti:

HCT – AgriFood Lab http://hct.fi.ibimet.cnr.it/

Processes – Special Issue “Controlled Hydrodynamic Cavitation: An Emerging Class of Greener Processing Technologies” https://www.mdpi.com/journal/processes/special_issues/Hydrodynamic_Cavitation

Per informazioni:
Federica Zabini, Istituto per la bioeconomia del Cnr di Firenze, e-mail: federica.zabini@ibe.cnr.it, tel 055/4483056;
Francesco Meneguzzo, Istituto per la bioeconomia del Cnr di Firenze, e-mail: francesco.meneguzzo@ibe.cnr.it

Capo ufficio stampa:
Marco Ferrazzoli
marco.ferrazzoli@cnr.it
ufficiostampa@cnr.it
06 4993 3383
skype marco.ferrazzoli1

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Con Ecovio M 2351 Basf, i teli di pacciamatura diventano biodegradabili

Da Basf un’innovazione che non guarda solo alla sostenibilità ma anche a una maggiore produttività. Certificato biodegradabile in suolo, Ecovio® M2351 per teli da pacciamatura offre benefici alla produzione alimentare e all’ambiente.

Con Ecovio® M 2351BASF offre una materia plastica certificata biodegradabile in suolo per i teli da pacciamatura, composta dal copoliestere biodegradabile polibutilene adipato tereftalato (PBAT) ecoflex® e da altri polimeri biodegradabili ottenuti da materie prime rinnovabili. I teli da pacciamatura di Ecovio® M 2351 possono essere arati nel terreno dopo la raccolta meccanica, poiché i microorganismi presenti in natura nel terreno riconoscono la struttura del telo come cibo metabolizzabile.
Inoltre, i teli da pacciamatura di Ecovio® possono favorire l’incremento della produzione di pomodori tra il 15 e il 50%, ridurre il consumo d’acqua e migliorare il controllo delle piante infestanti con meno erbicidi rispetto alla coltivazione a suolo nudo. Gli agricoltori hanno inoltre notato una maggiore resistenza della coltura alle micosi, un tempo del raccolto ravvicinato e una qualità migliore e più omogenea della coltura, con un grado Brix superiore (riferito al rapporto zucchero-acqua nei pomodori). È così possibile unire l’agricoltura sostenibile alla produzione efficiente di alimenti con una resa superiore e un prodotto di alta qualità.


Invece che essere rimossi e riciclati con un alto impiego di manodopera, i teli di Ecovio® M 2351 possono essere lasciati nel terreno dopo il raccolto, risparmiando lavoro e costi. Uno studio di ETH Zürich (Svizzera) ha dimostrato che i microbi del suolo, ad esempio batteri e funghi, possono usare i teli ottenuti con la materia plastica PBAT come cibo. I microorganismi estraggono il carbonio dal polimero sia per generare energia che per formare biomassa. I prodotti finali restanti dopo la biodegradazione sono CO2, acqua e biomassa.
Ciò significa il Pbat si degrada biologicamente nel terreno e non permane sotto forma di microplastica come il PE. Pertanto, i teli da pacciamatura biodegradabili in suolo contribuiscono a migliorare lo sviluppo delle radici, la crescita delle piante e la qualità del terreno. Ecovio® M 2351 è stato il primo materiale a essere certificato biodegradabile in suolo a norma dello standard europeo DIN EN 17033. L’uso dei teli da pacciamatura di Ecovio® è inoltre accettato per le colture organiche in numerosi paesi.

Gli agricoltori usano teli da pacciamatura certificati biodegradabili in suolo ottenuti da Ecovio® da oltre sei anni, sin dalla sua introduzione sul mercato nel 2012. “Aiutiamo gli agricoltori di numerosi paesi a utilizzare teli da pacciamatura di Ecovio®“, afferma Dirk Staerke, marketing biopolymers for agriculture di BASF.
Secondo l’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura, la produzione agricola globale deve aumentare del 70% per riuscire a sostenere una popolazione mondiale che, secondo le previsioni, nel 2050 arriverà a nove miliardi di persone. I teli da pacciamatura biodegradabili possono contribuire a vincere tale sfida senza inquinare il terreno con residui non degradabili“.

