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La riforma della PAC 2021-2027: il percorso di programmazione strategica in Italia

Con la pubblicazione della proposta di regolamento sulla futura PAC, a giugno 2018, la Commissione europea ha introdotto un nuovo modello di attuazione, che prevede l’elaborazione, da parte di ciascuno Stato membro, di un piano strategico nazionale le cui azioni dovranno concorrere al raggiungimento di 9 obiettivi specifici e un obiettivo trasversale, attraverso la programmazione e l’attuazione degli interventi previsti in entrambe i pilastri della PAC (finanziati dal FEAGA e dal FEASR).
Il percorso di riforma dei regolamenti non è ancora concluso, a causa del prolungarsi dei negoziati a livello comunitario, nel cui ambito uno degli elementi più discussi è proprio la strategia nazionale e le sue relazioni con il livello regionale, che per molti Stati membri – inclusa l’Italia – rappresenta sia un fattore di rilevanza istituzionale, che un valore aggiunto per garantire una maggiore coerenza tra fabbisogni territoriali e interventi finanziati. Oltre alla discussione sul regolamento, la tempistica è anche condizionata dal negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 che tocca gli aspetti di bilancio e il cui sviluppo – includendo le dotazioni per la PAC post 2020 – è in grado di influenzare le ambizioni contenute nel regolamento settoriale.
Nelle intenzioni iniziali della proposta di regolamento, il piano strategico nazionale doveva essere sottomesso formalmente alla Commissione entro il 31 dicembre 2019 per avviare la consultazione (circa un anno) e giungere alla approvazione dello stesso entro il 1 gennaio 2021.
Tuttavia, il protrarsi dei negoziati ha reso necessario prevedere (almeno) un anno di transizione per estendere le attuali norme e attenuare il passaggio con la futura strategia.

IL PERCORSO ITALIANO

In un quadro normativo non ancora definito e consolidato, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf), in collaborazione con le Regioni e Province autonome – e con il supporto della Rete Rurale Nazionale – ha avviato le attività di approfondimento e di confronto indispensabili per costruire la cornice nel cui ambito definire le strategie di intervento, indipendentemente dalle caratteristiche nazionali o regionali che queste assumeranno.
L’approccio adottato vede, pertanto, il costante coordinamento con le strutture istituzionali nazionali, regionali e provinciali, attraverso l’organizzazione di un tavolo tecnico volto a: definire una base comune informativa (di dati e analisi) funzionale al lavoro; definire l’analisi di contesto e la SWOT; avviare la riflessione su strategia di intervento e risultati da raggiungere; strutturare un percorso di sistematizzazione delle esigenze settoriali e territoriali rispetto agli obiettivi della PAC.
Ai lavori del tavolo, oltre alle Regioni e Province autonome, partecipano amministrazioni centrali competenti su tematiche interessate, direttamente o indirettamente, dalla riforma della politica agricola (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – MATTM, Ministero dello Sviluppo Economico – MISE, Ministero della Salute, Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Dipartimento della Protezione civile e il Dipartimento per le Politiche di Coesione), enti statistici e di ricerca (ISTAT, ISPRA, ENEA).

LA PRIMA FASE

Una prima fase di sviluppo, condotta nell’ambito dei lavori del tavolo tecnico, si è svolta tra maggio e dicembre 2019, ha portato alla stesura e condivisione di 11 Policy Brief e 10 SWOT. Questi lavori hanno consentito di strutturare l’analisi dello stato attuale dell’agricoltura italiana e delle aree rurali attorno al contenuto informativo degli indicatori di contesto (si veda il Performance Monitoring and Evaluation Framework della PAC), opportunamente arricchiti con altri indicatori ed analisi al fine di descrivere in modo più puntuale aspetti salienti e caratterizzanti a livello nazionale, regionale e territoriale.
Questa metodologia – pur richiedendo uno sforzo maggiore in termini di coordinamento sin dalle fasi iniziali dei lavori – ha consentito di definire gli elementi essenziali per l’elaborazione della strategia, sulla base di un approccio coerente e di un linguaggio comune e condiviso. I documenti prodotti rappresentano, quindi, un’ottima base di lavoro per le Regioni e Province autonome, che hanno avviato le successive fasi di confronto e approfondimento a livello territoriale e settoriale, per far emergere ulteriori elementi caratterizzanti il sistema agricolo, alimentare e forestale del nostro Paese.
Gli 11 Policy brief e le 10 SWOT sono strutturati per individuare fatti oggettivi che caratterizzano il sistema agricolo, alimentare e forestale e le aree rurali e analizzare i punti di forza, di debolezza, le opportunità e i rischi in relazione ai 9 obiettivi specifici e all’obiettivo trasversale sul sistema della conoscenza (Agricultural Knowledge and Innovation Systems – AKIS), come di seguito descritti:

La maturazione e l’ampia condivisione dei documenti realizzati dal tavolo tecnico consentono di avviare il dialogo con il GEOhub della Commissione europea (febbraio 2020). Si tratta di una struttura flessibile, prevista dalla DG AGRI per supportare gli Stati membri sin dalle prime fasi di programmazione, mettendo a disposizione, per consultazioni e confronti informali, esperti della struttura appartenenti ai diversi uffici di pertinenza dei futuri piani strategici della PAC.
Già in questa prima fase di lavoro si è dato avvio alla consultazione delle parti economiche e sociali (ottobre 2019) e di parte degli stakeholder della società civile, in particolare con le organizzazioni impegnate nel settore ambientale e a difesa degli animali (gennaio 2020) e alla condivisione di tutto il materiale prodotto dai tavoli tecnici.

LA SECONDA FASE

La seconda fase si aprirà a marzo del 2020 e consentirà di sviluppare in forma più strutturata le attività di consultazione del partenariato, della società civile e degli stakeholder in generale. Inoltre, consentirà di avanzare nella costruzione della programmazione strategica con l’individuazione e ponderazione dei fabbisogni, della scelta delle priorità e della logica di intervento. Il percorso dovrà essere completato con la definizione della strategia, l’individuazione degli interventi da attivare e del relativo dettaglio regionale, oltre alle modalità di attuazione.
La strategia così delineata dovrà prevedere anche lo sviluppo dei piani finanziari e la chiara quantificazione di indicatori e target di riferimento, elemento fondamentale del new delivery model, che sposta l’attenzione sulla capacità della PAC di conseguire risultati concreti, comunicabili e il più possibile condivisi con la società civile.
In parallelo alla definizione della strategia nazionale, è necessario costruire il nuovo sistema di governance e coordinamento, individuando ruoli e funzioni di tutti gli attori coinvolti a diverso titolo nei processi di programmazione, gestione, pagamento, monitoraggio, controllo e valutazione del futuro piano.
L’obiettivo, tenuto conto dell’avanzamento del negoziato, è di giungere entro la fine del 2020 alla stesura di un piano strategico coerente ed evidence-based, in cui autorità pubbliche nazionali e regionali/provinciali e portatori di interessi si potranno riconoscere per avviare nel corso del 2021 il confronto formale con la Commissione europea, che approverà tutti i programmi strategici della PAC.

Fonte: Rete Rurale Nazionale