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Il packaging dall’albume d’uovo

Nel mondo del packaging la ricerca finalizzata alla messa a punto di nuovi materiali ecosostenibili per l’imballaggio vive un momento di grande fermento. In particolare sono attualmente in esame diverse soluzioni realizzate a partire da materiali organici.

Un’équipe di ricercatori dell’Università statale del Michigan ha pubblicato quest’anno sulla rivista Food and Bioprocess Technology uno studio preliminare per la produzione di un film a base di proteine dell’albume d’uovo (EWP) mediante processi di estrusione e calandratura, la più comune tecnologia per la produzione di pellicole.

L’obiettivo è determinare il potenziale del film EWP nell’imballaggio alimentare, misurandone le proprietà meccaniche, termiche, ottiche, di barriera, la perdita di plastificante e la resistenza microbica quando viene esposto a specifiche combinazioni di umidità relativa (RH) e temperatura, oltre a confrontare alcuni dei risultati con quelli del film commerciale di acido polilattico (PLA), la bioplastica più comunemente usata per applicazioni di imballaggio alimentare.

Un film EWP trasparente, continuo, sottile e uniforme è stato prodotto con temperature della zona dell’estrusore di 40-50-60-70-75°C dall’alimentatore alla matrice e con temperature del cilindro a temperatura e velocità definite di 115-120°C e 0,111 giri/ min. La permeabilità, la leggerezza e la trasmittanza del film risultante sono state influenzate dalla temperatura mentre l’RH ha influenzato il suo spessore, le proprietà di trazione, la permeabilità, il colore, la trasmittanza e la perdita di glicerolo.

Rispetto al film in PLA, il film EWP è risultato meno fragile e flessibile, con una barriera all’acqua inferiore e maggiore rigidità, resistenza termica e barriera all’ossigeno. I due materiali presentano trasparenza, leggerezza, colore, barriera all’etanolo e sensibilità all’umidità relativa simili.

Lo studio dimostra quindi che il film EWP può essere prodotto attraverso processi di estrusione e calandratura e utilizzato in alternativa ad altri materiali per applicazioni di imballaggio alimentare in cui sono richieste resistenza termica, rigidità, resistenza, barriera all’ossigeno ed eliminazione della condensa.

Fonte: Food executive