Ulteriori informazioni: www.Ecovio.basf.com e www.biopolymers.basf.com
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Al via SPIN, il programma che fa crescere le startup innovative del Sud

Piccole imprese del Sud crescono: per gli spinoff universitari, le Pmi innovative e le startup innovative si aprono le porte dell’open innovation, della crescita e dell’accesso alla finanza.

Dal 1° ottobre parte SPIN (Scaleup Program Invitalia Network), il programma promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito del Pon Imprese e competitività 2014-2020, e gestito da Invitalia in partnership con ELITE, London Stock Exchange Group. Tre gli obiettivi: favorire l’incontro fra le scaleup innovative del Mezzogiorno con le piccole medie e grandi imprese nazionali e internazionali; facilitare i processi di open innovation e accedere a nuove forme di finanza alternativa per la crescita.

Con SPIN, per la prima volta, spinoff universitari, PMI e startup innovative di BasilicataCalabriaCampaniaPuglia e Sicilia, potranno accedere ai servizi offerti da ELITE attraverso una piattaforma online personalizzata.

Il percorso prevede due fasi: nella prima, 250 realtà parteciperanno a un innovativo programma di sviluppo imprenditoriale digitale con l’assegnazione di un tutor, l’accesso ad una piattaforma di servizi, l’utilizzo di un tool di self-assessment, un report sul posizionamento competitivo, l’accesso a iniziative di networking e di Open Innovation. Nella seconda fase le migliori 50 imprese selezionate da Invitalia accederanno a un’edizione dedicata del percorso ELITE, con una serie di servizi per strutturarsi sui temi di strategia e business planning, organizzazione e governance, funding.

“SPIN rappresenta un tassello importante della strategia del Ministero dello Sviluppo Economico volta a favorire, nel Sud del nostro Paese, la nascita e il rafforzamento di ecosistemi di impresa innovativi, sostenibili e competitivi anche a livello internazionale – dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano PatuanelliSosteniamo pertanto con grande interesse la collaborazione tra Invitalia ed Elite ELITE focalizzata sulle Startup, gli Spin-off universitari e le PMI del Mezzogiorno in un percorso di consolidamento delle competenze imprenditoriali, che ha l’obiettivo di aprire nuove opportunità di mercato alle tante promettenti realtà che vorranno partecipare alla selezione”.

“Con questo progetto – dichiara l’Amministratore Delegato di Invitalia, Domenico Arcuri – l’Agenzia non solo contribuisce alla nascita delle startup innovative del Sud con i finanziamenti gestiti per conto del Governo, ma amplia il suo raggio d’azione preoccupandosi anche di consolidare e far crescere il tessuto imprenditoriale del Mezzogiorno”.

“L’innovazione è da sempre un fattore distintivo di ELITE – dichiara l’Amministratore Delegato di ELITE, Luca Peyrano – ELITE supporta la crescita sostenibile delle piccole e medie imprese, in questo includendo anche la ricerca, la capacità innovativa e lo sviluppo tecnologico come vettore di crescita. Con questo progetto supporteremo in modo mirato un gruppo selezionato di scaleup e PMI innovative che rappresentano nuove forme di impresa e sono un volano per accelerare processi di innovazione anche in sinergia con aziende più consolidate già parte di ELITE.”

Per accedere al programma, la domanda si presenta esclusivamente online sul sito di Invitalia.

Il programma SPIN sarà oggetto di un roadshow che si svilupperà in 7 tappe e toccherà tutte le regioni coinvolte.

  • Catania – 1 ottobre
  • Palermo – 2 ottobre
  • Napoli – 3 ottobre
  • Brindisi – 8 ottobre
  • Bari – 9 ottobre
  • Potenza – 11 ottobre
  • Cosenza/Rende – 14 ottobre.

In ogni tappa, accanto alla presentazione del progetto in tutti i suoi dettagli, sarà possibile organizzare incontri one to one fra le aziende e gli esperti di Invitalia e di ELITE per approfondire le opportunità offerte dal progetto e, soprattutto, favorire l’accesso a programma SPIN.

Accedi da qui per iscriverti agli eventi del roadshow