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Analisi campagna clementine 2018-2019

Con la Calabria che si conferma la regione italiana più vocata per la coltivazione delle clementine in Italia, analizziamo i dati raccolti da Bmti e Italmercati sulla campagna 2018-2019 delle clementine italiane.

Dai prezzi che hanno fluttuato dai record di inizio campagna a un crollo a metà dicembre per poi ristabilirsi sul finire di febbraio con le ultime varietà. Con la Spagna che ha un peso rilevante nelle importazioni su tutta la campagna dalle varietà precoci a quelle tardive. Senza dimenticare come temperature e pioggia hanno influito sulla campagna.

I prezzi delle clementine nelle ultime tre campagne a confronto

Ad inizio campagna 2018/19 si sono registrate quotazioni piuttosto elevate, mentre nel periodo di maggior produzione, da metà novembre a metà dicembre, i prezzi sono risultati più bassi anche rispetto alle campagne precedenti. Procedendo verso la fine della campagna si è verificato un incremento delle quotazioni ma su livelli inferiori degli anni passati, a causa del maggior volume produttivo e della qualità tendenzialmente più bassa, dovuta al clima umido con temperature piuttosto alte che ha interessato le zone produttive in autunno e che ha favorito l’insorgenza di patologie fungine.

La produzione di clementine dal 2013 al 2017

Il dato Istat indica per il 2017 una produzione nazionale di clementine che sfiora le 614mila tonnellate, in crescita del 7,3% rispetto al 2016. Le superfici investite, sui 25.800 ettari, si sono invece mantenute sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. La Calabria si conferma la principale regione produttrice, con oltre 418mila tonnellate nel 2017 (68% della produzione nazionale). La produzione pugliese, che ricopre il 20% di quella nazionale, è aumentata del 9% nel periodo 2013-2017, nonostante un calo nell’ultimo anno.

Prezzi delle clementine comuni e l’andamento climatico nella campagna 2018/2019

Il consumo di clementine è tradizionalmente legato ai periodi di basse temperature, soprattutto quando questi si verificano nel periodo natalizio. L’andamento climatico autunno-invernale del 2018 ha mostrato un netto decremento delle temperature nelle aree centrosettentrionali. Si osserva come il mese di novembre, caratterizzato da temperature piuttosto elevate, coincida con un repentino calo nelle quotazioni. L’annata in corso è stata relativamente influenzata anche dalla qualità non particolarmente elevata del prodotto, soprattutto calabrese, il quale ha subìto forti danneggiamenti, sia diretti che determinati dalle condizioni estremamente umide e con temperature elevate del mese di novembre.

I prezzi delle clementine per calibro

La campagna 2018/19 è stata caratterizzata dalla presenza di prodotto di pezzatura medio/piccola. Da notare come le quotazioni fra i calibri più piccoli (3, 4 e 5) siano fra loro molto vicine: questo è dovuto anche al fatto che la scala di calibrazione ufficiale, nel caso degli agrumi, preveda calibri sovrapponibili. Quest’ultima osservazione è evidente anche nell’ultima parte della campagna fra il prodotto di calibro 2 e di calibro 3.

I prezzi delle cultivar spagnole

La presenza di cultivar spagnole durante la campagna 2018/2019 è stata costante nei mercati italiani: la varietà precoce Clemenruby è stata la prima ad arrivare sulle piazze italiane con quotazioni inizialmente alte, che sono andate poi calando con l’arrivo delle altre cultivar (Comune e Oronules) e della produzione italiana. Anche la chiusura di campagna 2018/19 è caratterizzata dalla presenza di cv spagnole tardive, quali Orri, Hernandina e Nadorcott, che si attestano su quotazioni leggermente più alte rispetto alle ultime produzioni nazionali.

Import export delle clementine in calo con bilancia commerciale in passivo

I dati Istat sul commercio con l’estero riferiti al periodo gennaio-novembre 2018 denotano un arretramento degli scambi commerciali nazionali di clementine. Sul fronte delle importazioni si registra, infatti, rispetto al periodo gennaio-novembre 2017, un calo del 20% per i volumi importati, che si sono attestati sulle 58mila tonnellate, corrispondenti ad un esborso monetario di 58,7 milioni di euro. L’84% delle importazioni nazionali di clementine è dato dagli acquisti dalla Spagna, che sono diminuiti del 17%. Anche dal lato delle esportazioni si osserva una contrazione del 27% dei volumi a 31.700 tonnellate, per un valore di 23,6 milioni di euro, attribuibile principalmente al calo delle esportazioni verso i principali paesi destinatari, Polonia e Ungheria. Risultato della dinamica di importazioni ed esportazioni, un saldo della bilancia negativo (-25.600 tonnellate, ovvero -35 milioni di euro).

 

da Fresh Point Magazine del 1° Aprile 2019