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Il drone a supporto della lotta biologica ed integrata

Si è tenuto il giorno 8 maggio nella Cascina Valentino nel Parco Adda Sud la terza giornata dimostrativa del Progetto Trainagro ‘Trasferimento delle conoscenze e dell’innovazione nell’uso sostenibile dei pesticidi in agricoltura’, che mira a promuovere azioni per favorire l’assunzione in azienda di comportamenti responsabili basati sulla cultura della prevenzione e dell’anticipazione.

La giornata è stata dedicata all’uso del drone nella lotta biologica ed integrata per il controllo della piralide del mais, un insetto particolarmente dannoso per questa coltura, con interventi e dimostrazioni pratiche che esplorano opportunità e vantaggi di questo approccio.

L’utilizzo dei droni in agricoltura è sempre più diffuso: essi consentono di monitorare accuratamente dall’alto lo stato delle coltivazioni e di consentire agli agricoltori di prevenire l’insorgenza di eventuali malattie effettuando interventi mirati, circoscritti e dunque più sostenibili. Meno conosciuto è l’uso dei droni nella lotta biologica ed integrata, un’alternativa all’uso dei prodotti chimici in agricoltura prevista e sostenuta dal Piano azione nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci (PAN). Attraverso i droni è possibile, ad esempio, diffondere sulle colture del mais il trichogramma brassicae, un imenottero parassitoide che, deponendo il proprio uovo all’interno delle uova della piralide, provoca la successiva morte delle larve in formazione. La distribuzione tramite droni rende più agevole e capillare la diffusione del trichogramma, senza impatti sull’ambiente e sugli altri insetti, e consentendo di raggiungere anche gli appezzamenti di piccole dimensioni.

Durante la giornata, sono state descritte esperienze già consolidate in Lombardia e in altre regioni italiane ed è stato possibile vedere un drone in campo grazie ad una simulazione di volo.

Come gli altri incontri dimostrativi di Trainagro, anche questa giornata è aperta ad imprenditori agricoli, operatori del settore, contoterzisti, consulenti e tecnici agronomi e a tutti gli attori della filiera e si tiene in una delle aziende del Parco Adda sud che hanno mostrato interesse per il progetto. Le giornate hanno un approccio pratico, per facilitare lo scambio di esperienze e di competenze tra tutti i partecipanti.

“Il corretto impiego dei prodotti fitosanitari è oggetto di molte normative – a livello europeo, nazionale e regionale – che tracciano le traiettorie per orientare verso quella che è diventata una priorità per molti: ridurre rischi e impatti legati all’uso di questi prodotti e incoraggiare l’adozione di tecnologie innovative e l’assunzione di comportamenti sostenibili” si legge nel sito di Trainagro. “In questo contesto, il trasferimento e la condivisione di informazioni, competenze ed esperienze tra ricerca scientifica e tecnologica, aziende e altri attori del settore agricolo sono ritenuti fondamentali per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale ai vari livelli”.

Il progetto è co-finanziato dalla Regione Lombardia nell’ambito del Feasr – Programma di sviluppo rurale 2014-2020, che mira a sostenere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo in Lombardia, rafforzando il legame tra agricoltura e ricerca. Coordinato dal Dipartimento di scienze dell’ambiente e della terra (Disat) dell’Università degli studi di Milano-Bicocca, Trainagro è svolto in collaborazione con l’Università cattolica del Sacro Cuore, Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea) e Parco dell’Adda Sud. La durata è di  2 anni a partire da novembre 2017.

Organizzato da:
Cnr – Irea
Università Milano Bicocca, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Parco Adda Sud

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