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Ortofrutta, blockchain e piattaforme digitali per valorizzare i prodotti

La sfida, lanciata da  Basf Vegetable Seeds all’evento Business event for expert, è quella di sfruttare le nuove tecnologie, tra blockchain e altre piattaforme digitali, per comunicare con il consumatore e orientare l’offerta, valorizzando il prodotto

«Valore lungo la filiera agroalimentare, tecnologie digitali, consumatori, sostenibilità e valorizzazione delle persone sono le fondamenta su cui si basa la strategia di business che abbiamo adottato per rispondere a un mercato guidato dal consumatore e in profonda evoluzione».

Così Jose Antonio Salinas Reyes, Country Head Nunhems Italia, dà il benvenuto ai professionisti dell’intera filiera ortofrutticola presenti alla terza edizione del Befe, Business event for expert di Basf Vegetable Seeds, che ancora una volta offre spunti di riflessione sul futuro del settore.«Segmentare il mercato e tracciare un profilo del consumatore moderno di prodotti orticoli è fondamentale per tutte le aziende che vogliono rimanere sul mercato – ha continuato Salinas –. Pretendere di vendere tutto a tutti in maniera indistinta è impossibile. In questa operazione di avvicinamento al consumatore l’innovazione digitale ha un ruolo chiave».

Il consumatore 4.0

Per capire cosa produrre e come, partiamo dai numeri. I principali driver evolutivi del mercato, come ha brevemente ricordato Claudia Iannarella, Consumer and Customer Manager di Nunhems Italia, sono: gusto, salute, praticità e sostenibilità.

Aspetti che si ritrovano nel mix di fattori che guidano il consumatore di oggi, che possiamo definire 4.0, nell’acquisto di ortofrutta (figura 1), evidenziati dall’indagine Nomisma esposta da Ersilia Di Tullio, Senior Project Manager. «Stagionalità/freschezza, tracciabilità, prezzo, origine, sostenibilità, marca, praticità, salute e digitale, sono le caratteristiche ricercate dal consumatore nei prodotti alimentari. Tra questi fattori, è interessante notare che il prezzo non è al primo posto e che comincia a farsi strada anche la componente digitale».

Figura 1 – Mix di fattori che guidano il consumatore nell’acquisto di prodotti alimentari

Quando si parla poi di ortofrutta, un mercato che più di altri è caratterizzato dalla preferenza per il prodotto fresco (86% dei consumatori) rispetto a quello trasformato, l’incidenza di questi criteri d’acquisto diventa ancora più evidente (figura 2).

Il cliente moderno non esige solo un ottimo rapporto qualità prezzo, è attento soprattutto alle caratteristiche del prodotto, alla tracciabilità e – nei prodotti lavorati in particolare – alla praticità nell’utilizzo. Dall’indagine è emersa anche una generale soddisfazione del consumatore (il 66% lo è) per l’attuale offerta, che però lascia spazio a un buon margine di opportunità di crescita e sviluppo nel settore.

Figura 2 – Fattori che incidono sull’acquisto di prodotti ortofrutticoli 

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Nota: la figura prende in considerazione i prodotti orticoli, tuttavia considerazioni analoghe possono essere fatte per la frutta

In particolare, Di Tullio propone alcuni fattori incentivanti il consumo di ortofrutta, tra cui spiccano il gusto, la trasparenza della filiera e la riduzione dei packaging (figura 3).

Figura 3 – Fattori che potrebbero incrementare l’acquisto di ortofrutta

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Nota: la figura prende in considerazione i prodotti orticoli, tuttavia considerazioni analoghe possono essere fatte per la frutta

«Questi indicatori possono essere sfruttati dalle aziende per meglio orientare la propria offerta. Focalizzandosi su alcuni prodotti, come pomodoro, anguria e carciofo, si vede chiaramente come le strategie di valorizzazione debbano essere differenziate in base al singolo prodotto (figura 4)».

Figura 4 – Possibili strategie per incrementare le vendite di pomodoro

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Le strategie, inoltre, devono adattarsi anche al tipo di consumatore a cui si rivolgono. Evita Gandini, Project Manager di Nomisma, ha poi proseguito identificando una segmentazione di tipologie di consumatori – cinque in particolare: curiosi, concreti, edonisti, maturi e acerbi – determinata da una differente combinazione di quattro fattori, ovvero percezione, consapevolezza, accessibilità e digitale. La Gandini ha poi dato diverse indicazioni e stimoli su come intercettare e raggiungere al meglio il consumatore finale, targettizzando a esempio la comunicazione con claim e slogan precisi, creando corner, show cooking o, ancora, definendo etichette ad hoc, e fornendo ai presenti un pacchetto di soluzioni immediatamente spendibili.

Tra blockchain …

Per lavorare sul prodotto offerto, migliorandone il gusto, la produzione, la praticità di consumo, al fine di valorizzare la propria attività e incrementare le vendite, «si dimostra indispensabile anche la conoscenza e l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali – spiega Stefania Meloni, Global Regulatory Policy Manager Basf. Tra le tante innovazioni di agricoltura 4.0 la blockchain può a esempio fornire una grande risorsa nell’ambito della tracciabilità». Il progetto “Riso Chiaro” di Basf è proprio un esempio di blockchain applicata alla filiera del riso.

Un altro vantaggio di questa tecnologia è che sembra essere molto accessibile, «un progetto di blockchain – continua Meloni – richiede un investimento di circa 5-6 mila euro. Si tratta di un’opportunità da cogliere, soprattutto in un momento storico, quello in cui ci troviamo, in cui l’attenzione per l’adozione delle tecnologie digitali è molto alta, anche da parte dell’Ue».

..e altre piattaforme digitali

In un mondo di consumatori iper-connessi, che richiedono servizi personalizzati e una qualità superiore, il supporto degli strumenti digitali sembra essere indispensabile per creare e comunicare valore. È il messaggio di Andrea Pia, Vp Client Service Italy Akqa, che è intervenuto sul tema incentivando imprenditori e produttori agricoli nel proporre contenuti digitali interessanti, facendosi affiancare da agenzie specializzati nella nuove piattaforme digitali.

La stessa Nunhems si pone in prima linea e sottolinea la volontà di proporre ai propri clienti, accanto a nuove varietà di ortofrutta più competitive, anche altri servizi e di voler diventare facilitatrice di nuove partnership.

Fonte: TerraE’vita